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News e Fax > Archivio 2011 > Novembre 2011
Elenco news :
Apprendistato; Bonus fino a 9 dipendenti
Carburanti, Saglia: "Con bonus fiscale vantaggi per i consumatori"
PayPal, arriva l'app Android per i versamenti da smartphone a smartphone
Società di comodo: reversibili con un esercizio fiscale in utile
Disneyland Paris cerca italiani, 4.000 assunzioni
Ance: subito la riforma fiscale per far ripartire l'edilizia
Lavoro, oltre 2,7 milioni gli inattivi. Sono il triplo rispetto alla media UE
iPhone 4S problemi durata batteria rimangono con iOS 5.0.1
Professionisti maxiemendamento legge stabilità: novità e cosa cambia
PMI, strategia Ue per superare la crisi
Nuovi domini internet dell'Icann: sarà vera rivoluzione?
Maxiemendamento alla Legge di Stabilità per il 2012 – il testo completo
Accesso al credito e crisi economica: effetto spread sulle Pmi
Maxiemendamento legge stabilità: novità e misure ufficiali
Windows preinstallato, respinta class action dell'Aduc
Contributi regionali per l’acquisto della prima casa (cosa sono e come ottenerli)
Limite contanti dopo la manovra estiva: chiarimenti in una circolare del MEF
Cassazione: valide le multe con il telelaser anche se non c'è la stampa dei dati sulla velocità
Imprenditori di se stessi: un cambio di mentalità
Società; Gioco, Consumatori contro la nuova tassa: "Si fa cassa con la salute dei cittadini"
Minimi, l'organizzazione fa nuova attività
Protezione dei dati aziendali: fonte di stress per manager IT
Le aziende italiane entrano su Google+: primi passi nel social network
Irpef quote addizionali Comuni divise per scaglioni e fasce reddito
Tutela Consumatori. Gruppi d'acquisto online, MC diffida Groupalia
PEC: l’obbligo esclude i consorzi con attività estere
Co.co.co, contributi più cari
Energia; Arrivano incentivi per rinnovabili termiche
Confesercenti, in arrivo maxi stangata sulle pensioni
GSE: senza il certificato antimafia niente incentivi 4° Conto Energia
Apprendistato; Bonus fino a 9 dipendenti
L'assunzione degli apprendisti nelle aziende che occupano sino a nove addetti darà diritto a uno sgravio del 100% dei contributi ma il datore di lavoro, per fruirne, dovrà essere in regola con il Durc, il documento unico di regolarità contributiva. Lo stabilisce il maxiemendamento alla legge di stabilità, che ieri ha ottenuto il via libera della commissione Bilancio del Senato. Si tratta di un nuovo sgravio che riguarda solo i datori di lavoro più piccoli e ha una validità e un'estensione limitate. È infatti previsto che si possa applicare solo ai contratti di apprendistato stipulati a partire dal gennaio 2012 e sino al 31 dicembre 2016; inoltre – a prescindere dalla durata del contratto – il beneficio è riconosciuto solo per un massimo di tre anni. Il comma 773 della legge 296/06 (Finanziaria 2007) è intervenuto sul regime contributivo previsto per gli apprendisti (per i quali, sino ad allora, si versava il solo contributo settimanale). Dal 1° gennaio 2007, la contribuzione è stata elevata al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Contemporaneamente, per cercare di attenuare l'impatto della modifica, la legge ha anche previsto una deroga a favore dei datori di lavoro che occupano fino a nove addetti. Per questi ultimi, l'aliquota contributiva è pari all'1,5% nel primo anno di esistenza del contratto di apprendistato e al 3% nel secondo. Oggi il legislatore torna sul punto e prevede un incentivo pari all'intera contribuzione datoriale, seppure con limiti temporali (per il lavoratore il contributo resta il 5,84%). Per i periodi successivi al primo triennio, la contribuzione resterà del 10 per cento.
Rispetto alla prima bozza del provvedimento che circolava in precedenza in cui era previsto un azzeramento della contribuzione, nella stesura finale si prevede «uno sgravio contributivo del 100 per cento con riferimento alla contribuzione dovuta ai sensi dell'articolo 1, comma 773, quinto periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296». Trattandosi di uno sgravio sembrerebbe applicabile il comma 1175 della finanziaria 2007 che rende necessari il Durc, nonché il rispetto di norme e contratti. Il riferimento alla contribuzione dovuta in base alla legge 296/06 porta all'ulteriore conclusione che il nuovo sgravio non si applichi ai lavoratori iscritti nelle liste di mobilità e assunti con contratto di apprendistato (si veda il comma 4, articolo 7 del decreto legislativo 167/11, Testo Unico dell'apprendistato). Ciò in quanto, nel prevedere la nuova tipologia assuntiva, il Testo Unico dispone che a questi lavoratori si applichi il regime contributivo della legge 223/91. Non essendo quest'ultima norma richiamata ai fini del riconoscimento dello sgravio, i datori di lavoro, anche con organico limitato, che effettueranno assunzioni con contratto di apprendistato di lavoratori in mobilità, dovranno versare il 10% (al massimo per 18 mesi). Va osservato, infine, che pur in presenza dello sgravio, l'apprendista continuerà ad avere diritto alle integrali prestazioni previste in via ordinaria. L'azienda dovrà trasmettere all'Inps, il flusso Uniemens con l'indicazione della retribuzione imponibile e degli altri dati utili al riconoscimento delle tutele. Per la verifica del livello occupazionale, il conteggio dei dipendenti segue le regole rese note dall'Inps con la circolare 22/07.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Carburanti, Saglia: "Con bonus fiscale vantaggi per i consumatori"
"Con il bonus fiscale strutturale per i gestori inserito nel maxiemendamento, il Governo ha mantenuto la parola data. Risolviamo così una questione che si trascina da anni". È quanto dichiara Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all'energia, in merito all'introduzione nel maxiemendamento alle legge di stabilità di una norma che rende strutturale il bonus fiscale previsto per i gestori degli esercizi di distribuzione dei carburanti.
"Nonostante il comportamento e l'atteggiamento provocatorio mantenuto da alcune organizzazioni sindacali - continua il sottosegretario - il Governo ha voluto mantenere gli impegni anche per valorizzare il senso di responsabilità dimostrato da Figisc e Anisa". "Desidero sottolineare - conclude Saglia - che l'aumento dell'accisa per il bonus è di un millesimo di euro e sottolineo un solo millesimo e quindi impercettibile. I consumatori, invece, avranno più vantaggi dall'eliminazione delle commissioni bancarie sull'utilizzo della moneta elettronica".
Intanto oggi i prezzi dei carburanti alla pompa sono aumentati e Federconsumatori e Adusbef hanno criticato il pacchetto-benzina contenuto nel maxiemendamento.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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PayPal, arriva l'app Android per i versamenti da smartphone a smartphone
Importante "add on" per la piattaforma di pagamento di PayPal, la sussidiaria di eBay, il sito di aste on line più popolare al mondo. La società infatti ha reso disponibile gratuitamente nell'Android Market, il negozio di applicazioni online di Google, un aggiornamento della propria applicazione per il sistema operativo mobile di Mountain View che permetterà di effettuare trasferimenti di denaro sfruttando la rubrica del telefono o del tablet. Il tutto in modalità "peer to peer" e attraverso la tecnologia Nfc (Near field communications), lo standard assunto a "protocollo" universale per i micro pagamenti via cellulare.
Le transazioni di denaro saranno possibili solo fra due apparecchi Android, sia quello del mittente che quello del destinatario del versamento, equipaggiati per l'appunto con un chip Nfc. L'utilizzo dell'applicazione appare sulla carta molto semplice: tramite l'apposita interfaccia si inserisce l'importo, si mettono in contatto i due smartphone o i due device a tavoletta e una volta che il destinatario avrà ricevuto la richiesta di accredito basterà a quest'ultimo inserire una password per confermare l'operazione e ricevere la somma a lui destinata.
La novità messa in campo da PayPal, pronta all'uso in tutta Europa oltre che in Brasile, risiede sostanzialmente nell'aver sviluppato un'applicazione basata su tecnologia Nfc in modalità "peer to peer", e questo per poter abilitare all'operazione di trasferimento tutti i modelli abilitati di telefonino (per il momento pochi, vedi il Samsung Nexus S) già in commercio. Quanto alla sicurezza delle transazioni, la società ha assicurato come le informazioni relative alle stesse, di fatto il portafogli virtuale degli utenti, saranno memorizzate in forma protetta nei suoi server "in the cloud".
PayPal ha inoltre messo l'accento sulle funzionalità della nuova app, che consentirà infatti non solo di inviare denaro ad un soggetto terzo ma anche di gestire il proprio conto online e di depositarvi denaro scattando una foto (necessaria per il riconoscimento del profilo personale su PayPal) direttamente dalla fotocamera del proprio dispositivo. E c'è un ultimo aspetto che rende la disponibilità dell'applicazione un passo in avanti importante sul fronte dei pagamenti in mobilità: Google, con il proprio servizio di pagamento Wallet basato anch'esso su tecnologia Nfc, ha confermato di fare molto sul serio in questo campo e la grandissima diffusione degli smartphone Android (un telefonino intelligente su due venduto negli Usa è basato sulla piattaforma di Mountain View) è grande trampolino di lancio anche per l'app di PayPal.
Fonte:ilsole24ore.com (Gianni Rusconi)
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Società di comodo: reversibili con un esercizio fiscale in utile
Basterà un solo esercizio fiscale in utile, che interrompa la realizzazione di perdite sistemiche, per uscire dalla famiglia delle società di comodo: il rientro tra le società operative è infatti automatico nel momento in cui avviene una interruzione della reiterazione delle perdite.
La presunzione di non operatività di una società, secondo la legge 148 del 2011, scatta dopo la realizzazione di perdite fiscali per tre esercizi di imposta consecutivi o in seguito a due periodi di imposta in perdita e uno in utile ma con ricavi al di sotto di una certa soglia: in questi casi la società viene considerata appunto “di comodo” e, entrando nel mirino del Fisco, subisce pesanti condizioni di tassazione.
Una società che, ad esempio, abbia realizzato perdite fiscali nei periodi di imposta 2009, 2010 e 2011 entra tra quelle “non operative” e mantiene la suddetta qualifica per tutto il 2012. Se alla fine di quell’anno, però, la società medesima realizza un utile superiore a quello minimo, nell’anno successivo potrà rientrare tra quelle operative. Questo fermo restando che non esiste nessuna disciplina sulla fuoriuscita da questo tipo di condizione, e che quindi l’indicazione appena fornita è una interpretazione sulla base della legislazione esistente.
Sono comunque escluse dal regime di non operatività le start-up, ossia le società recentemente costituite, che non hanno alle spalle più di due esercizi. Le disposizioni presenti nella recente manovra individuano infatti in tre il numero minimo di esercizi in cui bisogna essere in perdita per essere annoverati tra le società di comodo.
Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica)
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Disneyland Paris cerca italiani, 4.000 assunzioni
A Disneyland Paris tributo a Jimi Hendrix'AAA personale italiano per Disneyland cercasi'. A lanciare e guidare la piu' grande campagna di assunzioni nel celebre parco alla periferia di Parigi e' Jean-Noel Thiollier, responsabile delle Risorse Umane a Disneyland Parigi.
Per festeggiare il suo 20/mo anniversario verranno assunte 4.000 persone. E gli italiani sono super ricercati. ''Gli italiani da noi funzionano benissimo - spiega il dirigente in un'intervista all'ANSA - hanno la cultura della relazione''.
''Tre le caratteristiche che li rendono vicini a noi - spiega Thiollier - la somiglianza della lingua italiana e francese, che consente a tanti di diventare in poco tempo bilingui. Poi il fatto che Francia e Italia sono due paesi di grande turismo e hanno abitudine al servizio dei clienti. Infine, il forte richiamo in Italia del marchio Disney. Per tutti questi motivi, la comunita' italiana da noi e' la seconda dopo quella francese''. Infatti in 20 anni di attivita' gli italiani assunti al Parco di Marne-la-Vallee' sono stati ben 10.000.
Per i contratti stagionali si cercano ragazzi di 18-20 anni. ''Non andiamo alla ricerca di diplomi - continua il dirigente Disney - la caratteristica principale che ci interessa in un nuovo assunto e' il gusto dei clienti, il piacere dello scambio con gli altri. A prescindere dal livello di lingua, e' importante saper andare incontro alla gente, quello che fa la differenza è la capacita' di essere presenti nel faccia a faccia, guardare subito negli occhi, sorridere. Per essere onesti, in questo gli italiani fanno benissimo, hanno la cultura delle relazioni umane e sanno creare subito il rapporto giusto''.
''Quando assumiamo ragazzi che non abitano qui - conclude - li alloggiamo noi per tutto il periodo del contratto, pagando 200 euro al mese. Non solo: i giovani hanno subito accesso al sistema sociale francese con tutti i suoi vantaggi, a cominciare dall'assistenza sanitaria. Sono garanzie che tranquillizzano anche i genitori. Qui l'atmosfera e' quella di un grande campus universitario, si ritrovano con culture diverse, e' estremamente stimolante''.
Fonte:ansa.it
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Ance: subito la riforma fiscale per far ripartire l'edilizia
L'Associazione propone di accorpare le detrazioni 55% e 36% e di estendere la cedolare secca alle imprese
La riforma fiscale dovrebbe essere improntata su tre obiettivi strategici per il settore delle costruzioni: introduzione del principio di neutralità fiscale nelle fasi intermedie dell'attività edile, messa a regime delle detrazioni 36% e 55% e revisione delle misure introdotte dal fisco federale.
Queste le proposte avanzate da Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili) in un'audizione davanti alla Commissione Finanze del Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul sistema tributario nella prospettiva di una riforma.
L'Associazione, rappresentata dal suo presidente Paolo Buzzetti e dal vicepresidente del settore economico-fiscale-tributario, Giuliano Campana, ha ricordato ai senatori che se non verranno introdotte misure in grado di generare effetti immediati sulla produzione, la forte crisi che ha colpito il settore delle costruzioni continuerà almeno fino a tutto il 2012. Tutti i comparti produttivi del settore sono nella morsa della crisi: dall'edilizia privata (con una perdita dei volumi di investimento, pari al 38,9% nel comparto delle nuove abitazioni ed al 22,2% in quello dell'edilizia non residenziale) ai lavori pubblici, dove la flessione si attesta nel quinquennio al 33,9%, ma che arriva al 39,5% se si considera un orizzonte temporale più esteso (2004-2012).
Gli sgravi fiscali non bastano
L'Ance giudica positivamente la ventilata ipotesi di defiscalizzare le imprese che investono il proprio capitale nella realizzazione di infrastrutture (sgravi IRES e IRAP per i soggetti che partecipano al capitale per la realizzazione di opere pubbliche), ma osserva che tale misura non è sufficiente ad attrarre capitali privati nel settore se non accompagnata anche da un contributo pubblico da finanziare, eventualmente, o con i fondi già stanziati dal Tesoro o con il gettito dell'IVA generato dalla realizzazione dell'opera. Inoltre, tale strumento dovrebbe essere utilizzato per la realizzazione di tutte le opere d'interesse collettivo e non solo di “selezionate” infrastrutture strategiche.
Come finanziare la riforma fiscale
Più in generale, l'Associazione ha sottolineato la necessità che vengano adottate riforme strutturali e, tra queste, la riforma tributaria, volta a razionalizzare il prelievo riducendo complessivamente l'incidenza fiscale sul reddito d'impresa e su quello di lavoro dipendente. I costruttori edili sono fermamente contrari a qualsiasi ipotesi di aumento indiscriminato delle aliquote IVA ridotte (4% e 10%) e al taglio lineare delle agevolazioni fiscali, specie se riferite alla casa. Per finanziare la riforma fiscale, l'Ance propone piuttosto di incidere sulle aliquote dell'Imposta di Registro, equiparando così il prelievo fiscale sulle operazioni immobiliari, e di utilizzare il maggior gettito derivante dalla lotta all'evasione fiscale (+24,5 miliardi nel 2010).
Neutralità fiscale nella fasi intermedie
Il presidente Buzzetti auspica che nell'ambito della riforma fiscale siano accolte le proposte dell'Ance. Anzitutto, occorre introdurre il principio di “neutralità fiscale” nella fasi intermedie dell'attività edile, attraverso la riduzione dell'incidenza fiscale nella fase di produzione e in presenza di invenduto.
Accorpamento delle detrazioni 55% e 36%
Inoltre, le detrazioni fiscali del 55% (riqualificazioni energetiche degli edifici) e del 36% (ristrutturazioni edilizie) andrebbero accorpate in un'unica detrazione ad esclusivo beneficio dei privati e mantenendo il recupero decennale.
Estensione della cedolare secca alle imprese
La cedolare secca sugli affitti è una misura che andrebbe rafforzata per potenziarne gli effetti positivi. Ance propone di estenderla ai fabbricati concessi in locazione dalle imprese.
Revisione delle misure introdotte con il fisco federale
Occorre inoltre rivedere le misure introdotte dal decreto sul “federalismo fiscale comunale”, in modo da eliminare le distorsioni e le sperequazioni che colpiranno gli immobili delle imprese. “La riforma tributaria – sottolinea l'Ance - è la sede più opportuna per riconoscere la 'specificità fiscale' del settore delle costruzioni. Non si tratta di introdurre agevolazioni tributarie ma di eliminare le distorsioni provocate dal complesso e stratificato sistema fiscale che, già oggi, deprime l'attività produttiva immobiliare e che, dal 2013, verrà ancor più esasperato dall'anticipata entrata in vigore del 'federalismo fiscale comunale'”.
Sì condizionato alla patrimoniale
L'Associazione dei costruttori è disponibile anche a valutare la possibilità di introdurre una patrimoniale sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, ma alla condizione che tale misura sia accompagnata da una riduzione del prelievo sulle imprese che investono e creano posti di lavoro.
Fonte:casaeclima.com
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Lavoro, oltre 2,7 milioni gli inattivi. Sono il triplo rispetto alla media UE
Sono stati pari a 2 milioni 764 mila unità i lavoratori che nel 2010 non hanno cercato ma sarebbero stati disponibili a lavorare; l'11,1% delle forze di lavoro. E' l'Istat a fotografare così, in una indagine, i dati sugli inattivi. Un fenomeno composto da 1 milione 64 mila uomini e 1 milione 700 mila donne, che registra un valore triplo rispetto al 3,5% denunciato dall'Europa e ben più alto se paragonato a quello di Francia (1,1%), Germania (1,3%) e Regno Unito (2,7%). Ad ingrossare le file degli inattivi che nel 2010, dice ancora l'Istat, ha toccato il valore più alto dal 2004, passando in 6 anni dall'8,9% all'11,1 dello scorso anno, sopratutto le donne. Nella media del 2010, infatti, rileva l'Istituto Centrale di Statistica le donne corrispondono al 16,6% delle forze di lavoro femminili, a fronte del 7,2% degli uomini; sei su 10 donne dunque non cercano lavoro ma sarebbero pronte a lavorare. In crescita, tra gli inattivi, anche i giovani tra i 14 ed i 24 anni, passati dal 21,6% del 2004 al 30,9% del 2010. Marcate le differenze territoriali: gli individui che non cercano ma vorrebbero comunque lavorare equivalgono nel Mezzogiorno, dice ancora l'Istat, a circa un quarto delle forze di lavoro; un risultato di oltre 6 volte maggiore a quello del Nord. In calo invece, negli ultimi due anni, i lavoratori che cercano un impiego ma non sono
subito disponibili a lavorare: dalle 165 mila unità del 2004 alle 126 mila del 2010. Un gruppo "di scarsa numerosità" che resta sempre al di sotto dell'1% delle forze lavoro. Il fenomeno degli inattivi è più ampio di quello rappresentato dai disoccupati in senso stretto per l'Istat pari a 2 milioni 102 mila unità corrispondente ad un tasso di disoccupazione dell'8,4%, più contenuto del 9,6% denunciato dall'Europa. Sommando dunque l'esercito degli inattivi a quello dei disoccupati si ottiene la reale fotografia di quanti potenzialmente sarebbero impiegabili in un processo produttivo in Italia: circa 5 milioni di persone nella media 2010. E con la crisi crescono anche i sottoccupati part time che, dice ancora l'Istat, rappresentano, nel 2010, l'1,7% delle forze di lavoro, con una incidenza più contenuta per gli uomini rispetto alle donne, come riflesso della maggiore diffusione dell'occupazione part time tra le lavoratrici. La quota di sottocupati dale perciò dal 3,4% del 2008 al 4,9% del 2010. In un contesto di crescita del numero di sottoccupati part time nella seconda metà dell'ultimo decennio, la più alta quota di sottoutilizzo riguarda le donne, mentre almeno un sottoccupato ogni due ha tra 35 e 54 anni. D'altro canto, le aree del Nord, dove è maggiore lo sviluppo degli impieghi a orario ridotto, aumentano la presenza dei sottoccupati fino al 48% del totale.
Fonte:adnkronos.com
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iPhone 4S problemi durata batteria rimangono con iOS 5.0.1
I problemi della durata della batteria dell’iPhone 4S non sono stati risolti con l’aggiornamento di iOs 5.0.1. E così, insieme ai nuovi problemi, lamentati soprattutto in Italia, che riguardano audio chiamate e crash e quelli relativi allo schermo, le cui tinte tenderebbero al giallo, sembra perdurare anche il problema batteria.
Nonostante l'aggiornamento del sistema operativo iOS 5.0.1, la batteria dell’iPhone 4S continua, infatti, ad esaurirsi troppo velocemente ma questa molta non si capisce quale possa essere la vera causa di questo problema. Con l’update rilasciato, Apple aveva promesso di risolvere sia i problemi relativi alla durata della batteria sia i problemi relativi ai documenti nella nuvola e di migliorare la funzionalità di Siri, l’innovativo sistema di riconoscimento vocale.
Ma il piano della società di Cupertino non è andato a buon fine, considerando che sono stati tantissimi gli utenti che, anche dopo aver installato iOS 5.0.1, hanno un iPhone 4S la cui autonomia della batteria risulta sempre troppo limitata. Dalla casa della Mela non arriva al momento alcun commento.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Professionisti maxiemendamento legge stabilità: novità e cosa cambia
Tra le misure introdotte dal maxi emendamento alla legge di Stabilità, tra cui dismissione di immobili e terreni agricoli pubblici, in pensione a 67 anni dal 2026, semplificazione normativa, incentivi per il lavoro, misure per velocizzare il processo civile, detassazione dei capitali investiti nella realizzazione di infrastrutture, spicca anche la liberalizzazione degli ordini professionali. Saranno, infatti, abolite le tariffe e si potranno costituire società per l'esercizio di attività professionali.
Punto importante della riforma degli ordini è la possibilità di costituire società tra professionisti, cioè società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico.
Rispetto alla bozza del maxiemendamento del 2 novembre, che limitava i soci non professionisti ad una partecipazione minoritaria e vietava a tali soci di partecipare alle attività riservate e agli organi di amministrazione della società, nella nuova misura queste due condizioni sono scomparse.
Secondo quanto stabilito dal maxi emendamento, gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del DL 138/2011, come previsto dallo stesso DL 138/2011 convertito nella Legge 148/2011.
Il maxiemendamento stabilisce che la riforma degli ordinamenti dovrà avvenire con un decreto del Presidente della Repubblica e non più con legge ordinaria, che comporta tempi più lunghi.
Fonte:busibessonline.it (Marianna Quatraro)
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PMI, strategia Ue per superare la crisi
E' meglio trarre profitto dai Paesi emergenti, questa è la soluzione per superare la crisi esposta nella comunicazione della Commissione europea Small Business, Big World presentata oggi, una nuova partnership per aiutare le PMI a cogliere le opportunità globali.Solo il 13% delle PMI europee sono attive a livello internazionale al di fuori dell'UE attraverso forme commerciali, di investimento o altre forme di cooperazione con partner stranieri. Pertanto, la Commissione sta lavorando per stabilire una strategia più coerente ed efficace dell'Unione europea per sostenere le PMI nei mercati internazionali.
Ciò potrebbe essere realizzato mediante il rafforzamento dei servizi di sostegno alle imprese, migliorando il coordinamento e l'utilizzo delle risorse esistenti, compresa la rete Enterprise Europe Network, consentendo alle PMI un migliore accesso alle informazioni pertinenti e di assistenza nei loro tentativi di penetrare nuovi mercati e cercare il giusto partner locali.
Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea e commissario per l'industria e l'imprenditoria, presentando l'iniziativa ha dichiarato: "I Principali mercati extra-UE con forti tassi di crescita rappresentano importanti opportunità per l'UE, le piccole e medie imprese sono la principale fonte economica dell'Europa. Per aiutare a sfruttare al meglio il loro potenziale l'arena globale è una chiara priorità per accrescere la competitività e creare occupazione ".
Le PMI devono affrontare non pochi ostacoli confrontandosi con il mercato globale, anche quando si tratta di accesso alle informazioni di mercato, individuando possibili clienti e di trovare i partner giusti. Si affrontano anche questioni più complesse come il rispetto delle leggi straniere, ad esempio norme imperative del diritto dei contratti, norme doganali, regolamenti e norme tecniche, la gestione di trasferimento tecnologico e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale o industriale.
Nell'affrontare queste sfide le PMI sono generalmente meno dotate di competenze interne e le risorse finanziarie o umane delle imprese più grandi.
La nuova strategia dell'UE stabilisce le seguenti azioni:
- Rafforzare l'offerta esistente di servizi di supporto nei mercati prioritari;
- Migliorare la struttura di governance della rete Enterprise Europe Network per consentire una migliore collaborazione con le organizzazioni di hosting e le parti interessate.
- Fare regimi di sostegno a livello comunitario più coerente per accrescere il loro impatto;
- Promozione di cluster e reti per l'internazionalizzazione delle PMI;
- La creazione di un unico gateway virtuale alle informazioni per le PMI che desiderano fare affari oltre i confini dell'Unione Europea;
Tutte le istituzioni e attori interessati alle PMI, in collaborazione, saranno coinvolti nella realizzazione di questa strategia e dovrebbero aderire alle priorità e ai principi guida enunciati nella presente comunicazione se si considera nuove attività a sostegno dell'internazionalizzazione delle PMI, sia nel breve che nel a lungo termine.
Gli Stati membri sono incoraggiati ad adottare un simile approccio e lavorare in stretta collaborazione con la Commissione a rafforzare l'ambiente di supporto per la crescita internazionale delle PMI europee.
Fonte:ipsoa.it
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Nuovi domini internet dell'Icann: sarà vera rivoluzione?
Il prossimo 12 gennaio, forse, comincerà una nuova rivoluzione per il web. Ci saràtempo, infatti, fino ad aprile 2012, per le aziende ed istituzioni che vorranno creare un proprio suffisso internet e personalizzare l'estensione del loro sito. Questa decisione presa dall’ICANN consentirà la nascita di nuovi suffissi come .microsoft, .coke, .love, .Roma. Terminazioni di domini che andranno a sotituire, o forse a comptere, con gli storici e ben noti suffissi, come il “.com”.
Cosa cambierà praticamente per gli utilizzatori del web? Che si potranno imbattere in nomi di dominio del tutto nuovi, caratterizzati da innumerevoli terminazioni (quasi tutte le parole) ed in qualsiasi lingua. Così mentre la ricerca dei domini liberi diventa sempre più complicata per una nuova azienda che si affaccia sul web, giunge ora una nuova possibilità proprio dall’ampliamento delle estensioni dei Top Level Domain (TLD) di primo livello dalle attuali 22 ad un numero infinito di possibilità.
L’accoglienza della decisione messa in campo dalla ICANN sembra aver riscosso maggiore interesse tra le istituzioni che tra le imprese: già molte sono le città che hanno dichiarato interesse verso i nuovi domini di primo livello. Diversa sembra essere la posizione delle aziende.
Delle 126 richieste giunte all’ICANN si nota una predominanza di citta ed una evidente tendenza ‘geografica’: gli Stati Uniti a fine ottobre primeggiavano con 10 progetti di estensione presentati, seguiti dalla Germania (8 richieste).
Del totale delle richieste giunte, circa 60 provengono da settori commerciali o comunità di interesse vario (sport, sanità, turismo, ecc.). Non così bene vanno invece le richieste delle aziende e dei brand commerciali, il target principale dell’iniziativa di estensione dei domini. Per qualcuno potrebbe trattarsi di semplice tattica: le imprese potranno decidere di presentare propri progetti quasi sullo scadere del termine fissato dall’ICANN per la presentazione delle candidature. Fa eccezione la Canon, tra le poche società ad aver indicato pubblicamente il proprio interesse.
Permangono comunque i dubbi del mondo imprenditoriale, innanzitutto per i prerequisiti tecnici e finanziari indicati dall’Icann: alle aziende sono richiesti impegni precisi a garanzia del mantenimento dell’estensione, perché a differenza dei classici nomi di dominio, le nuove estensioni verranno inserite nella ‘root’ del web e diventeranno quindi una vera e propria ‘parte di internet’.
Inoltre vi è il timore che si possano originare fenomeni diffusi di violazione della proprietà individuale, per i quali l'Icann stabilisce la messa all'asta del suffisso conteso. Infine, viene posto sotto accusa anche costo a carico dei candidati per presentare le domande. Proprio per scoraggiare usi illeciti delle nuove estensioni personalizzate, come l’acquisto di domini da parte degli immancabili furbetti come .appple o .nutela, l’ICANN ha imposto un costo di ben 185 dollari per il candidato. Importo che corrisponde al ‘trattamento amministrativo’ dei dossier presentati al vaglio dell’associazione.
Perché si possa parlare di successo per questa iniziativa sarà necessario raggiungere la soglia delle 300 domande che, quando tutte le richieste saranno esaminate, forse un anno di tempo, daranno vita ad un vero e proprio nuovo ciclo di internet. Se però questo numero non venisse raggiunto, allora ci saranno gli estremi per valutare questa iniziativa del tutto fallimentare.
Fonte:spazioimpresa.biz
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Maxiemendamento alla Legge di Stabilità per il 2012 – il testo completo
10/11 Il Testo completo del maxiemendamento al Disegno di Legge di Stabilità per il 2012, presentato ieri 9 Novembre 2011, in Commissione Bilancio del Senato
Presentato ieri 9 Novembre 2011, in Commissione Bilancio del Senato, il maxiemendamento del Governo al disegno di legge di Stabilità per il 2012.
La Legge di Stabilità con il maxiemendamento anti-crisi dovrebbe essere approvata in via definitiva entro sabato 12 novembre.
Ecco alcune delle principali disposizioni introdotte:
Pensioni e Lavoro
Ritocco dell'età pensionabile.
A partire dal 2026 l'età minima di accesso alla pensione di vecchiaia viene fissata a 67 anni.
Mobilità nel settore pubblico.
I lavoratori dipendenti potranno essere posti in disponibilità, e avranno diritto ad una indennità pari all'80% dello stipendio e dell’indennità integrativa speciale, per la durata massima di 24 mesi.
Al fine di promuovere l’occupazione femminile è prevista la nascita del contratto di inserimento per le donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi residenti in aree geografiche in cui il tasso di occupazione femminile è inferiore almeno di 20 punti percentuali di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi di 10 punti percentuali quello maschile.
Al fine di promuovere l’occupazione giovanile, a decorrere dal 1° gennaio 2012, per i contratti di apprendistato stipulati a partire da questa data ed entro il 31 dicembre 2016, viene riconosciuto, ai datori di lavoro che hanno alle dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a 9, uno sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni del contratto, ferma restando l’aliquota contributiva del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo.
Ordini professionali e Tariffe
Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e dovranno prevedere la possibilità di costituire società per l’esercizio dell’attività professionale.
Prevista l'eliminazione delle tariffe minime dei professionisti.
Fondo nuovi nati
Viene prorogato per gli anni 2012, 2013 e 2014.
Infrastrutture
Per assicurare la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione (Tav) viene previsto l’arresto da tre mesi a un anno, o ammenda da lire centomila a seicentomila, per chiunque si introduca abusivamente nelle nelle aree e siti del Comune di Chiomonte individuati per l’installazione del cantiere della galleria geognostica e per la realizzazione del tunnel di base della linea ferroviaria, definite aree di interesse strategico nazionale, ovvero ne impedisca o ostacoli l’accesso autorizzato alle aree medesime, secondo quanto stabilito dall’art. 682 del codice penale, fatta salva l’ipotesi di più grave reato.
Fonte:fiscoetasse.com
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Accesso al credito e crisi economica: effetto spread sulle Pmi
Il rischio di una nuova recessione economica, in Europa e in particolare in Italia, ha superato la soglia delle probabilità divenendo quasi realtà: è in questa chiave che va letta la recente decisione della BCE di ridurre il tasso di riferimento. Una decisione forse appropriata, che ha dato slancio ai mercati finanziari ma il cui effetto sull’economia reale, per le imprese, sarà sostanzialmente nullo visto che ormai da settimane si stanno moltiplicando i segnali di una nuova, ulteriore stretta del mercato creditizio.
I dati diffusi recentemente dalla Banca d’Italia parlano chiaro: la difficoltà di accesso al credito sembra prolungarsi per un periodo più lungo di quanto previsto: a partire da giugno è in corso un’accelerazione del trend descritto, in particolare in relazione ai prestiti inferiori al milione di euro, che interessano in gran parte proprio le piccole e medie imprese.
Le banche stanno soffrendo molto il differenziale di rendimento tra i titoli italiani e quelli tedeschi, che fa aumentare il costo della raccolta e spinge le stesse a scaricare l’aggravio sui clienti. La questione, più che propriamente riferita allo spread, è legata ad un problema di liquidità: gli istituti finanziari non trovano più il denaro o lo trovano a condizioni tali che ne rendono antieconomico l’impiego.
Secondo il banking monitor di Intesa San Paolo, nell’ultimo trimestre tre quarti delle banche interpellate hanno confermato la restrizione delle condizioni creditizie per le imprese.
Nei prossimi mesi la situazione potrebbe anche peggiorare, con il rischio concreto di un credit crunch simile a quello di tre anni fa e tale da spingere le imprese a rinunciare al credito perchè troppo caro - tagliando dunque su innovazione e costi - oppure, nel caso di coloro che sono obbligati a finanziarsi per mandare avanti la propria attività, a subire conseguenze pesanti sulla redditività.
Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica)
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Maxiemendamento legge stabilità: novità e misure ufficiali
Le misure del maxi emendamento. Mancano patrimoniale, ritorno all’Ici e prelievo su conti correnti
In pensione a 67 anni dal 2026, privatizzazioni, liberalizzazioni ordini professionali, dismissioni degli immobili pubblici attraverso il conferimento degli stessi a uno o più fondi comuni di investimento immobiliari e a una o più società, le cui quote o azioni saranno poi oggetto di offerta pubblica di vendita e il ministero dell'Economia potrà accettare come corrispettivo anche titoli di Stato, interventi per favorire il lavoro di giovani e donne, aumenti delle accise su benzina e gasolio nel 2012 e nel 2013, per rendere strutturale il bonus fiscale garantito ai gestori dei distributori, in modo da evitare prossimi scioperi (l'aliquota sulla benzina e sul gasolio è rispettivamente fissate a 614,20 euro e a 473,20 per mille litri di prodotto; dal primo gennaio 2013 a 614,70 euro e a 473,70 per mille litri di prodotto), nessuna modifica all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in materia di licenziamenti e all'articolo 8 della manovra: queste le misure ufficiali contenute nel maxi emendamento del governo alla legge di Stabilità arrivato in serata in Senato.
Ma mancano le norme delle quali si era discusso con insistenza, come la patrimoniale, il ritorno dell'Ici o il prelievo sui conti correnti. Per quanto riguarda le liberalizzazioni degli ordini professionali, entro 12 mesi dall'entrata in vigore della legge di stabilità gli ordini professionali dovranno essere riformati. Saranno abolite le tariffe e la riforma degli ordini consentirà la costituzione di società per l'esercizio di attività professionali. La società tra professionisti può essere costituita anche per l'esercizio di più attività professionali.
L’altra novità riguarda il contratto di inserimento per le donne nelle aree territoriali in cui è più forte la differenza di genere nel tasso di disoccupazione. Le aree saranno individuate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali insieme al Ministro dell'economia e delle finanze.
Per quanto riguarda, invece, l’apprendistato, stop ai contributi per i primi tre anni di contratto: per promuovere l'occupazione giovanile, per i contratti di apprendistato stipulati successivamente alla medesima data, l'aliquota complessivamente dovuta dai datori di lavoro che occupano alle dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove non è dovuta per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto, mentre negli anni successivi al terzo l’aliquota sarà del 10%.
Prevista, inoltre, una proroga fino al 2014 dei prestiti a tassi agevolati previsti del Fondo di credito per i nuovi nati. Novità anche per i cittadini d’Abruzzo colpiti dal terremoto: gli abruzzesi restituiranno le tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile in 120 rate mensili dal primo gennaio 2012 per un importo del 40% del dovuto, quindi con un abbattimento del 60%.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Windows preinstallato, respinta class action dell'Aduc
Respinta la class action contro Microsoft. A presentarla presso il Tribunale di Milano era stata l'Aduc a gennaio 2011, contestando il fatto che il sistema operativo Windows fosse preinstallato in quasi tutti i computer in vendita. L'Associazione dei consumatori, dopo aver vinto alcune battaglie individuali contro alcuni produttori di pc, ha provato a chiedere un risarcimento collettivo. Ma il Tribunale di Milano non ha accettato la richiesta di class action.
"Sapevamo che non era cosa facile usare questa procedura giudiziale, ed oggi ne abbiamo avuto conferma - scrive l'Aduc - i giudici non solo hanno ritenuto che Microsoft srl, da noi chiamata in causa, non c'entra nulla e che il nostro interlocutore dovrebbe essere lo specifico produttore del pc, ma che la stessa Microsoft srl è cosa diversa da Microsoft corp". "Quindi il prodotto OEM è considerato parte integrante del pc, come se si dicesse che un prodotto fatto in Cina e al quale viene applicata una targhetta in Italia possa essere considerato made in Italy".
Inoltre l'Aduc fa una riflessione più generale: "il cittadino consumatore è disarmato non solo da leggi di dubbia applicazione come quella sulla class action, ma anche da interpretazioni della stessa che escludono il diritto alla rivalsa nei confronti di multinazionali che assumono forme giuridiche e commerciali specifiche nel Paese in cui agiscono".
Nel caso in questione "i giudici milanesi ha respinto la richiesta ed hanno voluto dare anche il loro contributo al potere della multinazionale Microsoft - denuncia l'Aduc - ci hanno condannato alla pubblicazione sul Corriere della Sera del dispositivo dell'ordinanza, perché nessuno possa essere escluso da sapere che Microsoft non c'entra nulla con gli OEM pre-installati. Il pool di legali che ha studiato e curato la richiesta (Claudia Moretti, Carlo Piana, Emmanuela Bertucci e Annamaria Fasulo) sta valutando la presentazione di un appello in merito. Per la pena pecuniaria a cui l'Associazione è stata condannata solo per aver chiesto se una class action era fattibile, l'Aduc lancerà, nei prossimi giorni, una pubblica colletta.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Contributi regionali per l’acquisto della prima casa (cosa sono e come ottenerli)
Ogni regione italiana prevede delle agevolazioni per facilitare l’acquisto della prima casa garantendo programmi di sostegno a specifiche fasce della propria popolazione.
In generale le politiche di sostegno si articolano secondo quattro direttive, operanti anche in sinergia tra loro:
Riduzione dello spread applicato ai mutui: grazie a convenzioni stipulati tra le amministrazioni regionali e le principali banche operanti sul territorio, sia nazionali, sia locali, la popolazione ha accesso a mutui agevolati, caratterizzati da uno spread significativamente inferiore alle condizioni medie vigenti sul mercato. Ad oggi, a fronte di spread medi superiori al 2,50% in diverse regioni italiane, è possibile accedere a mutui agevolati con spread pari a 1,20%. Su un mutuo di 100.000 euro a 25 anni, la riduzione dello spread si traduce in un risparmio mensile di 70 euro (in 25 anni vuol dire 25.000 euro di interessi in meno da pagare alla banca erogante)
Contributi a fondo perduto una tantum in conto capitale: grazie a capitali stanziati in fondi regionali costituiti ad hoc, le amministrazioni erogano al rogito un contributo che può arrivare a 25.000 euro, riducendo di fatto il prezzo di acquisto dell’immobile
Contributi a fondo perduto una tantum in conto interessi: sempre grazie a capitali stanziati in fondi ad hoc, le amministrazioni possono erogare dei contributi legati agli interessi passivi, affiancandosi quindi alla famiglia nel sostenere gli oneri del finanziamento fondiario per l’acquisto della prima casa. Di fatto si tratta di un contributo una tantum che abbatte gli interessi passivi dovuti alla banca
Garanzia regionale fino al 100% del valore dell’immobile: in questo caso l’agevolazione non consiste nella riduzione degli oneri del finanziamento per l’acquisto della casa, bensì nel consentire al richiedente un accesso al credito bancario che altrimenti sarebbe negato. Ad esempio, le giovani coppie e i lavoratori precari, che normalmente non hanno la possibilità di accendere un mutuo, grazie alla garanzia regionale possono finanziare fino al’ 100% dell’acquisto della prima casa. La regione si offre, tramite un fondo di garanzia, come garante nei confronti della Banca. Se il mutuatario non rimborsa le rate, entro una determinata misura, l’Istituto di Credito si rivarrà sul fondo regionale.
Chiaramente accedere a questi mutui regionali agevolati per acquisto prima casa richiede il possesso di specifici requisiti.
I richiedenti devono in genere essere giovani coppie, genitori con figli a carico o lavoratori precari, cioè con contratti di lavoro a tempo determinato.
Il reddito famigliare, misurato secondo l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) deve essere inferiore ad una soglia, variabile da regione a regione, ma nell’interno dei 30.000 euro/anno.
La casa da acquistare deve essere necessariamente prima casa, ovvero la residenza principale del richiedente, e non deve essere accatastata come immobile di lusso.
Fonte:risparmiasoldi.it
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Limite contanti dopo la manovra estiva: chiarimenti in una circolare del MEF
Una circolare del ministero delle Entrate interviene a chiarire gli obblighi per le banche relativi ai limiti nell’uso del contante dopo il DL del 13 agosto 2011.
È uscita il 4 novembre 2011 una circolare del ministero dell’Economia per fugare i dubbi interpretativi sull’art. 49 del DLgs 231/2007 (normativa antiriciclaggio) modificato dal decreto legge 138 del 13 agosto 2011 che ha ridotto da 5.000 a 2.500 euro i limiti nell’uso del contante per le transizioni tra i privati .
Il problema era nato da molte segnalazioni da parte di istituti di credito che avevano ritenuto di dover comunicare all’amministrazione finanziaria come irregolari e quindi sanzionabili tutti i versamenti o prelevamenti dai conti correnti uguali o superiori a 2500.
Il ministero sottolinea invece che la violazione della norma si ha solo per i trasferimenti rispetto ai quali esistano “concreti elementi” che facciano sospettare il pagamento di un bene o di un servizio non tracciabile superiore alla soglia. La sanzione, lo ricordiamo , può arrivare al 40 per cento della somma trasferita.
Tali concreti elementi devono essere indicati dagli istituti nella comunicazione al Ministero per la valutazione di possibili illeciti.
Le segnalazioni dei libretti di deposito al portatore
La circolare fornisce anche delucidazioni sulla gestione dei libretti al portatore:
• per quelli che superano il nuovo limite di 2.500 euro è previsto l’obbligo di trasformazione in libretti nominativi o la loro estinzione Gli istituti sono tenuti a fare la segnalazione delle violazioni entro 30 giorni dal momento in cui il libretto viene presentato allo sportello bancario. Ugualmente non vi è obbligo di segnalazione per i libretti oggetto di procedura di ammortamento
• per i libretti invece che contenevano somme superiori ai 5.000 euro al 30 giugno e non regolarizzati entro il 30 settembre scorso la segnalazione è già obbligatoria.
Fonte:fiscoetasse.com
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Cassazione: valide le multe con il telelaser anche se non c'è la stampa dei dati sulla velocità
Multa inflitta con telelaser? sono valide anche se non c'è lo scontrino con la stampa dei dati sulla velocità e la targa del veicolo. È quanto afferma la Corte di Cassazione che ha dato ragione al Comune di Massa ribaltando il doppio verdetto con cui il Giudice di Pace prima e il Tribunale in sede di appello avevano accolto il ricorso di un automobilista sorpreso in eccesso di velocità dal telelaser. La Cassazione (sentenza 23212/2012) ha accolto la tesi difensiva del Comune sottolinendo che "e' legittima la rilevazione della velocita' di un autoveicolo effettuata tramite telelaser che non rilascia documentazione fotografica dell'avvenuta rilevazione nei confronti di un determinato veicolo, ma che consente unicamente l'accertamento della velocita' in un determinato momento, restando affidata alla attestazione dell'organo di polizia stradale la riferibilita' della velocita' in quanto l'attestazione ben puo' integrare, con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica attribuendo la stessa ad uno specifico veicolo". si tratta di un'attestazione, conclude la corte, "assistita da efficacia probatoria fino a querela di falso".
Fonte:studiocataldi.it (N.R.)
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Imprenditori di se stessi: un cambio di mentalità
Imprenditori di se stessi: un concetto per molti misterioso, che tende a spaventare chi piuttosto punta al posto fisso. Ma la globalizzazione ha ormai rivoluzionato il rapporto tra domanda e offerta di mercato e non bastano più competenze specifiche e curriculum impeccabile: serve una rete di conoscenze e contatti in continuo ampliamento, per cogliere al volo occasioni che, con i metodi tradizionali, non troveremmo mai.
E’ la convinzione di Enrico Casartelli, dipendente IBM per 23 anni in ruoli manageriali e commerciali nei servizi ICT e della formazione che, alle soglie dei cinquant’anni, ha dovuto rimettersi in gioco, diventando libero professionista nel coordinamento di progetti formativi per la Regione Lombardia, e docente in corsi di leadership, TeamWork, Project e Risk Management.
Casartelli distingue la mentalità impiegatizia, portata a semplificare il lavoro per raggiungere velocemente risultati, da quella imprenditoriale che coglie la complessità nel suo insieme e la gestisce per trovare soluzioni: occorre un approccio aziendale che disegna le strategie di mercato a breve e medio termine, analizzando rischi e punti di forza, e crea canali di comunicazione considerando che le scelte imprenditoriali devono adattarsi con flessibilità al cambiamento veloce dei gusti dei consumatori.
Inoltre, le condizioni che portano l’impresa al successo oggi, non saranno più efficaci per riposizionarsi sul mercato di domani. Il lavoro autonomo, secondo Casartelli, permette di ampliare le relazioni sociali molto più di quanto avvenga all’interno di un’azienda. Mai trascurare cellulare e posta elettronica, perché da un contatto se ne possono generare molti altri.
Il Web diventa ogni giorno più efficace per creare una rete molto estesa di contatti servendosi, ad esempio, del portale Linkedin per farsi conoscere e creare nuove occasioni di crescita professionale. Ricordando sempre che il nostro giudice è il mercato, con i suoi mutamenti repentini e le nuove nicchie che si possono creare. Ed è questa la sfida più affascinante e impegnativa dell’imprenditore di se stesso.
Ma si può sfruttare bene uno strumento come Linkedin?
Secondo Markingegno, blog di appunti di comunicazione per le imprese, senz’altro sì, al punto da aver creato un semplice decalogo online, che insegna come valorizzare il percorso professionale o il brand aziendale, suggerisce la gestione corretta della propria rete, passando per le segnalazioni reciproche e i gruppi di lavoro. Il tutto condito da sincerità, cortesia ed educazione, che sono alla base di contatti duraturi e produttivi.
Fonte:blog.pmi.it (Edoardo Musicò)
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Società; Gioco, Consumatori contro la nuova tassa: "Si fa cassa con la salute dei cittadini"
Il fatto che il Governo abbia pensato ad una tassa da applicare dal 2012 ai giochi gestiti dai Monopoli di Stato ha dell'incredibile. E' quanto sottolineano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, secondo cui una tassa simile "si tradurrà inevitabilmente in un'ulteriore spinta al gioco, per incrementare le entrate dello Stato". "È questo l'aspetto che ci preoccupa maggiormente - dichiarano i due Presidenti - L'incentivo al gioco come soluzione miracolosa per sfuggire ai problemi ed alle difficoltà della vita quotidiana. Il potere di acquisto scende, le spese aumentano e sempre più italiani sognano vincite facili per uscire dal contesto drammatico nel quale si trovano".
Del resto non è una novità che, in tempo di crisi, i consumi consolatori aumentino: l'attuale raccolta del settore dei giochi in Italia ha raggiunto i 72 miliardi di euro, pari mediamente a 1.200 euro annui giocati da ciascun italiano.
Un'altra responsabilità và sicuramente all'incessante pubblicità e sponsorizzazione del gioco. "In questo contesto - denunciano le Associazioni - si rivela allarmante, inoltre, il crescente numero di giovani che si avvicinano a questo mondo, sensibili all'immagine dei soldi e della "vincita facile che ti cambia la vita", una prospettiva che si fa sempre più invitante in tempi in cui il lavoro scarseggia e la possibilità di realizzare la propria indipendenza diventa sempre più lontana". Federconsumatori e Adusbef condannano con fermezze l'incentivo al gioco, con la chiara intenzione di fare cassa a spese della salute stessa dei cittadini: anche perché il gioco crea dipendenza. "Per questo ribadiamo la necessità di avviare da subito una campagna di sensibilizzazione ed educazione, a partire dalle scuole, che illustri i seri rischi della dipendenza che il gioco d'azzardo può portare".
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Minimi, l'organizzazione fa nuova attività
Le persone fisiche in possesso dei requisiti per l'applicazione del regime dei contribuenti minimi (articolo 1, commi 96 e seguenti, legge 244/2007) e che hanno iniziato l'attività dopo il 31 dicembre 2007 si interrogano se possono continuare ad applicare il medesimo regime anche dal 2012. Dal prossimo anno tale regime, riservato alle persone fisiche che esercitano un'attività d'impresa o di lavoro autonomo, è particolarmente favorevole in quanto l'imposta sostitutiva viene ridotta al 5% in luogo dell'attuale 20. I contribuenti devono però effettuare una verifica a ritroso per stabilire se l'attività non abbia costituito in alcun modo la mera prosecuzione di altra attività esercitata in precedenza sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (articolo 27, comma 2, lettera b, del Dl 98/2011). Si tratta di una condizione analoga a quella prevista per il regime delle nuove iniziative produttive di cui all'articolo 13 della legge 388/2000. Analoga verifica deve essere svolta dai contribuenti che dall'anno prossimo intendono intraprendere una nuova attività. L'agenzia delle Entrate ha precisato, con le circolari 1 del 3 gennaio 2001 e 8 del 26 gennaio 2001, che la disposizione ha carattere antielusivo ed è finalizzata a evitare gli abusi dei contribuenti i quali, al solo fine di fruire delle agevolazioni tributarie previste dal nuovo regime, potrebbero di fatto continuare a esercitare l'attività in precedenza svolta, modificando solamente la veste giuridica in impresa o lavoro autonomo. Per esempio, si presenta spesso il caso del medico che avendo raggiunto la pensione nell'ambito della attività ospedaliera, inizia un'attività di libero professionista. Tenuto conto che l'attività verrà svolta in locali diversi da quelli in cui aveva svolto l'attività di medico alle dipendenze dell'azienda ospedaliera, appare praticabile l'applicazione del regime dei minimi.
È pur vero che non si tratta di nuova attività e che certamente la professionalità acquisita come lavoratore dipendente verrà ora spesa come libero professionista, ma nella fattispecie non vi è nulla di elusivo. In sostanza, se a tale disposizione viene attribuito esclusivamente carattere antielusivo si possono aprire molte opportunità a soggetti che intendono mettersi in proprio. Anche in alcuni settori dell'artigianato è prevista la pratica professionale per l'iscrizione all'albo (per esempio, parrucchiere); il giovane che svolge la pratica viene inquadrato come apprendista e se poi si mette in proprio, in base al dato letterale della norma, rientrerebbe nell'ipotesi di esclusione (prosecuzione della attività svolta come lavoratore dipendente). Anche in questo caso il giovane artigiano che si mette in proprio non ha alcuna relazione con il precedente datore di lavoro, anzi ne diviene un concorrente; quindi nulla dovrebbe ostare alla applicazione del regime dei contribuenti minimi. Peraltro, per le attività professionali l'esercizio della pratica professionale è stato espressamente escluso come causa ostativa al regime dei minimi. Altra questione riguarda la ritenuta d'acconto del 20% in presenza di attività di lavoro autonomo; la ritenuta è prevista ancorché in misura inferiore anche per le attività degli agenti di commercio. Per i contribuenti minimi l'Agenzia, con circolare 13 del 26 febbraio 2008, ha confermato l'applicazione della ritenuta d'acconto, mentre per le nuove iniziative produttive la circolare 8/E/2001 lo aveva escluso. Tenuto conto che la nuova norma prevede, per i contribuenti minimi, l'imposta sostitutiva del 5%, la ritenuta d'acconto del 20% creerà una situazione di creditori d'imposta cronici. Occorre tenere presente che tali contribuenti non hanno altre imposte da versare e che i contributi previdenziali dovuti alle casse di previdenza, per quasi tutte le categorie professionali non si versano con il modello F24 e quindi non sono compensabili.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
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Protezione dei dati aziendali: fonte di stress per manager IT
Le minacce alla sicurezza dei dati aziendali sono continuamente in agguato, sempre più numerose e difficili da scongiurare. La violazione dei dati aziendali è a tutt’oggi una realtà per un gran numero di imprese.
Protezioni inadeguate e minacce mutevoli possono causare nei manager IT un elevato livello di stress nel tentativo di proteggere i dati aziendali chee, nel caso di incidenti reali (con la compromissione di informazioni sensibili), può essere particolarmente duro da fronteggiare.
A quali livelli può spingersi lo stress dei manager?
Secondo la ricerca “Security Pros & ‘Cons: IT professionals on confidence, confidential data, and today’s cyber-cons” condotta da Websense per mano di Dynamic Markets, le violazioni in grado di compromettere i dati di CEO e altri dirigenti oppure i dati personali dei clienti, comportano un livello di stress che può in molti casi superare quello che potrebbe provocare un divorzio (72%), debiti personali o incidenti d’auto. Il 14% afferma che perdere il proprio lavoro sarebbe meno stressante che svolgere questo ruolo.
L’86% dei manager coinvolti nella ricerca vede nella violazione dei dati un rischio per il proprio posto di lavoro, nel caso questi coinvolgano informazioni personali di CEO o altri dirigenti (36%), dati richiesti dalle normative (34%) o dati sensibili condivisi sui social network (34%). Secondo la ricerca, la perdita dei dati sarebbe un rischio tutt’altro che remoto: il 24% del campione ha riportato violazioni riguardanti dati personali di CIO e altri dirigenti. Il 34% ha riportato perdite di dati richiesti per la conformità alle normative o condivise sui social network, mentre il 37% ha parlato di dati persi dai propri dipendenti.
Alla base delle minacce alla sicurezza dei dati, un livello di protezione da parte delle aziende non sempre sufficiente unito spesso ad una falsa idea di sicurezza. Antivirus e firewall vengono spesso infatti utilizzati come panacea contro tutti i mali mentre si rivelano in realtà spesso insufficienti a fermare i moderni malware e le nuove tecnologie di attacco! Meno di metà del campione ha dichiarato di utilizzare strumenti per prevenire il caricamento sul web di dati confidenziali; solo il 2% utilizza soluzioni DLP per proteggere i dati archiviati.
Alla luce della ricerca appare quindi evidente come le aziende abbiano bisogno di rivalutare il livello di sicurezza dei loro dati, riconsiderando il livello di protezione offerto dai principali prodotti e software adottati; non solo firewall e antivirus quindi, ma un complesso di soluzioni bilanciato, solido ed efficace per proteggere i dati, non solo quando sono chiusi in qualche archivio, ma anche quando sono in uso.
Fonte:blog.pmi.it (Tullio Matteo Fanti)
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Le aziende italiane entrano su Google+: primi passi nel social network
Cancelli aperti alle aziende in via ufficiale: possono costruire una pagina sul social network GooglePlus. Alcune hanno già mosso i primi passi per prendere le misure degli ultimi aggiornamenti nella rete sociale online. Barilla, ad esempio, ha iniziato con la pubblicazione di un album fotografico visibile su internet. Benetton ha anche un video, oltre alle immagini della sua campagna promozionale. Fiat aveva già sperimentato il suo ingresso nel social network poco dopo il varo, ma utilizza adesso gli spazi progettati da Google per le aziende: ha lanciato un appello agli appassionati di Panda dove possono aggiungere i loro ricordi alla guida dell'automobile. Sono appena le prime ore dall'arrivo delle pagine "business" che affiancano i profili degli utenti, ma la lista è lunga: Alitalia, Tim, Vodafone Italia, Juventus hanno stabilito la loro presenza nella rete sociale online.
È già ampio anche l'elenco di piccole e medie imprese nel social network: si tratta di una "coda lunga" che include agenzie di comunicazione e società di software, catene di ristorazione e attività commerciali locali. Diventa un luogo dove possono avviare una conversazione con il pubblico online. L'idea chiave è quella della selezione: gli utenti di GooglePlus possono aggiungere le pagine all'interno di gruppi chiamati "cerchie" e, in questo modo, costruiscono canali dove possono organizzare il flusso di informazioni. Il social network varato da Google ha quaranta milioni di utenti nel mondo.
Fonte:ilsole24ore.com (Luca Dello Iacovo)
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Irpef quote addizionali Comuni divise per scaglioni e fasce reddito
Le addizionali Irpef saranno divise per scaglioni e fasce di reddito nei diversi Comuni italiani, ma i Comuni potranno anche stabilire un'aliquota unica e sono molti, in realtà, gli enti che stanno scegliendo questa strada, decisamente più facile.
Secondo il ministero dell'Economia , se si opta per il sistema di aliquote, l'applicazione deve avvenire utilizzando solo gli scaglioni di reddito stabiliti ai fini Irpef, secondo il principio della progressività dell'imposta vigente nel nostro ordinamento tributario, con l'esclusione dell'applicazione di una sola aliquota corrispondente a quella stabilita in virtù dell'ammontare del reddito complessivo, ma invece con applicazione di un'aliquota via via progressiva che, con il crescere del reddito, passi gradualmente da quella minore a quella maggiore.
In caso di più aliquote, vale sia l'applicazione sul reddito complessivo, sia l'applicazione per scaglioni, quella preferita, considerando sempre che le due modalità di applicazione portano a differenze di gettito di notevole entità e variabilità. L'applicazione progressiva, infatti, determina un minor gettito che varia dal 20 al 30%, in base alle classi di reddito del Comune.
Per chi rientra nella fascia di reddito dei 15.000 euro, l’aliquota sarà dello 0,43%; per chi rientra nella fascia di reddito compresa tra i 15.000 e i 28.000 euro l’aliquota sarà dello 0,50%; per chi rientra nella fascia di reddito compresa tra i 28.000 e i 55.000 euro l’aliquota sarà dello 0,71%.
E ancora, per chi rientra nella fascia di reddito compresa tra i 55 e i 75.000 euro l’aliquota sarà dello 0,76%, mentre per chi supera i 75.000 euro l’aliquota sarà dello 0.80%.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Tutela Consumatori. Gruppi d'acquisto online, MC diffida Groupalia
Una diffida inibitoria per Groupalia. A mandarla è il Movimento Consumatori, dopo aver ricevuto tante segnalazioni di consumatori che hanno acquistato "coupon" dal sito del Gruppo d'acquisto e non hanno ottenuto quanto pubblicizzato. "Molti consumatori - spiega Marco Gagliardi dell'ufficio legale del Movimento Consumatori - hanno infatti denunciato l'impossibilità di utilizzare, per eccessivo affollamento o scarsa collaborazione dei partners di Groupalia, buoni per viaggi, cene e trattamenti estetici e dentistici. Altri hanno manifestato insoddisfazione per beni e servizi non corrispondenti per qualità e caratteristiche a quelli reclamizzati sul portale Internet".
Secondo quanto previsto da due clausole contenute nelle condizioni di contratto sul sito della società spagnola, che opera tramite la formula "prendere o lasciare" in tempi rapidi, quest'ultima non sarebbe tuttavia responsabile né delle informazioni né dell'adempimento dei partners. "Movimento Consumatori ha contestato a Groupalia - continua Gagliardi - la vessatorietà di tali clausole e, nel caso in cui quest'ultima non provvederà all'eliminazione delle stesse, impegnandosi a vigilare sull'adempimento da parte dei propri partners e a rispondere in caso di disservizi nei confronti dei consumatori, promuoverà un'azione collettiva inibitoria". Tutti coloro che abbiano subito inadempimenti da parte di Groupalia potranno segnalarli a Movimento Consumatori tramite l'email azioni.collettive@movimentoconsumatori.it.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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PEC: l’obbligo esclude i consorzi con attività estere
PEC: i soggetti obbligati secondo il Ministero dello Sviluppo Economico
Con la Circolare n. 3645/C del 3 novembre 2011, il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che l’obbligo di comunicare al Registro delle Imprese un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) esclude i consorzi con attività esterna, mentre include le società consortili. Il Ministero precisa che i soggetti obbligati sono solo le società (di persone e di capitali, cooperative, società estere che hanno in Italia una o più sedi secondarie), anche se si trovano nella fase di liquidazione.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Co.co.co, contributi più cari
Il Governo nel maxi emendamento alla legge di stabilità per l’anno 2012 ha previsto l’aumento di un punto dell’aliquota pensionistica per gli iscritti alla Gestione separata. L’aumento fa da contro-altare al previsto esonero dalla contribuzione per i contratti di apprendistato nelle micro imprese, e va nel senso di scoraggiare l’uso improprio del contratto di lavoro a progetto. Fra le misure che il Governo dovrebbe inserire nel maxi emendamento alla legge di stabilità per l’anno 2012 rientra anche l’aumento di un punto dell’aliquota pensionistica per gli iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.335. Si tratta, come noto, dei titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa ,anche a progetto, di cui all’articolo 50, comma 1, lettera c-bis), del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), nonché dei soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell’articolo 53 del Tuir, non tenuti all’iscrizione ad appositi albi.
Alla suddetta Gestione sono obbligatoriamente iscritti anche gli incaricati alla vendita a domicilio con ricavi superiori a 5.000, euro annui, gli associati in partecipazione con apporto di sola attività lavorativa, coloro che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale, se il reddito derivante dall’attività supera i 5.000 euro annui, i medici in formazione specialistica ed alcuni titolari di borse di studio di specializzazione universitaria.
L’aumento fa da contro-altare al previsto esonero dalla contribuzione per i contratti di apprendistato nelle micro imprese, e va nel senso di scoraggiare l’uso improprio del contratto di lavoro a progetto. Purtuttavia l’aumento, generalizzato, risulta particolarmente penalizzante per coloro che esercitano una attività di lavoro autonomo professionale che si trovano a versare alla Gestione separata una contribuzione decisamente più elevata di quella dovuta dai liberi professionisti alle Casse di previdenza di categoria. La legge 8 agosto 1995 n. 335, di riforma del sistema pensionistico, ha infatti esteso la tutela previdenziale obbligatoria ad alcune categorie di lavoratori autonomi che ne erano in precedenza esclusi.
Qualora l’emendamento fosse approvato, l’aliquota contributiva salirebbe pertanto al 27,72 per cento per i soggetti non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria, al 18 per cento per coloro che sono già altrimenti assicurati o pensionati. L’obbligo contributivo verso la Gestione separata è, infatti, caratterizzato da una discriminante basata sullo stato giuridico del collaboratore. Per i soggetti che non risultano iscritti ad altre forme obbligatorie, il contributo è più elevato e comprende una quota di contribuzione per la tutela di eventi quali malattia e maternità, mentre il contributo è solo pensionistico per i soggetti già iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria e per i titolari di trattamenti pensionistici
Peraltro, mentre è previsto un massimale di contribuzione (pari a 93.622 euro per l’anno 2011) la norma non fissa alcun minimale reddituale. Purtuttavia, per il riconoscimento del diritto alle prestazioni è necessario che siano stati versati contributi per un importo minimo annuale, pari all’aliquota contributiva applicata al minimale stabilito per la previdenza dei commercianti. Per l’anno 2011, per gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene con l’aliquota del 26,72 per cento applicata ad un minimale di euro 14.552,00 l’accredito ai fini pensionistici dell’intero anno richiede il versamento di un contributo annuale pari ad euro 3.888,29 (di cui 3.784,00 ai fini pensionistici).
Con l’aumento di un punto percentuale, il limite sale a 4.033,81 con la conseguenza che il mancato raggiungimento del predetto minimale comporta una contrazione dei mesi accreditati in proporzione al contributo versato
Fonte:ipsoa.it
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Energia; Arrivano incentivi per rinnovabili termiche
Prendono forma i nuovi incentivi per l'efficienza energetica, inseriti nel nuovo decreto sugli aiuti alle rinnovabili termiche. Il meccanismo, però, è ben diverso rispetto a quello della detrazione fiscale del 55% in scadenza a fine anno: nell'entità del sussidio, che verrà ridimensionato e calerà nel tempo; nella platea dei beneficiari, estesa (con vantaggi supplementari) ai soggetti pubblici. E una novità, già contestata da vivaci contestazioni, riguarda anche la copertura dell'onere: il finanziamento peserà sulle bollette del gas (quelle elettriche ne usciranno questa volta indenni) attraverso una componente tariffaria ad hoc. Di qui il no del consorzio confindustriale Gas Intensive, a cui fanno riscontro i malumori degli industriali delle apparecchiature associati a Confindustria-Anima, che contestano il calo dei sussidi. Guai a ridimensionare un meccanismo di incentivazione che ha garantito brillanti risultati, incalza il presidente di Anima, Sandro Bonomi. Ma intanto un aggravio sui costi del metano si tradurrebbe in un'ulteriore perdita di competitività dell'industria italiana, denunciano gli imprenditori energivori di Gas Intensive (dalla carta al vetro, dall'acciaio alla chimica) in una lettera al ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, titolare del provvedimento, dopo un primo giro di orizzonte sui contenuti del decreto. Perché proprio di decreto si sta parlando. Per la precisione il primo di due decreti ministeriali per colmare almeno in parte i ritardi nell'attuazione delle direttive comunitarie recependo le deleghe della legge quadro sull'efficienza varata a marzo (decreto legislativo 28/2011). Il primo e più urgente è legato agli incentivi alle fonti rinnovabili termiche e per l'efficienza, mentre il secondo dovrebbe affinare la normativa sul fotovoltaico.
«Provvedimenti urgenti», rimarcano al ministero. Ecco allora, più nel dettaglio, i contenuti del decreto ministeriale sui "contributi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per incentivi di efficienza energetica di piccole dimensioni". La filosofia è affine a quella del 55%, ma cambia l'entità e la distribuzione del tempo. Un conto, infatti, è una detrazione fiscale che viene rimborsata direttamente dal Fisco in Unico o nel 730. Un altro, invece, è un incentivo erogato al beneficiario. Per l'entità dei nuovi incentivi si va da un massimo del 52% previsto per le strutture fisiche di isolamento e per l'istallazione di caldaie a condensazione di grande potenza e delle pompe di calore per scaldare l'acqua, al 39% per le caldaie a condensazione più piccole o per rinnovare gli infissi. L'incentivo sarà comunque limitato a dispositivi di potenza termica inferiore a 500 kW o, per gli impianti solari termici, a quelli che sviluppano meno di 700 metri quadri. Il rimborso fiscale sarà in percentuale della somma investita, sulla base di prezzi massimi di mercato e con un ammontare massimo. Che sarà erogato in rate annuali costanti per 10 anni e calcolato a forfait per gli impianti fino a 35 kW o 50 metri quadri per il solare termico, mentre per gli impianti più grandi varrà la lettura a contatore. Il tutto con correttivi legati alla potenza nominale e alla zona climatica.
I soggetti pubblici non solo faranno l'ingresso ufficiale nell'incentivo, ma saranno addirittura premiati con un aumento secco del 10 per cento. Premi saranno previsti per tutti nel caso delle pompe di calore geotermiche o nel solare termico con solar cooling (+20%). La curva di riduzione degli incentivi sarà del 20% ogni tre anni, ma la crescita complessiva dell'onere sarà comunque significativa: 120 milioni di euro annui al 2012 e 650 milioni annui al 2020. Per finanziarlo si stima un peso sulla bolletta media del gas, riferito alla famiglia tipo, di 5 euro l'anno al 2012 che crescono però a 25 euro l'anno al 2020, con un aggravio del 2,6% della spesa per il gas. Prevedibili i rilievi delle associazioni dei consumatori. Già sostanziosi quelli delle imprese energivore. Nella lettera appena inviata al ministro Romani il presidente del consorzio confindustriale Gas Intensive, Paolo Culicchi, lamenta «il rischio di un'ulteriore perdita di competitività per le nostre imprese manifatturiere, con effetti dirompenti in alcuni casi per la loro stessa permanenza sul mercato, generato dall'incremento del costo complessivo di approvvigionamento del gas naturale, voce fondamentale dei nostri costi di produzione». Costo che «nell'anno termico in corso è aumentato di circa il 30% e sta giungendo a livelli insostenibili e ingiustificabili, soprattutto se valutati rispetto ai nostri competitors europei». In parallelo, c'è la posizione di un'altra parte dell'industria, che ricorda che i nuovi incentivi sono complementari, ma non sostitutivi del 55% "fiscale", di cui continua a chiedere la proroga nella formulazione attuale.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
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Confesercenti, in arrivo maxi stangata sulle pensioni
Continua la caduta dei redditi dei pensionati. La stangata, tra il 2008 e il 2014, toccherà 1.108 euro (il 4,3%) sulle pensioni basse, peserà per 1.584 euro (il 2,2%) su quelle medie e per 1.722 euro (l'1,8%) su quelle relativamente alte. È il risultato di uno studio della Fipac Confesercenti su tre assegni-tipo da 564, 762 e 1.160 euro che analizza gli effetti del mancato recupero del fiscal drag (l'aumento della pressione fiscale dovuto all'inflazione) e le addizionali territoriali del federalismo. Questi due fattori sono costati, nel 2007-2009, rispettivamente 2,4 miliardi e quasi un miliardo. Dall'ultimo rapporto Inps emerge che oltre 8 milioni di pensioni, pari al 50,8% del totale, non arriva a 500 euro al mese. Proseguiamo: il 79% delle pensioni INPS non supera la soglia dei 1.000 euro mensili. Vi è poi un 11,1% che presenta importi compresi tra 1.000 e 1.500 euro mensili. Solo il 9,9% supera questa soglia di reddito. I commercianti devono accontentarsi di un assegno medio di 707 euro. A questo proposito vale la pena ricordare ancora che nel 2010 l'85% delle pensioni dei lavoratori autonomi - stiamo parlando di poco meno di 4 milioni di pensionati - sta dentro i 1.000 euro e in particolare il 51% - 2milioni e 400mila persone - non supera i 500 euro. Dati simili riguardano anche i lavoratori dipendenti, che hanno il 71% di pensioni entro i 1.000 euro.
La proposta della Fipac è dunque quella di ripristinare un meccanismo che neutralizzi il drenaggio fiscale e non applichi a queste pensioni gli aumenti delle addizionali Irpef successive a quelle già vigenti nel 2011. Questo almeno per le pensioni fino a 1.200 euro, ma sicuramente per quelle fino ad 800 euro per le quali si rischia un vergognoso scippo. E' giunto il momento, invece, di pensare a qualche meccanismo che fino dalla più giovane età ponga le premesse in concreto per un sostegno alla futura pensione. Come provocazione per un confronto di merito mettiamo sul tavolo l'ipotesi di utilizzare parte di strumenti fiscali già esistenti come il 5 o l'8 per mille, per cominciare a determinare una sorta di dote previdenziale. Citiamo l'8% per mille in quanto c'è già una casella finalizzata allo Stato: e se destinassimo quel gettito nella direzione del futuro previdenziale dei giovani, anche al fine di sostenere le prevedibili pensioni più basse, non ci parrebbe una decisione sbagliata.
Ma non sono solo le pensioni a rendere amari i giorni della terza età: una vera e propria regressione si nota sul fronte e della sanità e della assistenza, mentre cresce il carico fiscale locale ed i servizi spesso offerti sono di livello mediocre o, addirittura, indecente per un paese civile. I cambiamenti sociali e demografici hanno messo a dura prova indubbiamente la tenuta complessiva del sistema che deve necessariamente ripensare il concetto stesso di salute. Il servizio sanitario nazionale ha senza dubbio bisogno di rinnovarsi e diventare più moderno dal punto di vista strutturale, tecnologico, dell'organizzazione e dei servizi offerti. Tutto questo contribuirebbe a ridare dignità di cittadini alle vittime del sistema a cominciare dalle liste di attesa che devono sopportare i malati e gli anziani non autosufficienti per essere assistiti. Qui si deve voltare pagina ma puntando sulla collaborazione di tutti gli attori del sistema sanitario a cominciare dai medici di base. Occorre pervenire ad una gestione della spesa sanitaria basata complessivamente su di una maggiore efficienza, improntare i processi decisionali ed operativi alla massima trasparenza e fare in modo che gli acquisti siano maggiormente orientati alla qualità ed alla convenienza.
Nel frattempo il Codacons ricorda la mega class action lanciata nei confronti della pubblica amministrazione per tutelare gli interessi dei pensionati. "Da un lato, le pensioni italiane sono tra le più basse d'Europa, e quelle sottoposte alla maggiore pressione fiscale, dall'altro il costo della vita continua ad aumentare inesorabilmente, senza che a ciò corrisponda un incremento del reddito netto percepito dai pensionati - spiega il presidente Carlo Rienzi - Tale situazione, ha portato ad un dimezzamento del potere d'acquisto negli ultimi 18 anni, e rischia di far entrare a breve centinaia di migliaia di anziani nella fascia di povertà, considerate le novità introdotte dalla manovra che colpiscono proprio il ceto medio/basso". Con tale azione collettiva si chiede allo Stato italiano di emettere tutti gli atti dovuti già previsti dalla legge per riequilibrare il sacrificio economico patito dai pensionati e quindi, anche in esecuzione dei principi costituzionali di cui all'art. 53 della Costituzione e art. 25 della Carta dei diritti dell'uomo, di predisporre tutti gli interventi relativi al Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali previsto per legge ogni tre anni.
Per aderire all'azione, proposta in base al Decreto Legislativo 198/2009, è sufficiente collegarsi al sito www.codacons.it e seguire le istruzioni. L'adesione è completamente gratuita.
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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GSE: senza il certificato antimafia niente incentivi 4° Conto Energia
Per accedere agli incentivi è necessario presentare al GSE il certificato antimafia o la dichiarazione di esenzione dall'obbligo
La mancata presentazione della certificazione antimafia o della dichiarazione di esenzione dall’obbligo di presentazione del certificato antimafia comporta la non ammissione agli incentivi del Quarto Conto Energia per gli impianti fotovoltaici.
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ricorda che i soggetti che presentano istanza di accesso agli incentivi di cui al D.M. 5 maggio 2011 (4° Conto Energia) sono tenuti a presentare il certificato antimafia rilasciato dalla Prefettura ovvero dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, della Provincia in cui i soggetti richiedenti hanno la loro sede, riportante la dicitura antimafia, ai fini di quanto previsto dall’art. 67 del D.lgs. n. 159/2011 (Codice delle leggi antimafia), entrato in vigore il 13 ottobre scorso (leggi tutto).
I certificati devono essere trasmessi al GSE in corso di validità (entro sei mesi dal loro rilascio).
Chi è esente dall'obbligo del certificato antimafia
Sono esenti dall’obbligo di presentazione del certificato antimafia:
a) i soggetti pubblici ossia una pubblica amministrazione, un ente pubblico, un ente e un’azienda vigilata dallo Stato o da altro ente pubblico, una società o impresa comunque controllata dallo Stato o da altro ente pubblico nonché un concessionario di opera pubblica;
b) i soggetti, anche privati, i cui organi rappresentativi e quelli aventi funzioni di amministrazione e di controllo sono sottoposti, per disposizione di legge o di regolamento, alla verifica di particolari requisiti di onorabilità tali da escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di divieto di cui al citato articolo 67;
c) i soggetti che esercitano attività agricola o professionale, non organizzata in forma di impresa ovvero esercitano attività artigiana in forma di impresa individuale e attività di lavoro autonomo anche intellettuale in forma individuale;
d) i soggetti destinatari di incentivi il cui valore complessivo, inclusi eventuali incentivi riferiti ad altri impianti, non supera 150.000 euro. La tariffa incentivante è quella prevista dal D.M. 5 maggio 2011 con riferimento alla data di entrata in esercizio dell’impianto. Il valore complessivo degli incentivi può essere stimato moltiplicando il valore unitario della tariffa incentivante (comprensiva di eventuali premi/maggiorazioni) per la producibilità annua, coincidente con quella indicata nella scheda tecnica finale d’impianto, per i venti anni di durata dell’incentivo.
Modello di dichiarazione di esenzione dall'obbligo
I soggetti che rientrano nei casi di esenzione dall’obbligo devono compilare il modello di dichiarazione ai sensi del D.P.R. N° 445/2000.
Fonte:casaeclima.com
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