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News e Fax > Febbraio 2012
Elenco news :
Inflazione, l'Istat aggiorna il paniere: entrano e-book e gratta e vinci
Tre buoni motivi per fare impresa
Ausiliari del commercio: nuove modalità di iscrizione al registro delle imprese
Google: la nuova privacy per utenti e imprese
Si allungano i tempi della riscossione: sei anni in più per pagare i debiti con il fisco
Il solare? È sempre più popolare ma gli italiani sono ancora poco informati
Nuovo redditometro 2012: ecco le voci di spesa che saranno prese in considerazione
Impronta dell’archivio informatico entro il 1° marzo
Canoni di locazione commerciale non percepiti: no al rimborso Irpef
Social media: aziende italiane ancora impreparate e senza precisi obiettivi di business
Trenitalia: rimborsi al 100% per ritardi oltre 4 ore
Obbligazioni Enel: offerta 2012 dal 6 al 24 Febbraio. Tassi di interesse e condizioni
Regime IVA applicabile ai rifornimenti di carburante delle navi adibite alla pesca costiera: i chiarimenti dell'Agenzia
L’imprenditore che sottopaga il lavoratore commette estorsione
Internet: Facebook insidia per chi ha scarsa autostima
Dichiarazioni Iva 2012: i software per compilare e controllare on line
Nuova targa per i ciclomotori
Pareggio di bilancio in Costituzione: cause ed effetti
Fondoprofessioni; Ancora disponibili le risorse del bando 02/09
Cassazione: niente chat su facebook per chi è ai domiciliari
Obbligazioni aziendali, titoli di stato, azioni, conti deposito: su cosa investire nel 2012
Costa Concordia, nessun termine per accettare proposta risarcimento
Per cervicale e male di schiena, meglio il pc del tablet
Pensione e cassaintegrazione: domande online esclusivamente. Come funziona
Edilizia; Iter snello e nuovi lavori per il 36% versione 2012
Cassazione: illegittimo il licenziamento per troppe assenze se la contestazione è tardiva
Reti d'Impresa; Credito meno caro per le reti
Mutui, accordo Abi-consumatori: nuova proroga per le sospensioni delle rate
Evasione fiscale: controlli conti correnti e dichiarazioni redditi da primavera 2012
MIUR; Pronti 615 milioni per la ricerca
Inflazione, l'Istat aggiorna il paniere: entrano e-book e gratta e vinci
Nel paniere 2012, che permette di calcolare mensilmente i relativi indici dei prezzi al consumo, entrano l'E-book reader, l'E-book download e la Mediazione civile. Per quanto riguarda le posizioni rappresentative, non vi sono uscite di posizioni esistenti. Lo rende noto l'Istat in un comunicato precisando che il paniere 2012 e' composto da 1.398 prodotti, aggregati in 597 posizioni rappresentative (591 nel 2011). Fra le posizioni rappresentative gia' presenti nel paniere dello scorso anno, una delle modifiche di maggiore rilievo riguarda la posizione Energia elettrica che, terminata l'introduzione progressiva dei prezzi biorari, viene disaggregata nelle tre posizioni Tariffa bioraria fascia diurna feriale, Tariffa bioraria fascia notturna, weekend e festivi e Quota fissa. La posizione rappresentativa Computer desktop, comprende ora anche il nuovo prodotto 'All-in-one', mentre quella relativa al Notebook include il nuovo prodotto 'Ultrabook'. Novita' si registrano anche nel segmento dei Giochi, lotterie e scommesse, nella posizione dei Concorsi pronostici, dove sono stati inseriti, in aggiunta ai tradizionali giochi numerici a totalizzatore nazionale e ai giochi a base sportiva, le 'lotterie istantanee', le 'scommesse sportive' e i 'giochi a base ippica'. A seguito delle novita' intervenute con la Legge n.214 del 22.12.2011, che consente alle farmacie di praticare liberamente sconti su tutti i medicinali di fascia C, compresi quelli con obbligo di prescrizione,sono state unite le due preesistenti posizioni Fascia C Sop e Fascia C Cop nella posizione Medicinali di fascia C che, a partire da gennaio 2012, viene rilevata esclusivamente a livello territoriale dagli Uffici comunali di statistica. Nel 2012 sono 84 i comuni capoluogo di provincia che concorrono al calcolo degli indici (erano 85 nel 2011). A interrompere la partecipazione e' il comune di Siena. La copertura in termini di popolazione provinciale e' pari all'86,3%. Nei comuni capoluogo di provincia considerati sono circa 42.000 i punti vendita nei quali vengono rilevati i prezzi e 8.300 le abitazioni soggette a rilevazione dei canoni di affitto. Nel complesso, le quotazioni di prezzo rilevate ogni mese ammontano a 591.000, di cui 511.000 raccolte sul territorio mediante l'utilizzo di Tablet Pc e inviate all'Istat dagli Uffici comunali di statistica e 80.000 rilevate direttamente dall'Istat. I cambiamenti nella struttura di ponderazione, che risentono anche della recente revisione delle stime di Contabilita' Nazionale, evidenziano per l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' nazionale (Nic) un aumento del peso relativo delle divisioni di spesa Altri beni e servizi, Abitazione, acqua, elettricita' e combustibili, Ricreazione, spettacoli e cultura, Bevande alcoliche e tabacchi, Abbigliamento e calzature, Trasporti e Istruzione. I cali piu' rilevanti in termini assoluti riguardano, invece, le divisioni Servizi sanitari e spese per la salute e Servizi ricettivi e di ristorazione.
Fonte:adnkronos.com
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Tre buoni motivi per fare impresa
Non si può essere tutti lavoratori dipendenti con un posto fisso, un cartellino da timbrare, una busta paga e uno stipendio sicuro. E poi, diciamo la verità: quanti sono i lavoratori dipendenti che ad un certo punto della loro carriera cominciano a ritenere noioso il proprio lavoro? Anche se ormai è prassi comune nelle aziende il concetto di turnover, ci sono momenti in cui dal proprio lavoro si desidera molto di più che un cartellino da timbrare e una scrivania da occupare.
Sentirsi annoiati e stanchi del proprio lavoro, infastiditi di certi atteggiamenti del capo o nauseati di alcuni comportamenti dei colleghi. Può capitare e, personalmente, ritengo che sia un bene perché, in questo modo, si riceve uno stimolo a cercare di meglio, a esplorare nuovi mondi, nuove opportunità o alternative. In una sola parola a crescere.
Lasciare un’azienda per un’altra potrebbe significare ritrovarsi nel giro di qualche anno nella medesima situazione. Perché, allora, non pensare di fare impresa? Eccovi tre buoni motivi.
Fiscalità di vantaggio
Chi fa impresa può contare su una fiscalità di vantaggio ossia la tassazione dei redditi con l’applicazione di un’aliquota pari al 5% per i primi cinque anni di attività ovvero fino al raggiungimento dei trentacinque anni di età.
Zero spese
Società con un solo euro di capitale. Si chiamano società semplificate a responsabilità limitate e sono state introdotte con il pacchetto liberalizzazioni a favore degli under 35. E’ previsto un capitale di un euro e per la costituzione non occorre la presenza del notaio ma il semplice invio della comunicazione al Registro delle imprese.
Incentivi
Sono numerosi gli incentivi che provengono da leggi, programmi regionali e Camere di Commercio per i giovani imprenditori. Tra questi vogliamo segnalare il programma Start Lombardia, un bando della Regione Toscana che stanzia 30 milioni per i giovani e gli aiuti della Regione Piemonte tra cui quello per i contratti di rete tra imprese.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Ausiliari del commercio: nuove modalità di iscrizione al registro delle imprese
12 maggio 2013: è questa la data fissata entro cui gli ausiliari del commercio dovranno adeguarsi alle nuove direttive stabilite dal Ministero dello Sviluppo economico. Con l’emanazione di quattro decreti vengono stabilite le nuove modalità di iscrizione nel Registro delle imprese, da parte di quei soggetti esercenti le attività ausiliarie del commercio.
Era stato il D.lgs. 59/10 ad eliminare i ruoli e gli elenchi camerali, delegando all’emanazione di appositi decreti attuativi, l’individuazione delle nuove direttive.
I soggetti interessati sono gli agenti immobiliari e mediatori, agenti e rappresentanti di commercio, gli spedizionieri, i mediatori marittimi.
In seguito alla soppressione dei ruoli ed elenchi camerali tali soggetti devono essere trasferiti al Registro delle imprese o al Rea, il tutto in via telematica.
L’iter di iscrizione al registro delle imprese richiede la presentazione della Scia all’ufficio del registro delle imprese della Camera di commercio della provincia dove agenti, mediatori e spedizionieri esercitano la loro attività. Questi modelli devono essere sottoscritti digitalmente dal titolare dell’impresa individuale o da un professionista incaricato.
Fondamentale è compilare la sezione “Requisiti” dei modelli, per certificare il possesso dei requisiti per l’esercizio dell’attività.
I soggetti già iscritti nella CCIAA, devono compilare la sezione “Aggiornamento posizione Ri/Rea” del modello di riferimento, a seconda dell’attività ausiliaria al commercio che esercitano, da inviare per via telematica entro 1 anno all’ufficio del registro delle imprese competente, pena il divieto a continuare l’attività.
La nuova modalità di iscrizione al Registro delle Imprese, ha il pregio di semplificare le modalità di iscrizione al Registro delle imprese, da parte degli ausiliari del commercio.
Fonte:i-dome.com
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Google: la nuova privacy per utenti e imprese
E' quasi tutto pronto per il lancio della gestione unica delle politiche per la privacy GOOGLE che, come spiega l’azienda sul blog ufficiale, entrerà in vigore il prossimo primo marzo. Gli utenti dei numerosi servizi Google stanno già ricevendo comunicazioni via email perché accettino le condizioni, previo il blocco dei loro account.
Cosa cambia nella gestione della privacy? Google ha messo insieme le almeno 60 norme d‘uso prima esistenti (per altro difficili da reperire sul web) e le ha raggruppare in una sola, che sarà utilizzata per quasi tutti i prodotti di Google, come i servizi di posta elettronica di Gmail o il social network Google+. L’obiettivo di questa operazione, almeno quello dichiarato in maniera ufficiale, dovrebbe consentire una semplificazione della gestione ed una maggiore trasparenza, anche alla luce della crescente convergenza tra i vari servizi Google ed il costante interscambio di dati che ne deriva.
“Abbiamo riscritto la policy sulla privacy di Google dalla A alla Z in modo che sia più semplice e comprensibile” dice la società in una nota. “In sintesi, vi tratteremo come un utente unico per tutti i nostri prodotti”, spiega Alma Whitten, responsabile per le questioni sulla privacy.
“Queste nuove regole riflettono i nostri sforzi per migliorare l’uso” dei servizi, ha aggiunto, sottolineando i meriti di questa nuova politica aziendale. Per gli utenti si viene a creare un regolamento unico da approvare, mentre per l’azienda di Mountain View e per le imprese in Rete significa avere a disposizione un continuo flusso di informazioni preziose ai fini delle strategie di marketing.
Una scelta che rientra nella strategia Google degli ultimi, orientata ad unificare le funzionalità di login a livello globale. Eppure c’è chi solleva qualche dubbio sulla bontà dell’iniziativa: come mai Google solo ora si preoccupa dello scambio di dati tra più siti e dell’impossibilità di esprimere un qualsiasi parere in merito?
Google aggrega e mette in correlazione molte informazioni su quanto viene ricercato online (Google motore di ricerca), su ciò di cui si parla (Gmail), su quanto guardiamo (YouTube) e sugli utenti con cui andiamo ad interagire (Google Plus).
Si tratta un numero ancora più elevato di informazioni che Google assicura non saranno vendute a terzi: “i nostri principi sulla privacy restano gli stessi. Non venderemo mai le informazioni personali e non le condivideremo senza l'autorizzazione degli utenti stessi (tranne in rare circostanze quali richieste legali valide)”.
Ma potranno essere utilizzate per migliorare le performance del proprio advertising ottenendo maggiori introiti da un quadro più preciso e profilato della propria utenza? Queste iniziative in ambito privacy di Google nascono il bene degli utenti o per massimizzare in termini monetari le proprie iniziative?
I social network concorrenti di Google non digeriscono l’utilizzo delle informazioni reperite nelle proprie pagine ad esclusivo beneficio di Google. L’integrazione di Google Plus in Search Plus Your World favorirebbe il solo Google. Per alcuni sarebbe persino un vero e proprio ostacolo nella fruizione dei contenuti online.
Da Google Italia replicano che gli utenti non saranno iscritti a Google Plus in automatico. Questa valutazione “non risponde assolutamente al vero. Il cambiamento che abbiamo annunciato non ha effetto sui servizi di Google che una persona sceglie di utilizzare. Utenti esistenti e nuovi utenti, non saranno costretto a unirsi a Google+ né qualsiasi altro servizio specifico di Google”.
La pubblicazione del regolamento unico ha incontrato il favore di Viviane Reding, vicepresidente della Commissione e commissario europeo per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza: "Google è stata veloce e, ancora prima che la Ue presentasse le nuove disposizioni, ha fatto il primo passo" verso un maggiore tutela della privacy.
Positivo anche il parere espresso da The Economist “se l'obiettivo di Google è quello di rendere tutto più accessibile e conciso rispetto a prima, conservandone le garanzie, sarà un grosso miglioramento rispetto allo status quo”.
Fonte:spazioimpresa.biz
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Si allungano i tempi della riscossione: sei anni in più per pagare i debiti con il fisco
La manovra Monti mette a regime la possibilità di chiedere un’ulteriore dilazione ad Equitalia, oltre a quella già prevista, per un massimo di 72 rate mensili, nel caso in cui il contribuente assista ad un peggioramento della situazione finanziaria.
I contribuenti hanno sempre più difficoltà ad adempiere con regolarità agli obblighi fiscali, e la crisi economica di questo periodo ha peggiorato la situazione. Così, per concedere maggiore respiro ai contribuenti la Manovra Monti è intervenuta prevedendo in materia di ruoli:
• la proroga della rateazione fino ad un massimo di 72 rate mensili, con possibilità di rate variabili crescenti, anziché costanti;
• la proroga della rateazione caratterizzata dalla decadenza fino ad un massimo di 72 rate mensili.
La rateazione
Prima della Manovra Monti il contribuente in stato di temporanea difficoltà finanziaria, presentando una domanda ad Equitalia, poteva ottenere la rateazione delle somme iscritte a ruolo per un massimo 72 rate mensili e, a prescindere dall’importo, non era necessaria alcuna garanzia. Il beneficio della dilazione decadeva se il contribuente ometteva di versare la 1° rata o 2 rate successive alla prima, anche non consecutive.
Il decreto Milleproroghe 2010 (art. 2 comma 20 del D.l. 225/2010 convertito in L. 10/2011) aveva dato la facoltà ad Equitalia, per le dilazioni concesse fino al 27.02.2011 (data di entrata in vigore della legge di conversione del D.l. 225/2010) interessate dal mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, di riconcedere la dilazione fino a 72 mesi, a condizione che il contribuente provasse il peggioramento dello stato di temporanea difficoltà posta alla base della prima dilazione.
Con la Manovra Monti (art. 10 comma 13-bis d.l. 201/2011) si mette a regime questa facoltà concedendo un’ulteriore proroga fino a 72 mesi al contribuente che, avendo già usufruito di una dilazione, subisce un peggioramento della situazione finanziaria. La seconda dilazione viene concessa una sola volta e:
solo in caso di comprovato peggioramento della situazione di temporanea obiettiva difficoltà finanziaria;
fino a 72 mesi;
a condizione che non sia intervenuta la decadenza della prima dilazione concessa (che avviene quando non si paga la prima rata o due rate successive, anche non consecutive).
Il contribuente, con la seconda dilazione, potrà inoltre chiedere di versare le somme con rate variabili, anziché costanti, di importo crescente per anno.
Milleproroghe e Manovra Monti
La differenza fondamentale tra i due interventi normativi è che:
“la rateazione in proroga” concessa dal decreto Milleproroghe 2010 riguardava i debitori che, pur in presenza di un peggioramento della situazione finanziaria, si erano resi morosi nel pagamento della prima rata del piano o di due rate successive;
“la rateazione in proroga” concessa dalla Manovra Monti, riguarda tutti i contribuenti in perfetta regola con i pagamenti delle rate previste dall’originario piano di dilazione, purché dimostrino il peggioramento della situazione finanziaria.
Rateazione anche per le dilazioni concesse fino al 28 dicembre 2011
La disposizione della Manovra Monti (art. 10 comma 13-ter dl 201/2011) concede il beneficio della seconda proroga anche alle dilazioni concesse fino al 28.12.2011 (data di entrata in vigore della Legge di conversione del decreto Salva Italia), per le quali non sia stata pagata la prima rata o due rate successive, e che non hanno beneficiato della dilazione prevista dal decreto Milleproroghe 2010. In sostanza è stato introdotto un trattamento di favore anche per quelle dilazioni già concesse alla data del 28 dicembre 2011 e attualmente caratterizzate dalla decadenza. Queste potranno fruire della proroga sino a 72 mesi a condizione che comprovino il temporaneo peggioramento della situazione di difficoltà economica a suo tempo valutata all'atto della richiesta di rateazione, e a condizione che il debitore comprovi un temporaneo peggioramento della situazione di difficoltà posta a base della concessione della prima dilazione.
Fonte:fiscoetasse.com (Elisabetta Gesuato)
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Il solare? È sempre più popolare ma gli italiani sono ancora poco informati
Per il 92% degli italiani è la fonte energetica del futuro, ma solo il 44% dichiara di essere informato
“Fino a una decina di anni fa l'energia solare era considerata roba da fantascienza. In poco tempo invece si è arrivati a capire che si tratta di un concetto reale, concreto e che, in una prospettiva di ampio respiro, non richiede un investimento economico eccessivo”.
Così Antonio Noto, direttore di IPR Marketing – l'istituto di ricerca che ha realizzato il 6° Rapporto su “Gli italiani e il solare” - commenta il dato rilevato dall'indagine che parla di un 92% di italiani che considera il solare la fonte energetica del futuro.
Solare sempre più popolare
La percentuale di italiani che dichiarano di aver preso in considerazione l'idea di passare al solare è passata dal 54% rilevato nel novembre 2009 all'80% di oggi. Quali sono le ragioni di questo incremento di popolarità? “Al di là di una maggiore sensibilità della gente nei confronti dell'ambiente – argomenta Noto - oggi il solare si vede, nel senso che da pensiero astratto, quasi fantascientifico come dicevo prima, è diventato qualcosa di concreto perché in giro, di pannelli solari, se ne vedono sempre di più e quindi la gente si convince che è qualcosa di effettivamente realizzabile”.
Italiani poco informati
Resta però ancora da lavorare molto sull'informazione ai cittadini. Secondo il rapporto di IPR Marketing, dichiara di essere molto o abbastanza informato solo il 44% degli intervistati, di cui il 54% sono giovani e il 49% over 54 anni. È a conoscenza che la durata di un pannello solare va dai 20 ai 30 anni solo il 17% degli intervistati; mentre il 70% non sa che un pannello di qualità può avere una durata di 25-30 anni producendo all'incirca la stessa energia, diversamente da uno scadente che con il passare del tempo, riduce inevitabilmente e di molto la propria resa.
Fonte:casaeclima.com
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Nuovo redditometro 2012: ecco le voci di spesa che saranno prese in considerazione
Sarà operativo dal secondo semestre dell'anno e servirà ad individuare gli scostamenti tra reddito dichiarato e spese effettive. A dirlo è il Direttore Generale dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. Il nuovo strumento di lotta all'evasione fiscale messo in piedi dall'Amministrazione finanziaria, prevede 11 tipi di nuclei familiari e al'incirca 100 voci di spesa divise in 7 categorie: abitazione, mezzi di trasporto, contributi e assicurazioni, istruzione, attività sportive e ricreative e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti.
Ecco nel particolare le voci di spesa:
Abitazione:abitazione principale, altre abitazioni, mutui, ristrutturazioni, intermediazioni immobiliari, elettrodomestici, apparecchiature elettroniche, arredi, energia elettrica, telefonia fissa e mobile, gas
Mezzi di trasporto: automobili, mincar, caravan, moto, natanti e imbarcazioni, aeromobili, mezzi di trasporto in leasing e noleggio
Assicurazioni:
responsabilità civile, incendio e furto, vita, danni, infortuni, malattia, altro
Contributi previdenziali: obbligatori, volontari, previdenza complementare
Istruzione: asili nido, scuola dell'infanzia, scuola primaria, scuola secondaria, corsi di lingua straniere, soggiorni studio all'estero, corsi universitari, tutoraggio, corsi di preparazione agli esami scuole di specializzazione, master, canoni di locazione per studenti universitari
Attività sportive e ricreative. Cura della persona: attività sportive, circoli culturali, circoli ricreativi, cavalli, abbonamento pay tv, giochi online, abbonamenti eventi sportivi, viaggi organizzati, centri benessere, altri servizi per la cura della persona
Altre spese significative: oggetti d'arte o antiquariato, gioielli e preziosi, veterinarie donazioni in denaro a favore di onlus e simili, assegni periodici corrisposti al coniuge, donazioni effettuate Investimenti immobiliari e mobiliari netti fabbricati, terreni, natanti e imbarcazioni, autoveicoli, motoveicoli, caravan, minicar, aeromobili, azioni, obbligazioni, conferimenti, quote di partecipazione, fondi d'investimento, derivati, certificati di deposito, pronti contro termine, buoni postali fruttiferi, conti di deposito veicolati, altri prodotti finanziari, valuta estera, oro, numismatica
Fonte: StudioCataldi.it (Luisa Foti)
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Impronta dell’archivio informatico entro il 1° marzo
Prorogato di 30 giorni il termine per inviare le comunicazioni telematiche dell’impronta digitale. A stabilirlo l’Agenzia delle Entrate con il Comunicato stampa del 31.1.2012
Scadeva il 31 gennaio il termine per inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione dell’impronta dell’archivio informatico relativa all’annualità 2010 e pregresse. L’Agenzia delle Entrate, a causa alle numerose segnalazioni arrivate, che segnalavano le difficoltà a rispettare il termine di invio, con un comunicato stampa del 31 gennaio proroga di 30 giorni il termine per l’adempimento, che quindi slitta al prossimo 1° marzo. Secondo l'Agenzia la proroga si è resa necessaria a causa delle problematiche dovute anche al "vincolo della procedura di acquisizione che consente la trasmissione di file multipli in maniera limitata".
L’obbligo di comunicazione
Il DM del 23 gennaio 2004 aveva disciplinato la procedura informatica relativa all’emissione, conservazione ed esibizione dei documenti informatici tributari, nonché della conservazione digitale dei documenti analogici, con la conseguente possibilità di distruggere gli archivi cartacei. L’articolo 5 del decreto stesso prevedeva anche l’invio, all’Agenzia delle Entrate, di:
• un’impronta digitale dell’archivio informatico oggetto di conservazione;
• la relativa sottoscrizione elettronica;
• e la marca temporale;
entro il quarto mese successivo alla scadenza del termine di presentazione delle dichiarazioni annuali relative alle imposte sui redditi, all’Irap e all'Iva. Pertanto, per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il primo invio doveva avvenire entro il 31 gennaio 2012, ovvero entro i quattro mesi successivi alla presentazione della dichiarazione annuale.
Il 25 ottobre 2010 l’Agenzia delle Entrate pubblica il provvedimento disciplinante le modalità e i contenuti della comunicazione.
Attraverso l’invio dell’impronta viene garantita l’immodificabilità dell’archivio e dei documenti che lo compongono, infatti, eventuali modifiche comporterebbero la generazione di un’impronta diversa rispetto a quella trasmessa.
Contenuto dell’impronta
L’impronta deve contenere:
i dati identificativi del soggetto interessato, del responsabile della conservazione, e del soggetto da quest’ultimo eventualmente delegato;
l’elenco dei documenti cui l’impronta si riferisce, classificati in 85 categorie (allegato 1 del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 25.10.2010);
il luogo in cui è conservata l’evidenza informatica da cui è stata generata l’impronta dell’archivio;
la marca temporale apposta all’archivio.
Modalità di comunicazione
L’impronta dell’archivio deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate esclusivamente con modalità telematica:
direttamente, tramite i canali Entratel o Fisconline;
tramite intermediario abilitato alla trasmissione telematica delle dichiarazioni.
Prima di procedere con l’invio, il soggetto interessato dovrà verificare la congruenza dei dati da trasmettere con quanto previsto nelle specifiche tecniche allegate al Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 25 ottobre 2010. A tal fine dovrà obbligatoriamente essere utilizzato il software di controllo, scaricabile gratuitamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto della comunicazione stessa.
In ogni caso l’Amministrazione finanziaria comunicherà con una ricevuta i motivi dello scarto, e il soggetto potrà rinviare il file corretto entro i 5 giorni lavorativi successivi.
L’impronta si considererà regolarmente inviata nel momento in cui avviene la ricezione del file da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima invierà al soggetto interessato la prova dell’avvenuta trasmissione, con un file di attestazione, identificato da un numero di protocollo.
È consentito correggere l’impronta inviata una sola volta, purché si riferisca al medesimo periodo di riferimento e l’invio avvenga entro 30 giorni dal termine di trasmissione dei dati da sostituire.
Fonte:fiscoetasse.com (Elisabetta Gesuato)
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Canoni di locazione commerciale non percepiti: no al rimborso Irpef
Riconosciuta la non tassabilità solo per il periodo successivo allo sfratto per morosità. Fino a tale data devono essere dichiarati anche se non sono stati incassati
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 651 del 18 gennaio, inserendosi in un contrastante orientamento giurisprudenziale, ha stabilito che il proprietario-locatore di un locale commerciale non ha diritto al rimborso Irpef relativo ai canoni di locazione non percepiti. Ciò anche se ha ottenuto lo sfratto per morosità del conduttore. Infatti, la tassazione del reddito locativo è agli specifici fini collegata alla mera maturazione del diritto di percezione di un reddito.
Il fatto
Un contribuente si è visto accogliere dalla Commissione tributaria provinciale adita la richiesta di rimborso dell’Irpef versata per la locazione di un immobile a uso commerciale, fondata sul fatto che, in realtà, i canoni non erano mai stati percepiti (l’interessato, a seguito mancato pagamento, aveva chiesto e ottenuto dal giudice civile lo sfratto per morosità).
La Commissione regionale ha, invece, accolto l’appello dell’ufficio, affermando che l’istanza di rimborso era stata proposta oltre il termine di decadenza previsto all’epoca dall’articolo 38 del Dpr 602/1973 e che la possibilità di non dichiarare i redditi da locazione non percepiti, in base all‘articolo 8 della legge 431/1998, riguardava i soli contratti di locazione a uso abitativo e non anche a uso commerciale, così come stabilito dalla sentenza 362/2000 della Corte costituzionale.
Il contribuente ha quindi proposto ricorso di legittimità, sostenendo, tra l’altro, con specifico riferimento alla sentenza della Cassazione n. 6911/2003, che i canoni non percepiti non possono in ogni caso costituire base imponibile di qualsivoglia imposta.
La convalida dello sfratto per morosità
Si premette che la regola generale fissata dal Tuir (articolo 23 del Dpr 917/1986, nel testo vigente ratione temporis) prevede che i canoni di locazione devono essere dichiarati, a prescindere dal fatto se siano stati incassati o meno.
Il legislatore, però, con l’articolo 8, comma 5, della legge 431/1998, ha introdotto un’eccezione al principio generale in base al quale i canoni di locazione sono assoggettati a tassazione indipendentemente dalla loro percezione. Infatti, in base alla suddetta deroga, i canoni non percepiti non concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente a condizione che la morosità del locatario risulti dal provvedimento di convalida dello sfratto per morosità.
Al riguardo, il ministero delle Finanze (circolare n. 150/1999) ha precisato che il locatore può non dichiarare i canoni di locazione previsti dal contratto e non riscossi soltanto dal periodo d’imposta in cui ottiene il provvedimento giurisdizionale, a norma dell’articolo 663 cpc ovvero dell’articolo 665 del codice penale.
Motivi della decisione
Con la sentenza in esame, la Corte di cassazione, prendendo posizione su una tematica non pacifica, ha respinto la censura del ricorrente, affermando sostanzialmente che la tassazione del reddito locativo è agli specifici fini collegata alla mera maturazione del diritto di percezione di un reddito.
Sull’argomento si contendono il campo due opposti orientamenti giurisprudenziali:
• il primo, che fa capo alla sentenza 6911/2003, afferma che, in tema di determinazione del reddito dei fabbricati, l’articolo 35 del Dpr 597/1973, laddove stabilisce che il reddito lordo effettivo è costituito dai canoni di locazione risultanti dai relativi contratti, deve essere interpretato nel senso che esso riguarda soltanto i criteri applicabili per la revisione della rendita catastale e non può essere invocato nella diversa ipotesi di tassazione del reddito effettivo di un immobile
• il secondo, propugnato dalla successiva pronuncia 12095/2007, sostiene invece che il solo fatto dell’intervenuta risoluzione consensuale del contratto di locazione, unito alla circostanza del mancato pagamento dei canoni relativi a mensilità anteriori alla risoluzione, non è idoneo, di per sé, a escludere che tali canoni concorrano a formare la base imponibile Irpef (articolo 23, Dpr 917/1986), salvo che non risulti la volontà delle parti di attribuire alla risoluzione stessa efficacia retroattiva (Cassazione 24444/2005).
La Corte costituzionale aveva precisato in merito che, poiché si può parlare di canoni di locazione solo in presenza di un contratto, se questo viene a cessare per una qualsiasi causa di risoluzione, non si può configurare l’esistenza di un canone dal quale si genera una base imponibile ai fini delle imposte sui redditi (sentenza 362/2000).
Con la sentenza 651/2012, dunque, la Corte di legittimità non esita ad accogliere la seconda opinione, decidendo, pertanto, che i canoni di locazione devono essere dichiarati fino alla data in cui è intervenuta la risoluzione del contratto, anche se non incassati (la morosità del locatario risulta dal provvedimento di convalida dello sfratto per morosità).
Fonte:nuovofiscooggi.it (Salvatore Servidio)
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Social media: aziende italiane ancora impreparate e senza precisi obiettivi di business
L’indagine ‘Quanto è social la tua azienda’ conferma che le aziende italiane usano i social media in modo ancora ‘sperimentale’, con l’obiettivo di interagire con i consumatori e raccogliere feedback e opinioni.
Internet - I social media – da Facebook a Twitter, passando per i blog - sono considerati strumenti molto utili per aumentare l’interazione con i consumatori e per raccogliere opinioni/feedback sul brand o sui relativi prodotti, ma le aziende italiane non hanno ancora adottato strategie chiare per sfruttarli efficacemente con l’obiettivo di raggiungere concrete opportunità di business.
È quanto emerge dall’indagine “Quanto è Social la tua Azienda?”, condotta in collaborazione da AIDiM, ANVED ed eCircle.
La ricerca basata sui pareri e le opinioni di 315 responsabili marketing e direttori commerciali operanti nei principali settori merceologici (e-commerce, servizi, abbigliamento, turismo, bancario/assicurativo, IT, editoria e pubblicità/comunicazione) rivela che il 75% delle aziende utilizza già Facebook, Twitter, blog & Co. e, nel caso delle aziende di e-commerce, il dato raggiunge una percentuale quasi intera.
Due terzi delle realtà aziendali che già hanno adottato questi nuovi strumenti sembrano, però, avere ancora obiettivi generici e poco focalizzati.
Facebook si conferma il social network più utilizzato dalle aziende italiane (84%) anche per il settore B2B, seguito a ruota da LinkedIn e Twitter; nonostante sia “appena nato”, anche Google+ registra un alto tasso di gradimento (il 25% delle aziende lo ha già scelto). Oltre il 60% delle imprese sceglie di promuovere il proprio brand o prodotto con una fan page e il 50% lo fa con un profilo, mentre solo il 30% sceglie di pianificare campagne pubblicitarie sui social media. Un dato interessante riguarda le risorse destinate al social media marketing: anche se il 54% delle aziende che utilizzano i social media ha almeno una risorsa interna dedicata, solo il 58% delle aziende rispondenti aggiorna con regolarità il proprio spazio.
Secondo il campione intervistato, solo il 39% dei propri clienti interagisce con regolarità sui social media. I motivi dell’interazione sono chiari e precisi: scambio di opinioni sui prodotti con altri utenti (50%), richiesta di assistenza al customer care e feedback sul prodotto/servizio acquistato (oltre 30%).
Gli intervistati che affermano di non aver ancora sperimentato questo canale di comunicazione adducono come motivo principale quello di non avere ancora elaborato una strategia chiara sul mezzo. Di questi, il 22% prevede di sperimentarlo certamente nel futuro, mentre il 42% lo farà con ogni probabilità.
Fonte:key4biz.it
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Trenitalia: rimborsi al 100% per ritardi oltre 4 ore
03/02 Rimborso integrale del biglietto del treno per i passeggeri che hanno rinunciato a viaggiare e per quelli che hanno subito ritardi oltre le 4 ore. Indennizzi per i ritardi a partire dai 60 minuti.
E’ la decisione presa nella serata di ieri da Trenitalia che precisa che l’iniziativa è migliorativa rispetto alle regole previste dalla normativa europea, vista l’eccezionalità della situazione meteorologica. In particolare per i ritardi dai 60 ai 119 minuti si avrà diritto al 25% del prezzo del biglietto; i viaggiatori arrivati a destino con ritardi dai 120 ai 239 minuti riceveranno il 50% mentre chi ha viaggiato con più di 240 minuti di ritardo riceverà un’indennità pari al 100% di quanto pagato.
Ma la polemica continua. Al di là dei rimborsi per i ritardi, si è alzato un coro di voci contro Trenitalia.
Anche quest’anno, in inverno, alla prima nevicata, i trasporti sono andati in tilt: il 25% dei treni in Italia sono stati soppressi.
Secondo le dichiarazioni della stesa Trenitalia 2000 treni su 8000 sono fermi.
Sostanzialmente il servizio universale, che riguarda la maggioranza dei pendolari, non funziona perché in inverno fa freddo e nevica.
I contribuenti italiani pagano, per i treni regionali, il 70% del costo del servizio, mentre l’altro 30% è pagato dai viaggiatori con il biglietto.
Ogni inverno assistiamo, però, ad una cessazione del servizio per motivi ampiamente prevedibili. Finora non abbiamo riscontrato, nelle dichiarazioni dei rappresentanti di Trenitalia, nessuna giustificazione plausibile per il fermo di oltre 2000 treni. Quello che sappiamo è che le cause principali riguardano il blocco degli scambi, il congelamento dei cavi che alimentano i treni e la vetustà dei locomotori, che non prevedono difese sufficienti dal freddo e dal ghiaccio. Tutte motivazioni che una gestione attenta potrebbe prevedere e risolvere con la manutenzione e gli investimenti necessari.
Naturalmente ciò che fa notizia riguarda soprattutto i treni a lunga percorrenza, gli Intercity, i ritardi di oltre 6 ore, il rischio di assideramento dei viaggiatori bloccati a bordo delle carrozze. Molto meno si parla della vera e propria “via crucis” che i pendolari, costretti a viaggiare sulle carrozze più vecchie e scadenti, e quindi più soggette ai guasti, sono costretti a sopportare quotidianamente in questo periodo.
Trenitalia non se la può cavare con un rimborso del biglietto dopo ritardi di 4 ore.
È necessario aprire un tavolo di confronto e valutare rimborsi e indennizzi per i viaggiatori della lunga percorrenza e per i pendolari, che normalmente viaggiano con abbonamenti e non ricevono alcun risarcimento per disagi e soppressione delle corse.
Inoltre, Trenitalia dovrebbe confrontarsi con le Associazioni dei Consumatori sulle misure che intende intraprendere per prevenire ed impedire questi disagi in futuro.
Se Trenitalia continuerà a rifiutarsi, come ha fatto finora, Federconsumatori e Adusbef sono pronte a denunciare Trenitalia per interruzione di pubblico servizio e ad avviare, nei casi in cui è proponibile, una class action.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Obbligazioni Enel: offerta 2012 dal 6 al 24 Febbraio. Tassi di interesse e condizioni
Saranno collocate in questo mese di febbraio 2012 le obbligazioni Enel per un importo di 1,5 miliardi che potrà essere esteso fino a 3 miliardi. I risparmiatori potranno acquistare le obbligazioni Enel a partire dal 6 febbraio (e fino al 24), potendo scegliere tra soluzioni a tasso fisso o variabile.
Il capitale minimo per investire in obbligazioni Enel sarà di 2.000 euro, pari a 2 obbligazioni, giacchè il valore di una singola obbligazione è infatti di 1.000 euro. La scadenza delle obbligazioni sarà a 6 anni, quindi il capitale investito potrà essere recuperato nel 2018.
I proventi dell’offerta saranno destinati a finalità di gestione operativa generale del gruppo, ivi incluso l’eventuale rifinanziamento del debito, nell’ambito della strategia di estensione della scadenza media del debito consolidato ed al fine di ottimizzare il profilo delle relative scadenze a medio e lungo termine. Previsto, infine, il rimborso integrale del capitale alla scadenza dei prestiti.
Fonte:businessonline.it (Marcello Tansini)
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Regime IVA applicabile ai rifornimenti di carburante delle navi adibite alla pesca costiera: i chiarimenti dell'Agenzia
I rifornimenti di carburanti e lubrificanti destinati alle navi da pesca costiera usufruiscono del regime di non imponibilità Iva; questi i chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate con Risoluzione del 1° febbraio 2012 n. 10
A seguito della emanazione della Legge 15 dicembre 2011, n. 217, cosiddetta “Legge comunitaria 2010”, sono pervenute all'Agenzia delle Entrate numerose richieste di chiarimenti in merito alla portata applicativa dell’art. 8, comma 2, lettera e), n. 4), della Legge comunitaria 2010 che ha modificato, a decorrere dal 17 gennaio 2012, l’art. 8-bis, comma 1, lettera d), del DPR 633/72, concernente le operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione, per le quali si applica il regime di non imponibilità IVA.
Con la presente Risoluzione viene precisato che:
il rifornimento di carburante e lubrificante destinato alle navi da pesca costiera beneficia del regime di non imponibilità IVA;
sono escluse dal regime di non imponibilità solo le cessioni di beni destinati al vettovagliamento delle navi adibite alla pesca costiera. Tale criterio interpretativo risulta supportato dalla considerazione della versione in lingua inglese dell’art. 148 della Direttiva, la quale utilizza, per le operazioni in regime di non imponibilità, le espressioni “fuelling” (rifornimento) e “provisioning” (vettovagliamento) e, per l’esclusione dal regime di non imponibilità, il termine “ships’ provisions” (vettovagliamento).
Tale analisi comparata dei testi conferma che il termine “provviste di bordo” è usato nella normativa comunitaria come sinonimo di “vettovagliamento”.
Fonte:fiscoetasse.com
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L’imprenditore che sottopaga il lavoratore commette estorsione
La Corte di cassazione, con la Sentenza 4290 ricusa il ricorso fatto da un datore di lavoro, indagato per estorsione, con il quale richiedeva la revoca degli arresti domiciliari.
L’imprenditore indagato retribuiva i propri dipendenti mediante l’emissione di un assegno che rispettava il tetto previsto dal contratto collettivo nazionale, facendo firmare per quietanza una busta paga che riportava un importo superiore.
In seguito, il lavoratore era obbligato a restituire parte della somma ricevuta in contanti, pena la perdita del posto di lavoro.
Dalle intercettazione telefoniche emergono, inoltre, minacce verso gli altri imprenditori che avrebbero assunto i suoi dipendenti e offerto ovviamente condizioni migliori.
Una prassi, purtroppo, diffusa quella dell’imprenditore che retribuisce il lavoratore in misura inferiore al contratto collettivo e che dopo aver fatto il bonifico al lavoratore per l’importo previsto dalla legge, poi si fa concretamente restituire parte di questa somma.
Si tratta di illeciti che permettono al lavoratore di procedere nei confronti del datore entro cinque anni dalla data di scioglimento del rapporto di lavoro.
L’imprenditore affermava, in sua difesa, che tutto ciò era frutto di una "libera contrattazione", e la deroga a quanto previsto dal contratto nazionale o di settore può dar luogo al massimo alla violazione della normativa in tema di lavoro.
Di parere opposto la Cassazione secondo cui tutto ciò configura un reato di estorsione.
Fonte:i-dome.com
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Internet: Facebook insidia per chi ha scarsa autostima
Facebook e' per molti, ma non per tutti. Il social network dei record, infatti, e' controindicato per le persone con scarsa autostima. Secondo uno studio pubblicato su 'Psychological Science', infatti, questo tipo di cybernauti finisce per bombardare gli amici online con messaggi negativi sulla propria vita, rendendosi sgradevole senza rendersene conto. "Pensavamo che Facebook potesse essere un posto fantastico per le persone, uno spazio per rafforzare le relazioni", spiega Amanda Forest dell'University of Waterloo, coautrice della ricerca insieme a Joanne Woo. Anche perche' "chi soffre di scarsa autostima spesso e' a disagio nelle relazioni faccia a faccia", spiega. Invece le cose si sono rivelate diverse. Le ricercatrici hanno prima intervistato un gruppo di studenti sul social network, scoprendo che i giovani con scarsa autostima erano piu' inclini a giudicare 'FB' come un'opportunita' per relazionarsi con gli altri, ma anche un posto 'sicuro' in grado di evitare i rischi legati alle situazioni sociali. Poi il team ha monitorato il comportamento degli stessi ragazzi in rete, valutando i loro status, gli aggiornamenti e le reazioni degli 'amici'. Ebbene il gruppo di giovani con scarsa autostima si e' rivelato piu' negativo, riscuotendo comunque meno commenti e meno apprezzamenti. Discorso diverso per le frasi positive: gli amici rispondevano molto di piu'. Ai coetanei piu' sicuri e positivi questo non accade: anche in caso di rari pensieri negativi, le reazioni degli amici sono numerose e partecipi. Insomma, alcuni possono considerare il fatto di aprirsi su Facebook come un'opzione sicura e senza rischi, ma il realta' questo puo' non aiutarli nel rapporto con gli amici. "Anche perche' su FB non si vede la maggior parte delle reazioni altrui", conclude Forest.
Fonte:adnkronos.com
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Dichiarazioni Iva 2012: i software per compilare e controllare on line
In corrispondenza con la pubblicazione dei modelli, l’Agenzia offre sul proprio sito i prodotti informatici per effettuare tutte le operazioni legate agli adempimenti
Solo poche domande per scoprire il modello Iva, da presentare in via autonoma, più adatto alle proprie esigenze e avere a disposizione i giusti quadri da compilare. È soltanto la prima delle funzioni dei software dedicati alla compilazione e al controllo on line dei modelli Iva 2012, da oggi in rete sul sito delle Entrate.
I pacchetti informatici, in particolare, riguardano le dichiarazioni Iva base e Iva. Tutti gli applicativi, sia di compilazione sia di controllo, condividono una particolare caratteristica, quella di avvalersi della più avanzata tecnologia di distribuzione che consente all’utenza di servirsi delle applicazioni direttamente dal web, attivandole in maniera semplificata, sicuri di utilizzare sempre l’ultima versione e dribblando le complesse procedure di installazione o di aggiornamento.
Le procedure di controllo, nello specifico, permettono l’individuazione delle eventuali anomalie o incongruenze rilevate tra i dati inseriti nella dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.
Infine, va ricordato che i prodotti appena pubblicati non permettono di compilare le dichiarazioni Iva delle società controllanti e controllate che partecipano alla liquidazione di gruppo.
Fonte:nuovofiscooggi.it
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Nuova targa per i ciclomotori
Entro il 13 febbraio 2012 tutti i ciclomotori posti in circolazione prima del 14 luglio 2006, dotati di certificato di idoneità tecnica e con il cosiddetto "targhino", dovranno munirsi del certificato di circolazione e della nuova targa per motorini. Chi non si adegua alle nuove disposizioni rischia una multa fino a 1.559 euro.
Per mettersi in regola è necessario recarsi presso gli uffici della motorizzazione o in un'agenzia a essa connessa telematicamente (il cosiddetto centro servizi motorizzazione) in modo da avviare le pratiche burocratiche richieste. Una volta ritargato il veicolo, la nuova targa potrà essere rimossa dal ciclomotore solo in caso di vendita o demolizione. Pur rimanendo personale, la targa non potrà essere abbinata a più di un mezzo. Ricordiamo che nella categoria “ciclomotori” rientrano anche i quadricicli leggeri (le cosiddette microcar) con velocità massima 45 km/h, con una cilindrata massima di 50 cc (45 KW se il mezzo è elettrico o diesel) e con massa a vuoto fino a 350 kg.
Fonte:altroconsumo.it
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Pareggio di bilancio in Costituzione: cause ed effetti
L’introduzione del pareggio di bilancio - compiuta dal governo Monti - è in realtà una misura prevista in modo esplicito dal patto Europlus di fine marzo 2011 e rappresenta una risposta concreta ai vincoli che l’Unione Europea ha chiesto di approvare agli Stati membri, con particolar riguardo a quelli attualmente più esposti alla crisi finanziaria internazionale.
Diverse forze politiche e sociali hanno lamentato una cessione di sovranità che indurrà all’applicazione di politiche economiche restrittive anche in tempi di grave disoccupazione, quando sarebbe invece necessario intervenire con politiche anticicliche.
Il gigantesco debito pubblico italiano (1.900 miliardi di euro, il 120% del PIL), nonostante la sostenibilità della spesa primaria, costringe a politiche restrittive per pagare la spesa accumulata nel tempo degli interessi, oltretutto elevatissimi in confronto agli altri paesi europei.
Così recita il nuovo articolo 81:
“Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale.”
La comunicazione dei mass media non ha in realtà ben specificato la reale portata di questa riforma che va ben oltre l’art. 81 e coinvolge altri 3 articoli.
A rafforzare la modifica dell’art. 81 viene introdotto un nuovo primo comma all’art. 97 della Costituzione che impegna tutta la PA al perseguimento della stabilità:
” Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico”.
Viene inoltre spostata nell’art. 117 dalla competenza concorrente a quella esclusiva dello Stato “l’armonizzazione dei bilanci pubblici” (lettera e).
Viene infine modificato anche l’art. 119 al comma 3 nel seguente modo:
[Gli Enti Locali e le Regioni] “Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.”
Sempre l’art. 119 registra al comma 7 un ampia modifica:
“I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio di bilancio. E’ esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti”.
Ma il testo del DDL non si limita a modificare gli articoli suindicati della Costituzione.
Prevede infatti anche “l’istituzione presso le Camere, nel rispetto della relativa autonomia costituzionale, di un organismo indipendente al quale attribuire compiti di analisi e verifica degli andamenti di finanza pubblica e di valutazione dell’osservanza delle regole di bilancio”. Anche il Presidente del Consiglio Prof. Monti aveva del resto parlato nelle sua dichiarazioni programmatiche della “creazione di una Autorità dei conti pubblici”.
Non vi è dubbio che occorre stabilire quali rapporti intercorrono tra questo “organismo indipendente” e le funzioni della Corte dei Conti.
L’intenzione del legislatore sembra essere quella di richiamarsi al modello americano del Cbo (il Congressional Budget Office) del Congresso con un’agenzia autonoma con il compito di coadiuvare le camere nel controllo della spesa pubblica.
Fonte:blog.pmi.it (Stefano Gorla)
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Fondoprofessioni; Ancora disponibili le risorse del bando 02/09
Obiettivo: conciliare lavoro e formazione. Come? Attraverso interventi formativi personalizzati direttamente sul posto di lavoro. Il bando 02/09 di Fondoprofessioni rappresenta ancora oggi uno dei modelli più evoluti nel panorama della formazione continua in Italia. Lanciato nel 2009, il bando metteva sul piatto 300 mila euro per finanziare interventi formativi rivolti a massimo tre dipendenti provenienti dalla stessa struttura.
Un progetto sperimentale per fornire al comparto delle professioni uno strumento di intervento mirato per lo sviluppo delle competenze del personale dipendente su tematiche specifiche e altamente qualificanti, progettati da istituti formativi accreditati presso il Fondo e altamente specializzati.
Il bando 02/09 di Fondoprofessioni è rivolto agli studi di piccole e piccolissime dimensioni, dove la formazione può rappresentare un reale valore aggiunto. L'intervento formativo personalizzato, infatti, è dedicato al dipendente o i dipendenti (massimo tre) di una stessa struttura professionale e dovrà essere concordato tra datore di lavoro e lavoratori, per garantire il raggiungimento di obiettivi di crescita condivisi. Ciascun intervento formativo viene finanziato dal Fondo nella misura dell'80%, fino ad un massimo di 2 mila euro, nel caso di un solo dipendente in formazione. Ma la quota finanziabile sale fino a 2.500 euro con due dipendenti e a 3 mila euro con tre.
Fino ad oggi sono stati approvati 110 piani formativi, che hanno coinvolto quasi tutte le regioni italiane e i settori professionali e, a distanza di tre anni dal varo dell'avviso, oggi, sono ancora finanziabili interventi formativi personalizzati per un valore pari a circa 60 mila euro. Per accedere alle risorse ancora disponibili è necessario aderire a Fondoprofessioni, riportando la dicitura "FPRO" all'interno della denuncia mensile del flusso Uniemens e rivolgersi ad uno degli istituti di formazione accreditati a Fondoprofessioni (l'elenco è consultabile sul sito www.fondoprofessioni.it) per la progettazione di un intervento formativo ad hoc, modellato sulle esigenze di sviluppo provenienti dalla struttura.
Per richiedere informazioni relative al bando 02/09 è possibile inviare una mail a info@fondoprofessioni.it o telefonare al numero 06-54210661.
Fonte: ItaliaOggi
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Cassazione: niente chat su facebook per chi è ai domiciliari
Niente Chat su Facebook per chi è agli arresti domiciliari. Lo afferma la Corte di Cassazione spiegando che chi si trova sottoposto a quel regime detentivo ed abbia il divieto di comunicare con terzi, non può permettersi di chattare con i suoi amici sui social network. Non che si debba fare a meno del tutto di Internet, sia ben chiaro, ma per la Corte l'utilizzo della rete può essere fatto solo per ragioni meramente conoscitive e non per comunicare a distanza. Il chiarimento arriva dalla quarta sezione penale della corte che ha così confermato un provvedimento con il quale un detenuto agli arresti domiciliari si era visto sostituire i domiciliari con il carcere per l'accertata violazione del divieto di comunicare con persone diverse da quelle che abitano con lui o che lo assistono. Nel caso di specie peraltro il detenuto si era messo in collegamento con un suo coimputato. Inutile il ricorso per Cassazione dove il detenuto ha cercato di difendersi sostenendo che nel provvedimento che gli faceva divieto di comunicare con terzi non era stato specificato che il divieto fosse valido anche per le comunicazioni a distanza. La Corte di cassazione (sentenza n.n.4064/2012) ha respinto il ricorso confermando la precedente decisione del tribunale e confermando quindi che con la chat è stato effettivamente viuolato il divieto di comunicare con terzi.
Fonte: StudioCataldi.it (N.R)
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Obbligazioni aziendali, titoli di stato, azioni, conti deposito: su cosa investire nel 2012
Investire nel 2012: oggi questa operazione rappresenta un’impresa ardua su cui sarebbe meglio fare qualche considerazione prima di procedere alla scelta su dove ‘parcheggiare’ il proprio denaro.
Sicuramente per chi decide di investire in liquidità, la scelta migliore di questo 2012 sono i conti deposito, che hanno già registrato un buon andamento lo scorso 2011, ma la cui convenienza quest’anno è destinata a crescer ancora di più, soprattutto dopo le ultime misure stabilite dalla Manovra Monti.
I conti deposito sono capaci di offrire buoni rendimenti, senza rischi e senza vincolare il proprio denaro per troppo tempo e inoltre, prevedono un taglio della ritenuta fiscale sugli interessi maturati, la tassazione sui rendimenti è scesa a partire dal gennaio 2012 dal 27 al 20%, a fronte del 12,5% applicato sui titoli di Stato. Oltre ai conti deposito, emergono però altre possibilità di investimento.
Wired ha raccolto una serie di pareri di esperti, secondo cui il 2012 è l’anno buono anche per puntare sul mercato obbligazionario, come sostiene Dennis Montagna, fund manager presso Arca Sgr.
Il suo investimento ‘ideale’ sarebbe “un'allocazione del 25% del portafoglio in governativi area euro, preferibilmente attraverso un fondo obbligazionario. Investirei poi un 20% del portafoglio in obbligazioni high yield globali e un 30% in obbligazioni dei Paesi emergenti, in entrambi casi con cambio coperto per proteggersi dal rischio cambio perché non abbiamo una visione negativa sull'andamento dell'euro.
Chiuderei con un 20% in azioni, divise equamente tra un indice globale e un paniere dai mercati emergenti, e con un ultimo 5% in commodities, perché abbiamo una visione positiva sulla ripresa del ciclo economico. A seconda della consistenza del patrimonio e del profilo di rischio, si può diminuire un poco la componente obbligazionaria e aumentare quella azionaria o viceversa”.
Secondo Giorgio Giovannini, country manager per l'Italia di Henderson Global Investors, con i rendimenti offerti dai titoli di Stato, si potrebbe investire “un 40-45% in obbligazioni a 3-4 anni, con i titoli di Stato italiani che rappresentano sicuramente una buona offerta. Terrei poi il 30% circa del portafoglio in l iquidità, per essere al sicuro da ogni evenienza. Una persona giovane, con prospettive di lungo periodo e un reddito crescente, potrebbe cominciare a investire lentamente un 20-25% dei risparmi in azionario”.
Ancora cauti gli investimenti nel settore delle rinnovabili. Secondo il country manager di Henderson, “Il settore delle energie rinnovabili sta andando molto bene, ma bisogna fare attenzione. Tutti i comparti hanno una fase di crescita iniziale; poi le aziende perdenti escono dal mercato e restano le migliori. Per le green energy questo ultimo stadio non è ancora stato raggiunto. Resterei quindi ancora fermo sulle energie rinnovabili e tra qualche anno probabilmente sceglierei un fondo che investe in energie rinnovabili”.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Costa Concordia, nessun termine per accettare proposta risarcimento
“Non c’è alcun termine per aderire alla transazione collettiva siglata tra Costa Crociere e le Associazioni di consumatori“. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), smentendo le voci secondo le quali l’offerta della compagnia andrebbe accettata entro il 14 febbraio 2012. Dona precisa anche l’accordo non è vincolante ma aderendo non si incorre nelle lungaggini giudiziarie. Dunque “i consumatori che intendono reclamare un maggior danno potranno agire nelle sedi che riterranno più convenienti”. “Nell’accordo – conclude Dona – rientra anche la possibilità, valida anche per tutti i clienti Costa Crociere, di disdire future crociere già prenotate e, solo per questo annullamento è previsto un termine che scadrà il 7 febbraio prossimo”.
Sul fronte giudiziario, invece, Confconsumatori ribadisce di aver “fiducia nell’operato dei Magistrati della Procura di Grosseto che vanno necessariamente lasciati lavorare in tutta serenità, senza pressioni temporali, al fine di far emergere la verità di quanto è avvenuto il 13 gennaio scorso. Soltanto quando saranno accertati i fatti e le responsabilità si potranno determinare anche i risvolti civilistici della vicenda”.
Confconsumatori ritiene, infine, che il danno arrecato dal naufragio non colpisca soltanto i malcapitati passeggeri, ma anche gli abitanti e gli esercizi commerciali dell’Isola del Giglio i quali “dovrebbero costituirsi parte civile sia attraverso il Comune che singolarmente o comunque- appena saranno chiuse le indagini- agire nelle opportune sedi civilistiche quantificando i loro danni che non sono di poco conto”.
Fonte:helpconsumatori.it
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Per cervicale e male di schiena, meglio il pc del tablet
Per chi soffre spesso di dolori al collo e alle spalle, meglio non esagerare con i tablets. Sarebbe infatti meglio operare con il classico PC piuttosto che con Ipad e simili, ovviamente quando si prevede un impiego prolungato di questi strumenti. Il motivo? Si può creare una particolare posizione di testa e collo, costretti a chinarsi verso il basso per assicurare la lettura, che potrebbe aumentare il rischio di tensione per i muscoli che circondano il collo e quindi determinare i fastidi. Almeno questo è quanto riporta una curiosa ricerca che ha coinvolto 15 utilizzatori di tablets, impegnati a svolgere le classiche funzioni che si richiedono agli strumenti, dalla navigazione in rete fino all'invio di mail, passando per la visione di filmati e qualche videogame. Lo studio è stato condotto da esperti dell'Università di Harvard, del Brigham and Women's Hospital e della Microsoft ed è stato pubblicato su "Work: Journal of Prevention, Assessment and Rehabilitation".
Secondo Jack Dennerlein, coordinatore della ricerca, in confronto al classico desktop del computer l'impiego dei tablet sarebbe associato ad una maggior flessione della testa e del collo, con conseguente maggior rischio di tensione muscolare nelle aree in questione. Normalmente, infatti, la scrivania su cui si appoggia il PC e la sedia vengono posti in posizione ergonomica, consentendo di mantenere una posizione sufficientemente eretta del capo. Con i dispositivi portatili, invece, occorre sempre adattarsi all'ambiente in cui si trova, magari in sala d'aspetto in stazione o in aeroporto o sul bus, e appoggiandolo sulle gambe si può favorire un eccessiva flessione del collo per seguire con attenzione quanto avviene sullo schermo. Per ridurre i rischi, in ogni caso, basterebbe aprire il tablet con una giusta angolazione, tale da evitare l'eccessivo piegamento di testa e collo.
Un ultimo consiglio per chi invece stando per ore alla tastiera, ha ogni tanto dei fastidi all'avambraccio. Un aiuto potrebbe venire da una semplice tavoletta orizzontale, leggermente arcuata sui lati, che diventa una sorta di "contenitore" per l'avambraccio, tale da ridurre il rischio di stress ai fasci muscolari e tendinei del braccio. Questa "guida" di controllo, associata ad una serie di generici consigli di ergonomia, sarebbe infatti il miglior sistema di prevenzione per fastidi a polso e braccia, collo bloccato e dolori di schiena legati ad una postura errata davanti al computer. A dimostrare l'efficacia di questo sistema di sostegno del braccio è uno studio condotto su 182 dipendenti di un'azienda che stavano al PC per almeno venti ore la settimana. La ricerca è stata realizzata da alcuni ricercatori del San Francisco General Hospital, ed è apparsa sulla rivista British Journal of Occupational and Environmental Medicine.
Fonte:ilsole24ore.com (Federico Mereta)
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Pensione e cassaintegrazione: domande online esclusivamente. Come funziona
01/02; Da oggi, primo febbraio 2012, per richiedere pensione e cassaintegrazione si potrà usufruire solo della via telematica. Le domande per le quali da domani scatta l’obbligo di presentazione telematica sono le seguenti ricostituzioni, supplementi, assegni familiari, assegni sociali, ricostituzioni documentali, ricostituzioni contributive, ricostituzioni reddituali, pensioni di anzianità (per i casi in cui trova applicazione la precedente normativa) e vecchiaia, pensioni e assegni di invalidità e inabilità, pensioni ai superstiti e reversibilità.
Il processo di digitalizzazione delle domande di prestazione, che porterà al suo completamento alla totale telematizzazione dei servizi, avviene infatti con gradualità per ciascun servizio, assicurando un periodo transitorio durante il quale le consuete modalità di presentazione continuano comunque ad essere in vigore per permettere la più ampia informazione e divulgazione delle novità riguardanti la presentazione delle domande mediante la modalità telematica.
Oltre alle domande di pensione e delle principali prestazioni previdenziali ed assistenziali, da oggi dovranno essere presentate online anche le richieste di Assegni familiari ai Piccoli Coltivatori Diretti.
La presentazione di tali domande deve quindi essere effettuata attraverso i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino; servendosi del proprio pin attraverso il portale dell’Istituto, www.inps.it; o via telefono contattando il contact center integrato, al numero verde 803164.
E sempre da oggi scatta anche la presentazione online per le domande di autorizzazione alla Cassa integrazione ordinaria Industria, Edilizia e Lapidei (circolare n. 141 del 28 ottobre 2011) e autorizzazione alla Cassa integrazione guadagni straordinaria ed ai Contratti di solidarietà (circolare n. 148 del 22 novembre 2011).
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Edilizia; Iter snello e nuovi lavori per il 36% versione 2012
Dal 1° gennaio 2012, dopo 14 anni, le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione della casa diventano permanenti. Il 36% era stato introdotto dal 1° gennaio 1998 (articolo 1, legge 449/97) e via via prorogato. Il nuovo articolo 16-bis del Testo unico delle imposte dirette, Dpr 917/86 (introdotto dall'articolo 4 Dl 201/2011), rende strutturali i benefici inserendoli tra gli oneri detraibili dall'Irpef. La detrazione si applica nella misura del 36% delle spese sostenute fino a un massimo di 48mila euro per ciascuna unità immobiliare e relative pertinenze (box, cantina, soffitta), da dividere in 10 quote annuali di pari importo a partire dalla dichiarazione dei redditi del periodo di imposta in cui vengono eseguiti i lavori. È stata abrogata, dal 1° gennaio 2012, la possibilità di ripartire l'importo detraibile in 5 o 3 quote annuali per i soggetti, rispettivamente, di età pari a 75 o 80 anni. Possibilità che resta in vigore per tutte le spese sostenute sino al 31 dicembre 2011. Sostanzialmente confermata la platea dei beneficiari.
Burocrazia zero
Dopo la soppressione, per i lavori iniziati dallo scorso 14 maggio 2011, dell'obbligo di comunicazione preventiva dell'inizio dei lavori al Centro operativo di Pescara, gli adempimenti sono ridotti al minimo:
- c'è l'obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell'immobile (e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione del contratto di locazione);
- c'è l'obbligo di conservare ed esibire, a richiesta degli uffici verificatori, i documenti stabiliti con il provvedimento 2 novembre 2011, protocollo 149646.
Eliminato, sempre dal 14 maggio 2011, l'obbligo di indicazione del costo della manodopera in fattura che provocava tanti problemi applicativi essendo di difficile individuazione. Resta, invece, la condizione che le spese siano pagate con bonifico bancario o postale, anche online, da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario dell'agevolazione e la partita Iva o il codice fiscale dell'impresa destinataria del bonifico. Sui bonifici rimane anche l'obbligo di banche e poste italiane di effettuazione della ritenuta del 4% (10% sino al 5 luglio 2011), all'atto dell'accredito delle somme sui conti correnti delle imprese esecutrici dei lavori.
Gli immobili ristrutturati
È stata mantenuta l'applicabilità del 36% agli acquisti di immobili residenziali ristrutturati e ceduti da imprese edili. L'articolo 16-bis del Tuir prevede che la detrazione si applichi anche nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese dì costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile. La detrazione spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari, in ragione di un'aliquota del 36% del valore degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25% del prezzo dell'unità immobiliare risultante nell'atto pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro l'importo massimo di 48milaeuro. Mentre è espressamente precisato che il rogito deve essere stipulato entro sei mesi dalla ultimazione dei lavori, non si fa più cenno alla data di inizio dei lavori (prima era il 1° gennaio 2008). Pertanto, poiché le modifiche valgono dal 1° gennaio 2012, se i lavori di ristrutturazione sono stati ultimati prima, si rende applicabile la vecchia disciplina secondo cui il rogito deve essere stipulato, per beneficiare della detrazione entro il 30 giugno 2012 (termine anticipato rispetto al precedente fissato per il 30 giugno 2013). Tuttavia i lavori di ristrutturazione non possono essere iniziati prima del 1° gennaio 2008 pena l'inapplicabilità dei benefici fiscali. Viceversa, per gli interventi ultimati dal 1° gennaio 2012 la detrazione si applica anche se i lavori sono iniziati prima del 1° gennaio 2008.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
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Cassazione: illegittimo il licenziamento per troppe assenze se la contestazione è tardiva
"In tema di licenziamento per giusta causa, quando vengano contestati al dipendente diversi episodi rilevanti sul piano disciplinare, deve escludersi che il giudice di merito possa esaminarli atomisticamente, attesa la necessaria considerazione della loro concatenazione ai fini della valutazione delle gravità dei fatti, ciò non escludendo, tuttavia, che il comportamento che giustifica la sanzione espulsiva possa essere individuato anche in uno solo di essi, se lo stesso presenti il carattere di gravità richiesto dalla legge.". E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 1062 del 25 gennaio 2012, ha rigettato il ricorso proposto da un'azienda - che aveva licenziato una propria dipendente per ripetute assenze in giorni successivi a festività o ferie e recidiva - avverso la decisione della Corte d'Appello la quale aveva ritenuto la recidiva erroneamente contestata alla lavoratrice, tenuto conto del principio, consolidato nella giurisprudenza, alla cui stregua, il datore di lavoro, una volta esercitato validamente il potere disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti costituenti infrazioni disciplinari, non può esercitare una seconda volta, per quegli stessi fatti, il detto potere ormai consumato, essendogli consentito soltanto, a norma dell'ultimo comma dell'art. 7 della legge 20 maggio 1970 n. 300, di tenere conto della sanzione eventualmente applicata, entro il biennio. I Giudici di legittimità precisano, richiamando precedenti decisioni, che in difetto di contestazione di una nuova infrazione il datore di lavoro non può riesaminare in sede disciplinare le precedenti mancanze, già colpite ciascuna da sanzioni di tipo conservativo, per applicare per quelle stesse infrazioni, sia pure unitariamente considerate, una più grave sanzione di carattere espulsivo. La contestazione della recidiva per precedenti comportamenti già puniti con una sanzione disciplinare, in assenza di un'autonoma infrazione attualmente sanzionabile, non vale a legittimare il recesso del datore di lavoro.
Fonte: StudioCataldi.it (L.S)
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Reti d'Impresa; Credito meno caro per le reti
Per le reti d'impresa è in arrivo nuovo carburante sotto forma di credito a tassi agevolati. Bnl-gruppo Bnp Paribas ha sottoscritto ieri con Assolombarda un protocollo per erogare finanziamenti alle aziende che aderiscono a questa tipologia contrattuale con spread ridotti fino al 30 per cento. L'intesa è il primo passo operativo che "declina" sul territorio l'accordo quadro chiuso lo scorso ottobre dallo stesso istituto di credito con Retimpresa, l'agenzia confederale di Confindustria dedicata al tema "reti". Platea, quella delle imprese che hanno scelto la strada della sinergia, che inizia a diventare corposa, con 214 contratti di rete siglati fino a inizio dicembre, numero già lievitato a inizio 2012. L'intesa prevede la possibilità di ottenere fino a tre milioni di euro a medio lungo termine sulla base di investimenti o progetti legati al contratto di rete, con uno spread ridotto in una forbice del 15-30% rispetto allo standard e comunque mai superiore al 5,7 per cento. «Vedere progetti - spiega il responsabile della divisione corporate di Bnl- gruppo Bnp Paribas Paolo Alberto De Angelis - è per noi preferibile rispetto a valutare semplici richieste di finanziamento. Il rating in questo modo è mediato da una visione prospettica, legato a un progetto di sviluppo che privilegia la crescita dimensionale. Su questo tema, per aiutare le imprese, noi vogliamo esserci». E quanto sia cruciale per le aziende avere in questa fase "spalle robuste" è testimoniato dagli ultimi dati della congiuntura lombarda, che vedono la regione piombata in recessione, con l'export unico vero antidoto anti-crisi.
Mentre gli impieghi verso le Pmi in provincia di Milano - ricorda il responsabile ufficio studi di Bnl Giovanni Ajassa - evidenziavano già a ottobre 2011 una fase di difficoltà, con una lieve frenata rispetto a giugno. Crescere dunque è una necessità: per aggredire i mercati più remoti, migliorare il potere contrattuale, agganciare clienti non raggiungibili con dimensioni ridotte. «Ecco perché - ricorda il presidente di Assolombarda Alberto Meomartini - la nostra associazione vuole mantenere un forte impegno verso lo sviluppo di partnership e la fornitura di servizi consulenziali a supporto della costituzione delle reti. Noi stessi, come associazione, abbiamo sviluppato un progetto insieme ai nostri colleghi di Monza e Brianza, Pavia, Lecco e Como per erogare servizi di maggiore qualità sviluppando sinergie al nostro interno. Anche noi, quindi, diamo l'esempio verso la cultura della rete». Aldo Bonomi, vicepresidente di Confindustria delegato allo sviluppo di questo progetto si dice soddisfatto dei numeri sin qui raggiunti «anche se- aggiunge - questo è solo l'inizio». «Io resto ottimista- spiega - perché vedo un sistema che finalmente si muove, grazie alla spinta propulsiva di Confindustria il Governo ci ha seguito, con le banche, così come con i notai, abbiamo chiuso accordi importanti, abbiamo creato una società di asseverazione per certificare la validità del contratto. Gli esempi di reti virtuose non mancano e al nuovo Governo chiediamo di procedere con forza su questa strada». Al ministro dello Sviluppo, Confindustria chiede 100 milioni per rifinanziare le agevolazioni fiscali a favore delle reti, agevolazioni per partecipare in rete ad appalti pubblici, incentivi per le spese promozionali all'estero. «L'era del "piccolo è bello" è finita - conclude Bonomi - e fare rete non può essere una moda bensì una strategia a lungo termine».
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Mutui, accordo Abi-consumatori: nuova proroga per le sospensioni delle rate
Arriva una nuova proroga per la sospensione delle rate dei mutui. A quanto apprende l'Adnkronos, il nuovo termine sarà fissato a fine luglio e il ritardo di pagamento viene rimodulato a 90 giorni. Viene prorogato al 31 luglio 2012 il termine di presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui, si legge in una nota dell'Abi. Gli eventi in base ai quali può essere chiesta la sospensione devono verificarsi entro il 30 giugno 2012. Questo è quanto stabilito dal nuovo Accordo firmato dall'Associazione bancaria italiana e 13 Associazioni dei Consumatori, che ripropone quanto stabilito a luglio scorso, al momento della seconda proroga semestrale. Nell'attesa di esaminare congiuntamente un quadro di possibili misure strutturali di sostegno alle famiglie, quest'ultima proroga si è resa necessaria per supportare ancora i nuclei che dovessero trovarsi in situazione di momentanea difficoltà. In questo ambito, si riconferma la volontà di continuare a sostenere il dialogo e la collaborazione tra banche e Associazioni dei consumatori e la rinnovata attenzione del settore a favore delle famiglie nel contesto dell'attuale crisi. Le parti firmatarie hanno concordato che l'arco temporale entro il quale si devono verificare gli eventi che determinano l'avvio della sospensione è prorogato al 30 giugno 2012. Le domande possono essere presentate entro il 31 luglio 2012, mentre sulla base delle disposizioni di vigilanza per le banche, per l'accesso alla misura di sospensione, l'arco temporale per la definizione di ritardo nel pagamento delle rate è rimodulata a 90 giorni. Alla sospensione delle rate dei mutui potranno essere ammesse soltanto le operazioni che non ne abbiano già fruito.
Fonte:adnkronos.com
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Evasione fiscale: controlli conti correnti e dichiarazioni redditi da primavera 2012
Che il governo si stia particolarmente impegnando sul fronte della lotta all’evasione si sta capendo fin troppo bene con controlli serrati e capillari ormai in tutta Italia. Da Cortina, a Roma, a Milano, a Bari, Guardia di Finanza e dipendenti dell’Agenzia delle Entrate sono sul piede di guerra e in loro aiuto, dalla prossima primavera, scatteranno i controlli sui conti correnti dei cittadini italiani, tutti i cittadini, e sulle dichiarazioni dei redditi, procedendo ad un loro incrocio e operazioni di controllo dati tramite redditometro e sposometro.
Inoltre, come annuncia il presidente delle Entrate, Attilio Befera, “Grazie al sistema informatico Serpico abbiamo l'incrocio con tutti i dati possibili, dalle dichiarazioni Inps ai dati del registro delle imprese. Nel frattempo, stiamo mettendo a punto gli ultimi aggiornamenti al redditometro, che saranno pronti entro fine febbraio.
A quel punto, potrà partire la grande svolta di primavera: in contemporanea con le dichiarazioni dei redditi di maggio e di giugno, partirà un'operazione di controlli massivi su tutte le posizioni sospette”. A rischiare sono insieme agli evasori anche gli esportatori di capitali: “La prova della verità, dice Befera, saranno i saldi dei conti correnti: se all'inizio dell'anno un contribuente sospetto ha un deposito da un milione di euro, che a fine anno diventa di 1.000 euro, noi possiamo chiedergli che fine hanno fatto quei soldi”.
E spiega: “L'evasione è una piaga sociale ed economica che infetta l'intero sistema: il cittadino che non paga le tasse danneggia quello che le paga, l'impresa che non versa l'Iva fa concorrenza scorretta nei confronti di quella che la versa. È pane avvelenato, come dice Monti, che i padri regalano ai propri figli.
Dunque ci riguarda tutti. Ora che il divario tra i redditi cresce, e che lo Stato chiede lacrime e sangue soprattutto ai soliti noti, la lotta contro questa piaga diventa un'arma decisiva. Per questo controlli a tappeto come quelli di Cortina o di Milano fanno tanto rumore”.
Fonte:businessonline.it (Marcello Tansini)
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MIUR; Pronti 615 milioni per la ricerca
Buone notizie per la ricerca. In attesa di verificare sul campo l'impatto delle semplificazioni contenute nel decreto «semplifica Italia» approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso e in attesa della firma del capo dello Stato, stanno per arrivare due bandi del ministero dell'Istruzione che sbloccano 615 milioni di euro per l'innovazione. Si tratta di risorse provenienti da diverse fonti: comunitarie, nazionali e residui di stanziamenti precedenti.
Distretti tecnologici
I due documenti sono ormai pronti e per il loro avvio manca solo la firma del ministro Francesco Profumo. Il primo avrà un valore complessivo di 415 milioni è sarà destinato a distretti e laboratori. Di questi, 375 milioni - interamente a carico del Fondo per le agevolazioni alla ricerca (Far) - riguarderanno il Centro-Nord. I restanti 40 - in arrivo dal Pon (programma operativo nazionale) Ricerca e competività 2007-2013 dell'Ue - finanzieranno i progetti realizzati in tandem con le quattro Regioni dell'obiettivo convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).
L'obiettivo di viale Trastevere è realizzare, sul sostegno a distretti e laboratori pubblico-privati, la stessa «osmosi Nord-Sud» sperimentata con il bando Pon sulla ricerca industriale da 465 milioni (poi diventati 1,1 miliardi) del 2010. Ma stavolta in direzione contraria. All'epoca la maggior parte delle risorse era andata ai territori della convergenza con una fiche aggiuntiva di 165 milioni per le azioni nel resto d'Italia. Stavolta la "fetta" più ampia andrà al Centro-nord.
Il bando ha una doppia finalità. Da un lato, potenziare alcuni dei 23 distretti già esistenti sulla base di piani di sviluppo strategico volti a incentivare sinergie tra atenei, centri di ricerca e imprese e magari formare personale tecnico altamente specializzato. Dall'altro, favorire nuove aggregazioni. A tal proposito, dovrebbero essere sei gli studi di fattibilità finanziati, di cui tre sui distretti tecnologici e tre sui laboratori pubblico-privati.
Smart cities
Più o meno in contemporanea dovrebbe arrivare un secondo bando sulle "smart cities". Cioè quelle città interconnesse, sostenibili ed ecocompatibili "caldeggiate" dall'Ue. Alla cui diffusione il Miur dovrebbe destinare 200 milioni provenienti dalle azioni integrate per il Pon 2007-2013. Si tratta di risorse originariamente affidate alla Funzione pubblica. Ma dopo che il Governo Monti ha scorporato da Palazzo Vidoni il dipartimento dell'Innovazione portandolo a viale Trastevere anche i fondi in dotazione hanno seguito lo stesso percorso. Destinatarie dello stanziamento anche in questo caso saranno le quattro regioni della convergenza. Ma sulle "smart cities" gli interventi non dovrebbero finire qui visto che se ne parlerà nell'agenda digitale a cui lavoreranno Istruzione e Sviluppo economico.
Una volta completato l'iter dei due bandi citati, il Miur avrà movimentato quasi tutte le risorse per la ricerca a sua disposizione. Dei 3,2 miliardi complessivi ne resterebbe da allocare meno del 10 per cento. Nella speranza che tutti i fondi vengano poi distribuiti. Ma su questo un ruolo fondamentale potrebbero giocarlo le novità contenute nel Dl semplificazioni che puntano a snellire tempi e procedure delle fasi di partecipazione ai bandi, valutazione dei progetti e prestazione delle garanzie da parte degli aggiudicatari.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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