RETEFIN

Live Chat by comm100

Vai ai contenuti

Menu principale:


1° invio Aprile_2011

News e Fax > Archivio 2011 > Aprile 2011

Elenco news :

Redazione del bilancio consolidato

Equitalia: online nuovo estratto conto e possibilità di pagamenti sul web

Il tasso Bce sale all’1,25%. Aumento (contenuto) per le rate dei mutui indicizzati

Governo: rilascio patentino per ciclomotori solo dopo la prova pratica

Carte di credito clonate: Trenitalia sventa truffe

OCSE: tasse troppo alte in Italia


Insegnanti precari: 60mila possono chiedere risarcimenti per il non inserimento graduatorie di ruolo

Rinnovabili; Imprese in pressing sui nuovi bonus

Telemarketing aggressivo, italiani più tutelati...secondo l'UE

Export; Cdp, Sace e Abi: sostegno alle imprese

Cedolare secca affitti: sì o no

Online Banking: forti rischi rilevati dalle PMI

Carburanti: da oggi aumenta accisa

Dichiarazione di responsabilità, presentazione a giugno

Made in Italy; In arrivo bonus per la tracciabilità

Gli italiani hanno voglia di ristrutturazioni energetiche

Sei un evasore? Il tuo nome può essere pubblicato sul Web

Tecnico obbligatorio per montare router a casa ancora nella bozza di legge

Detrazioni; Lo sconto in dieci rate annuali

Cassazione: Fondo di garanzia, pagamento del T.F.R. al lavoratore anche in assenza di fallimento del datore di lavoro

ICI: nuovi coefficienti per i fabbricati di categoria D senza rendita

Bond argentina, Tribunale Parma: due nuove sentenze a favore dei consumatori

Lavoro; Lo sconto sul costo cresce allo 0,25%

Corte UE: i commercialisti possono promuovere i propri servizi

Moratoria; Un paracadute per le Pmi

Pasqua, Federconsumatori: in aumento tutti i prodotti della tradizione

Come richiedere il condono per la regolarizzazione del lavoro nero

Governo stanzia 236 milioni per la cultura

Si chiama LizaMoon, il nuovo, potente virus che prova a farti comprare un software

Ambiente; Contributi per interventi in materia ambientale

Redazione del bilancio consolidato

I gruppi di imprese considerati nel loro complesso devono redigere il bilancio consolidato ossia un documento all’interno del quale si dà prevalenza all’aspetto sostanziale piuttosto che a quello formale. E ciò avviene quando, nella realtà, a più imprese da un punto di vista giuridico corrisponde un decisore unico che prende nome di unico soggetto economico. Solitamente, infatti, avviene che le aziende appartenenti ad un gruppo non agiscono secondo una logica personalizzata e individuale. Sorge, così, la necessità di individuare il risultato economico complessivo nonché le risorse finanziarie ed economiche che il gruppo dispone in modo da rappresentare adeguate informazioni su una serie di realtà giuridicamente distinte ma con una direzione univoca.

Il bilancio consolidato è redatto dagli amministratori della capogruppo e non è soggetto ad approvazione assembleare. Deve essere depositato presso la sede sociale almeno quindici giorni prima dell’approvazione del bilancio d’esercizio mentre il deposito presso il Registro delle Imprese deve avvenire insieme al bilancio d’esercizio.

Sono obbligati alla redazione del bilancio consolidato le società di capitali che controllano un’impresa e gli enti pubblici economici, le società cooperative, le mutue assicuratrici che controllano almeno una società di capitali. Devono, inoltre, redigere il bilancio consolidato le società di persone i cui soci illimitatamente responsabili siano tutti società di capitali.

Possono, invece, non procedere alla redazione del bilancio consolidato i piccoli gruppi ossia quelli che cumulativamente, per almeno un esercizio degli ultimi due, presentano almeno due delle seguenti condizioni:

totale attivo dello Stato Patrimoniale inferiore a euro 17.500.000;
totale dei ricavi dell’esercizio euro 35.000.000;
numero di dipendenti mediamente occupati durante l’anno inferiore a 250.
L’esclusione non è applicabile qualora almeno una società del gruppo sia quotata in Borsa. Le ragioni dell’eventuale esonero della redazione del bilancio consolidato devono essere riportate in Nota Integrativa.

Come per il bilancio d’esercizio anche il consolidato deve essere redatto con chiarezza e deve fornire la situazione corretta e veritiera del gruppo di imprese. E’ costituito da Stato Patrimoniale Consolidato, Conto Economico Consolidato, Nota Integrativa Consolidata nonché dalla relazione sulla gestione dell’organo amministrativo, dalla relazione dell’organo di controllo di legalità, dalla relazione del soggetto preposto al controllo contabile.

Corredano il bilancio consolidato il rendiconto finanziario, il prospetto di raccordo fra Patrimonio netto e utile dell’esercizio della capogruppo con il Patrimonio netto e utile dell’esercizio a livello consolidato e dal prospetto dei movimenti del Patrimonio netto consolidato.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
Ritorna all'inizio

Equitalia: online nuovo estratto conto e possibilità di pagamenti sul web


Equitalia lancia il nuovo estratto conto online, con informazione dettagliate e la possibilità - per ora solo in alcune province - di fare pagamenti sul web. "Da oggi - informa una nota stampa - i contribuenti potranno entrare negli archivi di Equitalia per conoscere online i dettagli dei propri debiti. È tutto visibile e verificabile collegandosi dal proprio computer al sito www.equitaliaspa.it. Accedendo al servizio Estratto conto il contribuente potrà approfondire i singoli tributi da pagare, con tutte le informazioni sull'importo iniziale e quello attuale, una chiara ripartizione degli interessi e delle altre spese e l'indicazione di eventuali provvedimenti di annullamento o sospensione emessi dall'ente creditore. Il nuovo servizio, attivo in tutta Italia (Sicilia esclusa) diventa così uno strumento utile per estinguere i debiti con i crediti verso l'Erario: il cittadino e l'intermediario delegato possono avere un quadro completo delle cartelle per valutare se e che cosa chiedere in compensazione con il modello F24".

Nel nuovo estratto conto sono attive tre funzioni che permettono di selezionare le cartelle e saldarle tramite il proprio home banking, attraverso la creazione di un nuovo codice Rav, controllare il piano di dilazione in corso con le relative rate e verificare la presenza e il tipo di provvedimenti emessi (sgravi, sospensioni, procedure cautelari ed esecutive). Queste funzioni sono utilizzabili oggi in 40 province e saranno attivate a breve in tutte le altre. Di seguito l'elenco delle province in cui tali funzioni sono attive: Ancona, Avellino, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Benevento, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Fermo, Firenze, Frosinone, Grosseto, Isernia, L'aquila, Latina, Lecce, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Matera, Nuoro, Oristano, Perugia, Pesaro, Pisa, Pistoia, Potenza, Prato, Rieti, Roma, Salerno, Sassari, Siena, Terni, Trento, Urbino, Viterbo.

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
Ritorna all'inizio

Il tasso Bce sale all’1,25%. Aumento (contenuto) per le rate dei mutui indicizzati


La Bce ha deciso di aumentare il tasso di riferimento del mercato europeo dall’1% all’1,25%. Si tratta della prima variazione dal maggio 2009.

Sale l’Euribor
L’Euribor, il parametro di indicizzazione dei mutui variabili, ha già subito degli aumenti negli ultimi giorni proprio perché gli operatori prevedevano un aumento del tasso BCE. Queste le ultime quotazioni:
- Euribor 1 mese 1,014 %
- Euribor 3 mesi 1,269 %
- Euribor 6 mesi 1,576 %

Come incide l’aumento del tasso sulla rata dei mutui indicizzati?
Ipotizziamo di aver acceso un mutuo a tasso variabile di 100.000 euro a novembre del 2010 per una durata di 20 anni. Con tasso Euribor 1 mese aumentato di uno spread 1,70%. La rata di marzo era 534,79 euro; quella di aprile, se ipotizziamo che l’Euribor aumenti proprio dello 0,25%, sarà di 546,93 euro. L’aumento sulla rata periodica sarà dunque pari a 12 euro.
Aumenti non particolarmente pesanti, ma resta la regole prudenziale di scegliere un mutuo indicizzato solo se si è in grado di sopportare aumenti della rata nel tempo, anche fino al 30%.

Fonte:altroconsumo.it
Ritorna all'inizio

Governo: rilascio patentino per ciclomotori solo dopo la prova pratica


Le nuove disposizioni contenute in due decreti pubblicati in Gazzetta ufficiale il 30 marzo 2011 stabiliscono che dal primo aprile 2011 per i motorini e minivetture sarà necessario aver superato un esame con prova pratica di guida, oltre a quello già teorico previsto. Si tratta dei D.M del 1 marzo 2011 n.81 e il DM. del 23 marzo 2011 n.106, pubblicati nella G.U. n. 73 del 30 marzo 2011 che disciplinano le modalità di presentazione della domanda, di svolgimento degli esami, le materie dei corsi. Inoltre, una circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti individua inoltre una casistica delle diverse situazioni). Secondo quanto previsto dei decreti, dopo la prova teorica verrà rilasciata un'autorizzazione che permetterà di esercitarsi e di sostenere l'esame pratico entro sei mesi dal rilascio dell'autorizzazione stessa. Per quanto concerne i ciclomotori a due ruote, ci si potrà esercitare in luoghi poco frequentati mentre se il mezzo è un ciclomotore a tre ruote (o un quadriciclo leggero) è necessario l'accompagnamento di un istruttore, di età non superiore a 65 anni e titolare di patente B da non meno di dieci anni, il quale vigilare sulla marcia del veicolo, intervenendo tempestivamente in caso di necessità. Nella nota diffusa dal governo emerge inoltre che le disposizioni non si applicano a chi ha già superato la teoria, a chi ha compiuto 18 anni entro il 30 settembre del 2005.

Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
Ritorna all'inizio

Carte di credito clonate: Trenitalia sventa truffe


Negli ultimi giorni, in accordo con quanto reso noto dal Gruppo Ferrovie dello Stato, sono state denunciate ben quattordici persone che avevano acquistato biglietti, per treni a lunga percorrenza, con delle carte di credito clonate. E’ stato in particolare possibile sventare la truffa grazie alle operazioni che sono state effettuate a Milano e Bari in collaborazione con la Polizia Ferroviaria e Trenitalia. Le Ferrovie dello Stato, dopo aver nuovamente messo a segno un’importante risultato nel contrasto al commercio di biglietti ferroviari con carte di credito clonate, hanno nuovamente reiterato la raccomandazione ai propri clienti di acquistare i titoli di viaggio esclusivamente nei canali di vendita ufficiali: dalle biglietterie, alle agenzie di viaggio autorizzate, e passando per i self service, i call center, nonché solo ed esclusivamente dal sito Internet ufficiale delle FS, www.ferroviedellostato.it; il tutto diffidando da ogni altra modalità di vendita.

Ricordiamo che in materia di frodi, nel caso sopra indicato, in passato così come in futuro, l’individuazione dei biglietti clonati è possibile grazie ad un monitoraggio continuo che Trenitalia effettua attraverso un’apposita divisione, data dal Gruppo Contrasto frodi di Protezione Aziendale che, infatti, effettua i controlli sui biglietti e sulle transazioni online.

Si fa presente inoltre che il Gruppo Ferrovie dello Stato, anche per chi non è titolare di una carta di credito, permette di prenotare online i biglietti ferroviari con un comodo ed innovativo servizio che si chiama “PostoClick“, sempre dal sito Internet www.ferroviedellostato.it. Il servizio funziona nella maniera seguente: si prenota online il biglietto, fino a 24 ore prima della partenza del treno che è stato scelto, e poi si può pagare anche in contanti, oppure con carta di debito, praticamente sotto casa, ed in particolare presso i bancomat Unicredit, le ricevitorie Sisal e presso i 30 mila esercizi commerciali appartenenti alla rete di Lottomatica Servizi, e sparsi su tutto il territorio nazionale.

Fonte:bassitassi.com (Fil)
Ritorna all'inizio

OCSE: tasse troppo alte in Italia


Per Carlo Padoan il capo economista dell’OCSE preme sull'importanza che un sistema efficace di riforme strutturali ben organizzate potrebbe rappresentare come chiave di volta della crescita dell'UE. Anzi potrebbe portare “molti dividendi”, questa la particolare espressione usata da Padoan, espressione che risulta certamente efficace per descrivere un approccio "multi-azione" da affrontare nel sistema italiano. Nel target della riforma dovrebbero trovarsi certamente la riduzione delle barriere alla concorrenza, della burocrazia e dell’istruzione, ma forse soprattutto del sistema tributario.

Il limite raggiunto dalla politica monetaria, che ormai non riesce a far fronte alle esigenze di riequilibrio dell’economia europea, impone l’applicazione di riforme strutturali che vadano al di là dell’uso corretto dello strumento monetario (peraltro ormai non più nella disponibilità degli Stati Membri), per muovere, piuttosto, politiche macro-economiche in grado di accelerare la ripresa, aumentando la crescita globale. Ma c’è tuttavia un secondo “dividendo” che, secondo Pier Carlo Padoan, potrà essere il portato di riforme adeguati e si tratta del risanamento dei conti pubblici, un tema che nel nostro Paese ha una certa rilevanza.

Tra le riforme capaci di portare economie importanti, figura in prima istanza la riduzione di barriere all'entrata in settori ad alto potenziale di creazione di posti di lavoro, quali ad esempio il commercio al dettaglio oppure le libere professioni. In merito l’organizzazione suggerisce di promuovere l'applicazione dei decreti Bersani del 2006, la rimozione delle regole anti-competitive e la semplificazione della burocrazia.

Un effetto secondario sui conti pubblici può essere determinato inoltre dal sistema di riforme previsto per il mercato del lavoro e anche un miglioramento e un efficientamento della struttura sanitaria potrebbe secondo Padoan attrarre un risparmio di spesa pubblica pari al 2% del prodotto interno lordo.

Come detto tuttavia anche il miglioramento del sistema di istruzione secondaria e terziaria, ancora in ritardo rispetto a quanto stabilito nelle statistiche Pisa (Programme for international student assessment), elaborate dalla stessa Ocse, ma sulle quali la scuola italiana ha più volte dimostrato dubbi di rilievo. Il miglioramento non dovrebbe in questo caso riguardare solo i costi, ma anche, ad esempio, i sistemi di valutazione delle scuole, della formazione professionale, oppure il grado di autonomia delle università.

Infine bisogna affrontare il tema della tassazione: cuneo fiscale e aliquota per le imprese sono secondo l’OCSE troppo alta. Le imposte sugli straordinari e degli effetti dei condoni sull'evasione fiscale, sarebbero a loro parere poco rilevanti e sarebbe necessario anche che il peso della tassazione venisse spostato di più su immobili e consumi.

Fonte:i-dome.com
Ritorna all'inizio

Insegnanti precari: 60mila possono chiedere risarcimenti per il non inserimento graduatorie di ruolo


Sono oltre 60mila i professori pronti a presentare ricorso per chiedere risarcimenti per la mancata immissione in ruolo. Solo in Campania e Sicilia sono già state presentate 10mila domande.

Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha annunciato che incontrerà una delegazione dei 60 deputati, di tutti gli schieramenti, politici, che la scorsa settimana hanno chiesto con una lettera di investire il Parlamento della delicata questione dell'aggiornamento delle graduatorie dei supplenti, mentre Di Pietro denuncia l'imminente presentazione alla Camera di un emendamento che blocca le richieste di risarcimento danni avanzate dai supplenti di tutta Italia.

La Flc Cgil, propone al ministro Gelmini un piano in tre mosse per risolvere la questione del precariato: organici, immissioni in ruolo e gestione delle graduatorie. Riguardo al primo punto, la Flc Cgil chiede di superare gli attuali criteri di attribuzione degli organici alle scuole per garantire una maggiore stabilità del personale e assicurare la continuità didattica agli alunni.

Il tutto attraverso l'immissione in ruolo di 100 mila persone tra docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) e la creazione di una sub-graduatoria nazionale dei precari che, affiancando le liste provinciali, permetta coloro che hanno il punteggio maggiore di occupare le cattedre che rimanessero vuote dopo la nomina dalle liste provinciali.

Una soluzione che offrirebbe ai precari del Sud la possibilità di lavorare al Nord, cancellando così un gran numero di precari che oggi protestano assiduamente.

Dopo la sentenza di Genova, che ha riconosciuto a 15 precari liguri un megarisarcimento di 30 mila euro a testa, e altre sentenze di primo grado che, dopo tre anni di incarico annuale, hanno riconosciuto il diritto all'immissione in ruolo e il riconoscimento degli scatti biennali sulla retribuzione, sono ora migliaia i precari che vogliono procedere in questa direzione. Ma Antonio Di Pietro (Idv) mette in guardia: “Il ministro Gelmini sta preparando l'ennesimo stratagemma ai danni dei precari della scuola”.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio

Rinnovabili; Imprese in pressing sui nuovi bonus


Il Governo promette tempi stretti. Ma la bozza del decreto interministeriale che disegna i nuovi incentivi per le rinnovabili e il quarto conto energia non riesce a prendere forma.

«Sarà probabilmente varato la prossima settimana» afferma Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico. Che precisa: il provvedimento disciplinerà il periodo transitorio tra il primo giugno e il 31 dicembre per le domande giacenti e poi costruirà un nuovo sistema dal primo gennaio 2012 sul modello tedesco», quindi con incentivi in progressiva riduzione.

Ma resta difficile l'alchimia tra i tagli necessari e la salvaguardia degli investimenti. E gli impegni del ministro dello Sviluppo Paolo Romani (che nei prossimi giorni sarà in missione in Afghanistan) mal si conciliano con la promessa formulata dal Governo: il decreto dovrà arrivare con «congruo anticipo» rispetto alla scadenza ultima fissata per fine mese.

Le categorie continuano a formulare le loro osservazioni. E premono. «Non abbiamo risposte. Siamo molto preoccupati e abbiamo mandato l'ennesima lettera» affermava ieri mattina Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato e Rete Imprese Italia, ribadendo che «dopo il boom straordinario del 2010 il settore è completamente fermo».

