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News e Fax > Archivio 2011 > Maggio 2011
Elenco news :
Finanziamenti PMI: Abi e Ance insieme per il credito
Estate 2011, partirà solo il 38,5% degli italiani. Rispetto al 2010 aumenti medi del 4%
Mansioni e inquadramento del lavoratore: quando possono cambiare
Basilea 3, buone proposte per le PMI
Apple: attacchi 'malware' contro Mac
Piano controlli 2011: nel mirino, "recidivi" e situazioni a rischio
Traghetti per la Sardegna: conserva i biglietti. Occhio alle offerte fantasma
Aree depresse; Risorse aggiuntive per lo sviluppo
Cassazione: no al risarcimento per infortunio sul lavoro se ci si allontana dalla postazione per motivi estranei al servizio
Studio in affitto? Niente IRAP per il professionista
Abi, tornano a crescere prestiti bancari a imprese e famiglie
Unico 2011 proroga
Incentivi fotovoltaico, al via dal 1° giugno. CTCU: per nuovi impianti si abbassano del 22%
Prestiti, uomini li chiedono per i cellulari e le donne per gli studi propri o dei figli
Apprendistato; Stop della Cgil al decreto
Class Action contro la Rai: violazione del contratto di servizio pubblico
Detrazioni mutui, bonus 55% e 36% Unico 2011 e 730. Nuove istruzioni Agenzia Entrate
Casper: federalismo fiscale sarà stangata per automobilisti
Buoni Lavoro in agricoltura, l'Impegno del Ministro
Lavoro; Bonus assunzioni paga metà dello stipendio lordo
Formazione; Un'opportunuità per le Pmi
Multe non valide per la Cassazione se manca la presenza costante dell'organo di polizia
Spese mediche 730 2011: detrazioni. Novità e documenti richiesti
Detassazione su incrementi di produttività 2011
Internet. Aruba indennizzerà i clienti danneggiati dal blocco del 29 aprile
Lavoro flessibile: il part time lo decide il datore di lavoro
Agenzia Entrate: più tempo per versamenti e 730
Cassazione: stop alle tesi di laurea copiate da internet
Lavoro famiglia: contributi alle aziende dal 18 maggio
Mutuo per l’abitazione principale: detrazione ok con “accollo interno”
Finanziamenti PMI: Abi e Ance insieme per il credito
Considerando che nel settore dell‘edilizia in Italia la congiuntura economica, così come l’economia italiana nel suo complesso, risulta essere ancora particolarmente delicata, Paolo Buzzetti, presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) da un lato, e Giuseppe Mussari, Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) dall’altro, hanno siglato un accordo congiunto finalizzato a favorire l’accesso al credito alle aziende del comparto. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata proprio l’Associazione Bancaria Italiana nel precisare come l’accordo, al fine di sviluppare e rafforzare ulteriormente il rapporto banca-impresa, preveda l’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto tra l’ABI e l’ANCE che, analizzando e valutando proprio la dinamica legata al rapporto tra banche ed imprese, punti a risolvere i problemi di liquidità delle aziende delle costruzioni.
Inoltre, sempre nell’ottica banca-imprese, ed in particolare per l’aumento della conoscenza reciproca, il gruppo di lavoro svilupperà delle linee guida legate all’istruttoria dei finanziamenti per le imprese delle costruzioni unitamente ai criteri di base legati alle valutazioni delle operazioni che gli Istituti di credito fanno nel concedere i finanziamenti.
Inoltre, in una fase come quella attuale caratterizzata dalle difficoltà delle imprese di costruzione in merito ai crediti vantanti nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche, il protocollo d’intesa mira ad affrontare il problema approfondendo alcuni argomenti specifici in materia. In particolare, si svilupperanno procedure per lo smobilizzo dei crediti verso la PA che siano non solo rapide ed efficaci, ma anche economiche.
Inoltre, recita altresì una nota emessa in data odierna dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), saranno affrontate e messe a punto proposte per garantire la diffusione del project financing ma anche di tutte le altre forme innovative di investimento di natura infrastrutturale con partnership mista pubblico/privato. D’altronde sostenere l’edilizia ed il settore delle costruzioni, per quel che riguarda gli investimenti, significa direttamente e indirettamente dare slancio al settore immobiliare ma anche generare effetti positivi sulla domanda di mutui per l’acquisto di case da parte delle famiglie.
Fonte:bassitassi.com (Fil)
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Estate 2011, partirà solo il 38,5% degli italiani. Rispetto al 2010 aumenti medi del 4%
Anche per quest'anno gli italiani preferiranno le vacanze "mordi e fuggi" e low cost a causa del continuo aumento di prezzi e tariffe che sta erodendo da tempo il potere d'acquisto delle famiglie. A partire sarà, infatti, meno del 40% degli italiani, il 38,5% secondo le stime dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Oltre la metà dei futuri vacanzieri sceglierà una meta costiera e per una tradizionale vacanza al mare di una settimana per una famiglia di 4 persone che viaggia in auto, si spenderà in media il 4% in più rispetto all'anno scorso.
Nel 2010, infatti, si sono spesi circa 3.348 euro e quest'anno ne serviranno oltre 100 in più (3.469,90 euro). A pesare sono soprattutto i rincari dovuti all'aumento del costo dei carburanti, dei pedaggi autostradali, ma anche delle spese alimentari e degli stabilimenti balneari. Secondo i dati dell'O.N.F. dal 2009 le spese per un viaggio in auto (solo per il trasporto) sono aumentate del 9%, tra gli aumenti dei carburanti, dei pedaggi autostradali e dell'autogrill. Aumenti del 4% per gli stabilimenti balneari, dell'8% per le escursioni e del 2% per una cena al ristorante.
Federconsumatori fornisce a chi sta per partire una serie di consigli utili per risparmiare:
munirsi dell'elenco delle "pompe bianche" (i distributori indipendenti), che è possibile scaricare gratuitamente dalla homepage del sito Federconsumatori, e grazie alle quali è possibile risparmiare, in media, 6-8 centesimi al litro sul prezzo dei carburanti;
verificare se nel costo dell'albergo è compreso anche l'accesso alla spiaggia comprensivo dell'utilizzo dell'ombrellone e dei lettini, o se la struttura alberghiera è convenzionata con qualche stabilimento;
mettere in valigia prodotti indispensabili come ad esempio creme idratanti, abbronzanti, repellenti per zanzare, macchine fotografiche, batterie e schede sd. E' meglio acquistate tali prodotti nei negozi di fiducia: evitando di acquistarli presso le località turistiche si può risparmiare anche oltre il 20%.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Mansioni e inquadramento del lavoratore: quando possono cambiare
Il datore di lavoro è tenuto a indicare, all’atto dell’assunzione, le mansioni che rappresentano l’oggetto della prestazione lavorativa. In relazione alle mansioni vengono quindi stabilite qualifiche e categorie.
Le mansioni assegnate dall’imprenditore possono mutare con il consenso del lavoratore o per decisione unilaterale del datore di lavoro, in virtù del potere di determinare la struttura dell’organizzazione aziendale.
Il mutamento senza consenso può avvenire anche senza il consenso del lavoratore ma con alcuni limiti.
E’ possibile adibire il lavoratore a mansioni:
a) equivalenti alle ultime effettivamente svolte, con pari trattamento retributivo.
Il concetto di equivalenza va inteso in senso professionale, nel senso cioè che le nuove mansioni devono consentire il perfezionamento delle esperienze, nozioni, già acquisite dal lavoratore;
b) mansioni superiori; in questo caso, il prestatore ha diritto al trattamento economico e normativo corrispondente alla nuova attività svolta, mentre l’assegnazione alle mansioni superiori diventa definitiva dopo un periodo fissato dai contratti collettivi.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Basilea 3, buone proposte per le PMI
Antonio Tajani, Commissario Europeo Vice presidente della Commissione per i Trasporti, esprime un parere molto positivo relativamente all’approccio che le associazioni di categoria stanno tenendo rispetto al tema del regolamento Basilea e ai consigli di aggiustamento per le PMI: “Giudico molto positivamente il fatto che per la prima volta tanto le associazioni che rappresentano le imprese italiane quanto quella che rappresenta le banche abbiano definito una posizione comune sul modo di affrontare la nuova normativa in gestazione relativa all'accordo Basilea tre e che ci abbiano sottoposto delle proposte atte a non penalizzare le piccole e medie imprese, che mi sembrano molto ragionevoli”.
Pur senza esprimere valutazioni di merito (che naturalmente spettano al commissario per il mercato interno Barnier), Tajani si è dimostrato sensibile ai problemi dell'accesso al credito delle Piccole e Medie Imprese del nostro Paese, un segnale di attenzione che risponde alla preoccupazione comune di aziende e banche, ovvero il timore che l’applicazione del nuovo accordo interbancario se non fosse sufficientemente calibrato per le piccole imprese potrebbe ulteriormente ridurre la disponibilità del credito, già al momento tasto dolente del nostro sistema.
La completa entrata a regime dell'accordo sarà il 2019, tuttavia la prudenza “anticipata” delle banche deriva dal fatto che a regime Basilea III porta il requisito minimo patrimoniale complessivo degli istituti in modo indifferenziato per tutti i portafogli, dall'8% al 10,5%. Questo genera naturalmente in capo agli Istituti di credito un aggravio patrimoniale che deriverebbe anche ai prestiti alle piccole e medie imprese.
La proposta congiunta presentata martedì alla Commissione Ue dalle varie associazioni imprenditoriali italiane e dell'industria bancaria, prevede l’introduzione nell’accordo di una clausola correttiva, un "balancing factor" da applicare nel calcolo complessivo degli attivi ponderati per il rischio verso le piccole e medie imprese, che sia in grado di riequilibrare quell'incremento quantitativo dei requisiti patrimoniali. Applicando il nuovo coefficiente proposto, che dovrebbe essere pari al 76,19% nella formula per il calcolo dei cosiddetti risk weighted assets, la banca non sarebbe più costretta ad aumentare di quasi il 30 per cento rispetto a quanto fa oggi l'assorbimento di capitale necessario a fronte di un credito a una piccola e media impresa, quindi il rischio di una riduzione del credito disponibile per le PMI sarebbe azzerato. Naturalmente se questa proposta dovesse essere accettata e entrasse in vigore dal 2013 ciò implicherebbe che la prudenza delle banche sarebbe immediatamente mitigata.
Fonte:i-dome.com
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Apple: attacchi 'malware' contro Mac
'Mac Defender' o 'Mac Security', con questi 2 nomi si presenta quella che potrebbe essere una delle prime vere insidie informatiche per il mondo dei Mac, che finora e' rimasto relativamente indenne da virus e 'malware'.Secondo il gruppo editoriale informatico Usa ZDNet, dal 30/4 sono salite le richieste di assistenza contro questo attacco 'malware', ad AppleCare, la struttura di supporto degli utenti della Apple, sono cresciute sostanzialmente negli Usa.Ma finora nessuna conferma da Cupertino.
Fonte:ansa.it
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Piano controlli 2011: nel mirino, "recidivi" e situazioni a rischio
Accertamenti concentrati soltanto dove ce n'è veramente bisogno. Tutoraggio per 2mila imprese
Raggiunti gli obiettivi 2010, quest'anno vanno sfruttati i margini ancora a disposizione per ulteriori miglioramenti. Con la circolare 21/E del 18 maggio, l'Agenzia fornisce ai propri uffici le indicazioni per ottimizzare le attività di prevenzione e contrasto all'evasione. Prima di tutto: affinare l'analisi del rischio, affinché l'attenzione cada su posizioni realmente caratterizzate da un alto quoziente di pericolosità. Una valutazione del rischio inappropriata può, infatti, portare a contestazioni che non pagano lo sforzo messo in campo; l'indirizzo è focalizzare l'analisi sui comportamenti evasivi che, per loro natura, si prestano ad essere sistematicamente reiterati (ad esempio, l'omessa contabilizzazione di una parte dei ricavi conseguiti).
È la prima delle linee strategiche antievasione indicate nella consueta circolare di indirizzo comunicata alle strutture locali delle Entrate (direzioni regionali e provinciali), chiamate a gestire in prima persona le attività di controllo, in considerazione del fatto che, nel 2011, è entrata a regime la riorganizzazione dell'Agenzia iniziata nel 2009. L'appello è, dunque, rivolto in particolare ai direttori Provinciali che devono potenziare i rapporti di collaborazione tra i responsabili degli uffici Controllo e Territoriali, perché si realizzi una condotta condivisa e unitaria delle attività in questione, mettendo a frutto la conoscenza della realtà "fiscale" del territorio di competenza.
Il documento di prassi, che conferma per grandi linee gli indirizzi forniti con le omologhe circolari 13/2009 e 20/2010, è suddiviso come sempre in due grandi capitoli, "attività specifiche" e "attività trasversali".
Attività specifiche
Analizziamo, in sintesi, le nuove "specificità" relative alle diverse categorie di contribuenti, a cui corrispondono differenti indirizzi operativi.
Grandi contribuenti
Novità normative a parte, che di per sé impattano sulle modalità di effettuazione dei controlli (si pensi agli oneri documentali nell'ambito della disciplina del transfer pricing oppure agli accertamenti "unici" per le società in regime di consolidato fiscale), si amplia la platea dei soggetti sottoposti a "tutoraggio". L'asticella dei grandi contribuenti è stata, infatti, abbassata con il provvedimento del direttore del 20 dicembre 2010, attraendo tutte le imprese che nel 2009 hanno registrato un volume d'affari (o un ammontare di ricavi) non inferiore a 150 milioni di euro (nel 2010, il limite era fissato a 200 milioni per il 2008).
Tra i parametri da utilizzare per la valutazione dell'intensità di rischio, c'è quello della verifica del rispetto della soluzione interpretativa indicata dall'Agenzia in sede di risposta alle istanze di interpello.
Imprese di medie dimensioni
L'analisi del rischio è il punto di partenza anche per le imprese di medie dimensioni. L'ulteriore scrematura dei soggetti da controllare (va ricordato che, sulla base del Dl 78/2010, vanno elaborati piani di intervento che riguardino almeno un quinto della "popolazione") andrà effettuata, a parità di rischio, sulla base dell'assenza di controlli negli ultimi quattro anni e, al contrario, sulla presenza di perdite "sistemiche".
Un'attenzione particolare andrà riservata al controllo del corretto adempimento degli obblighi in materia di Iva, interna e internazionale.
Imprese di minori dimensioni e lavoratori autonomi
Tenendo ferme le indicazioni già fornite con le circolari 13/2009 e 20/2010, il vademecum di quest'anno prescrive di:
destinare una quota crescente di controlli ai lavoratori autonomi, sfruttando le indagini finanziarie quale modalità istruttoria
indirizzare gli accessi brevi, prevalentemente, alla verifica della veridicità dei dati dichiarati ai fini dell'applicazione degli studi di settore, del rispetto degli "obblighi strumentali" e della regolarità del personale impiegato
fatti salvi specifici indizi di evasione che facciano "saltare" la regola, suddividere le verifiche su 2008 e 2009 fra primo e secondo semestre del 2011, privilegiando, in ogni caso il controllo delle annualità più recenti, compreso il 2009
collaborare e coordinarsi, oltre che con la Guardia di finanza, con gli altri enti che svolgono attività ispettiva (in particolare, Inps, Siae e Comuni).
Enti associativi, Onlus, società cooperative e settore agricolo
Grande enfasi è data, anche per il 2011, al contrasto agli abusi dei regimi agevolativi concessi a tali tipologie di contribuenti.
Per le Onlus, una "cura particolare" va riservata alle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri istituiti presso le Regioni o le Province. Scopo: intercettare chi svolge vere e proprie attività produttive e commerciali, non marginali.
Un'accelerazione è richiesta, poi, sui controlli alle cooperative. Attività che va condotta dando la precedenza, in relazione alle realtà produttive locali, alle società operanti nei settori di attività che presentano maggior pericolo di evasione e/o di elusione, come le cooperative edilizie di abitazione, le cooperative di produzione e lavoro che operano nei settori dei servizi sanitari e sociali, delle pulizie, delle telecomunicazioni, eccetera. Profili di rischio specifico sono rappresentati dalla persistenza di crediti Iva, da perdite che denotano situazioni apparentemente antieconomiche, da evidenti incoerenze degli indicatori gestionali (ad esempio, il costo del lavoro rispetto ai ricavi di vendita).
Infine, un occhio di riguardo va prestato, nell'ambito dei soggetti operanti nel settore agricolo, agli agriturismi, laddove le informazioni in possesso degli uffici evidenzino la possibile esistenza di vere e proprie imprese commerciali di ristorazione e alberghiere.
Persone fisiche
Maggiori accertamenti parziali automatizzati, avvicinarsi il più possibile ai 35mila controlli da redditometro (ma che siano di "qualità"), campagne di accessi da svolgere con la massima tempestività.
Quanto al primo punto, le posizioni saranno selezionate centralmente e riguarderanno "redditi di lavoro dipendente" e "redditi di fabbricati".
In relazione all'accertamento sintetico, si dovranno tenere presenti le indicazioni contenute nel piano straordinario dei controlli previsto già dal 2008, che mira ad aumentare il numero delle verifiche fino a raggiungere quota 40mila. A questo proposito, va data la massima priorità ai casi di forte sperequazione tra elementi che evidenziano una "certa" capacità contributiva e redditi dichiarati, evitando di avviare controlli che portino alla contestazione di un maggior reddito di ammontare esiguo.
Attività trasversali
In questo ambito si inserisce il contrasto ai fenomeni di frode in materia di Iva che continua a essere una necessità sia in ambito europeo sia nazionale. Sempre più determinante, da questo punto di vista, è il costante utilizzo degli strumenti di cooperazione amministrativa, come il gruppo Eurofisc, che consente il monitoraggio in tempo reale dei flussi informativi tra i diversi Paesi. In campo nazionale continua a operare la cabina di regia operativa che vede impegnate le Entrate, le Dogane e la Guardia di finanza.
Sul fronte dell'evasione internazionale, l'attenzione va posta, in particolare, sugli illeciti trasferimenti all'estero, da parte di contribuenti nazionali, di attività produttive di reddito, sulle residenze fittizie e sulle estero-vestizioni di entità (trust, società anonime, eccetera): tutti "trucchi" finalizzati all'evasione fiscale. Per combattere tali fenomeni si rende indispensabile la cooperazione internazionale. L'attività di contrasto sarà coordinata dall'Ucifi e supportata dalle informazioni provenienti dagli esperti della Gdf dislocati all'estero.
Infine, in tema di riscossione, si punta sullo stretto coordinamento con le società del gruppo Equitalia e sul decreto legge 78/2010. In particolare, l'articolo 29 del provvedimento prevede dal prossimo 1° luglio l'efficacia di titolo esecutivo degli avvisi d'accertamento. A ciò si aggiunge la maggior tutela dell'interesse erariale nelle transazioni fiscali, la semplificazione delle procedure tra Agenzia delle Entrate e agente della riscossione nei casi di concordato fallimentare, l'accelerazione delle procedure per l'insinuazione dei crediti tributari in caso di fallimento e l'inasprimento delle pene previste per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Per quest'ultimo reato, consistente nel compiere atti fraudolenti o alienazioni simulate oppure, in sede di transazione fiscale, nel sottovalutare le risorse aziendali, la pena è stata portata sino a sei anni di reclusione.
Fonte:nuovofiscooggi.it
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Traghetti per la Sardegna: conserva i biglietti. Occhio alle offerte fantasma
Le principali compagnie sotto il mirino dell’Antitrust
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti delle società Moby, Snav, Grandi Navi Veloci e Forship (marchio “Sardinia Ferries”), per verificare se abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza, finalizzata all’aumento coordinato dei prezzi per il trasporto passeggeri da/per la Sardegna. Le società oggetto dell’istruttoria rappresentano i principali operatori attivi sulle rotte interessate dagli aumenti.
Confermate le segnalazioni di Altroconsumo
Il provvedimento di avvio dell’istruttoria è stato deciso alla luce delle numerose segnalazioni arrivate all’Autorità da privati cittadini, associazioni dei consumatori e dalle Regioni Sardegna e Liguria, che denunciavano significativi incrementi dei prezzi relativi al periodo estivo 2011. Noi siamo stati i primi a denunciare la situazione, a gennaio 2011.
Le analisi preliminari condotte dagli uffici dell’Antitrust sulla dinamica dei prezzi delle compagnie private confermano un aumento generalizzato dei prezzi praticati dagli operatori, stimato nell’ordine del 90-110% rispetto ai prezzi dell’anno precedente. L’istruttoria dovrà verificare in particolare se l’aumento dei prezzi dei servizi di trasporto marittimo sui collegamenti da/per Civitavecchia, Livorno e Genova a/da Olbia-Golfo Aranci e Porto Torres nel periodo estivo 2011 sia il risultato di un’intesa finalizzata ad evitare un corretto confronto concorrenziale su queste rotte.
Conserva il biglietto
Consigliamo a chi ha acquistato il biglietto di conservarlo, se possibile unitamente al biglietto dello scorso anno. Entrambi i documenti potrebbero rendersi utili nel caso l’Antitrust stabilisse sanzioni a una o più compagnie.
Saremar: servizio al momento inesistente
La Saremar, compagnia di traghetti della Regione Sardegna, ha annunciato sul suo sito che “dal 18/19 Maggio 2011 partiranno le prenotazioni per i collegamenti tra la Sardegna e il Continente gestiti dalla Saremar.” Attenzione: in questo momento il servizio di prenotazione non è attivo, nessuna tariffa e nessuna tratta è disponibile, né è possibile avere informazioni.
In compenso, la Saremar ha messo a disposizione un numero telefonico di informazioni a pagamento dal costo di 14 centesimi al minuto da telefono fisso. L'invito è a non chiamare quel numero, non si ottengono informazioni.
Fonte:altroconsumo.it
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Aree depresse; Risorse aggiuntive per lo sviluppo
Sviluppo economico nelle aree sottoutilizzate: il Consiglio dei ministri approva in via definitiva un decreto per l’attuazione della parte della legge sul federalismo fiscale che individua e destina risorse aggiuntive e interventi speciali alla ripresa della competitività e della produttività nelle aree obiettivo.
Il decreto disciplina un nuovo quadro di strumenti procedurali e assetti organizzativi "volti a rimuovere gli squilibri economici e sociali - spiega Palazzo Chigi - definendo regole di programmazione per l’attuazione di una politica di coesione, non risarcitoria ma propulsiva di sviluppo".
Obiettivo: favorire la crescita sostenibile diretta a una effettiva riduzione del gap tra regioni. Sarà il Fondo per lo sviluppo e la coesione (già Fondo per le aree sottoutilizzate) a dare unità finanziaria agli interventi nazionali aggiuntivi.
Si tratterà di interventi e contributi speciali dello Stato, grandi progetti di carattere strategico, che saranno programmati in raccordo con le Autonomie locali e in coerenza con gli indirizzi dell’Ue.
Con questo decreto, dice il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, viene ulteriormente sancito il carattere solidale del federalismo fiscale. "Alla perequazione integrale delle spese relative alle funzioni fondamentali, sanità, assistenza ed istruzione, si aggiungono la perequazione infrastrutturale e una nuova disciplina degli interventi speciali per la promozione dello sviluppo di cui è sancita a chiare lettere la aggiuntività rispetto ai trasferimenti perequativi".
Fonte: Il Denaro
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Cassazione: no al risarcimento per infortunio sul lavoro se ci si allontana dalla postazione per motivi estranei al servizio
In tema di infortunio sul lavoro, non è ravvisabile nè una causa nè una occasione di lavoro qualora la condotta del lavoratore si concretizzi nel fatto che, per ragioni del tutto estranee al servizio, venga lasciata la propria postazione di lavoro, soffermandosi a discutere con un collega, determinando così il venir meno di quel vincolo di occasionalità lavorativa che costituisce condizione imprescindibile per la responsabilità datoriale, tale da configurare un rischio elettivo. E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione che, con sentenza n. 10734 del 16 maggio 2011, ha respinto il ricorso di una guardia giurata la quale - rimasta accidentalmente ferita da un colpo di pistola partito dall'arma del collega con il quale si era trattenuto a parlare allontanandosi dalla guardiola pur restandovi nei pressi - chiedeva il risarcimento dei danni da parte del datore di lavoro per l'infortunio che affermava essergli accaduto in occasione del lavoro. I giudici di legittimità, confermando la correttezza della sentenza di rigetto della domanda del lavoratore emessa dalla Corte territoriale, hanno altresì ribadito che costituisce rischio elettivo la deviazione, puramente arbitraria ed animata da finalità personali, dalle normali modalità lavorative con la conseguenza che tale rischio incide, escludendola, sull'occasione di lavoro mancando il nesso con lo svolgimento dell'attività lavorativa.
Fonte:studiocataldi.it (L.S.)
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Studio in affitto? Niente IRAP per il professionista
Confusi, disorientati e perplessi. Sono i molti professionisti italiani alle prese con l’Imposta sul Reddito delle Attività Produttive, l’IRAP, insomma. E questo perché è stato aggiunto un nuovo tassello alla normativa tanto criticata da imprese e professionisti: ci riferiamo a due nuove sentenze della Corte di Cassazione secondo le quali ai piccoli professionisti spetta il rimborso dell’IRAP quando, oltre a mancare un’autonoma organizzazione, hanno lo studio in affitto.
Due sentenze della Suprema Corte - la numero 10271 e la numero 10295 - aiutano i professionisti a ottenere il rimborso anche nel caso di mancata proprietà dello studio. Questo perché, come espresso in sentenza, l’esercizio delle attività di lavoro autonomo è escluso dall’applicazione dell’imposta soltanto qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata.
C’è da precisare che il requisito della autonoma organizzazione ricorre quando il contribuente è responsabile dell’organizzazione e non è inserito in strutture organizzative riferibili a responsabilità e interessi altrui, impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione o si avvale in modo non occasionale di lavoro altrui. Lavorare in affitto con mezzi contenuti, pertanto, presuppone la possibilità di richiedere il rimborso.
Le due sentenze sono particolarmente fastidiose per il Fisco poiché vanno ad alimentare quel milione di contribuenti che dal 2005 a oggi ha chiesto la restituzione dell’imposta indebitamente versata, per un totale di circa 2 miliardi di euro.
Questo perché nel corso degli anni la complessa costruzione dell’Irap è vacillata anche grazie a sentenze della Cassazione che ne hanno ridotto l’ambito di applicazione. Simboliche quelle dello scorso 13 ottobre tramite le quali la Cassazione stabiliva che i piccoli imprenditori, nella fattispecie tassisti, coltivatori diretti e artigiani, non erano tenuti al pagamento dell’imposta.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Abi, tornano a crescere prestiti bancari a imprese e famiglie
I prestiti delle banche italiane a imprese e famiglie tornano a crescere nel primo trimestre. Nel corso degli ultimi mesi hanno ripreso ad accelerare e il ritmo è superiore a quello medio dell'area Euro. In particolare, tali finanziamenti - pari a circa 1.500 miliardi di euro alla fine del primo trimestre del 2011 - hanno segnato una crescita annua del +6,3%, dopo aver raggiunto il tasso minimo di incremento di +0,3% a gennaio 2010, tornando cosi' sui livelli di fine 2008. E' quanto emerge dal Rapporto mensile dell'Abi.
Prime anticipazioni riferite al mese di aprile sembrano confermare un incremento tendenziale intorno al +6,2%; ciò sembrerebbe evidenziare come la dinamica dei prestiti a imprese e famiglie sia ormai entrata in una fase ascendente e si posizioni a più di metà strada dal valore medio del decennio 2000-2009 (circa +8%), continua l'Abi. L'andamento di tali finanziamenti risulta, peraltro, piu' sostenuto rispetto alla media dell'area Euro, che - sempre a marzo 2011 - ha segnato un incremento annuo pari a +2,6%''.
In Italia il trend dei finanziamenti alle imprese, dopo aver raggiunto il valore minimo di -3,1% a gennaio 2010, ha manifestato una ripresa, collocandosi su valori intorno al +5% a marzo 2011 e tornando sui livelli di inizio 2009. Dinamica, quella dell'Italia, superiore rispetto sia alla media dell'area Euro (+0,5% a marzo 2011), che rispetto agli altri principali paesi europei, quali la Francia (+2%), la Germania (-0,2%) e la Spagna (-2,7)'', continua la nota.
Fonte:adnkronos.com
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Unico 2011 proroga
Nuove date scadenza di presentazione del modello Unico 2011. I motivi del ritardo
E’ stata prorogata la scadenza per la presentazione del modello Unico 2011. La data attualmente prevista per il pagamento dell’acconto è fissata al 16 giugno prossimo e fino al 16 luglio si può versare il dovuto con una maggiorazione dello 0,4%, al 30 giugno per il modello cartaceo e al 30 settembre per quello telematico.
Le scadenze slittano ora dal 16 giugno al 6 luglio per i versamenti delle imposte che emergono dall’Unico 2011 e la scadenza al 22 agosto per i pagamenti in scadenza dal 1 al 22 agosto.
Le proroghe dei termini sono dovute al fatto che sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate non ci sono ancora né i software necessari alla compilazione delle stesse dichiarazioni (rese disponibili ogni anno dalla stessa Agenzia) né il software Gerico per il calcolo degli studi di settore.
Ricordiamo, inoltre, che nel modello Unico 2011 vi sono delle novità rispetto ai modelli precedenti. Si tratta della cedolare secca sui contratti d’affitto e del redditometro.
Per quanto riguarda la cedolare secca, dal primo gennaio 2011 le persone fisiche titolari di immobili regolarmente locati ad uso abitativo possono optare per il pagamento di un imposta sostitutiva e i soggetti che optano per tale regime devono procedere al versamento dell’85% dell’imposta sostitutiva già quest’anno nei termini previsti per il versamento delle imposte risultati dall’Unico 2011 o dal modello 730/2011.
Per quanto riguarda il redditometro, nuovo strumento di accertamento non è ancora disponibile il software necessario per determinare in modo induttivo il reddito del 2009 e quindi quello del 2010.
Ricordiamo, inoltre, che il modello Unico 2011 deve essere presentato dai contribuenti che, pur possedendo redditi che possono essere dichiarati con il 730, non possono utilizzarlo perché privi di un datore di lavoro o non titolari di pensione ovvero da chi ha l'obbligo di comunicare dati utilizzando i quadri RM, RT, RW e AC di Unico ed è consentito anche a chi presenta la dichiarazione dei redditi per conto di contribuenti deceduti o da chi è privo di un sostituto d'imposta perché è cessato il rapporto di lavoro.
Presentano il modello Unico tutti i titolari di partita Iva, come i professionisti e gli imprenditori individuali, i soci di società di persone, i non residenti, coloro che sono tenuti a presentare dichiarazioni Iva, Irap o 770 e, in generale, i contribuenti che devono dichiarare redditi non presenti nel 730 come, ad esempio, le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate. Il modello Unico comprende il modello degli studi di settore o dei parametri, quando sono obbligatori, e la dichiarazione Iva.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Incentivi fotovoltaico, al via dal 1° giugno. CTCU: per nuovi impianti si abbassano del 22%
Il 1° giugno, con il quarto conto energia, entrano in vigore i nuovi incentivi per gli impianti fotovoltaici: riduzioni del 22% fino a fine 2011 per i consumatori privati, ma non rientrano nel nuovo regolamento gli impianti allacciati alla rete nel periodo dal 1° gennaio al 31 maggio 2011. Il Centro Tutela Consumatori Utenti fa qualche calcolo: considerando un impianto medio con una potenza di 3kWp (che corrisponde alla copertura del fabbisogno di una famiglia media), l'incentivo si riduce di circa 265 euro all'anno. Nell'arco di 20 anni si sommano così oltre 5.300 euro che di fatto verranno a mancare ad una famiglia che avesse deciso l'investimento. E si allunga di due anni il tempo di ammortamento dell'impianto. "Con il nuovo conto energia i consumatori dovranno prestare ancora più attenzione di prima, perché con la riduzione drastica degli incentivi si va a ridurre anche la redditività degli impianti".
Il nuovo conto energia, oltre alla riduzione delle tariffe, porta altri cambiamenti per l'anno in corso:
variazione della tariffa per la sostituzione di tetti o coperture contenenti eternit o amianto (nuova: 5 cent per kWh; passata: prevedeva aumento degli incentivi nella misura del 10%);
aumento della tariffa (nella misura del 10%) per l'acquisto di impianti provenienti dall'Unione Europea;
durante il 2012 le tariffe verranno ridotte semestralmente;
dal 2013 saranno applicate tariffe standardizzate, che verranno ridotte di anno in anno.
Il CTCU offre consulenza tecnica per ulteriori informazioni al numero 0471-301430 ogni martedì 9-12 e 14-17. Dietro prenotazione si possono fissare anche consulenze personalizzate. Informazioni gratuite sono inoltre disponibili nei vari fogli informativi e nelle FAQ - domande frequenti sul sito del CTCU www.centroconsumatori.it. Le versioni cartacee dei fogli informativi sono disponibili presso la sede del CTCU e lo sportello mobile.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Prestiti, uomini li chiedono per i cellulari e le donne per gli studi propri o dei figli
Quando chiedono un prestito personale, gli uomini lo fanno per comprare un PC, l’ultimo gadget tecnologico o cambiare la macchina; le donne, più concretamente, per pagare le spese di un master o le rette scolastiche dei figli. Questo è uno dei dati emersi dall’indagine di Prestiti.it, il portale che mette a confronto le offerte di finanziarie e banche per chi ha bisogno di un prestito. Analizzando oltre 1.000.000 di richieste di prestito personale completate nell’ultimo semestre si evidenzia come, in Italia, il 76,5% dei finanziamenti di questo tipo è chiesto dagli uomini che sottoscrivono un contratto medio di 18.000 euro. Le donne, che rappresentano a livello nazionale il 23,5% dei sottoscrittori, chiedono mediamente una cifra inferiore: 16.000 euro. Nessuna differenza fra i sessi relativamente all'età media a cui si decide di chiedere un prestito: appena più di 40 anni per le une come per gli altri. Se si guarda alle finalità per le quali gli uomini sottoscrivono un prestito personale, si vede chiaramente come questi siano più propensi a farlo per garantirsi dei beni materiali. Come detto, a livello nazionale gli uomini rappresentano il 76,5% dei richiedenti prestito, ma diventano l’86,3% quando la finalità è quella dell’acquisto di un oggetto di elettronica di consumo (PC, telefono cellulare o simili) e l’ 85,3% se il motivo per cui si sottoscrive un prestito è l’acquisto di un’auto o una moto di seconda mano. Dopo averle acquistate le auto vanno anche mantenute in funzione, ed ecco che allora per la finalità riparazione veicoli l’84,3% dei sottoscrittori è maschio. Si sa, gli uomini sopportano il caldo meno delle donne, e a riprova di questo ecco che la quarta finalità 'maschile' è proprio l’acquisto di impianti di condizionamento (82,8%). Il gentil sesso è da sempre molto più pratico e se una donna italiana decide di richiedere un prestito personale lo fa soprattutto impiegando la somma per la formazione scolastica propria o dei suoi figli. Se infatti le donne rappresentano, come abbiamo visto, il 23,5% di chi sottoscrive un finanziamento personale, guardando alla sola finalità formazione e università diventano addirittura il 37,7%. Capita sovente che si tratti di donne che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro con maggiori qualifiche (magari dopo una maternità) e infatti l’età media di una donna che richiede questo tipo di prestito personale è di poco superiore ai 34 anni. C’è chi le considera gli angeli del focolare, e loro il focolare lo arredano; anche con un prestito. Per la finalità acquisto arredamento, le donne rappresentano il 31,1% dei firmatari. Non pensate, però, che le donne siano concentrate solo sui loro doveri. Si sanno anche rilassare e divertire; e al terzo posto nella classifica delle finalità per le quali, percentualmente, le donne sono più numerose fra i sottoscrittori c’è quella per l’acquisto di viaggi e vacanze (29,7%), quasi 3 punti percentuali in più di quella che occupa il quarto posto (Matrimoni e Cerimonie – 27,3%). Ecco di seguito l’elenco delle finalità principali per cui gli uomini e le donne richiedono dei prestiti. In ciascuna tabella è indicata, accanto alla finalità, anche la percentuale rappresentata da quel sesso sul totale dei richiedenti e l’età a cui, mediamente, viene sottoscritto il prestito personale.
Fonte:adnkronos.com
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Apprendistato; Stop della Cgil al decreto
Stop dei sindacati alla riforma dell’apprendistato firmata dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. A mettere i primi paletti è la Cgil che, in una lettera al ministro, elenca undici punti di dissenso "che rendono non condivisibile il decreto legislativo che si va profilando". Primo punto: "non si riduce la durata dell’apprendistato professionalizzante che resta prevista fino a sei anni", mentre manca una durata minima. Così come emerge evidente, fa presente la Cgil, "la contraddizione tra l’enfasi, mediatica soprattutto, sul carattere a tempo indeterminato del rapporto di apprendistato, e la mancanza di qualsiasi vincolo di stabilizzazione degli apprendisti che, assieme alla esclusione degli apprendisti dal computo per il raggiungimento delle soglie, conferma che si sia rimasti nella condizione di licenziabilità al termine del rapporto". Inoltre non si fa "alcun riferimento ad ammortizzatori sociali" così come "nulla si dice" nei testi circa "misure da prendere per contrastare il cannibalismo verso il contratto di apprendistato di altre tipologie, come gli stage, tirocini e le collaborazioni".
E ancora, secondo la Cgil, "nessuna attenzione viene posta al contrasto che si crea tra il contratto di inserimento e l’estensione dell’apprendistato ai lavoratori in mobilita".
Allo stesso tempo "non si è chiarita la facoltà di svolgimento dell’apprendistato attraverso la somministrazione".
Nel mirino anche la riduzione della "formazione formale su tematiche trasversali da 40 ore per il primo anno a 24 ore per il secondo anno, per poi scomparire del tutto", il "rinvio delle scelte ad ogni livello della contrattazione collettiva" e la "sottolineatura dell’apprendistato di primo livello a partire dai 15 anni": una disposizione nei confronti della quale è nota la contrarietà della Cgil.
Fonte: Il Denaro
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Class Action contro la Rai: violazione del contratto di servizio pubblico
Altroconsumo ha promosso un'Azione Collettiva Risarcitoria contro la tv di Stato. Il 1° giugno si terrà la prima udienza. Chiediamo in favore di chi ha pagato il canone per il 2010 un risarcimento di 500 euro per il danno causato dai comportamenti della Rai.
Aderite, più siamo più contiamo.
Aderisci anche tu alla nostra Class Action
Class Action Rai: siamo già in 23612
I motivi della Class Action
Nel corso del 2010, la Rai non ha rispettato gli obblighi di realizzare un'informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata assunti attraverso il Contratto di Servizio Pubblico e imposti dalla disciplina sulla par condicio.
Su questo si basa la class action che stiamo promuovendo contro Rai e sulla quale continuiamo a raccogliere adesioni.
A giugno l'udienza
Il 1 giugno si terrà la prima udienza davanti al Tribunale di Roma. Con l'azione collettiva risarcitoria chiediamo che il Tribunale riconosca a ciascun abbonato RAI che ne faccia richiesta, un risarcimento minimo di 500 euro, come risarcimento del danno subito dagli utenti che pur pagando il canone non hanno potuto fruire di un'informazione obiettiva, imparziale e equilibrata.
Aderisci anche tu telefonando al numero verde 800.131.889 o cliccando qui.
Una conferma formale all'adesione sarà necessaria successivamente alla verifica dell'ammissibilità dell'azione da parte del Tribunale.
Nuova multa dall'Authority per violazione della par condicio
E anche quest'anno la Rai, a ridosso delle elezioni amministrative, è stata sanzionata da Agcom con una multa esemplare di 100.000 euro per la violazione della par condicio a causa della perdurante sproporzione di tempo dedicata dal Tg1 ai partiti politici di maggioranza rispetto a quelli di opposizione.
Fonte:altroconsumo.it
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Detrazioni mutui, bonus 55% e 36% Unico 2011 e 730. Nuove istruzioni Agenzia Entrate
Detrazione degli interessi per mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione principale, detrazione d'imposta del 55% per interventi di risparmio energetico e detrazione del 36% per interventi di recupero del patrimonio edilizio abitativo: questi i principali contenuti per cui l'Agenzia delle Entrate ha fornito importanti istruzioni per le detrazioni IRPEF.
Per quanto riguarda la detrazione degli interessi per mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione principale, l'Agenzia ha chiarito che la separazione di una coppia può portare alla riunificazione di un mutuo ipotecario stipulato al 50% per l'acquisto della abitazione principale.
Nel caso in cui uno dei due coniugi diventa, dopo la separazione, proprietario unico della proprietà, accollandosi il pagamento della parte di mutuo intestata all'ex coniuge, allora passa anche a lui il diritto di detrazione del 19% sugli interessi passivi maturati sull'intera somma. Il discorso non cambia nel caso in cui l'appartamento acquistato da uno solo dei due coniugi venga assegnato con la sentenza di separazione all'altro che dovrà pagarne il mutuo.
La condizione per poter usufruire della detrazione è che l'accollo risulti da un atto pubblico o scrittura privata autenticata. Per quanto riguarda le detrazioni del 55%, l'Agenzia ha previsto possibilità di rettificare telematicamente il contenuto della scheda informativa inviata all'Enea, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione.
Per le schede informative inviate all'Enea per le annualità 2007 e 2008, non è possibile rettificarne telematicamente il contenuto in quanto le procedure informatiche implementate presso l'Enea ne consentono la correzione solo a partire dall'anno di imposta 2009.
Quindi per gli anni di imposta 2007 e 2008, il diritto dei contribuenti a fruire della detrazione del 55% per le spese che non risultano dalla scheda informativa inviata può essere riconosciuto se, in sede di controllo formale delle relative dichiarazioni, il contribuente, oltre a dimostrare di aver osservato tutti gli adempimenti posti a suo carico per la fruizione del beneficio, documenti anche le spese non risultanti dalla scheda originariamente inviata all'Enea.
Per le spese sostenute nel 2009 che non risultano dalla scheda informativa inviata all'Enea entro 90 giorni dalla ultimazione dei lavori, e per le quali non risulta effettuato telematicamente l'invio della scheda rettificativa, deve considerarsi indebita.
Nel caso in cui poi una persona fisica non imprenditore sostiene spese per interventi finalizzati al risparmio energetico, porterà in detrazione le spese sostenute e rimaste a carico nel 2010 nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2010 e quelle sostenute e rimaste a carico nel 2011 nella dichiarazione dei redditi relativa al 2011, anche se riferite ad un unico intervento che prosegue per diversi periodi di imposta (2010 e 2011).
Se, invece, gli interventi sono realizzati da un imprenditore, le relative spese saranno portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale le stesse devono intendersi sostenute in base al principio di competenza.
Inoltre, l’Agenzia specifica che poiché a partire dall'anno 2011 le spese per interventi di risparmio energetico devono essere ripartite in dieci rate, anziché in cinque come previsto precedentemente, si rileva che le stesse, anche se riferite al medesimo intervento, dovranno essere rateizzate in base alla normativa vigente nell'anno di sostenimento dell'onere.
Per la detrazione d'imposta del 36% per interventi di recupero del patrimonio edilizio abitativo, l'Agenzia ha chiarito che può fruire del beneficio fiscale il coniuge che ha sostenuto le spese e che ha trasmesso la comunicazione preventiva di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara, da indicare nella propria dichiarazione dei redditi, nello spazio riservato agli oneri agevolabili, il codice fiscale, riportato sul bonifico, del soggetto che ha effettuato la comunicazione stessa.
Nel caso in cui la fattura e il bonifico siano intestati ad un solo comproprietario mentre la spesa di ristrutturazione è sostenuta da entrambi, la detrazione spetta anche al soggetto che non risulta indicato nei predetti documenti, a condizione che nella fattura venga annotata la percentuale di spesa da quest'ultimo sostenuta.
Il soggetto che non ha inviato la comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara deve indicare nella propria dichiarazione dei redditi, nell'apposito campo, il codice fiscale del soggetto che ha effettuato l'invio.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Casper: federalismo fiscale sarà stangata per automobilisti
Il federalismo fiscale si abbatterà sugli automobilisti con rincari medi stimati in 25 euro a polizza sul fronte rc auto e con aumenti dell'Imposta provinciale di trascrizione, che si paga per acquisto di auto nuove o passaggi di proprietà di auto usate, che potranno arrivare al 700%. La denuncia è di Casper- Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. Il Comitato sostiene infatti che "il federalismo fiscale, introdotto dal D. Lgs. 6 maggio 2011, n. 68, malgrado non avesse dovuto produrre aumenti della pressione tributaria, rappresenterà una sciagura per una categoria specifica di cittadini: gli automobilisti".
La stangata è causata dall'aggravio della pressione fiscale in favore delle province. Si consente a quest'ultime, spiega Casper, di imporre una tassa aggiuntiva sulle polizze rc auto, con un'aliquota pari al 3,5% sull'importo netto del premio. Aliquota che si aggiunge al 12,5% di tasse che ogni automobilista già paga sulla propria assicurazione, e che produrrebbe un rincaro medio delle tariffe rc auto pari a 25 euro a polizza.
"Cattive notizie arrivano anche sul fronte dell' Imposta provinciale di trascrizione, meglio nota come IPT che si versa in sede di acquisto delle vetture nuove o del passaggio di proprietà di quelle usate. Grazie al federalismo fiscale - proseguono Adoc, Codacons, MDC e UNC - cambieranno i parametri utilizzati per il calcolo dell'imposta, che saranno individuati sulla base della potenza e della classe d'inquinamento dei veicoli nella legge di stabilità di fine anno. Da subito però verrà abrogata l'agevolazione oggi esistente per le auto nuove e usate acquistate presso concessionari e rivenditori. Qui il rincaro è stratosferico e può arrivare al 700%". Risultato: i provvedimenti danneggeranno gli automobilisti.
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Buoni Lavoro in agricoltura, l'Impegno del Ministro
In occasione dell'assemblea di Coldiretti, Sacconi sottolinea l'importanza dello strumento per l'avanzamento del settore e promette un'ulteriore facilitazione per l'accesso ai voucher
Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha sottolineato la necessità di profondere il massimo impegno per rendere più facilmente l'accesso ai buoni lavoro in agricoltura, un settore che rappresenta un importante fetta del loro utilizzo, circa il 23%, ma che può ancora crescere.
Il grande vantaggio dello strumento è dato certamente dalla sua estrema adattabilità. Possono usufruire dei buoni, in qualità di committenti, una vasta gamma di operatori economici, famiglie, privati, aziende, imprese familiari operanti nel settore del turismo e dei servizi, le associazioni no profit, finanche gli enti pubblici nella misura in cui si tratti di remunerare prestazioni di emergenza e solidarietà. Anche l’elenco dei possibili prestatori rasenta la totalità della popolazione occupabile, l’unico limite è dato dal fatto che gli studenti (minori di 25 anni iscritti ad un grado di scuola o di istruzione superiore) dovranno usufruirne solo nei “periodi di vacanza” ossia durante i sabati e le domeniche e durante le vacanze natalizie pasquali o estive: una regolamentazione che, naturalmente, punta a che si sviluppi l’esperienza lavorativa come attività accessoria alla propria crescita culturale. Sono inoltre prestatori d’opera ideale i pensionati in regime di pensione obbligatoria, i cittadini stranieri regolarmente registrati e i lavoratori sia dipendenti sia disoccupati. Per le casalinghe è previsto che possano partecipare ai lavori agricoli stagionali.
Proprio nel campo agrciolo i buoni hanno dimostrato una grande affidabilità ponendosi come sistema di pagamento privilegiato grazie alla semplicità di utilizzo che propongono.
"Prendo l'impegno per la semplicità di accesso dei voucher" ha detto alla platea dei giovani agricoltori di Coldiretti giunti oggi a Roma. I voucher infatti, ha rimarcato il ministro "bisogna favorirli con il controllo sociale della bilateralita'". E poi ha rivolgendosi ai sindacati ha detto Sacconi "non è vero che avrebbero destrutturato i rapporti di lavoro", piuttosto ha sottolineato "preoccupatevi dove non ci sono cioè, nel Mezzogiorno perché sotto l'Emilia tendono a sparire".
Fonte:i-dome.com
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Lavoro; Bonus assunzioni paga metà dello stipendio lordo
Potrebbe essere utilizzato già il prossimo 16 giugno il credito d'imposta per le assunzioni introdotto con il Dl sviluppo. È la conclusione a cui si arriva confrontando la struttura della norma attuale (articolo 2 del Dl 70/2011) e quella dei precedenti bonus del 2001 e del 2003 (rispettivamente, articolo 7 della legge 388/00 e articolo 63 della legge 289/02). In tutti i provvedimenti si legge chiaramente che il calcolo per la spettanza dell'incentivo va fatto su base mensile, confrontando il numero dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato rilevato nel mese con quello rilevato in media nei dodici mesi precedenti (nel caso del Dl 70/2011, l'arco temporale 15 maggio 2010 – 14 maggio 2011). Non appare (in teoria) necessario, dunque, andare oltre la verifica mensile per spendere in F24 il bonus maturato alle singole scadenze di versamento.
Questo ragionamento trova, però, un possibile ostacolo nell'indicazione delle fonti di finanziamento del provvedimento. Il nuovo credito d'imposta per le assunzioni, questa volta limitato solo al Sud Italia, prova, infatti, a impiegare le risorse Ue destinate a questi territori dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), in abbinata a quelle del Fondo aree sottoutilizzate (Fas). Risorse comunitarie e fondi nazionali, dunque, alimenteranno – se Bruxelles non avrà nulla da obiettare – i 500 milioni di spesa che, secondo la stima della relazione d'accompagnamento al decreto-legge sullo sviluppo, serviranno per il funzionamento del meccanismo agevolativo. Un espediente, questo, che deve avere il via libera Ue e che, dunque, potrebbe frenare la piena operatività del bonus (almeno per la decorrenza della spesa in F24). In altri termini, se appare certo che le assunzioni effettuate a partire dal 14 maggio scorso (data di entrata in vigore del Dl) danno diritto al beneficio, non appare altrettanto pacifica la possibilità di poter compensare da subito l'incentivo in F24. E questo non per la struttura del meccanismo agevolativo ma per la natura delle fonti di copertura indicate. Il dubbio potrebbe essere sciolto dall'agenzia delle Entrate: se, prima del 16 giugno, saranno forniti i codici tributo per la compensazione, vorrà dire che la Ue ha dato il suo assenso o che il ministero dell'Economia ha autorizzato il solo impiego del Fas.
Un esempio di calcolo può mostrare come determinare il bonus mensile. In questo esercizio, saranno d'aiuto le indicazioni di prassi fornite dalle Entrate per gli (analoghi) due incentivi alle assunzioni del 2001 e del 2003. Mutuando lo stipendio lordo medio di un nuovo assunto indicato nella relazione d'accompagnamento (ovvero, poco più di 19.300 euro, ottenuto dividendo il numero stimato di nuove assunzioni con il costo delle relative retribuzioni) il bonus annuale vale esattamente il 50 per cento di questo. Poiché il bonus non è più fisso ma variabile, il calcolo per la spesa in F24 va fatto tenendo in considerazione il costo sostenuto nel precedente periodo di riferimento. Se l'assunzione avviene a mese iniziato, il bonus sarà automaticamente parametrato al minor costo sostenuto (rispetto a quello standard mensile). Poiché, poi, viene premiato solo l'incremento del numero di lavoratori in forza (calcolato mensilmente rispetto alla media 15 maggio 2010 – 14 maggio 2011) i soggetti "nuovi" hanno più opportunità rispetto a chi ha una storia d'attività.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
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Formazione; Un'opportunuità per le Pmi
Uno strumento estremamente importante per il sostegno alla Formazione delle PMI è rappresentato dai Fondo Interprofessionale denominato FAPI, costituito da CONFAPI- CGIL/CISL/UIL ed istituito con legge 388/2000.
Il FAPI - Fondo Formazione PMI, rappresenta uno strumento innovativo a disposizione delle aziende ed ha come obiettivo quello di promuovere lo sviluppo della formazione continua all'interno delle piccole e medie imprese. Le aziende aderenti al FAPI hanno l'opportunità di poter formare gratuitamente i propri dipendenti, con i contributi che già versano all'INPS e derivanti dai gettito contributivo dello 0,30% sul salario dei lavoratori, come riportato dall'ex art. 25 quarto comma, della legge n. 845/1978.
L'adesione ai Fondo FAPI è semplice e gratuita e non comporta nessun onere aggiuntivo. Può essere effettuata in ogni momento dell'anno utilizzando il modello UNIEMENS che riepiloga mensilmente i contributi versati dall'azienda. Il Fondo Nazionale è strutturato su un modello organizzativo decentrato che opera attraverso Articolazioni Regionali le quali contribuiscono a definire e sostenere le politiche egli indirizzi relativi alla Formazione Continua in base soprattutto alle specifiche esigenze delle realtà produttive territoriali.
Il FAPI pone particolare attenzione ai Piani Formativi che sono strutturati sui reali fabbisogni e privilegia percorsi relativi a tematiche quali, l'innovazione tecnologica, l'internazionalizzazione, lo sviluppo organizzativo e la crescita aziendale, nonché la sicurezza sui luoghi di lavoro e la tutela ambientale.
Demetrio Pisani Presidente del Consiglio di Amministrazione di Apifinser Srl, società di servizi di Confapi Firenze e Agenzia Formativa accreditata presso la Regione Toscana afferma che "le Piccole Medie Imprese, grazie all'opportunità offerta dal FAPI possono attuare nuovi percorsi di sviluppo per mantenere attivo il proprio ruolo ed essere competitive nei nuovi scenari economici. La Formazione continua e di alta qualità finanziata dal FAPI rappresenta quindi un elemento essenziale per una nuova politica industriale per il nostro Paese".
Fonte: La Nazione
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Multe non valide per la Cassazione se manca la presenza costante dell'organo di polizia
Cassazione Civile 2^ Sezione n°7785 del 5 apr '11 consente di fare il punto sullo stato dell'arte in tema di multe affibbiate senza la supervisione dei vigili urbani. Fattariello: siamo a Lagundo, in lingua tedesca Algund, paese nei pressi di Merano noto agli amanti della birra, in quanto presso una sua frazione, Foresta (ted. Forst) si trova lo stabilimento della birra Forst e l'automobilista di turno aveva avuto ragione dal Tribunale di Bolzano - Sezione Distaccata di Merano: il ricorrente lamentava, a tacer d'altro, che il verbale di accertamento fosse VIZIATO perché l'Amministrazione si era avvalsa di ditta privata per la gestione degli apparecchi di rilevamento; con acume l'estensore del ricorso aveva sottolineato che l'attività era stata sì svolta sotto la supervisione della Polizia Municipale, ma non si era specificato in che cosa consistesse tale supremazia e come fosse organizzato il collegamento fra attività di rilevamento delle infrazioni e soggetto preposto al servizio di Polizia locale: è questa la leva che sposta i termini della questione. Insorge il Comune di Lagundo-Algund sviluppando un duplice ordine di motivi. a) La Corte di Cassazione dà ragione al Comune in relazione al primo motivo ricordando che l'Amministrazione non deve dare prova della TARATURA delle apparecchiature elettroniche regolarmente omologate che usa per rilevare le violazioni e ribadisce che, in materia, l'efficacia probatoria dello strumento rilevatore del superamento dei limiti opera sino a quando sia accertato, in concreto, sulla base di circostanze allegate dall'opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico. b) Sul secondo motivo, invece, gli Ermellini di Piazza Cavour - Presidente Dott. Giovanni SETTIMJ e Relatore Dott. Pasquale D'ASCOLA- osservano che rimane indimostrato quell'elemento di certezza e legalità che solo la presenza del PUBBLICO UFFICIALE può garantire al cittadino. Sicché nell'adire la Suprema Corte il Comune del meranese doveva confutare tale convincimento del Tribunale territoriale, dimostrando che l'assistenza tecnica di un privato operatore si fosse limitata all'installazione ed all'impostazione dell'apparecchiatura elettronica secondo le indicazioni del personale di Polizia locale. La Cassazione esige, quindi, che l'assistenza tecnica rimanga circoscritta ad un ruolo subordinato a quello dei vigili urbani. Il Comune non aveva colto il punto più raffinato ed importante della questione: il rimprovero maggiore mossogli consisteva sul rilevamento non attribuibile alla forza pubblica dal momento che era rimasto indimostrato ed indeterminato il necessario RUOLO di PREMINENZA dei Vigili. Per contro il ricorso per cassazione si era concentrato su un profilo attinente la violazione di legge (Articoli 11 e 12 del Codice della Strada) che non era controverso. La Cassazione censura, quindi, l'iniziativa del Comune che avrebbe dovuto denunciare un vizio di motivazione nella sentenza del Tribunale di Bolzano - Sez. Dist. di Merano in relazione all'omessa o erronea valutazione di qualche risultanza processuale, da cui emergesse invece che l'attività della Polizia locale era stata solo SUPPORTATA, ma non sostituita dall'operatore privato. Infine, la bacchettata della Cassazione si estendeva alla violazione del principio di AUTOSUFFICIENZA del ricorso: il verbale di accertamento era stato genericamente menzionato ma non trascritto all'interno del ricorso per cassazione: la Corte non ha infatti accesso agli atti di causa in relazione ai vizi in judicando (Art. 360 c.p.c. n°3) e alle censure sulla motivazione. Talché la Cassazione ha concluso per il rigetto del ricorso dal momento che una delle ragioni giustificative della sentenza del Tribunale meranese restava valida. Va aggiunto che la vicenda risaliva ad epoca (20 gen '05) antecedente la Legge n°120/2010 che ha chiarito che gli strumenti di rilevamento possono essere utilizzati dai pubblici ufficiali, mentre eventuali figure tecniche agiscono solo di supporto per gli organi preposti all'accertamento, che hanno la signoria sull'iter. Indubbiamente una bella e chiara pronuncia della Cassazione.
Fonte:studiocataldi.it (Avv. Paolo M. Storani)
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Spese mediche 730 2011: detrazioni. Novità e documenti richiesti
Per cosa si possono ottenere detrazioni sulle spese sanitarie nella dichiarazione dei redditi 2011? L’Agenzia delle Entrate aveva inizialmente affermato la indetraibilità di queste spese ma poi ha precisato per avere diritto allo sconto ciò che si acquista in farmacia deve essere contrassegnato con la marcatura CE che ne attesti la conformità alle direttive europee, oltre a essere documentati dallo scontrino o dalla fattura appositamente richiesta, da cui risulti il soggetto che sostiene la spesa e la descrizione del dispositivo.
Sono, pertanto, detraibili le prestazioni rese da medici generici (anche per medicina omeopatica) e specialisti, i ricoveri collegati a operazioni chirurgiche o degenze, il trapianto di organi, l'assistenza specialistica, infermieristica e riabilitativa o resa da personale specializzato, le analisi e indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, l'acquisto di medicinali.
Detraibili anche le spese sostenute per prestazioni fornite da operatori abilitati, dietista, podologo, fisioterapista, logopedista, ortottista, assistente di oftalmologia, terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale, educatore professionale; le prestazioni di psicologi e psicoterapeuti per finalità terapeutiche; le spese per l'acquisto di prodotti omeopatici, per esami di laboratorio, ecografia, tac, laser, cure termali se prescritte, fisioterapia, chiroterapia, cobaltoterapia, iodioterapia, laserterapia, kinesiterapia, inseminazione artificiale, analisi e diagnosi prenatale, occhiali da vista, radioterapia e parrucche a seguito di chemioterapia.
Nessuno sconto, invece, per quanto riguarda le spese per parafarmaci, integratori alimentari, prodotti fitoterapici, cosmetici, pomate, colliri, quando non si tratti di medicinali approvati dall'Aifa e certificati come tali.
Per disporre di tali detrazioni, bisognerà rendere a Caf e professionisti abilitati a trasmettere il 730, e conservare fino al 31 dicembre 2015 da parte di coloro che compilano Unico o consegnano il 730 al proprio sostituto d'imposta, fatture, ricevute, quietanze, parcelle. Ricordiamo, inoltre, che per detrarre i ticket sanitari non serve conservare la fotocopia della ricetta medica, basta l'indicazione sullo scontrino del codice fiscale del destinatario dei medicinali.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Detassazione su incrementi di produttività 2011
Le somme erogate a titolo di premio di produzione nel 2011 prima della stipula dell’accordo o contratto collettivo non possono essere soggette a imposta sostitutiva, anche quando l’accordo preveda la retroattività al primo gennaio e le somme si riferiscano a prestazioni effettuate nel 2011. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 19/E/2011.
Sembra incongruo, ma cerchiamo di capire il perchè della norma.
La produttività che scaturisce da un’intesa collettiva opera sempre per il futuro, non potendo l’autonomia collettiva disporre della materia fiscale.
Una soluzione di diverso tipo, secondo l’Agenzia, finirebbe per consentire alle parti sociali di aggirare il precetto normativo, collegando la detassazione alle previsioni dei contratti collettivi nazionali piuttosto che ai contratti aziendali o territoriali, come vuole ora la norma di legge per il 2011.
La tassazione, infatti, vale per le somme erogate ai dipendenti del settore privato “in attuazione” di quanto previsto da accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali volti a incrementare la produttività del lavoro.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Internet. Aruba indennizzerà i clienti danneggiati dal blocco del 29 aprile
Aruba indennizzerà di propria iniziativa i clienti coinvolti nel blocco dello scorso 29 aprile, quando a causa di un principio d'incendio il principale provider di servizi sul web si fermò, nel più grande black-out della rete che si sia mai verificato in Italia, con moltissimi utenti, cittadini e aziende, fermi nell'uso della posta elettronica e con numerosissimi siti internet andati in tilt. La notizia del risarcimento è annunciata dal Codacons: "Aruba, accogliendo le richieste del Codacons, provvederà ad indennizzare i clienti coinvolti nei disagi del 29 aprile scorso. Lo comunica la stessa azienda all'associazione".
Il Codacons, "sommerso dalle proteste dei cittadini, annunciò la possibilità di intentare una class action in favore dei clienti del provider danneggiati dal disservizio - ricorda l'associazione - Class action che sarà evitata, dal momento che l'azienda, accogliendo le richieste dell'associazione, ha comunicato la decisione di risarcire i propri clienti con le seguenti modalità: a tutti i clienti che utilizzano i servizi hosting e domini che includono la posta elettronica verrà attivata gratuitamente la Business Mail; coloro che già utilizzano questo servizio riceveranno invece una Gigamail; tutti i contratti relativi a ServerDedicati, Housing e Virtuali saranno prolungati gratuitamente di 15 giorni solari; tutti i clienti avranno l'opportunità di usufruire di un voucher del valore di 5 euro per l'acquisto dei prodotti Fotoaruba. Le spese di spedizione sino ad euro 1,90 e le spese di gestione dell'ordine saranno a carico di Aruba".
Chi ha avuto danni superiori potrà fare causa in Tribunale, sottolinea il Codacons. "Siamo soddisfatti per la saggia decisione dell'azienda di indennizzare spontaneamente i propri clienti - afferma il presidente Carlo Rienzi - Tuttavia resta la possibilità, per utenti e aziende che a causa del disservizio hanno subito danni ingenti, di intentare causa di risarcimento in Tribunale. A tal fine, stiamo raccogliendo le segnalazioni di clienti Aruba sul blog www.carlorienzi.it".
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Lavoro flessibile: il part time lo decide il datore di lavoro
La Corte di Cassazione con la sentenza numero 9769 del 4 maggio 2011, ha stabilito che il part time non figura come diritto del lavoratore ma la sua concessione è a discrezione dei vertici dell’impresa. In sostanza è “il capo” a decidere se il lavoratore può prestare servizio solo mezza giornata oppure no. Va ricordato che il contratto collettivo prevede la possibilità di riduzione dell’orario lavorativo qualora il dipendente si trovi nelle condizioni indicate come prioritarie per concedere la stipula dell’accordo integrativo aziendale.
La decisione deve essere comunque valutata attentamente in relazione alle “esigenze organizzative e produttive” dell’impresa nel momento specifico. La Cassazione ha accolto il ricorso di una banca contro la Corte di appello di Ancona che aveva invece dato ragione ad un lavoratore che pretendeva di usufruire del tempo parziale giustificato con un precario stato di salute.
Fino a dove può decidere il datore e quando entrano in gioco i diritti del lavoratore? L’imprenditore può scegliere il tipo di prestazione di cui l’impresa ha bisogno, tra tempo pieno e part time, valutando se le richieste dei dipendenti rispondono o meno alle esigenze aziendali. Dal momento in cui venga stabilito che “in una determinata unità produttiva e con riguardo a specifiche mansioni” vi sia una particolare esigenza la decisione di concedere o negare la trasformazione del rapporto a part time non è più a discrezione del titolare e segue invece i criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva e dagli accordi integrativi aziendali. Il dipendente viene legittimato a ritenersi leso e chiedere il risarcimento del danno qualora vengano a mancare i principi di correttezza e buona fede relativamente alla trasformazione del rapporto di lavoro.
Riassumendo il dipendente non ha il diritto di sindacare le scelte dell’imprenditore nel ritenere che l’impresa abbia necessità di lavoratori a tempo parziale o intero, ma ha invece il diritto di chidere un risarcimento qualora l’esercizio del potere del datore di lavoro sia esercitato in maniera illegittima (scegliendo ad esempio di concedere il part time ad alcuni lavoratori e non ad altri che ne abbiano fatto richiesta e che possiedano gli stessi requisiti).
Fonte:i-dome.com
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Agenzia Entrate: più tempo per versamenti e 730
Slittano dal 16 giugno al 6 luglio 2011 i termini dei versamenti delle imposte dirette, dell'Irap e dell'acconto della cedolare secca. E' quanto ha previsto un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato venerdì scorso. Il Dpcm, spiega l'Agenzia delle Entrate, prevede anche, in relazione alle stesse imposte, la possibilità di effettuare i versamenti dal 7 luglio al 5 agosto 2011, versando una maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40%.
Quest'anno la proroga riguarda indistintamente le persone fisiche, mentre per tutti gli altri lo spostamento in avanti delle scadenze si riferisce soltanto alle attività interessate dagli studi di settore. Più tempo anche per i contribuenti che presentano il modello 730, che potrà essere consegnato al datore di lavoro entro il 16 maggio 2011 e ai Caf o ai professionisti abilitati, entro il 20 giugno 2011. A favore dei Caf e dei professionisti abilitati è stato, inoltre, previsto un differimento dal 30 giugno al 12 luglio 2011 per la trasmissione telematica del modello 730 presentato da lavoratori dipendenti e pensionati. Infine, il Dpcm prevede che le scadenze in agenda tra il 1° e il 20 agosto vengano tutte spostate a sabato 20, cioè automaticamente a lunedì 22 agosto, per consentire ai contribuenti di fruire di più tempo per effettuare i versamenti evitando gli eventuali disagi legati al periodo estivo. Non rientrano, in ogni caso, in questa ultima finestra i versamenti con la maggiorazione dello 0,40%, che vanno eseguiti dal 7 luglio al 5 agosto.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Cassazione: stop alle tesi di laurea copiate da internet
Il fenomeno dei lavori plagiati è destinato a crescere esponenzialmente, come già sta accadendo in Italia da anni, per mezzo della diffusione della rete internet, che è uno strumento di lavoro indispensabile, al fine di reperire informazioni, ma al contempo offre opportunità palesi di copiare il lavoro altrui, con estrema facilità e con grande difficoltà nel verificarne l'autenticità o meno. Il problema è stato richiamato dalla Corte di Cassazione, che con sentenza delle Terza sezione penale ha voluto lanciare l'allarme, a proposito di una tesi di laurea copiata. Il caso scoppia in Sardegna, dove nell'anno accademico 2001-2002, uno studentessa di Medicina e Chirurgia, presso l'Università di Cagliari, aveva presentato una tesi di laurea, che ricalcava in tutto e per tutto quella di un altro laureando di sei anni prima, avendo uguali il titolo, lo svolgimento e la bibliografia. In sostanza, la ragazza aveva fatto un lavoro di semplice copia e incolla. Il caso era poi finito al Tribunale di Cagliari, che aveva annullato il titolo di laurea alla neo-dottoressa, il luglio 2006. La Cassazione, nel confermare la decisione di Cagliari, ha voluto richiamare l'attenzione alla crescente facilità di plagiare il lavoro altrui, grazie alla diffusione di internet.
Fonte:studiocataldi.it (Emanuele Ameruso)
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Lavoro famiglia: contributi alle aziende dal 18 maggio
Il 18 maggio entrerà in vigore il DL che concede contributi alle imprese che promuovono la conciliazione "famiglia lavoro" dei dipendenti, con finanziamenti anche per gli autonomi.
Conto alla rovescia per l'entrata in vigore (prevista per il 18 maggio) del decreto ("Regolamento recante criteri e modalità per la concessione dei contributi di cui all'articolo 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53") che definisce i contributi alle aziende per finanziare il lavoro flessibile dei dipendenti con famiglia: turni e orari personalizzatti, congedi e reinserimento post-maternità e paternità, part-time e telelavoro.
I finanziamenti premiano dunque tutti i progetti volti a consentire la conciliazione tra vita privata e lavorativa.
I progetti possono riguardare lavoratori uomini e lavoratrici donne, dipendenti e dirigenti, purché si abbia la necessità di orari e modalità di lavoro flessibili per la presenza di figli minori, persone non autosufficienti o disabili o affette da documentata e grave infermità a carico.
Fanno parte delle iniziative incentivate anche quelle che prevedono corsi di formazione e aggiornamento e, più in generale, progetti in partenariato e in rete con altri enti.
Potranno accedere ai contributi, per un massimo di 500 mila euro e una durata massima di 24 mesi, i datori di lavoro privati che esercitano attività di impresa, le società, i consorzi, i gruppi di imprese e le associazioni di imprese, anche temporanee, i datori di lavoro privati che risultino iscritti in pubblici registri, le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere.
La misura riguarda anche i lavoratori autonomi, per i quali sono previsti finanziamenti per un massimo di 35mila euro per la realizzazione di progetti di sostituzione o collaborazione.
Le domande dovranno pervenire entro il 10 febbraio, il 10 giugno e il 10 ottobre di ogni anno al Dipartimento per le politiche della famiglia.
Fonte:blog.pmi.it (noemi Ricci)
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Mutuo per l’abitazione principale: detrazione ok con “accollo interno”
Basta un atto pubblico o una scrittura privata autenticata e che le quietanze siano integrate
La separazione di una coppia può portare alla “riunificazione” di un mutuo ipotecario stipulato, in origine, al 50%, per l’acquisto dell’abitazione principale. Se uno dei due coniugi, infatti, diventa, con l’accordo di separazione, proprietario unico della casa e si accolla il pagamento della parte di mutuo intestato al suo ex, allora passa a lui anche il diritto alla detrazione del 19% sugli interessi passivi maturati sull’intera somma. Lo sconto d’imposta spetta anche in caso di “accollo interno”, senza cioè che sia intervenuta alcuna modifica del contratto stipulato con la banca.
La regola non cambia nel caso in cui l’appartamento acquistato da uno solo dei due coniugi venga assegnato poi, con la sentenza di separazione, all’altro che, a questo punto, pagherà il mutuo.
La condizione, in entrambe le ipotesi, è che l’accollo risulti da un atto pubblico o scrittura privata autenticata e che le quietanze di pagamento siano integrate dall’attestazione che l’intero onere è stato sostenuto dal coniuge proprietario.
Se uno dei due intestatari muore, l’altro, assieme agli eventuali altri eredi, subentra nel pagamento e può detrarre gli interessi anche prima della regolarizzazione del mutuo con la banca. In presenza di più eredi e pagamento del mutuo ad opera di uno solo di essi, quest’ultimo può fruire del beneficio nella misura massima: per il fisco, è sufficiente un accordo tra gli eredi, nella forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, da cui risulti che uno solo tra loro assume l’obbligo di pagare l’intero debito.
Questi alcuni dei punti chiariti ai Caf dall'Agenzia delle Entrate con la circoalare 20/E del 13 maggio.
Va bene anche la dichiarazione sostitutiva per la versione “mista”
Quando nei contratti di mutuo “misto” (parte per l’acquisto, parte per la ristrutturazione) o di compravendita non è specificata la somma imputabile all’acquisto, e in assenza di altra specifica documentazione rilasciata dalla banca, può bastare una dichiarazione sostitutiva del contraente dalla quale risulti l’importo destinato all’acquisto sul quale, quindi, si ha diritto allo sconto del 19%.
Nuda proprietà: usufrutto al figlio, detrazione al padre
Sì allo sconto sul mutuo per l’abitazione principale contratto dal genitore che acquista la nuda proprietà di un immobile dato in usufrutto al figlio. La detrazione è applicabile a tutti gli interessi pagati, rapportati all’intero valore dell’immobile, fermo restando che devono sussistere tutte le altre condizioni stabilite dalla norma agevolativa.
L’agevolazione alle Forze armate non vuole altre proprietà
È la sintesi della risposta all’ultimo dei quesiti presentati dai Caf sull’argomento mutui. Per i dipendenti delle Forze armate e della Polizia in servizio permanente, la normativa presenta delle eccezioni a misura dell’attività svolta. Ad esempio, per beneficiare della detrazione l’immobile non deve necessariamente costituire “dimora” abituale, deve però rappresentare unica abitazione di proprietà. No, quindi, allo sconto se il contribuente possiede, al momento dell’acquisto, un’altra casa, anche se su di essa grava un diritto reale di godimento.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Anna Maria Badiali)
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