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News Finanziarie 1° invio Novembre_2011

News e Fax > Archivio 2011 > Novembre 2011

Elenco news :

Statuto delle imprese è legge: novità e regole

Decreto sviluppo: proroga per bonus energia, carcere per chi entra nei cantieri Tav in Val di Susa

Cercare lavoro su Facebook: sul social network una nuova frontiera per chi cerca occupazione

Crisi PMI, 10 miliardi dalla Cassa Depositi e Prestiti

In rete il pacchetto informatico per chiudere le liti fiscali minori

BCE taglia i tassi dello 0,25%

Bonus 36% per le ristrutturazioni: ecco i documenti da conservare

Diritto d'autore: si paga anche per i trailer

Interessi di mora in discesa, il nuovo tasso passa al 5,0243%

Acquisto di crediti in sofferenza: non si sconta l’IVA

Abi: più carte di pagamento, aumentano soprattutto le prepagate

Cassazione: trasferimento e residenza del lavoratore

Italia-Programmi.net, cosa fare?


Cedolare secca: versamento seconda rata entro 30 novembre

iPhone 4S: problema durata batteria ufficiale. Risolto con iOS 5.01

Incentivi; Bonus automatici per il 60% alle Pmi

Agenzia Entrate lancia il modello online per comunicare domicilio dove ricevere notifiche

Default Italia: rischi per conti correnti, risparmi, mutui in caso fallimento

Risparmio energetico; Proroga per 3 anni, modificato sconto del 55%


Contributi per disabili : lavori di ristrutturazione


Fallimento Italia: rischio default. Commenti analisti


Google Places: aggiornamenti e novità per le Pmi

INPS: domande di incentivo per l'assunzione dei lavoratori disoccupati, dal 1° novembre diventa esclusivo il canale telematico

Pensioni, parte la mega class action del Codacons a favore dei pensionati

Aumenti benzina a Novembre 2011: in un anno un pieno costa 25 euro in più

Invitalia incentiva i brevetti delle Pmi

Redditometro 2012: le nuove voci di spesa sotto controllo fiscale

Agevolazioni per la prima casa: ripensamento immune da sanzioni

Deleghe: l’INPS proroga il periodo transitorio per i flussi Uniemens

Aumento Iva 2011: stangata prezzi ad ottobre

Statuto delle imprese è legge: novità e regole

E' stato approvato dalla Camera il nuovo Statuto delle imprese, pensato per regolare l'andamento di imprese e rappresentare una sorta di impulso alla crescita e allo sviluppo.

Sono diversi i punti su cui tale statuto si basa: dalla valutazione preventiva dell'impatto di norme e regolamenti sulle piccole e medie imprese, a procedure semplificate per l'accesso agli appalti pubblici, all’obbligo per il governo di recepire entro un anno la direttiva europea 2011/7/Ue sui ritardi nei pagamenti, con poteri sanzionatori all'Antitrust, alla proroga della delega per il riordino degli incentivi, a nuove norme per la riduzione e per la trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e imprese e per favorire l'avvio di nuove attività imprenditoriali, soprattutto da parte di giovani e donne.

Il nuovo statuto entrerà in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. La nuova legge fissa, inoltre, una serie di principi di carattere generale come la libertà di iniziativa economica, la progressiva riduzione degli oneri amministrativi, trasparenza ed equità nell’accesso al credito. Ribadita, infine, la libertà associativa delle imprese e l’obbligo di un codice etico delle associazioni imprenditoriali.

Il provvedimento contiene 21 articoli per garantire l'applicazione in Italia dello Small business Act, la carta europea dei diritti per le piccole e medie imprese, ed è stato approvato all'unanimità.

Ciò che colpisce particolarmente di questo provvedimento è l’inasprimento della disciplina sui ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione. L’Antitrust potrà, infatti, procedere a indagini e intervenire con diffide e sanzioni nei casi di ritardato pagamento, mancato versamento degli interessi moratori e mancato risarcimento dei costi di recupero.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Decreto sviluppo: proroga per bonus energia, carcere per chi entra nei cantieri Tav in Val di Susa


Incentivi per l'acquisto di caldaie più efficienti prorogati fino al 2014, stretta sulle false polizze Rc auto, sconti per l'apprendistato di giovani e per l'occupazione femminile (ma con l'aumento di un punto dei contributi per i co.co.co). Sono alcune delle misure che, messe a punto del Governo, sono ora all'esame dei tecnici che stanno verificando il possibile inserimento nell'emendamento alla Legge di Stabilità.

Le norme sono contenute nella bozza elaborata in queste ore dal Governo, anche se è ora in corso il lavoro per decidere quel che finirà nella legge sviluppo o nel successivo decreto. Al Senato, dove la commissione Bilancio ha avviato l'esame della nuova "legge Finanziaria", è partito il pressing di opposizioni e maggioranza sul Governo. Obiettivo accelerare l'iter. Ma il nuovo maxi-emendamento arriverà solo lunedì.

L'Esecutivo punta però ad un iter rapidissimo tanto che lo stesso Berlusconi ha già annunciato, dal G20 di Cannes, che sarà messa la fiducia. Questo nonostante il ministro dell'Economia Giulio Tremonti abbia auspicato per l' esame «uno spirito comune di collaborazione tra le diverse forze politiche nell'interesse del Paese».

Di certo nella bozza uscita da Palazzo Chigi non ci sono interventi sulle pensioni e nemmeno altre misure per reperire risorse. Ma i temi toccati sono molti. Eccone alcuni.
Cause civili più salate
Stretta sui risarcimenti per chi è stato vittima di un processo civile lumaca. La prevede uno degli ultimi articoli del pacchetto giustizia contenuto nella bozza sullo sviluppo. Secondo la nuova norma chi ha subito un danno per violazione del termine di ragionevole durata del processo, ha diritto a un indennizzo di entità pari a quella del contributo unificato che ha versato per il procedimento in cui si è verificata la violazione. E «nessuna ulteriore somma è dovuta dallo Stato». Una nuova disciplina che, spiegano gli addetti ai lavori, farebbe scendere drasticamente i risarcimenti: attualmente il contributo unificato oscilla tra un minimo di 37 euro a un massimo di 1466 euro per le cause di maggior valore; molto meno dei 1000-1500 euro per ogni anno di ritardo che oggi vengono riconosciuti dalla giurisprudenza della Cassazione ma soprattutto della Corte di Strasburgo. Ma c'è anche un'altra novità: l'istanza per ottenere l'equa riparazione non si presenterà più alla magistratura ordinaria ma all'agenzia delle entrate, che procederà al pagamento entro 18 mesi. Un modo per «liberare» gli uffici giudiziari, oggi ingolfati dalle richieste di applicazione della legge Pinto, che ha introdotto il risarcimento per i processi lumaca.

Tav area strategica, rischia carcere chi entra
La Tav é considerata un'opera di interesse strategico nazionale e in quanto tale rischia il carcere chi entra nei cantieri. Questa norma, già prevista in una delle ultime bozze del decreto sviluppo, potrebbe essere inserita nel maxiemendamento alla legge di stabilità ancora in via di definizione. È previsto un anno di carcere e una multa fino a 309 euro per chi viola aree di interesse strategico nazionale. In particolare, la disposizione allo studio riguarda i cantieri nel Comune di Chiomonte e quelli del cunicolo de La Maddalena.

Proroga commissario carceri, ma distinto da capo Dap
Per far fronte al grave sovraffollamento carcerario, viene prorogato fino al 31 dicembre del 2012 lo stato di emergenza. Ma il Commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria dovrà essere una figura distinta dal Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. È quanto in sostanza prevede una delle norme contenute nella bozza di misure per lo sviluppo. L'attuale commissario è Franco Ionta, che è anche capo del Dap. In futuro il commissario straordinario e i suoi ausiliari (due al massimo) percepiranno 35mila euro per il 2011 e 140mila euro per il 2012. Le relative risorse finanziarie saranno «acquisite in via definitiva dalla Cassa delle ammende negli anni 2011 e 2012».

Riproposto progetto carceri in permuta
Dismettere le vecchie carceri, ormai inidonee a contenere il sovraffollamento, e sostituirle, grazie allo strumento della «permuta, anche parziale», con «immobili già esistenti o da edificare». È quanto prevede la bozza delle misure per lo sviluppo per quanto riguarda l' «efficientamento» della Giustizia. In questo modo si ripropone un vecchio progetto dell'ex Guardasigilli, Roberto Castelli: cedere carceri storiche come Regina Coeli o S.Vittore a soggetti pubblici o privati in cambio di nuove strutture.

Fonte:ilsole24ore.com
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Cercare lavoro su Facebook: sul social network una nuova frontiera per chi cerca occupazione


La crisi economica che sta investendo tutto il mercato finanziario mondiale non ha risparmiato di certo i giovani che, anzi, in molti settori sono le principali vittime della crisi mondiale iniziata nel 2007. Per chi si affaccia in questo periodo nel mondo del lavoro i numeri non sono certo confortanti: solo pochi giorni fa, l'Italia, ha diffuso il tasso di disoccupazione giovanile nel nostro Paese arrivato alla soglia drammatica del 30%. Per correre in soccorso dei giovani, negli USA, Facebook è stato messo al centro di un progetto che ha il compito di rilanciare la collocazione giovanile nel mercato del lavoro.

Facebook, infatti, ha recentemente stretto importanti accordi con il Department of Labour degli USA con l'ambizione di creare un sistema di collocamento sulla rete del social network. All'interno del social blu verrà creata una pagina apposita dove tutti gli americani potranno trovare le più differenti offerte di lavoro che, grazie al passaparola di Facebook, si diffonderanno con un effetto virale. Sarà più facile, inoltre, per le aziende ricercare il personale tra le pagine di Facebook grazie al lavoro di agenzie terze (istituite dal Dipartimento del lavoro USA) che avranno il compito di favorire i contatti tra chi offre e chi cerca lavoro.

Il progetto sarà lanciato oltre che su Facebook (che comunque ha un ruolo centrale nell'iniziativa) anche su Twitter e LikedIn. Se l'iniziativa avrà successo il modello "ufficio di collocamento-social" potrebbe essere esportato anche in Europa dove, in un momento come questo, avrebbe sicuramente terreno fertile per un ottenere un ottimo risultato.

Fonte:blogosfere.it (Lorenzo Alluzzi)
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Crisi PMI, 10 miliardi dalla Cassa Depositi e Prestiti


La Cassa Depositi e Prestiti ha reso disponibile un plafond di 10 miliardi di investimenti per le Pmi. Grazie ai fondi che saranno erogati le banche potranno praticare tassi più contenuti rispetto a quelli di mercato per le piccole e medie imprese.

I 10 mliardi saranno così ripartiti: 8 miliardi a investimenti e circolante delle Pmi mentre fino a 2 miliardi verranno riservati per far fronte ai ritardi nei pagamenti dei crediti verso la Pubblica Amministrazione.
Il presidente della Piccola Industria Confindustria, Vincenzo Boccia, ne evidenzia però i rischi: “mettere a disposizione delle banche nuove risorse per favorire i finanziamenti alle pmi e’ un buon segnale. E’ però fondamentale che le modalità di utilizzo del plafond, che Cdp e Abi definiranno nei prossimi giorni, tengano conto delle reali esigenze delle nostre imprese e siano tali da incidere sul costo, oltre che sulla disponibilità, dell’offerta di credito”.

Solleva delle perplessità invece circa la decisione di reinviare, sullo stesso tema, il recepimento della direttiva UE relativa alle sanzioni per ritardi. “È inspiegabile il parere della Commissione Bilancio della Camera che chiede di rinviare il recepimento della Direttiva Ue sui ritardati pagamenti, con la motivazione che l’applicazione di sanzioni oltre il termine previsto di 60 giorni determinerebbe squilibri finanziari per lo Stato non quantificabili. In questo modo, si certifica l’incapacità dello Stato di pagare nei tempi dovuti anche per il futuro. Siamo quindi oggi nella paradossale situazione che non si affronta il problema del rilevante stock di debito verso i fornitori accumulato in questi anni e non si interviene nemmeno per evitare che questa grave anomalia perduri nel tempo, nonostante le precise indicazioni da parte della Unione Europea”.

Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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In rete il pacchetto informatico per chiudere le liti fiscali minori


Annunciato al momento di approvazione del modello di domanda, il prodotto consente la trasmissione telematica delle richieste di definizione al giusto destinatario
Il software necessario alla trasmissione telematica delle domande per mettere fine alle controversie fiscali di valore non superiore a 20mila euro, ancora in itinere al 1° maggio 2011, è on line sul sito delle Entrate. L’istanza di definizione agevolata delle liti pendenti minori va proposta entro il 2 aprile 2012, esclusivamente attraverso il canale web. Da oggi, quindi, il modello approvato con provvedimento del 13 settembre scorso, trova la strada per arrivare a giusta destinazione. Ma per mettere veramente un punto sulle questioni in sospeso, è necessario pagare entro il 30 novembre, con l’“F24 Versamenti con elementi identificativi”, gli importi fissati dalla norma che ha introdotto la possibilità della definizione agevolata. Nell’F24 va riportato il codice tributo 8082 (risoluzione n. 82/2011).

Una definizione non cumulabile
Per ciascuna lite fiscale autonoma intesa come ciascun atto impugnato, va presentata una diversa domanda ed effettuato un distinto versamento.
In particolare, le richieste possono riguardare le controversie con l’Agenzia delle Entrate sorte in seguito ad atti impositivi, il cui valore, al netto di sanzioni e interessi, non superi - come detto - i 20mila euro, pendenti in ogni stato e grado del giudizio al 1° maggio scorso, e per le quali non sia intervenuta una sentenza definitiva entro il 5 luglio, data di entrata in vigore della norma introduttiva (articolo 39, comma 11, Dl 98/2011).

Il “peso” della controversia determina, poi, la somma dovuta (150 euro per le liti di valore inferiore ai 2mila euro, 10% del valore se l’ultima o unica sentenza è stata favorevole al contribuente, 50% del valore se l’ultima o unica sentenza è stata favorevole all’Agenzia e 30% se non c’è stata ancora alcuna pronuncia).

I “beneficiari” del software
La domanda può essere presentata dai soggetti abilitati dall’Agenzia o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica ovvero può essere consegnata a una qualsiasi direzione provinciale delle Entrate, che provvederà al suo invio. Soggetti incaricati e Direzioni provinciali dovranno rilasciare copia di quanto trasmesso e della comunicazione che attesta l’avvenuta ricezione da parte dell’Agenzia e che fa prova della presentazione. Il tutto va messo da parte e conservato fino alla definitiva conclusione della controversia, insieme ai documenti relativi ai pagamenti effettuati.

Per poter agire, gli utenti registrati a Fisconline devono installare “File Internet”, quelli registrati a Entratel devono invece utilizzare l’applicazione Entratel. I due prodotti sono prelevabili dal sito http://telematici.agenziaentrate.gov.it, nelle rispettive sezioni software.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Paola Pullella Lucano).
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BCE taglia i tassi dello 0,25%


Mossa a sorpresa del neo Presidente della BCE Mario Draghi: invertendo la tendenza dell'ex Presidente Trichet, Draghi annuncia oggi il taglio di un quarto di punto dei tassi di interesse dell'area euro. Apprezzamenti dalle Associazioni dei consumatori che auspicano ora un calo dei prezzi e migliori condizioni per i mutui.

A due giorni dal suo insediamento ufficiale a capo della Banca Centrale Europea, Mario Draghi annuncia, a sorpresa, il taglio dei tassi di interesse dell'aerea euro. Il taglio è di un quarto di punto percentuale, così che il tasso di riferimento scende all'1,25%, quello sui depositi allo 0,50% e quello sugli impieghi al 2,00%. La mossa di Draghi è un'inversione di tendenza rispetto agli interventi presi dall'Istituto di Francoforte negli ultimi mesi: dall'inizio del 2011 l'ex Presidente della BCE Jean-Claude Trichet aveva portato il tasso di riferimento dall'1% di gennaio all'1,5%.

Adusbef e Federconsumatori apprezzano la decisione della BCE e si aspettano un ulteriore taglio nella prossima riunione, con l'inflazione nell'area euro che non costituisce un pericolo al contrario della crisi finanziaria e del credit crunch. Le Associazioni dei consumatori "aspettano al varco il neo Governatore di Bankitalia Visco, che dovrà garantire un'attenta vigilanza sulle banche per evitare che tale taglio di un quarto di punto venga incamerato dai banchieri e non possa trasferirsi allo sportello con analoga velocità di quanto non avvenga con l'aumento dei tassi". "La decisione BCE di tagliare tutti i tassi dello 0,25% - concludono Federconsumatori e Adusbef - deve produrre una boccata d'ossigeno per le famiglie e le imprese indebitate, e per i mutuatari che potranno risparmiare sui nuovi mutui (ma anche su quelli vecchi, con una diminuzione della rata di 12-13 euro al mese per mutui di 100.000 euro) o pagare di meno sui prestiti indicizzati, essendo intollerabile nell'attuale di grave crisi economica la doppia velocità, lepri o tartarughe a seconda della mera convenienza dei banchieri".

Anche l'Adoc, ritenendo giusto il taglio dei tassi di interesse, auspica che i prezzi dei prodotti, soprattutto quelli alimentari, calino sensibilmente, di circa il 5-10%. "Con il costo del denaro in calo ci sarebbe la possibilità di un ribasso dei prezzi di tutti i prodotti, soprattutto di quelli alimentari, e dei mutui a tasso variabile - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - L'eventuale discesa dei prezzi, che auspichiamo possa essere tra il 5 e il 10%, potrebbe favorire il risparmio delle famiglie, per circa mille euro a fine anno".

"Sarebbe una fondamentale boccata d'ossigeno per i consumatori, penalizzati gravemente dal carovita. In Italia si spendono in media poco meno di 40 euro al giorno per le spese di base, circa il 2% in più della media europea, ma l'impatto sul reddito è devastante, dato che le spese giornaliere assorbono l'83,8% dello stipendio. Un italiano, lavoratore dipendente, guadagna al netto delle tasse circa 1400 euro al mese, mentre in Germania e in Inghilterra la stessa tipologia di lavoratore guadagna più di 2500 euro al mese, una differenza abissale dell'82,9%. Anche con Francia, Spagna e Svezia il confronto è impietoso, solo in Repubblica Ceca possiamo trovare lavoratori con minor reddito e maggior impatto del costo della vita. Ad oggi - conclude Pileri - non è possibile accedere al risparmio né affrontare spese straordinarie e improvvise ed è praticamente impossibile effettuare acquisti personali. Con un calo dei prezzi ci sarebbe anche la possibilità di un rilancio dei consumi, già penalizzati dal recente aumento dell'Iva dell'1%, a beneficio di tutta l'economia."

Un apprezzamento giunge anche da Adiconsum secondo cui il taglio potrebbe essere un freno all'aumento delle condizioni applicate ai mutui e ai finanziamenti a famiglie e imprese ed una spinta, pur minima, per una ripresa economica. "Ma la decisione della BCE non può essere l'unica in questo momento - dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum - È necessario che tutti i Paesi europei operino per superare questa difficile fase finanziaria. L'Italia, in questo ambito, ha un compito particolare, perché non solo deve recuperare quella credibilità internazionale che per i propri fondamentali dovrebbe avere, ma convincere di essere in grado di uscire da questo difficile momento. Ciò è possibile - prosegue Giordano - solo se verranno prese misure di giustizia sociale senza penalizzare le famiglie, che ancora in questi giorni stanno pagando pesantemente la crisi. Adiconsum ribadisce, in particolare, l'esigenza di introdurre immediatamente una patrimoniale, esclusa la prima casa, anche su persone e società a partire da quelle di comodo".

L'amministratore delegato di MutuiSupermarket.it Stefano Rossini spiega che "la riduzione di 25 punti base del tasso BCE segue quanto anticipato dal mercato". "Le quotazioni di venerdì scorso dei futures sull'Euribor 3 mesi scambiati al mercato Liffe di Londra prevedevano infatti una riduzione implicita dei tassi di interesse variabili di 25 punti base da qui a fine anno - afferma Rossini - Con questa riduzione, la BCE effettua un cambio di direzione rispetto alle precedenti politiche monetarie intraprese nel corso del 2011, politiche che erano risultate in un aumento di 50 punti base del tasso BCE nel periodo 7 aprile-7 giugno 2011. L'attesa da parte della BCE di un tasso di inflazione in contrazione nel 2012 sino a livelli inferiori al 2% ha permesso alla BCE di effettuare una scelta in favore della crescita economica e della creazione di nuovi posti di lavoro dell'area euro".

Sul fronte dei mutui a privati e famiglie, secondo Rossini "la diminuzione del tasso BCE dovrebbe portare ad una ripresa della domanda di mutui a tasso variabile che erano passati dallo spiegare il 68% della domanda nel terzo trimestre al 64% nel quarto trimestre, complice una forte riduzione dei tassi di riferimento IRS (l'IRS a 20 anni era diminuito infatti di oltre 80 punti base da luglio ad oggi, passando dal 3,67% di luglio al 2,83% odierno). Sui prossimi mesi, la domanda di mutui a tasso variabile dovrebbe essere sostenuta anche dalle aspettative di un clima di tassi variabili stabili o addirittura in ulteriore flessione. Molto dipenderà dalla situazione economica e dalle prospettive di ripresa dell'area euro che diventeranno sempre più visibili nei prossimi mesi e che influenzeranno le future scelte di politica monetaria della BCE".

"Per le famiglie che hanno un mutuo a tasso variabile in corso di ammortamento - conclude l'AD di MutuiSupermarket.it - la riduzione del tasso BCE è una novità di piccolo impatto ma comunque positiva: per un mutuo di 100.000 euro a 20 anni, la rata mensile diminuisce di circa 13 euro, quindi un risparmio annuale di poco superiore ai 150 euro".

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Bonus 36% per le ristrutturazioni: ecco i documenti da conservare


Dopo l’abolizione della comunicazione preventiva di inizio lavori, elencati gli atti che i contribuenti devono tenere a disposizione ed eventualmente mostrare al fisco
Le abilitazioni amministrative, la domanda di accatastamento per immobili non censiti, la ricevuta di pagamento dell’Ici. Sono alcuni dei documenti elencati nel provvedimento del direttore dell’Agenzia del 2 novembre, per i quali è previsto l’obbligo di conservazione ed esibizione in caso di controllo sulle detrazioni del 36% per le spese di ristrutturazione.

Dopo le norme che hanno abolito gli obblighi di inviare la comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara e di indicare separatamente nella fattura il costo della manodopera (Dl 70/2011), semplificando, quindi, notevolmente gli adempimenti per i contribuenti che intendono avvalersi dell’agevolazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione edilizia (detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute), il provvedimento di oggi fornisce, invece, l’elenco della documentazione che i contribuenti devono tenere a disposizione e, a richiesta, esibire agli uffici fiscali.

Ecco la lista dei documenti:

•abilitazioni amministrative (concessioni, autorizzazioni o comunicazioni di inizio lavori), se previste (in alternativa, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà contenente la data di inizio lavori e attestante che si tratta di interventi agevolabili anche se non è richiesto un’abilitazione specifica)
•domanda di accatastamento per gli immobili non censiti
•ricevuta dell’Ici, se dovuta
•delibera assembleare e tabella con ripartizione delle spese in base ai millesimi, in caso di lavori concernenti parti comuni di edifici
•dichiarazione di consenso ai lavori da parte del possessore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
•comunicazione alla Asl, se prevista dalla legge per la sicurezza dei cantieri
•fatture e ricevute delle spese sostenute
•ricevute dei bonifici di pagamento.

Come accennato, il provvedimento recepisce la disposizione normativa che ha semplificato gli adempimenti a carico dei contribuenti, prevedendo che si devono “indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione e a conservare ed esibire a richiesta degli uffici i documenti che saranno indicati in apposito Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate” (articolo 1, comma 1, lettera a, del decreto interministeriale 41/1998, come modificato dall’articolo 7, comma 2, lettera q), del Dl 70/2011).

Fonte:nuovofiscooggi.it (Patrizia De Juliis).
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Diritto d'autore: si paga anche per i trailer


L’Unione Europea allunga i tempi del diritto d’autore Il diritto tra le nuvole Direttiva del 4 gennaio 2005 DECRETO-LEGGE 9 novembre 2004, n.266 Sms di pubblica utilità La richiesta è stata recapitata, con una semplice telefonata, ad alcuni portali come horror magazine.it, horror.it, fantascienza.com, fantasymagazine.it (tutti riconducibili a Delos Network) che avevano caricato, sulle proprie pagine, una serie di spot promozionali delle pellicole.

In altre parole, la Società degli Autori ha deciso che era il tempo di esigere quello che la legge le ha sempre concesso di chiedere e che sinora aveva omesso.

Ciò sarebbe stato peraltro facilitato da un recente accordo tra la società degli autori e l’AGIS (Associazione Italiana Generale Spettacolo), insieme con le associazioni cinematografiche ad essa aderenti (ANEC, ANEM, ACEC e FICE). Con esso è stato regolamentato, una volta per tutte, l’utilizzo delle musiche sui trailer.

Il fatto che le stesse potessero essere pubblicate unitamente al trailer rendeva questa situazione – a detta della S.I.A.E. – illegittima, perché non consentiva la riscossione dei diritti in favore dei relativi aventi diritto.
La convenzione prevede che la pubblicazione su siti internet di trailer che contengano opere musicali tutelate dal diritto d’autore debba essere licenziata dall’ente di via della letteratura con il pagamento di un contributo che parte da 450 euro a trimestre (e per un massimo di 30 trailer).

In verità, nulla di nuovo sotto il sole. Perché, se è vero che ogni opera dell’ingegno deve essere retribuita, nessun dubbio potrebbe sorgere in merito alla natura artistica del trailer. Anzi, a volte gli spot cinematografici riescono ad essere ben più convincenti del lungometraggio stesso, spesso sopravvalutato proprio per via dell’opera di suggestione realizzata dal trailer.
Ciò che però ha lasciato interdetti gli intermediari del web è l’opportunità di chiedere il pagamento di diritti a soggetti che, invece, proprio con la loro opera di promozione attraverso la diffusione dei trailer in internet, svolgono un servizio a favore del cinema e non certo della pirateria.

Imporre il pagamento di onerosi contributi (circa 1.800 euro l’anno) a siti che spesso hanno una forma no-profit (e sono quindi senza entrate significative) significa costringerli a rinunciare a tale attività, rimuovendo i trailer. Con buona pace dell’industria dei contenuti che, venendo così a mancare di un indispensabile supporto promozionale, in luogo degli sperati incassi vedrà acuirsi ancor di più la crisi del settore.

Una storia tutta italiana quella di pretendere il pagamento di spiccioli, anche a costo di rinunciare a somme più consistenti.
In verità, la S.I.A.E. ha appena pubblicato, sul proprio profilo Facebook, un comunicato in cui rende nota la natura dei diritti in riscossione. Riporto le parole della stessa società.

“La polemica oggi presente su newsletter e blog riguardo ai diritti sulla musica contenuta nei trailer, accende il faro su una regola da sempre contenuta nella legge italiana e nei trattati internazionali, per cui se una musica viene utilizzata l’autore di quella musica ha diritto ad un compenso. La SIAE è solo lo strumento attraverso il quale questa regola viene fatta rispettare. (…)

La musica è chiaramente tra le materie prime dei contenuti audiovisivi come i trailer. Dov’è la sorpresa se un’impresa deve pagare quando si procura le materie prime per fare business? Grazie ai produttori e ai distributori cinematografici i trailer arrivano pronti all’uso ai siti e alle riviste on line che trattano dell’argomento. L’unico diritto da pagare è quello per le colonne sonore. Chi le utilizza dovrebbe trovare tutti i titolari delle varie musiche, ma con la licenza della SIAE gli utenti risolvono il problema con un unico pagamento.

La licenza della SIAE è quindi una soluzione pratica per chi vuole rispettare la legge”.

L’esempio delle materie prime mi sembra il meno appropriato. Normalmente, infatti, chi paga una materia prima è l’assemblatore del prodotto, il suo creatore, e non certo il consumatore finale che l’acquista.

Perché mai, dunque, a pagare la musica dei trailer dovrebbero essere i siti che li ospitano e non già coloro che li producono e l’hanno (peraltro) anche scelta?

Fonte:i-dome.com (Angelo Greco)
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Interessi di mora in discesa, il nuovo tasso passa al 5,0243%


È stato fissato al 5,0243% il nuovo tasso degli interessi di mora, che i contribuenti devono versare quando pagano in ritardo le cartelle. La nuova misura ha effetto a partire dal 1° ottobre 2011, e favorisce le imprese ed i professionisti che, in questo particolare momento di crisi, potrebbero avere difficoltà a pagare le somme iscritte a ruolo.
Continua a scendere il tasso degli interessi di mora per i contribuenti che pagano in ritardo le cartelle. La nuova misura è stata fissata al 5,0243% su base annua e si applica dal 1° ottobre 2011, con una differenza di quasi 0,75 punti percentuali rispetto a quella precedente (pari al 5,7567%). Già lo scorso anno c’era stata una riduzione dal 6,8358 al 5,7567 % e quindi in due anni il taglio degli interessi di mora è stato complessivamente dell’1,8115%.

Per un maggiore approfondimento scarica la Circolare del Giorno Interessi di mora più bassi per le cartelle pagate in ritardo

La determinazione del tasso
Gli interessi di mora si applicano se il contribuente, dopo aver ricevuto la cartella di pagamento contenente l’intimazione ad adempiere al versamento entro 60 giorni dalla notifica, non provvede al pagamento, e decorrono dalla data della notifica della cartella fino alla data effettiva di pagamento.
Il tasso è determinato annualmente sulla base della media dei tassi bancari attivi, che viene comunicata dalla Banca d’Italia. Anche quest’anno la Banca d’Italia, con nota n. 356521, ha comunicato che la media dei tassi bancari attivi con riferimento al periodo 01.01.2010 – 31.12.2010, è stimata nella misura del 4,0243%. Applicando a tale media la maggiorazione di un punto percentuale, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 giugno 2011 ha fissato la nuova misura del tasso al 5,0243%.

Pagamenti a cavallo dei due tassi
Il nuovo tasso di interessi si applica a partire dal 1° ottobre, mentre fino al 30 settembre resta valida la vecchia misura del 5,7567%. Ne deriva che, nel caso in cui la notifica della cartella di pagamento sia avvenuta prima del 01.10.2011 ed il pagamento delle somme iscritte a ruolo avvenga dopo i 60 giorni dalla notifica in un giorno successivo al 01.10.2011, gli interessi moratori per ritardato pagamento andranno applicati:

nella misura del 5,7567% su base annua, per il periodo che va dalla data di notifica della cartella fino al 30.09.2011;
nella misura del 5,0243% su base annua, per il periodo che va dal 01.10.2011 alla data di effettivo pagamento.

Fonte:fiscoetasse.com (Elisabetta Gesuato)
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Acquisto di crediti in sofferenza: non si sconta l’IVA


La Corte Ue chiarisce come debba essere considerato, ai fini IVA, l’acquisto di crediti, scaturiti da contratti di mutuo, successivamente disdetti e dichiarati risolti operazione finanziaria: nell’ambito del sistema IVA, le operazioni imponibili presuppongono l’esistenza di un negozio giuridico tra le parti a un certo prezzo o controvalore.

Pertanto se l’attività di un prestatore consiste nel fornire esclusivamente prestazioni senza corrispettivo diretto, non vi è base imponibile e tali prestazioni non sono, quindi, soggette a IVA.
Una prestazione di servizi viene effettuata a titolo oneroso, secondo l’articolo 2, n. 1, della sesta direttiva, divenendo operazione imponibile soltanto quando tra prestatore e utente intercorra un rapporto giuridico nell’ambito del quale avvenga uno scambio di reciproche prestazioni. A tal riguardo, la nozione di prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso, secondo l’articolo 2, punto 1, presuppone la sussistenza di un nesso diretto tra servizio e controprestazione.

I giudici europei puntualizzano che nelle operazioni di factoring, in cui il factor garantisce al cliente il pagamento dei crediti assumendo il rischio di insolvenza dei debitori, rientra nello sfruttamento del bene per ricavarne introiti con un certo carattere di stabilità.

Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Abi: più carte di pagamento, aumentano soprattutto le prepagate


L'Italia si muove verso un maggiore uso delle carte di pagamento e "prosegue la rincorsa al resto d'Europa nell'utilizzo del 'denaro di plastica', anche grazie alla sempre maggiore diffusione delle carte". Quante sono? In Italia si contano circa 80 milioni di carte di pagamento bancarie in circolazione, con un aumento del 4% in un anno e dell'8% nell'ultimo triennio. Aumentano soprattutto le prepagate, che fanno registrare un incremento del 16%, seguite dalle carte di credito (+6%) e di debito (+1%). Diminuiscono invece le revolving (-6%). Non tutte le carte vengono usate assiduamente e quelle attive sono il 68%. Nel 2010, si contano complessivamente 1,6 miliardi di pagamenti col "denaro di plastica" e lo scontrino medio delle operazioni effettate ammonta a 82 euro.

Sono i dati del rapporto sull'uso delle carte di pagamento presentato dall'Abi, l'Associazione bancaria italiana, durante il convegno "Carte", in corso oggi e domani a Palazzo dei Congressi a Roma. "L'industria dei pagamenti - ha detto il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini - oggi può contare, oltre che sull'ampia diffusione e varietà delle carte, anche su nuovi protagonisti come i tablet e gli altri device interattivi per i mobile payments, con una varietà di soluzioni innovative che vanno dai pagamenti contactless alle transazioni in remoto. La strada per limitare l'uso del contante a favore di strumenti più moderni, evoluti e sicuri, tuttavia, è ancora lunga e richiede continui interventi regolamentari, tecnologici e d'innovazione".

Nelle tasche degli italiani ci sono 80 milioni di carte in circolazione: in buona parte carte di debito come il bancomat (33,3 milioni) e carte di credito (oltre 36 milioni). Sono sempre più diffuse, però, le prepagate, che hanno superato quota 5 milioni, mentre diminuiscono le carte revolving (3 milioni). A livello di distribuzione territoriale, la maggiore diffusione è al Nord dove si concentra il 56% delle carte in circolazione, contro il 24% del centro e il 20% di Sud e isole.

Non tutte le carte vengono però usate con frequenza. Quelle attive, ovvero che hanno fatto almeno una operazione nel 2010, sono 54 milioni (68%): in particolare, il 92% delle carte di debito (30,6 milioni), il 48% delle carte di credito (17,3 milioni), l'85% delle prepagate (4,5 milioni) e il 46% delle revolving (1,5 milioni).

Le transazioni fatte nel 2010 sono state 1,6 miliardi su Pos, per un ammontare di 130 miliardi di euro. Il maggior numero di acquisti è stato fatto con le carte di debito (54%, per un ammontare di 59,6 miliardi di euro) cui seguono le carte di credito (41%, per un ammontare di 64,4 miliardi di euro). Per ogni carta si contano in media 33 pagamenti. Lo scontrino medio complessivo frutto dell'uso del denaro di plastica ammonta a 82 euro, con differenze legate alla carta usata. Così, rileva il rapporto Abi, le carte di credito e le revolving sono state impiegate per importi medio-alti (rispettivamente 99 e 84 euro), mentre le carte di debito e le prepagate per pagamenti più contenuti (rispettivamente 70 e 71 euro).

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Cassazione: trasferimento e residenza del lavoratore


La Corte di Cassazione, con la sentenza 2 novembre 2011 n. 22695, si pronuncia sulla disciplina del trasferimento del lavoratore. Il trasferimento si realizza col mutamento definitivo del luogo geografico di esecuzione della prestazione, normalmente da una unità produttiva ad un'altra, ossia da un'articolazione autonoma dell'azienda ad un'altra. Non è trasferimento quando invece c'e uno spostamento nella stessa unità, salvo i casi in cui quest'ultima comprenda uffici notevolmente distanti tra loro. Il datore di lavoro non può trasferire il dipendente da un'unità produttiva ad un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (art. 2103 c.c), esigenze queste che non è tenuto a comprovare quando non sia ricorrente propriamente un caso di trasferimento, ma la mera assegnazione del dipendente ad un altro posto nell'ambito dello stesso ufficio. La Corte ha stabilito che si configura il trasferimento del lavoratore anche senza il cambiamento della residenza, quando il cambiamento del luogo di esecuzione del lavoro comporti a lui ed alla sua famiglia disagi apprezzabili e che quindi necessitano di essere indennizzati in quanto meritevoli di tutela.

Fonte:StudioCataldi.it (L.S)
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Italia-Programmi.net, cosa fare?


La Casa del Consumatore continua a ricevere molte segnalazioni da parte di utenti che sono incappati nella truffa del sito di download Italia-Programmi.net. "I più ci chiedono se debbono pagare e, chi ha pagato, vuol sapere se può riavere i soldi. Tutti vorrebbero essere lasciati in pace e non ricevere continui solleciti di pagamento" fanno sapere dall'Associazione che ha cercato di fare il punto della situazione ricordando qual è la strada migliore per venirne fuori. "Come ha spiegato lo stesso presidente dell'Antitrust in una recente puntata della trasmissione Striscia la Notizia, non c'è alcunché da pagare. Chi ha aderito a Italia-Programmi.net sino allo scorso mese di agosto lo ha fatto senza rendersene conto e dunque non deve pagare nulla in quanto è stata a tutti gli effetti vittima di un raggiro. In questo caso potete comunicare alla società (sempre che ci riusciate) che non era vostra intenzione sottoscrivere alcun abbonamento, chiedendo di non inviarvi più alcun sollecito. Se ne riceverete ancora, denunciate la società alla polizia postale per molestie".

In teoria - aggiunge l'Associazione - da settembre il sito ha comunicato che l'adesione al "servizio" era a pagamento. In realtà è stato rilevato che in alcuni orari l'avviso di pagamento di 8 euro al mese spariva, mentre in altri ricompariva. In ogni caso, quando l'utente "aderisce", in risposta riceve una mail che non fa cenno alcuno a pagamenti dovuti, limitandosi a comunicare nome utente e password. Questa circostanza, unita al fatto che il contratto non è firmato e che il pagamento non è contestuale alla registrazione dei dati, rende ancora oggi la pretesa di Italia.Programmi.net assolutamente debole e priva di tutela. Potrebbe infatti benissimo qualcuno aver adoperato il vostro (o altro) computer e inserito i vostri dati senza che voi lo sapeste. Visto che, al momento dell'ordine, non c'è stato nessun pagamento con carta di credito o simili, e visto che la mail che vi è arrivata (che sembra spam) non riferisce di alcun acquisto, voi ancora oggi non avete modo di accorgervi se qualcuno attiva un "abbonamento" da voi non richiesto.

Se avete aderito da pochi giorni - ricorda La Casa del Consumatore - avete dieci giorni di tempo per recedere dal contratto e in tal caso dovete rispondere alla loro mail comunicando il vostro recesso utilizzando la formula "Con la presente comunico il mio recesso con effetto immediato".
Per chi ha già pagato, infine, può provare a chiedere la restituzione delle somme.

Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Cedolare secca: versamento seconda rata entro 30 novembre


Scadrà il 30 novembre il termine ultimo per il versamento della seconda rata dell’imposta dovuta sulla cedolare secca, unitamente al versamento del saldo Irpef. L’importo da versare è pari al 60% dell’acconto calcolato, equivalente, a sua volta, all’85% dell’imposta dovuta (dal prossimo anno la misura dell’acconto sarà pari al 95%).

Da quest’anno, in alternativa all’ordinario regime attualmente vigente, è possibile scegliere una tassazione agevolata del reddito derivante dagli immobili locati per finalità abitative pari al 21% del canone annuo stabilito dalle parti nel caso di contratti di locazione a canone libero ovvero al 19% del canone annuo per i contratti di locazione a canone concordato e relativi alle abitazioni che si trovano in Comuni ad alta densità abitativa o con carenza di disponibilità abitative. Tale regime prende nome di cedolare secca e consiste nell’applicare al canone annuo di locazione un’imposta fissa in sostituzione dell’Irpef e delle relative addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo.

Il reddito assoggettato a cedolare secca concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini della spettanza di deduzioni, detrazioni, benefici legati al possesso di requisiti reddituali e per la determinazione dell’Isee.

Il regime della cedolare secca è facoltativo e riservato esclusivamente alle persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di altro diritto di reale godimento sulle unità immobiliari locate. E’ obbligo di chi decide di avvalersi del nuovo regime comunicare la propria scelta al conduttore dell’immobile locato tramite invio di lettera raccomandata mediante la quale si rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se previsto nel contratto, e dell’adeguamento Istat.

L’opzione obbliga il locatore ad applicare il regime della cedolare secca per l’intero periodo di durata del contratto fermo restando la facoltà dello stesso di revocare l’opzione in ciascuna annualità contrattuale successiva a quelle in cui è stata esercitata.

Per il 2011 è previsto un versamento in acconto dell’85% dell’imposta dovuta (a partire dal 2012 l’acconto sarà pari al 95%). Il versamento deve essere effettuato in due rate. Il 40% è stato versato lo scorso 6 luglio mentre il restante 60% dovrà essere versato entro il 30 novembre 2011.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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iPhone 4S: problema durata batteria ufficiale. Risolto con iOS 5.01


Ha conquistato un record di vendite mai raggiunto da un dispositivo firmato Apple, come al solito, ha scatenato la corsa degli appassionati dinanzi a tutti gli Apple Store del mondo, Italia compresa, ma ha anche suscitato lamentele per problemi immediatamente segnalati come la bassa qualità delle immagini su uno schermo che tende al giallo e la poca durata della batteria, nonché le difficoltà nell’uso di Siri, l’innovativo sistema di riconoscimento vocale che permette ad ogni possessore dell’iPhone 4S di ‘dialogare’ con il cellulare facendo domande e ottenendo risposte.

In realtà, sembra che Siri non sia stato proprio ottimizzato prima del lancio del melafonino, per cui sorge qualche problema di ‘comunicazione’ con esso e se nulla ancora si sa per quanto riguarda il deficit dello schermo, sembra, invece, che il problema della durata della batteria sia stato risolto.

Apple ammette che un piccolo numero di utenti ha segnalato una durata delle batterie più breve di quanto atteso sui dispositivi iOS 5. “Abbiamo trovato alcuni bug che incidono sulla durata della batteria e rilasceremo un aggiornamento software per risolvere tali problemi entro poche settimane”.

E proprio ieri sera la casa della Mela ha rilasciato un primo update iOS 5.0.1 beta. La novità più importante apportata è, dunque, la soluzione definitiva del problema della batteria e della sua durata e autonomia. Tra le altre novità apportate da iOs 5.0.1 segnaliamo aggiornamenti relativi alla sicurezza, miglioramento del riconoscimento vocale per alcune lingue e gesture multitouch su iPad 1. Risolti, inoltre, alcuni problemi in The Cloud su Documents.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Incentivi; Bonus automatici per il 60% alle Pmi


Sarà lo Statuto delle imprese il primo piccolo tassello del piano presentato dall'Italia alla Ue. Oggi infatti il provvedimento, approvato con modifiche dal Senato il 20 ottobre, passa per la seconda volta all'esame dell'Aula di Montecitorio pronto per il via libera definitivo. «C'è l'accordo politico perché tagli il traguardo senza modifiche già domani» dice Raffaello Vignali, vicepresidente della Commissione Attività produttive e primo firmatario del disegno di legge presentato nel settembre 2009. Nei giorni scorsi, in realtà, si è profilata la possibilità di qualche intervento correttivo in extremis almeno stando a quanto richiesto dalla presidenza del Consiglio. Sotto osservazione, in particolare, l'articolo 6 (procedure di valutazione - della regolamentazione delle imprese ndr -) e l'articolo 8 (compensazione degli oneri regolatori, informativi e amministrativi). Dal dipartimento affari giuridici della presidenza del Consiglio erano stati sollevati dubbi sull'impatto che deriverebbe dalle due misure sulla Pa. «Dubbi rientrati dopo valutazioni e confronti tecnici» dice Vignali.

Sarebbe stata accantonata anche l'ipotesi, pur ventilata nei giorni scorsi, di utilizzare lo Statuto come veicolo al quale agganciare, sotto forma di emendamenti, una serie di nuove misure contenute nella lettera di impegni presentata a Bruxelles. Il veicolo che il Governo avrebbe individuato per questo scopo è infatti un altro, la legge di stabilità. A questo punto, salvo sorprese, lo Statuto dovrebbe procedere verso la meta senza modifiche, contenendo la proroga della delega sulla riforma degli incentivi alle imprese citata dal Governo tra gli impegni con l'Europa. Nel documento consegnato a Bruxelles, il governo ribadiva un «forte impegno verso le Pmi, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca». In tema di politiche per la competitività, lo Statuto stabilisce il principio che alle micro, piccole e medie imprese e alle reti di imprese vada una riserva minima del 60% degli incentivi di natura automatica o valutativa, di cui almeno il 25% è destinato alle micro e piccole imprese. Lo Statuto proroga anche un'altra delega, ampiamente scaduta, relativa al riordino degli enti per l'internazionalizzazione. Ma in questo caso la misura sembra già superata dalla decisione del ministero dello Sviluppo di rimediare all'errore dell'abolizione dell'Ice con la creazione di una nuova Agenzia per il commercio estero da inserire nel provvedimento per la crescita.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
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Agenzia Entrate lancia il modello online per comunicare domicilio dove ricevere notifiche


Debutta online il nuovo modello dell'Agenzia delle Entrate su cui i cittadini possono indicare un indirizzo, diverso da quello del proprio domicilio fiscale, presso cui ricevere la notifica degli atti del fisco. Dal 2 gennaio 2012 sarà obbligatorio usare questo modulo. I contribuenti già abilitati ai servizi telematici dell'Agenzia possono direttamente compilare e inviare il modello via web, utilizzando l'apposito software presente in rete. In caso di spedizione per raccomandata, invece, il contribuente dovrà allegare al modulo compilato a mano, o tramite la versione "editabile" disponibile sul sito, la fotocopia del documento di identità di chi firma la comunicazione.

Il cittadino, residente in Italia o all'estero, può scegliere l'indirizzo per le notifiche presso una persona o un ufficio, purché si trovi nello stesso Comune in cui ha il proprio domicilio fiscale. Il contribuente residente all'estero può anche indicare un indirizzo estero per le notifiche purché non ne abbia già indicato uno in Italia o non abbia nominato un rappresentante fiscale nel nostro Paese.

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Default Italia: rischi per conti correnti, risparmi, mutui in caso fallimento


E’ da giorni, forse anche da settimane, che si parla di un’Italia sull’orlo del fallimento. C’è chi rassicura sul fatto che questo mai accadrà ma chi ha dubbi e, soprattutto, timori che, invece, questo fallimento possa arrivare, trascinando con sé ogni risparmio, progetto, e sogno di tutti gli italiani.

Cosa accadrebbe se l’Italia davvero scivolasse in un default? Bankitalia ha spiegato che il debito pubblico italiano è sostenibile nei prossimi due anni anche se i tassi di interesse sui titoli di Stato arrivassero all'8% e la crescita fosse uguale a zero.

Ma resta il fatto che questa situazione i crisi finanziaria si ripercuote inevitabilmente sui bilanci di famiglie e aziende, “provocando un effetto a catena, con ripercussioni sugli istituti di credito, sulle aziende e sulle famiglie”, come ha spiegato Angelo Drusiani, gestore obbligazionario di Banca Albertini Syz, che ha aggiunto “Il rischio in caso di default è che i ceti medi si impoveriscano, livellandosi sul basso. Il venire meno della disponibilità liquida delle famiglie spingerebbe alla ricerca solo dei beni essenziali. Insomma, nei primi tempi ci sarebbe una forte recessione”.

Sarebbe, comunque, questo il caso di un primo default di un'economia avanzata. Ma la situazione è critica: continua a crescere lo spread fra Btp e Bund tedeschi; le condizioni dei prestiti alle aziende peggiorano; salgono notevolmente gli interessi sui tassi dei mutui; per chi si preoccupa di proteggere i propri conti correnti, è bene sapere che tutti i conti correnti sono garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi che copre fino a 100 mila euro e prevede il rimborso entro 20 giorni. Cosa che, ovviamente, dipende dalla solidità del sistema bancario.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Risparmio energetico; Proroga per 3 anni, modificato sconto del 55%


Altri tre anni con la detrazione per il risparmio energetico, che però potrebbe dire addio alla formula del 55 per cento. La «bozza» allo studio in vista del maxiemendamento dovrebbe ricalcare fedelmente l'ipotesi messa a punto dai tecnici del ministero dello Sviluppo economico, che tante proteste ha scatenato da parte delle imprese del settore. Il testo prevederebbe la proroga del bonus fino alla fine del 2014, ma con regole molto meno generose di quelle applicabili alle spese sostenute entro il 31 dicembre di quest'anno. Lo sconto fiscale scende dal 55% al 41% per la sostituzione delle finestre e l'installazione delle caldaie a condensazione più piccole, e al 52% per tutti gli altri lavori agevolati (coibentazioni, pannelli solari per l'acqua calda, pompe di calore, caldaie a condensazione di potenza maggiore o uguale a 35 kW). A rendere particolarmente pesante il taglio, però, sono altre due novità: la limatura del valore massimo della detrazione e l'introduzione di tetti di costo unitario per i diversi lavori.

Nel caso delle finestre, che oggi costituiscono circa la metà degli interventi premiati con il 55%, il bonus massimo scende da 60 a 40mila euro e viene introdotto il limite di spesa di 450 euro Iva esclusa per metro quadrato. Ad esempio, per un alloggio con due portefinestre e tre finestre (9,5 metri quadrati di superficie vetrata) il limite sarebbe 4.275 euro più Iva, che corrisponde a una detrazione del 41% di circa 2.120 euro spalmati in dieci anni. Ma il vincolo più pesante è un altro: la tabella allegata al decreto prevede che lo sconto su finestre, porte e vetrine comprensive di infissi sia concesso solo se abbinato ai sistemi di termoregolazione per singolo alloggio o singolo locale: in pratica, serviranno quelle valvole che, applicate ai termosifoni, consentono di "dosare" l'erogazione del calore riducendo gli sprechi di energia. La bozza non impone l'installazione dei ripartitori di calore per conteggiare i consumi individuali, ma tanto è bastato a scatenare le proteste delle sigle delle imprese del settore, a partire dall'Uncsaal e dalla Finco: infatti, per effettuare la termoregolazione in condominio serve una delibera dell'assemblea e questo indurrà molti contribuenti a rinunciare ai lavori sulle finestre.

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Contributi per disabili : lavori di ristrutturazione


Fino al 31 dicembre 2012, salvo proroghe, è possibile fruire dei contributi per disabili per la detrazione Irpef del 36% sulle spese di ristrutturazione. La legge n.13 del lontano 1989 ha introdotto la possibilità di richiedere contributi per l’ eliminazione della barriere architettoniche negli edifici privati. Tale legge concede infatti contributi per disabili per interventi atti al superamento delle barriere architettoniche su immobili privati già esistenti ove risiedono portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti. A chi va fatta la domanda di contributo ? Cosa occorre allegare ? Per quali opere vengono concessi contributi per disabili ? Quali sono i tempi ed entità dei contributi ? Al fine di riuscire a sfruttare tali contributi vi forniamo questa breve guida con la speranza di poter esser d’ aiuto…

Contributi per disabili : domanda e allegati
Occorre allegare una descrizione sommaria delle opere e delle spese previste; un certificato medico che attesti l’ handicap del richiedente, in cui vengano indicato le patologie e le connesse obiettive difficoltà del disabile.

Se il richiedente è riconosciuto invalido totale dall’ ASL, avrà precedenza nell’ assegnazione dei contributi per disabili, e qual’ ora voglia avvalersi di questo diritto deve allegare la certificazione ASL alla relativa domanda.

Contributi per disabili : concessioni, entità e tempi dei contributi
I contributi possono essere concessi per opere da realizzare su parti comuni di un edificio (per esempio una rampa di scale), o porzioni degli stessi, come può essere un appartamento, o la ristrutturazione di determinati locali.

I finanziamenti sono differenziati a seconda della spesa prevista, ed il contributo per disabili previsto dalla legge 13/89 è anche cumulabile con altri contributi, purchè l’ importo complessivo non superi la spesa effettivamente sostenuta.

Subito dopo la presentazione della domanda l’ amministrazione comunale deve effettuare un immediato accertamento riguardante l’ ammissibilità della domanda. L’ erogazione dei contributi per disabili avviene dopo il termine dei lavori e in base alle fatture debitamente quietanzate. E’ importante sapere che comunque le domande non soddisfatte nell’ anno per insufficienza di fondi restano comunque valide per gli anni successivi.

Fonte:edilizialavoro.com
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Fallimento Italia: rischio default. Commenti analisti


Dopo essere stata declassata dalle agenzie di rating di Standard&Poor’s, Moody’ s e Fitch, l’Italia non se la passa ancora di certo bene. Tutt’altro. Nonostante il piano presentato dal premier Silvio Berlusconi a Bruxelles la scorsa settimana in occasione del summit Ue, cresce ancora lo spread tra Btp italiani e Bund tedesco, raggiungendo di nuovo livelli record, crollano di nuovo le Borse e i prezzi delle materie prime.

“In queste ultime ore circola sui mercati la preoccupazione che l'Italia possa fallire, se la Grecia fallisce ed esce dall'euro innescando un circolo vizioso sui Paesi dell'area più indebitati, ha spiegato Angelo Drusiani di Albertini Syz . Addirittura i titoli italiani sono vicini a quelli irlandesi. I BTp a 10 anni rendono il 6,3%, i governativi di Dublino sono al 7,9%”.

Secondo Nicolò Nunziata di Jc&Associati, la notizia del referendum greco ha gettato ancora più nello sconforto, perché l'Italia è l’anello debole dell'Europa dato che al momento non sono state annunciate le riforme chieste dall'Ue, per cui deve ora dare una direzione ai mercati.

Se vuole compiere le riforme strutturali come sta facendo l'Irlanda dopo aver ricevuto il pacchetto di salvataggio Ue (riforme premiate dal mercato dato che i governativi a 10 anni qualche mese fa viaggiavano oltre il 10%).

O se vuole temporeggiare, come sta facendo la Grecia, con i gravissimi rischi che ne seguirebbero. Credo che indipendentemente da come si uscirà dalla crisi si sta verificando un trasferimento di potere economico e quindi politico dagli industrializzati agli emergenti”.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Google Places: aggiornamenti e novità per le Pmi


Dal momento che le sedi delle grosse imprese e i loro business sono in genere noti, sono le piccole e medie imprese, in particolare quelle dedite al turismo e alla ristorazione, a necesitare di mantenere sempre aggiornato il proprio profilo su Google Places. Un’attività, questa, che va decisamente oltre il fatto di essere semplicemente visibili su google map.
Se fino ad ora il proprietario di una impresa poteva verificare l’informazione presente relativamente alla stessa, introdurre i cambi di orario, nuove foto o gli aggiornamenti che voleva, adesso l’insieme di questi processi è stato semplificato e automatizzato.
Se un utente, per esempio, introduce nuove informazioni sugli orari estivi di una attività commerciale, questi dati vengono sincronizzati su Google Places e una notifica via posta elettronica arriva direttamente al proprietario della suddetta impresa.

Se il proprietario rileva inesattezze con le modifiche o le informazioni presentate, avrà la possibilità di correggere ed editare il tutto, inserendo le informazioni corrette. Molte imprese si sono registrate ormai in Google places e nonostante ciò non correggono o attualizzano le informazioni relative alla propria attività. In questo modo invece si può essere costantemente aggiornati circa i dati che circolano sui propri orari e sul proprio lavoro ed eventualmente modificarli in caso di inesattezze.

Google Places si conferma quindi come un ottimo sistema di supporto per le imprese, per fare in modo che eventuali clienti trovino la nostra attività senza troppe difficoltà. Aprire un profilo ed utilizzare questo programma peraltro è estremamente semplice. Per chi non abbia molta confidenza con questo tipo di servizi, è poi disponibile un sistema di supporto sezioni dedicate ad aiutare gli imprenditori che vogliano utilizzare il sistema.

Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica)
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INPS: domande di incentivo per l'assunzione dei lavoratori disoccupati, dal 1° novembre diventa esclusivo il canale telematico


Dal 1° novembre 2011 le richieste per il godimento degli incentivi per l'assunzione dei lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o iscritti nelle liste di mobilità, dovranno essere inviate esclusivamente per via telematica. E' quanto si legge nella circolare n. 140 del 28 ottobre 2011 nella quale l'INPS precisa che tale nuova modalità è inizialmente introdotta, a decorrere dal primo novembre 2011, per le agevolazioni previste dalle leggi 407/1990 e 223/1991, le più rilevanti in termini di utilizzo; successivamente verrà estesa a tutte le richieste di agevolazione che non richiedano la compilazione di graduatorie o la verifica di capienza di fondi all'uopo stanziati. Le domande presentate con tale modalità, chiarisce l'Istituto, saranno sottoposte a controllo automatizzato e definite entro il giorno successivo; nello stesso tempo verrà aggiornata la posizione anagrafico-contributiva del datore di lavoro, consentendo l'immediato godimento dell'incentivo stesso. Sarà successivamente effettuata, a cura degli operatori di sede, una verifica puntuale circa la veridicità delle dichiarazioni rese dal datore di lavoro in sede di domanda. In questo modo - si legge nella circolare - grazie all'innovazione tecnologica e alla riorganizzazione interna dei processi, è possibile attuare, in modo pieno, il principio di autocertificazione, per cui l'Inps riconosce e rende fruibili gli incentivi immediatamente, sulla base di quanto dichiarato dal datore del lavoro rinviando ad un momento successivo il controllo circa la veridicità delle attestazioni rese; la drastica riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti finalizzati all'autorizzazione degli incentivi; l'attesa riduzione del numero di denunce contributive rettificate, spesso connesse proprio ai tempi di definizione delle istanze, fino ad oggi subordinata alla preliminare verifica della sussistenza delle condizioni previste; la standardizzazione del flusso di processo relativo agli incentivi, con una chiara individuazione delle competenze degli uffici dell'Inps nell'ambito del nuovo assetto organizzativo e la riduzione e razionalizzazione degli adempimenti degli operatori di sede.

Fonte: StudioCataldi.it (L.S)
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Pensioni, parte la mega class action del Codacons a favore dei pensionati


I pensionati italiani sono quasi 17 milioni e la metà di questi percepisce una pensione da fame pari a 500 euro mensili; l'80% non supera i 1.000 euro. Dal 1993 ad oggi, il potere d'acquisto di chi percepisce una pensione medio/bassa, è calato del 49,3%, e la situazione è destinata a peggiorare se si considerano gli effetti della manovra finanziaria varata dal Governo.

A denunciare questa situazione è il Codacons che, dopo il successo ottenuto con l'azione collettiva sulle classi pollaio, lancia oggi una mega-class action gratuita contro la Pubblica Amministrazione e in favore dei pensionati, affinché lo Stato Italiano emetta urgentemente provvedimenti (già previsti dalla legge) in grado di riequilibrare la disastrosa situazione economica degli anziani.

"Da un lato, le pensioni italiane sono tra le più basse d'Europa, e quelle sottoposte alla maggiore pressione fiscale, dall'altro il costo della vita continua ad aumentare inesorabilmente, senza che a ciò corrisponda un incremento del reddito netto percepito dai pensionati - spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi - Tale situazione, ha portato ad un dimezzamento del potere d'acquisto negli ultimi 18 anni, e rischia di far entrare a breve centinaia di migliaia di anziani nella fascia di povertà, considerate le novità introdotte dalla manovra che colpiscono proprio il ceto medio/basso".

Il Codacons, infine, ricorda che, in esecuzione dei principi costituzionali di cui all'art. 53 della Costituzione e art. 25 della Carta dei diritti dell'uomo, il Governo deve attuare il Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali previsto per legge ogni 3 anni, che si traduce in: più servizi sociali di e di assistenza gratuita agli anziani; sostegno a domicilio agli anziani non autosufficienti; agevolazioni e rateizzazioni per tasse bollette e tributi da pagare; medicine gratis e niente ticket sanitari.

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Aumenti benzina a Novembre 2011: in un anno un pieno costa 25 euro in più


Continua a salire vertiginosamente il prezzo dei carburanti in Italia. Secondo i dati, dal primo novembre le accise su benzina e gasolio aumentano di 8,9 euro per mille litri per sostenere le spese per l’emergenza dell’alluvione in Liguria e in Toscana.

La misura resterà in vigore fino al 31 dicembre 2011 ed è stata stabilita dall'Agenzia delle dogane in seguito alle decisioni del Consiglio dei ministri del 28 ottobre scorso, in cui è stato deliberato lo stato di emergenza per gli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito Liguria e Toscana ed è stato deciso di reintegrare il fondo per le spese impreviste di un importo pari a 65 milioni di euro per l'anno in corso, al fine di finanziarie gli interventi necessari.

L’accisa sulla benzina sale così a 622,10 euro per mille litri, mentre quella sul gasolio arriverà a quota 481,10 euro per mille litri. Secondo Codacons, il pieno sarà più caro di 25,6 euro rispetto allo scorso anno per quanto concerne le auto a benzina, e di 27,4 euro per quanto concerne le auto diesel.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Invitalia incentiva i brevetti delle Pmi


Arrivano 45,5 milioni di euro per aiutare le micro, piccole e medie imprese operanti su tutto il territorio nazionale a valorizzare i propri brevetti, disegni e modelli.

L'incentivo sarà operativo dal prossimo 2 novembre e verrà gestito interamente da Invitalia e Fondazione Valore Italia. Invitalia, in particolare, avrà il compito di valutare le domande pervenute in base all'ordine cronologico di presentazione (e fino all'esaurimento dei fondi a disposizione). «Non c'è crescita senza innovazione: di prodotto, di processo e di sistema», ha sottolineato l'ad di Invitalia, Domenico Arcuri. Che ha aggiunto: «Nonostante i luoghi comuni l'Italia ha un sistema produttivo dal quale nascono sollecitazioni, domande, stimoli in questa direzione tutti i giorni. Dobbiamo quindi fare di tutto per recuperare terreno e lavorare per incentivare la produzione, dare un nuovo impulso alla nascita di spin-off e favorire sempre più il circolo virtuoso tra centri di ricerca, università e imprese».

I nuovi incentivi, varati dal ministero guidato da Paolo Romani e che saranno erogati secondo la procedura "a sportello", puntano a soddisfare la crescente esigenza delle imprese italiane a ricorrere alla brevettazione come forma di tutela delle proprie attività e come fattore di competitività sui mercati nazionali e internazionali.

Due le linee di intervento. La prima punta a "premiare" la brevettazione e la registrazione di disegni e modelli, con l'obiettivo di incrementare il numero di depositi nazionali e internazionali di titoli di proprietà industriale. Ogni impresa potrà cumulare fino a 30mila euro di "premi". La seconda invece prevede un contributo in conto capitale del valore massimo di 70mila euro per incentivare la valorizzazione economica di brevetti, disegni e modelli. L'agevolazione è destinata all'acquisto di servizi specilistici per l'implementazione del brevetto all'interno del ciclo produttivo o alla sua valorizzazione sul mercato (dall'industrializzazione e ingegnerizzazione, all'organizzazione e sviluppo, al trasferimento tecnologico).

Secondo gli ultimi dati del ministero dello Sviluppo economico nel 2010 in Italia sono state presentate 69.573 domande di deposito di brevetti e marchi ( 4,1% rispetto al 2009). Il Nord (ma non tutto) viaggia "a doppia velocità" con il 63,2% di depositi totale. Il Sud è fermo al 9,2%, ma rispetto al 2009 segna un incremento del 9,5%, superando (quanto a percentuale di crescita) sia il Nord-Est (fermo a 5%) sia il Nord-Ovest ( 3 per cento).

Fonte: Il Sole 24 Ore - Economia e imprese (29 ottobre 2011)
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Redditometro 2012: le nuove voci di spesa sotto controllo fiscale


Il redditometro 2012 cambia, ma le perplessità dei contribuenti restano uguali. Anzi aumentano. Perché si paventa sempre più il rischio che il complesso meccanismo di comparazione tra reddito e capacità di spesa possa diventare uno strumento di accertamento automatico. La nuova versione di quello che potremmo definire Redditometro 2.0 è, per il momento, in fase sperimentale ma dal prossimo anno diventerà operativo per tutti i contribuenti.
Presentato in grande stile dal numero uno dell’Agenzia delle Entrate, il Redditometro 2012 entrerà nella vita delle imprese da gennaio del prossimo anno, dopo un breve periodo di sperimentazione a novembre 2011.

Il debutto è stato segnato da giustificazioni del tipo “il nuovo redditometro non sarà utilizzato per accertamenti di massa”. In pratica uno strumento il cui unico obiettivo è quello di invitare ogni contribuente a denunciare un reddito coerente con la loro capacità di spesa.

Siamo alle solite. Da una parte i contribuenti evasori, dall’altra il Fisco cerbero. I primi che asseriscono di essere corretti, il secondo che garantisce di essere equo. Uno scontro che va avanti da parecchio tempo, alimentato sempre più dagli studi di settore. Questo perché gli strumenti che il Fisco utilizza si fondano su elementi statistici che, a conti fatti, possono discostarsi sensibilmente dalla realtà.

I contribuenti oggetto di verifica da parte del redditometro saranno raggruppati per aree geografiche: nord-est, nord-ovest, centro, sud e isole. Per ogni area geografica sono stati tracciati gli identikit di undici nuclei familiari. Ogni contribuente farà parte di un nucleo familiare e dovrà dimostrare coerenza tra le spese sostenute e il reddito dichiarato. Le spese oggetto di indagine sono un centinaio suddivise in sette categorie:

•abitazione;
•mezzi di trasporto;
•contributi e assicurazioni;
•istruzione;
•attività sportive, ricreative e cura della persona;
•altre spese significative quali gioielli o oggetti d’arte;
•investimenti mobiliari e immobiliari.
Dal rapporto tra le spese e il reddito viene fuori l’analisi del rischio. I contribuenti possono avere rischio basso, medio o alto in base allo scostamento del reddito dichiarato con quello derivante dal redditometro. Il rischio alto avvia i controlli ordinari approfonditi, il rischio medio comporta la selezione per l’eventuale accertamento presuntivo (in questo caso si avvia la prima fase di contraddittorio volta ad approfondire le cause dello scostamento, in assenza di chiarimenti si procederà all’accertamento sintetico sulla base delle spese effettivamente sostenute) mentre il rischio basso non comporta alcuna selezione.

Il progetto, adesso, passa alle associazioni di categoria che dovranno testarlo e verificare il funzionamento del meccanismo. Solo dopo aver ottenuto un elevato grado di affidabilità e attendibilità potrà essere esteso a tutti i contribuenti. Il debutto vero e proprio è quindi previsto per il mese di febbraio 2012.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Agevolazioni per la prima casa: ripensamento immune da sanzioni


Nessuna penalizzazione se la rinuncia dipende dall’impossibilità a trasferire la residenza nel comune in cui è situato l’immobile nei 18 mesi successivi all’acquisto
Le disposizioni in materia di agevolazione “prima casa”, di cui al Dpr 131/1986 (Tur), non prevedono la possibilità di rinunciare volontariamente al beneficio. L’agevolazione, infatti, consegue alla dichiarazione del soggetto, resa nell’atto notarile, con cui fa presente di possedere tutti i requisiti prescritti dalla nota II- bis) all’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al Tur, tra i quali il non possesso di un’altra casa di abitazione, la novità della fruizione dell’agevolazione e la residenza nel comune in cui è situato l’immobile.
E’ possibile, invece, revocare a determinate condizioni la dichiarazione resa nell’atto notarile dal contribuente con cui lo stesso si obbliga a trasferire la residenza nel termine di 18 mesi dalla stipula dell’atto, in quanto tale dichiarazione non riguarda la sussistenza delle condizioni necessarie per fruire dei benefici.
Questa è la conclusione cui giunge l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 105/E del 31 ottobre.

Il documento di prassi nasce dalla risposta all’istanza di interpello presentata da un contribuente che, consapevole di non poter adempiere all’obbligo di trasferimento, ha chiesto di poter rinunciare, per motivi personali, all’agevolazione “prima casa”, versando la differenza tra l’imposta ordinaria e quella agevolata, senza l’applicazione di sanzioni.

Il dubbio sulla possibilità di rinunciare ai benefici, oltre che risultare dalla mancanza di una norma che lo preveda espressamente, si desume dalla giurisprudenza della Cassazione.
In particolare, con la pronuncia 8784/2000, la Corte suprema ha chiarito che “non è possibile conseguire l’agevolazione prevista per l’acquisto della prima casa, … previa rinunzia ad un precedente analogo beneficio, conseguito in virtù della medesima disciplina …”. La dichiarazione di voler fruire del beneficio “non è revocabile per definizione, tanto meno in vista di un successivo atto di acquisto”.

Con la risoluzione odierna, l’Agenzia ha inteso attribuire rilevanza alla “volontà” del contribuente, intesa come comportamento da porre in essere successivamente alla stipula dell’atto, solo nell’ipotesi in cui la dichiarazione resa in atto dal contribuente non si riferisca alla sussistenza delle condizioni per la fruizione dell’agevolazione “prima casa”, ma attenga esclusivamente all’obbligo di trasferire la residenza nei 18 mesi dalla data dell’atto.
Concretamente, affinché venga riconosciuta la possibilità di revocare la dichiarazione d’intenti relativa al trasferimento di residenza, bisognerà distinguere se sia decorso il termine di 18 mesi previsto per il trasferimento della residenza oppure se il contribuente sia ancora nei termini per procedere al trasferimento della stessa.
Si cristallizza, di fatto, la decadenza dall’agevolazione, solo qualora, decorsi i 18 mesi, il contribuente non abbia proceduto al cambio di residenza.

Nel caso in cui, invece, sia ancora pendente il termine per il trasferimento della residenza e l’acquirente non possa trasferire la residenza (anche per motivi personali), può revocare la dichiarazione d’intenti formulata precedentemente nell’atto di acquisto, trovandosi ancora nei termini per adempiere agli impegni assunti. A tal fine, dovrà presentare un’apposita istanza all’ufficio territoriale presso il quale è stato registrato l’atto, chiedendo la riliquidazione dell’imposta.
L’ufficio, preso atto della richiesta del contribuente, notificherà avviso di liquidazione dell’imposta dovuta, oltre che gli interessi calcolati a decorrere dalla data di stipula dell’atto di compravendita.
In tal modo, al contribuente non verrà applicata la sanzione pari al 30%, non configurandosi alcuna decadenza.

Diversamente, se nella condotta del contribuente si configureranno i presupposti di decadenza dall’agevolazione, e quindi siano decorsi i 18 mesi per il trasferimento della residenza, lo stesso contribuente potrà, ricorrendone i presupposti, fruire dell’istituto del ravvedimento operoso. La riduzione della sanzione ricorrerà dal giorno in cui si è verificata la decadenza dall’agevolazione.
Tale principio trova applicazione sia con riferimento agli atti di compravendita soggetti all’imposta di registro che per gli atti soggetti a Iva.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Raffaella Carnevale)
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Deleghe: l’INPS proroga il periodo transitorio per i flussi Uniemens


Per consentire l’adeguamento al nuovo sistema ai datori di lavoro che non lo avessero ancora fatto, l’INPS continuerà, fino al mese di dicembre 2011, ad accettare i flussi Uniemens anche da parte degli intermediari operanti con le vecchie modalità. A decorrere dal 1° novembre 2011 (data di fine del periodo transitorio) ai soggetti che non risultino delegati secondo le nuove modalità non sarà consentito l’accesso ai nuovi servizi, ivi compresa la comunicazione bidirezionale e le istanze telematiche relative alla fruizione dei benefici connessi ad alcune tipologie di assunzione.Con il messaggio n. 9655 del 29 aprile 2011 l’INPS aveva fissato al 1° novembre 2011 il termine a partire dal quale non sarebbe stato più possibile provvedere alla cura degli adempimenti nei confronti dell’INPS se non da parte dei soggetti abilitati ad operare in nome e per conto del datore di lavoro sulla base dei criteri e dei requisiti previsti dalla circolare n. 28/2011 e dal messaggio 18367/2011.

Al momento gran parte dei datori di lavoro si sono adeguati al nuovo sistema, avendo delegato allo svolgimento delle attività nei confronti dell’INPS un intermediario abilitato secondo le nuove modalità, ovvero svolgendo in proprio tali attività. È inoltre stata rilasciata la nuova funzionalità per consentire ai datori di lavoro (titolari o legali rappresentanti) di dare delega ai propri dipendenti per lo svolgimento delle attività di interesse dell’azienda nei confronti dell’INPS.

Per consentire l’adeguamento al nuovo sistema ai datori di lavoro che non lo avessero ancora fatto, l’Istituto continuerà, fino al mese di dicembre 2011, ad accettare i flussi Uniemens anche da parte degli intermediari operanti con le vecchie modalità.

Resta tuttavia fermo che a decorrere dal 1° novembre 2011 (data di fine del periodo transitorio) ai soggetti che non risultino delegati secondo le nuove modalità non sarà consentito l’accesso ai nuovi servizi, ivi compresa la comunicazione bidirezionale e le istanze telematiche relative alla fruizione dei benefici connessi ad alcune tipologie di assunzione. Sarà inoltre avviata, nelle prossime settimane, un’attività di informazione rivolta ai datori di lavoro che ancora non risultano essersi adeguati alle nuove modalità operative. Inoltre, il nuovo sistema di gestione delle deleghe è volto a consentire agli intermediari di rendere all’Istituto una autocertificazione in ordine alle deleghe ricevute; nei prossimi giorni sarà inoltre rilasciata la funzionalità volta a consentire ai datori di lavoro (titolari e legali rappresentanti) di delegare gli adempimenti ad un proprio dipendente. In tutti i casi è però necessario che i soggetti in questione possano autenticarsi nel sistema ed accedere ai servizi per le aziende.

È quindi indispensabile che in tutti i casi si richieda un PIN, da rilasciare a cura delle strutture territoriali, abilitato ad operare sui servizi per le aziende.

(Messaggio INPS 28/10/2011, n. 20474)

Fonte:ipsoa.it
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Aumento Iva 2011: stangata prezzi ad ottobre


L'aumento dell'aliquota Iva ordinaria, dal 20% al 21%, è scattato il 17 settembre del 2011, ma gli effetti si sono fatti sentire il mese scorso. Basti pensare che, stando ai dati preliminari comunicati dall'Istat, nello scorso ottobre l'inflazione su base annua è balzata ampiamente sopra la soglia critica del 3%. Siamo arrivati al 3,4%, ed ancora mancano due mesi per la conclusione di un 2011 che è stato orribile dal fronte del carovita e della perdita del potere d'acquisto delle famiglie anche "grazie" alle due mega manovre finanziarie estive. Secondo quanto messo in risalto dal Codacons, di questo passo dal fronte dei consumi il Natale 2011 rischia di essere gelido, ragion per cui è necessario agire dal fronte delle tariffe e dei prezzi bloccandoli a partire da quelli applicati su beni di prima necessità.

Sono infatti proprio i beni a maggiore frequenza di acquisto che oramai da tempo fanno registrare rincari incontrollati su cui aleggia il sospetto di una speculazione visto che è strano che i rincari si registrino in concomitanza con il persistente taglio dei consumi da parte delle famiglie.

Fonte:blogosfere.it
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