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News e Fax > Febbraio 2012
Elenco news :
UNICO 2012: le perdite riducono l’ACE
E-Commerce; In arrivo sgravi fiscali
Conti deposito 2012 migliori di Bot e Btp dopo calo spread
Antiriciclaggio: limite 1000 euro anche per le vincite
Tfr, saldo ormai dietro l'angolo.Il versamento entro il 16 febbraio
iPad 3 data uscita a marzo ufficiale o quasi
Sovraindebitamento degli imprenditori, le nuove regole per il concordato
Mercato immobiliare, gli italiani perdono potere d'acquisto
Evasione fiscale: controlli in dichiarazione dei redditi
Cambio lira/euro, Consumatori chiedono moratoria
Cassazione: infortunio sul lavoro, danno morale anche come lesione della dignità personale
Attività emerse, ecco i codici per bollo e imposta straordinaria
Scritture elementari, contabilità generale e analitica delle imprese
Emergenza neve e adempimenti.Le indicazioni dell'Agenzia
INPS, importi massimi per i trattamenti di integrazione salariale, mobilità e disoccupazione
Bankitalia: rallentano i prestiti alle famiglie ma crescono i tassi
Pensioni, rivalutazioni per l’anno 2012
Nuovi minimi, regime più conveniente ma per pochi
L'avviso di accertamento notificato prima dei 60 giorni rispetto alla consegna del processo verbale
Pozzo dei documenti: svolta burocratica per le Pmi?
Cassazione: assegno divorzile non aumenta se è aumentato il canone di locazione della casa familiare
Come richiedere i benefici della L.104/92 per lavoratori dipendenti
Siti di incontri “ingannevoli”, Antitrust multa Onemeet
Incentivi; Tempi stretti per gli aiuti alle Pmi
Gestione separata, aumenta l'aliquota contributiva
Energia, Consumatori contro contratti truffa
Unioncamere; Registro delle imprese storiche
Dichiarazione dei redditi: tagli alle detrazioni?
Danni da neve? UNC: chiedere risarcimento al Comune
Volunia, dall'Italia la sfida a Google
UNICO 2012: le perdite riducono l’ACE
In base alle istruzioni di UNICO 2012, sono esclusi dall’ACE i versamenti dei soci a copertura di perdite eccedenti il capitale
Le istruzioni definitive di UNICO 2012 ridefiniscono il quadro dell’Ace rispetto a quello contenuto nelle bozze di gennaio. Sono richiesti maggiori dati per calcolare l’agevolazione e in più compare un campo dove indicare il valore del patrimonio esistente al termine dell’esercizio in quanto, come spiegato dalle istruzioni al campo RS, “in ciascun esercizio la variazione in aumento non può comunque eccedere il patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, escluso l’utile del medesimo periodo”. E’ introdotto, quindi, un limite pari al patrimonio netto dell’esercizio, che finisce per escludere dall’agevolazione i versamenti dei soci effettuati a copertura di perdite eccedenti il capitale.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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E-Commerce; In arrivo sgravi fiscali
Tre settimane per definire l'Agenda digitale italiana. È l'obiettivo emerso ieri dal primo incontro della cabina di regia che si è svolto nella sede del ministero dell'Istruzione, università e ricerca tra i ministri Francesco Profumo, Corrado Passera (Sviluppo economico), Filippo Patroni Griffi (Funzione pubblica), il sottosegretario all'Editoria Paolo Peluffo e i rappresentanti del ministero dell'Economia e della Coesione territoriale. I sei gruppi di lavoro si concentreranno su e-government e open data, e-commerce, smart communities, alfabetizzazione informatica, ricerca e investimenti, infrastrutture e sicurezza. Gli interventi normativi – preannunciano i ministri – arriveranno tra marzo e giugno. Ma nell'arco di una ventina di giorni dovrebbe venir fuori un documento più organico. Tra gli obiettivi prioritari lo sviluppo delle smart communities, ma anche semplificazioni per la realizzazione di infrastrutture a banda larga e, coperture permettendo, sgravi fiscali per le imprese che sviluppano il business attraverso il commercio elettronico.
Ogni gruppo di lavoro – spiega un comunicato del Miur – «sarà coordinato dai referenti del ministero che sarà maggiormente coinvolto, per quel determinato tema, ma vedrà la collaborazione di tutti gli altri dicasteri che partecipano alla cabina di regia». Ma non basta. Perché saranno «organizzati gruppi di lavoro tematici che coinvolgeranno, di volta in volta, i principali attori del settore sia pubblici che privati». Da questa formula piramidale, che in un certo senso ricorda i tavoli e le sessioni di lavoro che nei precedenti governi non hanno prodotto risultati sullo sviluppo della banda larga, dovrà emergere la strategia italiana per allinearsi agli obiettivi dell'Agenda digitale europea. Il tavolo infrastrutture e sicurezza, coordinato dal ministero dello Sviluppo economico, dovrà dosare il giusto mix di tecnologia fissa e mobile per chiudere il divario digitale italiano, che riguarda il 5,6% della popolazione, e mettere le basi dello sviluppo della banda ultralarga.
Sarà rafforzato il coordinamento con Regioni ed enti locali. Lo Sviluppo economico, insieme al Miur, guiderà anche il gruppo di lavoro su ricerca e investimenti con possibili interventi finalizzati a sostenere il venture capital che investe in start up innovative. Il Miur sarà invece affiancato dal ministero della Politica di coesione nel lavoro sulle smart communities. E non è un caso, perché saranno proprio le risorse comunitarie gestite dal ministro Fabrizio Barca a finanziare il bando da 200 milioni per lo sviluppo di comunità a innovazione "ecocompatibile". Ad attendere con ansia i primi risultati della cabina di regia sono soprattutto le imprese di telecomunicazione e informatica, a partire da quelle rappresentate da Confindustria digitale e da Assinform, che aspettano da anni una vera strategia per l'innovazione digitale.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Economia e imprese
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Conti deposito 2012 migliori di Bot e Btp dopo calo spread
I conti deposito rappresentano il sistema migliore per chi desidera investire e mettere al riparo la propria liquidità, perché offrono buoni rendimenti, senza rischi e senza vincolare il proprio denaro per troppo tempo.
Sono stati strumenti privilegiati nel 2011 e nel 2012, come’era stato già annunciato, andranno ancora meglio, grazie anche alle novità disposte dalla Manovra Monti, per cui è previsto un taglio della ritenuta fiscale sugli interessi maturati e la tassazione sui rendimenti è scesa a partire da gennaio 2012 dal 27 al 20%, a fronte del 12,5% applicato sui titoli di Stato.
Negli ultimi mesi del 2011 i rendimenti dei conti deposito sono stati molto convenienti e sono diverse le banche italiane che cercano di attirare nuovi clienti proponendo conti deposito con rendimenti oltre il 4% di interesse all’anno, a seconda delle scadenze, definendo i conti deposito come i migliori strumenti di risparmio e investimento di questo periodo.
Per ottenere dei rendimenti così generosi i risparmiatori devono però accettare di vincolare le proprie somme di denaro in giacenza per un periodo di tempo di almeno 12 o 24 mesi. Conti deposito dunque competitivi e convenienti, soprattutto se consideriamo che da novembre i rendimenti semestrali dei BoT sono drasticamente calati e dal 6% sono scesi sotto il 2%, toccando i minimi da maggio 2011.
Il consiglio per chi fosse interessato ad investire in conti deposito è quello di approfittarne a sottoscriverli adesso perché nei prossimo mesi se lo spread cala ancora, le remunerazioni dei conti depositi potrebbero tornare ad un 3% lordo e anche più basso.
Fonte:businessonline.it (Marcello Tansini)
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Antiriciclaggio: limite 1000 euro anche per le vincite
La normativa sull’antiriciclaggio, che vieta il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito o bancari al portatore, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore del trasferimento è pari o superiore a 1.000 euro, interesserà anche il settore giochi.
Il pagamento delle vincite al di sopra di tale sonna deve essere effettuato utilizzando strumenti di pagamento tracciabili, per il tramite di istituti bancari e di moneta elettronica, nonché tramite le Poste Italiane Spa.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha invitato i concessionari ad avvisare i propri clienti circa le novità normative, specificando preventivamente anche quali forme di pagamento delle vincite verranno utilizzate al di sopra dei mille euro.
E’ assolutamente vietato effettuare il pagamento delle vincite in contanti in più tranche quando essi sono riferibili alla stessa operazione.
Le sanzioni in caso di violazione della norma, sono entrate in vigore già dal 1° febbraio.
Un limite questo già vigente nel decreto legislativo n. 231 del 2007, all’articolo 49 dove la soglia limite per il trasferimento di denaro era fissata in euro 2500, fino ad arrivare al recente articolo 12 del dl 201/11 convertito in legge n. 214 del 2011, la manovra salva Italia, intitolato non a caso “Riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all’uso del contante” , che prevede come nuovo limite, quello di 1000 euro.
Fonte:i-dome.com
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Tfr, saldo ormai dietro l'angolo.Il versamento entro il 16 febbraio
È l'appuntamento di chiusura con l'imposta sostitutiva dell'Irpef dovuta sull'incremento annuale del capitale accantonato per il trattamento di fine rapporto di lavoro
Sostituti d'imposta in cassa entro giovedì 16 febbraio per rispettare, senza sanzioni, l'appuntamento con il saldo dell'imposta sostitutiva dell'Irpef sulle rivalutazioni del trattamento di fine rapporto dei dipendenti, che si sono determinate nel 2011. L'importo da pagare è ciò che rimane scalando dall'importo complessivo l'acconto corrisposto a dicembre.
Rivalutazione Tfr e imposta sostitutiva
Innanzitutto è bene chiarire che la scadenza del 16 febbraio non riguarda la liquidazione "finale" del Tfr, che segue le regole ordinarie, ma la sua rivalutazione annuale, prevista dall'articolo 2120 del codice civile che disciplina la materia. Esclusi dal tributo, inoltre, i fondi pensionistici complementari.
Le quote di trattamento di fine rapporto accantonate al 31 dicembre di ogni anno (escluse quelle maturate nell'anno stesso) dai sostituti d'imposta per i loro assistiti vengono, dunque, "maggiorate" applicando un coefficiente costituito da un tasso fisso dell'1,5%, più uno variabile, pari al 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, accertato dall'Istat, rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente.
L'11% per cento di questo aumento di capitale costituisce l'imposta sostitutiva dell'Irpef da versare al Fisco.
Pagamento in due tempi
Doppia scadenza per "onorare" il tributo: il 16 dicembre dell'anno di competenza in cassa per l'acconto (nella misura del 90%), calcolato con il metodo storico o previsionale, e il successivo 16 febbraio per il versamento del saldo. In cassa, il 16 febbraio, anche i datori di lavoro che hanno saltato l'acconto di dicembre perché sostituti d'imposta soltanto dall'anno precedente a quello per il quale era dovuto l'anticipo, ossia, nel nostro caso, dal 2010. Non scontano l'imposta, invece, per mancanza di rivalutazioni, i sostituti "nati" nel 2011.
Con il modello F24, via libera alle compensazioni
I titolari di partita Iva possono utilizzare, per il pagamento, soltanto il canale telematico, attraverso il modello F24, che consente di compensare eventuali altri crediti tributari e contributivi: il codice da indicare nella "Sezione Erario" è il 1713.
Gli altri contribuenti possono invece effettuare il versamento anche alle poste, in banca o presso gli agenti della riscossione, presentando il modello F24 in formato cartaceo.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Anna Maria Badiali)
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iPad 3 data uscita a marzo ufficiale o quasi
Dopo il travolgente successo riscosso dal primo esemplare di ‘tavoletta magica e rivoluzionaria’, all’epoca lanciata dall’ormai scomparso Steve Jobs, e dopo la seconda generazione, che sulla stessa scia della prima, non ha frenato l’entusiasmo per i nuovi tablet firmati Apple, stiamo per assistere al debutto del nuovissimo iPad 3, che dovrebbe fare la sua comparsa entro il prossimo mese di marzo.
Per lo meno questa la notizia che circola e che sembra essere ormai ufficiale. Più precisamente la sua presentazione dovrebbe avvenire il prossimo martedì 6 marzo, presso lo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco, California, mentre la data di uscita sul mercato dovrebbe essere quella di venerdì 16 marzo 2012, secondo All Things Digital.
Tante le sorprese che la casa della Mela ci riserverà con la nuova tavoletta. Tante sono le indiscrezioni che si susseguono in merito al design e alle caratteristiche tecniche che il nuovo iPad dovrebbe presentare. Di certo si sa che il nuovo gioiellino della casa della Mela dovrebbe integrare un Retina Display da 2048 x 1536 pixel e l’azienda produttrice dello schermo, da 9,7 pollici, dovrebbero essere Sharp.
Il display dell’iPad 3, inoltre, non sarà un AMOLED ma continuerà a sfruttare la tecnologia IPS (in-plane switching), la stessa di molti device Apple, come i LED Cinema Display e iPhone, per offrire un angolo di visione più ampio rispetto a un tipico LCD.
Il nuovo iPad 3 dovrebbe poi integrare una CPU Apple A6, decisamente più performante del processore attuale Apple A5, mentre il design dovrebbe essere sempre minimal.
L’iPad 3, inoltre, dovrebbe essere più spesso dell’iPad 2. Tra le altre caratteristiche dell'iPad 3 ci dovrebbero essere anche una fotocamera in alta definizione più performante, il supporto alla connettività GSM, CDMA ed LTE.
Per quanto riguarda i prezzi dell’iPad 3, questi potrebbero ricalcare quelli dell’iPad 2 o variare di molto poco comunque. Insieme all’iPad 3, Apple potrebbe presentare anche un iPad 2S o un iPad 2 HD e un iPad mini, un tablet Apple caratterizzato da un display da 7 pollici e proposto a un prezzo accessibile a una più ampia platea di consumatori.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Sovraindebitamento degli imprenditori, le nuove regole per il concordato
Novità in vista per ciò che riguarda il sovraindebitamento, ossia, in estrema sintesi, quella situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte e, conseguentemente, la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.
La legge n.3 del 27 gennaio 2012, già pubblicata in gazzetta ufficiale, prevede infatti nuove procedure atte a risolvere le crisi degli indebitori troppo indebitati.
Il debitore sovraindebitato, secondo le nuove regole, potrà infatti concludere un accordo con i creditori volto a ristrutturare il debito sulla base di un piano che ne assicuri il regolare pagamento.
Nel caso in cui il piano stesso risulti idoneo ad estinguere il debito nei tempi previsti e la sua esecuzione sia affidata ad un liquidatore nominato da un giudice su proposta dell’organismo di composizione della crisi, il piano può prevedere una moratoria fino ad un anno per il pagamento dei creditori, ad eccezione dei titolari di crediti impignorabili.
Affinché la proposta sia omologata, è necessario il raggiungimento dell’accordo con i creditori che rappresentano almeno il 70% dei debiti. L’accordo è da considerarsi nullo nel caso il debitore, entro 90 giorni, non saldi i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali.
La legge di cui sopra entrerà in vigore il 29 febbraio 2012 e si inserisce nel quadro di provvedimenti volti a venire incontro soprattutto agli imprenditori che, a causa della crisi, sono andati in difficoltà nella loro attività ma che si vuole evitare che vadano in bancarotta.
L’eccessivo numero di imprese sovraindebitate, infatti, potrebbe creare notevoli problemi alla già debole economia italiana, portando coloro che prestano il denaro ad esigere ulteriori, eccessive garanzie per il suo ritorno, “strozzando” di fatto la possibilità di investimenti e di crescita.
Questa legge è solo uno dei tanti provvedimenti che, nel loro insieme, hanno l’obiettivo di tornare a far respirare l’economia del nostro paese.
Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica)
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Mercato immobiliare, gli italiani perdono potere d'acquisto
Casa.it: l'acquisto della casa è sempre meno un obiettivo primario, mentre cresce il mercato degli affitti
Il potere d'acquisto degli italiani diminuisce: questa la fotografia che emerge dall’Osservatorio del portale immobiliare Casa.it che ha preso in considerazione l’arco temporale che va da luglio 2011 a gennaio 2012 per capire quali sono le reazioni degli italiani di fronte alla crisi economica e alle nuove imposte che stanno colpendo gli immobili. L’Osservatorio ha messo in luce un aumento del gap tra l’offerta e l’effettivo potere d’acquisto degli Italiani: lo scostamento oscilla tra il -11% a Bologna e il 7% di Padova e Firenze.
Lieve calo dei prezzi ma il potere di spesa diminuisce
Le notizie relative a ICI, IMU, rendite ed estimi catastali hanno suscitato negli scorsi mesi grande clamore. L’Osservatorio Casa.it registra, negli ultimi sei mesi, una lieve anche se costante riduzione dei prezzi, ma il dato che maggiormente ha risentito delle novità è quello relativo alla forbice tra offerta del mercato e potere di acquisto degli italiani, dove si registra una contrazione. Importanti città italiane hanno fatto registrare un generale disallineamento della domanda e dell'offerta. A Bologna la differenza tra il potere di spesa medio e l’offerta raggiunge il -11%. Segue il -7% di Firenze e Napoli, e il -5% di Napoli e Bari.
“L’arco temporale che abbiamo preso come riferimento ci ha permesso di fare un’analisi dettagliata e un confronto prima e dopo la manovra Monti”, spiega Daniele Mancini, Amministratore Delegato di Casa.it. “A fronte del grande clamore suscitato, non si sono verificate significative ripercussioni, che potrebbero verificarsi nel corso dei prossimi 6 mesi. Al momento notiamo come il potere di spesa degli italiani si sia ridotto mediamente da nord a sud. I grandi centri di Milano, Roma e Torino però evidenziano ancora in media un allineamento del mercato immobiliare grazie alla stabile richiesta di soluzioni di prestigio a fronte della diminuzione di quelle più economiche.”
Trend stabile e positivo per il mercato degli affitti
Se una volta l’acquisto della casa era senza dubbio un’obiettivo primario, sinonimo di una certa indipendenza individuale ed economica, oggi sembra diventare sempre più una chimera. Si continua infatti ad assistere ad un trend sostanzialmente positivo e stabile del mercato degli affitti: a fronte della crisi delle vendite, gli italiani si orientano verso gli affitti dove si registra una variazione positiva compresa in media tra il +3% e il +5% sulle richieste di soluzioni in affitto.
Fonte:casaeclima.com
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Evasione fiscale: controlli in dichiarazione dei redditi
Assomiglia ad un avvertimento quello del piano anti-evasione che il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha presentato ai media: in primavera controlli anche sulle dichiarazioni dei redditi: è questa infatti la nuova strategia che si vuole mettere in campo per il recupero fiscale.
Per nulla difficile, soprattutto adesso che i conti correnti bancari di privati e imprese rappresentano un vero libro aperto per il Fisco.
Sembra che il Fisco miri ai conti correnti che, con le recenti disposizioni, risultano essere a sua disposizione invece di concentrarsi sui capitali portati all’estero: ormai si è in grado di verificare la posizione di tutti i contribuenti e, con la prossima dichiarazione dei redditi, scatteranno i controlli nei confronti degli evasori.
Ma prima di spendere così tante energie (e soldi pubblici) nel contrasto all’evasione fiscale non sarebbe opportuno chiedersi per quale motivo maggiore è l’imposizione fiscale e più alto è il livello di evasione? La dolente verità è che molti contribuenti si ritengono autorizzati a evadere per via delle tasse troppo alte. Per cui, più alte sono le tasse più alta sarà l’evasione.
Per quanto spietata e agguerrita sia la lotta all’evasione fiscale c’è da riconoscere nel contribuente evasore un’innata capacità di individuare soluzioni alternative che gli consentano di evadere o eludere il Fisco che, dominato da un certo senso di frustrazione, le ha provate tutte.
Ultimamente ha anche sguinzagliato i propri detective per mettere in atto veri e propri blitz a Cortina e a Milano. Prima di questo ha studiato la tecnica dello spot pubblicitario, quello dell’evasore parassita per intenderci. C’è stato, addirittura, un periodo in cui il Fisco ha cercato di farseli amici gli evasori, consentendo loro di importare in Italia capitali illegali detenuti all’estero applicando una tassazione vergognosamente bassa.
Quello dei controlli delle prossime dichiarazioni dei redditi non mi sorprende ma darebbe veramente fastidio se tale operazione andasse ad accanirsi prevalentemente contro quei pensionati che commettono errori nel detrarre dal proprio reddito poche decine di euro di spese sanitarie. Se così fosse, questo sarebbe l’ennesimo fallimento del Fisco italiano.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Cambio lira/euro, Consumatori chiedono moratoria
Chi aveva in casa vecchie lire, chi ha scoperto dei “tesoretti” lasciati in eredità, chi non ha saputo dello stop alla conversione delle banconote: l’anticipazione del termine ultimo per cambiare la lira in euro, deciso con decorrenza immediata e anticipato al 7 dicembre scorso, ha lasciato in difficoltà persone che di quei soldi avrebbero bisogno.
La prescrizione con decorrenza immediata a favore dell’Erario delle banconote, dei biglietti e delle monete in lire ancora in circolazione è scattata dal 7 dicembre scorso e ha abrogato il precedente termine, che era fissato al 28 febbraio 2012. Ma sul provvedimento, nel complesso poco noto, il sipario non è affatto calato: Federcontribuenti sta seguendo il caso, ha denunciato la mancanza di informazione e annunciato che si sta attivando per ottenere una pronuncia di incostituzionalità dell’articolo (n. 26 del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011) che ha disposto la prescrizione immediata delle lire ancora in circolazione; Federconsumatori e Adusbef hanno chiesto alla Banca d’Italia di concedere ai cittadini ancora in possesso delle vecchie banconote una moratoria per rientrare in possesso dei proprio risparmi.
Affermano le due associazioni: “Non condividiamo le motivazioni che hanno portato all’anticipazione del termine ultimo per cambiare la lira in euro”. La data era inizialmente prevista al 28 febbraio 2012 ma è stata anticipata al 7 dicembre 2011, il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del D.L. 201/2011 che ne prevedeva la modifica. “Un’anticipazione del termine attuata repentinamente, e senza un adeguato avviso ai cittadini, che, in molti casi, si sono trovati in tasca “carta straccia”. Il Governo – affermano Federconsumatori e Adusbef – ha motivato tale operazione sostenendo che vi è stato un lungo periodo a disposizione dei cittadini per effettuare il cambio delle vecchie banconote, e tempi così lunghi davano spazio a speculazioni e operazioni di riciclaggio di denaro sporco da parte della criminalità organizzata. Ben venga contrastare tali fenomeni, ma ci sono moltissimi casi di cittadini per bene rimasti “beffati” da tale operazione”.
Dare una stima delle persone coinvolte, e che non hanno potuto effettuare il cambio lira-euro, è forse difficile. Più facile però disegnarne il profilo: sono anziani che pensavano di avere più tempo a disposizione, cittadini che hanno trovato vecchie banconote in eredità, in case vuote, nei cassetti. “Abbiamo persone – spiega a sua volta Federcontribuenti – che hanno scoperto piccoli risparmi in lire messi via dai propri genitori, persone che hanno da poco perduto il lavoro e volevano approfittare di questi soldi per sopravvivere, persone che vivono di pensione sociale e ai quali questi risparmi insperati farebbero comodo”.
Federconsumatori e Adusbef hanno invitato la Banca d’Italia a “prestare attenzione a casi dimostrabili di questo tipo, concedendo ai cittadini interessati una moratoria per poter rientrare in possesso dei propri risparmi”. A sua volta, il senatore Elio Lannutti ha presentato una richiesta di informazioni al Governo. Chiede “se il Governo ritenga che, considerata la precedente scadenza di fine febbraio 2012 per la conversione delle lire in euro, non sarebbe stato necessario e doveroso porre un termine di tempo tale che le persone si potessero adeguare” e “quali urgenti iniziative intenda adottare al fine di concedere una proroga per autorizzare la Banca d’Italia a convertire in euro le lire ancora in circolazione considerato che, visto l’ingente gettito di 1 miliardo e 300 milioni per lo Stato, non si può riportare equilibrio nella finanza pubblica solo vessando i contribuenti”. Dati della Banca d’Italia relativi a maggio 2010 indicano infatti, ha ricordato Lannutti, che il totale delle lire ancora in circolazione ammonta a 1,3 miliardi di euro.
Federcontribuenti stima siano oltre un migliaio i cittadini coinvolti nello stop alla conversione e si sta attivando per ottenere una pronuncia di incostituzionalità e una pronuncia da parte della Corte di giustizia europea di incompatibilità con la normativa europea. L’associazione denuncia una “grave mancanza di informazione” sul provvedimento. Non solo. In una nota diramata il 24 gennaio, Federcontribuenti ha riportato “la segnalazione di una cittadina italiana che dopo aver scoperto di non poter più convertire le lire ha telefonato alla segreteria di Monti sentendosi così rispondere: ”Lei ha fatto un investimento rischioso, avevate avuto tanto tempo per convertire, perché aspettare fino all’ultimo? Il Governo ha deciso di bloccare la conversione per impedire riciclaggio e speculazione, abbiamo fatto un blitz alla criminalità organizzata. Il governo ha messo sul piatto della bilancia il guadagno e la perdita e ha deciso che ci guadagnava il Paese. Lo abbiamo fatto per il bene del Paese”.
Sarebbero “migliaia i cittadini” che hanno contattato le sedi di Federcontribuenti: sono persone, spiega l’associazione, che “facendo dei lavoretti in casa, hanno trovato ‘gruzzoletti’ messi via da genitori non più in vita e del resto ci troviamo di fronte ad un palese caso di appropriazione indebita da parte del governo che di fatto ha requisito soldi a cittadini per riempire le proprie casse. Non è tollerabile la posizione scelta dal governo Monti che deve tornare sui suoi passi e permettere a queste persone di rientrare in possesso dei propri soldi”.
L’8 febbraio sono partite, dalla sede nazionale Federcontribuenti, “centinaia e centinaia di moduli di Procura ad litem, richiesti da migliaia di cittadini che per un motivo o per un altro hanno atteso di convertire i loro risparmi, procedendo quindi, all’istituzione di un processo”. Il senatore Lannutti ha chiesto intanto al Governo di concedere altri tre mesi di tempo, riporta un lancio di Agenzia Parlamentare. “Ho presentato un emendamento al milleproroghe per posticipare la scadenza al 30 aprile prossimo. Il totale delle lire ancora in circolazione ammonta a 1,3 miliardi di euro, è scandaloso sottrarli ai legittimi possessori”, ha affermato l’esponente Idv in un’interrogazione parlamentare.
Fonte:helpconsumatori.it (Sabrina Bergamini)
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Cassazione: infortunio sul lavoro, danno morale anche come lesione della dignità personale
Nel caso di infortunio sul lavoro, il danno morale non deve configurarsi soltanto come riparazione delle sofferenze psichiche ma anche come lesione della dignità personale, particolarmente evidente quando un padre di famiglia venga ridotto allo stato vegetativo e così perda ogni legame con la vita, compresi i vincoli affettivi nell'ambito della comunità familiare, tutelata dagli artt. 2, 29 e 30 Cost. Sarebbe infatti iniquo riconoscere il diritto soggettivo al risarcimento di un danno non patrimoniale diverso dal pregiudizio alla salute e consistente in sofferenze morali, e negarlo quando queste sofferenze non siano neppure possibili a causa dello stato di non lucidità del danneggiato. E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 1716 del 7 febbraio 2012, ha rigettato il ricorso proposto da una società avverso la sentenza con cui la Corte d'Appello, confermando la decisione del giudice di primo grado, la riteneva responsabile dell'infortunio accorso ad un proprio dipendente il quale, mentre attendeva alla pulizia dell'orlo di una botola sita nel pavimento di un locale di lavoro, era stato colpito dal pesante coperchio della botola stessa, oscillante perché tenuto sospeso e trasportato da un carroponte, ed era precipitato nel locale sottostante con conseguente trauma cranico che ne aveva provocato un coma. La Suprema Corte sottolinea inoltre che a norma dell'art. 2087 cod. civ. l'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. Questa norma non impone all'imprenditore una responsabilità oggettiva ogni volta che il prestatore di lavoro abbia comunque sopportato un danno. Occorre invece che l'evento sia pur sempre riferibile alla colpa del primo, per violazione di obblighi di comportamento previsti da espresse disposizioni, anche infralegislative, o suggeriti dalla tecnica, ma concretamente individuabili. (...) Una volta, poi, che il prestatore di lavoro o il suo rappresentante in giudizio abbia provato, come nel caso di specie, tanto il danno quanto il nesso causale con l'attività lavorativa, incombe sulla controparte l'onere di provare la mancanza della colpa.
Fonte: StudioCataldi.it (L.S.)
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Attività emerse, ecco i codici per bollo e imposta straordinaria
Consentono di versare il 4 per mille sui “valori” ancora segretati al 2011 e il 10 per mille su quelli prelevati dal rapporto di deposito all’entrata in vigore del Salva Italia
Istituiti i codici tributo “8111”, “8112”, “8113” per versare, tramite modello F24, rispettivamente l’imposta di bollo speciale, l’imposta straordinaria e le relative sanzioni, previste dal decreto Salva Italia, per le attività finanziarie emerse (articolo 19, commi 6, 10 e 12 del Dl 201/2011). Il comma 6 dell’articolo 19 stabilisce, inoltre, che, per gli anni 2012 e 2013, l’aliquota del bollo speciale sale rispettivamente al 10 e al 13,5 per mille.
È quanto prevede la risoluzione n.14/E del 9 febbraio.
In particolare, il codice “8111” consente il versamento dell’imposta di bollo speciale, pari al 4 per mille, sulle attività finanziarie che al 31 dicembre scorso, erano ancora secretate. Con il codice “8112” si potrà pagare l’imposta straordinaria del 10 per mille sui “valori” che al 6 dicembre scorso sono stati in tutto o in parte prelevati dal rapporto acceso presso l’intermediario per effetto della vecchia procedura di emersione. Infine, con il codice “8113” si potranno corrispondere le sanzioni per l’omesso versamento dei tributi.
I codici sono esposti nella sezione “Erario” dell’F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”. Nel campo “anno di riferimento” si indica l’anno del versamento, nel formato “AAAA.
Fonte:nuovofiscooggi.it
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Scritture elementari, contabilità generale e analitica delle imprese
Il sistema informativo contabile di un’azienda è quel complesso di rilevazioni ovvero di scritture che permette di annotare i fatti di gestione, conoscere il risultato di gestione sotto il profilo reddituale, patrimoniale ed economico, produrre informazioni di supporto ai processi decisionali interni. Ma l’esigenza di avere un buon sistema informativo contabile va anche al di là dagli aspetti meramente contabili e amministrativi interni. Non è da sottovalutare, infatti, l’importanza del sistema informativo contabile quando occorre fornire dettagliate informazioni a diversi soggetti che, per qualsiasi motivo, si relazionano con l’impresa: la trasparenza verso terzi è ormai un must tanto per le grandi imprese quanto per le Pmi.
Qualsiasi rilevazione contabile deve trovare fondamento in un documento proveniente dall’esterno, come ad esempio fatture di acquisto, parcelle, notule o documenti di trasporto, o dall’interno, come ad esempio movimenti di magazzino, buste paga, assegni o fatture di vendita. Ciascun documento emesso o ricevuto costituisce prova dell’operazione iscritta in contabilità.
In tale ambito è bene parlare di rilevazioni elementari ossia scritture non formalizzate che hanno come obiettivo quello di registrare le operazioni aziendali. Di queste, notevole rilievo assumono la prima nota, il libro cassa, i movimenti bancari e il partitario clienti e fornitori. In pratica, con le scritture elementari saranno annotati, seguendo un rigoroso ordine cronologico, tutti i fatti di gestione.
Dall’elaborazione delle rilevazioni elementari si dà vita alla contabilità generale e alla contabilità analitica. La contabilità generale è il sistema di rilevazioni contabili il cui obiettivo è quello di controllare continuamente le variazioni finanziarie ed economiche nonché determinare il risultato economico dell’esercizio. Destinatari della contabilità generale sono sia il management che i soggetti estranei all’azienda stessa. La contabilità generale utilizza un metodo di rilevazione che prende nome di partita doppia.
La contabilità analitica permette di effettuare il controllo di gestione sotto il profilo economico ma puntando a specifici oggetti quali prodotti, linee di produzione, centri di costo, commesse. Fa riferimento esclusivamente ai fatti interni di gestione, non ha alcun obbligo di legge ed è rivolta al solo management al fine di supportare il processo decisionale.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Emergenza neve e adempimenti.Le indicazioni dell'Agenzia
Per i contribuenti delle zone interessate dalle recenti eccezionali precipitazioni, sarà valutata la disapplicazione delle sanzioni previste per eventuali ritardi
L’Agenzia delle Entrate comunica che, per i contribuenti domiciliati nelle zone interessate dalle recenti eccezionali precipitazioni nevose, sarà valutata la disapplicazione per causa di forza maggiore delle sanzioni previste per ritardi nell’effettuazione degli adempimenti tributari, anche in relazione ad eventuali provvedimenti che potranno individuare le aree interessate da tali eventi.
Fonte:nuovofiscooggi.it
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INPS, importi massimi per i trattamenti di integrazione salariale, mobilità e disoccupazione
L'INPS, come di consueto, aggiorna i c.d. “tetti” dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità e disoccupazione, sulla base della variazione annuale dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
L'INPS comunica gli importi massimi mensili dei trattamenti di integrazione salariale di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 427, come modificata dall’art. 1, comma 5, della legge 19 luglio 1994, n. 451, e dall’articolo 1, comma 27, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, nonché la retribuzione mensile di riferimento, oltre la quale è possibile attribuire il massimale più alto.
Gli importi sono indicati rispettivamente al lordo ed al netto della riduzione attualmente pari al 5,84 per cento
Trattamenti di integrazione salariale
- retribuzione inferiore o uguale a 2.014,77 euro: importo lordo (euro) 931,28; importo netto (euro) 876,89
- retribuzione superiore 2.014,77 euro: importo lordo (euro) 1.119,32; importo netto (euro) 1.053,95
Detti importi massimi devono essere incrementati nella misura ulteriore del 20 per cento per i trattamenti di integrazione salariale concessi in favore delle imprese del settore edile e lapideo per intemperie stagionali.
Trattamenti di integrazione salariale - settore edile (intemperie stagionali)
- retribuzione inferiore o uguale a 2.014,771 euro: importo lordo (euro) 117,54; importo netto (euro) 1.052,28
- retribuzione superiore a 2014,77 euro: importo lordo (euro) 1.343,18; importo netto (euro) 1.264,74.
Indennità di mobilità
L'INPS riporta gli importi massimi mensili da applicare alla misura iniziale dell’indennità di mobilità spettante per i primi dodici mesi, da liquidare in relazione ai licenziamenti successivi al 31 dicembre 2011, nonché la retribuzione mensile di riferimento, oltre la quale è possibile attribuire il massimale più alto. Gli importi sono indicati rispettivamente al lordo ed al netto della riduzione prevista dall’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che attualmente è pari al 5,84 per cento.
- retribuzione inferiore o uguale a 2.014,77: importo lordo (euro) 931,28; importo netto (euro) 876,89
- retribuzione superiore 2.014,77: importo lordo (euro) 1.119,32; importo netto (euro) 1.053,95.
Per i lavoratori che hanno diritto al trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia di cui all’articolo 11, commi 2 e 3, della legge 23 luglio 1991, n. 223, nonché a quello di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 19 luglio 1994, n. 451, trovano applicazione gli importi valevoli per l'indennità di mobilità. Per i lavoratori che hanno diritto al trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia di cui alla legge 6 agosto 1975, n. 427, l’importo da corrispondere, rivalutato ai sensi dell’art. 2 co. 150 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è fissato, per l’anno 2012, in: euro 608,90 che al netto della riduzione del 5,84 per cento è pari ad euro 573,34
(Circolare INPS 08/02/2012, n. 20)
Fonte:ipsoa.it
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Bankitalia: rallentano i prestiti alle famiglie ma crescono i tassi
Nel dicembre 201 i prestiti al settore privato hanno registrato un aumento del 2,3% contro il 3,5% di novembre. E’ quanto emerge dall’analisi mensile dei principali indicatori bancari effettuata dalla Banca d’Italia e riportata da Ilsole24ore.com. Il rallentamento ha colpito sia le società non finanziarie (2,6% dal 4,4%) sia le famiglie (3,4% dal 3,9%) che vedono il denaro scarseggiare e il suo costo aumentare.Infatti, i tassi d’interesse sui prestiti alle imprese sono saliti al 4,18% dal 3,86 di novembre, quelli sui mutui per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie sono balzati al 4,26% dal 3,98% di novembre ( un anno prima erano al 3,18%) e quelli sul credito al consumo al 9,11% dal 9,07% del mese precedente. Sostanzialmente stabili le sofferenze bancarie che passano al 22,2% dal 22,1% di novembre.
Sul versante della raccolta, ll tasso di crescita annuale dei depositi del settore privato é risultato ancora negativo (-0,5%), anche se in lieve miglioramento rispetto a novembre (-0,7%), mentre la raccolta obbligazionaria é salita al 12,8% dal 6,5% del mese precedente. Infine, i tassi di interesse sui nuovi depositi con scadenza prestabilita sono aumentati al 2,88% dal 2,62% di novembre. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono cresciuti all’1,08% dall’1,05% del mese precedente.
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Pensioni, rivalutazioni per l’anno 2012
L’INPS ha reso disponibile sul proprio sito la circolare che specifica le rivalutazioni pensionistiche per gli anni 2012 e 2013. Come previsto dalla recente manovra finanziaria, che ha definito l’indicizzazione delle pensioni all’inflazione, la rivalutazione automatica è riconosciuta fino a tre volte il minimo.
Più in particolare ci stiamo riferendo alla circolare n.10 del 2 febbraio 2012 dove l’INPS specifica che le rivalutazioni pensionistiche per l’anno 2012 sono riconosciute in maniera automatica e nella misura del 100% esclusivamente i trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo (480,53 euro mensili).
Di conseguenza, secondo le informazioni presenti sul sito dell’INPS, in virtù di quanto stabilito dal decreto legge 201/2011 (manovra finanziaria Monti) convertito con modificazioni nella legge 214/2011, l’aumento di perequazione per l’anno 2012 spetta fino all’importo di 1405,05 euro.
L’aumento di perequazione è stato fissato in via previsionale nella misura del 2,6% dal decreto del 18 gennaio 2012 emanato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2012.
Fonte:blog.pmi.it (Noemi Ricci)
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Nuovi minimi, regime più conveniente ma per pochi
Diversi sono i dubbi che emergono dall’analisi dei requisiti richiesti dal D.L. n. 98/2011 per l’applicazione del nuovo regime dei minimi; quello più “spinoso” riguarda la condizione (art. 27, comma 2, lettera b) per cui l’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, “mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni”. Con la circolare n. 3 del 2012, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro approfondisce il nuovo regime applicabile dal 1° gennaio 2012.
La Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro ricorda che con il D.L. n. 98/2011 il Legislatore ha inteso restringere il campo di applicazione introducendo ulteriori requisiti. Infatti, il regime non è più applicabile a coloro i quali, pur avendo i requisiti per l’applicazione delle “vecchie” disposizioni della legge n. 244/2007, non detengono le condizioni aggiuntive previste dal decreto in questione. Dall’altro, tuttavia, lo ha reso più appetibile abbassando dal 20% al 5% l’imposta sostitutiva dovuta ed eliminando la ritenuta d’acconto sui compensi.
Nella circolare, però, si fa notare che dall’analisi dei nuovi requisiti, emergono diversi dubbi, anche se quello probabilmente più spinoso riguarda la condizione di cui al comma 2, lettera b), dell’art. 27, D.L. n. 98/2011 secondo cui “il beneficio […] è riconosciuto a condizione che: […] b) l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni”.
Tale disposizione ha carattere antielusivo ed è finalizzata a evitare abusi da parte dei contribuenti che - allo scopo di accedere alle agevolazioni - modifichino solo formalmente l’attività precedentemente svolta.
Sul punto, i Consulenti del lavoro richiamano la circolare n. 8/E dell’Agenzia delle Entrate del 26 gennaio 2001 laddove viene evidenziato che si deve attentamente verificare che la nuova attività non venga svolta con gli stessi beni dell’attività precedente, nello stesso luogo e con i medesimi clienti.
Sulla base di tali considerazioni, nel documento dei Consulenti del lavoro vengono analizzate le tre seguenti situazioni che si possono verificare con le nuove regole:
a) attività con nuovo regime dei minimi;
b) attività esercitata dopo il 31 dicembre 2007 che passa dal vecchio regime dei minimi a quello attuale;
c) attività esercitata dopo il 31 dicembre 2007 che passa dal regime dei minimi a quello agevolato (c.d. ex minimi).
(Circolare Fondazione studi consulenti lavoro 07/02/2012, n. 3)
Fonte:ipsoa.it
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L'avviso di accertamento notificato prima dei 60 giorni rispetto alla consegna del processo verbale
L'avviso di accertamento notificato prima dei 60 giorni rispetto alla consegna del processo verbale è illegittimo, se la motivazione è dovuta esclusivamente al rischio di decadenza dell'attività accertativa (C.T.R. di Torino, n° 13/27/12 del 25 gennaio 2012). E' nullo l'avviso di accertamento notificato prima dello scadere del termine di 60 giorni dal rilascio della copia del processo verbale di constatazione, laddove l'ipotesi “di particolare e motivata urgenza” è rappresentata esclusivamente dal “rischio” (per il Fisco) di far decadere il periodo d'imposta (art. 43, D.P.R. n° 600/73), oggetto della verifica fiscale. La C.T.R. di Torino - con la recente sentenza n° 13/27/12 del 25 gennaio 2012 - ha “rilanciato” l'orientamento adottato dalla Suprema Corte sulla medesima questione (cfr. n° 22320/2010, n° 10381 e n° 18906/2011), stabilendo che l'avviso di accertamento emanato primo dello spirare dei noti 60 giorni (ai sensi dell'art. 12, comma 7, Legge 212/2000) “non è di per se stesso nullo, ma diventa tale se non c'è una motivazione adeguata sulla particolare urgenza”. Nel caso in esame, il contribuente era stato destinatario di una verifica fiscale per l'anno di imposta 2003, la quale si era conclusa con il rilascio (da parte dell'organo accertatore) della copia del processo verbale di constatazione, avvenuto nell'ottobre del 2008. Successivamente (a fine novembre dello stesso anno) l'Agenzia delle Entrate notificava l'avviso di accertamento al soggetto passivo, giustificando il mancato rispetto dei 60 giorni (rispetto alla chiusura della verifica), in quanto sussistevano (secondo la tesi avanzata dal Fisco) le ragioni di una particolare e motivata urgenza, rappresentata – di fatto – dall'approssimarsi del termine di decadenza dell'attività accertativa, ossia il 31 dicembre 2008. I giudici di merito – all'interno della pronuncia in rassegna – hanno invece argomentato che trova fondamento la violazione dell'art. 12, comma 7, qualora l'Amministrazione Finanziaria non abbia svolto i necessari atti istruttori (redazione del processo verbale di constatazione) senza tener in considerazione il diritto del contribuente a poter formulare osservazioni entro 60 giorni dal rilascio della copia del verbale: “la mancanza di organizzazione dell'Amministrazione Finanziaria” non può tradursi “in un pregiudizio per il contribuente”. A ben vedere - a fronte delle conclusioni illustrate dalla C.T.R. di Torino - è stata confutata l'interpretazione espressa dalla Corte di Cassazione nell'ultima sentenza n° 21103/2011 (sempre per la medesima problematica), la quale aveva infatti sancito che in caso di violazione dell'art. 12, cit. non vi è alcuna invalidità dell'avviso notificato, in quanto nel nostro ordinamento manca una precisa conseguenza di tale natura. In particolare, la sentenza della S.C. - a conforto della propria tesi - sosteneva un principio di ordine generale (art. 156 C.p.c.), ovvero il sistema dello Statuto del Contribuente è ancorato al concetto della c.d. tassatività delle nullità dell'atto impositivo, nel senso di doversi escludere tale conseguenza invalidante qualora la legge n° 212/2000 non preveda espressamente tale effetto (a fronte della violazione di un obbligo prescritto). Secondo l'orientamento adottato dalla Suprema Corte in siffatta sede, il mancato rispetto del termine di 60 giorni dalla notifica di un atto non comporta la sua nullità, atteso che rimane intatto (nella forma e nella sostanza) il diritto di difesa del contribuente di poter ricorrere a forme amministrative (autotutela) e/o giurisdizionali (processo tributario) di contraddittorio con l'Amministrazione.
Fonte:hotfrog.it (Studio Legale Tributario Etruria)
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Pozzo dei documenti: svolta burocratica per le Pmi?
Il pozzo dei documenti è il nome della nuova banca dati universale proposta dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici a Governo e Parlamento per semplificare la vita delle Pmi.
E potrebbe essere una rivoluzione per contrastare la burocrazia asfissiante.
In pratica, si registrano una volta sola le credenziali di un’impresa che partecipa ad un bando pubblico e la banca dati telematica raccoglierà tutti i documenti presentati dalle aziende che concorrono agli appalti, mettendoli a disposizione delle amministrazioni.
E la cosa non è di poco conto. Il ministero della Pubblica amministrazione ha infatti pubblicato un dato sconcertante: ogni anno le imprese spendono 1,2 miliardi di euro per produrre la documentazione di partecipazione alle gare.
Considerando che ogni impresa partecipa ad almeno 27 bandi ogni anno, significa che deve riprodurre la stessa mole cartacea per ben ventisette volte.
Queste imposizioni burocratiche sono ormai inaccettabili per le piccole e medie imprese del ventunesimo secolo e possono essere drasticamente ridotte con il nuovo sistema; facendo risparmiare cifre enormi ed eliminando i contenziosi sulla validità dei documenti cartacei.
Ovviamente lo scetticismo non manca, perché l’Italia promette da almeno 15 anni rivoluzioni digitali solo parzialmente attuate. Ma l’urgenza di sostenere le piccole e medie imprese nel mercato globale sempre più informatizzato, potrebbe favorire il decollo del pozzo dei documenti, come auspica Vincenzo Boccia, presidente della Piccola Industria.
La CGIA di Mestre ha elaborato i dati del Governo e dell’ISTAT in materia, arrivando alla conclusione che le Pmi sono schiacciate da un costo burocratico di oltre 23 miliardi l’anno.
Solo per il settore lavoro e previdenza le aziende sborsano quasi dieci miliardi, 3,4 se ne vanno negli adempimenti di tutela ambientale e altri 2,8 per gli oneri fiscali.
Il costo di partecipazione agli appalti si conferma in 1,2 miliardi, con un’incidenza di oltre il 5% dei costi burocratici.
Non è quindi un caso che Giuseppe Bortolussi, segretario CGIA, speri che ci siano presto rivoluzioni tecnologiche ancor più grandi, come quella di estrarre il certificato di regolarità contributiva Inps o Inail e inviarlo solo per posta certificata, abbattendo ulteriormente la spesa, con un guadagno di tempo prezioso per l’imprenditore.
Fonte:blog.pmi.it (Edoardo Musicò)
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Cassazione: assegno divorzile non aumenta se è aumentato il canone di locazione della casa familiare
L'assegno di divorzio non aumenta solo perché è aumentato il canone di locazione della casa familiare. È quanto stabilito dalla prima sezione civile della Corte di cassazione che, con sentenza n. 1337 depositata il 31 gennaio scorso, ha rigettato il ricorso di una donna che si era vista ridurre l'assegno divorzile nonostante il notevole aumento del canone di locazione della casa familiare a lei assegnata in sede di separazione. Secondo i giudici di legittimità, non vi è correlazione fra il canone di locazione e l'obbligo dell'ex marito di mantenere la moglie e i figli. Tale impostazione era stata già confermata dalla Corte di Appello di Roma che aveva rigettato l'appello della donna che si era rivolta poi ai Supremi giudici. Secondo la ricostruzione della vicenda, la Corte d'Appello di Roma, con sentenza, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Roma, riduceva l'assegno divorzile a favore della ex moglie all'importo 1.000,00 euro mensili. Ricorrendo in Cassazione la donna faceva notare che la sentenza impugnata avrebbe "escluso", a causa dell' assegno liquidatole, il suo diritto di vivere nella casa coniugale di Roma. Dichiarando il ricorso infondato, la Suprema Corte ha ritenuto adeguatamente motivata la decisione dei giudici di merito che nalla fattispecie hanno esaminato le condizioni economiche delle parti, e specificamente i mezzi di cui ciascun coniuge dispone. "Secondo il Giudice a quo - si legge nella sentenza - l'assegno divorzile non deve essere correlato al pagamento del canone di locazione, notevolmente accresciuto, della casa coniugale in Roma, dove ha finora vissuto (la donna), considerato anche, ai fini della determinazione dell'assegno, la disponibilità, per essa stessa, di un'abitazione in Fabrica di Viterbo, in comproprietà con il coniuge, dove — ove lo ritenesse — essa potrebbe abitare".
Fonte: StudioCataldi.it (Luisa Foti)
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Come richiedere i benefici della L.104/92 per lavoratori dipendenti
La legge prevede precise modalità su come richiedere i benefici della L.104/92 per lavoratori dipendenti. Essa regolamenta le agevolazioni spettanti, sia per i lavoratori che abbiano un familiare disabile, sia per i dipendenti con problemi personali di disabilità. Seguendo alcune semplici indicazioni su come richiedere i benefici della legge 104/92 per lavoratori dipendenti, sarà possibile procedere senza intoppi.
Modalità di richiesta
La legge 104/92 prevede che i genitori che assistono un figlio con una grave forma di disabilità, possano chiedere una serie di benefici ed abbiano diritto a particolari agevolazioni. Anche i familiari (figli, fratelli, nonni e nipoti) e gli affini fino al secondo grado (suocero, genero, nuora, fratello e sorella del coniuge) godono di questi diritti. Essi sono:
I genitori, familiari e affini di un bambino disabile hanno il diritto al prolungamento di 36 mesi del congedo obbligatorio e, in seguito, a permessi retribuiti (che possono decidere se frazionare in permessi orari o giornalieri) di tre giorni ogni mese fino ai diciotto anni del figlio.
Anche il lavoratore disabile gode degli stessi diritti.
Le modalità su come richiedere i benefici della L.104/92 per lavoratori dipendenti, sono cambiate dal primo gennaio 2012. Nell'ambito della semplificazione e dell'informatizzazione telematica della pubblica amministrazione, l'Inps ha informato che le domande relative al congedo straordinario per i lavoratori dipendenti che devono assistere un familiare disabile grave si potranno fare in uno dei seguenti modi:
Via web direttamente dal lavoratore tramite codice PIN;
Tramite un Patronato che mette a disposizione i propri servizi informatizzati;
telefonando al numero verde Inps 803164.
Per agevolare gli utenti l'INPS accetta le domande inviate con i metodi tradizionali fino al 29 febbraio 2012.
Per finire
Le nuove modalità previste su come richiedere i benefici della L.104/92 per lavoratori dipendenti (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), hanno lo scopo di velocizzare l'espletamento delle pratiche. Questo permetterà alle persone che hanno diritto ai benefici previsti, di dedicarsi da subito all'assistenza del loro familiare, senza essere costretti a perdere inutilmente tempo in lungaggini burocratiche.
Fonte:lavoro.excite.it
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Siti di incontri “ingannevoli”, Antitrust multa Onemeet
Siti di incontri per single, dal contenuto ingannevole. E’ questa la nuova frontiera delle truffe online: ti iscrivi ad un sito che pubblicizza incontri per single e scopri di aver sottoscritto un abbonamento annuale ad un costo mensile non proprio irrisorio.
Ecco un esempio: il sito www.onemeet.net promuove in home page la possibilità per gli utenti di effettuare una prova di iscrizione gratuita e, seccessivamente, di acquistare un “pass” a scelta al costo di 27 euro, 19 euro o 16,50. Il consumatore sceglie una delle opzioni e viene indirizzato ad un link di accettazione delle condizioni generali del servizio. Solo dopo aver accettato scopre che non ha attivato il servizio per un mese di prova, ma ha sottoscritto un vero e proprio abbonamento annuale e ogni mese gli verrà addebbitato su carta di credito il costo della tariffa scelta.
Si tratta di un messaggio pubblicitario dal contenuto ingannevole, poiché idoneo a indurre in errore il consumatore sia sul costo complessivo del servizio sia sulla durata dell’abbonamento. Nel claim si parla esplicitamente di iscrizione gratuita e di abbonamento mensile, facendo credere al consumatore che è possibile abbonarsi anche solo per un mese.
L’Antitrust ha quindi inflitto una sanzione di 100.000 euro alla società IT-PCI Payment in liquidazione (già Onemeet). In particolare, si legge nel bollettino dell’Autorità, un consumatore ha lamentato di aver ricevuto un’email che lo invitava ad effettuare una prova sul sito www.bestsingle.com (che fa capo alla società Onemeet) per una settimana ad un costo irrisorio. Il consumatore si è registrato pagando la somma richiesta tramite Postepay; dopo qualche mese ha controllato la propria Postepay ed ha scoperto che continuava a ricevere addebiti mensili di 29 euro. Soltanto dopo aver inviato la richiesta di recesso il gestore del servizio gli ha comunicato che “accettando la prova aveva accettato anche un abbonamento annuale”.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Incentivi; Tempi stretti per gli aiuti alle Pmi
Passa per le Pmi la nuova "fase 2" europea per ritrovare la crescita perduta. Un piano in sei mosse per dare una scossa alle piccole e medie imprese a corto di liquidità, ma anche una lotta contro il tempo per rispettare l'impegno scritto nero su bianco di realizzarlo entro cinque mesi. E la cura che si sono autoprescritti i capi di Stato e di governo della Ue al vertice dello scorso 30 gennaio. Un patto per il rilancio, sulla linea tracciata dal presidente della Commissione, José Manuel Barroso, dopo la ritrovata via del rigore con il fiscal compact. Tutti gli attori in gioco (Paesi membri, presidenza di turno danese, esecutivo Ue, Parlamento) saranno impegnati in uno slalom per presentarsi al traguardo del vertice di giugno senza scivolate. «È vitale - si legge nelle conclusioni del summit - adottare misure per fronteggiare il credit crunch, che limita la capacità delle imprese di crescere e creare occupazione». La prima curva ad arco stretto da superare sarà la riprogrammazione dei fondi strutturali in chiave congiunturale. Le risorse scarseggiano, così il summit Ue ha deciso di destinare quelle non ancora utilizzate per il periodo 2007-2013 a imprese e occupazione. Un tesoretto che vale 82 miliardi, tra Fondo sociale europeo (22 miliardi), fondi regionali e fondo di coesione (60 miliardi). Per l'Italia si tratta di 8 miliardi: 3,67 dalle casse del Fondo sociale europeo e 4,3 da quelli regionali. L'esecutivo Ue ha proseguito il dibattito anche dopo il summit e ha organizzato mercoledì e giovedì scorso un seminario del collegio dei Commissari dedicato alla crescita.
«In quell'occasione - spiega Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione e responsabile per l'Industria - ho proposto di trasferire i fondi non utilizzati verso il Cip, il Programma per la competitività e l'innovazione, che ha regole di applicazione facili, ideali per le Pmi nelle prime fasi di vita Le risorse a esso destinate sono già esaurite e nel 2012 la domanda supera di 100 milioni di euro l'offerta». Colmare quel gap, secondo Tajani, «consentirebbe di concedere prestiti per oltre 3 miliardi di euro a favore di 46mila piccole imprese». La palla passa ora nel campo delle autorità nazionali che dovranno stabilire come riprogrammare il denaro disponibile. «Lo sforzo è apprezzabile - afferma Benedicta Marzinotto, ricercatrice del think tank Bruegel di Bruxelles -, non dimentichiamo però che le risorse sul piatto non sono nuove. Non si specificano poi le modalità da seguire per la riprogrammazione e non vengono dati indirizzi per il futuro». I leader promettono poi di promuovere gli strumenti di micro-finanza a sostegno dei piccoli. Un migliore accesso al credito passerà anche per un rafforzamento del ruolo della Bei, la Banca europea per gli investimenti, che stipula accordi con gli istituti di credito per finanziamenti agevolati. In Italia lo strumento è particolarmente apprezzato: dal 2006 al 2010 sono state finanziate oltre 49mila Pmi per un valore di 10,2 miliardi di euro e nei primi nove mesi del 2011già 8mila "piccole" ne avevano beneficiato. Ora il Consiglio, la Commissione Ue e la Banca del Lussemburgo dovranno formulare raccomandazioni per aumentare la potenza di fuoco.
Il ruolo della Bei sarà determinante nell'attuazione dei project bond, obbligazioni finalizzate alla realizzazione di un progetto, che insieme al mercato unico sul venture capital rappresentano la parte del percorso più ripida I leader si sono impegnati a «esaminare rapidamente» la proposta presentata dalla Commissione a ottobre per partire nel 2012-2013 con un progetto-pilota che riguarda le reti trans europee di trasporto ed energia e i fondi per l'innovazione. Il dossier debutta oggi alla commissione Bilancio dell'Europarlamento, mentre nella sede del Consiglio l'analisi a livello tecnico ha mosso solo i primi passi. L'altro tema spinoso riguarda la proposta di regolamento dell'esecutivo Ue su un mercato del venture capital senza fronde-re, con l'istituzione di un passaporto con requisiti comuni per gli operatori La presidenza di turno danese punta a rispettare la scadenza di giugno e ha preparato una bozza di compromesso per raggiungere un accordo in tempi brevi: qui si pone l'accento sulla parità di trattamento per tutti gli operatori. Dopo una serie di incontri tecnici la parola passerà ai politici. Il prossimo 20 febbraio è infatti in agenda un dibattito di orientamento al Consiglio competitività. Su questo tema, come per i project bond, è prevista la procedura di codecisione, che pone sullo stesso piano Consiglio ed Europarlamento e richiederà una negoziazione tra i due attori per trovare una posizione comune, rischiando di rallentare l'iter. L'ultima porta è forse la più grande da aggirare: i leader si impegnano a migliorare l'habitat per le Pmi, con la rimozione degli oneri amministrativi ingiustificati. Perché nei 27 non si ripeta più il caso di Pisa, dove Ikea ha impiegato sei anni per ottenere un permesso.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Gestione separata, aumenta l'aliquota contributiva
L’INPS comunica che da quest’anno l’aliquota contributiva per gli iscritti alla Gestione Separata è aumentata di un punto percentuale per cui è pari al 27,72%, mentre, per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria è pari al 18%
Con circolare n. 16/2012, l’INPS comunica che, per l’anno 2012, le aliquote dovute per la contribuzione alla Gestione separata sono stabilite nelle seguenti percentuali:
SoggettiAliquote soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie27,72%(27,00%IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva) soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria18,00%
La ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente rimane fissata nella misura rispettivamente di un terzo e due terzi, salvo il caso di associazione in partecipazione, per il quale la ripartizione tra associante ed associato avviene in misura pari rispettivamente al 55% e al 45% dell’onere totale.
La circolare, ricorda, altresì, che il versamento dei contributi deve essere eseguito dal titolare del rapporto contributivo (committente o associante) entro il giorno 16 del mese successivo a quello di corresponsione del compenso, mediante il modello F24 (telematico nel caso dei titolari di partita IVA).
Per i professionisti iscritti alla Gestione separata l’onere contributivo è tutto a carico dei soggetti stessi ed il versamento dei contributi deve essere eseguito, tramite il modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (saldo 2011, primo acconto 2012 e secondo acconto 2012).
Il massimale di reddito su cui sono applicabili le suddette aliquote per l’anno 2012 è pari a euro 96.149,00 mentre, il minimale di reddito per il medesimo anno è pari ad euro 14.930,00.
(Circolare INPS 03/02/2012, n. 16)
Fonte:ipsoa.it
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Energia, Consumatori contro contratti truffa
Disservizi, contratti attivati con false firme, errori “seriali” di fatturazione delle bollette: il mercato dell’energia sembra a volte una giungla e il 2012 conferma la tendenza dell’anno scorso, quando i reclami presentati alle associazioni dei consumatori e allo sportello di Acquirente Unico sono stati oltre 120 mila.
Le associazioni dei consumatori denunciano truffe e disservizi che vedono coinvolte quasi tutte le società di vendita di elettricità e gas e danno vita a una situazione insostenibile, che ostacola la concorrenza nel mercato dell’energia, rendendola poco credibile. Nei confronti di queste pratiche, le associazioni hanno chiesto all’Autorità per l’energia elettrica e il gas indennizzi per i clienti vittime di contratti truffa e una serie di misure obbligatorie per tutte le aziende che si avvalgono di agenti promotori o di telemarketing, in modo che siano obbligate a redigere una “lettera di benvenuto” che informi il cliente del passaggio al nuovo operatore.
La lista di problemi riscontrati nel settore è lunghissima. Spesso si tratta di pratiche commerciali aggressive o scorrette: l’utente si vede promuovere un’offerta commerciale, parla con una persona che si qualifica come agente promozionale, fa vedere la propria bolletta, rifiuta l’offerta ma dopo un po’ di tempo si ritrova abbonato al nuovo servizio. Ci sono reclami che denunciano contratti attivati con firme apocrife, contraffate o falsificate, causati dall’affidamento delle campagne acquisti a promotori esterni, che agiscono verso i cittadini con aggressività e a volte con pratiche commerciali scorrette. Altre volte ci sono errori “seriali” di fatturazione, mancate letture e conguagli stratosferici in bolletta assieme alla doppie fatturazioni, non riconoscimento dei recessi effettuati entro i termini, mancata attivazione del Bonus energia e gas agli aventi diritto.
Un mare di guai, denunciano le associazioni di consumatori che in blocco (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Legaconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) hanno chiesto all’Autorità per l’energia di introdurre un nuovo sistema che preveda l’erogazione di una forma di indennizzo a favore dei clienti vittime di un contratto truffa. “Solo un deterrente economico a carico delle aziende di vendita si può disincentivare tali pratiche”, affermano.
I Consumatori (che gestiscono fra l’altro il numero verde 800 821212 con il Progetto Energia “Diritti a Viva Voce”) hanno inoltre proposto all’Autorità di adottare misure obbligatorie per tutti gli operatori che si avvalgono di agenti promotori o di telemarketing: la proposta è di inviare una lettera di benvenuto, a cui deve seguire una necessaria conferma scritta, di adesione, da parte del cliente. La lettera dovrebbe riassumere le caratteristiche principali del nuovo contratto, le circostanze in cui è stato proposto e sottoscritto, le condizioni economiche, e dovrebbe informare chiaramente del fatto che si sta cambiando fornitore. In questo modo, affermano le associazioni, il consumatore viene informato dell’attivazione del nuovo contratto e, in caso di sospetta truffa, può tutelarsi.
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Unioncamere; Registro delle imprese storiche
Anche per il 2012 sono aperte le iscrizioni al Registro nazionale delle imprese storiche, allo scopo di incoraggiare e premiare quelle imprese che nel tempo hanno tramesso alle generazioni successive un patrimonio di esperienze e valori imprenditoriali.
L'iniziativa è rivolta a tutte le imprese di qualsiasi forma giuridica operanti in qualsiasi settore economico, iscritte nel Registro delle imprese e attive, con esercizio ininterrotto dell’attività nell’ambito del medesimo settore merceologico per un periodo non inferiore a 100 anni al 31 dicembre 2011 (ovvero, l'attività deve esistere almeno dal 1911).
Il riconoscimento dà diritto al logo ad hoc attestante la continuità ultracentennale dell’azienda.
Spetta alla Camera di Commercio di appartenenza e a Unioncamere verificare le informazioni e validarle da punto di vista storico-scientifico. Una volta inserite nel registro, spetterà poi a un apposito gruppo di lavoro costituito presso Unioncamere sovrintendere al suo aggiornamento.
Le domande devono essere presentate entro il prossimo 23 marzo alla Camera di Commercio della provincia dove si ha la sede legale.
Fonte:agevolazioni.telematicaitalia.it
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Dichiarazione dei redditi: tagli alle detrazioni?
L’Italia naviga in acque tumultuose e lo sappiamo: da qualche parte bisogna trovare i soldi e fare cassa. Due le probabili alternative: si tagliano le detrazioni o si aumenta l’Iva? Alla fine cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia: nelle tasche dei contribuenti rimarranno sempre meno monete. Sia chiaro, al momento niente di sicuro ma le recenti affermazioni del numero uno dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, mi fanno temere che nel breve arriveranno sensibili tagli alle detrazioni.
Che si tratti di aumento dell’Iva a partire dal prossimo mese di ottobre o di tagli alle detrazioni da poter far valere con la prossima dichiarazione dei redditi, il risultato è uguale. Solo che nel primo caso sarà il contribuente a pagare di più per ogni acquisto mentre nel secondo caso lo stesso contribuente non potrà più portare a detrazione alcune spese sostenute nel corso dell’anno. Facendo due conti, il saldo finale che rimane nelle nostre tasche sarà sempre meno.
Il dubbio mi è sorto ascoltando alcune recenti affermazioni di Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, il quale ha in mente, per il futuro, un Fisco più semplificato in modo da agevolare i rapporti con i cittadini. E per questo sono sul tavolo una serie di norme procedurali che non si rifletteranno sul bilancio poiché saranno a saldo zero.
Poi accenna alle dichiarazioni fiscali: mi piacerebbe arrivare, dice Befera, ad una dichiarazione dei redditi per le persone fisiche di due pagine, non di 140 come oggi. E’ vero. Oggi per compilare correttamente una dichiarazione dei redditi occorre essere laureati in economia e commercio. Ma andiamo più a fondo e cerchiamo di individuare il motivo per cui le istruzioni del modello Unico arrivano a 140 pagine.
Il modello è composto da una serie di campi che contengono i dati personali e i redditi di terreni, fabbricati e per lavoro dipendente. A seguire il contribuente potrà far valere diverse deduzioni o detrazioni fiscali quali quelle per carichi di famiglia, spese sanitarie, spese di istruzione, interessi su mutui, spese per il recupero del patrimonio edilizio o per la riqualificazione energetica e così via.
Semplificare la dichiarazione dei redditi significherà, inevitabilmente, agire su detrazioni e deduzioni e, pertanto, penalizzare i contribuenti che con molta pazienza conservano per un anno intero scontrini e ricevute al fine di godere di un beneficio fiscale anche se minimo. Ci auguriamo, quindi, che la semplificazione tanto agognata da Befera non sia indirizzata a limitare l’applicazione di detrazioni e deduzioni ma piuttosto sia rivolta alla mera semplificazione dei calcoli matematici da computare per addivenire al risultato finale.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Danni da neve? UNC: chiedere risarcimento al Comune
Chiunque abbia subito danni a causa della forte nevicata dei giorni scorsi può chiedere il risarcimento al Comune. Il Comune, infatti, è custode dei beni demaniali ed è responsabile dei danni causati ai sensi dell’art. 2051 del Codice Civile.
E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), che aggiunge: “Se gli alberi delle nostre città fossero stati oggetto di potature periodiche si sarebbero potuti senza dubbio limitare i danni. Allo spettacolo delle città imbiancate è seguito quello desolante che ciascuno ha potuto osservare a causa della carente manutenzione comunale: numerosissimi i rami di alberi caduti sotto il peso della neve che dalla mattinata di sabato 4 febbraio giacciono sul ciglio di strade e marciapiedi o che, ancor peggio, hanno danneggiato le vetture di cittadini colpevoli solo di averle posteggiate all’aperto”.
“I cittadini – conclude l’Avvocato Dona – possono chiedere l’intervento della Polizia municipale, della Polizia stradale o dei Carabinieri, in modo tale da far rilevare il danno; è inoltre bene che scattino alcune foto sul luogo e scrivano una diffida a mezzo raccomandata A.R. al Comune chiedendo il risarcimento dei danni subìti”. I consulenti legali dell’UNC sono a disposizione degli associati per una valutazione gratuita della posizione; si potrà segnalare il caso allo sportello SINISTRI STRADALI presente sulla home page del sito www.consumatori.it .
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Volunia, dall'Italia la sfida a Google
Non si tratta di cercare il classico ago in un pagliaio. Perché questo lo fa già benissimo Google. È un'altra la sfida di Massimo Marchiori, informatico dell'Università di Padova, l'uomo che quindici anni fa, in un convegno a Santa Clara, instillò nelle giovani menti di Larry Page e Sergey Brin il dubbio che la ricerca sul web fosse una buona idea imprenditoriale.
Volunia dà una dimensione "spaziale" a ogni ricerca su internet, rende visibili i non-luoghi della semantica, convertendo i significati in territori, in racconti tridimensionali. Esempio banale: inserendo una qualsiasi query si otterranno dei link che rimandano a una lista di siti, ma ciascuno di questi siti potrà essere rappresentato come uno spazio 3D. Immaginate la mappa di un videogioco come Sim City, dove il palazzo più alto è il contenuto principale e dove gli utenti che stanno passando da quelle parti prendono vita insieme al palazzo. Un motore di ricerca – parola magica – social, agganciato a tutti i possibili network interattivi.
Una sfida bella e durissima. Perché fino a oggi ci hanno abituato a pensare al motore di ricerca come a uno strumento "trasparente". I doodle di Google, in questo senso, sono l'eccezione alla regola e insieme un ritorno potente al concetto di search, una proposta di approfondimento, un tributo creativo a una persona o a un evento. Ma il concetto di base rimane sempre il caro vecchio ipertesto, la parola cliccata e cliccabile che apre nuovi possibili sensi. Volunia riprende invece il concetto di mappa fisica: «È una specie di Tom Tom – ha spiegato Marchiori – che ti assiste e ti permette di cambiare punto di vista».
Il rischio è trasformare una funzione scenografica nel significato principale. Google ha l'obiettivo di rispondere alle nostre domande nella maniera più pertinente possibile. È per questo che il mercato (e la pubblicità) lo valorizzano in Borsa 200 miliardi di dollari. L'idea di Volunia è bella ma da sola non basterà a sancirne il successo. Darci la mappa dei nostri desideri servirà a poco se qualcuno non saprà esaudirli con velocità e precisione. Aiutandoci a trovare il tesoro.
Fonte:ilsole24ore.com (Daniele Lepido)
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