Menu principale:
News e Fax > Gennaio 2012
Elenco news :
Aspetti normativi del contratto di compravendita
Inps – cittadini: rapporto più semplice. On line il portale dei pagamenti
Detrazione Irpef del 19% anche per chi studia e alloggia fuori confini
Imu: tassa casa cambia in base a città e aggiornamento rendite catastali
Lavoro; Sgravi dal giorno dell'assunzione
Cassazione: dire alla moglie "ti ammazzo" è reato
Transazioni finanziarie: le nuove regole per i controlli fiscali
In forma per il 2012? Ci pensano le App. E se non vai in palestra paghi 5 euro
Stesse responsabilità per consulente tecnico e pm
Osservatorio: Conti deposito, la tassazione passa dal 27 al 20%
Lo spesometro guarda oltre confine
Cgil: la tassa permesso di soggiorno? E' un furto. Il 90% delle domande va su binario morto
Saldi al via, Consumatori: partenza negativa
Manovra Monti: il Fisco premia autonomi e piccole imprese
Pensioni: stop a pagamenti in contanti da Marzo. Conti correnti gratis Poste italiane
Imprese; Agevolazioni in arrivo
Scattano addizionali regionali, benzina record a 1,74 euro/litro
Ex minimi e regime supersemplificato: le regole fissate dall’Agenzia delle Entrate
10 anni di euro, Adoc: italiani penalizzati da redditi bassi
Deduzioni Irap; Un bonus compensabile per l'impresa in perdita
Aspetti normativi del contratto di compravendita
Con il contratto di compravendita il venditore trasferisce al compratore la proprietà di una cosa o un diritto ricevendone in cambio il corrispettivo in denaro o un altro bene. In quest’ultimo caso il contratto prende nome di permuta. Il prezzo del corrispettivo, liberamente individuato dalle parti, è solitamente indicato nel contratto.
Può essere oggetto di compravendita qualsiasi bene sia materiale che immateriale. Possono essere oggetto di compravendita anche i crediti. Il codice civile prevede e disciplina anche la vendita di cose future. In tal caso il passaggio della proprietà del bene avverrà nel momento in cui la cosa viene a esistere, in alternativa la vendita è nulla.
La forma del contratto di compravendita è libera quando oggetto di trasferimento sono beni mobili. In caso contrario il contratto deve essere redatto per iscritto, a pena di nullità, e deve essere reso pubblico con trascrizione nei registri immobiliari.
La proprietà del bene passa dal venditore al compratore nel momento in cui le parti raggiungono l’accordo anche se il bene non è stato materialmente consegnato o il corrispettivo è stato pagato. E’ obbligo del venditore, comunque, consegnare il bene al compratore nello stato in cui si trovava al momento della vendita corredato dagli accessori e dai documenti che ne attestano il passaggio di proprietà. Il venditore è, inoltre, tenuto a garantire la cosa venduta da vizi che rendano inidoneo all’uso il bene ceduto o ne diminuiscano sensibilmente il valore.
L’articolo 1490 del codice civile definisce vizi i difetti strumentali ovvero le deficienze che rendono la cosa meno idonea all’uso cui è destinata. I vizi, per essere tali, devono essere occulti. L’articolo 1491 del codice civile, infatti, stabilisce che qualora al momento della conclusione del contratto il compratore avesse conosciuto i vizi oppure questi fossero facilmente riconoscibili, la garanzia non è dovuta. In tal caso il compratore non ha diritto né a riduzione del prezzo di acquisto né alla risoluzione del contratto.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
Ritorna all'inizio
Inps – cittadini: rapporto più semplice. On line il portale dei pagamenti
Il 2012 è iniziato all’insegna della semplificazione del rapporto tra i cittadini e l’Inps. L’Istituto, infatti, ha attivato sul proprio sito internet “Il portale dei pagamenti”. Diviso in tre aree (area pagamenti, informazioni sui pagamenti, contatti), il portale offre ai cittadini e agli utenti un punto unico dove si possono trovare tutti i servizi abilitati per eseguire il pagamento dei bollettini online, stampare i bollettini MAV, acquistare i buoni lavoro o voucher online, visualizzare i pagamenti effettuati e avere notizie e aggiornamenti sulle nuove modalità di pagamento.
Il cittadino può utilizzare i servizi di interesse semplicemente cliccando <
Fonte:helpconsumatori.it
Detrazione Irpef del 19% anche per chi studia e alloggia fuori confini
La Legge Comunitaria 2010 estende il regime di detrazione IRPEF del 19% dei canoni di locazione agli studenti fuori sede che studiano in uno degli Stati UE o dello Spazio Economico Europeo
A decorrere dall’anno d’imposta 2012 la detrazione Irpef del 19% sui canoni di locazione pagati dagli studenti fuori sede deve essere applicata anche a beneficio degli studenti iscritti a un corso di laurea presso una Università di un altro Stato Ue o di uno dei Paesi aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo. Lo prevede la Legge Comunitaria 2010 (Legge n. 217/2010 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 2012) che estende l’agevolazione di cui all’art. 15, comma 1, lettera i-sexies del TUIR agli alloggi affittati fuori dai confini nazionali.
Fonte: Fisco Oggi
Ritorna all'inizio
Imu: tassa casa cambia in base a città e aggiornamento rendite catastali
E’ entrata in vigore a partire dal gennaio, insieme alle altre misure della Manovra, la nuova Imu, tassa sulla prima casa, che sarà davvero pesante per i proprietari di seconde e terze case. L’aliquota di base dell’Imu è stata fissata allo 0,76%, mentre per le prima casa sarà ridotta allo 0,4%, ma i sindaci, a seconda delle proprie esigenze, potranno aumentarla di 0,3 punti in più o in meno e dello 0,2 su quella agevolata.
I Comuni, piccoli o grandi che siano, parametreranno i propri bisogni sulla base dei tagli subiti e tutto sarà calcolato in base alla rivalutazione di tutte le rendite del 5%, moltiplicate, ai fini impositivi, di un coefficiente pari 160, questo comporterà un aumento della tassazione del 60%.
Per quanto riguarda gli immobili residenziali sono stati, dunque, innalzati i valori catastali del 60% e su quelli applicate le aliquote del tributo. E’ importante sottolineare che l'aumento degli estimi catastali vale ai soli fini del nuovo tributo comunale, ma non riguarda né l'Irpef né le imposte per il passaggio di proprietà. L’aggiornamento delle rendite catastali in vigore nel 2012 faranno sicuramente alzare il valore dell'imu da pagare.
Prevista un’esenzione fino 200 euro per le prime case, inoltre l'imposta municipale riguarderà anche l'abitazione principale e le pertinenze della stessa. Rispetto all'esborso medio per la prima casa nel 2007 nelle principali città italiane, il prossimo anno, se i Comuni opteranno per le aliquote standard, si registrerà un aumento medio dell'11% per gli appartamenti medio signorili (categoria catastale A2) e una diminuzione del 2% per le case economiche di categoria A3.
A Milano, per esempio, per gli A2 la crescita sarebbe del 27% e del 9% per le A3, a Roma si salirebbe del 27 e del 21%, a Bari si registrerebbe un aumento del 30, 4%; a Napoli del 14,1%; record di aumenti a Venezia, dove l'incremento supererebbe il 55%.
A Sesto San Giovanni (Milano) per un appartamento in viale Matteotti, 4 vani e rendita catastale di 433,82, l’Imu verrebbe intorno ai 90 euro, ma se si tratta di una famiglia con due figli under 26 a carico (per i quali si pagano 50 euro in meno a testa), il saldo va addirittura in negativo. Alla periferia di Cologno, invece, anche senza figli la possibilità di non pagare nulla è alta.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio
Lavoro; Sgravi dal giorno dell'assunzione
Il ministero del Lavoro ha reso note alcune risposte a interpello in merito a richieste avanzate dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro e dalla Confapi. Nella prima (interpello 49/2011), si chiedevano precisazioni in merito alle modalità di computo dei 36 mesi per fruire dello sgravio contributivo totale, previsto dall'articolo 8, comma 9 della legge 407/90 in favore delle imprese operanti nel Mezzogiorno per l'assunzione di disoccupati o cassaintegrati da almeno 24 mesi. In particolare, il Consiglio nazionale ha chiesto da quale giorno decorre il periodo agevolato stabilito dalla legge. I tecnici del ministero hanno precisato che il beneficio compete dal giorno di assunzione del lavoratore fino a quello antecedente la medesima data di tre anni dopo. Per supportare la tesi, il ministero richiama alcuni passi della circolare Inps 188/99 che, tuttavia, disciplina una diversa fattispecie, ovvero lo sgravio triennale previsto dalla legge 448/98 per gli incrementi occupazionali realizzati dai datori di lavoro privati e dagli enti pubblici economici, operanti nelle regioni Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. La conclusione cui è giunto il ministero, comunque, appare assolutamente condivisibile. Nel secondo interpello (48/2011) la Confapi ha chiesto precisazioni in merito ai presupposti per l'attivazione delle procedure di Cassa integrazione guadagni in deroga, in rapporto alla fruizione di altre tipologie di ammortizzatori sociali; in particolare se, al termine di un periodo in cui si fruisce della Cig in deroga, sia comunque necessaria la sussistenza del requisito occupazionale previsto dalla legge 223/91 (più di 15 dipendenti nel semestre) per l'accesso successivo alla Cassa integrazione straordinaria (tipica). Sul punto il ministero ha precisato che il requisito occupazionale stabilito dalla legge 223/91 costituisce «presupposto indefettibile ai fini della presentazione della domanda per Cigs, anche se l'azienda abbia già goduto di un precedente periodo di Cig in deroga».
Anche in questo caso la risposta dei tecnici ministeriali appare condivisibile. Ciò che, invece, lascia perplessi riguarda un passaggio della risposta e, nello specifico quello in cui - secondo il dicastero - nel computo dei dipendenti va incluso anche il personale occupato con contratto di inserimento. Si ricorda, infatti, che l'articolo 1 della legge 223/91 - in deroga alle disposizioni in materia di conteggio dei dipendenti - ricomprende nella base di computo sia gli apprendisti che i lavoratori assunti con contratto di formazione e lavoro. La risposta a interpello fornita dal ministero sembra voler assimilare i contratti di inserimento (Cil) a quelli di formazione e lavoro (la cui disciplina, peraltro, nel settore privato non è più vigente dopo la previsione contenuta nel Dlgs 276/03). L'equiparazione operata dal ministero tra i due tipi di contratto rischia di essere priva di supporto legislativo. Va, infatti, osservato che: i due istituti contrattuali sono diversi tra loro (a causa mista i Cfl ma non i Cil); sono riservati a persone differenti; divergono anche con riferimento ai soggetti ammessi alla stipula. Giova, peraltro, ricordare che l'inclusione dei Cfl nel computo dei dipendenti da conteggiare per verificare l'acceso alla Cigs è sancito dall'articolo 1 della legge 223/91. Questa previsione si è resa necessaria per superare l'originaria disposizione (stabilita dalle leggi istitutive del Cfl) che ne prevedeva l'esclusione «dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l'applicazione di particolari normative e istituti». Analoga previsione (di esclusione) è stata ripresa dal Dlgs 276/03 nella parte in cui regolamenta i Cil. Ne deriva, dunque, che anche per questi ultimi (Cil) eventuali eccezioni devono essere stabilite dalla legge e non possono essere disposte con provvedimenti amministrativi. Su tale aspetto, quindi, è opportuno un ulteriore chiarimento ministeriale che eviti la nascita di vane aspettative aziendali in alcuni casi e scongiuri l'inutile ricorso al contenzioso in altri.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
Ritorna all'inizio
Cassazione: dire alla moglie "ti ammazzo" è reato
Anche se nel corso delle liti fra marito e moglie può scappare qualche parola di troppo è bene sapere che in certi casi si rischia di commettere reati. Il marito che dice ad esempio alla moglie "ti ammazzo" anche se non passa e di fatto commette comunque reato di minaccia. A dirlo è una recente sentenza (46542/2011) con cui la quinta sezione penale del Palazzaccio ha rigettando il ricorso di un uomo che era stato condannato dal Tribunale di Roma per diversi reati tra cui la minaccia in danno della moglie. Ricorrendo in cassazione l'uomo aveva sottolineato che il reato di minaccia non si potesse ritenere integrato per l'impossibilità che la sua frase potesse ingenerare nella vittima il timore del male prospettato. Gli Ermellini hanno respinto il ricorso e in proposito stabilito che, quanto all'espressione usata, la sua rilevanza penale, a norma dell'art. 612 c.p., è determinata dalla configurazione della minaccia come reato di pericolo per la sua integrazione non è richiesto che il bene tutelato sia realmente leso, bastando che il male prospettato possa incutere timore nel destinatario, menomendone potenzialmente, secondo un criterio di medianità riecheggiante le reazioni della donna e dell'uomo comune, la sfera di libertà morale. Per suddetti reati, infatti, non è richiesto che il bene (la vita del minacciato) sia realmente leso, ma è sufficiente che il male prospettato possa semplicemente incutere timore al destinatario. E non c'è dubbio che, di fronte alla minaccia di una morte (sebbene la minaccia sia solo verbale), la reazione di una persona comune sia quella di sentirsi potenzialmente limitata nella propria sfera di libertà morale.
Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
Ritorna all'inizio
Transazioni finanziarie: le nuove regole per i controlli fiscali
Nel 2012 la lotta all’evasione fiscale si concretizza in banca: secondo quanto stabilito dalla manovra 2011, tutti gli operatori finanziari, dal 1 gennaio 2012 sono obbligati a comunicare periodicamente all’Anagrafe Tributaria le movimentazioni relative a ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto “ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali”.
Fino al 2011 l’accesso alle movimentazioni bancarie era sottoposto a limitazioni e autorizzazioni tali che il Fisco poteva avere accesso solo a verifica già iniziata. Ora, invece, le verifiche iniziano fin dall’esame preventivo sui movimenti dei contribuenti.
L’avvio della procedura per attivare le indagini finanziarie resta sottoposto a un iter specifico.
La manovra finanziaria di fine 2011 ha reso però più affilate le armi a disposizione dell’amministrazione.
Gli evasori fiscali è bene che comincino a prepararsi, perchè hanno le ore contate.
Con questa norma tutti i movimenti finanziari in Italia sono ora, di fatto, senza segreti per il Fisco. Quest’ultimo, infatti, può ora “giocare d’anticipo”.
La prospettiva invertita delle verifiche, per cui l’indagine non parte dal Fisco ma al esso si riconduce, si configura come una mossa senza precedenti per stanare gli evasori.
Gli 007 fiscali, acquisendo e analizzando tutti i dati sulle transazioni finanziarie, che vengono loro trasmessi dagli operatori finanziari, dispongono di una vera e propria “licenza di uccidere” l’evasore.
Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica)
Ritorna all'inizio
In forma per il 2012? Ci pensano le App. E se non vai in palestra paghi 5 euro
Con il nuovo anno cambia anche la moda delle App che diventano sempre più pensate per la forma fisica e per dare una mano a 'cambiar vita'. Tra i buoni propositi c'è infatti molto spesso fare una dieta e rimettersi in forma. Ad aiutare c'è Abvio per iPhone che tiene il conto delle della tua velocità in bicicletta e delle calorie che stai consumando, ma si può anche utilizzare se si va a correre o a camminare. Stessa musica anche con MapMyRide per gli amanti di Android.
Per chi ha inboccato la strada della meditazione c'è Buddhify o il Desk Yoga per chi preferisce quest'ultima disciplina. A dare una marcia in più verso la strada maestra la GymPact, una App motivazionale di Geoff Oberhofer, uno studente dell'Università di Harward. Funziona così, se non vai in palestra sottrae dalla tua carta di credito pari a circa cinque dollari. Soldi che andranno almeno in parte a chi invece sarà riuscito a tener fede ai propri impegni tra pesi e cyclette.
Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio
Stesse responsabilità per consulente tecnico e pm
Con la sentenza 30 dicembre 2011, n. 30786, la Corte di Cassazione stabilisce un importante principio. Il consulente tecnico che collabora con il giudice penale ha le stesse responsabilità, poiché concorre nell'esercizio della funzione giudiziaria.
Il pubblico ministero, quando effettua degli accertamenti che richiedono specifiche competenze, può nominare un consulente. Quest’ultimo compie quegli atti che il magistrato potrebbe eseguire direttamente se avesse le specifiche competenze richieste. In conclusione, il consulente tecnico del pm partecipa concretamente all'esercizio della funzione giudiziaria nel momento delle indagini preliminari.
Di conseguenza, questo ruolo attribuisce precise responsabilità al professionista nominato, anche se il giudice dovesse non osservare le valutazioni del consulente.
Questo perché il consulente al quale viene conferito l’incarico, svolge funzioni che diversamente, avrebbero dovuto essere svolte dalla stessa pubblica amministrazione.
In effetto di questo, gravano sul professionista-consulente le responsabilità proprie di chi ha un rapporto di servizio con la pubblica amministrazione. Anche se il consulente del pm non risponde del reato di falsa perizia o interpretazione, resta soggetto alle responsabilità previste dal Codice civile e cioè sanzioni penali in caso di colpa grave, oltre all'obbligo di risarcire i danni causati alle parti.
A tale conclusione si è giunti in relazione ad un episodio che anni fa coinvolse in Piemonte un pm e alcuni consulenti, delegati di verifiche tecniche inutili nei confronti di società di capitali, per un giro criminoso di circa 16 milioni di euro.
Fonte:i-dome.com
Ritorna all'inizio
Osservatorio: Conti deposito, la tassazione passa dal 27 al 20%
Tra le novità in arrivo col nuovo anno per i risparmiatori italiani c’è la nuova aliquota unica al 20% sulle rendite finanziarie. Si tratta di una buona notizia soprattutto per coloro che intendono investire in prodotti che fino a qualche giorno fa prevedevano una tassazione più elevata, per esempio i conti deposito (prima tassati al 27%): dal primo gennaio 2012, a parità di rendimento lordo, i consumatori otterranno rendimenti netti più alti.
Per chi ha sottoscritto un conto deposito nel 2011, che preveda l’incasso degli interessi nel 2012, la tassazione dovrebbe essere applicata nel modo seguente: sugli interessi maturati fino alla fine dell’anno scorso sarà applicata la vecchia tassazione al 27%; gli interessi maturati a partire dal primo gennaio 2012 saranno saranno invece tassati al 20%. Si tratta di una regola generale che potrebbe prevedere alcune eccezioni: gli istituti di credito sono infatti liberi di adottare criteri di retribuzione degli interessi differenti. E’ il caso, per esempio, di CheBanca!, che già negli ultimi mesi del 2011 applicava un’aliquota promozionale al 20% sui conti deposito vincolati.
Chi intende inaugurare il nuovo anno con l’apertura di un nuovo conto deposito potrà godere da subito della tassazione del 20%. Per farsi un’idea delle proposte più vantaggiose sul mercato è possibile consultare il servizio di SuperMoney, che permette di valutare le offerte di conti deposito di numerose banche. Tra le proposte più interessanti, in questo momento, c’è ContosuIBL di IBL Banca che offre il 4,50% lordo sui depositi vincolati per 12, 18 o 24 mesi; Banca Ifis offre con conto deposito Rendimax il 4,40% lordo sui depositi annuali nel caso di accredito degli interessi anticipato, che sale al 4,60% per la liquidazione posticipata. ING Direct offre il 4,20% per i nuovi clienti che aprano il Conto Arancio + vincolato per un anno; CheBanca! propone il 4% lordo per somme depositate entro il 15 gennaio e vincolate per un anno.
Fonte: helpconsumatori.it
Ritorna all'inizio
Lo spesometro guarda oltre confine
Le conseguenze del Provvedimento del 29.12.2011: possibile la comunicazione dello “spesometro” degli acquisti fatti all’estero con carta di credito, di debito e prepagate
Per gli acquisti con carte di credito, di debito e prepagate, con il Provvedimento del 29 dicembre 2011, l’Agenzia delle Entrate sposta l’obbligo di comunicazione relativo allo “spesometro” dal venditore all’operatore finanziario che emette tali carte, se la vendita o la prestazione del servizio è effettuata nei confronti di un consumatore finale che provvede poi a pagare utilizzando moneta elettronica. Non è semplicemente uno spostamento dell’obbligo da un soggetto all’altro, ma una mossa che potrebbe aprire le carte anche su acquisti fatti all’estero direttamente o via Internet.
Fonte: Il Sole 24 Ore
Ritorna all'inizio
Cgil: la tassa permesso di soggiorno? E' un furto. Il 90% delle domande va su binario morto
La tassa sul permesso di soggiorno? Un odioso furto. Sono queste le parole di commento di Pietro Soldini, in merito all'entrata in vigore, a fine mese, della sovrattassa da 80 a 200 euro per i permessi e la carta di soggiorno degli immigrati residenti in Italia. "Dire che questa tassa sul permesso di soggiorno è odiosa è un eufemismo. E' un furto e non può avere i crismi della legittimità". Una tassa illegittima secondo il sindacaliste sia perché "il servizio è improntato a mal funzionamento ed inefficace come scelta di deterrenza". Infatti la gran parte delle domande presentate dagli immigrati per il rilascio del permesso di soggiorno "non va a buon fine (esempio decreto flussi 2010: 430.000 domande e 12.000 permessi di soggiorno rilasciati pari al 2,6% e non crediate che tutte le altre sono state respinte per assenza dei requisiti, per questa ragione ne sono state rigettate soltanto 5.500. Quindi significa che oltre il 90% delle domande vanno su un binario morto. Come è concepibile pagare il biglietto per un treno che sta su un binario morto?", ha spiegato Soldini. Vi è un'altra ragione che rende questa tassa illegittima, e cioè "la finalizzazione dell'altro 50% degli introiti della tassa che dovrebbero alimentare il fondo rimpatri. Convenzioni Oil e direttive europee sui rimpatri proibiscono che le spese per il rimpatrio possano essere addebitate agli immigrati, tanto più a quelli che sono regolari. Ecco perché il governo dovrebbe semplicemente cancellare questo balzello. E' urgente quindi che il Governo apra un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e le altre associazioni per affrontare con serietà la questione immigrazione", ha concluso Soldini.
Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
Ritorna all'inizio
Saldi al via, Consumatori: partenza negativa
I saldi sono partiti. E sono partiti male, secondo quanto afferma il Codacons, che nella prima giornata parla già di un calo medio delle vendite pari al 20% nelle principali città italiane, con un calo evidente di afflusso nelle principali vie dello shopping.“Dalle ore 10 alle ore 12.30 – spiega il Codacons – il primo giorno di saldi ha fatto segnare non solo un calo degli acquisti, ma anche una sensibile diminuzione del numero di cittadini nelle vie dello shopping rispetto alla prima giornata di sconti del 2011. Mediamente l’afflusso di consumatori è stato inferiore del 35%. Bene solo gli outlet e alcuni grandi centri commerciali”. Per il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, “far partire i saldi così a ridosso delle festività, è una scelta che i cittadini non sembrano premiare, dal momento che i portafogli sono stati già svuotati dalle spese di Natale e Capodanno. Nel corso del weekend i dati su vendite e afflusso potrebbero migliorare leggermente, ma restano nere le previsioni sul lungo termine”.
Previsioni negative che sono diventate una sorta di refrain. L’Adoc, ad esempio, già all’indomani dell’avvio dei saldi in Sicilia e Basilicata (dove le vendite scontate sono partite il 2 gennaio) parlava di un forte calo degli acquisti. Le previsioni sono depressive e l’associazione stima un calo di vendite del 30% con una spesa media non superiore a 90 euro a persona. Sostiene il presidente Carlo Pileri: ” Stimiamo un calo delle vendite dei saldi pari al 30% rispetto al 2011 e una spesa in ribasso del 21%, mentre il budget non supererà i 90 euro a persona. Dopo i primi due giorni di saldi, dove la curiosità e la scelta sarà maggiore – prosegue Pileri – ci sarà un calo significativo delle vendite. Difatti per la prima volta prevediamo un calo degli acquisti negli outlet (- 6%) e nei centri commerciali (- 8%). Male anche le vendite di calzature e abbigliamento di medio-bassa qualità , con un calo netto del 25 e 35% “.
Fonte:helpconsumatori.it
Ritorna all'inizio
Manovra Monti: il Fisco premia autonomi e piccole imprese
Con la manovra finanziaria 2011 ci sono tre grosse novità in tema fiscale: alcune buone, altre cattive.
Innanzitutto c’è da registrare come la lotta all’evasione compia un’ulteriore balzo di qualità, in cui viene invertita la prospettiva delle verifiche in modo tale che saranno le movimentazioni bancarie a segnalare gli evasori al fisco.
In secondo luogo viene aumentata la tassazione annuale sui conti correnti aperti dalle società.
In terzo luogo, e a compensare questo tipo di imposizioni, vengono rivoluzionate le regole fiscali di autonomi e micro-imprese. Vediamo come.
Con il nuovo Regime premiale per favorire la trasparenza, introdotto dal d.l. 201 del 6 dicembre 2011, le società di persone in regime semplificato, le imprese individuali e i lavoratori autonomi saranno esonerati dalle scritture contabili ai fini delle imposte dirette, dovranno adottare il criterio di cassa nella determinazione dell’imponibile ai fini Irpef e verseranno l’imposta sul valore aggiunto in un’unica soluzione annuale. L’opzione, per chi decida di scegliere questo tipo di regime fiscale, sarà disponibile a partire dal periodo d’imposta 2013.
Il regione premiale sarà accessibile, secondo quanto previsto dall’art. 10 della manovra, per imprese familiari, associazioni tra artisti e professionisti e società di persone. Ci sono ovviamente alcune condizioni da soddisfare: a iniziare dall’Unico 2013 devono optare per l’impiego delle nuove regole; inviare telematicamente all’Agenzia delle entrate i corrispettivi, le fatture emesse e ricevute e i dati relativi ad acquisti e cessioni non rilevanti ai fini IVA; istituire un conto corrente dedicato; rispettare infine i limiti sull’uso del contante (massimo 1000 euro) previsti dalla normativa.
Questo tipo di regime probabilmente è in grado di portare diversi vantaggi a coloro che fanno impresa come attività personale o abbiano una micro-impresa a seguito delle semplificazioni degli adempimenti amministrativi e l’accelerazione del rimborso dei crediti fiscali. Il passaggio dal criterio di competenza a quello di cassa, poi, può costituire un notevole vantaggio in particolare per i soggetti a regime semplificato, ossia autonomi, imprese individuali e società di persone con ricavi al di sotto di una certa cifra: i ricavi e i costi, infatti, saranno imputati nel periodo d’imposta di incasso e pagamento; gli adempimenti amministrativi saranno notevolmente diminuiti; il versamento dell’Iva sarà concentrato in un’unica scadenza.
Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica)
Ritorna all'inizio
Pensioni: stop a pagamenti in contanti da Marzo. Conti correnti gratis Poste italiane
Con l’entrata in vigore della nuova Manovra Monti e il sistema di tracciabilità dei contanti, dal prossimo 7 marzio2012 non si potranno più ritirare pensioni per importi superiori ai 980 euro. Bisognerà necessariamente aprire un conto corrente su cu far confluire la propria pensione, se superiore alla somma sopra indicata. Un vero e proprio caos, soprattutto per i più anziani che forse mai hanno avuto a che fare con codici Iban e conti correnti da gestire.
Ci sarà tempo fino al 29 febbraio per aprire un conto, e se si apre in banca bisognerà poi comunicare alle Poste il numero Iban, aprendolo, invece, direttamente alle Poste tutto si svolgerà in automatico. L'Inps ha inviato circa 450 mila comunicazioni ai pensionati che percepiscono pensioni mensili di importo complessivamente superiore a mille euro, pagate in contanti, per invitarli a comunicare all'Istituto entro il mese di febbraio 2012 modalità alternative di riscossione.
L'Istituto, come si legge nella nota, non potrà effettuare pagamenti in contanti di importo superiore a mille euro a partire dal 7 marzo 2012. I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell'Istituto potranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalità di riscossione, scegliendo tra l'accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile.
La richiesta di variazione della modalità di pagamento potrà essere inoltrata attraverso il sito istituzionale da parte dei soggetti in possesso di pin o direttamente ad una Struttura Territoriale dell'Istituto. La richiesta potrà essere fatta anche presso gli uffici bancari o postali, secondo le consuete modalità. Per soddisfare poi le necessità dei più anziani non abituati ad avere a che fare con conti correnti, Poste Italiane offre ai pensionati una gamma di soluzioni semplici, sicure e a costo zero per l'accredito della pensione.
Tre le offerte di Poste Italiane: il Conto BancoPosta Più, il Libretto postale ordinario nominativo e la InpsCard. La pensione sarà accreditata il primo giorno lavorativo del mese di competenza ed il pensionato potrà prelevare gratuitamente presso tutti i 14 mila uffici postali o presso gli sportelli postali automatici Postamat.
Per il 2012 il Conto BancoPosta Più sarà gratis per tutti i pensionati Inps e Inpdap di età superiore ai 65 anni, inoltre Conto BancoPosta Più permette di effettuare prelievi gratuiti illimitatii sia negli uffici postali sia presso gli sportelli automatici Postamat, e avere gratis l'estratto conto mensile e di ottenere alti rendimenti sulla liquidità.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio
Imprese; Agevolazioni in arrivo
La "fase 2" non partirà da zero. Aritmetica a parte, il Governo Monti, alle prese con il pacchetto per lo sviluppo, potrà contare su alcuni incentivi varati nel 2011 con le manovre di aggiustamento dei conti pubblici. Il decreto legge 70 ha introdotto crediti d'imposta per la ricerca e il Mezzogiorno. Per il 2011 e il 2012, in particolare, potranno ottenere un credito d'imposta le imprese che effettuano investimenti in progetti di ricerca svolti da Università o enti pubblici. Il credito è pari al 90% della quota di investimenti che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio 2008-2010 ed è fruibile in tre quote annuali. Un credito d'imposta è concesso anche per ogni nuovo lavoratore svantaggiato assunto a tempo indeterminato in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia. E un altro bonus, se la Commissione Ue darà l'ok, spetterà alle imprese che effettuano investimenti in nuovi beni strumentali destinati a impianti localizzati in queste stesse regioni. I giovani imprenditori che avviano una nuova attività nel 2012, o che l'hanno avviata dal 2008 in poi, potranno beneficiare di un regime di favore per il periodo d'imposta iniziale e per i quattro successivi, o anche oltre il quinto esercizio, ma comunque fino al compimento dei 35 annidi età. Il reddito sarà soggetto a imposta sostitutiva del 5 per cento. La nuova attività non deve essere la mera prosecuzione di un'altra attività svolta come dipendente (condizione che non opera per chi è in mobilità o ha perso il lavoro per cause indipendenti dalla propria volontà). Dal punto di vista contabile, inoltre, il Dl 98/2011 ha dato la possibilità alle società di affrancare i maggiori valori delle partecipazioni di controllo che nel bilancio consolidato sono allocati a titolo di avviamento, marchi o altre attività immateriali, per operazioni effettuate nel 2011, ma anche negli anni precedenti.
