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Arrivano i voti per gli statali: bonus al merito e sanzioni

Immobili inagibili, detrazione 36% anche per i familiari conviventi

Precari della scuola: firmato il decreto applicativo

Usiamo meno l'auto ma ci costa di più

Pensioni privilegiate ordinarie: l'aumento del decimo sconta l'Irpef

Successioni e donazioni: le imposte da pagare

Incentivi filtri antiparticolato

Carte prepagate ricaricabili con conto corrente integrato. Confronto offerte, vantaggi e svantagg'

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Tempi duri per i fannulloni. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla riforma Brunetta. La parola d'ordine, dice il ministro, è «meritocrazia». È giunto, dunque, il sì definitivo al decreto legislativo, con la cosiddetta riforma Brunetta, sull'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, l'efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Il riordino, si legge in una nota distribuita dal ministero di Renato Brunetta, punta a «migliorare l'organizzazione del lavoro, la qualità delle prestazioni erogate dal publico, ad avere adeguati livelli di produttività e a riconoscere meriti e demeriti di dirigenti pubblici e personale». Una riforma positiva, ha detto il premier Berlusconi, per modernizzare il Paese e fare della pubblica amministrazione un servizio a imprese e cittadini.

La riforma Brunetta coinvolge tutte le amministrazioni pubbliche e prevede l'attribuzione selettiva degli incentivi economici e di carriera. Il decreto stabilisce alcune regole: non più di un quarto dei dipendenti di ogni amministrazione potrà beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima prevista dal contratto. Non più della metà potrà goderne in misura ridotta al 50%, mentre ai lavoratori meno meritevoli non sarà corrisposto alcun incentivo.

Il provvedimento prevede l'istituzione di Commissioni per la valutazione, la trasparenza e l'integrità e Organismi di valutazione in ogni amministrazione. Il dirigente è il responsabile della gestione delle risorse umane e della qualità e quantità del prodotto delle pubbliche amministrazioni. Viene anche stabilito il principio della inderogabilità della legge da parte della contrattazione.

Il dirigente è il responsabile della gestione delle risorse umane e della qualità e quantità del prodotto delle pubbliche amministrazioni. Viene anche stabilito il principio della inderogabilità della legge da parte della contrattazione. Arrivano nuove procedure di accesso alla dirigenza: l'accesso alla qualifica di prima fascia nelle amministrazioni statali e negli enti pubblici non economici avviene per concorso pubblico per titoli ed esami, indetto dalle singole amministrazioni per il 50% dei posti disponibili annualmente. Viene rafforzata l'Aran, Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni.

Fonte:ilsole24ore.com
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Immobili inagibili, detrazione 36% anche per i familiari conviventi

Se un soggetto acquista un'unità abitativa da ristrutturare, su tale unità - anche se inagibile - il rapporto di convivenza con i familiari si realizza fin da subito e non soltanto quando l'immobile potrà di fatto essere utilizzato. Con la conseguenza che, in relazione alla ristrutturazione dello stesso immobile, acquistato quale unico proprietario dal padre, beneficiano della detrazione del 36% delle spese anche la moglie e i figli: lo status di convivente, infatti, oltre a realizzarsi nell’abitazione principale, si estende a tutti gli immobili a disposizione della famiglia.

Lo ha affermato la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia, accogliendo il ricorso proposto dai contribuenti avverso i ruoli originati dal disconoscimento del beneficio della detrazione d’imposta prevista dall’art. 1, legge n. 449/1997.

Quello di convivenza - prosegue la CTP - è uno status che perdura fintanto ché si continua a far parte del medesimo nucleo familiare e, pertanto, il concetto di convivenza non va inteso tanto in senso materiale (vivere assieme, al presente, in un determinato luogo), quanto in senso ipotetico (possibilità, anche in prospettiva futura, di vivere assieme in un determinato luogo).

A ciò consegue che la convivenza tra persone appartenenti al medesimo nucleo familiare, anche con riguardo ad un'unità abitativa da ristrutturare e, al momento, inagibile, su cui un familiare goda di un diritto reale, è attuale ed effettiva già da subito (e non solo quando la stessa diverrà agibile).

Pertanto, conclude la Commissione, ai familiari che convivono con il titolare di un diritto reale sull'unità abitativa deve essere riconosciuto il diritto a godere della detrazione in ordine alle spese sopportate per la ristrutturazione della stessa.

(Sentenza Commissione tributaria provinciale REGGIO EMILIA 30/09/2009, n. 179)

Fonte: ipsoa.it
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Precari della scuola: firmato il decreto applicativo

(Decreto Ministero Istruzione 29.09.2009 n. 82 - Rocchina Staiano)

Ai precari è attribuita la precedenza assoluta nell’assegnazione delle supplenze per assenza temporanea del personale in servizio nelle scuole.

E’ quanto stabilito dal D.M. 29 settembre 2009, n. 82, firmato dal Ministro Gelmini martedi scorso, in attuazione del D.L. 25 settembre 2009, n. 134. Tali domande devono essere consegnate entro e non oltre il 9 ottobre 2009.

Chi sono i soggetti destinatari?

Il personale docente ed ATA di cui all’art. 1 del citato decreto, ha titolo ad essere inserito negli elenchi “prioritari”, per il conferimento da parte dei dirigenti scolastici delle supplenze temporanee per assenze del personale in servizio nelle rispettive scuola, con precedenza assoluta rispetto a quello inserito nelle graduatorie di circolo e di istituto, per tutti gli insegnamenti o i profili professionali per i quali ha titolo in base all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento per quanto riguarda i docenti, e ad esaurimento e permanenti per il personale A.T.A. (art. 1, comma 5, e art. 2 comma 1, del D.M. 82/09).

Tale precedenza opera, ovviamente, dopo aver utilizzato tutto il personale di ruolo a disposizione.

La priorità è riconosciuta anche ai fini del completamento d’orario nella medesima provincia in cui sia stato stipulato un contratto con orario inferiore a quello di cattedra o posto di insegnamento, sia che si tratti della provincia di appartenenza, che di una delle province “opzionali” aggiuntive. In quest’ultimo caso è condizione indispensabile l’inserimento dell’interessato anche nelle graduatorie di circolo e di istituto della provincia opzionale.

Ministero I. U. R. Dip. Per l’Istruzione Dir. Gen. Per il personale scolastico

Invece, nel caso in cui l’interessato non sia incluso anche nelle graduatorie di circolo e di istituto della provincia opzionale, ai fini del completamento d’orario la sua posizione rimane subordinata a quella degli altri beneficiari della precedenza.

Il personale docente destinatario delle disposizioni sopra richiamate, ha diritto alla valutazione dell’intero anno di servizio ai soli fini dell’attribuzione del punteggio in sede di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento. Il punteggio viene attribuito per la medesima classe di concorso o posto di insegnamento per il quale l’interessato ha prestato utilmente servizio nell’a.s. 2008-2009 (art. 1, comma 6, del D.M.).

Il personale A.T.A ha diritto all’attribuzione dello stesso punteggio conseguito nell’anno scolastico 2008/2009, in occasione dell’ aggiornamento delle graduatorie permanenti o per l’inserimento in esse.

Requisiti dei beneficiari.

L’art. 1 del D.M. 29 settembre 2009, n. 82 stabilisce che i beneficiari devono avere i seguenti requisiti:

a) Personale docente, inserito a pieno titolo nell’anno scolastico 2009/2010 nelle graduatorie provinciali ad esaurimento previste dall’art. 1, comma 605, lett. C della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

b) Personale A.T.A., inserito a pieno titolo nell’anno scolastico 2009/2010 nelle graduatorie permanenti di cui all’art. 554 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonché nelle graduatorie provinciali ad esaurimento di cui ai DD.MM. 19 aprile 2001, n. 75 e n. 35 del 24 marzo,

Tale personale deve, inoltre:
• aver conseguito, nell’anno scolastico 2008/2009, nomina a tempo determinato di durata annuale o sino al termine delle attività didattiche, per le classi di concorso, posti o profili professionali relativi alle graduatorie succitate, a prescindere dall’inserimento nelle stesse nel medesimo anno scolastico.

• essersi trovato nella condizione di non poter ottenere, per l’anno scolastico in corso, nomina per una delle suddette tipologie di insegnamento, posti o profili professionali per carenza di disponibilità o di averla ottenuta per un numero di ore inferiore a quello di cattedra o posto in assenza di cattedre o posti interi.

Il personale succitato ha titolo a beneficiare delle disposizioni di cui trattasi ancorché nell’anno scolastico in corso abbia rinunciato:
• ad un contratto per un numero di ore inferiore a quello di cattedra o posto, in assenza di disponibilità di posti interi (personale docente ed A.T.A);
• ad un contratto, anche ad orario intero, che abbia maturato nelle province opzionali (docenti).

Chi sono gli esclusi?
E’ escluso dal suddetto beneficio:
• il personale destinatario di contratto a tempo indeterminato in qualunque provincia o collocato a riposo con decorrenza dal 1° settembre 2009 (art.1, comma 7, del D.M.);
• il personale che, nell’anno scolastico in corso, abbia rinunciato o rinunci ad una supplenza conferita per l’intero orario nell’ambito della graduatoria ad esaurimento nella provincia di appartenenza o delle correlate graduatorie di circolo o di istituto (art.1, comma 4 del D.M.).

Presentazione della domanda.

La domanda deve essere presentata sulla base dei modelli allegati al decreto in esame, che dovranno essere compilati, rispettivamente, da parte del personale docente e del personale A.T.A.

Tali modelli vanno presentati entro il termine perentorio del 9 ottobre 2009 all’istituzione scolastica in cui detto personale, nell’anno scolastico 2008/2009, era in servizio con contratto per supplenza annuale o sino al termine dell’attività didattica.

La citata istituzione provvede all’immediato inoltro, dei suddetti modelli, alla sede provinciale dell’Ufficio scolastico regionale scelta dall’interessato, che può essere, per i docenti, quella che ha gestito la graduatoria ad esaurimento, e per il personale ATA quella che ha gestito la graduatoria permanente o ad esaurimento, ovvero quella nella cui graduatoria di circolo o istituto l’interessato è inserito per l’a.s. 2009/2010.

Qualora il personale abbia stipulato, nell’anno scolastico 2009/2010, contratto a tempo determinato sino al termine delle attività didattiche per un numero di ore inferiore a quello di cattedra o posto, deve necessariamente scegliere la provincia in cui ha stipulato il relativo contratto, ai fini del completamento d’orario.

Il modello di domanda, preferibilmente consegnato a mano, può essere inviato con raccomandata a/r; in tal caso fa fede la data di ricezione dell’ufficio postale. Si consiglia, per chi utilizza l’invio a mezzo posta, anticipare l’acquisizione della domanda trasmettendola anche all’indirizzo e-mail della scuola.

Nel modello di domanda gli interessati devono indicare i distretti della provincia in cui intendono essere utilizzati, secondo i criteri indicati all’art. 2, comma 4 del D.M. n. 82/2009, e riportati nel modello stesso. Ne consegue che nell’istanza in questione devono essere indicati, con il vincolo di un numero minimo da rispettare, i distretti scolastici in cui il personale intende prestare servizio, scegliendo:

almeno 2 distretti, qualora il territorio sia suddiviso in numero di distretti compreso da 2 a 5; almeno 3 distretti, qualora il territorio sia suddiviso in numero di distretti compreso da 6 a 10; almeno 4 distretti, qualora il territorio sia suddiviso in numero di distretti compreso da 11 a 16; almeno 5 distretti, qualora il territorio sia suddiviso in numero di distretti superiore a 16.

Per tali distretti si veda l’allegato A) che individua l’elenco dei distretti da esprimere ai fini dell’inclusione nell’elenco prioritario – Numero totale distretti presenti in ciascuna provincia.

Per le supplenze brevi, sino a 10 giorni, nelle scuole dell’infanzia e primaria, può essere indicato un solo distretto nell’ambito di quelli prescelti (art.2, comma 3 del D.M.). Tale indicazione non è obbligatoria; pertanto i Dirigenti scolastici, qualora abbiano esaurito l’elenco dei docenti che hanno sottoscritto tale opzione, devono utilizzare le graduatorie di circolo per conferire supplenze su tale tipologia di posto ai sensi dell’art.7, comma 7 del Regolamento adottato con D.M. 131/2007.

Adempimenti della istituzione scolastica e degli Uffici scolastici.

La scuola che riceve la domanda, ai fini del successivo inoltro alla sede provinciale dell’Ufficio scolastico regionale, dopo aver convalidato la dichiarazione in calce alla medesima, circa il rapporto di lavoro instaurato nell’a.s. 2008/2009, inserisce a sistema i dati relativi al personale interessato mediante apposita funzione con la quale sono effettuati i controlli in merito al possesso dei requisiti da parte dei richiedenti. La procedura segnala l’eventuale mancanza degli stessi sulla base dei dati presenti a sistema.

Le eventuali discordanze rispetto alle dichiarazioni rese nel modello di domanda sono valutate dall’Ufficio scolastico cui è indirizzata la domanda stessa. Effettuate le verifiche rispetto alle posizioni non convalidate dal sistema, il suddetto Ufficio pubblica l’eventuale elenco dei non ammessi a fruire del beneficio.

Gli elenchi “prioritari” producono effetto a partire dalla data della loro diffusione (art. 6 del D.M.).
Fino a tale data hanno piena efficacia le graduatorie di circolo e di istituto e, pertanto, conservano validità tutti i contratti di supplenza già stipulati in base ad esse.

Fonte:laprevidenza.it (Avv. Prof. Rocchina Staiano - Altalex)
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Usiamo meno l'auto ma ci costa di più

La crisi taglia le gomme agli italiani: nel 2008, in media, ogni automobilista ha percorso 600 km in meno rispetto a un anno prima. Gli italiani non sono più innamorati dell’auto come un tempo: è quanto emerge dal rapporto realizzato da Aci e Censis Servizi dal titolo "Automobile 2009", presentato ieri a Roma. Nonostante il “taglio” netto delle ore passate al volante, i costi di gestione rimangono molto alti: se si spende meno per carburante (- 5,2%) e assicurazione (-7,3%), lievitano i costi relativi a multe (57%) e parcheggio (+50%). Nel complesso, il denaro necessario per l’auto continua a crescere, seppur di poco. Se poi si considerano i costi dei box (+11,1%), l’auto diventa una zavorra anche se viene lasciata in garage. Così ci si arrangia con i mezzi pubblici, che però quasi un italiano su due non prende perché scomodi e malmessi.

Bicicletta batte scooter 16,3% a 15,7%. È questa la novità più significativa che viene fuori dall’elenco di vizi e virtù della mobilità italiana diffuso ieri da Aci e Censis. L’alternativa all’auto restano le gambe (il 34% si sposta a piedi), ma il sorpasso della bici sui motocicli è il primo segnale di una attenzione ambientale (aiutata dagli ecoincentivi) che prima non c’era. A confermarlo c’è l’incremento della domanda relativa ai mezzi pubblici: ben 7,9% utenti in più. Ma chi può tende ancora ad evitarli: il 46,3% rifiuta autobus, treni e metropolitane in quanto poco puntuali, sporchi tenuti male e quindi poco appetibili. L’unico pregio, secondo gli italiani è che consentono di affrontare meglio il traffico. Per otto cittadini su dieci comunque le amministrazioni dovrebbero investire di più sul trasporto pubblico. (VALERIO MINGARELLI)

Ubriachi al volante: il 72% vuole pene più severe

L’auto arranca, gli incidenti meno. Nonostante un calo di sinistri del 5,3% nei primi mesi dell’anno la sicurezza stradale preoccupa gli italiani. Il 72% del campione d’intervistati della ricerca Aci-Cenis di ieri chiede il carcere duro per chi guida in stato di ebbrezza. Con i 300mila e più sinistri di ogni anno l’Italia è prima in Europa per numero di decessi: solo nel 2007 sono stati 5.131 i morti, 1milione i feriti e 30miliardi di euro i costi per la collettività; a Roma i decessi sono stati 201. Dati che non ne vogliono sapere di diminuire. «Dobbiamo risvegliare le coscienze civiche su questo aspetto - spiega Sandro Salvati, della Fondazione ANIA che lancia una campagna sul tema - anche il governo deve continuare a fare la sua parte la sua aumentando i fondi e i controlli». (B.D.M.)

Fonte:metronews.it
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Pensioni privilegiate ordinarie: l'aumento del decimo sconta l'Irpef

Non spetta al pensionato-contribuente il rimborso dell'Irpef trattenuta alla fonte dall'ente erogatore sulla corresponsione dell'aumento del decimo sulla pensione privilegiata ordinaria (articolo 67, comma 2, Dpr 1092/1973).
Con sentenza n. 18852/2009, in tema di reddito di lavoro dipendente, la Corte di cassazione è tornata ancora una volta sulla questione, accogliendo il ricorso dell'agenzia delle Entrate.

Dopo che la Commissione tributaria provinciale adita dal pensionato aveva riconosciuto al richiedente il diritto al rimborso dell'Irpef trattenuta, in considerazione della natura risarcitoria di tale emolumento, la Ctr ha respinto l'appello dell'ufficio: la ratio decidendi è contestata con ricorso per cassazione dall'agenzia dell'Entrate.

La Suprema corte non ravvisa sufficienti ragioni per discostarsi dal consolidato principio dalla stessa impresso alla materia (cfr Cassazione 28735/2005, 17896/2002, 10870/2000, 6613/1994, 2104/1989), che si sostanzia nel considerare l'intero ammontare delle pensioni privilegiate ordinarie soggetto a imposizione fiscale diretta, in quanto le stesse non sono comprese tra i redditi indicati dall'articolo 34 del Dpr 601/1973 (il cui comma prevede che le pensioni di guerra di ogni tipo e denominazione e le relative indennità accessorie, gli assegni connessi alle pensioni privilegiate ordinarie, … sono esenti dall'imposta sul reddito delle persone fisiche).
A tal fine, in considerazione della natura eccezionale dei casi di esenzione, le pensioni privilegiate ordinarie non si possono assimilare né alle pensioni di guerra né alle pensioni per invalidità contratta nel servizio militare di leva, secondo la rilettura della sentenza 387/1989 della Corte costituzionale, pronuncia che costituisce un fondamentale pilastro dell'interpretazione accolta dalla giurisprudenza della Corte di cassazione.

Inoltre, la sentenza in esame ha anche ribadito che non assume alcun rilievo, in senso contrario all'assunto dei giudici di merito, la considerazione dell'eventuale componente risarcitoria degli emolumenti, in quanto ne resta ferma la natura reddituale di retribuzione differita di prestazioni di lavoro.

Riguardo al regime IRPEF dell'aumento del decimo previsto dall'articolo 67 del Dpr 1092/1973, la Suprema corte si è già pronunciata con la sentenza 12092/1992, nella quale, ribadita la natura reddituale delle pensioni privilegiate ordinarie, ha osservato che la maggiorazione in questione costituisce un semplice aumento del trattamento pensionistico, per cui è da ritenere che lo stesso abbia la stessa natura della pensione e non possa, perciò, essere considerato un assegno connesso alla pensione privilegiata ordinaria, secondo la previsione dell'articolo 34, primo comma, del Dpr 601/1973.
L'articolo 67 del Dpr 1092 stabilisce, infatti, solo un "criterio" di liquidazione, per evitare che al militare, menomato nell'integrità personale per fatti di servizio, possa essere liquidata una pensione pari - se non addirittura inferiore - a quella già spettantegli per il normale trattamento di quiescenza.

Con la sentenza 18852/2009, il Collegio conferma tale interpretazione, ritenendo che la stessa si impone sia per il tenore letterale delle disposizioni normative che regolano la determinazione dello speciale trattamento pensionistico de quo e i casi di esenzione, sia perché costituisce un corollario dell'imponibilità delle pensioni privilegiate ordinarie, concludendo quindi che non si sottrae alle regole esposte, per le analoghe ragioni, neppure il detto aumento del decimo previsto dall'articolo 67 del Dpr 1092/1973.

Ulteriori considerazioni
A migliore specificazioni delle osservazioni sopra poste, si aggiunge per compiutezza che costituisce giurisprudenza pacifica l'affermazione che, in tema di agevolazioni tributarie, la pensione privilegiata concessa per una malattia invalidante contratta durante il periodo di ferma militare nell'Arma dei carabinieri, classificata come "privilegiata" ai sensi dell'articolo 67, comma 2, Dpr 1092/1973, non gode del regime di esenzione previsto dall'articolo 34 del Dpr 601/1973.
Né la sentenza 387/1989 della Corte costituzionale consente una estensione del beneficio, atteso che tale decisum lo ha limitato soltanto alle pensioni privilegiate ordinarie tabellari, erogate in caso di menomazioni riportate a causa del servizio militare di leva, in ragione dell'obbligatorietà del rapporto di servizio cui le menomazioni sono connesse e del carattere non reddituale dell'erogazione, correlata non al trattamento retributivo ma alla gravità della menomazione subita (Cassazione 11483/2005 e 10344/2004).

Invece, nel caso di infermità o lesioni subite da un militare, anche di leva, per fatti di servizio, il trattamento privilegiato di pensione (contemplato dagli articoli 64-67 del Dpr 1092/1973) integra un risarcimento diretto del pregiudizio subito, in quanto prescinde dalla durata del rapporto di sevizio e si commisura al grado di dette infermità o lesioni. Detto trattamento, pertanto, non è cumulabile, e, quindi, deve essere detratto in sede di liquidazione del danno stesso (Cassazione 1637/1991).

Le ragioni che stanno a base delle riferite decisioni si sostanziano nella circostanza che, a differenza dalle pensioni di guerra di natura risarcitoria, le pensioni privilegiate ordinarie a seguito di infermità o lesioni per fatti di servizio hanno natura "previdenziale", essendo dirette ad assicurare un trattamento di quiescenza di contenuto remunerativo al termine di un rapporto d'impiego o di servizio, e non si diversificano dall'ordinario trattamento di quiescenza se non nel quantum in ragione della menomazione dell'integrità personale derivante dal fatto di servizio.
Pertanto, non è possibile enucleare nell'unica prestazione pensionistica una componente risarcitoria a carattere non reddituale e, quindi, l'intera pensione, avendo la sua causa genetica nel rapporto di dipendenza, deve essere considerata reddito di lavoro ai sensi dell'articolo 49, secondo comma, del Tuir (Cassazione 12092/1992).

I suddetti trattamenti pensionistici (come ha chiarito la Corte costituzionale nella più volte richiamata sentenza 387/1989) sono tra loro nettamente differenziati:
le pensioni di guerra - che presuppongono l'invalidità o la morte, per causa di guerra, dei militari delle forze armate e dei cittadini estranei all'apparato della difesa e sono commisurate solo all'entità del danno subito - hanno carattere risarcitorio e non reddituale (pertanto, tali pensioni sono esenti dall'Irpef)
le pensioni privilegiate ordinarie - che presuppongono infermità o lesioni, ascrivibili a causa di servizio, sofferte da dipendenti, civili o militari, dello Stato e sono commisurate alla base pensionabile, costituita dall'ultimo trattamento economico - non presentano invece carattere risarcitorio, bensì reddituale (per cui sono soggette per l'intero ammontare all'Irpef).
Di qui la negata irragionevolezza - nella pronuncia della Consulta - di un trattamento fiscale che esenta la pensione di guerra, quale erogazione di indennità a titolo di risarcimento di danni, dall'imposizione sul reddito delle persone fisiche, mentre ricomprende in tale imposizione, quale reddito (differito) di lavoro dipendente, le pensioni privilegiate ordinarie (civili e militari).

Sulla scorta delle conclusioni raggiunte dalla Corte costituzionale, anche l'Amministrazione finanziaria ha precisato (circolari 260/1996 e 104/2000) che ai titolari di pensioni "tabellare" sono equiparati - ai fini dell'esenzione dall'Irpef - anche i titolari di pensioni privilegiate ordinarie per menomazioni subite durante il servizio di leva prestato in qualità di ausiliario di leva nonché i militari volontari, purché l'infermità - che ha costituito titolo per la pensione - si sia verificata durante il periodo corrispondente al servizio militare di leva obbligatorio.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Salvatore Servidio)
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Successioni e donazioni: le imposte da pagare


Nel corso degli ultimi anni, l’imposta sulle successioni e donazioni è stata più volte oggetto di modifiche. Sui trasferimenti di beni e diritti per causa di morte avvenuti a decorrere dal 3 ottobre 2006 è dovuta l’imposta sulle successioni e donazioni. Sono obbligati al pagamento dell’imposta gli eredi e i legatari che beneficiano dei seguenti beni e diritti:
beni immobili e diritti reali immobiliari (se il valore è dichiarato in misura non inferiore a quello determinato su base catastale, l’Ufficio non può procedere alla sua rettifica); azioni e quote di partecipazione al capitale di società (il valore è dato dal patrimonio netto contabile); obbligazioni (con esclusione dei titoli di Stato); aziende (il valore è dato dalla differenza tra le attività e le passività senza considerare l’avviamento); crediti e denaro; beni mobili (gioielli, mobili). navi e aeromobili; rendite e pensioni.

Gli importi esenti dall’imposta (la franchigia) sono aggiornati ogni quattro anni, in base all’indice del costo della vita.
La base imponibile è costituita dal valore totale netto dell’asse ereditario, vale a dire dal valore dei beni e dei diritti oggetto di successione al netto delle passività e degli oneri deducibili (debiti della persona deceduta, spese mediche e funerarie).

L’imposta di successione è determinata dall’ufficio che applica aliquote diverse a seconda del grado di parentela dell’erede.
In particolare, sono previste le seguenti aliquote: 4 per cento, per il coniuge e i parenti in linea retta, da calcolare sul valore eccedente, per ciascun erede, di 1.000.000 di euro; 6 per cento, per fratelli e sorelle, da calcolare sul valore eccedente i 100.000 euro per ciascun erede; 6 per cento, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, nonché affini in linea collaterale fino al terzo grado; 8 per cento, da calcolare sul valore totale (cioè senza alcuna franchigia), per le altre persone.

Quando nell’attivo ereditario ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari, oltre all’imposta di successione sono dovute anche le imposte ipotecaria e catastale.
Queste sono pari, rispettivamente, al 2 per cento e all’1 per cento del valore degli immobili, con un versamento minimo di 168 euro. Se il valore è dichiarato in misura non inferiore a quello determinato su base catastale, l’Ufficio non può procedere alla sua rettifica.

Se all’interno dell’asse ereditario vi è un immobile (non di lusso) che andrà destinato come “prima casa”, è previsto il pagamento dell’imposta ipotecaria e catastale in misura fissa (168 euro per ciascuna imposta). L’agevolazione spetta se il beneficiario (ovvero, nel caso di immobili trasferiti a più beneficiari, almeno uno di essi), ha i requisiti necessari per fruire dell’agevolazione cd. “prima casa”.

Fonte: Attico.it
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Incentivi filtri antiparticolato


Pirelli lancia un piano di incentivi all'acquisto dei filtri antiparticolato Feelpure.

La campagna, estesa a tutto il territorio nazionale, partira' a meta' ottobre per concludersi a fine dicembre, salvo esaurimento scorte, e prevede tre categorie di incentivi in base alla tipologia del mezzo:

500 euro per i filtri destinati ai veicoli commerciali leggeri (furgoni, van, minibus, ecc.),
750 euro per i filtri destinati ai veicoli commerciali di media taglia
1000 euro per i veicoli commerciali pesanti (camion).
Obiettivo della campagna Pirelli, rivolta agli operatori del trasporto, e' stimolare l'adozione immediata di sistemi filtranti che consentono di contenere le emissioni di sostanze dannose per l'ambiente e la salute da parte dei mezzi piu' inquinanti.

Gli incentivi Pirelli sono cumulabili con quelli concessi dalle Amministrazioni pubbliche, quali ad esempio la Regione Lombardia, per l'acquisto e l'impianto dei filtri antiparticolato.

I filtri antiparticolato Feelpure abbattono di oltre il 90% le emissioni di polveri sottili e ultrasottili (Pm10 e inferiori), le piu' pericolose per la salute umana, e del 50% le emissioni di biossido di azoto. L'applicazione dei filtri Feelpure consente ai mezzi classificati Euro 1- 2 di raggiungere la classe Euro 4 e a quelli classificati Euro 3 di raggiungere la classe Euro 5.

Fonte:incentivi-italia.blogspot.com
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Carte prepagate ricaricabili con conto corrente integrato. Confronto offerte, vantaggi e svantaggi


Si usano per fare acquisti nei negozi e sul web, pagare bonifici, gestire attraverso internet la propria liquidità e sulle quali si può accreditare lo stipendio e domiciliare le utenze. Sono le carte prepagate, quelle che negli ultimi tempi hanno fatto registrare un vero e proprio boom di crescita, quelle che costano 40-45 euro all’anno e, a differenza dei conti correnti veri e propri, non sono soggetti all’imposta di bollo (34,20 euro annui).

Due le categorie di carte prepagate: ci sono quelle prevedono l’abbinamento con un conto e quelle per le quali, invece, non è necessario associare un deposito tradizionale. Si tratta, infatti, in questo caso, di carte che hanno un proprio Iban dedicato che, ad esempio nel caso degli accrediti o degli ordini di pagamento, consentono di funzionare come un vero c/c.

Per fornire ulteriori informazioni, sono stati scelti diversi tipi di prepagate. Si parte dalla carta Superflash new Intesa Sanpaolo, una carta di pagamento ricaricabile, accredito, stipendio, bonifici, canale internet, e che prevede di prossima attivazione l’addebito utenze, Rid, bollettini postali, canone Rai. Canone: 9,90 euro. C’è poi Carta Spider Monte Paschi di Siena, una carta di pagamento ricaricabile, accredito stipendio, bonifici, canale internet. Canone: 10 euro.

C'è poi la Conto Tascabile Che Banca! carta di pagamento ricaricabile, accredito stipendio, bonifici, canale internet. Non attivo addebito utenze e Rid. Canone 12 euro; la Genius Card Unicredit, carta di pagamento ricaricabile,
accredito, stipendio, bonifici, addebito utenze e Rid, canale internet, che si ottiene al costo di 5 euro e prevede un canone annuo di 12 euro.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Cassazione: licenziamento contestato in ritardo? Può essere annullato


La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (Sent. n. 21221/2009) ha stabilito che può essere annullato il licenziamento contestato in ritardo dall'azienda senza un motivo plausibile. Gli Ermellini sottolineano che “la sentenza di questa Corte 14.4.2005 n. 7729, accogliendo il terzo motivo del ricorso allora in discussione, osservava che ‘nel licenziamento per giusta causa, l’immediatezza della comunicazione del provvedimento espulsivo rispetto al momento della mancanza addotta a sua giustificazione, ovvero rispetto a quello della contestazione, si configura come elemento costitutivo del diritto al recesso del datore di lavoro, in quanto la non immediatezza della contestazione o del provvedimento espulsivo induce ragionevolmente a ritenere che il datore di lavoro abbia soprasseduto al licenziamento ritenendo non grave o comunque non meritevole della massima sanzione la colpa del lavoratore; peraltro il requisito dell’immediatezza deve essere inteso in senso relativo, potendo in concreto essere compatibile con un intervallo di tempo, più o meno lungo, quando l’accertamento e la valutazione dei fatti richieda uno spazio temporale maggiore ovvero quando la complessiva della struttura organizzata dell’impresa possa far ritardare il provvedimento di recesso, restando comunque riservata al giudice di merito la valutazione delle circostanze di fatto che in concreto giustificano o mento il ritardo”.

Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
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Pensione integrativa: la convenienza fiscale


L’innovativo piano previdenziale offre su questo genere di risparmio alcune agevolazioni fiscali. Difatti i contributi che vengono versati per questo genere di piano si possono dedurre dal reddito sino a 5164,57 euro all’anno: questa è un’informazione molto utile ma è i risparmiatori non ne sono sempre a conoscenza. Nel momento in cui si giunge all’età per la pensione, la tassazione del maturato (incluso ciò che deriva dal versamento del TFR) al massimo sarà il 15%, che si ridurrà sino al 9% per ogni anno, dopo il quindicesimo, di permanenza del fondo.

In questa maniera i rendimenti finanziari che si ottengono ogni anno avranno meno tasse in confronto ad altre tipologie di risparmio anche nel caso di una parità dei contributi versati, facendo sì che scegliere la pensione integrativa sia la scelta appropriata per i risparmiatori ai quali piace valutare con attenzione tutte le voci di spesa in base ai guadagni maturati.

Anche per l’aspetto che concerne la scelta è bene informarsi sulle alternative disponibili e sulle agevolazioni offerte dallo Stato Italiano in forma pubblica e dai diversi enti erogatori in forma privata di questo genere di servizi.

Dunque l’elemento fondamentale è essere informati al meglio per scegliere oculatamente, anche perché spesso si corre il rischio di imbattersi in alcuni piani di risparmio che si rivelano poco vantaggiosi soltanto per la pigrizia di raccogliere informazioni in maniera autonoma per quanto riguarda le agevolazioni. Bisogna sempre considerare che gli enti erogatori non sono tutti onesti e che non puntano tutti a offrire il servizio migliore al contraente, ma sovente hanno la tendenza ad tralasciare i particolari che vanno a creare una condizione vantaggiosa per l’ente, agendo non visti nell’ignoranza in questo campo delle persone comuni.

In questo senso il web potrebbe rivelarsi uno strumento efficace e pressoché indispensabile per accedere alle informazioni di cui abbiamo bisogno, visionando quei siti che concedono in modo gratuito il materiale informativo con uno scopo divulgativo sulle tantissime possibilità nel campo delle pensioni integrative.
Quindi per giungere alla soluzione più appropriata l’informazione è la strada migliore.

Fonte:spesafurba.guidaconsumatore.com
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Finanziamenti alle aziende da banca Intesa Sanpaolo.E Corrado Passera invita a scrivergli via e-mail


Nuovo accordo tra Intesa Sanpaolo e Assolombarda per promuovere misure volte a garantire l'afflusso di credito al sistema produttivo della provincia di Milano. In virtù di questa novità, l’ad di Intesa Sanpolo ha messo a disposizione di oltre 300 piccoli imprenditori il suo contatto mail, Corrado.passera@intesasanpaolo.com, in modo da offrire alle aziende interessante e che abbiano i requisiti, la possibilità di contattarlo.

L’iniziativa stanzia 350 milioni di euro per guidare le pmi milanesi verso la ripresa. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di favorire interventi specifici sulla liquidità e la patrimonializzazione delle aziende. La somma stanziata fa parte di quei 5 miliardi complessivi previsti dall’accordo raggiunto a luglio tra la stessa Ca’ de Sass e Confindustria.

Ma le novità non finiscono qui, perchè se il plafond risultasse insufficiente, Intesa Sanpaolo renderà disponibili più risorse. Nell'ambito dell'accordo sono stati individuati anche gli specifici strumenti nelle diverse aree di intervento come il rafforzamento patrimoniale, la flessibilità dei finanziamenti e il sostegno alla liquidità aziendale.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Il lavoro c'è ma non piace


Anche in un periodo di crisi economica, sono gli agenti commerciali le figure più richieste dalle aziende nella ricerca di personale su internet: parola di “Jobs in progress” di settembre, il rapporto mensile sul mercato del lavoro in Italia a cura di Infojobs.it, società di recruitment on line. Al secondo posto troviamo invece gli operai. La categoria “Commerciale/ vendite/agenti” raggruppa le offerte di lavoro per profili come rappresentanti mono o plurimandatari, account manager, e tutta la rete di vendita a partire dai direttori vendite. «Un’area in cui vengono compresi anche gli ingegneri - spiega Giampaolo Cerri, direttore di Campus - Ma il problema è che i ragazzi non vogliono diventare né operai, né ingegneri. Il problema in Italia è che le facoltà scientifiche, pur giovandosi di un tasso di collocamento nel mondo del lavoro

Fonte:metronews.it
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Il Salvagente segnala "Win for life" all'Antitrust


Il Salvagente ha presentato all'Autorità una segnalazione per pubblicità ingannevole: il consumatore non viene informato chiaramente sull'ammontare della vincita, ma lo scopre soltanto dopo aver giocato. MDC prepara azione inibitoria nei confronti di AAMS.

Nonostante abbia appena 10 giorni di vita, l'ultima invenzione della Sisal, la lotteria "più che quotidiana" Win for life, ha già scatenato una serie di polemiche. Polemiche sulla febbre da gioco e sull'effetto dipendenza che creerebbe; qualcuno ha detto che si tratta di una "tassa mascherata".

Di sicuro a 10 giorni dal suo lancio il nuovo gioco sta riscuotendo un grande successo e ci sono state già parecchie vincite; c'è anche chi è riuscito ad aggiudicarsi il vitalizio ventennale di 4mila euro mensili. Ma oggi la polemica su Win for life si inasprisce.

Il Salvagente, rivista dei diritti, dei consumi e delle scelte, ha presentato all'Antitrust una segnalazione per pubblicità ingannevole. La questione sostenuta dall'avvocato Osvaldo Asteriti, famoso per le battaglie contro le lotterie istantanee, è la seguente: "il gioco presenta notevoli profili di invalidità e illegittimità e per questo va bloccato".

E con l'avvocato Osvaldo Asteriti il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha predisposto un'azione inibitoria nei confronti dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) per Win for life - Vinci per la vita.

La prima cosa contestata dall'avvocato Asteriti è la vaghezza del montepremi e dunque "l'indeterminatezza dell'oggetto del contratto", che sarebbe la schedina che si compila. Si scopre l'ammontare della vincita, infatti, soltanto dopo l'estrazione poiché il premio si divide in base ai vincitori (e questo lo si è scoperto soltanto giocando!). Addirittura chi lunedì 5 ottobre avrebbe dovuto vincere i 4mila euro mensili, indovinando gli 11 numeri, ne ha vinti soltanto 1.333, dovendo dividere il premio con altri 2 vincitori.

Questa, secondo l'avvocato, è pubblicità ingannevole poiché non mette il consumatore nelle condizioni di fare una scelta libera e consapevole. Nei bar e nelle ricevitorie di tutta Italia, infatti, le locandine pubblicitarie recitano a caratteri cubitali: "Con 10+il Numerone o 0+il Numerone vinci 4mila euro al mese per 20 anni". Soltanto sul retro della schedina si spiega, in piccolo, che la vendita va divisa per il numero dei vincitori. Ma la Sisal nella sua campagna pubblicitaria non lo ha detto chiaramente, non garantendo la tutela del consumatore e per questo il Salvagente ha chiamato in causa l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato.

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Cassazione: disabile parcheggia strisce blu perché il suo posto è occupato? Deve pagare il tiket


La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 21271/2009) ha stabilito che devono pagare il ticket i disabili che parcheggiano nelle strisce blu e ciò anche se non hanno trovato posto negli spazi loro riservati. Gli Ermellini hanno infatti evidenziato che “(…) gli artt. 188, comma 3, c.d.s. e 11, comma 1, d.P.R. n. 503/1996, cit., prevedono per i titolari del contrassegno l’esonero, rispettivamente, dai limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo determinato e dai divieti e limitazioni della sosta disposti dall’autorità competente; l’obbligo del pagamento di una somma è, invece, cosa diversa dal divieto o limitazione della sosta, come del resto è confermato dall’art. 4, comma 4, lett. d), c.d.s. (per il quale l’ente proprietario della strada può ‘vietare o limitare o subordinare al pagamento di una somma il parcheggio o la sosta dei veicoli’) che li considera alternativi”.
La Corte ha poi affermato che “né ha fondamento invocare a sostegno di una diversa interpretazione, come fa il ricorrente, l’esigenza di favorire la mobilità delle persone disabili . Dalla gratuità – anziché onerosità come per gli altri utenti – della sosta deriva, infatti, un vantaggio meramente economico, non un vantaggio in termini di mobilità, la quale è favorita dalla concreta disponibilità – piuttosto che dalla gratuità – del posto dove sostare; sicché, anche in caso di disponibilità dei posti riservati ai sensi dell’art. 11, comma 5, d.P.R. n. 503/1996, invocato dal ricorrente, non vi è ragione di consentire, in mancanza di previsione normativa, la sosta gratuita alla persona disabile che abbia trovato posto negli stalli a pagamento”.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Cristina Matricardi)
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Al via la stagione dei modelli 2010. In rete bozza e istruzioni del Cud


Pronta la bozza del Cud 2010. Con anticipo rispetto alla tempistica ordinaria, l'agenzia delle Entrate rende disponibili, sul proprio sito, lo schema di certificazione unica attestante i redditi di lavoro dipendente, equiparati e assimilati percepiti nel corso del 2009 e le relative istruzioni di compilazione. Il modello va consegnato dal sostituto d'imposta o dall'ente pensionistico al contribuente in duplice copia entro il 28 febbraio 2010.
Anche per la bozza del Cud - così come è avvenuto per la circolare sull'emersione delle attività detenute all'estero - è stato attivato, sul sito dell'Agenzia, un forum aperto a proposte e suggerimenti dei contribuenti.

Ecco le principali novità presenti nell'edizione di quest'anno.

Bonus famiglia
Nella nuova sezione "Bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienti" (punto 276) andrà indicato l'ammontare del cosiddetto bonus famiglia, introdotto dall'articolo 1 del Dl 185/2008.

Premi di produttività
La sezione "Somme erogate per prestazioni di lavoro straordinario e per premi di produttività e altre agevolazioni" (punti da 77 a 81) è stata ridenominata "Somme erogate per l'incremento della produttività del lavoro". In particolare, l'articolo 5 del Dl 185/2008, convertito con modificazione dalla legge n. 2 del 2009, ha prorogato la disposizione secondo la quale le somme erogate per incrementare la produttività del lavoro sono soggette a un'imposta sostituiva dell'Irpef e delle addizionali regionale e comunale pari al 10%, entro il limite complessivo di 6mila euro lordi. Possono fruire dell'imposta sostitutiva esclusivamente i lavoratori dipendenti del settore privato, con reddito non superiore, nel 2008, a 35mila euro. L'agevolazione non è stata prorogata per le somme erogate per le prestazioni di lavoro straordinario e supplementare.

Comparto sicurezza
Il Dl 185/2008 (articolo 4, comma 3) ha introdotto in via sperimentale per il personale del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso pubblico, con reddito complessivo di lavoro dipendente, nel 2008, non superiore a 35mila euro, una riduzione dell'Irpef e delle addizionali regionale e comunale sul trattamento economico accessorio. Per questa ragione sono stati predisposti tre nuovi campi nella sezione "Altri dati": punto 40-bis per indicare la detrazione fruita, per un importo massimo di 134 euro; punto 40-ter per segnalare il trattamento accessorio erogato e punto 40-quater per indicare l'imposta lorda, calcolata sulla base del trattamento economico accessorio percepito.

Lavoratori prima occupazione
I punti 47 e 47-bis (introdotto quest'anno) sono dedicati all'indicazione dei contributi versati dai lavoratori di primo impiego per le forme pensionistiche complementari. In particolare, il punto 47 si riferisce ai contributi versati nell'anno d'imposta certificati dal Cud; il 47-bis, invece, denominato "Contributi previdenza complementare lavoratori di prima occupazione versati in anni precedenti" indica le somme effettivamente versate nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

Abruzzo
Nella parte A dei dati generali, nel punto 11, "Eventi eccezionali", il codice 3 si riferisce ai contribuenti residenti al 6 aprile 2009 nei comuni della provincia dell'Aquila colpiti dal sisma e per i quali sono stati sospesi, dalla stessa data fino al 30 novembre di quest'anno, i termini per gli adempimenti fiscali. E' stato, invece, ripristinato l'obbligo di versamento delle imposte per i contribuenti residenti al 31 ottobre 2002 nei comuni delle province di Campobasso e Foggia danneggiati dal terremoto.

Altre novità
Tra i nuovi campi introdotti nel Cud di quest'anno, anche i punti 33-bis e 38-bis, dove indicare, in modo distinto e autonomo, il credito per famiglie numerose e quello per canoni di locazione recuperati in sede di conguaglio. Tali somme, nel Cud 2009, erano inserite all'interno del punto 5 e, nel campo 55, andava indicato il codice C, che, di conseguenza, è stato eliminato.

Al punto 9 della parte A contenente i dati generali è stato introdotto il campo "Data prima occupazione", che permette ai sostituti d'imposta, nel caso in cui il contribuente abbia più rapporti di lavoro, di acquisire maggiori informazioni sulla sua posizione attraverso la consultazione del Cud rilasciato dai precedenti datori di lavoro e di calcolare i maggiori contributi previdenziali che è possibile attribuire ai lavoratori al primo impiego per la partecipazione a forme di previdenza complementare.

La tabella A, infine, contenente la lista degli oneri per i quali spetta la detrazione del 19%, è stata aggiornata in base alla proroga disposta dalla Finanziaria 2009 per le agevolazioni riguardanti le spese sostenute: per l'autoaggiornamento e la formazione dei docenti delle scuole anche non di ruolo con incarico annuale, per il pagamento delle rette per la frequenza di asili nido, per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto locale, regionale e interregionale.

Fonte: nuovofiscooggi.it (Alessandra Gambadoro)
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Arriva il patentino per i cani ''feroci''


Contrordine, amici degli animali: niente più black list per le razze più pericolose e aggressive. Da ieri siamo infatti nell’era del “patentino”, presentato a Roma dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Si tratta di un “corso formativo” per proprietari di cani previsto dall'ordinanza del 3 marzo 2009, quella sulla “tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani”. Un corso gratuito, offerto a tutti i cittadini dalle amministrazioni locali e obbligatorio solo per i proprietari dei cani “rischio elevato”. Ed è proprio sulla definizione di “rischio elevato” che si concentrano i dubbi dei consumatori. Infatti saranno i veterinari a dover valutare, caso per caso, l’animale pericoloso. Per il Codacons è una “bufala colossale”, perché il patentino «sarà obbligatorio solo ex post, dopo che il cane avrà morso e ridotto in fin di vita qualcuno».

Fonte:metronews.it
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Cassazione: impedisce all’ex di riprendersi gli effetti personali dopo la separazione? E’ appropriazione indebita


La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 37498/2009) ha stabilito che rischia il carcere per appropriazione indebita l'ex che impedisce all'altro di andarsi a riprendere la macchina e gli effetti personali. Secondo gli Ermellini, “il delitto di appropriazione indebita si consuma nel momento in cui l’gente tiene consapevolmente un comportamento oggettivamente eccedente la sfera delle facoltà ricomprese nel titolo del suo possesso ed incompatibile con il diritto del titolare, in quanto significativo nell’immutazione del mero possesso in dominio”.
“Da tale principio –prosegue la Corte-, affermato dalla giurisprudenza, si desume che il reato in questione, è consumato nel momento in cui il soggetto agente esercita la signoria sul beni uti dominus e non è necessario che la parte offesa debba formulare un’esplicita e formale richiesta di restituzione dello specifico bene oggetto della interversione del possesso”. Nel caso di specie, “la situazione di fatto maturata fra le parti (separazione con allontanamento della parte offesa dalla casa di abitazione senza il ritiro dei propri oggetti personali e della autovettura) e la corrispondenza intercorsa fra i legali, consente di ritenere che l’imputato ha avuto modo di comprendere perfettamente di trattenere presso di se oggetti appartenenti alla parte offesa (…)”.

Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
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Dollaro in ribasso e oro ai massimi: possibile nuova moneta di riferimento?


Continua il momento difficile del dollaro: ‘la moneta del mondo’ sta perdendo il suo peso e le cause sono molteplici. Dalla politica americana adottata all’indomani dello tsunami crisi finanziaria, per cui l’eccessiva liquidità prodotta per far fronte alla crisi dello scorso ottobre ha portato i consumatori americani a ridurre gli acquisti.

Poi ci sono le cause esterne che stanno contribuendo alla ‘morte’ del dollaro. Prima i maxi sequestri, a Como e a Malpensa, di falsi bond Usa per valori complessivi superiori ai 200 miliardi di dollari, dietro cui ci sarebbero attività criminali del sud-est asiatico che si pongono come fine non solo il profitto, ma puntano anche a minare la credibilità della Fed spacciando in giro per il mondo titoli taroccati.

E poi c’è stata la grande strategia dei Paesi del Golfo. Durante un vertice segreto, in realtà smentito, i rappresentati di questi Paesi, insieme ai ministri delle Finanze di Cina, Russia, Giappone e Francia, avrebbero deciso di sostituire il dollaro, valuta di riferimento per le transazioni internazionali sui mercati degli idrocarburi, il Nymex di New York e l’Ipe di Londra, con nuove valute.

In corsa per la ‘successione’ ci sarebbero euro, yuan cinese e la nuova moneta unica del Golfo, il Khaleeji, che, però, non entrerà in vigore prima del 2013. Per controbilanciare la perdita dollaro, molti iniziano a fare, invece, la corsa all’oro, nel vero senso della parola, ora che ha raggiunto i massimi storici (nuovo record a 1.043,78 dollari l'oncia).

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Conservazione sostitutiva: quando serve (ancora) il notaio


Il Decreto anticrisi ha modificato il Codice dell’Amministrazione Digitale, prevedendo la sostituzione di un documento analogico originale con una copia informatica sottoscritta elettronicamente dal detentore e, relativamente ai documenti analogici originali unici, cioè quelli esistenti in unica copia o del quale non sia possibile possederne altra copia anche presso terzi per la conservazione, ha delegato ad un successivo provvedimento la indicazione ai soli fini pubblicistici dei documenti soggetti alla sottoscrizione elettronica di un pubblico ufficiale o notaio anziché dello stesso detentore.

I documenti aziendali anche se creati con strumenti informatici ma senza la apposizione della marca temporale e della firma digitale vengono considerati analogici e devono essere materializzati su supporto fisico (es. cartaceo) oppure se ne deve acquisire l’immagine (anche attraverso lo spool di stampa), e la loro conservazione è subordinata alla condizione che l’immagine risulti fedele corretta e veritiera e quindi ai fini della conservazione sostitutiva il procedimento è completo con l’apposizione della firma digitale e della marca temporale, anche su un insieme di documenti e non necessariamente sui singoli documenti da conservare.

Questa la premessa da cui partire per la lettura di una recente risoluzione, sulla conservazione ai fini fiscali dei documenti analogici originali unici in formato elettronico, con cui la Agenzia delle Entrate, ha risposto ai quesiti posti con un interpello sui dubbi sorti sulla possibilità di sottoscrivere un insieme omogeneo di documenti per conservarli in modalità sostitutiva, anche nei casi di documenti originali unici.

La Agenzia delle Entrate ha certamente confermato la possibilità di delegare le attività di conservazione sostitutiva tanto a persone fisiche che giuridiche e sia a uno che a più operatori, ma ha probabilmente raffreddato alcune aspettative affermando, allo stesso tempo che, le disposizioni contenute nel DM 23 gennaio 2004 sono in ogni caso da considerarsi “attuali” in quanto norma speciale per quanto attiene agli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici e alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto.

Quindi proprio ai fini fiscali, e con riferimento ai documenti analogici originali unici non sembrano potersi (ancora) applicare le semplificazioni introdotte dal decreto anticrisi occorrendo il ricorso alla sottoscrizione (elettronica) di un notaio o altro pubblico ufficiale.

Fonte:blog.pmi.it (Paolo Sebaste)
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Microsoft lancia l'antivirus gratuito: un terremoto nell'industria del software


Addio al classico antivirus da installare via Cd dopo averlo pagato in negozio qualche decina di euro? Stando alle intenzioni di Microsoft, che ieri ha reso disponibile al download la versione finale di Security Essentials, parrebbe proprio di sì. Il nuovo software di sicurezza personale made in Redmond, lanciato a giugno in versione beta a 75mila tester con il nome in codice di Morro, è infatti del tutto gratuito e si carica a bordo del proprio pc direttamente via Internet dal sito della società. In pochi minuti e in lingua italiana. Una volta apparsa la classica icona sul desktop basta avviare l'applicazione e in tempi rapidissimi il software scandaglia migliaia di elementi archiviati nella memoria del computer e mette in protezione lo stesso. L'unica condizione è che il sistema operativo del computer interessato dall'utilizzo di Essential deve essere autentico: serve cioè una copia di Windows (XP, Vista e Windows 7) originale, una pirata non permette di approfittare della "gentile" offerta del gigante del software, che – assicura - aggiornerà costantemente il programma per arginare via via le nuove minacce scagliate dagli hacker.
L'avvento di Security Essentials provocherà uno scossone nel mondo degli antivirus, impattando sulle vendite dei noti pacchetti antivirus delle varie Symantec, McAfee, Trend Micro e via dicendo? Di certo per Microsoft è un voltare pagina definitivo, che confina nel libro dei ricordi la non certo entusiasmante esperienza di Windows Live OneCare, la soluzione a pagamento venduta sul mercato fino all'autunno scorso. Amy Barzdukas, responsabile della sicurezza dei personal computer di Microsoft, ha enfatizzato il concetto che "con Security Essentials si può ottenere una protezione anti-malware di qualità, facile da attivare e utilizzare e con prestazioni non invasive che spesso inducono a disattivare l'antivirus", mettendo in evidenza come molti utenti sono in cerca di programmi di sicurezza ma non possono acquistarne uno ad hoc. Leggendo fra le pagine dei blog dedicate all'argomento emerge in realtà come il consumo di memoria del pacchetto di Microsoft sia più elevato rispetto ad alcuni programmi concorrenti gratuiti (come Antivir o Avast) o a pagamento.
Tecnicismi a parte, che l'impatto dell'annuncio sia tale da provocare la reazione dei produttori di software antivirus è abbastanza comprensibile. I portavoce di Symantec si sono già fatti sentite e a loro dire il programma di Microsoft non è sufficiente a contrastare gli attacchi più sofisticati in quanto "offre una protezione ridotta in un momento cruciale nella lotta alla cybercriminalità". Da Redmond ribattono affermando che il prodotto non è una vera alternativa ai tradizionali antivirus perché uno strumento di protezione "basic" privo delle molte funzioni che arricchiscono le soluzioni di sicurezza tradizionali e in tal senso sconsiglia la compresenza di Security Essential con altri antivirus, così da evitare conflitti e sovrapposizioni inutili. Se si tratti di un compromesso accettabile dalla concorrenza lo dirà il mercato e c'è in tal senso c'è molta curiosità fra gli addetti ai lavori per capire quale posto potrà occupare Security Essentials nel mondo delle soluzioni di sicurezza. La sensazione, interpretando i commenti lasciati in Rete, è che la "new entry" in questione sia un prodotto le cui funzionalità non sono poi troppo così diverse da altri software gratuiti "no branded". La sostanziale differenza però è che Essentials è un antivirus in tutto e per tutto scritto e sviluppato da Microsoft per operare in ambiente Windows e per chi lavora o si diverte con un computer basato sul sistema operativo a finestre è sicuramente una buona notizia. La maggiore propensione a mostrare pericolose falle di sicurezza di Xp o Vista rispetto a Mac Os X o Linux non troverà forse con Essential una soluzione definitiva ma una risposta efficace sicuramente sì. Servire su un piatto d'argento, gratuitamente e con la promessa di uno strumento "easy to use", la sicurezza ai propri utenti è per Microsoft di importanza strategica non tanto per riguadagnare la fiducia di coloro che hanno sposato altre piattaforme operative o fare la guerra a Symantec & Co. quanto per spianare la strada all'avvento ormai imminente di Windows 7. Almeno così sembra.

Fonte:ilsole24ore.com (Gianni Rusconi)
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Finanziamenti alle imprese: anche con il bilancio in utile è difficile ottenere un prestito


Un milione e 200mila euro l'anno, l'azienda in utile eppure spuntano difficoltà per ottenere un credito dalla banca. E’ la storia di Arabicaffè, un'azienda mai in crisi, nata nel 1953, quando tre amici decisero di lanciarsi nel business della torrefazione di caffè. Piccola, conta 20 dipendenti, Arabicaffè si trova al Sud, alle porte di Catania e a guidarla sono tutti giovani, quattro fratelli, figli di uno dei fondatori.

Questa azienda è esempio di pmi che fa parte di Confapi giovani, associazione di piccole e medie imprese, proprio quelle che rischiano di più con la crisi e a cui le banche hanno chiuso i rubinetti. Certo, nonostante qualche piccolo calo che l’azienda registrerà, Arabicaffè è riuscita ad uscire indenne, o quasi, dalla crisi rispetto a realtà che hanno, per esempio, dovuto chiudere battenti, eppure nonostante tutte le garanzie fornite e assicurate, i problemi con le banche in questo anno per i titolari non sono mancati.

Se è vero che una realtà stabile e sicura come questa riesce, però, a trovare una via d’uscita, Alfio Conti, 36 anni, uno dei proprietari, dopo tutti gli step passati e saltati per ottenere un prestito, si chiede, come possa fare oggi un giovane imprenditore o un'azienda con un minimo di difficoltà a salvarsi. Il tutto perchè le banche ora prolungano i tempi nell’erogazione di prestiti e fanno ben capire di ‘non potersi muovere’ senza l’assenso della sede centrale.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Nucleare, l'Enel stabilisce le date

Mentre le Regioni preparano i ricorsi alla Corte Costituzionale contro il decreto che affida al governo il compito di individuare i siti per le future centrali, dalla Francia gli esperti dell’Enel (partner dell’accordo sul nucleare) dettano l’agenda dell’ingresso italiano nel settore. È «un obiettivo realistico la prima centrale il primo luglio 2020. Poi ogni 18 mesi l’avvio degli altri reattori». La selezione del primo sito è attesa per il 10 ottobre 2010, dopo la pubblicazione dei criteri per la scelta, non prima di luglio. La prima colata di calcestruzzo per l’edificio del reattore è prevista per il 9 luglio 2015. Nella stima dei tempi l’Enel include anche lo spazio per il dibattito che si scatenerà dopo l’indicazione dei siti.

Fonte:metronews.it (S.D.)
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Tasse e imposte: quelle indirette le più odiate dai contribuenti

Qual è per quest’anno la tassa più odiata dagli italiani? Ebbene, l’imposta meno gradita, ma anche la più chiacchierata, è quest’anno la Tarsu/Tia, ovverosia la tassa sui rifiuti per la quale, in merito all’applicazione dell’IVA, si è pronunciata anche la Corte Costituzionale dichiarandone l’illegittimità. La tassa rifiuti è la tassa più odiata dagli italiani in accordo con la consueta classifica annuale, una vera e propria “top ten“, stilata da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, avvalendosi dell’operato dello Sportello del Contribuente. L’indagine, in particolare, è stata effettuata lo scorso mese di settembre su un campione di italiani residenti nel nostro Paese, e maggiorenni, intervistati telefonicamente. Al secondo posto della “top ten” delle tasse più odiate c’è un altro tra i balzelli più chiacchierati delle ultime settimane.

Fonte:fiscoetributi.com (Fil)
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Deducibilità delle spese di rappresentanza per le Pmi neo-costituite

Per le imprese neo-costituite, le spese di rappresentanza sostenute nei periodi d’imposta anteriori a quello in cui sono conseguiti i primi ricavi, possono essere portate in deduzione dal reddito dello stesso periodo e di quello successivo se e nella misura in cui le spese sostenute in tali periodi siano inferiori all’importo deducibile.

La scelta della forma giuridica per l’avvio della nuova impresa individuale o collettiva non ha soluzioni univoche, in quanto collegata alla gestione dell’azienda per definizione dinamica e mutevole nel tempo.

Le decisioni nella fase della scelta sono molto importanti in quanto implicano conseguenze di carattere economico, vincolano le opzioni relative ai finanziamenti, condizionano i rapporti tra i soci (laddove esista una compagine sociale) e comportano un diverso trattamento fiscale, con ripercussioni sui costi aziendali.

La circolare 34/E illustrando le novità introdotte dalla Finanziaria 2008 e dal decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 19 novembre 2008 che hanno modificato, in maniera sostanziale, la disciplina fiscale delle spese di rappresentanza.
Infatti, normalmente, nella fase di start up accade che vengono sostenuti dei costi rilevanti per l’avvio dell’impresa prima di poter conseguire dei ricavi, con impossibilità di poter dedurre le spese.

Per evitare tale problema, la disposizione normativa consente la deduzione delle spese di rappresentanza nell’anno di conseguimento dei primi ricavi e in quello successivo. La deducibilità delle spese di rappresentanza sostenute dall’impresa nella fase di start up potrà essere differita nel rispetto di due limiti: un limite temporale - le spese potranno essere dedotte nell’esercizio di conseguimento dei primi «ricavi e proventi della gestione caratteristica dell’impresa» e, al massimo, in quello successivo; un limite quantitativo - le spese di rappresentanza sostenute nella fase di start up saranno deducibili nella misura in cui le medesime spese sostenute nel periodo di conseguimento dei primi ricavi e del successivo siano inferiori al relativo plafond di deducibilità.

La specifica disciplina delle spese di rappresentanza sostenute dalle imprese di nuova costituzione non riguarda, infine, le spese di cui al comma 4 (relative a “beni distribuiti gratuitamente di valore unitario non superiore a 50 euro”), in quanto anche tali spese non sono soggette ai predetti limiti quantitativi e sono deducibili per il loro intero ammontare nell’esercizio di sostenimento.

Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Offerta di lavoro a domicilio, Antitrust condanna società denunciata dal Codacons

Non è certo l'unico caso di "allettante lavoro a domicilio" pubblicizzato su riviste o siti, ma forse, quello segnalato oggi dall'Antitrust, è uno dei pochi per cui si è risaliti ad un responsabile. E questo grazie alla denuncia del Codacons che ha segnalato il caso all'Autorità, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni di consumatori incappati nel raggiro.

"In molti avevano risposto a quell'annuncio pubblicitario, comparso su diverse riviste, che offriva l'opportunità di un lavoro a domicilio part e full time, ossia la possibilità di svolgere un'attività remunerata - in questo caso specifico la realizzazione di braccialetti e semipreziosi - direttamente presso la propria abitazione. Un annuncio - scrive il Codacons in una nota - particolarmente allettante per i tanti disoccupati presenti in Italia, che nascondeva però una amara sorpresa. Una volta contattato il numero indicato nel testo dell'inserzione, infatti, si veniva a scoprire che per poter ottenere tale lavoro, era necessario versare una somma compresa tra i 65 e i 75 euro a titolo di inserimento nell'organico, istruzione pratica, diritti di segreteria e compartecipazione alle spese di imballaggio".

"In buona sostanza - spiega l'Associazione dei consumatori - l'annuncio di lavoro nascondeva un'offerta di fornitura di materiale a carattere oneroso, materiale per il quale gli utenti dovevano sborsare fino a 75 euro; il kit in questione conteneva perline colorate, una pinza, cinque sfere di filo di ferro e una lettera di accompagnamento con le istruzioni".

L'Antitrust ha accolto la tesi del Codacons, giudicando tale pratica scorretta ed ha inflitto nei confronti dell'impresa individuale ZALES di Zabini Alessandro (con sede a Lecce) una multa di 60.000 euro. Si legge nella sentenza dell'Autorità:

"La circostanza che le inserzioni omettano di indicare l'effettivo contenuto della proposta e, in via connessa, il suo carattere oneroso, avvicinando le persone con annunci che - sotto l'apparente veste di un'offerta di lavoro - propongono un rapporto di collaborazione, comporta inevitabilmente una induzione in errore nei soggetti raggiunti dai messaggi. [...] L'inserzione di ricerca di personale per lo svolgimento di lavoro domiciliare... in realtà cela una vera e propria inserzione pubblicitaria per la vendita di materiale, in quanto coloro che rispondono alla presunta proposta di lavoro dovrebbero poi acquistare il kit da assemblare".

"Una curiosità: non riuscendo a reperire il titolare dell'impresa responsabile dell'annuncio - conclude il Codacons - l'Antitrust ha mandato degli ispettori presso la sede legale della società in Via Bellinzona 21 a Lecce, constatando in loco che il civico 21 era...inesistente!!

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Moratoria dei debiti nei confronti delle banche: nel sito del governo il modulo on-line per richiesta

Nel sito del governo è stato pubblicato il modulo per consentire alle imprese che intendono avvalersi della moratoria dei debiti nei confronti delle banche di fare la relativa richiesta. Con la domanda (che può essere presentata fino al 10 giugno 2010) le banche che hanno aderito all'accordo tra ministero dell'Economia e delle finanze, Abi e Associazioni delle imprese possono sospendere per 12 mesi le rate dei mutui o dei leasing a carico delle imprese che si trovano in situazioni di sofferenza a causa della crisi economica. La moratoria prevede anche l'allungamento a 270 giorni delle anticipazioni bancarie su crediti.
L'elenco delle banche aderenti all'iniziativa è disponibile qui: banche aderenti
E qui il modulo per la domanda: modulo moratoria

Fonte:studiocataldi.it
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Nazioni Unite: "La Norvegia il migliore paese in cui vivere"

La Norvegia ha ottenuto il titolo di migliore paese in cui vivere, mentre gli stati dell'Africa sub-sahariana colpiti dalla guerra e dall'Aids risultano i meno allettanti. È quanto emerge dai dati delle Nazioni Unite pubblicati oggi, raccolti prima della crisi economica globale. I dati mostrano che il tenore di vita più alto si registra in Norvegia, Australia e Islanda, mentre Nigeria, Afghanistan e Sierra Leone sono i fanalini di coda in termini di sviluppo umano. L'indice del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) è stato calcolato utilizzando dati del 2007 sul Pil pro capite, sull'istruzione e sulle aspettative di vita, e sottolinea marcate differenze tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. "Nonostante significativi miglioramenti nel corso del tempo, il progresso non è stato equo", ha commentato l'Undp in una nota. "Molti paesi sono regrediti negli ultimi decenni, a causa delle crisi economiche, delle crisi legate alle guerre e delle epidemia di Aids, e questo anche prima della recessione globale".

In Nigeria, riporta l'indice, l'aspettativa di vita media è di 50 anni, inferiore di circa 30 anni rispetto alla Norvegia, mentre per ogni dollaro pro capite guadagnato in Nigeria, in Norvegia se ne guadagnano 85.Nei 24 paesi più poveri inoltre, circa la metà della popolazione è analfabeta, contro il 20% registrato nelle nazioni con uno sviluppo umano medio. I giapponesi sono risultati i più longevi, con un'aspettativa di vita media di 82,7 anni, mentre all'ultimo posto c'è l'Afghanistan, con un'aspettativa di 43,6 anni. Il minuscolo Liechtenstein, con una popolazione di 35.000 persone e 15 banche, ha il più elevato Pil pro capite, pari a 85.383 dollari, mentre il paese più povero è la Repubblica democratica del Congo, dove il reddito medio annuo è di 298 dollari a persona. L'Undp, che pubblica l'indice annuale dal 1990, ha dichiarato che lo sviluppo umano è migliorato globalmente del 15% rispetto al 1980, e che i maggiori progressi si sono registrati in Cina, Iran e Nepal.

Fonte:libero-news.it
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Partono oggi gli incentivi per l'acquisto delle moto

05/10 Dopo gli incentivi per l'acquisto delle biciclette, partono oggi quelli destinati all'acquisto delle moto. Sono 5,1 i milioni di euro messi a disposizione dal dicastero per coprire fino al 30% della spesa d'acquisto di un ciclomotore o di un motociclo elettrico. In particolare, chi acquisterà un motociclo elettrico, un motociclo ibrido Euro 3, un quadriciclo elettrico o un triciclo o quadriciclo Euro 2 ibrido potrà beneficiare di una somma massima di 1.300 euro. La cifra comprende gli eventuali altri incentivi statali e, nel caso dei motoveicoli ibridi prevede la contestuale rottamazione di un ciclomotore vecchio.

Per l'acquisto di un ciclomotore elettrico e di un ciclomotore Euro 2 ibrido (in quest'ultimo caso con rottamazione) è invece previsto un contributo massimo del 30% pari a 850 euro, mentre per l'acquisto di un ciclomotore Euro 2 a quattro tempi o di un Euro 2 a ridotto consumo (con rottamazione) il contributo è del 20% fino a 500 euro.

Infine massimo l'8% del costo del veicolo, fino a 180 euro, andranno a chi acquisterà un ciclomotore Euro 2 a due tempi, con contestuale rottamazione. I normali motocicli con cilindrata superiore a 50 cc già usufruiscono di incentivi, come il settore auto, dallo scorso febbraio.

Il ministro dell'Ambiente, Stefani Prestigiacomo, spera di bissare il successo degli incentivi per le biciclette: cinquantasettemila sono state, infatti, le biciclette vendute in 4 giorni. I 7 milioni e 700 mila euro stanziati hanno innescato acquisti per quasi 22 milioni. La quota media dell'incentivo è stata di 130 euro (il 30% del prezzo).

Fonte:helpconsumatori.it
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Giovani imprenditori agricoli, bando per progetti di ricerca

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha pubblicato il nuovo bando per la selezione di progetti di ricerca industriale nel settore dell’agricoltura (esclusa l’a cquacoltura) proposti da piccole e medie imprese condotte da giovani imprenditori agricoli, da realizzare attraverso la collaborazione di Istituzioni pubbliche di ricerca.

Le risorse disponibili sono pari a cinque milioni di euro e le domande dovranno pervenire entro le ore 12.00 del 5 novembre 2009, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Direzione dello Sviluppo Rurale, delle infrastrutture e dei servizi – Ufficio SVIRIS IV – Ricerca e sperimentazione, via XX settembre 20, 00187 Roma. Non farà fede il timbro postale di partenza. Per ulteriori informazioni consultare il bando.

Fonte:teatronaturale.it (C. S.)
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Internet in ufficio: lavoratori lo usano per due ore al giorno. I siti più visitati

Oltre 6 milioni e mezzo di lavoratori farebbero ampio utilizzo di Internet anche durante le ore di lavoro, con una media di 2 ore al giorno e mostrando una marcata incidenza sulla loro produttività per il calo di efficienza che ne emerge. Questi i numeri emersi da una ricerca condotta da Nielsen Ondine che ha analizzato la tentazione dei lavoratori ad accedere alla Rete durante le ore di lavoro.

Stando ai dati, il tempo riservato alla navigazione risulta pari a 37 ore, 46 minuti e 35 secondi al mese, che corrispondono a circa una settimana di lavoro. In media, i collegamenti mensili sono 46, durante i quali i lavoratori hanno accesso ad un centinaio di siti, per un totale di 2.673 pagine visitate.

Tra i portali più visitati predomina, come immaginabile, Google, seguito a ruota dal social network diventato ormai fenomeno di massa di comunicazione Facebook che, però, stravince in quanto a tempo medio di permanenza: cinque ore e mezza al mese contro l'ora e 45 di Google.

La consuetudine di ‘svagarsi’ su Internet sembra essere di ben ¼ degli occupati: si tratta per la maggior parte di lavoratori dipendenti costretti a passare le 8 ore seduti in un ufficio davanti ad una scrivania, ma tra loro compaiono anche i professionisti e i lavoratori autonomi che ‘staccano’ navigando qualche minuto per poi riprendere i loro impegni di lavoro.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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