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News e Fax > Archivio 2011 > Novembre 2011
Elenco news :
Crisi: sfratti per morosità più che raddoppiati in 10 anni
Tariffe cellulari più basse con diminuzione Agcom costi terminazione. Nuovi prezzi e risparmio
Redditometro: come funziona la sperimentazione per imprese e professionsti
Secondo acconto d’imposta, in cassa entro il 30 novembre
Iphone, rischio maxi bolletta per chi ha aggiornato sistema iOS 5.1
La stretta creditizia mette a rischio il sistema delle Pmi
Inserimento; Porta aperta per le lavoratrici
Pubblicità ingannevole; Adoc Puglia lancia allarme: attenzione al "registro delle imprese"
Facebook sotto attacco hacker: account presi in consegna per postare immagini pornografiche
Nuovo TUR, quali riflessi sulla cessione del quinto?
Immobili, torna di moda la nuda proprietà nelle compravendite
Bambini pagano prezzo più alto crisi in Italia
Maxiemendamento: sistemi contabili semplificati per le Pmi
Arriva il software per il redditometro
Pensioni: nuove regole, date e quote anzianità e sistema contributivo riforma Monti
Traghetti Sardegna, depositata class action
Istat: inflazione al 3,4%. Consumatori chiedono interventi
Al via i controlli incrociati contro le assicurazioni false
Con la legge di stabilità, a regime lo sconto forfetario per i benzinai
Buoni pasto, Adoc sostiene proposta aumento esenzione fiscale
Al lavoro in bicicletta, per risparmiare, ma l'Inail non risarcisce gli incidenti
Crescita; Dieci miliardi alle piccole imprese
Conti deposito: migliori tassi netti. Confronto offerte 2011 Novembre
Cassazione: furto auto in un autolavaggio? Paga il gestore se sono state lasciate le chiavi sul cruscotto
Testo definitivo della Legge di Stabilità 2012 (Legge Finanziaria 2012)
Lavoro; Contributi inserimento occupazionale
Mutuo, ecco come risparmiare fino a 5 mila euro
Comunicazione PEC entro il 29.11.2011
Censimento, il 21 novembre parte la seconda fase
Trasferte di lavoro: biglietti online con PayPal
Crisi: sfratti per morosità più che raddoppiati in 10 anni
Negli ultimi dieci anni i provvedimenti di sfratto per morosità sono più che raddoppiati, soprattutto negli ultimi tre anni, passando dalle 27.000 unità (precisamente 26.937) registrate nel 2001 alle 56.000 (esattamente 56.147) del 2010. questo si traduce in un incremento, su tale arco di tempo, del 108,4%. La CGIA di Mestre lancia l'ennesimo monito sull'attuale situazione di crisi, e di cui la grave difficoltà economica in cui versano le famiglie italiane ne è reale manifestazione. L'analisi è allarmante e preoccupante: nonostante sia leggermente diminuito il numero di famiglie in possesso di un contratto di affitto - 2,9% tra il 2001 ed il 2009 - la crescita degli sfratti per morosità ha subito una impennata, trasformandosi in un vero e proprio boom. Al 2009 (ultimo dato disponibile) ammontava a circa 4.215.000, il numero di nuclei familiari che viveva in un'abitazione in affitto, circa il 17,1% del totale delle famiglie italiane, la maggior parte dei quali nel Mezzogiorno, con 1.424.085 unità. "Rispetto ad un tempo - afferma Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre - sono mutate anche le tipologie familiari colpite dallo sfratto per morosità. Se fino a qualche anno fa le più interessate erano quelle guidate da lavoratori dipendenti, da pensionati o da persone che erano state espulse dal mercato del lavoro, negli ultimi anni, invece, hanno assunto dimensioni numeriche sempre più preoccupanti anche quelle composte da immigrati, da famiglie con a capo un artigiano, un piccolo commerciante o da giovani titolari di partita Iva che, con l'aggravarsi della crisi, sono scivolate in condizioni di marginalità economica". La CGIA di Mestre evidenzia inoltre che, ai fini del calcolo, sono stati considerati i soli provvedimenti di sfratto per morosità, senza includere le richieste di esecuzione presentate all'Ufficiale Giudiziario o gli sfratti emessi con l'intervento dell'Ufficiale Giudiziario. "Se nel 2007 - commenta Bortolussi - queste misure scesero a quota 33.959, l'anno successivo salirono a 41.203 e nel 2009 raggiunsero quota 51.576. Il valore record, comunque, viene toccato nel 2010 quando gli sfratti emessi per morosità superano la soglia dei 56.100 provvedimenti". Su base regionale, nel decennio 2001-2010, l'incremento maggiore si è registrato nelle Marche (+316,3%), seguita da Lombardia (+249,1%) e Calabria (+203,3%).
Fonte: StudioCataldi.it (Nadia F. Poli)
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Tariffe cellulari più basse con diminuzione Agcom costi terminazione. Nuovi prezzi e risparmio
Via libera al taglio dei costi della terminazione mobile: l’Agcom ha stabilito la riduzione dei prezzi da giugno 2012 per tariffe di terminazione, il pedaggio che gli operatori fissi devono pagare ai mobili per le proprie chiamate sui cellulari.
Ma Wind e Vodafone protestano, minacciando di ritoccare gli investimenti sulla rete 4G. Secondo quanto stabilito dall’Agcom, dagli attuali 5,3 centesimi al minuto per Tim, Vodafone e Wind e dai 6,3 cent per H3g, i tagli dal primo luglio 2012 per le tariffe di terminazione mobile saranno di 3,5 centesimi per H3g e 2,5 centesimi per Tim, Vodafone e Wind.
Dal primo gennaio 2013, poi, ad H3g saranno corrisposti 1,7 centesimi e agli altri 1,5 centesimi; infine, dal primo luglio 2013 si passerà all’obiettivo voluto dall’Ue: 0,98 centesimo per tutti, anche se l'Europa aveva chiesto di portare le tariffe a 0,98 centesimi già da gennaio 2012. I prezzi di terminazione mobile seguiranno una strada in discesa da giugno 2012 fino al 2013. Secondo uno studio di Consumatori Associati, il taglio della terminazione farà risparmiare fino a un miliardo di euro l’anno, in bolletta.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Redditometro: come funziona la sperimentazione per imprese e professionsti
Ha fatto il suo debutto il Redditometro 2012: in data 16 novembre 2011, con il rilascio del software per la sperimentazione presso associazioni di categoria, ordini professionali e sindacati, ha avuto inizio la fase di transizione verso il nuovo sistema di calcolo delle rendite presunte dei contribuenti italiani: la nuova versione del programma permetterà di confrontare il reddito dichiarato con quello che il Fisco si attende da ciascun contribuente sulla base delle spese effettuate.
Se due più due fa quattro, allora non sarà possibile dichiarare un reddito inferiore alle spese effettuate: questo in soldoni il nuovo approccio.
Il Redditometro 2012 tenterà dunque di individuare quella soglia limite, ed evidenziare tutti i contribuenti a rischio di evasione fiscale.
Ad essere coinvolti dal test del redditometro saranno principalmente aziende, professionisti e associazioni. Le prime due categorie dovranno inserire le informazioni autonomamente e in forma rigorosamente anonima; le associazioni, invece, dovranno girare le richieste del censimento da redditometro ai propri iscritti. Anche in questo caso sarà pienamente garantito l’anonimato.
Tutte le risposte inviate all’Amministrazione Finanziaria saranno, poi, analizzate da Sose, la Società per gli Studi di Settore, la quale verificherà la tenuta dei dati con le percentuali di scostamento del redditometro e riuscirà a verificare l’affidabilità dello strumento. Il risultato ottenuto da questa analisi sarà condiviso con le associazioni che, a loro volta, lo trasmetteranno ai propri iscritti al fine di individuare eventuali anomalie.
I contribuenti, almeno per il momento, possono stare tranquilli. Il Fisco, infatti, assicura che le prove avranno carattere sperimentale, saranno anonime e, pertanto, non permetteranno la formazione di liste selettive per i controlli. La verifica dei redditi partirà con le dichiarazioni del 2012 relative ai redditi di quest’anno.
E sempre a proposito di software, prossimamente sarà rilasciato un programma, accessibile dal sito Web dell’Agenzia delle Entrate, definito di autodiagnosi in quanto consentirà ad ogni contribuente di conoscere il proprio grado di corrispondenza e permetterà loro di verificare l’esposizione al rischio di subire un controllo.
Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Secondo acconto d’imposta, in cassa entro il 30 novembre
Tra i maggiori interessati al prossimo appuntamento, coloro che hanno scelto la cedolare secca. Per questi una ragione in più: il calcolo dell’anticipo tende al ribasso
Il tempo per la seconda o unica rata d’acconto Irpef/Ires del 2011 è oramai maturo. Il termine ultimo per il versamento è, infatti, tradizionalmente fissato al 30 novembre. Sono chiamati in cassa i contribuenti che hanno presentato il modello Unico 2011 e risultano debitori d’imposta. Tra questi, i maggiori interessati all’appuntamento di quest’anno sono di sicuro quelli che hanno optato per la cedolare secca. Gli stessi, grazie alla natura sostitutiva dell’imposta, dovranno rideterminare al ribasso l’importo dovuto.
Tutti, ma con le “dovute” eccezioni
In linea di massima, versano l’acconto un po’ tutte le categorie di contribuenti (persone fisiche, società di persone ed equiparate e soggetti Ires), ma il vero ago della bilancia lo fa la “differenza”. Si tratta dell’importo che, in Unico PF, è indicato al rigo RN33 ed esprime l’imposta dovuta per il 2010, al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute subite. Su questa cifra si deve applicare una determinata percentuale normativamente prestabilita che, per il 2011, come per l’anno scorso, è fissata al 99 per cento.
Se la cifra ottenuta è inferiore a 52 euro si è a posto così, non bisogna pagare nulla, mentre, quando il limite è raggiunto o superato, l’acconto è dovuto. In particolare, coloro che sono in debito con il Fisco di una somma inferiore a 257,52 euro saldano il conto in un solo colpo entro il prossimo 30 novembre. Diverso il caso dei debiti più pesanti, quelli pari o superiori al limite indicato, che si estinguono a rate:
•la prima, nella misura del 40% dell’ammontare complessivo, andava pagata entro il 6 luglio scorso (solo per quest’anno, perché normalmente è il 16 giugno), insieme al saldo 2010, ovvero nel termine del 5 agosto (normalmente è il 16 luglio) con la maggiorazione dello 0,40%
•la seconda, il restante 60%, entro mercoledì 30 novembre.
Oltre la “differenza” minima, sotto i 52 euro, esistono altri casi di esclusione dall’adempimento. Si tratta di situazioni come quelle dei contribuenti che hanno percepito redditi per la prima volta nel 2011, di coloro che non hanno presentato la dichiarazione relativa al 2010, dei falliti e degli eredi di persone decedute nei primi undici mesi del 2011.
Le diverse “taglie” dell’acconto e delle eventuali sanzioni
In generale, la misura dell’anticipo d’imposta va, dunque, calcolata con la dichiarazione dei redditi alla mano, andando a verificare quanto si è indicato in Unico PF 2011. Ma questo va bene per chi ha un quadro reddituale costante; al contrario, il contribuente che ha o si attende un risultato economico variabile può, avallato dalla legge, accantonare il metodo storico e prediligere la determinazione presuntiva dell’imposta netta dovuta per i redditi 2011.
Potrebbe essere il caso di chi sostiene maggiori oneri o percepisce minori redditi, oppure di chi ha optato per la cedolare secca. L’imposta sostitutiva “piatta”, infatti, esclude dall’imponibile Irpef il reddito da locazione di immobili, portando di conseguenza la riduzione dell’acconto che, in questa ipotesi, deve necessariamente essere calcolato in via presuntiva.
Naturalmente, la scelta del metodo previsionale è più rischiosa poiché, comportando la riduzione o l’omissione del secondo acconto, in caso di errore, conduce all’applicazione della sanzione del 30% dell’importo non versato (oltre agli interessi di mora).
A tutto, però, c’è un rimedio. Quindi, se la svista c’è stata e chi ha sbagliato se ne accorge nei tempi giusti, ci si può sempre avvalere del ravvedimento operoso ottenendo significative riduzioni della sanzione “madre”. In particolare, se il contribuente corregge l’errore:
•entro 14 giorni dalla scadenza (ravvedimento sprint), la sanzione ordinaria del 30% è abbattuta allo 0,2% per ogni giorno di ritardo
•entro 30 giorni dalla scadenza (ravvedimento breve), la sanzione è ridotta a un decimo, cioè al 3%
•entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione (ravvedimento lungo), la sanzione è stabilita in un ottavo del 30%, pari dunque al 3,75 per cento.
Con l’aggiunta degli interessi legali, attualmente all’1,5% annuo, calcolati giornalmente.
Tornando alla misura dell’acconto, va detto che non per tutti è la stessa: società di capitali con esercizio coincidente con l’anno solare ed enti non commerciali lo versano in misura piena, cioè considerano come debito d’imposta l’intero importo indicato al rigo RN17 di Unico SC o al rigo RN28 di Unico ENC.
L’anticipo è pari al 60% dell’imposta risultante nella dichiarazione per il 2010, senza dilazioni e sempre che sia stato già pagato il 40% dovuto come primo acconto.
Anche l’acconto Ires, infatti, va versato in due rate solo se l’importo della prima supera i 103 euro (sotto tale limite, l’unica scadenza sarebbe stata il 30 novembre), mentre non è previsto alcun adempimento nell’ipotesi in cui, nei righi in questione, sia indicata una cifra inferiore a 21 euro.
Praticamente …
L’acconto d’autunno, comunque determinato, va versato per intero con l’F24, senza la possibilità di rateizzare la somma, opportunità concessa solo in occasione del pagamento della prima tranche.
Nel modello, l’anticipo Irpef vuole il codice tributo 4034 Irpef acconto - seconda rata o acconto in unica soluzione, quello Ires il 2002 Ires acconto - seconda rata o acconto in unica soluzione, mentre 3813 è il codice tributo da utilizzare per il versamento unitario o della seconda rata dell’acconto Irap 2011, per il quale si applicano le stesse disposizioni (sull’obbligo, sull’esonero e sulla possibilità di determinazione previsionale) previste per l’imposta sui redditi. Pertanto, l’acconto Irap, se dovuto dalle persone fisiche o dalle società di persone, è pari al 99% della cifra indicata al rigo IR22 della dichiarazione Irap, mentre, se a pagarlo sono i soggetti Ires, la quota è fissata al 100%, cioè la stessa percentuale prevista per l’imposta sul reddito delle società.
In relazione alle modalità di presentazione del modello F24, si ricorda che i titolari di partita Iva sono obbligati a seguire la via telematica.
Infine, per il versamento dell’acconto 2011, il contribuente può anche avvalersi della compensazione con eventuali crediti tributari o contributivi di cui sia titolare.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Paola Pullella Lucano)
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Iphone, rischio maxi bolletta per chi ha aggiornato sistema iOS 5.1
Gli utenti Iphone che hanno aggiornato il sistema operativo al iOS 5.1 rischiano di ricevere una maxi bolletta a proprio carico. Con l'aggiornamento, infatti, il traffico dati di alcuni gestori telefonici viene contabilizzato secondo il profilo wap e non più secondo l'apn ibox. E questo, secondo l'Adoc, comporta il rischio che all'utente venga addebitata la maxi bolletta per un traffico dati ben più costoso perché solitamente escluso dalle promozioni a traffico incluso del gestore.
"Le comunicazioni ufficiali di alcuni gestori in merito al problema di aggiornamento del traffico dati degli Iphone sono criptiche e difficili da rintracciare sui siti web - denuncia il Presidente dell'Adoc Carlo Pileri - perché non si è provveduto ad avvisare la propria clientela tramite un sms?" L'Adoc, ad ogni modo, è a disposizione di tutti i clienti che hanno ricevuto o riceveranno bollette non corrispondenti al proprio profilo tariffario, al fine di avviare una conciliazione paritetica con il gestore per il recupero delle somme indebitamente fatturate a loro carico. L'Associazione ha anche inviato una lettera all'Agcom segnalando l'attuale situazione, invitando l'Autorità a intervenire prontamente a difesa dei diritti e degli interessi dei consumatori.
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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La stretta creditizia mette a rischio il sistema delle Pmi
Lo chiamano in gergo Credit crunch: una stretta creditizia dovuta in genere a situazioni di crisi economica e crisi di liquidità delle banche che, rendendo difficile l’accesso al credito, mette in difficoltà molte imprese, soprattutto quelle più piccole che hanno difficoltà a fornire le maggiori garanzie richieste.
È questa, secondo uno studio di Crisis D&B (Società del gruppo Crif specializzata in Business Information), la principale causa dell’epidemia di fallimenti (+35%) che, da due anni a questa parte, sta interessando le piccole e medie imprese italiane, con un particolare focus nel nord.
Nella mappa dei fallimenti, le più colpite sono Lombardia, Lazio e Veneto, regioni ad altissima densità imprenditoriale.
A pagare gli effetti della crisi del credito, cui si aggiunge la difficoltà a fare cassa a causa di clienti che pagano in forte ritardo (o non pagano), sono le imprese più fragili in settori come Edilizia, servizi commerciali, commercio all’ingrosso di beni non durevoli, immobiliare.
In conclusione, la crisi è dovuta principalmente a due fattori: si allungano i tempi di pagamento dei clienti, le banche chiudono i rubinetti e le imprese poco capitalizzate vanno sotto stress e rischiano il fallimento.
Una delle possibili soluzioni per “parare il colpo” in attesa di tempi migliori è quella di prendere maggiori informazioni sui propri clienti e allo stesso tempo, laddove possibile, rivolgersi a società specializzate di gestione e recupero crediti.
Fonte:blog.pmi.it (Francesco Mantica)
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Inserimento; Porta aperta per le lavoratrici
Si torna a parlare di assunzioni di donne con contratto di inserimento. La legge 183/2011 apporta una modifica all'articolo 54, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 276/03, che disciplina la materia. La prima novità, rilevante per la costituzione del rapporto, riguarda l'individuazione delle aree geografiche a bassa occupabilità femminile. L'identificazione è affidata a un decreto interministeriale (Lavoro-Economia) da adottarsi entro il 31 dicembre di ogni anno, che varrà per l'anno successivo e conterrà anche l'indicazione delle zone con riferimento alle quali trovano applicazione - nel rispetto del regolamento (Ce) 800/08 - gli incentivi economici previsti dal terzo comma dell'articolo 59 del decreto legislativo attuativo della "riforma Biagi". Si eviterà che il provvedimento ministeriale giunga, come è stato finora, in ritardo rispetto all'anno di riferimento, favorendo lo slancio di questa tipologia di assunzione rimasta in questi anni in stand by. I benefici in campo Il secondo elemento riguarda le aree geografiche di stipulabilità dei contratti per gli anni 2009, 2010, 2011e 2012; con una disposizione transitoria l'individuazione è affidata a un decreto interministeriale (Lavoro-Economia) di prossima emanazione. Il provvedimento andrà monitorato stante la rilevanza delle conseguenze che scaturirebbero, per le aziende, con riferimento alle assunzioni effettuate in zone che non risultassero ricomprese nei territori in cui è ammessa la stipula.
Quanto alla riformulazione dell'articolo 54, comma 1, lettera e) del decreto 276/03, si afferma che le donne devono essere «prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi». Va ora chiarito se l'assenza di occupazione si riferisce ai soli rapporti di lavoro subordinato o se riguarda qualsiasi tipologia di lavoro, svolto anche in forma autonoma o parasubordinata. Un'altra questione è se l'arco temporale, individuato dalla norma (sei mesi), deve essere continuativamente privo di qualsiasi forma di occupazione e se eventuali periodi, caratterizzati da svolgimento di attività "atipiche" (lavoro occasionale remunerato con i voucher), possano essere neutralizzati. Il vantaggio è quello di escludere le donne assunte dal conteggio dei dipendenti per l'applicazione di particolari normative e istituti (il sottoinquadramento va previsto dal Ccnl). Gli incentivi contributivi sono gli stessi previsti per i contratti di formazione e lavoro. Per usufruire di quelli superiori al 25% il contratto di lavoro deve durare almeno 12 mesi; il beneficio non deve superare il 50% del costo salariale annuo del lavoratore (elevato al 75% per i soggetti diversamente abili) e l'assunzione determinare un aumento netto dei dipendenti dello stabilimento interessato (se l'assunzione non rappresenta un incremento netto dei dipendenti, il posto o i posti occupati devono essersi resi vacanti non a seguito di licenziamenti per riduzione del personale).
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Pubblicità ingannevole; Adoc Puglia lancia allarme: attenzione al "registro delle imprese"
Abbiamo già parlato, in occasione di una pronuncia su un caso simile dell'Antitrust, del "registro delle imprese", la trovata di una fantomatica società di Bratislava, la Avron S.r.o. Il meccanismo è semplicissimo: la Avron invia ad ignari utenti, appunto imprese, un form che chiede di restituire compilato con i propri dati. In realtà si tratta di contratti capestro che, se firmati e rispediti al mittente vincolano il malcapitato di turno al pagamento della somma di € 1.271,00 annui, per tre anni". A lanciare l'allerta è l' Adoc Puglia che, caso del destino, ha ricevuto essa stessa la missiva che ha potuto, dunque, spulciare al meglio. Spiega uno dei legali dell'associazione, Cinzia Ligustro: "in calce alla nota, con caratteri di difficile lettura, si legge "Ordine: prestiamo il nostro consenso alla pubblicazione dei ns. dati ed assegniamo alla ditta Avron s.r.o. l'ordine di pubblicare le informazioni sopraccitate nel Registro del Mercato Nazionale su Internet come inserzione pubblicitaria per i prossimi tre anni. L'ordine è irrevocabile e a pagamento se non viene annullato con lettera raccomandata entro e non oltre dieci giorni dalla data d'ordine. Il prezzo è di € 1271 all'anno. Trattasi quindi di un vero e proprio caso di pubblicità ingannevole".
Infatti, il cittadino è chiamato ad apporre la propria firma su un modulo senza avere la possibilità di comprendere se si tratta di un'offerta economica gravosa ed irrevocabile per i primi tre anni e prorogabile, di anno in anno, salvo disdetta. Inoltre, le clausole si appalesano vessatorie anche in considerazione della legge applicabile - quella slovacca - e del foro competente per le controversie, quello di Bratislava.
Cinzia Ligustro precisa ancora: "E' un meccanismo ormai noto, del tutto identico a quello utilizzato in altre iniziative analoghe poste in essere nel recente passato, sempre ad opera di società con sede all'estero. A tal proposito rammentiamo, tra le altre, il "Registro Italiano in Internet per le Imprese" della società tedesca DAD Deutscher Adressdienst GmbH, la "Guida Europea per Città" della società spagnola European City Guide S.L. e la più recente "Guida degli Espositori" della società messicana Expo Guide S.C.". "In questi casi abbiamo interessato le Autorità Garanti della Privacy e del Mercato e avviato i procedimenti dinanzi l'AGCM per far dichiarare l'illegittimità e l'ingannevolezza di tali forme pubblicitarie. Procederemo in tal senso anche questa volta".
L'Associazione invita i cittadini ad ignorare e a non sottoscrivere, peggio inviare eventuali comunicazioni ricevute. Chi per errore avesse già sottoscritto e inviato il modulo, può contattare l'Associazione per ottenere indicazioni utili.
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Facebook sotto attacco hacker: account presi in consegna per postare immagini pornografiche
L’azienda a lavoro per riparare al danno, proprio nei giorni in cui dovrebbe lanciare una importante riprogettazione delle pagine.
Il social network da 800 milioni di utenti è sotto attacco. Un virus diffonde pornografia e violenza sulle bacheche degli utenti Facebook. Ce ne eravamo accorti già da diversi giorni. La società ieri ha reso noto di essere sotto un “attacco spam coordinato”, responsabile della pubblicazione di immagini pornografiche e violente sulle pagine di ignari utenti. Già da qualche tempo gli iscritti si erano lamentati di immagini inquietanti che sembravano provenire da amici fidati, alcuni lo hanno fatto su altri blog o su Twitter.
Dall’azienda di Mark Zuckerberg sono state fatte delle dichiarazioni che spiegano che alcuni utenti sono stati indotti a incollare ed eseguire lo “javascript dannoso” nella barra URL del browser, facendo in modo che condividessero dunque il contenuto offensivo senza saperlo.
Inoltre il top management del social network fa sapere che si sta lavorando per risolvere la vulnerabilità dei browser esposti al virus e che si stanno mettendo a punto dei “meccanismi di applicazione” per chiudere pagine e account dannosi. Come ha dichiarato un portavoce di Facebook: “Abbiamo messo in atto misure di per ridurre il tasso di questi attacchi e continueremo a reiterare la nostra difesa, trovando nuovi modi per proteggere le persone”.
L’azienda non ha fornito dettagli su cosa, esattamente, abbia scatenato il virus, ma soprattutto su cosa abbia spinto gli utenti a incollare il codice dannoso nella barra URL dei loro browser.
Questa azione, chiamata “cross-side scripting”, consente agli hacker di aggirare i controlli di web security e, nel caso degli attacchi di questa settimana, prendere in consegna l’account dell’utente infetto, pubblicando immagini a volontà.
Facebook ha una policy che richiede ai membri di avere almeno 13 anni. Gli utenti sono inoltre incoraggiati a segnalare contenuti discutibili, mentre il social network rimuove la pornografia di propria iniziativa.
Graham Curley, senior technology consultant di Sophos, ha detto che è difficile informare gli utenti su come proteggersi. “Vorremmo continuare a raccomandare agli utenti di restringere le proprie impostazioni di privacy, di bloccare il più possibile la capacità dei loro amici a taggarli in post e immagini, di eseguire l’aggiornamento del software anti-virus sui propri computer”.
ll problema si presenta proprio mentre Facebook si prepara a svelare una riprogettazione importante delle pagine profilo dei suoi 800 milioni di utenti. Questa Timeline dovrebbe consentire agli utenti di Facebook di permettere al sito di organizzare tutte le loro azioni in ordine cronologico.
Fonte:Key4biz.it
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Nuovo TUR, quali riflessi sulla cessione del quinto?
L’INPS illustra le conseguenze derivanti dalla variazione del tasso di riferimento (pari all’1,25%) ad opera della BCE sui tassi da applicare in caso di prestiti con cessione del quinto della pensione. La Banca Centrale Europea (BCE) in data 3 novembre 2011 ha diminuito di 25 punti base la misura del tasso ufficiale di riferimento (TUR). L’INPS spiega ora le variazione sui tassi di riferimento da applicare ai prestiti con cessione del quinto della pensione, di cui all'articolo 7 della Convenzione quadro finalizzata alla concessione di prodotti di finanziamento a pensionati INPS.
Le variazioni sono le seguenti:
- da 8,20% a 7,95% per i prestiti al di sotto dei 5.000 euro;
- da 7,30% a 7,05% per i prestiti al di sopra dei 5.000 euro.
Le suddette modifiche saranno operative con decorrenza 1° dicembre 2011.
(Messaggio INPS 14/11/2011, n. 21453
Fonte:ipsoa.it
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Immobili, torna di moda la nuda proprietà nelle compravendite
Secondo l'analisi del portale Immobiliare.it, nell'ultimo anno le compravendite di immobili in nuda proprietà hanno fatto registrare un incremento pari a circa il 10% rispetto all’anno precedente: sono ormai centinaia gli immobili messi in vendita online con questa formula.
La nuda proprietà è un'operazione che consente di risparmiare sul prezzo d’acquisto riservata a chi non ha necessità di abitare immediatamente nell’immobile, in quanto si acquista solo la proprietà dell’immobile ma non l’usufrutto, che rimane del venditore solitamente finché questi è in vita.
La crisi all'origine del boom
“Se fino a un paio di anni fa vendere la nuda proprietà era un espediente per permettere ai genitori di vendere casa ai figli risparmiando sulle tasse, oppure il venditore era un anziano senza eredi – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – oggi chi decide di vendere la nuda proprietà è spinto soprattutto dalla crisi economica. Chi acquista, dal canto suo, continua a trovare nel mattone un bene di rifugio, risparmiando notevolmente rispetto al valore di mercato dell’immobile.”
Opportunità di business e vantaggi fiscali
Attraverso questa operazione immobiliare si può, infatti, ridurre il prezzo di vendita della casa dal 5% fino al 40-50% rispetto alle quotazioni di mercato. Naturalmente, lo sconto è inversamente proporzionale all’età di chi vende. La nuda proprietà comporta anche importanti vantaggi fiscali: dalla possibilità di richiedere le agevolazioni prima casa, alla più bassa base imponibile su cui applicare le imposte. Di contro, occorre attendere degli anni, fino alla morte dell’usufruttuario, per disporre concretamente dell’immobile.
L’identikit del venditore
Il venditore tipo della nuda proprietà è una persona anziana (sola o in coppia) che risiede in una città del Centro Nord e che mette in vendita immobili di livello medio-alto. Per quanto riguarda l’età, dove specificato si tratta sempre di persone over 60: i più giovani hanno 65 anni, ma moltissimi sono gli ultra-ottantenni o addirittura ultra novantenni.
Offerte soprattutto nel Lazio e a Roma
Lazio (41% degli annunci totali), Lombardia (14%), Toscana (12%), Liguria (11%), Piemonte (9%) ed Emilia Romagna (5%) rappresentano, insieme, ben i due terzi del totale dell’offerta nazionale. Dalla città di Roma arriva il 36% di tutti gli annunci di vendita per nuda proprietà, da Milano il 9%: a riprova della concentrazione dell’offerta nelle metropoli più grandi, in cui il problema di arrivare a fine del mese è più sentito.
Spulciando tra le offerte si trova di tutto: dall’immobile da ristrutturare al piccolo bilocale da acquistare come investimento, dalla dimora extra lusso in pieno centro città al casale in campagna.
Calcolo del valore di usufrutto e nuda proprietà
Il valore di usufrutto e nuda proprietà in questo tipo di vendita viene calcolato in base a specifiche tabelle. Ipotizzando in 200.000 euro il valore della piena proprietà e in 51 gli anni del venditore, l'usufrutto vale il 70% del valore della piena proprietà; vale, cioè, 140.000 euro e la nuda proprietà, specularmente, 60.000 euro.
Fonte:casaeclima.com
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Bambini pagano prezzo più alto crisi in Italia
La crisi economica rischia di pesare soprattutto su bambini e adolescenti, in assenza di misure specifiche di tutela. Negli ultimi anni la percentuale delle famiglie a basso reddito con un minore è aumentata dell'1,8%, e del 5,7% quella di chi ha 2 o più figli. Questo rileva l'Atlante dell'Infanzia, diffuso da Save the Children alla vigilia della Giornata dell'Infanzia che si celebra il 20 novembre. Sono 10 milioni 229 mila i minori in Italia: 1.876.000 vivono in povertà e il 18,6% in condizione di deprivazione materiale.
Quello "fotografato" dall'Atlante di Save the children è un pianeta infanzia che in una Italia che invecchia si riduce sempre di più. Napoli, Caserta, Barletta-Andria-Trani sono infatti le uniche province "verdi" italiane, quelle cioé in cui la percentuale dei giovani fino ai 15 anni rimane maggioritaria sugli over 65. "La qualità della vita dei nostri bambini e ragazzi è mediamente incomparabile con quella del secolo scorso - commenta Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia - tuttavia, se non è più la tubercolosi a uccidere, o la guerra, oggi i nostri minori fanno i conti con la povertà, la scarsità di servizi per l'infanzia, le città inquinate, stili di vita insani che conducono all'obesità. Problemi che l'attuale crisi economica rischia di amplificare se non c'è un'inversione di rotta immediata e si pone la tutela dell'infanzia e adolescenza come una priorità delle scelte politiche-economiche, di un paese che finora ha sempre investito molto nelle pensioni e molto meno di quanto avviene altrove per aiutare i minori, i giovani e le famiglie con figli". L'Atlante analizza l'impatto della crisi economica sui bambini e sugli adolescenti, con l'impoverimento delle famiglie con figli; la drastica contrazione della spesa sociale, con drammatiche conseguenze sui minori che vivono al Sud ma anche in alcune aree del Nord Italia: la dispersione scolastica; i servizi per l'infanzia disponibili "a macchia di leopardo", con differenze notevoli da regione a regione. Insomma, un Atlante di un'infanzia sempre più a rischio: oltre 150 pagine e 80 mappe restituiscono informazioni sulla condizione di bambini e adolescenti del nostro paese, insieme all'appello a riportare al centro delle scelte politiche, sociali ed economiche i più piccoli e i più giovani, in un paese sempre più popolato di anziani. Dunque dati, mappe per indicare dove assolutamente bisogna intervenire per impedire che le condizioni dell'infanzia in Italia peggiorino e si deteriorino. L'Atlante mette a fuoco anche la situazione dei minori stranieri, della distribuzione della popolazione minorile tra città e hinterland e si sofferma poi sulla salute dei minori, stimando in 1 milione e 100 mila i bambini sovrappeso, di cui quasi 400 mila obesi. Questa seconda edizione dell'Atlante vede la collaborazione dell'ANSA nel capitolo che riguarda l'informazione e i minori. Inoltre, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dall'unità d'Italia, include anche un approfondimento sui quasi cento ragazzi garibaldini che parteciparono alla spedizione dei mille, un modo anche per confrontare la "giovane Italia" di allora con quella attuale.
Fonte:ansa.it
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Maxiemendamento: sistemi contabili semplificati per le Pmi
Tra le modifiche introdotte dal maxi-emendamento alla Legge di Stabilità ce ne sono alcune che prevedono sistemi fiscali e contabili semplificati per le imprese più piccole.
Per quanto riguarda la contabilità, si prevede che “I soggetti in contabilità semplificata e i lavoratori autonomi che effettuano operazioni con incassi e pagamenti interamente tracciabili possono utilizzare gli estratti conto bancari alla tenuta delle scritture contabili”.
Il che, in altre parole, significa che se una impresa in contabilità semplificata effettua tutti i pagamenti con bancomat, bonifici, carte di credito o altre tipologie di pagamento comunque tracciabili può fare a meno delle scritture contabili e consegnare in caso di accertamento gli estratti conto bancari.
La contabilità semplificata, è bene ricordarlo, è assai meno onerosa di quella ordinaria e può essere tenuta se si rimane al di sotto delle soglie di 400 mila euro per i servizi e di 700 mila euro relativamente alle altre attività.
La disposizione di cui sopra potrebbe rivelarsi pertanto una notevole fonte di risparmio per le Pmi, anche se ci si chiede se sia possibile per un professionista convincere tutti - ma proprio tutti - i propri clienti a effettuare pagamenti rintracciabili e pagare gli stesso con le medesime forme.
Fonte:bog.pmi.it (Francesco Mantica)
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Arriva il software per il redditometro
15/11- Il software relativo al redditometro verrà pubblicato oggi e sarà disponibile per tutti sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Naturalmente, stiamo parlando del nuovo strumento a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per verificare la capacità di spesa dei contribuenti, ossia se i redditi dichiarati sono in linea con le spese effettuate.
In questa prima fase, il programma sarà sperimentale, più che altro finalizzato a farlo testare alle associazioni di categoria, ordini professionali, allo scopo di segnalare eventuali anomalie.
Per la versione definitiva bisognerà attendere febbraio 2012.
Il software terrà conto di alcune variabili, tra cui la località di residenza, la composizione del nucleo familiare.
Ai fini del calcolo sono oltre 100 le voci di spesa che saranno prese in considerazione.
Tra queste le spese per asili nido, per assicurazione auto, spese sostenute per il veterinario, cavalli da corsa o da equitazione, collaboratori familiari, per i beni di lusso come gioielli e auto di grossa cilindrata.
Il redditometro avrà una funzione soprattutto preventiva.
L’obiettivo principale è infatti quello di incentivare l’adeguamento spontaneo del contribuente, nel caso in cui il medesimo capisca che il reddito dichiarato, ovvero da dichiarare, risulti inferiore a quello risultante dall’applicazione del redditometro.
Il software sarà sprovvisto della base dati di cui dispone l’Agenzia delle entrate, per cui le informazioni richieste dovranno essere inserite manualmente.
Molto probabilmente non ci sarà nessuna fase di registrazione o identificazione al sito.
I redditi soggetti a controllo saranno quelli relativi al periodo d’imposta 2009.
Fonte:i-dome.com
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Pensioni: nuove regole, date e quote anzianità e sistema contributivo riforma Monti
Largo al sistema contributivo per tutti: saranno le pensioni il primo provvedimento al quale metterà mano il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti. In particolare, per la nuova previdenza si profila l'arrivo del sistema contributivo, nella forma pro rata, per tutti.
Nel mirino del professore anche le pensioni di anzianità. Diverse opzioni che Monti si troverà a dover discutere, opzioni elaborate nelle scorse settimane ma sempre accantonate per lo stop della Lega. La prima ipotesi prevede l'anticipo dal 2013 al 2012 di quota 97 (somma di età anagrafica e contributiva), collocando quota 98 nel 2013, quota 99 nel 2014 per poi arrivare a quota 100 nel 2015: questo andamento abolirebbe di fatto i trattamenti di anzianità.
La seconda opzione prevede il superamento del sistema delle quote vincolando a un requisito anagrafico (almeno 60 anni di età) anche i pensionamenti di anzianità calcolate con sistema contributivo di 40 anni. Così si raggiungerebbe comunque quota 100, ma senza passaggi intermedi.
Spicca poi una terza opzione, e cioè quella dei pensionamenti consentiti da un minimo di 62 anni a un massimo di 67 o 70 anni ma che prevede penalizzazioni per chi esce dal lavoro prima del compimento del sessantacinquesimo anno di età, e incentivi, invece, per chi esce dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Traghetti Sardegna, depositata class action
Altroconsumo e Casa del Consumatori hanno depositato presso il Tribunale civile di Genova l'azione collettiva risarcitoria con l'obiettivo della restituzione del 50% di quanto pagato dai viaggiatori nel 2011 sulle tratte per la Sardegna, oggetto di rincari molto elevati.
Alla class action sono arrivate poco meno di 5 mila pre-adesioni e ora si aspetta la pronuncia del Tribunale, ma si parte da una considerazione: nel 2011 i prezzi dei traghetti per la Sardegna sono aumentati in modo anomalo ed esponenziale e i Consumatori vogliono vederci chiaro. Altroconsumo ha depositato la class action sui prezzi dei traghetti sulle tratte per la Sardegna: "Dopo aver ricevuto numerose segnalazioni, abbiamo denunciato all'Antitrust le società Moby, Snav, Grandi Navi Veloci e Forship (marchio "Sardinia Ferries") per verificare l'esistenza di un'intesa restrittiva della concorrenza (il cosiddetto "cartello") - afferma l'associazione - Abbiamo depositato presso il Tribunale civile di Genova l'azione collettiva risarcitoria, con l'obiettivo della restituzione del 50% di quanto pagato dai viaggiatori nel 2011 sulle tratte Genova-Porto Torres, Genova-Olbia, Livorno-Olbia oppure Golfo Aranci, Civitavecchia-Olbia-Golfo Aranci e Piombino-Olbia".
L'iniziativa sta raccogliendo le pre-adesioni (al momento, si è arrivati a quota 4895) mentre le adesioni vere e proprie saranno raccolte dopo l'eventuale pronuncia del giudice sull'ammissibilità della class action. L'associazione chiede al giudice di accertare la violazione delle regole sulla concorrenza, in pratica l'esistenza di un cartello tra le quattro compagnie - che hanno praticato allineamenti al rialzo delle tariffe molto simili fra loro - e di rimborsare i passeggeri della maggiore spesa.
Si parla di aumenti che le associazioni hanno stimato dal 90% al 110%, denunciati a più riprese nel corso dell'anno. A gennaio, proprio Altroconsumo aveva evidenziato che le tariffe della stagione estiva aumentavano in media del 66% con punte del 100% e senza promozione stagionale, ma ripetute sono state le segnalazioni di associazioni e di semplici cittadini che denunciavano prezzi di viaggi proibitivi, specialmente per le famiglie.
Con la class action chiede dunque la restituzione ai viaggiatori della metà della sommapagata. Si può partecipare se si è comprato, nel corso del 2011, un viaggio in traghetto da/per la Sardegna con le compagnie Moby, SNAV, Forship e Grandi Navi Veloci. Bisogna aver conservato il biglietto.
La class action è condotta insieme alla Casa del Consumatore, che ricorda una serie di "storie di ordinario cartello per raggiungere la Sardegna via mare. Un pensionato nel 2011 ha pagato per viaggiare sulla tratta Genova-Olbia, nello stesso periodo, con la stessa compagnia, la Moby, il 100% in più del 2010: 488 euro invece che 240 euro. Sempre quest'anno una coppia convivente con due figli piccoli, da Genova a Porto Torres, ha speso 451 euro, il 100% in più dell'anno precedente.
Una famiglia con due bambini da Piombino a Olbia 730 euro, il 100% in più del 2010. Una coppia 525 euro, oltre il 100% in più della spesa dell'anno precedente (255 euro) sulla tratta Genova-Olbia. Sono sette storie come queste - spiega l'associazione - i cardini su cui la Casa del Consumatore e Altroconsumo hanno impostato la class action contro quattro compagnie di navigazione, Moby, Grandi Navi Veloci, Snav e Forship (Sardinia Ferries), per violazione della concorrenza e allineamento di tariffe verso l'alto".
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Istat: inflazione al 3,4%. Consumatori chiedono interventi
Pesa soprattutto l'aumento dell'aliquota Iva sull'andamento dell'inflazione, che nel mese di ottobre registra un aumento dello 0,6% rispetto a settembre e del 3,4% a livello annuale. La dimensione del rialzo congiunturale dei prezzi al consumo rispecchia anche gli effetti delle misure previste dalla recente manovra finanziaria e, in particolare, dell'aumento dell'aliquota dell'Iva ordinaria al 21%. L'inflazione acquisita per il 2011 è del 2,7%.
È quanto reso noto oggi dall'Istat a conferma delle stime provvisorie. Da sottolineare che il principale effetto di sostegno alla dinamica dell'indice generale deriva dal rialzo congiunturale dell'1,8% dei prezzi dei Beni energetici. E continuano ad aumentare i prezzi dei prodotti acquistati più spesso: più 0,7% su base mensile, più 4,1% rispetto allo scorso anno (era più 3,7% a settembre).
"Continuiamo a ribadire quanto sia grave e allarmante la crescita del tasso di inflazione, giunto addirittura al +3,4%, record storico mai raggiunto dal 2008", affermano Federconsumatori e Adusbef, che denunciano "l'esistenza di forti volontà speculative" e chiedono al nuovo Governo di contrastare questo andamento. "La situazione, infatti, è drammatica. I consumi crollano in quasi tutti i settori, persino in quello alimentare (-4% secondo recenti studi), allo stesso tempo, però, i prezzi relativi al cosiddetto 'carrello della spesa' aumentano addirittura del +4,1% e, ancora peggio, aumenteranno ulteriormente alla luce dei rincari per il gasolio". Secondo i calcoli dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la convergenza fra ricadute dell'inflazione e della manovra economica causerà un crollo del potere di acquisto delle famiglie, dal 2012 al 2014, di oltre 8.300 euro, e di oltre 1600 euro solo per quest'anno.
Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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Al via i controlli incrociati contro le assicurazioni false
Dichiarata guerra alle assicurazioni false. Con l'art. 13 della legge di stabilita' 2012 viene introdotta una nuova modalita' di accertamento circa la mancata copertura assicurativa del veicolo. I dati emersi dalle rilevazioni effettuate durante l'accertamento di violazioni al Codice della strada verranno raffrontati, infatti, con quelli comunicati dalle imprese di assicurazione.L’art. 193, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 disciplina l’obbligo di assicurazione di responsabilità civile e l’eventuale violazione della disposizione è sanzionata con il pagamento di una somma da euro 798 a euro 3.194.
E’ prevista inoltre la confisca amministrativa del veicolo intestato al conducente che sia sprovvisto della copertura assicurativa ove il mezzo stesso circoli con documenti assicurativi falsi o contraffatti, fatta salva sempre e comunque l’applicazione della sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per un anno.
Nell’ambito della semplificazione dei pagamenti e degli accertamenti delle violazioni all’obbligo di copertura assicurativa, l’art. 13, comma 5, della legge di stabilità 2012, aggiunge i commi 4-ter, 4-quater e 4-quinquies all’art. 193 C.d.s. e prevede che la mancanza di una copertura assicurativa del veicolo può essere accertata anche effettuando un controllo incrociato: confrontando cioè i dati risultanti da dispositivi o apparecchiature di cui all’art. 201, comma 1-bis, lett. e), f) e g) omologati o comunque approvati per il funzionamento automatico e gestiti dagli organi di polizia, con quelli contenuti nelle polizze emesse dalle imprese assicuratrici risultanti dalle banche dati della motorizzazione civile.
Ove dal raffronto emerga la mancanza di copertura assicurativa, il proprietario del veicolo, o altro obbligato in solido, dovrà produrre il certificato di assicurazione obbligatoria, in difetto sarà comminata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 398 a euro 1.596, ex art. 180, comma 8 C.d.S. in tema di possesso dei documenti di circolazione e di guida. Conseguentemente, la produzione fotografica ottenuta a seguito delle rilevazioni effettuate ex art. 201, comma 1-bis, lett e), f), g) C.d.s. costituiscono atti di accertamento ex art. 13 legge 24 novembre 1981 n. 689, secondo cui gli organi accertatori delle violazioni per cui è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro possono assumere informazioni mediante rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici. A partire dal 01.01.2012, pertanto, tutti gli apparecchi elettronici di misurazione della velocità e quelli di rilevazione di accessi non autorizzati in z.t.l., centri storici e aree pedonali costituiranno mezzi di prova delle R.C. auto e ciò permetterà l’emersione di eliminare il fenomeno delle polize assicurative inesistenti, scadute o contraffatte.
Fonte:ipsoa.it (Maria Sichetti)
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Con la legge di stabilità, a regime lo sconto forfetario per i benzinai
L’agevolazione per i gestori degli impianti di distribuzione di carburanti consiste in una deduzione dal reddito di impresa in percentuali fisse in base a scaglioni di ricavi
Con l’approvazione della legge di stabilità per il 2012 il Parlamento ha apportato, oltre al suo contenuto tipico, rilevanti novità di carattere odinamentale volte a sostenere la crescita in attuazione delle misure prospettate dal Governo con le Istituzioni europee.
Importanti novità, riguardano, tra l’altro, gli esercenti impianti di distribuzione di carburante.
Si tratta, in particolare, dell’agevolazione fiscale sotto forma di deduzione forfetaria dal reddito di impresa di un ammontare calcolato in percentuali fisse in relazione a scaglioni di ricavi di cui all’articolo 53, comma 1, lettera a), del Tuir:
•1,1% dei ricavi fino a 1.032.913,80 euro
•0,6% dei ricavi oltre 1.032.913,80 euro e fino a 2.065.827,60 euro
•0,4% dei ricavi oltre 2.065.827,60 euro.
Il “bonus fiscale” - previsto dall’articolo 21, comma 1, della legge 448/1998 (Finanziaria 1999) - è stato più volte reiterato negli anni successivi alla sua introduzione in considerazione, anche, del servizio pubblico svolto dai gestori degli impianti di distribuzione carburanti che, pur non essendo classificati come sostituti d’imposta in senso tecnico, incassano giornalmente per conto dell’erario le accise sui prodotti petroliferi commercializzati per autotrazione.
Tuttavia, il Dl “milleproroghe” 225/2010 l’aveva prorogato per il periodo di imposta 2011 stabilendo una novità assoluta rispetto al passato circa le modalità di determinazione dell’incentivo. Infatti, erano state stanziate risorse limitate (24 milioni di euro) e disposto il rinvio a un successivo decreto per l’individuazione degli importi oggetto di deduzione dal reddito.
Con l’approvazione della legge di stabilità, il Parlamento ha cambiato orientamento stabilendo in primis la proroga del bonus per il 2011 con le vecchie aliquote, abrogando il limite di spesa previsto. Inoltre, a decorrere dal periodo d’imposta successivo, ha messo a regime la disposizione.
Nel dettaglio, per tenere conto dell’incidenza delle accise sul reddito di impresa degli esercenti impianti di distribuzione di carburante, il reddito stesso è ridotto, a titolo di deduzione forfettaria, di un importo pari alle seguenti percentuali dell’ammontare lordo dei ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettera a), del Tuir:
•1,1% dei ricavi fino a 1.032.000 euro
•0,6% dei ricavi oltre 1.032.000 euro e fino a 2.064.000 euro
•0,4% dei ricavi oltre 2.064.000 euro.
In ciascun periodo d’imposta i soggetti interessati dovranno calcolare l’acconto dovuto ai fini delle imposte dirette senza tenere conto della deduzione forfetaria.
Contestualmente, a copertura dei maggiori oneri, le aliquote di accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo nonché l’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante sono fissate a decorrere dal 2012, rispettivamente, a 614,20 euro e a 473,20 euro per mille litri di prodotto e, dal 2013, a 614,70 euro e a 473,70 euro per mille litri di prodotto.
A tali aumenti non si applica quanto previsto dal comma 154, secondo periodo, dell’articolo 1 della legge 662/1996, disposizione che limita - nei territori delle regioni a statuto ordinario - gli eventuali aumenti erariali per l’accisa sulla benzina per autotrazione alla differenza esistente rispetto all’aliquota in atto dell’imposta regionale sulla benzina (ove vigente).
Peraltro, è stato disposto il rimborso del maggior onere derivante dagli aumenti di accisa nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 5, comma 1, del Dl 452/2001, limitatamente agli esercenti le attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, e di quelli di cui al successivo comma 2 (enti pubblici e imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto di cui al Dlgs 422/1997; imprese esercenti autoservizi di competenza statale, regionale e locale di cui alla legge 1822/1939, al Regolamento (Cee) 684/1992 e al Dlgs 422/1997; enti pubblici e imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone).
In ultimo, si segnala che, a decorrere dalla entrata in vigore della legge di stabilità, le operazioni presso gli impianti di distribuzione regolate con carte di pagamento, di importo inferiore a 100 euro, sono gratuite sia per l’acquirente che per il venditore.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Boris Bivona)
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Buoni pasto, Adoc sostiene proposta aumento esenzione fiscale
L'Anseb, l'associazione nazionale degli emettitori buoni pasto aderente a Fipe-Confcommercio, lancia un appello al Senatore Mario Monti, che oggi è impegnato nella giornata di consultazionidedicata alle parti sociali. La proposta è quella di aumentare la soglia d'esenzione fiscale dei buoni pasto, ferma da ormai 15 anni a 5,29 euro, adeguandola al costo della vitaa beneficio dei lavoratori dipendenti per contribuire al rilancio dei consumi. "In un'ottica di crescita e sviluppo, allora, sarebbe fondamentale innalzare il valore esentasse del tagliando sostitutivo del servizio mensa bloccato dal 1995 a 5,29 euro" scrive in una nota il Presidente dell'Anseb Franco Tumino.
I buoni pasto di cui usufruiscono circa due milioni e mezzo di impiegati, generando un potere di spesa da 2,5 miliardi di euro all'anno, sono diventati in questo periodo di crisi uno strumento importante in grado di risolvere il problema della quarta settimana soprattutto per le famiglie meno abbienti. Per questo l'associazione chiede di poter considerare l'aumento del valore esentasse, evitando che la parte di importo compresa fra i 5,29 euro e il valore facciale del tagliando venga tassata al lavoratore e pesi sulle casse dei datori di lavoro per gli aspetti contributivi. Aumentare il valore esentasse del buono pasto, cioè di un tagliando spendibile soltanto in consumi alimentari, significa dunque aumentare il potere di acquisto destinato a cibi e bevande, contribuendo ad innescare quella propensione al consumo contratta negli ultimi anni dallo stato di incertezza e instabilità economica.
L'Adoc appoggià questa proposta. "Ci auguriamo che il Sen. Monti, tra i primi interventi di risanamento dell'economia italiana, inserisca anche l'alzamento della soglia dell'esenzione fiscale e contributive dei buoni pasto, adeguandola al costo della vita - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - soglia che è ferma a 5,29 euro da ormai 15 anni, e che non permette più ai consumatori di consumare un pasto completo, dato che bastano appena per un tramezzino a Milano mentre a Roma per un panino e un succo di frutta ma il caffè è escluso. Al contrario, con questa semplice soluzione la capacità di spesa dei cittadini aumenterebbe e i consumi ne risentirebbero positivamente, concorrendo al rilancio della domanda interna, uno degli obiettivi primari per il superamento della crisi".
Pileri precisa che negli altri Paesi europei l'adeguamento è già stato realizzato: in Spagna il valore defiscalizzato è di 9 euro, circa il 70% in più dell'Italia, in Francia 7 euro, in Portogallo 6,70 euro. "Considerato che gli utenti giornalieri in Italia sono circa 2 milioni, e 100 mila i ristoranti convenzionati, aumentare il valore dei buoni aiuterebbe i consumatori in un momento di gravi difficoltà economiche, rispondendo non solo ad esigenze economiche ma anche sociali. I buoni pasto, inoltre, rientrano nella linea di ridurre la circolazione del contante, che per essere attuata e trovarci partecipi deve offrire ai consumatori degli strumenti adeguati."
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Al lavoro in bicicletta, per risparmiare, ma l'Inail non risarcisce gli incidenti
E’ ormai chiaro che per una parte importante della popolazione s’è iniziato un percorso del gambero verso le condizioni economiche e di vita degli anni ’50 e primi 60’.
La riduzione delle retribuzioni, i costi crescenti dei trasporti sia con mezzi pubblici che con quelli privati indurranno presto molti lavoratori, nella zone che si prestano, a tornare alla bicicletta per andare al lavoro.
Ma per l’Inail non sembra che questo mezzo a due ruote spinto dalla forza della gambe possa considerarsi una strumento ammesso normalmente per andare al lavoro, salvo in pochissimi casi.
Per l’istituto assicurativo, infatti, in caso di incidente questo si potrà considerare infortunio solo se si è in presenza di “un utilizzo necessario del mezzo, qualora l’infortunio sia avvenuto su una strada aperta ai veicoli motorizzati”.
La casistica prevede il caso di totale assenza di altri mezzi pubblici di trasporto (ad esempio quando vi sono gli scioperi degli autobus), oppure quando si può dimostrare che la bicicletta può consentire un arrivo in orario sul posto di lavoro, altrimenti impossibile. Un’altra ipotesi per il ricorso necessario è quella che prevede la bici al posto del tragitto a piedi a causa di un percorso inagibile.
Sembra quindi escluso che possa essere indennizzato un infortunio in itinere avvenuto mentre si è in sella, come tutti i giorni, ad una bicicletta.
Pollice verso quindi anche a chi non vuol inquinare o non congestionare il traffico
Fonte:iltamtam.it
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Crescita; Dieci miliardi alle piccole imprese
È il terzo accordo. Con una cifra a disposizione importante: 10 miliardi di euro, che si aggiungono ai 5 miliardi del 2009 e ai 10 miliardi del 2010. E con alcune novità: banche e imprese insieme per aumentare l'occupazione, innovare, puntare ai mercati esteri, fare operazioni di finanza straordinaria per crescere, guardando anche alla valorizzazione delle persone che lavorano in azienda e all'efficienza energetica. Una firma arrivata ieri mattina tra Confindustria e Intesa SanPaolo, proprio mentre a Roma il presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti, sta cominciando le consultazioni per il nuovo Governo. Una coincidenza simbolicamente importante, come hanno sottolineato tutti durante la conferenza stampa per la ratifica dell'accordo. «È una nuova fase che si apre. Alcune scelte devono essere fatte dalla politica. Altre spettano al mondo delle imprese. Nell'incontro di domani (oggi, ndr) gli mostreremo a Monti che ci stiamo muovendo, che ci assumiamo responsabilità» ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Non stiamo firmando un accordo di facciata, l'aspetto del credito è importante» ha continuato, sottolineando il rischio di credit crunch legato all'andamento dello spread tra titoli di Stato italiani e quelli tedeschi. «Le imprese bancarie e quelle industriali devono fare la propria parte: l'aumento degli impieghi del 5% è la riprova che lo stanno facendo, l'Italia sta tenendo grazie al manifatturiero» ha osservato il consigliere delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera. «La data di questa firma – ha aggiunto – era programmata da tempo. Ma ora ha il valore simbolico dell'apertura di una nuova fase: il presidente del Consiglio incaricato sta lavorando, deve sapere che siamo tutti con lui. Ciò che stanno facendo Monti e Napolitano deve funzionare: tutti devono sentirsi responsabilizzati in questo nuovo inizio, si stanno creando i presupposti per uscire fuori dai guai». L'accordo riguarda in particolare la Piccola industria di Confindustria ed a studiarlo operativamente, partendo dai risultati delle intese precedente e individuando nuovi prodotti, sono stati il presidente Vincenzo Boccia e Marco Morelli, direttore generale vicario di Intesa SanPaolo. «Piccolo per noi è una condizione da superare e per farlo bisogna essere eccellenti in ogni funzione aziendale, compresa quella finanziaria. Occorrono banche forti e imprese forti: due realtà che devono collaborare», ha commentato Boccia, sottolineando che non è un'intesa di facciata e «la sintonia» che esiste tra le strategie indicate dal vertice e l'operatività sul territorio.
Gli obiettivi dell'accordo
I 10 miliardi stanziati da Intesa per sostenere lo sviluppo delle pmi confermano gli obiettivi di fondo che già hanno guidato l'esperienza dei due anni passati, innovazione, ricerca e internazionalizzazione. Ma il nuovo accordo estende il raggio d'azione alla formazione del "capitale umano", alla crescita dimensionale e all'efficienza energetica accompagnata all'ecosostenibilità. Tre aree, queste, considerate «particolarmente strategiche» nella collaborazione tra la Piccola industria e Intesa Sanpaolo. Il primo "capitolo" punta a valorizzare le competenze delle persone che lavorano in azienda, attraverso strumenti di finanziamento come "Formazione e lavoro" destinato a sostenere gli investimenti in formazione, welfare aziendale e sviluppo occupazionale. Ma potranno accedere al plafond anche iniziative mirate. Le nuove risorse destinate alle pmi, infatti, saranno "declinate" anche in nuovi strumenti di finanziamento, se serve con adattamenti territoriali, sulla base non solo dell'esperienza pregressa ma anche delle esigenze delle imprese che sono emerse e che emergeranno negli incontri di Intesa e Piccola Industria con gli imprenditori su e giù per il Paese. Per favorire la crescita dimensionale delle imprese, nodo che viene sempre al pettine in ogni studio sulla competitività, Intesa Sanpaolo propone agli imprenditori varie soluzioni di finanza straordinaria. Ma l'accordo dedica anche un'attenzione specifica ai progetti di razionalizzazione organizzativa e al "lean management". Terzo obiettivo, infine, è il sostegno alle imprese che investono nell'energia "verde" e nella tutela ambientale, dall'eco-turismo alla bioedilizia, passando per le certificazioni ambientali e l'efficienza energetica. Per gli investimenti nel settore energetico, Mediocredito Italiano ha un desk specialistico dedicato.
Fonte: Il Sole 24 Ore - Economia e imprese
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Conti deposito: migliori tassi netti. Confronto offerte 2011 Novembre
Oggi è considerato uno degli strumenti migliori in cui investire, facile e sicuro: si tratta del conto deposito, preferito da molti italiani perché offre un elevato tasso di rendimento (rispetto ai soldi sul conto), nessun vincolo, garanzia totale sul capitale investito e sugli interessi.
Invece di lasciare i soldi sul conto corrente dove non fruttano, si ‘depositano’ su un conto deposito dove rendono molto di più e sono sempre disponibili. Per scegliere il miglior conto deposito è innanzitutto indispensabile considerare il tasso di rendimento per i nuovi clienti, perché più alto è, più soldi si guadagnano; la durata dei vincoli, a 3, 6, 12 mesi; le spese di apertura, gestione e chiusura del conto; e i soldi che possono essere eventualmente svincolabili in qualsiasi momento e senza alcuna penale o tassa da pagare.
Fra le offerte migliori di questo mese di novembre 2011 spiccano quelle di Rendimax con un tasso base di del 2,50%, tasso a 12 mesi del 4,55%, senza somma minima da vincolare, con zero spese da sostenere e deposito garantito.
A seguire troviamo il conto deposito InMediolanum, con tasso a 12 mesi di 4,25% e base di 1,00%, con deposito garantito, senza deposito minimo e zero spese da sostenere. E poi c'è il Conto Che Banca, con tasso a 12 mesi del 4%, tasso base dell'1%, senza alcuna spesa e con possibilità di soldi svincolabili e deposito garantito.
Troviamo poi il Conto Deposito ContoSuIBL Ibl Banca, che offre rendimenti fino al 4.50% lordo sugli importi depositati, è possibile vincolare da 3 a 24 mesi e solo alla scadenza del vincolo è possibile disporre delle somme depositate.
Anche IW Power Special Dodici+Sei permette di avere un interesse del 4,30 % lordo annuo fino al 30 novembre 2012 e del 4,45% lordo annuo dal 1 dicembre 012 al 31 maggio 2013. E’ possibile prelevare la somma versata in ogni momento a effettuando prelievi anche parziali ma l'interesse maturato diventa dell'1%.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Cassazione: furto auto in un autolavaggio? Paga il gestore se sono state lasciate le chiavi sul cruscotto
Con la sentenza n. 23698, depositata l'11 novembre 2011, la Corte di Cassazione ha stabilito che è responsabile di negligenza il personale dell'autolavaggio che, dopo aver lavato e asciugato l'autovettura di un cliente, la parcheggia con le chiavi inserite all'interno facilitandone il furto. Secondo i giudici della terza sezione civile la società deve risarcire in denaro il valore della macchina, dovendosi configurare nella fattispecie una responsabilità in capo al gestore dell'impresa. Dopo la condanna da parte della Corte d'Appello al risarcimento dei danni subiti da un cliente dell'autolavaggio che aveva subito un furto della sua autovettura il gestore proponeva ricorso in Cassazione per cercare di escludere la sua responsabilità per l'avvenuto furto. La Corte di appello, aveva condannato la società ravvisando peraltro una negligenza del personale nel fatto di avere lasciato le chiavi di avviamento dell'automobile inserite nel cruscotto, senza che ciò fosse richiesto dalle esigenze del lavoro da eseguire. Secondo quanto eccepito dalla società che impugnava la sentenza d'appello in cassazione, la Corte di Appello aveva erroneamente fondato il giudizio sulla responsabilità per custodia di cui all'art. 1780 cod. civ. Tale norma, secondo il ricorrente, sarebbe applicabile solo ai contratti di deposito e assimilati, ove la custodia costituisce oggetto della prestazione principale, e non nei casi in cui la custodia costituisca obbligazione accessoria ad altra prestazione, nei quali il criterio di imputazione della responsabilità dovrebbe essere quello di cui all'art. 1176 cod. civ., cioè la violazione dei principi dell'ordinaria diligenza). Ritenendo il motivo inammissibile la Corte ha spiegato che "la Corte di appello ha emesso la condanna non per avere ritenuto applicabile l'art. 1780 anziché l'art. 1176 cod. civ., ma perché ha ritenuto che in ogni caso la ricorrente sia da ritenere responsabile per negligenza, per avere lasciato le chiavi inserite nel cruscotto, lasciando così aperta la vettura, così che chiunque vi si potesse introdurre, mettendola in moto, com'è in effetti avvenuto (...) Né la ricorrente spiega - ha aggiunto la Corte - per quali ragioni l'applicazione dell'una anziché dell'altra norma avrebbe in concreto consentito di assolverla da responsabilità". Rigettando dunque il ricorso principale e confermando la condanna della società, la Suprema Corte ha poi accolto l'unico motivo del ricorso incidentale con cui il cliente aveva sostenuto che erroneamente la Corte di Appello aveva omesso di attribuirle gli interessi legali sulla somma liquidata in risarcimento. "In tema di risarcimento del danno - hanno concluso gli Ermellini enunciando il seguente principio di diritto - la domanda di corresponsione degli interessi legali in aggiunta alla rivalutazione monetaria, è da ritenere compresa nella domanda di risarcimento integrale del danno, anche a prescindere da specifica domanda (cfr. da ultimo Cass. Civ. Sez. 3, 28 aprile 2010 n. 10193)".
Fonte:studiocataldi.it
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Testo definitivo della Legge di Stabilità 2012 (Legge Finanziaria 2012)
La legge di stabilità è diventata legge in tempi record. Il testo del disegno di legge presentato il 9 novembre in Commissione Bilancio del Senato completo del maxiemendamento è diventato legge in due giorni. Approvato sabato 12 novembre dal Senato in via definitiva sara' pubblicato in Gazzetta presumibilmente lunedi 14 novembre. In allegato il testo completo della legge e un breve stralcio degli articoli che interessano imprese e professionisti.
Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici
Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione è liquidata a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché della gestione separata, i requisiti anagrafici per l’accesso alla pensione di vecchiaia devono essere tali da garantire un’età minima di accesso al trattamento pensionistico non inferiore a 67 anni, tenuto conto del regime delle decorrenze, per i soggetti, in possesso dei predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza utile del pensionamento dall’anno 2026.
Disposizioni in materia di dismissioni dei beni immobili pubblici
Per diminuire il debito pubblico si autorizza il Ministro dell’economia e delle finanze a conferire o trasferire beni immobili dello Stato, a uso diverso da quello residenziale, ad uno o più fondi comuni di investimento immobiliare, ovvero ad una o più società, anche di nuova costituzione. I predetti beni sono individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.
Disposizioni in materia di dismissioni di terreni agricoli
Viene previsto che entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con uno o più decreti individua i terreni a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato , nonché di proprietà degli enti pubblici nazionali, da alienare a cura dell’Agenzia del demanio mediante trattativa privata per gli immobili di valore inferiore a 400.000 euro e mediante asta pubblica per quelli di valore pari o superiore a 400.000 euro. Nelle procedure di alienazione dei terreni al fine di favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità agricola giovanile è riconosciuto il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli.
Riforma degli ordini professionali e società tra professionisti
Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire i seguenti principi:
- abrogazione delle norme vigenti sugli ordinamenti professionali - possibilità di esercitare le attività professionali mediante la costituzione di società regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile.
Possono assumere la qualifica di società tra professionisti le società il cui atto costitutivo preveda:
a) l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci;
b) l’ammissione in qualità di soci dei soli professionisti iscritti ad ordini, albi e collegi, anche in differenti sezioni, nonché dei cittadini degli Stati membri dell’Unione europea, purché in possesso del titolo di studio abilitante, ovvero soggetti non professionisti soltanto per prestazioni tecniche, o per finalità di investimento;
c) criteri e modalità affinché l’esecuzione dell’incarico professionale conferito alla società sia eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti per l’esercizio della prestazione professionale richiesta; la designazione del socio professionista sia compiuta dall’utente e, in mancanza di tale designazione, il nominativo debba essere previamente comunicato per iscritto all’utente;
d) le modalità di esclusione dalla società del socio che sia stato cancellato dal rispettivo albo con provvedimento definitivo.
- La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve contenere l’indicazione di società tra professionisti.
- La partecipazione ad una società è incompatibile con la partecipazione ad altra società tra professionisti. I professionisti soci sono tenuti all’osservanza del codice deontologico del proprio ordine, così come la società è soggetta al regime disciplinare dell’ordine al quale risulti iscritta.
La società tra professionisti può essere costituita anche per l’esercizio di più attività professionali.
Restano salvi i diversi modelli societari e associativi già vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
Entro sei mesi dalla data di pubblicazione della presente legge dovrà essere adottato un regolamento allo scopo di disciplinare la materia.
Vengono abolite le tariffe professionali.
Fondo nuovi nati
Le misure, relative al Fondo di credito per i nuovi nati, sono prorogate per gli anni 2012, 2013 e 2014.
Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini
A partire dal 1º gennaio 2012, le società a responsabilità limitata che non abbiano nominato il collegio sindacale possono redigere il bilancio secondo uno schema semplificato.
Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le voci e la struttura che compongono lo schema di bilancio semplificato e le modalità di attuazione del presente comma.
I soggetti in contabilità semplificata e i lavoratori autonomi che effettuano operazioni con incassi e pagamenti interamente tracciabili possono sostituire gli estratti conto bancari alla tenuta delle scritture contabili.
I limiti per la liquidazione trimestrale dell’IVA sono i medesimi di quelli fissati per il regime di contabilità semplificata, cioè ricavi non superiori a 400.000 per i servizi e 700.000 per le altre attività.
Sindaco Unico per le società con ricavi o patrimonio inferiori a 1 milione di euro
La legge di stabilità modifica l’articolo 2477 del codice civile che ora cosi' recita:
Sindaco e revisione legale dei conti
– L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, la nomina di un sindaco o di un revisore.
La nomina del sindaco è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni.
La nomina del sindaco è altresì obbligatoria se la società:
a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’articolo 2435-bis.
L’obbligo di nomina del sindaco di cui alla lettera c) del terzo comma cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati.
Nei casi previsti dal secondo e terzo comma si applicano le disposizioni in tema di società per azioni; se l’atto costitutivo non dispone diversamente, la revisione legale dei conti è esercitata dal sindaco.
L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo e terzo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina del sindaco. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato».
All’articolo 2397 del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente comma: «Per le società aventi ricavi o patrimonio netto inferiori a 1 milione di euro lo statuto può prevedere che l’organo di controllo sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro».
Semplificazioni relative ai trasporti eccezionali
Per semplificare le procedure di rilascio delle autorizzazioni relative ai trasporti eccezionali su gomma, viene previsto che entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il Governo, adotti un regolamento prevedendo che: per i trasporti eccezionali su gomma sia sufficiente prevedere la trasmissione, per via telematica, della prescritta richiesta di autorizzazione, corredata della necessaria documentazione, all’ente proprietario o concessionario per le autostrade, strade statali e militari, e alle regioni per la rimanente rete viaria, almeno quindici giorni prima della data fissata per il viaggio e le autorizzazioni devono essere rilasciate entro quindici giorni dalla loro presentazione.
Vengono regolamentate la validità delle diverse tipologie di autorizzazioni.
Norme in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive e divieto di introdurre, nel recepimento di direttive dell’Unione europea, adempimenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalle direttive stesse
Viene tra l'altro previsto che:
- Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall’interessato ;
Le informazioni relative alla regolarità contributiva sono acquisite d’ufficio, ovvero controllate dalle pubbliche amministrazioni procedenti, nel rispetto della specifica normativa di settore.
Apprendistato, contratto di inserimento donne, part-time, telelavoro, incentivi fiscali e contributivi
Al fine di promuovere l’occupazione giovanile, a decorrere dal 1º gennaio 2012, per i contratti di apprendistato stipulati successivamente alla medesima data ed entro il 31 dicembre 2016, è riconosciuto ai datori di lavoro, che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, uno sgravio contributivo del 100 per cento con riferimento alla contribuzione dovuta ai sensi dell’articolo 1, comma 773, quinto periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto, restando fermo il livello di aliquota del 10 per cento per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo.
Con effetto dal 1º gennaio 2012 l’aliquota contributiva pensionistica per gli iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche sono aumentate di un punto percentuale.
Vengono previste inoltre misure per favorire e promuovere l’occupazione femminile, per incentivare il telelavoro e per ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle imprese.
Impiego della posta elettronica certificata nel processo civile
Viene modificato il codice di procedura civile prevedendo un largo impiego dell'utilizzo della posta elettronica certificata comunicata al proprio ordine professionale.
Vengono aumentate le deduzioni forfettarie dal reddito in favore degli esercenti impianti di distribuzione carburanti.
Viene previsto che le transazioni regolate con carte di pagamento presso gli impianti di distribuzione di carburanti, di importo inferiore ai 100 euro, sono gratuite sia per l’acquirente che per il venditore.
Fonte:fiscoetasse.com
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Lavoro; Contributi inserimento occupazionale
Italia Lavoro - in qualità di soggetto attuatore del Programma AMVA - ha pubblicato un Avviso Pubblico "rivolto alle imprese per la richiesta di contributi finalizzati all’inserimento occupazionale con contratto di apprendista".
L’Avviso finanzia le seguenti tipologie di intervento:
A) Contratti di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale
Possono essere assunti con contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, in tutti i settori di attività, anche per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione, i soggetti che hanno compiuto quindici anni e fino al compimento del venticinquesimo anno di età. La durata del contratto è determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire e non può in ogni caso essere superiore, per la sua componente formativa, a tre anni ovvero quattro nel caso di diploma quadriennale regionale.
B) Contratti di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
Possono essere assunti in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere per il conseguimento di una qualifica professionale a fini contrattuali i soggetti di età compresa tra i diciotto anni e fino al compimento del ventinovesimo anno di età. Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.
Beneficiari dell’iniziativa sono i datori di lavoro - che hanno la sede operativa presso cui è operata l’assunzione - su territorio nazionale.
I datori di lavoro, al momento, della presentazione della richiesta di ammissione al bando devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) non aver cessato o sospeso la propria attività;
b) essere in regola con l’applicazione del CCNL di riferimento;
c) essere in regola con la normativa in materia di sicurezza del lavoro;
d) essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili;
e) essere in regola con il versamento degli obblighi contributivi ed assicurativi;
f) non aver riportato condanne che comportino l'interdizione anche temporanea dai pubblici uffici;
g) non trovarsi sottoposti a procedure per fallimento o concordato preventivo;
h) essere in regola con quanto previsto dalle normative regionali rispetto a tipologie contrattuali e obblighi formativi previsti dal contratto di apprendistato;
i) non trovarsi in una delle condizioni di "difficoltà" previste dagli Orientamenti Comunitari per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà,
j) non essere incorsi, negli ultimi dieci anni, in irregolarità definitivamente accertate dalle autorità competenti, nella gestione di interventi che abbiano beneficiato di finanziamenti pubblici.
Possono essere assunti, viceversa, i lavoratori in possesso dei seguenti requisiti:
- possedere il requisito di lavoratori svantaggiati come definito dal Reg. (CE) n. 800/20082, fermo restando il rispetto dei vincoli di età previsti dalla normativa relativa all’apprendistato;
- non aver avuto rapporti di lavoro dipendente o assimilato negli ultimi 12 mesi con il soggetto beneficiario la cui cessazione sia stata determinata da cause diverse dalla scadenza naturale dei contratti. Resta salva la condizione di interruzione del rapporto di lavoro intervenuta per fine fase lavorativa.
Alle imprese beneficiarie saranno assegnate le seguenti agevolazioni:
- Tipologia A) = € 5.500 per ogni soggetto assunto con contratto di apprendistato per la qualifica professionale a tempo pieno;
- Tipologia B) = € 4.700 per ogni soggetto assunto con contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere a tempo pieno.
Sono ammissibili a contributo esclusivamente i contratti di apprendistato sottoscritti a partire dal 30 novembre 2011.
Tali contributi non sono cumulabili con altri incentivi finalizzati all’assunzione erogati da Italia Lavoro S.p.A. a favore del medesimo lavoratore.
Le domande di contributo devono essere presentate, a partire dal 30 novembre 2011 ed entro e non oltre il 31 dicembre 2011, accedendo al seguente indirizzo web: http://amva.italialavoro.it.
Fonte:agevolazioni.telematicaitalia.it
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Mutuo, ecco come risparmiare fino a 5 mila euro
E’ possibile risparmiare 5 mila euro sul mutuo? La risposta sembra essere positiva, almeno stando a quanto afferma il Sole 24 Ore, che nel suo inserto Casa 24 Plus traccia alcune linee guida molto interessanti per poter tagliare i costi dell’indebitamento quando si deve acquistare o costruire la propria prima o seconda casa, mediante un mutuo bancario.
Secondo il magazine del quotidiano economico finanziario, infatti, un mutuo via web può costare anche 0,2 o 0,3 punti percentuali in meno rispetto a un mutuo tradizionalmente erogato attraverso i canali bancari. Il che, tradotto in termini assoluti e più concreti, equivale a ribadire un risparmio di circa 5 mila euro per un mutuo casa di 150 mila euro da rimborsare in 20 anni.
I mutui via internet si confermano così i più convenienti attualmente disponibili sul mercato bancario italiano. Una convenienza ribadita dalla crescente quota di cittadini della Penisola che si dirige sulla rete quando deve richiedere un finanziamento per comprare casa.
Nonostante l’incremento degli italiani che preferiscono il web allo sportello bancario quando si tratta di acquistare casa con un mutuo ad hoc, nei primi sei mesi del 2011 ancora il 95% delle erogazioni di finanziamenti immobiliari sarebbe avvenuta all’interno degli istituti di credito tradizionali.
Fonte:mutui.vostrisoldi.it
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Comunicazione PEC entro il 29.11.2011
Il 29 novembre 2011 è l’ultimo giorno per inviare al Registro Imprese il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec). L’adempimento riguarda le società che si sono costituite prima del 29.11.2008, poiché per quelle costituite dopo, l’indicazione della casella Pec doveva essere effettuata al momento dell’iscrizione della società al Registro Imprese. Il 3.11.2011 il Ministero dello sviluppo economico ha emanato la circolare 3645/C con cui ha fornito alcuni chiarimenti sull’obbligo di comunicazione.
Entro il prossimo 29 novembre le società che si sono costituite prima del 29.11.2008 devono comunicare al Registro Imprese la propria casella Pec.
Tutte le altre, infatti, hanno già indicato l’indirizzo di posta certificata al momento della loro domanda di iscrizione al Registro Imprese (Per fare questo basta indicare l’indirizzo di posta elettronica certificata nel riquadro 5 del modello S1).
La disposizione che ha previsto tale obbligo risale al 2008; con l’articolo 16 comma 6 del d.l. 185/2008 il legislatore ha infatti imposto alle imprese costituite in forma societaria di comunicare l’indirizzo Pec entro 3 anni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso (29.11.2008):
“Le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrità del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilità con analoghi sistemi internazionali. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto tutte le imprese, già costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata – art. 16 comma 6 D.l. 185/2008.”
La Pec
La posta elettronica certificata (Pec) è una mail con caratteristiche di sicurezza e certificazione, che rende i messaggi opponibili ai terzi. Alla Pec viene attribuito lo stesso valore legale della raccomandata A/R, per cui il mittente può opporre al destinatario e ai terzi la data e l’ora della trasmissione/ricezione.
La mail si intende consegnata quando è resa disponibile nella casella di posta elettronica del destinatario, indipendentemente dalla sua lettura.
Per provare l’invio e la consegna il gestore della Pec rilascia al mittente:
la ricevuta di accettazione, in cui sono contenuti i dati di certificazione (ad esempio data e ora dell’invio, mittente, destinatario, oggetto del messaggio) che costituiscono prova dell’avvenuta spedizione;
la ricevuta di avvenuta consegna, che fornisce al mittente la prova che il messaggio è pervenuto all’indirizzo elettronico del destinatario. Questa ricevuta viene rilasciata contestualmente alla consegna del messaggio, indipendentemente dall’avvenuta lettura;
la ricevuta di mancata consegna nel caso in cui il messaggio non risulti consegnabile.
Poiché la Pec viene equiparata alle notifiche a mezzo posta, al messaggio viene attribuita data certa, analogamente a quanto l’ordinamento riconosce al timbro postale.
Per attivarla basta rivolgersi ai gestori DigitPa (un loro elenco è disponibile sul sito www.digitpa.gov.it/pec) ed il suo costo, stabilito da ogni singolo gestore, varia da un minimo di 5 € ad un massimo di 50 € all’anno.
Una volta attivata la Pec deve essere continuamente controllata; infatti, visto che il messaggio si considera ricevuto nel momento in cui è messo a disposizione nella casella di posta, è da tale momento che decorrono gli eventuali termini legali di decadenza collegati al tipo di documento inviato.
Soggetti interessati all'obbligo di comunicazione entro il 29.11.2011
L’obbligo di comunicazione riguarda le imprese costituite in forma societaria prima del 29.11.2008, in particolare – come chiarito con la circolare 3645/C del 3.11.2011 del Ministero dello sviluppo economico:
• le società di persone;
• le società semplici;
• le società di capitali;
• le società cooperative;
• le società estere con una o più sedi secondarie in Italia;
• le società in liquidazione.
La comunicazione al Registro Imprese
Una volta che le società hanno attivato la Pec, è necessaria (da parte dell’amministratore della società o di un soggetto incaricato munito di procura) la sua comunicazione telematica al Registro Imprese:
con “Comunica”, compilando il modulo S2, riquadro 5 nei soli campi relativi all’indirizzo di posta elettronica;
con la procedura semplificata presente sul sito www.registroimprese.it nel caso in cui venga effettuata dall’amministratore della società.
La comunicazione della Pec o di una sua successiva variazione è esente dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria. Nel caso in cui la comunicazione sia presentata anche per iscrivere altri atti o fatti, l’imposta di bollo e i diritti di segreteria saranno dovuti in relazione all’ulteriore comunicazione.
Sanzioni in caso di omessa comunicazione della Pec
Nel caso in cui non si provveda a comunicare al Registro Imprese la propria Pec entro il 29.11.2011, verrà applicata al legale rappresentante della società la sanzione da 206 a 2.065 € prevista dall’articolo 2630 del codice civile, con la possibilità di fruire della riduzione della sanzione se, entro 60 giorni dalla notifica, si procede al pagamento liberatorio di 412 €:
Chiunque, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestite in una società o in un consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni o depositi presso il registro delle imprese, ovvero omette di fornire negli atti, nella corrispondenza e nella rete telematica le informazioni prescritte dall’art. 2250, primo, secondo, terzo e quarto comma, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 206 euro a 2.065 euro – art. 2630 comma 1 del Codice Civile.
Si segnala che con l’approvazione dello Statuto delle imprese, avvenuto da parte della Camera il 3.11.2011 – ed in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – le sanzioni sopra illustrate sono ridotte al 50%, da 103 € a 1.032€.
Inoltre, se si provvede ad effettuare la comunicazione entro 30 giorni dalla scadenza, la sanzione è ulteriormente ridotta ad 1/3, diventando così da 34 a 344 €.
Per le società di nuova costituzione la mancata indicazione dell’indirizzo Pec al momento dell’iscrizione della società al Registro Imprese determina la sospensione della procedura di iscrizione e l’assegnazione di un congruo termine per provvedervi, decorso il quale l’iscrizione potrà essere rifiutata.
Fonte:fiscoetasse.com
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Censimento, il 21 novembre parte la seconda fase
A partire dal 21 novembre inizia la seconda fase del censimento che porterà al completamento delle operazioni: i rilevatori comunali cominceranno a sollecitare le famiglie che non avranno ancora restituito il questionario compilato e, ove necessario, lo recupereranno direttamente presso le abitazioni fornendo assistenza ai rispondenti, se da loro richiesta. Intanto, dall'Istat fanno sapere che, nonostante le difficoltà riscontrate all'inizio, la compilazione via web prevale sulle altre. Fino ad oggi sono stati consegnati oltre 12 milioni di questionari: : il 37,6% via web, il 32,2 agli uffici postali, e il 30,2 presso i centri di raccolta allestiti dai Comuni. Le persone censite sono in tutto quasi 29 milioni. Tra le regioni italiane, Molise e Sardegna conquistano il primo e il secondo posto per la maggiore quota di questionari compilati e restituiti online, rispettivamente con il 53,2 e il 52%. Seguono Calabria (50,5%), Campania (48,9), Puglia e Basilicata (entrambe 43,4%). La Toscana è la regione che, fra tutte, ha preferito la riconsegna agli uffici postali (42,3%), la Valle d'Aosta invece è in testa per la restituzione ai centri di raccolta comunali (46,9%) seguita dalla Basilicata (39%).
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Trasferte di lavoro: biglietti online con PayPal
Buone notizie per tutti i professionisti che utilizzano con frequenza i treni ad alta velocità di Trenitalia. Gruppo FS Italiane e PayPal, hanno infatti stretto un importante accordo di collaborazione che darà la possibilità a tutti i correntisti PayPal di pagare i biglietti acquistati presso il sito “Le Frecce” (www.lefrecce.it) in maniera rapida e sicura grazie ai servizi offerti dal noto e pluripremiato sistema di pagamento online.
PayPal vanta oltre 5 milioni di utenti in Italia e dati alla mano, rappresenta il metodo di pagamento più utilizzato nelle transazioni elettroniche via Web.
Ora, grazie a questo accordo, sarà possibile pagare i biglietti acquistati sul portale di Trenitalia sfruttando direttamente le proprie credenziali PayPal.
Questo significa che ad ogni acquisto non dovremo più tirare fuori la nostra carta di credito, ma potremo passare direttamente attraverso i sistemi sicuri di pagamento di PayPal protetti da crittografia automatica e sorvegliati costantemente da un team antifrode dedicato.
In più, pagare i biglietti tramite PayPal non comporta nessun aggravio di spesa rispetto al prezzo del biglietto proposto al momento dell’acquisto sul portale “Le Frecce“.
Tutti coloro che non avessero ancora un conto su PayPal possono recarsi direttamente nella sua home page e aprire gratuitamente e senza impegno un proprio conto protetto.
Fonte:blog.pmi.it (Filippo Vendrame)
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