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News e Fax > Archivio 2011 > Settembre 2011
Elenco news :
Pmi: arriva il quadro superiore, manager su misura
Aumento IVA: ecco le aliquote modificate
Ministero Gioventù: da settembre i fondi per lavoro, studio e casa
Sicurezza Stradale; UE, entro il 2015 su nuove automobili ci sarà salvavita eCall
Edifici rurali, entro il 30 settembre le domande per il riconoscimento
Facebook in ufficio è un costo per l'azienda. Ma lo si può calcolare via software
Accertamento induttivo: si evita con contabilità in regola
Aumento iva: i prezzi aumenteranno. Annuncio di distributori e commercianti
Fisco; Vecchi minimi, uscita con rettifica
Scuola: tutte le novità per il nuovo anno scolastico
Crisi finanziaria, che fare con titoli e azioni? I consiglio di Altroconsumo
Politiche sociali, Fondo 2011: risorse per oltre 218 milioni di euro
Manovra bis – Approvazione sprint del testo riscritto
Lavoro; Bonus assunzione per giovani genitori
Pianificazione e controllo di gestione: tre applicazioni per ottimizzare l’orario lavorativo
Telemarketing con operatore, proroga privacy in scadenza
Ingegneri, dall'energia pulita 40.000 posti di lavoro al 2020
Applicativi Google utilizzabili anche offline
Consumatori: Moody's non può declassare l'Italia
Fatture elettroniche nelle aziende italiane: la situazione attuale
Web: un milione di italiani cerca casa su Facebook
I piccoli imprenditori soffrono di più la crisi
Agricoltura; Ristrutturazione del debito: 700mila € alle Pmi
Agevolazioni per il design
Pagare a rate: ecco qualche dritta
Le Pmi tornano ad assumere giovani
Licenziamenti più facili in manovra finanziaria 2011: cosa cambia
Carburanti, aumenti alla pompa. La Procura di Lecce apre un'inchiesta
Redditi online senza nomi su Internet e nessun conto corrente su dichiarazioni 730
Manovra bis 2011: tutti gli mendamenti approvati o soppressi
Pmi: arriva il quadro superiore, manager su misura
Si chiama “quadro superiore” ed è una specie di dirigente a metà, che ricopre un ruolo di autorità nell’azienda ma allo stesso tempo è, in tema di cessazione del rapporto di lavoro, un lavoratore subordinato a tutti gli effetti, diversamente dai manager veri e propri per i quali il licenziamento è libero.
E’ questo, in estrema sintesi, il risultato di un recente accordo tra Confapi e Federmanager che dà vita alla figura professionale del dirigente della piccola e media impresa.
L’accordo intende disciplinare la figura del quadro superiore rispetto alla regolamentazione contrattuale esistente nei diversi CCNL di settore e prevede in sintesi i seguenti punti:
- L’assunzione o la promozione a quadro superiore devono avvenire per iscritto, con attribuzione delle responsabilità attribuite al lavoratore e del trattamento economico riconosciuto;
- Il trattamento economico annuale è suddiviso in 13 mensilità e prevede come minimo mensile l’importo di 3.308 euro;
- La risoluzione del rapporto deve avvenire con 4 mesi di preavviso se il quadro superiore ha fino a cinque anni di servizio, con 8 mesi di preavviso se gli anni di servizio sono più di cinque, con termini ridotti della metà in caso di dimissioni;
- Nel caso il dirigente ritenga ingiustificate le motivazioni del suo licenziamento, può ricorrere a un Collegio arbitrale disciplinato dal ccnl e, in caso abbia ragione, l’azienda gli deve riconoscere una indennità supplementare graduabile dallo stesso Collegio e relazionata all’età del dirigente licenziato;
- Le ferie consistono in 32 giorni lavorativi per ogni anno di servizio.
Il manager delle pmi è dunque una figura che presenta un mix di autonomia e subordinazione ed è dotato di elevate competenze e capacità tecnico-professionali. Il contratto sottoscritto dalle due associazioni ha durata fino al 31 dicembre 2013.
Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica)
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Aumento IVA: ecco le aliquote modificate
Quali sono le novità relativamente all’IVA e agli aumenti più volti annunciati e ieri approvati dal Senato? Presto detto.
Innanzi tutto è stata elevata al 21% l'aliquota ordinaria dell'Iva relativamente alla cessione di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio nazionale. L'articolo 16 del Dpr 633/1972 prevede un'aliquota ordinaria fissata nella misura del 20% e due aliquote ridotte del 4 e del 10%, cui vanno aggiunte alcune aliquote forfetarie di compensazione nel settore agricolo.
La legge di conversione del Dl 138 interviene proprio sull'articolo 16 del decreto Iva, elevando l'aliquota ordinaria dal 20 al 21 per cento.
Quali campi sono interessati? Quasi tutti, ovvero tutti coloro i quali fatturano al 20%. Restano invece invariate, le aliquote ridotte del 4 e del 10 per cento. L’applicazione della norma parte naturalmente dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl 138/2011.
Si dunque dall'abbigliamento ai giocattoli, dalle telecomunicazioni agli utensili, dagli articoli ottici ai petroliferi, dai mobili ai computer, dalle bevande ai servizi di professionisti, artigiani, artisti.
Inoltre i dettaglianti nelle liquidazioni periodiche e annuali, per determinare l'Iva incorporata nei corrispettivi, dovranno applicare solo il "metodo matematico" e non più quello "percentuale" di scorporo.
Una precisazione va effettuata in merito alle forniture di beni e servizi effettuate nei confronti degli enti pubblici che vengano fatturate fino il giorno precedente all'entrata in vigore delle nuove regole: non ci sarà alcun aumento di aliquota se a tale giorno il corrispettivo non sia stato ancora pagato dagli enti, ma la fattura deve essere stata non solo emessa ma anche annotata nei registri di cui all'articolo 23 e 24 del Dpr 633/72 (decreto Iva) da parte del fornitore.
Al comma 36-vicies ter introdotto all'articolo 2 del Dl è contenuta una norma restrittiva per l'estrazione dei beni dai depositi Iva.
In via generale, a seguito della maggiorazione dell'aliquota, le operazioni che si considereranno effettuate dalla data di entrata in vigore della legge di conversione dovranno rispettare la nuova percentuale, laddove per le operazioni che non si sono ancora concluse sarà necessario far riferimento al momento impositivo. Sugli acconti pagati prima dell'entrata in vigore della maggiorazione, si applicherà invece il 20% vigente alla data del pagamento, mentre la maggiorazione riguarderà solo le fatture a saldo.
Se una fattura ha preceduto la consegna del bene o il pagamento del corrispettivo, sull'importo fatturato si applicherà l'aliquota del 20% vigente alla data di emissione della fattura. Mentre per la consegna di beni con fattura differita (articolo 21, comma 4 del decreto Iva) è rilevante la data della consegna del bene per cui anche la successiva fattura, emessa entro il 15 del mese successivo, segue la vecchia aliquota del 20% esistente alla data della consegna. Per eventuali note di credito emesse facoltativamente (articolo 26, comma 2) si segue l'aliquota vigente alla data dell'operazione cui si riferisce la variazione.
Fonte:i-dome.com
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Ministero Gioventù: da settembre i fondi per lavoro, studio e casa
Diritto al futuro: al via i fondi per il lavoro, lo studio e la casa. Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari, e il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua hanno presentato il 31 agosto 2011 le iniziative sui fondi di garanzia per l'accesso al credito destinato gli studenti universitari, per l'accesso al mutuo per l'acquisto della prima casa rivolto alle giovani coppie di precari e per il bonus finalizzato a stabilizzare i giovani genitori precari. I fondi sono stati promossi e finanziati dal Ministero della Gioventù. Presso l'Inps è stata istituita la "Banca dati per l'occupazione dei giovani genitori", come previsto dal Decreto del Ministro della Gioventù del 19 novembre 2010. Ad essa possono iscriversi i giovani genitori di figli minori in cerca di una stabile occupazione. Obiettivo della banca è consentire l'erogazione di un incentivo pari a € 5.000 destinato alle imprese private e alle società cooperative che si dichiarino disposte ad assumere a tempo indeterminato gli iscritti alla banca dati. L'iscrizione è subordinata al possesso di determinati requisti, che devono sussitere, congiuntamente, alla data di presentazione della domanda. Nella circolare n.115 del 5 settembre 2011 sono illustrate le modalità per iscriversi alla banca dati e le operazioni che possono essere effettuate in seguito all'iscrizione. L'accesso alla banca dati può anche essere effettuato collegandosi al sito del Dipartimento della Gioventù www.gioventu.gov.it, dopo essersi autenticati mediante il PIN rilasciato dall'Inps. Ed ancora, il progetto volto a facilitare l'accesso al credito si pone in linea con la politica di sviluppo per i giovani dell'Unione Europea, che prevede altresì misure di sostegno finanziario, finalizzate ad accrescere le competenze professionali e ad incrementare il tasso di occupazione. Il Fondo, che dispone di una dotazione patrimoniale di 25 milioni di euro ed è gestito dalla Consap SpA, concede alle banche e agli intermediari finanziari garanzie a copertura del 70% della quota capitale dei finanziamenti ammissibili, degli interessi contrattuali calcolati in misura inferiore al tasso legale e di mora e dei costi di recupero. I finanziamenti ammissibili alla garanzia del fondo devono possedere determinate caratteristiche. La documentazione necessaria, il modulo di domanda per accedere ai finanziamenti, e l'elenco delle banche e degli intermediari aderenti sono pubblicati nel sito del Dipartimento della Gioventù e dell'ABI. Infine, per agevolare l'inserimento dei giovani nella società, il Dipartimento della Gioventù presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Abi, hanno siglato un'intesa sul Fondo di garanzia per l'accesso ai mutui per l'acquisto dell'abitazione principale, destinato alle giovani coppie con contratti di lavoro non a tempo indeterminato che, a partire da settembre 2011, potranno beneficiare di agevolazioni e ottenere "mutui prima casa" a condizioni di favore. Per promuovere tali iniziative e provvedimenti, sarà lanciata una campagna di comunicazione video, ovvero uno spot per ciascuna delle tre iniziative nell'ambito del pacchetto denominato "Diritto al Futuro" (spot accesso al mutuo; spot stabilizzazione giovani precari; spot accesso al credito per studenti universitari).Fonte: Dipartimento della gioventù
Fonte:studiocataldi.it (Nadia F. Poli)
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Sicurezza Stradale; UE, entro il 2015 su nuove automobili ci sarà salvavita eCall
Entro il 2015 su tutti i nuovi modelli di automobili e veicoli leggeri dell'UE (compresa Croazia, Islanda, Norvegia e Svizzera) sarà installato il sistema salvavita eCall così che, in caso di incidente stradale grave, verrà composto automaticamente il 112, numero d'emergenza europeo, e verrà comunicata l'ubicazione del veicolo ai servizi di soccorso. eCall si attiva automaticamente non appena i sensori del veicolo rilevano un urto grave ed è in grado di inviare ai servizi di emergenza i dettagli relativi all'incidente, compresa l'ora dell'incidente, la posizione esatta del veicolo incidentato e la direzione di viaggio (elemento importante sulle autostrade e nei tunnel). Una chiamata eCall può essere attivata anche manualmente, premendo un pulsante all'interno dell'abitacolo, per esempio da parte di un testimone di un incidente grave.
I costi d'installazione del sistema eCall sono stimati a meno di 100 euro per autoveicolo nuovo. Per evitare problemi di violazione di privacy, il sistema eCall non consente il tracciamento dei veicoli poiché rimane "dormiente" e non invia segnali fino all'attivazione in caso di incidente. Attualmente soltanto lo 0,7% di tutti gli autoveicoli nell'UE sono dotati di sistemi automatici di chiamata di soccorso.
Oggi la Commissione Europea ha adottato una raccomandazione che esorta gli Stati membri ad assicurarsi che gli operatori delle reti di telefonia mobile aggiornino le proprie infrastrutture in modo che le chiamate eCall siano trasmesse in maniera efficiente ai servizi di soccorso. Questa tecnologia dovrebbe accelerare l'arrivo delle squadre di soccorso del 40% nelle zone urbane e del 50% in quelle rurali. Una volta introdotto, eCall sarà in grado di salvare ogni anno diverse centinaia di vite umane in Europa, riducendo la gravità delle ferite e dei traumi in decine di migliaia di casi.
La raccomandazione dovrà essere seguita dall'adozione da parte della Commissione delle specifiche per aggiornare i centralini delle chiamate di emergenza e da una proposta di regolamento che dovrà prevedere l'omologazione a livello comunitario.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Edifici rurali, entro il 30 settembre le domande per il riconoscimento
Il 30 settembre 2011 scade il termine entro cui presentare all'Agenzia del Territorio la domanda di variazione catastale per il riconoscimento della ruralità dei fabbricati accatastati, ai fini della loro esenzione dall'Ici.
Questa possibilità è offerta dal Decreto Sviluppo (D.L. 13 maggio 2011 n. 70, convertito nella legge n. 106/2011), ai commi 2 bis, 2 ter e 2 quater dell'articolo 7.
La domanda di variazione catastale, nelle categorie A/6 per gli immobili a uso residenziale e nelle categorie D/10 per quelli a uso strumentale, deve essere corredata da un'autocertificazione in merito all'esistenza da almeno cinque anni continuativi dei requisiti previsti per il riconoscimento della ruralità.
L'Agenzia del Territorio verifica la presenza dei requisiti e convalida l'autocertificazione entro il 20 novembre. Nel caso in cui l'Amministrazione Finanziaria non si pronunci entro tale data, il proprietario può assumere in via provvisoria per un anno la nuova categoria catastale richiesta.
L'Agenzia può anche negare la richiesta con provvedimento motivato, e in tal caso il richiedente sarà tenuto al pagamento di tutte le imposte dovute e non versate, in misura raddoppiata rispetto a quelle previste dalla normativa vigente.
Infine, il Decreto Sviluppo demanda a un apposito decreto ministeriale, ancora da emanare, la definizione delle modalità operative e applicative per gli accertamenti dell'Agenzia e del Comune e per la documentazione necessaria per la presentazione della domanda.
La circolare del Consiglio nazionale dei geometri
Su queste norme si è espresso il Consiglio nazionale dei geometri con la circolare n. 8600 del 6 settembre 2011, nella quale anzitutto si osserva che le disposizioni del Decreto Sviluppo riprendono quanto stabilito in alcune sentenze della Cassazione, circa la possibilità di concedere l'esenzione dalle imposte (ICI e altre) per i fabbricati rurali, accatastati e censiti nelle categorie A/6 e D/10.
Tuttavia, osserva il Cng, la categoria A/6 è soppressa e inutilizzata dal 1993 e riguarda unità immobiliari urbane con caratteristiche rurali. Con il tempo le norme catastali hanno di fatto equiparato gli accatastamenti dei fabbricati rurali a quelli urbani per aumentare la precisione della banca dati catastale.
Da anni le indicazioni catastali, sottolinea la circolare dei geometri, hanno catalogato gli accatastamenti delle costruzioni del “mondo rurale” in due sezioni: le unità immobiliari a destinazione abitativa e le unità immobiliari destinate ad attività produttive agricole. Le prime vanno classificate nella categoria ordinaria, mentre le seconde devono essere censite nella categoria D/10, a condizione di possedere caratteristiche tipologiche e di destinazione tali da non consentire usi diversi.
Le unità immobiliari che non hanno queste caratteristiche, ma che sono comunque considerate rurali ad uso produttivo, devono invece essere censite nelle categorie C/2, C/3, C/6 ecc. Pertanto, secondo i geometri le vecchie stalle, le tettoie, i ripostigli, i magazzini e i locali diversi dalle residenze rientrano nel gruppo C, mentre cantine, laboratori, capannoni con caratteristiche di fabbricati produttivi di nuova e consolidata attività agricola aziendale vanno accatastati nella categoria D/10.
Tra l'altro, sottolinea il Cng, l'Agenzia del Territorio si è detta contraria al ripristino o alla istituzione di una apposita categoria A/6 solamente ai fini dell'esenzione fiscale, che rischierebbe di compromettere il lavoro fin qui svolto per la corretta archiviazione inventariale dell'edificato.
Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio nazionale dei geometri propone come soluzione la produzione di un apposito Docfa semplificato, con la presentazione all'Agenzia e al Comune di una semplice e informale istanza di richiesta del cambio di categoria delle unità già accatastate nelle A/6 e nelle D/10, ai soli fini dell'esenzione fiscale e per consentire il corretto accatastamento degli immobili.
Fonte:casaeclima.com
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Facebook in ufficio è un costo per l'azienda. Ma lo si può calcolare via software
Gli adepti dei social network, dell'uso continuativo e "maniacale" di Facebook e simili anche per le comunicazioni di business con i colleghi lontani dalla propria scrivania ne avranno sicuramente a male. Sta di fatto che lo studio elaborato dalla società specializzata WebTitan, di certo non il primo ad affrontare l'argomento, ha messo in evidenza come l'utilizzo dei siti sociali dal computer dell'ufficio possa rivelarsi assai dannoso per il bilancio delle aziende.
Nello specifico, si è calcolato che per un'organizzazione con in media 52 addetti in organico la perdita di produttività possa arrivare fino a 65mila dollari l'anno nel caso ciascun dipendente dedichi a Facebook anche solo una ventina di minuti ogni giorno per motivi personali. Lo studio non mette all'indice i social network quale strumento di supporto alle attività di business ma lancia di fatto un monito ben preciso: le aziende che non controllano le attività online del proprio personale rischia di perdere in efficienza e di vedere diminuire il fatturato pro capite di ogni suo addetto (questo uno dei parametri che WebTitan ha utilizzato per arrivare a determinare la cifra di cui sopra).
In altri termini il rischio che Facebook, Twitter e compagnia possano incidere negativamente sul bilancio è, stando a questa indagine, quanto mai reale e si può quantificare in qualche punto percentuale dei salari annui mediamente retribuiti dalle aziende ai propri dipendenti. E proprio per questo WebTitan si è inventato un software, Social Media Cost Calculator, che permette di determinare con buona precisione l'impatto economico dei "colletti bianchi" troppo distratti dalle chat, dai video di YouTube o dall'aggiornamento della propria bacheca personale online. Secondo Ronan Kavanagh, Ceo di SpamTitan (sussidiaria gemella di WebTitan ed entrambbe divisioni della società irlandese CopperFasten Technologies), il problema del social networking è semplicemente un'evoluzione di ostacoli superati dalle aziende nel recente passato, vale a dire l'utilizzo personale del telefono e della posta elettronica.
È necessario però che dentro ogni singola organizzazione, questo il consiglio molto interessato esternato dal manager, si ritenga fondamentale "la definizione di una politica flessibile di gestione dei social network e dei profili che possono averne accesso utilizzando strumenti di Web filtering adeguati".
Bloccare l'accesso ai social network in orario di lavoro va però a sbattere contro le nuove logiche di marketing digitale (per non parlare della questione, sempre molto delicata, della privacy) e una tendenza che vede questi strumenti sempre più diffusi e utilizzati anche in chiave business. I numeri che confermano il successo di Twitter, passato dai 27 milioni di tweet al giorno del 2010 ai 95 milioni nel 2011, del resto sono noti come è noto il livello di popolarità di Facebook, i cui utenti a livello mondiale sono giunti ormai alla soglia dei 650 milioni (erano 350 milioni l'anno passato) e metà di questi accede tutti i giorni alla propria bacheca. Anche dalla scrivania dell'ufficio.
Fonte:ilsole24ore.com (Gianni Rusconi)
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Accertamento induttivo: si evita con contabilità in regola
Chi tiene i conti in ordine ha buone probabilità di evitare il temibile accertamento induttivo da parte del fisco, di recente legittimato dalla Cassazione per le più varie motivazioni. In presenza di una contabilità “formalmente regolare” e in assenza di altri elementi o indizi di evasione, secondo quanto si legge nella motivazione della sentenza 11985, l’accertamento è infatti da considerarsi illegittimo.
Il caso esaminato dalla Corte si riferisce in particolare a una srl che, nel biennio ‘97/’98, aveva subito un accertamento per avere intrattenuto rapporti con una “cartiera”, ossia una società dedita all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Ad essere contestati dal contribuente sono stati però ulteriori accertamenti relativi ai due anni precedenti, nonostante per quel periodo si fossero riscontrate una contabilità regolarmente tenuta e l’assenza di operazioni effettuate con la società cartiera.
Il fisco però aveva ritenuto di procedere ugualmente all’accertamento dei redditi dichiarati tramite un controllo indiretto dei ricavi della società, effettuato mediante un confronto tra la percentuale di ricarico sui prezzi di vendita applicata dall’impresa e le percentuali di ricarico medio del settore. Tali percentuali, che indicano in sostanza l’eventuale scostamento tra i ricavi dell’azienda e quelli medi del suo settore di appartenenza, non sono state ritenute però dalla Corte un elemento sufficiente per legittimare un accertamento induttivo sul reddito dell’impresa.
La decisione della Suprema Corte contraddice così un orientamento ormai abbastanza consolidato presso i giudici secondo il quale anche in presenza di una contabilità tenuta in maniera regolare l’ufficio potesse comunque procedere con l’accertamento: solo il tempo dirà se gli ermellini hanno voluto cambiare la direzione di marcia o se si tratti invece della classica eccezione che conferma la regola.
Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica)
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Aumento iva: i prezzi aumenteranno. Annuncio di distributori e commercianti
Secondo il Codacons l’innalzamento dell’IVA costerà alle famiglie italiane 385 euro in più
Sale l’Iva di un punto percentuale dal 20 al 21% su beni e servizi di uso quotidiano e distributori e commercianti sono già pronti ad annunciare i rialzi dei prezzi. Vino, acqua minerale, abbigliamento, calzature, elettrodomestici e auto aumenteranno e secondo il Codacons, la stangata, per una famiglia di 4 persone, sarà di 385 euro l'anno.
Per Federalimentare, l'aumento dell'Iva colpirà circa un terzo dei consumi alimentari, tra cui acque minerali, vini, birra, succhi di frutta, limonate, cole e altre bevande gassate, caffè e tè, cibo per animali, acquaviti e liquori.
Tante le reazioni da parte delle associazioni: Salvatore Taccini, direttore franchising di Compar Bata, mega catena di scarpe e abbigliamento, ha detto che “al momento non abbiamo deciso come gestire l'aumento dell'Iva ma difficilmente l'assorbiremo: sarebbero 4 milioni di maggiori oneri su 400 di ricavi”, mentre Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, la confederazione dei professionisti, invita il governo a rafforzare la vigilanza sul mercato affinché non si provochi un innalzamento ingiustificato dei prezzi, che deprimerebbe ulteriormente i consumi e penalizzerebbe le famiglie.
Federconsumatori, invece, ha compiuto un calcolo solo sul rincaro della benzina, che dovrebbe comportare un esborso di 32 euro all'anno in più, che, sommati agli aumenti registrati da agosto 2010, ammonterebbero a (circa) 470 euro, ciò che gli italiani si troverebbero a pagare in più per fare un pieno.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Fisco; Vecchi minimi, uscita con rettifica
I contribuenti che il prossimo anno non potranno più applicare il regime dei minimi (sono circa 500mila), a seguito dei nuovi requisiti introdotti dal Dl 98/2011, entreranno in un regime Iva residuale e potranno detrarre parte dell'imposta che hanno pagato per acquistare i beni strumentali e le giacenze di magazzino alla fine del 2011.
Regime residuale
Non potranno più beneficiare del regime dei minimi dal 1° gennaio 2012, i contribuenti che pur rispettando le condizioni "originarie" per applicarlo, e cioè ricavi/compensi fino a 30.000 euro, nessuna esportazione o spese per dipendenti, beni strumentali fino a 15mila euro, non regime speciale o trasparenza, ecc., non hanno intrapreso «un'attività d'impresa, arte o professione» dal 1° gennaio 2008 ovvero non rispettano i requisiti aggiunti al regime senza Iva dall'articolo 27, comma 1, Dl 98/2011 (non esercizio di attività di impresa o professionale nel triennio precedente, non mera prosecuzione di altra attività già svolta come dipendente o autonomo, eccetera). Nel nuovo regime, introdotto dall'articolo 27, comma 3, Dl 98/2011, entreranno anche quelle persone fisiche che apriranno la partita Iva nel 2012, ma che, pur rispettando le condizioni "originarie" dei minimi, non sono in regola con quelle introdotte dalla manovra estiva 2011.
Residuale e minori
Il nuovo regime residuale si differenzia da quello delle imprese minori (contabilità semplificata) o da quello della contabilità ordinaria per il fatto che chi lo addotta:
1. esonerato «dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell'Iva»;
2. è esonerato «dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell'Iva», quindi, deve versare l'eventuale imposta a saldo solo in sede di liquidazione annuale, cioè entro il 16 marzo di ogni anno;
3. esentato dal pagamento dell'Irap, indipendentemente dal fatto che sia o meno organizzato autonomamente, anche se va ricordato che secondo le Entrate non sussiste il presupposto dell'autonoma organizzazione quando il professionista possa considerarsi "contribuente minimo", a prescindere dalla «circostanza che lo stesso si sia avvalso o meno del relativo regime fiscale» (circolare 45/E/2008, paragrafo 5.4.2).
Entrate dovranno estendere questa esenzione Irap, per mancata organizzazione, anche alle imprese potenzialmente minime. Fino ad allora, quindi, solo per i professionisti, a parità di compensi annui (sotto i 30mila euro) e di reddito, non vi sono differenze tra il livello di tassazione di un contribuente in contabilità semplificata od ordinaria e un soggetto in regime residuale.
Entrata e uscita dal residuale
Il regime residuale è naturale, in quanto se sono rispettati i requisiti richiesti vi si accede senza dover effettuare alcuna opzione. Un soggetto che vi rientra naturalmente, invece, può decidere di «optare per l'applicazione del regime contabile ordinario» Iva, applicando il regime dei contribuenti minori (contabilità semplificata). Questa opzione è «valida per almeno un triennio» e viene «comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata». Dopo il «periodo minimo di permanenza nel regime ordinario, l'opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata».
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
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Scuola: tutte le novità per il nuovo anno scolastico
Sta per cominciare un nuovo anno scolastico. Gli alunni iscritti quest'anno sono oltre 7 milioni, suddivisi tra scuola dell'infanzia (1.021.483 alunni), scuola primaria (2.571.949 alunni), scuola secondaria di I grado (1.689.029 alunni)e scuola secondaria di II grado (2.548.189 alunni) Il ministro dell' Istruzione, dell' Università e della Ricerca, Maria Stella Gelmini, durante la Conferenza stampa a Palazzo Chigi del 31 agosto, ha illustrato i dati, delineato le misure adottate dal Governo e annunciato le novità previste con la riapertura delle scuole e l'avvio dell'anno scolastico 2011-2012. Il ministro ha evidenziato una progressiva riduzione degli iscritti nelle regioni del sud, nelle isole e nelle regioni del nord-est, a fronte di un incremento registrato nelle regioni del centro e nel nord-ovest. Per quest'anno scolastico il numero dei docenti di sostegno è pari a 94.430 unità. Relativamente alle assunzioni del personale docente, educativo e ATA nell'arco del triennio 2011-2013 si prevedono assunzioni per 66.000 unità di cui circa 30.000 docenti e 36.000 personale ATA, cos' ripartiti: Nord 48,83%, Centro 22,16%, Sud 29,01%. Circa 25.000 insegnanti andranno in pensione ogni anno, il 50% dei quali sarà sostituito da insegnanti in possesso di abilitazione inseriti nelle correnti graduatorie ad esaurimento. I posti messi a concorso, destinati ai giovani abilitati e con nuova disciplina per il reclutamento oggetto di un prossimo intervento, saranno in media 12.500 ogni anno. Per garantire una connessione tra formazione e mondo del lavoro, sono stati costituiti 59 ITS-Istituti Tecnici Superiori - in quasi tutte le regioni italiane, ciascuno dei quali farà capo ad una Fondazione composta da un Istituto Tecnico, dall'Università e da un gruppo di aziende che opera in uno dei settori di punta del made in Italy (dall'energetico alle nuove tecnologie). Saranno previsti stage in azienda mentre, per molte delle materie di insegnamento, saranno chiamati a salire in cattedra esperti delle aziende che partecipano alla Fondazione. Coloro che conseguiranno il diploma di Tecnico Superiore Coloro e sceglieranno di proseguire il percorso di studi, otterranno il riconoscimento dei crediti formativi, CFU, del sistema universitario. Nel corso dell'anno scolastico 2011-2012, le istituzioni scolastiche dovranno adottare, per il successivo anno, libri digitali o misti, che sostituiranno i tradizionali libri cartacei, novità il cui obiettivo è abbattere le spese per i libri di testo e offrire nuovi ambienti di apprendimento. A tutte le istituzioni scolastiche, così come a tutti i docenti, verrà data gratuitamente una casella postale erogata con il servizio Postacertificat@. Con l'anno scolastico 2011-2012 verrà attivato un sistema di premiazione su base meritocrartica per gli studenti in ingresso nelle Università, che metterà a disposizione circa 1000 prestiti-borse di studio a cui si aggiungeranno oltre 3000 borse di studio finanziate con i fondi PON. Eventuali ulteriori finanziamenti potrebbero derivare dal coinvolgimento di soggetti pubblici e privati che intenderanno investire nella formazione universitaria degli studenti più meritevoli. Gli studenti che conseguiranno la laurea con il massimo dei voti e nei tempi previsti saranno esonerati dal rimborso del prestito. Gli altri dovranno restituire il prestito ottenuto solo quando avranno un'occupazione e proporzionalmente al reddito percepito. Con il nuovo anno accademico verranno introdotti nuovi percorsi per chi vuole conseguire una abilitazione all'insegnamento. Per chi è già in possesso di laurea sono previsti tirocini formativi della durata di un anno. Per chi invece vuole laurearsi ci saranno specifici percorsi di studio. Gli accessi saranno a numero programmato. In ogni caso i nuovi insegnanti dovranno trascorrere almeno un anno "sul campo", ovvero in classe, al fine di garantire una preparazione completa, non solo accademica ma anche didattica, dei futuri insegnanti.
Fonte:studiocataldi.it (Nadia F. Poli)
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Crisi finanziaria, che fare con titoli e azioni? I consiglio di Altroconsumo
Nell'ultima settimana la Borsa italiana ha subito nuovamente forti cali; il valore azionario di molte società italiane quotate in Borsa, a cominciare da quello delle banche, si è ridotto pesantemente e il differenziale tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi (che sono considerati i più sicuri) ha toccato quota 400. Questo vuol dire che sui mercati internazionali l'Italia è considerato un Paese rischioso. Infatti il differenziale di rendimento dei titoli di uno Stato rispetto a quelli di un altro Stato più forte è il parametro che ne misura la solidità in un certo momento. Quando gli investitori si fidano del fatto che i titoli di uno Stato saranno rimborsati, il tasso di rendimento che il Paese deve pagare per avere persone disposte ad acquistare il suo debito è più basso. Ma quali sono i rischi reali che si corrono gli investitori italiani?
Altroconsumo fornisce qualche consiglio agli investitori italiani. Per quanto riguarda i titoli di Stato, è bene ricordare che l'aumento del differenziale rispetto ai Bund (tedeschi) non si traduce immediatamente in perdite per il piccolo investitore. Lo spread aumenta perché tutti corrono a rifugiarsi nei Bund spingendo il rendimento del titolo tedesco ai minimi storici (1,85% per la scadenza decennale) e perché, viceversa, gli operatori vendono i BTp (i cui rendimenti sono saliti fino al 5,59%). Ogni aumento di un punto percentuale del tasso si traduce automaticamente in un calo del prezzo del titolo in mano al risparmiatore, tanto più marcato quanto più lontana è la scadenza (è per questo che si parla tanto di BTp e meno di CcT e BoT che con le loro scadenze brevi sono meno soggetti alle turbolenze).
E si tratta comunque di perdite potenziali: se l'investitore conserva l'obbligazione fino alla naturale scadenza otterrà indietro l'intero capitale investito. Se invece decide oggi di vendere avrà una perdita legata alla riduzione di prezzo del titolo sul mercato rispetto al momento dell'acquisto. Secondo Altroconsumo i titoli italiani sono ancora sicuri; il rischio di bancarotta, cioè il momento in cui il Tesoro non più in grado di onorare i propri impegni, sembra davvero molto lontano. Peraltro una bancarotta dell'Italia porterebbe ad una crisi dell'intera Unione monetaria europea. Il consiglio è quindi di tenere i BTp fino alla loro naturale scadenza; questi strumenti non sono adatti a chi non può vincolare il proprio denaro per un po': una vendita prima della scadenza potrebbe portare perdite davvero rilevanti.
Rispetto all'investimento in azioni, che da sempre è consigliato solo a chi ha un orizzonte temporale di lungo periodo, la fretta è cattiva consigliera ed è meglio aspettare per liquidare le posizioni. Chi ha azioni in portafoglio e decide di venderle adesso avrà delle perdite. "Il consiglio è di aspettare tenendo sotto controllo gli andamenti di mercato sul sito soldi.it".
Buone notizie, invece, per chi ha accesso un mutuo a tasso variabile; la crisi finanziaria ha ridotto i tassi di mercato, l'Euribor, il parametro di riferimento dei mutui indicizzati, da agosto è in continua discesa, dunque le rate del mutuo trarranno qualche vantaggio dalla crisi.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Politiche sociali, Fondo 2011: risorse per oltre 218 milioni di euro
Risorse per un valore complessivo che supera i 218 milioni di euro. Questa, secondo il decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 16 agosto 2011, l'entità del Fondo nazionale per le politiche sociali 2011, somma con cui vengono finanziati gli interventi di assistenza alle persone e alle famiglie, come previsto dalla legge quadro di riforma del settore, legge 328/2000. La quota destinata alle Regioni ammonta a 175.619.549,85 euro, mentre alle Province autonome di Trento e Bolzano spettano 2.964.495,15 euro. Ulteriori 39,5 milioni di euro saranno assegnati al Ministero del Lavoro, per un totale di 218.084.045 euro. Secondo quanto stabilito dal decreto, il mancato utilizzo delle risorse da parte degli enti beneficiari , si tradurrà nella revoca dei finanziamenti. A questo scopo le amministrazioni sono chiamate a fornire i dati necessari affinchè i flussi finanziari possano essere monitorati, e a comunicare i programmi e gli interventi attivati con le risorse messe a disposizione dal Fondo. Il Fondo Sociale finanzia un complesso sistema di Piani Sociali Regionali e Piani Sociali di Zona, ciascuno dei quali comprende, per il proprio territorio di competenza, una rete integrata di servizi rivolti alla persona, il cui obiettivo è aiutare i soggetti in difficoltà. Tale modalità di intervento configura un nuovo modello di welfare che, muovendo da una visione globale delle problematiche, giunge ad intervenire su specifici settori, senza prescindere dalle interdipendenze tra fenomeni sociali e politiche pubbliche. I trasferimenti di denaro a persone e famiglie vengono gestiti dall'INPS mentre i contributi finanziari alla rete integrata di servizi sociali presenti sul territorio vengono ripartiti tra le Regioni che, a loro volta, sulla base dei propri regolamenti e delle specifiche programmazioni sociali, assegnano le risorse ai comuni. Questi ultimi si costituiscono quali enti territoriali responsabili di erogare i servizi ai cittadini, all'interno dei piani e programmi predisposti dai Piani sociali di zona, a cui più comuni possono aderire per garantire la gestione integrata dei propri servizi.
Fonte: Ministero del lavoro e delle politiche sociali
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Manovra bis – Approvazione sprint del testo riscritto
Con 165 sì, 141 no e 3 astenuti il Senato ha dato ieri il via libera al maxiemendamento del Governo. Ora l’esame alla Camera per l’ok definitivo. Queste le misure principali contenute nel testo della manovra: Iva al 21%, contributo di solidarietà al 3% sui redditi superiori a 300.000 €, recupero coattivo delle somme dovute per il condono 2002, inasprite le sanzioni penali per i reati tributari, maggiorazione del 10,5% dell'Ires per le società di comodo e quelle in perdita sistemica, revisione della normativa fiscale sui beni d'impresa concessi in uso a soci o familiari, revisione delle agevolazioni fiscali per le cooperative, incentivato l'uso degli strumenti di pagamento tracciabili per professionisti e esercenti attività d'impresa, bollo del 2% sui trasferimenti di denaro verso paese extracomunitari.
Ancora un maxiemendamento e un voto di fiducia per il varo della manovra di ferragosto. Il testo ora vale 54,2 miliardi di euro ed è destinato ad essere approvato senza modifiche anche dalla camera dopo aver ottenuto il via libera del Senato. Diverse le novità del testo riscritto dal governo, che inasprisce la lotta all'evasione e conferma il contributo di solidarietà per i redditi più elevati. Tra le novità, oltre all'aumento di un punto dell'aliquota ordinaria, anche il recupero coattivo delle somme mai versate per il condono fiscale del 2002.
Ecco un riepilogo delle principali novità fiscali:
Iva ordinaria sui beni e sulle prestazioni professionali al 21%. L'innalzamento a partire dalla data di entrata in vigore del disegno di legge di conversione del decreto;
contributo di solidarietà del 3% sui redditi imponibili oltre i 300.000 euro lordi. Le norme in vigore dal 2011 e fino al raggiungimento del pareggio di bilancio. Nessun doppio prelievo per i dipendenti pubblici e per le pensioni d'oro, per i quali è già in vigore il taglio del 5% per i redditi oltre i 90.000 euro e del 10% per quelli oltre i 150.000 ;
recupero coattivo delle somme dovute per il condono del 2002. Pagamento entro dicembre per evitare l'esproprio. Per chi non paga nei termini verifiche su tutte le dichiarazione dei redditi successive al condono e aumentano di un anno dei termini per la verifica delle dichiarazioni Iva;
inasprite le sanzioni penali per i reati tributari. Carcere per chi evade oltre tre milioni di euro. La prescrizione per i reati sale da sei a otto anni;
maggiorazione del 10,5% dell'Ires per le società di comodo e quelle in perdita sistemica. Le società con bilanci in perdita per tre esercizi consecutivi verranno infatti considerate automaticamente non operative;
revisione della normativa fiscale sui beni d'impresa concessi in uso a soci o familiari. Controllo dell'Agenzia sui redditi degli utilizzatori;
revisione delle agevolazioni fiscali per le cooperative;
incentivato l'uso degli strumenti di pagamento tracciabili per professionisti e esercenti attività d'impresa con ricavi entro i 5 milioni di euro a patto che riportino in dichiarazione anche i dati dei conti bancari;
restituzione entro 90 giorni dei bonus bebè non spettanti per evitare le sanzioni fiscali;
mantenimento della detrazione per ristrutturazione in caso di vendita dell'immobile;
bollo del 2% sui trasferimenti di denaro verso paese extracomunitari se l'ordinante non ha matricola Inps e codice fiscale.
Fonte:fiscoetasse.com (Dott.ssa Antonella Donati)
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Lavoro; Bonus assunzione per giovani genitori
Assumere a tempo indeterminato anche part time o stabilizzare contratti a termine di giovani genitori, può far guadagnare al datore di lavoro sino a 25mila euro. Prende corpo, dopo quasi quattro anni, un'agevolazione prevista dalla legge 247/07, per far fronte al precariato, per cui sono stati stanziati 51 milioni di euro.
Con la circolare 115/2011, l'Inps comunica di aver costituito una banca dati in cui possono iscriversi le persone per la loro condizione, consentono all'azienda che li assume di ottenere un incentivo pari a 5mila euro per ogni lavoratore inserito (nel numero massimo di cinque lavoratori). Possono iscriversi (esclusivamente online) alla banca dati, coloro che non hanno compiuto 36 anni, con figli minori, occupati presso qualsiasi azienda con un rapporto di lavoro non definitivo (tempo determinato, somministrazione, intermittente, ripartito, co.co.co a progetto e non, contratto di inserimento e lavoro accessorio). Si può iscrivere anche chi ha perso questo tipo di lavoro, sempre che dimostri di essere ancora disoccupato (le modalità di iscrizione sono dettagliate in un manuale allegato alla circolare). In caso di assunzione a tempo indeterminato, anche con orario ridotto, di un soggetto iscritto nella banca dati, il datore di lavoro ha diritto a ricevere 5mila euro. L'agevolazione è concessa alle imprese private e alle società cooperative (per i soci lavoratori subordinati).
L'incentivo esclude invece gli Enti pubblici e i non imprenditori. Anche se l'Inps non si sofferma su questo punto, resta da verificare la possibilità di ammettere alla facilitazione i liberi professionisti, alla luce delle più recenti interpretazioni ministeriali, che li collocano tra gli imprenditori. È possibile, con anticipo, verificare - negli archivi dell'Inps - se il lavoratore da assumere è iscritto alla banca dati, accedendo al sito www.inps.it. Nella circolare l'Istituto precisa che l'assunzione eseguita nel rispetto delle norme in materia di collocamento obbligatorio, esclude il riconoscimento dell'incentivo. È previsto inoltre il rispetto delle consuete condizioni occupazionali (licenziamenti di lavoratori con la stessa qualifica nel semestre precedente, assenza di sospensioni dal lavoro per crisi, riorganizzazione e così via). Semaforo rosso anche in caso di assetti societari coincidenti.
Nella circolare l'Inps non ne fa menzione, tuttavia si ritiene - come in tutti i casi di accesso agli incentivi - che debba sussistere il requisito della regolarità contributiva. Non è possibile, inoltre, iscriversi nella banca dati, e quindi assumere con l'incentivo, prima che il relativo avviso sia pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale». Il datore di lavoro che ha assunto il lavoratore portatore del beneficio, deve inoltrare un'istanza online (reperibile all'interno del cassetto previdenziale aziende). L'Inps, fatte le opportune verifiche, attribuisce all'azienda un codice di autorizzazione e il datore di lavoro può procedere a conguagliare la somma a suo credito, servendosi del flusso Uniemens. Le modalità di indicazione saranno rese note in seguito.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
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Pianificazione e controllo di gestione: tre applicazioni per ottimizzare l’orario lavorativo
Il tempo è denaro. E se si vuole essere sicuri di utilizzarlo al meglio può essere utile qualche programma che ci dica come e quanto spendiamo il nostro tempo.
Ecco tre applicazioni che, pur diverse, funzionano in maniera simile: a partire dalle informazioni sugli strumenti in uso, elaborano i dati per capire come gestire al meglio il nostro tempo in azienda.
Manic Time
Manic Time è un’applicazione che consente essenzialmente di capire come si stanno occupando le ore di lavoro. Registra in forma grafica tre linee temporali che indicano se il pc è attivo o no e se lo sono l’applicazione che stiamo usando, il documento che teniamo aperto o la pagina web su cui stiamo lavorando. Possiamo sapere, grazie allo storico temporale, quanto tempo abbiamo passato sull’email, nel programma di gestione o semplicemente navigando su internet.
Rescue Time
Rescue Time è un’applicazione che facilita l’analisi della giornata lavorativa: mostra le applicazioni che stiamo utilizzando, quali documenti teniamo aperti e in più dà un supporto per definire i progetti e tempi degli stessi, in forma semplice.
Consente inoltre di bloccare delle applicazioni mentre stiamo lavorando, per evitare che ci distraggano e ci tolgano la concentrazione. In questo senso, dunque, rispetto a Manic Time, applicazione più analitica, Rescue Time ha una funzione più da “correttore“, fornendoci dati che ci consentano di correggere comportamenti che causano dispersione e minano l’ottimizzazione delle ore di lavoro.
Time edition
Time edition è invece un programma leggermente più complesso, che combina monitoraggio e gestione attività. Se ad esempio stiamo lavorando per un cliente, possiamo azionare il monitoraggio di quello che stiamo facendo ma anche ottenerne un report, con informative e grafici che definiscono in maniera chiara quello che si sta facendo e che, volendo, possono essere mostrati al cliente come reportistica.
Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica )
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Telemarketing con operatore, proroga privacy in scadenza
Imminente la scadenza della proroga prevista dal Garante privacy, riguardante l'adozione, da parte delle societa' telefoniche, dei nuovi modelli di informativa e di richiesta di consenso al trattamento dei dati personali stabiliti dal Garante Privacy per il telemarketing non automatizzato.LE FONTI
- Provv. Garante Privacy 5 maggio 2011 “Proroga dei termini per l’adempimento delle prescrizioni di cui alla lettera a) del provvedimento del 24 febbraio 2011 (pubbl. in GU n. 114 del 18 maggio 2011)
- Provv. Garante Privacy 24 febbraio 2011 “Modelli di informativa e di richiesta di consenso al trattamento dei dati personali relativi agli abbonati ai servizi di telefonia fissa e mobile” (pubbl. in GU n. 62 del 16 marzo 2011)
Tuttavia, si segnalano anche i seguenti provv., in quanto collegati:
- Provv. 19 gennaio 2011, n. 16, recante "Prescrizioni per il trattamento di dati personali per finalità di marketing, mediante l'impiego del telefono con operatore, a seguito dell'istituzione del registro pubblico delle opposizioni" (pubblicato in G.U. n. 24 del 31 gennaio 2011, in www.garanteprivacy.it, doc. web n. 1784528);
- Provv. 1 aprile 2010 "Trattamento dei dati degli abbonati in caso di number portability" (in G.U. n. 99 del 29 aprile 2010, in www.garanteprivacy.it, doc. web n. 1711492) ;uu
Provv. 8 aprile 2010 "Misure a tutela della c.d. "ricerca inversa" dei vecchi abbonati ai servizi telefonici" (in G.U. n. 99 del 29 aprile 2010, in www.garanteprivacy.it, doc. web n. 1713429).
SOGGETTI
Le società telefoniche
N.B. 1 La nuova disciplina del telemarketing riguarda esclusivamente il marketing telefonico mediante l'ausilio di un operatore.
Invece rimane invariata:
la disciplina di cui all'art. 130, commi 1 e 2 del Codice relativa alle comunicazioni elettroniche effettuate per finalità di marketing mediante strumenti automatizzati (quali, ad esempio, posta elettronica, telefax, messaggi del tipo mms o sms).
N.B. 2 Con il decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 (“semestre europeo – prime disposizioni urgenti per l’economia”), convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, viene prevista l’assimilazione al telemarketing con operatore fisico del direct marketing, ossia il marketing postale. In particolare, all’articolo 130, comma 3-bis, come novellato, dopo le parole: "mediante l’impiego del telefono" sono inserite le seguenti: "e della posta cartacea" e dopo le parole: "l’iscrizione della numerazione della quale è intestatario" sono inserite le seguenti: "e degli altri dati personali di cui all’articolo 129, comma 1". Quindi, prima facie, il legislatore pare estendere anche al marketing cartaceo la disciplina dell’opt-out (ossia del diritto di opposizione dell’interessato solo successivamente al trattamento dati) in luogo di quella dell’opt-in (necessità del consenso previo e informato dell’interessato al trattamento dati)
COSA
A) Per i nuovi abbonati alla telefonia fissa e mobile, e per coloro che cambiano operatore richiedendo la cd. number portability:
occorre utilizzare il modello di informativa e richiesta di consenso per la telefonia fissa e mobile di cui all'Allegato I al provvedimento, al momento della stipulazione del contratto, nonchè inserirlo nei rispettivi siti web dandone idonea evidenza;
B) Per i vecchi abbonati alla telefonia fissa e mobile:
occorre utilizzare il modello di informativa di cui all'Allegato II al provvedimento, nonché inserirlo nei rispettivi siti web dandone idonea evidenza.
N.B. Oggetto precipuo dell’informativa da rilasciare agli abbonati è l’avviso che, in base alla nuova normativa sul telemarketing, gli abbonati che non desiderano ricevere telefonate promozionali debbano iscrivere la loro utenza telefonica nel Registro delle opposizioni, entrato in funzione il 1° febbraio scorso e gestito dalla Fondazione Bordoni.
In tale informativa, è inclusa l'indicazione che l'abbonato ha sempre, e in ogni momento, il diritto di cancellarsi dagli elenchi e di inviarlo alla prima occasione utile di contatto, anche tramite l'invio di rendiconti, fatture o di altre comunicazioni di servizio.
COME:
Il Garante Privacy ha messo a punto i 2 modelli (n. 1 e 2) di informativa che le società dovranno utilizzare e nei quali vengono specificati i vari possibili modi per potersi iscrivere al Registro.
Il modello 1) riguarda i nuovi abbonati alla telefonia, fissa e mobile, e coloro che cambiano operatore richiedendo la cosiddetta "portabilità del numero". Il modulo dovrà essere fornito al momento della stipula del contratto, oltre che inserito nei siti web degli operatori telefonici. Consentirà‚ anche di decidere se comparire negli elenchi telefonici ed eventualmente con quali dati (ad. es. solo con il cognome e l'iniziale del nome).
Il modello 2) é relativo ai vecchi abbonati e dovrà essere inviato alla prima occasione utile di contatto (rendiconti, fatture, altre comunicazioni di servizio) oltre che essere inserito nei siti web degli operatori. Il modello dovrà specificare che l'abbonato ha sempre diritto di cancellarsi in ogni momento dagli elenchi telefonici.
SCADENZA
12 settembre 2011
Siti di riferimento
www.garanteprivacy.it (sito istituzionale del Garante della Privacy)
Fonte:ipsoa.it (Laura Rizzo)
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Ingegneri, dall'energia pulita 40.000 posti di lavoro al 2020
Le scelte strategiche nazionali sull'energia che si stanno delineando in questi mesi in Italia condizioneranno le prospettive occupazionali degli ingegneri italiani nei prossimi 10 anni.
È quanto prevede un'indagine realizzata dal Centro Studi del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI), in collaborazione con la società di ricerche Ares 2.0. Lo studio è focalizzato sulle nuove sfide professionali che si presenteranno per gli ingegneri da qui al 2020, in particolare nei settori delle energie rinnovabili, dell'efficienza energetica e della mobilità sostenibile.
Secondo il Rapporto, nuove filiere produttive e nuovi approcci sostenibili tenderanno ad alimentare una nuova domanda di occupazione qualificata di tipo ingegneristico, la quale si distribuirà lungo tutte le nuove filiere delle fonti energetiche rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile all’interno di un nuovo scenario di produzione e consumo di energia a bassa emissione di CO2.
Nello scenario più favorevole, nel caso di posizionamento dell’industria italiana lungo tutta la filiera produttiva a partire dalla ricerca e progettazione, le stime indicano un potenziale di occupazione di circa 250 mila unità lavorative nel 2020 nelle FER, a cui si aggiungeranno altri 800 mila occupati nei due comparti dell’efficienza energetica (600mila occupati) e della mobilità sostenibile (200 mila).
Rispetto a questo scenario occupazionale, la domanda di nuovi ingegneri potrebbe oscillare da minimo di poco meno di 20 mila unità al 2020 (ipotesi conservativa, rispetto alla quale non si modificano cioè i modelli di produzione e non si intensifica l’apporto di capitale umano qualificato nelle diverse industrie interessate rispetto ai livelli attuali), ad un massimo di circa 40 mila unità di nuovi assunti, derivante, in questo caso, da una trasformazione di parte della attuale domanda di tecnici diplomati, in domanda a più elevata specializzazione e quindi in domanda di ingegneri, per effetto di un salto tecnologico intrapreso dal sistema produttivo nazionale.
Fonte:casaeclima.com
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Applicativi Google utilizzabili anche offline
Già a maggio in occasione della presentazione di Chromebook, il nuovo netbook “on the cloud” targato Google, era stato annunciato che alcune applicazioni della grande G sarebbero stati traferite anche offline. Ora è arrivata la notizia ufficiale per voce di Benoît de Boursetty, Product Manager di Google e così gli utenti da qualche giorno hanno la possibilità realmente di poter scegliere l’opzione di utilizzo di Gmail, Calendar e Google Docs anche senza l’utilizzo della rete internet. Il gestore di posta in versione offline può essere scaricato dal Chrome Web Store, si tratta di una versione compatibilie con Html 5 pensata per l’utilizzo in mobilità e per questo adatta ai tablet pc. Le altre applicazioni invece non necessitano di alcun download, è sufficiente scegliere l’opzione preferita direttamente dalla pagina principale (icona dell’ingranaggio in alto a destra) per effettuare uno switch da online ad offline e viceversa.
I prodotti non sono al momento identici alle versioni a cui siamo abituati oggi, in dettaglio mancano i supporti all’editing, il supporto per gli allegati e la sincronizzazione personalizzata ma si tratta di migliorie che verranno offerte nel giro di poco tempo così come la compatibilità con altri browser che non siano Chrome. Il funzionamento del gestore di posta è del tutto simile a Outlook o altri gestori di posta. In sostanza è permesso scrivere messaggi, effettuare personalizzazioni, salvare messaggi ecc. che verranno inviati non appena è disponibile una connessione in maniera automatica. Stesso discorso vale per il download di messaggi residenti nel server, anch’essi sincronizzati quando il dispositivo ha accesso ad internet. Sul blog di Google da qualche giorno si può leggere il post del product manager che informa: “Il mondo di oggi non rallenta quando non siamo connessi ed è per questo che avere la possibilità di lavorare da qualsiasi luogo, con qualsiasi dispositivo e a qualsiasi ora ci mette in una condizione di vantaggio. Per rendere tutto questo possibile, stiamo potenziando ogni giorno le capacità del nostro browser e gli annunci di oggi sono solo l'inizio. Saranno infatti presto disponibili il supporto per gli allegati email in modalità offline, la possibilità di modificare i documenti sempre in modalità offline e opzioni per impostazioni di sincronizzazione personalizzate. Saremo inoltre lieti di rendere l'accesso offline disponibile in maniera più ampia quando altri browser supporteranno funzionalità offline avanzate (quali ad esempio pagine di background)”.
Fonte:i-dome.com
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Consumatori: Moody's non può declassare l'Italia
Moody's non può emettere alcun rating sull'Italia. E' quanto sostengono Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che ricordano: "nei confronti si Moody' s e Standard & Poor's è aperta un'inchiesta penale della Procura della Repubblica di Trani per i report fasulli emessi nei mesi scorsi". Le due agenzie, infatti, nonostante abbiano presentato da oltre un anno la domanda all'ESMA, autorità europea dei mercati presieduta da Steven Maijoor, non sono riuscite ad ottenere la licenza ad operare in sede italiana ed europea a differenza di nove piccole e sconosciute agenzie, come la Bulgarian Credit Rating Agency, la greca (Icap Group) e la giapponese (Japan Credit Rating Agency).
"Queste nove agenzie, che hanno già dimostrato di avere i requisiti necessari e hanno superato l' intero percorso previsto dal regolamento europeo, hanno piena legittimità ad emettere le pagelle, al contrario delle tre sorelle del rating (Fitch, Moody' s e Standard & Poor's) che non avendo superato l'esame previsto, sono state bocciate il 24 agosto scorso dopo le inchieste penali della Repubblica di Trani avviate 16 mesi fa su esplicita denuncia delle nostre Associazioni", spiegano i due Presidenti.
"Dunque - concludono Trefiletti e Lannutti - Moody's e Standard & Poor's, i cui responsabili per l'Europa sono indagati penalmente per i rapporti emessi a cominciare dal 6 maggio 2010, non potranno d'ora in poi continuare a dare le loro pagelle sull'Italia e qualora dovessero continuare ad operare lo faranno a loro rischio e pericolo".
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Fatture elettroniche nelle aziende italiane: la situazione attuale
Potrebbe far risparmiare molti soldi eppure il sistema di fatturazione elettronica in Italia non è una realtà ancora molto diffusa nelle aziende. Secondo l'Osservatorio del Politecnico di Milano, solo una Pmi su sette dematerializza ordini e pagamenti.
Dai dati raccolti dall'Osservatorio di Milano, emerge che circa un'impresa su due tra quelle medio grandi (con più di 250 dipendenti) e circa una su sette tra le medio piccole (tra 10 e 250 dipendenti) utilizzano le fatture elettroniche.
Il motivo che rende ancora poco sviluppato questo sistema non è, però, la carenza di strumenti tecnologici, perchè fra firma digitale, soluzioni di scansione, software di riconoscimento automatico (Ocr) e i diversi canali di comunicazione (sistemi Edi, reti extranet, la stessa posta elettronica certificata), le aziende non avrebbero che l'imbarazzo della scelta.
Ma, in un momento in cui è forte l'esigenza del risparmio dei costi per la Pubblica amministrazione, nelle varie manovre non esiste un provvedimento per introdurre la digitalizzazione degli atti amministrativi nei rapporti con la Pa.
Secondo le sitme dell'Abi la piena diffusione della fattura elettronica dovrebbe comportare minori costi per il Paese stimati tra 10 e 60 miliardi di euro l’anno, pari a una quota di Pil tra l’1% e il 4% e solo la Pubblica Amministrazione risparmierebbe circa 3 miliardi di euro l’anno.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Web: un milione di italiani cerca casa su Facebook
Chi cerca un appartamento in vendita o in affitto lo fa sempre piu' online e si affida anche ai social network. Secondo i dati diffusi da Immobiliare.it, il mercato degli immobili sul Web e' cresciuto, anno su anno, del 39%. Cio' che stupisce, pero', e' scoprire che quasi un milione di italiani alle prese con questo tipo di ricerca non cominciano la loro indagine dai siti di operatori specializzati, bensi' da Facebook. Secondo un'indagine compiuta da Immobiliare.it su un campione di oltre 500 persone impegnate nell'acquisto o affitto di casa, il 21% di chi sceglie il web come canale di ricerca o vendita preferisce affidarsi al Social Network piu' popolare. "Chi cerca casa partendo da Facebook - ha commentato Carlo Giordano, AD di Gruppo Immobiliare.it - ha un approccio molto diverso rispetto a chi lo fa sui portali immobiliari. Si tratta di persone che, di fatto, portano online il consueto modello del passaparola o la ricerca attraverso la propria cerchia di conoscenze". Stando all'analisi di Immobiliare.it chi pubblica o cerca annunci immobiliari sul social network e' generalmente un utente alle sue prime esperienze online, che tende a voler stabilire un rapporto personale e, nella maggior parte dei casi, ha un'eta' superiore ai 35 anni.
Fonte:adnkronos.com
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I piccoli imprenditori soffrono di più la crisi
E’ tutta colpa della crisi del secondo anno. Ma anche di quella del sesto e del decimo. Insomma a falciare la vita delle imprese intervengono numerosi fattori in specifici momenti della loro vita. Resta il fatto che più soli si è, maggiore sarà la probabilità per l’imprenditore di fare un capitombolo.
L’indagine condotta da Infocamere non lascia margini di incertezze: la forma societaria meno longeva è proprio l’azienda individuale. Il 66% delle imprese individuali, infatti, arresta la propria avventura nel primo decennio di vita.
La causa di tutto ciò è principalmente ascrivibile all’inesperienza dell’imprenditore. Tale forma sociale, infatti, viene solitamente utilizzata dai giovani al loro primo tentativo e, quindi, quando sono ancora parecchio inesperti. D’altro canto, però, è bene precisare che fra le cause che provocano la morte dell’azienda potrebbe esservi anche una specifica volontà dell’imprenditore. Molte aziende, soprattutto nel settore edile, nascono esclusivamente per portare a termine un progetto o una commessa. Terminato il lavoro l’azienda non ha più motivo di esistere e, quindi, viene chiusa.
Maggiore probabilità di far sopravvivere la propria impresa l’avrà, invece, chi sceglierà di costituire una società di persone. Per loro, infatti, è prevista una media di sopravvivenza pari a sedici anni. In effetti l’indagine di Infocamere ha individuato una leggera, seppur importante, inversione di tendenza riguardo alla forma giuridica scelta: da quella più semplice ossia la ditta individuale si sta gradualmente passando a forme più complesse, nello specifico società di capitali. Resta il fatto che attualmente le ditte individuali rappresentano la forma societaria più diffusa in Italia pari al 55% delle imprese italiane.
In termini assoluti nel secondo trimestre 2011 le nuove aziende sono state circa 170.000. Di queste il 33% è localizzato nelle regioni meridionali e insulari.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Agricoltura; Ristrutturazione del debito: 700mila € alle Pmi
Il provvedimento sulla ristrutturazione del debito delle imprese agricole, entrato in vigore a fine luglio, sta permettendo a 980 mila imprese, 700 mila delle quali al Sud, di uscire dalla crisi. A fornire un primo bilancio della legge sulla sdebitazione per le Pmi rurali, entrata in vigore a fine luglio, è il ministro per le Politiche agricole Saverio Romano.
"L’Italia sta vivendo un momento difficile – dice – gli effetti della crisi economica mondiale si stanno manifestando in maniera particolarmente pesante in tutti i settori. In questo quadro, però - aggiunge - l’agricoltura sta dimostrando una 'tenuta' che non può non essere letta come un segnale importante. Le ultime previsioni dell’Istat confermano infatti l’aumento su base annua del valore aggiunto della produzione agricola. Proprio per questo, in un periodo di forti tensioni sociali, l’agricoltura - aggiunge Romano - può tornare a svolgere un ruolo determinante per unire il Paese, così come già accaduto 150 anni fa, quando questo comparto rappresentò la colonna portante del processo di unificazione".
Il decreto
In cosa consiste la ristrutturazione del debito? L’imprenditore agricolo che versa in stato di crisi può chiedere ai propri creditori di negoziare nuove modalità di pagamento dei debiti, una riduzione dell’importo o una finestra temporale più ampia per provvedere alla copertura delle pendenze.
L’accordo deve essere sottoscritto con almeno il 60 per cento della massa di creditori e successivamente approvato e omologato da un giudice del tribunale competente per territorio. Il vantaggio è doppio: prima di tutto l’imprenditore può fare affidamento su condizioni più favorevoli inoltre a partire dalla data di pubblicazione del documento i creditori non possono iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive sul patrimonio del impresa agricola debitrice. La legge fallimentare, che regola l’istituto, assegna però anche un termine di 30 giorni per presentare opposizione. In Campania tra i settori più in difficoltà al momento figurano il castanicolo e il tabacchicolo.
Fonte: Il Denaro
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Agevolazioni per il design
La Fondazione Valore Italia ha approvato il bando per la concessione di agevolazioni per il design, a favore di micro, piccole e medie imprese italiane.
Il bando prevede due misure di contributi:
misura A): premio per il deposito, ai fini della registrazione nazionale, comunitaria ed internazionale di nuovi modelli e disegni industriali;
misura B): incentivo per lo sfruttamento economico dei modelli/disegni industriali.
Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) siano delle micro, piccole o medie imprese;
b) abbiano sede legale ed operativa in Italia;
c) siano regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese;
d) siano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non siano in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
e) non si trovino in nessuna delle condizioni individuate dall'art. 1 del Regolamento CE 1998/2006 e s.m.i. sugli aiuti di importanza minore;
f) non abbiano restituito agevolazioni godute per le quali è stata disposta dal Ministero dello Sviluppo Economico la restituzione.
Misura A - Premio di registrazione di nuovi modelli/disegni
Possono richiedere il premio tutte le imprese rispondenti che, a partire dalla data del 1° gennaio 2011, abbiano depositato una domanda di registrazione di modelli/disegni industriali, singoli o multipli, così come definiti dall'art. 31 del dlgs. 10 febbraio 2005, n.30 (Codice della proprietà industriale).
Il premio è stabilito con riferimento ai Paesi nei quali è stata depositata la domanda di registrazione, secondo i seguenti criteri:
a) deposito di domanda di registrazione in Italia: euro 1.000 (mille);
b) deposito di domanda di registrazione comunitaria: euro 1.000 (mille);
c) deposito di domanda di registrazione in Paesi al di fuori dell'UE:
- deposito di domanda di registrazione in un paese extra UE: 1.500 euro;
- deposito di domanda di registrazione da due fino a cinque paesi extra UE: premio complessivo 3.000 euro;
- deposito di domanda di registrazione in più di cinque paesi extra UE: premio complessivo 4.000 euro;
d) bonus addizionale per la domanda di registrazione depositata negli Stati Uniti d'America: 1.500 euro;
e) bonus addizionale per la domanda di registrazione depositata in Cina: 1.500 euro.
Misura B - Incentivo per lo sfruttamento economico dei titoli di proprietà industriale
Possono richiedere l'incentivo tutte le imprese che intendano realizzare un progetto finalizzato allo sfruttamento economico di un modello/disegno industriale, singolo o multiplo, così come definito dall'art. 31 del dlgs. 10 febbraio 2005, n.30 (codice della proprietà industriale).
Il progetto potrà riguardare lo sfruttamento economico di un modello/disegno per il quale sia stata depositata la domanda di registrazione, anche in data anteriore al 1° gennaio 2011, o di un modello/disegno da realizzare ex novo.
I servizi funzionali allo sfruttamento economico del modello/disegno sono suddivisi in tre aree di applicazione, ognuna collegata a una fase di progetto:
fase B.1 - area progettazione e ingegnerizzazione:
Questa fase è destinata all'acquisizione di servizi specialistici esterni volti alla realizzazione di un nuovo modello/disegno industriale, e al successivo deposito della domanda di registrazione.
Le spese ammissibili sono quelle relative ai seguenti servizi:
sviluppo progettuale e analisi dei sistemi;
disegno e rappresentazione tridimensionale;
ricerca sull'utilizzo dei nuovi materiali;
consulenza per le procedure di registrazione del nuovo modello/disegno.
fase B.2 - area produzione:
Questa fase è destinata all'acquisizione di servizi specialistici esterni volti allo sfruttamento economico di un modello/disegno industriale attraverso la messa in produzione di nuovi prodotti a esso correlati.
Le spese ammissibili sono quelle relative ai seguenti servizi:
consulenza tecnica relativa alla catena produttiva;
consulenza legale relativa alla catena produttiva.
fase B.3 - area commercializzazione:
Questa fase è destinata all'acquisizione di servizi specialistici esterni volti allo sfruttamento economico di un modello/disegno industriale attraverso la commercializzazione del titolo di proprietà industriale.
Le spese ammissibili sono quelle relative ai seguenti servizi:
consulenza specializzata nella redazione del business plan e dell'analisi di mercato, ai fini della cedibilità del titolo di proprietà industriale;
consulenza legale per la stesura di accordi di cessione della licenza del titolo di proprietà industriale;
consulenza legale per la stesura di eventuali accordi di segretezza.
Per accedere all'incentivo, il progetto dovrà obbligatoriamente prevedere almeno una delle fasi B2 o B3, nonché, facoltativamente, la fase B.1.
Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale alla realizzazione del progetto, in misura massima pari all'80% delle spese ammissibili e comunque nei limiti degli importi massimi indicati in relazione alle diverse fasi progettuali attivate:
- fase B.1 - area progettazione e ingegnerizzazione: l’importo massimo dell'agevolazione è di euro 10.000 euro;
- fase B.2 - area produzione: l'importo massimo dell'agevolazione è di euro 60.000 euro;
- fase B.3 - area commercializzazione: l'importo massimo dell'agevolazione è di euro 10.000 euro.
Le domande di agevolazione potranno essere presentate esclusivamente in via elettronica sul sito: http://www.incentividesign.it, a partire dal 2 Novembre 2011 fino a esaurimento fondi.
Fonte:agevolazioni.telematicaitalia.it
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Pagare a rate: ecco qualche dritta
Avete intenzione di acquistare un prodotto a rate? Occhio alle fregature. Ecco alcune semplici regole per chi si accinge a chiedere un cosiddetto “credito al consumo".
Pagare a rate: ecco qualche dritta
Cosa guardare.
- Prima di sottoscrivere il finanziamento in negozio, chiedete il contratto e il modulo “Informazioni europee per il credito ai consumatori” (Ebic), che contiene Taeg e informazioni sui diritti del cliente.
- Attenzione a non fare il passo più lungo della gamba: una buona regola è quella di non indebitarsi oltre il 33% delle proprie entrate mensili. Anche perché se non si riesce a pagare una rata o si paga in ritardo, si rischia di essere segnalati come cattivi pagatori nelle cosiddette Centrali Rischi.
- Se avete un problema con la banca o la finanziaria che ha erogato il prestito e dopo 30 giorni dall’aver inviato un reclamo scritto (anche via email) non ottenete risposta o ne avete una che non vi soddisfa, potete fare ricorso all’Arbitro bancario e finanziario (www.arbitrobancariofinanziario.it).
- Se cambiate idea dopo aver firmato il contratto di finanziamento, avete 14 giorni per recedere. Basta comunicarlo al finanziatore per iscritto e nei successivi 30 giorni restituire il capitale e gli interessi maturati fino alla restituzione senza pagare alcuna spesa, se non l’imposta di bollo.
Fonte:altroconsumo.it
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Le Pmi tornano ad assumere giovani
Secondo una recente indagine condotta da Assolombradia, il numero di giovani che le Pmi stanno assumendo sarebbe tornato ai livelli precedenti alla crisi. In particolare la situazione sarebbe positiva nella regione Lombardia con nuove assunzioni di neo diplomati e neo laureati. L’indagine è stata effettuata in 50 imprese associate ad Assolombardia basandosi su dichiarazioni di intento. Le 50 imprese sarebbero intenzionate ad assumere complessivamente 4800 giovani nel corso dell’anno avvicinandosi ai 5100 del 2008 (nel 2009 in piena crisi il numero era dimezzato).
Alberto Meomartini, presidente dell’associazione ricorda che “quasi metà delle 450 che abbiamo appena intervistato pensa di chiudere il 2011 con un fatturato ancora inferiore a quello del 2008". La disoccupazione nel 2010 ha viaggiato al 6%, mentre prima della risi era al 3,9%. Ma resta comunque migliore rispetto a una media nazionale dell'8,4%”.
Quali sono i contratti di assunzione che vanno per la maggiore? Nel 30% dei casi si tratta di assunzioni a tempo indeterminato, mentre una percentuale simile, il 33%, riguarda invece contratti a tempo determinato. Ci sono poi gli inserimenti, 15% e l'apprendistato, 14%.
Come fanno i giovani a farsi conoscere dalle aziende? Per l’84 % si tratta di auto candidature soprattutto attraverso il canale telematico (74%). Alle agenzie interinali si afidano il 52% degli intervistati, un altro 36% si affida ad agenzie private, percentuale identica anche per chi si affida ad altri canali informali. Nell’80% dei casi i giovani inseriti rimangono in azienda per un periodo superiore ai 2 anni grazie a politiche di retention tra cui spiccano: i piani di formazione, 72,5%, la crescita professionale, 70%, la retribuzione, 65%. La formazione è prevista nel 90% dei casi con corsi di formazione tenuti nella stessa azienda o esternamente con programmi di affiancamento.
Fonte:i-dome.com
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Licenziamenti più facili in manovra finanziaria 2011: cosa cambia
Tra le novità degli emendamenti alla manovra approvati in commissione Bilancio al Senato, quello che scatena le maggiori perplessità e critiche è quello che riguarda il licenziamenti più facili, attuabili con il semplice sì dei sindacati.
La novità prevede che la contrattazione aziendale possa derogare agli accordi e a leggi dello Stato (come lo statuto dei lavoratori). I contratti sottoscritti a livello aziendale o territoriali potranno, infatti, operare anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano il lavoro.
Nel testo si legge ‘Fermo restando il rispetto della Costituzione, nonchè i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali di lavoro, le specifiche intese di cui al comma 1 operano anche in deroga alle disposizioni di legge che disciplinano le materie richiamate dal comma 2 alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali’.
Inoltre, un altro emendamento del relatore Antonio Azzollini approvato dalla Commissione Bilancio del Senato prevede che l'accordo interconfederale del 28 giugno tra le parti sociali venga recepito nell'articolo 8 della manovra, per cui l'efficacia delle intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale riguarda tutti i lavoratori interessati a condizione di essere sottoscritte sulla base di un criterio maggioritario relative alle predette rappresentanze sindacali.
Escluse dalla novità alcune categorie, come le donne incinte, in procinto di sposarsi o in congedo per la malattia di un figlio. I licenziamenti facili hanno ovviamente scatenato le opposizioni e messo sul piede di guerra i sindacati.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Carburanti, aumenti alla pompa. La Procura di Lecce apre un'inchiesta
Il prezzo dei carburanti continua ad aumentare a fronte di una netta diminuzione delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi. E' una situazione che si è protratta per tutto il mese di agosto e ci accompagnerà, probabilmente, per tutto l'autunno. "Per quanto la settimana si sia chiusa con il segno meno sui mercati internazionali dei prodotti petroliferi, gli aumenti accumulatisi nei giorni precedenti continuano a dispiegare i propri effetti sui prezzi alla pompa".
E' quanto scrive in una nota Staffetta Quotidiana, che monitora quotidianamente i prezzi dei carburanti. Oggi ad aumentare i prezzi consigliati è Q8, che ha aggiunto 0,5 centesimi al litro sulla benzina (1,618 la media nazionale) e ben 1,5 centesimi al litro sul gasolio (1,501 euro/litro la media nazionale). Ferme le altre compagnie. La media nazionale tra i diversi marchi per la benzina resta invariata a 1,609 euro/litro, mentre quella del gasolio sale di 2 millesimi a 1,490 euro/litro.
Federconsumatori e Adusbef tornano a denunciare: "Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. Questa è solo l'ennesima conferma di un meccanismo speculativo ed intollerabile che va avanti ormai da anni: i prezzi si adeguano immediatamente al rialzo, ma mai al ribasso". "Qualsiasi sia la quotazione presa come riferimento, la questione non cambia - dichiarano i Presidenti delle Associazioni, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti - Anche guardando al confronto con le quotazioni del Brent registrate nei mesi passati i conti non tornano: a parità di quotazione con il periodo febbraio-marzo, e calcolando il dovuto adeguamento dovuto al cambio €/$, il prezzo attuale continua a risultare ben al di sopra di quanto dovrebbe".
Le Associazioni, oltre alle volontà speculative di chi opera nel settore, criticano le misure inappropriate del Governo che ha aumentato ben due volte l'accisa sui carburanti. Attualmente, quindi, gli automobilisti italiani pagano un sovrapprezzo di 10-11 centesimi al litro. "Sovrapprezzo che non ricade sulle tasche dei cittadini solo in maniera diretta, per i pieni di carburante, ma anche, in maniera indiretta, sulla determinazione del tasso di inflazione (che, anche a causa di questo andamento, ha raggiunto ormai livelli record), per un totale che (tra costi diretti ed indiretti appunto) si aggira intorno ai 240 euro annui".
Federconsumatori e Adusbef ricordano che, insieme alle associazioni del settore, hanno presentato una proposta di legge per sbloccare una volta per tutte le liberalizzazioni di cui questo comparto ha fortemente bisogno, grazie alle quali si potrebbero risparmiare anche 8-9 centesimi al litro.
Intanto al Sud, dove i prezzi sono ancora più alti della media nazionale e dove da tempo si denuncia una forte speculazione in atto, la Procura di Lecce ha aperto un'inchiesta per il reato di "rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio". La denuncia, che ha portato all'apertura di un fascicolo d'inchiesta, è partita da Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" dell'Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei diritti". "L'iscrizione nel registro delle indagini - ha commentato Giovanni D'Agata - pur trattandosi di un atto dovuto, lascia sperare che finalmente la magistratura potrà verificare ed eventualmente accertare eventuali anomalie a danno dei consumatori nella formazione dei prezzi di benzina e gasolio. In caso positivo, lo "Sportello dei Diritti" è già pronto a costituirsi parte civile per tutelare le ragioni dei consumatori contro un fenomeno, quello del "caro carburanti" che appare anche ai non addetti del settore assai torbido e di difficile comprensione specie alla luce dei contestuali ribassi a livello internazionale del costo del petrolio a barile".
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Redditi online senza nomi su Internet e nessun conto corrente su dichiarazioni 730
I Comuni potranno pubblicare sui loro siti i dati relativi alle dichiarazioni ma solo in forma aggregata, per categorie: questa l’ultima novità prevista dalla manovra finanziaria 2011 d’estate, ieri approvata dalla Commissione Bilancio del Senato.
La Commissione fa, dunque, marcia indietro sull'obbligo appena introdotto da un emendamento del Governo e prevede che i conti correnti e i rapporti finanziari non dovranno essere più indicati nella dichiarazione dei redditi.
Novità anche per quanto riguarda la pubblicazione online dei modelli 730 e Unico, che prevede che i dati dei contribuenti siano messi online dai Comuni solo in versione aggregata, per categorie. Via libera, dunque, alla norma che consente ai Comuni di pubblicare online le dichiarazioni dei redditi, ma no a nomi e cognomi: compariranno solamente per aggregati e categorie.
L’emendamento del governo raccoglie così l’appello del Garante della privacy, che nei giorni scorsi aveva parlato di un ‘materiale terribilmente pericoloso’ da maneggiare ‘con attenzione’.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Manovra bis 2011: tutti gli mendamenti approvati o soppressi
Ogni settimana si riscrive il testo della manovra finanziaria bis, con emendamenti inseriti e soppressi, ritirati o modificati.
Dopo colpi di scena, critiche e polemiche, facciamo il punto su quanto è stato deciso dalla Commissione Bilancio del Senato, che ha analizzato e approvato tutti i nuovi e definitivi emendamenti alla manovra finanziaria bis.
Emendamenti nuovi o confermati
Evasione fiscale: la grande speranza del Governo è la lotta agli evasori. Per chi evade il Fisco oltre i 3 milioni di euro andrà in prigione, senza godere della condizionale.
Black List dei contribuenti: l’Agenzia delle Entrate potrà stilare liste di contribuenti a rischio evasione, da controllare in via preventiva sulla base delle informazioni fornite da intermediari finanziari.
Meno agevolazioni alle cooperative: confermato ilo taglio alle agevolazioni fiscale per le coop, con minori detrazioni e maggiore aggravio degli utili sulla base imponibile.
Tassazione in aumento per società di comodo: considerate tali anche quelle in perdita per tre anni consecutivi, dovranno sobbarcarsi oltre al danno la beffa, ossia un’addizionale del 10,5% e numerose misure restrittive.
Beni di lusso nel Redditometro: l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare controlli sui beni delle società usati da soci o familiari, compresi quelli di lusso come le barche, oltre a beni comuni come l’automobile.
Contratti aziendali in deroga: gli accordi aziendali potranno derogare da Statuto dei Lavoratori e contratti collettivi nazionali, siglati non solo dai principali sindacati ma anche da quelli territoriali purché con voto di maggioranza (per misurare la rappresentatività del sindacato è sufficiente il criterio territoriale). Dai licenziamenti senza giusta causa, ora più facili, si salvano le neo-mamme.
Imposta di bollo sul money transfer: per ogni operazione l’imposta sarà del 2% con prelievo minimo di 3 euro, esentando i trasferimenti effettuati da persone fisiche con matricola INPS e codice fiscale.
Emendamenti soppressi o ridotti
Contributo di solidarietà: nessun prelievo extra dalle tasche dei ricchi del settore privato, mentre rimane per pubblici dipendenti e pensionati (5% oltre i 90.000 euro, 10% oltre i 150.000).
Ponti: salta l’accorpamento delle feste laiche alle domeniche, salvando Primo Maggio, 25 aprile e 2 giugno ma condannando le feste patronali esclusa quella di Roma.
Tredicesime statali: nulla di fatto, i dipendenti pubblici possono tirare un sospiro di sollievo, anche se la propria azienda pubblica non raggiunge gli obiettivi si compenserà con il taglio del 30% dei premi di produzione dei dirigenti responsabili.
FAS regionali: salvati dall’accetta come le tredicesime, non saranno tagliati anche se i ministeri non dovessero raggiungere nel 2012 l’obiettivo di risparmiare 6 miliardi di euro.
Dichiarazione dei Redditi e conto bancario: saltata la norma che imponeva l’indicazione del nome della propria banca nel modello di dichiarazione dei redditi, come deterrente al delinquere.
Redditi online: i Comuni potranno pubblicare sui loro siti web soltanto in forma anonima e aggregata i dati sui redditi provenienti dalle dichiarazioni, procedendo unicamente per categorie.
Condono: l’unico condono ammesso è quello tombale del 2002 (da recuperare entro il 31 dicembre 2011), mentre non ci saranno nuovi condoni edilizi o condoni fiscali del tipo “scudo fiscale”.
Tagli agli enti locali: saltano in gran parte, in virtù della Robin Tax sulle imprese energetiche (comprese le imprese delle Rinnovabili). Ai Comuni andrà anche il 100% dei proventi della lotta all’evasione fiscale.
Comuni: salta il taglio dei piccoli Comuni sotto i mille abitanti, che però saranno accorpati in Unioni per dimezzare assessori e consiglieri.
Province: saltato il taglio delle Province con meno di 300mila abitanti, toccherà ad un apposito ddl costituzionale procedere ad un dimezzamento di tutti i consiglieri provinciali.
Piccoli enti Ricerca e Cultura: salta la norma che prevedeva la soppressione degli enti con meno di 70 dipendenti.
SISTRI: il sistema di tracciabilità dei rifiuti SISTRI, in manovra si salva in corner
Fonte:blog.pmi.it
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