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Elenco news :

Tariffe, allarme dei consumatori: "Da gennaio stangata da 596 euro a famiglia"

Risparmio energetico “prolungato”,tutto pronto per l’invio on line

Mutui e servizi bancari: più cari nel 2010

Fisco: in arrivo il nuovo 770 semplificato per il 2010

Banche, Confidi e Fondi di garanzia: la svolta di fine anno

Tasse auto un po' più care se versate dal tabaccaio

Nel settore It calano occupazione e retribuzioni


F24 cumulativo on line. Convenzione al rinnovo

Turismo. Al via l'iniziativa "Buoni Vacanze", bonus prenotabili dal 20 gennaio

Codice di autoregolamentazione in arrivo per i social network

Studi di settore e Cassazione: non valgono nulla. Cancellati gli accertamenti basati solo su di essi

IBAN: bando GTIF per start-up green

Finanziaria 2010, ora è legge. Dentro dallo scudo fiscale al Tfr

Contributi a imprese e Pmi per realizzare investimenti produttivi

Aumento canone Rai, Consumatori contro

L'Irap allarga il bonus ricapitalizzazioni

Cassazione: ci può essere eccesso di velocità anche se si rispettano limiti imposti dal codice della strada

Rimborsi per aerei in ritardo o cancellati: come fare

La crisi colpisce la salute: boom nel pubblico. E un italiano su 5 non si cura


Prestiti 2010 per professionisti con partita iva e micro imprese da Unione Europea


Fisco e Tasse; Dal 1° gennaio scende il tasso di interesse legale

Il periodo di mancato preavviso escluso dal computo del Tfr

Docenti favorevoli all'educazione finanziaria a scuola

Omaggi: la deduzione è integrale se il loro valore non supera 50 euro

Da Microsoft un programma anti-pedofilia

Tariffe, allarme dei consumatori: "Da gennaio stangata da 596 euro a famiglia"

Federconsumatori e Adusbef: dall'Rc Auto ai trasporti, dai ricorsi al giudice di pace alle rate dei mutui, pesanti rincari in arrivo per i cittadini. Tremonti: "Il sistema in Italia ha tenuto bene l'impatto con la crisi". commenta 0 vota 5 invia stampa

Con il nuovo anno arriverà una vera e propria stangata per i cittadini. A lanciare l'allarme sono Adusbef e Federconsumatori, secondo cui gli aumenti riguarderanno molte voci e si tradurranno in un esborso di 596 euro a famiglia.

Secondo le due associazioni dei consumatori non è vero quello che dicono il ministro Tremonti e il premier Berlusconi sostenendo che la Finanziaria non ha aumentato le tasse.

Di certo intanto, c'è che il settore 'nero' si conferma ancora una volta quello dei trasporti: il comma 200 della finanziaria - spiegano Adusbef e Federconsumatori - autorizza infatti dal 1 gennaio 2010, anticipazioni tariffarie di 3 euro a passeggero su ogni singolo biglietto aereo a favore dei gestori aeroportuali, che invece di tirare fuori mezzi propri per finanziarsi, lo fanno a spese dei viaggiatori configurando una vera e propria stangata tariffaria pari ad almeno 65 euro l’anno a carico dei viaggiatori.

Ma dalla Finanziaria arrivano nuovi balzelli anche per la giustizia. Il comma 215 infatti, affermano i consumatori, introduce il contributo unificato pari a 103,3 euro a carico dei lavoratori licenziati che fanno ricorso in Cassazione, con la beffa della compensazione delle spese legali; mentre il comma 6-bis della stessa legge finanziaria istituisce un ulteriore balzello, pari ad un contributo minimo di 38 euro, a carico di quei cittadini che decidano di fare ricorso contro le multe da autovelox. In sostanza, avvertono le due associazioni, per impugnare una multa di circa 45 euro davanti al Giudice di Pace, occorre spenderne circa 55 tra i costi di 3 raccomandate bolli e contributo unificato non previsti in precedenza.

Non solo. A questa ministangata governativa -dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti - per il 2010 bisogna aggiungere 30 euro di gas, 130 di RCA, 18 euro per i servizi idrici; 35 euro di Tarsu; 30 di rincari dei servizi bancari; 80 euro per le rate dei mutui visto che le banche, prevaricando i contratti, stanno aumentando lo spread quasi raddoppiato, 65 euro per gli aumenti dei biglietti dei treni, 90 euro per i costi dei carburanti.

Fonte:adnkronos.com
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Risparmio energetico “prolungato”,tutto pronto per l’invio on line


Per le comunicazioni relative a lavori pro-ambiente pluriennali lo start è fissato al prossimo 4 gennaio
Con provvedimento direttoriale del 21 dicembre, sono state approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle informazioni contenute nel modello di comunicazione da compilare a cura dei contribuenti che hanno avviato, nel corso del 2009, interventi di riqualificazione energetica pluriennali. Lavori che, in sostanza, proseguiranno nel 2010 e cioè in un successivo periodo d’imposta. L’adempimento, naturalmente, rimane legato all’ipotesi di opere in corso a cavallo di anni diversi.

La comunicazione, da predisporre su modello approvato con il provvedimento del 6 maggio 2009, così come previsto dall’articolo 29 del decreto “anticrisi” n. 185/2008, va inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate nel termine di 90 giorni dalla fine del periodo d’imposta in cui sono iniziati i lavori. Quindi, in relazione alle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione in corso tra il 2009 e il 2010, va trasmessa entro il prossimo 31 marzo. Se i lavori si protraggono per più periodi d’imposta, la comunicazione andrà fatta ogni volta nel rispetto degli stessi tempi e modalità.

Grazie al software dedicato, che sarà disponibile nei prossimi giorni sul sito dell’Agenzia, i primi invii, riguardanti le spese sostenute nel 2009 per interventi che proseguono nel 2010, potranno essere effettuati a partire dal 4 gennaio.

È opportuno ricordare che i contribuenti che vogliono beneficiare del bonus del 55% sono comunque tenuti a trasmettere all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, i dati relativi agli interventi effettuati attraverso il sito dell’ente.

Resta fermo che la comunicazione non deve essere inviata nell’ipotesi di lavori iniziati e conclusi nel medesimo periodo d’imposta, né con riferimento ai periodi in cui non sono state sostenute spese.

Nelle specifiche pubblicate oggi sono indicati dettagliatamente: il “record tipo”, la sequenza da rispettare e la struttura dei dati da inserire nei singoli record. Sul fronte del codice fiscale, va posta particolare attenzione alla correttezza dell’indicazione. In particolare, è precisato che oltre al codice del contribuente, deve essere riportato quello della persona fisica che effettua l’invio telematico della comunicazione. La trasmissione di dati non conformi, infatti, comporta lo scarto della richiesta.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Paola Pullella Lucano)
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Mutui e servizi bancari: più cari nel 2010


Rispetto al 2009, l’anno prossimo saranno più cari sia i servizi bancari, sia i mutui. Ad affermarlo è l’Adusbef in accordo con le rilevazioni effettuate dall’Osservatorio Adusbef-Federconsumatori, da cui è emersa una stima di rincaro di 30 euro medi a famiglia per i servizi bancari, ed altri 80 euro medi annui per la rata dei mutui in virtù del fatto che, a fronte della riduzione progressiva dei tassi di interesse, sono aumentati e stanno aumentando gli spread applicati dalle banche sui nuovi finanziamenti immobiliari con ipoteca. Insomma, gira e rigira ogni inizio d’anno in base a quanto stima l’Osservatorio, ci troviamo di fronte alla consueta ondata di rincari; l’Osservatorio, nel complesso, rileva come la stangata 2010 sulle famiglie sarà in media pari a ben 596 euro, di cui 120 euro di questi rincari, come minimo, giungeranno dalla Finanziaria 2010 che, contrariamente a quanto si afferma, secondo l’Adusbef metterà le mani nelle tasche dei cittadini/consumatori.

Non ci sono infatti in arrivo gli aumenti solo per i servizi bancari e per i mutui, ma anche per quelli dei biglietti del trasporto aereo dopo che l’Esecutivo ha deciso di rivedere al rialzo le tariffe aeroportuali. Ma ci sono anche balzelli sulle spese per la giustizia, a partire dai costi per contestare una multa davanti al Giudice di Pace e passando per il ricorso in Cassazione di un lavoratore licenziato.

Inoltre, sono già cosa certa fra pochi giorni i rincari delle tariffe del gas e quelli dei treni ad alta velocità che sanno di beffa dopo quanto accaduto nei giorni prima del Natale. Nella tabella dei rincari ci sono anche gli aumenti sulla tassa sui rifiuti solidi urbani e sulla tariffa sul servizio idrico; e, dulcis in fundo, costa di più anche il canone RAI, il cui aumento, da 107,50 euro a 109 euro, è stato annunciato nei giorni scorsi in “zona Cesarini”, e l‘assicurazione per la macchina anche a seguito dell’introduzione dei nuovi massimali.

Fonte:bassitassi.com (Fil)
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Fisco: in arrivo il nuovo 770 semplificato per il 2010


E' in arrivo per il 2010 un nuovo 770 semplificato. Una semplificazione che si nota già dal frontespizio dove il rappresentante firmatario della dichiarazione non è più tenuto ad indicare la sua residenza anagrafica, a meno che non risieda all'estero. Se poi a presentare la dichiarazione non è una persona fisica ma una società allora o un ente, sarà necessario indicare il codice fiscale. Più semplice anche la sezione relativa ai dati dei familiari a carico. Nel nuovo modello non vi sono più i punti relativi alle annualita' e si richiedono solo i dati relativi ai familiari che nell'anno 2009 sono stati fiscalmente a carico del sostituito (ciò serve a verificare la corretta attribuzione delle detrazioni). Nel sito dell'agenzia delle entrate sono già disponibili la bozza e le istruzioni per la compilazione: vedi qui

Fonte:studiocataldi.it
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Banche, Confidi e Fondi di garanzia: la svolta di fine anno


Con le Leggi: 7 agosto 1997, n. 266 e 23 dicembre 1996, n. 662, lo Stato ha istituito un “Fondo di garanzia per le Piccole e Medie Imprese e Consorzi“, proseguendo una linea di tutela e incentivazione delle attività produttive, che ha avuto un significativo impulso normativo negli anni ‘80 con particolare riferimento alla “salvaguardia e allo sviluppo dell’occupazione pur in presenza dell’innovazione tecnologica, nonché alla tutela e al miglioramento dell’ambiente”.

“PMI.it” ha diffusamente affrontato l’argomento nella focalizzandosi sui requisiti normativi di accesso al Fondo di Garanzia per le Pmi di particolare interesse per artigiani e imprenditori.

Stiamo parlando di un vero e proprio fondo finanziario che svolge la funzione di agevolare l’accesso al credito da parte delle piccole e medie impres, in un momento storico in cui molte di esse non sono in grado di assicurare una grossa solidità finanziaria ed è prioritario gestire due punti essenziali: la fase di crollo dell’economia; l’accordo internazionale “Basilea2?. Quest’ultimo in particolare porta gli istituti di credito a sostenere costi dipendenti dall’accantonamento di capitale proporzionale al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti.

Ciò se da una parte vuol dire maggiore rigore nella selezione delle PMI cui concedere credito, con parallelo incremento dei tassi d’interesse, dall’altra spingerà le aziende stesse a porre in essere politiche finanziarie più attente, che assumeranno una funzione dominante su tutte le altre, e a gestire maggiormente i costi evitabili.

Il 4 dicembre 2009 entrano definitivamente in vigore, con l’emanazione dei provvedimenti attuativi, i nuovi criteri di valutazione di accesso al Fondo centrale di garanzia per le Pmi. Il comitato di gestione del fondo estende l’accesso al credito anche alle Aziende sane in “temporanea difficoltà”, ossia colpite dalla crisi. Nel dettaglio, le novità approvate sono le seguenti:

semplificazioni procedurali per le richieste di garanzia su operazioni di importo ridotto da parte di imprese start up;
ampliamento dell’accesso alle procedure semplificate;
aumento dell’importo massimo ammissibile alla procedura di “microcredito” da 75.000 euro a 100.000 ed estensione anche alle aziende che hanno presentato una perdita in uno degli ultimi due bilanci;
modifica dei valori di riferimento, ora più flessibili, di alcuni indicatori per l’ammissione alla garanzia e sostituzione di quelli considerati ormai obsoleti.
In riferimento al Fondo di garanzia per quanto riguarda il 2009, ecco gli ultimi dati: un aumento delle domande dell’86,4% rispetto allo stesso periodo del 2008, un incremento del 185,8% dei finanziamenti richiesti, dell’87,3% dei finanziamenti accolti, del 109,6% dell’importo garantito. Oltre alla revisione dei criteri, nel 2009 sono state apportate altre importanti novità: l’ampliamento della dotazione a 1,6 miliardi di Euro da qui al 2012, l’estensione del Fondo alle imprese artigiane e l’aggiunta di una sezione speciale per il settore trasporti per i quali sono stati versati 50milioni di Euro.

Volendo essere maggiormente precisi sulle procedure di accesso ai fondi di garanzia, dobbiamo preliminarmente precisare che la funzione del fondo di garanzia è diretto a favorire le banche (garanzia diretta) oppure i “Consorzi di garanzia collettiva dei fidi” (controgaranzia).

L’istruttoria delle pratiche viene affidata ad un soggetto terzo che in questo momento è rappresentato dal Mediocredito Centrale di Banca Unicredit, di cui esiste un servizio di informazione e di orientamento on line. L’intervento può raggiungere anche una copertura del 90% della garanzia emessa da un Confidi, livello che alla luce dell’attuale dimensione della crisi economica è tutt’altro che sottovalutabile.

I soggetti che intendono richiedere la garanzia (banche, confidi ecc.) possono registrarsi e utilizzare un servizio on line del Medio Credito Centrale.

Le imprese invece possono rivolgersi direttamente agli enti preposti in seno alle regioni, di cui ottengono dettagli mediante la consultazione online dei portali regionali.

Ciascuna regione ha una propria dotazione inerente il Fondo di garanzia e ha approvato criteri generali e modalità di attuazione. Un chiaro esempio di documento esplicativo è quello pubblicato dalla Regione Piemonte a favore dell’imprenditoria femminile e giovanile.

Fonte:blog.pmi.it (Mario Massarotti)
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Tasse auto un po' più care se versate dal tabaccaio


In GU il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che rimodula il compenso per la riscossione
Dal 1° aprile 2010 il bollo auto pagato in tabaccheria costerà 32 centesimi in più. Con il Dpcm n. 186, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre, il compenso per ogni operazione di riscossione passa da 3mila lire (1,55 euro) a 1 euro e 87 centesimi. La vecchia cifra, stabilita in seguito all'autorizzazione a riscuotere le tasse automobilistiche da parte dei tabaccai, era stazionaria da circa dodici anni.

L'aumento è stato possibile poiché i diritti in questione non rientrano nel novero di quelli sottoposti al "blocco" stabilito dall'articolo 3 dell'anticrisi 2008 (Dl 185) che, nel programmare la strategia per contenere gli effetti sulle economie domestiche della crisi finanziaria, ha sospeso l'adeguamento di tariffe, contributi e diritti da parte di organi dello Stato.

In questo caso, però, si tratta di somme da attribuire agli enti territoriali (Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano), per le quali lo stesso articolo 3 contiene una deroga che, in sostanza, relativamente agli adeguamenti giustificati dall'esigenza del recupero dei soli maggiori oneri effettivamente sostenuti, rinvia all'autonoma decisione dei competenti organi di governo. Il Dpcm , infatti, è stato emanato in seguito al confronto con la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome.

Fonte:nuovofiscooggi.it
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Nel settore It calano occupazione e retribuzioni


Se qualcuno avesse dei dubbi su quanto fossero gonfiati i compensi professionali durante l'età della new economy si vada a leggere l'osservatorio 2009 Assintel dei profili professionali nell'It, e guardi la differenza con le retribuzioni attuali. Abissali. E allora, giuste le strategie del "fare di più con meno"? Si può essere più o meno d'accordo, ma certo che una logica, economica, c'è. Come dire, mai più grasso che cola, che spesso è sinonimo di spreco. La crisi prolungata di questi due anni ha dato il colpo finale: una volta superata, dobbiamo scordarci il settore Ict (ma non solo) come l'abbiamo conosciuto in questi anni. Quelli di Assintel non vedono il fatto in maniera negativa, visto che si sta avviando un circolo virtuoso che porterà a un mercato più sano ed equilibrato. Nel frattempo, i costi sociali non sono poca cosa. Per far fronte alla contrazione della domanda, le aziende It hanno fatto pesante ricorso alla leva del prezzo, con un conseguente ribasso delle tariffe dei servizi It. Risultato: meno margini, e a rimetterci sono i talenti, il capitale umano, la cui importanza è tanto enfatizzata nei convegni, ma che poi alla prova dei fatti…Attenzione, però, alle facili letture, perché il discorso, secondo il rapporto Assintel, realizzato col contributo di Aica, Idc e Od&m, è più complesso. Dinamiche dolorose preparano dinamiche virtuose. Due esempi? Nella struttura della domanda, il taglio dei budget It non corrisponde tout-court al taglio degli investimenti o al blocco dei nuovi progetti, quanto piuttosto all'abbattimento significativo dei costi sulle spese "obbligatorie", con l'obiettivo di tagliare gli sprechi. Sul versante dell'offerta, si accentuerà la tendenza accelerata verso una riqualificazione, che porta a una progressiva polarizzazione. Cosa che porterà a una salutare razionalizzazione, con una riduzione del numero degli operatori e un allargamento della dimensione aziendale, definendo un mercato più moderno e competitivo. E veniamo alle retribuzioni. Nelle aziende It crescono di quasi il 3% rispetto al 2008, grazie principalmente ai rinnovi contrattuali: +2,8% per i dirigenti (età media 47 anni); +2,7% per i quadri (media di 42 anni); +2,4% per gli impiegati (35 anni l'età media). Discorso a parte per i collaboratori, che in periodo di crisi economica costituisce la vera camera di compensazione per un taglio dei costi: i loro compensi crescono solo dello 0,4%, persino al di sotto del tasso di inflazione. A livello di aree funzionali, i meglio retribuiti sono i dirigenti delle risorse umane, i quadri dell'area commerciale, gli addetti alla R&S. I peggio retribuiti sono i dirigenti del dipartimento It interno, i quadri commerciali, gli impiegati dell'amministrazione. Si conferma sensibile il divario di genere: le donne sono il 31% del campione, ma solo il 2% accede ai ruoli dirigenziali, con livelli retributivi inferiori in media di quasi 20 mila euro annui. Una differenza che, seppure meno marcata, si reitera per tutti gli altri livelli di inquadramento.

La crescita netta dell'1,2% delle retribuzioni non inganni: l'indagine è fatta sulle aziende attive, dunque non rileva le tante cessazioni che hanno provocato emorragie occupazionali, il taglio dei contratti di consulenza dovuti al congelamento dei progetti, e nemmeno lo slittamento di tanti contratti dal tempo indeterminato alla collaborazione atipica (14% sul totale, rispetto all'8% dello scorso anno). Secondo i ricercatori, bisogna puntare ancor di più sulla parte variabile della retribuzione, e su benefit personalizzati, a seconda delle inclinazioni e dell'età del dipendente. Per quel che riguarda le geografie, gli impiegati It del Nord Italia stanno meglio dei colleghi del sud, visto che guadagnano fino al 18% in più. Da notare che gli stipendi medi delle figure It nelle aziende non It sono maggiori, dal 5% al 9% in più: un dato che potrebbe significare che nelle aziende sia finalmente assegnata all'It l'importanza che merita.

Tra i dirigenti, guadagnano meglio il direttore dei sistemi informativi, l'Edp Manager, il Key Account Manager. Nella piccola impresa i dirigenti guadagnano il 18% in meno rispetto ai loro colleghi delle grandi aziende. Tra i quadri, primeggiano il responsabile commerciale, l'Edp Manager. Tra gli impiegati la figura meglio retribuita è il Key Account Manager, seguito dall'Architect Engineer, dal Project Leader, dal Capo Centro Edp, mentre restano bassi i compensi per i Web Developer. Per quel che riguarda le tariffe professionali, la caduta è sensibile. Crolla del 15% la tariffa del capo progetto, giù del 7% i programmatori, del 6,6% gli analisti senior. In calo anche le figure consulenziali: -6,5% per il consulente junior e -7,8% per il consulente master. I dati risentono della dimensione dell'azienda cliente: più essa è grande, più il calo è consistente.

Fonte:ilsole24ore.com (Pino Fondati)
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F24 cumulativo on line. Convenzione al rinnovo


Dal prossimo 1° gennaio entrerà in vigore il nuovo regolamento valido per il triennio 2010-2012
In scadenza, il prossimo 31 dicembre, la convenzione tra Agenzia delle Entrate e intermediari per l'utilizzo, da parte di questi ultimi, del servizio F24 cumulativo, che consente di effettuare i versamenti telematici di imposte e contributi dovuti dai loro clienti, con addebito diretto sui conti correnti di questi ultimi. Dal 1° gennaio partirà la nuova intesa, valida per il triennio 2010-2012, che disciplina non solo le modalità del servizio ma anche la remunerazione spettante agli intermediari (1 euro per ciascun F24 trasmesso), con fatturazione annuale.

Come aderire alla convezione 2010-2012
I professionisti aderenti alla convenzione in scadenza potranno automaticamente continuare ad utilizzare il servizio se, entro il 30 giugno 2010, invieranno telematicamente i modelli di pagamento F24. In questo caso l'intermediario dovrà trasmettere per via telematica il file contenente la convenzione 2010-2012 sottoscritta con le proprie credenziali Entratel e con i propri dati identificativi entro il mese successivo al primo pagamento del 2010. Il file è disponibile all'interno dell'area autenticata del sito dei servizi telematici (Proposte - Adesione Convenzione F24).
I professionisti che entro il prossimo giugno non avranno trasmesso alcun modello F24, avranno tempo fino al 31 luglio 2010; anche in questo caso, dovranno inviare il file con la convenzione firmata. Pertanto, gli F24 inviati dal 1° agosto 2010 senza l'adesione alla convezione saranno scartati. Infine, chi aderisce ex novo all'intesa sull'F24 cumulativo, può farlo senza limiti di tempo, purché provveda a trasmettere on line la propria adesione alla convezione prima di inviare qualsiasi modello F24.

L'intermediario, inoltre, deve ottenere dai propri clienti l'autorizzazione scritta all'addebito sui conti correnti delle somme indicate nei modelli di pagamento F24. Le autorizzazioni vanno conservate per 10 anni dalla data di rilascio.

Il professionista che intende recedere dalla convenzione deve inviare una comunicazione formale all'ufficio locale delle Entrate che ha rilasciato l'abilitazione al servizio Entratel.

In cosa consiste il servizio
L'intermediario, in prossimità delle singole scadenze, compila i modello di pagamento F24 per i propri clienti, utilizzando il software "F24 on line", scaricabile dal sito delle Entrate. Successivamente seleziona gli F24 da trasmettere, allegando a ciascun modello le coordinate bancarie del contribuente, utilizzando l'applicazione "Creazione Flussi F24" e, dopo aver autenticato il file con le proprie credenziali Entratel, invia il flusso dei dati (per un numero massimo di 999 modelli di pagamento). Alla fine dell'operazione, deve verificare le ricevute telematiche trasmesse dall'Agenzia (tre per ciascun file inviato).

L'intermediario può richiedere l'annullamento dei modelli F24 inviati per errore entro il penultimo giorno lavorativo che precede la data di addebito (cioè prima che l'Agenzia delle Entrate inoltri in via definitiva il pagamento alla banca). In questo caso, occorre utilizzare l'apposita funzione (Documenti - Annulla) o la funzione "Annulla documento" presente nel menù Strumenti del sito dei servizi telematici.

Le quietanze dei versamenti eseguiti sono disponibile nel Cassetto fiscale dell'utente titolare delle deleghe di pagamento.

Nel caso in cui l'intermediario sia un persona giuridica, la trasmissione telematica dei file è a cura dei gestori e/o operatori incaricati (indicati dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2009).

Fonte:nuovofiscooggi.it (Alessandra Gambadoro)
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Turismo. Al via l'iniziativa "Buoni Vacanze", bonus prenotabili dal 20 gennaio


Dal 20 gennaio 2010 le famiglie con difficoltà economiche potranno prenotare i "Buoni Vacanze" per andare in vacanza al mare, in montagna, ai laghi e anche alle terme in tutto l'arco dell'anno ad eccezione dei periodi di alta stagione. E' quanto prevede l'iniziativa "Buoni Vacanze" presentata oggi dal Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, presso la Prefettura di Milano.

"E' divenuto infatti esecutivo - si legge in una nota del Governo - il decreto che stabilisce l'erogazione di fondi da destinare ai nuclei familiari economicamente più deboli ed è stata quindi avviata la procedura per l'erogazione dei contributi pubblici, grazie alla convenzione stipulata tra il Ministero del Turismo e l'Associazione Buoni Vacanze Italia (BVI), allo scopo costituita". Il primo finanziamento per l'iniziativa sarà pari a 5 milioni di euro, messi a disposizione dal Governo, e verrà promosso dal Ministro del Turismo anche attraverso uno spot istituzionale diffuso, a partire dal prossimo gennaio, su Radio e tv, realizzato con la collaborazione del Dipartimento per l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Codice di autoregolamentazione in arrivo per i social network


Non sarà una legge ma un «codice di autoregolamentazione» tra i provider e i gestori di social network a cercare di «prevenire il commetersi di gravi reati on line». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che nel pomeriggio al Viminale ha incontrato diversi gestori di rete internet e di social network. Tra gli altri erano presenti i rappresentanti di Assotelecomunicazioni, Associazione italiane internet provider, British telecom Italia, Fastweb, H3G, Vodafone Italia, Wind Italia, Telecom Italia, Google Italia, Microsoft Italia e Facebook.

Nella riunione, ha detto Maroni, «abbiamo affrontato il tema di come prevenire la commissione di gravi reati su Internet e di come rimuovere i contenuti. La strada da seguire è cercare un accordo tra tutti definendo un codice di autoregolamentazione, evitando interventi di autorità ma ottenendo ugualmente il risultato».

«Ci siamo impegnati - ha continuato - a formulare delle proposte e costituire un tavolo con tutti i soggetti intervenuti oggi che sarà convocato a metà gennaio proprio sul terreno del codice di autoregolamentazione piuttosto che su quello di una norma di legge. L'accordo ha detto ancora Maroni - dovrà essere operativo il più presto possibile: dobbiamo trovare una soluzione in tempi rapidi per combattere la proliferazione di gruppi che su internet inneggiano all'omicidio al terrorismo e alla mafia».

Per il ministro «si può fare attraverso un grande accordo di responsabilità tra tutti gli operatori: se avverrà sarà il primo caso al mondo di autoregolamentazione su un terreno così delicato che vede da una parte la garanzia di libertà di espressione del pensiero e dall'altra la necessità di rimuovere contenuti che integrano gravi reati». Infine Maroni ha spiegato che con le società estere, come Facebook o Google, «serviranno accordi iternazionali bilaterali con questi contenuti».

Fonte:ilsole24ore.com
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Studi di settore e Cassazione: non valgono nulla. Cancellati gli accertamenti basati solo su di essi


Studi di settore nel mirino della Cassazione: le tabelle usate dal fisco dall’agosto 1993 a oggi per inoltrare le cartelle di accertamento in caso di dichiarazioni al di sotto del reddito minimo stabilito sono solo, ad avviso delle Corte suprema, ‘un’elaborazione statistica, il cui frutto è una ipotesi probabilistica che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una presunzione semplice’.

Sono, dunque, da considerare nulli gli accertamenti fiscali che si poggiano solo sulle indicazioni provenienti dagli studi di settore anche se questi sono frutto della diretta collaborazione con i settori interessati.

Il verdetto della Corte di cassazione respinge il ricorso con cui l’Agenzia delle entrate sosteneva che gli studi del settore fossero applicabili anche nel caso del gestore di un piccolo salone (parrucchiere) dell’entroterra lucano che già da anni aveva ammortizzato i costi riferiti a minime quantità di beni e servizi, acquistati in tempi remoti, e ormai obsoleti.

Soddisfatte le categorie interessate: “È una bella vittoria per gli imprenditori, dice il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi . Già da tempo come Confcommercio Roma e Lazio chiedevamo e chiediamo un congelamento degli studi di settore, almeno per un biennio, perché parlare adesso di un simile strumento di accertamento fiscale è pura alchimia. Si corre il rischio di creare un contrasto fra gli imprenditori e lo Stato per problematiche riferibili ancora una volta al sistema tributario”.

Mauro Bussoni, vicedirettore generale della Confesercenti,commenta il pronunciamento della Corte di Cassazione sugli studidi settore, giudicandolo ‘un passaggio importante’ e spiegando: “''La sentenza della Cassazione ribadisce quello che la Confesercenti ha sempre sostenuto, valea dire che gli studi di settore sono un punto riferimento ma chenon vanno considerati esaustivi riguardo alla fedeltà delcontribuente rispetto ai suoi impegni con il fisco”.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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IBAN: bando GTIF per start-up green


La rete italiana di investitori informali in capitale di rischio IBAN (Italian Business Angels Network) ha lanciato un bando per aziende verdi: sei start-up della Green Economy verranno supportate e presentate ad una vasta platea di investitori l'11 Febbraio 2010 a Milano, nell'ambito del Green Technologies Investment Forum, dedicato agli investimenti cross-border nel Clean-tech.

Un'occasione per le imprese - italiane e svedesi - di incontrare investitori mostrando progetti e soluzioni tecnologiche d'avanguardia finanziabili.

Il Forum è infatti organizzato in collaborazione con la Business Region Goteborg AB che opera in Svezia, uno fra i mercati europei più attivi dal punto di vista delle tecnologie pulite, ed è abbinato al bando per la selezione di 12 aziende (6 italiane e 6 svedesi) operanti nel settore.

La domanda di partecipazione e il regolamento completo sono è disponibili online sul portale IBAN. Scadenza, 20 febbraio 2010.

Entro il 29 febbraio 2010 saranno resi noti gli esiti delle selezioni: le start-up ammesse saranno affiancate da IBAN, che contribuirà attraverso un'apposita giornata di coaching in data 5 febbraio 2010 alla preparazione dell'elevator pitch.

Nel corso del Forum si potrà quindi assistere alla presentazione delle imprese selezionate, inframmezzate da due keynote speaker che cercheranno di inquadrare il mercato Green e le opportunità per investitori e imprese in Italia e in Svezia.

infine, le aziende avranno a disposizione un'area incontri dedicata dove poter dialogare direttamente con gli investitori interessati.

Fonte:pmi.it (Tullio Matteo Fanti)
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Finanziaria 2010, ora è legge. Dentro dallo scudo fiscale al Tfr


La finanziaria 2010 è legge. Palazzo Madama ha licenziato la manovra, convincendo il governo a evitare il ricorso alla fiducia, seguendo il normale iter.

Una strada che era stata auspicata dal presidente, Renato Schifani, che poco prima del via libera esprime la sua “soddisfazione” perché si è consentito al ramo del Parlamento “di esprimersi e dare voce a tutte le proprie riflessioni. È un fatto altamente democratico, che fa onore al Parlamento”.

Alla fine del suo percorso, in cui non sono mancati i colpi di scena, la finanziaria è cambiata nella forma e nella sostanza. Il suo importo, lievitato nei passaggi parlamentari, secondo gli ultimi dati è arrivano a 11,1 miliardi di euro (in termini di indebitamento netto).

Nel ddl sono confluiti: la banca del Sud, grazie al pressing del ministro dell’Economia, il codice delle autonomie, ‘sponsorizzato' dalla Lega Nord, il patto per la salute e il rinvio del versamento degli acconti Irpef di novembre, che slittano a giugno del prossimo anno. Quest’ultimo viene finanziato, a tempo determinato, con il gettito in arrivo dallo scudo fiscale, pari a 3,716 miliardi di euro. Che poi, una vota rientrati gli acconti, andrà a coprire le misure contenute nella finanziaria. Dal Tfr inoptato, che l’Inps consegnerà allo Stato, arrivano altri 3,1 miliardi.

Nella versione definitiva, arricchita di tutte le misure inserite durante la spola parlamentare, è difficile ritrovare la manovra ‘light’ annunciata da Tremonti. Anche quest’anno infatti è stato impossibile evitare i microinterventi, dalle risorse destinate all’acquisto di defibrillatori a fondi per il sostegno dei prodotti stagionati. Ma questa è stata l’ultima occasione per l’assalto alla diligenza. La finanziaria, nata nel 1978, viene infatti messa definitivamente in soffitta, e sostituita dalla legge di stabilità.

Il viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas, da l’addio alla legge che “nel bene e nel male ha rappresentato l’essenza di questo paese”. È un addio “senza rimpianti”, che lascia il ricordo di una legge che “ha segnato con il ritmo immutabile delle stagioni il trascorrere dell’esperienza umana”.

Le risorse della manovra, sempre in termini di indebitamento netto, arrivano da maggiori entrate per 4,5 miliardi e 6,6 miliardi di minori spese. Gli ultimi dati, del servizio bilancio del Senato, mostrano che sul fronte delle uscite le maggiori spese ammontano a 9,9 miliardi di euro e le minori entrate a 1,2 miliardi.

La nuova legge di stabilità nel dettaglio:

NUOVE RISORSE: Le nuove risorse vengono reperite attraverso 3,7 miliardi in arrivo dallo scudo fiscale a cui si aggiungono i 3,1 miliardi versati dall’Inps, provenienti dal Tfr dei lavoratori dipendenti del settore privato. I risparmi in arrivo grazie agli accordi con le province di Trento e Bolzano e della regione autonoma Trentino- Alto Adige sono pari a un miliardo. Altri 350 milioni provengono dalla riapertura dei termini per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili. La dismissione degli immobili da parte dello Stato porterà altri 250 milioni e la riduzione di alcuni altri 420 milioni: 100 milioni dal fondo sociale per l’occupazione 100 milioni; 200 milioni dal fondo per le aree sottoutilizzate e 120 milioni dal fondo strategico per il paese a sostegno dell’economia reale. Dalle misure in materia di accertamento delle frodi per invalidità civile arriveranno altri 50 milioni, dalla riduzione di spesa delle autonomie locali 48 milioni e dei contribuiti delle comunità montane e dei piccoli comuni 10 milioni. Infine 9,2 milioni arrivano dalla riduzione degli accrediti alle Agenzie.

UTILIZZO: Le maggiori risorse vanno al rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale (584 milioni), del Fondo per le non autosufficienze (400 milioni) e del Fondo Politiche sociali (150 milioni). Un miliardo va all’anticipazione di liquidità alle regioni interessate dai Piani di rientro dai disavanzi sanitari per l’estinzione dei debiti pregressi fino al 2005. Mentre 800 milioni sono destinati alla proroga della disciplina inerente la detassazione dei contratti di produttività. Le misure in materia di agevolazioni contributive per i datori di lavoro che assumono lavoratori beneficiari dell’indennità di disoccupazione con requisiti normali che abbiano almeno 50 anni costano 120 milioni, altri 40 milioni vanno alla contribuzione figurativa per i lavoratori con almeno 35 anni di anzianità che accettino un’offerta di lavoro che un livello retributivo inferiore, mentre 65 milioni vanno all’inserimento o reinserimento di determinate categorie di lavoratori svantaggiati. La riduzione Irpef per il trattamento economico accessorio del personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico costa 60 milioni, le risorse per le imprese che investono in ricerca altri 200 milioni.
Mentre al rifinanziamento del Fondo per le missioni di pace vanno 750 milioni; all’integrazione dello stanziamento ai fini del rimborso ai comuni delle minori entrate derivanti dall’Ici 1,7 miliardi. Per la deroga al blocco del turn over per i corpi di polizia ed il corpo nazionale dei vigili del fuoco, autorizzati a procedere, secondo specifiche modalità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato servono 115 milioni. All’incremento del Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio altri 50 milioni, mentre al rifinanziamento del Fondo solidarietà incentivi assicurativi in agricoltura 52 milioni e al differimento dei termini di pagamento dei versamenti fiscali e contributivi sospesi in seguito del sisma in Abruzzo 170 milioni. Mentre la sperimentazione dell’aliquota fissa al 20% per gli affitti costa 1,5 milioni. Infine per la costituzione della Banca del Mezzogiorno sono destinati 9,2 milioni.

PATTO SALUTE: Si prevede un incremento di 584 milioni per il 2010 e 419 milioni nel 2011 rispetto alle somme di finanziamento determinate in precedenza. Nel 2012 l’incremento è del 2,8% sul totale dell’anno precedente. Complessivamente nel 2010 le regioni avranno 106,2 miliardi, 108,6 miliardi nel 2011 e 111,6 miliardi nel 2012.
Per le regioni in rosso è previsto un incremento dell’addizione Irpef (+0,3%) e dell’Irap (+0,15%) e l’utilizzo dei fondi Fas. Le regioni con piani di rientro per l’estinzione dei debiti fino al 2005 potranno chiedere allo Stato un anticipo di un miliardo di euro. Il fondo per le non autosufficienze arriva a 400 milioni di euro.

SCUDO FISCALE: Viene distribuito parte del gettito in arrivo dal rientro dei capitali all’estero. La tabella prevede la destinazione di 2,2 miliardi di euro tra cui figurano: 400 milioni di euro al 5 per mille, di 103 milioni ai libri scolastici, 100 milioni al fondo di solidarietà per l’agricoltura, 400 milioni per l’università. Alle scuole private vanno 130 milioni mentre per l’autotrasporto sono in arrivo 400 milioni. Altri 571 milioni vanno alla stipula di convenzioni con i comuni per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e agli enti locali danneggiati dal sisma in Abruzzo.

ACCONTO IRPEF: Il decreto legge che contiene la riduzione del 20% dell’acconto Irpef di novembre confluisce nella manovra. La norma sposta parte del pagamento degli acconti dell’imposta sui redditi, al prossimo anno in sede di conguaglio. L’intervento consente, inoltre, di superare l’ostacolo legato a problemi di cassa e competenza dello scudo fiscale, che copre momentaneamente il mancato gettito. La sanatoria, infatti, chiudendo i termini il 15 dicembre 2009 non consentirebbe di utilizzare il gettito sul 2010. Ma grazie alla proroga per il pagamento degli acconti sarà possibile, con la ‘restituzione' da parte dei contribuenti del versamento, utilizzare le risorse per le voci indicate dallo scudo. Per chi ha già versato l’acconto, si legge nel testo, potrà recuperare l’imposta nei primi pagamenti utili.

PA: Vengono stanziate le risorse per i rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2012 relativi al personale delle pubbliche amministrazioni. In particolare si dispongono stanziamenti sia per il personale statale ‘contrattualizzato' sia per il personale statale in regime di diritto pubblico. Arriva anche il cedolino unico, per i dipendenti della pubblica amministrazione. Dal primo gennaio 2011 le competenze fisse (stipendio) e le competenze accessorie (straordinari, ecc.) saranno pagate non più separatamente, come accade attualmente, ma tutto confluirà nella busta paga. La misure dovrebbe creare un maggior gettito Irpef una tantum di 200 milioni di euro per il 2011.

ABRUZZO: Il versamento dei tributi è sospeso fino a giugno 2010. I contribuenti dovranno restituire le imposte non versate in rate entro 60 mesi. Solo per L’Aquila viene introdotta, in via sperimentale, la cedolare secca al 20% per gli affitti delle case.

IMPRESE: Arriva il credito d’imposta per le regioni che investono in ricerca e innovazione. Rispetto al fondo inizialmente stabilito per il prossimo anno, di 650 milioni di euro, vengono aggiunti altri 200 milioni portando il totale per il prossimo anno a 850 milioni.

SCUOLA: Per la messa in sicurezza degli immobili scolastici vengono stanziati 300 milioni di euro. Pertanto, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria, devono essere individuati gli interventi immediatamente realizzabili.

AMBULANTI: Il Durc, cioè il documento di regolarità contributiva, sarà obbligatorio anche per gli ambulanti, nel caso in cui le regioni lo richiedano. Le regioni inoltre potranno anche stabilire le modalità con cui i comuni dovranno effettuare le verifiche.

ENTI LOCALI: Arrivano diverse misure che interessano gli enti locali. È prevista una riduzione del contributo che lo Stato versa a comuni e province che porterà, di conseguenza, alla riduzione del 20% del numero di consiglieri comunali. Il risparmio complessivo per il prossimo anno è stimato in 48 milioni. Riduzione complessiva di 10 milioni per dei contributi a favore delle comunità montane e dei piccoli comuni con particolari caratteristiche. Per la regione del Trentino Alto Adige e le province di Trento e Bolzano aumenta l’autonomia in compenso di una riduzione delle risorse che lo Stato versa. Gli effetti positivi sul saldo netto da finanziare sono stimati in 1,1 miliardi per il prossimo anno.

MAFIA: I beni confiscati alla mafia potranno essere venduti, se non sono di utilità sociale. Avranno diritto di prelazione le forze armate e il personale delle forze di polizia, che possono costituire cooperative edilizie. Anche gli enti locali avranno diritto di prelazione.

EDITORIA: viene limitata l’erogazione dei contributi e delle provvidenze all’editoria all’effettivo stanziamento di bilancio. Le risorse vengono quindi ripartite in quote proporzionali all’ammontare del contributo spettante per legge a ogni impresa.

TFR: Anche nel 2010 il fondo del Tfr che non viene destinato alla previdenza complementare continuerà ad essere versato da parte dell’Inps nel bilancio dello Stato, consentendo al governo il suo utilizzo.

ICI: Arrivano i rimborsi per ai comuni, dopo l’abolizione dell’imposta per le prime case, relativi agli anni 2008 e 2009. La trasmissione delle certificazioni del maggiore gettito Ici accertato deve avvenire perentoriamente entro il 31 marzo 2010, a pena di decadenza, con modalità e termini stabiliti con decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze, di concerto con il ministero dell’Interno.

ROMA CAPITALE: Seicento milioni per il prossimo anno, come anticipo di tesoreria. Le risorse saranno trovate attraverso la dismissione di immobili della Difesa.

MISSIONI INTERNAZIONALI: In arrivo 750 milioni per i rifinanziamento della missioni all’estero.

BANCA DEL SUD: anche il ddl che istituisce la banca del sud confluisce nella finanziaria. L’intenzione di inserire il provvedimento nella manovra era stato annunciato da tempo dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

FONDI IMMOBILIARI: Il ministero della Difesa, al fine di reperire le risorse necessarie per soddisfare le esigenze infrastrutturali e alloggiative delle forze armate, può promuovere la costituzione di uno o più fondi comuni di investimento immobiliare, d’intesa con i comuni.

TURN OVER: Ricambio al 100% per le forze di polizia e vigili del fuoco.

AMBIENTE: Un miliardo di euro, il prossimo anno, per il dissesto idrogeologico

UNIVERSITÀ E RICERCA: Per la determinazione annuale del fabbisogno finanziario delle università e degli enti pubblici di ricerca, nel triennio 2010-2012 la sua crescita non può essere superiore al fabbisogno finanziario determinato a consuntivo nell’anno precedente, incrementato di un tasso pari al 3% per il sistema universitario e al 4% per gli enti pubblici di ricerca.

RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE: Viene prorogata al 2010 la detrazione Irpef del 36% e viene trasformato da regime transitorio a regime definitivo l’aliquota Iva agevolata al 10%.

DIFESA SERVIZI SPA: Viene istituita la società che sarà controllata dal ministero e che gestirà l’acquisizione dei beni connessi alle prestazioni delle Forze Armate e degli gli immobili militari. Arriva anche il copyright per i marchi delle forze armate.

VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA: Viene integrato con 10 milioni di euro il Fondo della protezione civile destinando ai territori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici del 6 giugno 2009.

AUTORITA': È previsto il trasferimento di risorse tra autorità indipendenti. Si prevedono trasferimenti tra le diverse authority (Antitrust, Agcom, Autorità per l’energia, Isvap)

Fonte:quotidianonet.ilsole24ore.com
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Contributi a imprese e Pmi per realizzare investimenti produttivi


E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 278 del 28 novembre scorso il decreto del 23 luglio 2009 a firma del Ministero dello Sviluppo Economico, che prevede l’istituzione di un nuovo regime di aiuto per Start-up (nella forma di contributi in conto impianti, contributi in conto interessi, finanziamenti agevolati o garanzie) in favore di investimenti produttivi in aree tecnologiche (individuate dall’articolo 1 comma 842 della Legge 296 del 2006).

Nello specifico, le spese finanziabili sono quelle per interventi aiznedali nel 2009 finalizzati a:

sviluppo di piccole imprese di nuova costituzione sull’intero territorio nazionale;
industrializzazione dei risultati di programmi qualificati di ricerca o sviluppo sperimentale (e quindi quelli realizzati con Organismi di ricerca o comunque agevolati sulla base di norme comunitarie, statali e regionali finalizzate alla promozione di attività di ricerca e sviluppo sperimentale purché realizzati da non oltre 24 mesi dalla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni oppure a seguito di deposito del brevetto antecedente la data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni);
realizzazione di programmi di investimento volti al risparmio energetico o alla riduzione degli impatti ambientali delle unità produttive interessate;
perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale.
Con il termine piccole imprese di nuova costituzione il bando intende le aziende costituite non prima di 24 mesi alla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni; le stesse devono poi trovarsi in regime di contabilità ordinaria.

Sono ammessi all’incentivo, ai sensi dell’articolo 3 del decreto del 23 luglio 2009, le attività rientranti nella sezione C della classificazione delle attività economiche ISTAT 2007 (eccetto i settori siderurgico, cantieristico navale, carbonifero e delle fibre sintetiche), la produzione e distribuzione di energia elettrica e determinate attività di servizi indicate nell’allegato 3 del decreto.

Si tratta, in pratica di spese destinate ad acquisto o costruzione di immobilizzazioni quali ad esempio macchinari, impianti, attrezzature varie e software.

Sono, inoltre ammesse per le Pmi, nel limite massimo del 3%, le spese relative a consulenze connesse al programma d’investimento.

I soggetti beneficiari delle agevolazioni sono obbligati ad apportare un contributo finanziario pari almeno al 25% del totale delle spese ammissibili e al mantenimento dei beni per almeno cinque anni o tre nel caso di Pmi.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Aumento canone Rai, Consumatori contro


L'aumento del canone Rai a 109 euro per il 2010 solleva le proteste dei Consumatori. Che non ci stanno, specialmente di fronte alla serie di disagi legati al passaggio al digitale terrestre, che ha costretto gli utenti ad acquistare i decoder e ad affrontare ulteriori spese, nonché i problemi legati alla ricezione e alla risintonizzazione dei canali. Protesta l'Unione Nazionale Consumatori: "Soltanto il cinismo può indurre ad aumentare il canone Rai, l'unica tariffa che non è mai diminuita, quando centinaia di migliaia di utenti disagiati non possono ricevere i segnali televisivi perché non hanno potuto comprare il decoder".

L'associazione sottolinea che i possessori dei televisori senza decoder dovranno continuare a pagare il canone anche se gli apparecchi sono inutilizzabili. "Ciò a causa di un regio decreto di re Emanuele III del 1938 che ha stabilito l'obbligo del pagamento anche se l'apparecchio è inutilizzabile e perfino se si trova in una zona ove, per colpa della Rai, non si ricevono i suoi canali", dichiara Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori. L'unico modo per non pagare è dunque "buttare o regalare il televisore entro il 31 dicembre certificando il tutto con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà".

Proteste anche dall'Adoc, che stima una spesa complessiva per le famiglie di oltre 1700 milioni di euro, parla di una tassa "obsoleta" e chiede la riduzione del 30% sulla spesa del canone Rai per il 2010 proprio come compensazione del passaggio al digitale terrestre. "Una tassa obsoleta che va ad appesantire il bilancio familiare in un tempo di crisi profonda e in un anno in cui ci sono stati i disagi legati al digitale terrestre - dichiara Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - Abbiamo chiesto che il canone Rai del 2010 venga ridotto del 30%, a titolo di parziale compensazione per i cittadini che hanno subito i disagi del passaggio al digitale terrestre per recuperare quantomeno i costi per l'acquisto di un decoder base, dato che lo sconto sulla bolletta ammonterebbe a poco più di 30 euro, l'equivalente del prezzo di un decoder zapper. Chiediamo, inoltre, che venga apposto un bollino sui programmi finanziati con il canone, un'operazione di trasparenza e correttezza verso gli utenti, che devono essere messi a conoscenza della destinazione dei loro soldi. Infine abbiamo chiesto che le Associazioni dei consumatori tornino a far parte del segretariato sociale, come era previsto dal contratto Rai fino a sei anni fa".

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
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L'Irap allarga il bonus ricapitalizzazioni


Il bonus ricapitalizzazioni si estende all'Irap, apre al capitale iniziale delle nuove società e abbraccia anche i versamenti a titolo di soprapprezzo. Sono alcuni dei chiarimenti contenuti nella circolare n. 53/E di oggi, con cui l'Agenzia delle Entrate detta le regole per beneficiare del bonus introdotto dalla manovra d'estate (Dl 78/2009) al fine di incentivare l'immissione di nuove risorse nel patrimonio delle società.
La norma, che si colloca nel quadro degli interventi a favore delle imprese, consente alle società di escludere dall'imposizione fiscale il 3% degli aumenti di capitale di importo fino a 500mila euro, perfezionati da parte di persone fisiche, dal 5 agosto 2009 al 5 febbraio 2010. Un beneficio che è riconosciuto per il periodo d'imposta in cui l'aumento di capitale è perfezionato e per i quattro successivi. Per quanto riguarda, invece, il capitale agevolabile, si deve tener conto dell'ammontare delle risorse effettivamente immesse nella società entro il 5 febbraio 2010.

Strada aperta all'Irap - Poiché lo scopo della norma è incentivare l'immissione di nuove risorse nelle società, da destinare all'attività di impresa, l'esclusione del rendimento presunto si applica non solo alle imposte sui redditi, ma anche all'Irap. Nel primo caso, per accedere al bonus occorrerà apportare una variazione in diminuzione della base imponibile del reddito di impresa del periodo di imposta di perfezionamento dell'aumento di capitale e nei quattro successivi. Se la variazione in diminuzione genera una perdita o ne incrementa una già conseguita, la perdita rileverà nella determinazione del reddito secondo le regole del Tuir. Per quanto riguarda l'Irap, per usufruire dell'incentivo bisognerà invece apportare una variazione in diminuzione del valore della produzione netta relativa al periodo di imposta di perfezionamento dell'aumento di capitale e dei quattro successivi.

Agevolati anche capitale iniziale e ricapitalizzazioni destinate a sovrapprezzo - Non solo gli aumenti di capitale di società già costituite e, più in generale, gli aumenti di capitale proprio di società derivanti da conferimenti e apporti di nuove risorse: come espressamente chiarito dalla circolare, l'agevolazione spetta anche relativamente alle costituzioni di capitale sociale di nuove società. Non sfuggono al beneficio, inoltre, i versamenti a titolo di soprapprezzo effettuati da persone fisiche al momento della sottoscrizione di azioni o quote.

Spartiacque al 5 febbraio 2010 - Focus sull'ammontare delle risorse effettivamente immesse nella società entro la data del 5 febbraio 2010 per determinare l'importo degli aumenti di capitale agevolabili. Il documento di prassi chiarisce infatti che i conferimenti in denaro e i versamenti in denaro a fondo perduto rilevano nei limiti degli importi che risultano versati entro il 5 febbraio dell'anno prossimo.
Ulteriori chiarimenti riguardano la cumulabilità del beneficio, in linea di principio, con altre misure di carattere generale e il coordinamento della norma agevolativa con la disciplina delle "società di comodo".
Il testo della circolare è disponibile sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate - www.agenziaentrate.gov.it. Inoltre, su FiscoOggi.it sarà pubblicato un articolo di approfondimento.

Fonte:ilsole24ore.com
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Cassazione: ci può essere eccesso di velocità anche se si rispettano limiti imposti dal codice della strada


Intervenendo in materia di circolazione stradale, la seconda sezione civile della Corte di Cassazione (Sentenza n.25769/2009) ha stabilito che la valutazione relativa alla velocità di un mezzo, per stabilire se sia da considerarsi eccessiva, deve essere condotta con riferimento alle condizioni dei luoghi, del traffico e della strada. Mentre non non assume valore decisivo l'eventuale osservanza dei limiti imposti in via generale dal codice della strada. La decisione della Corte va riferita all'art. 141 del codice della strada che tra le altre cose dispone che "È obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione". Il caso era stato affrontato dal Giudice di Pace in relazione ad una contravvenzione elevata a un automobilista che aveva attraversato un incrocio mentre il semaforo segnalava la luce gialla. Il giudice di pace aveva ritenuto che il tempo di quattro secondi di accensione della luce gialla fosse sufficiente per consentire all'automobilista di fermarsi al semaforo. Nella valutazione il giudice aveva preso in considerazione la velocità da tenere in relazione allo stato dei luoghi.

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
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Rimborsi per aerei in ritardo o cancellati: come fare


In tilt trasporti e comunicazioni: il maltempo di questi ultimi giorni ha provocato non pochi disagi agli spostamenti nella penisola con ritardi, soppressioni e cancellazioni all’ultimo minuto di treni e voli aerei. Critica la situazione negli aeroporti dove il freddo degli ultimi giorni ha costretto ad usare sugli aerei molto più liquido antigelo rispetto al solito ed ora è diventato quasi introvabile.

A Milano, a causa della neve, restano chiusi gli aeroporti di Malpensa e Bergamo Orio al Serio. Ma se il maltempo blocca il trasporto aereo e ferroviario, quali sono i diritti dei viaggiatori? Innanzitutto c’è da chiarire che nel caso del trasporto aereo ci sono precisi regolamenti comunitari che tutelano i consumatori, nel caso dei treni, invece, non esistono obblighi di assistenza scritti.

Paolo Martinello, avvocato e presidente di Altroconsumo, ha spiegato che, secondo i regolamenti comunitari, “i passeggeri che non si imbarcano per overbooking o perché il volo è stato annullato a causa di maltempo o guasti, hanno davanti a sé varie possibilità di azione. Hanno cioè diritto ad essere imbarcati sul primo volo utilie in partenza senza pagare alcuna differenza di prezzo; previsto, inoltre, un indennizzo automatico calcolato sul ritardo accumulato prendendo il nuovo volo.

La cifra del rimborso varia da un minimo di 150 a un massimo di 600 euro, a seconda della distanza (maggiore è la distanza e più alto è il margine di ritardo all'arrivo). Infine, chi rimane a terra deve essere assistito: si possono fare telefonate e inviare fax senza pagare nulla e si ha diritto a vitto e alloggio gratis in caso di disagi prolungati. Nel caso in cui, inoltre, si rinunci a partire, alla fine, si ha diritto all’intero rimborso del biglietto”.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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La crisi colpisce la salute: boom nel pubblico. E un italiano su 5 non si cura


E' quanto emerge dal Rapporto annuale del Censis sulla sanità in Italia. Per ragioni economiche, si rinviano le visite non urgenti e si preferisce ricorrere al servizio pubblico, anche con lunghe liste d'attesa. E cresce il rischio di corruzione e di raccomandazioni. Dentista gratis per i poveri con i beni sequestrati agli odontoiatri abusivi. Natale: 10 mln in vacanza ma 17 mln a casa per crisi (VIDEO)commenta 0 vota 3 invia stampa
Roma, 21 dic. - (Adnkronos Salute) - Gli effetti della crisi economica si fanno sentire anche sulla salute degli italiani. Quasi uno su 5 (il 18%), in un anno, ha rinunciato per motivi economici a una o piu' prestazioni sanitarie, soprattutto visite specialistiche e cure odontoiatriche, ma non solo. Con differenze notevoli tra i cittadini. Il dato, infatti, sale a circa il 21% tra i residenti nelle regioni del Centro, al 23,5% nel Sud, al 24,2% tra i 45-64enni, al 27,2% nelle grandi citta', al 31% tra i meno istruiti. Sempre di piu', inoltre, si preferisce ricorrere al servizio pubblico, anche con lunghe liste d'attesa. Sono alcune anticipazioni dei risultati del Monitor del Forum per la ricerca biomedica e del Censis -che ogni anno fotografa il rapporto degli italiani con la salute e il Servizio sanitario nazionale- e che verra' presentato nei prossimi mesi. Annunci Google

Le cifre indicano, dunque, che si e' accentuato il ricorso a una strategia del rinvio delle prestazioni sanitarie meno urgenti. Quasi il 21% degli intervistati ha anche ridotto l'acquisto di farmaci pagati di tasca propria: piu' del 23% dei 45-64enni, il 23,4% nel Mezzogiorno, il 28% dei residenti nelle grandi citta', quasi il 29% dei meno istruiti. Oltre alle prestazioni sanitarie, quasi il 7% degli italiani ha dovuto fare a meno della badante, per se' o per un familiare, a causa della crisi. La percentuale sale al 7,7% al Sud e al 17,3% nelle citta' con 100-250 mila abitanti.

Nell'ultimo anno il 35% degli italiani si e' rivolto alle strutture sanitarie pubbliche, accettando liste di attesa piu' lunghe, per ottenere prestazioni (analisi, visite mediche, cure) che in altri tempi avrebbero acquistato direttamente da strutture private, pagando di tasca propria. La percentuale sale al 40% tra gli anziani, al 41% tra i residenti nelle regioni del Centro, ad oltre il 47% tra le persone senza titolo di studio o con la sola licenza elementare.

Secondo il Censis si puo' prevedere che la domanda di prestazioni sanitarie pubbliche sia destinata ad aumentare anche nell'anno nuovo. "Rendere piu' efficiente la sanita' pubblica, tagliando sprechi e sovrapposizioni, diventa quindi una priorita' ineludibile per il 2010, perche' ormai per molte Regioni e' troppo alto il rischio di non riuscire piu' a finanziare la spesa per la sanita'".

E' c'e' il rischio, denuncia il Censis, che l'affollamento delle strutture pubbliche determini, oltre che un ulteriore allungamento delle liste di attesa, un maggiore ricorso ai noti espedienti usati per accedere piu' velocemente alle prestazioni sanitarie, come le raccomandazioni e la corruzione.

Gia' adesso quasi il 37% degli intervistati (oltre il 41% nelle regioni del Mezzogiorno) ritiene che sia aumentato negli ultimi tempi il ricorso alle 'conoscenze' per ottenere raccomandazioni e accelerare l'accesso alle strutture sanitarie pubbliche, e piu' del 25% pensa che sia aumentato il malcostume di fare regali alle 'persone giuste' per avere accesso a corsie preferenziali.

Sulla stessa linea l'analisi del presidente di Farmindustria, Sergio Dompè, che commentando i dati del Censis afferma: "Minori sprechi e una sanita' pubblica piu' efficiente e attenta alle risorse sono, ormai, assolutamente irrinunciabili".

"Ottimizzare la gestione della sanita' - sottolinea Dompe' - e' una priorita' per il Servizio sanitario nazionale, che pure e' gia' ai primi posti delle classifiche internazionali dell'Oms per rapporto qualita'/prezzo/accessibilita'". Farmindustria chiede da tempo "meno leggi e piu' controlli, perche' i risparmi generati possono essere utilizzati per un migliore accesso alle cure, un incremento della qualita' dell'assistenza sul territorio e una politica di prevenzione piu' incisiva".

Fonte:adnkronos.com
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Prestiti 2010 per professionisti con partita iva e micro imprese da Unione Europea


Si chiama Progress il nuovo progetto Ue che dal 2010 al 2013garantirà l'accesso agevolato al microcredito, con un fondo da 100 milioni di euro a sostegno della creazione e ello sviluppo di piccole imprese e l'avvio di attività autonome. Rientrano nel piano Pmi e i professionisti a partita IVA sono i soggetti beneficiari, soprattutto se rimasti senza lavoro per la crisi.

Obiettivo della nuova iniziativa è quello di promuovere imprenditorialità e microimpresa (con meno di 10 addetti) ma sostenere anche occupazione, integrazione sociale e pari opportunità. Le Pmi interessate a ricevere il microfinanziamento, per un prestito di 25 mila euro, dovranno garantire, come requisito necessario, quello di produrre un fatturato annuo totale di bilancio che non sia superiore ai 2 milioni di euro.

Il finanziamento sarà erogato nel periodo di tempo compreso tra il 2010 e il 2013 e per una cifra iniziale di 25 milioni di euro. Ancora da decidere il finanziamento per i prossimi tre anni. Il nuovo progetto dell’UE arriva proprio nel monto in cui la crisi economica sembra stia abbandonando il mondo della finanza, dopo aver, però, ‘mietuto vittime’ in tutto il mondo. Questa, dunque, è una nuova iniziativa volta ad una ripresa che, seppur lenta, inizia la sua strada in ogni settore.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Fisco e Tasse; Dal 1° gennaio scende il tasso di interesse legale


Dal 1° gennaio 2010 gli interessi legali passano dal 3 all'1%. Ne beneficia chi deve pagare interessi calcolati in base a questo parametro. Conseguenze anche sui pagamenti in ritardo delle imposte.

Tassi in calo
La modifica è stata decisa dal ministero dell'Economia sulla base del rendimento medio dei titoli di Stato e del tasso di inflazione annuo. Il nuovo coefficiente, pari all'1%, entra in vigore il primo gennaio 2010, mentre il vecchio tasso (3%) rimarrà in vigore fino al prossimo 31 dicembre.

Versamenti in ritardo delle imposte
Fra le altre conseguenze, cambieranno gli importi dovuti al Fisco per i versamenti in ritardo, tramite la procedura di "ravvedimento operoso". A tale proposito, si ricorda che gli interessi vanno calcolati dal giorno successivo a quello entro il quale il pagamento andava fatto e fino al giorno in cui si fa il versamento. Considerando i tassi in vigore nei diversi periodi interessati. Per esempio: su un versamento del saldo Ici effettuato il 15 gennaio 2010 (la scadenza era il 16 dicembre 2009) bisognerà calcolare gli interessi del 3% dell'imposta dovuta dal 17 al 31 dicembre e dell'1% dal 1° al 15 gennaio.

Attenzione ai calcoli, anche in caso di cartella esattoriale, tenendo conto di tutte le variazioni del tasso nel tempo. Ricordate, per esempio, che il tasso di interesse legale era stato portato al 3% il primo gennaio 2008, in precedenza era pari al 2,5%.

Fonte:altroconsumo.it
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Il periodo di mancato preavviso escluso dal computo del Tfr


Il preavviso di licenziamento non ha efficacia reale, bensì obbligatoria, con la conseguenza che, contrariamente a quanto deciso talvolta (Cass. 21 maggio 2007, n. 11740) il rapporto di lavoro non prosegue sino alla scadenza del preavviso, con i connessi diritti ed obblighi (Cass. n. 21216/2009). Al contrario, nel caso in cui una delle parti eserciti la facoltà di recedere con effetto immediato, il rapporto si risolve immediatamente, con l’unico obbligo della parte recedente di corrispondere l’indennità e senza cha da tale momento possano avere influenza eventuali avvenimenti sopravvenuti, ameno che la parte recedente ( nell’esercizio del suo diritto potestativo) acconsenta alla continuazione del rapporto sino al termine del periodo di preavviso (Cass. n. 14495/2008) Pertanto la Corte ha ritenuto che dal computo delle mensilità aggiuntive , delle ferie e del Tfr, dovesse essere escluso il periodo di mancato preavviso in quanto, essendo mancato l’effettivo servizio, il lavoratore aveva diritto esclusivamente alla indennità sostitutiva del preavviso ma non anche al suo calcolo nelle mensilità supplementari, ferie e Tfr. (Cass. n. 21216/2009).

Fonte:studiocataldi.it (Francesca Bertinelli)
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Docenti favorevoli all'educazione finanziaria a scuola


Secondo gli insegnanti italiani l'educazione finanziaria è ormai uno strumento utile per comprendere le dinamiche economiche e va introdotta sui banche di scuola. Sono i dati di un sondaggio pubblicato dal portale www.tuttoscuola.com in collaborazione con PattiChiari.

Il 97% degli insegnanti italiani ritiene che l'educazione finanziaria sia una materia sempre più importante, dunque utile e necessaria all'interno della scuola. Per il 99% degli insegnanti l'educazione finanziaria è ormai uno strumento per comprendere le dinamiche economiche. E' quanto emerge da un sondaggio online pubblicato dal portale www.tuttoscuola.com in collaborazione con il Consorzio PattiChiari, cui hanno risposto oltre 400 insegnanti.

Dunque gli insegnanti italiani sono interessati ad introdurre questa tematica all'interno dell'insegnamento, ma loro stessi dichiarano di non sentirsi del tutto preparati ad affrontarla: solo il 46% degli intervistati, infatti, ritiene il proprio livello di preparazione adeguato rispetto alle proprie esigenze quotidiane, a fronte di un 34% che lo ritiene scarso ed un 19% addirittura insufficiente.

Secondo i docenti l'educazione finanziaria dovrebbe essere introdotta già sui banchi della scuola primaria (26%) e della secondaria di primo grado (35%), oltre che, ovviamente, della secondaria di secondo grado (37%). Ben l'87% dei partecipanti al sondaggio è favorevole ad inserire questa disciplina all'interno del proprio programma didattico e il 69% di loro ritiene che questa scelta verrebbe approvata dal Consiglio dei Docenti del proprio istituto (il 25% invece lo riterrebbe difficile).

Il 79% degli insegnanti, infine, cede che gli studenti apprezzerebbero l'introduzione di questo argomento tra le materie di studio. In questo quadro si inserisce l'offerta di programmi di educazione finanziaria dell'industria bancaria che, attraverso il Consorzio PattiChiari, mette a disposizione delle scuole di ogni ordine e grado: da "Our Community" e "Io e l'economia" proposti alle scuole primarie e secondarie di primo grado in collaborazione con l'associazione Junior Achievement Italia a "PattiChiari con l'economia", dedicato alle scuole superiori.

Da quest'anno, inoltre, gli insegnanti hanno a disposizione il nuovo sito www.economiascuola.it, patrocinato da ANP (Associazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità della scuola), nel quale sono disponibili informazioni su questa disciplina e tutti i programmi e gli strumenti utili al suo insegnamento a scuola.

Si segnala, inoltre, il nuovo programma "PattiChiari con l'economia - speciale insegnanti", sviluppato in collaborazione con Giunti Labs, che mette a disposizione dei docenti materiale di approfondimento e giochi didattici già pronti per l'uso in classe. Dal portale tuttoscuola.com è scaricabile gratuitamente uno speciale sull'educazione finanziaria con dati e approfondimenti sul tema. Lo speciale presenta come è affrontata la materia all'estero, le iniziative parlamentari in Italia per la sua introduzione, e ospita un'intervista al Prof. Filippo Cavazzuti, presidente di Pattichiari

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Omaggi: la deduzione è integrale se il loro valore non supera 50 euro


Il trattamento fiscale degli omaggi ha subito modifiche a seguito dell'introduzione delle nuove regole di deducibilità delle spese di rappresentanza disposte dalla Finanziaria 2008 (legge 244/2007) e dettate con il decreto ministeriale del 19 novembre 2008.

Fino al 2007, le spese sostenute per i beni distribuiti gratuitamente erano qualificate di rappresentanza, con possibilità di deduzione integrale se di valore unitario non superiore a 25,82 euro. Se il bene superava tale soglia, la deducibilità delle spese era limitata ad un terzo del loro ammontare, da ripartire in cinque quote costanti nell'esercizio in cui erano state sostenute e nei quattro successivi.

Dal 2008, invece, il riformulato articolo 108, comma 2, del Tuir, riconosce la deducibilità piena delle spese relative ai beni distribuiti gratuitamente se di valore unitario non superiore a 50 euro. Quando il valore unitario dei beni dati in omaggio supera il limite indicato, si applicano le nuove regole sulle spese di rappresentanza, che ne prevedono la deducibilità nel periodo d'imposta in cui sono sostenute, in base ai ricavi e proventi della "gestione caratteristica dell'impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo". In pratica, le spese di rappresentanza possono essere dedotte entro un determinato importo ("plafond di deducibilità") pari:
- all'1,3% dei ricavi e altri proventi fino a 10 milioni di euro
- allo 0,5% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 10 milioni e fino a 50 milioni di euro
- allo 0,1% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 50 milioni di euro.

Per essere qualificate di rappresentanza e, quindi, risultare deducibili secondo il criterio visto, le spese, effettivamente sostenute e documentate, devono possedere alcune caratteristiche. Requisito essenziale è, innanzitutto, la loro gratuità per il destinatario del bene (o del servizio), ossia da parte di quest'ultimo non vi deve essere corrispettivo o una specifica controprestazione. Dopo di che, vanno rispettati i principi di inerenza e congruità: le spese, cioè, devono essere finalizzate alla promozione sul mercato dei beni (o servizi) dell'azienda o perseguire finalità di pubbliche relazioni, ed essere ragionevoli in funzione dell'obiettivo di generare benefici economici per l'impresa ovvero coerenti rispetto alle pratiche e agli usi commerciali propri del settore in cui opera l'azienda.

Quando l'omaggio è composto da più beni, il limite di 50 euro va riferito al valore complessivo dell'omaggio e non a quello dei singoli beni che lo compongono. Un esempio tipico è quello del cesto natalizio che comprende una serie di beni, il cui singolo valore è sotto i 50 euro, ma che complessivamente superano il tetto indicato per la deducibilità integrale. Dal momento che il cesto va considerato come un unico omaggio dal valore complessivo superiore ai 50 euro, va applicata la regola del "plafond di deducibilità".

Per quanto riguarda il trattamento ai fini Iva, va fatta una distinzione se i beni dati in omaggio fanno parte dell'attività dell'impresa, cioè se sono prodotti o commercializzati dalla stessa, oppure vengono acquistati per essere regalati.
Per i beni acquistati, l'Iva non è detraibile, tranne quando il costo unitario non è superiore a 25,82 euro (articolo 19-bis1, comma 1, lettera h), Dpr 633/1972); la relativa cessione non è soggetta a imposta.
Nel caso invece di beni che rientrano nell'oggetto dell'attività propria dell'impresa, l'Iva è detraibile (a prescindere dal valore del bene), e la cessione va assoggettata a imposta.

Fonte:nuovofiscooggi.it
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Da Microsoft un programma anti-pedofilia


La Microsoft, il gigante mondiale dell'informatica, ha messo a punto un nuovo programma che dovrebbe permettere di individuare il materiale pedopornografico che circola su Internet e lo ha messo a disposizione del governo americano. Il software, denominato 'Photo Dna', ricerca in rete una sorta di 'impronta genetica' comune a molte immagini di questo genere, consentendo così di eliminare il materiale trovato.

Sviluppato congiuntamente dai programmatori della Microsoft e da Hany Farid, un docente di informatica presso l'università di Dartmouth, nel New Hampshire, il programma dovrebbe essere presto distribuito anche ai principali 'provider' mondiali. "Siamo molto felici di questa iniziativa, la pedopornografia é letteralmente esplosa con l'avvento di Internet", ha detto Ernie Allen, uno dei dirigenti del Centro nazionale americano per la ricerca dei minori scomparsi e sfruttati (Ncmec). "Non possiamo permettere che certe immagini continuino a circolare se abbiamo la tecnologia per bloccarle, i minori subiscono un vero e proprio martirio fintanto che certe immagini restano online", ha detto dal canto suo Brad Smith, direttore della sezione legale di Microsoft.

Fonte:ansa.it
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