L'affrancamento si effettua versando un'imposta sostitutiva del 16% sui maggiori valori, in tre rate, la prima entro il 16 giugno 2013 la seconda entro il 16 giugno 2014 e la terza entro il 30 novembre 2014. Le società di capitali, inoltre, potranno riportare le perdite pregresse anche oltre il quinto esercizio successivo a quello di formazione, ma nel limite dell'80% del reddito di ciascun periodo di imposta. Con l'ultima manovra (Dl 201) è stata inserita la cosiddetta Ace. Dell'incentivo alla ricapitalizzazione si potrà usufruire con il versamento Ires (o Irpef) del 16 giugno 2012. Spetterà una deduzione pari al 3% dell'incremento di patrimonio effettuato nel 2011 a seguito della destinazione dell'utile a riserva disponibile (al netto di eventuali successive distribuzioni o rimborsi) e/o di aumenti di capitale e versamenti in conto capitale dei soci. Dall'esercizio 2012, poi, l'Irap pagata sul costo del lavoro (al netto degli sconti per cuneo fiscale), diviene interamente deducibile dal reddito di impresa ai fini Ires. Resta ferma l'ulteriore deduzione forfettaria del 10% dell'Irap per compensare l'indeducibilità degli oneri finanziari. Per le donne e per i giovani under 35, assunti con contratto a tempo indeterminato, la base imponibile Irap si riduce di ulteriori 6.000 euro annui rispetto a oggi. Infine, le imposte anticipate sulle svalutazioni dei crediti non dedotte dalle banche e quelle relative all'avviamento deducibile in più periodi di imposta sono trasformate in crediti di imposta qualora il bilancio individuale evidenzi una perdita.
Fonte: Il Sole 24 Ore
Ritorna all'inizio
Scattano addizionali regionali, benzina record a 1,74 euro/litro
Prezzi record per la benzina, sulla quale da oggi si abbatte l’effetto delle addizionali regionali che scattano nel Lazio, in Liguria, in Toscana, nelle Marche e in Umbria. La verde ormai sfiora 1,74 euro al litro e in alcune aree del Paese raggiunge punte di quasi 1,8 euro al litro.Questa mattina sono infatti scattate le addizionali regionali sulla benzina che, calcolando il peso di ciascuna regione sui consumi nazionali, fanno aumentare la media dei prezzi nazionali di circa un centesimo al litro. Sono cinque le Regioni interessate dai rincari: il Lazio (con un aumento pari a 3,12 centesimi al litro Iva inclusa), la Liguria (2,93 centesimi), le Marche (6,75), la Toscana (6,05) e l’Umbria (4,84).
È quanto rileva il monitoraggio di Staffetta Quotidiana. Il risultato è che nelle Marche i prezzi medi della verde superano questa mattina quota 1,8 euro/litro, mentre punte massime sopra 1,8 si registrano anche in Liguria e in Toscana. Nel Lazio la media dei prezzi si attesta a 1,758 euro/litro, con massime a 1,776. Il ciclone delle addizionali si abbatte su regioni che rappresentano circa un quarto dei consumi nazionali di benzina; l’impatto sulle medie nazionali è pari a un rialzo complessivo di un centesimo al litro, con il risultato che la verde ha raggiunto il nuovo livello record di 1,738 euro/litro, con punte appunto di quasi 1,8 euro/litro nelle aree dove l’effetto delle addizionali è più forte. La media ponderata nazionale dei prezzi in modalità servito sale così di un centesimo al litro a 1,727 euro/litro, quella del gasolio è ferma a 1,697 euro/litro.
La continua corsa al rialzo dei carburanti, che ha avuto un’impennata con l’aumento delle accise di 10 centesimi di inizio dicembre, preoccupa non poco i Consumatori. A fine dicembre, Federconsumatori e Adusbef stimavano che in un anno il pieno è arrivato a costare 15 euro in più, pari a 360 euro l’anno in più (con una media di due pieni al mese) cui si aggiungono ricadute indirette pari ad altri 290 euro annui.
Sempre a fine dicembre, le associazioni aderenti a Casper (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori) hanno deciso di indire due giorni di “sciopero della benzina” per protestare contro i rincari dei carburanti. “Il 5 e il 6 gennaio prossimi i cittadini italiani sono invitati ad astenersi dal fare rifornimento di benzina e gasolio, come forma di protesta contro i continui aumenti delle accise decisi dagli ultimi due governi, e contro le speculazioni sui prezzi alla pompa che mantengono alti i listini nonostante il calo del petrolio”, ha annunciato Casper-Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, per il quale la stangata sul pieno sfiora già (e nel computo mancano i rincari odierni delle addizionali) i 200 euro ad automobilista, e può portare un effetto negativo sui prezzi al dettaglio dei beni trasportati su gomma fino a più 0,3% sul tasso di inflazione.
Scattano addizionali regionali, benzina record a 1,74 euro/litro
Prezzi record per la benzina, sulla quale da oggi si abbatte l’effetto delle addizionali regionali che scattano nel Lazio, in Liguria, in Toscana, nelle Marche e in Umbria. La verde ormai sfiora 1,74 euro al litro e in alcune aree del Paese raggiunge punte di quasi 1,8 euro al litro.Questa mattina sono infatti scattate le addizionali regionali sulla benzina che, calcolando il peso di ciascuna regione sui consumi nazionali, fanno aumentare la media dei prezzi nazionali di circa un centesimo al litro. Sono cinque le Regioni interessate dai rincari: il Lazio (con un aumento pari a 3,12 centesimi al litro Iva inclusa), la Liguria (2,93 centesimi), le Marche (6,75), la Toscana (6,05) e l’Umbria (4,84).
