RETEFIN


Vai ai contenuti

Menu principale:


3° invio Ottobre_2009

News e Fax > Archivio 2009 > Ottobre




Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni
Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni

Fas: accordo con Regioni, ora via al Cipe

Comprare casa nonostante la crisi? possibile con delle agevolazioni

Finanziamenti regionali agevolati ed a fondo perduto con Invitalia

Lavoro: Cna, occorre ridurre oneri che gravano su costo del lavoro e incentivare imprese

Ottantadue giovani talenti si sfidano per le Olimpiadi di Informatica 2009

Senza credito d’imposta la pmi in timeout per integrare la domanda

INAIL: riduzione del premio alle Pmi che investono in sicurezza

Posto fisso? No , stipendio alto

Minacce al premier su Facebook. Maroni: disposte chiusura e denunce

Crisi economica e problemi che rimangono: Draghi pone l'attenzione su 4 sfide

Cassazione: è famiglia di fatto ogni coppia in cui c'è reciproca assistenza. Senza distinzione di sesso

PEC: in arrivo l’obbligo per i professionisti

Berlusconi: taglio graduale dell'Irap. Taglio delle tasse per aumentare i consumi


Artigianato e commercio, nuovo sostegno alle imprese

Aperto un bando per l'associazionismo tra gli stranieri

L'esercito dei precari: oltre 3 mln tra autonomi e dipendenti. La maggior parte sono donne del Sud

Moratoria sui mutui: troppi punti oscuri

Prezzi benzina ad ottobre in forte crescita: 3 euro in più per il pieno in 20 giorni. Motivi?

Convenzione ABI-CDP: da Intesa Sanpaolo 600 mln per le piccole e medie imprese


Latte, dall'Ue 280 milioni anti-crisi

Cassazione: padre paga mantenimento in ritardo e in misura ridotta? Va assolto se versa in condizioni economiche difficili

Vista addio, oggi debutta Windows 7: i prezzie le sei versioni

Agricoltura: Prorogato il premio per i giovani imprenditori

Imponibilità o esenzione Iva nella cessione di beni indetraibili

Privacy: contratti per telefono? Aziende devono mettere a disposizione le registrazioni

Contribuenti professionali: quando corrispondere l’IRAP?


Posto di lavoro fisso: Brunetta risponde a Tremonti che è antiquatoe

Il Fisco allarga le maglie per il censimento del terzo settore

Sky lancia Digital Key, la chiavetta Usb per guardare anche il digitale terrestre

Trasmissione dati Ici e Iscop, dal 22 ottobre operativo Entratel

Fas: accordo con Regioni, ora via al Cipe

Grazie all’accordo tra il Governo Berlusconi e le Regioni, potranno essere sbloccati circa 23 miliardi di euro dei Programmi Attuativi Regionali (Par), finanziati con il Fas (Fondo Aree Sottoutilizzate), a seguito della rimodulazione tra Regioni e Ministero dello Sviluppo Economico, per dare immediata risposta alla crisi economica e rilanciare l'occupazione con interventi urgenti e prioritari, già programmati, che riguardano le infrastrutture, le reti energetiche e le opere di rapida realizzazione.
Ne ha dato notizia il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola (nella foto), precisando che si tratta di progetti fondamentali per dare concreto sostegno alle attività produttive e alle imprese, ma anche al sistema del credito e alla sanità. "Le risorse dei fondi Fas - ha spiegato Scajola - si aggiungono agli stanziamenti comunitari, pari a 60 miliardi di euro, che già stanno attivando rilevanti flussi di spesa. Mi auguro fortemente che l’impegno in corso, da parte delle amministrazioni titolari dei programmi comunitari, garantisca il rispetto degli obiettivi di spesa fissati entro il 31 dicembre prossimo. L’approvazione dei piani attuativi regionali finanziati dal Fas, unitamente all’attivazione delle Zone franche urbane - ha concluso il ministro - rappresenta un primo passo verso il conseguimento degli obiettivi che il Piano per il Sud si prefigge per lo sviluppo dell’area e, di conseguenza, dell’Italia intera”.

Fonte:impresamia.it
Ritorna all'inizio

Comprare casa nonostante la crisi? possibile con delle agevolazioni


Mettersi un tetto sulla testa approfittando della crisi. Un'idea che può avere la sua logica. Nel 2009, infatti, le vendite sono crollate del 15% e i prezzi sono scesi in media dell'8%. Potrebbe essere il momento giusto per acquistare un immobile.

Com'è noto, per calcolare l'impegno economico per l'acquisto di una casa occorre aggiungere al prezzo dell'immobile un'altra serie di costi, tra cui l'eventuale commissione per l'agenzia, la parcella del notaio, le imposte. Mentre i primi due dipendono da fattori di mercato e dai tariffari professionali, il carico fiscale varia in base al fatto che si tratti o meno di una abitazione principale (sono previste agevolazioni fiscali per l'acquisto della "prima casa") e che il venditore sia un privato o un'impresa costruttrice.

Le imposte da pagare al momento dell'acquisto sono:

* l'imposta di registro,
* l'imposta ipotecaria,
* l'imposta catastale,
* (eventualmente) l'Iva.

Le imposte per gli altri immobili

Se non potete acquistare come prima casa perché non avete i requisiti soggettivi (ad esempio avete già una casa nella stessa città) o perché si tratta di un immobile considerato "di lusso" (in base ai criteri stabiliti da un decreto del 1969) dovete pagare le imposte per intero. E cioè:

* imposta di registro: 7% (anziché 3%),
* imposta ipotecaria: 2% del valore catastale (anziché l'importo fisso di 168 euro),
* imposta catastale: 1% del valore catastale,
* Iva (se dovuta): 10% (anziché 4%).

Fonte:virgilio.it (A.d.m)
Ritorna all'inizio

Finanziamenti regionali agevolati ed a fondo perduto con Invitalia


E’ possibile richiedere finanziamenti agevolati regionali con Invitalia per le nuove imprese con una parte del finanziamento a fondo perduto, solitamente il 50% del finanziamento é a fondo perduto ed il resto del prestito verrá restituito con un tasso di interesse agevolato.

Si possono richiedere finanziamenti agevolati in base alla regione ed il luogo dove verrá aperta la nuova attivitá.

I finanziamenti a fondo perduto sono validi se si hanno i seguenti requisiti :
E’ possibile accedere ai finanziamenti agevolati con Invitalia sia se si ha una ditta individuale o una societá di persone , ma naturalmente i limiti di finanziamento sono differenti. per le ditte individuali si potranno richiedere fino a 25.823€ mentre per una societá si potranno richiedere fino a 129.114€ .
Un altro fattore importante é che bisogna essere disoccupati al momento della presentazione della domanda e bisogna avere la residenza nelle aree svantaggiate e presentare un porogetto relativo alla protezione dell´ambiente o che riguardi lo sviluppo tecnologico.
Tutte le regioni possono accedere a questa tipologia di finanziamenti agevolati l’ importante che al momento della presentazione della domanda la societá sia gia stata costituita.
Lasciamo un link dove potrete inviare una domanda di presentazione di progetto e maggiori informazioni.
Il link é il seguente : Finanziamenti regionali agevolati

Fonte:prestitifinanziamenti.org
Ritorna all'inizio

Lavoro: Cna, occorre ridurre oneri che gravano su costo del lavoro e incentivare imprese


E' necessario ridurre gli oneri impropri che gravano sul costo del lavoro. E' quanto afferma dall'Assemblea Nazionale della Cna, il presidente Ivan Malavasi. Bisogna iniziare "dalla riduzione delle tariffe dei premi assicurativi Inail, la cui sproporzione rispetto alle prestazioni erogate genera, da anni, avanzi nelle gestioni separate dell'artigianato e del terziario. [...] Ci aspettiamo come da impegni autorevolmente assunti dal Governo, che in tempi rapidissimi si ponga fine a questa, che noi consideriamo, ingiustizia". La Cna auspica anche l'introduzione di "una misura di carattere anticiclico tesa, da un lato, a favorire incrementi di produttivita' e, dall'altro, a creare le condizioni per un aumento della domanda, detassando gli incrementi salariali stabiliti dalla contrattazione collettiva, gli straordinari e le tredicesime in pagamento nel prossimo mese di dicembre". Secondo Malvasi sarebbe inoltre necessario incentivare le imprese che investono nello sviluppo consentendo anche una più ampia deducibilita' degli interessi passivi. Malvasi ritiene anche che vada esteso l'ambito di applicazione della Tremonti-ter e "ampliato l'ambito temporale di applicazione della stessa. Cosi' come e' importante riattivare una misura automatica riservata alle piccole imprese che investono in innovazione e ricerca, per sostenere operazioni anche di importo contenuto e per assicurare continuita' pluriennale allo strumento".

Fonte:studiocataldi.it
Ritorna all'inizio

Ottantadue giovani talenti si sfidano per le Olimpiadi di Informatica 2009


Sono in corso a Verona, presso la sede del palazzo della Ragione, le Olimpiadi Italiane di Informatica 2009. L'evento si conclude domani. Dalla competizione uscirà un gruppo, da cui poi sarà selezionata la squadra che nell'agosto 2010 andrà a Vancouver in Canada, a sfidare gli studenti di tutto il mondo nelle Olimpiadi Internazionali. Alle Olimpiadi Italiane di Informatica partecipano 82 studenti, selezionati da tutta Italia; come previsto dalle norme di questa competizione, hanno meno di 20 anni e frequentano un istituto secondario superiore. I vincitori di Verona, oltre a guadagnarsi il posto nel gruppo dei probabili olimpici, avranno anche altre opportunità; da qualche anno infatti i migliori classificati ottengono stage e borse di studio. Ad esempio i migliori della passata edizione hanno ricevuto cinque borse di studio dalla Banca d'Italia per frequentare uno stage, svoltosi presso il centro Yahoo Research Europe a Barcellona.

Per arrivare a Verona, gli studenti hanno dovuto affrontare prima le selezioni scolastiche, avvenute a dicembre 2008, poi le selezioni territoriali avvenute a marzo 2009. “Anche se oggi i ragazzi delle scuole superiori sono a pieno titolo 'nativi digitali', che studiano, si divertono e comunicano attraverso il web utilizzando strumenti anche molto evoluti, non per questo sono da considerarsi giocoforza formati sotto il profilo informatico” spiega Giulio Occhini, direttore di AICA “Di rado percepiscono le caratteristiche dell’informatica come disciplina di studio o come possibile opportunità per il lavoro. Con le Olimpiadi riusciamo a coinvolgere un elevato numero di studenti in un percorso di avvicinamento, che crea un maggiore interesse e comprensione per quanto sta “dietro” agli strumenti usati ogni giorno, e che allo stesso tempo porta alla luce i talenti nascosti tra i banchi”.

Le Olimpiadi di Informatica in Italia sono promosse, nell’ambito del protocollo di intesa fra MIUR e AICA (Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico), per far emergere e valorizzare le eccellenze esistenti in ambito scientifico nelle nostre scuole superiori, ambito in cui l’informatica riveste un ruolo fondamentale riguardo allo sviluppo della ricerca tecnologica e per la preparazione culturale dei giovani, anche rispetto alle esigenze degli studi universitari e del mondo del lavoro. Nell’edizione in corso si sono iscritte circa 500 scuole con oltre tredicimila partecipanti. Alle gare internazionali sono sempre stati raggiunti negli anni risultati di tutto rispetto: l’Italia partecipa alle Olimpiadi Internazionali di Informatica, fondate nel 1989 dall’Unesco, soltanto dal 2000, ma ha già ottenuto ben 26 medaglie. Le ultime quattro sono state conquistate ad agosto scorso in Bulgaria da Massimo Cairo, Paolo Comaschi (argento), Maximilian Alber e Giovanni Paolini (bronzo). Per ulteriori informazioni visitare il sito www.aicanet.it

Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio

Senza credito d’imposta la pmi in timeout per integrare la domanda


Con ordinanza n. 21320 del 6 ottobre, la Corte di cassazione ha stabilito, in tema di agevolazioni tributarie per le piccole e medie imprese, la decadenza dal diritto di fruire del credito d’imposta per l’assunzione di nuovi dipendenti la pmi che, pur invitata a regolarizzare la domanda, non ottempera entro il termine di 15 giorni dal ricevimento dell’invito dell’ufficio.

La vertenza
La lite fiscale nasce dall’impugnazione di un provvedimento di diniego dell’incentivo, sotto forma di credito di imposta, previsto dall’articolo 4 della legge 449/1997 per l’assunzione di nuovi dipendenti in determinate aree territoriali, asseritamene vantato da una società di capitali, che il competente ente impositore ha fondato sul rilievo della tardività della domanda rispetto al termine di presentazione previsto dal Dm 311/1998.
La società non aveva adempiuto tempestivamente, dato che non aveva ritenuto perentorio il termine stabilito dall’articolo 6, comma 3, del richiamato decreto ministeriale per ottemperare all’invito dell’ufficio di completare, dei prescritti elementi, la richiesta del beneficio in questione.

La contestazione ha trovato accoglimento in Ctp e conferma da parte della Ctr che, nel respingere l’appello dell’ufficio, ha ritenuto il termine in questione di natura semplicemente “ordinatoria”.
Circostanza, questa, contestata dall’Amministrazione finanziaria, che censura la sentenza impugnata con un unico motivo di ricorso per cassazione con il quale, deducendo la violazione dell’articolo 4 della legge 449/1997 e dell’articolo 5 del Dm 311/1998, rileva che erroneamente il giudice del riesame ha disconosciuto la perentorietà del prescritto termine.

La Suprema corte ritiene fondata l’eccezione in quanto, ai fini dell’attribuzione alle piccole e medie imprese del credito d’imposta (Irpef, Ilor, ovvero Iva) per l’assunzione di nuovi dipendenti, ha già avuto modo di affermare al riguardo il principio (cfr Cassazione, sentenza n. 15865/2005) in base al quale l’inottemperanza all’invito dell’ufficio finanziario di completare, nel termine di 15 giorni, con gli elementi prescritti, la richiesta del contribuente comporta il disconoscimento del beneficio.
Tale diniego deriva dall’articolo 6, comma 3, del Dm 311/1998, il quale dispone che costituisce causa di non riconoscimento del credito d’imposta la mancata regolarizzazione della richiesta entro 15 giorni dall’inerente invito, ed è diretta espressione del potere, demandato al ministero delle Finanze dall’inequivoco disposto di cui all’articolo 4, comma 6, della legge 449/1997, di stabilire con decreto ministeriale le procedure di controllo, prevedendo “specifiche cause di decadenza dal diritto al credito”. Tutto ciò trova la sua ratio nell’esigenza di definire entro un tempo determinato l’inerente onere finanziario, altrimenti sospeso ad libitum.

Procedura dell’incentivo all’occupazione
Per comprendere i termini della vicenda normativa, che sta a monte della vertenza culminata nell’ordinanza n. 21320/2009, si osserva che la legge 449/1997 ha previsto il riconoscimento di incentivi, nella forma del credito d’imposta, per le piccole e medie imprese operanti in specifiche aree situate nei territori di cui all’obiettivo 1 del Regolamento Ce n. 2052/88 (regioni del Sud Italia, isole, aree interessate dai patti territoriali, aree urbane svantaggiate, comuni partecipanti alle aree di sviluppo Asi, comuni montani) che provvedevano all’assunzione di dipendenti nel periodo dal 1° ottobre 1997 al 31 dicembre 2000.
Il decreto ministeriale 311/1998 ha, poi, regolamentato l’attuazione di tali incentivi e con decreto direttoriale 27 agosto 1998 è stato approvato il modulo da utilizzare per la richiesta del credito di imposta per le nuove assunzioni (in particolare, l’importo del credito era pari a 10 milioni di lire per il primo dipendente e a 8 milioni per ognuno di quelli assunti successivamente al primo).
Il contribuente poteva avvalersi del beneficio ai fini dei versamenti, in saldo e in acconto, ovvero in compensazione di Irpef, Irpeg e Iva (cfr circolare n. 219/1998).
Ai fini della richiesta di riconoscimento del credito d'imposta, in base all’articolo 5 del Dm 311/1998, le pmi presentavano la richiesta entro trenta giorni dall’assunzione del dipendente mediante raccomandata con avviso di ricevimento, al Centro di servizio di Pescara, che provvedeva quindi a ordinare cronologicamente le richieste secondo la loro data di spedizione, predisponendone apposito elenco.

Gli uffici delle Entrate, ai quali il Centro di servizio di Pescara trasmetteva in tempi congrui l’elenco dei soggetti ammessi alla fruizione del credito di imposta, provvedevano a effettuare controlli, anche a campione, per verificare se l’utilizzo del credito stesso fosse avvenuto nel rispetto del possesso dei necessari presupposti e nell’osservanza dei vincoli previsti dalla legge.
Qualora emergeva una utilizzazione del credito di imposta oltre i limiti consentiti, in quanto non erano state rispettate le condizioni dettate dall’articolo 4, commi 8 e 9, della legge 449/1997 (decremento e incremento del credito medesimo, ovvero superamento del limite massimo di credito riconoscibile), il Centro servizio comunicava al soggetto interessato l’avvio del procedimento di revoca del maggior credito di imposta di cui lo stesso aveva usufruito, indicando le violazioni riscontrate. In merito a queste ultime, la parte poteva fornire le sue giustificazioni entro 15 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di avvio del procedimento stesso.
Infatti, l’articolo 6, comma 3, del Dm 311 precisava che, nel caso di richiesta compilata in modo incompleto e successivamente regolarizzata su invito del Centro di servizio, la data che rilevava, ai fini della predisposizione dell’elenco, era quella di spedizione dell’integrazione della richiesta, che doveva comunque essere inviata entro il termine perentorio di quindici giorni dal ricevimento dell’invito.

Natura del termine di adempimento
Circa la natura del termine previsto dalla normativa per la regolarizzazione della richiesta incompleta, va evidenziato che già con circolare n. 186/2000 il ministero delle Finanze aveva chiarito che “stante il tenore letterale delle disposizioni di cui agli articoli 5, comma 1, e 6, comma 3, del decreto n. 311 del 1998, si ritiene che i termini ivi indicati debbano considerarsi perentori”.
Peraltro, giova anche richiamare un precedente “simile” a quello trattato dall’ordinanza 21320, rinvenibile nella pronuncia n. 19627/2009, con la quale la Corte di cassazione ha stabilito che è legittimo negare le agevolazioni per gli investimenti nelle aree svantaggiate, disposti dall’articolo 8 della legge 388/2000, all’azienda che non comunica i dati all’ufficio entro il termine stabilito (nella specie, l’azienda aveva inviato tardivamente al Centro di servizio di Pescara la comunicazione dei dati relativi a tale investimento, ossia dopo il termine ultimo assegnato per l’adempimento con provvedimento 24 gennaio 2003 dell’agenzia delle Entrate).

