Menu principale:
News e Fax > Gennaio
Richiedi il tuo finanziamento
Parla con i nostri consulenti
Visita AFFARE.IT. Il portale di annunci economici gratuiti
Finanziamo i tuoi sogni
Chiamaci con Skype, è gratuito
Elenco news :
Pmi: Fondo di Garanzia per finanziare imprese Sud, innovazione e rinnovabili
Software contratti di locazione: aggiornamento di sicuro "interesse"
Cassazione: airbag non funziona? Vittime di incidente vanno risarcite dal produttore
Incentivi per aziende che assumono lavoratori in godimento del trattamento di disoccupazione
L’Istat, aggiornamento ogni 3 mesi nel 2010
Incentivi auto 2010: Ford li conferma su tutte le auto
Novità invalidità civile: invio telematico richiesta benefici statali
Argentina, bloccati i fondi per il rimborso dei bond
ICT: ritorno alla stabilità nel 2010. Le tlc il settore meno intaccato dalla crisi
Promozione estera di beni agricoli. Premiata la qualità del prodotto
Irap 2010, pronta la seconda bozza
Nasce prima tv web per consumatori
FIE, confermata detrazione fiscale al 50% per Bed&Breakfast
Il Governo finanzia i grandi progetti aziendali di ricerca
Casa: Assoedilizia, fino al prossimo autunno sarà conveniente comprare
Contribuenti.it: il canone Rai è la tassa più evasa
Dal 1° gennaio obbligo rinnovabili per i nuovi edifici
Turismo: in arrivo i “buoni vacanza”. A partire dal 20 gennaio
Imprese: Cgia Mestre, ritardo pagamenti P.A. costa 10 Mln annui
Rimborsi fiscali 2010 per famiglie e aziende: si inizia a gennaio subito
Scajola lancia i 'contratti di innovazione'
Incentivi: Per le imprese è l'anno delle regioni
IT Service Management: per traghettare le Pmi oltre la crisi
Da sanzioni per discriminazione a incentivi anti-disoccupazione, le novità 2010
Bonus energetico: da oggi l'invio dei dati per i lavori "pluriennali"
La Class action è partita in Italia: come funziona, aderire e quali rimborsi possibili
Inflazione a +0,8% nel 2009: mai così bassa negli ultimi cinquanta anni
Bonus per l'edilizia fino al 2012
Automobili e cucine riaprono gli incentivi
Portatori di handicap: contratto di inserimento e cumulo di benefici
Pmi: Fondo di Garanzia per finanziare imprese Sud, innovazione e rinnovabili
Ancora novità sul fronte delle piccole e medie imprese italiane in questo inizio 2010: il Ministero dello Sviluppo Economico Claudio Scajola sta snocciolando un giorno dopo l’altro tutte le prossime iniziative di supporto economico a favore delle Pmi. Tra le più interessanti, sicuramente, l’avvio di un nuovo piano di aiuti per finanziare le imprese che investono in innovazione ed energie rinnovabili. Le imprese del Mezzogiorno - le più in difficoltà in questa lenta progressione dalla fase più dura della crisi economica - godranno di una corsia preferenziale in relazione ai tali finanziamenti diretti e indiretti.
Obiettivo del Ministero è, ancora una volta, quello di sostenere la ripresa economica degli operatori, puntando da una parte sul tasto dell’innovazione - sempre più caro, insieme alla crescita dell’export, in questo periodo di tentata ripresa, e dall’altra sulla leva, altrettanto significativa, delle energie rinnovabili.
Ma in cosa consiste la nuova mossa del Ministero dello Sviluppo Economico? Principalmente, si tratta di un ulteriore ampliamento del Fondo di Garanzia. Il Ministro Scajola ha infatti confermato lo stanziamento di altri 250 milioni di euro da aggiungere ai Fondi europei.
In questo modo, le risorse presenti nel Fondo salgono a quota 740 milioni di euro. Risorse che, stando alle stime comunicate dallo stesso Ministero, dovrebbero salire a 1,8 miliardi di euro nel 2012.
Di conseguenza, grazie alle garanzie prestate, si potrebbero garantire circa 4 miliardi di investimenti, che potrebbero arrivare a 30 nel 2012. Un’ulteriore possibilità, dunque, per cercare lo sviluppo dell Pmi, anche sui mercati esteri.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Rais)
Ritorna all'inizio
Software contratti di locazione: aggiornamento di sicuro "interesse"
Nell'ultima versione del prodotto informatico il nuovo saggio legale fissato all'1% a partire dal 2010
In pista la versione 7.0.0. dell'applicazione che consente di predisporre i contratti di locazione ed effettuare i pagamenti successivi alla registrazione: l'aggiornamento si è reso necessario per tener conto del nuovo tasso legale di interessi che il decreto ministeriale 4 dicembre 2009 ha fissato all'1% a partire dal 1° gennaio 2010 e dei codici degli uffici territoriali delle direzioni provinciali attivi alla data del 14 dicembre 2009.
Il software "Contratti di locazione" è composto da due applicazioni, una per la registrazione telematica dei contratti di locazione, l'altra per i pagamenti successivi alla registrazione.
La prima consente di compilare i contratti di locazione e affitto di beni immobili e le denunce cumulative dei contratti di affitto di fondi rustici per la registrazione telematica, e di effettuare il pagamento delle imposte relative alla prima registrazione.
Con la seconda applicazione è, invece, possibile pagare le imposte di registro, di bollo ed eventuali interessi e sanzioni sia per le annualità successive alla prima sia per quelle dovute per le proroghe, anche tacite, le cessioni e le risoluzioni dei contratti di locazione e di affitto di beni immobili registrati a partire dal 1° gennaio 1980.
Il software calcola automaticamente le imposte da versare, sulla base dei dati inseriti, e li propone per la conferma; prima di trasmettere il file, è possibile modificare qualsiasi informazione.
Le operazioni di registrazione dei contratti di locazione e di pagamento, oltre che attraverso il software "Contratti di locazione", sono possibili anche senza scaricare e installare alcun software sul proprio computer. Basta collegarsi al sito internet dell'Agenzia, digitare i dati di accesso nell'area dedicata ai Servizi telematici e selezionare il servizio dal menù "Strumenti".
Grazie al prodotto "Locazioni web", è possibile presentare la richiesta di registrazione dei contratti compilando online i campi relativi al conduttore, al locatore, all'immobile e al canone di locazione, che vengono automaticamente riportati in uno schema di contratto, stampabile dal sito. L'operazione si completa con un semplice click per calcolare le imposte dovute e con l'inserimento delle coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale l'Agenzia addebiterà l'importo e del codice pin.
Con il prodotto "Pagamenti registro web", invece, si esegue il pagamento dell'imposta di registro per le annualità successive alla prima, o per le proroghe, risoluzioni e cessioni. Selezionato il contratto di interesse, lo strumento calcola automaticamente l'imposta; anche in questo caso, il pagamento si perfeziona inserendo le coordinate del conto e il codice PIN.
Indubbi i vantaggi del servizio "Locazioni web": consente con un'unica operazione di registrare il contratto e pagare le relative imposte; il contratto può essere compilato direttamente online, scegliendo tra i vari tipi di modelli standard, che è comunque possibile integrare e personalizzare con i propri dati; i dati trasmessi viaggiano criptati e sono leggibili solo dall'Agenzia delle Entrate; le imposte di registro e di bollo vengono calcolate direttamente dal sistema in base ai dati inseriti.
Fonte:nuovofiscooggi.it
Ritorna all'inizio
Cassazione: airbag non funziona? Vittime di incidente vanno risarcite dal produttore
D'ora in avanti le case produttrici di airbag dovranno fare molta attenzione a non mettere in comercio prodotti. La Corte di Cassazione (sentenza 2010) infatti ha affermato che in caso di incidente, se l'airbag non funziona, chi lo ha prodotto deve risarcire il danno alla vittima o ai parenti della vittima. Se infatti il dispositivo di sicurezza è difettoso i danneggiati potranno ottenere il risarcimento semplicemente dimostrando "il collegamento causale tra le lesioni subite e l'omesso funzionamento dell'airbag". La decisione è della terza sezione civile della Corte che ha confermato la condanna di una nota casa automobilistica al risarcimento dei danni in favore dei prossimi congiunti di un uomo deceduto in un incidente stradale. La morte era stata causata appunto dalla mancata apertura dell'airbag sull'autovettura in cui viaggiava.
Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
Ritorna all'inizio
Incentivi per aziende che assumono lavoratori in godimento del trattamento di disoccupazione
La Finanziaria 2010, art. 2, comma 151, ha previsto incentivi per i datori di lavoro che provvedono ad assumere lavoratori in godimento del trattamento di disoccupazione.Fra le misure presenti in Finanziaria e finalizzate alla ripresa dell’occupazione spicca il comma 151, art. 2, che incentiva i datori di lavoro che per l’anno 2010 procederanno ad assumere lavoratori fuoriusciti dal mercato del lavoro, destinatari dell’indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti normali o di disoccupazione speciale edile.
Per poter usufruire degli incentivi che saranno erogati dall’INPS, i datori di lavoro dovranno:
-non aver effettuato nei 12 mesi precedenti alcuna riduzione di personale avente la stessa qualifica dei nuovi assunti;
-non avere in atto sospensioni dal lavoro per interventi straordinari di cassa integrazione. Le assunzioni dovranno, inoltre, essere a tempo pieno ed indeterminato e gli incentivi saranno pari all’indennità di disoccupazione spettante al lavoratore, nel limite della spesa del trattamento spettante e con esclusione di quanto dovuto a titolo di contribuzione figurativa, per il numero di mensilità di trattamento di sostegno del reddito non erogate.
Per poter ottenere l’incentivo i datori di lavoro interessati dovranno presentare domanda all’INPS e se lo otterranno potranno conguagliarsi il credito con le somme dovute a titolo di contributi previdenziali.
La norma pone inoltre un altro limite: facendo riferimento all’art. 8, c. 4-bis, L. n. 223/91, in pratica il diritto al beneficio in questione è escluso con riferimento a quei lavoratori che siano stati collocati in mobilità, nei sei mesi precedenti, da parte di impresa dello stesso o di diverso settore di attività che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli dell'impresa che assume ovvero risulti con quest’ultima in rapporto di collegamento o controllo.
In realtà il comma 151 non è immediatamente operativo perché la Finanziaria prevede l’emanazione di un decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e del Ministro dell’Economia e delle Finanze che disciplini le modalità attuative.
In merito a quanto sopra, si vuole qui segnalare che, poiché gli incentivi dovranno essere pari alle indennità di disoccupazione non ancora percepite dal lavoratore, và da sé che per le imprese sarà più conveniente assumere un lavoratore appena entrato in disoccupazione piuttosto che uno che è verso la fine del godimento del relativo trattamento.
Si segnala, inoltre, che il limite dei dodici mesi richiesti entro cui non bisogna aver effettuato alcuna riduzione di personale, è riferibile solo al caso in cui i nuovi assunti abbiano la stessa qualifica dei licenziati, per cui su questo occorrerà fare attenzione perché sicuramente sarà il punto su cui si incentreranno le verifiche che saranno effettuate, in un secondo momento, dagli organi preposti: in pratica occorrerà sicuramente evitare, al di là della mera qualifica nominativa di assunzione, adibire i neoassunti alle stesse mansioni dei lavoratori oggetto di riduzione nei 12 mesi precedenti.
Un’ultima considerazione da fare in merito al campo di applicazione della norma è che, effettivamente, il fatto che per espressa previsione del comma 151, i datori di lavoro non devono avere effettuato riduzione di personale avente la stessa qualifica dei lavoratori e non devono avere in atto sospensioni del lavoro ex art. 1 della Legge n. 223/91, fa pensare che il diritto sia limitato alle imprese che nel semestre precedente abbiano occupato mediamente più di quindici dipendenti.
Sicuramente per i chiarimenti in merito occorrerà attendere il già citato decreto interministeriale ma sicuramente, se questa era effettivamente l’intenzione del legislatore, avrebbe potuto esplicitarla e non lasciarla all’interpretazione ministeriale.
Fonte:ipsoa.it
Ritorna all'inizio
L’Istat, aggiornamento ogni 3 mesi nel 2010
Anno nuovo, nuovi obiettivi. L’ha fatto saper l’Istat che ha dichiarato di voler mettere sotto la lente d’ingrandimento nel 2010 l’occupazione, l’ambiente e le imprese. Senza, però, perdere di vista i temi che restano i più caldi, ossia la disoccupazione, il reddito disponibile per le famiglie, fino alla povertà. S’aggiorna anche il calendario ufficiale delle statistiche dell’Istituto e alcune delle ricerche già realizzate negli anni passati entrano nel calendario ufficialmente. Inoltre sarà monitorato con grande attenzione il mercato del lavoro che resterà, anche in questo nuovo anno, al centro dell’attenzione e del dibattito politico. Ogni tre mesi, infine, e questa è la grande novità, saranno forniti i dati sui posti vacanti nelle imprese, ossia quella domanda inevasa che le aziende non possono soddisfare. Per questo l’Istat aggiornerà le informazioni sul reddito e il risparmio delle famiglie, indicando quale fetta del budget familiare finisce nei consumi, quale viene risparmiato e quale sia l’effettivo potere d’acquisto.
Fonte:bassitassi.com
Ritorna all'inizio
Incentivi auto 2010: Ford li conferma su tutte le auto
Gennaio 2010 si apre con le nuove offerte Ford Italia in ambito ecoincentivi. La casa ha, infatti, deciso di rilanciare la sua promozione indipendente che riconosce in caso di rottamazione di un’auto immatricolata entro il 31 dicembre 2000 un bonus extra all’acquisto di qualsiasi modello presente in listino e senza una soglia limite alle emissioni di CO2.
La campagna promozionale è partita il primo gennaio 2010. Gli ecoincentivi proposti da Ford, a differenza di quelli previsti dal Governo italiano nel 2009, sono validi su tutte le vetture e i veicoli commerciali senza alcuna limitazione di emissioni nocive.
“La decisione di confermare e addirittura rinforzare gli Ecoincentivi Ford nasce dalla ferma convinzione che lo svecchiamento del parco circolante rimane il primo e più importante obiettivo per la riduzione delle emissioni di CO2 nel nostro Paese.
Gli oltre 13 milioni di Italiani che ancora guidano una vettura con più di 10 anni di vita, dal 1 gennaio avranno uno stimolo in più per rottamare un’automobile e oltre a gioire per l’acquisto di una vettura nuova potranno contribuire a proteggere il nostro pianeta per tutte le generazioni future”, ha spiegato l’amministratore Delegato Ford Italia, Gaetano Thorel.
Fonte: businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio
Novità invalidità civile: invio telematico richiesta benefici statali
Secondo quanto rende noto il governo, dal primo gennaio 2010 cambiano le regole per potere chiedere il beneficio statale in ambito di invalidità civile (a norma dell’art. 20 del decreto legge n. 78/2009, convertito nella Legge 102/2009, “Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile”). Dal nuovo anno , infatti, la richiesta del beneficio è inoltrabile solo attraverso una procedura via internet che diventa quindi una condizione essenziale per l’invio della domanda. Per questo, sul sito dall’ente nazionale di previdenza sociale (Insp) è disponibile un’applicazione specifica (Invalidità Civile 2010) che permetterà di inviare la domanda. Per poter accedere alla pagina in questione è sufficiente munirsi di un Pin, assegnato secondo apposite modalità stabilite dall’Inps che permetterà inoltre di monitorare lo stato della propria richiesta. Anche il medico che certifica l’invalidità civile dovrà essere abilitato alla procedura on-line: sarà, pertanto pubblicata sul sito dell’Inps un elenco dei medici abilitati alla procedura per il rilascio del certificato di invalidità che avrà validittà fino al decimo giorno dal rilascio del rilascio del certificato. È del 28 dicembre scorso la circolare dell’Inps (circ. n.131) finalizzata ad illustrare le modalità di invio della domanda nonché ad illustrare l’obiettivo di contrasto alle frodi per garantire certezza e tempestività. Per tutte le ulteriori informazioni in merito alla nuova modalità di invio della richiesta, http://www.inps.it/newportal/default.aspx.
Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
Ritorna all'inizio
Argentina, bloccati i fondi per il rimborso dei bond
Nuova svolta nella crisi istituzionale in corso in Argentina. Un giudice federale ha sospeso infatti il decreto presidenziale che autorizza l'utilizzo delle riserve della Banca centrale per rimborsare il debito in scadenza nel 2010. Il giudice Maria José Sarmiento ha deciso la sospensione «come misura cautelativa in attesa che la giustizia si pronunci nel merito», indica una nota del Centro di informazione giudiziaria.
Si arricchisce così di un nuovo capitolo lo scontro tra la presidente Cristina Kirchner e il numero uno della Banca centrale Martin Redrado. Il capo del governo infatti aveva destituito per decreto quest'ultimo perché tardava a mettere a disposizione del Governo 6,5 miliardi di dollari prelevati dalle riserve. Redrado si era rifiutato di dimettersi (facoltà peraltro prescritta per legge). Tuttavia un eventuale stop al trasferimento di denaro dalla banca centrale al Tesoro non può che destare preoccupazione tra i detentori di titoli di Stato argentini. Quest'anno vanno a scadenza obbligazioni per 13 miliardi di dollari. .
La decisione del giudice sarà a breve notificata alla Coalizione civica, la terza forza parlamentare e all'alleanza conservatrice Proposta Repubblicana (Pro) nonchè alle altre forze che si oppongono al ricorso a tali riserve. Redrado ha ribadito oggi che non è disposto a rinunciare al suo incarico, così come prevede il decreto emanato da Kirchner che lo destituisce. «Le riserve della Banca - ha spiegato - sono di tutti gli argentini e se si pensa di destinarle a qualcos'altro, bisogna prima passare per il Congresso». «Non sono io ad aver causato questa situazione», ha poi aggiunto confermando che si appellerà contro il decreto».
Fonte:ilsole24ore.com
Ritorna all'inizio
ICT: ritorno alla stabilità nel 2010. Le tlc il settore meno intaccato dalla crisi
Dopo gli scossoni degli ultimi due anni, il mercato ICT dovrebbe finalmente ritrovare stabilità nel 2010. Secondo le previsioni EITO (European Information Technology Observatory) le vendite di prodotti e servizi nei settori IT, telecomunicazioni e Consumer Electronics caleranno quest’anno dello 0,5% a 714 miliardi di euro. Nel 2009, invece, le vendite hanno subito un calo del 2,2% a 718 miliardi di euro.
Secondo il presidente dell’EITO, Axel Pols, “…la crisi economica globale non ha colpito l’industria ICT così forte come è stato per molti altri settori”.
Il mercato dell’hi-tech sarà inoltre avvantaggiato più di altri dalla ripresa economica che avverrà nei prossimi anni e, soprattutto, è prevista una nuova risalita della domanda di tecnologia proveniente dalle aziende.
In particolare, il mercato IT (hardware, software e servizi) crescerà dello 0,6% e supererà la soglia dei 300 miliardi di euro.
Secondo Polls, nei prossimi due anni si dissolveranno infatti quei colli di bottiglia che hanno frenato gli investimenti negli ultimi tempi: dopo una crescita di oltre il 3% nel 2008, il mercato IT lo scorso anno ha perso il 2,6% a 299 miliardi di euro.
Dal momento che le soluzioni basate sulle nuove tecnologie ICT promettono notevoli risparmi sui costi aziendali, contrariamente al trend generale, i profitti generati dai servizi di outsourcing sono cresciuti nel 2009 del 4% a 66 miliardi di euro.
Decisamente migliori le perfomance del mercato delle telecomunicazioni, che ha subito nel 2009 un calo pari allo 0,7% a circa 361 miliardi di euro. Quest’anno la situazione dovrebbe rimanere stabile sui livelli dello scorso anno, con profitti per 295 miliardi.
“La crisi economica ha avuto relativamente scarso impatto sul mercato delle telecomunicazioni”, ha aggiunto Pols, sottolineando che il settore è stato piuttosto influenzato dagli interventi regolamentari e dal cambio di abitudini degli utenti.
La telefonia fissa, del resto, è in declino da parecchi anni, mentre il boom dei servizi dati ha decisamente dato una scossa in positivo ai profitti del settore mobile.
Le vendite legate alle tecnologie della comunicazione, inclusi cellulari e infrastrutture di rete, dovrebbero subire nel 2009 del 4% a 65,5 miliardi di euro, mentre più consistente dovrebbe essere la perdita per il mercato consumer electronics.
A seguito del crollo dei prezzi di televisori a schermo piatto, fotocamere digitali e sistemi di navigazione, EITO prevede che la spesa nel 2009 sarà in calo dell’8% a 58,5 miliardi di euro. Trend che continuerà anche quest’anno, per il quale è prevista una perdita del 6%.
Fonte:key4biz.it (Alessandra Talarico)
Ritorna all'inizio
Promozione estera di beni agricoli. Premiata la qualità del prodotto
Il decreto 24 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 gennaio, stabilisce le modalità operative del credito d'imposta, da utilizzare in compensazione, a favore delle imprese che effettuano negli Stati membri o nei Paesi terzi investimenti finalizzati a incentivare l'acquisto di prodotti agricoli di qualità (articolo 1, commi da 1088 a 1090, legge 296/2006). Per fruire dell'agevolazione fiscale l'attività non deve essere rivolta a promuovere uno specifico marchio commerciale o direttamente un'azienda.
L'agevolazione interessa le imprese che producono determinati prodotti agroalimentari, come pesci, crostacei, latte, uova, legumi, ortaggi, cereali, ecc. (allegato I del Trattato istitutivo della Comunità europea) e le piccole e medie imprese, anche se costituite in forma cooperativa riunite in consorzi, che producono prodotti non compresi nel suddetto allegato. Spetta inoltre alle imprese, diverse dalle piccole e medie, anche organizzate in cooperative agricole, che producono beni non inclusi nell'allegato I.
Attività incentivate
Sono agevolabili:
gli investimenti in campagne pubblicitarie e di promozione tramite stampa, cartelloni, televisione, fiere, ricette eccetera, destinati a favorire l'acquisto di un determinato prodotto agricolo di qualità riconosciuta da un apposito Comitato (articolo 90, paragrafo 2, regolamento 1698/2005)
le spese per locazione, installazione e gestione dello stand.
Per fruire del credito d'imposta, le iniziative devono essere realizzate in altri Stati membri o Paesi terzi.
Termini
Per l'attribuzione del bonus fiscale, le imprese interessate devono inviare apposita istanza al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, il quale esamina le domande in ordine cronologico e, entro sessanta giorni dalla presentazione della richiesta, comunica se il contributo è stato riconosciuto o negato per mancanza dei presupposti o esaurimento dei fondi stanziati.
Entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto sarà approvato il modello da utilizzare per la presentazione dell'istanza.
L'elenco delle imprese ammesse al beneficio dovrà essere trasmesso all'Agenzia delle Entrate, secondo i termini e le modalità stabilite con un provvedimento del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e dell'Agenzia stessa, da emanare entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del decreto.
Il credito d'imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione (articolo 17 del Dlgs 241/1997), deve essere indicato, a pena di decadenza, sia nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui è concesso, sia in quelle relative ai periodi in cui viene utilizzato.
Revoca
Il decreto prevede, inoltre, un'attività di monitoraggio e controllo da parte del Ministero per verificare se sussistono i requisiti per il diritto al credito d'imposta. In caso negativo, l'amministrazione revoca o ridetermina l'importo dell'agevolazione e l'Agenzia delle Entrate provvede a recuperare le somme non spettanti.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Patrizia De Juliis)
Ritorna all'inizio
Irap 2010, pronta la seconda bozza
L'Agenzia delle Entrate aggiorna la bozza del modello Irap 2010. Rispetto alla precedente versione si aggiunge la riga per l'agevolazione del 3% sugli aumenti di capitali, mentre si perde la riga relativa alle Zfu
La prima bozza del modello Irap 2010, pubblicata sul sito dell'Agenzia delle Entrate lo scorso 5 novembre, si aggiorna introducendo lo sconto del 3% sugli aumenti di capitale ed eliminando l'agevolazione prevista per le piccole e micro imprese che hanno avviato la propria attività nelle zone franche urbane (Zfu).
Nello specifico a subire gli interventi correttivi sono stati i quadri IP (società di persone), IC (società di capitali) e IR.
Il primo ospita ora la nuova riga IP71 che contempla il "rendimento presunto del 3% degli aumenti di capitale", da utilizzare per fruire dell'agevolazione fiscale del 3% sugli aumenti di capitale, cos' come previsto dall'articolo 5 del Decreto Anti-crisi Dl 78/2009. La misura si riferisce agli aumenti fino a 500mila euro realizzati da persone fisiche nel periodo compreso tra il 5 agosto 2009 al 5 febbraio 2010.
Il quadro IC si aggiunge invece delle righe IC70 e IC71 che rispettivamente devono essere utilizzati per indicare la deduzione prevista dall'articolo 15, comma 4, del Dl n. 185 del 29/11/08 e il bonus sugli aumenti di capitali come descritto per il campo IP71, ma riferito alle società di capitali.
In ultimo il quadro IR, che invece registra la cancellazione della "quota esente zone franche urbane", al fine di rispettare le prescrizioni dell'ultimo decreto milleproroghe (Dl 194/2009) all' articolo 9, comma 4. Tale comma abroga infatti l'esenzione dell'Irap per le piccole e micro imprese che avevano avviato una nuova attività tra il 1º gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012 nelle zone franche urbane (Zfu).
Fonte:pmi.it (Alessandro Vinciarelli)
Ritorna all'inizio
Nasce prima tv web per consumatori
Le prime sei puntate della prima tv italiana su web dedicata interamente ai consumatori si trova sul sito http://www.ilmondodeiconsumatori.tv.Realizzata da Consumatori associati per una nota si occupera' di 'problemi quotidiani dei cittadini in ambito sociale, economico, legale, finanziario, fiscale, fornendo servizi e continua interazione con esperti, avvocati e consulenti'. Temi delle prime puntate, mutui, credito al consumo, carte di credito, prodotti finanziari o assicurativi.
Fonte:ansa.it
Ritorna all'inizio
FIE, confermata detrazione fiscale al 50% per Bed&Breakfast
Per i Bed and Breakfast confermata dalla finanziaria 2010 la detrazione fiscale al 50% qualora l'abitazione sia adibita in parte all'attivita' ricettiva extralberghiera. A comunicarlo e' la Fie Federazione Italiana Extralberghiera, il coordinamento della filiera extralberghiera della Confesercenti nazionale. E' una significativa conferma che abbinata alle detrazioni fiscali previste per la casa, garantisce un giusto ed opportuno pacchetto di detrazioni in favore delle famiglie che aprono le loro case all'accoglienza turistica alternativa'', dichiara il coordinatore nazionale Agostino.
La Finanziaria 2010 ha anche prorogato sino al 31/12/2012 l'agevolazione fiscale del 36% sulle ristrutturazioni edilizie, ha confermato l'applicazione dell'aliquota IVA al 10% per le prestazioni sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie delle abitazioni civili, ma non ha prorogato la detrazione fiscale del 55% sugli interventi diretti al risparmio energetico.
Fonte:asca.it
Ritorna all'inizio
Il Governo finanzia i grandi progetti aziendali di ricerca
Il ministero dello Sviluppo economico ha lanciato la formula dei “contratti di innovazione tecnologica” che, nelle intenzioni governative, dovrebbe favorire la ricerca applicata nelle imprese, creando nuove opportunità di lavoro per migliaia di ricercatori e attivando investimenti per circa 2 miliardi di euro. La nuova tipologia di sostegno pubblico si applicherà a progetti innovativi “fuoriserie”, ovvero di importo superiore a 10 milioni di euro e con una durata massima di 3 anni, che si realizzeranno attraverso una partnership tra pubblico e privato. Più nel dettaglio, il decreto del ministro dello Sviluppo economico fissa un iter dettagliato e tempi molto stretti per l'attivazione di un “contratto di innovazione”.
Tempi certi e rapidi
Innanzitutto le imprese e gli enti di ricerca sottoscrivono un accordo con la controparte pubblica. Il successivo stanziamento prevede una combinazione di prestito agevolato (finanziamento bancario ordinario a tasso di mercato) e contributo diretto alla spesa. Il finanziamento pubblico agevolato potrà arrivare a coprire fino all'80% dei costi, mentre nelle regioni del Mezzogiorno il contributo diretto alla spesa potrà arrivare fino al 40 % per le piccole imprese e per gli organismi di ricerca, al 30% per le medie aziende e al 20% per quelle grandi. La combinazione specifica sarà comunque definita per ciascun progetto durante la fase negoziale. Il Ministero promette tempi certi e rapidi per questi contratti: passeranno infatti soltanto 4 mesi dalla presentazione del progetto di massima all'approvazione del piano definitivo. Il finanziamento pubblico agevolato potrà contare su una prima dote di risorse finanziarie pari a 1 miliardo di euro, garantiti dal 'fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca', costituito presso la Cassa depositi e prestiti. Altre risorse saranno messe a disposizione del Mezzogiorno con una più significativa incidenza dei contributi diretti alla spesa.
Produzioni ad alto valore aggiunto
«Eccellenza, rigore e risultati in tempi certi sono le parole d'ordine su cui abbiamo puntato nei 'contratti di innovazione' per consentire alle imprese italiane di conquistare nuovi traguardi nelle produzioni e nei servizi ad alto valore aggiunto - ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - Siamo convinti che questo nuovo strumento aggiunga un altro elemento importante al quadro della rinnovata alleanza strategica tra imprese, sistema bancario e Stato per il rafforzamento della competitività del Paese». Informazioni più dettagliate riguardo alle modalità di partecipazione per le imprese sono disponibili nel sito della Direzione Generale per l'Incentivazione delle Attività Imprenditoriali.
Il Fondo nazionale innovazione
Sempre sul fronte dell'innovazione, Scajola aveva firmato a fine dicembre gli avvisi pubblici per dare attuazione al Fondo Nazionale Innovazione, che dispone di una dotazione di circa 60 milioni di euro. In particolare, gli avvisi pubblici si riferiscono alle due macroaree di intervento individuate dal Decreto Ministeriale del 10 marzo 2009: il finanziamento di debito, a cui sono stati destinati 37,5 milioni di euro, e il capitale di rischio, a cui sono stati assegnati 20 milioni di euro.
Fonte:_b2b24.ilsole24ore.com
Ritorna all'inizio
Casa: Assoedilizia, fino al prossimo autunno sarà conveniente comprare
Ma nel medio termine, secondo l'associazione, il panorama potrebbe cambiare. La crisi economica non e' ancora finita, anche se vi sono evidenti segnali di ripresa. E prima della ripresa definitiva dell'economia, si spiega da Assoedilizia, e' possibile che si verifichi "una nuova, meno grave, ricaduta, con comprensibili conseguenze sul mercato immobiliare". Ad esempio, "se si riducesse la liquidita' in circolazione, le banche potrebbero restringere la concessione di mutui: inoltre i tassi potrebbero risalire, con conseguenze sulla convenienza degli stessi". Per il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici , "chi ha intenzione di acquistare casa per uso proprio o per fare un investimento e' consigliabile che nei prossimi mesi ponga molta attenzione all'andamento del mercato, per cogliere il momento migliore per intervenire. Il 2010 -sottolinea- potrebbe essere l'anno favorevole per fare un buon affare: ma occorre gia' dai primi mesi avere idee chiare sul tipo e sulle caratteristiche dell'immobile che si intende acquistare".
Fonte:ilriformista.it
Ritorna all'inizio
Contribuenti.it: il canone Rai è la tassa più evasa
Non si paga perché c'è la pubblicità, per la scarsità dei controlli, per la scarsa qualità dei programmi, per la troppa politica o perché non si hanno i soldi: qualunque sia il motivo, è il canone Rai la tassa più evasa dagli italiani, con una percentuale media che si attesta al 38% dei contribuenti ma con punte che arrivano anche all'87% in regioni quali Campania, Calabria e Sicilia. È quanto emerge dallo studio sulle imposte più evase dagli italiani, condotto da KRLS Network of Business Ethics per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani, su un campione di 1500 cittadini maggiorenni residenti in Italia.
L'evasione del canone è in aumento, dal 22% del 2005 al 38% del 2009, e la ricerca stima che quest'anno arriverà al 41%. "Tra i maggiori evasori del canone Rai - si legge in una nota stampa - figurano quelli residenti nelle province di Caserta, Ragusa e Catanzaro, dove l'evasione sfiora il 90% delle famiglie. All'opposto le province più virtuose sono quelle di Aosta, Ferrara e Pisa dove l'evasione si attesta al 12%. In assoluto i contribuenti più fedeli restano quelli della Valle d'Aosta, Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Veneto, ma in buona posizione si piazzano anche quelli residenti nelle regioni meridionali dell'Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna".
Dall' indagine emerge inoltre che "il 36% non paga il canone perché c'è la pubblicità sulla TV pubblica, il 31% per la scarsità dei controlli e la percezione che se chi evade non viene punito, il 24% per la scarsità qualità dei programmi e la troppa presenza della politica in TV e solo il 9% perché non ha soldi". "Gli italiani - commenta Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it - vogliono una tv pubblica di qualità, diversa da quella commerciale, dalla parte dei cittadini, che garantisca il diritto all'informazione e soprattutto vogliono i politici in tv solo durante le elezioni".
Fonte:helpconsumatori.ir (BS)
Ritorna all'inizio
Dal 1° gennaio obbligo rinnovabili per i nuovi edifici
A partire dal 1° gennaio 2010, nei regolamenti edilizi comunali deve essere prevista una norma che imponga, per gli edifici di nuova costruzione e per i fabbricati industriali, l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
L'obbligo, a cui deve essere subordinato il rilascio del permesso di costruire, è stato introdotto nel Testo unico dell'edilizia (Dpr 380/2001) con la Finanziaria 2008 (articolo 1, comma 289). Inizialmente fissato a partire dal 1° gennaio 2009, è stato poi spostato al 1° gennaio 2010 con la legge 14/2009 (decreto Milleproroghe).
Unità abitative e fabbricati industriali
In pratica, i Comuni sono tenuti a introdurre nei regolamenti edilizi una norma che obblighi, ai fini della concessione della licenza edilizia, l'installazione di impianti per la produzione di elettricità pulita, cioè ottenuta attraverso fonti alternative a quelle fossili. In particolare, per ciascuna unità abitativa di nuova costruzione e compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento, dovrà essere garantita una produzione energetica non inferiore a 1 kW. Per i fabbricati industriali di estensione non inferiore a 100 metri quadrati, invece, la produzione minima di energia da fonti rinnovabili dovrà essere pari a 5 kW.
Le leggi regionali
Va ricordato, comunque, che diverse Regioni non hanno aspettato il 1° gennaio 2010 per introdurre norme che prevedano la presenza di impianti “verdi” negli edifici. La Puglia ad esempio, con la legge regionale n. 3 del 9 marzo 2009 ha ripreso la norma nazionale anticipando però il termine di decorrenza al 1° gennaio 2009. Altre Regioni (Umbria, Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Provincia di Trento, e prima ancora Lazio, Liguria e Piemonte) hanno emanato leggi che obbligano l'installazione di pannelli solari termici o altri impianti, per gli edifici di nuova costruzione o anche – come in Umbria e Lazio - nel caso di ristrutturazioni.
Fonte:casaeclima.com
Ritorna all'inizio
Turismo: in arrivo i “buoni vacanza”. A partire dal 20 gennaio
Sono in arrivo i buoni vacanza. Dal 20 gennaio prossimo, attraverso una semplice procedura on-line tutte le famiglie in possesso dei requisiti, potranno prenotare la propria vacanza e cioè tutte le famiglie in possesso dei requisiti stabilito dall’art.4 del decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri del 21 ottobre. Inviando i propri dati anagrafi, le famiglie risultate idonee, potranno usufruire dei benefici derivanti dalla convenzione stipulata dall’associazione Noprofit e il dipartimento del turismo istituito presso la Presidenza del consiglio dei Ministri il 3 luglio scorso. Tali buoni saranno nominativi, distribuiti in tagli da 20 e 5 euro e sono spendibili anche separatamente. Il modulo di richiesta del contributo erogato dallo stato è in allegato al DPCM del 21 ottobre. Alla conclusione della procedura on-line verrà rilasciato un codice di prenotazione che darà diritto, presentato agli istituto di credito entro 10 giorni dal rilascio, a poter richiedere il buono ad una delle agenzie della Banca Intesa-San paolo. Per ulteriori informazioni, www.buonivacanze.it.
Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
Ritorna all'inizio
Imprese: Cgia Mestre, ritardo pagamenti P.A. costa 10 Mln annui
Il ritardo nei pagamenti della p.a. nei confronti delle imprese costa 10 miliardi di euro l'anno. A lanciare l'allarme e' la Cgia di Mestre che specifica che il monte crediti che le imprese vantano a livello naziona le nei confronti della Pubblica Amministrazione oscilla tra i 60 i 70 miliardi di euro. Il costo annuo a carico delle aziende italiane, si legge in una nota, si aggira sui 10 miliardi di euro. Un peso, secondo le stime elaborate dalla Cgia di Mestre, imputabile ai ritardi di pagamento che, a fronte della crisi in atto, si sono allungati a dismisura. La situazione penalizza soprattutto i lavoratori autonomi e le piccole imprese che a causa dei problemi provocati dal ritardo nell'incasso delle fatture, li costringe a ricorrere a prestiti bancari per finanziare la loro attivita'. A questo extraonere si devono aggiungere i costi, difficilmente quantificabili, delle risorse umane impegnate nel sollecito dei pagamenti. Tale situazione non riguarda solo il rapporto commerciale tra imprese private ma, anche, tra imprese private e Pubblica amministrazione. "Il monte crediti che le imprese vantano nei confronti della Pubblica amministrazione si attesta tra i 60 e i 70 miliardi di euro. La meta' dei quali sono imputabili ai ritardi nei pagamenti da parte del sistema sanitario - sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - Spesso i tempi di attesa si dilatano paurosamente a causa delle inefficenze del sistema pubblico e per i vincoli imposti a quest'ultimo dal Patto di Stabilita' Interno. Per questo auspichiamo che il Parlamento europeo approvi quanto prima la nuova Direttiva che dovrebbe imporre agli Enti pubblici il pagamento delle fatture non oltre i 30 giorni dalla data di emissione". Un provvedimento, continua la nota, che oltre a stabilire una data certa entro il quale il committente dovra' onorare il pagamento, ricordano dalla Cgia, stabilira', in caso di ritardo nel pagamento, un livello di interessi pari al 5% del valore della fattura. Fortunatamente i tempi di approvazione sono abbastanza ravvicinati: la Direttiva dovrebbe raggiungere l'assemblea di Strasburgo per la votazione finale entro la fine del prossimo mese di febbraio.
Fonte:agi.it
Ritorna all'inizio
Rimborsi fiscali 2010 per famiglie e aziende: si inizia a gennaio subito
Al via un’ondata di quasi 800mila rimborsi che riporteranno nelle tasche di famiglie e imprese italiane circa 940 milioni di euro. A dare inizio all’operazione è stata l’Agenzia delle Entrate.
Dei 940 milioni di euro che saranno redistribuiti, 390 milioni saranno dati alle imprese, per crediti relativi alle imposte dirette e Iva. In quanto a liquidità sotto forma di rimborso, il bilancio 2009 si chiude a quota 13,1 miliardi di euro destinati alle imprese che vantavano crediti d'imposta, per un totale di circa 4mila operazioni.
Una cifra di pari importo andrà a dare sollievo alle finanze sofferenti delle famiglie. In questo caso, il rimborso riguarda i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi fino al 2007. I restanti 160 milioni di euro dei pagamenti in corso saranno assegnati a oltre 345mila contribuenti che hanno presentato domanda direttamente all’Agenzia.
Saranno due le possibilità a disposizione per riscuotere i rimborsi: chi ha comunicato il codice Iban all’Agenzia delle Entrate, riceverà la somma accreditata direttamente sul conto corrente; tutti gli altri riceveranno il pagamento con vaglia cambiario della Banca d’Italia o in contanti in un qualsiasi ufficio postale.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio
Scajola lancia i 'contratti di innovazione'
Il ministero dello Sviluppo Economico mette il turbo all'innovazione delle imprese lanciando una nuova formula di ''contratti di innovazione tecnologica'' che, attivando investimenti per circa 2 miliardi di euro, favorirà la ricerca applicata e stimolerà nuove opportunità di lavoro per migliaia di ricercatori. Scajola ha firmato il decreto ministeriale che dà via libera ai nuovi ''contratti di innovazione tecnologica'', arricchendo ulteriormente la gamma di opportunità messe a disposizione dal dicastero a favore dell'innovazione.
''Eccellenza, rigore e risultati in tempi certi sono le parole d'ordine su cui abbiamo puntato nei 'contratti di innovazione' per consentire alle imprese italiane di conquistare nuovi traguardi nelle produzioni e nei servizi ad alto valore aggiunto'', ha spiegato il ministro Scajola. ''Siamo convinti che questo nuovo strumento aggiunga un altro elemento importante al quadro della rinnovata alleanza strategica tra imprese, sistema bancario e Stato per il rafforzamento della competitività del Paese'' ha aggiunto il ministro ricordando che ''i progetti finanziati potranno avere una durata massima di 3 anni''.
Si tratta di progetti innovativi ''fuoriserie'', di importo superiore a 10 milioni di euro, che si realizzeranno attraverso le partnership tra pubblico e privato grazie ad un processo di negoziazione. Le risorse disponibili per il finanziamento di questo nuovo strumento, in grado di consentire alle imprese un volume d'investimenti pari a circa 2 miliardi di euro, permetteranno ad oltre 30 mila ricercatori di lavorare per agganciare le sfide tecnologiche del prossimo futuro.
Il decreto del ministro dello Sviluppo Economico fissa un iter dettagliato e tempi molto stretti per l'attivazione di un ''contratto di innovazione''. In sostanza le imprese e gli enti di ricerca sottoscrivono un accordo con la controparte pubblica; lo stanziamento avverrà attraverso una combinazione di prestito agevolato e contributo diretto alla spesa; passeranno solo 4 mesi dalla presentazione del progetto di massima all'approvazione del piano definitivo.
Il finanziamento pubblico sarà affiancato da un finanziamento bancario ordinario a tasso di mercato, a garanzia della validità dell'investimento proposto dalle imprese. Il finanziamento pubblico agevolato potra' arrivare a coprire fino all'80% dei costi, mentre nelle regioni del Mezzogiorno il contributo diretto alla spesa potrà arrivare fino al 40 % per le piccole imprese e per gli organismi di ricerca, al 30% per le medie imprese e al 20% per quelle grandi. La combinazione specifica di modalità e intensità agevolative verrà definita per ciascun progetto durante la fase negoziale. Nelle regioni del Mezzogiorno potrà essere utilizzata anche la sola modalità del contributo diretto alla spesa.
Per il finanziamento pubblico agevolato si potrà contare su una prima dote di risorse finanziarie pari a 1 miliardo di euro, a valere sul 'fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca' costituito presso la Cassa Depositi e Prestiti. Altre risorse saranno messe a disposizione del Mezzogiorno con una più significativa incidenza di risorse riservate ai contributi diretti alla spesa. Informazioni più dettagliate riguardanti le modalità di partecipazione per le imprese, riferimenti normativi e modulistica sono disponibili nel sito della direzione generale per l'Incentivazione delle Attività Imprenditoriali, Fondo per l'Innovazione Tecnologica: http://www.incentivialleimprese.it/46/
Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio
Incentivi: Per le imprese è l'anno delle regioni
L’incentivazione diretta dello Stato all'attività d'impresa è destinata a diminuire progressivamente a livello nazionale. Il percorso è tracciato dall’arrivo del federalismo. Più che l'anno degli incentivi nazionali, il 2010 sarà quello degli interventi a sostegno delle imprese garantiti dalle singole regioni.
Un pò perché la riforma del Titolo V della Costituzione ha demandato a questi enti buona parte delle competenze in materia, e soprattutto perché il 2010 sarà un anno nevralgico per l'impiego dei fondi comunitari Ue della programmazione 2007/13, la cui gestione è prevalentemente affidata alle amministrazioni territoriali. Non solo.
Da un lato c’è la severa realtà dei conti dello Stato; dall’altro, il (giusto) rigore imposto dall’Unione europea verso il rispetto delle regole del libero mercato. Un risultato combinato di fattori diversi che inducono a ritenere definitivamente terminato il tempo degli incentivi "a pioggia", di sostegni economici erogati con massicce iniezioni di denaro pubblico a favore di una larga platea di possibili beneficiari.
È ormai solo un ricordo l'intervento garantito dalla legge 488/92, cioè l'erogazione di risorse finanziarie per favorire investimenti diretti delle imprese. Si è, in un primo momento, pensato di sostituirlo con l'azione di benefici fiscali, ugualmente in grado di garantire "utilità economica" ai soggetti d'impresa ma, potenzialmente, meno a rischio di un utilizzo distorto. Nemmeno i crediti d'imposta (è questo lo strumento più utilizzato) hanno avuto però un destino felice. Introdotti con regole d'utilizzo automatiche, sono stati oggetto di diverse modifiche nel tempo che di fatto ne hanno decretato la sostanziale impossibilità d’impiego. È stato questo, ad esempio, il destino del credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, introdotto dalla finanziaria per il 2007. La stessa norma aveva stabilito un analogo bonus fiscale per la ricerca. Il primo incentivo sarebbe ancora operativo nel 2010, il secondo ha cessato di esserlo (almeno per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare).
Di fatto, però, sono entrambi non operativi per mancanza di fondi disponibili. Per il secondo, la finanziaria appena licenziata dal Parlamento ha stanziato altri 400 milioni di euro che, però, non è ancora chiaro come verranno impiegati. Per il primo, invece, centinaia di milioni di euro di risorse sono formalmente «impegnati» - sulla base di generiche prenotazioni - ma molto difficilmente corrisponderanno a investimenti in misura proporzionale. Pertanto niente fondi per il 2010, se non quelli già assegnati col relativo click day.
Nell’anno appena iniziato, sarà necessario sfruttare, per quanto è possibile, i benefici garantiti dalla Tremonti-ter per l'acquisto di specifiche categorie di macchinari o di quelli riservati alla ricapitalizzazione delle società di capitali.
Sullo sfondo, rimangono i potenziali (per adesso solo tali) di alcune altre norme nazionali d’incentivazione alle attività economiche: quella sui distretti produttivi (che stenta addirittura a decollare) e quella delle zone franche urbane. Peraltro, il decreto milleproroghe di fine anno ha notevolmente ridimensionato la portata agevolativa di quest'ultimo istituito, eliminando le esenzioni dalle imposte dirette e dall'Irap per le attività economiche ubicate all'interno dei 22 ambiti geografici individuati sul territorio nazionale.
Fonte: Il Sole 24 Ore
Ritorna all'inizio
IT Service Management: per traghettare le Pmi oltre la crisi
Nell’attuale clima di incertezza economica, le aziende dovrebbero optare per una ridefinizione delle architetture IT che punti a portarle fuori dalla crisi ponendo le basi per un “upgrade” in termini di competitività.
Anche la Commissione Europea si è espressa a riguardo con un proprio rapporto, in linea con un trend secondo cui, in realtà (come dimostrato dai recenti dati Istat), già nell’arco degli ultimi due anni l’adozione di tecnologie IT ha interessato molte aziende italiane, indipendentemente dalla loro dimensione.
Le differenze dipendono semmai dalle specificità delle differenti attività economiche. I volumi di un’azienda determinano invece le scelte di acquisizione di reti Intranet interne oppure Extranet esterne; soluzioni software per l’accesso ai servizi dedicati alle risorse umane; i sistemi operativi open source; la firma digitale.
Per analizzare l’impatto della crisi economica sulle aziende, tra il dicembre del 2008 e il gennaio del 2009 IBM ha condotto una serie di interviste a responsabili degli investimenti IT in 421 imprese del mondo. Il 61% ha dichiarato che l’attuale clima di incertezza economica è il fattore che più incide sulle priorità di investimento in ambito aziendale.
In ogni caso non sembrano esserci state significative ricadute sui budget dedicati alle tecnologie IT, anzi la tendenza è di mantenerli invariati perché se i processi chiave del business devono svolgersi senza intoppi, la soluzione deve essere rapida, sicura e immediatamente disponibile, e ciò sembra unanimemente condivisibile.
CIO (Chief Information Officer), direttori IT, CFO (Chief Finance Officer) e altri responsabili di business che curano la gestione degli investimenti IT, ricorrono progressivamente ad una filosofia business-driven anziché technology-driven. Vale a dire, oggi non sono tanto le opportunità offerte dalla tecnologia a condizionare gli investimenti ma lo sono piuttosto il business, l’efficienza e l’economia dell’impresa.
Nell’ambito della gestione delle emergenze legate alle ristrettezze e al budget, CIO e gli altri responsabili decisionali IT riorganizzeranno le priorità d’investimento e identificheranno le aree cosiddette ‘imperative’, che se correttamente gestite saranno il cuore pulsante dell’impresa.
Le prime aree così definite, imprescindibili negli ambienti moderni, attengono alla sicurezza e alla compliance. Segue la ‘gestione intelligente’ di servizi e sistemi IT, la razionalizzazione degli approcci tecnologici sul piano della convergenza, del consolidamento e della virtualizzazione. Attività queste ultime che rientrano nel campo di intervento dell’IT Service Management, che IBM concepisce come l’attività volta a guidare l’organizzazione a “lavorare in modo più intelligente”.
Il service management diventa necessario qualora la struttura si propone di diventare dinamica. E se a ciò segue la gestione di aspetti quali: consolidamento, virtualizzazione, efficienza energetica, asset management, infrastruttura informativa, resilienza del business e sicurezza, i manager IT possono aumentare la qualità dei servizi di propria pertinenza, abbassare i costi del business e gestire i rischi.
Infine, uno degli aspetti interessanti che emerge dall’approccio IT Service Management è che è possibile pensare ad una progettazione IT che produca gli stessi risultati con un quantitativo di gran lunga minore di servizi IT a tutto vantaggio, tra l’altro, della razionalizzazione del budget e del contenimento dei costi.
Fonte:blog.pmi.it (Mario Massarotti)
Ritorna all'inizio
Da sanzioni per discriminazione a incentivi anti-disoccupazione, le novità 2010
Sarà un anno di ricco di novità per il lavoro, il 2010. Dopo il 2009, anno dell'emergenza occupazionale e degli strumenti messi in campo per evitare la chiusura di fabbriche e la perdita di posti di lavoro, con il 2010 si inaugura ufficialmente il 'dopo crisi' almeno per quanto riguarda le politiche per il lavoro, tutte orientate alla prospettiva del reimpiego e alla spinta per l'acquisizione di una nuova fonte di reddito. Ecco dunque le principali misure che caratterizzeranno il lavoro nel nuovo anno:
INCENTIVI PER IL RICOLLOCAMENTO: Grazie a uno stanziamento di 65 mln di euro, dal 1° gennaio sono riconosciuti degli incentivi monetari alle agenzie per il lavoro che collocano o ricollocano un lavoratore. Il premio per ogni lavoratore occupato, varia secondo le tipologie contrattuali: 800 euro per una persona assunta con contratto a termine da uno a due anni, escludendo la somministrazione e il lavoro intermittente; 1.200 euro per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato o a termine, ma non per meno di due anni (sempre escludendo la somministrazione e il lavoro intermittente); tra i 2.500e i 5.000 euro per l'assunzione di disabili iscritti nelle liste speciali di collocamento e che presentino particolari difficoltà nell'inserimento lavorativo.
PIU' GARANZIE PER LE PARI OPPORTUNITA': Entra in vigore il decreto che recepisce la Direttiva Europea 2006/54, che attua il principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. Sanzioni piu' pesanti per i datori di lavoro che discriminano, con ammende fino a 50 mila euro e anche arresto fino a sei mesi. Più tutele per i genitori adottivi: non sarà possibile licenziarli nel periodo di pre-adozione.
INCENTIVI ALLE IMPRESE.:Sgravi contributivi con una copertura di 120 mln di euro sono previsti per le imprese che assumono nel 2010 un disoccupato over 50. Inoltre, i datori che assumono un lavoratore che percepisce un'indennità di disoccupazione, possono chiedere di ricevere un incentivo di entita' pari all'indennità (per questa misura la copertura finanziaria è di 12 mln).
TORNA LO STAFF LEASING: Il lavoro 'in somministrazione' (così è definito nella legge Biagi) a tempo indeterminato, ossia lo 'staff leasing'' ritorna tra le tipologie contrattuali ammesse. Introdotto con la riforma del lavoro del 2003, era stato abolito dal governo Prodi nel 2007. Ora le agenzie per il lavoro possono nuovamente assumere direttamente gli addetti, cui far svolgere delle mansioni presso delle imprese-clienti, sulla base di un preciso accordo tra l'agenzia e l'impresa.
AUMENTA 'INDENNITA' DISOCCUPAZIONE' PER ATIPICI: Più sostegno ai cocopro, i collaboratori a progetto, in caso di perdita del posto di lavoro. Nel 2010, infatti, l'una tantum che spetta ai precari disoccupati, iscritti solo alla gestione separata Inps (da almeno 2 mesi) sarà il 30% di quanto percepito nel 2009 (il tetto è di 4.000 euro).
NUOVE REGOLE PER STIPENDI APPRENDISTI: La retribuzione dell'apprendista potrà essere stabilita, all'interno dei contratti collettivi nazionali in sede di rinnovo. Inoltre, in materia di apprendistato, un contratto gradito dal mercato, sono disponibili 100 milioni di euro per l'assolvimento del diritto-dovere di istruzione e formazione e per l'acquisizione di un diploma.
PENSIONI: La minima sale dal 1° gennaio 2010 a circa 461 euro e a 598 per chi ha diritto alla maggiorazione. Anche gli assegni sociali aumentano a quota 412 euro, così come la pensione sociale (340 euro).
LAVORATRICI P.A. IN PENSIONE A 61 ANNI: Entra in vigore la regola che fissa a 61 anni l'età per la pensione di vecchiaia per le lavoratrici della P.A. Nel 2018, invece, alle statali occorreranno 64 anni di età per andare in pensione.
Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio
Bonus energetico: da oggi l'invio dei dati per i lavori "pluriennali"
04/01/2010 La comunicazione è obbligatoria soltanto per gli interventi che si protraggono oltre il periodo d'imposta
Via libera alla comunicazione per interventi di riqualificazione energetica che proseguono oltre il periodo d'imposta. Da oggi è possibile trasmettere i dati relativi ai lavori, che danno diritto alla detrazione d'imposta del 55%, avviati nello scorso anno e non ultimati entro il 31 dicembre 2009.
L'adempimento è stato introdotto dall'articolo 29 del Dl 185/2008 ("decreto anticrisi") per consentire il monitoraggio dell'onere a carico del bilancio erariale derivante dall'agevolazione fiscale concessa per la riqualificazione energetica di edifici esistenti, gli interventi sugli involucri degli edifici, l'installazione di pannelli solari, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.
Il provvedimento direttoriale del 6 maggio 2009, attuativo della disposizione di legge, ne ha circoscritto l'obbligatorietà ai soli interventi che coinvolgono più annualità e ha approvato il modello di comunicazione, con le relative istruzioni.
L'invio all'Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, deve avvenire entro 90 giorni dalla fine del periodo d'imposta in cui sono iniziati i lavori. Pertanto, la comunicazione relativa alle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione avviati nel 2009 e non ultimati entro lo stesso anno deve essere trasmessa entro il 31 marzo 2010.
Se i lavori si protraggono per più periodi d'imposta, la comunicazione andrà inviata ogni volta nel rispetto degli stessi tempi e modalità.
L'adempimento, dunque, non riguarda gli interventi che vengono iniziati e portati a termine nello stesso periodo d'imposta.
Sul sito dell'Amministrazione finanziaria sono disponibili: il modello di comunicazione, le relative istruzioni, il software per la compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati. È inoltre disponibile un modulo di controllo da utilizzare prima della trasmissione nel caso in cui il file con la comunicazione sia stato prodotto con un software diverso da quello realizzato dall'Agenzia delle Entrate, per evitare che il sistema possa rifiutare il documento perché non rispondente alle specifiche tecniche.
I contribuenti che vogliono beneficiare della detrazione del 55%, inoltre, entro 90 giorni dal termine dei lavori, devono trasmettere all'ENEA, attraverso il sito http://efficienzaenergetica.acs.enea.it, i dati relativi agli interventi effettuati.
Fonte:nuovofiscooggi.it
Ritorna all'inizio
La Class action è partita in Italia: come funziona, aderire e quali rimborsi possibili
E’ partita dal primo gennaio 2010 la Class Action in Italia, cioè l’azione collettiva di classe per sanare gli illeciti commessi dal 16 agosto 2009 in poi. Per Class Action si intende un’azione collettiva, promossa da uno o più consumatori o utenti, che agiscono in proprio o dando mandato ad un’associazione di tutela dei diritti dei consumatori.
Gli altri consumatori interessati, titolari di una stessa pretesa, possono scegliere di aderire all’azione di classe senza dover ricorrere al patrocinio dell’avvocato, sempre considerando la possibilità di agire individualmente per la tutela dei propri diritti.
A far parte della Class Action possono essere quei consumatori che abbiano subito le conseguenze di condotte o pratiche commerciali scorrette, chi ha acquistato un prodotto difettoso o pericoloso; chi vive in una medesima situazione di pregiudizio nei confronti di un’impresa, in conseguenza di un inadempimento contrattuale. I benefici della Class Action si riscontrano, innanzitutto, nell’azione di gruppo e sul versante economico.
Se si denuncia singolarmente un danno di portata economicamente modesta difficilmente si decide di sostenere individualmente le spese necessarie per sostenere e vincere la partita legale. Ma se l’azione è condotta collettivamente, le spese si abbattono e il singolo acquista maggiore forza nei confronti della grande impresa.
Per attivare un processo di Class Action, qualora se ne verifichino le condizioni, uno dei soggetti consumatori o utenti, tramite ricorso in tribunale, propone l’azione assistito da un avvocato, eventualmente dando mandato ad un’associazione di tutela dei consumatori e tutti gli altri interessati possono aderire all’azione.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio
Inflazione a +0,8% nel 2009: mai così bassa negli ultimi cinquanta anni
L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' (Nic), relativo al mese di dicembre 2009, segna una variazione di +0,2% rispetto al mese di novembre 2009 e di +1% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Nel 2009 l'indice dei prezzi al consumo ha registrato una variazione del +0,8% toccando il livello più basso negli ultimi cinquant'anni dopo il record segnato nel 1959 quando l'inflazione fu pari a -0,4%. Lo rende noto l'Istat che oggi ha diffuso una stima provvisoria.
In base alla stima provvisoria, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra nel mese di dicembre una variazione di +0,2% rispetto al mese precedente e una variazione di +1,1% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
Sulla base dei dati finora pervenuti gli aumenti congiunturali piu' significativi dell'indice per l'intera collettivita' si sono verificati per i capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+1,8%), Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,7%) e Trasporti (+0,5%).
Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Istruzione. Variazioni negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (-0,4%), Abitazione, acqua, elettricita' e combustibili (-0,3%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,1%).
Gli incrementi tendenziali piu' elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+4,4%), Altri beni e servizi (+3%) e Istruzione (+2,4%). Una variazioni tendenziale negativa si e' verificata nel capitolo Abitazione, acqua, elettricita' e combustibili (-2,3%).
Per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ''il dato sull'inflazione media 2009 ai minimi da 50 anni e' una conferma della severita' della crisi ma anche del fatto che il potere di acquisto dei cittadini non e' stato penalizzato ed e' anzi in molti casi aumentato''.
''La ripresa tendenziale dell'inflazione in dicembre e' un indice di ripresa dei consumi e delle attivita' economiche. In questa fase di avvio della ripresa -sottolinea Scajola- dobbiamo impegnarci a rilanciare la crescita ma anche a tenere sotto controllo i prezzi per evitare effetti speculativi soprattutto sui prodotti di largo consumo''.
Per questo il Garante per la sorveglianza dei prezzi, aggiunge Scajola, ''ha convocato per il 19 gennaio i produttori di pasta, settore nel quale si sono verificati forti variazioni tra i prezzi delle materie prime e i prezzi al consumo. E cosi' faremo anche per altri settori''
Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio
Bonus per l'edilizia fino al 2012
La finanziaria 2010 allunga di un anno, fino al 2012, lo sconto Irpef del 36% sulle spese di ristrutturazione edilizia. La proroga al 2012 del bonus è estesa anche a chi acquista unità abitative comprese in fabbricati sui quali le imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare o le cooperative edilizie hanno eseguito interventi di recupero edilizio. La proroga è disposta dai commi 10 e 11, articolo 2, della legge 191/09, finanziaria 2010.
Dunque, le agevolazioni fiscali per il recupero del patrimonio edilizio spetteranno ancora per gli anni 2010, 2011 e 2012, per una quota pari al 36% delle spese sostenute, nel limite di 48mila euro per unità immobiliare. La detrazione Irpef del 36% è subordinata alla condizione che il costo della manodopera sia evidenziato in fattura.
L'allungamento di un anno riguarda anche la norma di favore per l'acquisto di immobili ristrutturati: in questo caso il bonus si applica a interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia che riguardano interi fabbricati, eseguiti entro il 31 dicembre 2012 da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedono poi all'alienazione o assegnazione dell'immobile entro il 30 giugno 2013. Previste però tre condizioni:
- acquisto o assegnazione del l'unità abitativa entro il 30 giugno 2013;
- l'unità immobiliare ceduta o assegnata deve fare parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia, previsti dalle lettere c e d dell'articolo 31, comma 1, della legge 457/78 (norma trasfusa nell'articolo 3, del Dpr 380/2001) che riguardano l'intero edificio;
- l'impresa deve eseguire questi lavori dal 1° gennaio 2008 entro il 31 dicembre 2012.
In questi casi lo sconto Irpef è pari al 36% di un ammontare forfettario pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell'immobile, che risultano dall'atto di acquisto o di assegnazione. L'ammontare su cui calcolare la detrazione, da ripartire in 10 quote annuali costanti, non può comunque superare l'importo di 48mila euro.
Per i contribuenti, proprietari o titolari di un diritto reale sull'immobile oggetto dell'intervento edilizio, di età non inferiore a 75 e a 80 anni, la detrazione fiscale del 36%, anziché essere frazionata in dieci quote annuali, può essere ripartita rispettivamente in cinque rete (per gli ultra 75enni) e tre quote annuali (per gli ultra 80enni) costanti di pari importo.
Lo sconto del 36% può passare all'acquirente o all'erede. All'acquirente spettano solo le detrazioni non usate in tutto o in parte dal venditore. Se muore l'avente diritto, la fruizione del beneficio si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conserva la detenzione materiale e diretta del bene. Il bonus spetta anche al familiare che sostiene le spese di ristrutturazione, anche se non è proprietario dell'immobile. Ad esempio, la detrazione spetta al marito che non ha la proprietà dell'abitazione intestata alla moglie priva di altri redditi. E può spettare al figlio che detiene l'immobile (intestato ai genitori) e sostiene le spese di ristrutturazione. Può quindi fruire del bonus anche il semplice affittuario e chi, come il marito o il figlio convivente, detiene l'appartamento a seguito della coabitazione. Nel caso dell'affittuario, la condizione di detentore deve risultare da un contratto di affitto regolarmente registrato (gli estremi della registrazione vanno indicati nella casella del modello di comunicazione). Per marito o del figlio convivente, non c'è bisogno di alcun atto che formalizzi la condizione di detentore.
Se gli interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati nel corso dell'anno agevolato consistono nella semplice prosecuzione di interventi iniziati dopo il 1° gennaio 1998, ai fini del computo del limite massimo delle spese detraibili si tiene conto anche delle spese sostenute negli stessi anni.
Così, ad esempio, le spese sostenute nel 2010 per lavori iniziati in precedenza, danno diritto alla detrazione solo se le spese sostenute in anni precedenti, complessivamente considerati, non superano il limite di 48mila euro per ciascuno immobile.
Fonte:ilsole24ore.com (Tonino Morina)
Ritorna all'inizio
Automobili e cucine riaprono gli incentivi
In uno dei prossimi consigli dei ministri verrà discusso il nuovo decreto incentivi, che introduce diverse agevolazioni per le famiglie e per le imprese. Si discute ora sulle modalità di erogazione dei bonus per le auto, i quali subiranno delle restrizioni, data la minore dote di risorse rispetto al 2009. L’ipotesi più accreditata è quella di sostenere soprattutto le autovetture alimentate a gpl, metano ed Euro 5. Si studia inoltre la versione 2010 dei bonus per l’acquisto di mobili; si ipotizza di concedere agevolazioni anche ai soggetti che non hanno proceduto ad effettuare ristrutturazioni che beneficiano della detrazione del 36 per cento, e a coloro che acquistano cucine.
Fonte: Il Sole 24 Ore
Ritorna all'inizio
Portatori di handicap: contratto di inserimento e cumulo di benefici
Nei contratti di inserimento stipulati per portatori di grave handicap, le agevolazioni contributive sono cumulabili con i contributi percentuali del costo salariale nel limite del 100% dei costi salariali per ciascun periodo di occupazione.I contratti di inserimento, di cui all’art. 53 del D.Lgs. n. 276/2003, sono destinati a realizzare, attraverso progetti individuali di adattamento delle competenze professionali dei lavoratori a determinati contesti lavorativi, l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro di alcune categorie di prestatori.
Fra queste categorie, alla lettera f) dell’art. 54, vi sono le persone riconosciute affette, ai sensi della normativa vigente, da un grave handicap fisico, mentale o psichico per le quali i datori di lavoro ha diritto ad una riduzione contributiva pari almeno al 25%.
Prima della modifiche apportate dalla L. n. 247/2007 i benefici previsti per i contratti di inserimento relativi a soggetti portatori di grave handicap erano cumulabili con l’agevolazione contributiva ex art. 13 della legge n. 68/99 – prevista per le assunzioni in convenzione dei disabili - nel limite massimo del 100% della contribuzione a carico del datore di lavoro.
La Legge sul protocollo Welfare ha modificato il citato art. 13 della legge n. 68/99 prevedendo incentivi all’assunzione di soggetti disabili, sotto forma di contributi all’assunzione erogabili da Regioni e Province autonome:
nella misura non superiore al 60 per cento del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso le convenzioni con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento o minorazioni di particolare gravità (1^ - 3^ categoria Tabelle DPR 915/78) o con handicap intellettivo e psichico indipendentemente dalle percentuali di invalidità;
nella misura non superiore al 25 per cento del costo salariale, per ogni lavoratore disabile che, assunto attraverso le convenzioni con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, abbia una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 per cento e il 79 per cento o minorazioni di particolari gravità (4^ - 6^ categoria Tabelle DPR 915/78).
Stante quanto sopra, il Ministero del Lavoro, con risposta all’interpello n. 82/2009, ha chiarito che:
per le assunzioni di disabili avvenute in attuazione di una convenzione ex art. 11, L. n. 68/99, entro il 31.12.2007, è ammessa la cumulabilità delle agevolazioni previste dalla L. n. 276/2003 e dall’art. 13 della Legge n. 68/99 nel limite del 100% della contribuzione dovuta;
per le assunzioni di disabili avvenute in attuazione di una convenzione ex art. 11, L. n. 68/99, successivamente all’1.1.2008, vi è una agevolazione sul costo salariale tramite incentivo erogato dalle Regioni e l’agevolazione contributiva di cui alla Legge n. 276/2003 si applicherà alla residua quota di retribuzione posta a carico del datore di lavoro.
Poiché, inoltre, la normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato (Regolamento CE n. 2204/2002) prevede:
che gli aiuti concessi ai lavoratori disabili non possano superare il 60% del costo salariale;
che gli aiuti concessi a favore dell’assunzione di lavoratori svantaggiati e disabili, possano essere cumulati con altri aiuti di Stato a condizione che il cumulo non dia luogo ad un aiuto lordo superiore al 100% dei costi salariali per ciascun periodo di occupazione degli stessi.
il Ministero conclude che, per le assunzioni di disabili avvenute dopo l’1.1.2008, è possibile il cumulo delle agevolazioni contributive di cui alla Legge n. 276/2003 ed il beneficio di cui all’art. 13 della Legge n. 68/99 - come modificato dalla Legge n. 247/2007 – nel limite massimo del 100% dei costi salariali per ciascun periodo di occupazione.
(Interpello Ministero lavoro e politiche sociali 22/12/2009, n. 82)
Fonte:ipsoa.it
Ritorna all'inizio
Menu di sezione: