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News e Fax > Archivio 2011 > Settembre 2011
Elenco news :
E-Commerce.UE: in 5 anni raddoppiati acquisti online, ma Italia resta fanalino di coda
Finanziamenti a fondo perduto: come ottenerli e quali i requisiti
Il DL 119/2011 riscrive il Collegato Lavoro su congedi e permessi di lavoro
Altroconsumo: 10 anni di euro. Potere d'acquisto a meno 7%. Prezzi giù se c'è concorrenza
Scadenze fiscali settembre 2011
Beneficio pensionistico per lavoratori dipendenti che risultano avere svolto lavori particolarmente faticosi e pesanti
Unico 2011: come pagare meno tasse con le deduzioni dal reddito
Energia, le imprese italiane pagano il 31,7% in più rispetto alla media UE
Giovani, al via fondi per acquisto prima casa, per gli studenti e per i genitori precari
Fisco: in arrivo nuove lettere di avviso per i contribuenti
Proroga indennizzi per la cessazione dell'attività commerciale; Scadenza posticipata al massimo 18 mesi dal compimento dell’età pensionabile
Istat, retribuzioni ferme a luglio: in un anno sono cresciute dell'1,7%
Mutui fissi sui minimi. Ma scende anche l'Euribor (che calerà fino alla prossima estate). Che fare?
Istruzione. Test di ammissione, Codacons pensa ad una class action
Autorizzazione ai versamenti volontari, l'istanza è solo telematica
Controlli dell’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni fiscali
Isfol, il 30% occupati ha trovato lavoro con la raccomandazione
Deposito titoli: l'imposta di bollo è legata al numero di depositi attivi
Decreto Sviluppo: Agenzia Entrate su IVA, casa e Spesometro
Mutui: sospensione rate. Proroga fino al Gennaio 2012. Regole
Brevetti; Inventor of the Year 2012
Cassazione: fruibilità dei permessi per motivi di studio anche per i "precari"
Federcontribuenti denuncia lo "sconto" di Mediaset Premium che evade il fisco
Nuovi finanziamenti disponibili per la formazione aziendale
Lettere Fisco per dichiarazione redditi 2009-2010. Avvisi ad Ottobre per spese non congrue
Confcommercio, consumi fermi: "17 regioni sotto i livelli del 2000"
Lavoro; Cantiere aperto sulle leggi
Terreni e partecipazioni non quotate, riaperti i termini per la rivalutazione
Sicurezza stadi: nuovi compiti ausiliari agli steward
Manovra di ferragosto: eccezioni alla tassa unica su rendite finanziare
E-Commerce.UE: in 5 anni raddoppiati acquisti online, ma Italia resta fanalino di coda
L'e-commerce cresce, ma non in tutti i paesi europei. I meno interessati a fare acquisti online sono gli europei del Sud e dell'Est, secondo quanto emerge da un recente rapporto sul comportamento dei consumatori on-line. A Nord, invece, l'e-commerce vola: in Danimarca, Regno Unito, Olanda e Svezia, oltre il 65% della popolazione utilizza la rete per i proprio acquisti. Comunque la media europea di chi compra sul web aumenta: in 5 anni è raddoppiata, passando dal 20% del 2005 al 40% del 2010.
L'Italia, però, rientra tra i paesi ancora poco abituati all'e-commerce, come Grecia e Lituania, dove il dato di chi acquista online è appena sopra il 10%, superiore solo a Bulgaria e Romania. Queste differenze significative non sono dettate soltanto dalla scarsa fiducia di alcuni consumatori nel commercio elettronico, ma soprattutto dal numero di connessioni dei diversi paesi. Anche se il 70% dei nuclei familiari all'interno dell'UE ha accesso a internet - secondo gli ultimi dati Eurostat - il divario tra gli stati membri è compreso tra il 33% e il 91%. Tornando ai dati sull'e-commerce è interessante vedere che la maggior parte dei consumatori preferisce comprare presso aziende del proprio paese e solo il 23% utilizza siti di altri stati membri. Sono vestiti e viaggi gli articoli più acquistati, mentre resta marginale il mercato dei prodotti hi-tech.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Finanziamenti a fondo perduto: come ottenerli e quali i requisiti
I finanziamenti a fondo perduto sono contributi che vengono erogati (solitamente attraverso bandi pubblici) da diversi enti e nascono per contribuire allo sviluppo di nuove iniziative e attività, ma non si esclude in certi casi la disponibilità di finanziamenti a fondo perso per aziende in difficoltà o per il consolidamento delle imprese già avviate, anche se vengono proposti in misura nettamente minore.
Cosa sono i finanziamenti a fondo perduto e chi può richiederli.
I finanziamenti a fondo perso sono quindi dei prestiti che non richiedono la restituzione del denaro e proprio per il fatto che sono nati per sviluppare un determinato settore (solitamente su un territorio limitato) hanno requisiti di accesso particolari e specifici. Si fa’ riferimento spesso anche all’età ed al genere di persona a cui indirizzare il contributo a fondo perso, ed in particolare si può trattare di giovani imprenditori piuttosto che di imprenditrici donne o ancora imprenditori che favoriscano l’occupazione femminile. Si fa’ riferimento anche all’assunzione di certe categorie di personale quindi, sempre a seconda del bando specifico.
Chi eroga i contributi a fondo perso?I contributi a fondo perso sono erogati direttamente dallo Stato o dall’Unione Europea, ma anche da enti regionali e locali qual’ora in un determinato settore si riscontrino potenzialità tali per cui la destinazione di risorse monetarie avrebbe effetti positivi anche in altri ambiti. Si tratta, come già detto, di prestiti senza richiesta di restituzione che hanno parametri di accesso solitamente molto specifici e dettati in gran parte dalla zona in cui vengono proposti e dalla situazione economica del momento, ma quello che accomuna tutti i finanziamenti a fondo perduto e corrisponde ad uno dei requisiti principali per l’accesso a questo tipo di prestito, è il business plan.
L’importanza del Business Plan.
In qualsiasi caso, ogni attività imprenditoriale non dovrebbe prescindere dalla stesura di un business plan. Nel caso in cui si voglia ottenere finanziamenti a fondo perduto per la propria iniziativa imprenditoriale, la richiesta di stesura di un business plan è praticamente d’obbligo in tutti i casi visto che per per l’accesso ai contributi verrà valutata la validità dell’idea proprio da questo strumento.
La relazione dovrà quindi essere sviluppata correttamente al meglio possibile visto che si tratta del “biglietto da visita” per i bandi di finanziamenti a fondo perduto. Generalmente, chi non è in grado di sviluppare da se’ il documento, si affida a società nate apposta per venire incontro alla necessità degli aspiranti imprenditori per gestire la stesura del business plan
Fonte:bassitassi.com (Francesco)
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Il DL 119/2011 riscrive il Collegato Lavoro su congedi e permessi di lavoro
In questi giorni il mondo del lavoro è scosso da importanti mutamenti e non solo per il tentativo del Governo di cancellare lo Statuto dei Lavoratori ma anche perché il decreto legislativo 119 del 2011, in vigore dall’11 agosto, ha in pratica riscritto la disciplina in applicazione del collegato lavoro. Il risultato è una serie di novità su congedi e permessi di lavoro.
Fra le novità di particolare rilievo vi è anche: la facoltà di riprendere l’attività lavorativa in qualunque momento nel caso di interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza successiva al 180esimo giorno dall’inizio della gestazione; la modifica alla platea dei dipendenti con diritto a prestare assistenza ai disabili; la restituzione totale degli emolumenti percepiti in caso di congedo straordinario per motivi di studio qualora il dipendente interrompa il proprio rapporto di lavoro con la PA nei due anni successivi.
L’attuale normativa prevede l’obbligo per la lavoratrice in maternità di astenersi dal lavoro per cinque mesi che vanno dai due precedenti al parto ai tre successivi ovvero dal mese precedente ai quattro mesi successivi.
La modifica introdotta dal decreto prevede che nel caso di interruzione spontanea o terapeutica della gravidanza dopo 180 giorni dall’inizio della gestazione o nel caso di decesso del bambino, la lavoratrice ha la facoltà di riprendere in qualunque momento l’attività lavorativa dando un preavviso di almeno dieci giorni all’azienda. In ogni caso il medico competente dovrà attestare che il rientro al lavoro non arreca pregiudizio per il suo stato di salute.
Nei primi otto anni di vita del bambino, i genitori hanno diritto ad astenersi dal lavoro per una durata complessiva (ossia di entrambi i genitori) non superiore a 11 mesi. Tale formula di esenzione dal lavoro prende nome di congedo parentale. Il congedo parentale è allungato ad un periodo non superiore a 3 anni da fruire entro il compimento dell’ottavo anno di vita del bambino nel caso in cui il figlio abbia un handicap grave e non risulti ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.
Durante il primo anno di vita del bambino i genitori hanno diritto a riposi giornalieri della durata di due ore al giorno ovvero di un’ora se l’orario di lavoro è inferiore a sei ore.
Il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca può essere collocato in congedo straordinario per motivi di studio. Il soggetto in aspettativa conserva il trattamento economico previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell’amministrazione pubblica presso la quale è instaurato il rapporto di lavoro. Qualora, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca, cessi il rapporto di lavoro o di impiego per volontà del dipendente questi dovrà restituire gli emolumenti percepiti.
I lavoratori pubblici e privati che assistono persone con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado ovvero entro il terzo grado qualora il soggetto in situazione di gravità abbia compiuto sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti hanno diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Tale diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità.
Il lavoratore che usufruisce di tali permessi per assistere una persona residente in un comune la cui distanza è superiore a 150 chilometri rispetto a quello di residenza del lavoratore, dovrà attestare con titolo di viaggio o altra documentazione idonea il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Altroconsumo: 10 anni di euro. Potere d'acquisto a meno 7%. Prezzi giù se c'è concorrenza
Come stanno le famiglie italiane dopo dieci anni di moneta europea? Con un potere d'acquisto diminuito del 7%, comportamenti di spesa influenzati dall'aumento costante dell'inflazione, dall'aumento dei prezzi dei cereali, dai rincari di prezzi e tariffe in settori fondamentali per il bilancio familiare. Ma la responsabilità dell'andamento dei prezzi non è imputabile all'euro: dipende piuttosto dall'esistenza di una effettiva e reale concorrenza. È la valutazione cui giunge Altroconsumo, che ha svolto un'analisi dell'andamento di prezzi e tariffe nel corso dei primi dieci anni di vita dell'euro - entrato in circolazione sotto forma di monete e banconote a partire dal 1° gennaio 2002.
Gli italiani si sono impoveriti rispetto al biennio 2001-2002. Rileva Altroconsumo: "A fronte di un aumento medio dei prezzi al consumo del 21% c'è stata un'evoluzione più lenta nella crescita dei redditi pro capite (+14%) e una conseguente riduzione del potere d'acquisto: -7%".
Alcuni rincari, in settori fondamentali, viaggiano a due o tre cifre pesanti: è il caso del trasporto marittimo (+147%) e aereo (+61%); dei treni (+46%); delle utenze acqua (+52%) e gas (+34%); di bevande alcoliche e tabacchi (+53%).
I premi rcauto sono cresciuti a dismisura in città come Napoli (+122%) e Palermo (+77%) ma si segnala anche un più 31,52% a Roma e un più contenuto 25,35% a Milano. Nel settore rcmoto, note dolenti dappertutto: a Palermo più 245%, a Napoli più 227%, a Roma più 136% e a Milano più 73%.
Se si guarda alle bollette, si trova che la tariffa sui rifiuti è aumentata del 33% e quella dell'acqua del 52%. La maggiore concorrenza nel settore dell'elettricità fa sì che gli aumenti si fermino al 24%.
La parola chiave è dunque concorrenza. Evidenzia Altroconsumo: "Ci sono state anche riduzioni di prezzo, non a caso in quei settori dove si è deciso di aprire alla concorrenza scegliendo forme distributive alternative. E' il caso dei prodotti farmaceutici, con un -28% rispetto ai prezzi del 2001. Un'ulteriore riprova di come sia virtuoso per il mercato e per i consumatori azzerare le barriere alla concorrenza".
Ci sono anche prezzi in discesa, come accade per i tecnologici: macchine fotografiche (-41%), computer (-64%) e telefonini (-73%). Per Altroconsumo, dunque, sono "dieci anni di euro dove il passaggio alla nuova valuta non ha portato di per sé incrementi diretti. Su rincari di prezzi e tariffe hanno inciso più gli ostacoli alla concorrenza, l'inefficienza industriale e i freni alla distribuzione più moderna o all'offerta anche attraverso la Rete. Un esempio per tutti, il settore delle telecomunicazioni - conclude l'associazione - Grazie anche al forte balzo in avanti dei consumi, il segno negativo -27,9% parla chiaro: chi scommette nello sviluppo del prodotto e nell'offerta di prezzi e tariffe con sconti notevoli per guadagnare utenza vince sul mercato, e anche il consumatore può giocare un ruolo attivo nella scelta e nel confronto, risparmiando sul proprio bilancio".
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Scadenze fiscali settembre 2011
Entro la fine di settembre 2011, molti contribuenti dovranno rispettare gli ultimi appuntamenti con il Fisco. Il 15 settembre, per i titolari di partita Iva, scade il termine per la registrazione di fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese solare precedente e risultanti da documento di trasporto o da altro documento idoneo ad identificare i soggetti tra i quali è effettuata l'operazione.
La fattura deve anche contenere l'indicazione della data e del numero dei documenti cui si riferisce. Il 16 sarà, invece, la volta, per i sostituti di imposta, del termine per il versamento ritenute alla fonte su redditi di capitale diversi corrisposti o maturati nel mese precedente.
Sempre entro il 16 settembre, i titolari di Partita Iva, dovranno versare la nuova rata dell'Iva relativa al 2010 risultante dalla dichiarazione annuale. Il 21 settembre, per i contribuenti tenuti al versamento unitario di imposte e contributi, sarà l’ultimo giorno utile per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 22 agosto 2011 (ravvedimento), tramite versamento delle imposte e delle ritenute, maggiorate di interessi legali e della sanzione ridotta al 3% con modello F24 con modalità telematiche per i titolari di partita Iva, cioè modello F24 presso Banche, Agenzie Postali, Agenti della riscossione o con modalità telematiche, per i non titolari di partita Iva.
L’ultimo giorno del mese, il 30, scade il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi Unico 2011 per i lavoratori dipendenti e occasionali, la scelta a chi destinare l’otto e il cinque per mille, la comunicazione di non voler effettuare il secondo o unico acconto Irpef, o di volerlo ridurre rispetto a quanto indicato in precedenza nel modello 730-3.
Sempre il 30 settembre scade il termine per il pagamento del bollo auto, nelle Regioni che non hanno stabilito scadenze diverse da quella del mese di agosto (più uno di tolleranza), e chi ha optato che il regime della cedolare secca dovrà versare la rata di acconto del 40% con gli interessi dello 0,14%. Gli importi rateizzati sono aumentati dello 0,40%.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Beneficio pensionistico per lavoratori dipendenti che risultano avere svolto lavori particolarmente faticosi e pesanti
(Inps, Messaggio 25.8.2011 n. 12693)
La Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11.5.2011 ha pubblicato il decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, entrato in vigore il 26 maggio 2011, recante disposizioni in materia di accesso al pensionamento di anzianità per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti, con requisiti agevolati rispetto a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti. Si forniscono, di seguito, le prime indicazioni in ordine ai contenuti del decreto legislativo in parola, in attesa delle relative istruzioni operative che saranno diramate dopo l’emanazione del decreto interministeriale previsto dall’articolo 4 dello stesso decreto legislativo. A norma del citato articolo 4, con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentite le organizzazioni sindacali più rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro sul piano nazionale, sono emanate, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo, le relative disposizioni attuative....
Fonte:laprevidenza.it
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Unico 2011: come pagare meno tasse con le deduzioni dal reddito
L’attuale normativa prevede per il contribuente, in fase di dichiarazione dei redditi, la deduzione dal reddito di una serie di spese sostenute nel corso dell’anno: in questo modo andrà ad abbattere la base imponibile sulla quale saranno, poi, calcolate le imposte.
La prossima ed ultima scadenza è quella relativa ad Unico 2011 versione elettronica (presentazione entro il 30 settembre). In quella occasione si potranno portare in deduzione IRPEF le consuete voci di spesa. Vediamole una per una.
Tra le principali spese deducibili rientrano: contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e volontari, contributi per la previdenza complementare, premi e contributi versati alle forme pensionistiche individuali, erogazioni liberali a favore del no profit e delle istituzioni religiose, spese mediche e di assistenza specifica per i portatori di handicap.
I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori per legge e facoltativi versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza possono essere dedotti senza limiti di importi anche se versati dal contribuente per i familiari fiscalmente a carico.
I contributi versati alla forma di previdenza complementare collettiva e di previdenza individuale possono essere dedotti dal reddito complessivo per un importo non superiore a euro 5.164,57. Una maggiore deduzione è prevista per i lavoratori la cui prima occupazione è successiva al 1° gennaio 2007 i quali, limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, possono dedurre dal proprio reddito, nei 20 anni successivi al primo quinquennio di partecipazione a tali forme, i contributi eccedenti il limite di euro 5.164,57 fino ad un ammontare pari alla differenza tra euro 25.822,85 e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche e comunque per un importo non superiore a euro 2.582,29 l’anno.
I contributi previdenziali a carico del datore di lavoro versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare possono essere dedotti fino ad un massimo di euro 1.549,37.
I versamenti in denaro o in natura a favore dei cosiddetti enti no profit sono deducibili dal reddito nel limite del 10% del reddito e comunque fino ad un massimo di euro 70.000.
I versamenti a favore delle istituzioni religiose sono deducibili dal reddito fino all’importo per ciascuna erogazione di euro 1.032,91.
Le spese mediche generiche e quelle di assistenza specifica sostenute dai disabili sono interamente deducibili dal reddito complessivo.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Energia, le imprese italiane pagano il 31,7% in più rispetto alla media UE
L'Italia ha il primato negativo in Europa per la bolletta elettrica più costosa a carico delle imprese. I nostri imprenditori, infatti, pagano l'energia il 31,7% in più rispetto alla media UE.
Il gap Italia-Ue nei costi dell'energia utilizzata dalle imprese emerge da un'analisi condotta dall'Ufficio studi di Confartigianato che ha elaborato la classifica delle regioni e delle province in cui gli imprenditori subiscono le differenze di costo più ampie rispetto all'Europa.
Tradotta in denaro, questa differenza significa un maggiore costo di 7.939 milioni di euro l'anno, equivalenti a circa mezzo punto del valore aggiunto. Per ciascuna azienda italiana significa un esborso di 1.776 euro in più all'anno rispetto ai competitor europei.
Il conto più salato è a carico delle nostre aziende del Nord che complessivamente nel 2010 hanno pagato l'energia elettrica 4.615 milioni di euro in più rispetto ai loro colleghi dell'Ue. Il divario Italia-Europa è di 1.392 milioni di euro per le imprese del Centro e di 1.932 milioni di euro per le aziende del Mezzogiorno.
La regione più penalizzata è la Lombardia, con 1.808 milioni di euro di divario di costi rispetto alla media Ue, seguita dal Veneto con un gap di 800 milioni di euro, dall'Emilia Romagna con 711 milioni e dal Piemonte con 677 milioni.
La classifica provinciale vede al primo posto per il più ampio divario di costi per le imprese rispetto alla media europea Milano, con un gap di 448 milioni di euro, seguita da Roma (365 milioni euro), Brescia (356 milioni euro), Torino (276 milioni euro), Bergamo (230 milioni euro).
Se, in media, ogni azienda italiana paga l'energia elettrica 1.776 euro all'anno in più rispetto agli imprenditori europei, questo gap si allarga a 3.151 euro per ogni impresa del Friuli Venezia Giulia, a 2.708 euro per ciascuna impresa della Sardegna, a 2.208 euro per ogni azienda della Lombardia, a 2.187 euro per ciascuna impresa della Valle d'Aosta. A seguire, per un imprenditore dell'Umbria il divario è di 2.164 euro l'anno, mentre per ogni impresa del Trentino Alto Adige il gap annuo è di 2.036 euro.
A gonfiare la bolletta energetica delle imprese contribuisce la pressione fiscale che incide per il 22,7% sul prezzo finale dell'elettricità.
Anche in questo caso l'Italia detiene il record negativo nell'Ue: le imposte sull'energia ammontano a 31.750 milioni di euro l'anno e sono più alte del 23% rispetto ai Paesi dell'Eurozona. Questo significa che cittadini e imprese italiani pagano la tassazione sull'energia 6,1 miliardi in più ogni anno rispetto alla media europea.
Sul fronte fiscale per le piccole imprese il gap con l'Europa è ancora più ampio: in valore assoluto il peso del fisco sui consumi di energia delle aziende in Italia è il più alto d'Europa ed è maggiore del 134,1% rispetto alla media Ue.
Per abbassare il costo dell'energia, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini sollecita "riforme strutturali che aprano alla vera concorrenza i settori dell'elettricità e del gas, puntino sull'efficienza energetica e sull'uso di fonti rinnovabili, consentano di ridurre e riequilibrare la pressione fiscale sul prezzo dell'energia che grava soprattutto sulle piccole imprese".
Fonte:impresacity.it
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Giovani, al via fondi per acquisto prima casa, per gli studenti e per i genitori precari
Grazie ad un'intesa tra Ministero della Gioventù, Abi e Inps, è stato elaborato un pacchetto di iniziative per i giovani. Partono i fondi per l'acquisto della prima casa, i fondi per gli studenti e i fondi per le assunzioni di giovani genitori precari o disoccupati.
I giovani in Italia stanno pagando il prezzo di scelte politiche sbagliate, susseguitesi negli anni, e di una troppo scarsa attenzione verso la loro condizione. Ma non c'è solo questo; sono anche vittime di una serie di discriminazioni. Una su tutte: il contratto di lavoro. Da oltre una decina d'anni il mercato del lavoro, in tutta Europa, è andato verso la flessibilità, mentre la società non si è adattata a questo cambiamento.
Conclusione? La maggior parte dei ragazzi italiani, avendo un contratto di lavoro precario, non può acquistare una casa perché le banche concedono i mutui soltanto a chi è assunto a tempo indeterminato. Alcuni giovani non possono neanche permettersi di studiare, non avendo i soldi per l'università o per fare un qualunque corso di formazione o specializzazione. Per non parlare dei figli che, nel nostro Paese, sono diventati un lusso: il tasso di natalità è sempre più basso e, continuando così, avremo una popolazione di sessantenni, fino a quando l'Italia non scomparirà del tutto. Di fronte a questo panorama non c'è crisi peggiore.
Per questo il Ministero della Gioventù ha varato un pacchetto di iniziative, sotto il nome di "Diritto al futuro", che interviene sui temi del lavoro, della casa e della formazione delle nuove generazioni. Il pacchetto, elaborato già qualche mese fa in collaborazione con l'Abi e l'Inps, è finalmente operativo.
Da domani partono tre delle cinque azioni previste: il fondo per la casa, il fondo genitori precari e il fondo per gli studenti.
"Con queste iniziative vogliamo dire ai giovani che le istituzioni non si sono dimenticate di loro - ha detto, durante la conferenza stampa che si è tenuta oggi presso il Palazzo dell'Abi, il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni - Se gettano il cuore oltre l'ostacolo troveranno il loro spazio perché gli strumenti ci sono. Quando si parla di giovani spesso ci si riferisce a cervelli in fuga o ai bamboccioni che restano a casa, mentre in mezzo c'è un grande materiale umano. Per questo i principi che hanno ispirato questo pacchetto - ha spiegato il Ministro - sono quelli dell'uguaglianza e del merito. Da una parte, infatti, rifiutiamo l'assistenzialismo fine a se stesso e dall'altra vogliamo combattere le discriminazioni che questa società infligge ai giovani in base al contratto di lavoro". Il Ministro ha spiegato nello specifico come funzionano i singoli fondi.
Per il fondo per la casa sono stati stanziati 50 milioni di euro; possono accedervi giovani coppie sposate (con o senza figli) o nuclei familiari anche mono genitoriali con figli minori; altri requisiti sono: età inferiore a 35 anni, non essere proprietari di altri immobili ad uso abitativo e avere un reddito ISEE complessivo non superiore a 35 mila euro, di cui oltre la metà deve derivare da contratto di lavoro atipico. Il mutuo concesso ha un limite massimo di 200.000 euro e metà del mutuo concesso viene garantito dallo Stato. Le banche non potranno richiedere garanzie ulteriori. Ad oggi hanno aderito all'iniziativa il 40% degli sportelli presenti sul territorio nazionale, ma si prevede un'ulteriore adesione da parte dei grandi gruppi bancari. I tassi applicati ai mutui garantiti dal fondo sono particolarmente favorevoli: nel caso di mutui a tasso variabile non possono essere superiori a Euribor +150 punti base per durate uguali o superiori a 20 anni e Euribor + 120 bp per durate inferiori; nel cosa di mutui a tasso fisso non possono superare IRS + 150 bp per durate uguali o superiori a 20 anni e IRS + 120 bp per durate inferiori.
Per il fondo per gli studenti sono stati stanziati 25 milioni di euro; i finanziamenti si rivolgono a studenti tra i 18 e i 40 anni, sono erogati in rate annuali di importo non inferiore a 3.000 euro e non superiore a 5.000, fino a un ammontare massimo di 25.000 euro. I finanziamenti si riferiscono a corsi e master universitari ed hanno un piano di ammortamento che inizia a decorrere dal trentesimo mese di erogazione dell'ultima rata.
Infine, il fondo per i giovani genitori precari, gestito dall'Inps, per cui sono stati stanziati 51 milioni di euro. Il fondo vuole incentivare le assunzioni di giovani genitori disoccupati o precari e vuole combattere il fenomeno dell'allontanamento delle giovani mamme dal mondo del lavoro (una donna su 4 che mette al mondo un bambino non rientra nel mercato del lavoro). L'iniziativa prevede che giovani di età inferiore a 36 anni, genitori di figli minori legittimi o adottivi, o affidatari di minori, che hanno un contratto di lavoro atipico portano al proprio datore di lavoro una dote di 5.000 euro in cambio dell'assunzione a tempo indeterminato. La domanda per usufruire di tale fondo va fatta in via telematica e il contributo viene liberato già il giorno successivo. I controlli vengono fatti ex post, per agevolare i tempi e gli ostacoli burocratici.
Fonte:helpconsumatori.it (Antonella Giordano)
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Fisco: in arrivo nuove lettere di avviso per i contribuenti
Prosegue la lotta all’evasione fiscale con il nuovo accertamento sintetico
In arrivo un’ondata di nuovi accertamenti da parte del Fisco. L’Agenzia delle Entrate darà a breve il via ad un nuovo massiccio invio di lettere di avviso ai contribuenti con una situazione reddituale poco chiara ovvero coloro che risulteranno avere speso troppo rispetto al reddito dichiarato. L’operazione prenderà il via ad ottobre e sarà relativa alle dichiarazioni del 2010 con riferimento al periodo di imposta 2009. Ad aprile del prossimo anno sarà poi la volta del debutto del cosiddetto “spesometro”. Verranno considerati i dati relativi a spese superiori a 25mila euro che saranno confrontati con le dichiarazioni 2011 per l'anno d'imposta 2010. In sostanza incrociando i dati comunicati al fisco al momento dell’acquisto sopra una certa soglia e quelli dichiarati in denuncia dei redditi sarà possibile determinare eventuali evasioni.
Il provvedimento del 22 dicembre 2010, in linea con il Dl 78/2010, prevede per tutti i soggetti Iva, l’obbligo di comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, di importo pari o superiore a 3.000 euro, al netto dell’Iva. Per le operazioni senza obbligo di emissione della fattura (generalmente giustificate da scontrino o ricevuta fiscale), il limite è stato fissato a 3.600 euro, al lordo dell’Iva.
L’approccio del Fisco è finalizzato a trovare un accordo con il contribuente. Quest’ultimo potrà “aderire” alla richiesta dell’Agenzia e provvedere ad un concordato in linea con la nuova normativa relativa all’accertamento sintetico (articolo 38, comma 7, del Dpr 600/1973). In sostanza prima del “contradditorio” il Fisco deve richiedere al contribuente di fornire dati e notizie circa la sua posizione e solo in seguito contraddire la dichiarazione e provvedere quindi ad eventuali sanzioni. Questi passaggi sono da oggi obbligatori per legge. Al momento non verrà applicato il redditometro che si baserà su elementi di capacità contributiva che verranno identificati dall'agenzia delle Entrate, tenendo conto del nucleo familiare del contribuente e dell'area di appartenenza dello stesso.
Tutto ciò verrà rimandato agli inizi del 2012.
Fonte:i-dome.com
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Proroga indennizzi per la cessazione dell'attività commerciale; Scadenza posticipata al massimo 18 mesi dal compimento dell’età pensionabile
La proroga fino al momento della prima decorrenza utile per la pensione di vecchiaia va concessa solo ai soggetti che, in possesso dei requisiti di assicurazione e contribuzione richiesti per la pensione di vecchiaia, rimarrebbero - in assenza della proroga - senza indennizzo e senza pensione. Lo ha chiarito l’INPS con il messaggio n. 16870/2011, in merito alle proroghe degli indennizzi per la cessazione dell’attività commerciale, alla luce delle norme che si sono succedute nel tempo.Con il D.Lgs. 207/1996 è stato introdotto l'istituto dell'indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale, il quale spetta dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda fino a tutto il mese in cui il beneficiario compie il 65° anno di età se uomo, ovvero il 60° anno di età se donna.
Il momento di scadenza dell’indennizzo in questione è stato dapprima prorogato dall’art. 19-ter della legge n. 2/2009, fino al momento della prima decorrenza utile per la pensione di vecchiaia; successivamente, l’art. 35, comma 3, legge n. 183/2010, ha stabilito la proroga degli indennizzi in pagamento alla data del 31 dicembre 2008 fino alla data di decorrenza per la pensione di vecchiaia, purché i titolari dell'indennizzo stesso siano in possesso, nel mese di compimento dell'età pensionabile, anche del requisito contributivo minimo richiesto per conseguire la pensione di vecchiaia.
Conseguentemente la proroga fino al momento della prima decorrenza utile per la pensione di vecchiaia va concessa solo ai soggetti che, in possesso dei requisiti di assicurazione e contribuzione richiesti per la pensione di vecchiaia, rimarrebbero, in assenza della proroga, senza indennizzo e senza pensione.
L’Istituto ricorda, infine, che - a decorrere dal 1° gennaio 2011 - i destinatari della nuova disciplina introdotta dalla legge n. 122/2010, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico di anzianità e vecchiaia secondo quanto segue:
a) coloro i quali conseguono il diritto alla pensione a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti, escludendo i periodi in gestione speciale: trascorsi dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti anagrafici e contributivi;
b) coloro i quali conseguono il diritto alla pensione a carico delle gestioni per gli artigiani, i commercianti e i coltivatori diretti nonché della gestione separata: trascorsi diciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti anagrafici e contributivi.
Quindi, in definitiva l’aspetto innovativo rispetto all’indennizzo erogato in passato riguarda la data di scadenza che può essere posticipata al massimo di 18 mesi dal compimento dell’età pensionabile.
(Messaggio INPS 30/08/2011, n. 16870)
Fonte:ipsoa.it
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Istat, retribuzioni ferme a luglio: in un anno sono cresciute dell'1,7%
Le retribuzioni contrattuali orarie continuano a restare ferme a luglio, su mese, e registrano un incremento dell'1,7% su anno. Lo comunica l'Istat.
Alla fine di luglio 2011 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 66,8% degli occupati dipendenti e al 61,6% del monte retributivo osservato, si legge nella nota dell'Istat.
Nel mese di luglio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento dell'1,7% rispetto a luglio 2010. Nella media del periodo gennaio-luglio 2011 l'indice e' cresciuto dell'1,8%, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente.
I settori che a luglio presentano gli incrementi maggiori rispetto a un anno prima sono: militari-difesa (3,7%), forze dell'ordine (3,5%) e attivita' dei vigili del fuoco (3,1%). Si registrano, invece, variazioni nulle per ministeri, scuola, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale.
A luglio, tra i contratti monitorati dall'indagine, sono state siglate due intese riguardanti rispettivamente, i dipendenti delle aziende municipalizzate del servizio smaltimento rifiuti e i giornalisti. Alla fine di luglio i dipendenti in attesa di rinnovo sono il 33,2%. In media, l'attesa di rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto e' di 19,4 mesi.
Fonte:adnkronos.com
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Mutui fissi sui minimi. Ma scende anche l'Euribor (che calerà fino alla prossima estate). Che fare?
Mutui fissi sui minimi. Ma scende anche l'Euribor La tempesta perfetta che si è abbattuta ad agosto sui mercati finanziari ha scombussolato l'andamento di azioni e obbligazioni ma anche le idee di chi prima dell'estate si è mosso per chiedere un mutuo da chiudere poi, terminate perizia e istruttoria, tra fine estate e inizio autunno. Questo perché le indicazioni sul fronte dei tassi di maggio e giugno sono state profondamente rimescolate dalle turbolenze di luglio-agosto.
La tentazione del fisso
A tal punto che chi in primavera/inizio estate era orientato sul variabile (e su questo ha focalizzato preventivi e pre-contratto) adesso magari è adesso tentato dal fisso (come emerge da varie segnalazioni ricevute dai lettori). E come dargli torto? Gli Eurirs - i parametri con cui si aggancia alla stipula del mutuo il calcolo delle rate dei mutui a tasso fisso che, unito allo spread applicato dalla banca determina il Tasso annuo nominale - sono scesi violentemente. L'Irs a 20 anni - utilizzato appunto per i mutui con durata 20 anni - l'11 aprile 2011 viaggiava al 4,16 per cento. Questa mattina è stato fissato al 3,3 per cento. Dal punto di vista finanziario gli 86 punti base persi da questo indicatore sono un abisso, un risparmio di 7-8 mila euro su un mutuo medio di 150mila euro.
L'andamento degli Eurirs evoca quello che è successo l'anno scorso quando, complice l'avvillupparsi della crisi dell'economia in Grecia, gli investitori corsero ad acquistare Bund tedeschi facendone scendere il rendimento portando al minimo storico anche gli Eurirs (con l'indice a 20 anni piombato al 2,7%) che seguono da vicino l'andamento dei titoli sovrani tedeschi. Proprio l'anno scorso, di questi tempi, era possibile stipulare mutui a tasso fisso con un Taeg (Tasso annuo effettivo globale che contempla interessi e altri oneri legati al mutuo) intorno al 4 per cento. Un'offerta finanziarimente molto interessante dato che permetteva ai mutuatari di bloccare per tutta la durata del prestito un tasso corrispondente al costo medio pagato da chi negli ultimi 10 anni ha scelto il variabile (statisticamente più conveniente del fisso, ottenuto sommando a un Euribor medio del 3% uno spread dell'1%) ma allo stesso tempo non soggetto a eventuali schizofrenie delle rate, a cui solo il mutuo variabile è soggetto.
Ma oggi, con gli Eurirs nuovamente in forte discesa, è possibile stipulare ottimi mutui a tasso fisso? I più competitivi partono da un Taeg del 4,7 per cento. Nell'ottica di lungo periodo non si tratta di un tasso elevato ma resta distante di ben 70 punti base dalla soglia di "estrema convenienza" per il fisso che potremmo allineare intorno al 4% sulla base del ragionamento sin qui seguito.
Ma il variabile dovrebbe scendere ancora
A ciò va aggiunto che la tempesta d'agosto ha rimescolato le carte anche sul fronte dei tassi variabili. Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro e tornare a maggio 2011 quando gli Euribor - gli indici con cui, in aggiunta dello spread concordato in sede di stipula, sono calcolate via via le rate dei mutui a tasso variabile - viaggiavano in lenta ma costante risalita. E, soprattutto, erano proiettati in rialzo anche per il prossimo triennio. Lo scorso maggio i future sull'Euribor a 3 mesi (contratti scambiati sul mercato Liffe di Londra) proiettavano l' "indice dei mutui variabili" al 2% a dicembre 2011, al 2,775% a dicembre 2012, al 3% (tasso medio negli ultimi 10 anni), a settembre 2013, e al 3,43% a settembre 2014.
Oggi, invece, dopo lo scotto pagato dai mercati a luglio ed agosto, i timori laterali che gli Usa debbano affrontare il rischio di una doppia recessione uniti a una persistente instabilità dei Pigs, hanno ribaltato queste proiezioni. A giudicare dai prezzi a cui vengono scambiati oggi i future sull'Euribor, questo parametro, fissato da due sedute consecutive all'1,54%, dovrebbe invertire la rotta e tornare a scendere nei prossimi mesi. A dicembre 2011 è visto all'1,3 per cento. A marzo 2012 all'1,19%, a giugno 2012 all'1,16% per ritornare sui livelli attuali intorno a giugno 2013 e superare la soglia del 2% dopo la primavera del 2014. A giugno 2015 dovrebbe portarsi al 2,75%, ancora un po' lontano da quel 3% che è la sua media storica degli ultimi 10 anni.
Il mercato, in sostanza, sta puntando in questo momento su una crescita stentata dell'economia dell'area euro nei prossimi mesi. Scenario che costringerebbe la Banca centrale europea a raffreddare l'idea di operare altri rialzi dei tassi di interesse dopo aver alzato nel corso del 2011 il tasso di riferimento dall'1 all'1,5% in due tranche.
Se l'ipotesi letta dietro i contratti future sul mercato londinese Liffe sarà dalla realtà, vorrà dire che i tassi variabili (a parità di spread) risulteranno ancor più bassi rispetto alle soglie attuali (il miglior variabile a 20 anni si stipula intorno a un Taeg del 2,7%).
Fonte:ilsole24ore.com (Vito Lops)
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Istruzione. Test di ammissione, Codacons pensa ad una class action
Una class action contro i test di ammissione considerati lesivi del diritto allo studio e alle professioni. L'ha preparata il Codacons proprio in concomitanza con l'inizio dei test di ammissione alle facoltà universitarie e numero programmato. "Se sarà ammessa la class action, non solo ci saranno una valanga di adesioni da parte degli studenti universitari non ammessi alle varie facoltà, ma si tratterà anche degli ultimi quiz" ha spiegato Marco Donzelli, presidente Codacons.
"Il numero chiuso all'università è assurdo, antistorico e privo di qualunque logica. Peraltro i test di ammissione, con domande di cultura generale, non selezionano certo quelli che saranno, ad esempio, i medici migliori. Per migliorare la qualità della nostra sanità la selezione andrebbe fatta durante gli anni universitari, attraverso esami più selettivi e non certo con un test di un centinaio di domande da risolvere in qualche ora" ha dichiarato il presidente ricordando che in Francia, ad esempio, il numero chiuso non esiste. Viene invece utilizzato un metodo più efficace: per le matricole del corso di medicina è obbligatorio finire il primo anno avendo sostenuto tutti gli esami. In questo modo la selezione avviene sulla base di reali meriti e non sulla base di una prova spesso irregolare e priva di ogni senso logico.
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Autorizzazione ai versamenti volontari, l'istanza è solo telematica
Dal 1° settembre 2011 le domande di autorizzazione ai versamenti volontari devono essere inviate esclusivamente in via telematica. Lo ha comunicato l'INPS con la circolare n. 111 del 2011, diffusa ieri. E’ tuttavia previsto un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2011 in cui le domande di autorizzazione ai versamenti volontari redatte su modulo cartaceo saranno considerate validamente presentate.Dal 1° settembre 2011 anche le domande di autorizzazione ai versamenti volontari devono essere inviate esclusivamente in via telematica all’INPS, previa identificazione del soggetto, utilizzando il servizio disponibile sul sito www.inps.it.
Inoltre, dal 1° ottobre 2011 dovranno essere inviate telematicamente le domande di autorizzazione ai versamenti volontari relative a:
- Fondo di previdenza per il personale dipendente delle aziende private del gas
- Fondo speciale per il personale dipendente dalla Ferrovie dello Stato S.p.a.
- Istituto Postelegrafonici (IPOST)
Quindi dalle suddette date la presentazione delle domande di autorizzazione ai versamenti volontari potrà avvenire attraverso uno dei seguenti canali:
- WEB - Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
- Contact center multicanale – numero verde 803164;
- Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.
Si precisa che la sezione dedicata ai Versamenti Volontari è disponibile sul sito internet dell’Istituto, nella sezione SERVIZI ONLINE attraverso il seguente percorso:
Per tipologia di utente – Cittadino – Versamenti Volontari.
Per l’accesso al servizio è comunque richiesta l’autenticazione tramite PIN, rilasciato dall’Istituto, Carta Nazionale dei Servizi o mediante altro dispositivo (smart card, chiavetta USB) contenente “certificato digitale di autenticazione personale” rilasciato da apposito ente certificatore rispondente agli standard definiti per la CNS.
La sezione “Versamenti Volontari” prevede anche una serie di servizi correlati quali:
- Consultazione domande
- Richiesta appuntamenti
- Estratto Conto Contributivo
- Pagamenti
- Variazione di residenza
- Stampa modelli.
E’ tuttavia previsto un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2011 in cui le domande di autorizzazione ai versamenti volontari redatte su modulo cartaceo saranno considerate validamente presentate.
Quindi, dal 1° gennaio 2012 tutte le domande di autorizzazione ai versamenti volontari dovranno essere inoltrate unicamente attraverso il canale telematico.
(Circolare INPS 30/08/2011, n. 111)
Fonte:ipsoa.it
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Controlli dell’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni fiscali
Le dichiarazioni dei contribuenti presentate al Fisco sono soggette a controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate la quale verificherà la correttezza dei dati in esse indicati. Tutte le dichiarazioni sono soggette ad un controllo di tipo automatico, solo alcune vengono sottoposte anche un controllo formale. Per altre, invece, sono previsti controlli sostanziali mediante accessi e ispezioni.
Il controllo automatico è effettuato a tutte le dichiarazioni presentate tramite una procedura automatizzata. Consiste nella verifica e nel confronto dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni e di quelli risultanti dall’Anagrafe Tributaria. Il controllo formale, invece, è compiuto a specifiche dichiarazioni selezionate in base a criteri fissati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate e consistono nella verifica dei dati indicati nella dichiarazione con i documenti in possesso del contribuente.
Per le imposte il cui versamento è effettuato senza necessariamente presentare una dichiarazione, come ad esempio, le tasse automobilistiche, le imposte di bollo o di registro, è prevista una analoga attività di controllo.
Se dall’attività di controllo emerge una maggiore imposta dovuta rispetto a quelle effettivamente versate dal contribuente, l’Agenzia delle Entrate dovrà inviare una comunicazione nella quale sono indicate le maggiori somme dovute con le relative sanzioni e interessi. In contribuente avrà, così, la possibilità di pagare la sanzione ridotta qualora intenda regolarizzare la propria posizione entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione.
L’amministrazione finanziaria può, comunque, procedere ad un ulteriore controllo definito sostanziale realizzato tramite accessi, ispezioni, verifiche presso i contribuenti mediante questionari o convocazione presso i propri uffici al fine di acquisire ulteriori elementi istruttori o instaurare il contraddittorio in caso di accertamento con adesione.
Sulla base degli elementi istruttori acquisiti, la pretesa erariale (maggiore base imponibile e maggiore imposta) è portata formalmente a conoscenza del contribuente con l’avviso di accertamento.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Isfol, il 30% occupati ha trovato lavoro con la raccomandazione
Anche in tempi in cui trovare lavoro è difficile, c'è uno strumento che, a quanto pare, continua a funzionare con efficienza: la raccomandazione di amici e parenti, che continua ad essere in Italia il mezzo principale per trovare lavoro. A dirlo è un autorevole Istituto di studi, l'Isfol, che ha diffuso una nota informativa sui 'Canali di intermediazione e ricerca di lavoro', basata sui dati Plus 2010, indagine realizzata dall’Istituto su un campione di 40 mila individui tra i 18 e i 64 anni.
Circa un lavoratore su tre (il 30,7% degli occupati), dice l'Isfol, ha ottenuto il proprio impiego attuale grazie alla segnalazione di un qualche conoscente. Tra i più giovani la "spintarella" ha riguardato addirittura 4 casi ogni 10. Il fenomeno risulta in crescita nel tempo, soprattutto per la componente meno istruita e tanto più laddove il lavoro scarseggia.
Le opportunità di lavoro ottenute attraverso i contatti nell’ambiente lavorativo, pari al 7,5%, rappresentano un altro aspetto dell’intermediazione informale, interpretabile però in termini positivi. Infatti non si tratta della classica raccomandazione, ma di relazioni professionali alimentate dalla reputazione, il merito o anche il semplice passa-parola. Per il resto, i Centri per l’impiego hanno “piazzato” solo 3 persone su 100, per lo più appartenenti a categorie protette. Agenzie di somministrazione, società di ricerca del personale, scuole e università che solo da alcuni anni possono supportare persone e imprese nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, rappresentano realtà in crescita (circa il 7%, ma il 13,5% per i giovani).
Fonte:adnkronos.com
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Deposito titoli: l'imposta di bollo è legata al numero di depositi attivi
La circolare dell'Agenzia delle Entrate chiarisce che la tassa è legata al numero di conti deposito aperti: un deposito con più proprietari paga una sola volta, più depositi di un proprietario pagano più volte
La manovra finanziaria 2011 ovvero il DL 98/2011 contenente disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, contiene come è ormai noto un aumento dell’imposta di bollo sul deposito titoli.
La manovra prevede un aumento delle tasse su tutti quei redditi da capitale attualmente tassati al 12,5%:
•azioni
•dividendi
•fondi
•PCT (pronti contro termine)
•obbligazioni bancarie e societarie
•ETF (fondi comuni d'investimento o Sicav
Restano esclusi dalla tassazione soltanto i titoli di Stato.
La circolare 40/E dell’Agenzia delle entrate ha chiarito però che se il conto è posseduto da più clienti l’imposta si paga solo una volta, laddove qualora un contribuente possieda più depositi, l’imposta di bollo deve essere pagata per ognuno di essi.
La Manovra Correttiva non ha introdotto modifiche relativamente ai bolli sui deposito titoli per quelli di importo inferiore ai 50mila euro. Però è utile precisare che si tratta di un limite facilmente raggiungibile qualora si possiedano più depositi gestiti dallo stesso intermediario.
Nel caso in cui l’importo cumulativo di più depositi di un cliente con lo stesso intermediario vada a superare il totale di 50mila euro il contribuente si vedrà applicare l'imposta associata allo scaglione superiore.
Gli importi attualmente sono stati fissati nel seguente modo:
•comunicazione annuale 34,20 euro (invece dei 120 stabiliti dal Dl originario);
•comunicazione semestrale 17,10 euro (invece di 60 euro);
•comunicazione trimestrale 8,55 euro (invece di 30 euro);
•comunicazione mensile 2,85 euro (invece di 10 euro).
Il Dl 98/2011 ha determinato che gli importi stabiliti cresceranno a partire dal 2013. Da quell’anno in poi difatti l'aumento è fissato a 150 euro per i depositi sotto i 50mila euro e 380 euro per conti titoli superiori a 50mila euro (restano escluse le cifre inferiori a mille euro).
Fonte:i-dome.com
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Decreto Sviluppo: Agenzia Entrate su IVA, casa e Spesometro
L’Agenzia delle Entrate ha sciolto i primi dubbi degli sulle novità fiscali dettate dalla manovra finanziaria, attraverso la circolare 41/E del 5 agosto. Per chi si fosse perso il provvedimento, facciamo una breve sintesi.
Partite IVA inattive
Le misure della manovra sono finalizzate a tenere in vita solo quelle che effettivamente operano nel nostro sistema. Nel dettaglio, il decreto prevede che i titolari di partita Iva che, sebbene obbligati, abbiano dimenticato di comunicare la cessazione della propria attività entro i 30 gg prescritti dalla norma, possono ora sanare la violazione versando spontaneamente, entro novanta giorni a partire dal 6 luglio, un importo pari a 129 Euro, somma che equivale a 1/4 della sanzione minima dovuta secondo la norma vigente.
Ristrutturazioni agevolate e 55%, ritenuta tagliata o rimborsata
La manovra prevede il taglio di sei punti percentuali della ritenuta d’acconto trattenuta dalle banche e dalle poste sui bonifici incassati da chi esegue lavori di ristrutturazioni edilizie o finalizzati al risparmio energetico. L’aliquota, infatti, passa dal 10 al 4% e si applica agli accrediti effettuati dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore della manovra. A questo proposito, il documento di prassi alleggerisce i contribuenti e chiarisce che, nel caso in cui banche o Poste Italiane, nei primi giorni in cui la misura è diventata operativa, abbiano continuato a operare la vecchia ritenuta nei confronti dei beneficiario del bonifico, per problemi legati alla necessità di aggiornare i propri sistemi operativi, potranno accreditargli direttamente la differenza del 6% trattenuta in più.
Spesometro
Gli operatori finanziari obbligati a segnalare all’Anagrafe tributaria le operazioni e i rapporti intrattenuti con la clientela devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati sulle transazioni Iva sopra i 3 mila euro pagate dal consumatore finale con carte di credito, di debito o prepagate emesse dagli stessi. Per i titolari di partita Iva resta ferma l’esclusione dall’obbligo di comunicazione telematica delle transazioni Iva sopra i 3 mila euro eseguite con sistemi tracciabili.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Mutui: sospensione rate. Proroga fino al Gennaio 2012. Regole
Siglato nuovo accordo sulla sospensione rate mutui tra l’Associazione bancaria italiana e 13 associazioni dei consumatori e degli utenti dei servizi finanziari.
L’accordo prevede la proroga di richiesta domande per la pausa nel pagamento delle rate dei finanziamenti immobiliari fino al 31 gennaio 2012. La decisione è stata presa per sostenere le famiglie italiane in difficoltà.
Il termine per la presentazione delle domande deve invece stato portato in avanti al 31 gennaio 2012. Potranno accedere all’opzione di sostituzione delle rate del mutuo solo le famiglie che non hanno usufruito di tale scelta nel corso dei mesi passati. Secondo i dati ufficiali forniti dalla ABI, al 31 maggio 2011 avevano usufruito della sospensione delle rate dei mutui circa 46 mila mutuatari.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Brevetti; Inventor of the Year 2012
Sono aperti i termini per la presentazione delle candidature per il riconoscimento istituito dall?Ufficio Europeo Brevetti (EPO) per premiare le eccellenze nella innovazione e nella ricerca.
Lo "European Inventor Award" è stato istituito per premiare le eccellenze nella ricerca e nell'innovazione e pertanto sono invitati a prendervi parte gli inventori, le PMI, le Università ed i centri di ricerca.
Condizione indispensabile per partecipare al premio è quella di essere titolari di un brevetto europeo valido.
Il premio 2012 sarà consegnato per cinque categorie:
- industria;
- PMI;
- ricerca;
- Paesi non UE;
- premio alla carriera.
L'Ufficio Brevetti Europeo controllerà il contenuto delle domande di candidatura pervenute al fine di verificarne la correttezza formale prima di sottoporle ad una giuria formata da illustri membri provenienti dal mondo della ricerca e dell'industria che ne valuteranno il grado di innovazione, l'impatto commerciale, il contributo alla tecnologia ed al progresso economico e sociale.
I formulari per la partecipazione ed ulteriori informazioni sui requisiti e sulle modalità sono disponibili all'indirizzo: http://www.epo.org/news-issues/european-inventor.html.
La scadenza per presentare le domande è fissata per il giorno 8 settembre 2011.
Fonte:agevolazioni.telematicaitalia.it
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Cassazione: fruibilità dei permessi per motivi di studio anche per i "precari"
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 17401/2011, ha affermato che l'art. 13 del c.c.n.l. del 16 maggio 2001, relativo al comparto ministeri e integrativo del precedente c.c.n.l. del 16 febbraio 1999 "va interpretato nel senso che pur, prevedendo esplicitamente la fruibilità dei permessi per motivi di studio solo per il personale assunto a tempo indeterminato, non esclude il personale a tempo determinato." In particolare la Suprema Corte sottolinea come non sia ravvisabile un'incompatibilità tra la natura del rapporto a termine e la concessione di permessi studio basata sulla limitata durata del rapporto che impedirebbe al datore di lavoro di avvalersi della elevazione conseguente alla fruizione dei permessi di studio; infatti "il riconoscimento di determinati benefici, quali quelli in esame prescinde da un siffatto interesse del datore di lavoro, pubblico o privato, essendo diretto alla concreta attuazione di fondamentali garanzie costituzionale, riconosciute nell'ordinamento internazionale e recepite altresì dal legislatore nella definizione dei diritti spettanti ai lavoratori studenti (art. 2 e 3 Cost, art. 2 Protocollo Cedu, art. 10 L.n. 300/70) le quali devono trovare una concreta ed effettiva attuazione nell'ambito di un equo bilanciamento con gli interessi, pure essi tutelati, alla libera organizzazione dell'impresa e all'efficienza della pubblica amministrazione ( art. 41 e 97 Cost.)". Sulla base di tali considerazioni, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero della Giustizia contro la decisione della Corte d'Appello di riammettere un lavoratore a termine nella graduatoria utile a usufruire delle 150 ore di premessi studio retribuiti, osservando altresì che l'argomento proposto da parte ricorrente per cui i permessi di studio non potrebbero essere facilmente frazionati appare generico ed inconferente in quanto la ratio dei permessi in parola è quella di consentire l'effettività del diritto allo studio nonostante sia in atto un rapporto di lavoro e tale difficoltà di conciliazione tra tempi di lavoro e studio non si pone ovviamente nei periodi in cui il soggetto non è occupato.
Fonte:studiocataldi.it (L.S.)
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Federcontribuenti denuncia lo "sconto" di Mediaset Premium che evade il fisco
Federcontribuenti denuncia la suggestiva pubblicità della Mediaset Premium, dietro cui si nasconde una truffa ai danni del fisco. Il messaggio promozionale spiega che con soli 36 euro si paga l'attivazione al servizio e alcuni mesi, fino a novembre, di visione gratuita. Ma leggendo bene la prima fattura si capisce che il trucco c'è, anzi si tratta di una colossale evasione fiscale a danno dello Stato.
Federcontribuenti spiega: nella prima fattura, i 36 euro versati dal cittadino e quindi il ricavo per Mediaset, si annullano dietro la voce di uno sconto; questo sta a significare che la Mediaset, non verserà allo Stato né l'imponibile, né l'iva sulle 36 euro, ma soltanto su 0,71 centesimi di imponibile e 0,14 centesimi di iva. Se si moltiplica per tutte le sottoscrizioni fatte ci si rende conto che allo Stato vengono sottratti milioni di euro di imponibile e di Iva . Federcontribuenti chiede un intervento immediato per evitare che le grandi aziende si arricchiscano con metodi fiscali elusivi sottraendo imposte all'erario; è dovere degli organi controllori verificare e attaccare questo sistema che conferma la presenza di una grande evasione fiscale.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Nuovi finanziamenti disponibili per la formazione aziendale
Fondoprofessioni, il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate, ha annunciato nuovi Finanziamenti per la formazione di aziende, franchising e consorzi. I fondi sono dedicati ad aziende, gruppi, franchising e consorzi che contino almeno 100 dipendenti per garantire la formazione continua (seminari, corsi di formazione ecc.) a costo zero usufruendo di una linea di credito pensata ad hoc.
Sono i contributi annui dello 0,30% che le aziende versano annualmente all'INPS a permettere di usufruire del credito necessario per la formazione professionale. Le aziende possono aderire a fondi simili attraverso la denuncia aziendale mensile del flusso Uniemens. E’ fondamentale per accedere al fondo una valutazione preventiva da parte del Fondo che verifica il potenziale di accantonamento dell'azienda.
Nel caso in cui l’azienda sia iscritta ad un fondo e desideri aderire ad un altro “hanno la possibilità di trasferire il 70 per cento del totale delle somme confluite nel triennio antecedente al Fondo precedentemente scelto, al netto dell'ammontare eventualmente già utilizzato per il finanziamento dei propri piani formativi. Possono comunque essere trasferite le sole risorse relative ai versamenti effettuate a partire dal 1° gennaio 2009 e devono essere almeno pari a 3.000 euro.
Le aziende interessate, nel caso in cui in ciascuno dei tre anni precedenti non ricadono nella definizione comunitaria di micro e piccole imprese (imprese autonome con meno di 50 dipendenti ed un fatturato o un bilancio annuale non superiore a 10 milioni di euro), dovranno inviare richiesta al Fondo di provenienza (e per conoscenza al nuovo Fondo) per il trasferimento delle risorse, allegando copia del flusso UNIEMENS nel quale è stata espressa la revoca. Operativamente è sufficiente scegliere nella "DenunciaAziendale" del flusso UNIEMENS, all'interno dell'elemento "FondoInterprof", l'opzione "Revoca" inserendo il codice REVO e selezionare, contestualmente nella stessa Denuncia, il codice del nuovo fondo”.
Fonte:i-dome.com
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Lettere Fisco per dichiarazione redditi 2009-2010. Avvisi ad Ottobre per spese non congrue
Continua la lotta del governo italiano all’evasione fiscale e sono pronte ad arrivare nel prossimo mese di ottobre dagli uffici dell'agenzia delle Entrate nuove lettere di comunicazioni relative alle dichiarazioni dei redditi che sono state presentate nel 2010 in relazione al periodo d'imposta 2009.
Nel mirino coloro che, in base ai controlli effettuati dall'Agenzia, risulteranno avere speso troppo rispetto al reddito dichiarato. Ancora incerto il numero degli avvisi pronti a partire. Gli avvisi che verranno inviati ai contribuenti saranno quelli previsti dalla nuova normativa dell'accertamento sintetico, che stabilisce che l'ufficio, prima di invitare il contribuente al contraddittorio da accertamento con adesione, deve obbligatoriamente invitare lo stesso a fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell'accertamento.
Le comunicazioni che verranno inviate a ottobre riguarderanno l'accertamento sintetico e non il redditometro. L'accertamento sintetico, definito puro, si basa sulle spese, sia di carattere ordinario che su quelle straordinarie, come ad esempio l'acquisto della casa, sostenute nell'anno dal contribuente. Il redditometro si basa, invece, su elementi di capacità contributiva che verranno identificati dall'agenzia delle Entrate, tenendo conto del nucleo familiare del contribuente e dell'area di appartenenza dello stesso.
E i controlli non finiranno qui, perché poi nel prossimo mese di aprile partirà una nuova fase di verifiche innescata dall'utilizzo delle informazioni legate allo spesometro. Saranno disponibili i dati relativi a spese superiori a 25mila euro che saranno confrontati con le dichiarazioni 2011 per l'anno d'imposta 2010.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Confcommercio, consumi fermi: "17 regioni sotto i livelli del 2000"
"Diciassette regioni su venti rischiano di registrare un livello di consumi inferiore a quello del 2000". E' quanto rileva Confcommercio.
''La debolezza dei consumi a livello pro capite, complice il biennio di crisi 2008-2009, lascia prevedere un rallentamento generalizzato dell'uscita dalla crisi", osserva l'Ufficio studi di Confcommercio, che suona il camapanello d'allarme per il Sud."In una prospettiva di più lungo periodo, nel 2017, il Mezzogiorno avrà acuito il suo ritardo con una continua riduzione della spesa dei consumi rispetto al totale nazionale", si legge nel testo, in cui si sottolinea che le previsioni sull'intero territorio per il 2011 restano ad un "modesto" +0,8%.
"Negli ultimi anni si riduce il contributo del Sud in termini di consumi rispetto al totale nazionale con una quota che è passata dal 27,2% del 2007 al 26,6% del 2011; positive, invece, le dinamiche delle regioni settentrionali con quote in costante aumento sia nel Nord-Est (dal 21,8% al 22,2%) che nel Nord-Ovest (dal 30,1% al 30,6%)" rileva ancora Confcommecio."Alle deboli performance del Mezzogiorno si associano anche gli effetti del calo demografico registrato in quest'area (la quota della popolazione sul totale nazionale è scesa dal 36,4% del 1995 al 34,4% del 2011) che hanno determinato il protrarsi del calo dei consumi anche nel 2010".
Fonte:adnkronos.com
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Lavoro; Cantiere aperto sulle leggi
La legislazione sul lavoro è un cantiere infinito: i provvedimenti emanati nel corso del 2011, per far fronte alla congiuntura economica e alla crisi dei conti pubblici, hanno generato un quadro in continuo mutamento, dove è difficile non perdere la bussola. Partendo dagli ultimi giorni e ripercorrendo i principali interventi, sono almeno tre le norme che hanno interessato le imprese e i lavoratori, introducendo novità o modificando disposizioni già esistenti: la manovra-bis di Ferragosto, la manovra economica di luglio e il decreto sviluppo. La maggior parte delle misure rischia di rimanere "sulla carta" perché necessita ? per una concreta attuazione ? di successivi decreti e delle conseguenti istruzioni di prassi. A questo pacchetto si aggiungono le disposizioni in materia di lavoro dettate dalla legge di stabilità 2011 (n. 220/2010) che sono in stand-by, poiché non sono ancora stati licenziati i rispettivi provvedimenti attuativi. Infine, il clima di incertezza è appesantito dal fatto che le aziende, soprattutto nella gestione delle situazioni di crisi, sono alle prese con strumenti e ammortizzatori sociali (si pensi a quelli cosiddetti in deroga) la cui scadenza è fissata al 31 dicembre: qui si dovrà attendere la prossima legge di stabilità per capire se verranno rinnovati o meno. In questo contesto, è utile distinguere tra quelle disposizioni che potrebbero essere definite "incompiute" e quelle a scadenza al 31 dicembre 2011. Iniziando la ricognizione dalle prime, la manovra di Ferragosto (Dl 138), il cui iter parlamentare è in corso, ha apportato alcune novità che non saranno operative subito: l'intervento che prevede il restyling delle festività civili dovrà essere perfezionato entro il 30 novembre, attraverso un Dpcm che definirà il calendario 2012. Anche la revisione dei tirocini formativi in azienda rischia di rimanere bloccata, in attesa che le Regioni ? competenti in materia ? determinino gli specifici requisiti dei soggetti promotori e le linee guida attuative.
Lo stesso istituto dei contratti di prossimità (articolo 8), volto a favorire le intese a livello aziendale, pur essendo già applicabile, presenta alcuni tratti incerti: tra gli aspetti più controversi, la dizione non è esplicita sull'efficacia derogatoria del contratto aziendale rispetto alla legislazione vigente. Il rischio è che tocchi poi alle disposizioni di prassi o addirittura alla giurisprudenza dover tracciare il perimetro, con effetti inversi a quelli cercati: un aumento delle controversie anziché una maggior flessibilità contrattuale. Andando indietro nel tempo, la stessa manovra economica di luglio (Dl 98) ha lasciato alcune lacune da colmare: gli sgravi fiscali (detassazione) e contributivi sui contratti di produttività dovranno infatti essere definiti dal Governo, sentite la parti sociali, entro il 31 dicembre 2011. Pertanto non si conoscono ancora le aliquote a cui saranno assoggettati i salari incentivanti, sia per imprese che per lavoratori. La manovra ha abolito la mobilità in deroga, concessa ai quei lavoratori normalmente esclusi dalle misure ordinarie: è stata sostituita da un nuovo strumento, la cui concessione è però subordinata all'emanazione di appositi Dm Lavoro-Economia. Tra le pieghe del Dl sviluppo sono rimaste in sospeso la revisione degli accertamenti ispettivi secondo il principio del coordinamento e della non ripetizione (in attesa di Dm), i bonus per le assunzioni al Sud (per ora privi del parere favorevole della Ue) e i ritocchi alla normativa sulle assunzioni obbligatorie (per un errore formale dell'articolo 6). C'è anche una serie di incentivi alle imprese disposti dalla legge di stabilità 2011 che non sono applicabili poiché mancano i Dm attuativi: sgravi sui premi per obiettivi e bonus per la rioccupazione di soggetti svantaggiati. Infine un cenno gli strumenti che scadono al 31 dicembre: incentivi all'assunzione di soggetti percettori di ammortizzatori sociali o svantaggiati, trattamenti di Cig in deroga, iscrizione alle liste di mobilità per i lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti, formazione on-the job durante la Cig, misure per favorire l'autoimpiego.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
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Terreni e partecipazioni non quotate, riaperti i termini per la rivalutazione
Riapertura dei termini per le rivalutazioni per i beni posseduti alla data del 1° luglio 2011, a fronte del pagamento dell’imposta sostitutiva sul nuovo valore. Per chi ha approfittato di questa opportunità, offerta per la prima volta nel 2002 e più volte riconfermata, e intende farlo ancora, c’è la possibilità di ottenere il rimborso dell’imposta pagata a suo tempo.
Il Decreto Sviluppo convertito in Legge il 12 luglio n.106 (G.U. 12 luglio 2011, n. 160)ha riaperto i termini per rideterminare il valore di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati e di terreni edificabili e con destinazione agricola, sulla base di un’apposita perizia giurata di stima a fronte del versamento di un’imposta sostitutiva del 2% o del 4% rispettivamente. Con la norma il presupposto per potersi avvalere della rideterminazione è il possesso dei beni al 1° luglio, e il termine entro il quale predisporre la perizia e versare l’imposta sostitutiva (ovvero la prima rata dell’imposta dovuta) è fissato al 30 giugno 2012.
Con il decreto è stato poi stabilito il diritto al rimborso in compensazione dell’imposta per quei soggetti che, a seguito delle varie disposizioni che hanno previsto la possibilità di rivalutare terreni e partecipazioni, hanno effettuato più volte la rideterminazione del valore del medesimo bene. In questo caso è prevista la possibilità di detrarre dall’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione quanto già versato, a titolo di imposta sostitutiva, per la precedente operazione. Se invece non viene effettuato lo scomputo, per la richiesta del rimborso dell’imposta sostitutiva pagata in precedenza il termine di decadenza di 48 mesi decorre dalla data in cui si è verificata la duplicazione del versamento, cioè dal pagamento dell’imposta relativa all’ultima rideterminazione effettuata. La nuova disciplina si applica anche ai versamenti effettuati alla data di entrata in vigore del decreto, tenendo conto ovviamente dei mesi già trascorsi dal versamento. Infine, per non svantaggiare i soggetti per i quali i termini siano ormai decaduti, prevede una sorta di “riammissione nei termini”, per cui è possibile chiedere comunque il rimborso entro un anno dall’entrata in vigore del decreto.
Rivalutazione anche in caso di misure cautelari pregresse
Con l’esame parlamentare del provvedimento, la facoltà di avvalersi della riapertura dei termini per la rivalutazione di terreni e partecipazioni è estesa anche alle società di capitali i cui beni siano stati oggetto di misure cautelari per il periodo di applicazione della normativa sulla rivalutazione. Questa possibilità è condizionata al fatto che l’esito del giudizio abbia consentito agli interessati di riacquistare la piena titolarità dei beni.
Fonte:fiscoetasse.com (Dott.ssa Antonella Donati)
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Sicurezza stadi: nuovi compiti ausiliari agli steward
La nuova stagione calcistica sta per aprirsi e si riaffaccia il la questione sulla sicurezza negli stadi. Il decreto del Ministero dell'Interno, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 agosto 2011, e che entrerà in vigore trascorsi i 30 giorni di vacatio legis, dispone, a questo proposito, alcune novità, principalmente inerenti i servizi ausiliari dell'attività di polizia, che saranno ampliati e resi maggiormente incisivi. Gli steward saranno legittimati ad eseguire controlli manuali, anche a campione, all'ingresso degli impianti sportivi, fungere da filtro agli accessi anche concorrendo, laddove si renda necessario per garantire l'incolumità degli individui e prevenire o bloccare situazioni e condotte pericolose, nelle procedure di primo intervento che non comportino l'esposizione a profili di rischio. Permane l'obbligo di procedere a tempestiva segnalazione alle forze di polizia cui, se richiesto, va garantita la massima collaborazione. Fonte: Ministero dell'Interno
Fonte:studiocataldi.it (Nadia F. Poli)
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Manovra di ferragosto: eccezioni alla tassa unica su rendite finanziare
In attesa della super-manovra e dei suoi emendamenti, facciamo il punto su alcuni aspetti della manovra di ferragosto, che ha uniformato la tassazione delle rendite finanziarie. In particolare, nella manovra bis è previsto che le ritenute, le imposte sostitutive su interessi, premi e ogni altro provento di cui all’articolo 44 del TUIR e su redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis a c-quinquies, sono stabilite nella misura del 20%.
In altri termini, le ritenute e le imposte sostitutive sui redditi da capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria avranno un’unica aliquota del 20%, in luogo delle precedenti aliquote del 12,50 e/o del 27%.
Rimane invariata, per le persone fisiche, la tassazione su dividendi e plusvalenze da partecipazioni qualificate.
La nuova aliquota si applica agli interessi, ai premi e a ogni altro provento costituente reddito di capitale, nonché ai redditi diversi, rispettivamente esigibili e realizzati dal 1° gennaio 2012; per i dividendi e proventi a essi assimilati l’aliquota unica si applica a quelli percepiti dal 1° gennaio 2012.
Per le obbligazioni e gli altri titoli similari l’aliquota del 20% scatterà sugli interessi e su ogni altro provento maturato a partire dal 1 gennaio 2012.
Restano esclusi dall’applicazione dell’aliquota del 20% interessi, premi e ogni altro provento costituente reddito di capitale, nonché i redditi diversi, relativi a: obbligazioni e altri titoli del debito pubblico; obbligazioni emesse da Stati inclusi nella white list.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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