In conclusione, è condivisibile la linea di demarcazione assunta nelle pronunce citate dal giudice di legittimità sulla perentorietà del termine in questione in quanto, in caso contrario, si verificherebbe un vero e proprio conflitto con il generale principio della certezza del diritto, venendo a essere rimessa, a una delle parti del rapporto, la discrezionalità ad libitum di adempiere a un onere. Circostanza che nel caso di specie è “sfuggita” a entrambi i giudici di merito.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Salvatore Servidio)
Ritorna all'inizio

INAIL: riduzione del premio alle Pmi che investono in sicurezza


Incentivare le Pmi che investono nel miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro? L’INAIL, anche per il prossimo anno, prevede una riduzione del 10% sui premi per quelle aziende che dimostreranno di aver introdotto miglioramenti “aggiuntivi” rispetto a quelli “minimi” previsti dalla normativa in materia vigente. Secondo le indicazioni fornite dall’Istituto, infatti:

le aziende che hanno effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia, possono presentare, entro il 31 gennaio, istanza di riduzione del tasso medio di tariffa.

I criteri e la nuova modulistica per accedere alla riduzione dei premi, nelle intenzioni dell’Istituto, sono stati aggiornati in funzione delle novità introdotte nel Testo Unico per la Sicurezza ma anche dalla necessità di semplificare ulteriormente gli adempimenti per la compilazione dell’istanza.

L’iniziativa punta all’incentivazione di imprese che mirano ad alimentare un “circolo virtuoso” con procedure di selezione dei propri fornitori in base al rispetto della normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, oppure che si impegnano con attività formative con l’obiettivo di ridurre gli infortuni.

Anche la presentazione delle istanze per via telematica subirà innovazioni rispetto alla procedura attualmente in uso, sempre con l’intenzione di facilitare le aziende che ritengono di poter accedere allo sconto.
Lo scopo è anche quello di permettere all’INAIL una migliore gestione della pratica di agevolazione, con un sistema di monitoraggio più efficacie.

Gli aggiornamenti introdotti, dunque, assumono una valenza non solo formale ma anche sostanziale e, tuttavia, resta qualche dubbio sul fatto che, come già sperimentato negli anni passati, lo sconto sul premio INAIL non èalla portata di molte Pmi.

Rispetto agli anni passati, dove pure il numero delle piccole e medie imprese aderenti non è stato particolarmente elevato, si richiede oggi un maggior dettaglio delle informazioni soprattutto per quanto riguarda le sezioni relative agli “interventi particolarmente rilevanti” e all’adozione di sistemi di gestione per la sicurezza.

Bisogna inoltre considerare che, per quanto riguarda gli standard di riferimento, le linee guida UNI - INAIL sono nella pratica di difficilissima applicazione nelle micro imprese.

Per la prova di efficacia del nuovo modello di sconto non resta che attendere la risposta in termini di adesione delle Pmi.

Fonte:blog.pmi.it (Paolo Sebaste)
Ritorna all'inizio

Posto fisso? No , stipendio alto


L’eco delle parole di Tremonti, ministro dell’economia («Meglio il posto fisso») ha acceso il dibattito tra politici e imprenditori. Ma esiste una strada per uscire dalla giungla dei contratti a termine e migliorare il mondo del lavoro? Dal 25 marzo giace depositato in parlamento una proposta di legge, quella sul contratto unico, presentata dal giuslavorista e senatore Pietro Ichino, che in parte fa propria la riforma del lavoro proposta da Boeri e Leonardi. È una sorta di contratto progressivo, dove l’azienda accompagna il lavoratore fino all’assunzione a tempo indeterminato investendo nella sua formazione, e in caso di fine rapporto gli concede una buonuscita proporzionale al periodo in cui è stato impiegato. Come nei regimi di “Flexecurity” del nord Europa (dove si coniugano flessibilità e sicurezza) non si difende solo il posto fisso, ma la capacità di stare nel mercato del lavoro. «In Italia la situazione non è facile - spiega Vincenzo Galasso, economista e collaboratore del sito lavoce. info - considerando che oggi le forme di contratto “non ortodosso” sono circa 40». Galasso spiega anche che «l’Italia non è un’anomalia rispetto a Francia e Spagna». Secondo l’Istat, i lavoratori a tempo determinato da noi sono il 13% degli occupati.

Fonte:metronews.it (PA.CHI.)
Ritorna all'inizio

Minacce al premier su Facebook. Maroni: disposte chiusura e denunce


Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha dato disposizioni affinché il gruppo su Facebook "Uccidiamo Berlusconi" venga chiuso e «denunciati alla magistratura quelli che sono intervenuti». La polizia postale ha chiesto al social-network di oscurare le pagine.

Maroni: disposta chiusura del gruppo. La Procura di Roma ha formulato l'ipotesi di reato di minacce gravi per il gruppo e non è escluso che possa prendere in considerazione anche quello di istigazione a delinquere. «Abbiamo dato disposizioni perchè il sito contenente minacce al premier apparso su Facebook venga subito chiuso e denunciati alla magistratura quelli che sono intervenuti - ha dichiarato il ministro dell'interno Roberto Maroni, nel corso di una conferenza stampa all'Aquila - Non credo che esista un paese al mondo dove qualcuno può scrivere su un sito “Uccidiamo il premier”. È apologia di reato, anzi peggio. È un problema di cultura: se passa il concetto che uno può scrivere impunemente queste cose, c'è il rischio che poi a qualcuno venga in mente di metterle in atto. Non riesco a capacitarmi che ci sia qualcuno che possa esprimere l'intenzione di uccidere un'altra persona».

L'intervento della polizia postale. La polizia postale ha chiesto al social-network che ha sede a Palo Alto, in California, di oscurare, senza disperderne le informazione, le pagine contenenti le minacce. Allo stesso tempo la procura di Roma, che per il momento procede per minacce gravi, ha sollecitato Facebook a fornire dati sui responsabili delle minacce. Il procuratore aggiunto Nello Rossi ed il sostituto Andrea De Gasperis, nonchè i responsabili della Polizia Postale, attendono risposte dagli Stati Uniti. Nel caso in cui non arrivassero non si può escludere il ricorso a rogatorie internazionali. Da valutare, a piazzale Clodio, anche la possibilità di allargare l'inchiesta all'ipotesi di istigazione a delinquere. Gli accertamenti sono stati avviati nella capitale sulla base del principio che l'autorità giudiziaria competente per reati che si consumano tramite la rete telematica è quella in cui risiede la parte lesa.

In risposta al gruppo “Uccidiamo Berlusconi”, Ermanno Russo, consigliere regionale del Pdl della Campania, ha creato “Non odiare Silvio”, che al momento conta 92 aderenti. «L'indignazione per un'offesa tanto grande ai valori della democrazia e della civile convivenza, mi ha spinto a creare uno spazio dove si potesse esprimere solidarietà al presidente del Consiglio. Il gruppo incriminato è nato un anno fa e conta oltre 10 mila iscritti e questa è una soglia preoccupante rafforzata dalla nascita di altri due gruppi col medesimo nome. E' dunque condivisibile l'iniziativa del ministro Alfano che ha investito della questione il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. Dopo le frasi pubblicate su internet da un esponente del Pd modenese alla ricerca di un killer per il premier, dopo le minacce giunte al Riformista la scorsa settimana e ora il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” sarebbe bene che tutta la classe politica italiana riflettesse sulla necessità di contenere i toni».

Gruppi Facebook anche contro il segretario Pd. Secondo le segnalazioni del comitato Franceschini, sarebbero circa 180. «Sopprimiamo Franceschini» ha 1950 iscritti, «Franceschini sparati!» 650. «Scommetto che riesco a trovare 50.000 persone che odiano Veltroni e il Pd!!» raccoglie 19.000 iscritti. Ci sono anche alcuni gruppi «Io odio Franceschini», come altre minacce «fantasiose»: «Accettiamo Franceschini» nel senso di colpirlo con un'accetta, «Quelli che impiccherebbero Franceschini al primo albero» o «Gettiamo Franceschini nel cratere dell'Etna».

Minacce anche per Papa Benedetto XVI. Don Fortunato Di Noto, presidente dell'associazione Meter onlus ha denunciato alla polizia postale di Catania l'esistenza di due gruppi, sul famoso social network, che auspicano la morte del Papa. «Potremmo anche soprassedere - afferma in una nota il presidente di Meter - ma ci rivolgiamo al ministro Alfano per capire se anche questi episodi non configurano dei reati nei confronti di un Capo di stato, anche se estero, e per l'indiscussa autorità spirituale, religiosa e morale di altissimo profilo. Inneggiare all'odio, alla morte, alla eliminazione di
persone è il frutto della incapacità del dialogo onesto e democratico, e anche evangelico».

Minacce a Marco Travaglio con il gruppo "A morte Marco Travaglio" che per la verità non ha riscosso molto successo. Al contrario, sono più numerosi i suoi detrattori. L'invito a iscriversi al gruppo anti-Travagli ha la seguente motivazione: «Se anche tu appena lo vedi dici 'Ma stai zitto deficiente!' Se anche tu quando lo vedi da Santoro pensi 'Aspetta che cambio prima di spaccare la TV'. Se anche tu vuoi dargli un pugno sul muso appena inizia a fare quel sorrisino del c...Se anche tu vuoi che gli succeda qualcosa che lo privi dell'uso della lingua...».

Odiatissimo anche il gatto virgola delle suonerie. Il record del più odiato è stranamente del gattino Virgola, quello delle suonerie. Il gruppo «Non vorresti colpire il gattino virgola con una mazza da golf?» ha raggiunto l'incredibile cifra di 277.946 membri. E non è il solo. A questo vanno aggiunti i 13.078 membri del gruppo Ammazziamo il Gattino Virgola, i 9.548 membri di Uccidiamo Virgola!!!, gli 814 di Uccidi Virgola!, gli 802 di , più i vari Eliminiamo Virgola, Ammazziamo Virgola, Mitragliamo Virgola e via dicendo...

Ma l'elenco dei personaggi, veri o virtuali, minacciati telematicamente di uccisione è lunghissimo. Ci sono in ordine sparso Costantino, Patty, Moccia, Mughini, Bassolino, Franceschini, Prodi, Travaglio, Nedved, Arisa, Hello Kitty, Mourinho, Pingu, Prezzemolo, Clippy, Quaresma, Spongebob, le ex, Doraemon, Beep Beep, Lucignolo, Walker Ranger, Spaccarotella, Pikachu, Burdisso, Hamilton, Mowgli, Molinaro, Topolino, i cani della carica dei 101, Jankulosky, Calimero, Rivas, Cenerentola, Larrivey, Candy Candy, Bombolo, Ibrahimovic, Topo Gigio, Capezzone, Gelmini, Loria, Ping Ping, Fritzl, Coccolino, Cupido, le suocere, Paolini, Winny Pooh, Doraemon, i piccioni, le zanzare, Cimoli, i geologi, Perrotta, Hamtaro, Ligabue, Beautiful, Moratti, Winny Pooh, doctor House, Gigi D'Alessio, Goku, Dexter, Maurizio Mosca, Marco Carta, i Teletubbies, la Befana, Babbo Natale, Mendeleev e chissà quanti altri, perché la ricerca sul popolare network si ferma i primi 500 risultati e l'elenco completo è impossibile.

Fonte:ilmessaggero.it
Ritorna all'inizio

Crisi economica e problemi che rimangono: Draghi pone l'attenzione su 4 sfide


Uscire gradualmente dalle misure eccezionali di sostegno all'economia di molti paesi; rientrare da tendenze alla lunga insostenibili dei debiti pubblici; disegnare nuove regole per il settore finanziario e contenere il problema dell'azzardo morale; alleviare le sofferenze del mercato del lavoro; aumentare un potenziale di crescita che rischia di essere durevolmente ridotto dagli effetti della crisi.

Sono queste le nuove sfide all’orizzonte su cui si è soffermato il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, in occasione della riunione annuale della Società italiana degli economisti. E’ vero, come tanti esperti sostengono, che la ‘devastante’ crisi finanziaria che ha travolto il mondo intero sta passando, è vero che, seppur in modo debole, ci si avvia verso una ripresa ma è anche vero, secondo quanto dice Draghi, che la ricerca di un colpevole non deve trasformarsi in una sorta di caccia alle streghe.

“La crisi che il mondo sta vivendo ha prodotto danni ingenti e rischia di farne anche alla cultura in campo economico”, ha detto Draghi, ma ha respinto, al tempo stesso, l’idea avanzata dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di ‘sferrare attacchi’ contro gli economisti per non aver previsto la crisi, mentre ha riaffermato l'importanza della ricerca economica.


Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio

Cassazione: è famiglia di fatto ogni coppia in cui c'è reciproca assistenza. Senza distinzione di sesso


La Corte di Cassazione con Sentenza n. 40727/2009 ha scritto, nero su bianco, che una coppia va considerata come una famiglia se vi è una certa "stabilità del rapporto". Secondo la Cassazione infatti nel concetto di famiglia si devono includere tutte le coppie tra le quali "siano sorti rapporti di assistenza e solidarieta' per un apprezzabile periodo di tempo". Il principio è stato enunciato della seconda sezione penale facendo riferimento all'art. 572 c.p. che punisce i maltrattamenti in famiglia. Secondo i Supremi Giudici il richiamo alla famiglia contenuto in tale norma "deve intendersi riferito ogni consorzio di persone fra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti", appunto, stabili rapporti di assistenza e solidarieta'. Il caso esaminato dal Palazzaccio riguarda un uomo che i giudici di merito avevano già condannato ad un anno e otto mesi di reclusione per vari reati tra cui quello di maltrattamenti in famiglia. Ricorrendo in Cassazione la sua difesa aveva sostenuto che l'art.572 c.p. si potesse applicare soltanto alle famiglie conviventi "more uxorio". Di diverso avviso la Cassazione che ha sottolineato come la norma riguarda invece anche le famiglie di fatto.

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
Ritorna all'inizio

PEC: in arrivo l’obbligo per i professionisti


Il Decreto Legge Anticrisi n. 185 del 29/11/2008 convertito dalla L. n. 2 del 28/01/2009, ha reso obbligatorio il possesso di una Pec per società, professionisti e pubbliche amministrazioni. La posta elettronica certificata rappresenta un innovativo strumento di comunicazione in apparenza assimilabile ad una normale casella di posta elettronica.

Il suo diffondersi consentirà di semplificare lo scambio di informazioni tra cittadini, imprese ed enti pubblici, evitando l’impiego di documentazione cartacea in quanto, a differenza di un normale indirizzo e-mail, consentirà di attribuire un valore legale al proprio scritto.

Lo strumento della Pec non è stato introdotto in maniera uniforme per qualsiasi tipo di operatore: il decreto anticrisi ha infatti previsto un obbligo di attuazione differenziato a seconda della tipologia di soggetto interessato.
Obbligati al suo possesso sono state inizialmente le sole Società di nuova costituzione. Già in fase di registrazione presso le competenti Camere di Commercio queste hanno l’obbligo di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata.

Con la data del 29/11/2009 ci si approssima al secondo importante giro di boa: si estende l’obbligo di apertura di una casella di posta certificata a tutti i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato. Entro la scadenza sopra riportata, tali soggetti sono tenuti a comunicare ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.

Numerose sono ormai le società autorizzate dal CNIPA che danno la possibilità di attivare, a chiunque interessato, una propria casella di posta elettronica certificata. Ad oggi, i principali ordini professionali, si sono adoperati, con particolari convenzioni, per garantire ai propri iscritti un servizio pec a prezzi contenuti. Il funzionamento della Pec è ampiamente descritta nei siti web dei principali gestori autorizzati. Sinteticamente, la posta elettronica certificata consentirà di:

inviare e-mail con valore legale, in sostituzione della posta cartacea (art. 14, comma 3 DPR 445/2000);
attestare il momento di invio e di consegna del messaggio;
attestare il contenuto del messaggio inviato;
identificare in maniera sicura il mittente;
garantire l'integrità e la confidenzialità del messaggio inviato.

La sua importanza è in particolare correlata alla possibilità di attribuire un valore legale, al pari di una raccomandata, alle e-mail inviate. L'unico limite è rappresentato dalla necessità del possesso di una casella certificata sia da parte del mittente sia del destinatario.

Solo in questa maniera chi inoltra la mail certificata, oltre a poter dimostrare con certezza il momento dell’invio ed il contenuto del messaggio, potrà ricevere direttamente dal gestore di posta del destinatario una ricevuta di ritorno che attesti la consegna della e-mail certificata. Il suo impiego, salvo limiti imposti dal gestore autorizzato, potrà essere effettuato o mediante un normale client di Posta Elettronica (Outlook express, Microsoft outlook, Mozzilla Thunderbird, etc.) ovvero attraverso un servizio di web mail offerto dal gestore stesso.

contributo a cura di Vincenzo Intini - intini@edeaservice.it

Fonte:spazioimpresa.biz
Ritorna all'inizio
Berlusconi: taglio graduale dell'Irap. Taglio delle tasse per aumentare i consumi

Il governo ha "allo studio altri interventi per ridurre la pressione fiscale, aumentare i consumi e agevolare gli investimenti: tra questi il taglio graduale dell'Irap fino alla sua soppressione". Lo dice il presidente del consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio letto dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta all'assemblea della Cna.

Nel messaggio inviato agli artigiani della Cna il presidente del consiglio precisa che la riduzione fiscale potrà avvenire "anche mediante l'elevazione della franchigia in favore delle aziende più piccole" mentre per aumentare i consumi e agevolare gli investimenti si prevede "l'estensione della Tremonti Ter e un sostegno stabile alle piccole imprese che investono nell'innovazione e nella ricerca". "Il dialogo con voi su questi temi sarà, come sempre, diretto e costante perché la nostra intesa sarà sempre importante per uscire definitivamente dall'emergenza".

Fonte.ansa.it
Ritorna all'inizio

Artigianato e commercio, nuovo sostegno alle imprese


Boccata d'ossigeno per il settore artigiano e commerciale. Due gli accordi siglati dal Gruppo bancario a sostegno delle Pmi. Il primo e' stato firmato da Intesa Sanpaolo, Confartigianato, Cna e Casartigiani per un accordo che mette a disposizione delle imprese artigiane tre miliardi di euro.

Le imprese artigiane sono 1.470.000 ed occupano circa il 21% del totale degli occupati nelle imprese italiane. Si tratta di aziende che hanno risentito più di altre della crisi economica, soprattutto in termini di riduzione del fatturato: la ristrutturazione del debito e il miglioramento del rating rappresentano perciò esigenze fondamentali.

La partnership fra Intesa Sanpaolo e le principali sigle confederali testimonia l’impegno assunto da Intesa Sanpaolo verso il mondo produttivo. L’attuazione delle intese sarà resa possibile grazie alla capillarità della presenza sul territorio: 2.500 le strutture delle Confederazioni Artigiane, 6mila le filiali delle 22 Banche in cui si articola la Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. Il plafond di finanziamenti di 3 miliardi di euro sarà pertanto messo a disposizione delle imprese attraverso le specifiche convenzioni che verranno stipulate in ambito territoriale, e sarà utilizzabile attraverso linee di credito e finanziamenti a medio lungo termine.

Ma Intesa Sanpaolo non si ferma qui. Qualche tempo fa con Confcommercio è stato infatti siglato un accordo che mette a disposizione delle imprese associate alla Confederazione 3 miliardi di euro: una risposta concreta per rispondere agli effetti della crisi economica sul sistema distributivo. Le piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi disporranno così della liquidità necessaria per fare fronte alle esigenze di cassa, potranno realizzare nuovi progetti e sostenere programmi di rafforzamento patrimoniale.

L’accordo, che si fonda sulle iniziative già avviate dalla Banca e sull'Avviso Comune dell'ABI-Governo-Organizzazioni imprenditoriali per la sospensione dei debiti delle Pmi, prevede diversi interventi nel contesto di un vero e proprio progetto che darà risorse e ossigeno finanziario per combattere la crisi e frenare l'emorragia di chiusure che sta colpendo i piccoli esercizi commerciali, turistici e dei servizi.

Fonte:pmiblog.it (ML)
Ritorna all'inizio

Aperto un bando per l'associazionismo tra gli stranieri

Progetti dovranno essere realizzati e conclusi entro il 30 giugno 2010

Realizzare un'indagine sul grado di partecipazione degli immigrati all'associazionismo sia all'interno di quelle formate da stranieri ma anche quelle rivolte al volontariato. E' questo l'obiettivo che si pone la Direzione centrale per le politiche dell'immigrazione e dell'asilo, in qualità di Autorità responsabile del Fondo Europeo per l'integrazione nell'ambito dell'azione 6 - annualità 2008, con la pubblicazione dell'avviso di gara disponibile su questo sito.

Il progetto dovrà essere realizzato e concluso entro il 30 giugno 2010 e avrà a disposizione un budget massimo complessivo di € 108.333,00 (IVA esclusa).

La richiesta d'invito, con il nominativo del partecipante e altri dati, dovrà pervenire all'indirizzo di posta elettronica dlci.fondointegrazione@interno.it entro e non oltre le ore 13.00 del 30 ottobre 2009.

Fonte:immigrazione.biz
Ritorna all'inizio

L'esercito dei precari: oltre 3 mln tra autonomi e dipendenti. La maggior parte sono donne del Sud


Un esercito di precari, oltre 3,5 milioni, in gran parte lavoratori autonomi ma anche dipendenti nei servizi pubblici, in maggioranza donne (58,7%) e soprattutto meridionali. E' la fotografia che la Cgia di Mestre consegna al dibattito in corso sul 'posto fisso' innescato dalle parole del ministro dell'Economia Giulio Tremonti nei giorni scorsi. Un esercito, dunque, che unisce il popolo delle partite Iva a 'pseudo' lavoratori dipendenti. Su un totale di 3.525.672 precari e' la Calabria, con il 23,3%, a presentare il valore piu' alto se viene preso come indicatore l'incidenza percentuale dei precari sul totale degli occupati presenti in ciascuna regione. Seguono la Sicilia (22,1%), la Sardegna (21,3%), la Puglia (19,5%) e la Basilicata (17,2%). Chiude la classifica la Lombardia che, nonostante registri in termini assoluti il numero piu' elevato, presenta la percentuale piu' bassa sul totale degli occupati (12%). Per quanto concerne i settori più investiti dalla precarietà, al primo posto i servizi pubblici e sociali (28,1%), gli alberghi e i ristoranti (25,9%) e l'agricoltura (24,6%). Chiude l'intermediazione monetaria con l'8,9%. Infine, l'incidenza percentuale dei lavoratori precari per titolo di studio sul totale degli occupati vede i senza titolo toccare la percentuale del 20%. Seguono coloro che hanno la laurea (15,3%), la licenza media (15%), il diploma superiore (15%), la licenza elementare (14,9) e infine i post laurea (14,3%).

Fonte:studiocataldi.it
Ritorna all'inizio

Moratoria sui mutui: troppi punti oscuri


L'Abi ha annunciato la sospensione di 12 mesi di rate mutui per le famiglie in difficoltà. Ma il "Piano famiglie" che le banche avevano anticipato alle associazioni di consumatori nei giorni scorsi parlava di una moratoria più ampia, non solo sui mutui ma anche su finanziamenti di credito al consumo. Ancora molti i punti da chiarire.

Il comunicato dell'Abi
L'Associazione bancaria ha comunicato la decisione di avviare azioni necessarie per coordinare le misure già in atto a sostegno del credito per le famiglie in difficoltà. La moratoria per i mutui prevede la sospensione del rimborso delle rate per 12 mesi, a favore delle famiglie disagiate (per perdita del lavoro, cessazione di attività di lavoro autonomo, morte del capofamiglia, cassa integrazione). Si è trattato più di uno spot pubblicitario che di un comunicato per annunciare l'avvio di una nuova iniziativa.

Altroconsumo ha appreso dalla stampa l'approvazione da parte del Comitato esecutivo Abi del cosiddetto "Piano famiglie", presentato alle associazioni dei consumatori settimana scorsa e che doveva essere meglio definito in un'ulteriore riunione. Nella proposta presentataci si parlava di una moratoria più ampia: non solo mutui ma anche finanziamenti di credito al consumo erogati dalle banche.

C'è molto da chiarire
Ci auguriamo che il piano definitivo, che dovrà essere approvato entro la fine del prossimo mese, renda più operative le misure e abbia una portata più ampia. Il grosso limite è che si tratta di un accordo su base volontaria, cui le banche possono decidere autonomamente di aderire. Il dubbio è dunque che resti solo una buona intenzione e che poi il sostegno non arrivi veramente alle famiglie in difficoltà. Altroconsumo si riserva di giudicare meglio la proposta, quando saranno definiti tutti gli aspetti tecnici: cosa succederà alle rate sospese? Sono previsti costi per il mutuatario a causa della sospensione? Il rischio di pagare interessi su interessi è dietro l'angolo.

Che fine ha fatto il fondo di solidarietà sociale?
Eppure una soluzione per aiutare le famiglie in difficoltà con il pagamento dei mutui esisteva già. Ed era stabilito per legge, non su base volontaria. La legge (n. 244 del 24 dicembre 2007) prevedeva il ricorso al fondo solidarietà mutui per la sospensione del pagamento delle rate per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a diciotto mesi. I ministeri delle Finanze e della Solidarietà Sociale avrebbero dovuto emanare il regolamento. Sono passati quasi due anni e non si è fatto più nulla…

Fonte:altroconsumo.it
Ritorna all'inizio

Prezzi benzina ad ottobre in forte crescita: 3 euro in più per il pieno in 20 giorni. Motivi?


Torna a farsi sentire il caro carburanti. Negli ultimi venti giorni si è registrato un rincaro di 3,3 euro per un pieno di benzina. Solo 20 giorni fa, infatti, la benzina costava 1,248 euro al litro e il gasolio 1,095 mentre oggi la benzina verde in molti distributori supera quota 1,3 euro al litro e il gasolio raggiunge la soglia di 1,158 euro al litro.

Ad diffondere i nuovi prezzi è stato il Codacons, l'associazione dei consumatori, che ha definito quello dei carburanti un mercato ‘isterico’. Secondo il Codacons, il rialzo dei prezzi del carburante è solo in parte giustificabile con i rincari nelle quotazioni internazionali del petrolio.

Tutte le materie prime, comunque, sono in preda a una nuova ondata di speculazione legata alla tendenziale debolezza del dollaro: più la moneta americana subisce crolli di valore (ed è ormai attorno a quota 1,50 per euro), più i capitali internazionali puntano sulle commodities.

Buona parte del rinacro del petrolio è, infatti, solo riflesso della caduta del dollaro. Poiché sui mercati mondiali il greggio viene scambiato in dollari, la svalutazione della moneta americana tende a tradursi in un rafforzamento delle quotazioni del greggio.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio

Convenzione ABI-CDP: da Intesa Sanpaolo 600 mln per le piccole e medie imprese


Per agevolare l'accesso al credito delle Pmi, Intesa Sanpaolo sottoscrive il contratto di finanziamento nell'ambito della convenzione Abi-Cdp. Pronti 8 miliardi per le imprese

Anche Intesa Sanpaolo aderisce alla convenzione ABI-CDP che porterà alle piccole e medie imprese italiane un plafond da 8 miliardi di euro in aiuti finanziari.

Il contratto di finanziamento definirà, anche per Intesa Sanpaolo, regole e agevolazioni che permetteranno alle Pmi di accedere al credito reso disponibile dal sistema bancario.

La Cassa Depositi e Prestiti (CDP) erogherà il plafond in due tranches, rispettivamente di 3 e 5 miliardi di euro. In una fase preliminare Intesa Sanpaolo potrà gestire un totale di 600 milioni di euro, aspettando il prossimo mese di febbraio quando verranno definiti gli importi relativi alla fase successiva, secondo quanto stabilito dalla convenzione.

Le aziende che vorranno beneficiare di questa nuova opportunità per l'accesso al credito, potranno rivolgersi agli sportelli della banca già a partire dalla fine di questo mese, oppure presso gli istituti controllati dalla stessa Intesa Sanpaolo.

Tra questi Mediocredito Italiano, Cassa di Risparmio del Veneto, di Venezia, del Friuli Venezia Giulia, Banco di Napoli e Banca di Credito Sardo.

Fonte:pmi.it (Alessandro Vinciarelli)
Ritorna all'inizio

Latte, dall'Ue 280 milioni anti-crisi


Lussemburgo 19/10/2009 - "Oggi si scriverà una pagina storica del comparto lattiero-caseario in Europa: in primo luogo perché le misure che noi proponiamo sono innovative e per la prima volta gli Stati membri sono tutti insieme per portare a casa queste misure". Al suo arrivo a Lussemburgo per il vertice ministeriale sulla crisi del latte, il ministro per le politiche agricole e alimentari, Luca Zaia, ha commentato positivamente l’annuncio fatto dalla commissaria europea all’agricoltura Mariann Fischer Boel di mettere a disposizione 280 milioni di euro (ultime riserve del bilancio 2010).

Le proteste in Lussemburgo Vertice ministeriale ad alto rischio tensione sulla crisi del latte in Europa, dove ad attendere i ministri dell’agricoltura dell’Ue ci sono migliaia di allevatori europei in collera. Tra loro alcune centinaia di italiani associati al Copagri che partono questa sera con diversi pullman da Piemonte, Lombardia e Veneto per giungere domattina a Lussemburgo. Così, dopo quattro mesi di protesta ininterrotta per rilanciare un prezzo del latte alla stalla che continua ad essere largamente al di sotto del prezzo di produzione, i produttori Ue riuniti nell’Europan milk board (Emb) sono pronti "ad azioni energiche" per ottenere un impegno fermo da parte dell’istituzioni europee.

Gli interventi anti-crisi Bruxelles è più che mai decisa a calmare le acque e sia dalla Commissione europea che dal Consiglio dei ministri Ue arriva il via libera politico ad interventi anticrisi. Tra questi il pacchetto finanziario di circa 280 milioni di euro preannunciato questa mattina la commissaria Fischer Boel. Per accedere però a quei finanziamenti, la chiave della cassa è nelle mani del Parlamento europeo che a sua volta sta già lavorando per creare un fondo in favore del settore latte. Di fatto, per sbloccare i nuovi fondi bisogna portare una rettifica al bilancio Ue per il 2010: richiesta che è stata portata avanti prima dalla commissione agricoltura del Parlamento europeo e poi dalla commissione bilancio.

Un fondo per il latte Così, all’Assemblea plenaria di giovedì a Strasburgo ci sarà quasi certamente il via libera definitivo ad un pacchetto finanziario di almeno 300 milioni di euro per la creazione di un fondo per il latte. Fischer Boel chiederà anche l’accordo dei ministri sul minipacchetto di misure già proposto tra cui l’estensione al settore del latte della clausola d’urgenza che permette a Bruxelles di intervenire immediatamente in caso di turbolenze del mercato. Il cerchio si chiude grazie alla volontà politica espressa da 21 stati membri - tra cui l’Italia - che presenteranno oggi il loro piano strategico per il rilancio del settore lattiero dove viene sostenuta con forza anche, ma non solo, la necessità di mettere a disposizione un pacchetto di 300 milioni di euro.

La situazione si sblocca Insomma la situazione sembra sbloccarsi, la fase muro contro muro tra Commissione europea da un lato e ministri dall’alto, è ormai superata, tutti fanno un passo nella direzione dell’altro ma saranno ancora necessarie settimane per tradurre la volontà politica in misure concrete. La partita quindi non può essere ancora chiusa anche perchè i ministri Ue e il Parlamento europeo vogliono sapere a chi saranno destinati quei fondi. L’Italia, in particolare, vuole avere la certezza che tra le misure d’urgenza che prenderà la Commissione europea ci sarà anche l’aiuto all’ammasso privato dei formaggi.

Fonte:ilgiornale.it
Ritorna all'inizio

Cassazione: padre paga mantenimento in ritardo e in misura ridotta? Va assolto se versa in condizioni economiche difficili


La Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 33492/2009) ha stabilito che può essere assolto padre che, nonostante abbia fatto mancare i mezzi di sussistenza alla ex e ai figli piccoli versando meno di quanto stabilito in sede di separazione e in ritardo, si trovi in difficili condizioni economiche. La Corte evidenzia che “il reato di cui all’art. 570/2° n. 2 c.p. si realizza, a prescindere dall’eventuale inadempimento degli obblighi di natura squisitamente civilistica, solo nel caso in cui sussistano, da una parte, lo stato di bisogno degli aventi diritto alla somministrazione dei mezzi di sussistenza e, dall’altra, la concreta capacità economica dell’obbligato a fornirli. In relazione alla ritenuta sussistenza del primo requisito, la sentenza impugnata non merita censure, perché sostanzialmente pone in evidenza oggettivi dati di fatto emersi dall’istruttoria dibattimentale e univocamente indicativi dello stato di bisogno degli aventi diritto: la (…) infatti, per soddisfare le esigenze minime vitali di sé stessa e del figlio minore (quest’ultimo certamente privo di un qualsiasi reddito autonomo), era stata costretta a fare ricorso all’aiuto economico dei propri genitori. Questa realtà non può ritenersi contrastata dal fatto chela donna avrebbe intrapreso una propria attività autonoma con l’apertura di una lavanderia, circostanza questa che di per sé, in difetto di altri elementi di giudizio , non smentisce lo stato di bisogno. Censurabile, invece, è la sentenza nella parte in cui omette di verificare in concreto la sussistenza del secondo requisito e di dare una risposta ai precisi rilievi mossi sul punto, con l’atto di appello, dall’imputato. E’ pacifico che costui, nell’arco temporale preso in considerazione, versò alla moglie, senza peraltro rispettare le scadenze previste, somme d’importo inferiore a quello stabilito nel provvedimento del giudice della separazione, rendendosi così chiaramente inadempiente”.

Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
Ritorna all'inizio

Vista addio, oggi debutta Windows 7: i prezzie le sei versioni


Microsoft ricomincia da sette. Domani debutta in tutto il mondo Windows 7 il nuovo sistema operativo con il quale il colosso di Redmond punta a far dimenticare le sviste di Vista proponendo un software più semplice e meno pesante del precedente.

Il nuovo "os" è destinato a essere il cuore di oltre il 90% dei personal computer in giro per il mondo perché il pc è sinonimo, per quasi tutti, di "finestre": quelle di Windows, anche se la casa fondata da Gates ha di fronte sfide come quella lanciata da Google con Chrome Os o l'avanzata di Apple che, seppure impetuosa in termini di incrementi percentuali, resta confinata a una nicchia del mercato del computing. E non va neppure sottovalutato il fenomeno Linux.

Seven ha l'obiettivo di riconquistare gli utenti delusi da Vista, dalla sua lentezza, dai sui fastidiosi avvisi e da un'interfaccia troppo diversa da quella alla quale tutti con Xp erano abituati. E che Vista sia stato per lo più rifiutato lo testimoniano sia il successo travolgente dei netbook, basati proprio su un Xp resuscitato, sia tutte quelle imprese che hanno negli anni hanno rinnovato il parco dei pc ma senza adottare Vista.

Windows 7 è offerto in sei versioni da 129 a 339 euro. È più leggero: gira su pc ben carrozzati, va bene su quelli vecchi e mette le ali ai pc bonsai. E per Microsoft questa rappresenta una grossa opportunità di business visto che in ballo ci sono milioni di mini-notebook da aggiornare (a 129 euro l'uno) che fanno gola anche a Google.

Vista era un macigno per molti computer, Windows 7 invece è modulare: capisce dove viene installato e si adegua alle potenzialità della macchina. Seven, sviluppato in tempi più brevi rispetto al consueto e con i feedback di oltre otto milioni di tester, presenta un'interfaccia rinnovata, più amichevole, anche se non radicalmente diversa: le funzioni si trovano subito e non c'è bisogno di scorrere nervosamente su e giù il pannello di controllo per trovare dove sono le stampanti o le impostazioni dello schermo.

Seven presenta numerose novità per rendere più facile la vita digitale. Spiccano le Librerie, che superano il concetto di cartelle: i file (musica, documenti, immagini, video) sono accessibili indipendentemente da dove sono fisicamente memorizzati in questo modo è più facile gestire i contenuti.

Così il film per la serata tra amici, le foto delle vacanze o la presentazione di Power Point si trova in un lampo. Senza armeggiare troppo con il mouse o con il touch pad. Le finestre delle cartelle presentano inediti menu: "apri", "stampa", "e-mail" e "condividi". L'uso del pc è più facile grazie funzionalità come "jumplist" e "anteprima".

Windows 7 nasce anche per far breccia nelle imprese. Non a caso debutta insieme a Windows Server 2008 R2 e presenta soluzioni che, dice Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft Italia «permettono di ridurre i costi e garantire alle aziende maggiore efficienza e produttività». Numerose imprese, tra queste Brembo ed Edipower, sono già sotto il segno di Seven.

Fonte:ilsole24ore.com (Mario Cianflone)
Ritorna all'inizio

Agricoltura: Prorogato il premio per i giovani imprenditori


Il Ministero delle politiche agricole e forestali ha prorogato il termine di scadenza del Premio indirizzato alle dieci migliori esperienze imprenditoriali giovanili in agricoltura. A tal fine il Mipaf intende selezionare imprese condotte da giovani agricoltori che si siano distinte per l’innovatività dell’esperienza imprenditoriale.

Possono presentare domanda di ammissione i titolari di aziende agricole che insistono sul territorio italiano, in possesso dei seguenti requisiti:
- qualifica di imprenditore agricolo o coltivatore diretto;
- età inferiore a quarant’anni al momento di presentazione della domanda;
- aver effettuato/utilizzato, nell’ambito della propria azienda, interventi tecnologie innovativi che evidenzino la creatività e l’originalità dell’idea di impresa nonché i positivi risultati economici conseguiti.

Il Premio consiste in un contributo per la partecipazione a forum per lo scambio di conoscenze tra imprese, a concorsi, mostre e fiere pertinenti all’attività imprenditoriale del richiedente. I premi così assegnati avranno un valore massimo di 40 mila euro.

Le spese ammissibili sono le seguenti:

- iscrizione a forum, mostre e fiere;
- viaggi;
- eventuali pubblicazioni realizzate dall'impresnditore in relazione alla sua partecipazione alle inizative in oggetto;
- affitto di stand, in occasione di concorsi, mostre e fiere.

La domanda – e la documentazione richiesta – deve essere inviata, entro la nuova scadenza fissata al 13 novembre 2009, al seguente indirizzo:

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
Direzione Generale dello Sviluppo Rurale delle infrastrutture e dei servizi
Ufficio SVIRIS 5
Via XX settembre, 20
00187 Roma

Fonte: pmiblog.it (ML)
Ritorna all'inizio

Imponibilità o esenzione Iva nella cessione di beni indetraibili


Breve excursus normativo e di prassi amministrativa: dalla prima direttiva Cee alla risoluzione 16/E del 2007
La cessione di un bene per il quale non si è fruito della detrazione dell’Iva assolta sull’acquisto è un’operazione da assoggettare all’imposta? A guidare la risposta, l’esame della fattispecie di indetraibilità in acquisto: oggettiva, parziale oggettiva, soggettiva, a seguito di opzione per la semplificazione.

Esistono due categorie di limiti alla detrazione dell’imposta sugli acquisti, una di tipo oggettivo, derivante dalla natura dei beni e servizi acquistati e indipendentemente (salvo eccezioni) dalle caratteristiche dell’acquirente e dalla destinazione effettiva degli stessi, e una di tipo soggettivo, derivante invece dalle caratteristiche dell’attività svolta dal soggetto e indipendentemente dalla natura e qualità dei beni e sevizi acquistati.

Esempi della prima categoria sono i beni e servizi per i quali risulta difficile stabilire la loro inerenza e la loro utilizzazione nell’attività esercitata dal contribuente (ad esempio beni di lusso, aeromobili e relativi componenti salvo che non siano oggetto dell’attività propria dell’impresa, alimenti e bevande, spese di rappresentanza se di costo superiore a 25,82 euro), mentre le limitazioni della seconda categoria derivano dalla parziale o totale composizione del volume d’affari da operazioni esenti ai sensi dell’articolo 10 del Dpr 633/1972 che, notoriamente, non consentono la detrazione dell’Iva sugli acquisiti.

La prima direttiva in materia di Iva, la 77/388/Cee, all’articolo 13 sanciva le esenzioni “all’interno del paese” prevedendo, al paragrafo A), le “esenzioni a favore di alcune attività di interesse pubblico” (fra cui, servizi postali, cure mediche, insegnamento ed educazione dell’infanzia), e, al paragrafo B), le “altre esenzioni”, fra le quali, in particolare alla lettera c) “le forniture di beni destinati esclusivamente ad un’attività esentata a norma del presente articolo o a norma dell’art. 28, paragrafo 3, lettera b), ove questi beni non abbiano formato oggetto d’un diritto alla deduzione, e le forniture di beni il cui acquisto o la cui destinazione erano stati esclusi conformemente alle disposizioni dell’articolo 17, paragrafo 6”.

La legislazione italiana aveva recepito le disposizioni comunitarie parzialmente e in modo non del tutto conforme ai dettati della direttiva stessa, in quanto era prevista l’intassabilità delle cessioni dei soli beni colpiti da indetraibilità di tipo oggettivo ai sensi dell’articolo 19, comma 2, del Dpr 633/1972 (ora articolo 19-bis1) e, inoltre, per la rivendita dei beni esclusi oggettivamente dalla detrazione, la norma nazionale prevedeva l’esclusione dal campo di applicazione dell’imposta (veniva classificata come fuori campo ex articolo 2, comma 3, lettera h), del Dpr 633/1972).

Le modifiche e integrazioni apportate in seguito a tale primo impianto normativo, sono giunte a seguito della sentenza della Corte di giustizia n. C-45/95 del 25 giugno 1997.
A seguito dell’emanazione del Dlgs 313/1997, è stata abrogata la disposizione di cui all’articolo 2, comma 3, lettera h) e, nel contempo, è stato inserito all’articolo 10 del medesimo Dpr 633, il n. 27-quinquies), con il quale sono state ricomprese tra le esenzioni tutte “le cessioni che hanno per oggetto beni acquistati o importati senza il diritto alla detrazione totale della relativa imposta ai sensi degli artt. 19, 19-bis1 e 19-bis2”.

L’integrazione è stata esplicitata nella circolare 328/1997, che “Attesa la finalità equitativa insita nel citato art. 10 n. 27-quinquies)”, ribadisce in quali casi di indetraibilità vige l’esenzione all’atto della rivendita, e in più aggiunge che“Non essendo richiamata anche l’indetraibilità derivante dall’opzione esercitata ai sensi dell’art. 36-bis del DPR n. 633/1972, la cessione di detti beni non fruisce del temperamento introdotto dal citato n. 27-quinquies) dell’art. 10”.

Successivamente, è intervenuta la direttiva 2006/112/Ce del 28 novembre 2006 (che dal 1° gennaio 2007 ha sostituito la 77/388/Cee), prevedendo che gli Stati membri debbano esentare “le cessioni di beni il cui acquisto o la cui destinazione siano stati esclusi dal diritto alla detrazione dell’IVA conformemente all’articolo 176”. L’articolo 176, comma 1, a sua volta, stabilisce che “in ogni caso saranno escluse dal diritto a detrazione le spese non aventi un carattere strettamente professionale, quali le spese suntuarie, di divertimento o di rappresentanza”.

Già da una prima disamina delle disposizioni citate, si può evincere il riferimento alla sola indetraibilità oggettiva, che trova comunque conferma nella circolare 3/2007, laddove, a proposito della disposizione di cui all’articolo 136 della direttiva 2006/112/Ce, dispone che “l’esenzione ivi prevista sia riferita alla sola rivendita dei beni che non hanno formato oggetto di detrazione, e non anche a quei beni per i quali l’acquirente non può esercitare il diritto alla detrazione in quanto destinati ad un’attività esente da imposta”.
Del resto, la norma che tratta l’indetraibilità soggettiva è l’articolo 19-bis del Dpr 633/1972 (che disciplina, precisamente, il calcolo della percentuale di detrazione o pro rata di detraibilità), che non è menzionato nel citato punto 27-quinquies) dell’articolo 10 del medesimo Dpr.

Ancora più chiara ed esauriente risulta a tal proposito la risoluzione 16/2007, secondo la quale non fruisce dell’esenzione Iva, di cui al punto 27-quinquies) dell’articolo 10, la cessione di beni per i quali l’imposta è risultata indetraibile a seguito di esercizio di opzione per la semplificazione ex articolo 36-bis del Dpr 633/1972. La conclusione enunciata è incentrata sulla diversa natura dell’indetraibilità derivante da quella specifica opzione, rispetto a quella derivante dall’applicazione delle norme ordinarie in materia di indetraibilità Iva sugli acquisti (di tipo oggettivo).

Riepilogando, in relazione alle diverse fattispecie di indetraibilità in acquisto del bene, in pratica, si avranno le seguenti casistiche di imponibilità o esenzione all’atto della rivendita:
il bene sul quale non è stata detratta per nulla l’imposta per indetraibilità oggettiva, andrà ceduto in regime di esenzione ex articolo 10, punto n. 27-quinquies), Dpr 633/1972
il caso di cui al punto precedente, ma con indetraibilità parziale oggettiva (esempio classico è costituito dagli autoveicoli) in acquisto, andrà assoggettato a Iva nella medesima proporzione ai sensi del comma 4 dell’articolo 13 del Dpr 633/1972, che testualmente recita “la base imponibile è determinata moltiplicando per la percentuale detraibile ai sensi di tali disposizioni l’importo determinato ai sensi dei commi precedenti”
in caso di indetraibilità soggettiva (dovuta quindi alla presenza di operazioni esenti nel volume d’affari che comportano un pro rata di detraibilità) sia totale che parziale in acquisto, il corrispettivo di cessione va assoggettato a imposta per intero
la stessa regola di cui al punto precedente si applica nel caso di indetraibilità conseguente all’opzione prevista dall’articolo 36-bis del Dpr 633/1972 (circolare 328/1997 e risoluzione 16/2007).

Fonte:nuovofiscooggi.it (Vincenzo Loiacono)
Ritorna all'inizio

Privacy: contratti per telefono? Aziende devono mettere a disposizione le registrazioni


Il Garante per la protezione dei dati personali (Comunicato del 9 ottobre 2009) ha stabilito che la registrazione di un colloquio telefonico che comporta l'attivazione di un nuovo servizio commerciale deve essere resa disponibile all'interessato che ne faccia richiesta e che non è sufficiente che l'azienda fornisca la sola trascrizione dei contenuti della conversazione. L’Autorità ha quindi evidenziato che anche suoni e le immagini costituiscono dati personali rispetto ai quali gli interessati possono far valere i diritti loro riconosciuti dalla normativa in materia di privacy. Conseguentemente, il diritto di accesso ai dati personali contenuti nel cd. verbal ordering non può ritenersi pienamente soddisfatto dall’azienda dalla sola trasposizione del contenuto giacchè solo la registrazione consente di accedere al dato vocale. L'Autorità ha quindi ordinato al gestore di mettere a disposizione del ricorrente la registrazione del colloquio telefonico.

Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
Ritorna all'inizio

Contribuenti professionali: quando corrispondere l’IRAP?


Versamento IRAP, questo sconosciuto… Quali aziende o imprenditori devono pagarla?
Presupposto per l’applicazione dell’imposta in parola è l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.

L’attività esercitata dalle società costituisce dunque in ogni caso presupposto d’imposta.

Numerose sono le sentenze, soprattutto della Suprema Corte di Cassazione, che hanno ribadito il carattere reale dell’IRAP quale imposta che colpisce il valore aggiunto prodotto dalle attività autonomamente organizzate ed ha riconosciuto in tale valore aggiunto, direttamente connesso all’elemento organizzativo, un idoneo indice di capacità contributiva.

La Giurisprudenza della Corte di legittimità - nel ritenere l’elemento organizzativo connaturato alla nozione stessa d’impresa - ha dichiarato pienamente conforme ai principi d’uguaglianza e di capacità contributiva l’assoggettamento all’imposta in esame del valore aggiunto prodotto dalle attività autonomamente organizzate, siano esse di carattere imprenditoriale o professionale, essendo, in entrambi i casi, l’idoneità alla contribuzione ricollegabile alla nuova ricchezza prodotta.

In tema di IRAP, l’indagine circa l’esistenza di una struttura organizzativa idonea a realizzare un incremento potenziale della produttività derivante dalla mera auto-organizzazione del lavoro personale non è necessaria ai fini dell’assoggettamento ad imposizione delle attività i cui redditi, riferendosi ad un’attività commerciale secondo la previsione dell’art. 2195 codice civile, sono per questa sola circostanza qualificabili come redditi d’impresa (Cassazione Civile, sez. Tributaria, sent. n. 7899 del 30 marzo 2007).

La verifica del fattore organizzazione potrebbe non essere necessaria laddove, il contribuente soddisfacendo i requisiti, optasse per l’applicazione del regime dei contribuenti minimi (finanziaria 2008).

La norma recata dal comma 104 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 stabilisce che i contribuenti minimi sono esenti dall’imposta sulle attività produttive.

Con tale disposizione il legislatore ha inteso prescindere dalle caratteristiche individuali dell’attività svolta ai fini dell’assoggettamento all’IRAP del reddito prodotto, riconducendo l’esenzione tra le specificità del regime in esame.

Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
Ritorna all'inizio

Posto di lavoro fisso: Brunetta risponde a Tremonti che è antiquato.


Per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il posto di lavoro fisso è un valore da difendere, “la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia, mentre la variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità per alcuni sono un valore in sè, per me onestamente no”.

Il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, boccia l'idea di Tremonti dell'impiego stabile, del posto fisso come base per fare progetti e famiglie e risponde dicendo che la soluzione da lui indicata è ‘del secolo scorso’. La nostra società in continuo cambiamento ed evoluzione ha bisogno di modernizzarsi. Ed è per questo che Brunetta propone di “spalmare le esigenze di flessibilità su tutte le forze lavoro occupate.

So bene quanto sia delicato questo argomento, basti pensare agli scontri, tra riformisti e conservatori. Ma bisogna tornare all'alleanza tra capitale e lavoro, quella che ti dà la flessibilità nella partecipazione, che ti dà l'inclusione e che fa diventare il lavoratore uno shareholder, un azionista, che può gestire le sue azioni nella mobilità”. Brunetta, però appoggia Tremonti sulla difesa del welfare italiano: “Bene gli ammortizzatori sociali. Però bisogna anche dire che i Paesi con un welfare pesante sono anche quelli che crescono di meno quando riprende il ciclo”.

Nella querelle Tremonti- Brunetta, si inserisce anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi secondo cui: “Più che il diritto al posto fisso è necessario assicurare il diritto alla formazione. Nessuno vuole, infatti, subire la mobilità da posto di lavoro a posto di lavoro: ciascuno vorrebbe poter scegliere il momento in cui cambiare, ovviamente in meglio.

D'altronde la continuità del posto non si afferma con norme di legge ma con l'occupabilità del lavoratore per le sue conoscenze e competenze. Importante è, dunque, il diritto continuo al miglioramento delle proprie competenze, con cui può decidere il proprio percorso lavorativo”.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio

Il Fisco allarga le maglie per il censimento del terzo settore


Le Onlus sono esentate dall'obbligo di comunicazione all'Agenzia delle Entrate, previsto dall'articolo 30 del Dl 185 del 2008. E' questa, insieme alla proroga del termine dal 30 ottobre al 15 dicembre - la principale novità del l'accordo raggiunto oggi tra le Entrate e i rappresentanti del mondo associativo, in seguito al confronto che si era aperto dopo l'approvazione, a fine settembre, del modello per la comunicazione dei dati fiscali rilevanti da parte degli enti alla stessa Agenzia. Inoltre, afferma una nota delle Entrate, «alcune tipologie di enti già iscritti in particolari registri o conosciuti dalla Pubblica amministrazione» potranno presentare un modello ridotto di questionario, con 5-6 domande anziché 38 come quello pubblicato nelle scorse settimane. Agli enti già esclusi inizialmente, dunque, si aggiungeranno altre categorie di soggetti enti che, essendo iscritti ad albi e registri tenuti dalla pubblica amministrazione o da questa conosciuti, potranno compilare la versione light del modello Eas. Tra questi quasi certamente i sindacati e i partiti politici, ma i dettagli saranno chiariti in una circolare ("documento di prassi") che l'Agenzia si è impegnata a pubblicare nei prossimi giorni.

In tutto, comunque, gli enti interessati dal censimento sono piu' di 200mila.
Sul Sole 24 Ore in edicola venerdì 16 ottobre ulteriori dettagli e approfondimenti.

Le Entrate «rafforzeranno ulteriormente l'impegno che gli uffici periferici stanno già profondendo per divulgare il più possibile la conoscenza dell'onere della presentazione del modello di comunicazione. Tale sforzo sarà contemporaneamente profuso anche dall'Agenzia per le Onlus, dal Forum e dalle rappresentanze delle Associazioni di categoria, anche con momenti di confronto con le Direzioni regionali delle Entrate».

In questa direzione si sta muovendo anche CSVnet che ha stretto un accordo con i Caf delle Acli per garantire a tutte le associazioni l'accesso gratuito al servizio di consulenza per la compilazione e l'invio dei questionari. I cosi sono a carico della rete dei centri.
"CSVnet considera le soluzioni individuate un significativo passo avanti, ed auspica che siano completate da interventi normativi di modifica dell'Art. 30 e della relativa circolare esplicativa" ha affermato Marco Granelli, presidente di CSVnet. Il Coordinamento dei Centri di Servizio per il Volontariato sta già operando al fianco di tutta la rete dei CSV per fornire un sostegno concreto e gli strumenti più opportuni per aiutare le Organizzazioni di Volontariato non iscritte ai Registri Regionali a compilare il modello e fornire le informazioni richieste in modo corretto. Le Organizzazioni di Volontariato iscritte ai Registri Regionali , grazie ad un emendamento sostenuto da CSVnet nello scorso gennaio, sono state escluse dall'obbligo della comunicazione.

Fonte:ilsole24ore.com
Ritorna all'inizio

Sky lancia Digital Key, la chiavetta Usb per guardare anche il digitale terrestre


Si chiama Digital Key ed è l'ultima mossa di Sky, che permetterà ai suoi clienti di ricevere tutta l'offerta del digitale terrestre sul decoder Sky. Tramite una semplice chiavetta Usb, la Digital Key appunto, collegata al decoder con funzione di sintonizzatore Tv digitale terrestre, si avranno in chiaro tutti i programmi del digitale terrestre.

La nuova chiavetta dovrebbe essere disponibile a dicembre, quando le prime 5 Regioni italiane che sono state coinvolte dallo swith over, avranno completato il passaggio dall'analogico al digitale terrestre. Quindi tra poco più di un mese, gli utenti Sky di Sardegna, Lazio, Campania, Valle d'Aosta e parte del Trentino Alto Adige e Piemonte, potranno godere, oltre che dell'offerta Sky, anche di quella del digitale terrestre.

Immediate le reazioni di sgomento dalla Rai; il presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza, Sergio Zavoli, ha indetto per oggi alle 13.30 una discussione sul caso.

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
Ritorna all'inizio
Trasmissione dati Ici e Iscop, dal 22 ottobre operativo Entratel

Dal 22 al 31 ottobre prossimo, i dati dei versamenti Ici e Iscop 2009 effettuati fino al 31 luglio 2009 dovranno essere trasmessi al dipartimento delle Finanze tramite il canale telematico Entratel. Stesse modalità per l'invio, da eseguire entro il 31 marzo 2010, per i pagamenti effettuati fino al 31 gennaio dello stesso anno.
Il nuovo adempimento riguarda Comuni, agenti o affidatari della riscossione e Poste italiane Spa, come previsto dal decreto ministeriale 10 dicembre 2008.
E' quanto emerge dalla nota prot. n. 25281 del 15 ottobre, diramata dal dipartimento delle Finanze.

Per effettuare la trasmissione, il responsabile dei dati deve predisporre il file secondo le indicazioni tecniche contenute nel decreto ministeriale del 10 dicembre 2008 scaricando, sul proprio computer, il programma messo a disposizione dal Dipartimento, nella sezione Fiscalità locale. Il sistema richiede all'operatore alcune informazioni, come il tipo di tributo (Ici o Iscop), l'ente fornitore, il codice fiscale del responsabile dei dati, il tipo di invio (ordinario o sostitutivo), l'anno e il semestre di riferimento, che consentono di verificare la provenienza delle informazioni per la successiva validazione. Ricevuto l'ok del sistema, il file può essere inviato al responsabile dei servizi telematici Entratel che, a sua volta, provvederà a trasmetterlo al dipartimento delle Finanze. In caso di esito negativo, invece, il programma fornisce indicazioni sul tipo di errore riscontrato. Se il file è utilizzato in sostituzione di un altro già inviato in precedenza, relativo ai dati 2009, è necessario indicare "sostitutivo" nel campo "tipo di invio" e il protocollo del file originario.

I Comuni potranno visualizzare i dati delle riscossioni Ici e Iscop di loro competenza, divisi per fonte e anno d'imposta, accedendo all'area della Fiscalità locale del sito del Dipartimento. E' comunque attivo un servizio di assistenza tramite call center (numero verde 800 863116), dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18.

Si ricorda, infine, che dal 30 giugno scorso non sono più operativi i tradizionali supporti ottici crittografati contenenti i dati Ici e Iscop del 2007 e 2008: chi ancora non li ha inviati, dovrà farlo attraverso Entratel; ma anche chi ha trasmesso i dati dopo il 30 giugno 2009, è chiamato a un ulteriore invio tramite il nuovo canale.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Patrizia De Juliis)
Ritorna all'inizio

Home Page | Finanziamenti Agevolati | Finanziamenti | Contatto | News e Fax | Servizi | Utilità | Speciale Agricoltura | Finanziamenti ai privati | Finanziamenti alle aziende | Speciale Agevolazioni | Agevolazioni | Mappa del sito


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu