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Elenco news :
Cassazione: uso del cellulare in auto? no alla decurtazione dei punti se non c'è contestazione immediata
Moratoria; Congelati 5 miliardi di debiti alle imprese
Influenza A, falsa pandemia. Altroconsumo appoggia Consiglio d'Europa
Omaggi aziendali: le regole per la deducibilità
Unione Nazionale Consumatori: Nasce il sito Classaction
Moratoria: sospensione mutui possibile dal 1 febbraio
Proroga della detassazione dei contratti di produttività
BCE lascia invariati i tassi; reazione dei Consumatori
Fondo di garanzia e Tfr: quali le prove a carico del lavoratore
La dichiarazione Iva si fa facile.
Gestione rifiuti e tracciabilità: novità per le Pmi
Agevolazioni prima casa anche per i contribuenti che possiedono un altro immobile di modeste dimensioni
Ripartono gli incentivi per auto a metano e Gpl nel 2010
Adiconsum propone Carta da 500 euro per pagare i servizi a partita Iva
Bot a 3 mesi 2010: rendimenti vicini allo zero. Quali alternative di investimento?
eBay: in Italia comprato sul web un prodotto tecnologico ogni 4 secondi
Fisco: in arrivo il nuovo redditometro per il 2010
Dipendente a rischio licenziamento se omette di battere gli scontrini
Fisco: novità per titolari di partita iva su comunicazione annuale
Sospendere mutuo e pagamento rate: richieste dal 1 febbraio 2010. Requisiti. Quando conviene?
Detrazioni fiscali; Il confine giusto tra i bonus del 36 e 55%
I risparmiatori apprezzano sempre più i conti deposito
Veicoli aziendali? Deducibili
Assicurazioni, 2 milioni di automobilisti cambiano classe di merito
Inps: adeguato il “tetto” per ottenere la carta acquisti 2010
Istat, famiglie: sale la propensione al risparmio,ma il potere d'acquisto è in calo
Riforma fiscale 2010: 2 aliquote per le tasse. Le novità e i cambiamenti di Tremonti
Telecomunicazioni: aumenti retributivi dal primo gennaio 2010
In arrivo i "contratti di innovazione" per le imprese
Ryanair conferma tutti i voli ma biglietti da rifare. Come fare richiesta...
Cassazione: uso del cellulare in auto? no alla decurtazione dei punti se non c'è contestazione immediata
Chi viene sorpreso a parlare con il cellulare mentre è al volante, senza fare uso dell'auricolare, non può subire la decurtazione di punti dalla patente se non c'è stata la contestazione immediata. E' quanto stabilisce una sentenza della Corte di Cassazione: la numero 232/2010. In sostanza per applicare la sanzione accessoria della decurtazione dei punti al proprietario dell'auto occorre avere certezza sul fatto che fosse proprio lui alla guida del mezzo. Del resto - ricorda la Corte - la Corte Costituzionale (sentenza n. 27/2005) aveva dichiarato l'illegittimità dell'articolo 126 bis del codice della strada nella parte in cui assoggettava a tale sanzione il proprietario dell'auto in caso di mancata identificaiozne del conducente o di omessa indicazione dello stesso da parte del proprietario.
Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
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Moratoria; Congelati 5 miliardi di debiti alle imprese
«Da novembre 2009 le piccole e medie imprese hanno potuto contare su cinque miliardi in più di liquidità. Ad ottobre 2009, invece, il dato si era attestato a due miliardi». È quanto emerge dai nuovi dati del monitoraggio che fotografano il ricorso effettivo, da parte delle piccole e medie imprese, all'Avviso comune, l'accordo siglato il 3 agosto alla presenza del ministro dell'Economia Giulio Tremonti dall'Abi e dalle altre rappresentanze dell'Osservatorio permanente sui rapporti banche imprese. I dettagli dello screening delle richieste sono stati chiariti congiuntamente da una nota del Mef e da una parallela comunicazione di Palazzo Altieri.
«I dati ufficiali del monitoraggio - spiega il comunicato dell'Associazione delle banche - segnalano che al 30 novembre 2009 sono state 84.298 le domande delle imprese, per un controvalore complessivo di finanziamenti pari a 27,5 miliardi di euro.
Nella prima rilevazione, ad ottobre 2009 le domande erano state 46.239, per un controvalore complessivo di finanziamenti di 16 miliardi di euro. Il sistema bancario ha analizzato 75.344 domande (24,7 miliardi di euro) verificando che è stato già accolto il 77% delle domande. Se si tiene conto, come ricorda nel comunicato gemello il ministero dell’Economia, che i tempi dell'istruttoria sono pari a 30 giorni, sono andate a buon fine 55.422 domande per un ammontare pari a 18,8 miliardi, mentre restano ancora in corso di esame 15.067 unità (4,8 miliardi) e soltanto poco più dell’1% delle richieste non è stato accolto (1.412 per 334 milioni di valore).
Il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, ha poi sottolineato con soddisfazione che «le banche da novembre hanno lasciato alla disponibilità delle imprese oltre cinque miliardi di euro relativi alle quote di capitale sospese».
Se si valutano le domande in rapporto ai settori economici che le hanno espresse, spiccano in particolare l'industria, il comparto del commercio, l'alberghiero e altri servizi. Quanto all'analisi relativa alla distribuzione territoriale delle domande accolte, per sede legale dell'impresa richiedente, i numeri mostrano che il 56,5% delle domande è riferito ad imprese residenti nel Nord Italia. La quota restante riguarda tutto il centro Sud. «Come evidenziato nei mesi scorsi - conclude l'Abi -, l'adesione delle banche all'Avviso comune, e quindi la volontà di sostenere ulteriormente il sistema delle imprese in questa difficile congiuntura, è stata massiccia: al 30 novembre, le banche e gli intermediari finanziari che hanno aderito sono 580, pari a 33.553 sportelli (98,3% del totale sportelli presenti in Italia).
In questi giorni, peraltro, accanto al monitoraggio sulle domande in corso è all'attenzione del ministero dell'Economia e anche delle banche la possibilità di ampliare eventualmente la platea degli interessati e il raggio di applicabilità dell'accordo, in modo da ammettere alla moratoria pure quei finanziamenti che si sono avvalsi di contributi pubblici o sul tasso oppure sul capitale.
Intanto, il presidente della fondazione Cariplo e dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, ha sottolineato ieri che il Fondo per la patrimonializzazione delle Pmi, varato nelle scorse settimane, sempre sotto l'ègida del ministro dell'Economia «non dovrà perdere un euro».
Il Fondo «non sarà un deposito per le imprese che vanno male» ha detto Guzzetti, chiarendo di voler così sgombrare il campo da alcune critiche registrate sull'operazione. La validità del progetto sarà evidente dalla qualità degli amministratori che saranno scelti per la Sgr, ha aggiunto il presidente dell'Acri. Guzzetti ha infine ricordato che, dopo la modifica statutaria decisa lunedì scorso dall'assemblea di Cdp, quest'ultima potrà investire i 250 milioni previsti.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Influenza A, falsa pandemia. Altroconsumo appoggia Consiglio d'Europa
L'influenza A è stata una "falsa pandemia" orchestrata dalle case farmaceutiche pronte a fare soldi con la vendita dei vaccini. La denuncia, riportata dal Daily Mail e dall'Agi, arriva dal presidente della commissione Sanità del Consiglio d'Europa, il tedesco Wolfang Wodarg che ha anche accusato le case farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia. Oggi arrivano le prime conferme (ammesso che ce ne fosse stato bisogno): la Francia ha ufficialmente decretato la fine dell'epidemia di influenza A, almeno nelle aree metropolitane: da due settimane, i centri- sentinella segnalano meno casi di quelli necessari per parlare di epidemia, nonostante il virus continui a circolare. Nel nostro Paese, invece, il Ministro della salute Ferruccio Fazio, rispondendo a un'interrogazione, ha annunciato che l'Italia ha annullato metà degli acquisti inizialmente previsti (e cioè i 24 milioni di dosi che avrebbe dovuto fornire la Sanofi). Il bollettino del Ministero annuncia che i nuovi casi stimati delle sindromi influenzali nella 1° settimana (4-10 gennaio 2010) sono 78.000: in costante diminuzione se si pensa che nella settimana dal 30 novembre al 6 dicembre 2009, ad esempio, i nuovi contagi erano stati 224 mila.