In ogni caso «il sistema degli incentivi al fotovoltaico deve essere rivisto in maniera sostenibile per imprese, cittadini e sistema Italia» afferma Paolo Culicchi, presidente di Assocarta, che rappresenta i consumatori industriali al tavolo ministeriale. «Molte associazioni imprenditoriali, tra cui Andil, Assocarta, Assofond, Assomet, Confindustria Ceramica, Federacciai da tempo chiedono di incontrare il ministro Romani che non può confrontarsi solo con le associazioni del fotovoltaico» incalza Culicchi ribadendo che gli extracosti necessari a coprire i sussidi verdi «rischiano di gravare ulteriormente sulle bollette energetiche» delle imprese energivore.

A sollecitare incentivi stabili nel tempo, economicamente sostenibili e che tengano conto dell'evoluzione tecnologica, in modo tale da garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano di azione nazionale sulle rinnovabili è intanto l'amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Starace, che ieri è stato ascoltato dalla Commissione Ambiente della Camera.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Economia e Imprese
Ritorna all'inizio

Telemarketing aggressivo, italiani più tutelati...secondo l'UE


Il tanto amato-odiato Registro delle Opposizioni, entrato in vigore il 1° febbraio 2011 contro il telemarketing aggressivo, ha salvato l'Italia da una condanna europea ed ha graziato i consumatori italiani abbonati a servizi telefonici dalle telefonate indesiderate. E' questo il parere della Commissione Europea che ha chiuso il procedimento di infrazione avviato contro l'Italia a gennaio 2010. Secondo la Commissione le banche dati istituite in passato per creare elenchi telefonici erano accessibili a società esterne che praticavano telemarketing senza che gli abbonati interessati ne fossero al corrente, non garantivano agli abbonati la possibilità di opporsi alla trasmissione dei loro dati.

L'Italia così è corsa ai ripari introducendo, come misure di protezione, l'istituzione di un pubblico registro che raccoglie i nominativi degli utenti che si oppongono alle telefonate di telemarketing, l'adozione di una regolamentazione sull'utilizzo dei registri di utenti emessa dalle autorità preposte alla protezione nazionale dei dati e un'imminente campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla nuova regolamentazione.

Secondo Federconsumatori e Adusbef "la Commissione Europea ha preso un abbaglio grande quanto una casa". "Dire che la tutela degli utenti telefonici, in Italia, sia migliorata con l'introduzione del registro delle opposizioni è una grave inesattezza. Anzi, come sosteniamo da tempo, è nettamente peggiorata" dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, ricordando che la maggior parte dei paesi dell'Unione hanno adottato il preferibile sistema dell'opt-in, mentre in Italia sono state di fatto legalizzate le persecuzioni degli utenti da parte delle società di telemarketing. "Dal sistema opt-in, per il quale l'utente doveva espressamente manifestare la propria volontà ad essere contattato dalle società di telemarketing, infatti, si è passati all'attuale sistema di opt-out che prevede l'iscrizione al registro delle opposizioni per non essere più molestati.
Un sistema farraginoso, che sta creando non pochi disagi e problemi agli utenti".

Le Associazioni hanno anche denunciato come i cittadini siano stati disinformati circa la possibilità di iscriversi a tale registro tramite uno spot vergognoso, tutto a favore delle molestie del telemarketing. "Ci vorranno anni prima che la situazione possa migliorare. Invitiamo pertanto la Commissione Europea ad informarsi meglio, attraverso le autentiche Associazioni dei Consumatori che, da anni, ribadiscono la verità su tale vicenda".

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
Ritorna all'inizio

Export; Cdp, Sace e Abi: sostegno alle imprese


Cassa depositi e prestiti, Abi e Sace, scendono in campo al fianco delle imprese italiane dell’export. È stata firmata infatti ieri, la nuova convenzione per finanziare sostenere le aziende esportatrici.

Secondo quanto previsto dall'intesa, sarà il Cdp a occuparsi del supporto finanziano vero e proprio, mentre l'organizzazione dei finanziamenti sarà affidato alle banche: a fare da garante sulle operazioni sarà chiamata invece la Sace.
L'accordo, si legge in una nota congiunta, «riguarda il finanziamento di operazioni effettuate dalle imprese italiane e dalle loro controllate, relative al credito all'esportazione per forniture di merci o servizi e all'internazionalizzazione delle imprese stesse».

Nel dettaglio, la Cdp potrà intervenire presso le aziende in due modalità differenti. In un primo momento si potranno concludere, con istituti di credito indicati dall'Abi, contratti di provvista miranti a finanziare tutte quelle operazioni ritenute strategiche dagli esportatori. In alternativa, la Cdp potrà finanziare direttamente le operazioni, con importi che nella fattispecie, spiega il documento, supereranno i 25 milioni di euro.
In entrambi i casi, spiegano ancora nel documento Sace, Cdp e Abi, tutte le operazioni di finanziamento verranno monitorate periodicamente e « i risultati verranno resi noti per valutarne l'efficacia e garantire la massima trasparenza».

Fonte: Milano Finanza
Ritorna all'inizio

Cedolare secca affitti: sì o no


Ai debuttanti due mesi per decidere Tempi supplementari, fino al 6 giugno, per i contratti i cui termini di registrazione scadono dal 7 aprile
Entra in vigore domani la norma sulla cedolare secca. Ci sarà, però, tempo fino al prossimo 6 giugno per registrare i contratti di locazione i cui termini per l’adempimento scadono dal 7 aprile, decidendo se attivare il regime opzionale di tassazione. L’anticipazione in una videoconferenza dell’Agenzia delle Entrate.

La concessione di un periodo più ampio per scegliere trova la sua base normativa nello Statuto del contribuente (legge 212/2000) che, all’articolo 3, comma 2, prevede un minimo di 60 giorni per l’avvio degli adempimenti richiesti da norme tributarie di nuova applicazione.
In questo modo gli interessati potranno fare i loro calcoli con tutta tranquillità ed eventualmente esercitare l’opzione con maggiore consapevolezza.

Arriverà domani, 7 aprile, in concomitanza con l’entrata in vigore del decreto attuativo del federalismo comunale (Dlgs 23/2011) e senza aspettare i 90 giorni concessi dal Dlgs, un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che indicherà le modalità applicative del nuovo sistema di tassazione sugli affitti di immobili a uso abitativo.

Pronto anche il software per scegliere la cedolare secca. Sarà disponibile dall’8 aprile sul sito internet dell’Agenzia.

Fonte:nuovofiscooggi.it (r.fo)
Ritorna all'inizio

Online Banking: forti rischi rilevati dalle PMI


La frode bancaria online è la "bestia nera" delle imprese. Uno studio commissionato da Guardian Analytics, il "2011 Business Banking trust Study", condotto da Ponemon Institute su 533 uomini di affari in aziende con un numero di dipendenti inferiore a 200, ha rivelato che oltre la metà delle aziende campione ha subito l’esperienza di un qualche tipo di furto correlato ad un conto bancario. A ciò va aggiunto un altro dato di una certa importanza: nel corso degli ultimi 12 mesi la percentuale di aziende che affermano di avere subito un qualche tipo di fronde online è arrivato al 75%, ovvero una sola azienda ogni quattro dichiara di non aver avuto problemi, e nella grande maggioranza dei casi (oltre il 60%) inoltre talli truffe sono state reiterate nel tempo.

Si tratta di dati di un certo rilievo e soprattutto che sono assolutamente trasversali e non dipendono dalla dimensione delle aziende né tantomeno delle banche con cui esse hanno rapporti.
Peraltro si tratta di un fenomeno subdolo e molto complicato da contrastare. Quasi l’80% delle truffe difatti vengono scoperte solo una volta che hanno prodotto effetti e comunque solo successivamente al trasferimento dei fondi al di fuori dell'istituto bancario.

E cosa rispondono le banche a tutto ciò? Tristemente pare che per un’importante percentuale esse non diano risposta alcuna. Giunge al 31% la percentuale di Pmi che dichiarando la frode non ottengono nessun tipo di risarcimento, mentre il 29% dichiara di essere riuscita a recuperare solamente una parte dei valore della truffa.

La percentuale delle imprese che invece asseriscono di esser riusciti a ritornare interamente in possesso dei beni sottratti si ferma al di sotto del 10% per la precisione all’8%.

Il CEO di Guardian Analytics Terry Austin non ritiene che la situazione possa cambiare nel futuro: “nel 2010 abbiamo evidenziato che il problema frode era più grave di quel che ci aspettavamo e con un reale impatto sul business e sulle banche, e la cosa non è migliorata – afferma - in alcuni casi è addirittura peggiorata, ma certamente non è migliorata negli ultimi 12 mesi”.

Fonte:i-dome.com
Ritorna all'inizio

Carburanti: da oggi aumenta accisa


06/04 "Partono" le nuove accise sui carburanti. Sono infatti in vigore da oggi le nuove accise su benzina e gasolio autotrazione aumentate per finanziare interventi nel settore della cultura. È quanto annuncia Staffetta Quotidiana, che spiega come ieri sera sia stato pubblicato sul sito internet dell'Agenzia delle dogane un avviso che annuncia la pubblicazione per oggi della determinazione che stabilisce le nuove accise: l'aumento è pari a 0,73 centesimi (0,9 centesimi compresa l'Iva) sia sulla benzina che sul gasolio. Naturalmente, il provvedimento - e la scelta che lo ha determinato - porta sulle barricate le associazioni dei consumatori.

Nel frattempo, i prezzi fanno registrare rialzi per quasi tutte le compagnie. Eni "ha messo a segno il secondo aumento consecutivo dopo quello di ieri. Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, questa mattina i prezzi del Cane a sei zampe sono aumentati di 1,7 centesimi, si per la benzina che per il gasolio. La media dei prezzi Eni calcolata dalla Staffetta sale questa mattina a 1,578 euro/litro per la benzina e a 1,494 euro/litro per il gasolio. Fermo il Gpl a 0,788 euro/litro".

Ci sono aumenti un po' per tutte le compagnie e differenze considerevoli a livello regionale: "le punte minime si registrano in Piemonte e in alcune zone della Lombardia a 1,542 euro/litro sulla verde e a 1,458 euro/litro sul gasolio. Le massime sulla benzina come sempre in Campania, anche per via dell'addizionale regionale di 3,1 centesimi: il record questa mattina è a 1,663 euro/litro. Per il gasolio la punta massima la registriamo in Sicilia a 1,548 euro/litro".

"Mentre "l'odiato" Governo francese ha deciso di bloccare completamente la corsa di tutti i prezzi energetici, nel nostro Paese, a peggiorare ulteriormente le cose, contribuisce la geniale trovata di aumentare l'accisa sui carburanti fino a 2 centesimi al litro": questo il commento di Federconsumatori e Adusbef, che tornano a bocciare il provvedimento deciso nel Consiglio dei Ministri dello scorso 23 marzo - come fatto fra l'altro da tutti, consumatori e gestori - e denunciano come "intollerabili e del tutto ingiustificate le nuove impennate del prezzo della benzina" con ricadute stimate in 410 euro annui, fra i quali 240 euro di costi diretti e 170 euro di costi indiretti.

Per le due associazioni, il Ministero dello Sviluppo economico "tentenna e temporeggia" sull'applicazione di due provvedimenti considerati fondamentali: "l'applicazione dell'accisa mobile, in modo che diminuisca quando il costo della materia prima aumenta, in modo da riequilibrare la tassazione" e "l'avvio delle misure sottoscritte nell'accordo con la filiera petrolifera: Commissione istituzionale sulla doppia velocità, blocco settimanale degli aumenti, razionalizzazione della rete e apertura della vendita presso il canale della grande distribuzione".

"Scatta da oggi l'aumento dell'accisa sulla benzina, voluto dal Governo allo scopo di finanziare il FUS. Una scelta sciagurata che danneggerà tutti". Questa la valutazione del Codacons, che per voce del presidente Carlo Rienzi commenta: "Mentre i listini di benzina e gasolio registrano ulteriori impennate, il Governo ci mette il carico, aumentando le accise. Decisione che avrà forti ripercussioni in tutti i settori, determinando un aggravio di spesa per i rifornimenti ed effetti nefasti sui prezzi dei prodotti trasportati e sull'inflazione. Allo stato attuale dei listini, e grazie al rincaro delle accise, il caro-benzina avrà ripercussioni pari a 310 euro a famiglia su base annua. Per tale motivo impugneremo al Tar del Lazio il provvedimento del Governo, chiedendone l'annullamento per i danni gravi e irreparabili che esso produce alla collettività".

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
Ritorna all'inizio

Dichiarazione di responsabilità, presentazione a giugno


I titolari di prestazioni assistenziali possono presentare la dichiarazione di responsabilità all’INPS entro la fine del prossimo mese di giugno, in quanto la scadenza del 31 marzo è stata differita, per dichiarare la permanenza dei requisiti di accesso alle prestazioni.Il termine per presentare le dichiarazioni di responsabilità - fissato al 31 marzo 2011 - per l’accertamento della permanenza dei requisiti necessari per il pagamento delle prestazioni assistenziali è stato prorogato al 30 giugno 2011.

Si rammenta che tale dichiarazione dovrà essere fatta da:

- invalidi civili titolari di assegno mensile, per la permanenza del requisito di mancata prestazione di attività lavorativa;

- invalidi civili titolari di indennità di accompagnamento, per la sussistenza o meno di uno stato di ricovero a titolo gratuito in istituto;

- invalidi civili titolari di indennità di frequenza, per l’eventuale sussistenza di uno stato di ricovero incompatibile con la prestazione;

- titolari di pensione sociale e assegno sociale, per la permanenza del requisito della residenza stabile e continuativa in Italia;

- per i soli titolari di assegno sociale, anche per la sussistenza dello stato di ricovero o meno, in istituto.

(Messaggio INPS 04/04/2011, n. 7991)

Fonte:ipsoa.it
Ritorna all'inizio

Made in Italy; In arrivo bonus per la tracciabilità


La trasparenza è utile, ma costa. Zavorra il budget delle imprese in una misura che può arrivare finanche al 10-15% del prodotto finale. Però è utilissima a difendere il valore aggiunto aziendale da ogni forma di indebita falsificazione o contraffazione.
Ben venga, dunque, l'introduzione di un premio alla volontaria adesione al sistema della tracciabilità. Premio-incentivo che sarebbe vicino più che mai: il ministero dello Sviluppo economico ha già messo a punto, dopo ripetute stesure, il provvedimento con il quale si mettono a disposizione delle aziende virtuose fondi per 5 milioni di euro (in media si tratterebbe in plafond fino a 2.500 ad azienda), destinato al sostegno e all'incentivazione delle imprese dei distretti del tessile e abbigliamento e calzature che applichino su base volontaria il sistema dell'etichettatura dei prodotti.

La misura è stata evocata in un evento organizzato da Confindustria Firenze dedicato al tema della tracciabilità e dell'anticontraffazione, con riferimento alla strategia, ai costi e alle opportunità per le imprese, sulle cui spalle ricadono esclusivamente oneri legati all'adozione di etichette intelligenti, Rfid e simili.
«Non a caso - ha tenuto a sottolineare il direttore dell'associazione territoriale, Francesco Caracciolo - questa riflessione avviene in un distretto ad alto valore aggiunto come quello fiorentino: abbigliamento, scarpe, legno-arredo, tutte lavorazioni che qui toccano alti livelli di qualità». Valutazioni pienamente condivise da Giorgio Cannara, presidente di Aimpes, l'associazione dei pellettieri che a Firenze è molto forte.
Già un sistema-apripista, un manipolo di un centinaio aziende del sistema moda - rivela un'indagine di Itf, Italian textile fashion, l'organizzazione della moda e del tessile delle Camere di commercio - si è già portata avanti, con forme di certificazione volontaria, una su quattro di quelle censite è attiva nel comasco: un'esperienza che potrebbe funzionare da punto di riferimento anche operativo.
L'idea alla quale ha lavorato il Mise con l'appoggio del sistema produttivo sarebbe quindi una forma di adesione volontaria alla Reguzzoni-Versace-Calearo sull'obbligo di etichetta, una legge rimasta in stand by in attesa del via libera europeo sui regolamenti attuativi visto che si tratta di materia di competenza della comunità europea. Senza l'ok della Ue non è possibile introdurre a livello nazionale forme di certificazione obbligatoria.
«Questa, invece, è una costola tratta dalla legge Reguzzoni-Versace-Calearo che però deve essere attuata con estremo rigore - ha precisato Ulisse Vivarelli, di Solos I&P, consigliere Indicam; è necessaria la massima serietà, un deposito della certificazione in una banca dati autorizzata. Sarebbe opportuno andare in questa direzione».
Del resto il fenomeno dei falsi e della filiera non accenna a frenare. Gaetano Mastropierro, comandante provinciale a Firenze della Guardia di Finanza ha ricordato come l'esistenza di connessioni globali del fenomeno «ha permesso di inviare un volume di rimesse illecite in odore di riciclaggio in soli quattro anni dell'ordine di 5 miliardi di euro dall'Italia alla Cina, e di queste ben 4,5 miliardi di operazioni sono imputabili a cittadini cinesi implicati nei traffici dei distretti paralleli scoperti dalle forze dell'ordine». «Tutto questo danneggia le aziende che si comportano secondo le regole - ha detto Valeria Fedeli, presidente dell'associazione dei sindacati europei del tessile - danneggiando il brand Italia e il valore aggiunto del made in Italy sul territorio».

Fonte: Il Sole 24 Ore - Economia e Imprese
Ritorna all'inizio

Gli italiani hanno voglia di ristrutturazioni energetiche


Al Nord un italiano su due conta di effettuare lavori nel 2011. Meno interesse al Sud, poco al Centro. Ma il 20% dei cittadini non conosce gli incentivi

Rispetto ai dati pubblicati dal Rapporto Enea 2009 sulle detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, si preannuncia una stagione positiva per gli interventi di ristrutturazione edilizia a fini energetici. A dichiararlo, l'ultimo sondaggio di Casa.it, portale immobiliare a grande diffusione sul territorio nazionale, che rivela, infatti, una crescita di attenzione alle tematiche green da parte delle famiglie italiane, con conseguenze sulle scelte per la propria abitazione.

BUONE INTENZIONI. Se la ricerca Enea contava 237mila interventi di risparmio energetico effettuati tramite incentivazione, le previsioni per il 2011 riportano una nuova tendenza. Nel Nord Italia, 1 italiano su 2 ha in previsione interventi di ristrutturazione energetica per la propria dimora. Segue il Sud con una percentuale del 30,2%, mentre nel Centro l'intenzione riguarda il 21,8% della popolazione.

BUDGET PREVISTO. Per rendere la propria casa eco sostenibile – confermando una maggioranza di interventi su stock residenziale - il 37,25% ha stimato un budget fino a 2.000 euro, il 29% ha messo in previsione un costo di 5.000 euro e il 13% fino a un massimale di 10.000 euro.

INTERVENTI. Per quanto riguarda le soluzioni, nei prossimi mesi gli italiani investiranno soprattutto nell’adozione di infissi isolanti (30,7%) e serramenti isolanti (11,2%), mantenendo il trend stimato da Enea, che contava nel 2009 un 49% di sostituzione di infissi. Seguono le tecniche di coibentazione con una percentuale del 10,7%.
In ultimo, l’8,4% degli intervistati considera di installare pannelli FV entro la fine dell'anno.

INCENTIVI, 57% LI CONOSCE. Per quanto riguarda il sistema di incentivazione, dallo studio emerge una diffusa conoscenza e la volontà di sfruttare le sovvenzioni. Un 57%, principalmente concentrato al Nord, dichiara di conoscerle; di questi, circa la metà ha in programma di usufruirne quanto prima, mentre il 18,4% degli intervistati ammette di non averne mai sentito parlare prima.

Soddisfatto dei risultati e fiducioso per il futuro Daniele Mancini, Amministratore Delegato di Casa.it : “La nostra survey – dichiara- conferma il desiderio di molti di una casa “verde”. Gli italiani si stanno muovendo in questo senso, prevedendo budget anche importanti per interventi di ristrutturazione energetica della propria abitazioni. Sicuramente i benefici derivanti dagli incentivi statali - che consentono di ammortizzare i costi sostenuti – possono agevolare questo processo. Infine, sono in molti coloro che sono a conoscenza dei vantaggi offerti dall’utilizzo degli incentivi, ma esiste ancora una discreta percentuale di persone che non si fidano o ritengono difficile poterne beneficiare.”

Fonte:casaeclima.com
Ritorna all'inizio

Sei un evasore? Il tuo nome può essere pubblicato sul Web


È quanto stabilito dalla Sentenza n.13494/2011, depositata ieri, della Prima Sezione penale della Corte di Cassazione.

La motivazione? Il fatto non sussiste, in quanto si tratta di documenti inerenti l'attività di un'autorità amministrativa e non giudiziaria.

In particolare, la Cassazione ha annullato una condanna per «pubblicazione arbitraria di atti» inflitta ad una giornalista Ansa, introducendo la Massima che non tutti gli atti contenuti in un fascicolo penale sono coperti dal segreto. Non lo sono, ad esempio, quelli extraprocessuali e quelli non realizzati dalla polizia giudiziaria.

La report era stata giudicata colpevole di aver pubblicato sul sito della nota Agenzia i nomi dei cittadini italiani con fondi tenuti presso la Lgt del Lichtenstein. In seguito alla pubblicazione, era stata dapprima indagata e poi assolta per l'accusa di pubblicazione di segreti d'ufficio. Tuttavia, le era stata inflitta una condanna pecuniaria per aver pubblicato atti di un procedimento penale.

La suprema Corte, ora, ha ribaltato la sentenza evidenziando come le notizie fornite dall'Agenzia ai giudici rappresentino «uno spunto investigativo per reati tutti da verificare».

Ecco perché, gli atti in questione sono del tutto pubblicabili e non coperti da segreto istruttorio.

La Cassazione è arrivata al responso analizzando anche gli artt.114 e 329 del codice di procedura penale. Norme che individuano gli atti e i documenti coperti da segreto: «atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria».

Fonte:i-dome.com (Francesco Forestiero)
Ritorna all'inizio

Tecnico obbligatorio per montare router a casa ancora nella bozza di legge


La figura di un tecnico obbligatorio per montare i router Wi-Fi: questa la proposta contenuta nella bozza di decreto ministeriale, su cui è partita la consultazione pubblica relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni.

Il tema torna attuale dopo che lo scorso mese di dicembre è stato dato l’ok alla nascita di un albo degli installatori di apparecchiature di rete e ora, se il provvedimento dovesse essere approvato, l'utente potrebbe essere costretto a pagare un tecnico per installare un router a casa propria.

Secondo quanto si legge nella bozza, gli utenti potranno provvedere autonomamente all’installazione di un router che non superi però una capacità di dieci punti di utilizzo finale. Ma solitamente i router Wi-Fi hanno capacità superiori a dieci punti di utilizzo finale e ciò significa che sarà necessaria la presenza di un operatore, soprattutto per quanto concerne poi le operazioni di sicurezza ad esso connesse.

Dunque, utenti domestici, aziende e PA non potranno più rivolgersi a tecnici di fiducia ma dovranno ricorrere solo a imprese installatrici presenti nell'albo. Criticata la decisione, poiché la costituzione di un albo limita la concorrenza soprattutto delle piccole e medie imprese e limita anche la circolazione dei servizi in sede europea.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio

Detrazioni; Lo sconto in dieci rate annuali


Se la spesa viene effettuata nel 2011, si inizierà a detrarre il 36%, in dieci rate, dalla dichiarazione dei redditi relativa al 2011, che si presenterà nel 2012 (Unico PF 2012 o 730 2012).

La detrazione del 36% delle spese agevolate, infatti, deve essere ripartita in quote costanti nella dichiarazione dei redditi dell'anno in cui sono state sostenute e nei nove periodi d'imposta successivi. Per i soggetti di età non inferiore a 75 e a 80 anni, la detrazione può essere ripartita, rispettivamente, in 5 e 3 quote annuali di pari importo. Il requisito dell'età deve essere posseduto al 31 dicembre dell'anno nel quale si effettuano gli interventi agevolati (circolare ministeriale 5 marzo 2003 n. 15/E).

A differenza dell'agevolazione del 55%, quella del 36% non è condizionata dall'invio di una comunicazione a consuntivo, vale dunque il criterio di cassa delle detrazioni Irpef e per i lavori a cavallo d'anno non è possibile detrarre i pagamenti dell'anno precedente in quello successivo.

Non è quindi possibile posticipare l'inizio della detrazione agli anni successivi rispetto a quello in cui le spese sono state pagate. Se non si detrae la prima quota nell'anno del suo pagamento, nella dichiarazione dei redditi dell'anno successivo si può indicare la seconda rata e così via per gli anni successivi. Per recuperare la prima rata, «il contribuente può inoltrare richiesta di rimborso» all'agenzia delle Entrate secondo le modalità ordinarie di cui all'articolo 38 del Dpr 602/73 (circolare 12 maggio 2000 n. 95/E, risposta 2.1.2).

Le agevolazioni per gli interventi sul risparmio energetico consentono di detrarre dall'Irpef e dall'Ires il 55% del costo sostenuto per pannelli solari, impianti di riscaldamento, strutture opache verticali (pareti e cappotti isolanti) e orizzontali (pavimenti e coperture), finestre e riqualificazione energetica generale degli edifici. Le persone fisiche e i professionisti devono pagare le spese entro la fine di quest'anno, in quanto lo sconto scade alla fine del 2011.

Anche per la detrazione del 55% si applica il criterio di cassa, ma a differenza del 36% lo sconto fiscale è condizionato dall'invio della relativa comunicazione all'Enea. Questo adempimento non è preventivo, ma consuntivo (entro 90 giorni dalla fine dei lavori). Se non viene effettuato, la spesa non può essere detratta. Nel caso semplice, dei lavori iniziati e finiti nel 2011, i pagamenti nel 2011 devono essere ripartiti obbligatoriamente in 10 rate, dalla dichiarazione dei redditi relativa al 2011, cioè da quella che si presenta nel 2012 (Unico PF 2012 0 730 2012). Sempre che venga inviata la relativa documentazione all'Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Non rileva il fatto che l'invio venga effettuato nel 2012, ad esempio, entro il 30 marzo 2012 (anno bisestile), per i lavori terminati il 31 dicembre 2011.

Nel caso di lavori e pagamenti infrannuali, a cavallo tra il 2011 e il 2012, l'invio della documentazione all'Enea non può essere entro il 30 marzo 2012, in quanto i lavori non sono ancora terminati, quindi, si deve iniziare a detrarre la spesa solo dalla dichiarazione dei redditi relativa al 2012, Unico PF 2013 oil 730 2013. Fortunatamente, l'articolo 4, comma 1-quater, del decreto ministeriale 19 febbraio 2007, concede al contribuente la facoltà (non obbligo) di «usufruire della detrazione spettante per le spese sostenute in ciascun periodo d'imposta, a condizione che attesti che i lavori non sono ultimati».

Quindi, solo se si predispone l'attestazione si inizia a detrarre dalla dichiarazione dei redditi relativa al 2011, cioè dalla dichiarazione che si presenta nel 2012. Altrimenti, si inizia a detrarre dalla dichiarazione relativa all'anno in cui terminano i lavori, previo invio dei documenti all'Enea. Ad esempio, se l'opera viene conclusa il 31 dicembre 2012, si parte dall'Unico PF 2013 o 730 2013, se si inviano i documenti all'Enea entro il 31 marzo 2013.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi
Ritorna all'inizio

Cassazione: Fondo di garanzia, pagamento del T.F.R. al lavoratore anche in assenza di fallimento del datore di lavoro


Per il pagamento del t.f.r. in caso di insolvenza del datore di lavoro, quest'ultimo, se è assoggettabile a fallimento, ma in concreto non può essere dichiarato fallito per l'eseguità del credito azionato, va considerato in concreto non soggetto a fallimento. In tal caso opera la disposizione dell'articolo 2, comma 5, della L. n. 297 del 1982, secondo cui il lavoratore può conseguire le prestazione del Fondo di garanzia costituito presso l'INPS essendo sufficiente che il lavoratore abbia esperito infruttuosamente una procedura esecutiva, salvo che risultino in atti altre circostanze che dimostrino che esistono altri beni aggredibili con l'azione esecutiva. Questo il principio di diritto affermato dalla sezione lavoro della Corte di Cassazione che, con sentenza n. 7585 del 1° aprile 2011, ha rigettato il ricorso dell'INPS, quale gestore del Fondo di garanzia, condannato dalla Corte d'Appello al pagamento del credito t.f.r. maturato dal lavoratore nei confronti del datore di lavoro insolvente. La Suprema Corte, ricordando che la legge n. 297 del 1982, all'articolo 2 ha previsto il pagamento del t.f.r. da parte dell'INPS quando l'impresa sia soggetta a fallimento ovvero quando (comma 5) il datore di lavoro, non soggetto alla legge fallimentare, venga sottoposto senza esito ad esecuzione forzata, ribadisce una lettura della normativa nazionale nel senso voluto dalla DirCE n. 987 del 1980 che consente, secondo una ragionevole interpretazione, l'ingresso ad un'azione nei confronti del Fondo di garanzia, quando l'imprenditore non sia in concreto assoggettato al fallimento e l'esecuzione forzata si riveli infruttuosa. La decisione impugnata, concludono gli Ermellini, "ha correttamente riconosciuto il diritto di ottenere la tutela del Fondo di garanzia, essendosi accertatato, in modo pacifico, che la lavoratrice aveva vanamente proposto l'azione esecutiva, vedendosi quindi rigettare l'istanza di dichiarazione di fallimento, e aveva infine domandato l'intervento del Fondo".

Fonte:studiocataldi.it (L.S.)
Ritorna all'inizio

ICI: nuovi coefficienti per i fabbricati di categoria D senza rendita


Stabiliti i nuovi coefficienti per determinare il valore, ai fini dell’Ici dovuta per il 201, per gli immobili di categoria D privi di rendita catastale, interamente posseduti da imprese e contabilizzati distintamente
Con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 14 marzo 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 1° aprile 2011, è stato fissato a 1,02 il coefficiente per determinare l'ICI dovuta per il 2011 per gli immobili di categoria D, privi di rendita catastale, interamente posseduti da imprese e contabilizzati distintamente. La disciplina ICI prevede che per i fabbricati iscritti in Catasto il valore dell’immobile si ottiene facendo riferimento all’ammontare delle rendite catastali vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione. Tuttavia, per gli immobili di categoria D, non iscritti in Catasto e posseduti da imprese, al fine di determinare la base imponibile che rileva ai fini dell’ICI, deve essere utilizzato il criterio contabile. In sostanza, per tali fabbricati il valore è determinato applicando ai costi di costruzione sostenuti (ovvero costi di acquisizione e incrementativi contabilizzati) il relativo coefficiente di rivalutazione, individuato con riferimento all’anno di sostenimento di detti costi.

Fonte: Il Sole 24 Ore
Ritorna all'inizio

Bond argentina, Tribunale Parma: due nuove sentenze a favore dei consumatori


Il Tribunale di Parma ha emesso due nuove sentenze (n. 294/11 e 297/11) a favore di altrettanti risparmiatori acquirenti di obbligazioni argentine. In entrambe il Tribunale ha condannato la banca al risarcimento dei danni (pari nella prima alla complessiva somma € 37.913,75, nella seconda a € 7.579,30 con la deduzione dell'attuale valore dei titoli, oltre interessi). "Sono due sentenze importantissime - ha spiegato l'avv. Giovanni Franchi legale Confconsumatori che ha tutelato in giudizio i due risparmiatori - perché dimostrano come i titoli argentini non potessero considerarsi sicuri neppure alla fine del 2000. Anzi - continua l'avv. Franchi - vi sono anche decisioni per le quali quei titoli dovevano considerarsi speculativi ed inadeguati per un investitore con scarsa propensione già nel 1998. La seconda sentenza - sempre per l'avv. Franchi - lascia invece perplessi laddove ha escluso in parte del risarcimento perché l'investitore aveva dichiarato di avere aumentato il livello di rischio. Non si vede, infatti, come ci si possa accontentare di dichiarazione rilasciate in fretta, firmando un foglio dove è stata apposta una semplice crocetta. La sentenza - conclude l'avv. Franchi - verrà comunque appellata sul punto".

Secondo il Tribunale, infatti, sarebbe evidente, nei due casi, l'inadempimento dell'istituto per avere consentito al risparmiatore di acquistare quei titoli senza avvertirlo dell'inadeguatezza dell'operazione ai sensi dell'art. 29 Reg. Consob n. 11522/98. Le due operazioni dovevano, infatti, ritenersi inadeguate perché, mentre i due investitori avevano dichiarato una scarsa propensione al rischio, per il Tribunale è dalla fine del 2000 che le agenzie di rating hanno iniziato a collocare quei bond tra i titoli speculativi con incerta possibilità di recupero. Con la seconda sentenza il Tribunale ha non ha peraltro accolto integralmente la domanda del risparmiatore, respingendo la richiesta di restituzione di quanto investito in un'altra e successiva operazione del 12 giugno 2001, perché dopo il compimento della prima l'investitore aveva mutato il suo livello di rischio, dichiarandone un'alta propensione.

Fonte:helpconsumatori.it (VC)
Ritorna all'inizio

Lavoro; Lo sconto sul costo cresce allo 0,25%


Un poco più pesante, quest'anno, lo sconto sul costo del lavoro che spetta alle imprese costrette alla rinuncia del tfr dei lavoratori dipendenti come fonte di autofinanziamento. Dal 1° gennaio, infatti, lo sgravio contributivo passa alla misura dello 0,25% dallo 0,23% del 2010.
L'incentivo fa parte del quadro delle misure compensative a favore dei datori di lavoro per la rinuncia al tfr quale fonte di autofinanziamento, perché destinato alla previdenza complementare e/o perché dirottato al fondo di tesoreria gestito dall'Inps. La nuova misura è stata resa nota dallo stesso istituto di previdenza nella circolare n. 40/2011.

La riforma del tfr
Lo sconto contributivo rientra nell'operazione «riforma del tfr» entrata in vigore il 1° gennaio 2007, a seguito dell'operatività di un'altra riforma, quella della previdenza integrativa prevista dal dlgs n. 252/2005, su cui la Finanziaria 2007 (legge n. 296/2006) ha innestato la manovra tfr. L'operazione «riforma del tfr» nel suo complesso (riforma previdenza integrativa e manovra sul tfr) ha introdotto due fondamentali novità:

1) l'applicazione del principio del silenzio-assenso circa il destino del tfr dei lavoratori dipendenti;
2) lo smobilizzo (trasloco forzoso) del tfr dei dipendenti fuori dalle casse delle aziende con oltre 49 addetti verso un fondo di tesoreria statale con finalità di finanziare investimenti in infrastrutture.

Conseguenza comune per entrambe le novità è stata la privazione, subita dalle imprese, di una delle principali fonti di autofinanziamento: il tfr. Nel primo caso perché i lavoratori, esplicitamente o tacitamente, hanno permesso che il loro tfr piuttosto che restare nelle mani aziendali finisse in un fondo pensione a costruire la futura pensione di scorta a quella pubblica obbligatoria. Nel secondo caso perché, a prescindere dalla scelta dei lavoratori in merito alla previdenza integrativa, il tfr è andato obbligatoriamente riversato nello speciale fondo di tesoreria statale, gestito dall'Inps. In ogni caso, lo smobilizzo ha riguardato e riguarda le quote di tfr maturate dal 1° gennaio 2007.

Le misure compensative
La riforma della previdenza integrativa (dlgs n. 252/2005 integrato delle norme della legge n. 296/2006, la Finanziaria 2007) ha previsto degli incentivi a favore delle imprese (cosiddetti «misure di compensazione») per bilanciare, in qualche misura, la perdita derivante dall'utilizzo del tfr come fonte di autofinanziamento aziendale. Tali misure sono riconosciute sia alle imprese che devolvono il tfr alla previdenza integrativa quanto a quelle che, perché in possesso di forza lavoro superiore a 49 addetti, sono tenute a versare il tfr al fondo di tesoreria statale. Tre gli incentivi, dei quali due in vigore dal 1° gennaio 2007, in contemporanea all'entrata in vigore della nuova disciplina sulla previdenza integrativa, il terzo operativo dal 1° gennaio 2008.

