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News e Fax > Archivio 2011 > Aprile 2011
Elenco news :
EuroMedtech 2011: start-up e aziende innovative in cerca di finanziamenti
Conti correnti bancari: arriva la trasparenza semplice
Acquisti senza obbligo di fattura: per lo spesometro contano da luglio
Mobilità, quali i profili di compatibilità con l'attività di lavoro?
Internet Explorer 10 non funzionerà su Windows Vista
Agevolazioni; Premiati i progetti di sostenibilità ambientale
Rc auto: altre polizze contraffatte
Cassazione: sgravi contributivi revocati se il datore di lavoro dichiara all'INPS un'attività diversa da quella svolta
Aspettative di crescita, in Italia sotto la media mondiale
Pmi online: fatturato in crescita grazie al fattore Internet
Mutuo tasso variabile, in vista aumento rata
Meritocrazia e cervelli in fuga
Bonus 55%; Doppia rateazione, 2010 spartiacque
Ebay ed evasione fiscale: 800 milioni solo da 4 imprenditori
Mutui on-line, a richiederli sono giovani con buona liquidità
Reti di Imprese; Via agli sgravi fiscali
Consumi; Confesercenti-Ispo: crisi economica, gli italiani non hanno più fiducia in nessuno
Processo breve diventa legge: novità e cosa cambia. Stop per migliaia di processi
Fotovoltaico; Nasce una nuova forma di coordinamento
Pensioni 2011 per lavori usuranti: nuove date e finestre per domanda anticipata
Youtube a caccia di talenti, arriva il concorso 'Next up' per nuovi maghi del video
Mezzogiorno; Fondi europei per finanziare l'incentivo fiscale
Mutui prima casa rinegoziati, detraibili anche interessi su conto corrente accessorio
Referendum Nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento: i 4 quesiti del 12-13 giugno
Trasporti; L'UE annuncia più diritti per i passeggeri
Fmi rivede al rialzo la stima del Pil in Italia: Ma la ripresa è ancora debole
Rialzo tassi di interesse: su cosa investire ora? Consigli
Multe affitti in nero 2011: con la cedolare secca anche quattrocento volte tanto
Confconsumatori: Italease, risarcimento di 50 mila euro
Fotovoltaico; Limiti variabili in zona agricola
EuroMedtech 2011: start-up e aziende innovative in cerca di finanziamenti
Si terra il 16 e 17 maggio a Torino EuroMedtech 2011, l’evento dedicato all’industria delle tecnologie mediche organizzato da EBD Group: un punto d’incontro tra le start-up e imprese innovative che operano nel settore e che sono in cerca di finanziamenti per i propri progetti, da nuovi partner strategici e investitori istituzionali.
L’evento è rivolto alle aziende a vario titolo coinvolte nel settore delle tecnologie mediche, da quelle che offrono servizi diagnostici, di immagini, e di eHealth, a piattaforme tecnologiche per biomateriali o per la medicina rigenerativa a quelle infine che servono il settore come produttori, distributori, ed organizzazioni di ricerca a contratto.
A EuroMedtech, che si terrà presso il Centro di Conferenze Torino Incontra, sono attesi i più importanti venture capitalist operanti al momento in Europa, sempre in cerca di aziende su cui puntare.
Si tratta di 360° Capital Partners, BioMedPartners, Citigroup, DFJ Esprit, Edmond de Rothschild Investment Partners, Entrepreneurs Fund, Gilde Healthcare Partners, High-Tech Gruenderfonds Management, IJ Partners, Merieux Development, MVM Life Science Partners, NBGI Ventures, SEED Capital Denmark, Seventure Partners, SGECR, SHAM, Sofimac Partners Capital Investissement, TBG Management, Tech Coast Angels, Vaekstfonden, e Ysios Capital Partners.
Oltre a richiamare l’attenzione di start-up in cerca del loro primo “round” di finanziamenti allo scopo di realizzare o terminare i propri progetti di ricerca, EuroMedTech è anche una vetrina per quelle aziende a caccia di risorse addizionali, con cui affrontare la fase di commercializzazione dei prodotti, di sviluppo operativo o espansione in nuovi mercati.
A tal fine, durante i due giorni della conferenza le aziende avranno l’opportunità di incontri one-to-one con gli investitori.
Fonte:blog.pmi.it (Ermanno Cece)
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Conti correnti bancari: arriva la trasparenza semplice
Al fine di rendere le informazioni sui conti correnti più trasparenti, ma anche più semplici, durante il forum Dimensione Cliente l’ABI da un lato, e ben quindi Associazioni di Consumatori dall’altro, hanno siglato un importante protocollo d’intesa finalizzato a semplificare per i conti sia il Foglio Informativo, sia il Documento di Sintesi. A darne notizia in data odierna, venerdì 14 aprile 2011, è stata proprio l’Associazione Bancaria Italiana nel far presente come ora la proposta per la “trasparenza semplice” dei conti correnti bancari sarà sottoposta sia alla Banca d’Italia, sia alle Autorità competenti. Queste, in particolare, sono le quindici Associazioni di Consumatori che hanno aderito al Protocollo d’Intesa con l’Associazione Bancaria Italiana: Acu, Unione nazionale consumatori, Adoc, Movimento difesa del cittadino, Adiconsum, Movimento consumatori, Adusbef, Lega consumatori, Assoutenti, Federconsumatori, Casa del consumatore, Confconsumatori, Cittadinanzattiva, Codici e Codacons.
Per quel che riguarda il Foglio Informativo, l’ABI e le Associazioni dei Consumatori con l’accordo mirano da un lato a dimezzarne la lunghezza, e dall’altro ad inserire informazioni quali ad esempio i costi legati allo sconfinamento ed al fido, mentre al fine di dare un taglio alla ridondanza delle comunicazioni, l’obiettivo è per il Documento di Sintesi quello di far sì che venga inviato al cliente solo nel caso in cui le condizioni variano.
Il tema relativo alla “trasparenza semplice“, in accordo con quanto rimarcato proprio dall’ABI, individua un percorso già da tempo intrapreso con le Associazioni dei Consumatori. Quella sui conti correnti è tra l’altro solo una tappa di questo percorso visto che l’Associazione Bancaria Italiana intende anche trattare i temi inerenti sia il credito al consumo, sia i mutui. E proprio su questi ultimi due temi l’ABI sta predisponendo due apposite Guide informative; sui finanziamenti ipotecari, in particolare, la Guida fornirà i criteri per poter scegliere in maniera consapevole un mutuo a tasso variabile oppure quello a tasso fisso.
Fonte:bassitassi.com (Fil)
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Acquisti senza obbligo di fattura: per lo spesometro contano da luglio
Slitta di due mesi l’avvio della rilevazione dei dati delle operazioni che riguardano i consumatori finali
Esteso il termine di esclusione dall’obbligo di annotare, per la successiva comunicazione al Fisco, gli acquisti di beni e servizi che oltrepassano la soglia dei 3.600 euro, Iva inclusa, per i quali non si è tenuti a emettere fattura. L’esonero, previsto inizialmente per le spese effettuate fino a tutto aprile, interessa anche quelle dal 1° maggio al 30 giugno.
A stabilirlo il provvedimento n. 2011/59327 del 14 aprile firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Lo slittamento, dettato da esigenze di natura prevalentemente tecnologica, connesse al nuovo adempimento telematico, riguarda le operazioni rilevanti ai fini Iva effettuate nei confronti dei consumatori finali.
Il provvedimento del 22 dicembre 2010 che ha messo sotto la lente di ingrandimento i pagamenti che superano una certa soglia ha previsto, in linea con il Dl 78/2010, per tutti i soggetti Iva, l’obbligo di comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, di importo pari o superiore a 3.000 euro, al netto dell’Iva.
Per le operazioni senza obbligo di emissione della fattura (generalmente giustificate da scontrino o ricevuta fiscale), il limite è stato fissato a 3.600 euro, al lordo dell’Iva.
Fonte:nuovofiscooggi.it
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Mobilità, quali i profili di compatibilità con l'attività di lavoro?
Un’articolata circolare dell’INPS esamina i profili di compatibilità dell’indennità di mobilità con lo svolgimento di attività lavorativa e la eventuale cumulabilità della relativa remunerazione con l’indennità medesima, supportata anche da gran parte della giurisprudenza della suprema Corte di Cassazione, e in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.L'INPS fa un quadro riepilogativo in merito alla compatibilità dell’indennità di mobilità con lo svolgimento di attività lavorativa e la eventuale cumulabilità della relativa remunerazione con l’indennità medesima e in materia di corresponsione dell’indennità di mobilità in forma anticipata in un’unica soluzione ai lavoratori che si vogliano associare in cooperativa e in merito al nesso che intercorre tra tale fattispecie e gli incentivi eventualmente spettanti alla cooperativa in quanto azienda che assuma lavoratori provenienti dalle liste di mobilità.
Per il rapporto tra indennita’ di mobilita’ e lavoro subordinato, l'INPS fa presente che
- nel caso di lavoro subordinato, a tempo determinato o a tempo parziale (sia esso a tempo determinato o indeterminato), tempestivamente comunicato all’INPS, si determina la sospensione dell’erogazione dell’indennità ma con il mantenimento dell’iscrizione nella lista: si produce uno slittamento della data di fine prestazione che, tuttavia, non può essere superiore alla durata della prestazione inizialmente prevista. In questo caso c'è incompatiblita’ piena tra retribuzione e indennita’ di mobilità (fatti salvi specifici casi individuati dal Legislatore).
- nel caso di lavoro subordinato a tempo pieno ed indeterminato, si determina la decadenza dalla prestazione e dall’iscrizione alle liste di mobilità; possibilità di reiscrizione - in caso di mancato superamento del periodo di prova (fino ad un massimo di due volte) ovvero laddove il lavoratore non sia giudicato “idoneo alla specifica attività cui l’avviamento si riferisce” - per il lavoratore in mobilità assunto a tempo indeterminato e successivamente licenziato senza aver maturato 12 mesi di anzianità aziendale presso la nuova impresa, di cui 6 di lavoro effettivamente prestato. Il lavoratore ha anche diritto ad usufruire della relativa indennità per un periodo corrispondente alla parte residua non goduta decurtata del periodo di attività lavorativa prestata. In questi casi non si da luogo, tuttavia, allo slittamento della data di fine della prestazione.
In materia di lavoro autonomo nessuna norma specifica prevede gli istituti della sospensione e della decadenza. La legge prevede, invece, la facoltà (non l’obbligo) per il lavoratore in mobilità di ottenere, qualora ne faccia richiesta, la corresponsione anticipata della prestazione in un’unica soluzione per intraprendere un’attività autonoma o associarsi in cooperativa, escluse le mensilità eventualmente già godute. In tal caso, il lavoratore viene cancellato dalla lista di mobilità. L’indennità di mobilità è legata alla condizione di disoccupazione involontaria. Pertanto, laddove la legge non disponga diversamente, essa viene meno qualora cessi lo stato di disoccupazione involontaria. In ragione di quanto previsto dalla legge in materia, l’INPS afferma che l’attività di lavoro autonomo è compatibile con la percezione dell’indennità di mobilità quando i redditi che ne derivino siano tali da non comportare la perdita dello stato di disoccupazione; tali redditi, in vigenza dell’attuale normativa, sono quantificati in
- 4.800 euro nell’anno solare per l’attività di lavoro autonomo e
- 8.000 euro per le collaborazioni coordinate e continuative.
Qualora entrambi i tipi di attività suddette si alternino o sovrappongano nell’anno solare, si applicherà il limite superiore. In caso di superamento del suddetto limite, il lavoratore verra’ cancellato dalle liste di mobilità e verra’ sancita la decadenza dall’indennità per perdita dello stato di disoccupazione, dal momento dell’inizio dell’attività lavorativa.
(Circolare INPS 14/04/2011, n. 67)
Fonte:ipsoa.it
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Internet Explorer 10 non funzionerà su Windows Vista
La nuova versione del browes Internet numero 10, di cui è disponibile il download della prima platform preview, non sarà disponibile sul sistema operativo Windows Vista.
Questa è la nuova mossa Microsoft che con IE10 si sta comportando come precedentemente già avvenuto con IE 9 e Xp e la mossa sembra strategica perché si vuol puntare a portare gli utenti a rivolgersi sempre più verso il nuovo Windows 7, considerando anche le molte pecche che Vista ha registrato, e sul prossimo nascente Windows 8.
Del resto, sul mercato americano Windows 7 ha superato per la prima volta Windows XP e Microsoft non può che essere soddisfatta di questo risultato. Per ora il divario tra Windows 7 e il più datato XP è molto ridotto: le statistiche assegnano un 32.2% al più recente sistema operativo con circa 1,5% di vantaggio. Resta ora da ‘battere’ Vista.
La decisione di non rendere disponibile Internet Explorer 10 su Vista sembra irrevocabile. Gli utenti che, infatti, provano a installare la Platform Preview di IE10 si trovano di fronte un avviso che segnala l’impossibilità di procedere e la necessità di Windows 7 SP1 per poter provare la prima bozza del futuro browser di Redmond.
Il nuovo browser supporta Multi-Column Layout, Grid Layout, Flexible Box Layout e Gradients, lo strict mode di EcmaScript 5,opzionale per evitare di dover rinunciare a visitare un gran numero di siti attualmente non rispondenti pienamente alle regole più stringenti dello strict mode.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Agevolazioni; Premiati i progetti di sostenibilità ambientale
Ministero dell’Economi a e Consip premiano le imprese e gli enti locali che sviluppano progetti di sostenibilità ambientale. Le proposte possono essere relative ad arredi, materiali da costruzione , manutenzione delle strade, gestione del verde pubblico, illuminazione e riscaldamento, elettronica, tessile, cancelleria, ristorazione, materiali per l’igiene, mezzi di trasporto.
I soggetti selezionati diventano partner delle istituzioni che promuovono il progetto, partecipano ad eventi nazionali e internazionali organizzati dal ministero e possono utilizzare per le proprie attività di marketing il marchio "Premio Gpp 2011". Le domande vanno presentate entro il 20 maggio prossimo.
La valutazione
I criteri di ammissibilità delle domande sono stati divisi in 2 sezioni, una riservata agli enti locali, l’altra alle imprese.
Per quanto concerne le imprese il criterio che determina l’assegnazione del premio previsto si concentra essenzialmente sul prodotto o servizio, preferibilmente a carattere innovativo, in grado di assicurare un elevato grado di sostenibilità ambientale.
Per esempio, il ministero prediligerà auto e mezzi di trasporto pubblico alimentati elettricamente, l’impiego da parte di imprese edili di materiale riciclabile e poco inquinante o il ricorso, nel settore della ristorazione, ad arredi id oggetti che siano facilmente smaltibili e che possano essere riutilizzati.
Marchio di qualità
Il Gpp è stato introdotto dall’Ue come brand di qualità da assegnare alle imprese che propongono prodotti e servizi ecocompatibili e che per questo vengono segnalate dall’istituzione e per le amministrazioni pubbliche che propongono forme di appalto verde.
Fonte: Il Denaro
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Rc auto: altre polizze contraffatte
Si allunga la lista delle polizze rc auto contraffatte. L’Isvap (istituto di vigilanza sulle assicurazioni) ha segnalato che nella regione Campania sono state commercializzate polizze temporanee rc auto contraffatte riportanti la denominazione Ergo Assicurazioni.
Non presta garanzie temporanee
La compagnia Ergo Assicurazioni S.p.A. è autorizzata in Italia al rilascio di coperture assicurative rc auto, ma ha dichiarato che la compagnia non presta, né ha mai prestato, garanzie temporanee. Quindi qualsiasi contratto assicurativo temporaneo rc auto a marchio Ergo Assicurazioni deve intendersi come falso.
Non sei assicurato
Chi stipula una polizza Rc auto con compagnie non autorizzate non assolve quindi l’obbligo assicurativo previsto e non solo non è coperto in caso di incidente, ma rischia pure il sequestro del veicolo e una sanzione fino a 3.194 euro.
Un rischio che corre chiunque stipuli una polizza Rc auto con compagnie non autorizzate. Per questo raccomandiamo a tutti di verificare preventivamente che i contratti Rc auto siano emessi da imprese autorizzate. Puoi consultare l'elenco sul sito www.isvap.it oppure telefonare allo 06.42.13.31
Trova la polizza che fa per te
Naturalmente, se consultate la nostra banca dati per individuare le cinque polizze più convenienti per il vostro profilo, non dovrete preoccuparvi di fare i controlli sulla compagnia individuata, perché trovate solo quelle autorizzate a operare in Italia.
La lista nera 2010 e 2011
Ecco le compagnie non autorizzate a emettere polizze Rc auto segnalate dall’Isvap nel 2010:
AXA Belgium s.a.
AALP Autotempo
Ala Assicurazioni - da non confondere con l'autorizzata Ala Assicurazioni spa
Aioi Motor and General Insurance Company of Europe Limited - polizze contraffatte
Allianz Hungária Biztosító Részvénytársaság
Arisa Assurances s.a.
Avéro Belgium Insurance - compagnia abilitata ad operare in Italia in libera prestazione dei servizi in alcuni rami danni con esclusione dell'rc auto
Chartis Europe s.a. - polizze contraffatte
Clements Global Insurance Solutions - compagnia non autorizzata
Electric Insurance Irland Limited – polizze contraffatte a nome di questa compagnia, da non confordersi con la Electric Insurance Ireland Limited (quest’ultima è una compagnia autorizzata ma non ha mai emesso polizze Rc auto in Italia)
Ergo Assicurazioni – polizze temporanee contraffatte a nome di questa compagnia. Ergo Assicurazioni S.p.A. è autorizzata in Italia al rilascio di coperture assicurative rc auto, ma ha dichiarato che la compagnia non presta, né ha mai prestato, garanzie temporanee rc auto
Fomo Assicurazioni
Generali Versicherung AG
Generali Belgium s.a.
Helvetia Versicherungen AG - polizze contraffatte
HDI Direkt Versicherung AG che ha come intermediario Fin Planet s.p.a.
Insurance Company Euroins AD
RGA Assicurazioni spa - compagnia non autorizzata da non confondersi con la RGA International Reinsurance Company Limited.
S.C. Euroins Romania Asigurare Reasigurare s.a.
Sogecap s.a. - compagnia che esercita esclusivamente nel ramo vita, infortuni e malattia e non ha mai emesso polizze rc auto
Fonte:altroconsumo.it
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Cassazione: sgravi contributivi revocati se il datore di lavoro dichiara all'INPS un'attività diversa da quella svolta
Revoca delle agevolazioni contributive con effetto retroattivo per il datore di lavoro che dichiara all'INPS un'attività non rispondente a quella effettivamente svolta. E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 8068/2011 in merito al ricorso proposto da un'imprenditrice cui era stato ingiunto il pagamento, in favore dell'INPS, di somme a titolo di contributi sulla base della non spettanza di sgravi contributivi per la natura commerciale e non industriale dell'attività svolta. La Suprema Corte, respingendo il ricorso, ha precisato che il principio generale in base al quale il recupero di quanto indebitamente percepito può riguardare solo periodi successivi al nuovo inquadramento fornito dall'Istituto, non opera allorché l'iniziale inquadramento sia stato determinato da inesatte dichiarazioni del datore di lavoro. Nel caso di specie, i giudici di legittimità sottolinenano che la Corte d'Appello ha considerato in modo esauriente gli accertamenti operati in sede ispettiva operando una analitica ricostruzione delle vicende aziendali che avevano originato il godimento degli sgravi contributivi, rilevando il carattere prevalentemente commerciale dell'attività, sì che "la variazione di classificazione operata dall'INPS doveva ritenersi giustificata, con effetto retroattivo ai fini degli sgravi anche in relazione al disposto dell'art. 3, comma 8, della legge n. 335 del 1995 (che dispone tale retroattività ove il precedente inquadramento sia conseguito a dichiarazioni inesatte del datore di lavoro)".
Fonte:studiocataldi.it (L.S.)
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Aspettative di crescita, in Italia sotto la media mondiale
A dispetto da quanto diramato dai dati statistici nazionali, pare che le imprese italiane non siano tanto fiduciose rispetto alla risalita dalla china della crisi. L’Indice elaborato dalla Regus, che ha raccolto l’opinione di più di 17mila aziende nel mondo, riporta come ad una fiducia media internazionale pari ad un valore di 125 corrisponda un valore nel nostro Paese pari a 92, dunque ben al di sotto della media e, soprattutto, all’ultimo posto assieme alla Spagna per quanto riguarda il gruppo dei Paesi industrializzati. L'indice più alto è quello cinese (ad una quota di 150), in Europa il paese più fiducioso è il Belgio, mentre comunque resta sopra la media la Germania, assieme ad economie emergenti quali India e Sud Africa.
La notizia ancora più rilevante tuttavia è la discrepanza tra le aspettative del nostro Paese e quella che è stata poi la realtà degli incrementi di fatturato e di profitto. Nell’anno scorso la fiducia dei manager italiani nella imminente crescita economica era di 35 punti percentuali superiore a quella dei loro colleghi di altri Paesi. Per la precisione, laddove l’82% dei nostri industriali prevedeva una ripresa nel 2011, solo il 56% dei manager del resto del mondo credeva a questa crescita.
Tuttavia i risultati di sviluppo parlano chiaro e, se tale crescita non c’è stata, è normale che la fiducia sia calata vertiginosamente a causa anche della delusione delle su citate aspettative.
Regus individua essenzialmente due motivi per i quali la fiducia delle imprese italiane è scesa nel corso di quest’anno. Un primo motivo risiede proprio nella bassa crescita degli utili, registrata solo dal 12% delle aziende del nostro Paese, laddove invece il 41% delle imprese in media hanno fatto registrare degli incrementi nel resto dei Paesi . Ma anche il fatturato non ha restituito risultati esaltanti. Il rialzo difatti è stato pari al 25%, contro una media internazionale che si è attestata attorno al 50%.
Ecco dunque che viene chiarito come di fatto solo il 9% delle aziende italiane ritenga che la ripresa economica si sia avviata in maniera sostenuta, laddove nel resto del mondo questa percentuale, se pur comuque non esaltante, arriva ad un valore del 31% .
A causa dalle previsioni disattese dell’anno scorso, anche sul fronte delle aspettative per i prossimi mesi l’indice Regus non riporta nulla di buono: in Italia il numero delle imprese che si aspetta un rialzo dei ricavi per i prossimi 12 mesi è solo del 67%, laddove la media internazionale si attesta all'80% .
Tra i provvedimenti che verranno presi per far fronte al momento di crisi prolungata, si rileva inoltre un elemento comune in tutte le strutture intervistate nel mondo: le spese sugli immobili verranno difatti ridotte all’osso dall'80% delle aziende italiane così come dall'81% di quelle internazionali. L’investimento andrà piuttosto nell’ottica dell’aumento delle vendite attraverso azioni di marketing mirate.
Fonte:i-dome.com
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Pmi online: fatturato in crescita grazie al fattore Internet
Internet produce in Italia il 2% del PIL, con un giro d’affari di oltre 30 miliardi di euro. Ne abbiamo parlato ieri approfonditamente su PMI.it: è infatti disponibile per il download lo studio realizzato da The Boston Consulting Group e commissionato da Google Italia per fare il punto sul rapporto Web ed economia del Paese, “Fattore Internet: Come Internet sta trasformando l’economia italiana“.
Economia e Internet: un binomio vincente, a quanto pare, soprattutto per per Pmi che, per salvarsi dalla crisi incombente, in questi ultimi due anni hanno puntato sul WWW avanzato: non solo siti vetrina, ma piuttosto attività di vendita online di prodotti e servizi.
I benefici del “fattore Internet” sono evidenti: in primis sui dati di vendita e produzione e in seconda battuta su occupazione e indotto.
Le Pmi dell’e-commerce hanno registrato un fatturato in crescita media pari a +1,2% negli ultimi 3 anni mentre chi ha perso il treno del Web ha registrato -4,5%. Certo, la solita spada di Damocle incombe sul destino dell’emergente mercato Internet Economy italiano: i ritardi della banda larga, vero ostacolo per il decollo dell’imprenditoria online.
Ma la voglia di crescere nonostante tutto è tanta: l’incremento nel 2010 è stato del 10% rispetto all’anno prima, non un boom ma un dato significativo, soprattutto in tempo di crisi. E proprio la crisi ha fatto forse la differenza: si sa, il bisogno aguzza l’ingegno. in questo caso indirizzando le aziende, soprattutto le Pmi, verso comparti ad alto ROI e a basso costo operativo.
Il Web per l’appunto.
Senza contare che oggi le Piccole e Medie Imprese italiane (lo sanno anche le pietre: “il veri tessuto imprenditoriale del paese”) possono contare su strumenti digitali specifici per l’incremento della produttività del tutto evidenti. Ergo, se Internet è la chiave della crescita, canalizzare questo motore nel comparto Pmi significa amplificarne i benefici per tutta l’economia italiana.
E la tecnologia emergente, il cloud computing, promette di fare la differenza nei prossimi anni: tutti i principali colossi IT vi stanno scommettendo, con soluzioni semplici ed economiche, insomma, a prova di Pmi.
A questo punto la domanda è una e una sola: ma quando arriva la banda larga??!!
Fonte:blog.pmi.it (redazione)
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Mutuo tasso variabile, in vista aumento rata
La decisione della Banca Centrale Europea di alzare i tassi dall'1% all'1,25%, quindi, di 25 punti base, secondo uno studio della Cgia, avrà alcune conseguenze sui sottoscrittori di mutui a tasso variabile. Secondo l'istituto di Mestre, infatti, la rata mensile dovrebbe passare dalla media attuale di 713,80 euro a 724,80 euro, proprio per effetto della lievitazione, seppur minima, dei tassi di riferimento. L'aumento, su base annua, sarebbe, dunque, di 132,40 euro. Immediata la reazione delle associazioni dei consumatori, le quali sottolineano la stangata in corso sulle famiglie italiane. Adusbef parla di una misura che colpisce 2,3 milioni di famiglie, che per indicazione degli operatori bancari, hanno sottoscritto mutui a tasso variabile, e che entro l'anno dovrebbero subire altri due aumenti. Codacons lancia l'allarme e calcola che l'aumento dei tassi potrebbe mandare in crisi 30 mila famiglie, che non riuscirebbero a pagare la rata del mutuo. Al di là degli allarmismi, un po' rientranti nel gioco delle parti, ancora oggi i sottoscrittori dei muti a tasso variabile stanno godendo dei tassi più bassi dall'introduzione dell'euro,e per l'Italia certamente anche da prima, per cui l'allarmismo resta ingiustificato, anche in considerazione della libera sottoscrizione dei mutui da parte delle famiglie, nonché della facile previsione di un aumento dei tassi, dopo essere stati al minimo storico per ben due anni.
Fonte:studiocataldi.it (Emanuele Ameruso)
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Meritocrazia e cervelli in fuga
Il network delle eccellenze italiane all’estero, paradigma pratico di quella fuga di cervelli tanto attuale in periodi di crisi così nera.
Questo è stato l’obiettivo della ricerca di Aspen Institute nell’ambito delle iniziative dedicate all’”Interesse Nazionale”.
Gli esempi che ne vengono fuori sono tanti e nei campi più disparati: dai manager, ai ricercatori, agli scienziati, agli uomini di sport, o, ancora ai musicisti. Un primo esempio che ci piace ricordare è quello di Simona Milio, 35 anni, oggi direttore dell'Economic and social cohesion laboratory alla London School of Economics. Lei racconta come “Dopo la laurea continuavano a ripetermi di aspettare i concorsi, i bandi, il mio turno: ho fatto la valigia e sono emigrata a Londra”. Una storia comune, come tante. Il suo coraggio è stato
premiato e oggi si trova in una posizione manageriale nella gestione di fondi comunitari di ricerca di grande rilievo.
Ultimamente Mario Monti in occasione di un incontro proprio presso l'Aspen Institute ha sottolineato come sia importante che “questi cervelli non stacchino la spina del loro rapporto con l'Italia”, in altri termini, in un mondo globale non ha senso pensare se si è fisicamente lontani, ha più senso cercare di riportare anche in Italia le esperienze acquisite, nell'interesse nazionale, appunto. Per tornare al nostro esempio Simona Milio ha avviato un progetto con l'Università di Palermo finalizzato a rendere più facile agli studenti lo scambio fra questa istituzione e la London School of Economics; ma esempi ce ne potrebbero essere tanti altri. Ne peschiamo un altro dal mucchio: Marisa Roberto, scienziata in carico a San Diego, premiata dal presidente Obama fra i migliori cento ricercatori Usa. Lei già da qualche anno organizza a Volterra, sua città natale, un convegno internazionale sulla dipendenza da alcool e stupefacenti, campo di studio che negli Stati Uniti la vede tra i protagonisti della ricerca;
L’iniziativa “interesse nazionale” varata come detto dall’Aspen Institute sotto la guida di Giulio Tremonti e Cesare Romiti richiama i protagonisti italiani all’estero per coinvolgerli in esperienze di alto profilo a livello nazionale e curare dunque la crescita del nostro Paese attraverso le eccellenze che la nostra stessa capacità educativa è riuscita a creare.
Sì, perché resta chiaro che l’eccellenza italiana risiede nella formazione, più che nello sfruttamento delle risorse umane a disposizione: “La preparazione di base di licei e università italiani è ottima, poi, ahimè, la carenza di meritocrazia ci porta all'estero”, sottolinea Francesca Casadio, laureata in Chimica al Politecnico di Milano e oggi a 38 anni responsabile scientifica del laboratorio dell'Art Institute of Chicago, secondo più grande museo americano per estensione (si pensi a quale sarebbe in Italia l’età media per giungere ad una posizione apicale del genere).
Tra i protagonisti dell’ “Interesse nazionale” figurano tra gli altri anche Antonio Belloni, direttore generale di Lvmh, Lorenzo Thione di Microsoft, ma anche Gianandrea Noseda, direttore d’orchestra, o l'archeologo Paolo Matthiae, o ancora il leader della Pharmaceutical Wholesale Division Ornella Barra. Assieme a loro tanti altri che hanno creduto e continuano a credere nel loro Paese, sperando che tramite il loro esempio si possa innescare un processo meritocratico virtuoso. La stessa speranza che condividono molti giovani della loro età.
Fonte:i-dome.com
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Bonus 55%; Doppia rateazione, 2010 spartiacque
Bonus 55% le spese sostenute nel 2010 spartiacque per l'imputazione in cinque o dieci ratei. Per la corretta imputazione del bonus del 55%, in presenza di interventi che durano per più di un periodo d'imposta (2010 e 2011) e stante la diversa modalità di rateizzazione (5 o 10 anni), si deve tenere conto dell'importo sostenuto in ogni anno che deve essere ripartito sulla base della disciplina vigente (5 o 10 rate).
Questo, in sintesi, il contenuto di una risposta (question time n. 5-04587) fornita in Commissione finanze della Camera, a cura di Sonia Viale, sottosegretario del ministero delle economia e della finanza, in tema di detrazione del 55%, per le spese destinate al risparmio energetico.
Bonus 55%
Nella risposta si conferma, preliminarmente, quanto già asserito con apposito documento di prassi dall'Agenzia delle entrate (c.m. 21/E del 2010) ovvero che in presenza di lavori che proseguono per più periodi d'imposta, l'omesso o irregolare invio della comunicazione, entro il mese di marzo dell'anno successivo, non comporta la decadenza del beneficio ma solo l'applicazione della sanzione amministrativa, per irregolarità formale, in misura fissa da 258 a 2.065 euro e che la detrazione è stata prorogata con la legge di stabilità (legge 220/2010) anche per il 2011 con la necessità della ripartizione del bonus in 10 rate, anziché 5, come disposto dalla disciplina previgente.
Sul punto, posta la diversa modalità di assunzione delle spese (cassa o competenza) in presenza di privati o imprenditori, si conferma che, con particolare riferimento alla persona fisica, per gli interventi iniziati nel 2010 e ultimati nel 2011, il contribuente dovrà rateizzare le spese sostenute nel 2010 in 5 anni ( disciplina previgente) e quelle sostenute nel 2011 in 10 anni (comma 48, art. 1, legge 220/2010). Nel caso in cui i lavori siano iniziati nel 2010 e proseguiti nei periodi d'imposta successivi ed il professionista abbia regolarmente attestato che i lavori sono in corso di realizzazione, le spese sostenute nel 2010 potranno essere detratte in 5 rate mentre, al contrario (assenza dell'attestazione), il contribuente non potrà usufruire dell'anticipazione, con la conseguenza che la detrazione potrà essere usufruita solo al momento in cui gli adempimenti sono stati regolarmente effettuati.
Panificazione
Con un'ulteriore risposta (question time n. 5-04588) sono state fornite precisazioni in tema di attività connesse esercitate dall'imprenditore agricolo, dopo l'emanazione del decreto del 5/08/2010 con il quale, ai sensi della lat. c), comma 2, art. 32, dpr 917/86, sono state indicate le attività assorbite dal reddito agrario, con l'inserimento dell'attività di produzione del pane. L'Amministrazione finanziaria ritiene che una soluzione perseguibile potrebbe essere quella di limitare la produzione al solo pane, evitando l'assorbimento a redditi fondiari della produzione dei prodotti più sofisticati (cialde, rustici, pizzette, ecc..).
Fonte: Italia Oggi
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Ebay ed evasione fiscale: 800 milioni solo da 4 imprenditori
Sarebbero quattro gli imprenditori, tutti veneti, beccati dal Fisco per non aver dichiarato i proventi delle compravendite di oltre 25mila prodotti acquistati e venduti su ebay, il più famoso sito di aste online. E così sono stati denunciati per omissione di dichiarazione all'erario.
In realtà di tratta di un fenomeno in crescente diffusione sul web e che sicuramente coinvolge moltissime altre persone. Ma questi esempi hanno fatto tornare più attuale che mai la questione tasse sugli eBayer, già sollevata più volte dal fisco, e di come sia molto facile eludere le normative fiscali sul web creando un negozio online o diventando imprenditori virtuali, attraverso le potenti tecnologie del web.
I quattro imprenditori veneti sono stati scoperti perché tenuto sotto controllo dalla Guardia di Finanza da molto tempo, fino a quando è stato scoperto un giro di vendite pari a 25mila prodotti nuovi ed usati di ogni genere, da quadri a oggetti tecnologici, a cucine e mobili, acquistati nel noto sito d'aste che hanno registrato un’evasione fiscale per circa 800 milioni di euro di fatturato.
Fonte:businessonline.it (Marcello Tansini)
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Mutui on-line, a richiederli sono giovani con buona liquidità
Sono soprattutto ragazzi giovani (38 anni di media) e con buona liquidità (uno stipendio di poco superiore a 2.300 euro) a richiedere i mutui on-line. E' la fotografia scattata dall'"osservatorio mutui" del portale web www.mutui-internet.it per il periodo gennaio/marzo 2011 (quasi 26mila richieste in 3 mesi). Nato a dicembre 2010, il progetto mutui-internet.it offre, oltre alla consulenza personalizzata per trovare le forme di finanziamento più adeguate della clientela on-line, anche, unico in Italia, il rapporto diretto con il cliente dal primo contatto fino all'atto notarile.
A richiedere di più i servizi di mutui-internet, sono i "dipendenti a tempo indeterminato" (79%); seguono gli "autonomi con partita Iva" (9%), i "liberi professionisti" e i "pensionati" (4%). Le richieste di preventivi on-line e di servizi riguardano principalmente l'acquisto della prima casa che, con oltre 2 miliardi di euro e una richiesta media di 160mila euro, sono il 59,4% del totale. Corpose anche le richieste di surroghe: oltre 560 milioni di euro e una richiesta media di finanziamento di 125 mila euro sono il 17,3%.Il 7% dei richiedenti ha inoltrato domanda per operazioni di "sostituzione+liquidità", mentre il 6% per l'acquisto della seconda casa.
"Sarà interessante notare i dati dei prossimi trimestri -commenta Enrico Piacentini, responsabile web marketing di mutui-internet.it - perché la richiesta di surroga, ossia la portabilità di un mutuo da una banca a un'altra, è una costante anche per il web. Ma tra i dati che abbiamo raccolto grazie al nostro servizio web, uno è molto interessante: quello dell'Ltv (Loan to value), ossia il rapporto tra l'importo richiesto e il valore dell'immobile. La media si attesta di poco sopra il 71%. Ciò dimostra che chi richiede servizi finanziari on-line ha una disponibilità finanziaria più che discreta".
Fonte:helpconsumatori.it(GA)
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Reti di Imprese; Via agli sgravi fiscali
Coinvolgono più di 230 imprese e ai primi di aprile sono arrivati a quota 41.
È il numero dei contratti di rete e a questi nel giro di poco tempo se ne aggiungeranno altri venti. «È uno strumento interessante che spinge le imprese a collaborare sui singoli progetti, mantenendo la propria autonomia e flessibilità. I numeri lo dimostrano anche se dobbiamo fare di più», dice Emma Marcegaglia, seduta nella sala stampa di Palazzo Chigi, accanto al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. La novità da annunciare è che è operativa, dopo il via libera di Bruxelles, l'agevolazione fiscale a vantaggio delle aziende che attuano un contratto di rete.
«La solitudine di Confindustria come vedete è durata pochi giorni», esordisce Tremonti, riferendosi alla frase «le imprese non si sono mai sentite così sole» che la presidente di Confindustria pronuncia nel videomessaggio messo in rete, in vista delle Assise di maggio, e che nei giorni scorsi ha suscitato reazioni risentite della maggioranza.
Ma la Marcegaglia tiene alto il tiro nei confronti del governo, per ottenere risultati sulla crescita: «Gli imprenditori non si sentiranno più soli quando saranno risolti i problemi. Quando ci saranno provvedimenti a sostegno dello sviluppo e della crescita», ha detto lasciando Palazzo Chigi.
Ancora giudizio sospeso da parte di Confindustria anche sul Piano nazionale delle riforme. «Mi informo, me lo faccio spiegare e poi vi dico», ha risposto alla domanda dei cronisti. E proprio dopo la conferenza stampa sui contratti di rete, la Marcegaglia e Tremonti hanno avuto un colloquio riservato sul documento varato dal Consiglio dei ministri, che comunque sarà presentato alle parti sociali.
Tornando al contratto di rete, le agevolazioni fiscali disponibili ammontano in base alla legge a 20 milioni di euro per il 2011, e altri 14 rispettivamente per il 2012 e il 2013.
Sono usufruibili da quelle aziende che stipulano di fronte al notaio un contratto di rete: gli utili destinati a questo progetto non concorrono a formare il reddito d'impresa. Il tetto del vantaggio fiscale per ogni azienda è di un milione.
«Ora serve un passo successivo affinché le reti possano avere una maggiore capacità di esportazione. Bisogna mettere in rete gli strumenti per l'internazionalizzazione», ha detto la Marcegaglia. Il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, ha presentato i risultati di un sondaggio realizzato tra i contratti di rete: su 21 che hanno risposto, la maggior parte ha motivato la scelta con la creazione di un marchio di rete, riduzione del prezzo di acquisto delle materie prime, più forza sui mercati internazionali. Ed ha annunciato che il modello italiano delle reti è stato inserito nella revisione dello Small business act europeo.
Confindustria, con la struttura creata ad hoc, Retimpresa, già da quasi due anni lavora per sostenere le aziende, come ha spiegato il vicepresidente per il territorio, Aldo Bonomi. Ci sono interventi per la formazione, sono stati firmati accordi con le banche e con i Confidi. Per questo, ieri alla conferenza stampa era presente anche il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari. Anche le organizzazioni che fanno capo a Rete Impresa Italia, come ha detto il portavoce Giorgio Guerrini, (commercio e artigianato) hanno creato 35 contratti di rete e hanno attivato sportelli per dare informazioni alle aziende.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Consumi; Confesercenti-Ispo: crisi economica, gli italiani non hanno più fiducia in nessuno
Italiani e crisi economica: non solo per gli abitanti del Bel Paese "il peggio non è ancora passato", ma c'è un clima di sfiducia che investe tutte le istituzioni, mentre quasi all'unanimità (95%) si dichiara un giudizio negativo sulla situazione economica e anche nel Nord Est aumenta la preoccupazione per l'economia e il lavoro. "Troppe incertezza e una crisi infinita. Gli italiani sono stanchi di tutto questo e chiedono una svolta". È quanto afferma Marco Venturi, presidente Confesercenti, in apertura dei lavori della presidenza dell'associazione nella quale ha reso noti i risultati del sesto sondaggio Confesercenti-Ispo.
Secondo il sondaggio "è come se gli italiani si sentissero intrappolati in un labirinto da cui è difficile uscire tanto che, questo è uno dei dati più eclatanti, se la prendono con tutti: Governo, opposizioni, imprese, sindacati, banche. Dai dati si comprende che l'accusa è quella di fare poco e si chiedono più fatti. Da ottobre 2009 ad oggi - prosegue l'analisi - la fiducia crolla ai minimi per tutti: nei confronti del governo scende dal 31% al 12%, nei riguardi dell'opposizione dal 12% al 6%. E, all'indomani del varo del federalismo fiscale, non può non far riflettere la marcata flessione dei consensi ottenuti dalle regioni e dagli enti locali (dal 26% al 14%). In flessione anche i sindacati (dal 15% all'11%), le banche (dal 9% al 7%) ed anche le associazioni delle Pmi (dal 16% al 14%)".
Altro dato significativo è rappresentato dal fatto che, anche in un'area dedicata all'export come il Nord Est, si segnalano ormai "sbandamenti non insignificanti", dove sale la preoccupazione per la situazione economica dell'Italia dall'86% di ottobre 2009 al 97% di questa ultima rilevazione.
Ancora una volta per la maggior parte degli italiani, il "peggio non è ancora passato": era l'87% nell'ottobre del 2009, si attesta all'89% oggi. Il giudizio negativo sulla situazione economica "raccoglie una sorta di inquietante unanimismo": il 95% (era il 91% nel primo sondaggio del 2009). Il numero delle famiglie direttamente coinvolte dalla crisi continua a rappresentare il 20%.
Le conclusioni sono sconsolate: "Non può stupire allora che cali la propensione al risparmio e, nonostante tutto questo, che i consumi interni si trovino in una fase di assoluta stagnazione: se il caro-petrolio soffia sul fuoco dell'inflazione ed al tempo stesso deprime i consumi, ancora più preoccupante è la"rinuncia" sempre più estesa che le famiglie compiono sugli acquisti di beni alimentari".
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Processo breve diventa legge: novità e cosa cambia. Stop per migliaia di processi
Passa la legge sul Processo breve e ottiene il via alla Camera con 314 si e 296 no. Soddisfatto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, mentre protesta l'opposizione.
Davanti a Montecitorio il popolo viola e le vittime di alcuni grandi processi che si prescriveranno anzitempo si scagliano contro gli esponenti del governo gridando ad Umberto Bossi ‘Venduto! Venduto!’ e parolacce alle donne del Pdl.
Ora il testo dovrà tornare al Senato, ma secondo il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini potrebbero esserci delle sorprese perchè “il provvedimento non reggerà alle successive verifiche istituzionali”, ma la maggioranza per ora esulta.
Dopo tre settimane di intenso dibattito, la maggioranza ha dunque approvato il testo che di fatto riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati non ancora colpiti da una sentenza di primo grado. Punto fondamentale della nuova legge è l'art. 3 che riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati passando da un quarto a un sesto della pena edittale. questa novità sarà applicata ai processi che non sono ancora giunti a sentenza di primo grado e non riguarda i reati di grave allarme sociale come quelli di mafia e terrorismo.
“Il governo nella coscienza degli italiani ha fatto un passo verso l'abisso. Ora sta a noi far comprendere la vergogna di questo provvedimento che dimostra l'assoluto disprezzo verso i problemi veri del paese”: così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha commentato il via libera alla Camera sul processo breve. In molti parlano di legge ad personam per il premier.
Con l’ok al processo breve, ogni volta che il pubblico ministero o il giudice compie un atto processuale significativo, il termine di prescrizione non riparte da zero, come precedentemente previsto dalla norma, ma al termine originario viene sommato un certo numero di mesi pari ad un quarto del termine totale nel migliore dei casi.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Fotovoltaico; Nasce una nuova forma di coordinamento
Giusto l'appello degli imprenditori energivori che chiedono tagli consistenti ai super-sussidi all'energia solare. Ma è più che lecita anche la richiesta degli operatori del fotovoltaico che pretendono la salvaguardia degli investimenti già attivati.
Stop, dunque, alla «guerra inutile» sui tagli ai sussidi. Una buona mediazione «è assolutamente praticabile» ammonisce Filippo Levati, 40 anni, artefice di un nuovo coordinamento degli operatori del settore, il costituendo "Ifi" (Industrie Fotovoltaiche Italiane). Ed ecco quella che potrebbe essere una buona soluzione su uno dei temi che alimentano le contrapposizioni in vista dell'ultra-ritardatario decreto governativo sul "quarto conto energia".
I tetti agli incentivi, legati alla potenza installata o ai denari da erogare, nettamente rifiutati dalle imprese del settore? «Qualche argine va comunque messo e i tetti potrebbero riguardare non la potenza ma l'effettiva energia prodotta dagli impianti. Una soluzione che avrebbe il vantaggio di premiare l'efficienza e facilitare il payback dell'investimento, senza limitare il volume delle installazioni» propone Levati, in prima linea come direttore generale di MXGgroup, una realtà italiana già solida nella produzione di pannelli fotovoltaici (due stabilimenti alle porte di Milano con 400 addetti e un insediamento negli Stati Uniti). Occorre innanzitutto «far presto», perché «in questa situazione di incertezza le banche si sono comprensibilmente irrigidite nell'erogazione dei finanziamenti» incalza Levati unendosi al corale appello (almeno qui) di tutto il fronte delle imprese.
Il settore chiede certezze, e il Governo è inadempiente. Aveva promesso di varare il provvedimento in anticipo rispetto alla scadenza di fine mese. Solo il 20 aprile si terrà il più volte rinviato confronto "finale" con le regioni. Nell'attesa c'è apprensione, ma anche comprensibile disorientamento. Rispetto alle indiscrezioni su un taglio consistente e immediato degli incentivi il gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane di Confindustria Anie (Gifi) «esprime forte preoccupazione» ritenendo tali indiscrezioni «irrealistiche, in quanto - si legge in una nota - andrebbero totalmente contro lo sviluppo del mercato fotovoltaico». Anie-Gifi fa dunque appello alla «responsabilità del ministro Romani a voler garantire i diritti acquisiti e ad introdurre un nuovo sistema d'incentivazione che permetta all'Italia di arrivare alla piena competitività».
In tutto ciò il nascente "Ifi" è più vicino agli imprenditori energivori, che chiedono di sfrondare gli incentivi, o agli operatori che chiedono circospezione? «Siamo - risponde Levati - dalla parte dell'industria, e delle sue autentiche esigenze: il settore deve definitivamente smarcarsi da una visione speculativa.
Le rinnovabili devono essere viste come un investimento per il paese e non come un ritorno garantito a breve, come fossero un qualsiasi derivato finanziario, magari attivato con il massiccio ricorso ad apparati asiatici». Ecco perché «occorre riorientare correttamente gli incentivi, certamente decurtandoli rispetto ai valori attuali ma con un autentico ripensamento qualitativo». Cosa privilegiare? «La filiera industriale italiana, innanzitutto. Installazioni ma anche produzione di apparati. E poi - precisa Levati - con una tipologia di erogazione che sappia incentivare le vere virtù, i veri vantaggi, del fotovoltaico: la generazione distribuita, lo scambio sul posto, la sinergia con le evoluzioni nell'efficienza energetica degli edifici». La tutela degli investimenti in essere? «Giusta rivendicazione. Ma con strumenti di verifica rigorosi. Guai ad assecondare - ammonisce Levati - le spinte di chi vorrebbe contrabbandare un impianto ancora in gestazione come se fosse una struttura già operativa»
Fonte: Il Sole 24 Ore - Economia e Imprese
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Pensioni 2011 per lavori usuranti: nuove date e finestre per domanda anticipata
Coloro che hanno svolto attività usuranti e che, dal 2008 fino al 31 dicembre di quest'anno, hanno maturato i requisiti per la pensione, per età e anzianità contributiva, devono presentare la domanda per l'assegno anticipato entro il 30 settembre.
Pronta, dunque, la riforma per il pensionamento anticipato degli addetti a lavorazioni usuranti, che ha approvato l'accesso alla pensione con un'età anagrafica ridotta di tre anni e con altrettanta riduzione della quota (età più contributo), dopo un periodo transitorio legato agli anni 2008-2012.
Secondo il provvedimento, hanno diritto agli sconti i dipendenti impegnati in lavori di cave e gallerie, ad alte temperature, in ambienti ristretti, gli addetti alle linee di catena e ad attività in serie, i conducenti di mezzi pubblici, i lavoratori notturni. Rientrano in questa categoria anche coloro che svolgono la loro attività per almeno tre ore nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque.
Compresi anche i turnisti che lavorano per almeno sei ore comprensive del periodo mezzanotte-cinque per almeno 78 notti l’anno per quanti maturano i requisiti tra il primo gennaio 2008 e il 30 giugno 2009 e per almeno 64 notti l'anno per quanti raggiungono le condizioni per il pensionamento anticipato dal primo luglio 2009.
Dal primo gennaio 2013 con l'agevolazine si potrà andare in pensione a 58 anni e quota 94; tra il primo luglio 2008 e il 30 giugno 2009 il requisito è 57 anni di età e 35 di contributi; tra il primo luglio 2009 e il 31 dicembre 2009 a 57 anni e quota 93; mentre per il 2010, 2011 e 2012 si potrà andare in pensione a 57 anni di età e quota 94.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Youtube a caccia di talenti, arriva il concorso 'Next up' per nuovi maghi del video
Fantasia, creatività, originalità. Chiunque dotato di queste caratteristiche può diventare una celebrità YouTube e, grazie al programma di partnership (youtube.com/partners), guadagnare grazie al proprio talento. Per sostenere nuovi fuoriclasse del video, YouTube annuncia oggi il concorso 'Next up' dedicato ai partner YouTube di Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Paesi Bassi.
Il concorso è stato presentato oggi durante la tappa italiana del road show 'Becoming YouTube Stars' organizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, e mette in palio per 25 vincitori un premio di 20mila euro da investire nella creazione di video su YouTube oppure l'opportunità di partecipare al 'Creator Camp', un seminario intensivo di 4 giorni sulle tecniche di produzione video, che si terra' il prossimo autunno a New York.
Le iscrizioni a 'Next up' si apriranno il 30 maggio e si cjhiuderanno il 10 giugno. Possono partecipare coloro che sono già partner di YouTube e hanno fino a 50mila iscritti al proprio canale, i partecipanti dovranno caricare un video originale di massimo 3 minuti su come userebbero il premio. Dal 15 al 28 giugno avrà luogo il voto della community di YouTube. A luglio ci sarà l'annuncio dei vincitori e la premiazione, a settembre i vincitori partiranno per il seminario Usa.
Fonte:adnkronos.com
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Mezzogiorno; Fondi europei per finanziare l'incentivo fiscale
La frontiera per la nuova politica di incentivi alle imprese nel Mezzogiorno non è tanto il credito di imposta, notificato con successo già in passato alla direzione generale concorrenza di Bruxelles. Piuttosto la sfida (e la trattativa informale) in cui è già impegnato il Governo italiano è un credito di imposta tutto nuovo, finanziato con i fondi comunitari. Cose mai viste, finora.
Ancora venerdì scorso Raffaele Fitto, ministro delle Regioni con la delega per i fondi Ue e Fas, ne ha parlato al commissario per la coesione territoriale, Johannes Hahn, venuto in Italia per due giorni di incontri con i governatori del Sud. Bruxelles è diffidente, ma non chiude del tutto le porte all'ipotesi prospettata dall'Italia.
Non era la prima volta, d'altra parte, che il Governo italiano avanzava questa richiesta alla Commissione, anche se la prudenza, da parte dello stesso Fitto e del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, è sempre stata massima nell'illustrare il disegno. Già non avere ricevuto un "no" secco è stato un successo all'inizio. Ora si tratta di fare un passo avanti e capire con esattezza quali siano le condizioni che Bruxelles pone perché lo strumento possa essere dichiarato legittimo.
Anzitutto va detto - ma questo vale per il credito d'imposta in generale - che occorre individuare attività mirate che si vogliono incentivare. Le due su cui si orienta il Governo italiano sono la ricerca e la nuova occupazione. Vanno definiti meglio i paletti, ma la sostanza è questa e non dovrebbe incontrare obiezioni.
L'ostacolo vero è invece che Bruxelles non può ammettere l'utilizzo di fondi comunitari per finanziare meccanismi di incentivazione troppo generici ed erga omnes e ha invece necessità di incardinare le risorse agli obiettivi prefissati. Occorre prevedere, in sostanza, non soltanto un obiettivo molto mirato ma anche un meccanismo ex post che consenta di verificare l'utilizzo effettivo delle risorse da parte delle imprese secondo le finalità concordate. Bruxelles è attenta, in altri termini, a evitare che le risorse comunitarie siano spese per obiettivi diversi da quelli dichiarati.
Certo, un credito di imposta finanziato da fondi comunitari presenterebbe per l'Italia almeno tre vantaggi cui sono sensibili sia Fitto che Tremonti. Anzitutto, l'incentivo consentirebbe di accelerare la spesa finanziata con i fondi comunitari, evitando la tagliola che già a fine anno scatterà inesorabile. Dal 2007 al 2010 abbiamo speso circa 3,5 miliardi di fondi Fesr e Fse e dobbiamo arrivare a 8 miliardi entro fine anno. Il credito d'imposta tira cassa velocemente e aiuterebbe quindi ad accelerare la spesa. Inoltre, il credito non inciderebbe sul patto di stabilità e non graverebbe sul bilancio statale.
L'ultima questione è da dove dovrebbero arrivare le risorse comunitarie, che potrebbero ammontare da prime stime a 3-4 miliardi entro il 2013.
Fitto ha appena approvato nuove regole per evitare la tagliola di fine anno e riprogrammare da subito le risorse dei programmi in ritardo. Entro maggio, per esempio, si dovrà verificare che gli enti di spesa abbiano impegnato il 100% di quanto si deve spendere entro fine anno. Una quota di ciò che non risulta impegnato - per percentuali variabili fino all'1,5% - sarà immediatamente destinato ad altri interventi. Tra questi potrebbe esserci il credito d'imposta. Stesso discorso per chi fallisce le prossime scadenze, fino alla fine dei programmi 2007-2013 in corso.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Mutui prima casa rinegoziati, detraibili anche interessi su conto corrente accessorio
Chi rinegozia il mutuo ed apre un conto corrente accessorio per farlo, godrà delle agevolazioni sul mutuo prima casa anche sugli interessi maturati su tale conto corrente. Lo ha deciso ieri l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione 43/E che risponde alla richiesta dell'Associazione bancaria italiana (Abi), interessata a sapere se possono rientrare nella detrazione del 19% anche gli interessi prodotti sul conto accessorio dopo aver rinegoziato il mutuo per acquistare, costruire o ristrutturare l'abitazione principale.
L'Agenzia delle Entrate ha precisato che la rinegoziazione serve a dare ossigeno al contribuente in difficoltà a causa della crisi finanziaria, consentendogli di pagare una rata "immune" dai tassi d'interesse fluttuanti. Il documento di prassi richiama il dettato della Convenzione tra Abi e Mef, secondo cui il contratto originario di mutuo e la sua rinegoziazione rispondono alla stessa causa: comprare, costruire o ristrutturare l'abitazione principale. Anche il conto accessorio, infatti, è garantito da ipoteca sull'immobile, così come quello per cui è prevista la detrazione. L'apertura del conto accessorio non comporta per il cliente un nuovo piano di ammortamento del mutuo originario e le rate continuano a essere addebitate con le vecchie scadenze e in base all'importo originario pattuito con la banca. Le banche, nel compilare l'attestazione del pagamento degli interessi sul mutuo, devono certificare l'importo sia di quelli che risultano dal contratto originario sia di quelli derivanti dal conto accessorio.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Referendum Nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento: i 4 quesiti del 12-13 giugno
Dopo la fuga di radiazioni di Fukushima a seguito del drammatico terremoto in Giappone, si è (in apparenza) andato calmando il polverone sul Dossier Nucleare del Governo e sulle “grandi manovre” di Ministeri e Agenzie governative (Berlusconi, Veronesi & C.) per sdoganare il mito del ritorno al Nucleare in Italia come business del futuro e salvezza per l’economia, nonché vessillo della libertà italiana contro tutte le dipendenze da fonti energetiche “a rischio esaurimento” (petrolio e gas). Anche Confindustria e Forum Nucleare hanno ridotto i toni e si apprestano ora ad attendere, ancor più dopo il passo indietro del Governo dinanzi ad un paese devastato (il Giappone) e un altro sempre più spaventato e scettico (l’Italia). Una pausa di riflessione concretizzatasi nella moratoria di almeno un anno sulla costruzione di nuove centrali nel Paese.
Governo e Industria possono solo attendere.
Cosa? Il voto che gli Italiani esprimeranno il 12-13 giugno 2011 in occasione del Referendum su Nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento.
Un voto in grado di appoggiare o dire “no” alle centrali da costruire potenzialmente su tutto il territorio (possono porre un veto, ma legalmente le Regioni non hanno voce in capitolo: il loro parere non è vincolante) e al Piano Nazionale per la produzione di Energia Nucleare voluto dal Governo, ma anche alla privatizzazione dell’acqua pubblica e alla permanenza della legge sul legittimo impedimento.
I quesiti affrontano infatti 3 temi cruciali per il Paese:
blocco del programma nucleare italiano
cancellazione della norma sul legittimo impedimento dei membri del governo
abrogazione delle norme sulla privatizzazione dell’acqua
Per dire no bisognerà votare sì: ricalcando uno slogan che da giorni fa tam-tam in Rete, i quesiti che saranno posti agli Italiani con il referendum abrogativo chiedono, in un certo senso, una conferma al voto già espresso con il primo referendum sul Nucleare. Votando no si esprimerà invece parere favorevole.
Anche per quanto riguarda la privatizzazione dell’acqua pubblica, il quesito ci chiederà se siamo contrari o meno, per cui per esprimere disaccordo bisognerà dire sì.
Il quesito per abrogare il legittimo impedimento consentirebbe, con vittoria dei “sì” porterebbe all’abolizione della “norma salva Premier e Ministri” (liberi di non comparire in tribunale in udienze penali se impegnati istituzionalmente).
Per sostenere o fermare il Governo, però, è necessario che si raggiunga il quorum. O meglio, affinché una eventuale vittoria dei Sì abbia valore legale, almeno la metà degli aventi diritto al voto deve andare alle urne. In caso contrario il Governo potrà procedere con il suo Piano Energetico, con la privatizzazione e con il libero impedimento.
Peccato che la maggioranza della popolazione neppure sappia che domenica 12 e lunedì 13 giugno si vota per decidere sulla privatizzazione dell’acqua e sulla produzione di energia nucleare in Italia.
Non solo, dopo la moratoria sulla costruzione di nuove centrali si è spento tra la gente l’interesse, nell’illusione che il voto abbia oggi meno peso.
Ecco i 4 quesiti del referendum del 12-13 giugno.
1° Quesito - Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione:
Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?
2° Quesito - Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma:
Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?
3° Quesito - Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme:
Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria”, limitatamente alle seguenti parti:
art. 7, comma 1, lettera d: “d) realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare;”; nonché la legge 23 luglio 2009, n. 99, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, limitatamente alle seguenti parti: art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; art. 25, comma 1, limitatamente alle parole: “Con i medesimi decreti sono altresì stabiliti le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi per lo svolgimento delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui al primo periodo.”; art. 25, comma 2, lettera c), limitatamente alle parole: “, con oneri a carico delle imprese coinvolte nella costruzione o nell’esercizio degli impianti e delle strutture, alle quali è fatto divieto di trasferire tali oneri a carico degli utenti finali”; art. 25, comma 2, lettera d), limitatamente alle parole: “che i titolari di autorizzazioni di attività devono adottare”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alle parole: “la costruzione e l’esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica nucleare e di impianti per”; art. 25, comma 2, lettera g), limitatamente alla particella “per” che segue le parole “dei rifiuti radioattivi o”; art. 25, comma 2, lettera i): “i) previsione che le approvazioni relative ai requisiti e alle specifiche tecniche degli impianti nucleari, già concesse negli ultimi dieci anni dalle Autorità competenti di Paesi membri dell’Agenzia per l’energia nucleare dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (AENOCSE) o dalle autorità competenti di Paesi con i quali siano definiti accordi bilaterali di cooperazione tecnologica e industriale nel settore nucleare, siano considerate valide in Italia, previa approvazione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare;”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “gli oneri relativi ai”; art. 25, comma 2, lettera l), limitatamente alle parole: “a titolo oneroso a carico degli esercenti le attività nucleari e possano essere”; art. 25, comma 2, lettera n): “n) previsione delle modalità attraverso le quali i produttori di energia elettrica nucleare dovranno provvedere alla costituzione di un fondo per il «decommissioning»;”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alla virgola che segue le parole “per le popolazioni”; art. 25, comma 2, lettera o), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 25, comma 2, lettera q): “q) previsione, nell’ambito delle risorse di bilancio disponibili allo scopo, di una opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare, con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità.”; art. 25, comma 3: “Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione e realizzazione delle opere, infrastrutture e insediamenti produttivi concernenti il settore dell’energia nucleare e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento si applicano le disposizioni di cui all’art. 246 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.”; art. 25, comma 4: “4. Al comma 4 dell’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, dopo le parole: «fonti energetiche rinnovabili» sono inserite le seguenti: «, energia nucleare prodotta sul territorio nazionale».”; art. 26; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “gli impieghi pacifici dell’energia nucleare,”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “sia da impianti di produzione di elettricità sia”; art. 29, comma 1, limitatamente alle parole: “costruzione, l’esercizio e la”; art. 29, comma 4, limitatamente alle parole: “nell’ambito di priorità e indirizzi di politica energetica nazionale e”; art. 29, comma 5, lettera c), limitatamente alle parole: “sugli impianti nucleari nazionali e loro infrastrutture,”; art. 29, comma 5, lettera e), limitatamente alle parole: “del progetto, della costruzione e dell’esercizio degli impianti nucleari, nonché delle infrastrutture pertinenziali,”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “, diffidare i titolari delle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “da parte dei medesimi soggetti”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alle parole: “di cui alle autorizzazioni”; art. 29, comma 5, lettera g), limitatamente alla parola: “medesime”; art. 29, comma 5, lettera h): “h) l’Agenzia informa il pubblico con trasparenza circa gli effetti sulla popolazione e sull’ambiente delle radiazioni ionizzanti dovuti alle operazioni degli impianti nucleari e all’utilizzo delle tecnologie nucleari, sia in situazioni ordinarie che straordinarie;”; art. 29, comma 5, lettera i), limitatamente alle parole: “all’esercizio o”; art. 133, comma 1, lettera o) del d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104 limitatamente alle parole “ivi comprese quelle inerenti l’energia di fonte nucleare”; nonché il decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive, recante “Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’art. 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99?, limitatamente alle seguenti parti: il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; il titolo del decreto legislativo, limitatamente alle parole: “e campagne informative al pubblico”; art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “della disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare,”; art. 1, comma 1, lettera a): “a) le procedure autorizzative e i requisiti soggettivi degli operatori per lo svolgimento nel territorio nazionale delle attività di costruzione, di esercizio e di disattivazione degli impianti di cui all’art. 2, comma 1, lettera e), nonché per l’esercizio delle strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi ubicate nello stesso sito dei suddetti impianti e ad essi direttamente connesse;”; art. 1, comma 1, lettera b): “b) il Fondo per la disattivazione degli impianti nucleari;”; art. 1, comma 1, lettera c): “c) le misure compensative relative alle attività di costruzione e di esercizio degli impianti di cui alla lettera a), da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il sito e degli enti locali interessati;”; art. 1, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “e future”; art. 1, comma 1, lettera g): “g) un programma per la definizione e la realizzazione di una “Campagna di informazione nazionale in materia di produzione di energia elettrica da fonte nucleare”;”; art. 1, comma 1, lettera h): “h) le sanzioni irrogabili in caso di violazione delle norme prescrittive di cui al presente decreto.”; art. 2, comma 1, lettera b): “b) “area idonea” è la porzione di territorio nazionale rispondente alle caratteristiche ambientali e tecniche e ai relativi parametri di riferimento che qualificano l’idoneità all’insediamento di impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera c): “c) “sito” è la porzione dell’area idonea che viene certificata per l’insediamento di uno o più impianti nucleari;”; art. 2, comma 1, lettera e): “e) “impianti nucleari” sono gli impianti di produzione di energia elettrica di origine nucleare e gli impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, realizzati nei siti, comprensivi delle opere connesse e delle relative pertinenze, ivi comprese le strutture ubicate nello stesso sito per lo stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi direttamente connesse all’impianto nucleare, le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi, le opere di sviluppo e adeguamento della rete elettrica di trasmissione nazionale necessarie all’immissione in rete dell’energia prodotta, le eventuali vie di accesso specifiche;”; art. 2, comma 1, lettera f): “f) “operatore” è la persona fisica o giuridica o il consorzio di persone fisiche o giuridiche che manifesta l’interesse ovvero è titolare di autorizzazione alla realizzazione ed esercizio di un impianto nucleare;”; art. 2, comma 1, lettera i), limitatamente alle parole: “dall’esercizio di impianti nucleari, compresi i rifiuti derivanti”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, con il quale sono delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, tra i quali, in via prioritaria, la protezione dalle radiazioni ionizzanti e la sicurezza nucleare”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “la potenza complessiva e i tempi attesi di costruzione e di messa in esercizio degli impianti nucleari da realizzare,”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “valuta il contributo dell’energia nucleare in termini di sicurezza e diversificazione energetica,”; art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “, benefici economici e sociali e delinea le linee guida del processo di realizzazione”; art. 3, comma 2: “2. La Strategia nucleare costituisce parte integrante della strategia energetica nazionale di cui all’art. 7 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.”; art. 3, comma 1, lettera a): “a) l’affidabilità dell’energia nucleare, in termini di sicurezza nucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della popolazione e nei confronti dei rischi di proliferazione;”; art. 3, comma 3, lettera b): “b) i benefici, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti, derivanti dall’introduzione di una quota significativa di energia nucleare nel contesto energetico nazionale;”; art. 3, comma 3, lettera c): “c) gli obiettivi di capacità di potenza elettrica che si intende installare in rapporto ai fabbisogni energetici nazionali e i relativi archi temporali;”; art. 3, comma 3, lettera d): “d) il contributo che si intende apportare, attraverso il ricorso all’energia nucleare, in quanto tecnologia a basso tenore di carbonio, al raggiungimento degli obiettivi ambientali assunti in sede europea nell’ambito del pacchetto clima energia nonché alla riduzione degli inquinanti chimico-fisici;”; art. 3, comma 3, lettera e): “e) il sistema di alleanze e cooperazioni internazionali e la capacità dell’industria nazionale e internazionale di soddisfare gli obiettivi del programma;”; art. 3, comma 3, lettera f): “f) gli orientamenti sulle modalità realizzative tali da conseguire obiettivi di efficienza nei tempi e nei costi e fornire strumenti di garanzia, anche attraverso la formulazione o la previsione di emanazione di specifici indirizzi;”; art. 3, comma 3, lettera g), limitatamente alle parole: “impianti a fine vita, per i nuovi insediamenti e per gli”; art. 3, comma 3, lettera h): “h) i benefici attesi per il sistema industriale italiano e i parametri delle compensazioni per popolazione e sistema delle imprese;”; art. 3, comma 3, lettera i): “i) la capacità di trasmissione della rete elettrica nazionale, con l’eventuale proposta di adeguamenti della stessa al fine di soddisfare l’obiettivo prefissato di potenza da installare;”; art. 3, comma 3, lettera l): “l) gli obiettivi in materia di approvvigionamento, trattamento e arricchimento del combustibile nucleare.”; l’intero Titolo II, rubricato “Procedimento unico per la localizzazione, la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari; disposizioni sui benefici economici per le persone residenti, gli enti locali e le imprese; disposizioni sulla disattivazione degli impianti”, contenente gli artt. da 4 a 24; art. 26, comma 1, limitatamente alle parole: “della disattivazione”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “riceve dagli operatori interessati al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti radioattivi il corrispettivo per le attività di cui all’art. 27, con modalità e secondo tariffe stabilite con decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’economia e finanze, ed”; art. 26, comma 1, lettera d), limitatamente alle parole: “, calcolate ai sensi dell’art. 29 del presente decreto legislativo”; art. 26, comma 1, lettera e), limitatamente alle parole: “, al fine di creare le condizioni idonee per l’esecuzione degli interventi e per la gestione degli impianti”; art. 27, comma 1, limitatamente alle parole: “e sulla base delle valutazioni derivanti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica di cui all’art. 9?; art. 27, comma 4, limitatamente alle parole: “, comma 2?; art. 27, comma 10, limitatamente alle parole: “Si applica quanto previsto dall’art. 12.”; art. 29; art. 30, comma 1, limitatamente alle parole: “riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo e uno riferito ai rifiuti radioattivi rinvenienti dalle attività disciplinate da norme precedenti”; art. 30, comma 2: “2. Per quanto concerne i rifiuti radioattivi derivanti dalle attività disciplinate dal Titolo II del presente decreto legislativo, il contributo di cui al comma 1 è posto a carico della Sogin SpA secondo criteri definiti con decreto del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e la tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’economia e finanze che tiene conto del volume complessivo e del contenuto di radioattività. Tale contributo è ripartito secondo quanto previsto all’art. 23 comma 4.”; art. 30, comma 3: “3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai rifiuti radioattivi derivanti da attività già esaurite al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, per i quali rimane ferma la disciplina di cui all’art. 4 del decreto-legge 14 novembre 2003, n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2003, n. 368, così come modificato dall’art. 7-ter del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n 13.”; l’intero Titolo IV, rubricato “Campagna di informazione”, contenente gli artt. 31 e 32; art. 33; art. 34;
art. 35, comma 1: “1. Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge: a) articolo 10 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860; b) articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 20, 22 e 23 della legge 2 agosto 1975, n. 393.”
4° Quesito - Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale:
Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonché l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante “Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”?
Fonte:blog.pmi.it (Redazione)
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Trasporti; L'UE annuncia più diritti per i passeggeri
La Commissione Europea adotterà a breve una serie di misure che migliorano a livello paneuropeo l'applicazione dei diritti dei passeggeri. Lo ha annunciato oggi il Vicepresidente della Commissione, Siim Kallas, che ha promesso più garanzie ai consumatori per far valere più efficacemente i loro diritti e garantire agli operatori del settore maggiore sicurezza e condizioni eque di concorrenza in tutta l'UE. Kallas ha inoltre detto che avvierà un dialogo con le parti interessate in vista di un riesame del regolamento n. 261 sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo nell'Unione europea, per il quale la Commissione intende presentare una proposta nel 2012. Il riesame dovrà chiarire in particolare aspetti fondamentali quali i limiti di responsabilità in caso di circostanze eccezionali, i livelli di compensazione, un'efficace riprotezione dei passeggeri, la condivisione dei rischi tra gli operatori della catena nonché altri aspetti che hanno evidenziato lacune, quali la tutela in caso di danneggiamento dei bagagli e cambiamento dell'orario dei voli.
Kallas ha dichiarato: "Globalmente la legislazione dell'Unione europea sui diritti dei passeggeri ha rappresentato un enorme passo avanti, garantendo una "rete di sicurezza" ai passeggeri, riducendo drasticamente determinate pratiche commerciali ed elevando gli standard in tutto il settore. Ma i primi 6 anni ci hanno permesso di maturare una notevole esperienza e di individuare aspetti da migliorare. Il prossimo passo di fondamentale importanza sarà quello di migliorare l'applicazione di tali diritti: non è sufficiente infatti avere diritti sulla carta, se essi non sono poi di fatto applicati. E guardando avanti - ha aggiunto Kallas - vi sono altri aspetti che dobbiamo riesaminare e per i quali sono necessarie analisi dettagliate e modifiche legislative. In particolare, non possiamo ignorare gli insegnamenti che derivano dai problemi subiti dai passeggeri e dagli operatori nel 2010 con la crisi delle ceneri vulcaniche e l'emergenza neve. Il primo passo sarà ora quello di ovviare efficacemente alle lacune, rafforzare le disposizioni laddove risultino carenti e chiarire, a beneficio dei passeggeri e degli operatori del settore, determinati aspetti che dopo sei anni devono essere adeguati e affinati".
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Fmi rivede al rialzo la stima del Pil in Italia: Ma la ripresa è ancora debole
Il Fondo monetario internazionale rialza la stima di crescita dell'Italia per il 2011, portandola all'1,1%, ovvero 0,1 punti percentuali in più rispetto alla stima di gennaio. E' quanto si legge nel World Economic Outlook. Stessa stima di gennaio per il 2012, con una crescita prevista all'1,3%. ''In Italia la ripresa è prevista debole, con i problemi di competitività che limitano la crescita dell'export e il risanamento fiscale che pesa sulla domanda privata'', osservano gli economisti di Washington. "La ripresa si rafforza, ma il tasso di disoccupazione nei Paesi industrializzati resta alto; e per le economie emergenti" si intravedono "nuovi rischi macroeconomici" si legge ancora nel documento diffuso dal Fondo monetario, in cui si riporta che il pil mondiale dovrebbe crescere del 4,5% nel 2011 e 2012, in leggero calo rispetto al 5% del 2010. La crescita dei Paesi industrializzati dovrebbe avere un incremento del 2,5%, mentre le economie emergenti si prevede un aumento del pil del 6,5.
Fonte:adnkronos.com
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Rialzo tassi di interesse: su cosa investire ora? Consigli
Investire in tempi di rialzo tassi, dove è consigliato? All’indomani della decisione della Bce di portare i tassi di riferimento all’1,25%, i risparmiatori si trovano a dover fare i conti con i possibili cambiamenti, in fatto di mutui ed investimenti migliori, che questa decisione comporta.
E come orientarsi dunque nell’intricato mondo dell’economia? Per offrire qualche consiglio ai risparmiatori italiani, CorriereEconomia ha fatto una simulazione su quello che dovrebbe essere il movimento dei tassi di interesse di breve termine (Euribor) e dell’inflazione, che permetterebbe ai rendimenti dei Cct e dei Btp di pareggiare la cedola attualmente pagata dai normali Btp a tasso fisso.
La simulazione rivela che l’attuale livello di inflazione (2,4%) giustifica l’inserimento di una quota del 15% di titoli inflation linked in un portafoglio obbligazionario, quota non elevatissima considerando che in futuro il tasso di inflazione potrebbe scendere, visto che la Bce ha l’obiettivo di tenere l’aumento dei prezzi al di sotto del 2%.
Per quanto riguarda i Cct, a cedola variabile, il tasso dei Bot a un anno e l’Euribor a sei mesi, i due parametri cui sono indicizzate queste emissioni, dovrebbero più che raddoppiare per battere il rendimento dei Btp a 5 anni, oggi al 3,75% lordo, circostanza probabile soprattutto per quanto riguarda il tasso Euribor a sei mesi, oggi all’1,57%.
Valutando questi andamenti, Jacopo Ceccatelli, specialista del mercato del reddito fisso in JC&Associati Sim, ritiene che “Con un paniere composto per il 15% di obbligazioni inflation linked, per il 15% di Btp a medio-lungo termine (7-10 anni), per il 30% di Btp con vita residua inferiore a un anno e per il restante 40% di Cct, è possibile raggiungere un guadagno netto del 2,5%. Questo rendimento potrebbe salire anche al 3,5%, quando, nella seconda metà del 2011 i tassi saliranno ancora”.
“Non ci sono comunque grossi pericoli all’orizzonte per il segmento dei titoli pubblici italiani”, ha detto inoltre Daniele Guidi, responsabile delle gestioni obbligazionarie di Bnp Paribas Am. Bene dunque investire in Btp, Cct e nelle emissioni governative.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Multe affitti in nero 2011: con la cedolare secca anche quattrocento volte tanto
Sanzioni raddoppiate per chi non dichiara in tutto o in parte i canoni di affitto da subito dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo 23/2011. Per le evasioni pregresse, invece, dovrebbero continuare a valere le sanzioni previste dalla previgente legislazione: questa la novità.
Questa interpretazione appare coerente con l'impostazione della legge sulla cedolare. L'inasprimento delle sanzioni è risultato dell'entrata in vigore di un regime di tassazione particolarmente favorevole.
Secondo questo principio, bisognerebbe applicare le nuove sanzioni solo a partire dalla dichiarazione dei redditi 2012, per il 2011, e non dalla prossima dichiarazione 2011, per il 2010, perché il 2011 è il primo anno di vigenza della cedolare. Per omesso versamento della nuova imposta si prevede, inoltre, l'applicazione della sanzione del 30%.
Questa sanzione sarebbe prevista solo in caso di imposte dichiarate e non versate, mentre nell'ipotesi di omessa o infedele dichiarazione, la sanzione specifica nella generalità dei casi assorbe quella afferente alla violazione degli obblighi di pagamento.
Così, per esempio, provare a nascondere al Fisco un affitto di mille euro, con il nuovo regime potrà costare al proprietario fino a quattrocento volte tanto. Le sanzioni per quel che non si è dichiarato raddoppiano e andranno ad aggiungersi a quelle per i mancati versamenti (30% delle somme non pagate).
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Confconsumatori: Italease, risarcimento di 50 mila euro
Il risarcimento per l'acquisto di titoli Italease è stato deciso perché il contratto originariamente firmato nel 1992 non era stato aggiornato. Il Tribunale di Parma ha disposto un risarcimento di oltre 50 mila euro.
A Parma Confconsumatori ha ottenuto il primo risarcimento per un acquirente di titoli Italease: il contratto sottoscritto nel 1992 non era stato aggiornato sulla base della nuova normativa. Il risarcimento disposto dal Tribunale, pari a oltre 50 mila euro, andrà agli eredi dell'acquirente, nel frattempo deceduto. È quanto annuncia Confconsumatori sottolineando che si otterrà l'integrale restituzione del capitale investito.
A decidere è stato il Tribunale di Parma che con sentenza n. 358/11 ha dichiarato la nullità degli ordini di acquisto, alle date dell'11 luglio 2005 e del 23 novembre 2005, di obbligazioni Italease e ha condannato la banca venditrice alla restituzione in favore dell'acquirente di 51.129,90 €, somma maggiorata degli interessi legali nel frattempo maturati. La decisione scaturisce dal fatto che l'investitore aveva sottoscritto il contratto generale d'investimento nel 1992 e lo stesso non era stato rinnovato in conformità alla nuova normativa introdotta con il TUF (d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58).
Scrive il Tribunale: "La distanza tra il vecchio modello di contratto di intermediazione finanziaria, utilizzato nel 1992 dalle odierne parti processuali e quello recepito dalla normativa del 1998 è segnata essenzialmente da cinque punti: operazioni non adeguate, best execution, operazioni in contropartita[...], possibilità di ordini telefonici, acquisizione di informazioni sull'esperienza del cliente e propensione soggettiva al rischio. Ora nel caso in esame, deve ritenersi che il contratto quadro, concluso nel lontano 1992, in mancanza di adeguamento, quanto ai requisiti di forma-contenuto, alla normativa regolamentare medio tempore intervenuta a disciplinare la materia, aveva perduto efficacia nel momento in cui, nel luglio e nel novembre 2005, sono stati impartiti gli ordini [...]".
Per il legale dell'associazione Giovanni Franchi, si tratta di una sentenza "importantissima" che si pone in linea con altri "precedenti importanti perché dimostrano che l'esistenza di un vecchio contratto generale d'investimento non basta se gli acquisti furono effettuati dopo l'entrata in vigore del Tuf, senza che quel contratto - se ciò era necessario, perché non in regola con le recenti disposizioni - fosse stato adeguato in conformità alla nuova normativa".
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Fotovoltaico; Limiti variabili in zona agricola
Gli incentivi per il fotovoltaico esistenti in Italia sono stati (almeno fino alla fine dell'anno scorso) tra i più generosi esistenti – senz'altro in Europa – e che ciò ha indotto anche operatori internazionali a tentare grandi investimenti in impianti a terra, soprattutto al Sud su aree agricole o abbandonate.
Il Dlgs 28/2011 si pone l'obiettivo di limitare l'installazione di grandi impianti in zone agricole, imponendo tre tipi di limiti – operanti contemporaneamente – alla possibilità di ricevere incentivi:
1. ogni impianto deve avere una potenza nominale massima di 1 MW;
2. nel caso di terreni appartenenti al medesimo proprietario, gli impianti debbono essere installati a una distanza non inferiore a 2 chilometri l'uno dall'altro;
3. non deve essere destinato all'installazione degli impianti più del 10% della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del proponente.
Sono poste tre tipi di deroghe. I limiti non si applicano:
1. ai terreni abbandonati da almeno cinque anni;
2. agli impianti fotovoltaici che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del decreto (cioè entro il 29 marzo scorso);
3. tagli impianti fotovoltaici per cui è stata presentata domanda entro il 1° gennaio 2011.
In entrambi gli ultimi casi, occorre che l'impianto entri in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto, cioè entro il 29 marzo 2012. Si noti che il limite dei 2 chilometri, volto a evitare l'affollamento, potrebbe essere aggirato nella prassi cedendo il terreno a un terzo.
L'esclusione dei terreni abbandonati pone tre problemi. Il primo è come provare l'abbandono. Un'ipotesi è che il terreno debba risultare "incolto" al catasto terreni. Ma, poiché il catasto potrebbe non essere sempre aggiornato e i dati non hanno valore di prova, la soluzione è insoddisfacente. Un'altra potrebbe essere una perizia giurata con documentazione fotografica.
Il secondo problema è se il fatto che il terreno sia incolto vada dimostrato prima della richiesta o solo in caso di controlli. La prima soluzione parrebbe la migliore, ma è evidente che il Gse, a cui si chiedono gli incentivi, dovrebbe a quel punto valutare la documentazione e fare controlli. D'altronde, il Comune dove sorge l'impianto non è l'ente che eroga gli incentivi ma solo quello che concede gli assensi all'installazione, che di per sé potrebbe non essere vietata ma solo non incentivata ai sensi del conto energia.
Il terzo problema è da quando scattano i cinque anni di abbandono del terreno. Dalla data di entrata in vigore del Dlgs? Oppure dalla data in cui si chiedono gli incentivi? Entrambe le soluzioni hanno delle pecche. La prima privilegia solo i terreni abbandonati da tempo, rispetto ad altri che potrebbero esserlo tra breve per mancanza di motivi per la coltivazione. La seconda porterebbe ulteriori terreni a non essere coltivati con la speranza di sfruttarli in futuro per il fotovoltaico.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi
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