Altroconsumo, d'accordo con la posizione del commissario Wolfang Wodarg, fa sapere di aver scritto, a novembre 2009, al ministero della Salute, chiedendo tra l'altro conto dei costi sostenuti dalla collettività per le 24 milioni di dosi di vaccino ordinate all'azienda farmaceutica Novartis e chiarimenti sui termini del contratto tra governo e azienda farmaceutica. "Non abbiamo ricevuto alcuna risposta, ma sono comunque emersi molti punti oscuri", sostiene l'Associazione, "ad esempio uno squilibrio di oneri a favore di Novartis: è la Corte dei conti stessa, che lo ha esaminato, ad avere affermato che il contratto contiene condizioni che vanificano a favore della Novartis tutti i vincoli contrattuali. Tra i molti esempi citati dalla Corte dei Conti: il prodotto potrà essere reputato difettoso solo se la Novartis è d'accordo; non sono previste penali in caso di mancata consegna nei tempi previsti; il ministero si impegna a risarcire senza limiti alla Novartis tutte le perdite collegate a danni provocati dal vaccino a terzi, tranne quelle dovute a difetti di fabbricazione (che, come visto sopra, devono essere riconosciuti dalla stessa azienda)". Altroconsumo fa notare anche la "strana" segretezza dell'accordo: il contratto è stato coperto da segreto di Stato, il che è del tutto inammissibile oltre che (normalmente) impossibile in un contratto pubblico (come rilevato anche dalla Corte dei conti). In contratto ha ricevuto comunque il visto della Corte dei conti, ma solo per il contesto di "eccezionalità e somma urgenza".
"Del resto, per tornare alle parole di Wolfgang Wodarg, "i governi hanno chiuso i contratti con i produttori di vaccini per ottenere grossi ordinativi di siero in anticipo, accollandosi quasi tutte le responsabilità. In questo modo le aziende produttrici si sono assicurate lauti guadagni, senza addossarsi rischi finanziari". C'è da chiedersi però se sia comunque accettabile, anche in presenza di un'emergenza vera o presunta, un uso di soldi pubblici così sbilanciato a favore di un'azienda e a danno dei cittadini", conclude Altroconsumo.
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Omaggi aziendali: le regole per la deducibilità
La Finanziaria 2008 (legge n. 244/2007) ha riconosciuto la piena deducibilità dei beni distribuiti gratuitamente, ma solo se di valore non superiore a 50 Euro.
Se il valore dei beni supera il limite indicato si applica invece la disciplina sulle spese di rappresentanza, che prevede la deducibilità in base ai ricavi dell’impresa.
In questo caso, gli omaggi possono essere dedotti entro un importo pari all’1,3% dei ricavi ed altri proventi fino a 10 milioni di Euro; allo 0,5% dei ricavi ed altri proventi per la parte eccedente 10 milioni e fino a 50 milioni di Euro; allo 0,1% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 50 milioni di Euro.
Ad ogni modo, le spese - da documentare - devono possedere alcuni requisiti: gratuità per il destinatario del bene; rispetto del principio di inerenza e congruità.
Le spese, infatti, devono essere finalizzate alla promozione sul mercato dei beni (o servizi) dell’azienda o perseguire finalità di pubbliche relazioni ed essere ragionevoli in funzione dell’obiettivo di generare benefici economici per l’impresa ovvero coerenti rispetto agli usi commerciali propri del settore.
Quando l’omaggio è composto da più beni, il limite di 50,00 Euro va riferito al valore complessivo dell’omaggio e non a quello dei singoli beni. Un esempio tipico è quello del cesto natalizio che comprende una serie di beni, il cui singolo valore è sotto i 50,00 euro, ma che complessivamente possono superare il tetto indicato.
Per quanto riguarda il trattamento IVA, va fatta una distinzione se i beni in omaggio fanno parte dell’attività dell’impresa (cioè se sono prodotti o commercializzati dalla stessa) ovvero sono acquistati per essere regalati.
Per i beni acquistati, l’IVA non è detraibile, tranne quando il costo unitario non è superiore a 25,82 euro e la relativa cessione non è soggetta a imposta; nel caso di beni che rientrano nell’attività dell’impresa, invece, l’IVA è detraibile e la cessione va assoggettata a imposta.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Unione Nazionale Consumatori: Nasce il sito Classaction
Il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimo Dona, ha annunciato la nascita del nuovo sito Classaction.it. Si tratterebbe di uno strumento indispensabile per i cittadini, per conoscere meglio l’azione collettiva risarcitoria e di quando vi si può fare ricorso. La class-action è entrata ufficialmente in vigore il 1 gennaio, ma ancora non tutti sanno bene a cosa può servi. Con il sito classaction.it, i cittadini possono quindi essere guidati ad una conoscenza più approfondita di questo dipo di azione risarcitoria. Nel sito saranno pubblicati aggiornamenti sulle azioni intraprese e ogni giorno saranno raccolte le richieste di adesione da parte dei cittadini. "Nell'utilizzare questo strumento - si legge in un comunicato dell'associazione - sarà bene far leva sul senso di responsabilità di tutte le parti in causa (imprese, rappresentanti dei consumatori, magistratura, autorità di vigilanza e mezzi di informazione) perché le azioni di classe siano occasione di un serio confronto nella prospettiva di riequilibrare la debolezza dei cittadini, troppo spesso traditi dallo strapotere del mondo imprenditoriale".
Fonte:studiocataldi.it (Sara Papis)
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Moratoria: sospensione mutui possibile dal 1 febbraio
1° febbraio 2010 scatta per gli italiani in difficoltà la possibilità (fino al 31 gennaio 2011) di presentare presso la propria banca la domanda per la sospensione delle rate mutuo per un periodo fino a 12 mesi. L’iniziativa, nasce da un accordo fra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, allo scopo di venire incontro alle famiglie che nel 2009 e nel 2010 abbiano subìto o subiranno eventi sfavorevoli quali la perdita del lavoro, cassa integrazione, morte o altre cause che rendano impossibile il pagamento del mutuo.
Ovviamente le banche non sospenderanno il mutuo a chiunque ne faccia richiesta, dovranno effettuare dei controlli di esistenza dei requisiti per accedere al beneficio, per cui in realtà sarà verso aprile o maggio che la famiglia vedrà sospesa la rata di mutuo da pagare.
Fonte:bassitassi.com (Laura Ricciardi)
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Proroga della detassazione dei contratti di produttività
Nell’ambito delle disposizioni relative al lavoro dipendente contenute nella Legge Finanziaria 2010, l`art.2, commi 156, lett. b, e 157, prevede la proroga, fino al 31 dicembre 2010, della detassazione dei premi di produttività, nel limite di 6.000 euro lordi, corrisposti ai lavoratori del settore privato titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nel 2009, a 35.000 euro, mediante l’applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sul reddito pari al 10%. In particolare, l`agevolazione riguarda le somme relative ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa, ed altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa (art. 2, comma 1, lett. c, DL 93/2008, convertito dalla legge 126/2008). Per quanto riguarda i lavoratori del settore edile, si ricorda che, come chiarito dalla C.M. n.59/E/2008, l’agevolazione, con riferimento a tali premi di produttività, spetta, altresì, per gli importi relativi al cd. “elemento economico territoriale” (E.E.T.), di cui all’art.38 del CCNL, a condizione che gli stessi costituiscano «un elemento retributivo erogato in corrispondenza di incrementi di produttività, innovazione, efficienza, ovvero per il conseguimento di elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa»
Fonte:studioricghetti.it (Commercialista Telematico)
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BCE lascia invariati i tassi; reazione dei Consumatori
La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi di interesse invariati, con quello principale all'1%, il livello più basso nella storia dell'euro. E nel breve periodo non sono previsti aumenti perché i tassi risultano appropriati, visto le attuali condizioni economiche. Lo ha detto il presidente della BCE, Jean-Claude Trichet, al termine della riunione del Consiglio Direttivo che ha deciso di lasciare i tassi invariati.
Trichet ha poi messo l'accento sulla disoccupazione in salita nel 2010 e sul rallentamento dei consumi. Condizioni che produrranno una ripresa lenta, una moderata crescita del Pil e un'inflazione sotto controllo. E poi, secondo Trichet, la ripresa non sarà uniforme; il Presidente della BCE ha definito accidentato il percorso che abbiamo di fronte a noi, caratterizzato da un alto livello di incertezza e con possibili differenze significative tra un trimestre e l'altro.
Immediata la reazione di Federconsumatori e Adusbef che ricorda che, nel 2008, mentre le istituzioni monetarie di tutti gli altri paesi riducevano il tasso di sconto, Trichet fece salire quello di riferimento BCE al 4,25%, con i noti effetti disastrosi. E quando era già tardi, per "correre ai ripari", si decise a far scendere il tasso di sconto, come da sempre le nostre associazioni richiedevano, riportandolo all'1%.
"Alla luce di questa drammatica esperienza, oggi, di fronte alle affermazioni sui tagli delle tasse, noi siamo ancora più convinti che sia necessario fare l'esatto contrario di quanto dice Trichet, e cioè ridurre le tasse per rilanciare la domanda di mercato e l'intera economia" sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.
"La nostra indignazione, però, non riguarda solo le dichiarazioni del Presidente della BCE - aggiungono i due Presidenti - ma anche le forze politiche del nostro Paese, che sono troppo impegnate a discutere di immunità e processi più o meno brevi per pensare alle condizioni disastrate in cui si trovano l'economia e le famiglie. Non dimentichiamo, infatti, che queste ultime nel 2009 hanno registrato un crollo del proprio potere di acquisto dell'1,9%, ed addirittura del 3,2% per quanto riguarda le famiglie a reddito fisso".
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Fondo di garanzia e Tfr: quali le prove a carico del lavoratore
A norma dell’art. 2, commi dall’1 al 7, della legge 29 maggio 1982, n. 297, qualora il datore di lavoro sia un imprenditore commerciale soggetto alle disposizioni della legge fallimentare, il lavoratore, per poter ottenere l’immediato pagamento ( nel rispetto del termine di 60 gg dalla domanda) del trattamento di fine rapporto da parte del Fondo di garanzia istituito presso l’Inps, deve provare, oltre alla cessazione del rapporto di lavoro e all’inadempimento, in tutto o in parte, posto in essere dal debitore, anche lo stato d’insolvenza in cui versa quest’ultimo, utilizzando a tal fine, la presunzione legale prevista dalla legge ( l’apertura del fallimento o della liquidazione coatta amministrativa o del concordato preventivo nei confronti del medesimo debitore); viceversa qualora non sia possibile l’applicazione della legge fallimentare perché non ricorre la condizione soggettiva di cui alla legge fallimentare, il lavoratore, allo scopo sopra indicato, oltre alla prova dell’avvenuta conclusione del rapporto di lavoro e dell’inadempimento, in tutto o in parte, posto in essere dal datore di lavoro, deve fornire anche l’ulteriore prova che quest’ultimo non è soggetto alle procedure esecutive concorsuali e deve, inoltre, dimostrare, in base alla diversa presunzione legale pure prevista dalla legge, che mancano o sono insufficienti le garanzia patrimoniali del debitore (Cass. sent. 22647/2009).
Fonte:studiocataldi.it ((Francesca Bertinelli)
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La dichiarazione Iva si fa facile.
Debutta il “modello base” 2010 La versione semplificata consentirà al contribuente di avere a disposizione solo i quadri di suo interesse
La modulistica Iva accoglie un nuovo componente: il modello base per il 2010, disponibile da oggi in bozza sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Sono on line anche la bozza delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica del modello Iva 2010 ordinario, aggiornata con le istruzioni relative al modello base, e le bozze delle specifiche tecniche per l'invio del modello Iva 74 bis 2010 e della comunicazione annuale dei dati Iva.
Modello Iva base 2010, la novità di quest'anno
Debutta quest'anno il modello Iva base 2010, una versione semplificata di quello ordinario che può essere utilizzata in alternativa a questo da quei contribuenti obbligati ad allegare la dichiarazione annuale Iva a Unico.
In particolare, il modello va compilato dai soggetti Iva (persone fisiche e non) che nel corso del 2009 hanno determinato l'imposta dovuta o ammessa in detrazione secondo le regole generali della disciplina vigente in materia (e non si sono avvalsi, quindi, dei regimi speciali Iva), non hanno eseguito operazioni con l'estero, non hanno effettuato acquisti e importazioni (senza applicazione dell'Iva) utilizzando il plafond per gli esportatori abituali e non hanno partecipato a operazioni straordinarie o a trasformazioni sostanziali soggettive.
Il modello è costituito dai seguenti quadri:
una versione ridotta del quadro VA
il quadro VE che contiene solo le sezioni 2, 3 e 4
il quadro VF adattato alle tipologie di contribuenti che lo possono utilizzare
una versione ridotta del quadro VJ
il quadro VH
il quadro VL
il quadro VT
Termini e modalità di presentazione per il modello Iva base sono gli stessi stabiliti per la dichiarazione annuale Iva 2010 in forma unificata.
Fonte:nuovofiscooggi.it
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Gestione rifiuti e tracciabilità: novità per le Pmi
Il Ministero dell’Ambiente istituirà dal 2010 un nuovo sistema informatico di controllo della gestione dei rifiuti chiamato SISTRI.
La novità risale addirittura alla Legge Finanziaria del 2007: tramite una chiavetta Usb contenente un software per l’identificazione - di cui dovranno dotarsi tutte le imprese del settore, cioè produttori e smaltitori di rifiuti nonché gli autotrasportatori che effettuano trasporto di rifiuti - si effettueranno tutte le operazioni di carico e scarico consentendo il controllo del percorso dei rifiuti in tempo reale.
Saremo il primo Paese in Europa ad attivare questo sistema di tracciabilità del traffico dei rifiuti. Il SISTRI si integrerà telematicamente anche con il SITRA, il sistema di tracciabilità dei rifiuti solidi urbani, adottato dalla regione Campania in attuazione della legge n. 210 del 2008.
La novità è stata annunciata dal Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, in un’audizione presso la Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti.
L’impiego massiccio della tecnologia informatica è stato giustificato con la necessità di contrastare i traffici illeciti di rifiuti: solo nel 2007, secondo le stime del Ministero, i rifiuti speciali ammontavano a 134,7 milioni di tonnellate di cui 125,5 non pericolosi e 9,2 milioni di tonnellate per gli speciali pericolosi.
L’ulteriore obiettivo è la riduzione degli oneri economici e burocratici per le imprese, in particolare le Pmi, attualmente sostenuti per la gestione dei rifiuti.
Si valuta che il nuovo sistema, una volta a regime, dovrebbe consentire una riduzione complessiva dei costi nell’ordine del 50%.
Si tratta di un obiettivo realmente raggiungibile?
Il progetto interesserà 400 mila imprese, secondo le stime Confindustria, che presso la medesima Commissione si è espressa sul SISTRI valutando positivamente la annunciata soppressione di diverse procedure amministrative che gravano sulle imprese.
Tuttavia, proprio Confindustria ha rilevato che l’assenza di un periodo di sperimentazione del nuovo sistema potrebbe comportare diversi problemi soprattutto per le piccole imprese.
Cautela nell’applicazione del nuovo sistema da parte delle Pmi, microimprese e aziende artigiane è stata richiesta anche da altre Associazioni imprenditoriali.
Addio dunque al MUD (Modello di Dichiarazione Ambientale) nonché ai registri di carico e scarico sinora impiegati per “registrare” i movimenti dei rifiuti.
Ma sarà un addio solo sulla (o della) carta?
Fonte:blog.pmi.it (Paolo Sebaste)
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Agevolazioni prima casa anche per i contribuenti che possiedono un altro immobile di modeste dimensioni
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 100 dell'8 gennaio 2010 ha, definitivamente, stabilito che l'agevolazione "prima casa" può essere ottenuta anche da chi è già proprietario, nel medesimo Comune, di un altro alloggio che, per dimensioni e caratteristiche a sopperire ai bisogni abitativi dell'acquirente non sia idoneo.
Con la nuova sentenza la Corte ha accolto il ricorso di una contribuente che chiedeva di essere rimborsata dell’imposta di registro pagata senza agevolazioni per via di un altro piccolissimo immobile di cui la donna era proprietaria (si trattava di un un immobile di appena 22,69 metri quadrati).
Successivamente al silenzio rifiuto dell’amministrazione finanziaria la contribuente aveva fatto ricorso alla commissione tributaria provinciale che, però, non le aveva dato ragione e tale decisione era stata, anche, confermata dalla commissione tributaria regionale del Lazio. Diversamente in Cassazione dove, invece, il ricorso è stato infatti accolto in pieno.
La sentenza rappresenta un'importante evoluzione nell'interpretazione della normativa sull'agevolazione per l'acquisto della "prima casa". Sino ad ora, infatti è stata, sempre, asserito, in tutte le sedi, che la titolarità di un'altra abitazione nel medesimo Comune impediva, nel caso di un nuovo acquisto, l'ottenimento dell'agevolazione "prima casa" senza entrare nel merito della "idoneità" dell’immobile già posseduto con le caratteristiche di abitazione.
La Cassazione, nella sentenza ha precisato che "in tema di agevolazioni tributarie e con riguardo ai benefici per l'acquisto della "prima casa", l'art. 1, quarto comma, e nota II bis, della tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 - nel prevedere, tra le altre condizioni per l'applicazione dell'aliquota ridotta dell'imposta di registro, la non possidenza, di altra abitazione - si riferisce, anche alla luce della ratio della disciplina, ad una disponibilità non meramente oggettiva, bene soggettiva, nel senso che ricorre il requisito dell'applicazione del beneficio, anche all'ipotesi di disponibilità di un alloggio che non sia concretamente idoneo, per dimensioni e caratteristiche complessive, a sopperire ai bisogni abitativi suoi e della famiglia”.
Con l’ovvia conclusione che il tutto diventa più discrezionale e l’idoneità dell’eventuale alloggio poseduto all’atto di una nuova compravendita è legata alle caratteristiche ed alle dimensioni.
Fonte:lavoripubblici.it (Paolo Oreto)
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Ripartono gli incentivi per auto a metano e Gpl nel 2010
13/10 E’ stato attivato ieri il sistema on-line delle prenotazioni degli incentivi per le auto a Gpl e Metano per il 2010.
La disponibilità attuale per gli incentivi è di € 11.556.406,00, derivanti in parte dai fondi residui dell’esercizio 2009 e in parte dal fondo strutturale istituito con la Legge 403/1997.
Siamo in attesa di un eventuale nuovo finanziamento che dovrebbe essere previsto dal nuovo decreto atteso per le prossime settimane.
Chi ha diritto al contributo
Hanno diritto al contributo tutte le persone fisiche e le persone giuridiche che trasformano il proprio autoveicolo a GPL e metano. Sono fatte salve tutte le trasformazioni collaudate dopo il 1 Gennaio 2010.
Come ottenere il contributo
Gli utenti interessati si rivolgono presso gli istallatori ed i concessionari aderenti all’inizitiva, che prenotano on-line. Gli utenti prenotati ricevereanno l’incentivo sotto forma di sconto al momento della trasformazione. L’applicazione del contributo dovrà risultare dal documento fiscale rilasciato dall’installatore o dal concessionario.
Fonte:motorionline.com
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Adiconsum propone Carta da 500 euro per pagare i servizi a partita Iva
Per recuperare il potere d'acquisto delle famiglie, diminuito secondo l'Istat dell'1,6% in un anno, Adiconsum propone una Carta da 500 euro da usare solo per il pagamento dei servizi a partita Iva. L'associazione parte dalla considerazione che uno dei problemi principali del paese è l'evasione fiscale, che condiziona le manovre di riduzione delle tasse. "L'idea della Carta - afferma Adiconsum - al contrario può coniugare una doppia finalità: ricostruire il potere d'acquisto e allo stesso tempo fungere da deterrente contro l'evasione fiscale che riguarda in particolare i lavoratori autonomi a partita Iva".
La proposta è quella di emettere una Carta del valore di 500 euro a famiglia da usare esclusivamente per i pagamenti dei servizi forniti dalle partite Iva: visite specialistiche, riparazione auto o interventi in casa, dunque i servizi forniti ad esempio dal dentista, dal meccanico o dall'idraulico. "Essendo pagamenti tracciati l'obbligo della dichiarazione sul reddito è automatico - afferma l'associazione - Così facendo si farebbe emergere una parte considerevole di lavoro professionale "nero". In altre parole se lo Stato per l'emissione di tale Carta spende 5 miliardi di euro, ne potrebbe recuperare circa la metà attraverso le dichiarazioni dei redditi professionali aggiuntivi".
Fonte:helpconsumatori.it
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Bot a 3 mesi 2010: rendimenti vicini allo zero. Quali alternative di investimento?
Il rendimento netto dei Bot a tre mesi è sceso sotto lo zero, il rendimento lordo, che ha toccato il nuovo minimo storico di 0,37%, un tasso che, secondo i calcoli fatti da Assiom, nell'ipotesi di applicazione delle commissioni massime, porta il rendimento netto sotto zero, pari a -0,08% una volta applicate anche le ritenute fiscali.
È tornato a scendere anche il rendimento dei BoT annuali: i titoli scadenza 14 gennaio 2011 hanno registrato un rendimento dello 0,795% (-0,221) parecchio sotto la soglia dell'1% e vicino al minimo di 0,741% registrato a settembre. In questo caso, tra commissioni e ritenute fiscali, il rendimento netto scende allo 0,397%.
Ricordiamo che, in base alla normativa emessa dal Tesoro nell'ottobre scorso, è stato stabilito un tetto alle commissioni applicate alla clientela. Nel decreto si ricorda come il fine sia quello "di tutelare i risparmiatori nell'attuale contesto di mercato, caratterizzato da tassi di interesse particolarmente contenuti soprattutto per i titoli a breve scadenza".
Modificando così la normativa del 2004 si stabilisce che "nel caso in cui il prezzo totale di vendita, comprensivo dell'importo della ritenuta fiscale (pari al 12,5%) e della commissione, risulti superiore a 100, l'importo massimo di tale commissione è ridotto in modo da garantire alla clientela un onere comunque non superiore a 100 euro, per ogni 100 euro di capitale sottoscritto".
Nonostante i rendimenti così vicini allo zero, la domanda degli investitori non diminuisce, segno di una fiducia ottimistica nei titoli di stato italiani: per i trimestrali è stato richiesto un importo di oltre 9,16 miliardi di euro a fronte di 3,5 miliardi offerti e assegnati, mentre per i titoli a 12 mesi la richiesta è stata pari a oltre 12 miliardi rispetto ai 7,5 miliardi offerti e assegnati. Gli ulteriori investimenti consigliati sono per le obbligazioni, andate bene nel 2009 appena trascorso, e che secondo gli analisti gli analisti dovrebbero continuare su questo trend positivo.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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eBay: in Italia comprato sul web un prodotto tecnologico ogni 4 secondi
Un prodotto tecnologico acquistato ogni 4 secondi, un capo di abbigliamento ogni 12 e un oggetto per la casa ogni 17 secondi. Gli italiani fanno sempre piu' affidamento al web per effettuare i propri acquisti, non solo sotto Natale. Secondo un'indagine realizzata dal sito di ecommerce Ebay.it, a fianco dell'intramontabile categoria dei prodotti tecnologici, con un oggetto acquistato ogni 4 secondi, in particolare un cellulare o componente ogni 14 secondi, nel 2009 gli italiani hanno comprato via web soprattutto abbigliamento e accessori, al ritmo di uno ogni 12 secondi, oltre che prodotti per la casa, arredamento e il bricolage, con un oggetto acquistato ogni 17 secondi. Nonostante la crisi economica, lo scorso anno gli italiani non hanno rinunciato alla cura di se' e a seguire le avanguardie tecnologiche, togliendosi qualche sfizio. Analizzando il trend di acquisto su eBay degli ultimi due anni, oltre alla categoria "casa e arredamento" sempre in aumento negli anni (+44% negli ultimi due anni), le due aree di prodotti che rivelano una crescita maggiore sono ''bellezza e salute'' (+28%) e ''telefonia e cellulari'' (+16%).
Fonte:adnkronos.com
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Fisco: in arrivo il nuovo redditometro per il 2010
Dopo un incontro informale tra i commercialisti e l'Agenzia delle entrate è nata l'ipotesi di introdurre un nuovo strumento di lotta all'evasione fiscale. Si tratterebbe di un nuovo redditrometro per ricavare il reddito effettivo dei contribuenti attraverso il confronto tra quanto dichiarato al fisco e quanto viene effettivamente consumato. Lo strumento dovrebbe essere in grado di effettuare controlli trasversali non solo su lavoratori autonomi e dipendenti, ma anche su disoccupati, pensionati e casalinghe. Gli indicatori di ricchezza che caratterizzano il nuovo redditometro non sono solo barche immobili ed automobili ma anche spese per viaggi, iscrizioni a club e scuole private. Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti,ha ricordato che l'evasione fiscale sottrae alle casse dello stato una cifra che si aggira intorno ai 100 miliardi di euro all'anno. ''L'Italia - spiega il Presidente - non puo' essere il paradiso per gli evasori e l'inferno per i cittadini onesti''. Per questo, afferma Siciliotti è necessario introdurre nuovi strumenti efficaci contro l'evasione fiscale: ''Il redditometro e' uno strumento democratico e trasversale, riguarda dipendenti e autonomi, e anche i finti disoccupati. Inoltre consente di fare un raffronto tra quanto viene speso e quando viene dichiarato, mi sembra un elemento che puo' essere applicato su tutti''. Già entro la prima parte dell'anno partirà un tavolo di confronto con l'Agenzia.
Fonte:studiocataldi,it (Roberto Cataldi)
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Dipendente a rischio licenziamento se omette di battere gli scontrini
Provvedimento legittimo se il comportamento pregiudica il rapporto fiduciario con il datore di lavoro
Con la sentenza n. 26991 del 22 dicembre 2009, la sezione Lavoro della Corte di cassazione, confermando definitivamente il licenziamento di un lavoratore dipendente che non rilasciava ai clienti lo scontrino fiscale, ha chiarito che le norme invocate dal lavoratore riservano a guardie giurate la tutela del patrimonio aziendale e comunque a personale noto ai lavoratori la vigilanza sull'attività lavorativa, ma non vietano al datore i mezzi necessari ad assicurare la stessa sopravvivenza dell'impresa, quali controlli occulti di un'agenzia investigativa contro attività fraudolente e penalmente rilevanti.
Il fatto
Nel caso di specie, una lavoratrice dipendente, addetta al bar di un casinò, era stata sorpresa nel non emettere scontrini fiscali durante il proprio orario di servizio; la rilevazione era stata affidata a un'agenzia investigativa proprio per fare luce sulle mancate registrazioni delle consumazioni. Il datore di lavoro aveva proceduto al licenziamento considerata la gravità dell'accaduto, peraltro più volte reiterato.
Il licenziamento veniva convalidato dalla competente Corte d'Appello, nei cui confronti la lavoratrice, proponendo ricorso per cassazione, ha sostenuto nelle proprie tesi difensive, in particolare, che il fatto di non battere gli scontrini fiscali era sì un "comportamento illecito", ma comunque "autorizzato e corrispondente ad una prassi".
Linea difensiva che, però, non ha - correttamente - trovato consenziente il giudice di legittimità, che ha respinto il ricorso. Nel convalidare la legittimità del licenziamento, la Cassazione ha ritenuto che la motivazione dei giudici di merito si appalesa completa ed esaustiva, coerente alle acquisizioni investigative e documentali in atti.
Quanto al fatto che la vicenda era stata scoperta in seguito a controlli sui "movimenti" interni della dipendente, la Suprema corte ha rilevato che le norme per la tutela del patrimonio aziendale "non vietano al datore di lavoro" di ricorrere ai "mezzi necessari ad assicurare la sopravvivenza dell'impresa, quali i controlli occulti di un'agenzia investigativa contro attività fraudolente o penalmente irrilevanti".
Sostanzialmente, quindi, per il collegio giudicante, l'azienda, ove lo ritenga necessario, può anche commissionare a investigatori privati la vigilanza sulla regolarità dell'attività lavorativa dei dipendenti per far luce sulla loro "attitudine" di omettere il rilascio dello scontrino fiscale per le consumazioni al bar dei clienti della struttura adibita a casa da gioco.
La Cassazione stigmatizza così la pratica piuttosto diffusa di non battere il documento in discorso che, oltre a ridondare sul piano fiscale, può avere effetti deleteri anche per lo stesso lavoratore dipendente, quale appunto la sanzione del licenziamento.
Sostanzialmente, quindi, con la linea "dura" adottata, la Suprema corte interviene nel caso di specie in una duplice direzione:
da un lato, sotto l'aspetto fiscale, per debellare la "cattiva abitudine" di non documentare la somministrazione di alimenti e bevande
dall'altro, con effetti sul piano del rapporto di lavoro, per convalidare i controlli "occulti" eseguiti dalle apposite agenzie investigative.
In conclusione, con la pronuncia in esame, il giudice di legittimità conferma la grave sanzione del licenziamento correlata a un comportamento illecito del lavoratore di natura fiscale, atteso che simili omissioni sono in grado di giustificare il licenziamento sotto il profilo della proporzionalità di tale sanzione rispetto alle infrazioni commesse (Cassazione, sezione lavoro, sentenza 21213/2005).
Precedenti giurisprudenziali
Il nuovo giro di vite della Cassazione, sottesa a rilevare la gravità della condotta posta in essere da una lavoratrice per l'abitudine di non rilasciare lo scontrino fiscale, trova comunque conferma in precedenti in materia di lavoro, come ad esempio nella sentenza n. 14066/2009, laddove la sezione Lavoro ha legittimato il licenziamento del dipendente che ha tenuto un comportamento tale da pregiudicare il rapporto fiduciario con il datore di lavoro (come è avvenuto nel caso di specie).
Al riguardo, la Corte di legittimità ha più volte affermato (vedi Cassazione, sezione lavoro, 9425/2008, 19270/2006) che, per stabilire in concreto l'esistenza di una giusta causa di licenziamento, che deve rivestire il carattere di grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro, in particolare di quello fiduciario, occorre valutare:
da un lato, la gravità dei fatti addebitati al lavoratore, in relazione alla portata oggettiva e soggettiva dei medesimi, alle circostanze nelle quali sono stati commessi e all'intensità dell'elemento intenzionale
dall'altro, la proporzionalità fra tali fatti e la sanzione inflitta, stabilendo se la lesione dell'elemento fiduciario su cui si basa la collaborazione del prestatore di lavoro sia in concreto tale da giustificare o meno la massima sanzione disciplinare.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Salvatore Servidio)
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Fisco: novità per titolari di partita iva su comunicazione annuale
Novità per i titolari di partita Iva che debbono presentare la comunicazione annuale dei dati Iva entro il mese di febbraio. L'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione nel sito internet www.agenziaentrate.gov.it la bozza del nuovo modello con le relative istruzioni. Ecco un breve prospetto che Adnkrono ha elaborato sulla base di un comunicato dell'Agenzia: "Nuovi campi nella struttura del modello: per indicare le cessioni e gli acquisti di beni strumentali, sono stati previsti, nella sezione II, ''Dati relativi alle operazioni effettuate'', i campi 5, nei righi CD1 (operazioni attive) e CD2 (operazioni passive). Integrazione delle istruzioni: sono stati inseriti, nell'elenco dei soggetti esonerati, i contribuenti che presentano la dichiarazione annuale Iva entro il mese di febbraio, sulla base delle modifiche apportate al dpr 322/1998 dall'articolo 10 del decreto anticrisi (dl 78/2009)". Ma non basta, sono state anche indicate le nuove modalita' di presentazione e di compilazione della comunicazione annuale dei dati Iva relativa all'anno 2009 da parte dei soggetti non residenti che, sulla base della previgente normativa, hanno operato in Italia sia mediante stabile organizzazione che mediante rappresentante fiscale o identificazione diretta. Infatti, al soggetto non residente non e' consentito assumere una duplice posizione Iva nel territorio dello Stato (articolo 17, secondo comma, del dpr 633/72, modificato dall'articolo 11 del dl 135/2009)
Fonte:studiocataldi.it
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Sospendere mutuo e pagamento rate: richieste dal 1 febbraio 2010. Requisiti. Quando conviene?
Scatteranno dal primo febbraio 2010 i termini per presentare presso la propria banca la domanda per la sospensione delle rate per un periodo fino a 12 mesi. Nata da un accordo fra l'Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, l’iniziativa è stata pensata a sostegno delle famiglie che nel 2009 e nel 2010 sono state oggetto di eventi particolari come la perdita del lavoro, l'ingresso in cassa integrazione, la morte o l'insorgenza di condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore del prestito.
Lo stop ai pagamenti non sarà però immediato e spetterà agli istituti di credito decidere se la sospensione riguarderà la sola quota interessi o l'intero ammontare della rata. In entrambi i casi, il piano di ammortamento originale subisce uno spostamento in avanti nel tempo pari al periodo di sospensione: un mutuo ventennale bloccato per 12 mesi, ad esempio, si protrarrà fino al 21esimo anno.
L'accordo prevede inoltre che gli interessi continuino a maturare nel periodo di moratoria, ma ciò che cambia è l'ammontare da versare durante la moratoria e il modo in cui si dovranno eventualmente restituire gli interessi maturati. Nel caso in cui la banca offra la sospensione della sola quota capitale, il mutuatario non potrà astenersi dal versare gli interessi che potranno essere anche elevati, fino a coprire gran parte della rata originaria per i mutui che si trovano nei primi anni di vita.
Se la banca permette la sospensione totale della rata (quota capitale+interessi), la famiglia in difficoltà non verserà alcun centesimo durante il periodo della moratoria, ma gli interessi maturati durante il periodo di stop dovranno essere pagati a partire dalla prima rata successiva alla ripresa dell'ammortamento con pagamenti periodici per una durata che sarà definita dalla banca sulla base degli elementi forniti dal mutuatario.
I beneficiari di questa sospensione sono le persone fisiche intestatarie di mutuo con reddito imponibile non superiore a 40mila euro annui. La domanda di sospensione può essere effettuata dal primo febbraio 2010 al 31 gennaio 2011 e dovrà essere presentata alla banca che ha concesso il prestito se ha aderito all'iniziativa Abi.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Detrazioni fiscali; Il confine giusto tra i bonus del 36 e 55%
Le detrazioni fiscali sul recupero edilizio sono due, quelle del 36% sulle ristrutturazioni (prorogata per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2012) e quelle del 55% sul risparmio energetico (per le spese effettuate entro il 31 dicembre di quest’anno).
È evidente che le seconde sono più appetibili delle prime, per ben tre motivi: risparmio maggiore (il 55% è più del 36%), tetti di detraibilità superiori (fino a un massimo di 181.818 euro di spesa sopportata, anziché fino a 48mila euro) e meno rate annuali in cui goderle (5 rate anziché 10).
Quindi, anche se tutte le opere agevolate con la detrazione del 55% sarebbero teoricamente detraibili con quella del 36%, è chiaro che il contribuente ha interesse ad approfittare della detrazione di maggior importo, anche se ciò significa affrontare prassi burocratiche maggiori (la compilazione di moduli informatizzati sul sito dell’Enea).
È possibile, nell'ambito degli stessi lavori, godere contemporaneamente sia della detrazione del 36% che di quella del 55%, ma non, ovviamente, per le stesse opere. Finché ci si limita a far eseguire opere differenti - anche dalla stessa impresa - la distinzione non è difficile: per esempio possono essere installate contemporaneamente finestre con doppi vetri (detraibili ai sensi del 55%) e porte blindate (detraibili solo ai sensi del 36%). Resterà necessario eseguire due distinte prassi burocratiche (l’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro servizi di Pescara, e la compilazione online dei moduli dell'Enea), bisognerà evidenziare nelle fatture quali opere siano relative al 36 e quali al 55%, e infine pagare con bonifici separati. Niente vieta, invece, che l’iter urbanistico sia uno solo (per esempio un'unica Dia, la denuncia di inizio attività).
Ma talvolta le cose si fanno assai più complicate. Per spiegarci meglio, prendiamo “di peso” un esempio fatto da una risoluzione dell'agenzia delle Entrate, la n. 283 del 7 luglio 2008: l'installazione di una caldaia a condensazione contemporanea a quella di un impianto a pannelli radianti sotto il pavimento.
L’opera prevede una serie di lavori volti alla funzionalità dell'impianto, quali ad esempio lo smontaggio e la dismissione della vecchia caldaia, la fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonché le opere edilizie strettamente funzionali alla realizzazione dell'intervento di risparmio energetico (come quelle indispensabili a mettere sotto tracciale tubazioni).
Ora: le spese relative a questi lavori sono tutte detraibili ai sensi del 55 per cento. Ma sono anche indispensabili altri lavori, non strettamente connessi all'intervento di risparmio energetico. Per esempio, la posa in opera di una nuova pavimentazione (che evidentemente potrebbe essere eseguita sia con piastrelle di seconda scelta sia con legni o marmi pregiati), nuovi battiscopa, opere di falegnameria per accorciare l'altezza delle porte interne (il nuovo pavimento è rialzato), eventuale nuova tinteggiatura delle pareti sporcate e via elencando. Secondo l'interpretazione delle Entrate, questa seconda serie di lavori non è detraibile ai sensi del 55% ma, al massimo, solo ai sensi del 36 per cento.
In casi come questi, però, l’identificazione delle opere strettamente connesse al risparmio energetico può essere assai difficile da fare: la responsabilità, secondo l'agenzia delle Entrate, ricade tutta sui tecnici abilitati. Ed è altrettanto evidente che il committente cercherà di convincere progettista e direttore dei lavori a imputare più spese possibili alle opere di contenimento dei consumi energetici. Il tutto tenendo presente un'altra regola importante. Qualora si sia chiesta la detrazione del 36% su lavori che godrebbero di quella del 55% non è più possibile cambiare idea in seguito (risoluzione Entrate 05/07/2007 n. 152).
Fonte: Il Sole 24 Ore
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I risparmiatori apprezzano sempre più i conti deposito
Sarà stata la crisi e soprattutto il ricordo ancora fresco dei vari crack, ma i risparmiatori italiani sono ormai alla ricerca di prodotti finanziari più sicuri, che offrano un rendimento piccolo, ma certo. E sono sempre di più i consumatori che si interessano ai conti deposito, o conti risparmio, che sono generalmente a costo zero, non soggetti ai rischi del sistema finanziario, e gli interessi percepiti sono tassati con un'aliquota del 27%.
Lo scrive in una nota il Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano (CTCU), che presenta un riepilogo delle più importanti offerte di conti deposito, sul mercato italiano al 10 gennaio 2010. Il CTCU spiega che il conto deposito non è un classico conto bancario su cui si possono fare pagamenti e ricevere accrediti da terzi, ma è un conto sul quale si effettua il deposito di un certa somma di denaro. Su tale deposito si matura un interesse mediamente più elevato di quello percepito attraverso un normale conto corrente bancario.
"Si tratta di una forma di investimento a breve termine - precisa il CTCU - che può senz'altro essere presa in considerazione in un'epoca, come quella attuale, di forti incertezze finanziarie".
Come si fa ad aprire un conto deposito? Bisogna possedere un conto corrente di appoggio (anche presso una banca diversa da quella del conto deposito), attraverso il quale vengono effettuati i versamenti ed i prelevamenti sul e dal conto di deposito.
E come si sceglie un conto di deposito? Il CTCU spiega che non basta prendere in considerazione solo il tasso di interesse pubblicizzato nell'offerta, bisogna anche considerare l'ammontare minimo della somma o delle somme che si vogliono investire, la durata dell'offerta di tasso vantaggioso, l'ammontare e il periodo di capitalizzazione (trimestrale, semestrale, annuale o altro) degli interessi. Un elemento da valutare è quindi la durata, importante anche per chi vuol parcheggiare i propri soldi solo per breve tempo (tre, sei, dodici mesi).
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Veicoli aziendali? Deducibili
E’ sempre più frequente l’attribuzione di un veicolo aziendale al dipendente da utilizzare sia per esigenze personali che lavorative, i cosiddetti veicoli ad uso promiscuo.
Per questi veicoli è prevista la deducibilità al 90% dei costi e degli altri componenti negativi da parte dell’azienda qualora vengano destinati ad uso promiscuo per la maggior parte del periodo d’imposta.
Per permettere l’individuazione di tale periodo è necessario che l’utilizzo da parte del dipendente sia provato da idonea documentazione che ne attesti con certezza l’utilizzo. Ciò può avvenire tramite una specifica clausola nel contratto di lavoro del dipendente, la sottoscrizione di una scrittura privata con data certa oppure l’indicazione nel verbale del consiglio di amministrazione.
Qualora il veicolo ad uso promiscuo venga ceduto o acquistato in corso d’anno è necessario che la concessione al dipendente avvenga per la maggior del periodo decorrente dal momento dell’acquisto fino al termine del periodo d’imposta o comunque dall’inizio del periodo d’imposta fino alla cessione del veicolo.
La determinazione della durata dell’utilizzo del veicolo da parte del dipendente non richiede necessariamente continuità dell’utilizzo né che il veicolo stesso sia destinato ad un solo dipendente. Se, ad esempio, in un esercizio contabile che inizia il primo gennaio e termina il 31 dicembre, l’acquisto del veicolo avviene il primo settembre è necessario che sia destinato ad uso promiscuo per almeno la metà del tempo intercorrente tra il primo settembre e il 31 dicembre, quindi 61 giorni non necessariamente continuativi né da parte di un solo dipendente.
A titolo meramente indicativo si precisa che il dipendente che riceve il veicolo è soggetto a tassazione sul relativo fringe benefit il cui valore può essere attribuito mediante inserimento in busta paga o fatturazione.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Assicurazioni, 2 milioni di automobilisti cambiano classe di merito
Classe di merito addio. Inizio dell’anno, tempo di rinnovi delle polizze assicurative. Peccato, però, che gli italiani si ritroveranno brutte sorprese quando si rivolgeranno alla propria agenzia per prolungare il contratto assicurativo. Secondo i dati pubblicati oggi da Assicurazione.it, uno dei comparatori leader in questo settore, quasi due milioni di automobilisti italiani saranno costretti a cambiare la classe di merito a causa degli incidenti provocati nell’ultimo anno. Significa quindi un aumento dei costi della polizza e, sempre secondo le stime pubblicate, la sorpresa peggiore è riservata agli automobilisti toscani che rappresentano il 6,65% di quelli che si ritroveranno in una classe di meriti più alta. Sul secondo gradino del podio per la maglia nera, ci sono i laziali (5,88%) seguiti dai liguri (5,82%). Tra le regioni meno colpite dal fenomeno la Valle d’Aosta la Campania e la Calabria. La provincia con gli automobilisti più indisciplinati è Pistoia dove il 10% degli assicurati cambierà classe di merito, mentre a Siena c’è solo un confortante 4% che pagherà qualcosa in più. “Ritrovarsi in una classe di merito più alta significa che il premio annuo aumenta” commenta Alberto Genovese, responsabile di Assicurazione.it. Genovese ricorda anche che questo accade solo nel caso in cui “l’automobilista voglia mantenere la propria assicurazione, perché se confrontasse i prezzi del mercato, potrebbe addirittura scoprire che, nonostante la classe assegnata sia più alta di quella dell’anno precedente, potrebbe risparmiare scegliendo una nuova compagnia assicurativa”. Secondo Assicurazione.it il risparmio arriverebbe addirittura “a diverse centinaia di euro”. Sempre secondo i dati pubblicati, i più indisciplinati nel 2009 sono stati i medici, seguiti dagli agenti di commercio e degli imprenditori. Ma attenzione, non sempre chi è coinvolto in un incidente si rivolge all’assicurazione. Stiamo parlando di quasi 1 milione e 500 mila automobilisti che hanno preferito pagare di tasca propria. Peccato però la spesa media di 237 euro pagata è nettamente inferiore a quella che avrebbero pagato con l’aumento del premio della polizza legata al cambio di classe di merito.
Fonte:bassitassi.com (Moreno)
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Inps: adeguato il “tetto” per ottenere la carta acquisti 2010
Nuovi limiti reddituali per l'ottenimento della social card. È questa la sostanza del messaggio n. 384 del 7 gennaio 2010 dell'Inps. L'aggiornamento della soglia di reddito utile per aggiudicarsi la carta acquisti, istituita dalla manovra d'estate del 2008, deriva dal decreto interministeriale n. 15964 del 2009 che ha stabilito la perequazione sia dei limiti reddituali che dell'Isee, ancorandoli agli aggiornamenti pensionistici.
In virtù di quanto previsto dal citato decreto l'adeguamento definitivo per il 2009 è pari al 3,2%, mentre quello presunto per l'anno in corso si attesta sullo 0,7 per cento.
La social card è una carta di debito, sulla quale vengono accreditati 40 euro mensili, con cui si possono effettuare acquisti di generi alimentari o pagamenti di bollette, è assegnata ai cittadini italiani, residenti in Italia, di età pari o superiore ai 65 anni o di età non superiore a 3 anni, che rispondano a determinati requisiti.
I nuovi limiti reddituali e Isee resi noti dall'Inps sono 6.235,35 euro (a fronte dei 6.192 del 2009 e dei 6.000 del 2008) per i cittadini da 0 a 3 anni e con età compresa tra 65 e 70 anni, elevati a 8.313,80 euro (rispetto a 8.256 del 2009 e 8.000 del 2008) per coloro che hanno compiuto 70 anni.
Sempre nello stesso messaggio l'ente fa presente che sia le domande che le carte prepagate già assegnate non hanno scadenza. Scade, invece, la dichiarazione Isee che deve essere presentata dagli intestatari della social card ogni due mesi, rilasciata in un giorno compreso nel bimestre di riferimento.
L'istituto ricorderà l'adempimento agli interessati, inviando loro una lettera che, a regime, verrà spedita nel bimestre precedente a quella di scadenza della dichiarazione.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Lilia Chini)
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Istat, famiglie: sale la propensione al risparmio,ma il potere d'acquisto è in calo
Scende il potere d'acquisto delle famiglie italiane. Tra ottobre 2008 e settembre 2009, informa l'Istat, il reddito disponibile in termini reali è diminuito dell'1,6% rispetto al periodo ottobre 2007-settembre 2008. La propensione al risparmio delle famiglie (definita dal rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile) invece segna un aumento dello
0,4%, sempre su base annuale, attestatandosi al 15,4 per cento. Si tratta di una statistica nuova, che viene diffusa oggi infatti solo per la seconda volta. L'indicazione che ne emerge è che la crisi ha spinto le famiglie italiane a contrarre consumi e investimenti più di quanto consentiva loro il reddito disponibile.
A fronte di un calo in dodici mesi del reddito nominali (-1%) e del reddito reale (-1,6%) infatti, nei bilanci delle famiglie i consumi e gli investimenti risultano, su base tendenziale, diminuiti di più rispetto al reddito: -1,5% i consumi e -0,8 punti percentuali il tasso di investimenti. Su base congiunturale la spesa si è ridotta dello 0,6% e gli investimenti del 2,9%. La paura del futuro ha invece portato le famiglie ad aumentare i risparmi.
In netto calo i profitti delle imprese italiane nel pieno della crisi economica. Nel periodo tra ottobre 2008 e settembre 2009, secondo i dati Istat, la quota di profitto delle società non finanziarie (dato dal rapporto tra il risultato lordo di gestione e il valore aggiunto lordo ai prezzi base) si è attestata al 40,9%, calando di 2 punti percentuali rispetto al periodo tra ottobre 2007 e settembre 2008.
Fonte:ilsole24ore.com
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Riforma fiscale 2010: 2 aliquote per le tasse. Le novità e i cambiamenti di Tremonti
“Il 2010 sarà l’anno delle riforme”. Ne è convinto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, consapevole anche del fatto che qualsiasi cambiamento in materia di fisco ed economia dovrà essere attuato in maniera graduale e ben pensata. Il programma è sì a una Grande riforma del fisco su base triennale, ma no ai micro-tagli d'imposta varati per decreto.
Tremonti spiega: "La riforma fiscale è una partita di enorme rilievo politico, sociale, filosofico, culturale. Questa volta non si può bluffare: il governo la deve giocare con serietà e responsabilità”. Ma Guglielmo Epifani, leader della Cgil, boccia il piano del governo sul fisco. "E' una mossa furba, propagandistica fatta apposta per rimandare decisioni che dovrebbero essere prese subito.
Si propone un progetto globale, che chiede tempi lunghi e approfondimenti, e si tralasciano interventi, come le detrazioni, che potrebbero invece dare sollievo immediato alle famiglie impoverite dalla crisi. Anche le due aliquote di cui si parla sono sbagliate perché la prima, quella al 23%, è troppo alta e dovrebbe scendere al 20. E la seconda, quella del 33, è troppo bassa.
Così facendo si promettono grandi risparmi ai redditi medio alti, ma si concede poco a chi ha entrate ridotte”. Sulla proposta delle due aliquote frena anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Chiediamo al presidente Berlusconi di fare una riflessione sulla riforma fiscale per anteporre alla riduzione delle aliquote il quoziente familiare che deve diventare il primo obiettivo della riforma fiscale”.
Mentre è condivisa dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e da ‘realizzare entro la fine della legislatura’, come auspica il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Telecomunicazioni: aumenti retributivi dal primo gennaio 2010
Il 23 ottobre 2009 tra Asso Telecomunicazioni-Asstel e Slc-Cgil; Fistel- Cisl; Uilcom-Uil è stato stipulato l’accordo per il rinnovo del Ccnl per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di telecomunicazioni. Il contratto decorre dal 23 ottobre 2009 ed avrà vigore fino a tutto il 31 dicembre 2011 per la parte economica e normativa. Le parti hanno definito i nuovi aumenti retributivi con decorrenza 1° gennaio 2010: Quadri-7° = € 1363,47 , liv. 6° = € 1213,49, liv 5°S = € 1034,42, liv. 5° = € 988,32; liv. 4° = € 891,28; liv. 3° = € 815,67; liv. 2° = € 723,60; liv. 1° = € 613,69. Unitamente alla retribuzione di dicembre 2009, dovrà essere erogato un importo una tantum pari a 585 euro lordi per 5° liv, da riparametrare a seconda dei livelli. A far data dal 1° gennaio 2011, ai dipendenti assunti a tempo determinato in forza nelle aziende prive di contrattazione di secondo livello riguardante il premio di risultato e che non abbiano percepito nel corso dell’anno precedente altri trattamenti economici individuali o collettivi sarà riconosciuto un importo annuo pari a 260 euro lordi, a titolo di elemento di garanzia retributiva.
Fonte:studiocataldi.it (Francesca Bertinelli)
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In arrivo i "contratti di innovazione" per le imprese
Puntare sull'innovazione per la ripresa economica. Sembra essere questa la via intrapresa dal Governo per cercare di rilanciare le imprese italiane. Il Ministero dello Sviluppo economico mette infatti 2 miliardi di euro a disposizione delle imprese attraverso la nuova formula di "contratti di innovazione tecnologica", che favorira' la ricerca applicata e stimolera' nuove opportunita' di lavoro per migliaia di ricercatori.
"Eccellenza, rigore e risultati in tempi certi sono le parole d'ordine su cui abbiamo puntato nei 'contratti di innovazione' per consentire alle imprese italiane di conquistare nuovi traguardi nelle produzioni e nei servizi ad alto valore aggiunto", ha spiegato il ministro Claudio Scajola. "Siamo convinti che questo nuovo strumento aggiunga un altro elemento importante al quadro della rinnovata alleanza strategica tra imprese, sistema bancario e Stato per il rafforzamento della competitivita' del Paese", ha aggiunto il ministro ricordando che "i progetti finanziati potranno avere una durata massima di 3 anni".
Si tratta di progetti innovativi "fuoriserie", di importo superiore a 10 milioni di euro, che si realizzeranno attraverso le partnership tra pubblico e privato grazie ad un processo di negoziazione. Le risorse disponibili per il finanziamento di questo nuovo strumento, in grado di consentire alle imprese un volume d'investimenti pari a circa 2 miliardi di euro, permetteranno ad oltre 30 mila ricercatori di lavorare per agganciare le sfide tecnologiche del prossimo futuro.
Il decreto fissa un iter dettagliato e tempi molto stretti per l'attivazione di un "contratto di innovazione". In sostanza le imprese e gli enti di ricerca sottoscrivono un accordo con la controparte pubblica; lo stanziamento avverra' attraverso una combinazione di prestito agevolato e contributo diretto alla spesa; passeranno solo 4 mesi dalla presentazione del progetto di massima all'approvazione del piano definitivo.
Il finanziamento pubblico sara' affiancato da un finanziamento bancario ordinario a tasso di mercato, a garanzia della validita' dell'investimento proposto dalle imprese. Il finanziamento pubblico agevolato potra' arrivare a coprire fino all'80% dei costi, mentre nelle regioni del Mezzogiorno il contributo diretto alla spesa potra' arrivare fino al 40 % per le piccole imprese e per gli organismi di ricerca, al 30% per le medie imprese e al 20% per quelle grandi. La combinazione specifica di modalita' e intensita' agevolative verra' definita per ciascun progetto durante la fase negoziale.
Nelle regioni del Mezzogiorno potra' essere utilizzata anche la sola modalita' del contributo diretto alla spesa. Per il finanziamento pubblico agevolato si potra' contare su una prima dote di risorse finanziarie pari a 1 miliardo di euro, a valere sul 'fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca' costituito presso la Cassa Depositi e Prestiti. Altre risorse saranno messe a disposizione del Mezzogiorno con una piu' significativa incidenza di risorse riservate ai contributi diretti alla spesa.
Fonte:agi.it
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Ryanair conferma tutti i voli ma biglietti da rifare. Come fare richiesta...
Ryanair ripristina tutti i voli interni che avrebbe voluto sopprimere dal 23 gennaio al 5 febbraio. Accordo raggiunto, dunque, tra Enac e la compagnie irlandese sui documenti di identità per l’imbarco.
Così, chi si era visto annullare i viaggi prenotati nelle due settimane a cavallo fra gennaio e febbraio, con la restituzione della somma pagata via web in conto corrente, dovrà prenotare nuovamente i voli. E i numeri di cui si parla sono decisamente alti, basti pensare che per l’aeroporto ‘Antonio Canova’ di Treviso si tratta di un problema che riguarda qualcosa come 12-15 mila passeggeri, tenendo conto che mediamente, fra voli domestici ed internazionali, le persone che arrivano o partono dall’ex San Giuseppe sono più di 4 mila al giorno.
Alla fine, da Bari si potrà volare per Bruxelles (Charleroi), Cagliari, Dusseldorf (Weeze), Genova, Karlsruhe - Baden Baden, Parigi (Beauvais), Trapani, Treviso e Valencia e da Brindisi per Barcellona (Girona), Eindhoven, Trapani e Treviso.
Nel frattempo, l’Enac e la compagnia aerea irlandese hanno condiviso la necessità di procedere ad approfondimenti tecnici sulla possibilità di accettare anche altri documenti, tra cui la patente di guida. Ryanair informerà adeguatamente la clientela.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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