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2° invio Febbraio_2010

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Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni
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Elenco news :

Bonus 36% - Esteso a tutte le parti comuni

Italia: la salute costa cara

Unione Nazionale Consumatori: si all’istituzione di agenzia antifrode per sinistri auto

Google reinventa la super banda larga

Studi di settore: migliaia di aziende non si sono adeguate. La situazione..

Bando RIDITT - Progetti di diffusione e trasferimento tecnologico e creazione di imprese hi-tech

Credito; A gennaio si allenta la stretta


Vodafone, si può conciliare

Milleproroghe: piu'sconto su gasolio taxi

Varata la riforma delle Camere di commercio

Rischio prescrizione su bond argentini

Internet: 13 adolescenti su 100 vittime di cyber-bullismo

Scadenza domanda carta acquisti e scadenza dichiarazione ISEE

Crediti d’imposta per imprese che investono all’estero

Bankitalia: reddito medio famiglie diminuisce del 4%. Il 10% ha il 45% della ricchezza totale

Bonus gas 2010-2009: come fare a riscuotere anche alla Posta

Google rivoluziona Gmail: ecco Buzz

Buoni vacanza, CTCU: c'è tempo fino al 30 giugno

Incentivi all'innovazione in cerca di efficienza


Premi di produttività 2010. Confermati i codici tributo

Mutui dopo il piano famiglie ecco ora il Fondo di solidarietà

Assoedilizia: mutui a tasso zero per il Piano Casa

Interreg: nuovo bando per l'innovazione

Cud 2010: come compilare i modelli. Guida ad agevolazioni previste

Internet. Safer Day, ricerca Microsoft: 63% dei giovani contattati da sconosciuti, 73% in Italia

730 2010: date di scadenza per la presentazione

Carte di Credito? Giovani esclusi

Lavoro al videoterminale: cosa prescrive la legge?

Aspiranti imprenditori: Italia fanalino di coda, Ecco il concorso

In arrivo i «conti correnti» presso supermercati e benzinai

Bonus 36% - Esteso a tutte le parti comuni

Meno limiti per la detrazione del 36% in condominio. Secondo l'ultimo chiarimento delle Entrate, lo sconto fiscale si applica ai lavori di recupero edilizio eseguiti su tutte le parti comuni condominiali, e non solo su quelle indicate al numero 1) dell'articolo 1117 del Codice civile (norma che cita tra l'altro i tetti, le scale, i portoni, gli androni e i cortili).

La presa di posizione (parere n. 2010/8934 del 3 febbraio scorso) è arrivata in risposta a un quesito dell'Anaci, associazione di amministratori condominiali, che l'ha pubblicata ieri sul proprio sito (www.anaci.it).

I dubbi erano nati perché l'articolo 1117 contiene altri due numeri, il 2) e il 3), che citano i locali per i servizi in comune (portineria, locale caldaia, eccetera) e gli impianti (ascensori, tubi per l'acqua, cavi elettrici e così via). Fin da subito, il regolamento attuativo (Dm n. 41/1998) e le circolari 57/E e 121/E del 1998 avevano precisato che anche i lavori su queste parti comuni potevano beneficiare del 36 per cento. Il problema è che la norma istitutiva della detrazione (l'articolo 1 della legge n. 449/1997) fa riferimento solo al numero 1) dell'articolo 1117 del Codice civile, ed è stata ripresa dalla risoluzione n. 84/2007.

La situazione che si era creata lasciava nell'incertezza gli amministratori, anche perché a volte gli uffici territoriali del Fisco sceglievano la lettura più restrittiva. « Questo chiarimento è senz'altro positivo - commenta Callo Parodi, direttore del centro studi dell'Anaci -. L'importante è che d'ora in poi ci sia uniformità di orientamento e che nessuno più si appelli al dato letterale della norma».

A livello operativo, preparando le attestazioni per i condomini in vista delle prossime dichiarazioni dei redditi, gli amministratori dovranno tenere conto del catalogo “allargato” definito dalle Entrate. Sempre che, ovviamente, per i lavori pregressi sia stata inviata la comunicazione di inizio lavori. Invio che da oggi costituirà un adempimento in più per i professionisti (e un'opportunità di risparmio fiscale per i comproprietari).

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Italia: la salute costa cara

Un italiano su dieci dichiara di avere difficoltà a saldare i conti per le prestazioni sanitarie, anche quelle essenziali. Prima voce di spesa: il dentista. E molti devono indebitarsi. Lo dice la nostra inchiesta.

Curarsi: per molti un peso economicamente insostenibile
I risultati di questa nostra indagine, svolta in Italia e contemporaneamente in Spagna, Portogallo e Belgio, sono sorprendenti. E preoccupanti. Anche da noi per molte famiglie le cure mediche rischiano di trasformarsi o si trasformano in una vera e propria catastrofe economica. Al punto da costringere a rinunciare a beni essenziali come il cibo o il riscaldamento della casa d'inverno. Le spese che pesano di più sono quelle del dentista. Non molto diffuse le assicurazioni sanitarie, piuttosto nel bisogno si ricorre ai familiari per un prestito.

Siamo il Paese dove curarsi costa di più
La ricerca si è concentrata sulle cure mediche essenziali, escludendo per esempio tutte quelle estetiche o comunque non indispensabili. Dai risultati appare che l'Italia, tra i quattro Paesi presi in esame, è quello con le più alte spese sanitarie a carico del cittadino: in media 273 euro al mese a persona, contro i 126 del Belgio, i 215 del Portogallo e i 233 della Spagna. In Italia la spesa annua per la salute rappresenta il 14% delle uscite del nucleo familiare.

Il Servizio sanitario nazionale non basta
Nonostante il Servizio sanitario nazionale resti una certezza in Italia, evidentemente qualcosa non funziona. Le spese tradizionalmente non coperte dal pubblico, per esempio il conto del dentista, diventano spesso una mannaia che non lascia scampo ai bilanci familiari. Eppure si tratta di cure mediche essenziali.

Le famiglie più povere, quelle con malati cronici, i nuclei monoparentali, e più in generale gli italiani che abitano al Sud sono i più esposti a tracolli finanziari dovuti a spese sanitarie non coperte dal servizio pubblico.
Nel 2008 a Tallinn, gli Stati europei membri dell'Organizzazione mondiale della sanità si sono impegnati a migliorare i servizi sanitari perché il diritto alla salute è un diritto umano fondamentale. C'è ancora parecchio da fare.

Fonte:altroconsumo.it
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Unione Nazionale Consumatori: si all’istituzione di agenzia antifrode per sinistri auto

“La proposta dell’ANIA di istituire un’agenzia antifrode per i sinistri auto è senz’altro condivisibile, a patto che non sia la solita operazione di facciata”. Con queste parole il segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, Dona, esprime la sua reazione alla proposta dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici di istituire un’agenzia che vigili sulle attività fraudolente legate ai sinistri. “E’ bene ricordare – continua il Segretario Dona - che in ogni compagnia di assicurazione che si rispetti c’è un ufficio antifrode, perché le truffe ci sono sempre state e sempre ci saranno. In realtà, finora è mancata la volontà di combatterle seriamente, perché è molto più facile aumentare i prezzi delle polizze, facendo così pagare agli assicurati onesti i costi delle truffe”. La proposta del Presidente dell’ANIA, Fabio Cerchiai sarebbe la risposta ai dati che risultano dalla cd. “sinistrosità fraudolenta”, come è stata definita dal segretario Dona. “Secondo un’indagine dell’ISVAP riferita ai dati del 2005 – aggiunge Dona- in Italia sarebbero associati ad attività fraudolente oltre 90mila sinistri l’anno, il 3 per cento del totale, contro il 5 per cento della Francia ed il 10 per cento della Gran Bretagna. Se, come sostiene l’ANIA, il dato relativo all’Italia non è veritiero, qual è allora quello rispondente alla realtà? La risposta è fondamentale, dato che, da quando il mercato delle assicurazioni è stato ‘liberalizzato’ nel 1994, l’incidenza della ‘sinistrosità fraudolenta’ sui prezzi è diventata un fattore importantissimo, in quanto determina la differenza di prezzo di una polizza tra una provincia e l’altra e quindi fornisce la giustificazione degli aumenti tariffari che hanno reso l’Italia negli ultimi 15 anni il paese con le polizze RC Auto più care d’Europa”.

Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
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Google reinventa la super banda larga

Google è spesso sinonimo di innovazione ed anche questa volta non si smentisce con l’avvio di un progetto che potrebbe rivoluzionare il concetto di infrastruttura di rete ad alta velocità basata su fibra ottica che sino ad oggi conosciamo.

Grazie al via libera della FCC (Federal Communications Commission), Google realizzerà una rivoluzionaria rete a fibre ottiche che collegherà alcune cittadine americane scelte per questo primo test. Scopo ultimo, quello di offrire collegamenti sino a 1Gps per famiglia/ufficio/azienda ad un costo assolutamente accessibile.

Questa rivoluzione sarà possibile grazie ad un nuovo modo di realizzazione delle reti in fibra che verrà testato proprio in questo ambizioso progetto.
Non si conoscono i tempi precisi per l’ultimazione di questa super rete, ma Google ci tiene a far sapere che verranno create anche delle applicazioni specifiche che sfrutteranno al meglio questa super velocità.

In ogni caso Google ha deciso di rivoluzionare il concetto di banda larga, perchè chi potrà sfruttare questa rete potrà godere di notevoli vantaggi come i video in streaming in HD, la tele medicina, assistenza remota e moltissimi nuovi servizi che verranno creati mano a mano.

Questa rete verrà inoltre realizzata seguendo il principio della “Net neutrality“, cioè l’infrastruttura verrà poi affitata ai provider che dovranno però garantire l’efficienza del servizio, un prezzo accessibile e non porre limitazioni di sorta.

Che la lobby dei provider americani, inizi già a tremare?

Fonte:blog.pmi.it (Filippo Vendrame)
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Studi di settore: migliaia di aziende non si sono adeguate. La situazione..

Il Fisco contro gli evasori. Sarebbero, infatti, ben 325mila i potenziali evasori emersi con gli studi di settore e finiti nell’occhio del mirino del Fisco. In totale sarebbero 890mila i soggetti che non si sono adeguati agli studi, di cui 265mila sono quelli che hanno avuto la possibilità di motivare il mancato adeguamento e quindi non possono essere considerati del tutto evasori mentre altri 300mila sono quelli che hanno presentato situazioni di marginalità economica, cioè troppo piccoli per essere rappresentati dagli studi.

Resta fuori da questo gruppo una fetta cospicua e sospetta di 325mila soggetti che non si sono adeguati e che non hanno motivato, su cui si concentrerà l’impegno dell'Agenzia delle Entrate, servendosi di tutti gli strumenti a propria disposizione. Giampiero Brunello, presidente della Sose, società che si occupa degli studi di settore, e il direttore dell'Accertamento dell'Agenzia delle Entrate, Luigi Magistro, hanno spiegato che gli studi “non sono solo uno strumento di accertamento, ma anche una bussola che indica come muoversi.

Una volta emersa una quota di potenziali evasori spetta all'Agenzia delle Entrate approfondire con tutti gli strumenti a disposizione, che non sono soltanto gli studi di settore”. Ma le novità non finiscono qui perché il Parlamento europeo avrebbe dichiarato guerra agli evasori e a chi tenta di aggirare le regole sull'euroritenuta, cavallo di battaglia del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

Con una risoluzione approvata in questi giorni, l'aula di Strasburgo ha chiesto alla Commissione guidata da Barroso e al Consiglio europeo di modificare in chiave restrittiva la nuova direttiva sulla cooperazione fiscale nel settore fiscale.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Bando RIDITT - Progetti di diffusione e trasferimento tecnologico e creazione di imprese hi-tech

12,5 milioni di euro per promuovere progetti di trasferimento tecnologico e di creazione di nuove imprese hi-tech: questo lo stanziamento messo a disposizione del Ministero dello Sviluppo Economico per le aree sottoutilizzate (FAS) 2005. Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 25 gennaio 2010.

L’obiettivo è agevolare attività di diffusione e trasferimento di tecnologie al sistema produttivo e la creazione di imprese ad alta tecnologia.

Al bando del Ministero dello Sviluppo Economico possono partecipare raggruppamenti composti da Università, Centri di ricerca pubblici, Associazioni imprenditoriali ed altre strutture no-profit attive nel settore della promozione dell'innovazione e della creazione di impresa hi-tech.

Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 19 del 25 gennaio 2010.

Per informazioni e chiarimenti è possibile inviare una mail all'indirizzo bandoriditt@riditt.it o rivolgersi ai punti di contatto presso il Ministero dello Sviluppo Economico e l’IPI (Istituto per la Promozione Industriale).

L'iniziativa è realizzata nell'ambito del Programma RIDITT - Rete Italiana per la Diffusione dell'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico alle imprese, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito dall'IPI (Istituto per la Promozione Industriale).

Come partecipare

Quadro di riferimento: il bando rientra tra le attività del Programma RIDITT, promosso e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico con la finalità di valorizzare i risultati della ricerca pubblica, attraverso la diffusione e il trasferimento di tecnologie al sistema produttivo e la creazione di imprese ad alta tecnologia.

Chi può partecipare: raggruppamenti costituiti da almeno tre organismi, tra i quali sia presente almeno un’Università pubblica o un Ente di Ricerca pubblico o un Centro di Ricerca pubblico (con ruolo di capofila), e almeno un’Associazione imprenditoriale. Possono far parte dei suddetti raggruppamenti anche altri organismi quali, ad esempio, le Camere di Commercio e le strutture senza fini di lucro, di natura pubblica, privata o mista, che abbiano per scopo e/o oggetto sociale lo svolgimento di attività per l’innovazione, per il trasferimento tecnologico e/o per la creazione di impresa.
I raggruppamenti proponenti devono disporre, entro il termine ultimo di presentazione della domanda, di una o più unità locali idonee ed adeguate ubicate in aree sottoutilizzate del territorio nazionale, aree nelle quali dovrà essere sostenuto almeno il 75% dei costi inerenti le attività progettuali.

Quali progetti è possibile presentare: progetti che prevedano attività di:

studio e analisi
promozione, diffusione e dimostrazione
sostegno alla creazione di nuove imprese ad alta tecnologia.

Ciascun progetto deve essere focalizzato su tecnologie comprese in una sola delle seguenti 10 aree tecnologiche:

Tecnologie dei materiali, micro e nanotecnologie;
Tecnologie chimiche e separative;
Biotecnologie;
Tecnologie meccaniche e della produzione industriale;
Tecnologie per l’automazione e sensoristica;
Tecnologie elettriche, elettroniche ed elettro-ottiche;
Tecnologie per l’informatica e le telecomunicazioni;
Tecnologie organizzativo-gestionali;
Tecnologie ambientali;
Tecnologie energetiche.

I progetti devono avere un importo complessivo compreso tra 1 e 2 milioni di euro ed una durata massima di 24 mesi.

Quando presentare le proposte: entro il 26 aprile 2010 va inviata al Ministero dello Sviluppo Economico la domanda di accesso alle agevolazioni, secondo le modalità e la modulistica predisposte.

Budget: le risorse complessive messe a disposizione per il bando sono pari a 12,5 milioni di euro, a valere sul Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) del 2005.
Per ciascun progetto selezionato sono concesse agevolazioni sotto forma di contributo alla spesa nella misura massima del 50% delle spese ritenute ammissibili, per un importo complessivo comunque non superiore a 1 milione di euro.

Fonte:riditt.it

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Credito; A gennaio si allenta la stretta


Graduali ma diffusi segnali d'allentamento» degli effetti di stretta creditizia nei confronti nelle imprese vengono segnalati dall’Isae, «nel corso del 2009 e ancora all'inizio di quest'anno». Nella nota del mese di gennaio, l'Istituto di analisi economica entra nel merito dei problemi di accesso al mercato delle credito delle imprese italiane e ricorda che «a partire dalla metà del 2008» le rilevazioni hanno segnalato un inasprimento delle condizioni di credito per le imprese, connesso alla durezza della crisi finanziaria, che ha riguardato in maniera omogenea tutti i principali settori.

Invece, secondo la rilevazione di gennaio 2010, la quota di imprese che segnala un aggravio delle condizioni di credito si è attestata al 18,4% nel settore manifatturiero (contro un massimo del 43,5% a novembre 200,8), al 14% nei servizi (massimo al 49%, novembre 2008), al 12,3% nel commercio (massimo al 43,1% a marzo 2008) e al 34% nelle costruzioni (massimo al 52% a maggio 2009).

In sostanza, l'area di difficoltà esiste ancora ma si è sensibilmente ristretta rispetto ai momenti più duri della crisi. Secondo gli intervistati il razionamento nel 2008, legato alla crisi finanziaria, è stato molto severo nelle costruzioni, dove la quota d'imprese che non hanno ottenuto il credito richiesto ha raggiunto un massimo attorno al 13% del campione nel maggio 2009; nel settore manifatturiero e nei servizi la quota d'imprese razionate ha raggiunto tra la fine del 2008 e i primi mesi del 2009 punte superiori all'8%. Nel commercio, invece, il fenomeno ha avuto un impatto più modesto, con una quota d'imprese razionate oscillante tra l'1 e il 2 per cento. I dati relativi al razionamento (cioè alle aziende che si vedono negare il credito o che vi rinunciano per condizioni troppo onerose) confermano il graduale attenuarsi delle tensioni sul lato dell'offerta nella seconda metà del 2009 e in questo primo scorcio del nuovo anno: a gennaio, la quota di imprese razionate scende al 4,9% nel settore manifatturiero, all'1,7% nei servizi, al 1,5% nel commercio ed al 13% nelle costruzioni (dato riferito a dicembre).

Fin qui i dati Isae relativi alla percezione da parte degli utenti-imprese della situazione del credito. Sempre ieri, intanto, la Banca d'Italia ha pubblicato il suo supplemento al bollettino statistico “Moneta e banche” con i dati relativi alla dinamica del credito nel mese di dicembre 2009. Nell'ultimo mese dell'anno, in base ai dati diffusi ieri il tasso di crescita annuale dei prestiti è rimasto lo stesso del mese di novembre, pari a +2,4%. Invece, per quel che riguarda l’andamento del credito verso le aziende i dati Bankitalia segnalano che anche in dicembre i prestiti alle imprese sui dodici mesi hanno evidenziato una flessione. Per l’esattezza, si tratta di un -1,5% (dopo il -0,1% del mese di novembre, sempre sui dodici mesi); la crescita dei prestiti alle famiglie è invece continuata (+6% nei dodici mesi). Sono numeri che evidenziano il perdurare di una domanda di credito bassa ma, probabilmente, anche una maggiore prudenza delle banche in rapporto alle condizioni di profittabilità delle imprese; le sofferenze per le banche si sono infatti attestate in dicembre a 59 miliardi di euro.

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Vodafone, si può conciliare


Anche Vodafone attiva la procedura di conciliazione per risolvere eventuali controversie. I clienti potranno rivolgersi alle Associazioni dei Consumatori del Cncu.

Da oggi i clienti di Vodafone Italia possono avvalersi della conciliazione paritetica, lo strumento che consente di risolvere le eventuali controversie in maniera rapida ed economica. Per attivare la procedura occorre rivolgersi alle principali Associazioni dei Consumatori, aderenti al Consiglio Nazionale (Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori)senza la necessità di avvocati e giudici. Il procedimento di conciliazione dovrà chiudersi entro 30 giorni lavorativi

L'attivazione della conciliazione paritetica segue la firma del Protocollo di Conciliazione, sottoscritto da Vodafone Italia con le Associazioni consumeriste aderenti al Consiglio Nazionale dei Consumatori (CNCU) lo scorso Giugno 2009. Il Protocollo ha lo scopo di favorire una maggiore efficacia nelle relazioni con il consumatore, elemento che Vodafone Italia ritiene strategico in un contesto di mercato caratterizzato da forte competizione tra le aziende di telecomunicazione.

La conciliazione paritetica è il modo più semplice, rapido ed economico per risolvere le controversie tra azienda e consumatore.

Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Milleproroghe: piu'sconto su gasolio taxi


Dal primo marzo aumentano le agevolazioni fiscali sui consumi di gasolio per taxi e 'taxi boat', le ambulanze e le vetture delle Forze Armate.La commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato un emendamento al dl milleproroghe che aumenta da 302 a 330 euro per mille litri di gasolio l'esenzione.Le risorse dello scudo fiscale vanno a beneficio anche della minoranza italiana in Slovenia e Croazia, della legge Roma Capitale,del riordino del Comitato olimpico e delle Olimpiadi per disabili.

Fonte:ansa.it
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Varata la riforma delle Camere di commercio


Dopo sedici anni, il Consiglio dei ministri ha varato la riforma delle Camere di commercio sotto forma di decreto legislativo. «Con questa riforma - ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - si introduce un significativo rafforzamento della capacità di azione delle Camere di commercio soprattutto per la promozione per lo sviluppo delle autonomie locali». Punti chiave del riordino sono, tra gli altri, il rafforzamento delle competenze in materia di internazionalizzazione, la semplificazione delle modalità di composizione degli organi, l'accorpamento dei servizi per le Camere più piccole.

In particolare: per gli organi viene inserita la rappresentanza dei professionisti nei consigli camerali e vengono semplificate le modalità di composizione degli organi; si rafforzano le competenze delle Camere su tre linee di lavoro: internazionalizzazione e promozione all'estero delle nostre aziende, in raccordo con le strategie del Governo; si semplificano le attività delle imprese attraverso la telematica.

Inoltre la riforma introduce il "Patto di Stabilità" per il sistema camerale; si prevede che le Camere più piccole debbano accorpare i loro servizi; non si possono istituire nuove Camere di commercio se non in presenza di un numero minimo di aziende (40mila). Sul versante del federalismo, infine, vengono potenziate le Unioni regionali delle Camere di commercio e valorizzato il raccordo con le Regioni anche attraverso lo strumento degli accordi di programma.

Il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli ha plaudito alla riforma parlando di Camere di commercio «più forti ed efficienti», che diventano vere e proprie «case dell'economia» grazie alla riforma varata dal governo. Fra le novità introdotte, Sangalli ha sottolineato il proprio apprezzamento per «il riconoscimento esplicito del ruolo della Camere di commercio nelle politiche per l'internazionalizzazione e l'innovazione, così come l'ingresso nel consiglio camerale» del rappresentante degli ordini professionali.

Con questa riforma - ha concluso Sangalli - l'istituzione Camera di commercio conferma il suo ruolo centrale di sintesi dell'interesse generale del sistema delle imprese». Soddisfatto anche il presidente di Confesercenti, Marco Venturi: «Con una maggiore autonomia e valorizzazione del loro ruolo le Camere possono diventare un motore più potente per lo sviluppo delle pmi e delle economie locali».

Una riforma positiva anche per Ivan Malavasi, presidente della Cna, perché «valorizza il sistema delle Camere di commercio, che ha dato prova di grande efficacia nel sostegno allo sviluppo delle imprese». In particolare - ha sottolineato Malavasi - sono state accolte le indicazioni delle associazioni su tre linee fondamentali: l'allargamento delle funzioni delle Camere; il maggiore ruolo e peso delle Regioni; e soprattutto la trasparenza che permetterà di conoscere, in via preventiva e non solo in caso di contenzioso, come avveniva fino ad oggi, l'anagrafe degli iscritti».

Fonte:ilsole24ore.com
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Rischio prescrizione su bond argentini


La Casa del Consumatore lancia l'allarme prescrizione sui crediti di chi ha aderito alla Task Force Argentina e non ha fatto causa alla banca. Ferrari: "L'arbitrato è fermo da anni".

Attenzione al rischio prescrizione per chi è rimasto coinvolto nel crack dei bond argentini. "Tutti coloro che hanno visto andare in fumo i propri risparmi devono decidere alla svelta se far causa alle banche che hanno venduto loro queste obbligazioni oppure rinunciare per sempre ai propri soldi". È il monito che arriva dalla Casa del Consumatore che, si legge in una nota, "lancia l'allarme prescrizione dei crediti dei 180 mila investitori che, aderendo all'arbitrato ICSID promosso dalla Task Force Argentina, hanno dovuto rinunciare a far causa alla loro banca. Visto che la rinuncia è revocabile, l'associazione invita tutti a valutare attentamente se proseguire nell'arbitrato o se invece ripensare all'ipotesi di farsi risarcire dalla loro banca, prima che i loro crediti siano definitivamente prescritti".

"È importante - dichiara Giovanni Ferrari, presidente nazionale della Casa del Consumatore - che le migliaia di investitori che hanno aderito all'arbitrato si rendano ben conto di quanto sta per accadere ai loro crediti e delle scarse possibilità di recupero delle somme da un arbitrato internazionale che è sostanzialmente fermo da anni e che potrebbe chiudersi con un lodo inutile viste le precarie condizioni dell'economia argentina".

Nei prossimi mesi, spiega l'associazione, gli istituti di credito che hanno venduto queste obbligazioni potranno contare sulla prescrizione in quanto sono passati quasi dieci anni dal momento in cui bond governativi argentini sono finiti nei portafogli di molti italiani "mentre alle banche era ormai già chiaro che lo stato di salute dell'economia sudamericana era molto precario - continua l'associazione - A stabilirlo con più di una sentenza sono stati numerosi tribunali italiani che hanno dato ragione a quegli investitori che hanno già fatto causa (e ottenuto i risarcimenti)".

L'invito è rivolto soprattutto a chi ha aderito alla Task Force Argentina (Tfa) dell'Abi e "in particolare a quanti, aderendo all'arbitrato ICSID promosso dalla Tfa contro lo Stato Argentino, hanno dovuto automaticamente rinunciare alla possibilità di far causa alla propria banca (si tratta però, fortunatamente, di una rinuncia ancora revocabile)". Secondo la Casa del Consumatore, infatti, l'azione legale internazionale della Tfa è ancora "in altissimo mare" e si è lontani dall'avvio di un processo vero e proprio, mentre l'Argentina versa di nuovo sull'orlo del default. Per questo "è opportuno che coloro che hanno aderito alla Tfa (e quanti nulla hanno invece fatto in questi anni) valutino attentamente se proseguire con la Task Force oppure se prendere in considerazione l'ipotesi di far valere eventuali responsabilità della banca, se ha venduto i titoli senza avvertire il cliente dei rischi connessi".

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Internet: 13 adolescenti su 100 vittime di cyber-bullismo


Se un tempo dai compagni di scuola più violenti si potevano temere schiaffi o pettegolezzi diffamanti, ora - ai tempi di Internet e dei telefonini - le aggressioni passano attraverso Facebook, Youtube o i messaggini sms: tredici studenti ogni cento, risulta da uno studio, sono vittime di violenza 'tecnologica'. E' il cosiddetto cyber-bullismo, fenomeno del quale si è parlato oggi - giornata europea per la sicurezza della Rete - in un seminario organizzato a Cagliari dall'Assessorato comunale delle Politiche scolastiche e dall'Ifos, l'Istituto formazione sardo. Tra i tanti esperti che hanno discusso del tema, è spiccata la presenza di Peter K. Smith, docente all'Università di Londra e coordinatore dei progetti europei in materia di cyber-bullismo. Suoi i dati riferiti al fenomeno in Europa (più o meno aderenti a quelli nazionali e sardi), che indicano come 13 studenti su 100 siano vittime di vessazioni di coetanei perpetuate attraverso i nuovi media.

"Si tratta di prevaricazioni digitali - spiega Luca Pisano, psicologo e direttore dell'Ifos - che solitamente vengono attuate con le e-mail offensive, i video registrati all'insaputa del protagonista e poi caricati sul Web, o ancora con il 'voto online', con un giovane malcapitato che viene pubblicamente valutato da tutti i compagni di scuola".

I commenti piccanti, neanche a dirlo, si sprecano: specie quando la vittima è di sesso femminile. Durante il seminario sono stati distribuiti tre opuscoli con le istruzioni per difendersi da questi cyber-attacchi (uno per gli studenti, uno per i genitori e uno per i docenti). "Le linee guida che proponiamo - spiega Delia Manferoce, responsabile dell'Ufficio programmazione scolastica del Comune di Cagliari - rappresentano la volontà delle istituzioni di intervenire su un fenomeno in espansione che necessità di essere affrontato in una prospettiva plurale, prospettando interventi di tipo preventivo". In ogni caso chi subisce violenze di questo tipo non deve attendere e può rivolgersi al Servizio di consulenza su bullismo e cyber-bullismo (progetto Peer to Peer), che risponde al numero 070.6776409 il lunedì, il martedì e il mercoledì dalle 9.30 alle 13.30.

Fonte:ansa.it

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Scadenza domanda carta acquisti e scadenza dichiarazione ISEE


L’Inps con messaggio 384 del 7 febbraio 2010 precisa che sono pervenute alla Direzione Centrale Inps diverse richieste circa la scadenza delle domande di carta acquisti già presentate o la validità della carte in possesso dei singoli soggetti. A tal fine precisa che sia le domande che le carte prepagate non hanno alcuna scadenza. Nel messaggio, invece, sottolinea con importanza la scadenza della dichiarazione ISEE. La normativa relativa alla carta acquisti prevede che in ciascun bimestre debba essere presente una dichiarazione ISEE in corso di validità almeno in un giorno del bimestre stesso. Per evitare disagi inerenti la scadenza della dichiarazione ISEE è previsto l’invio di una lettera a tutti i beneficiari ultrasessantacinquenni, o a tutti i titolari delle carte nel caso in cui il beneficiario sia un minore; a regime le lettere verranno inviate il bimestre antecedente quello di scadenza della dichiarazione.

Fonte:studiocataldi.it (Francesca Bertinelli)
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Crediti d’imposta per imprese che investono all’estero


La valorizzazione del Made in Italy agroalimentare è alla base del nuovo decreto del Ministro dell’Economia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio scorso (decreto del 24 luglio 2009).

Le imprese che investono in attività promozionali all’estero (sia Stati membri che Paesi terzi), quali fiere ed eventi, potranno richiedere un bonus fiscale a condizione che l’evento permetta di introdurre operatori economici o consumatori all’acquisto di un determinato prodotto agricolo o agroalimentare purché non rivolto al singolo marchio commerciale o riferito direttamente ad un’impresa.

L’incentivo è rivolto alle imprese produttrici e alle piccole e medie imprese alle quali è riconosciuto rispettivamente un credito d’imposta pari al 50% dell’incremento degli investimenti rispetto alla media degli analoghi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti e un credito d’imposta pari al 50% delle spese eccedenti la media delle spese sostenute nei tre periodi d’imposta precedenti.

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta è necessario presentare istanza al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che, esaminata l’istanza, comunicherà il riconoscimento o il diniego del contributo.

L’ammontare complessivo del credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale il beneficio è concesso e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta nei quali il credito è utilizzato.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Bankitalia: reddito medio famiglie diminuisce del 4%. Il 10% ha il 45% della ricchezza totale


Nel biennio 2006-2008 il reddito medio delle famiglie italiane si è contratto in termini reali di circa il 4%. Rimane invariato rispetto agli ultimi quindici anni il livello di concentrazione della ricchezza che conferma la disparità nella distribuzione dei redditi: il 10% delle famiglie più ricche possiede infatti il 45% dell'intera ricchezza netta delle famiglie italiane. Sono i dati che emergono dal Supplemento al bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato a "I bilanci delle famiglie italiane nell'anno 2008".

Secondo Bankitalia, "nel 2008 il reddito familiare medio, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è risultato di 2.679 euro al mese. Il 20% delle famiglie ha un reddito mensile inferiore a circa 1.281 euro, il 10% superiore a 4.860 euro; il reddito mediano è pari a 2.174 euro. La concentrazione dei redditi è risultata nel 2008 sostanzialmente in linea con quella rilevata negli anni passati".

Le persone con reddito al di sotto della soglia di povertà sono il 13,4%. Aumenta la percentuale di famiglie indebitate, che sale al 27,8%, anche se Bankitalia precisa che si tratta di un valore "ancora inferiore a quelli dei principali paesi industriali, in particolare nel comparto dei mutui". Il grado di vulnerabilità finanziaria è al 17% in linea con quanto rilevato nel 2006 e con altri paesi dell'area euro.

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Bonus gas 2010-2009: come fare a riscuotere anche alla Posta


Le Poste Italiane hanno avviato una campagna di comunicazione finalizzata ad informare gli aventi diritto al bonus gas che permette di abbattere i costi per la fornitura di gas. Il servizio è stato attivato grazie ad un accordo tra l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas e per chi ad esempio ha un impianto di riscaldamento centralizzato, sarà possibile riscuotere il bonus gas direttamente alla posta, con un bonifico domiciliato, rivolgendosi presso uno dei 14 mila uffici di Poste Italiane sparsi su tutto il territorio nazionale.

Il bonus gas permette all’incirca di abbattere i costi del 15% all’anno e presentando la domanda al Comune entro il prossimo 30 aprile 2010 è possibile anche ottenere in maniera retroattiva il bonus gas 2009. Ciò significa che sarà possibile attivare il bonus sui consumi di gas dello scorso anno. I moduli di richiesta del bonus gas si possono scaricare dal sito Internet del Ministero dello Sviluppo economico, www.sviluppoeconomico.gov.it, e da quello dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, www.autorita.energia.it.

In questo ambito, inoltre, Poste Italiane provvederà a recapitare una comunicazione postale alle famiglie che hanno diritto al contributo direttamente a domicilio e, nel momento in cui il cittadino ha presentato la domanda del bonus gas, sarà Poste italiane ad inviare una comunicazione scritta sull’esito della richiesta e, nel caso di rifiuto, sulle ragioni per cui c’è stato il rifiuto nel concedere il beneficio.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Google rivoluziona Gmail: ecco Buzz


Facebook medita di fornire un servizio di posta elettronica? E Google risponde trasformando l'e-mail in una sorta di social network. Anzi, di più. Gmail assorbe molte funzioni tipiche delle reti sociali per rintuzzare il sempre più numeroso popolo di Twitter, Facebook & co. Secondo Nielsen, gli utenti delle reti sociali sono ormai oltre 300 milioni, contro i circa 280 milioni di persone che fanno uso della posta elettronica. Tuttavia i social sono in una situazione simile a quella dei siti agli albori di Internet: tante informazioni disponibili, ma con poco ordine. Così diventa difficile individuare quello che è importante separandolo dal rumore di fondo. Ovvero c'è un eccesso di dati disorganizzati e disgregati che non sono in grado di esprimere al 100% il valore che hanno. E questo bombardamento di contenuti è in costante aumento. C'è bisogno di un nuovo approccio per capire ciò che è rilevante da quello che non lo è. La soluzione?
Google Buzz, l'evoluzione, anzi la rivoluzione, di Gmail. Che già nel corso degli anni è andata espandendosi in fatto di funzioni: dalla posta elettronica alla videochat, passando per vari plus-in nell'area Labs. Il risultato è Buzz, cioè "una nuova era nella comunicazione e condivisione delle informazioni". Ha ben poco a che vedere con la classica e-mail. Per esempio, c'è l'auto-following, per rispondere subito alle persone con cui parliamo più di frequente.
Oppure offre un modo più semplice e veloce per condividere file e per segnalare quali informazioni sono pubbliche e quali private. Senza dimenticare che visualizza in tempo reale gli aggiornamenti allo stato degli amici e permette di inserire contenuti audio e video. Buzz è integrato in Gmail: si attiva non appena si apre la propria casella di posta elettronica on-line. Basta scegliere i contatti e gli amici con cui utilizzare la funzione perché messaggi, file multimediali, contenuti e collegamenti in Internet vengano aggregati in un unico flusso. Una colonna di informazioni che va crescendo con il tempo. Sulla falsariga di ciò che è già stato sperimentato con Google Wave. Per dirla tutta, Google ha traslocato in Gmail gli strumenti sviluppati in Wave, solo con un occhio di riguardo per la parte multimediale. Per aggiungere nuovi contributi basta rispondere con un metodo simile a quello di Facebook: si apre uno spazio bianco per replicare ai messaggi oppure per inserire un collegamento a un sito o a un video.
Se poi si decide che la discussione diventa pubblica, e quindi non più privata e relegata a Gmail, chiunque acceda al nostro profilo in Google vedrà la colonna di messaggi scambiati con gli altri utenti. Senza invadere la privacy.
Si possono scegliere i gruppi di utenti che possono contribuire alla conversazione oppure individuare chi va escluso. Dunque, spariscono le e-mail? No, sono solo organizzate in modo profondamente diverso da quanto siamo stati abituati finora. Non più posta elettronica statica bensì un aggregato di parole che danno origine a un nuovo streaming in tempo reale di dati complessi e articolati. E in continua espansione. La cosa interessante è che si può iniziare a partecipare a qualsiasi flusso; basta essere invitati o raccomandati da un qualsiasi contatto o amico che è già parte del Buzz in questione. Alla resa dei conti, ciò che Google cerca di ottenere è di creare una nuova forma di conoscenza partendo da e-mail che da sole sarebbero inerti. Va da se che Buzz, essendo parte di Gmail, è supportato anche dai dispositivi mobili non appena attivato nella propria casella e-mail.
Non solo: arriva all'interno di Maps (aggiornato con nuove funzioni) a iniziare dalle versioni del software per iPhone, Symbian, Windows Mobile e Android (le altre piattaforme saranno supportate a breve).
L'innovativo servizio di Google individua dove ci si trova e indica nel contributo pubblicato nella conversazione la posizione da cui è stato inviato il post. Così il messaggio è geolocalizzato ed è possibile vedere sulla mappa il punto esatto dell'utente. Inoltre, dallo smartphone si attiva la funzione Nearby che mostra i Buzz rilevanti con il luogo in cui mi trovo. Così, per esempio, è possibile scorpire quali sono i contatti nei paraggi oppure le conversazioni che contengono riferimenti a servizi disponibili nei dintorni. E su questo fronte Buzz rappresenta un'evoluzione senza precedenti nell'utilizzo della tecnologia Gps: gelolocalizzare una grande quantità dati in un modo pressoché rivoluzionario.

Fonte:ilsole24ore.com (Luca Figini)
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Buoni vacanza, CTCU: c'è tempo fino al 30 giugno


"In vacanza al mare o in montagna, un fine settimana in una delle città d'arte - il Governo, attraverso i "buoni vacanze", vuole offrire questa possibilità anche alle famiglie con basso reddito. Il contributo dello Stato è soggetto a dei limiti, ma ciononostante potrebbe essere d'interesse per qualcuno": è quanto commenta il Centro Tutela Consumatori Utenti ricordando che l'iniziativa, lanciata il 20 gennaio scorso con un finanziamento iniziale di cinque milioni di euro, comprende un contributo che può variare fra il 20 e il 45%. I buoni vanno riscossi entro il 30 giugno. Servono naturalmente dei requisiti: "non superare un certo reddito (reddito 2008 secondo 730, Unico o CUD), una meta di viaggio in Italia ma al di fuori del proprio comune di residenza. I buoni potranno essere riscossi presso esercizi convenzionati; questi esercizi, a loro volta, sono obbligati a concedere un ribasso sui prezzi praticati".

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Incentivi all'innovazione in cerca di efficienza


Gli obiettivi sono ambiziosi: razionalizzare gli incentivi e legarli ai risultati, snellire le procedure, sviluppare partnership tra imprese e organismi di ricerca, creare posti di lavoro high-skill.

Attraverso nove programmi di sostegno all`innovazione e un`iniezione di oltre due miliardi, il ministero dello Sviluppo economico conta di attivare «dieci miliardi di investimenti e opportunità di impiego per centomila addetti nei prossimi tre anni» sottolinea Gianluca Esposito a capo della direzione generale per l`incentivazione delle attività imprenditoriali.

La metà del budget disponibile riguarda i contratti di innovazione, operativi dal 5 gennaio di quest`anno e pensati per rafforzare le intese tra pubblico e privato: università e aziende insieme per la messa a punto e lo sviluppo di progetti all`avanguardia. Un patto siglato al ministero, che metterà a disposizione contributi in conto interesse attinti dal fondo innovazione tecnologica. Il bonus dello Stato sarà poi affiancato da un finanziamento a tasso agevolato, a valere sulle risorse della Cassa depositi e prestiti, come garanzia della solidità dell`investimento. Anche perché i progetti ammessi sono "fuori serie", di importo «non inferiore ailo milioni di euro». Le domande arrivate finora sono 16: due rispedite al mittente perché non conformi ai criteri, 9 relative a progetti localizzati nel Centro nord con spese preventivate pari a 330 milioni di curo e 5 provenienti dal Sud con investimenti di 144 milioni.

Quanto ai tempi il testo del decreto assicura valutazioni rapide. Tra la proposta del progetto e il suo inserimento nel circuito dei contratti di innovazione infatti passeranno al massimo tre mesi. Aperto anche lo sportello FitPon che fa leva su una dote di 200 milioni di curo da dividere tra i piani innovativi nelle regioni del Sud: finora sono state raccolte 621 domande per oltre 930 milioni di costi.

Questi due programmi insieme dovrebbero favorire investimenti per 3 miliardi e occupare «oltre 30mila tra ricercatori e tecnici altamente qualificati» stimano dal ministero «se si considera che gran parte delle risorse impiegate in queste attività, circa 1’80%, è destinata alle risorse umane». Un’ulteriore fetta di occupati riguarderà gli altri programmi finanziati dal fondo per l`innovazione tecnologica (circa 8mila, come risulta dalle schede a lato) e il fondo di garanzia per le Pini, che secondo il ministero guidato da Scajola attiverà «oltre 3 miliardi e 700 mila curo di investimenti con l`impiego previsto di 40mila addetti». Senza contare le risorse messe a disposizione per Industria 2015: per i tre bandi (due chiusi e uno in fase di valutazione) sono stati firmati i decreti di concessione delle risorse per 135 milioni, il 20% del budget totale.

Dal mondo delle imprese arrivano riscontri positivi nei confronti di queste iniezioni di capitale anche se gli effetti sull`occupazione sono difficili da stimare. Del resto, gran parte dei posti di lavoro stimati dallo Sviluppo economico sono ancora in buona parte virtuali e non c`è un`autostrada che porta dritta al traguardo. «Un nodo cruciale - commenta Alberto Mantovani, prorettore alla ricerca dell’università statale di Milano sarà legato ai meccanismi di valutazione dei progetti: in passato sono stati troppo formali, è il momento di dare priorità alla misurazione degli effetti concreti che riusciranno a produrre».

Senza contare la capacità di individuare i settori che veramente potranno riavviare il motore dello sviluppo dopo la crisi. «Mettere delle soglie minime all`ammontare degli investimenti - sottolinea Fabio Beltram, vicedirettore della Scuola Normale superiore di Pisa - e individuare dei settori va nella giusta direzione però in alcuni bandi le maglie sono troppo larghe per cui finisce che tutte le imprese possono partecipare».

Il rischio è di distribuire risorse a pioggia, di annacquarle senza arrivare a nessun effetto di rilievo, mentre si dovrebbero concentrare gli stanziamenti su obiettivi mirati. «Per imparare dagli errori del passato - aggiunge Beltram - è poi indispensabile l`analisi dei risultati e l`impatto sull`economia». Sull’utilizzo dei fondi per la ricerca e sviluppo per ora il ministero dello sviluppo economico si occupa, per la parte di sua competenza, del monitoraggio dei fondi strutturali assegnati al Pon ricerca e competitività 2007-2013.

Le risorse per la ricerca e l`innovazione, però, arrivano anche dal Miur e dalle regioni. «Una banca dati nazionale degli incentivi in corso di progettazione - assicurano dal ministero di Scajola - per consentire un controllo incrociato che eviti sovrapposizioni o duplicazioni d`intervento».

Sui tempi di realizzazione però non ci sono certezze.

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Premi di produttività 2010. Confermati i codici tributo


Nessuna novità per il versamento dell'imposta sostitutiva del 10%. Primo appuntamento, martedì 16
Anno nuovo, codici vecchi. Non cambiano i codici tributo per versare l'imposta sostitutiva sui premi di produttività corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato. Nel 2010 andranno utilizzati quelli istituiti - con risoluzione 287/2008 - per il secondo semestre del 2008 e già confermati per lo scorso anno (comunicato dell'8 febbraio).

La tassazione agevolata è stata inizialmente introdotta in via sperimentale, per il periodo 1° luglio - 31 dicembre 2008, dall'articolo 2 del decreto legge 93/2008.
Il successivo Dl "anticrisi" 185/2008 ha prorogato la misura di favore per l'anno 2009, mentre l'ultima legge finanziaria (191/2009) l'ha ulteriormente rinnovata per il 2010.

L'agevolazione consiste nel pagamento di un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionale e comunale del 10% ed è riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato, con un reddito di lavoro subordinato nel 2009 non superiore a 35mila euro. L'ammontare massimo di remunerazione agevolabile è pari a 6mila euro.

I codici tributo da indicare nel modello F24 sono pertanto, anche per il 2010, i seguenti:
1053 - imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente
1604 - imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sicilia e versata fuori regione
1904 - imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sardegna e versata fuori regione
1905 - imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Valle d'Aosta e versata fuori regione
1305 - imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, versata in Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta e maturata fuori delle predette regioni.

Si ricorda che la prossima scadenza relativa all'imposta sostitutiva è fissata per martedì 16 febbraio, ultimo giorno a disposizione dei sostituti d'imposta per versare quanto trattenuto sulle somme erogate ai dipendenti nel mese di gennaio.

Fonte:nuovofiscooggi.it (r.fo)
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Mutui dopo il piano famiglie ecco ora il Fondo di solidarietà


Prima le banche. Ora, anche il Governo. Insieme per aiutare le famiglie in difficoltà e offrire la sospensione dei mutui. Sembra davvero questione di ore e il Fondo di solidarietà, noto anche come il Fondo Gasparrini (dal nome della parlamentare prima firmataria del decreto di istituzione) potrà diventare decreto legge. In realtà questo fondo fu varato addirittura dal governo Prodi con la finanziaria 2008. Ma da allora nessuno aveva saputo più niente. Perso nei meandri della burocrazia. Ora però, anche grazie alle misure dell’Abi che stanno coinvolgendo moltissime banche sparse per l’Italia, questa misura può tornare utile. E non solo a fini meramente politici. Potrebbero essere stanziati 20 milioni di euro. La bozza del decreto è approdata in Parlamento per ottenere il parere delle commissioni competenti e a breve potrebbe essere licenziata. Riassumendo i punti del Fondo di solidarietà, si evidenza come questo permetta la sospensione dei pagamenti delle rate a tutte le famiglie in situazioni di difficoltà per eventi eccezionali e imprevedibili (perdita del lavoro, morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza di uno dei componenti del nucleo famigliare). Anche se sembra simile al Piano Famiglie dell’Abi, c’è qualche differenza. Il Fondo è, infatti, destinato a tutti i soggetti che abbiano un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 30mila euro e vale per mutui finalizzati all’acquisto dell’abitazione principale di importo non superiore a 250mila euro. Le banche verrebbero rimborsate per le rate sospese sia gli onorari notarili sostenuti dal beneficiario e anticipati dalla banca, sia gli oneri finanziari, pari alla quota interessi maturata durante la sospensione delle rate. La domanda per ottenere il sostegno pubblico dovrà essere presentata alla banca presso la quale è in corso il mutuo. Il modello sarà reperibile sul nuovo sito internet che sarà presto istituito dal Tesoro.

Fonte:bassitassi.com
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Assoedilizia: mutui a tasso zero per il Piano Casa


In occasione dell'inaugurazione, sabato scorso, del cantiere dell'autostrada Pedemontana, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha sollecitato i sindaci lombardi a favorire l'attuazione del Piano Casa, fermo in Lombardia come in altre regioni.

“Bisogna far ripartire il piano casa secondo la legge approvata dal governo”, ha detto Berlusconi rivolgendosi al presidente della Regione Lombardia. “A Formigoni dico di far ripartire il piano casa, insisto perché i proprietari di case siano messi in grado dai Comuni di dare il via ai lavori per togliere i soldi dormienti dai conti bancari e immetterli nell'economia”.

Famiglie prudenti

Secondo quanto dichiarato dall'assessore all'urbanistica della regione Toscana, Riccardo Conti, a margine della presentazione del rapporto (ottobre 2009) sul basso numero di permessi di costruire richiesti nel primo semestre di attuazione del Piano casa in Toscana, "è necessario inquadrare l’attuazione della legge in una congiuntura economica, in cui sono numerosi i permessi di costruire che non vengono ritirati presso i comuni toscani perché il richiedente non versa gli oneri di urbanizzazione. La crisi, infatti, sta consumando i risparmi delle famiglie depositati in banca che non possono adesso investire nel mattone, mentre le grandi imprese aumentano i loro capitali”.
Sul tema è intervenuta anche Assoedilizia: “le famiglie, in questo momento di crisi economica, sono molto prudenti nel fare nuove spese e mostrano di essere restie ad impegnare, nei lavori edilizi in attuazione del piano casa, i risparmi tenuti in banca. E d'altronde lo stesso termine di scadenza, previsto dalle leggi regionali, per le agevolazioni e per le deroghe agli strumenti di pianificazione territoriale (18 mesi dalle delibere comunali attuative), permette agli eventuali interessati di ‘stare alla finestra’, cioè di vedere come si mettono le cose prima di decidere, fino ai primi mesi del 2011”.

La proposta di Assoedilizia

Per attivare subito il Piano Casa, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici avanza una proposta. “Istituire, come incentivo, i mutui a tasso zero (attraverso il meccanismo del credito di imposta-detrazione fiscale del costo degli interessi del mutuo; analogamente a quanto avviene per il 36 % del costo degli interventi manutentivi o il 55% per gli interventi energetici) per tutti gli interventi di ampliamento e di recupero di unità abitative degradate, promossi dalle famiglie in forza delle norme del piano stesso, a condizione che si inizino i relativi lavori entro 6 mesi dalla data della nuova misura di incentivazione.”

Fonte:casaeclima.com
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Interreg: nuovo bando per l'innovazione


Interreg IV C, nuovo bando Ue per il sostegno all'innovazione e alle Pmi. Il programma per la cooperazione territoriale lancia il terzo invito a presentare proposte riservato a progetti di capitalizzazione, inclusi progetti fast track. Il programma è diviso in due priorità tematiche collegate alla Strategia di Lisbona e a quella di Goteborg : la prima è dedicata ad innovazione ed economia della conoscenza, con particolare riferimento al sostegno all'imprenditorialità e alle Pmi, alla società dell'informazione e ai trasporti sostenibili mentre la seconda riguarda l'ambiente, la protezione dei rischi e la gestione dei rifiuti e delle acque reflue.
Soltanto per la prima delle due priorità sono stati già presentati progetti di capitalizzazione.
Possono partecipare al bando solo autorità o società pubbliche, finanziate per la maggior parte da Stato o governi regionali e locali.
Il coinvolgimento delle autorità responsabili dei Programmi operativi regionali o delle Autorità di gestione in ognuna delle regioni partecipantirappresenta un pre-requisito per la presentazione di proposte in questo ambito. Nel caso in cui tali autorità non vzngano coinvolte come partner, bisognerà specificare al meglio il loro ruolo nel progetto.
Il partenariato dovrà comprendere da un minmo di sei ad un massimo di dieci paesi rappresentati, di cui almeno due provenienti dai nuovi paesi membri dell'Ue.
Ammonta a quindici milioni di euro lo stanziamento complessivo del programma mentre ogni progetto proposto potrà avvalersi di un finanziamento compreso fra uno e due milioni di euro. A seconda della categoria in cui è inserito lo Stato di riferimento, ogni progetto sarà cofinanziato tra il 75% e l'85%.
Le proposte devono essere inviate al segretariato di Lille entro il 5 marzo e tramite posta elettronica all'indirizzo application@interreg4c.eu

Fonte:denaro.it
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Cud 2010: come compilare i modelli. Guida ad agevolazioni previste


Scade il primo marzo la compilazione del Cud 2010, la cui la compilazione, ad eccezione dell'Aquila e di tutti i familiari per i quali sono applicate le detrazioni, è già partita. I datori di lavoro, infatti, entro fine febbraio dovranno procedere alla certificazione dei redditi corrisposti ai lavoratori e ai soggetti fiscalmente equiparati durante il periodo di imposta 2009, consegnando il modello Cud 2010 in doppia copia.

Il modello da compilare è pubblicato sul sito www.agenziaentrate.it con relative istruzioni da seguire. Qualora il datore di lavoro decida di procedere alla consegna in forma telematica, dovrà accertarsi che i lavoratori siano dotati degli strumenti per ricevere e stampare la certificazione, mentre i datori di lavoro che avessero consegnato ai lavoratori, il cui rapporto di lavoro sia già cessato, la certificazione utilizzando il modello dell'anno scorso, dovranno integrare i dati richiesti nel Cud 2010.

La novità principale presente nel modello 2010 è rappresentata dall'obbligo di indicare tutti i dati dei familiari per i quali il lavoratore ha goduto durante il periodo di imposta delle detrazioni fiscali. L'indicazione dovrà essere effettuata analiticamente nelle annotazioni utilizzando il codice BO. L’altra novità riguarda l'obbligo dell'indicazione in via autonoma per l'eventuale ‘Credito per famiglie numerose recuperato’ e ‘Credito per canoni di locazioni recuperato’.

Prevista, inoltre, la riduzione dell'acconto Irpef in misura pari al 20% (dal 99% è stato ridotto al 79%): i datori di lavoro hanno dovuto procedere al ricalcolo degli acconti da trattenere ai lavoratori e nel caso in cui la trattenuta fosse stata effettuata in misura maggiore, avrebbero dovuto procedere alla restituzione della differenza ai lavoratori con la busta paga di dicembre.

L'esposizione dovrà avvenire nel seguente modo: nei campi 21 e 22 dovranno essere indicati gli importi effettivamente trattenuti e bisognerà poi procedere all'indicazione dei dati nelle annotazioni al modello col codice BQ. Altra novità sarà l'esposizione dei dati relativi al trattamento di fine rapporto: in questo caso l'indicazione dovrà essere effettuata in forma analitica indicando ai campi 132 e 133 l'importo del Tfr rimasto in azienda rispettivamente fino al 31-12-2000 e dal 2001 al 31- 12-2009.

Gli importi confluiti alla previdenza complementare dovranno essere riportati ai righi 134, 135 e 136. Spicca, inoltre, l’inserimento nel modello del campo ‘Data prima occupazione’, che permette ai datori di lavoro di conoscere facilmente la posizione del contribuente nel caso in cui questo abbia svolto diverse attività, e di calcolare i maggiori contributi previdenziali che e’ possibile attribuire ai lavoratori al primo impiego per la partecipazione a forme di previdenza complementare. Nella parte relativa ai dati fiscali, trova spazio anche la detrazione attribuita al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Internet. Safer Day, ricerca Microsoft: 63% dei giovani contattati da sconosciuti, 73% in Italia


Troppe informazioni personali in rete da parte dei giovani, poca attenzione dai genitori, ed entrambi convinti di padroneggiare la Rete trascurando le possibili insidie del web. Tanto che due terzi dei teenager europei, il 63%, sono stati contattati online da sconosciuti, e la percentuale sale al 73% in Italia, la più alta fra i paesi europei analizzati. Non solo: più del 46% dei ragazzi spesso risponde a persone non fidate. È il quadro che emerge da una ricerca condotta da Microsoft in 11 paesi europei (UK, Benelux, Danimarca, Finlandia, Grecia, Italia, Olanda, Portogallo, Svezia, Spagna e Irlanda) su 14 mila utenti, sia minori sia genitori, realizzata in occasione del Safer Internet Day 2010, la giornata europea per la sicurezza in Rete in programma domani e organizzata da InSafe, la rete europea di cooperazione per la promozione dell'uso sicuro di Internet costituita e cofinanziata dalla Commissione europea.

Secondo quanto rileva l'indagine, il 79% dei teenager europei oggi ha almeno una propria pagina su un social network e il 43% ritiene sia pienamente sicuro postare e condividere informazioni personali attraverso i social media. Al punto da inserire online anche dati e riferimenti particolarmente sensibili: in Italia, ad esempio, il 26% dei ragazzi condivide il proprio indirizzo di casa, il 56% indica il nome della propria scuola, il 76% si scambia foto e video anche di amici e il 59% l'indirizzo di posta elettronica o di instant messaging. Ma nonostante i rischi di essere contattati da sconosciuti proprio attraverso la condivisione senza attenzione di informazioni personali, il 59% dei genitori si dichiara sereno sulla navigazione in rete dei propri ragazzi, convinto che sappiano proteggere e condividere responsabilmente le informazioni online. Tanto che il 40% dei genitori italiani non ne controlla i movimenti online o i post pubblicati. Per i giovani, si tratta di una percentuale ancora maggiore: per il 66% dei teenager europei, infatti, i propri genitori non fanno nulla per limitare o controllare il loro utilizzo di Internet. Solo 1 su 10 ha un sistema di parental control installato sul proprio computer (12%) o utilizza Internet in soggiorno anziché nella propria camera da letto (15%).

Il Safer Internet Day (slogan: Posta con la Testa) ha il patrocinio del Ministero della Gioventù. Commenta il Ministro Giorgia Meloni: "Il futuro dei nostri giovani, le loro opportunità di crescita sia personali sia professionali sono e saranno sempre più nella Rete. Da una parte dobbiamo quindi garantire a tutti i ragazzi l'accesso alla nuova società digitale, dall'altra rendere quest'ultima un luogo sicuro e senza rischi in particolare per le nuove generazioni. I nostri giovani, come ci ricorda lo slogan di questa giornata, devono poter "postare con la testa", devono avere tutte le competenze e la sensibilità per gestire correttamente le proprie informazioni personali e i propri comportamenti online. Per questo vogliamo dare il nostro supporto a tutte le iniziative che aiutino la società civile anche in Italia ad alzare il livello d'attenzione sul tema fondamentale della navigazione sicura online".

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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730 2010: date di scadenza per la presentazione


Tutti pronti alla dichiarazione redditi: entro il primo marzo i datori di lavoro dovranno consegnare il Cud e quindi c’è tempo per l’appuntamento con il 730. Due le date previste per la presentazione del 730: il 30 aprile per chi si rivolge al proprio sostituto d'imposta e il 31 maggio per chi si affida a un Caf o a un professionista abilitato.

Chi sceglie il Caf dovrà presentare tutta la documentazione necessaria per ottenere le detrazioni, ma potrà compilare da sè il modello. Chi presenta il 730 precompilato, non deve pagare nulla al Caf, che sarà tuttavia obbligato a controllare la documentazione, ai fini dell' apposizione del visto di conformità e successivamente a inviare la dichiarazione per via telematica. Esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi saranno i lavoratori dipendenti che hanno solo i redditi attestati nel Cud.

Stesso discorso per i pensionati, anche se titolari di più trattamenti pensionistici per le quali, però, è stato effettuato il conguaglio ai fini fiscali di tutte le somme ricevute. Per chi compila il 730 novità che riguardano le semplificazioni: la più importante è la scomparsa dell'obbligo di conservare la fotocopia della ricetta per ottenere la detrazione del ticket sui farmaci. Infatti, come specificato, per le spese sanitarie di acquisto medicinali, la detrazione spetta se la spesa è certificata da fattura o da scontrino fiscale in cui devono essere specificati qualità e quantità dei prodotti acquistati insieme al codice fiscale del destinatario.

Eliminato, inoltre, l'obbligo di allegare la ricetta medica, per cui non si dovrà più indicare in modo specifico la denominazione commerciale dei medicinali acquistati (nome dei farmaci) ma il numero di autorizzazione all’immissione in commercio. Novità anche per quanto riguarda la detrazione per l'acquisto dei mobili, che sarà prevista per chi ha ristrutturazioni in corso. Lo sconto d'imposta è pari a 20% della spesa fino ad un massimo di acquisti per 10.000 euro, da dividere in cinque rate di pari importo.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Carte di Credito? Giovani esclusi


L’annuncio fatto dal Governo, per bocca del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, a inizio anno è stato molto chiaro:

I conti non sono eccezionali, faremo deficit extra solo per eventuale cassa-integrazione.

Morale: chi ha il lavoro cerca di tenerselo stretto, ma vanta comunque un’opzione nel caso in cui dovesse perderlo. Chi non ce l’ha, ahilui, può continuare a cercare sperando in un’occasione buona che però non arriva mai, o comunque stenta. C’è infine anche un’ultima categoria che il lavro ce l’ha a rischio, per così dire, per contratto, perciò oggi soffre ancora di più: flessibili, autonomi, collaboratori e Partite Iva. Atipici, insomma; precari. Tutti senza tutele. Nella stragrande maggioranza giovani.

Sono il futuro del Paese, ma di loro chi si prende cura? Eppure parliamo di percentuali significative: uno studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia li calcola in un 8%, che già sarebbe una bella percentuale, ma Bankitalia per bocca di Mario Draghi (il presidente) ha tirato fuori i numeri, tutt’altro che lusinghieri: “Un milione e 650mila lavoratori sono senza tutele”. Un numero che è la somma di 1,2 milioni di dipendenti che non avrebbero copertura in caso di interruzione del rapporto di lavoro e 450mila parasubordinati. Insomma, bisogna rivedere il sistema degli ammortizzatori sociali prestando un occhio di riguardo alla situazione dei giovani.

Intanto i suddetti giovani continuano a prendersi le loro belle porte in faccia, e non si sa bene fino a che punto questo possa rafforzare la loro autostima: chiedere un mutuo con un contratto di lavoro precario (per giunta spesso a cifre da fame) e pensare di potersene accollare poi le rate è pura utopia; nemmeno un prestito personale sembra una soluzione migliore, perché il rischio insolvenza resta comunque molto alto dato che il cordone ombelicale del datore di lavoro potrebbe essere reciso in qualunque momento senza preavviso. Addirittura da qualche tempo le banche hanno smesso di erogare carte di credito a questo esercito numeroso e forse troppo silenzioso. Del resto, un precario non può garantire di pagare gli interessi…

Fonte:bassitassi.com (Moreno)
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Lavoro al videoterminale: cosa prescrive la legge?


La diffusione dei PC quali strumenti di lavoro rende attuale la necessità di garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che utilizzano videoterminali.

Vale la pena ricordare i principali disturbi che possono insorgere a seguito di un uso intensivo di videoterminali: l’astenopia occupazionale, dovuta all’impegno visivo richiesto per lo svolgimento dei compiti, alle caratteristiche dello schermo, all’illuminazione e al microclima del luogo di lavoro; i disturbi muscolo-scheletrici, derivanti da posture, arredi e tempi di lavoro non corretti; lo stress psicofisico, influenzato dai contenuti della mansione, dal software e dal rumore.

Il d. lgs. n. 81 del 2008 prevede che i lavoratori utilizzatori di una attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, devono godere di una pausa di 15 minuti ogni due ore di attività continuativa.

Il superamento di tale soglia impone l’onere di adempiere a tutti gli obblighi che la normativa prevede all’art. 174.

Gli altri obblighi previsti dal Titolo VII del d. lgs. in parola sono: dovere di formazione e informazione, dovere alla sorveglianza sanitaria, obbligo di fornire arredi e attrezzature a norma.

La normativa esistente, però, risulterà insufficiente se non si avrà la collaborazione del dipendente.

L’esempio classico è costituito dal disporre il monitor lateralmente.
Una simile disposizione impone al lavoratore la necessità di mantenere la testa ruotata, ovvero in posizione innaturale, con conseguenti dolori al collo ed alle spalle.

La sedia deve essere dotata dei requisiti previsti dall’allegato XXXIV del d.lgs. in parola, ma ciò non sarà sufficiente se non sarà correttamente regolata.
In tal senso il lavoratore dovrà preliminarmente sedersi correttamente, con la schiena ben appoggiata allo schienale e successivamente, tenendo i piedi per terra, dovrà regolarne l’altezza di modo che la coscia e la gamba formino un angolo di 90°.

È bene precisare che i braccioli non sono strettamente necessari, in quanto potrebbero costituire un elemento di disturbo qualora impedissero al lavoratore di avvicinarsi alla scrivania quanto è necessario.

Il lavoratore, una volta pervenuto alla corretta regolazione della sedia, dovrà avvicinarsi alla scrivania correttamente, dovrà poggiare gli avambracci sul piano di lavoro su cui è posizionata la tastiera, avendo cura di verificare che tra avambracci e braccio si formi un angolo di circa 90°.

Rimane ancora la necessità di posizionare adeguatamente gli elementi di un videoterminale: monitor, mouse e tastiera.
Quest’ultima dovrà essere posizionata di fronte all’operatore a circa 15-20 cm dal bordo della scrivania di modo che il lavoratore possa digitarvi mantenendo poggiati gli avambracci sul piano di lavoro.
Il mouse dovrà essere posizionato accanto alla tastiera sul medesimo piano.
La regolazione dell’altezza e della distanza del monitor costituiscono elementi importanti: è bene che il monitor sia ubicato ad una distanza minima di 50 cm. La sua altezza dovrà essere regolata in modo che il bordo superiore dello schermo sia posizionato esattamente all’altezza dello sguardo del lavoratore.

Nel caso di computer portatili è assolutamente necessaria la consegna e l’utilizzo di tastiera e mouse separati, mentre al fine di garantire una corretta altezza del monitor, si potrà procedere in alternativa alla messa a disposizione di un monitor separato o di un supporto per il portatile che consenta di raggiungere la regolazione desiderata.

Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Aspiranti imprenditori: Italia fanalino di coda, Ecco il concorso


Nel nostro Paese il tasso di nascita di start up industriali si attesta intorno al 5,75%, uno dei più bassi d’Europa. Confindustria Belluno Dolomiti: “Lo spirito imprenditoriale va coltivato”

In Italia sono poche le opportunità di business che vedono la luce perché l’aspirante imprenditore non riesce a reperire sul mercato le risorse necessarie per mettere in pratica la propria intuizione o invenzione. Emerge pertanto, per il nostro Paese e per Belluno in modo particolare dove sono sempre meno le nuove attività e sempre più quelle che chiudono i battenti, l’esigenza di stimolare e sostenere i giovani imprenditori che cercano di portare avanti idee innovative e dinamiche.

Per questo il Gruppo UniCredit, i Comitati Territoriali e i Giovani Imprenditori di Confindustria hanno dato vita a Il Talento delle Idee, un concorso nazionale avviato nei giorni scorsi e oggi aperto anche per la provincia di Belluno.

L’iniziativa – Il cui regolamento può essere consultato sui siti internet del Gruppo UniCredit e dei Giovani Imprenditori di Confindustria (per Belluno il regolamento è presente nel sito www.assind.bl.it) – punta a individuare e premiare sul territorio italiano proposte innovative, originali e generatrici di valore per l’economia del territorio. I giovani imprenditori (di età compresa tra 18 e 40 anni), idonei a partecipare al concorso dovranno far pervenire le loro proposte imprenditoriali innovative entro il 20 febbraio 2010, in formato elettronico, alla casella postale: talentodelleidee@unicreditgroup.eu; il Gruppo Giovani di Belluno è a disposizione per ogni informazione contattando il numero 0437/951239 o inviando una mail a gbertelle@assind.bl.it.

Verranno scelte e premiate le migliori tre proposte imprenditoriali per ognuna delle 6 diverse aree territoriali individuate a livello nazionale (Trentino Alto Adige-Friuli Venezia Giulia-Veneto, Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta-Lombardia, Emilia Romagna-Toscana, Umbria-Marche-Lazio, Abruzzo-Molise-Basilicata-Puglia-Campania-Calabria, Sardegna-Sicilia). Per i primi tre classificati di ogni area sono previsti finanziamenti personalizzati e un programma di Master/Training, altamente qualificato. I 18 vincitori a livello locale concorreranno poi per l’assegnazione di tre premi in denaro a livello nazionale e le loro proposte saranno sottoposte alla valutazione di potenziali investitori selezionati. La premiazione delle tre migliori proposte imprenditoriali a livello nazionale avverrà in occasione di uno dei Convegni annuali dei Giovani Imprenditori di Confindustria previsti per il 2010.

“Siamo orgogliosi di aver contribuito ad attivare questo concorso” – commenta Marco Bortoluzzi Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti – “ci sono tanti giovani capaci e con idee innovative che, grazie al Talento delle Idee, possono ricevere un valido sostegno e pensare davvero di attivare una nuova impresa. Lo spirito imprenditoriale va coltivato proprio come un talento, anche in provincia di Belluno, una delle 15 più industrializzate d’Italia e quindi una di quelle che maggiormente necessita di innovazioni e nuovi servizi.”

Chi può partecipare - Sono ammessi a partecipare gli imprenditori che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 40 anni, che detengano, da soli o con altre persone, almeno il 51% del capitale di una società o che intendano avviare una nuova impresa entro i confini dell’Italia. Per le start up, l’età aziendale massima è di 18 mesi. Sono ammesse a partecipare tutte le forme giuridiche aziendali tranne le SpA.

Le start up o le proposte imprenditoriali saranno scelte in base ai seguenti criteri: Originalità dell’idea imprenditoriale – Realizzabilità tecnica - Interesse del progetto per gli investitori e potenzialità di sviluppo - Adeguatezza delle competenze del management team - Attrattività del mercato di riferimento - Qualità e completezza dell’esposizione delle informazioni.

La Fondazione FinacIdea, facente capo all’Università Bocconi, metterà a disposizione un modello di rating unico per ogni area territoriale per la valutazione dei progetti. Contestualmente alla diffusione del Bando di Concorso, sui siti di UniCredit e Giovani Imprenditori Confindustria sarà possibile scaricare una demo per supportare i partecipanti nella redazione dei business plan/proposte imprenditoriali.

La commissione che selezionerà i vincitori finali attraverso un processo di due diligence, sarà formata da esponenti dei Comitati Territoriali di UniCredit, dai Giovani Imprenditori di Confindustria, oltre che da esperti di valutazione di progetti di start up innovativi.

Fonte:lavocedelnordest.it
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In arrivo i «conti correnti» presso supermercati e benzinai


Non sono dei conti correnti classici perché non daranno interessi sul denaro depositato. Sono "conti di pagamento" utili per rendere più fluidi gli esborsi ricorrenti o legati a consumi. Dall'altra parte non ci sarà una banca ma degli "istituti di pagamento" che potranno fare anche del credito, ma entro limiti fissati da Bankitalia e per operazioni finalizzate agli acquisti. Il prestito dovrebbe essere contenuto nei 12 mesi con la possibilità di andare oltre, se collegato a pagamenti con carte di credito. Le "quasi banche" dovranno essere iscritte a un apposito albo, dovranno separare tali attività dal proprio business caratteristico, avranno una separazione amministrativo- contabile rispetto a tutto il resto. Si sottoporranno alla Vigilanza di Bankitalia che potrà effettuare controlli, esaminare reclami e distribuire sanzioni.
Proprio l'istituto di via Nazionale, entro breve, dovrà rendere note le istruzioni operative. A quel punto, catene di supermercati o grandi utilities, operatori telefonici o società di trasporti o di distribuzione del carburante potranno studiare offerte ai propri clienti abbinate a un conto di pagamento. Che ha potenzialità ben maggiori delle fidelity card e non richiede la sponda esterna di una banca con relativi costi.
Saranno gli stessi soggetti commerciali a gestire le movimentazione in entrata e in uscita, creando concorrenza alle banche e fra loro. Così come vuole la direttiva Ue approvata nel novembre del 2007. Per l'Italia, che ha ancora il 90% delle transazioni in contanti, può essere l'occasione di una svolta. Un passaggio della "guerra al contante" che è sostenuta dalle banche e che ha numerosi vantaggi anche per la collettività (per esempio nel contrasto al riciclaggio di denaro).
Ma come funzionerà un conto di pagamento? In fase iniziale è un conto "prepagato" che potrà essere alimentato da denaro contante, accredito di stipendi, rimesse di denaro da altri paesi o da spostamento di fondi da altri conti correnti o carte. A quel punto il conto potrà essere utilizzato per pagare la spesa, utenze, sanzioni o abbonamenti. Potranno essere effettuati bonifici e quasi tutte le forme di pagamento.
Con quel conto di riferimento potranno essere attivati pagamenti contactless (senza inserimento della carta o digitazione del Pin) o con cellulare, oppure online e in tutte le forme che le tecnologie della finanza potranno offrire. Già ora con la possibilità di pagare bollette o sanzioni dal tabaccaio il cliente può disporre di interlocutori diversi da banche e uffici postali.
Per il consumatore il vantaggio dovrebbe essere un mix di costi minori e maggiore rapidità. Con una rendicontazione delle spese effettuate più facile, meglio raggruppabile o recuperabile in caso di contestazioni.
Soprattutto con una carta o un cellulare sarà possibile effettuare pagamenti di piccola entità, senza estrarre il portafogli o le monetine. Certo, quando partirà, il pressing sarà forte. Dal supermercato di fiducia o dalle Ferrovie dello Stato, o dalla tv digitale, potrà arrivare l'offerta di aprire un conto di pagamento per agevolare lo spostamento di flussi di denaro. C'è addirittura il rischio, se le aziende a contatto con il grande pubblico entreranno nelle attività di pagamento, che il cliente accetti di avviare più conti di pagamento. Con più documenti da tenere e con fin troppi numeri da memorizzare. Anche se con spese bassissime.
Per le aziende l'offerta di servizio di pagamento è un business complementare: serve per automatizzare la gestione dei pagamenti e degli incassi, riducendo la carta in circolazione e utilizzando molto più di prima il canale online. Dovrebbe favorire una crescita dei volumi attraverso i finanziamenti di breve termine e tutte le politiche di fidelizzazione che potranno transitare proprio sul conto. Il nuovo strumento sembra facilitare il contatto con una clientela giovane e non bancarizzata cui offrire uno strumento di base molto semplice. Infine l'introduzione di nuovi mezzi di pagamento può aprire l'azienda a nuovi mercati e nuovi prodotti.
Il via alla nuova fase delle quasi banche porta con sè anche una razionalizzazione di funzioni di intermediari già esistenti. Alcune società finanziarie ex articolo 106 e 107 del Testo unico bancario (cioè che svolgono attività di finanziamento, intermediazione o cambi) dovranno ridefinire la loro posizione e, con scadenze diverse entro il 31 gennaio 2011, dovranno precisare la volontà di iscrizione al nuovo albo delle istituzioni di pagamento. Entrando in un'area di operatività meglio regolamentata e più vigilata.

Fonte:ilsole24ore.com (Paolo Zucca)
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