È quanto rileva il monitoraggio di Staffetta Quotidiana. Il risultato è che nelle Marche i prezzi medi della verde superano questa mattina quota 1,8 euro/litro, mentre punte massime sopra 1,8 si registrano anche in Liguria e in Toscana. Nel Lazio la media dei prezzi si attesta a 1,758 euro/litro, con massime a 1,776. Il ciclone delle addizionali si abbatte su regioni che rappresentano circa un quarto dei consumi nazionali di benzina; l’impatto sulle medie nazionali è pari a un rialzo complessivo di un centesimo al litro, con il risultato che la verde ha raggiunto il nuovo livello record di 1,738 euro/litro, con punte appunto di quasi 1,8 euro/litro nelle aree dove l’effetto delle addizionali è più forte. La media ponderata nazionale dei prezzi in modalità servito sale così di un centesimo al litro a 1,727 euro/litro, quella del gasolio è ferma a 1,697 euro/litro.
La continua corsa al rialzo dei carburanti, che ha avuto un’impennata con l’aumento delle accise di 10 centesimi di inizio dicembre, preoccupa non poco i Consumatori. A fine dicembre, Federconsumatori e Adusbef stimavano che in un anno il pieno è arrivato a costare 15 euro in più, pari a 360 euro l’anno in più (con una media di due pieni al mese) cui si aggiungono ricadute indirette pari ad altri 290 euro annui.
Sempre a fine dicembre, le associazioni aderenti a Casper (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori) hanno deciso di indire due giorni di “sciopero della benzina” per protestare contro i rincari dei carburanti. “Il 5 e il 6 gennaio prossimi i cittadini italiani sono invitati ad astenersi dal fare rifornimento di benzina e gasolio, come forma di protesta contro i continui aumenti delle accise decisi dagli ultimi due governi, e contro le speculazioni sui prezzi alla pompa che mantengono alti i listini nonostante il calo del petrolio”, ha annunciato Casper-Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, per il quale la stangata sul pieno sfiora già (e nel computo mancano i rincari odierni delle addizionali) i 200 euro ad automobilista, e può portare un effetto negativo sui prezzi al dettaglio dei beni trasportati su gomma fino a più 0,3% sul tasso di inflazione.
Fonte:helpconsumatori.it
Ritorna all'inizio
Ex minimi e regime supersemplificato: le regole fissate dall’Agenzia delle Entrate
Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2011 fissa le regole del regime supersemplificato degli “ex minimi”
I contribuenti “ex minimi”, cioè le persone fisiche che esercitano attività d’impresa (compresa quella agricola) o di lavoro autonomo e che, pur avendo i vecchi requisiti per accedere al regime dei contribuenti minimi previsti dall’art. 1, commi 96-99, della Legge n. 244/2007, non possono accedervi a seguito delle nuove regole di accesso stabilite dall’art. 27 del D.L. n. 98/2011, possono usufruire del regime contabile supersemplificato previsto ai commi 3 e seguenti del medesimo art. 27. In particolare, essi devono versare l’Iva annualmente e sono esclusi dall’Irap, mentre restano gli obblighi di emissione della fattura, di certificazione dei corrispettivi e di presentazione dell’elenco clienti e fornitori (operazioni rilevati ai fini Iva di importo superiore a € 3.000, comunicazione delle operazioni con i Paesi black list, ecc.). E’ quanto previsto dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 185825/2011 del 22.12.2011.
Fonte: Il Sole 24 Ore
Ritorna all'inizio
10 anni di euro, Adoc: italiani penalizzati da redditi bassi
Uno studio comparato dell’Adoc sul costo della vita in diversi paesi europei mette in evidenza che gli italiani sono penalizzati rispetto agli altri cittadini europei: la differenza la fanno il reddito medio più basso e il conseguente impatto del costo della vita. A dieci anni dall’introduzione dell’euro, il reddito medio degli italiani risulta superiore solo a quello degli abitanti della Repubblica Ceca e inferiore a quello di altri grandi paesi europei come Germania, Inghilterra, Francia, Spagna, e più basso anche rispetto alla media europea. I prezzi di prodotti e servizi costano in media come negli altri Paesi europei, in certi casi anche di più. Spiega l’Adoc: “Il 1° gennaio 2002 la lira passava la mano all’euro, dopo 10 anni ci troviamo con i redditi tra i più bassi d’Europa e con i prezzi soprattutto dei servizi tra i più alti”.
L’associazione ha analizzato i dati di sette paesi Europei, e il risultato è definito “poco confortante”. Sono stati esaminati i dati sul costo della vita in Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Svezia e Repubblica Ceca. Il reddito medio mensile, in Italia, è di 1.410 euro (netti) che diventano quindi 47 euro al giorno; i tedeschi hanno il reddito più alto, con 2.580 euro mensili, pari ad 86 euro giornalieri, mentre quello più basso si registra in Repubblica Ceca, con 810 euro al mese e 27 al giorno. Mentre un italiano spende in media ogni giorno 37,40 euro, un tedesco ne spende 35,10 e un ceco 25,40. Certo in Inghilterra, Francia e Svezia si spende di più, rispettivamente 45,65 euro, 41 euro e 39,40, ma gli inglesi, i francesi e gli svedesi guadagnano molto di più (2.570 euro in Inghilterra, 2.180 in Francia e 1.930 in Svezia). Il dato italiano è inferiore anche alla media europea, pari a un reddito di 1.904 euro netti mensili e a un reddito medio giornaliero di circa 63 euro.
Ogni giorno, spiega l’Adoc, gli italiani spendono in media circa 37 euro (escluse multe, affitto o mutuo) pari al 79,5% del proprio reddito quotidiano, al netto delle tasse. “Calcolando le spese per la colazione (circa 2 euro), il pranzo fuori casa (oltre 11 euro), la cena a casa (11,60 euro), il trasporto privato (5,40 euro) o quello pubblico (2 euro), il cellulare (1,50 euro per 10 minuti di chiamate), le spese per la casa (in media 5 euro), la Tv pubblica (0,30 euro) o il cinema (7,50 euro), una giornata tipo in Italia costa l’1,6% in più rispetto alla media europea e ha il maggiore impatto sul reddito che in altri Paesi”.
