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3° invio Gennaio_2010

News e Fax > Archivio 2010 > Gennaio




Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni
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Elenco news :

Comunicazione bonus occupazione.Secondo click dal 1° febbraio

Casa: fine dei blocco degli sfratti. 140mila famiglie coinvolte

Fondi pensione, riscattare in anticipo si può: ecco in quali casi

Digitale terrestre: definito il calendario 2010 per il passaggio alla DTT. In autunno i primi switch-off dell’anno

Finanziaria 2010: credito d’ imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione

Trattamento contabile delle ferie in azienda

Fmi: la Cina traina la ripresa, migliorano le stime per l'Italia

Tri-Ict: concorso per progetti innovativi Italia-Austria

Cassazione clandestino può restare in Italia per stare vicino ai figli

Pagamenti via cellulare in Italia, avanti adagio

Mutui, semaforo verde; finanziamenti alle imprese ancora al palo

Agroalimentare; Credito d’imposta: disco verde

Energia, Federconsumatori: mercato libero, primi risparmi


Modelli 730 e 770 2010 dichiarazione dei redditi disponibili da scaricare: novità e cambiamenti

Canone Rai aumentato a 109 euro. Si paga entro il primo febbraio

Non approda la tesi dell'esenzione:posto barca con Iva ordinaria

Su Facebook la foto del figlio di 6 mesi con una sigaretta in bocca, bufera sulla mamma

Lavoro; Pronto il software “DiResCo” per chiedere il contributo per le assunzioni

Moratoria mutui: 25 le banche aderenti

Caro-benzina, soluzione a marzo con una legge

Contratti di locazione: vantaggi della registrazione online

Prestiamoci: il social landing che funziona. Pensiamoci…

Garanzia pc, cellulari e prodotti elettronici acquistati in catene informatiche. Indagine Antitrust

Cassazione: scattano le manette per i genitori bacchettoni! Anche un solo schiaffo dato al figlio è reato

Imprese Hi-Tech, costi e tasse in aumento con l’Equo compenso SIAE

Fondo nuovi nati, le banche che aderiscono

Lavoratore imprudente? Niente risarcimento danni in caso di infortunio

Tasse, per pagare il Fisco lavoriamo quattro ore al giorno

Brunetta: "Pec per tutti da febbraio, ma i professionisti sono già in ritardo"

Truffe carte di credito: consigli FS per acquisto biglietti

Comunicazione bonus occupazione.Secondo click dal 1° febbraio

Il credito d’imposta per le nuove assunzioni nelle aree svantaggiate è alla “prova del nove”. Dal 1° febbraio, infatti, i datori di lavoro che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza, anche parziale, dovranno inviare la comunicazione annuale “rendicontativa” che gli consentirà, tra l’altro, di usufruire dell’eventuale quota di credito non ancora utilizzata.

Viaggio nella memoria
Con la Finanziaria per il 2008, sono state messe in campo misure per incentivare l’occupazione in quelle aree che da anni soffrono della mancanza di possibilità di lavoro stabile.
In particolare è stato introdotto un credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, per chi ha assunto, nel 2008, nuovi dipendenti a tempo indeterminato, anche in part-time, incrementando così la base occupazionale (articolo 2, commi da 539 a 547, legge 244/2007).

Il credito, riconosciuto nella misura di 333 euro mensili per ciascun nuovo lavoratore – aumentato a 416 euro per ogni lavoratrice rientrante nella definizione di “lavoratore svantaggiato”, contenuta nel regolamento Ce 2204/2002, e calcolato, invece, in misura proporzionale alle ore prestate rispetto a quelle del contratto nazionale, per i dipendenti in part-time – è destinato a imprese e professionisti che, attraverso le nuove assunzioni, hanno contribuito alla diminuzione della disoccupazione in alcune aree particolarmente depresse del Sud del Paese, situate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

I riflessi nel presente
L’agevolazione è valida per il 2008, 2009 e 2010, a condizione che i beneficiari, la cui istanza iniziale di attribuzione del credito abbia ottenuto l’ok, anche parziale, si facciano carico di inviare all’Agenzia delle Entrate, a pena di decadenza dal diritto al beneficio, una comunicazione ex post a testimonianza del mantenimento del livello occupazionale (articolo 6, comma 4, decreto Mef del 12 marzo 2008).

Con la comunicazione annuale devono dimostrare che il numero complessivo dei lavoratori mediamente occupati in ciascuno degli anni interessati sia superiore a quello rilevato nel 2007 e, se ricorre, indicare l’eventuale minor credito spettante in riferimento all’anno precedente, liberando così risorse importanti per altri contribuenti che si sono visti rifiutare l’istanza per l’esaurimento dei fondi.

La comunicazione va trasmessa via web dal 1° febbraio al 31 marzo degli anni 2009, 2010 e 2011 in relazione al periodo d’imposta precedente, utilizzando l’apposito modello C/IAL reperibile sul sito dell’Agenzia insieme alle istruzioni per la compilazione: ora X le 10 del mattino, lo stop è fissato invece allo scoccare della mezzanotte del 31 marzo.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Paola Pullella Lucano)
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Casa: fine dei blocco degli sfratti. 140mila famiglie coinvolte


Riportando gli ultimi dati del Viminale, il Sicet ha reso noto che nel periodo 2007 - 2008 sono aumentate del 27% le richieste di esecuzione degli sfratti e che il fenomeno ha coinvolto ben 140 mila famiglie italiane. Oggi i sindacati sono preoccupati dato che è scaduto l'ultimo blocco degli sfratti e manca un provvedimento di proroga nel cosidetto Milleproroghe. L'aumento non riguarda solo la fase esecutiva giacchè a quanto pare sono le richieste stesse di fratto ad essere in aumento. Si parla di una crescita del 18,6% dei provvedimenti di sfratto emessi nel 2008 (53mila in totale). Il dato più preoccupante è che nel 78,8% dei casi lo sfratto è determinato dalla morosità e quindi dalla difficoltà economica di pagare l'affitto. Solo l'1% degli sfratti è dovuto a necessita' del proprietario.

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
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Fondi pensione, riscattare in anticipo si può: ecco in quali casi


I fondi pensione sono per definizione una forma di risparmio di lungo periodo; l’obiettivo è infatti quello di integrare la pensione di base. Non stupisce allora che il momento dal quale si comincerà a percepire la prestazione finale (100% come rendita o 50% sotto forma di capitale e 50% comunque sotto forma di rendita) coincide con l’età di pensionamento di vecchiaia nel sistema obbligatorio di riferimento (INPS per dipendenti privati e autonomi, INPDAP per dipendenti pubblici, Casse di previdenza per i liberi professionisti). Ma si può “uscire” prima? E il dubbio si ripete ancor più in questo particolare frangente di crisi economica con il frequente ricorso agli ammortizzatori sociali (è di questi giorni il dato dell’INPS secondo cui le ore di Cassa integrazione chieste dalle imprese ed autorizzate sono cresciute nel 2009 del 311,4% rispetto al 2008). In analogia a quanto previsto per il tfr lasciato in azienda una prima possibilità è costituita dal ricorso alle anticipazioni (vedi approfondimento). Esiste però anche la possibilità del riscatto parziale o totale, con previsioni specifiche anche in caso di ricorso a procedure di cassa integrazione o mobilità

Quando è possibile riscattare: la prima possibilità è quella del riscatto parziale, nella misura del 50 per cento della posizione individuale maturata (è pari alla somma dei contributi del lavoratore, di quelli del datore di lavoro, del tfr e delle rivalutazioni finanziarie derivanti dal loro investimento), nei casi di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi, ovvero in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria. Vi è poi il riscatto totale per i casi di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo e a seguito di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi. Tale facoltà non può però essere esercitata nel quinquennio precedente la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche complementari. In questi casi vi è infatti l’anticipo della prestazione pensionistica. Dal punto vista fiscale nei casi di riscatto è operata una ritenuta a titolo di imposta con l'aliquota del 15 per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche. Altra possibilità (decisamente non augurabile) è poi quella del riscatto in caso di decesso dell’aderente prima del raggiungimento dell’età pensionabile.

Previdenza integrativa e ammortizzatori sociali: meritano poi sicuramente un approfondimento più specifico i riflessi previdenziali del ricorso agli ammortizzatori sociali. Partendo dalla previdenza di base, per il periodo di concessione dell’indennità il lavoratore ha diritto alla contribuzione figurativa con accredito automatico da parte dell’INPS (vedi approfondimento). Passando alla previdenza integrativa, il concetto chiave è che la contribuzione segue la retribuzione: se questa non è dovuta non spetta neanche la prima. Come già visto in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, casse integrazione guadagni ordinaria o straordinaria è possibile esercitare il riscatto. Il tema è stato poi recentemente meglio esplicitato dalla COVIP con uno specifico Orientamento Interpretativo. L’Autorità di Vigilanza ritiene consentito il riscatto anche nel caso in cui, pur non intervenendo la cessazione del rapporto di lavoro, si determini, per effetto della cassa integrazione guadagni, una perdurante situazione di sospensione totale dell’attività lavorativa che deve comunque perdurare per un arco di tempo significativo. Per analogia con le altre ipotesi, si reputa debba essere non inferiore a 12 mesi. Viene considerato inoltre ammissibile che le forme pensionistiche complementari diano corso, ad esito dell’istanza pervenuta, alla liquidazione parziale della posizione degli iscritti, anche prima dell’avvenuta maturazione del periodo di 12 mesi di cassa integrazione guadagni, ogniqualvolta risulti definito in via preventiva il periodo di fruizione della cassa integrazione guadagni a zero ore e questo periodo risulti fissato in almeno 12 mesi. In sintesi Il riscatto per cassa integrazione guadagni deve essere consentito, da parte di tutte le forme pensionistiche complementari, nei seguenti casi:
- in presenza di cessazione dell’attività lavorativa preceduta da cassa integrazione guadagni;
- laddove, pur non intervenendo la cessazione del rapporto di lavoro, vi sia cassa integrazione guadagni a zero ore della durata di almeno 12 mesi.

Cosa può fare il lavoratore se cessano i requisiti di partecipazione
a) il trasferimento ad altra forma pensionistica complementare alla quale il lavoratore acceda in relazione alla nuova attività
b) il riscatto parziale, nella misura del 50% della posizione individuale maturata, nei casi i cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi, ovvero in caso di ricorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria c)il riscatto totale della posizione individuale maturata per i casi di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo e a seguito di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi. Tale facoltà non può essere esercitata nel quinquennio precedente la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche complementari.

Fonte:ilmessaggero.it (Carlo Giuro)
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Digitale terrestre: definito il calendario 2010 per il passaggio alla DTT. In autunno i primi switch-off dell’anno


La proposta di calendario di spegnimento della Tv analogica e di passaggio alla tecnologia digitale presentata, nel corso della riunione del CNID (Comitato Nazionale Italia Digitale) tenutasi oggi, dal viceministro alle comunicazioni, Paolo Romani, è stata accolta e condivisa con piena soddisfazione dai rappresentanti delle regioni Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia; delle emittenti nazionali Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Sky, Prima Tv, Rete Capri e Rete A e delle associazioni delle Tv locali FRT e Aeranti-Corallo; del CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori Utenti); delle associazioni di produttori e distributori di apparati elettronici ANITEC-Confindustria e AIRES.

In accordo con tutte le parti è stato quindi fissato, il calendario di passaggio alla Tv digitale del 2010.

Il calendario - spiega una nota del ministero dello Sviluppo economico-Comunicazioni - prevede una fase di switch-over, con il passaggio di Rai 2 e Rete 4 alla sola tecnologia digitale, fissata al 18 maggio nella macro area che comprende le regioni della Lombardia (Milano – Pavia – Cremona – Lodi – Monza e Brianza – Bergamo – Brescia – Varese – Como – Lecco – Sondrio), Piemonte (Novara – Vercelli – Asti – Alessandria – Biella –Verbania) ed Emilia Romagna (Piacenza – Parma). In tutto saranno coinvolte 19 province e 12 milioni di abitanti.

Il passaggio definitivo di tutte le trasmissioni al digitale si articolerà secondo queste date dal 15 Settembre al 20 Ottobre in Lombardia, Piemonte Orientale, comprese le province di Piacenza e Parma. Dal 21 Ottobre al 25 Novembre saranno coinvolte dalle operazioni le regioni di Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Con il passaggio della regione Liguria dal 26 novembre al 20 dicembre, si concluderanno le operazioni di transizione al digitale del 2010 coinvolgendo in totale 23 milioni di abitanti e portando in totale al 70% della popolazione italiana in ambiente all digital.

Resta invece ancora in sospeso la questione dell’ordinamento automatico dei programmi della Tv digitale terrestre.
Recentemente Adiconsum in rappresentanza del CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti) e il Comitato Radio TV Locali (CRTL), hanno presentato all’Agcom una proposta congiunta in merito al Logical Channel Number (LCN), attualmente in discussione presso l’Autorità che ha aperto un’apposita istruttoria.
Come informa una nota, il documento suggerisce al Garante una proposta di ordinamento a salvaguardia dell’utenza che attualmente non è in grado di ricercare – o, quanto meno, di ritrovare facilmente – i programmi e le emittenti locali da un ingiusto confinamento a posizioni remote sul telecomando rispetto ai nuovi canali nazionali.
Per Adiconsum, l’ordinamento automatico dei canali deve essere al servizio del consumatore e deve facilitare l’accesso alla tv digitale.

Lo scorso novembre, l’Agcom ha avviato l’iter per trovare una soluzione alla ‘guerra del telecomando’. E’, infatti, stata aperta un’istruttoria sull'accordo notificato all'Agcom dall'Associazione DGTVi relativo all'ordinamento automatico dei canali della DTT.

L'istruttoria è stata avviata ai sensi dell'art. 43 del Testo unico della radiotelevisione - e che sarà svolta in tempi rapidi - servirà a verificare se l'accordo raggiunto dai principali operatori del settore televisivo sia rispettoso del pluralismo e non discriminatorio nei confronti di alcune categorie di broadcaster.

Il problema è appunto l'LCN: quando il decoder o il televisore integrato li sintonizza, li colloca in una lista lunghissima, che arriva fino ai numeri 800. Ogni emittente, ovviamente, cerca di piazzarsi il più in alto possibile e si verificano casi di conflitto - segnalati dagli stessi decoder - tra più emittenti per occupare la stessa posizione.

All'interno di DGTVi - che riunisce Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Frt, D-Free e Aeranti-Corallo - è stato raggiunto un accordo, ora al vaglio dell'Autorità, in base al quale i canali dall'1 al 9 spettano alle ex tv analogiche (tre Rai, tre Mediaset, poi La7, Mtv e l'ex Rete A); dal 10 al 19 tocca alle emittenti locali, in base alla graduatoria stilata dai vari Corecom; dal 20 in poi, a vari blocchi tematici: al numero 20 c’è Tv 2000, al 21 Retecapri (che però non ha ancora aderito all'accordo), poi i canali per bambini, i semigeneralisti (come Rai 4, Iris o RaiSat), gli sportivi e quelli dedicati alle news. Ma non tutti i broadcaster hanno aderito all'intesa.

Fonte:key4biz.it (Raffaella Natale)
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Finanziaria 2010: credito d’ imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione


Continuano le agevolazioni fiscali, sotto forma di credito d’ imposta, per le imprese che investono in ricerca , sviluppo ed innovazione.

Tra le novità proposte dalla Finanziaria 2010 troviamo infatti uno stanziamento aggiuntivo di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011.

Che cosa si intende esattamente per credito d’ imposta?

Il credito d’imposta, in generale, è un’ agevolazione disciplinata da norme legislative, prevista a favore di determinati soggetti in base a particolari requisiti. Rientra a pieno titolo nel sistema di aiuti previsto a favore delle imprese.

Le imprese, a prescindere dalla loro dimensione, dalla localizzazione e dal settore di appartenenza, possono richiedere l’ agevolazione semplicemente attraverso la compilazione dell’ apposito riquadro del modello Unico ed ottenere una concreta riduzione del carico fiscale - imposte IRAP e IRES.

Il credito d’ imposta è calcolato sulle spese normalmente ammissibili per le attività di ricerca e sviluppo, in particolare:
- costi per il personale ( ricercatori e tecnici impiegati nell’attività di ricerca );
- costi per strumenti e attrezzature ( nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto );
- costi per fabbricati e terreni;
- spese di consulenza specifiche per l’ attività di ricerca e sviluppo tecnologico;
- materiali
- l’acquisizione dei risultati della ricerca contrattuale, l’acquisizione delle competenze tecniche o i costi sostenuti per l’acquisto di brevetti.

La percentuale delle spese ammissibili da detrarre è pari al 10% per le attività realizzate dall’impresa mentre tale percentuale aumenta al 40% se i progetti hanno visto la concreta collaborazione da parte delle Università o dei centri di ricerca.

Non esiste alcuna restrizione per quanto riguarda la localizzazione dell’attività di ricerca: le attività commissionate a soggetti esterni all’impresa sono agevolate nella stessa misura ed alle stesse condizioni, siano esse svolte sul territorio italiano o in quello europeo.

Il credito di imposta, in quanto misura di fiscalità generale, non costituisce aiuto di Stato ed è quindi cumulabile con eventuali aiuti di Stato (anche alla R&S) ricevuti a valere sulle stesse attività e sugli stessi beni.

Fonte:sviluppoeconomico.gov.it (Ministero dello Sviluppo Economico)
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Trattamento contabile delle ferie in azienda


Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non possono essere sostituite dalla relativa indennità (ad eccezione dei contratti di durata inferiore ad un anno) salvo in caso di cessazione di rapporto di lavoro. Ogni dipendente ha diritto ad un periodo di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Tale diritto matura in relazione all’attività prestata dal dipendente nel corso dell’esercizio di riferimento.

Le ferie sono disciplinate dai contratti collettivi di categoria e solitamente possono essere godute interamente nel corso dell’esercizio.