Sgravio più pesante per il 2011
L'ultima misura compensativa consiste di uno sgravio dei contributi. Operativa dal 2008, la sua misura è prefissata dalla legge e varia nel tempo: per l'anno 2008 è stata dello 0,19%; per l'anno 2009 dello 0,21%; per l'anno 2010 dello 0,23%. Arriviamo ai giorni nostri. Come spiegato dall'Inps nella circolare n. 40/2011, dal 1° gennaio la misura dello sgravio contributivo è salita allo 0,25%. Il prossimo anno 2012 salirà ancora allo 0,26%, cosi pure per l'anno 2013 allo 0,27%, per arrivare alla fine all'anno 2014 a partire dal quale la misura dello sgravio si assesterà allo 0,28%.
Le istruzioni operative sono state diramate dall'Inps con la circolare n. 4/2008. Come l'altro sgravio contributivo (0,2/0,4% si veda box in pagina), anche questo esonero contributivo compete nella stessa misura percentuale del tfr conferito alle forme pensionistiche complementari o al fondo tesoreria. E si applica prioritariamente considerando, nell'ordine, i contributi dovuti per gli assegni familiari, per la maternità e per la disoccupazione.
Soltanto in caso d'impossibilità a esaurire la misura spettante, l'esonero può essere esteso anche alle altre assicurazioni della gestione prestazioni temporanee, fino a esaurimento delle singole aliquote interessate (cassa integrazione guadagni, trattamenti economici di malattia). In ogni caso restano esclusi dalla riduzione contributiva il contributo al fondo di garanzia del tfr (pari allo 0,2% ovvero allo 0,4% per i dirigenti industriali), nonché il contributo (pari allo 0,3%) destinato ai Fondi inter-professionali per la formazione continua.
In caso di ulteriore incapienza, i datori di lavoro possono trattenere la differenza, a titolo di esonero contributivo, dall'ammontare complessivo dei contributi dovuti all'Inps. I datori di lavoro interessati, a decorrere dal periodo di paga «gennaio 2011», possono fruire della quota di esonero spettante in sede di conguaglio dei contributi mensilmente dovuti per i dipendenti. A tal fine, devono esporre i contributi nei quadri «B/C» della denuncia mensile Dm/10; determinare la percentuale di esonero spettante, in proporzione alle quote di tfr destinate alla complementare o versate al fondo tesoreria; riportare il relativo importo nel quadro «D» del Dm/10 con i seguenti codici: «TF13» seguito dalla dicitura «Rec. Contr. DL 203/2005 – Prev. Complementare» e «TF14» seguito dalla dicitura «Rec. Contr. DL 203/2005 – Fondo di tesoreria».

Come fruire dell’agevolazione
- A chi spetta: Ai datori di lavoro che versano, in tutto o in parte, le quote di tfr maturate dai propri lavoratori dipendenti in un fondo pensione e/o al fondo di tesoreria (aziende con almeno 50 addetti);
- La misura dello sconto: Anno 2008 0,19%; Anno 2009 0,21%; Anno 2010 0,23%; Anno 2011 0,25%; Anno 2012 0,26%; Anno 2013 0,27%; dall'anno 2014 0,28%;
- Modalità operative: I datori di lavoro devono:
• continuare ad esporre i contributi nei quadri «B/C» del modello Dm10;
• calcolare la percentuale di sconto spettante, in misura proporzionale alle quote di tfr uscite dall'azienda (destinate alla previdenza integrativa e/o al fondo di tesoreria);
• indicare il relativo importo di sconto spettante nel quadro «D» del Dm 10 utilizzato l'apposito codice;
- I codici per il Dm/10: TF13 Rec. Contr. DL 203/2005 - Prev. Complementare, TF14 Rec. Contr. DL 203/2005 - Fondo di Tesoreria.

Fonte: Italia Oggi Sette
Ritorna all'inizio

Corte UE: i commercialisti possono promuovere i propri servizi


Gli Stati membri dell'Unione Europea non possono, attraverso una normativa nazionale, vietare completamente ai dottori commercialisti o esperti contabili di fare atti di promozione commerciale diretta e ad personam dei propri servizi. Lo ha stabilito oggi una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea precisando che la direttiva servizi (2006/123/CE), recepita dagli Stati membri entro il 28 dicembre 2009, ha come obiettivo la realizzazione di un mercato dei servizi libero e concorrenziale, senza ostacoli alla libertà di stabilimento e alla libera circolazione dei servizi tra gli Stati membri. Non è possibile, quindi, imporre divieti assoluti di qualsiasi forma di comunicazione commerciale per le professioni regolamentate che contenta di promuovere, direttamente o indirettamente, i beni, i servizi o l'immagine di un'impresa. Lo scopo ultimo della direttiva è quello di salvaguardare l'interesse dei consumatori migliorando la qualità dei servizi delle professioni regolamentate nel mercato interno.

La sentenza della Corte interviene in una causa francese: il codice francese di deontologia della professione di dottore commercialista vieta a chi esercita la professione di effettuare atti di promozione commerciale dei propri servizi verso un terzo soggetto che non l'abbia richiesto (démarchage), ad esempio durante convegni e seminari. Un divieto del genere, secondo la Corte, deve essere considerato un divieto assoluto in materia di comunicazioni commerciali e configura, quindi, come restrizione alla libera prestazione dei servizi transfrontalieri. Infatti, tale divieto può ledere in particolare i professionisti di altri Stati membri, privandoli di un mezzo efficace di penetrazione del mercato francese.

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
Ritorna all'inizio

Moratoria; Un paracadute per le Pmi


Uno scudo per proteggere le Pmi dal rischio di un aumento dei tassi d'interesse. Lo prevede la "nuova moratoria" siglata il 16 febbraio scorso tra banche e imprese. E ne fa uno dei quattro pilastri per traghettare i "piccoli" al di là della crisi in un orizzonte di medio-lungo termine, accanto alla proroga di sei mesi della sospensione dei debiti, all'allungamento delle scadenze di finanziamento e alla spinta al rafforzamento patrimoniale. Uno strumento che si rivela più che mai d'attualità e che, secondo quanto si apprende dall'Abi, ha già visto l'adesione di 130 banche.

Gli istituti, è scritto nell'accordo, possono mettere a disposizione delle Pmi – che ne fanno richiesta e che beneficiano dell'allungamento delle scadenze – strumenti di gestione del rischio di tasso d'interesse particolarmente semplici e di immediata comprensione.

Due le tipologie previste: la conversione del tasso d'interesse da variabile a fisso e la fissazione di un tetto al possibile aumento del tasso d'interesse variabile. L'impresa che sottoscrive il primo contratto può proteggersi dal rischio di dover sostenere oneri per interessi via via crescenti in uno scenario di rialzo di mercato. I flussi a carico dell'impresa vengono stabilizzati e l'azienda, pur a fronte di un finanziamento a tasso variabile, pagherà una rata di ammontare fisso come se avesse concluso, fin dall'origine, un finanziamento a tasso fisso.

La formula del cap consente invece all'impresa di prestabilire il tetto massimo che il tasso d'interesse variabile non potrà superare. L'azienda può così beneficiare di un eventuale ribasso dei tassi di mercato, come in assenza di copertura, ma allo stesso tempo può coprirsi dal rischio di rialzo dei tassi al di sopra di un determinato tetto massimo. Per ottenere questa copertura l'impresa paga un premio, garantendosi una vera e propria assicurazione dal rischio-tassi. «Si tratta di strumenti – sottolineano dall'Abi – con un alto grado di trasparenza e di informazione ampiamente condiviso con le imprese». «Sono misure – dicono da Confindustria – che promuovono un approccio prudente, consapevole e trasparente da parte delle imprese alle forme di tutela dal rischio presenti sul mercato finanziario».

La palla passa ora nel campo delle banche che, se decideranno di aderire all'accordo, dovranno adeguare la rete alle nuove disposizioni. Per alcuni non si tratta di strumenti inediti, come fanno notare da Cariparma, Banco Popolare e Mps.

«Abbiamo pienamente aderito alle nuove misure – afferma Andrea Mencarini, responsabile marketing e segmenti retail del Banco Popolare –: molto spesso il cliente ci chiede di abbinare a un'operazione di finanziamento a tasso variabile un'opzione di copertura del rischio tasso. Per questo motivo abbiamo messo a disposizione soluzioni di copertura che presentano bassa complessità e che risultano di facile comprensione».

Pieno favore anche da parte del gruppo Mps, che già offre prodotti che prevedono uno swap tra tasso fisso e variabile e la fissazione di un tetto. «La proposta di copertura – dice Lucio Zannella, responsabile servizio prodotti corporate – viene preceduta da un'analisi accurata delle caratteristiche tecniche del finanziamento a opera di uno specialista. La soluzione tecnica ideale verrà valutata anche in relazione al profilo dell'azienda».

Fonte: Il Sole 24 Ore
Ritorna all'inizio

Pasqua, Federconsumatori: in aumento tutti i prodotti della tradizione


Uova di cioccolata, colombe, pollo, tacchino e uova fresche. Secondo l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori quest'anno tutti i prodotti tipici della Pasqua fanno registrare aumenti rispetto al 2010. In particolare, le uova di cioccolata, le vere protagoniste della Pasqua, registrano aumenti dal +4% al +12%; per le colombe gli aumenti vanno dal 5% al 7%, nonché quello della carne (dal +4% al +13%).
Secondo l'Associazione anche quest'anno ad aumentare di più sono i prodotti che, proprio perché hanno prezzi più accessibili, sono quelli maggiormente consumati da gran parte delle famiglie: ad es. il pollo (+10%), il tacchino (+13%) e le uova fresche (+13%).

Il rimedio? Secondo la Fedeconsumatori "non è necessario non lasciarsi prendere dall'entusiasmo: carte colorate e confezioni accattivanti sono studiate appositamente per attirare l'attenzione, ma non sempre sono all'altezza del prezzo e del contenuto". Per evitare brutte sorprese l'Associazione consiglia:

Per tutti i prodotti
- Nel compilare la lista dei prodotti da acquistare per il menu di Pasqua, predisponete un budget per la spesa. A tal fine risulta estremamente utile il servizio SMS Consumatori (iniziate ad utilizzare il nuovo numero: 40940), grazie al quale, attraverso un semplice messaggino gratuito sul cellulare, è possibile conoscere il prezzo medio dei principali prodotti alimentari;
- Non fatevi prendere la mano e non esagerate con gli acquisti. Sistematicamente, dopo ogni festività, molti prodotti finiscono nella spazzatura quasi integri.
- Non riducetevi ad acquistare tali prodotti all'ultimo momento: a ridosso delle feste i prezzi tendono a lievitare. Meglio, quindi, fare la spesa qualche giorno prima!
- Approfittate delle offerte applicate nei diversi punti vendita: si può risparmiare oltre il 20%;
- Prediligete i prodotti a "km 0": si tratta di prodotti (frutta, verdura, carne, uova, ecc.) del territorio, che non hanno viaggiato per giorni sui camion o nei frigoriferi. Tali prodotti, infatti, non solo sono più freschi e hanno prezzi molto vantaggiosi (costano circa il 30% in meno), ma contribuiscono positivamente anche alla riduzione delle emissioni inquinanti liberate nell'ambiente dai mezzi pesanti addetti al trasporto di tali prodotti per migliaia di chilometri.

Uova di Pasqua

Le sorprese hanno per protagonisti i personaggi dei cartoni animati del momento: da Ben Ten a Hello Kitty, dai Looney Tunes alle squadre di calcio, non importa quale scegliate, l'importante è tener presente alcuni criteri fondamentali:
- la data di scadenza;
- i valori nutrizionali e gli ingredienti (se il contenuto di cacao è elevato si troverà tra i primi ingredienti della lista);
- ma, una volta scartato l'uovo, non abbassate la guardia: controllate che le sorprese riportino sempre il marchio CE, che garantisce la sicurezza dei materiali utilizzati e verificate che l'età consigliata per il gioco sia adeguata a quella dei bambini a cui è destinato.

Carne
- rivolgetevi ai rivenditori di fiducia;
- fate attenzione alla provenienza;
- se acquistate la carne già confezionata presso la grande distribuzione è importante fare attenzione all'integrità della confezione, alla data (sia di confezionamento che di scadenza), all'aspetto ed al colore del prodotto.

Fonte:helpconsumatori.it (VC)
Ritorna all'inizio

Come richiedere il condono per la regolarizzazione del lavoro nero


Le direttive dell'INPS. Abbattimento dei contributi per tre anni ai datori di lavoro che firmano una dichiarazione di emersione

La Circolare INPS n. 58 del 28 Marzo del 2011, che fa riferimento al Decreto Ministeriale del 12 novembre 2009 in tema di condono INPS per i contributi non versati, ha provveduto a chiarire la procedura da adottare per regolarizzare la posizione previdenziale dei lavoratori che aderiscono ai programmi di emersione del sommerso.

Per i datori di lavoro che decidono di regolarizzare i lavoratori in nero sono previsti (come definito negli articoli 1 e 1 bis della l. n. 383 del 18 ottobre 2001) sconti pari ad un triennio rispetto a imposte, contributi e premi assicurativi.

L’obiettivo è sanare le irregolarità fiscali e contributive.

La pressione contributiva, l’integrazione della quota residua rispetto alla contribuzione sostitutiva versata dal datore di lavoro a seguito della domanda, il concorso alla copertura degli oneri di ricostruzione della posizione previdenziale del lavoratore e il futuro trattamento previdenziale dello stesso sono stabiliti dal DM sopra citato.


Anche le aziende che dovessero trovarsi in condizioni di disagio per la necessità di dover regolarizzare posizioni di lavoro non definite, potranno assumere i loro dipendenti usufruendo del bonus, anche se si trattasse di irregolarità solo parziali.

Per farlo dovranno presentare una dichiarazione di emersione.

A quel punto potranno godere del beneficio dell’integrazione previdenziali per i lavoratori, i quali devono a loro volta aderire personalmente al programma di emersione.

Tale dichiarazione congiunta e collegabile è necessaria per attivare le procedure di condono e si ottiene attraverso la sottoscrizione di un atto di conciliazione che viene presentata dal datore di lavoro.

Come ricorda, inoltre, la stessa circolare il presupposto per accedere al beneficio è che il rapporto di lavoro presso l'azienda che ha presenta la dichiarazione di emersione sia iniziato precedentemente all'entrata in vigore della legge (25 ottobre 2001) e che il lavoratore risulti ancora in forza presso l'azienda alla data della dichiarazione (il passaggio viene sottolineato al punto 2 della circolare n. 56/E). Naturalmente questo rende l’impatto del provvedimento molto limitato, dacchè appare particolarmente complicato che una situazione di irregolarità possa persistere per oltre dieci anni.

Fonte:i-dome.com
Ritorna all'inizio

Governo stanzia 236 milioni per la cultura


Il governo ha stanziato 236 milioni di euro, in favore della cultura, precedentemente tagliati dallo stesso esecutivo per mancanza di risorse. Il fondo sarà così ripartito: 149 milioni andranno al Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), 80 milioni a tutela del patrimonio artistico, naturale, archeologico, 7 milioni agli istituti culturali. Il ripristino del fondo per la cultura segue mesi di polemiche tra gli operatori del settore e l'ex Ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi. Il governo, in sede di approvazione della legge di stabilità, aveva anche previsto l'introduzione di una tassa di un euro, da riscuotersi con il pagamento del biglietto del cinema, ipotesi poi smentita seccamente dal Ministro per l'Economia, Giulio Tremonti, ma poi rimessa in campo, nelle ultime settimane, con inevitabili battibecchi con le associazioni dei consumatori, scontenti di dovere finanziare in questo mondo la cultura. Il rincaro del biglietto del cinema un'ipotesi tramontata, ma al suo posto è stato previsto l'aumento delle accise sui carburanti di 1-2 centesimi, cosa che non renderà felici i super-tartassati automobilisti italiani.

Fonte:studiocataldi.it (Emanuele Ameruso)
Ritorna all'inizio

Si chiama LizaMoon, il nuovo, potente virus che prova a farti comprare un software


Si chiama LizaMoon il nuovo, potente virus che sta attaccando i computer, cioè le webpage di tutto il mondo. Attacco soprattutto siti di medio livello, non tanto quelli delle grandi corporation, ma è un attacco di massa. Più di un milione di pagine di siti web, infatti, sono state colpite in poco tempo: il virus si insinua nei codici delle pagine e reindirizza i navigatori verso operazioni fraudolente di vendita di software. Questi attacchi, denominati "mass-injection", considerati dagli esperti come i più potenti di sempre, entrano soprattutto nei database. E da lì iniziare a fare danni. Lo scopo? Far pagare un presunto software di riparazione del pc.

Gli utenti possono accorgersi che sono reindirizzati quando stanno per visitare un indirizzo "infettato" e possono chiudere immediatamente la finestra per evitare di essere a loro volta "infettati", ha spiegato all'agenzia Reuters Patrik Runald, dirigente della ricerca sulla sicurezza di Websense, la società che ha scoperto il virus e lo ha chiamato "LizaMoon".

Se gli utenti non chiudono la finestra dell'indirizzo "infettato", vengono reindirizzati su una pagina web che mostra loro un messaggio di allarme da parte del "Windows Stability Center", che si presenta come fosse un prodotto della sicurezza di Microsoft, viene detto loro che ci sono problemi con il computer e che devono pagare per mettere a posto il pc.

Fonte:ilsole24ore.com
Ritorna all'inizio

Ambiente; Contributi per interventi in materia ambientale


Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato un avviso al fine di erogare contributi per iniziative ed interventi in materia ambientale nell’ottica di perseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra sul territorio nazionale anche con riferimento all’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile.

Possono presentare istanza di contributo enti pubblici, soggetti privati singoli o associati, associazioni e fondazioni.

Sono ritenute ammissibili le seguenti tipologie di spese:

- personale;
- viaggi e missioni;
- acquisto di beni, servizi e forniture strettamente necessari all’espletamento delle attività progettuali;
- spese di produzione e divulgazione di materiale;
- spese generali (costi di gestione, consumi, canoni, contributi assicurativi, ecc.) non superiori al 10% del contributo ministeriale.

La percentuale massima del contributo concedibile non potrà superare l’80% dei costi totali ritenuti ammissibili, fino ad un ammontare massimo pari a 100mila euro.

Le domande di contributo devono essere inviate entro il 29 aprile 2011 all’indirizzo:

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 Roma

Fonte:agevolazioni.telematicaitalia.it
Ritorna all'inizio

Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni
Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni

Home Page | Finanziamenti Agevolati | Finanziamenti | Contatto | News e Fax | Utilità | Servizi | Speciale Agricoltura | Servizi | Finanziamenti ai privati | Finanziamenti alle aziende | Speciale Agevolazioni | Agevolazioni | Mappa del sito


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu