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News e Fax > Archivio 2011 > Marzo 2011
Elenco news :
Pensioni 2011: date finestre, slittamento, requisiti e nuove regole
Scheda carburante: detraibilità e deducibilità per le imprese
Sono tornati i Buoni Vacanze con il contributo dello Stato
Caro prezzi, per le famiglie italiane rischio di stangata da 857 euro. Peggio al Nord
INAIL; arrivo due nuovi bandi per la sicurezza
Bce, tassi invariati. Migliorano le stime di crescita mentre cresce il rischio inflazione
Cedolare secca affitti valida da quest'anno 2011: date, aliquote tasse e regole
Tassa concessione governativa, Adoc: scaricati oltre 30 mila moduli richiesta rimborso
Al via il cinque per mille 2011. Iscrizioni on line dal 15 marzo
Dichiarazione dei redditi: IRPEF 2011, aliquote e scaglioni
Burocrazia; Meno oneri per le imprese
Cassazione: esce prima dal lavoro falsificando il foglio presenze? Non rischia il licenziamento
Fotovoltaico; Definite le regole dei nuovi incentivi
Consumatori,verso stangata su mutui fino a 624 euro anno
Contratto settore terziario 2011: le novità tra cui malattia e stipendi
Unico Società di Persone 2011: online modello e istruzioni
INPS: riconoscimento dei periodi di maternità al di fuori del rapporto di lavoro e cumulo dei periodi assicurativi esteri
Dilazioni ruoli; Milleproroghe concede l'extra timee
iPad 2 a confronto con il primo iPad: caratteristiche, dimensioni, prezzi
Fisco; On line i codici per l'addizionale comunale
Assicurazioni: stop della Corte di giustizia Ue alle discriminazioni fra uomo e donna
Modello dati 730-4 via web ai sostituti d’imposta per i conguagli IRPEF
Credito Agevolato; A marzo nuovo aumento dei tassi
Istat: a febbraio inflazione record al 2,4%. Volano pane, frutta e carburanti
Agroalimentare; Fondo di 122 mln per le Pmi in crisi
Cassazione: parcheggi selvaggi? Scattano le manette se si impedisce l'uscita di altre auto. E' violenza privata
Scadenze fiscali Marzo 2011: dichiarazioni redditi e aziende
Contributi INPS: posizione previdenziale ed estratto conto contributivo
Dahlia TV interrompe trasmissioni, Adoc: al via le richieste di rimborso
Incentivi a chi avvia un'attività
Pensioni 2011: date finestre, slittamento, requisiti e nuove regole
Cambia il sistema pensionistico italiano: dal primo gennaio 2011 sparite le finestre fisse, entreranno in vigore le finestre mobili che saranno calcolate sulla base dei requisiti delle singole persone, mentre restano valide le vecchie finestre per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2010.
Slittano anche i termini della pensione: ciò significa che chi avrà i requisiti di età e di contribuzione a partire dal primo gennaio 2011, disporrà di una finestra unica e personalizzata dopo 12 mesi dalla maturazione se lavoratore dipendente, pubblico o privato, e dopo 18 mesi se lavoratore autonomo o parasubordinato.
Da quest'anno sale poi la cosiddetta quota necessaria per lasciare il lavoro. La quota è la somma di anni d'età e di contributi. Dal 2011 passa da 95 a 96 per i lavoratori dipendenti e da 96 a 97 per gli autonomi, con un'età minima rispettivamente di 60 e 61 anni e significa che un dipendente può andare in pensione a 60 anni con 36 anni di contributi o a 61 con 35 di contributi, mentre un autonomo a 61+36 o a 62+37.
Maturati i requisiti, per effetto della finestra mobile, bisognerà aspettare 12 mesi prima di poter accedere alla pensione e 18 per gli autonomi. Escluse da queste novità le lavoratrici soggette alla sperimentazione prevista (2008-2015), che hanno 35 anni di contributi e 57 anni di età se dipendenti e 58 anni se autonome che adottano il metodo di calcolo contributivo; e le lavoratrici dipendenti del pubblico impiego, per le quali già nel 2010 l’età minima è stata portata a 61 anni.
Dal 2012 le donne lavoratrici dipendenti andranno in pensione a 65 anni. Da quest'anno, inoltre, sarà disponibile una lista dei mestieri usuranti, che permetterà a molti lavoratori di andare in pensione con tre anni di sconto sulle normative vigenti.
Dal primo gennaio, inoltre, le pensioni minime aumentano di sette euro arrivando a 460,97 euro. Stesso discorso per l’assegno e la pensione sociale. Per avere la pensione sarà obbligatorio cessare il rapporto di lavoro. per i dipendenti. Cosa che non vale per gli autonomi, che possono continuare a lavorare anche con una pensione.
Fonte:businessonline.it (Marrcello Tansini)
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Scheda carburante: detraibilità e deducibilità per le imprese
Il D.P.R. n. 444 del 10 novembre 1997 ha introdotto da 1998 un nuovo regolamento per le annotazioni da apporre sulle schede di acquisto di carburanti per autotrazione, con l’obiettivo di una semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti.
La scheda carburante sostituisce la fattura e costituisce l’unico strumento valido per documentare l’acquisto di carburanti ai fini della deduzione del costo e della detrazione Iva nei casi in cui la norma non prevede l’indetraibilità dell’imposta.
La scheda carburante deve essere istituita soltanto per i veicoli a motore utilizzati nell’esercizio dell’attività d’impresa o professionale intestati alla società o al titolare della ditta e può mensile o trimestrale.
Va utilizzata per acquistare qualunque tipo di carburante allo scopo (benzina, miscele di carburanti e lubrificanti, gasolio, GPL, gas metano e così via) direttamente presso gli impianti stradali o autostradali di distribuzione (pompe di benzina, ecc.). Di contro, è esplicitamente vietato ai gestori degli impianti di distribuzione di emettere fattura in caso di cessione di carburante.
Nel caso di Iva indetraibile non è necessario provvedere alla registrazione nel registro degli acquisti ma è sufficiente una registrazione in contabilità generale indispensabile ai fini delle imposte sul reddito.
In merito alla deducibilità dei costi registrati nelle schede carburante si è espressa con la sentenza n. 3947 del 18 febbraio 2011 la Corte di Cassazione: risultano deducibili dall’azienda i costi registrati in schede carburante nelle quali siano compilati tutti i dati identificativi dell’automezzo, il numero dei chilometri percorsi a fine mese e quelli finali rilevabili dal contachilometri.
La disciplina sull’utilizzo della scheda carburante pone importanti limitazioni poiché tende a escludere i carburanti per autotrazione che non vengono immessi direttamente nel veicolo, in quanto il gestore dell’impianto non può controllare la destinazione effettiva del carburante. Non solo, tendono a restare fuori anche i prodotti diversi dai carburanti, quali: olio per freni, lubrificanti o qualunque tipo di carburante destinato ad uso diverso dell’autotrazione - ad esempio carburante per carrelli, per elevatori o tagliaerba - che non possono circolare su strada.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Sono tornati i Buoni Vacanze con il contributo dello Stato
I Buoni Vacanza, sono buoni acquistabili con uno sconto percentuale rappresentato dal contributo statale che varia dal 20% al 45 % a seconda della fascia di reddito ISEE di appartenenza.
I buoni vacanza sono stati pensati per stimolare lo sviluppo del settore turistico ed accordare maggiore tutela a consumatori ed operatori del settore.
A tal fine in data 7 ottobre 2010 è stato approvato dal Consiglio dei ministri il “Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo”, contenente uno schema di decreto legislativo che riordina e semplifica la normativa statale in materia, in attuazione della delega prevista dall’articolo 14 della legge n. 246 del 2005, proposto dai Ministri del turismo, dello sviluppo economico, per la semplificazione e per le politiche europee.
Viene così, tra l’altro, riordinata la normativa in tema di turismo sociale, adeguando la disciplina in materia di Buoni Vacanza e definendo le modalità di impiego delle risorse di cui all’art. 10 della legge 29 marzo 2001, n. 135 da destinare ad interventi di solidarietà in favore delle fasce sociali più deboli.
Ciò nell’ottica di sollecitare la crescita competitiva dell’offerta turistica nazionale e valorizzare le aree sottoutilizzate del Paese, da un lato, e di garantire il diritto alla vacanza anche alle famiglie numerose a basso reddito, attraverso l’implementazione di strategie per la destagionalizzazione dei flussi turistici, dall’altro.
Cosa sono i Buoni Vacanza?
I Buoni Vacanza sono emessi dalla Associazione “Buoni Vacanza Italia” (BVI) in base ad una convenzione con il Dipartimento del turismo siglata il 3 luglio 2010, sono nominativi e del valore di 20 Euro cadauno.
Sono acquistabili in blocchetti, per un importo a scelta, su cui si applica lo sconto percentuale rappresentato dal contributo statale. Tali percentuali variano dal 20% al 45 % a seconda della fascia di reddito ISEE di appartenenza, fino ad un importo massimo del contributo pari a 558,00 Euro a fronte di un controvalore massimo di 1.240,00 Euro dei Buoni per famiglie a bassissimo reddito (da 0 a 25.000 Euro ISEE) con 4 o più componenti.
Quanto al periodo di validità, i Buoni emessi sono utilizzabili entro la data di scadenza indicata sul titolo stesso. La scadenza fissata per l’utilizzo dei buoni in emissione è il 3 luglio 2011.
I Buoni non utilizzati alla scadenza sono rimborsabili entro e non oltre 60 giorni dalla scadenza stessa.
I Buoni sono fruibili dal 6 gennaio fino alla prima settimana di luglio e dalla prima settimana di settembre fino al 20 dicembre. Restano quindi esclusi i periodi di alta stagione.
Come e quando richiederli?
Aventi diritto a tali agevolazioni sono i nuclei familiari composti da cittadini italiani e dell’Unione Europea, regolarmente residenti in Italia, nonché gli extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, che alla data di richiesta rientrino, con riferimento all’ ISEE in corso di validità nell’anno corrente, nelle previsioni socio-economiche previste dalla tabella allegata al decreto 9 luglio 2010 (in G.U. n. 178 del 2 agosto 2010)
La richiesta avviene attraverso una procedura on line sul sito www.buonivacanze.it caratterizzata da tre fasi:
1. compilazione del modulo anagrafico;
2. autocertificazione delle condizioni anagrafiche e reddituali ai fini del calcolo del contributo statale percentuale;
3. rilascio in automatico di un codice di prenotazione.
La documentazione così ottenuta andrà poi presentata entro e non oltre 10 giorni dalla richiesta on line, a pena di decadenza, presso qualunque sportello bancario del gruppo Intesa San Paolo, cui effettuare il versamento relativo all’importo residuo a carico del richiedente.
A questo punto, il beneficiario riceverà il Buono a mezzo raccomandata1 di Poste Italiane all’indirizzo indicato, in un tempo variabile tra un minimo di 20 giorni dal pagamento ad un massimo di 30 giorni.
L’emissione dei Buoni è soggetta ad esaurimento dei fondi, al verificarsi del quale il sistema non accetterà più prenotazioni.
I Buoni sono utilizzabili, previa prenotazione direttamente presso l’operatore prescelto, nelle strutture convenzionate e aderenti all’iniziativa, la cui elencazione è pubblicata sul sito ufficiale, ubicate su tutto il territorio nazionale e variegate quanto alla tipologia di pacchetti turistici e servizi fruibili (turismo del mare, della montagna, termale..).
La contrattazione avente ad oggetto i servizi turistici avviene direttamente tra il titolare e l’operatore prescelto, con il quale pertanto andranno concordate le condizioni finali offerte. I Buoni non possono essere utilizzati all’interno del Comune di residenza né al di fuori del territorio dello Stato italiano, non danno diritto a prestazioni in denaro o differenti da quella turistica, non possono essere utilizzati che dal titolare e dai componenti della sua famiglia. E’consentita la spesa frazionata degli stessi, a fronte dell’emissione di regolare fattura o ricevuta fiscale al momento del pagamento.
Riferimenti normativi:
Legge 29 marzo 2001 n.135, Riforma della legislazione nazionale del turismo, in G.U. 20 aprile 2001, n. 92
Legge 24 dicembre n. 244, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) , in G.U. 28 dicembre 2007, n. 300, S.O.
DPCM 21 ottobre 2008, Modalità di erogazione dei “Buoni Vacanze”
Decreto 9 luglio 2010 e Tabella allegata al decreto, in G.U. 2 agosto 2010, n. 178
Decreto 7 ottobre 2010, Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo
Fonte:fiscoetasse.com (Francesca Mollo)
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Caro prezzi, per le famiglie italiane rischio di stangata da 857 euro. Peggio al Nord
Il caro vita rischia di alleggerire i portafogli delle famiglie italiane. Le spesa che le famiglie devono affrontare annualmente infatti potrebbe aumentare di 857 euro. Un dato medio che vede la possibilita' di picchi piu' elevati al Nord, con un esborso di 898 euro, il 2,95% in piu'. Piu' contenuti, invece, i possibili aumenti al Centro,+897,9 euro pari a+ 2,94% e quelli attesi al Sud , +634,8 euro con una variazione del +2,76%. E' la Cgia di Mestre a fotografare l'effetto domino che potrebbe innescarsi dall'aumento di prezzi registrato negli ultimi mesi, sempre che le famiglie italiane non modifichino i comportamenti di stessa tenuti fino a febbraio scorso. "E' indispensabile che il Governo metta in campo una seria riforma che alleggerisca il carico fiscale sulle famiglie e sul lavoro. Il decreto sul federalismo municipale e' un primo passo importante ma, alla luce della congiuntura in atto, potrebbe non essere sufficiente ad imprimere quella svolta che la situazione richiede'', commenta il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi. Le piu' colpite dagli aumenti rischiano di essere le famiglie dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti): nell'ultimo anno la variazione potrebbe attestarsi al +2,94%; in termini assoluti pari a +1.017, 7 euro. I nuclei con a capo un imprenditore od un libero professionista, invece, potrebbero vedersi aumentare la spesa familiare di 1.289,6 euro (pari al +2,91%). Non dovrebbe andare molto meglio alle famiglie dei dirigenti e degli impiegati: l'aumento della spesa potrebbe toccare i 1.098,6 euro (+2,89%). Anche la situazione delle famiglie degli operai non pare destinata a migliorare, anzi. La crescita della spesa potrebbe essere pari a 862,6 euro (+2,88%). Pesante anche la situazione delle famiglie dei pensionati o di quelle con la persona di riferimento in cerca di lavoro: per i primi l'aumento di spesa dovrebbe essere pari a 739,7 euro (+2,83%), per i secondi di 638,5 euro (+2,82%). Se si guarda al numero di componenti del nucleo familiare, invece , gli aumenti piu' decisi potrebbero essere a carico dei i giovani single: +2,92% (pari a +643,7 euro); male anche le coppie con 1 figlio o 2 figli (+2,90% per entrambi, in termini assoluti, invece, gli aumenti potrebbero essere rispettivamente +1.053,5 euro e +1.091,5 euro), mentre per gli anziani soli, la variazione dovrebbe essere pari al +2,90% (+ 481 euro). D'altra parte, come sottolinea ancora Bortolussi, "combustibili, energia e trasporti risentono della forte impennata dei prezzi registrati in questi ultimi mesi dai prodotti petroliferi". "L'aumento annuo di queste tre voci, in termini percentuali e in base ai comportamenti di spesa delle famiglie italiane, potrebbe essere superiore al 5% che andra' a sommarsi alla variazione che registreranno le spese per la manutenzione della casa: l'aumento potrebbe essere del +3,4%.", aggiunge ricordando che circa il 60% della spesa annua stimata sara' determinato dalle spese per la casa, l'energia ed i trasporti.
Fonte:adnkronos.com
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INAIL; arrivo due nuovi bandi per la sicurezza
L’operazione «click day» raddoppia. Quest'anno l'Inail assegnerà altri incentivi alle aziende che «investono» in sicurezza.
La procedura di spartizione e assegnazione delle risorse - confermano dall'Inail - sarà ancora una volta telematica. Come dire: se il meccanismo ha manifestato dei limiti tecnici, conviene fare il possibile per renderlo efficiente, più che riporlo una volta per tutte nel cassetto. «Nel 2011 - afferma Flaminio Galli, direttore centrale Prevenzione dell'Inail - ripartiremo altri 180 milioni, suddivisi in due tranche. Nel 2012 poi saranno a disposizione 225 milioni, 380 nel 2013».
Dopo il primo atto, dunque, che è andato in scena il 12 gennaio - in quell'occasione sono stati assegnati 60 milioni suddivisi in budget regionali - e che ha visto la piattaforma telematica dell'ente andare in black-out per sette minuti, si va avanti.
Si è già tenuto, il 21 gennaio, un incontro tra l'Inail e i rappresentanti di tutte le parti sociali, in occasione del quale è emersa la volontà di andare avanti con questo metodo, migliorandolo.Intanto l'Inail ha messo in piedi una cabina di regia, presieduta dal numero uno dell'ente Marco Fabio Sartori, con la funzione di fare il punto sulle criticità che si sono manifestate in occasione del primo click day e proporre soluzioni che possono migliorare il sistema di assegnazione dei fondi.
Il portale dell'Inail può gestire circa 25mila sessioni di lavoro simultanee: già prima dell'apertura dei cancelli informatici, alle 14 del 12 gennaio, oltre 20mila utenti stavano aggiornando le pagine in cui si sarebbe visualizzato il "bottone" di invio della domanda di finanziamento.
«Un'ipotesi - spiega Claudia Galli, direttore informatica dell'ente - potrebbe essere quella di interrompere l'accesso quando il flusso delle richieste raggiunge livelli consistenti, per poi riattivare la procedura una volta "smaltito l'ingorgo". Si potrebbe anche dividere il momento della "prenotazione" della domanda da quello di invio o, ancora, prevedere l'apertura di finestre per area geografica o comparto. Abbiamo analizzato ciò che è accaduto. Adottando le soluzioni opportune sia a livello tecnico sia organizzativo potremo scongiurare disguidi. Ora il risultato deve essere assolutamente positivo».
Nei prossimi giorni, non oltre la prima quindicina di marzo, verrà convocato un nuovo tavolo con le parti sociali, in cui saranno presentate alcune proposte per migliorare il sistema. Si chiariranno poi i tempi di pubblicazione del nuovo bando. In quell'occasione - e questa è un'ipotesi - si potranno ritoccare le percentuali di finanziamento a fondo perduto (a oggi l'incentivo è costituito da un contributo in conto capitale dal 50% al 75% dei costi del progetto), oltre a ragionare su nuove soluzioni tecnologiche.
La pubblicazione del nuovo bando di 90 milioni dovrebbe avvenire dopo l'approvazione del bilancio dell'Inail, presumibilmente a maggio. L'altro dovrebbe essere pubblicato a ottobre/novembre: saranno a disposizione delle aziende altri 90 milioni.
Fonte: Il Sole 24 ore - Economia e Imprese
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Bce, tassi invariati. Migliorano le stime di crescita mentre cresce il rischio inflazione
Il pil nella zona euro dovrebbe crescere tra l'1,3 e il 2,1% nel 2011 e tra 0,8 e 2,8% nel 2012. Ad annunciarlo è il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, al termine del Consiglio direttivo, sottolineando che le stime di marzo sono ''migliori'' rispetto a quelle precedenti. I dati, ha sottolineato Trichet, ''continuano a confermare una dinamica positiva dell'attività economica all'inizio del 2011''. Le esportazioni della zona euro dovrebbero ''beneficiare della ripresa dell'economia a livello mondiale'' e dovrebbe migliorare anche la domanda interna. La ripresa economica, nell'area dell'euro, tuttavia, ''potrebbe essere frenata dalle politiche di aggiustamento dei bilanci''. La Bce rialza poi le stime dell'inflazione nella zona euro. A livello tendenziale l'inflazione dovrebbe essere compresa tra 2 e 2,6% nel 2011 e fra 1 e 2,4% nel 2012. ''E' necessario una forte vigilanza per contenere il rischio di rialzo dei prezzi. Il Consiglio direttivo è pronto ad agire in modo rapido e risoluto'', ha commentato Trichet. Nella riunione di oggi, il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di lasciare invariato all'1% il tasso di riferimento. Restano invariati anche il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento all'1,75% e quello sui depositi allo 0,25%. ''Un aumento dei tassi è possibile nel corso della prossima riunione del Consiglio direttivo. Ma non c'è nessun impegno e la decisione sarà valutata in occasione della prossima riunione'', ha spiegato Trichet, sottolineando che la decisione di lasciare i tassi fermi è stata presa ''all'unanimità''.
Fonte:adnkronos
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Cedolare secca affitti valida da quest'anno 2011: date, aliquote tasse e regole
L’approvazione del federalismo municipale trasforma in realtà la proposta della cedolare secca, nuova imposta che sostituisce Irpef, registro e bollo. La cedolare secca sugli immobili rappresenterà un risparmio d'imposta per i proprietari sopra un certo reddito.
Dal primo gennaio, dunque, i canoni incassati dai proprietari privati per locazioni abitative saranno soggette a due aliquote fisse: il 21% per i canoni a mercato libero, che interessano circa l'80% delle case in affitto, eccezion fatta per le case popolari, e il 19% per quelli a canone concordato, che si concentrano nelle città più grandi e nel loro hinterland.
Nessuna novità, invece, per gli alloggi in affitto da imprese, che continueranno a pagare l'Ires. Il calcolo della cedolare spetta cl proprietario che dovrà tener conto di diverse variabili e non potrà applicare gli adeguamenti annuali indicati dall'Istat per i canoni. Il calcolo deve essere fatto su quattro anni, cioè la durata tipica del contratto d'affitto.
I guadagni vanno tassati con la progressività dell'Irpef e con l'imposta annuale di registro del 2%. Secondo i calcoli di Confedilizia il guadagno c'è sopra i 15.000 euro di reddito per tutti i contratti e sopra i 28.000 euro per quelli agevolati. Nessuno comunque ci perderà, perchè rimane la possibilità di applicare la vecchia normativa.
Gli inquilini, poi, se il proprietario sceglie la cedolare, non avranno rincari d'affitto, neanche appunto per gli adeguamenti annuali all'Istat. L'opzione per la cedolare dovrà essere effettuata avvisando l'inquilino con una lettera raccomandata; chi non dice nulla non effettuerà alcuna scelta e rimarrà nell'attuale regime. Chi, inoltre, non registrerà il contratto entro 30 giorni dalla stipula, oltre alle sanzioni, avrà anche un canone low cost, pari al triplo della rendita catastale, per quattro anni.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Tassa concessione governativa, Adoc: scaricati oltre 30 mila moduli richiesta rimborso
Sono oltre 30 mila i moduli di richiesta di rimborso della tassa di concessione governativa scaricati in pochi giorni dal sito dell'Adoc. L'Associazione apre al dialogo con i gestori, per trovare soluzioni che evitino di portare il contenzioso in sede giudiziaria, assicurando la restituzione del dovuto agli utenti.
"Auspichiamo l'apertura di un dialogo con i gestori per trovare una soluzione che porti alla restituzione del dovuto ai consumatori aventi diritto - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - senza dover ricorrere alle commissioni tributarie, evitando un dispendio di soldi da entrambe le parti. C'è il rischio che possano arrivare alle commissioni tributarie decine di migliaia di istanze. In pochi giorni sono state scaricate dal sito 30 mila domande di rimborso, prevediamo che le domande scaricate supereranno quota 120 mila".
L'Adoc ricorda che è possibile chiedere il rimborso di quanto pagato negli ultimi tre anni, calcolando per i contratti privati 5,16 euro al mese moltiplicato per 36 mesi (per un massimo di 185,76 euro), per i contratti business 12,91 euro al mese per lo stesso periodo (per un massimo di 464,76 euro).
La diffida va inviata alla propria compagnia telefonica presso la sede legale a mezzo raccomandata A/R, e per conoscenza all'Adoc anche via fax o posta elettronica. Ricordiamo che è necessario allegare copia delle fatture e delle ricevute di pagamento. Le lettere di diffida sono disponibili online sul sito dell'Adoc e presso le sedi territoriali, dove è possibile rivolgersi per qualsiasi chiarimento in merito.
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Al via il cinque per mille 2011. Iscrizioni on line dal 15 marzo
Enti per il volontariato e associazioni sportive possono presentare la domanda fino al 7 maggio
Tutto pronto per l’avvio della campagna cinque per mille 2011. Le categorie dei soggetti destinatari, la tempistica, le modalità di ammissione negli appositi elenchi e quelle di riparto delle somme destinate dai contribuenti sono illustrate dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 9/E del 3 marzo.
Il decreto “mille proroghe” ha ribadito per l’esercizio finanziario 2011 la possibilità di destinare una quota, pari al 5 per mille dell’Irpef dei contribuenti, a finalità di interesse sociale con le medesime modalità di riparto e gli stessi termini previsti per l’anno 2010.
Soggetti ammessi al 5 per mille 2011
Come lo scorso anno, anche nel 2011 la quota del 5 per mille può essere destinata a una delle seguenti finalità:
sostegno del volontariato, delle Onlus, delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori indicati dall’articolo 10, comma 1, lettera a), del Dlgs 460/1997
finanziamento della ricerca scientifica e dell’università
finanziamento della ricerca sanitaria
sostegno delle attività sociali svolte dal proprio Comune di residenza
sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni, che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.
Quando presentare le domande
La circolare delle Entrate precisa che le iscrizioni saranno possibili a partire dal 15 marzo.
Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche devono presentare la domanda di iscrizione all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente per via telematica, attraverso i servizi Entratel o Fisconline oppure tramite gli intermediari autorizzati. Il termine ultimo, a pena di decadenza, è il prossimo 7 maggio, data entro la quale dovranno riproporre l’iscrizione anche gli enti presenti negli elenchi dello scorso anno.
Gli enti della ricerca scientifica e dell’Università e gli enti della ricerca sanitaria devono inviare le loro richieste, entro il 30 aprile, rispettivamente al Miur, che provvede alla pubblicazione sul proprio sito dei modelli di iscrizione e per la dichiarazione sostitutiva, e al ministero della Salute, che predispone l’elenco degli enti che possono partecipare al riparto della quota del 5 per mille. Effettuate eventuali correzioni di errori di iscrizione nei rispettivi elenchi, entro il 5 maggio, i due ministeri provvederanno all’invio degli elenchi all’Agenzia delle Entrate entro il 7 maggio.
Per i Comuni non è previsto un elenco apposito, dal momento che i cittadini che vogliono destinare la loro quota all’ente locale potranno farlo, nella dichiarazione dei redditi, esclusivamente a favore del proprio comune di residenza.
14 maggio: online gli elenchi provvisori
L’Agenzia delle Entrate curerà anche quest’anno la pubblicazione degli iscritti al beneficio, suddivisi per categorie: la data per gli elenchi provvisori è fissata al 14 maggio.
Gli elenchi gestiti dall’Agenzia
La circolare fornisce specifiche indicazioni per gli adempimenti degli enti del volontariato e delle associazioni sportive, di cui segue direttamente la predisposizione degli elenchi.
Tali soggetti avranno tempo fino al 20 maggio per segnalare, tramite il rappresentante legale, eventuali errori di iscrizione alla direzione regionale delle Entrate nel cui ambito si trova la sede legale dell’ente.
Il 25 maggio sarà pubblicata la versione aggiornata degli elenchi. L’Agenzia trasmetterà una copia di quello relativo alle associazioni sportive dilettantistiche al Coni, ente competente ad acquisire le dichiarazioni sostitutive e a effettuare i controlli su quei soggetti.
Verificata la presenza dell’associazione nell’elenco di appartenenza, i legali rappresentanti degli enti (compresi quelli di competenza del Miur, che li gestirà direttamente) dovranno sottoscrivere una dichiarazione sostitutiva attestante il perdurare dei requisiti per l’ammissione al beneficio, che andrà inviata, a pena di decadenza, entro il 30 giugno.
Per facilitare la stesura della dichiarazione, l’Agenzia metterà a disposizione un modulo ad hoc parzialmente precompilato con le informazioni indicate al momento dell’iscrizione.
Qui il percorso delle due categorie, i cui elenchi sono gestiti dalle Entrate, si divide.
I legali rappresentanti degli enti del volontariato dovranno inviare, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, il modulo (scaricabile dal sito delle Entrate), corredato dalla copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore, alla direzione regionale dell’Agenzia territorialmente competente.
Stessa procedura per le associazioni dilettantesche sportive, che però invieranno le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà all’ufficio del Coni nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’associazione. Effettuati i dovuti controlli entro il 31 dicembre, il Coni predisporrà l’elenco delle associazioni ammesse al beneficio e quello delle associazioni escluse dal riparto, che trasmetterà, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 15 marzo 2012.
31 marzo 2012: sul web elenchi dei percettori e degli esclusi
E’ fissato al 31 marzo 2012 il termine ultimo per “scoprire” chi ha ottenuto il beneficio del 5 per mille.
L’agenzia delle Entrate pubblicherà sul proprio sito gli elenchi, distinti per categoria (volontariato, associazioni sportive dilettantistiche, ricerca scientifica e dell’università, ricerca sanitaria), degli enti ammessi e degli esclusi dal beneficio, con l’indicazione delle scelte attribuite e dei relativi importi.
Per tutti l’obbligo della rendicontazione
Anche per il 2011, i beneficiari del 5 per mille sono chiamati a redigere, entro un anno dall’incasso del contributo, e a trasmettere, entro 30 giorni dalla data ultima per la compilazione, uno specifico rendiconto con l’indicazione precisa di come sono state impiegate le somme percepite. Gli enti che hanno ricevuto importi inferiori ai 20mila euro non devono trasmettere il rendiconto, ma soltanto redigerlo e conservarlo per dieci anni.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Lilia Chini)
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Dichiarazione dei redditi: IRPEF 2011, aliquote e scaglioni
di Roberto Grementieri - Giovedì 3 Marzo 2011 L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche è l’imposta principale del nostro ordinamento tributario, è personale e progressiva per scaglioni di reddito con aliquota crescente; è un’imposta che segue i principi costituzionali della capacità contributiva e della progressività ed è uguale su tutto il territorio dello Stato.
Tra le entrate pubbliche ordinarie - che si rinnovano regolarmente ad ogni esercizio e che si distinguono da quelle straordinarie (che servono per fronteggiare situazioni eccezionali), la più nota è forse proprio l’IRPEF, che tecnicamente è una imposta: le entrate ordinarie, infatti, sono tributi che a loro volta si dividono in: tasse, contributi ed imposte (somma versata allo Stato o Ente locale per finanziare il complesso della spesa pubblica).
L’addizionale IRPEF, invece, è una imposta introdotta da una legge statale che ha previsto inizialmente un’aliquota ordinaria uguale per tutti: successivamente alcune Regioni l’hanno aumentata, altre l’hanno differenziata a seconda della tipologia di reddito prodotto dal contribuente. L’addizionale Comunale, invece, è deliberata dai Comuni che decidono se deliberarne l’applicazione.
L’Irpef è calcolata sul reddito imponibile.
Questo si ottiene sottraendo dal reddito complessivo (ottenuto sommando i redditi fondiari, a quelli di lavoro dipendente, d’impresa, di lavoro autonomo, di capitale e redditi diversi) gli oneri deducibili (la deduzione per abitazione principale e gli oneri deducibili).
Al reddito imponibile si applicano le aliquote IRPEF 2011, applicate ciascuna agli scaglioni 2011 di riferimento.
Da questa operazione si ottiene l’imposta lorda, alla quale vanno detratte le somme relative alle: detrazioni per carichi di famiglia; detrazione per lavoro; oneri detraibili.
Così facendo si ottiene l’imposta netta da corrispondere.
L’addizionale regionale e comunale viene calcolata applicando le relative aliquote sul reddito complessivo al netto degli oneri deducibili.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Burocrazia; Meno oneri per le imprese
Sgravi di oneri burocratici per 2mln di imprese italiane, di cui circa 47mila soltanto in Campania. Il Consiglio dei ministri approva un "primo pacchetto di interventi di semplificazione in materia di prevenzione degli incendi e tutela dell’ambiente che intervengono su adempimenti particolarmente onerosi per circa 2mln di piccole e medie imprese italiane", annuncia il ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta in una conferenza stampa al termine della riunione a Palazzo Chigi.
Adempimenti
Per la prima volta in Italia viene concretamente affermato il principio di proporzionalità, spiega Brunetta. Gli adempimenti amministrativi vengono, cioè, diversificati in relazione alla dimensione, al settore in cui opera l’impresa e l’effettiva esigenza di tutela degli interessi pubblici, in linea con lo Small Business Act adottato a livello comunitario. Il ministro annuncia, quindi, che i prossimi interventi di semplificazione amministrativa riguarderanno la privacy, la sicurezza sul lavoro e gli appalti.
Regolamenti
I due regolamenti approvati dal Cdm erano stati previsti nella manovra economica per il 2010 e si basano su criteri di eliminazione, riduzione o semplificazione delle procedure inutili, informatizzazione ed estensione dell’autocertificazione. "Meno scartoffie, uguale a maggiori tutele" è l’equazione coniata dal ministro per la Pubblica Amministrazione che ci tiene a sottolineare come "le semplificazioni non modifichino in alcuna misura i livelli di protezione degli interessi pubblici. In quanto il principio di proporzionalità rende più efficace l’azione degli uffici che possono concentrare il lavoro di verifica e controllo sui casi davvero necessari". Per tutte le procedure rimaste in piedi, comunque è prevista la presentazione on line delle domande dello Sportello Unico.
Risparmi
I risparmi per le imprese italiane derivanti da questo primo pacchetto di interventi è calcolato in 1,5mld di euro su un totale di costi per le aziende pari a circa 3,2mld in un anno. In particolare la stima per l’area "prevenzione incendi" è di 649mln d euro su un costo totale di oltre 1,4mld tra certificati di prevenzione incendi, rinnovo del certificato, richiesta del parere di conformità, registro controlli e altri adempimenti. Per quanto riguarda invece l’area "ambiente" la stima è un risparmio di oltre 805mln a fronte di costi per 1,837mld tra autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali e documentazione di impatto acustico.
Acque reflue
Per quanto riguarda lo scarico delle acque reflue, viene introdotta l’autocertificazione per rinnovi delle autorizzazioni se nel frattempo sono rimaste immutate le caratteristiche delle acque e del loro ciclo di scarico. Le imprese con scarichi paragonabili a quelli domestici (alberghi, ristoranti, panetterie, uffici, banche, ecc.) vengono, inoltre, individuate in un apposito elenco e trattate allo stesso modo di un’abitazione o di un condominio.
Per quanto riguarda, invece, l’impatto acustico, un milione e mezzo di imprese con attività poco rumorose (vendita al dettaglio, parrucchieri, palestre, laboratori artigianali) sono esentate dall’obbligo di presentare la documentazione fin qui prevista. Per tutte le restanti attività viene resa effettivamente percorribile la strada dell’autocertificazione. Fanno eccezione le attività rumorose che superano i limiti stabiliti dai comuni.
Fonte: Il Denaro
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Cassazione: esce prima dal lavoro falsificando il foglio presenze? Non rischia il licenziamento
La Sezione lavoro della Corte di Cassazione, con sentenza n. 5019 del 1° marzo 2011, ha affermato che il dipendente che lascia il posto di lavoro pochi minuti prima della fine del turno alterando il foglio delle presenze è punibile con la sanzione disciplinare della sospensione ma non con il licenziamento. Il caso vede come protagonista un dipendente presso l'aeroporto di Alghero licenziato dall'azienda per aver ingiustificatamente lasciato il posto di lavoro dopo avere alterato lo strumento aziendale di controllo delle presenze. I Giudici di merito, cui si era rivolto l'impiegato, avevano annullato il licenziamento intimatogli in quanto si sarebbe trattato di un anticipo di pochi minuti nel lasciare il luogo di lavoro, quando il dipendente aveva ormai terminato le operazioni affidategli nel turno. La Suprema Corte, ritenendo infondato il ricorso proposto dall'azienda avverso la sentenza della Corte d'Appello, ha confermato la decisione dei giudici di merito osservando che "si sarebbe trattato di una sicura mancanza disciplinare da parte del lavoratore, ma non tale da meritare la sanzione espulsiva, in assenza di un consapevole intento elusivo del controllo e pertanto ritenuta adeguatamente sanzionabile con 5 giorni di sospensione".
Fonte:studiocataldi.it (L.S.)
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Fotovoltaico; Definite le regole dei nuovi incentivi
Gli incentivi alle energie rinnovabili diventano ufficialmente mobili, flessibili, e quindi più equi e meno speculativi. Perché tengono conto dell'evoluzione tecnologica e dei progressi di efficienza degli apparati. Così promette il governo. Che ieri mattina ha varato i decreti legislativi che recepiscono l'ennesimo pacchetto di direttive comunitarie sull'energia che assegnano al nostro paese l'obiettivo minimo del 17% di fonti "verdi" al 2020.
Sotto i riflettori, in particolare, il decreto che riforma gli aiuti alle energie verdi mediando almeno un po' rispetto alla linea del "taglione" annunciata dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, che aveva preannunciato un secco stop a tutti gli incentivi agli impianti oltre la soglia complessiva di 8 mila megawatt. Soglia che, secondo alcune stime, il nostro paese starebbe per raggiungere a mesi (altre stime sono più pessimiste).
Apprezza, seppur con posizioni variegate, la Confindustria. Che esprime «viva soddisfazione per la posizione di equilibrio» raggiunta dal consiglio dei ministri dopo l'attento lavoro dei ministri Stefania Prestigiacomo e Paolo Romani. Giusto l'«approccio per razionalizzare il sistema di incentivazione, garantendo sia il contenimento dei costi al 2020 sia la certezza del quadro normativo, indispensabile per programmare gli investimenti» assicurando «le basi per uno sviluppo razionale della green economy italiana». E anche il "Tavolo della domanda" di Confindustria, che rappresenta i comparti energivori, apprezza la «strada improntata alla razionalità e all'efficienza - dice il presidente del "tavolo", Agostino Conte - evitando sovra-incentivazioni perniciose anche per lo stesso sviluppo del settore fonti rinnovabili».
Ma lo strascico delle polemiche continua. Perché il nuovo decreto istituzionalizza comunque il principio della soglia insuperabile. Rinviando peraltro la definizione della sua entità, ma anche di molti dei meccanismi di applicazione dei relativi incentivi, a una serie di decreti periodici di adeguamento. Il primo decreto attuativo (quello di partenza del nuovo sistema) dovrà arrivare entro fine aprile per valere dal prossimo giugno, mentre fino a maggio rimarrà in vigore il vecchio sistema.
Flessibilità e quindi equità perché «con la ridefinizione di parametri e quote, specie nel fotovoltaico» si assicurerà - rimarca il governo in una nota - «sostenibilità dei costi di incentivazione» scoraggiando «iniziative meramente speculative», garantendo così «una prospettiva di sviluppo di lungo periodo». «Nessun taglio, nessun tetto, nessuno stop allo sviluppo del settore» sostiene il ministro Romani ribadendo la sua ferma volontà di contrastare gli aggravi in bolletta.
Punti fermi? Alcuni ce ne sono. A partire gradualmente dal 2013, entro il 2017 tutte le nuove costruzioni, ma anche quelle oggetto di importanti ristrutturazioni, dovranno ricorrere almeno al 50% di energia verde per le necessità energetiche. Contemporaneamente verranno promossi ma anche delimitati i "campi solari" nei terreni agricoli: massimo 10% della superficie con tetto di 1 megawatt.
Mediazione e non drastici aggravi anche per il meccanismo dei certificati verdi: quelli in eccesso, cioè non acquistati dal mercato, saranno rilevati dal Gse ma al 78% del loro valore. Percorso coerente, insiste Romani. Che deve però fare i conti con le opposizioni politiche, gli ambientalisti e molte associazioni di categoria.
Le associazioni Aper, Assosolare, Asso Energie Future, Ises, Grid Parity Project e Anie Gifi «stanno valutando se nel testo non vi siano elementi di incostituzionalità». Il presidente della Confindustria Anie, Guidalberto Guidi, cui aderiscono i produttori di componentistica per il fotovoltaico, auspica che il decreto «non penalizzi gli investimenti già in corso». Temeva peggio Federico Vecchioni, presidente della Confagricoltura: a Tortona durante o convegno su Agroenergia promosso da Energetica ha espresso complimenti al ministro Giancarlo Galan perché il decreto garantisce sviluppo per il settore dell'agroenergia che (analisi Althesys) vale 20 miliardi di euro. Perplesso il deputato Pd Federico Testa: «Si può essere d'accordo sul ridurre gli incentivi, ma non cambiare di continuo le regole: significa non capire come funzionano i mercati e fare scappare gli investitori».
Fonte: Il Sole 24 ore
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Consumatori,verso stangata su mutui fino a 624 euro anno
Il possibile rialzo dei tassi da parte della Bce ad aprile avrà "forti ricadute" sulle famiglie - circa 2,3 milioni - che hanno acceso un mutuo a tasso variabile: per il 7 aprile, prossima riunione del Consiglio direttivo della Banca europea centrale, si profila "una stangata" - avvertono Adusbef e Federconsumatori - fino a 624 euro in un anno.
Le rate dei mutui indicizzati subiranno un aumento che andrà - secondo i calcoli delle stesse associazioni dei consumatori - da 11 euro al mese (ossia 132 euro l'anno) considerando un mutuo decennale di 100.000 euro nel caso in cui la Bce dovesse procedere ad un rialzo di un quarto di punto (i tassi variabili passerebbero, quindi, da un minimo del 2% al 2,25%). Le ricadute più pesanti, invece, si avrebbero nel caso di un mutuo ventennale di 200.000 euro: nell'ipotesi di un rialzo di mezzo punto, dal 2% al 2,50%, questo comporterà un aggravio di 624 euro l'anno, 52 euro in più al mese.
L'aumento dei tassi di riferimento comporterà, dicono ancora Elio Lannutti e Rosario Trefiletti - maggiori oneri anche per rinnovare lo stock del debito pubblico pari a 281 miliardi di euro in scadenza nel 2011: con un rialzo di mezzo punto, la spesa aggiuntiva sarebbe pari a 1,1 miliardi di euro.
EURIBOR 3 MESI SALE A 1,162%, MASSIMI GIUGNO 2009 - Il tasso Euribor a 3 mesi è salito ai massimi da giugno 2009, spinto dalla prospettiva di una stretta monetaria della Bce già ad aprile. Il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali - e che viene preso come riferimento dalle stesse banche per indicizzare i mutui - oggi è salito di sei punti base all'1,162%. L'Euribor a un mese è salito dallo 0,869% allo 0,897% e quello a una settimana ha segnato un rialzo allo 0,848% dallo 0,768%.
Fonte:ansa.it
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Contratto settore terziario 2011: le novità tra cui malattia e stipendi
Nuovo contratto collettivo nazionale per il settore terziario: per i lavoratori gli accordi prevedono aumenti salariali e per le aziende soluzioni utili a fronteggiare la competitività.
Secondo Francesco Rivolta, Direttore Generale della Confcommercio, la firma del CCNL rappresenta un forte segnale di coesione sociale tra le imprese ed i lavoratori, con la conseguenza che è stata evitata la prosecuzione di lunghe trattative che, invece, non avrebbero di certo giovato ad alimentare tra le parti il clima di fiducia.
Le novità modificano in parte il trattamento economico di malattia, toccano la contrattazione di secondo livello al welfare contrattuale, adeguano le retribuzioni, introducono un nuovo elemento retributivo. Per quanto riguarda la voce malattina, per la prima volta, un contratto collettivo interviene in materia per contrastare gli abusi.
Novità previste per la cosiddetta carenza (primi 3 giorni di malattia), di norma interamente retribuita. Il nuovo Ccnl prevede che per le prime due malattie nell'anno solare l'integrazione continui a essere pari al 100% della retribuzione, che scende al 50% per la terza e quarta malattia. Dalla quinta in poi, il datore di lavoro non dovrà più pagare i primi tre giorni.
La penalizzazione non si applica alle malattie che inizialmente vengono certificate con prognosi di almeno 12 giorni, ai ricoveri ed altre gravi patologie. Novità anche per la contrattazione di secondo livello (territoriale o aziendale), che dovrà occuparsi solo delle materie delegate dal Ccnl e non di istituti regolamentati a livello nazionale. Gli elementi retributivi variabili dovranno dipendere essenzialmente da elementi di produttività e competitività delle aziende, per ottenere i previsti benefici contributivi e fiscali.
Per aumentare la produttività, il Ccnl permette di derogare ad alcuni istituti disciplinati ad esclusione di apprendistato, determinazione dell'orario di lavoro settimanale anche dei minori, individuazione dei permessi per ex festività, durata delle ferie e relativo trattamento economico a garanzia.
Le aziende che non applicheranno la contrattazione di secondo livello dovranno corrispondere a tutti i lavoratori il nuovo elemento retributivo, elemento economico di garanzia, che spetta ai dipendenti in forza al 31 ottobre 2013 presenti in azienda e assunti non oltre il 1 maggio dello stesso anno, deve essere stabilito in base alla prestazione lavorativa e all'orario di lavoro, e non rientra nel calcolo di nessun altro istituto contrattuale. Le parti hanno poi identificato gli elementi retributivi a cui applicare l'imposta sostitutiva del 10%,
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Unico Società di Persone 2011: online modello e istruzioni
Versione definitiva per il modello Unico Società di Persone 2011. Dalla sua analisi spiccano, tra le altre, due novità: il bonus campionari (riservato alle imprese del settore tessile per gli investimenti in ricerca e sviluppo) e il nuovo prospetto dedicato al transfer pricing.
Sul primo fronte, la dichiarazione di quest’anno accoglie l’incentivo fiscale previsto dalla cosiddetta Tremonti quater in favore delle aziende del settore tessile che investono in attività di ricerca industriale e sviluppo pre-competitivo per realizzare campionari, collezioni e prototipi.
Al debutto anche il transfer pricing modello Ue, con il nuovo prospetto del quadro RS da utilizzare per indicare l’ammontare dei componenti negativi e/o positivi delle transazioni.
Le nuove norme prevedono, infatti, l’esonero dalla sanzione se, nel corso dell’accesso, ispezione o verifica, o di altra attività istruttoria, il contribuente consegna all’Amministrazione finanziaria la documentazione indicata nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 settembre 2010 e necessaria per riscontrare la conformità al valore normale dei prezzi di trasferimento praticati.
Ecco il link al modello Unico SP 2011 ed il link alle istruzioni per compilare il modello Unico 2011 Società di Persone.
Ricordiamo che devono utilizzare il modello Unico SP:
le società semplici;
le società in nome collettivo e in accomandita semplice;
le società di armamento (equiparate alle società in nome collettivo o alle società in accomandita semplice, a seconda che siano state costituite all’unanimità o a maggioranza);
le società di fatto o irregolari (equiparate alle società in nome collettivo o alle società semplici a seconda che esercitino o meno attività commerciale);
le associazioni senza personalità giuridica, costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni; le aziende coniugali, se l’attività è esercitata in società fra i coniugi (cointestatari della licenza o entrambi imprenditori);
gruppi europei di interesse economico (Geie).
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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INPS: riconoscimento dei periodi di maternità al di fuori del rapporto di lavoro e cumulo dei periodi assicurativi esteri
L'Inps, con circolare n. 41 del 25 febbraio 2011, ha comunicato che, per quanto riguarda il cumulo dei periodi assicurativi esteri ai fini del perfezionamento del requisito contributivo richiesto per il riconoscimento dei periodi di maternità al di fuori del rapporto di lavoro, deve ritenersi superata la condizione secondo la quale i cinque anni di contribuzione effettiva, richiesti all'atto della domanda, devono essere perfezionati sulla sola base della contribuzione italiana. L'Istituto precisa che, a partire dal 1° maggio 2010, le norme di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale degli Stati membri dell'Unione europea sono state sostituite dalle norme di coordinamento del regolamento (CE) n. 883 del 29 aprile 2004 e che, alla luce dell'articolo 6 del Regolamento citato, l'Istituto ha formulato uno specifico quesito al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla possibilità di cumulare periodi assicurativi esteri ai fini del raggiungimento del requisito contributivo previsto per il riconoscimento dei periodi di maternità al di fuori del rapporto di lavoro. Come si legge nella circolare, gli articoli 25, comma 2, e 35, comma 5, del D.Lgs, 26 marzo 2001 n. 151 stabiliscono, in favore degli iscritti al FPLD e alle forme di previdenza sostitutive ed esclusive dell'assicurazione generale per l'IVS, l'accredito figurativo e il riscatto, rispettivamente, dei periodi corrispondenti al congedo di maternità ed al congedo parentale, collocati temporalmente al di fuori del rapporto di lavoro. Questo a condizione che il soggetto possa far valere, all'atto della domanda, almeno cinque anni di contribuzione effettiva versata in costanza di rapporto di lavoro. L'Inps ricorda, in proposito, che con il messaggio n. 4837 del 20 febbraio 2004, punto 1, è stata confermata la circolare n. 261 del 9 novembre 1993, punto 6, che stabiliva che il predetto requisito dei cinque anni di contribuzione effettiva dovesse essere perfezionato sulla sola base della contribuzione italiana. In risposta al quesito, il Ministero ha comunicato che, in considerazione di quanto previsto dall'articolo 6 del regolamento (CE) n. 883 del 29 aprile 2004, il contenuto del punto 6 della circolare n. 261 del 9 novembre 1993 deve ritenersi superato.
Fonte:studiocataldi.it (L.S.)
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Dilazioni ruoli; Milleproroghe concede l'extra time
Dilazioni ruoli: il milleproroghe concede l'extra time. Grazie alla norma contenuta nell'articolo 20, comma 2, del decreto il mancato pagamento della prima rata o di due successive può, a certe condizioni, impedire la decadenza del contribuente dal beneficio della rateazione.
La norma sopra descritta, inserita durante i lavori del Senato, prevede infatti che qualora il contribuente riesca a dimostrare che il mancato pagamento sia dovuto a un «temporaneo peggioramento della situazione di difficoltà posta a base della concessione della prima dilazione» il piano di rientro possa essere prorogato al massimo fino a 72 mesi.
Il beneficio concesso dal decreto milleproroghe è però limitato alle dilazioni di pagamento concesse da Equitalia «fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto», ossia fino al 26 febbraio scorso.
Grazie a tale provvedimento normativo dunque i contribuenti che non avessero onorato la prima rata del piano o due rate, anche non consecutive, successive alla prima, non decadranno dal beneficio a patto di riuscire a dimostrare che tali mancati pagamenti sono dovuti a un peggioramento temporaneo della loro situazione finanziaria.
Evidentemente il legislatore ha ritenuto di premiare i contribuenti che, pur continuando ad onorare il piano di rateazione originariamente previsto, fossero incappati in una situazione di temporanea difficoltà che gli avesse impedito, in un determinato ambito temporale, il pagamento delle rate sopra indicate. Come abbiamo già precisato non si tratta di una norma a regime ma di una disposizione a carattere eccezionale che come tale deve essere accolta.
La laconicità del testo normativo lascia sul tappeto una serie di dubbi interpretativi che dovranno essere risolti per consentirne l'utilizzo da parte dei contribuenti.
In primo luogo dovrà essere chiarita la modalità con la quale il contribuente potrà provare il peggioramento della sua situazione finanziaria rispetto a quella sussistente nel momento in cui la rateazione fu concessa. Tale dimostrazione dovrebbe poter essere fornita dimostrando l'aggravarsi degli indicatori presi a riferimento nell'originaria richiesta di rateazione e che, come è noto, variano a seconda del dell'importo del debito da rateizzare e della qualità del debitore (azienda individuale, società di capitali ecc.). Nel caso di società di capitali si potrebbe ad esempio fornire la prova del peggioramento dell'indice alfa e/o dell'indice di liquidità (o rapporto di indebitamento), verificatosi nel momento del mancato pagamento delle rate rispetto ai valori che tali indicatori avevano al momento della presentazione dell'istanza di dilazione.
In secondo luogo dovranno essere chiarite le modalità con le quali il contribuente può attivare la richiesta di slittamento dell'originario piano di rateazione ai sensi e per gli effetti della disposizione in commento.
Ovviamente sul punto c'è da attendersi una direttiva di Equitalia che dia precise indicazioni sia sulle modalità di richiesta della proroga della dilazione sia sulla documentazione probatoria di supporto alla stessa che il contribuente dovrà produrre.
Quanto agli effetti della disposizione in commento non si può non osservare come gli stessi siano estremamente importanti per il contribuente. In primo luogo non vi sarà decadenza dalla rateazione concessa grazie allo slittamento del piano originario che continuerà dunque ad avere piena validità. In secondo luogo il contribuente non acquisirà la qualifica di debitore inadempiente alla quale è direttamente collegata l'impossibilità di chiedere ulteriori dilazioni di pagamento nonché la possibilità per l'esattore di procedere alla riscossione immediata dell'intero importo del credito residuo oltre accessori, previa messa in mora del debitore.
Fonte: Italia Oggi
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iPad 2 a confronto con il primo iPad: caratteristiche, dimensioni, prezzi
E’ stato presentato ieri sera durante l’evento appositamente organizzato a San Francisco e ancora una volta dall’immancabile Steve Jobs (che molti avevano invece dato per assente a causa della sue condizioni di salute) il nuovo iPad 2.
Ciò che immediatamente risalta rispetto alla prima versione della tavoletta ‘magica e rivoluzionaria’ della casa della Mela sono le dimensioni. Il nuovo iPad è, infatti, più leggero, più sottile, con uno spessore di soli 8,8 mm, più piccolo addirittura dell’iPhone 4, ha un display molto più brillante e luminoso, ma non monta il Retina Display come il fratello maggiore.
Le dimensioni del display sono le medesime (9,7 pollici, tecnologia IPS e risoluzione 1024 x 768 a 132 ppi), ma il peso è differente. La nuova versione, infatti, pesa nella configurazione Wi-Fi+3G 613 grammi, contro i 730 grammi dell’iPad 1.
L’iPad 2 presenta, inoltre, una doppia fotocamera, cosa che nel modello precedente mancava, capace di effettuare videochiamate e di assicurare un’ottima qualità e fluidità delle immagini sullo schermo. Le fotocamere saranno una posteriore con zoom digitale da 5x, capace di registrare video in risoluzione HD, e una anteriore VGA per utilizzare per le videochiamate grazie a Facetime. Sull’iPad 1, invece, la fotocamera si acquistava separatamente.
Oltre che essere disponibile nella classica versione nera, l’iPad2 arriverà sul mercato anche in veste bianca e la novità più importante rispetto al modello precedente sarà la velocità e la sua potenza.
Entrambe, infatti, saranno aumentate grazie al processore A5 dual core ad 1 GHz e una GPU grafica più performante e fino a 9 volte superiore alla precedente. I prezzi sono più o meno in linea con quelli del modello precedente e oscillano dai 499 euro della versione da 16 GB agli 729 della versione da 64 GB.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Fisco; On line i codici per l'addizionale comunale
L'elenco dei codici catastali dei comuni e le aliquote delle loro addizionali all'Irpef sarà disponibile da quest'anno solo su Internet. Il modello Unico PF 2011 viene così alleggerito di 32 pagine e diventa più ecologico. Inoltre, il contribuente avrà a disposizione informazioni più aggiornate che tengono conto delle aliquote approvate dagli enti locali.
La tabella, che negli anni scorsi era collocata alla fine delle istruzioni del modello Unico persone fisiche, fascicolo 1, sarà consultabile sul sito Internet dell'Agenzia.
L'elenco sarà disponibile in formato pdf, con la possibilità di ingrandire a proprio piacimento e rendere così più leggibili il codice catastale del comune, le aliquote delle relative addizionali comunali e, laddove previsto, il limite per godere dell'esenzione. La tabella riporta, per ciascun Comune:
l'aliquota dell'addizionale comunale relativa all'anno 2010, per il saldo, e quella relativa all'anno 2011, per l'acconto;
l'eventuale soglia di esenzione deliberata, con riferimento agli anni 2010 e/o 2011, in base al possesso di specifici requisiti reddituali.
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Assicurazioni: stop della Corte di giustizia Ue alle discriminazioni fra uomo e donna
Sentenza storica della Corte di Giustizia dell'Unione europea: basta alla discriminazione tra i sessi da parte delle assicurazioni. La parità uomo donna deve essere garantita sia per i premi sia per le prestazioni.
Tutto sull'rc auto
Una vittoria di Test Achats, associazione di consumatori belga
Una sentenza che nasce dal ricorso di Test Achats, associazione di consumatori belga, che da più di 15 anni si adopera per impedire che le compagnie di assicurazione possano legare l'entità dei premi a fattori che il consumatore non può controllare come l'età, il sesso, lo stato di salute… Che prescindono quindi dal comportamento individuale.
Dal 2012 nessuna deroga alla parità tra i sessi
I giudici europei hanno stabilito che a partire dal 21 dicembre 2012 non sarà più valida alcuna deroga alla regola generale introdotta con la direttiva 113 del 2004 che vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso in materia di accesso a beni e servizi, così come per la loro fornitura. Le compagnie assicurative europee non potranno più avvalersi di un metodo di calcolo dei premi e delle prestazioni basato sul sesso del cliente, come è avvenuto fino a oggi, in virtù della scappatoia lasciata ai legislatori nazionali di applicare la norma europea in modo graduale con periodi transitori.
Premi meno onerosi
Gli assicuratori non potranno più giustificare la differenza di trattamento uomo donna con le loro statistiche: in particolare, sul fatto che in media le donne vivono più a lungo degli uomini. Quindi, sul fronte delle polizze vita dovrebbe esserci una riduzione dei premi (oggi basati per lo più sulla maggiore aspettativa di vita del gentilsesso).
Insomma, le tariffe unisex che scaturiranno da questa sentenza, non dovrebbero provocare un innalzamento dei premi. Nel campo dell'Rc auto basterà applicare il sistema del bonus malus che tiene conto del comportamento individuale indipendentemente dal sesso. Anche per le polizze malattia non dovrebbero esserci effetti negativi per le tasche degli assicurati.
Fonte:altroconsumo.it
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Modello dati 730-4 via web ai sostituti d’imposta per i conguagli IRPEF
Per i sostituti d’imposta, è disponibile online il modello “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai mod. 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle entrate“, che dovrà essere compilato ed inviato telematicamente entro il 31 marzo: serve a indicare presso quale indirizzo web si intendono ricevere i risultati contabili emersi dalle dichiarazioni dei redditi 730.
Terminata la fase sperimentale, entrano a regime le modalità di gestione dei flussi informativi tra Caf-dipendenti e sostituti d’imposta. In pratica, con tale procedura, si potranno conoscere entro dieci giorni dalla ricezione dei dati dei 730-4 trasmessi da Caf o professionisti abilitati, i risultati contabili emersi, in modo che essi possano operare i relativi conguagli d’imposta.
L’Amministrazione ha a disposizione 15 giorni per confermare ai Centri di assistenza fiscale e agli intermediari che sono disponibili i dati comunicati ai sostituti.
La complessità tecnica di questo scambio informativo ne ha suggerito una graduale attuazione e, per ora, rimangono esclusi i grandi sostituti: Inps, Mef (personale centrale e periferico gestito dal Service Personale Tesoro), Inpdap, Ferrovie dello Stato e Poste italiane, che già ricevono telematicamente sui propri siti la comunicazione del risultato contabile.
Il modello 2011 deve essere presentato anche da chi negli anni scorsi ha partecipato alla fase di rodaggio del nuovo sistema, dal momento che è necessario indicare nuovi dati.
La trasmissione dovrà avvenire esclusivamente via web, direttamente dal sostituto d’imposta o tramite un intermediario autorizzato, seguendo le specifiche tecniche indicate nel documento o utilizzando il software disponibile gratuitamente sul sito internet dell’Agenzia.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Credito Agevolato; A marzo nuovo aumento dei tassi
Prosegue anche a marzo il rialzo nei valori del tasso di riferimento per il credito agevolato a industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale): la misura del parametro in vigore dal primo del mese si fissa sul valore di 5,03% con un incremento dello 0,10% rispetto al valore di 4,93% riportato a febbraio.
Si tratta della terza variazione consecutiva in aumento che si registra nel valori dell'indicatore, che in tre mesi si è incrementato di ben 0,850 punti percentuali e che si porta in tal modo sui livelli massimi dell'ultimo biennio superando la soglia del 5,00%; per ritrovare un valore analogo si deve infatti risalire sino al mese di febbraio 2009 quando il valore del parametro si fissò sul 5,08 per cento.
Anche per questo mese segnaliamo che gli attuali valori dei tassi di riferimento, e di conseguenza dei tassi agevolati a essi collegati, sono stati calcolati in base alle commissioni onnicomprensive a favore degli istituti di credito in vigore per l'anno 2010. Pertanto, in caso di variazione di queste commissioni per il 2011, anche i valori dei tassi di riferimento e dei tassi agevolati a essi collegati varieranno retroattivamente a far data dal primo gennaio.
Presentano un'evoluzione in linea con l'andamento generale i valori medi mensili dell'Euribor, per i quali a febbraio si registra un notevole incremento rispetto al mese precedente; da sottolineare che l'entità delle variazioni in atto risulta essere decisamente superiore alle ultime segnalazioni.
Le misure medie mensili relative all'Euribor (Euro interbank offered rate) tre mesi, tasso di riferimento per il mercato interbancario si attestano infatti sul valore di 1,084% a fronte del precedente 1,011% con una variazione dello 0,073% per l'indicatore a base 360; sul valore di 1,099% a fronte dell'1,026%, con un incremento dello 0,073% Per l'indicatore a base 365.
Questo corso risulta confermato se si prendono a riferimento i dati puntuali con valuta 28 febbraio 2011, che mostrano valori in aumento rispetto ai precedenti del 31 gennaio scorso: il dato relativo al coefficiente a base 360 si porta dall'1,063% all'attuale 1,088% con un incremento dello 0,025%, mentre il dato relativo al coefficiente a base 365 passa dall'1,078% all'attuale 1,103%, anche in questo caso con una variazione dello 0,025 per cento.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi
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Istat: a febbraio inflazione record al 2,4%. Volano pane, frutta e carburanti
In un anno il prezzo del pane è aumentato dell'1,2% e quello della frutta fresca del 2,4%. Il tasso di crescita annuale della benzina sale all'11,8% e quello del gasolio arriva al 18%. Sono alcuni dei dati di punta delle stime odierne dell'Istat, che segnala un'inflazione record: nel mese di febbraio l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese di gennaio 2011 e del 2,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (era +2,1% a gennaio 2011).
Sul piano tendenziale, informa l'Istat, i maggiori tassi di crescita interessano Trasporti (+5,3%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,3%) e Altri beni e servizi (+3,0%) mentre risultano in flessione risultano i prezzi delle Comunicazioni (-0,6%). Nel settore dei beni, i prezzi degli Alimentari (incluse le bevande alcoliche) aumentano rispetto a gennaio dello 0,3%, evidenziando un'accelerazione del tasso tendenziale, che sale al 2,0% dall'1,7% del mese precedente. I prezzi dei Beni energetici registrano un aumento congiunturale dello 0,7%, che porta il tasso tendenziale al +9,8% (in accelerazione dal +9,3% del mese precedente).
Sul versante dei beni alimentari, si segnalano l'aumento dello 0,3% del prezzo del pane rispetto allo scorso mese, che sull'anno ammonta a più 1,2%, e il rialzo dello 0,5% dei prezzi dei formaggi e latticini, che segnano una crescita tendenziale del 3,7%. L'aumento congiunturale dei prezzi degli Alimentari non lavorati è principalmente dovuto al rialzo dei prezzi della frutta fresca (+1,8%), che registrano un tasso di variazione su base annua pari al +2,4%.
Il prezzo della benzina aumenta su base mensile dello 0,8% e il relativo tasso di crescita rispetto al 2010 sale all'11,8% dall'11,3% di gennaio; il prezzo del Gasolio per mezzi di trasporto segna un rialzo congiunturale dell'1,1% e un aumento su base annua del 18,0% (in netta accelerazione dal +15,7% di gennaio 2011). Infine, il prezzo del Gasolio per riscaldamento aumenta dell'1,8% sul mese precedente e del 17,2% su quello corrispondente dell'anno precedente.
Rincarano anche i trasporti. Si segnalano significativi aumenti su base mensile dei prezzi del Trasporto ferroviario passeggeri (+1,8%), cresciuti rispetto a febbraio 2010 del 4,0%; dei prezzi del Trasporto aereo passeggeri (+3,3%), che segnano comunque una flessione su base annua del 7,8%; dei prezzi del Trasporto marittimo e per via d'acque interne (+7,0%), il cui tasso di crescita su base annua sale al 26,2% (dal +20,5% di gennaio).
Di fronte a tali dati, le associazioni dei consumatori sono in allarme e non escludono l'esistenza di fenomeni speculativi.
"Il tasso di inflazione in crescita, al +2,4%, è un dato gravissimo che, purtroppo, avevamo previsto", dichiarano Rosario trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Per le due associazioni, si tratta di "un andamento immotivato ed ingiustificato, che trova una possibile spiegazione solo ed esclusivamente dell'esistenza di forti speculazioni. Non a caso a capofila degli aumenti sono due settori da sempre nel "mirino" delle associazioni dei consumatori relativamente alla dubbia determinazione dei prezzi: pane e carburanti. Soprattutto i carburanti seguono andamenti che, come denunciamo da tempo, non ci convincono affatto. È comunque grave l'aumento relativo ad un bene di larghissimo consumo quale il pane". La stima è che gli aumenti porteranno a una stangata per le famiglie che, se perdurano le ripercussioni sui prezzi dei prodotti energetici causate dalle tensioni internazionali, potrebbe arrivare a sfiorare i 1900 euro l'anno.
Anche per l'Adoc "c'è il sospetto di speculazioni, soprattutto nel settore energetico". Commenta il presidente Carlo Pileri: "L'aumento dell'inflazione e dei prezzi dei beni primari potrebbe danneggiare le famiglie per circa 1200 euro su base annua, considerando gli aumenti per energia, gas, trasporti, alimentari e tariffe. Comportando, di conseguenza, anche la riduzione del risparmio e del potere d'acquisto, soprattutto per le pensioni e per i redditi bassi, oltre ad un aumento dell'indebitamento. E se non verrà posto un freno ai rialzi del settore energetico, dove sospettiamo sia in atto un forte fenomeno speculativo, nei prossimi mesi la situazione precipiterà sensibilmente".
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Agroalimentare; Fondo di 122 mln per le Pmi in crisi
Un fondo di solidarietà di 122 milioni di euro per le perdite subite nel 2010 e un ulteriore aiuto di 8 milioni a sostegno delle aziende del settore agroalimentare: sono le due principali previsioni di un disegno di legge del Governo, preparato dal ministero di Giancarlo Galan, all’esame della commissione Agricoltura.
Prestiti e mutui
Quest’ultima dotazione, attivabile mediante un accordo con la Cassa Depositi e Prestiti, è finalizzata alla concessione alle imprese agroalimentari, anche associate in appositi organismi, anche cooperativi, di prestiti e mutui a tasso agevolato, rimborsabili mediante un piano di rientro pluriennale, finalizzato alla riduzione dell’esposizione nei confronti delle banche. La normativa propone anche interventi a protezione delle foreste e della silvicoltura e stabilisce agevolazioni in favore degli imprenditori agricoli.
Filiera corta
Al fine di favorire la vendita di prodotti agroalimentari derivante da filiera corta, i Comuni, nel caso in cui sia presentata richiesta, possono riservare dei posti nelle aree pubbliche alle aziende che esercitano la vendita diretta.
La legge rende ancora più severe le pene contro eventuali frodi nella realizzazione di prodotti lattiero caseari e latte in polvere. Lo scopo è quello di prevenire fenomeni di contraffazione.
Fonte: Il Denaro
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Cassazione: parcheggi selvaggi? Scattano le manette se si impedisce l'uscita di altre auto. E' violenza privata
Con la sentenza n. 7592 depositata il 28 febbraio 2011 la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che può integrare il reato di violenza privato il comportamento dell'automobilista che, parcheggiando la propria automobile nel cortile del condominio senza dare spiegazioni, impedisce l'uscita degli altri veicoli. La Corte ha stabilito che, in casi del genere, non rileva la circostanza che l'agente avesse smarrito le chiavi, non avendo questo fornito personalmente informazioni in merito allo smarrimento. Nel caso di specie, il ricorrente era stato condannato a trenta giorni di reclusione per violenza privata, di cui all'art. 610 c.p. per aver intenzionalmente parcheggiato la sua auto in modo da impedire l'uscita di un altro condomino omettendo, nonostante le sollecitazioni, a rimuovere l'automezzo e costringendo la persona offesa dal reato a non potersi allontanare. In seguito alla condanna, l'uomo aveva proposto ricorso per cassazione sostenendo, oltre all'intervenuta prescrizione, che la Corte d'appello avesse erroneamente ritenuto provata la circostanza dell'intenzionalità della sua condotta, dovuta allo smarrimento delle chiavi. La Corte di Cassazione accogliendo il motivo di ricorso in merito alla prescrizione, ha però rigettato il motivo attinente alle statuizioni civili della sentenza di merito, confermando il risarcimento del danno in favore della persona offesa dal reato. La Corte ha in sostanza ribadito che, essendo la sentenza della Corte d'Appello immune da vizi censurabili dalla Cassazione, senza l'intervenuta prescrizione del reato, l'agente avrebbe rischiato una condanna definitiva per violenza privata.
Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
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Scadenze fiscali Marzo 2011: dichiarazioni redditi e aziende
Le scadenze fiscali del mese di marzo 2011 interessano innanzitutto le società di persone e le imprese individuali in regime di contabilità ordinaria che hanno tempo fino ad oggi, primo marzo 2011, per inoltrare la comunicazione dell’opzione per determinare il valore della produzione netta ai fini IRAP.
L’opzione e la revoca devono essere effettuate tramite compilazione dell’apposito modello scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, che dovrà essere inviata esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati.
Entro giovedì 3 marzo 2011, le parti contraenti di contratti di locazione e affitto dovranno versare l’imposta di registro sui contratti di locazione e affitto stipulati in data 01/02/2011 o rinnovati tacitamente a decorrere dal 01/02/2011. Il versamento deve avvenire entro 30 giorni dalla stipula mediante il modulo F23 presso banche, uffici postali o concessionari. In caso di registrazione telematica, invece, il pagamento è contestuale alla registrazione.
Entro il 15 marzo, invece, i soggetti esercenti il commercio al minuto e assimilati e coloro che operano nella grande distribuzione devono effettuare la registrazione delle operazioni per le quali è rilasciato lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale effettuate nel mese solare precedente mediante annotazione nel registro dei corrispettivi, mentre le amministrazioni pubbliche, sempre entro il 15 marzo, in via telematica e tramite il modello F24 EP, devono effettuare il versamento della rata dell’addizionale comunale all’Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno e delle cessazione del rapporto di lavoro.
Gli stessi soggetti, dovranno, inoltre, effettuare la liquidazione e il versamento mensile Iva, il versamento delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati nonché sui redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente e il versamento dell’acconto mensile Irap dovuto sulle retribuzioni.
Il 15 marzo scade, inoltre, il termine per associazioni sportive dilettantistiche, associazioni senza scopo di lucro e associazioni pro-loco che hanno optato per il regime fiscale agevolato, per annotare, anche con un'unica registrazione, l'ammontare dei corrispettivi di qualsiasi provento conseguito nell'esercizio di attività commerciali nel mese precedente
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Contributi INPS: posizione previdenziale ed estratto conto contributivo
Per conoscere in tempo reale quale sia la propria posizione assicurativa INPS, attraverso un estratto conto contributivo sintetico, basta consultare il portale web
e-inps.it, registrandosi tramite PIN (fornito a tutti i contribuenti e richiedibile in qualunque momento), senza doversi recare presso gli sportelli territoriali.
Accedendo alla sezione Cassetto previdenziale - si possono ottenere in tempo reale le informazioni registrate presso gli archivi INPS (alla data della richiesta) che riguardino contributi versati, prestazioni erogate.
Il servizio online “Fascicolo previdenziale” consente per esempio di conoscere tutti i dati sulla propria Posizione Assicurativa, compreso l’estratto conto contributivo, ossia il versamento di tutti i contributi nelle varie gestioni (Regime generale e Gestione separata), che risultino negli archivi INPS alla data della richiesta dell’estratto conto (stampabile).
L’estratto conto riassume in una tabella le tipologie di contribuzione (lavoro dipendente, contributi figurativi, disoccupazione, malattia, lavoro agricolo dipendente, lavoro autonomo ecc.) versate al lavorare e le settimane utili per maturare il suo diritto alla pensione. Nello specifico:
contributi registrati negli archivi (giorni, settimane, mesi);
settimane utili per il raggiungimento del diritto alla pensione;
settimane utili per il calcolo (misura) della pensione;
retribuzione o il reddito;
note.
E’ disponibile anche il simulatore per il calcolo della pensione per ogni assicurato, sulla base dei dati contributivi presenti in archivio.
Fonte:blog.pmi.it (Anna Fabi)
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Dahlia TV interrompe trasmissioni, Adoc: al via le richieste di rimborso
Dopo qualche mese di tira e molla è ufficiale: le trasmissioni di Dahlia TV sono state interrotte. Si legge sul sito della società: "Dahlia TV ed il suo team sono spiacenti di comunicare che, nonostante tutto l'impegno profuso in questi mesi per offrire il miglior servizio e ricambiare la fiducia accordata dai propri clienti, si trovano costretti ad interrompere le trasmissioni".
A seguito di questa definitiva chiusura l'Adoc, venendo incontro alle richieste di migliaia di consumatori, ha preparato e reso disponibile una lettera di diffida da inviare alla società al fine di ottenere il rimborso degli importi pagati. "Abbiamo ricevuto migliaia di richieste da parte di consumatori danneggiati dalla chiusura di Dahlia Tv - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - pertanto abbiamo predisposto una richiesta di rimborso degli importi pagati che ogni cliente può inviare alla società a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, e per conoscenza all'Adoc anche via fax allo 06.86329611 o mail a info@adoc.org , riservandoci la possibilità di richiedere anche l'eventuale risarcimento dei danni subiti per inadempimento contrattuale".
"La chiusura di Dahlia Tv - aggiunge Pileri - ha creato difatti un grave danno ai circa 300 mila abbonati, che devono essere integralmente rimborsati. Dahlia deteneva i diritti, in esclusiva per il digitale terrestre, per la trasmissione delle partite di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese, ma anche i diritti per la trasmissione degli incontri della Serie B."
L'Adoc invita gli abbonati a interrompere immediatamente i pagamenti. "Consigliamo a tutti i clienti di interrompere immediatamente i pagamenti e i relativi addebiti bancari, inoltrando alla società una disdetta dell'abbonamento mediante raccomandata con ricevuta di ritorno - conclude il Presidente dell'Adoc - Nel caso in cui fosse stata acquistata una tessera ricaricabile con credito residuo è possibile richiedere la restituzione dell'importo caricato sulla tessera, sempre mediante invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando la tessera e i dati di accredito. Tutta la modulistica necessaria per ottenere il rimborso è disponibile sul sito dell'Adoc. Per qualsiasi ulteriore chiarimento è possibile mettersi in contatto con i legali dell'Associazione presso le sedi territoriali."
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Incentivi a chi avvia un'attività
I lavoratori che fruiscono di specifici trattamenti di sostegno al reddito e che intendano avviare una nuova attività d'impresa, potranno godere di un'indennità pari al 50% dell'importo del trattamento di cui sono titolari.
Questo il fulcro della proposta di legge presentata in commissione Lavoro, approvata dalla Camera e ora sottoposta all'esame del Senato.
La misura (da introdurre in via sperimentale per un biennio) si rivolge ai lavoratori che beneficiano di ammortizzatori sociali quali: indennità ordinaria di disoccupazione non agricola, con requisiti normali o ridotti; trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria; trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale in deroga; contratti di solidarietà stipulati con società non incluse nell'ambito di applicazione della disciplina della Cigs.
In deroga alle disposizioni vigenti, i lavoratori interessati potranno quindi avviare un'attività in proprio percependo, allo stesso tempo e in sostituzione del trattamento a cui hanno diritto, un'indennità pari al 50% dell'ammontare ordinario, con contribuzione figurativa del 50%. Scopo del sussidio è quello di incentivare l'avvio di una nuova impresa da parte del lavoratore, garantendogli una fonte di reddito minima per fronteggiare le spese quotidiane e familiari. La fruizione dell'indennità è chiaramente limitata nel tempo: 18 mesi. L'erogazione della stessa è a carico dell'Inps e, più specificamente, della Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti (Gpt).
La proposta di legge contiene anche una serie di benefici e incentivi per la neoimpresa che si affiancano alla concessione dell'indennità. In particolare, è previsto l'accesso a finanziamenti bancari garantiti dai fondi speciali antiusura, oltre che a un regime fiscale agevolato e a procedure amministrative semplificate in materia di sicurezza e di tutela ambientale. Infine, se all'interno della neoimpresa vengono assunti lavoratori dipendenti anch'essi fruitori di ammortizzatori sociali, è riconosciuto (per tutto il periodo in cui questi soggetti hanno diritto a tali trattamenti) l'esonero dal versamento dei contributi obbligatori.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi
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