La giornata tipo, che pesa per quasi l’80% sul reddito degli italiani, ha invece un impatto minore sul resto dei paesi europei e in particolare sui redditi dei tedeschi (40,70%), sui redditi degli inglesi (53%), sui redditi dei francesi (56,13%) e degli svedesi (61,57%). Escludendo la Repubblica Ceca, dove la spesa giornaliera incide per il 94%, l’Italia è il paese dove la spesa quotidiana pesa di più sul reddito: la media europea è del 62,90%. Spiega il presidente Adoc Carlo Pileri: “Il carovita sta paralizzando i consumatori italiani”.
“Una differenza importante sul costo della vita deriva dalla scelta di utilizzare l’auto o i mezzi pubblici per andare al lavoro. Scegliendo l’auto si spendono quasi 5 euro in più al giorno, ossia 150 euro in più al mese – aggiunge Pileri – Se poi ci si volesse concedere un relax dopocena, come il cinema, l’impatto sul reddito sale, sfiorando il 93%. In Italia solo i costi della colazione, del canone, del trasporto pubblico di linea, del cinema e delle chiamate da rete mobile sono inferiori alla media europea, al contrario delle utenze domestiche (luce, acqua, gas e rifiuti), del trasporto privato, della ristorazione e della spesa alimentare. Non a caso questi ultimi sono i settori, peraltro relativi a beni primari e indispensabili, dove negli ultimi anni si sono registrati i maggiori rincari. Sommando i rincari alla stagnazione e all’inadeguatezza degli stipendi, la beffa è evidente e il quadro è completo. Per i cittadini italiani la crisi si sente molto di più che negli altri Paesi europei”.
Fonte:helpconsumatori.it(BG)
Ritorna all'inizio
Deduzioni Irap; Un bonus compensabile per l'impresa in perdita
Anche alle imprese in perdita sarà consentito computare nella determinazione del proprio risultato la quota di Irap riferita alle spese del personale che non è stato possibile dedurre ai fino del tributo regionale. La deduzione in questione viene infatti collocata fra le imposte deducibili per cassa dell'articolo 99, comma 1 del Tuir. Ciò significa che questa deduzione potrà consentire di incrementare la perdita fiscale di un'impresa che già dichiara un risultato imponibile negativo. Poiché molte sono state le novità che, nell'ultimo periodo, hanno interessato le imprese in perdita fiscale e la disciplina del riporto delle perdite nel mondo Ires, questa nuova deduzione Irap si presta ad alcune riflessioni riguardo al caso del contribuente in perdita. In primo luogo, nel caso di contribuenti soggetti Ires, la nuova deduzione Irap sul costo del lavoro incrementerà la perdita fiscale a partire dal 2012, primo anno di applicazione dell'agevolazione; alla luce del nuovo regime in vigore per effetto del Dl 98/2011, la perdita sarà riportabile senza limiti di tempo ed utilizzabile nella misura massima dell'80% dell'imponibile di periodo.
L'incremento della perdita fiscale determinato da questa deduzione Irap potrà poi riflettersi indirettamente anche sulla disposizione che, introdotta dall'articolo 9 del Dl 201/2011, e inserita nel nuovo comma 56-bis, dell'articolo 2 del Dl 225/2010, consente ora anche alle imprese in perdita fiscale di trasformare le imposte anticipate iscritte in bilancio in veri e propri crediti d'imposta compensabili, cedibili ed ora anche rimborsabili; naturalmente, sempre in presenza di deduzioni extracontabili per avviamenti o altre attività immateriali. Ancora nell'ambito Ires, un particolare beneficio da questa deduzione potrà essere tratto dai soggetti che aderiscono ai regimi del consolidato fiscale o della trasparenza; infatti, la maggiore perdita fiscale prodotta dalla consolidata o dalla società trasparente grazie alla deduzione Irap, potrà trovare immediata compensazione - senza il limite dell'80%, in quanto riferita allo stesso anno - con gli imponibili del gruppo (nel caso del consolidato) o dei soci (nel caso della trasparenza), e quindi ricevere una immediata monetizzazione.
Non potranno trarre alcun beneficio da questa deduzione le società che, anche alla luce della rinnovata disciplina, si qualificheranno nel 2012 come società di comodo; infatti, dovendo dichiarare un imponibile fiscale minimo, questi soggetti non trarranno utilità dalla deduzione Irap. Anzi, per i soggetti che si trovano ad avere già due esercizi consecutivi in perdita, l'applicazione di questa deduzione nel terzo anno potrebbe condurli a dichiarare un reddito imponibile di periodo inferiore al minimo previsto dalla disciplina delle società di comodo, o addirittura a dichiarare una perdita fiscale; in questi casi, potrebbe eventualmente valutarsi per la società l'effettiva convenienza ad usufruire di questa agevolazione, sempre che non ricorrano altre situazioni che consentono di escludere l'applicazione della disciplina di comodo. Infine, per le società di persone o enti assimilati, e le imprese individuali, che dichiarano perdite fiscali di periodo, l'ulteriore deduzione Irap consente di incrementare la perdita eventualmente dichiarata, il cui utilizzo in compensazione è consentito, come confermato anche dalla circolare 53/E/2011, senza scontare alcuno dei limiti introdotti dalla manovra di luglio (Dl 98/2011, convertito dalla legge 111/2011).
Il regime. Trasparenza, il beneficio premia i soci. La deduzione dell'Irap sul costo del lavoro sarà fruita anche dalle società che adottano il regime di trasparenza (sia di persone che di capitale). Per questo specifico aspetto occorre far riferimento alla circolare 16/E/2009. Il documento di prassi aveva esaminato il problema con la precedente deduzione del 10% affermando che, una volta calcolato l'importo, la deduzione genera una variazione diminutiva che riduce l'imponibile attribuito ai soci. Stessa procedura per la deduzione dell'Irap relativa al costo del lavoro, il cui beneficio sarà materialmente fruito dai soci. Anche per quanto riguarda il consolidato domestico sarà possibile fruire della deduzione dell'Irap. In questa circostanza la deduzione verrà calcolata da ciascuna società aderente al consolidato, inviando alla fiscal unit un reddito già ridotto dalla variazione diminutiva per l'Irap relativa al costo del lavoro.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e tributi
Ritorna all'inizio
Richiedi il tuo finanziamento
Parla con i nostri consulenti
Visita MONDOAFFARE.NET. Il portale di annunci economici gratuiti
Finanziamo i tuoi sogni
Menu di sezione: