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3° invio Aprile_2011

News e Fax > Archivio 2011 > Aprile 2011

Elenco news :

Cassazione: si agli arresti domiciliari preventivi per il reato di stalking

Tremonti: a maggio nuovo Piano casa e SCIA a maglie larghe

Videosorveglianza, ultimi giorni per adeguarsi

Liquidazione Iva di gruppo, la controllante garantisce per le controllate

Malvertising: la nuova forma di minaccia informatica

Media imprese: la crisi è finita. 2011 in forte ripresa

Compensazioni Iva "over 10mila". Nasce una casella e-mail dedicata

L'iPhone è uno 'spione'. I movimenti degli utenti conservati 'in chiaro' e accessibili a chiunque?

Equitalia, nuovi servizi online per i cittadini

Tremonti-Ter; Cumulabilità, ok benefici retroattivi

Cassazione: il reddito dei professionisti va dichiarato per cassa

Benzina, Federconsumatori e Adusbef: devono scendere di 7 cent/litro

Chi guarda il mio profilo Facebook? Probabilmente uno spammer

Conto Energia; Privilegiate le strutture fino a 200 Kw

Titoli di studio per il conseguimento dell'abilitazione e per l'insegnamento nella scuola secondaria

Ricerca; Sbloccato il credito d’imposta

Corsi per mediatori professionisti: l’esenzione dall’Iva è di diritto

Equitalia: pagamenti a rate, dilazione fino a sei anni

Direttiva e-commerce 2011: più diritti per utenti, ma rischio aumento prezzi

Autostrade del mare, via agli Ecobonus

CGIL: Sono 45 mila, e non 10 mila, i lavoratori in mobilità che devono beneficiare della pensione in base a normativa precedente

Social network: sempre più giovani gli adepti di Facebook & Co e sempre meno attenti alla sicurezza

Iva; Fino al 2 maggio per rimborso 1° trimestre

730 2011 detrazioni medicine e spese mediche possibili

Vino; Export agevolato, progetti entro il 10/06

Cassazione: va ridotto mantenimento a figlio legittimo se penalizza figli naturali nati da successiva convivenza

Bonus ricerca va in compensazione

Sale la 'febbre' per il gioco: il 7% dei consumi degli italiani finisce nell'azzardo

Occupazione; Fondo da 45mln per integrazione e mobilità

Targa motorini: novità 2011. Immatricolazione come auto e moto. Date scadenze, pratiche e costi

Cassazione: si agli arresti domiciliari preventivi per il reato di stalking

Con sentenza 15230 la Corte di Cassazione dice "si" agli arresti domiciliari preventivi in riferimento alla contestazione provvisoria del reato di stalking, ex art. 612-bis. In particolare, nel caso di specie, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha convalidato la misura cautelare degli arresti domiciliari avverso una donna, imputata per il reato di stalking ai danni dell'ex marito. Inizialmente, la donna era stata sottoposta alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla casa dell'ex marito, in seguito agli episodi persecutori cominciati nel luglio 2010. Tuttavia, nonostante tale misura cautelare, l'aggressività della donna, la quale addirittura calunniava l'ex marito contestando allo stesso un suo presunto coinvolgimento, nel traffico di stupefacenti, era cresciuta a tal punto che il Tribunale della Libertà di Bari aveva convalidato la misura degli arresti domiciliari. A nulla è valso il ricorso della donna, avendo la Cassazione rigettato il ricorso e confermato gli arresti domiciliari, sulla base del fatto che l'aggressività della donna era aumentata in una misura da far ritenere che i comportamenti minacciosi e persecutori potessero essere reiterati in danno della persona offesa.

Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
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Tremonti: a maggio nuovo Piano casa e SCIA a maglie larghe


Il ministro ha annunciato anche il silenzio assenso per il permesso di costruire e semplificazioni normative sugli appalti

L'edilizia potrebbe tornare al centro del rilancio dell'economia italiana. L'annuncio è venuto dal Ministro Tremonti intervenuto all'assemblea del Consiglio Nazionale dei geometri nel pomeriggio di ieri. Il rafforzamento del Piano Casa e la Scia allargata troveranno posto all'interno del decreto sviluppo annunciato per i primi di maggio in consiglio dei ministri.

Piano casa 2: il rilancio

Non sembra contenere particolari caratteristiche di novità il rilancio del piano casa che prevederà sempre ampliamenti del 20% sull'esistente e del 30% sul nuovo.

Nel Piano nazionale di riforme (PRN) viene proposta una disciplina statale di principio, cui dovrà seguire la disciplina regionale, che autorizza interventi di demolizione e ricostruzione - anche con delocalizzazione degli edifici dismessi - e di incremento volumetrico premiale, anche con cambio di destinazione d'uso purché compatibile. Viene prevista inoltre l'applicazione della norma statale qualora manchi un tempestivo intervento normativo da parte delle regioni. Praticamente, spiega Tremonti, il piano casa dovrebbe riuscire a superare il vincoli imposti da alcune Regioni (che in verità molte stanno rimuovendo avendo previsto deroghe alla norma originaria del 2009)

Procedure edilizie semplificate. Servono?

Altre misure proposte nel PNR riguardano l'allargamento dell'applicazione della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) ai piccoli interventi edilizi che non aumentano i volumi, e l'introduzione del silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire. Su queste misure la posizione dei costrutturi e degli ordini è nota e le ritiene semplificazioni dal dubbio effetto, perché in assenza di un titolo abilitativo certo rilasciato dal Comune viene messa a rischio la "bancabilità" dei progetti edilizi e aggravata la responsabilità del progettista.

Misure per accelerare gli investimenti in opere pubbliche

Semplificazioni anche sul fronte degli appalti che devono vedere partecipi «imprese edili e geometri, piuttosto che gli uffici legali che intasano i tribunali amministrativi» ha dichiarato il Ministro. Sempre su questo tema il Piano nazionale di riforme prevede di introdurre delle percentuali fisse predeterminate per le "opere compensative" - richieste dalle amministrazioni locali sui cui territorio viene progettata un'opera pubblica - ed anche per le "riserve", attraverso le quali l'appaltatore contesta imprevisti o vizi del progetto in corso d'opera e chiede l'aumento del prezzo.

Fonte:casaeclima.com
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Videosorveglianza, ultimi giorni per adeguarsi


Ancora pochi giorni per adeguarsi agli obblighi previsti dal provvedimento generale del Garante dello scorso 8 aprile 2010; ovvero, entro e non oltre 12 mesi dalla data di pubblicazione del detto provvedimento generale nella GU della Repubblica italiana (29 aprile 2010).Il trattamento dei dati personali effettuato mediante l'uso di sistemi di videosorveglianza non forma oggetto di legislazione specifica.

Al riguardo si applicano, pertanto, le disposizioni generali in tema di protezione dei dati personali.

L'8 aprile del 2010 il Garante intervenne nuovamente in tale settore con un provvedimento generale che sostituisce quello del 29 aprile 2004.

Ciò in considerazione sia dei numerosi interventi legislativi in materia, sia dell'ingente quantità di quesiti, segnalazioni, reclami e richieste di verifica preliminare in materia sottoposti all'Autorità.

Nel quinquennio di relativa applicazione, infatti, talune disposizioni di legge hanno attribuito ai sindaci e ai comuni specifiche competenze volte a garantire l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana mentre altre norme, statali e regionali, hanno previsto altresì forme di incentivazione economica a favore delle amministrazioni pubbliche e di soggetti privati al fine di incrementare l'utilizzo della videosorveglianza quale forma di difesa passiva, controllo e deterrenza di fenomeni criminosi e vandalici.

Tutto ciò premesso l'Autohority ha prescritto ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c), del Codice, ai titolari del trattamento di dati personali effettuato tramite sistemi di videosorveglianza, di adottare al più presto e, comunque, entro e non oltre i distinti termini di volta in volta indicati decorrenti dalla data di pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, le misure e gli accorgimenti illustrati e di seguito individuati concernenti l'obbligo di:

a) entro dodici mesi, rendere l'informativa visibile anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno (punto 3.1);

b) entro sei mesi, sottoporre i trattamenti che presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, alla verifica preliminare ai sensi dell'art. 17 del Codice (punto 3.2.1);

c) entro dodici mesi, adottare, le misure di sicurezza a protezione dei dati registrati tramite impianti di videosorveglianza (punto 3.3);

d) entro sei mesi, adottare le misure necessarie per garantire il rispetto di quanto indicato nei punti 4.6 e 5.4, per quanto concerne i sistemi integrati di videosorveglianza.

Ha individuato altresì ai sensi dell'art. 24, comma 1, lett. g), del Codice, i casi nei quali il trattamento dei dati personali mediante videosorveglianza può essere effettuato da soggetti privati ed enti pubblici economici, nei limiti e alle condizioni indicate, per perseguire legittimi interessi e senza richiedere il consenso degli interessati (punto 6.2.2).

Fonte:ipsoa.it
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Liquidazione Iva di gruppo, la controllante garantisce per le controllate


In caso di rimborsi Iva, la fideiussione prestata dalla controllata può essere sostituita dalla garanzia diretta della controllante
Se la situazione patrimoniale della società capogruppo assicura i determinati requisiti di solidità e affidabilità, la stessa può garantire direttamente i crediti delle controllate, compensati nella procedura di liquidazione Iva di gruppo. La controllante può quindi sostituire la fideiussione bancaria della controllata con la propria garanzia, prestata direttamente mediante apposita comunicazione. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 49/E del 21 aprile 2011, in risposta all’interpello presentato da una società olandese.

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Malvertising: la nuova forma di minaccia informatica


Diffusione di virus e tojan attraverso annunci pubblicitari innocui: questa è la nuova frontiera del malware che potrebbe colpire l'utenza aziendale

Virus, malware, phishing, spyware e trojan: sono solo alcune delle minacce che sempre più spesso si sentono nominare e di cui le aziende hanno sempre più timore, soprattutto in ambito di protezione ed integrità dei dati.

Accanto a queste categorie, la nuova ricerca di Blue Coat Systems, azienda che offre servizi di sicurezza e consulenza tecnologica, indica una forma di rischio informatico ancora poco conosciuto: il malvertising.

Dall'azienda fanno sapere che il termine indica una nuova forma di diffusione dei malware attraverso la pubblicità presente online.
Da qui si capisce immediatamente come il rischio sia effettivamente elevato, a causa proprio dell'incredibile diffusione di banner pubblicitari sui siti Web.

A volte, i portali diventano vittima di annunci malevoli ad insaputa degli amministratori, a causa dei servizi di advertisting esterni ai quali ci si affida.

Il meccanismo di diffusione del malvertising è in pratica sempre lo stesso: su un sito legittimo viene pubblicato un annuncio malevolo, che sfrutta la fiducia che il visitatore ripone nel portale legittimo per attirare clic.

Una volta fatto clic, l'utente si trova re-indirizzato su un indirizzo pericoloso, capace di diffondere e scaricare software maligno sul computer dell'ignaro internauta.

I banner sono completamente indistinguibili dalla pubblicità tradizionale, perchè molto spesso è anche inerente alle parole chiavi utilizzate per raggiungere il sito legittimo, per cui attira l'attenzione dell'utente ancora di più.

Inoltre, la tattica prevede che il sito su cui si deve essere dirottati venga mantenuto pulito per un certo periodo di tempo, in modo da guadagnarsi la fiducia dei software di sicurezza: così un sito che oggi appare sicuro, domani potrebbe diventare pericoloso, trasformandosi in porta di ingresso per le minacce informatiche.

Si alimenta così un circolo vizioso pericoloso, con tempi di infestazione piuttosto lunghi, quantificabili anche in mesi, per cui i sistemi di difesa su reputazione diventano inutili.

Blue Coat Systems rileva quindi come la migliore sicurezza in ambito aziendale nei confronti del malvertising possa venire dalle forme di protezione on-demand e dalle tecniche di sicurezza introdotte con i sistemi di virtualizzazione e cloud computing.

Fonte:i-dome.com
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Media imprese: la crisi è finita. 2011 in forte ripresa


Buone notizie per le medie imprese italiane: sembra che il periodo nero della forte crisi economica che le ha colpite sia passato e che il 2011 sarà davvero l’anno della ripresa.

A rivelarlo è stata l'indagine annuale Mediobanca-Unioncamere sulle medie imprese italiane, che vede in aumento la quota di quelle che prevedono incrementi di fatturato (63,7% rispetto al 61,7% del 2010) e di produzione (55,9%). Su oltre 4mila aziende monitorate, il 6,1% prevede, inoltre, un aumento della produzione per il 2011, l'8,3% un aumento del fatturato, il 7,9% un incremento delle esportazioni, mentre la maggior parte delle imprese (il 55,4%) prevede un aumento dei ricavi definito sensibile, fino a +15%.

Secondo l’indagine, inoltre, le medie imprese batterebbero anche le grandi in termini di crescita per quest’anno, nonostante la maggiore pressione fiscale cui sono soggette.

A trainare la crescita sarebbe soprattutto l'export e l'espansione all'estero che aumenterà notevolmente nelle medie imprese, passando da una a quota dell'83% nel 2009 al 94% nel 2011 e il 57,3% prevede per quest'anno che le vendite all'estero continueranno a volare, ma nello stesso tempo, riprenderà rigore anche il mercato domestico.

Le esportazioni cresceranno anche verso l’estero: mentre nel 2008 un terzo delle medie imprese esportava solo nell'Unione Europea, nel 2010 quelle che si limitano al mercato continentale si sono ridotte al 3%, l'anno scorso l'88% delle aziende ha operato sia nell'Ue sia sui mercati extraeuropei, mentre per il 2011 le medie imprese prevedono di esportare anche negli Usa e nei Paesi emergenti. Buone notizie anche sul fronte occupazione: il 30,5% delle imprese ha ripreso ad assumere.

Fonte:businessonline.it
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Compensazioni Iva "over 10mila". Nasce una casella e-mail dedicata


Nuovo indirizzo di posta elettronica per richiedere chiarimenti sugli scarti e segnalare regolarizzazioni
L'Agenzia delle Entrate apre un canale dedicato di assistenza sulle compensazioni Iva "over 10mila". Lo si legge nella circolare n. 16/E del 19 aprile, che - oltre a fornire chiarimenti interpretativi per dissipare alcuni dubbi degli operatori - rende nota l'attivazione di una apposita casella e-mail, utilizzabile dai contribuenti e dai professionisti abilitati dotati di posta elettronica certificata: dc.sac.compensazioni.ivaf24@pce.agenziaentrate.it

Con l'e-mail è possibile, in particolare, chiedere chiarimenti sullo scarto di pagamenti telematici eseguiti con compensazione di crediti Iva, nonché segnalare l'avvenuta regolarizzazione, con ravvedimento, di indebiti utilizzi in compensazione. Al messaggio va allegata una copia in pdf, nel primo caso della ricevuta di scarto, nel secondo dell'F24 con cui è stato eseguito il ravvedimento.
Per le richieste "generiche" continuano a restare a disposizione gli ordinari canali di assistenza delle Entrate.

L'Agenzia a domanda risponde
La circolare, come detto, è intervenuta anche a dare risposta a quesiti posti dai contribuenti interessati, tendenti a individuare, considerato il sovrapporsi di più annualità d'imposta (2009 e 2010, solo con riferimento al credito Iva annuale), il corretto comportamento da adottare in sede di compensazione.

Si ricorda, per contestualizzare il tutto, che il Dl 78/2009 ha introdotto la regola per cui l'utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti Iva di importo superiore a 10mila euro può avvenire solo dopo la presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui gli stessi risultano, e può essere operato esclusivamente attraverso i servizi telematici resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate. Inoltre, i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti Iva per importi superiori a 15mila euro annui hanno l'obbligo di richiedere l'apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione dalla quale emerge il credito.

Traendo, quindi, spunto da quanto già precisato con la circolare n. 1/E del 15 gennaio 2010, l'Agenzia ha ricordato che:
i plafond sono due (credito Iva annuale e sommatoria dei crediti Iva trimestrali) e distinti. In più, il limite (10mila euro oppure, per i soli crediti da dichiarazione annuale, 15mila euro con il visto di conformità) è riferito all'anno di maturazione del credito e non a quello del suo utilizzo
l'utilizzo in compensazione del credito risultante dalla dichiarazione Iva è possibile fino alla presentazione della dichiarazione successiva. In tal modo, per un credito Iva maturato nel 2008 e non utilizzato prima della sua esposizione nella dichiarazione relativa al 2009, l'anno di riferimento per la verifica dei relativi limiti diventa il 2009.

La circolare va però anche oltre, precisando che l'erronea presentazione di una seconda dichiarazione Iva inclusa in Unico sarà considerata "correttiva nei termini" e sostituirà la prima. Di conseguenza, nel caso in cui il credito Iva sia maggiore di 15mila euro, la mancanza del visto di conformità sulla seconda dichiarazione determinerà lo scarto degli F24 con compensazioni "over 15mila". Una situazione, questa, a cui è possibile porre rimedio:

annullando l'invio del modello Unico contenente la dichiarazione Iva erroneamente inclusa (e presentando, ovviamente, di nuovo la dichiarazione dei redditi, possibilmente entro il termine ordinario, per evitare sanzioni)
presentando una terza dichiarazione Iva in forma autonoma, con apposizione del visto di conformità.
In entrambe le ipotesi, il credito Iva "over 15mila" sarà nuovamente disponibile in compensazione a partire dal 16 del mese successivo a quello di regolarizzazione della posizione.

Fonte:nuovofiscooggi.it
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L'iPhone è uno 'spione'. I movimenti degli utenti conservati 'in chiaro' e accessibili a chiunque?


Senatore Usa chiede spiegazioni a Steve Jobs sulle scoperte di alcuni ricercatori, secondo cui un file 'segreto' conserverebbe i dati di ubicazione degli utenti, permettendo di ricostruire con precisione i loro spostamenti.

Il senatore Al Franken pretende risposte da Apple, dopo che alcuni ricercatori hanno rivelato l'esistenza di un file segreto sull'iPhone che conserva tutti i dati sulla posizione degli utenti senza il loro consenso e li trasferisce anche su qualsiasi dispositivo usato per la sincronizzazione. Le informazioni stipate nel file - comparso contestualmente al sistema operativo iOs 4 - riguardano la posizione geografica degli utenti (latitudine, longitudine, e così via) e sono memorizzate 'in chiaro'. E' quindi molto facile accedervi.

L'annuncio ha spinto il senatore a scrivere una lettera di due pagine a Steve Jobs per chiedere spiegazioni sul perchè queste informazioni - memorizzate anche 100 volte al giorno per ogni utente - vengano collezionate e a quale scopo.

"Quello che preoccupa di più - afferma Franken - è che questo file non è crittografato ed conservato sull'iPhone, sull'iPad e su qualunque PC utilizzato per fare un backup delle informazioni".

Dal momento che questi dati sono conservati su dispositivi diversi e in chiaro, chiunque ritrovi un dispositivo andato perso o abbia accesso a un computer utilizzato per la sincronizzazione delle informazioni, può facilmente ricostruire con precisione gli spostamenti dell'utente, la posizione geografica della sua abitazione, il medico che lo ha in cura, la scuola dei figli, i viaggi che ha fatto nell'ultimo mese o addirittura nell'ultimo anno.

"E' anche del tutto plausibile che una persona malintenzionata crei un virus per accedere a questi dati", spiega ancora Franken nella lettera, sottolineando che il 13% dei 108 milioni di iPhone e dei 19 milioni di iPad venduti è utilizzato da minori, sebbene molti di questi dispositivi non siano stati aggiornati al sistema operativo iOs 4.

"Ci sono infiniti modi per violare queste informazioni e ciò espone a pericoli inimmaginabili i milioni di bambini e ragazzi che usano l'iPhone o l'iPad", continua il senatore che chiede a Apple di rispondere alle sue domande sul perchè questi dati vengano collezionati, sulla frequenza con cui vengono memorizzati, sulla precisione dei dati sul posizionamento, sul perchè i dati vengano memorizzati in chiaro, sul perchè Apple non si sia preoccupata di informare i suoi clienti o di chiedere il consenso e su chi abbia accesso a queste informazioni.

Per molti sostenitori della privacy, la conservazione dei dati senza il consenso degli utenti rappresenta una chiara violazione: "La raccolta in segreto delle informazioni dei dati relativi all'ubicazione supera il confine della privacy", ha affermato Marc Rotenberg dell'Electronic Privacy Information Center.

Altri osservatori, tra cui Tim O’Reilly di O’Reilly Media, sostengono che la scoperta del file nascosto "rappresenta un ulteriore segno di come i dispositivi stiano collezionando dati su di noi e di come potrebbero condividerli con altri. E' il futuro - ha affermato - e dobbiamo iniziare a capire come affrontarlo".

Apple, che sarebbe stata contattata dai ricercatori per avere maggiori informazioni sulla questione, non ha fornito risposte. Al di là delle reali implicazioni per la violazione della privacy, non si tratta certo di buona pubblicità per il gruppo, che ha comunque appena presentato risultati stellari, grazie al continuo successo dei suoi prodotti.

Fonte:key4biz.it (Alessandra Talarico)
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Equitalia, nuovi servizi online per i cittadini


Equitalia, la società a capitale pubblico incaricata della riscossione nazionale dei tributi, "apre ai cittadini". Con un'operazione trasparenza che faciliterà la comprensione dei rispettivi debiti dei cittadini, la società ha deciso di rendere disponibile online nuovi servizi dedicati, accedendo al sito internet all'indirizzo www.equitaliaspa.it . Ogni contribuente avrà la possibilità di verificare la propria posizione debitoria visionando un estratto conto con tutte le informazioni a riguardo: i singoli tributi da pagare, gli interessi sui tributi, eventuali annullamenti o altre azioni dell'ente creditore. Il servizio è attivo in tutta Italia, escluso nella regione Sicilia. Tramite il sito internet, inoltre, il contribuente o l'intermediario delegato potrà saldare il proprio debito attraverso il servizio di home banking e la creazione di un nuovo codice Rav. Si tratta, in fin dei conti, di un vero e proprio sportello online (virtuale) aperto 24 ore su 24, il cui accesso è possibile anche dall'estero. Un'operazione che farà felice sicuramente i cittadini e le imprese, costretti, spesso, a lunghe file presso l'ente solo per ricevere informazioni riguardo la propria posizione debitoria.

Fonte;:studiocataldi.it (Emanuele Ameruso)
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Tremonti-Ter; Cumulabilità, ok benefici retroattivi


Un'azienda che non ha usufruito della detassazione Tremonti-ter per l'esercizio 2009, in quanto al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi vigeva il divieto di cumulabilità con il regime di aiuto «certificati verdi, può rettificare la dichiarazione dei redditi e beneficiare retroattivamente della detassazione.
Questo è quanto chiarisce la circolare n. 10/2011 di Assonime partendo dal presupposto che l'art. 26, comma 3 del dlgs 28/2011 del 3 marzo scorso ha stabilito che il divieto di cumulabilità dei certificati verdi con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia, in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, «...non si applica nel caso di fruizione della detassazione del reddito di impresa degli investimenti in macchinari e apparecchiature e di accesso a fondi di rotazione e fondi garanzia».

Visto che la Tremonti-ter altro non è che una detassazione relativa all'acquisto di macchinari e apparecchiature, si deduce che si tratti di un aiuto cumulabile con il meccanismo dei certificati verdi. Il ministero dello sviluppo economico con una pronuncia del 24 agosto 2010 si era espresso in maniera negativa circa la possibilità di cumulare i certificati verdi con la detassazione Tremonti-ter. La decisione aveva aperto la strada a un acceso dibattito, che ha portato il ministero a riesaminare attentamente la questione.
L'Agenzia delle entrate nel frattempo è intervenuta a risolvere il dibattito, tramite la risoluzione 132/E del 20 dicembre 2010, con la quale è stata confermata la possibilità di cumulo dei certificati verdi con la detassazione Tremonti-ter, specificando tra l'altro le modalità operative con le quali poter richiedere di usufruire della detassazione anche per l'esercizio 2009, per il quale ovviamente la dichiarazione dei redditi è già stata presentata.
Ricordiamo che la Tremonti-ter opera sia sull'esercizio 2009 che sull'esercizio 2010, in quanto riguarda gli investimenti in beni strumentali rientranti nella divisione 28 della tabella Ateco sostenuti dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010.

La risoluzione dell'Agenzia delle entrate specifica poi che le imprese che non si siano avvalse della deduzione ai fini della determinazione del saldo Irpef/Ires per il periodo d'imposta 2009, da indicare entro la scadenza prevista per le presentazione della dichiarazione annuale possono utilizzare lo strumento della dichiarazione integrativa di cui all'articolo 2, comma 8-bis, del dpr n. 322 del 1998 (c.d. dichiarazione integrativa a favore), al fine di avvalersi dell'agevolazione Tremonti-ter.
La dichiarazione integrativa deve essere presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta successivo a quello in cui la deduzione avrebbe dovute essere operata (pertanto entro la scadenza di presentazione della dichiarazione dei redditi esercizio 2010).

Fonte: Italia Oggi

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Cassazione: il reddito dei professionisti va dichiarato per cassa


Anche se soggetti a ritenuta d'acconto, i redditi da lavoro autonomo non possono essere dichiarati secondo il principio di competenza

“I redditi da lavoro autonomo, anche se assoggettati a ritenuta d'acconto, vanno dichiarati secondo il principio di cassa e non di competenza”.

Lo ha chiarito la Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 8626 del 15 aprile 2011, con la quale ha rigettato il ricorso di un professionista che, per il 1993, applicando il criterio di competenza e non quello di cassa, non aveva dichiarato i redditi effettivamente percepiti.

Cosa prevede la normativa

Secondo i giudici, l'interpretazione sostenuta dal ricorrente non trova un fondamento normativo, in quanto la norma prevede che i compensi devono essere tassati in relazione all'anno in cui sono stati percepiti, e il principio del divieto di doppia imposizione fiscale – introdotto dall'articolo 67 del Dpr 600/73 – non può essere richiamato a sostegno della tesi del ricorrente. Infatti, la Cassazione sottolinea che la norma del Dpr 600/73 prevede che “il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo d'imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'arte o della professione, salvo quanto stabilito nei successivi commi. I compensi sono computati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali stabiliti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde”.

Imposta progressiva e non fissa

Nella sentenza i giudici osservano che, sotto il profilo delle conseguenze tributarie, l'utilizzo del principio di competenza anziché di quello di cassa non è irrilevante: infatti, l'aliquota applicabile può variare passando da un anno all'altro, in quanto l'imposta disciplinata è progressiva e non fissa.

Fonte:casaeclima.com
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Benzina, Federconsumatori e Adusbef: devono scendere di 7 cent/litro


I prezzi dei carburanti devono scendere di almeno 7 centesimi al litro. È quanto affermano Federconsumatori e Adusbef che confrontano l’andamento del costo del petrolio in euro al barile nel 2008 e quest’anno e il costo industriale della benzina, al netto delle tasse. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, “oggi il costo del petrolio è pari a 76-78 euro al barile, e il costo industriale della benzina si attesta a 70-72 centesimi di euro al litro. Un livello simile del petrolio si registrava nell’agosto 2008 (77-79 euro al barile), periodo in cui, però, il costo industriale della benzina era di 65-66 centesimi di euro al litro. A parità di quotazione del petrolio, quindi, il costo industriale della benzina è oggi superiore di ben 7 centesimi di euro al litro”. Il sovrapprezzo si traduce in ricadute per gli automobilisti pari a 410 euro in più l’anno. Affermano le due associazioni: “Vorremmo sapere chi si accaparra questi 7 centesimi in più al litro. Non vorremmo che questi servissero a pagare una minore produttività del processo di raffinazione causata da una minore domanda di mercato che si è registrata in questi ultimi anni. Non dimentichiamo, infatti, che 7 centesimi sono esattamente 3 miliardi e 192 milioni di euro annui di maggiori entrate per la filiera petrolifera. A questi si aggiungono i guadagni dello Stato che, grazie all’aumento dovuto all’IVA, incasserà 2 miliardi e 124 milioni in più all’anno (calcolando anche il nuovo aumento dell’accisa di 2 centesimi al litro). Ecco chi ci guadagna ed ecco chi ci perde”.

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Chi guarda il mio profilo Facebook? Probabilmente uno spammer


Si ripropongono i virus che promettono agli utenti di rivelare chi visita il loro profilo, ma invece infettano il Pc o lo smartphone e rubano i nostri dati sensibili.

Internet - Chi guarda il mio profilo su Facebook? Per narcisismo, ingenuità o curiosità, molti utenti Facebook sono caduti nel tranello e hanno cliccato sull'applicazione che prometteva di svelare l'identità dei 'frequentatori' dei profili. Peccato, però, che si trattasse di spam. Il link, infatti, rinvia verso un sito olandese che chiede di digitare dei caratteri (un codice Javascript) nella barra dell'indirizzo e di rispondere a un questionario e quindi, automaticamente, invia un invito agli amici dell'utente che utilizza l'applicazione.

E' un virus che si propaga molto rapidamente ed è in grado di recuperare dal Pc o dallo smartphone infettato identificativi, password o anche di inviare agli amici in lista messaggi con richieste di denaro legate a una situazione di emergenza : secondo Le Nouvel Observateur, circa 11 mila internauti ci sono cascati, in meno di 24 ore.

Secondo l'analista Symantec Laurent Heslault "si tratta di una tendenza nuova: prima i virus venivano trasmessi tramite spam, ora viaggiano sui social network".

Gli spammer, è ormai assodato, hanno fatto dei social network il loro nuovo obiettivo: secondo uno studio recente, il 68% degli utenti delle reti sociali ignora la pericolosità legate alla pubblicazione di link sospetti sulla propria bacheca e questo tipo di applicazioni, che promettono di rivelare all'utente chi guarda il profilo sono tra le 'esche' più efficaci. A metà marzo, uno studio ha rivelato che su 500 mila messaggi postati, il 15% puntava su applicazioni dannose.

"E questo è solo l'inizio", ha aggiunto Heslault, prevedendo una forte escalation di questo tipo di minacce.

Facebook ha più volte reso noto che nessuna applicazione rivelerà mai chi visita il nostro profilo. Attenzione, dunque, a non peccare di curiosità e a evitare di cliccare sui link che lo promettono.

Fonte:key4biz.it (Alessandra Talarico)
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Conto Energia; Privilegiate le strutture fino a 200 Kw


Tagli alle agevolazioni per le grandi centrali fotovoltaiche, salvi gli incentivi per gli impianti di taglia ridotta e stop alle speculazioni, realizzate attraverso lo spezzatino di campi fotovoltaici in piccoli impianti realizzati dallo stesso soggetto in zone attigue.
A grandi linee è questo l'indirizzo del nuovo Conto energia, il quarto per l'esattezza, che oggi andrà al vaglio della Conferenza stato-regioni. E che sembra allinearsi al sistema di agevolazione tedesco a partire dal 2013.

L'obiettivo fissato dal nuovo decreto del ministro dello sviluppo economico è di arrivare a finanziare in cinque anni e mezzo (da metà 2011 a fine 2016) impianti fotovoltaici per una potenza installata complessiva, a livello nazionale, pari a circa 23 mila MegaWatt. Il che costerà al sistema paese ogni anno, tutto sommato, una cifra compresa tra i 6 e i 7 miliardi di euro. Soldi, che andranno recuperati dal gettito derivante dalla voce A3 della bolletta elettrica pagata da ciascuno, secondo modalità che ora toccherà all'Autorità per l'energia elettrica e il gas decidere.

Le limature al testo dell'ultim'ora, decise ieri pomeriggio nel corso di una riunione tecnica tra i legislativi di via Veneto e del dicastero dell'Ambiente, riguardano invece i piccoli impianti fotovoltaici. Per essi, il decreto chiarisce finalmente due cose.
In primis, detta una definizione su cosa s'intenda per piccolo impianto, ai fini dell'erogazione degli incentivi. Essi sono cioè: «Gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici che hanno una potenza non superiore a 200 kW gli altri impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, nonché gli impianti fotovoltaici di potenza qualsiasi realizzati su edifici dalle amministrazioni pubbliche».
In seconda battuta, lo schema di decreto spiega come verranno qualificati, ai fini dell'assegnazione delle tariffe incentivanti, tuffi quei piccoli impianti realizzati dallo stesso soggetto e localizzati su aree attigue. O sulla medesima area. Essi, recita il quarto conto energia «si intendono come unico impianto di potenza cumulativa pari alla somma dei singoli impianti». Ciò significa che non sarà più possibile parcellizzare gli investimenti fotovoltaici in tanti microimpianti, con l'obiettivo di massimizzare le agevolazioni disponibili.

Il decreto distingue, poi, le tipologie di energia solare finanziabile in tre categorie di impianti: quelli solari fotovoltaici, quelli fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e quelli a concentrazione. Per ciascuna tipologia sono previste tariffe specifiche, definite per annualità. E vengono dettati traguardi di potenza.
Ma è opportuno, fin da subito, chiarire che, nella seconda metà del 2011, non sarà posto alcun limite di costo annuo agli incentivi per gli impianti solari fotovoltaici di piccola taglia.

Il quarto Conto energia definisce infine le regole di cumulabilità degli incentivi. E impone ai responsabili di grandi impianti, l'iscrizione in un registro informatico dedicato, tenuto dal Cse. Senza di essa, per i grandi impianti sarà impossibile accedere alle tariffe incentivanti del biennio 20112013. Questa condizione, necessaria, non sarà però sufficiente ad accedere agli incentivi. Infatti, i gestori di grandi strutture dovranno inviare al Gse, in tempo utile, anche la certificazione di fine lavori dell'impianto.

Fonte: Italia Oggi
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Titoli di studio per il conseguimento dell'abilitazione e per l'insegnamento nella scuola secondaria


Con la pubblicazione nella G.U. n. 24 del 31.1.2011 del DM n. 249 del 10/9/2010, è diventato operativo, a decorrere dal 15.2.2011, il nuovo regolamento sulla formazione iniziale del personale docente nelle scuole dell'infanzia, primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, come disposto dall'art. 2, comma 416, della legge n. 244 del 24.12.2007. Questo provvedimento era atteso da diverso tempo specialmente da parte di quanti aspirano al conseguimento dell'abilitazione condizione indispensabile per poter aspirare all'immissione nei ruoli del personale docente attraverso la partecipazione alle procedure selettive stabilite dal Ministero dell'istruzione, dell'Università e della ricerca (nel seguito Miur), ovvero per poter supplire nelle scuole. In estrema sintesi il provvedimento riporta i nuovi titoli di studio necessari per accedere all'insegnamento nella scuola del primo ciclo e della scuola media e per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento in sostituzione delle procedure in precedenza previste dalle scuole di specializzazione (SISS). In particolare per la scuola media si è fatto riferimento al nuovo ordinamento degli insegnamenti e delle classi di concorso istituiti con il DM n. 37 del 29/3/2009. Per la scuola secondaria superiore è necessario attendere il riordino in corso di adozione alla luce del recente riordino dell'istruzione secondaria. Mentre per la scuola primaria l'abilitazione all'insegnamento è insita nel conseguimento della laurea in scienze della formazione primaria del precedente ordinamento universitario e, per il futuro, nel conseguimento della nuova laurea magistrale LM/85 indicata nel DM 249/2011, per la scuola secondaria l'abilitazione all'insegnamento si consegue con il possesso del titolo di studio previsto dal nuovo ordinamento di cui al DM 249/2011 e con la successiva partecipazione ad appositi tirocini formativi. Le disposizioni transitorie contenute nell'art. 15 del DM 249/2011 consentono a coloro che sono in possesso, ovvero che hanno in corso di conseguimento, titoli di studio del previgente ordinamento universitario (legge 341/90, DM 509/99 e DM 270/2004) di accedere ai tirocini formativi alle condizioni stabilite nel decreto. Davanti a quanti sono interessati ad accedere all'insegnamento e dagli operatori del settore, si prospetta quindi un quadro normativo di notevole spessore in considerazione del passaggio ordinamentale in atto che affianca ai nuovi percorsi formativi ed i nuovi titoli di studio, il complesso di requisiti previsti dagli ordinamenti precedenti a loro volta costituiti da una serie di decreti ministeriali succedutisi nel tempo che hanno stabilito condizioni particolari di validità delle lauree per accedere all'insegnamento. Per venire incontro agli operatori del settore ed ai diretti interessati abbiamo realizzato una guida finalizzata alla realizzazione di una sintesi organica dell'intero quadro normativo e dall'altra quello di riportare gli elenchi completi dei vari titoli di studio che hanno attraversato i vari ordinamenti universitari ed i vari decreti ministeriali per consentirne una lettura sistematica che eviti il diversi continuamente riferire alle diverse modifiche ed integrazioni intervenute nel corso del tempo. Le richieste della guida possono essere fatte collegandosi al proprio sito:
https://sites.google.com/site/consulenzapersonalescolastico/

Fonte:studiocataldi.it (Prof. Raffaele Manzoni)
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Ricerca; Sbloccato il credito d’imposta


Il ministero dell’Economia sblocca i fondi per il credito d’imposta relativo alle attività di ricerca. Possono chiedere i soldi le imprese che non hanno visto accogliere le proprie domande per esaurimento fondi.
Il decreto che autorizza l’impiego delle risorse fa riferimento agli stanziamenti di 150mln di euro per il 2010 e 20mln di euro per il 2011. l’investimento era stato autorizzato dalla legge 191 del 2009 a mai concretizzato, fino ad oggi, con un intervento ministeriale di definizione delle regole per l’utilizzo dei contributi.

Le modalità
Per ottenere il credito d’imposta le aziende beneficiarie devono dimostrare di aver trasmesso telematicamente la richiesta di agevolazione fiscale all’agenzia delle entrate e di aver ricevuto risposta negativa. Nel calcolo del contributo non viene compreso l’importo oggetto di rinuncia che alcune imprese hanno comunicato agli uffici del Fisco.
Il credito d’imposta viene ammesso nella misura del 20,37% della somma complessivamente richiesta negli anni che vanno dal 2007 al 2009. L’indice sale al 27,16% a decorrere dal 2011.
Le agevolazioni sono già operative poiché il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

I beneficiari
Lo strumento è concepito per favorire gli investimenti nell’innovazione tecnologica riferita alla creazione di nuovi prodotti o all’utilizzo di procedimenti per la lavorazione più efficienti e competitivi.
È utile ricordare che il decreto del ministero stabilisce solo le modalità di assegnazione dei contributi alle aziende che non li hanno ottenuti, pur avendo tutti i requisiti previsti, a causa dell’esaurimento dei fondi a disposizione . Questo significa che non è autorizzata alcun nuova domanda. Resta ferma l’attività di monitoraggio da parte dell’agenzia delle entrate che ha il compito di verificare la sussistenza dei requisiti in capo alla realtà produttrice che chiedono il recupero del credito d’imposta.

Fonte: Il Denaro
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Corsi per mediatori professionisti: l’esenzione dall’Iva è di diritto


Sono lezioni autorizzate dal ministero della Giustizia, sottoposte al controllo e alla vigilanza dello stesso
La terminologia utilizzata nelle norme, in alcune ipotesi, non va interpretata come tassativa. È proprio il caso della risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 47/E del 18 aprile alla presidente del consiglio di un Ordine forense, in materia di esenzione Iva. In particolare, quella stabilita, per “le prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da Onlus (…)”, all’articolo 10, primo comma, n. 20), del Dpr 633/1972.

La questione ruota, appunto, sulle parole “istituti o scuole” che inducono la presidente a ritenere erroneamente fuori dal beneficio dell’esenzione le quote versate per l’iscrizione ai corsi di formazione per “mediatori professionisti” tenuti dalla Camera arbitrale e di conciliazione dell’Ordine. Un “organismo” abilitato a svolgere tale attività dal ministero della Giustizia.

Se gli “istituti o scuole” non sono da prendere alla lettera, il termine “organismo”, al contrario, sì, considerata anche l’ampia estensione del suo significato. A confermare l’affermazione, da un lato, la risoluzione 53/2007, dall’altro la direttiva Ce 112/2006.
Nel documento di prassi, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di precisare, riguardo al requisito soggettivo per accedere all’esenzione, che il legislatore, individuando i soggetti beneficiari in istituti o scuole, ha in realtà racchiuso in questi due termini anche altre tipologie di strutture preposte all’insegnamento e alla formazione professionale. Il beneficio, pertanto, risulta subordinato esclusivamente al riconoscimento sia di questi soggetti da parte di una Amministrazione pubblica, non necessariamente quella scolastica, sia del corso educativo che si intende realizzare.
L’autore della norma comunitaria, nella parte che riguarda la stessa materia e in riferimento ai beneficiari dell’esenzione, ha invece utilizzato il più generico termine “organismi”, in ogni caso sottolineando l’importanza del riconoscimento dello Stato (articolo 32, primo comma, direttiva Ce 112/2006).

Inoltre, a supporto di quanto ribadito con la risoluzione odierna, c’è il decreto del 18 ottobre 2010 del ministro della Giustizia, dal quale si evince che le Camere arbitrali e di conciliazione presso gli Ordini forensi sono iscritte di diritto tra gli enti abilitati a formare i “mediatori” e, pertanto, riconosciute e autorizzate.

Detto ciò, si capisce che anche gli incassi realizzati grazie ai corsi di formazione in argomento rientrano nel regime agevolativo delle esenzioni Iva.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Paola Pullella Lucano)
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Equitalia: pagamenti a rate, dilazione fino a sei anni


Pagamenti a rate per il fisco: si può allungare fino a sei anni se la situazione economica peggiora. "I contribuenti non in regola con le scadenze dei pagamenti possono oggi allungare fino a 6 anni il periodo di dilazione dei debiti fiscali e contributivi, a patto che dimostrino di avere avuto un peggioramento della loro situazione economica. La proroga dei pagamenti a rate rappresenta un ulteriore aiuto concreto a famiglie e imprese in difficoltà". È quanto afferma Equitalia, che ha varato oggi la direttiva interna che fornisce alle società partecipate le indicazioni operative per concedere il beneficio previsto dal decreto milleproproghe.

"Come già avviene per le rateazioni, - afferma Equitalia - se la richiesta di proroga riguarda debiti per un importo fino a 5 mila euro, sarà concessa a semplice richiesta motivata attestante la situazione di difficoltà peggiore rispetto a quella in cui versava il contribuente. Per gli importi superiori a 5 mila euro l'accertamento della temporanea situazione di obiettiva difficoltà viene effettuato in maniera differenziata in base alla tipologia giuridica dei soggetti. Le richieste presentate da persone fisiche o titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati sono valutate utilizzando l'indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare del debitore (ISEE). Il contribuente interessato alla proroga della dilazione è tenuto ad attestare il temporaneo peggioramento della sua situazione di obiettiva difficoltà mediante la presentazione di un nuovo modello ISEE di valore inferiore rispetto al precedente, ovvero, in caso non sia trascorso il termine di validità annuale del modello ISEE, mediante la sola dimostrazione di eventi posteriori che hanno determinato una radicale modifica della situazione reddituale e patrimoniale".

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Direttiva e-commerce 2011: più diritti per utenti, ma rischio aumento prezzi


L’Unione europea ha fissato nuove regole per l’e-commerce, pensate sia a tutela del consumatore che a parità di trattamento fra cittadini d’Europa, per cui abitare a Helsinki o ad Agrigento, secondo le indicazioni del Parlamento europeo, non dovrà rappresentare alcuna differenza e non potrà incidere nelle politiche dei negozi virtuali.

Secondo le nuove disposizioni, la merce e i prodotti dei negozi virtuali potranno essere recapitati in tutte le parti d’Europa, il tempo a disposizione per restituire legittimamente la merce acquistata sarà più lungo, il diritto di recesso sarà di 28 giorni ovvero 14 per la notifica e altrettanti per la restituzione del prodotto, e cambiano anche le spese di spedizione: se superiori a 40 euro, saranno interamente rimborsate dallo store, mentre se il consumatore, rispedisce al mittente l’articolo, le spese di consegna saranno a carico dalla stessa azienda.

Le nuove misure della direttiva sui ‘Diritti dei Consumatori’ rischiano, però, di minare l’esistenza stessa del settore in Europa e di generare una pericolosa spirale inflazionistica sui prezzi dei prodotti venduti online.

Per questo Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, scende in campo insieme ad altre associazioni di rappresentanza del settore in Europa contro tale proposta.

Fonte:businessonline.it (Marcello Tansini)
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Autostrade del mare, via agli Ecobonus


L’utilizzo delle autostrade del mare conviene alle aziende di autotrasporto. Il ministero delle infrastrutture dei trasporti conferma gli incentivi (Ecobonus) per quelle realtà che utilizzano navi e traghetti decongestionando così il traffico su strada.
La decisione, adottata già a fine gennaio, diventa operativa soltanto adesso e consente di sbloccare un fondo da 30mln di euro che verrà utilizzato per la copertura delle spese relativa all’anno 2010. Dalla giornata di ieri i beneficiari possono inviare le domande. Ogni impresa che ha diritto al contributo ottiene il rimborso di una quota parte del viaggio effettuato con il risultato di abbattere sensibilmente i costi di esercizio.

Tratte
Per poter chiedere il sostegno finanziario l’azienda di autotrasporto deve percorrere, via mare, una delle tratte comprese nell’elenco del ministero che peraltro con l’ultimo decreto è stato aggiornato comprendendo anche Salerno-Termini Imprese. I collegamenti da e per la Campania sono in tutto dieci e interessano i porti di Napoli e Salerno. Solo quest’ultimo assicura la possibilità di ottenere incentivi per i collegamenti con la Spagna (Tolosa e Valencia). Domande
Le imprese interessate hanno tempo fino al 16 maggio 2011 per inviare le domande al ministero delle infrastrutture e dei trasporti. È necessario utilizzare i moduli pubblicati sul sito istituzionale che consentono di identificare il soggetto richiedente e selezionare una delle tratte interessate.
Nel plico bisogna inserire i certificati dei vettori marittimi, fatture e polizze di carico, bolle. Dalla documentazione deve risultare che i viaggi sono stati effettuati e le tratte sono state utilizzate. Oltre ai dati temporali (giorno, mese, anno) l’impresa deve indicare il peso del carico, il tipo di mezzo utilizzato, il prezzo corrisposto per ogni singolo viaggio e la quietanza di pagamento.

Contributi
La tabella stilata dal ministero prevede un contributo del 28% a favore delle aziende di autotrasporto che effettuano un numero di viaggi annuali compresi tra 80 e 1599. Il finanziamento arriva al 30% se il richiedente effettua oltre 1600 trasferte nell’arco dell’anno solare. Nella fattispecie vengono presi in considerazione i viaggi tra primo gennaio e 31 dicembre 2010.
Il dicastero che coordina l’assegnazione degli incentivi verifica nel triennio successivo a quello di concessione dei contributi il mantenimento, in termini di viaggi e di tonnellate trasportate sulle tratte marittime interessate dal contributo. L’operazione di monitoraggio è realizzata in previsione del piano di incentivi per il triennio 2011-2013.

Fonte: Il Denaro
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CGIL: Sono 45 mila, e non 10 mila, i lavoratori in mobilità che devono beneficiare della pensione in base a normativa precedente


Fulvio Fammoni e Vera Lamonica, segretari confederali della Cgil, fanno sapere che sarebbero 45 mila e non 10 mila, come invece aveva fatto sapere il Governo, i lavoratori in mobilità che hanno diritto alla pensione sulla base della normativa precedente e cioè prima della entrata in vigore della legge n.122 del 30 luglio 2010. "Bisogna rimediare urgentemente - ammoniscono i sindacalisti - per evitare che già dalla prima finestra utile (1° luglio) ci siano lavoratori che non abbiano nè la pensione né il sostegno al reddito dato dalla mobilità". I sindacalisti affermano di essere venuti a conoscenza che, attraverso il monitoraggio, svolto dall'Inps sulla base delle indicazioni di legge, sarebbero quasi 45.000 le persone in possesso dei requisiti per accedere alla pensione con la normativa previgente. Lo stesso governo, - affermano Fammoni e Lamonica - consapevole di aver volutamente sottostimato il problema, aveva successivamente approvato una disposizione integrativa in base alla quale, nei limiti delle risorse disponibili del Fondo per l'occupazione, poteva disporre un prolungamento del sostegno al reddito. Atti che però non sono stati ancora emanati e soprattutto la cui copertura è attualmente finanziata solo per il 2011". Secondo il sindacato, la soluzione sarebbe quella di aumentare il numero dei beneficiari della deroga e prolungare l'indennità di sostegno al reddito, facendo rientrare nei finanziamenti anche gli anni successivi per evitare che molti lavoratori si ritrovino primi di copertura.

Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
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Social network: sempre più giovani gli adepti di Facebook & Co e sempre meno attenti alla sicurezza


Secondo un sondaggio Ue, un quinto dei bambini e dei ragazzi ha un profilo 'pubblico' in cui è registrato anche l'indirizzo e il numero di telefono.

Internet - Sono sempre più numerosi i ragazzi e i bambini che hanno creato un profilo su un social network e lo utilizzano in maniera 'pubblica', ossia visibile a tutti. Secondo un sondaggio condotto su un campione di 25.000 bambini e ragazzi in 25 paesi europei, il 38% degli intervistati nella fascia di età dai 9 ai 12 anni dichiara di avere un profilo sui siti di social networking, con una percentuale minima del 25% tra i francesi e un picco del 70% nei Paesi Bassi. Tra i teenager (13-16 anni) il 77% sostiene di avere registrato un profilo.

Il 15% dei bambini dai 9 ai 12 anni indica di avere più di 100 contatti sul proprio profilo, tra cui spicca il 47% degli ungheresi. Tra i ragazzi dai 13 ai 16 anni i belgi, i danesi, i greci, gli ungheresi, gli italiani, gli olandesi, i norvegesi, i polacchi, gli svedesi e gli inglesi tendono maggiormente a superare i 100 contatti a persona rispetto ai loro coetanei negli altri paesi.

La cosa che inquieta di più, tuttavia, non è l'uso massiccio di questi nuovi strumenti di comunicazione, anche se dovrebbe far pensare l'alto numero di 'amici' virtuali, quanto il fatto che circa un quinto degli intervistati ha rivelato di avere un profilo pubblico e anche di avervi registrato il proprio indirizzo e/o numero di telefono. Una tendenza più diffusa tra i bambini dai 9 ai 12 anni rispetto ai ragazzi dai 13 ai 16 anni.

Tra i siti preferiti, oltre all'ormai 'classico' Facebook, anche Hyves, Tuenti, Nasza-Klasa SchuelerVZ, Hi5, Iwiw e Myvip.

Per tentare di limitare l'esposizione dei minori alle diverse incognite celate in rete, soprattutto sui siti che facilitano la socializzazione, la Commissione europea sta monitorando l’applicazione dell’accordo europeo sulla socializzazione in rete più sicura, sottoscritto dagli operatori dei siti di social networking con l'impegno ad apportare una serie di modifiche ai servizi offerti per tutelare la sicurezza dei minori e a breve pubblicherà la prima tranche dei risultati delle valutazioni sull’applicazione dell’accordo.
La Ue intende infatti rivedere l'attuale quadro di autoregolamentazione alla luce dell'uso sempre più precoce della rete e dei social network e del crescente utilizzo dei dispositivi mobili e vuole coinvolgere il più alto numero possibile di parti interessate: i gestori dei siti di social networking, i produttori di apparecchi mobili e console di giochi, i provider di servizi Internet, i fornitori di applicazioni e contenuti per dispositivi mobili, le associazioni di tutela dei consumatori, i ricercatori e le organizzazioni per la tutela dei minori saranno invitati ad aderire a questa piattaforma di scambio.

Un intervento quanto mai necessario anche secondo il commissario Ue Neelie Kroes, da cui dipende la sicurezza dei giovani europei che non conoscono o non sanno mettere in pratica i necessari accorgimenti per tutelare la loro privacy, esponendosi alla possibilità di venire molestati o adescati.

"Tutti i gestori di siti di social networking dovrebbero pertanto immediatamente aumentare automaticamente il livello di privacy dei profili dei loro utenti minorenni, rendendoli accessibili soltanto a una cerchia di persone stabilita dagli utenti stessi ed escludendoli dai motori di ricerca online", ha affermato la Kroes, invitando tutti gli operatori ad aderire in tempi brevi all'accordo. (a.t.)

Fonte: Key4biz.it
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Iva; Fino al 2 maggio per rimborso 1° trimestre


C’è tempo fino al 2 maggio prossimo, cadendo la scadenza del 30 aprile di sabato, per presentare l'istanza di rimborso/compensazione del credito Iva del primo trimestre 2011. Se si vuole compensare un credito superiore a 10 mila euro già dal 16 maggio, tuttavia, occorre anticipare la presentazione al mese di aprile. L'istanza va redatta utilizzando il modello TR, che deve essere trasmesso esclusivamente per via telematica.

Contribuenti interessati
In base all'art. 38-bis, secondo comma del dpr 633/72, possono chiedere il rimborso trimestrale dell'Iva i contribuenti che si trovano in una delle seguenti condizioni:

- soggetti che hanno effettuato operazioni attive la cui aliquota media, maggiorata del 10%, risulta inferiore a quella media degli acquisti e delle importazioni. L'aliquota media si calcola fino alla seconda cifra decimale, senza tenere conto delle operazioni relative ai beni ammortizzabili. Nel calcolo dell'aliquota media devono essere incluse anche le operazioni attive sottoposte al meccanismo dell'inversione contabile e fatturate, pertanto, senza l'addebito dell'imposta (es. cessioni di materiali preziosi, prestazioni dei subappaltatori del settore edile, cessioni di fabbricati strumentali); ai fini in esame, quindi, queste operazioni si considerano ad aliquota zero;
- soggetti che hanno effettuato operazioni non imponibili (es. cessioni all'esportazione, cessioni e prestazioni su lettera d'intento del cliente, operazioni assimilate alle esportazioni, servizi internazionali, cessioni intracomunitarie) per oltre il 25% di tutte le operazioni effettuate;
- soggetti che hanno effettuato acquisti e importazioni di beni ammortizzabili per importo superiore a due terzi dell'ammontare complessivo di tutti gli acquisti e le importazioni di beni e servizi imponibili. Diversamente dalle altre ipotesi. in questo caso è rimborsabile/compensabile non l'intera eccedenza detraibile del trimestre, ma solamente quella riferita agli acquisti ed alle importazioni di beni ammortizzabili;
- soggetti non residenti che si sono identificati in Italia direttamente o mediante rappresentante fiscale; questa previsione, in seguito alle modifiche apportate dal dl n. 135/2009, dovrebbe essere estesa alle stabili organizzazioni, relativamente al credito Iva maturato in relazione agli acquisti «veicolati» per conto della casa madre estera, ma sul punto non constano ancora precisazioni dell'amministrazione.
Un ampliamento della categoria dei soggetti ammessi al rimborso infrannuale è previsto dal dl presentato al consiglio dei ministri il 9 febbraio scorso, che però non è ancora stato trasformato in legge. L'imposta rimborsabile è costituita soltanto dall'eccedenza detraibile maturata nel trimestre, per cui non si tiene conto dell'eventuale credito rinveniente dal periodo precedente. I rimborsi infrannuali, essendo erogati su disposizione dell'ufficio dell'agenzia delle entrate, non concorrono al limite annuo dei rimborsi erogati in conto fiscale e delle compensazioni orizzontali.

La compensazione del credito trimestrale
In alternativa al rimborso, gli stessi soggetti di cui sopra possono utilizzare il credito trimestrale in compensazione orizzontale nel modello F24, nel rispetto del limite annuo di 516.456,90 euro (elevato a un milione di euro a favore dei subappaltatori in edilizia che, nell'anno precedente, hanno realizzato un volume d'affari costituito per almeno l'80% da prestazioni in subappalto sottoposte al meccanismo dell'inversione contabile). È comunque necessaria la presentazione del modello TR.
Va rammentato che, secondo le regole introdotte dal dl n. 78/2009, l'utilizzo in compensazione del credito trimestrale per importo superiore a 10 mila euro è possibile soltanto dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione dell'istanza; pertanto, come si diceva, per poter effettuare la compensazione dal 16 maggio è necessario trasmettere l'istanza entro il mese di aprile. Inoltre, secondo il provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 21/12/2009, la presentazione delle deleghe modello F24 recanti compensazioni deve essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o istanza da cui il credito, emerge.
Entro il limite di 10 mila euro, invece, la compensazione può effettuarsi dal giorno successivo a quello di presentazione dell'istanza. Il codice tributo da indicare nel modello F24 per la compensazione del credito dei primo trimestre è 6036.

Fonte: Italia Oggi
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730 2011 detrazioni medicine e spese mediche possibili


Il modello 730 2011 contiene il quadro E riservato alle spese sanitarie detraibili dall'Irpef. La detrazione del 19% riguarda le spese per prestazioni chirurgiche, analisi e indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, le prestazioni specialistiche, l'acquisto o l'affitto di protesi sanitarie e di attrezzature sanitarie (come l'aerosol), le prestazioni rese da un medico generico (anche per medicina omeopatica), i ricoveri per operazioni chirurgiche o degenze, il trapianto di organi, l'assistenza specialistica (ad esempio infermieristica e riabilitativa o resa da personale specializzato) e l'acquisto di medicinali.

Detraibili anche le spese sostenute per prestazioni fornite da un operatore abilitato come podologo, fisioterapista, logopedista, ortottista, assistente di oftalmologia, terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, educatore professionale, dietista.

Saranno soggette alla detrazione fiscale anche le spese sostenute per l'acquisto di prodotti omeopatici, per esami di laboratorio, ecografia, tac, laser, chiroterapia, fisioterapia, iodioterapia, laserterapia, inseminazione artificiale, analisi e diagnosi prenatale, lenti a contatto e occhiali da vista, liquidi per lenti a contatto, parrucche per soggetti che hanno fatto chemioterapia o radioterapia, prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, apparecchi ortopedici, e tutte le apparecchiature che rientrano nella classificazione nazionale dei dispositivi medici.

Non prevedono sconti, invece, gli acquisti di parafarmaci, integratori alimentari, prodotti fitoterapici, cosmetici, se non approvati dall'Aifa e certificati come tali.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Vino; Export agevolato, progetti entro il 10/06


Export agevolato per le Pmi: il ministero delle politiche agricole fissa al 10 giugno 2011 il termine per la presentazione dei progetti di espansione nei Paesi terzi (al di fuori dell’Ue) da parte delle aziende vinicole.
Una volta raccolti progetti il procedimento sarà trasferito a livello regionale con l’apertura dei bandi e la definizione delle risorse finanziarie disponibili. In ogni caso, le spese ammissibili vengono coperte per un importo massimo del 50% mentre il costo per l’organizzazione di incontri con buyers e giornalisti ai fini della promozione dei prodotti non potrà eccedere i 100mila euro.

Priorità
Alcuni progetti seguono una corsia preferenziale. Sono privilegiati gli interventi presentati da Associazioni temporanee di impresa costituite da un minimo di 3 aziende di cui almeno una classificabile come media impresa ed altre classificabili come micro o piccole realtà produttive.
Altri criteri di priorità tengono conto della collocazione territoriale delle aziende privilegiando l’aspetto multiregionale così come di assegna priorità alle proposte che chiedono un contributo inferiore di almeno il 5% rispetto alla quota massima di finanziamento. I
l ministero considera importante anche una forma di coordinamento con altri progetti di promozione dell’agroalimentare nel mondo e la capacità di rivolgersi a mercati diversi da USA e Canada.
Occhio di riguardo infine per le proposte che tendono a incidere positivamente su segmenti di mercato del vino che escono da un periodo di particolare crisi economica.

Comunicazione
È l’aspetto principale dell’intervento. Far conoscere il prodotto e le sue caratteristiche di qualità. La promozione, inoltre, deve essere incentrata sull’aspetto di assoluta sicurezza e rispetto degli standard fissati dall’Ue da parte delle imprese vinicole che presentano domanda di sostegno.
Sono coperti da contributo la pubblicità e le azioni di comunicazione, interventi in materia di pubbliche relazioni, produzione di materiale informativo, annunci di prodotto, pos, house organ, degustazione e presentazione del vino, realizzazione di materiali da banco e da esposizione.
Le aziende possono chiedere anche per la partecipazione a manifestazioni, esposizioni e fiere di rilevanza internazionale oppure per campagne di informazione e promozione in particolare sulle indicazioni geografiche , da attuare presso i punti vendita.
I contributi coprono pure degustazioni guidate, wine tastino, gola dinner, pubblicità dei punti vendita della grande distribuzione organizzata e degli specializzati, creazione siti internet, nella lingua ufficiale del Paese destinatario delle azioni, o in lingua inglese, in cui vengono descritte le qualità del prodotto e la zona di provenienza.

I tempi
I progetti vengono esaminati entro il 15 luglio 2011 in maniera congiunta da Regioni e ministero delle politiche agricole presso cui vengono poi trasmesse le proposte ammesse a finanziamento. L’elenco dei pagamenti è stilato entro il 20 luglio mentre per il 20 settembre 2011 i beneficiari sono obbligati a presentare uno schema di contratto al ministero. La liquidazione dei pagamenti è prevista per fine anno.

Fonte: Il Denaro
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Cassazione: va ridotto mantenimento a figlio legittimo se penalizza figli naturali nati da successiva convivenza


A figli legittimi e naturali va garantito un uguale tenore di vita. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza n.8227/2011 della prima sezione civile) chiarendo che il giudice può ridurre l'assegno di mantenimento in favore dei figli legittimi se questo incide sul reddito del padre al punto di non consentirgli di assicurare lo stesso tenore di vita anche ai figli naturali che sono nati da una successiva relazione. Alla Suprema Corte si era rivolto un padre separato lamentando che l'aumento dell'assegno di mantenimento in favore della figlia legittima aveva creato uno squilibrio a svantaggio di due figli naturali che aveva avuto da una convivente. L'uomo aveva fatto notare in particolare che l'assegno da corrispondere alla prima figlia incideva notevomente sulle sue possibilità

Fonte:studiocataldi.it (N.R.)
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Bonus ricerca va in compensazione


Il bonus ricerca va utilizzato in compensazione con il Modello F24, inserendo il codice tributo 6808
Il credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo va utilizzato esclusivamente in compensazione con il modello F24, inserendo il codice tributo 6808 e indicando l’anno 2011. Sono queste le indicazioni fornite dell’Agenzia delle Entrate, a seguito del comunicato stampa del 15 aprile 2011 del dipartimento delle Finanze, con il quale si è reso noto che sulla Gazzetta Ufficiale del 18 aprile 2011 sarà pubblicato il Decreto interministeriale 4 marzo 2011, che disciplina le modalità di utilizzo degli ulteriori stanziamenti previsti per il credito d’imposta relativo alle attività di ricerca e sviluppo (articolo 1, commi da 280 a 283, della Legge 296/2006).

Fonte: Fisco Oggi
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Sale la 'febbre' per il gioco: il 7% dei consumi degli italiani finisce nell'azzardo


Mentre i consumi delle famiglie arrancano (+2,5% nel 2010), il settore dei giochi non conosce crisi e registra un incremento del 13%, pari a 61,4 miliardi, il 7% del pil procapite. Ma è la crisi ad alimentare il settore: i guadagni 'reinvestiti' nell'azzardo

Gratta e Vinci, Slot machine, scommesse, lotto e schedine: mentre i consumi delle famiglie arrancano (+2,5% nel 2010), il settore dei giochi non conosce crisi e registra un incremento del 13%, pari a 61,4 miliardi, il 7% del pil procapite.

Secondo dati Mef, Aams e Agicos, riportati dal Sole24ore, la provincia maggiormente colpita dalla 'febbre' dei giochi è Pavia, dove il 7,89% del pil procapite è destinato all'azzardo di Stato (oltre 2mila euro nel 2010), a seguire Teramo (6,80%), Caserta (6,78%), Sassari (6,35%) e Pescara (6,17%). All'ultimo posto Enna, 2,80%, pari a 436 euro. A Milano i consumi per la ''ruota della fortuna'' sono stati pari al 3,38% del pil procapite, (1.235 euro) e a Roma al 3,6%, (1.160 euro).

Tra i motivi del boom del settore vi sarebbe la crisi economica. A beneficiarne soprattutto i giochi a bassa soglia, come i 'gratta e vinci', che garantiscono vincite piccole ma frequenti, che tuttavia non vanno ad alimentare altri consumi ma vengono quasi sempre reinvestite nei giochi d'azzardo.

Fonte:adnkronos.com
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Occupazione; Fondo da 45mln per integrazione e mobilità


Un fondo da 45 milioni di euro per le aziende commerciali e le agenzie di viaggio o tour operator con più di 50 dipendenti oltre che per le imprese di vigilanza che impiegano più di 15 addetti.
Lo stanziamento è autorizzato dal ministero del lavoro e delle politiche sociali che in questo modo tenta di aiutare alcuni settori in grave stato di crisi.
I soldi servono per coprire le richieste relative all’anno in corso e sono suddivisi in due linee di finanziamento: una da 30 milioni di euro per le richieste di mobilità, l’altra da 15mln di euro per i trattamenti di integrazione salariale.
Le risorse sono reperite attraverso il fondo sociale nazionale per l’occupazione e la formazione professionale. Hanno diritto al trattamento i mobilità licenziati dalle aziende entro la data del 31 dicembre 2011.

L’erogazione del beneficio avviene in ordine di arrivo. Ai trattamenti straordinari di integrazione salariale di applicano tutte le disposizioni previste dalle leggi sugli ammortizzatori sociali comprese quelle relative al contratto di solidarietà. Per la concessione dei trattamenti straordinari di integrazione salariale il criterio di priorità viene individuato nell’ordine cronologico di presentazione delle istanze da parte delle imprese.

Fonte: Il Denaro
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Targa motorini: novità 2011. Immatricolazione come auto e moto. Date scadenze, pratiche e costi


Chi possiede ciclomotori o microcar da città che hanno vecchie targhe dovrà procedere alla ritargatura e immatricolarli come moto o auto. Questa operazione potrà essere effettuata con il rilascio del certificato di circolazione e l'obbligo di registrare i passaggi di proprietà, finora evitato a chi aveva il targhino.

Ogni mezzo ora avrà univocamente una targa abbinata ad un proprietario, mentre nel vecchio sistema veniva registrato solo l'abbinamento tra il targhino e il suo titolare, che poteva così spostarlo su qualsiasi ciclomotore.

Altra differenza importante riguarda la possibilità di trasportare un passeggero, che sarà possibile solo se il mezzo sia omologato per due persone, mentre resta il divieto per chiunque sia minorenne, anche se guida un mezzo omologato e con targa nuova. I primi chiamati alla ritargatura sono gli esemplari il cui attuale targhino riporta una sequenza numerica che inizia con 0, 1 o 2, che dovranno chiedere targa e certificato di circolazione entro il primo giugno.

Entro il 31 luglio toccherà invece a chi ha una sequenza che parte con 3, 4 o 5; il 29 settembre scadrà il termine per chi ha 6, 7 o 8; mentre il 28 novembre sarà invece l'ultima data utile per chi ha una sequenza numerica che inizia per 9 oppure una sequenza alfanumerica che inizia con A.

Chi non presenta la domanda entro queste date non rischia sanzioni per questo, ma implicherà difficoltà per riceverli entro il 13 febbraio 2012, data dalla quale scatteranno multe di 389 euro per chi avrà ancora il targhino.

Per richiedere i nuovi documenti, bisognerà recarsi in qualsiasi ufficio provinciale della Motorizzazione o in un'agenzia abilitata come Centro servizi motorizzazione (in grado di rilasciare direttamente targhe e certificati) e dichiararsi proprietari, comproprietari, acquirenti, usufruttuari, locatari con facoltà di acquisto o acquirenti con patto di riservato dominio. Per i minorenni, la dichiarazione va firmata da chi ha la potestà genitoriale o la tutela.

Fonte:businessonline.it (Marcello Tansini)
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