E’ prevista inoltre la fruizione di due settimane ininterrotte nel corso dell’anno di maturazione e i restanti giorni entro i 18 mesi successivi. Qualora successivamente a tali 18 mesi il lavoratore non abbia ancora fruito delle quattro settimane di ferie per cause non riferibili alla propria volontà, lo stesso sarà oggetto di specifico risarcimento del danno.

Spetterà al lavoratore, quindi, dimostrare l’entità del danno subito quantificabile in base al disagio psicofisico derivante proprio dalla mancata fruizione delle ferie.

In caso di cessazione del rapporto di lavoro il calcolo delle ferie maturate viene solitamente effettuato in dodicesimi in ragione dei mesi interi di servizio prestati. Le ferie maturate e non godute sono retribuite con un compenso che prende nome di indennità sostitutiva.

Se al termine dell’esercizio (o comunque alla cessazione del rapporto di lavoro) vi sono dipendenti che hanno maturato le ferie ma non ne hanno ancora potuto fruire, l’impresa dovrà imputare in contabilità generale il relativo costo di competenza alimentando il conto Debiti verso dipendenti per ferie maturate aggregato allo Stato Patrimoniale fra la voce Altri debiti come indicato dal principio contabile 19.

L’importo delle ferie spettanti ai dipendenti ma non godute rappresenta un costo per la società e, per questo, è totalmente deducibile dal reddito nell’esercizio di competenza. Contabilmente occorre imputare a Conto Economico, nell’esercizio in cui il dipendente ha maturato il relativo diritto, il valore delle indennità dovute al personale per ferie non godute. Nel caso in cui, nell’esercizio successivo, il dipendente recupera le ferie non godute, l’importo diviene una sopravvenienza attiva imponibile.

Fonte:blog.pmi.it
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Fmi: la Cina traina la ripresa, migliorano le stime per l'Italia


Il Fondo Monetario Internazionale vede un miglioramento nelle prospettive di crescita dell'economia italiana.

Secondo le stime stilate nell'ultima bozza del World Economic Outllok che l'Ansa è in grado di anticipare, il Pil italiano quest'anno crescerà dell'1%, ovvero 0,8 punti percentuali in più rispetto alle ultime previsioni ufficiali, e nel 2011 segnerà un +1,3% (+0,6 punti rispetto alle stime di ottobre).

La Cina si conferma motore trainante della ripresa mondiale. Secondo i dati che emergono dall'ultima bozza del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale, l'economia cinese quest'anno tornerà ad una crescita a due cifre, avanzando ad un tasso del 10%, un punto percentuale in più rispetto alle ultime stime ufficiali di ottobre. Per il 2011, invece, le stime restano confermate, con un Pil in rialzo del 9,7%.

Fonte:ilsole24ore.com
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Tri-Ict: concorso per progetti innovativi Italia-Austria


Un concorso per la selezione di idee progettuali di cooperazione fra imprese italiane e austriache.
La proposta, cofinanziata dal Programma Interreg IV Italia-Austria, è aperta a idee progettuali in settori ad alto contenuto tecnologico che individuano nell’impiego di tecnologie informatiche e nella cooperazione transfrontaliera un fattore competitivo strategico e nuove opportunità di rilancio economico per il proprio settore.

Una Commissione selezionerà i 6 casi migliori che saranno poi tradotti in altrettanti videoclip e presentati come best-practice in tutte le occasioni promozionali previste dal progetto e in occasione dell’evento internazionale che sarà organizzato nell’ultima fase progettuale.

La scadenza per la presentazione è il 10 febbraio. Di seguito i links per le informazioni ed il reperimento del materiale per partecipare:

www.tri-ict.eu/

www.interreg.net/it/proposta-progettuale/avviso-presentazione-progetti.asp

Fonte:contributifvg.com
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Cassazione clandestino può restare in Italia per stare vicino ai figli


Anche se si è clandestini, si può rimantere nel territorio italiano "con un permesso di soggiorno temporaneo" nel caso in cui vi siano dei figli minorenni. Parola di Cassazione. I giudici della Corte hanno evidenziato, infatti, che "per un minore, specie se in tenerissima eta', subire l'allontanamento di un genitore, con conseguente impossibilita' di avere rapporti con lui e di poterlo anche soltanto vedere" costituisce "un sicuro danno che puo' porre in serio pericolo uno sviluppo psicofisico, armonico e compiuto". Sulla scorta di questa motivazione la prima sezione civile della Corte (ordinanza 823/2009) ha accordato un permesso temporaneo di due anni ad un padre clandestino che aveva chiesto di restare a Milano per poter rimanere vicino ai suoi figli. In precedenza la Corte d'Appello di Milano aveva negato questa possibilità ma contro l'espulsione il clandestino ha proposto con succeso ricorso in Cassazione. La suprema Corte, nel condedere la possibilità di restare in italia per due anni ha chiarito che "non si puo' ritenere che l'interesse del minore venga strumentalizzato al solo fine di legittimare la presenza di soggetti privi dei requisiti dovuti per la permanenza in Italia". E' vero piuttosto che l'articolo 31 del decreto legislativo 286 del '98 riconosce "allo straniero adulto la possibilita' di ottenere un permesso di soggiorno, necessariamente temporaneo o non convertibile in permesso per motivi di lavoro". Si tratta di una disposizione favorevole all'immigrato irregolare che deve essere considerata come "una incisiva protezione del diritto del minore alla famiglia e a mantenere rapporti continuativi con i genitori".

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
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Pagamenti via cellulare in Italia, avanti adagio


Nel 2009 il valore delle transazioni via cellulare è stato di alcune decine di milioni di euro ma le stime parlano di un utilizzo entro i prossimi 2-3 anni dei servizi di pagamento mobili che interesserà, anche grazie alla maggiore diffusione dei telefonini di ultima generazione, circa un quarto degli italiani. Lo dice l'Osservatorio NFC & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano, che ha analizzato oltre 200 applicazioni di "mobile payment" a livello internazionale e circa 100 in Italia e condotto un'indagine su 1.500 consumatori e su un campione di operatori fra distributori automatici, cinema, grande distribuzione, bar ed edicole. La strada dei pagamenti via cellulare - in modalità remota tramite la rete mobile (il genere più diffuso), in prossimità o di tipo "contact less" - e più in generale dei servizi basati su tecnologia Near Field Communication e Rfid è quindi aperta e secondo gli autori dello studio possono rappresentare anche nel Belpaese un fattore di profonda innovazione nei processi di pagamento. Con particolare riferimento agli acquisti di basso importo. Va rimarcato comunque come le poche decine di milioni di euro spese dai consumatori per questi servizi derivino, principalmente, da donazioni e ricariche del credito telefonico e come il numero irrisorio di italiani che negli ultimi 12 mesi ha usato il cellulare per acquistare beni o servizi via Sms (per pagare il parcheggio o l'Ecopass per esempio) sia ancora irrisorio. E non gioca certo a favore di questo settore il fatto che, oggi, molti italiani confondano i nuovi strumenti di pagamento mobili con le classiche carte di credito o debito. Il 40% del campione censito dall'Osservatorio ha però confermato di essere molto attirato dalla proposta di un servizio di pagamento via telefonino che sia rapido, sicuro e facile da usare. Un approccio che a detta degli esperti del Politecnico lascia ben sperare nella veloce diffusione dei servizi di mobile payment non appena il sistema di offerta li renderà diffusamente disponibili. Oggi l'Osservatorio del Politecnico ne ha rilevati un'ottantina e fra le principali applicazioni dei sistemi di pagamento in mobilità spiccano in ordine di importanza i biglietti per i parcheggi (in forte crescita) o i trasporti (i treni delle Fs), l'acquisto di servizi di intrattenimento (vedi gli eventi in Pay per view su Tv digitale o satellitare tramite Sms o gli spettacoli al cinema della Medusa) e le ricariche telefoniche. L'Osservatorio ha infine messo in evidenza come i servizi attivabili tramite connessione Internet o specifica applicazione (l'iPhone in tal senso fa scuola) siano quasi triplicati in termini di incidenza, passando dal 9% del 2008 al 24% nel 2009. Resta però il fatto che gli "short message" sono per gli italiani ancora il mezzo predominante e maggiormente utilizzato. Dal lato degli operaotri, l'Osservatorio li definisce esercenti, alcuni sono già riusciti a ottenere risultati rilevanti – gestendo in vari casi centinata di migliaia di transazioni annuali - e molti altri si stanno attivando nel medio periodo. Trenitalia, Sky, Meridiana e Cervino sono i nomi delle aziende che stanno perseguendo risultati in questo campo, sebbene le rispettive applicazioni vadano considerate, come dice il rapporto, alla stregua di "prime timide esperienze di successo". Il processo di diffusione dei servizi di mobile payment in Italia, in buona sostanza, procede. Adagio, ma procede.

Fonte:ilsole24ore.com (G.Rus.)
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Mutui, semaforo verde; finanziamenti alle imprese ancora al palo


Chiamarlo segnale di ripresa è ancora prematuro, ma certo un’inversione di tendenza c’è stata e tanto basta, specie dopo un periodo di lacrime e sangue, per fare notizia. La notizia è che sono tornati a salire, dopo quasi un anno e mezzo, i tassi applicati dalle banche sui mutui concessi ai risparmiatori che intendono imbarcarsi (o già lo hanno fatto negli anni passati) nell’acquisto di una casa. È successo a dicembre, non accadeva almeno da agosto del 2008, quando si registrò una frenata pari allo 0,3% benché si rimanesse, sostanzialmente inconsapevoli del fatto che la bolla speculativa stava arrivando all’esplosione, su livelli vicini al 6% (5,92 per amore di precisione).

È quanto emerge dal rapporto mensile dell’ABI, l’Associazione bancaria italiana. Il dato, che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo, è risalito al 2,95% dal 2,90% di novembre. Non può bastare, però, una rondine a far Primavera: è proprio l’ufficio studi dell’ABI, che materialmente ha prodotto il dato, a spengere gli entusiasmi: il dato infatti “Non segnala un’inversione di tendenza e riflette di fatto una sostanziale stabilità dei tassi”. Questo perché sconta l’effetto della composizione tra i diversi tipi di mutuo.

Fonte:bassitassi.com (Moreno)
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Agroalimentare; Credito d’imposta: disco verde


Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato il decreto attuativo del credito d’imposta per le attività promozionali poste in essere nell’ambito del sistema agroalimentare.

Possono beneficiare del provvedimento le seguenti aziende:

- imprese di produzione di prodotti di cui all'allegati I del Trattato istitutivo della comunità europea, anche costituite in forma cooperativa;
- PMI di produzione di prodotti agroalimentari non ricompresi nell'allegato I, anche in forma cooperativa o riunite in consorzi;
- altre imprese, diverse dalla PMI, anche organizzate in cooperative agricole, che producono prodotti agroalimentari non ricompresi nell'allegato I.

Alle PMI di produzione di prodotti agroalimentari non ricompresi nell'allegato I è concesso un credito d'imposta pari al 50% delle seguenti spese eccedenti la media delle analoghe spese sostenute nei tre periodi di imposta precedenti:

- spese per la locazione;
- installazione e gestione dello stand;
- spese per servizi forniti da consulenti esterni per l'assistenza tecnica in occasione della prima partecipazione ad una fiera o esposizione.

Ai restanti soggetti è concesso un credito d'imposta pari al 50% delle seguenti spese eccedenti la media delle analoghe spese sostenute nei tre periodi di imposta precedenti:

- investimenti in attività dirette in altri stati membri o paesi terzi intese a indurre gli operatori economici o i consumatori all'acquisto di un determinato prodotto agricolo o agroalimentare di qualità purché non rivolte al singolo marchio commerciale o riferito direttamente ad un'impresa.

La richiesta di ammissione deve essere inviata al Ministero per lo Sviluppo Economico che provvederà, a breve, a pubblicare l’apposita modulistica da utilizzare.

Fonte:agevolazioni.telematicaitalia.it
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Energia, Federconsumatori: mercato libero, primi risparmi


A due anni dall'apertura del mercato libero, l'associazione realizza un'indagine a campione sulle offerte: "I primi benefici della concorrenza cominciano a farsi sentire".

A due anni dall'apertura del mercato libero dell'energia, risparmiare si può e si fanno sentire i primi benefici della concorrenza. In realtà solo il 7% delle famiglie ha cambiato azienda passando al mercato libero e questo "conferma ciò che Federconsumatori sostiene da tempo: il cambio di fornitore avviene quando il risparmio in bolletta da parte del cittadino consumatore raggiunge cifre significative, non inferiori alle due cifre percentuali". È quanto emerge dalla prima indagine campione nazionale realizzata dal C.R.E.E.F - Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione della Federconsumatori, effettuata su un campione di 20 città capoluogo, utilizzando il "Trova offerte" elaborato dall'Autorità per l'Energia, e prendendo in considerazione anche alcune offerte comunque presenti sul mercato.

"Oggi, a distanza di 2 anni dall'apertura del mercato libero dell'energia, si presentano per le famiglie offerte in grado di consentire significativi risparmi. I primi benefici della concorrenza cominciano a farsi sentire per i consumatori", commenta Mauro Zanini, vice presidente Federconsumatori e responsabile del C.R.E.E.F.

L'indagine analizza dunque le offerte commerciali di 14 società di vendita comparando le offerte indicizzate con l'offerta del mercato di maggior tutela e le offerte a prezzo bloccato (per 12 o 24 mesi) fra loro ma riferite all'offerta AEEG. Vengono prese in considerazione tre consumatori tipo, rispettivamente da 1800, 2700 e 3500 KW/h annui per utenza domestica "residente" con potenza impegnata di 3 KW e prezzo monorario.

E così fra le offerte a prezzo indicizzato si può arrivare a un risparmio annuo di 31 euro (meno 12,20%) per un consumo di 1800 KW7h; a 47 euro annui per un consumo di 2.700 KW/h (meno 10,70%); a 60 euro annui per un consumo di 3.500 KW/h (meno 9,02%). Le offerte a prezzo bloccato possono registrare risparmi che variano dal 15,35% al 10,62% per un consumo di 1800 KW/h, dal 13,21% allo 0,22% per un consumo di 2700 KW/h, dal 11,28% allo 0,75% per un consumo di 3500 KW/h. Con la precisazione che tali tipo di offerte possono anche implicare maggiori spese, anche del 20%, rispetto al mercato di maggior tutela - se ad esempio si "sforano" i consumi previsti.

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Modelli 730 e 770 2010 dichiarazione dei redditi disponibili da scaricare: novità e cambiamenti


L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato, anche se con qualche tempo di ritardo, le versioni definitive dei modelli 730, Iva, 770, Cud e quello relativo alla comunicazione annuale dei dati Iva. Vengono così messi a disposizione di lavoratori dipendenti, pensionati, professionisti e datori di lavoro, i documenti e le istruzioni per mettere a punto le dichiarazioni dei redditi 2009 e le necessarie certificazioni.

Le novità previste riguardano il nuovo modello Iva base, versione mini del modello Iva ordinario, che dovrebbe agevolare oltre quattro milioni di contribuenti. Il modello semplice, il cui impiego è facoltativo, può essere utilizzato dai contribuenti Iva, sia persone fisiche sia soggetti diversi, che nel 2009 non hanno effettuato operazioni con l'estero e non hanno effettuato acquisti utilizzando il plafond per gli esportatori abituali, che hanno determinato l'imposta dovuta e l'imposta ammessa in detrazione secondo regole generali e non hanno partecipato ad operazioni straordinarie.

Ma sono state ridotte in modo significativo anche le pagine e i quadri dei modelli 770 e 730.Per quanto riguarda il modello 730, troviamo ora il bonus mobili, cioé l'estensione della detrazione d'imposta del 20%, da ripartire in cinque anni, sulle spese sostenute per l'acquisto di mobili, elettrodomestici, tv e computer finalizzati all'arredo dell'immobile.

I modelli 730, Iva, 770 e Cud sono stati semplificati per snellirne la compilazione e l'elaborazione, alcuni spazi sono stati dedicati alle persone colpite dal sisma in Abruzzo per le quali sarà possibile fruire del credito d'imposta per la riparazione, la ricostruzione o l'acquisto degli immobili danneggiati. Sempre per quanto riguarda gli abitanti d’Abruzzo, i proprietari di immobili situati nella regione potranno ora fruire della speciale riduzione del 30% del reddito derivante dalla locazione o comodato di detti immobili a nuclei familiari le cui abitazioni principali siano state distrutte o dichiarate inagibili in conseguenza del sisma.

L’altra novità riguarda la pubblicazione online dei nuovi modelli, Cud e 770, per la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e per l'invio, da parte dei sostituti d'imposta all'Agenzia delle Entrate, dei dati relativi alle ritenute e alle imposte sostitutive versate, e gli altri dati contributivi e assicurativi richiesti.

La nuova versione 2010 del 770 semplificato ha ora un frontespizio più leggero nella sezione dedicata ai dati del rappresentante firmatario della dichiarazione, che non è tenuto a indicare la sua residenza anagrafica, a meno che non risieda all'estero. Più leggera anche la sezione relativa ai dati del coniuge e dei familiari a carico.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Canone Rai aumentato a 109 euro. Si paga entro il primo febbraio


Due settimane di tempo per il pagamento del canone Rai. Chi non vuole essere costretto a sborsare cifre ulteriori sotto forma di interessi di mora deve adeguarsi entro lunedì 1° febbraio (la scadenza naturale di domenica 31 è posticipata per non "cadere" in un giorno festivo). L'importo è salito di 1,5 euro rispetto al 2009: si passa, cioè, da 107,5 a 109 euro. Le varie modalità di pagamento – presso gli uffici postali, nelle tabaccherie, per telefono con carta di credito, tramite internet o agli sportelli bancomat – e le possibilità di pagare per semestre o per trimestre sono illustrate online.

L'obbligo
Ma chi deve pagare il canone Rai? La norma di riferimento è tuttora il regio decreto legge 246 del 21 febbraio 1938, secondo il quale l'obbligo riguarda «chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive, indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo».
Da ciò consegue che il canone costituisce una vera e propria imposta di carattere nominale, intestata al singolo detentore o possessore dell'apparecchio televisivo. Il pagamento prescinde dal numero di apparati utilizzati (regola, questa, introdotta dalla cosiddetta "legge Mammì", la 223 del 1990) e dalla loro effettiva fruizione.
Infatti, non è prevista la possibilità di chiedere la sospensione temporanea dell'abbonamento Rai per il caso di prolungato inutilizzo degli apparecchi, né è possibile chiedere la riduzione del canone in funzione del fatto che si intende limitare la visione delle trasmissioni ad alcuni specifici programmi o canali.
Soltanto la perdita del possesso o della detenzione degli apparecchi televisivi in uso consente di chiedere la disdetta definitiva dell'abbonamento, peraltro rispettando i tempi e i modi previsti dalla legge (si veda l'altro articolo in pagina).
Fermo restando che non si deve più pagare l'abbonamento per la detenzione di apparecchi radiofonici o autoradio a uso privato (legge 449/1997), il canone "per uso ordinario" è unico e copre tutti gli apparecchi posseduti o detenuti, nella propria residenza o in abitazioni secondarie, dal titolare o da altri membri del nucleo familiare così come risulta dallo stato di famiglia. C'è poi quello cosiddetto "speciale", che interessa i detentori di apparecchi radiofonici o televisivi in esercizi pubblici, locali aperti al pubblico o comunque fuori dell'ambito familiare.Per quanto riguarda i privati, il concetto di residenza deve intendersi specificamente collegato alla nozione di residenza "anagrafica" del titolare, ovvero di residenza principale. Cosicché se due coniugi, per esempio, risultano avere residenze diverse, ciascuno di essi sarà comunque tenuto a versare un autonomo canone d'abbonamento in relazione agli apparecchi televisivi posseduti.
Tutti i familiari del titolare dell'abbonamento sono invece esonerati dal pagamento di un ulteriore canone, purché ne condividano la residenza, anche nel caso in cui abbiano la dimora abituale in un altro alloggio, che però deve essere situato all'interno dello stesso comune (il tutto in base al concetto di nucleo familiare fissato dal regolamento anagrafico della popolazione residente, Dpr 223 del 1989).

L'esenzione
Considerando il valore di imposta assunto dal canone Rai, è evidente che le ipotesi in cui si può essere esonerati dal pagamento del medesimo possono essere soltanto quelle indicate dalla legge.
Così, l'esenzione dal pagamento potrà ricorrere solo se il singolo cittadino è, fin dall'inizio, totalmente privo di apparecchi radiotelevisivi, oppure se ha successivamente provveduto a eliminare tutti gli apparecchi televisivi che erano in suo possesso, dandone contestuale comunicazione alla Rai: fino a che tale comunicazione non viene fornita, il canone sarà oggetto di rinnovo automatico e il suo mancato pagamento potrà essere rilevato direttamente dall'agenzia delle Entrate.
Oltre all'ipotesi "generale" di esonero dal pagamento, sussistono comunque altri casi, che riguardano militari stranieri appartenenti alle forze armate della Nato di stanza in Italia o gli agenti diplomatici e consolari stranieri, oppure i degenti in casa di riposo.
Da notare che il legislatore, se da un lato ha previsto la possibilità di richiedere la cessazione dell'abbonamento nel caso in cui l'intestatario si trasferisca in una residenza per anziani, dall'altro lato, a partire dal 1974 (articolo 42 del Dpr 601 del 29 settembre 1973), ha abrogato la possibilità di chiedere l'esenzione a favore delle persone disabili, che saranno quindi tenute a pagare il canone Rai per intero.

Fonte:ilsole24ore.com (Maurizio di Rocco)
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Non approda la tesi dell'esenzione:posto barca con Iva ordinaria


Una locazione assimilabile, per interpretazione Ue, a quella di aree destinate al parcheggio di veicoli
Niente esenzione Iva, applicabile invece nella misura ordinaria del 20%, per la locazione di posti barca; un'operazione da classificare tra le locazioni, più che di beni immobili, di aree destinate al parcheggio di veicoli.
E' la conclusione cui è giunta l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 1/E del 19 gennaio. Conclusione che trova le sue basi in una sentenza della Corte di giustizia.

Il dubbio interpretativo
Proprio una pronuncia dell'organismo europeo - richiamata dalla "nostrana" Corte di cassazione (sentenza 6138/2009) - era stata posta a fondamento della differente interpretazione della questione proposta dall'istante, una società che, nella gestione di due pontili galleggianti presso un porto turistico, procede alla locazione dei posti barca.

La Corte di giustizia, con la sentenza del 25 ottobre 2007 (procedimento C-174/2006) aveva, infatti, esteso il trattamento di esenzione - riservato alle locazioni immobiliari - alle operazioni di concessione di un bene del demanio marittimo, per una durata limitata e dietro corrispettivo, da parte di un ente pubblico a un soggetto privato. Conclusioni riprese dalla Suprema corte che, come anticipato, con la sentenza n. 6138 del 13 marzo 2009, aveva assimilato la concessione di beni demaniali, posta in essere da un ente pubblico economico, a una locazione di terreni. Operazione cui è riservata l'esenzione dall'Iva (articolo 10, comma 1, n. 8, Dpr 633/1972).

Il chiarimento dell'Agenzia
L'Agenzia delle Entrate ha messo in evidenza, in sostanza, l'improprietà dei riferimenti giurisprudenziali: in tema di posti barca, il corretto richiamo da effettuare è alla sentenza del 3 marzo 2005 (causa 428/02) della Corte di giustizia . Una pronuncia con al centro proprio il trattamento Iva applicabile alla locazione, in un porto per imbarcazioni di diporto, sia di posti barca in acqua sia di posti a terra per il rimessaggio invernale. Operazioni queste da ricomprendere nelle "locazioni di aree destinate al parcheggio di veicoli", per le quali tanto la normativa comunitaria (articolo 13, paragrafo B, lettera b), della direttiva n. 388 del 17 maggio 1977, attualmente trasfuso nell'articolo 135, paragrafo 2, lettera b), della direttiva n. 112 del 28 novembre 2006) quanto, in coerenza con quest'ultima, quella interna (articolo 10, n. 8), del Dpr 633/1972) escludono il trattamento di esenzione.

Fonte:nuovofiscooggi.it
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Su Facebook la foto del figlio di 6 mesi con una sigaretta in bocca, bufera sulla mamma


La ragazza, di 18 anni, è stata segnalata alla polizia da alcuni amici virtuali che avevano visto l'immagine sul social network. Gli agenti l'hanno interrogata e hanno appurato che non c'è al momento motivo di preoccupazione per il benessere del bimbo, ma i servizi sociali hanno avviato un'indaginecommenta 0 vota 3 invia stampa
Roma, 19 gen. (Adnkronos Salute/Ign) - Foto shock, su Facebook, di un bimbo di appena sei mesi con una sigaretta in bocca. Una sigaretta spenta, ma tanto è bastato a spingere la polizia e i servizi sociali di una cittadina in Gran Bretagna a indagare sulla mamma del bambino, Rebecca Davey, 18 anni, che aveva postato la fotografia sul suo profilo sul social network.

La foto della polemica, si legge e si vede sul quotidiano britannico 'Daily Mail', ritrae il piccolo Ollie in una tutina a righe, con una sigaretta spenta che pende dalla sua bocca. Alcuni amici virtuali della mamma teenager sono rimasti sconvolti e l'hanno segnalata alla polizia. Gli agenti dell'Essex si sono presentati a casa di Rebecca a Southend, l'hanno interrogata e hanno appurato che non c'è al momento motivo di preoccupazione per il benessere del bimbo.

Anche i servizi sociali hanno avviato un'indagine. La mamma ha tolto la foto incriminata e aggiornato il suo profilo con una dichiarazione d'amore per il piccolo Ollie, fra una pioggia di commenti che l'hanno bocciata senza appello come madre e qualcuno che l'ha difesa.

Fonte:adnkronos.com
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Lavoro; Pronto il software “DiResCo” per chiedere il contributo per le assunzioni


Ieri l’Inps ha diffuso il messaggio numero 1715/2010, mediante il quale ha annunciato che è disponibile sul proprio sito web, tra i servizi online, la nuova procedura telematica denominata “DiResCo”; l’introduzione di tale nuova procedura mira a raccogliere, in un’unica piattaforma, tutte quelle dichiarazioni di responsabilità che sempre più spesso vengono richieste ai datori di lavoro per rendere operative tutta una serie di disposizioni o per poter beneficiare di alcuni incentivi. Attualmente l’applicazione permette di inviare l’autocertificazione necessaria per ottenere gli incentivi collegati alle assunzioni di lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Moratoria mutui: 25 le banche aderenti


La disoccupazione in Italia si è attestata nel 2009 all’8,3 per cento, un tasso elevato ma inferiore dell’1,7 per cento rispetto alla media dei Paesi europei. I giovani al di sotto dei 25 anni senza lavoro sono però il 25,6 per cento: il 2,9 per cento in più di un anno prima e il 5,1 per cento in più della media Ue.

L’innalzamento piuttosto limitato nel numero dei disoccupati in Italia – ha affermato la commissione europea in un comunicato -, in rapporto alla media Ue, è dovuto alle imprese che hanno fatto frequentemente ricorso ai piani contro la disoccupazione e ad alcuni settori, come quello dell’industria automobilistica, che ha ricevuto aiuti massicci. I lavoratori di sesso maschile sono stati più colpiti dalla crisi, soprattutto all’inizio della recessione. Il tasso di disoccupazione maschile ha raggiunto infatti un picco del 7,4 per cento lo scorso novembre, +1,5 per cento rispetto allo stesso mese del 2008.

Chi perde il lavoro sono anche coloro che hanno famiglia e un mutuo alle spalle. Sono 25 le banche che, alla data del 15 gennaio, hanno aderito alla moratoria sui mutui promossa dall’Associazione bancaria italiana per sospendere le rate alle famiglie messe in difficolta’ dalla crisi economica. E’ quanto risulta da un documento sul sito internet dell’Abi. Tra gli istituti aderenti: banca di Piacenza, BancApulia, Banca Popolare di Lajatico e la Banca Etica Adriatica (Eticredito). Mancano le adesioni dei grandi gruppi bancari, ma sembra, come sostiene l’Abi, che molti istituti stiano espletando le procedure per aderire entro il 1 febbraio.

L’Abi inoltre sottolinea che al 30 novembre del 2009 le domande presentate ammontavano, per la precisione, a 84.298 a fronte di richieste di moratoria per finanziamenti in essere pari a complessivi 27,5 miliardi di euro.
e dallo scorso mese di novembre il sistema bancario con il provvedimento della sospensione della quota capitale dei debiti ha lasciato nelle casse delle piccole e medie imprese ben cinque miliardi di euro.

Il sistema bancario ha già accolto positivamente i tre quarti delle richieste ammissibili.

Fonte:bassitassi.com
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Caro-benzina, soluzione a marzo con una legge


Il pressing dei consumatori sul caro-benzina sembra sortire i primi effetti. Sarà la legge sulla concorrenza, a marzo, l'occasione per una riforma del sistema della rete dei carburanti per ridurre il prezzo di benzina e gasolio. Tra le possibili novità la variazione settimanale dei prezzi alla pompa e la tanto invocata razionalizzazione della rete dei distributori con un aumento dei self-service.

Questo quanto emerso dal tavolo al ministero dello sviluppo economico sul tema rovente del prezzo dei carburanti, presieduto dal sottosegretario con delega all'energia Stefano Saglia. «C'è una legge sulla concorrenza annuale che segue la relazione dell'Antitrust e il governo interverrà in quell'occasione», ha detto Saglia. In questo arco di tempo esecutivo e parti interessate proveranno a trovare un accordo per un progetto di riforma strutturale della rete di distribuzione.

Il lavoro di riforma procederà attraverso tavoli separati che si occuperanno delle varie fasi della filiera. L'obiettivo del governo, ha detto Saglia, «è di ridurre nell'arco di tre anni il differenziale con l'Europa di tre-quattro centesimi, che è diventato insopportabile. Non è un annuncio, ma un percorso fondato».

«Abbiamo apprezzato l'iniziativa del sottosegretario Saglia di aprire un confronto in merito alla questione dei prezzi dei carburanti, anche se si prospettano tempi lunghi e difficoltà frapposte dai vari protagonisti della filiera petrolifera», hanno affermato in una nota congiunta Federconsumatori e Adusbef. «Noi siamo comunque determinati a portare avanti le proposte avanzate in tale sede, che da tempo sosteniamo, all'insegna di una maggiore trasparenza, chiarezza e per una riduzione dei prezzi per gli automobilisti».

Paolo Landi, di Adiconsum, ha sottolineato che «fra le proposte annunciate dal sottosegretario ci sono la variazione settimanale e non più giornaliera dei prezzi alla pompa, l'aumento dei self-service e degli orari di servizio (almeno per i distributori non oil), la razionalizzazione della rete con più distributori gpl e metano e meno dedicati a benzina e gasolio. Ribadita l'esigenza di una maggiore informazione, con l'esposizione dei prezzi sui totem e la promozione di un servizio di ricezione dei prezzi sugli apparecchi satellitari. Adiconsum ha apprezzato le proposte chiedendo che diventino immediatamente provvedimenti».

L'incontro al ministero «è andato bene, è stato positivo» anche per i petrolieri. Così, il presidente dell'Unione Petrolifera, Pasquale De Vita. L'Unione Petrolifera ha illustrato, nel corso dell'incontro, le sue proposte per la riforma della rete di distribuzione dei carburanti, che permetta «nell'ambito di un biennio una riduzione dei costi del sistema distributivo puntando sulla maggiore efficienza».

Le proposte dell'Up riguardano, in particolare, una riduzione del numero di punti vendita (cinquemila-seimila impianti), lo sviluppo dell'utilizzo del self service attraverso norme di legge che facilitino tali modalità superando i vincoli locali, la liberalizzazione di orari e turni, l'integrazione di nuovi modelli di rapporti contrattuali tra compagnie e gestori e infine la liberalizzazione della rivendita di prodotti «di monopolio», come tabacchi, giornali e farmaci di prima necessità. «Il cambiamento deve essere anche culturale - ha sottolineato De Vita - gli italiani devono anche rinunciare alla comodità del distributore sotto casa».

Intanto anche oggi sono andati avanti sulla rete carburanti i cali dei prezzi che si susseguono ormai da venerdì grazie alla correzione del prezzo del greggio. Dopo che ieri si è mosso Agip, oggi, stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, si muovono Api/IP, Erg, Q8, Shell, Tamoil e Total. Sul gasolio Api/IP, Erg, Q8, Tamoil e Total si attestano a 1,189 euro/litro (con ribassi tra i 2 e i 10 millesimi e Shell a 1,195), mentre sulla benzina si va dagli 1,339 euro/litro di Erg agli 1,357 euro/litro di Shell (con ribassi tra i 5 e i 10 millesimi). Tre compagnie (Erg, Esso e Q8) fanno meglio di Agip sulla benzina, mentre sul gasolio il miglior prezzo è ancora quello del Cane a sei zampe. Ieri il mercato dei prodotti raffinati del Mediterraneo ha chiuso con un lieve ribasso per quanto riguarda il prezzo del gasolio mentre quello della benzina è invariato. (Al.An.)

Fonte:ilsole24ore.com
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Contratti di locazione: vantaggi della registrazione online


Accanto alla tradizionale modalità di registrazione dei contratti di locazione è stata recentemente introdotta la cosiddetta registrazione online, attraverso l’utilizzo di uno specifico servizio messo a disposizione dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come già riferito in un precedente post, la registrazione del contratto online può avvenire con due modalità diverse: attraverso il software “contratti di locazione” oppure utilizzando il servizio “locazione web” fornito dallo stesso sito dell’Agenzia delle Entrate.

Recentemente è stata rilasciata anche una nuova versione del software “contratti di locazioni“, il cui aggiornamento si è reso necessario necessario a causa della variazione del tasso legale di interessi fissato all’1% dal 1 gennaio 2010.

Il software, utilizzabile da chiunque (privati cittadini, liberi professionisti, società, artigiani, ect.), è composto da due parti: una prima dedicata alla registrazione telematica dei contratti, una seconda ai pagamenti successivi alla registrazione.

La prima consente di compilare i contratti di locazione e affitto di beni immobili e di fondi rustici e conseguentemente di effettuare il pagamento delle imposte relative alla prima registrazione.
La seconda, invece, di pagare le imposte di registro, di bollo ed eventuali interessi e sanzioni per le annualità successive alla prima.

Il software calcola automaticamente le imposte da versare, sulla base dei dati inseriti; prima di trasmettere il file, è possibile modificare dato.

La procedura telematica ha riscosso un discreto successo sin dalla sua introduzione e rappresenta una occasione per tutti i contribuenti, in particolar modo per le piccole e medi imprese che, attraverso un sistema veloce ed intuitivo, possono risparmiare lunghe file presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Prestiamoci: il social landing che funziona. Pensiamoci…


Non esiste da molto, specialmente in Italia (dove è approdato, per affermarsi ben presto, nel 2009). Eppure il social landing si sta diffondendo con una velocità impressionante, e promette di potersi trasformare ben presto nella nuova frontiera del prestito. La pratica funziona basandosi sulle dinamiche che abbiamo scoperto potersi innescare così efficacemente attraverso internet: c’è una piattaforma di condivisione, c’è un’offerta e c’è una domanda corrispondente, in questo caso di denaro da prestare; questi ultimi due soggetti si incontrano, come avviene per il file sharing, e il loro rapporto è ridotto al minimo, dato che c’è un istituto che si pone come intermediario. La realtà è in crescita esponenziale, come dimostrano i numeri di Prestiamoci.

Come leggiamo nell’ultimo comunicato stampa del gruppo, “I numeri suscitano reazioni diverse”. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, ma Prestiamoci li pone sul tavolo in modo da rendere più viva l’immagine: “Per alcuni sono geroglifici noiosi atti solamente a complicare l’esistenza, per altri rappresentano l’ordine supremo e sono portatori di un sentimento insindacabile di realtà”. La realtà, come sempre avviene, si colloca a metà del guado: non possono bastare i numeri per indicarci la buona riuscita di un progetto, ma non possiamo nemmeno esimerci dal tenerli in considerazione…

Restano, tirate le somme, i fatti. Fatti che in questo caso dicono di una crescita significativa, a soli 3 mesi dal lancio, per il progetto di Prestiamoci: 786 sono gli iscritti alla community, e di questi i richiedenti (un prestito) sono stati 184, a fronte di 57 individui ce si sono offerti di fare i prestatori. Sono già 10, poi, i progetti in corso di finanziamento, 11.500 le visite al sito più un numero di svariati amici attratti nella rete, anche solo per un contatto di conoscenza (e chissà che in futuro non possa sfociare in qualche forma di collaborazione…), attraverso i principali social network. A detta degli amici di Prestiamoci, “Questi numeri dimostrano che stiamo andando nella direzione giusta, felici di sentirci parte attiva di un’evoluzione che sta scardinando modelli obsoleti”. Prestiamoci: pensiamoci!
Fonte:bassitassi.com (Moreno)
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Garanzia pc, cellulari e prodotti elettronici acquistati in catene informatiche. Indagine Antitrust


L’Antitrust contro sette grandi aziende commerciale di prodotti hi-tech. I procedimenti sono stati avviati dopo diverse segnalazioni inviate dai consumatori, per cui l'Antitrust dovrà accertare se le aziende abbiano agito correttamente nell'informare i consumatori in merito ai diversi tipi di garanzia disponibili sui prodotti: quella legale della durata di due anni e quella aggiuntiva offerta a pagamento.

Le istruttorie avranno, inoltre, il compito di verificare se le imprese abbiano correttamente riconosciuto ai consumatori l'esercizio della garanzia legale e il diritto di recesso. Le imprese in questione sono: Mediamarket (operante con il marchio Mediaworld), Unieuro, SGM Distribuzione (operante con il marchio MarcoPoloExpert), Euronics, Nova (marchio Euronics), DPS Group e DML (marchio Trony), accusate di ‘comportamenti commerciali scorretti’ nei confronti dei clienti.

Secondo quanto denunciato dai consumatori, alcuni hanno lamentato di avere ricevuto indicazioni insufficienti o fuorvianti sulle condizioni e le modalità di esercizio del diritto alla sostituzione, altri, invece, hanno avuto difficoltà nel ricevere assistenza ai problemi riscontrati in alcuni prodotti acquistati.

Tocca ora, dunque, all’Antitrust verificare eventuali comportamenti scorretti da parte del personale delle imprese citate ed eventualmente sostenere le lamentele dei clienti.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Cassazione: scattano le manette per i genitori bacchettoni! Anche un solo schiaffo dato al figlio è reato


La Cassazione ha detto stop ai metodi educativi da bacchettoni. Ed avverte i genitori: basta un solo schiaffo dato al figlio per far scattare le manette. La decisione è della quinta sezione penale della Corte che fa notare come anche l'isolato ceffone ''quando sia vibrato con tale violenza da cagionare pericolo di malattia e' sufficiente a fare avverare l'ipotesi criminosa prevista dall'art. 571 c.p.'' relativa all'abuso dei mezzi di correzione. Mamma e papà dunque sono avvertiti. Tenete le mani a posto. E i giudici di piazza Cavour ricordano, a chi è abituato ad usare le mani con i figli, che lo stesso reato puo' essere applicato anche ''in presenza della pratica di lievi percosse'' come i calci nel sedere e con le ''tirate di capelli''. Sulla scorta di tale principio la Corte (sentenza n. 2100/2010) ha confermato una condanna per abuso dei mezzi di correzione inflitta dai giudici di merito ad un padre che era abituato a riprendere i suoi due figli con schiaffi e calci nel sedere. Già la Corte d'Appello di Bologna nel condannare il padre manesco aveva affermato che il reato previsto dall'art. 571 c.p. sussiste anche in presenza di un solo episodio.

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
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Imprese Hi-Tech, costi e tasse in aumento con l’Equo compenso SIAE


Il 2010 è iniziato sotto pessimi auspici per le imprese Hi-Tech che producono terminali elettronici in grado di fungere da memorie di massa. Come ormai tristemente noto, la tecnologia sta per essere “tassata” a causa del decreto del Governo che impone un contributo per ogni prodotto di tipo storage. A pagare il cosiddetto equo compenso saranno le imprese italiane (e a cascata i consumatori finali) mentre a incassare sarà la SIAE, la Società Italiana degli Autori e degli Editori.

Il decreto, firmato lo scorso 30 dicembre dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi, è chiaro: …ritenuto di dover determinare il compenso per la riproduzione privata ad uso personale… e rilevata l’importanza che, nello sviluppo tecnologico, hanno assunto le così dette memorie, ormai presenti di fatto, in qualsiasi apparato… è stabilita la determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi.

Fino ad oggi la tassa ha colpito videoregistratori, masterizzatori, cd e dvd vergini. Nel mirino del Fisco adesso finiranno computer, pen-drive, telefonini, decoder e tutti i supporti dotati di memoria. In questo modo la SIAE passerà da un equo compenso di 70 milioni a circa 300 milioni (cifra destinata a crescere visto l’aumento della richiesta di prodotti hi-tech da parte dei consumatori finali).

Gli importi delle tasse sarebbero in linea con quelle stabilite dagli altri Paesi europei. Si va dai 10 centesimi di euro per una pen-drive ai 22 centesimi di euro per ogni ora di registrazione dei cd audio, dai 41 centesimi ogni 4,7 gb per i DVD ai 9,66 euro per un lettore mp3.
Per un cellulare la tassa ammonterà a 90 centesimi mentre per un decoder può arrivare anche a 29 euro.

Inutile dire che i consumatori sono allarmati, a dir poco. Ed anche le aziende non ci stanno, big in primis.

Le associazioni dei consumatori, poi, sono sul piede di guerra, nessuna esclusa.
Giusto per citare qualche dato significativo, Altroconsumo ha già stimato un esborso di 100 euro a famiglia in più.

Tutto fuorché una spinta ai consumi per rilanciare l’economia nel post-crisi, senza contare che il decreto invece di sostenere la tecnologia (pur nascendo con il nobile fine di tutelare il diritto d’autore) finisce per fargli lo sgambetto penalizzando gli investimenti nella produzione tecnologica.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Fondo nuovi nati, le banche che aderiscono


E' disponibile l'elenco delle banche che aderiscono al fondo di garanzia per i nuovi nati. Da domani partirà anche la campagna di comunicazione che sarà trasmessa da radio e Tv oltre ad un sito web ad hoc che fornirà informazioni ai genitori che vogliano aderire. Si tratta di un prestito garantito di 5 mila euro a tassi agevolati che possono richiedere tutte le famiglie che hanno un bambino nato o adottato nel 2009, nel 2010 e anche nel 2011. L'iniziativa, lanciata con il decreto anticrisi per favorire l'accesso al credito da parte delle famiglie, è diventata operativa. con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento di attuazione e la firma del protocollo d'Intesa tra il sottosegretario alla Politiche della famiglia, Carlo Giovanardi, e l'Abi, l'Associazione Bancaria Italiana. Successivamente sono state firmate le singole convenzioni con le banche e intermediari finanziari che hanno aderito all'iniziativa.

L'adesione da parte delle banche al protocollo d'Intesa è facoltativa e - nonostante il prestito sia a rischio pressocchè nullo per le banche - la concessione del prestito sarà valutata autonomamente dagli intermediari finanziari.

Fonte:helpconsumatori.it
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Lavoratore imprudente? Niente risarcimento danni in caso di infortunio


La Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoratore addetto all'uso di macchinari pericolosi ha il dovere di prestare particolare attenzione giacchè un comportamento imprudente potrebbe eslcudere, in caso di danni, il diritto al risarcimento del danno. Il comportamento colposo del danneggiato, infatti, annota la Corte (Sentenza n. 25/2010) potrebbe essere considerato da solo idoneo a determinare l'evento configurando in tal caso quel "caso fortuito" che ha effetti liberatori nei confronti del proprietario dell'impianto con la conseguenza che può essere escluso il risarcimento del danno. In sostanza il fatto che il lavoratore abbia compiuto movimenti incauti può essere sufficiente a superare la presunzione di responsabilità di cui all'art. 2050 del codice civile. Nella parte motiva della sentenza la Corte richiama anche una precedente sentenza (la numero 5839/2007) in cui aveva già affermato che "con riguardo all’esercizio di attività pericolosa, [...] anche nell’ipotesi in cui l’esercente non abbia adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno, [...] la causa efficiente sopravvenuta, che abbia i requisiti del caso fortuito e sia idonea [...] a causare da sola l’evento, recide il nesso eziologico tra quest’ultimo e l’attività pericolosa, producendo effetti liberatori, e ciò anche quando sia attribuibile al fatto di un terzo o del danneggiato stesso".

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
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Tasse, per pagare il Fisco lavoriamo quattro ore al giorno


Il Fisco? Aspettando la riforma, per gran parte del 2010 continuerà a camminarci fianco a fianco. E sembra difficile scrollarcelo di dosso perché i conti pubblici non sembrano consentire il tanto atteso taglio delle tasse. Nel 2010 un impiegato di buon livello con moglie e figlio a carico dovrà lavorare un giorno in più per pagare tasse e contributi. Il «Tax Freedom Day», il giorno della liberazione fiscale slitta, infatti, al 23 giugno, mentre nel 2009 la campanella era suonata il 22 giugno. La corvée fiscale del 2010 durerà, quindi, 173 interminabili giornate, pari a una pressione tributaria che supera il 47%. È quasi un record storico di questa classifica (negativa) che il Corriere stila dal 1990. Solo nel 2000 era andata peggio.

NOSTALGIA - Vent’anni dopo la prima elaborazione non si può non provare nostalgia per il 1990 quando già dall’8 giugno si poteva cominciare a lavorare per se stessi e per la propria famiglia perché l’appetito del fisco era già stato ampiamente sfamato. Da allora la strada è quasi sempre stata in salita, con qualche temporanea discesa. Il decennio che si è appena chiuso non è certo da ricordare visto che il Tax Freedom Day è rimasto stabilmente tra il 20 e il 23 giugno. Speriamo, quindi, nel prossimo. Non può sorridere nemmeno l'altro contribuente che CorrierEconomia, con l'aiuto dell’Ufficio studi dell’Associazione artigiani di Mestre, utilizza per calcolare il giorno della liberazione fiscale. È un operaio che guadagna 22.753 euro e che si libererà dal giogo delle tasse prima dell’impiegato, il 5 maggio, sempre, però, con 24 ore di ritardo sul 2009. In salita

IN SALITA - La pressione tributaria, insomma, è aumentata ulteriormente, anche se non ci sono state modifiche peggiorative nel nostro sistema tributario. Lo spostamento in avanti del «Tax Freedom Day» è quasi tutto imputabile, infatti, alla progressività delle imposte sui redditi: la retribuzione è salita (+3,1% sul 2009), ma è aumentata anche l'incidenza dell’Irpef perché gli aumenti in busta paga vengono tassati tutti con l’aliquota marginale, la più elevata (il 27% per l’operaio, il 38% per l’impiegato). Facendo così salire l’aliquota media: dal 24,3% al 24,9% per l'impiegato, dall’11,2% all’11,8% per l’operaio. Lo spostamento in avanti del giorno di liberazione fiscale è un fatto fisiologico in assenza di una manutenzione dell’Irpef che tenga conto dell’inflazione aggiornando i vari scaglioni e l’importo delle detrazioni.

TENORE DI VITA - Si pagheranno maggiori tasse. Ma questo non vuol dire automaticamente che gli italiani stiano peggio di un anno fa. Al netto del prelievo fiscale, infatti, c’è un lieve aumento del reddito disponibile perché le retribuzioni saliranno più dei prezzi, almeno secondo le statistiche ufficiali (+1,5% in base alla relazione previsionale e programmata del governo) sulle quali si basa la nostra elaborazione. Così, dopo aver pagato tutte le imposte, e sostenuto la spesa per mantenere la propria famiglia, il reddito disponibile aumenta rispettivamente di 179 euro per l'operaio e di 226 euro per l'impiegato. Italiani un po’ più ricchi. Ma purtroppo anche il Fisco incrementerà il suo bottino. Nel calcolare il «Tax Freedom Day» del 2010, è stato rifatto il bilancio 2009 tenendo conto dei dati definitivi, e non di quelli previsionali utilizzati un anno fa. E qui le cose sono andate meglio del previsto. A consuntivo, nel 2009 si è lavorato per il fisco un giorno in meno rispetto a quanto preventivato a inizio anno: la campanella della liberazione fiscale è suonata il 22 giugno per l’impiegato e il 4 maggio per l’operaio, invece del 23 giugno e del 5 maggio. Il miglioramento è dovuto a due fattori: le retribuzioni medie sono aumentate leggermente di più rispetto alle previsioni (3,5% contro il 3,4%). Ma il contributo maggiore è dovuto alla frenata dell’inflazione: nel 2009 i prezzi sono cresciuti dello 0,8%, le stime davano un +2%. Gli stipendi sono stati aumentati del 3,1%. L’inflazione è stimata all’1,5%. I due contribuenti risiedono in Lombardia. L'addizionale comunale è quella media: 0,348%.

GLI AUSPICI - Il 2010, insomma, non è iniziato bene, ma potrebbe continuare meglio se verrà varato almeno un anticipo di riforma fiscale. Anche se il sistema delle due aliquote appare difficile da applicare basterebbe tornare alla curva Irpef degli anni 2001/2006 per sentirsi un po’ più liberi. A patto, però, che non aumentino le imposte sui consumi, l’Iva in particolare, per compensare in parte il taglio dell’Irpef. Le imposte sui consumi incidono, infatti, in misura consistente sul budget familiare: per pagarle nel 2010 bisogna faticare per 53 giorni. Lavorare meno per l’Irpef e di più per l’Iva non sembra essere un grande affare.

Fonte:corriere.it (Massimo Fracaro e Andrea Vavolo)
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Brunetta: "Pec per tutti da febbraio, ma i professionisti sono già in ritardo"


E' dai microfoni di Rtl, durante il consueto appuntamento "Brunetta della domenica", che il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione ha spiegato come, durante questa settimana, verrà fatto l'annuncio del provider scelto per la Posta Elettronica Certificata. Ciò consentirà a tutti i cittadini di attivare il proprio account Pec, creato per semplificare il sistema di comunicazione con la PA.
Dal prossimo mese, quindi, da febbraio 2010 la Posta Elettronica Certificata potrà essere una realtà per la popolazione.
Durante l'intervista con il giornalista Andrea Pamparana, Brunetta ha colto l'occasione per richiamare i professionisti, che avrebbero dovuto attivare il proprio account di Pec entro il 28 novembre 2009. Considerando l'alto numero di professionisti inadempienti, il ministro ha bacchettato quindi gli ordini professionali, manchevoli nell'aver applicato la legge.
"Diamoci tutti una regolata, per favore, a partire dai ministri, dai giornalisti, dagli ordini professionali, dall'Agenzia delle Entrate.." ha esortato Brunetta.
Intanto iniziano le prime polemiche: Massimo Penco, presidente di "Cittadini di Internet", ha sottolineato la differenza fra le previsioni e i risultati autentici dell'applicazione della legge sulla Posta Elettronica Certificata.
Penco ha ricordato come, in linea con quanto preventivamente affermato da "Cittadini di Internet", l'indagine conoscitiva sull'attuazione della Pec realizzata dall'associazione, consultabile sul sito ufficiale, ha messo come solo una minima parte degli enti intervistati ha adempito alla legge.

Fonte:impresacity.it
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Truffe carte di credito: consigli FS per acquisto biglietti


I clienti di Trenitalia che devono acquistare i biglietti devono sempre rivolgersi ai canali ufficiali delle Ferrovie dello Stato, ovverosia il sito Internet, le biglietterie delle stazioni, quelle self service nonché le agenzie di viaggio autorizzate ed il call center. Questo per evitare di incappare nelle truffe, con conseguenze gravi anche e soprattutto quando si va a pagare con la carta di credito; le raccomandazioni al riguardo sono state ribadite da Trenitalia dopo che le FS nei giorni scorsi hanno smascherato due truffatori che, nell’ambito dell’azione di lotta e di contrasto alle frodi informatiche ed alle truffe telematiche da parte della società di trasporto ferroviario, avevano acquistato dei biglietti utilizzando delle carte di credito clonate. In particolare, i due episodi si sono verificati presso la stazione di Napoli Centrale, a carico di un nigeriano, e presso la stazione di Roma Termini, a carico di un senegalese.

Le Ferrovie dello Stato, operando in stretta collaborazione con la Polizia Ferroviaria ed il colosso delle carte di credito American Express, hanno smascherato il senegalese che era a bordo del treno Frecciarossa Napoli – Roma con un biglietto acquistato con la carta di credito clonata; ai fini della prevenzione e della rilevazione delle truffe telematiche, le Ferrovie dello Stato portano avanti la loro azione di contrasto ai fenomeni di reato avvalendosi dei sistemi informatici di Trenitalia.

Per questo le FS sconsigliano tassativamente ai passeggeri di Trenitalia di acquistare i ticket al di fuori dei canali ufficiali di vendita non solo con la carta di credito, ma anche con qualsiasi altra modalità per evitare di incappare in delle transazioni illecite. La stessa attenzione deve essere riposta, sempre, per ogni tipo di acquisto, anche per l’utilizzo del Bancomat, tenendo separato il PIN dalla carta e provvedendo a bloccarla con tempestività in caso di furto o di smarrimento unitamente poi alla presentazione di una denuncia finalizzata all’ottenimento di un duplicato.

Fonte:bassitassi.com
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