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4° invio Gennaio_2012

News e Fax > Gennaio 2012

Elenco news :

iPhone 5 uscita in estate 2012

Decreto Liberalizzazioni: tutte le novità per gli architetti

Contratti di acqua, luce, gas. Novità per la trasmissione on line

Concorsi Pubblici: novità e regole in decreto semplificazioni 2012

Carte di pagamento? Facili&Sicure

Credito d'imposta al Sud e assunzioni stagionali

Creare società giovani sotto i 35 anni: Srl semplificata in decreto liberalizzazioni

Così le aziende si aprono alla sfida delle tecnologie

Studi di settore 2012

Mobbing, ancora un chiarimento dalla Cassazione

Pensioni; Integrativa, bonus al debutto

Casa.it, il 37% degli annunci immobiliari riporta la certificazione energetica

Periti Industriali; Sostegni anticrisi per gli iscritti all'Eppi

Istat: vendite in calo dell’1,8%. Consumatori: i prezzi invece crescono


Assunzioni; Prorogato il bonus

Cassazione: il vigile ha sempre ragione. Anche se sbaglia a indicare il colore dell'auto

Detrazione 55% nell'impresa, chiarimenti dal Fisco

Polizze assicurative, dal 21 dicembre 2012 si applichera' la unisex rule

Istat: si allarga il divario tra stipendi (+1,8%) e inflazione (+2,8%)

Dichiarazione Iva 2012: pronto il modello definitivo


Liberalizzazioni tra luci e ombre: le Pmi attendono i fatti

Inail, appuntamento in cassa per tutelarsi dai mixer assassini

Nuovo apprendistato: le indicazioni agli ispettori INAIL

PEC, possibile proroga al 30 giugno

Cassazione: illegittimo il licenziamento per riduzione del lavoro se le competenze del lavoratore sono poi affidate
ad un collaboratore a progetto


Pagamenti imprese dallo Stato sbloccati e con Bot-Btp: è legge nel Decreto Monti

Revisori, il contributo al registro entro il 31 gennaio

Opportunità per Pmi agricole e agroalimentari

Torna l'Iva per le imprese edili

SISTRI, ulteriore proroga al 30 giugno

iPhone 5 uscita in estate 2012

Dopo aver conquistato nuovi record nei primi tre mesi del 2012, raggiungendo un fatturato totale arrivato a quota 46.33 miliardi di dollari, con un utile netto trimestrale di 13,06 miliardi dollari, cioè 13,87 dollari per azione diluita, una vendita di 37,04 milioni di iPhone (+128% rispetto al 2011), 15,43 milioni di iPad (+111%), 15,4 milioni di iPod (-21%) e 5,2 milioni di Mac, Apple ha annunciato l’arrivo dell’iPad 3, che dovrebbe essere in programma per il prossimo mese di marzo, e il lancio dell’iPhone 5, previsto, invece, in estate.

Stando alle prime indiscrezioni, il nuovo melafonino dovrebbe essere molto diverso nel design rispetto all’attuale iPhone 4S, dovrebbe essere più sottile di qualsiasi altro modello di iPhone, avere un retro in alluminio proprio come l’iPad 2, un display di 4 pollici, integrare una fotocamera da 10 Mpixel, avere una velocità nell’esecuzione dei task senza eguali, e non mancherà Siri, l’innovativo sistema di riconoscimento vocale che permette di fare domande e ottenere risposte dal cellulare stesso su qualsiasi cosa, dalle informazioni meteo, al traffico, all’oroscopo, sistema che ha debuttato con l’iPhone 4S.

Altre indiscrezioni riguardano la presenza di un tasto home capacitivo di cui si parlava inizialmente ma che secondo le ultime voci non dovrebbe invece esserci più.

Il nuovo iPhone dovrebbe, inoltre, integrare connettività LTE e la tecnologia NFC per pagamenti tramite cellulare. Per quanto riguarda il prezzo di vendita, l’iPhone 5 da 16 GB dovrebbe costare 609 euro, quello da 32 GB 729 euro e quello da 64 GB 859 euro.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Decreto Liberalizzazioni: tutte le novità per gli architetti


Una circolare del CNAPPC illustra le disposizioni dell'articolo 9 del decreto Cresci Italia

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge sulle liberalizzazioni, cosa cambia per la categoria professionale degli architetti? A fare il punto sulle novità introdotte dall'articolo 9 del DL n. 1/2012 è la circolare n. 6 del 26 gennaio, diramata dal Consiglio nazionale degli architetti (CNAPPC) a tutti i Consigli degli Ordini degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori.

Abrogazione delle tariffe e parametri per le liquidazioni
A seguito dell'abrogazione delle tariffe fino ad oggi vigenti (nonché delle disposizioni che ad esse rinviano), saranno definiti, con decreto del Ministero della Giustizia, i parametri per le liquidazioni da parte degli organi giurisdizionali e anche i parametri per oneri e contribuzioni alle casse professionali e agli archivi basati sulle tariffe.

Contrattazione tra professionista e cliente
L'utilizzo di parametri (tariffari) nei contratti dà luogo a nullità della clausola contrattuale relativa alla determinazione del compenso; quest'ultimo deve essere pattuito al momento del conferimento dell'incarico professionale (nella forma di un vero e proprio contratto tra le parti). Il professionista (nel contratto) dovrà rendere noto al cliente: il grado di complessità dell'incarico; tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico; i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale.

Misura del compenso
La misura del compenso potrà essere previamente resa nota al cliente, anche in forma scritta, se da questi richiesta, sotto forma di preventivo, e dovrà essere: adeguata all'importanza dell'opera; pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi.

Tirocinio
La durata del tirocinio non potrà essere superiore a diciotto mesi di cui i primi sei potranno essere svolti, previa definizione di apposite convenzioni (Consigli Nazionali - Ministero dell'Istruzione), in concomitanza con il corso di studi universitario. Altre convenzioni (Consigli Nazionali - Ministero della P.A.) potranno regolare lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni.

Il Cnappc adegua le norme deontologiche
Al comma 3 dell'art. 9, viene stabilito che l'inottemperanza di quanto sopra descritto costituisce illecito disciplinare del professionista. Questa previsione ha spinto il Cnappc, nella seduta del 25 gennaio 2012, ad adeguare in via d'urgenza le norme deontologiche interessate dal provvedimento relative a tutte le figure professionali (Architetto, Pianificatore Territoriale, Paesaggista, Conservatore dei Beni Architettonici ed Ambientali, Architetto Iunior e Pianificatore Territoriale Iunior).

Nessuna espressa abrogazione dell'art. 2233 del Codice Civile
“Il Decreto Legge – precisa la circolare - pare non preveda una espressa abrogazione dell'art. 2233 del Codice Civile, mantenendo quindi sia il riferimento al decoro della professione che il ruolo delle Commissioni parcelle, che potranno essere comunque interpellate dal magistrato per verificare la congruità della prestazione, e che, pertanto, rimangono invariate nella loro finalità istituzionale”.

Le norme non sono retroattive
“Non essendo espressamente previsto nel testo del Decreto Legge, appare inoltre ragionevole affermare – puntualizza il Cnappc - che le nuove norme non sono da considerarsi retroattive e che, pertanto, i contratti in essere e le relative vidimazioni rimangono soggette alla precedente disciplina”.

Restano vigenti le tariffe per i consulenti del giudice
Inoltre, “il Ministero della Giustizia ha chiarito che le tariffe per i consulenti del giudice rimangono vigenti”.

Allo studio correttivi
“Il provvedimento in vigore – conclude il Consiglio nazionale degli architetti - ha natura di Decreto Legge e pertanto dovrà essere convertito in Legge dal Parlamento entro sessanta giorni pena la sua decadenza. In tal senso questo Consiglio, unitamente alle altre rappresentanze professionali nazionali, si è immediatamente attivato per una attenta e più approfondita valutazione del provvedimento finalizzata alla stesura di necessari e opportuni correttivi”.

Fonte:casaeclina.com
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Contratti di acqua, luce, gas. Novità per la trasmissione on line


Sono stati implementati e perfezionati i contenuti e le modalità di invio dei dati che i gestori devono comunicare all’Amministrazione per gli accertamenti sul reddito

Aggiornato il “tracciato” che le aziende, o gli intermediari incaricati, dovranno utilizzare per comunicare all’Anagrafe tributaria i dati relativi ai contratti di somministrazione di energia elettrica, acqua e gas (articolo 6, comma 1, lettera g-ter e articolo 7, comma 5, del Dpr 605/1973).

Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, che ridefinisce modalità e specifiche tecniche, perfeziona il sistema e aggiunge “qualità” alle informazioni da inviare per via telematica all’Amministrazione finanziaria, entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferiscono i dati.

Tra i cambiamenti, la comunicazione dei dati catastali che non dovrà interessare il “passato” o i rinnovi taciti, ma soltanto le nuove stipule o le modifiche del contratto.
Alcuni “ritocchi” migliorativi, inoltre, a favore degli intermediari. Introdotti l’obbligo della comunicazione negativa in assenza di dati e la possibilità di inviarne una sostitutiva una volta che sia decorso il termine utile per l’annullamento.
Immutate le indicazioni per i consumi di tutte le utenze.

Scopo dell’operazione è migliorare il flusso delle informazioni e rendere ancora più affidabili e complete le notizie che confluiranno nella banca dati dell’Anagrafe tributaria e che saranno utilizzate dagli uffici finanziari per accertare il reddito del contribuente in caso di accertamento.

I canali utilizzabili per l’invio sono Entratel o Fisconline.
L’esito della trasmissione e della ricezione del documento sarà comunicata on line all’utente anche nell’ipotesi in cui il file venga scartato. In quest’ultimo caso l’Agenzia specificherà i motivi per cui l’operazione non è andata a buon fine, motivi che possono essere di vario genere, dalla trasmissione di un file non elaborabile al mancato riconoscimento del soggetto che ha eseguito la procedura: dal “rifiuto” 30 giorni di tempo per rinviare i dati corretti.

Una ricevuta “web” dell’Agenzia delle Entrate proverà invece che l’operazione si è conclusa senza intoppi. Tempo cinque giorni dalla ricezione e, salvo inconvenienti, le ricevute saranno disponibili in Rete e lì resteranno per un periodo non inferiore a trenta giorni.

Se, infine, c’è stata una svista, la comunicazione può essere annullata entro trenta giorni dalla data della ricevuta telematica.

Fonte:nuovofiscooggi.it
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Concorsi Pubblici: novità e regole in decreto semplificazioni 2012


Laurea e voto di laurea meno influenti sui risultati dei concorsi pubblici: la novità del dl semplificazioni

Sono tante le novità previste dal dl semplificazioni che oggi approderà in Consiglio dei Ministri per diventare legge. Si tratta di una serie di norme volte appunto a semplificare e snellire, prevedendo anche minori costi, le lungaggini burocratiche italiane e offrendo servizi a imprese e cittadini in tempo reale grazie alla via telematica, dai certificati anagrafici immediati per nascite e matrimoni, alla maggiore facilità per le imprese di assumere lavoratori stranieri extra Ue, e di ottenere un’autorizzazione unica in materia ambientale per le Pmi.

Insieme ai nuovi bonus per il Sud, la social card, il nuovo rinnovo previsto per la carta di identità, le semplificazioni per le imprese e le scuole, il dl semplificazioni prevede novità anche per quanto riguarda concorsi, e ricerca scientifica. Innanzitutto, la laurea continuerà ad avere il suo valore legale ma perderà peso nei concorsi pubblici ed anche il voto non avrà più valore.

L’art.9 della bozza del decreto sulle semplificazioni prevede, infatti, ‘l’equiparazione dei titoli di studio e professionali nei casi in cui non sia intervenuta una disciplina di livello comunitario’.

A parte alcuni casi come la laurea in medicina, dove esiste appunto una disciplina comunitaria, la laurea perderà peso nelle selezioni per la pubblica amministrazione e non ci saranno punti in più a seconda del tipo di laurea (Economia o Giurisprudenza) o in base al voto.

Nella graduatoria finale, quindi, peseranno di più le prove del concorso rispetto ai titoli di studio. Il dl semplificazioni non prevede, inoltre, fondi per le università telematiche e prevede, invece, che ai ricercatori a tempo indeterminato non vengano più affidati compito di tutorato e didattica integrativa. I ricercatori dovranno, dunque, fare ricerca, mentre fino ad oggi erano spesso utilizzati per alleggerire il carico di lavoro dei professori.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Carte di pagamento? Facili&Sicure


Facile&Sicuro è il nome del nuovo progetto realizzato da Movimento Difesa del Cittadino e Adiconsum nell’ambito dell’iniziativa Noi&UniCredit che UniCredit gestisce dal 2008 con 12 Associazioni dei Consumatori. Obiettivo del progetto è approfondire i motivi dell’uso poco frequente dei sistemi di pagamento elettronici e diffondere la cultura della moneta elettronica. Da uno studio dell’Osservatorio e-Committee dell’ABI (2010) l’Italia risulta notevolmente al di sotto della media europea nell’uso dei pagamenti elettronici attraverso bancomat e carte di credito; ogni italiano infatti effettua appena 25 transazioni elettroniche contro le 57 portate a termine dai cittadini europei.

“Da tempo stiamo sviluppando iniziative congiunte con le Associazioni dei Consumatori finalizzate ad incrementare la nostra trasparenza e a trasferire maggiore consapevolezza in capo ai Cittadini Consumatori” ha detto Rodolfo Ortolani responsabile Identity and Communication Italy di UniCredit che ha elencato i motivi per cui è necessario ridurre la circolazione del contante. “Innanzitutto c’è un problema legato alla sicurezza: la maggiore circolazione del contante favorisce le rapine in banca, ad esempio, che, infatti, nel nostro Paese risultano essere il doppio rispetto alla media europea. Inoltre i pagamenti in contanti sfuggono con più semplicità al meccanismo dell’imposizione fiscale. Non va sottovalutato il rischio costante che il contante venga falsificato così come l’enorme costo che è legato alla circolazione di esso”. Sulle commissioni che pagano gli esercenti per permettere ai clienti di utilizzare la moneta elettronica, Ortolani ha spiegato che “una maggior diffusione delle carte permetterebbe di ridurre i costi fissi sulle transazioni che necessitano di elevati investimenti. Le banche, oltre ad assumersi l’onere di questi investimenti, devono lavorare affinchè ci sia trasparenza e comparabilità dei costi delle commissioni”.

“Oggi più che mai, dopo l’entrata in vigore della legge Salva Italia, è necessario comprendere quali siano le cause che generano diffidenza nei consumatori e lavorare per superarle” ha detto Angela Gabriele, Adiconsum. Secondo Antonio Longo, Movimento Difesa del Cittadino, invece, è necessario sfatare alcuni luoghi comuni come ad esempio il timore della clonazione spiegando ai consumatori che ci sono sistemi di prevenzione, come ad esempio l’attivazione del servizio che ci permettete di tenere sotto controllo i movimenti delle nostre carte attraverso degli sms. “C’è tanto da fare da un punto di vista della informazione e questo progetto vuole andare in questa direzione” ha detto Longo che ha illustrato le fasi attraverso le quali si articola il progetto. “Abbiamo individuato 2 interlocutori privilegiati: la cittadinanza che raggiungeremo attraverso incontri diretti in 20 città in tutte le regione durante i quali esperti delle Associazioni e di UniCredit illustreranno i vantaggi dell’utilizzo delle carte di credito. Poi ci sono gli esercenti commerciali (tassisti e piccoli esercizi alberghieri) ai quali cercheremo di trasmettere i vantaggi da un punto di vista della sicurezza. In conclusione organizzeremo una Giornata nazionale. Durante tutti gli incontri sarà distribuito materiale informativo (una guida e una brochures) nel quale è spiegato in maniera semplice tutto quello che c’è sa sapere per un uso consapevole degli strumenti di pagamento elettronici”.

Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Credito d'imposta al Sud e assunzioni stagionali


Non è una misura di semplificazione, a ben guardare, ma la proroga di un incentivo. Il credito d'imposta per le assunzioni a tempo indeterminato al Sud viene infatti prorogato di un anno e varrà fino a maggio del 2013. Il credito d'imposta era stato introdotto con il decreto del maggio del 2011. L'assunzione deve realizzarsi non più nei «dodici mesi successivi alla data di entrata in vigore del decreto» dello scorso maggio, ma «nei ventiquattro mesi successivi». L'altra misura che verrà particolarmente gradita dalla imprese meridionali (nel settore agricolo ma non solo) riguardale assunzioni dei lavoratori stagionali extra-Ue. In caso di riassunzione dello stesso lavoratore quest'ultimo avrà diritto al rinnovo del permesso di soggiorno entro 20 giorni. Condizione vincolante è che il lavoratore ri-assunto dallo stesso datore di lavoro dell'anno precedente, abbia rispettato tutti gli obblighi previsti nel permesso di soggiorno. L'autorizzazione al lavoro stagionale può essere concessa anche a più datori di lavoro che impiegano lo stesso lavoratore straniero regolarmente registrato. In questo caso il lavoratore è esonerato dall'obbligo di rientro nello Stato di provenienza per il rilascio di ulteriore visto da parte dell'autorità consolare. Il suo permesso deve ritenersi rinnovato fino alla scadenza del nuovo rapporto.

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Creare società giovani sotto i 35 anni: Srl semplificata in decreto liberalizzazioni


Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto sulle semplificazioni, promosso dal ministro per la Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi. Spariranno 330 vecchie leggi inutili e questo, oltre a produrre una quantità di risparmi ancora non definita, renderà meno complicata sia la vita dei cittadini e delle aziende, sia i loro rapporti con gli organi che rilasciano le varie autorizzazioni e certificazioni.

Tra la moltitudine di novità previste, dalla possibilità di ricevere certificati di residenza, nascita, morte, nozze online in tempo reale, al rinnovo della social card e del bonus per il Sud, alle novità per le imprese, per i concorsi pubblici e le iscrizioni online per le università, spicca anche la nuova possibilità per i giovani under 35 di costituire società.

L'articolo 3 del decreto liberalizzazioni del Governo Monti promette, infatti, agli under 35 di creare un impresa a un euro. Questo nuovo tipo di società non richiede l'intervento del notaio, basta rivolgersi al registro delle imprese della Camera di Commercio, è esente da diritti di bollo e di segreteria e non si è più vincolati da un capitale minimo di 10mila euro, basta un simbolico euro.

Questo tipo di società è stata battezzata Srl semplificata. In realtà, l'agevolazione dei costi non risolve il problema principale e cioè quello del sostegno economico per avviare l'attività, che gli istituti di credito sono appunto restii a concedere a chi non dà garanzie.

Per creare una Srl semplificata, bisogna redigere una scrittura privata, con supporto di un avvocato o di un commercialista, e poi recarsi al registro delle imprese.

L'atto costitutivo deve contenere nomi e indicazioni anagrafiche dei soci, denominazione sociale, ammontare del capitale, attività che costituisce l'oggetto sociale, quota di partecipazione di ciascun socio, norme relative al funzionamento della società, persone a cui è affidata l'amministrazione e luogo e data di sottoscrizione.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Così le aziende si aprono alla sfida delle tecnologie


La consumerizzazione IT chiama, le aziende rispondono. Il tema è infatti tra i più caldi: la consumerization (da cui la traduzione letterale) è il fenomeno in base al quale l'uso e lo stile delle tecnologie in ambiente lavorativo vengono dettati dall'evoluzione dell'uso di tecnologie personali. Evoluzione rapida, che vede nelle aziende una diffusione sempre maggiore di smartphone, tablet e notebook, oltre a social network e servizi online già ampiamente usati al di fuori dell'ufficio.

«È un fenomeno più sociale che tecnologico, e le aziende – che hanno ormai perso la leadership dell'innovazione – cominciano a capirlo. Si sta annullando la differenza tra IT aziendale e individuale: lo testimoniano le grandi applicazioni che nascono in ambito personale e trovano effetto nel business», spiega Mariano Corso, professore di "Organizzazione e risorse umane" e cofondatore dell'"Osservatorio ICT & Management" della School of management del Politecnico di Milano.

Ma quali sono i trend relativi all'uso di strumenti informatici personali per il lavoro? Avanade, società che fornisce soluzioni tecnologiche e servizi informatici per le aziende, ha voluto indagare e a novembre 2011 ha commissionato a Wakefield Research un sondaggio tra 605 dirigenti di livello C, responsabili di business unit e IT di 17 paesi. Il titolo l'hanno dato i risultati: "Sfatare i sei miti dell'IT consumerization".

Innanzitutto, non è vero che le aziende si oppongano al fenomeno: a livello globale l'88% dei dirigenti dichiara che i dipendenti utilizzano attualmente i propri strumenti informatici per fini professionali. Percentuale che sale al 90 a livello italiano. E la maggior parte delle aziende (60% dato globale, 63% italiano) dice di aver avviato progetti di adeguamento dell'infrastruttura IT per accogliere i dispositivi dei dipendenti.

In secondo luogo, le aziende dispongono del personale e delle risorse necessarie per gestire l'uso delle tecnologie di consumo. In media, stanno investendo il 25% del budget IT complessivo nella gestione della consumerization. Anche in Italia, dove il dato si aggira intorno al 28 per cento. Oltre alle risorse e ai budget già impegnati, gran parte dei dirigenti (79%) vuol realizzare nuovi investimenti nei prossimi 12 mesi (e il dato italiano arriva al 93%).

Consentire l'uso delle tecnologie personali non serve però come leva di reclutamento. Meno di un terzo dei responsabili (32%) ha modificato le politiche aziendali per rendere il luogo di lavoro più allettante per i dipendenti più giovani. Mentre in Italia a rispondere positivamente è stato il 63 per cento. «Se prima si credeva che una politica di tipo BOYD (Bring your own device) fosse un incentivo a far entrare in azienda i cosiddetti Millennials (la net, si comprende ora che la consumerization viene usata principalmente per migliorare il lavoro di chi è già presente», dice Roberto Chinelli, senior director di Avanade. «Gli intervistati hanno risposto per il 58% (67% a livello italiano ) che il risultato più importante è offrire ai dipendenti la possibilità di lavorare ovunque si trovino». Incrementando la produttività.

«E non è vero che i dispositivi personali vengano usati solo per controllare la posta o accedere ai social network. Certo – continua Chinelli - sono sempre in cima (85% la posta e 46% i social), ma sono molto frequentati il CRM (Customer relationship management, 45%), le applicazioni per il monitoraggio delle spese (44%) e l'ERP (Enterprise resource planning, 38%)». In Italia troviamo al primo posto l'accesso alle email (82%), seguito subito dall'ERP (63%).

Quinto punto: IT consumerization non vuol dire Apple. Anche se il dibattito tra media e specialisti può far pensare il contrario - sostiene l'indagine di Avanade - non sono iPhone e iPad a guidare da soli il trend. I più noti device privati sono gli smartphone basati su Android, BlackBerry e laptop di Apple. Sul podio italiano ci sono BlackBerry, iPhone e laptop con sistema operativo Windows. Per il 25% dei responsabili (37% in Italia), i dipendenti portano i propri strumenti al lavoro perché l'azienda non offre quelli desiderati.

Le tecnologie di consumo con funzioni di protezione integrate, infine, non possono essere ancora usate in sicurezza all'interno degli ambienti lavorativi. Il 55% delle aziende (90% in Italia) ha dichiarato di aver già subito una violazione per il dilagare dei dispositivi personali. In tutti i settori, e per aziende di qualsiasi dimensione, la sicurezza (66%) è considerata il rischio principale dell'IT consumerization, seguita dai dati non gestiti (37%).

Per aiutare a gestire il cambiamento in atto, Avanade ha sviluppato una applicazione mobile per gli utenti di Windows Phone: sarà rilasciata a breve e raccoglierà questa e altre ricerche sul tema della consumerization, con la possibilità di guardare video, condividere informazioni e dati. Altre indagini e approfondimenti seguiranno.

Fonte:ilsole24ore.com (Dario Aquaro)
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Studi di settore 2012


Sono disponibili sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate le bozze delle istruzioni per la compilazione dei singoli studi di settore.

Il modello, che costituisce parte integrante del modello Unico 2012, deve essere utilizzato per comunicare i dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore.

Gli studi di settore si applicano agli esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo che svolgono, come “attività prevalente”, un’attività per la quale risulta approvato un apposito studio di settore e che non presentano una causa di esclusione o d'inapplicabilità.

Sono essenzialmente due le novità, che riguardano i soggetti che nell’anno precedente si sono avvalsi del regime dei minimi e coloro che esercitano in maniera prevalente l’attività di affitto di aziende. Secondo l’Agenzia delle Entrate, lo studio di settore dell’attività prevalente, non può essere utilizzato in fase di accertamento, ma soltanto ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo.

Inoltre, i soggetti che nei periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010 o precedenti, hanno cessato di avvalersi del regime dei contribuenti “minimi”, previsto dai commi da 96 a 117 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, devono fare attenzione a fornire alcuni dati contabili, da indicare nei quadri F, G e X, senza tenere conto del principio di cassa.

Fonte:i-dome.com
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Mobbing, ancora un chiarimento dalla Cassazione


La Corte di Cassazione con la sentenza, la n.87 del 10 gennaio 2012, mette in evidenza quali sono gli elementi per poter considerare alcune condotte come mobbing. Innanzitutto la Corte ricorda che quando si parla di mobbing si fa riferimento a delle condotte sistematiche e protratte nel tempo, a sistematici reiterati comportamenti ostili nei confronti del lavoratore che finiscono per diventare delle vere e proprie forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica. Si tratta di comportamenti che secondo la Corte possono condurre ad una mortificazione morale e ad un'emarginazione del lavoratore andando a ledere il suo equilibrio psicofisico. La sentenza contribuisce a chiarire ulteriormente il concetto di mobbing dato che gli ermellini indicano in dettaglio quali sono gli elementi necessari perché si possa parlare di mobbing. Il primo degli elementi è l'accertamento di una molteplicità di comportamenti di carattere persecutorio. Il secondo è l'accetamento di un danno alla salute di chi è vittima di mobbing e i terzo è l'esistenza di un nesso di causalità tra il comportamento persecutorio e il danno all'integrità psico-fisica del lavoratore. Natualmente ci vogliono le prove che, se sussistono, danno diritto alla parte danneggiata ad ottenere il risarcimento del danno subito. Nel caso esaminato dalla Corte sono stati esclusi gli estremi del mobbing perché, secondo quanto accertato dai giudici di merito, la vicenda lavorativa si era sviluppata nei limiti della normalità "atteso che il rapporto di lavoro si era svolto secondo modalità congrue rispetto alla natura delle prestazioni, alle obbligazioni reciproche ed agli interessi delle parti contrattuali". In particolare nella sentenza della corte d'appello si era sottolineato "da un lato, che non poteva ravvisarsi, nel caso di specie, un nesso causale fra la patologia psichica da cui era risultato affetto il lavoratore ed il disagio derivante dall'ambiente lavorativo, e, dall'altro, che non era nemmeno possibile individuare i soggetti responsabili dell'allegato mobbing con riferimento a comportamenti specifici e rilevanti". Nella parte motiva della sentenza (qui sotto allegata) la Corte fra diversi richiami a decisioni precedentemente adottate.

Fonte: StudioCataldi.it (A.V)
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Pensioni; Integrativa, bonus al debutto


Al via il bonus deducibilità sulle pensioni di scorta. Rivolto ai giovani, a chi cioè ha avuto la prima occupazione dal 1° gennaio 2007, consente di dedurre una quota maggiorata dei versamenti effettuati durante i primi cinque annidi partecipazione alla previdenza integrativa. Per i giovani che hanno aderito a una forma di previdenza complementare già nel 2007 (fondi pensione, fondi aperti, Pip), è terminato lo scorso anno 2011 il periodo quinquennale; pertanto, a partire da quest'anno e per i prossimi 20 anni, possono avvalersi del bonus e dedurre dalla propria dichiarazione dei redditi (730 o Unico) i versamenti contributivi fino al limite di 7.746,86 euro. Il bonus, sotto forma di plafond agevolativo per la deduzione dei contributi, è liberamente utilizzabile fino al suo completo esaurimento, in ogni anno, nel solo rispetto del limite di 2.582,29 euro (annuali).

Incentivo per i giovani
Il bonus rappresenta una delle novità della riforma della previdenza integrativa entrata in vigore il 1° gennaio 2007 per opera del dlgs n. 252/2005. Si tratta, come detto, della possibilità riconosciuta ai lavoratori di prima occupazione successiva alla predetta data di dedurre dal reddito i contributi pagati alla previdenza integrativa oltre il limite (di legge) fissato a 5.164,57 euro, per un importo comunque non superiore a 2.582,29 euro annui. Tale possibilità è praticabile nei 20 anni successivi al quinto di partecipazione a forme pensionistiche complementari (cioè dal ventiseiesimo anno in poi). Ed è attuabile per un «plafond» costituito dalla differenza (se positiva) tra l'importo di euro 25.822,85 (ossia cinque volte il limite di deducibilità di 5.164,57 euro) e l'importo dei contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alla previdenza integrativa.

In pratica, ha spiegato l'Agenzia delle entrate, l'incentivo si concretizza nel consentire ai giovani, in caso di versamenti contributivi di importo inferiore al limite di euro 5.164,57 nei primi cinque anni di partecipazione alla previdenza integrativa, di conservare l'importo residuo delle deduzioni annuali di cui non si sono avvalsi e di utilizzarle entro i successivi 20 anni. Poiché la misura è operativa dal 1° gennaio 2007, i primi cinque anni sono scaduti il 31 dicembre 2011 e a partire da quest'anno (e per i prossimi 20) è possibile per la prima volta mettere in pratica l'incentivo.

Come funziona il bonus
Le indicazioni operative sulla funzionalità del bonus sono arrivate dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 131/2011. In pratica, l'Agenzia ha detto che tale bonus, sotto forma di «plafond» di deducibilità funziona «a contatore» cioè si «ricarica», anno dopo anno durante i primi cinque anni di adesione alla previdenza integrativa, di misura pari ai contributi versati in eccesso al limite di deducibilità (euro 5.164,57); poi, a partire dal sesto anno e fino al venticinquesimo anno successivi, questo plafond si «riduce», anno dopo anno, consentendo la deducibilità dei contributi pagati negli stessi anni (dal sesto al venticinquesimo) in misura eccedente il limite di deducibilità (euro 5.164,57) e fino a un tetto di euro 2.582,29 all'anno.

Un esempio
Anno dopo anno, nei primi cinque anni di adesione alla previdenza integrativa (dal 2007 al 2011 nell'esempio), il plafond viene a costituirsi e a incrementarsi come sommatoria delle differenze (annuali) tra i contributi versati e il limite massimo di deducibilità (euro 5.164,57). A fine anno 2011, così, risulta costituito un plafond pari a 11.658,28 euro. Successivamente al quinto anno, ossia dal sesto anno fino al venticinquesimo anno di partecipazione alla previdenza integrativa (dal 2008 a 2031 nell'esempio), quel plafond può essere utilizzato. In pratica, il lavoratore può cominciare a usufruire dell'incentivo che si sostanzia nella possibilità di dedurre una quota di contributi (destinati alla previdenza integrativa) superiore al limite di legge, ossia oltre 5.164,57 e fino a 7.746,86 euro (poiché vale l'altro limite annuale, fissato dalla legge, pari a euro 2.582,29). La fruizione del plafond, come spiegato dall'Agenzia delle entrate (risoluzione n. 131/2011), è possibile mediante utilizzo libero, fino a completo esaurimento del plafond, senza necessità di ripartirlo (il plafond) in quote costanti così da non avere conseguenze in caso di mancato utilizzo per un dato anno.

Fonte: ItaliaOggi - Sette
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Casa.it, il 37% degli annunci immobiliari riporta la certificazione energetica


A 1 mese dall’entrata in vigore dell’obbligo di segnalazione della classe energetica negli annunci immobiliari per vendita e locazione, il 37% degli annunci presenti sul portale Casa.it su tutto il territorio italiano riportano l’indicazione della classe energetica: di questi il 22% in Lombardia, il 20% in Toscana, il 14% nel Lazio (14%).

Sono i dati dell’Osservatorio di Casa.it, da cui emerge che la classe più indicata è la classe G, con il 21%. Le tre classi più alte A,A+,B insieme costituiscono il 12%. Casa.it ha anche analizzato nello specifico il dato regionale per la Lombardia, la regione più virtuosa, con oltre il 40% degli annunci completi dell’indicazione della classe energetica . L’analisi di Casa.it mette anche in evidenza come solo per questa regione siano al momento state previste delle sanzioni pecuniarie per chi non indica la certificazione. Infatti, per gli annunci immobiliari sprovvisti di certificazione energetica sono previste sanzioni che vanno dai 1000 ai 5000 euro. Per quanto riguarda in particolare lo spaccato lombardo delle vendite l’Osservatorio sottolinea come la percentuale degli annunci dotati di certificazione cambi a seconda che gli immobili siano di recente costruzione (47%) o meno (37%).

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Periti Industriali; Sostegni anticrisi per gli iscritti all'Eppi


Hai avuto un taglio sul tuo fatturato nel 2011? L'Eppi mette a disposizione un fondo speciale a sostegno dei liberi professionisti che hanno purtroppo subito una contrazione. Insomma, una concreta misura anti crisi disponibile immediatamente.

Come funziona il meccanismo?
Anzitutto scatta nel momento in cui un perito industriale, che esercita in via esclusiva la libera professione, si trovi costretto ad accendere un prestito per sostenere le esigenze di vita quotidiane. A quel punto, può presentare domanda all'Eppi, che concederà un contributo con un ammontare preciso: il 2% calcolato sulla quota di prestito richiesto oppure sulla contrazione del fatturato. L'Ente di previdenza, come da regolamento, applicherà il 2% al minore tra i due importi che saranno comunicati da chi presenta domanda. La valutazione della contrazione è semplice, in quanto di tratta di prendere il fatturato del 2011 e confrontarlo con la media dei quattro anni precedenti (2007-2010): solo se la contrazione è almeno del 30%, l'Eppi può intervenire con il suo sostegno.

Ovviamente, il contributo viene concesso in base alla durata del prestito, fino a un massimo di cinque anni. In sostanza, di quale entità di cui stiamo parlando? Su una base di 20 mila euro, ad esempio, l'Eppi fornisce un contributo di 2 mila euro in cinque anni. Esiste ovviamente anche un tetto di reddito da considerare, proprio perché l'ente di previdenza interviene a favore delle situazioni di maggiore difficoltà e di comportamento regolare. Il contributo, infatti, è diretto a tutti i liberi professionisti che hanno goduto di un reddito netto nel 2011 al massimo 60 mila euro e che, inoltre, si trovano ad essere a posto con i versamenti previdenziali - per un questione di equità - e in regola con la presentazione dei modelli obbligatori (EPPI 03).

Tutte le informazioni per spedire la domanda sono disponibile dall'area online del sito www.eppi.it: si tratta di compilare un modello (lo 034) cui andranno allegati i documenti che comprovano di aver ricevuto il prestito.

Fonte: ItaliaOggi
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Istat: vendite in calo dell’1,8%. Consumatori: i prezzi invece crescono


Vendite in calo a novembre 2011: meno 0,3% rispetto a ottobre, meno 1,8% nel confronto annuale. Il calo delle vendite al dettaglio non risparmia gli alimentari, che rispetto al mese precedente diminuiscono dello 0,8%.

L’indice delle vendite al dettaglio dell’Istat registra a novembre 2011 una diminuzione congiunturale dello 0,3%; nella media del trimestre settembre-novembre 2011 l’indice è diminuito dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti; nel confronto con ottobre 2011, le vendite diminuiscono in misura decisamente più marcata per i prodotti alimentari (-0,8%) che per quelli non alimentari (-0,1%). Rispetto al 2010, le vendite segnalano una flessione dell’1,8%, con una caduta più decisa per i prodotti non alimentari (-2,6%).

La contrazione delle vendite preoccupa i consumatori perché, mentre continuano a diminuire i consumi, al contrario i prezzi “conoscono da tempo una crescita inarrestabile, oggi ulteriormente alimentata dal blocco dei tir e dalla difficoltà di rifornimento degli esercizi commerciali”, affermano Federconsumatori e Adusbef, che stimano più elevata, al 4%, la contrazione delle vendite alimentari durante l’anno. Per le due associazioni, la crescita complessiva di prezzi e tariffe causerà nel 2012 un aggravio di spesa di 392 euro a famiglia solo per il settore alimentare. “Di questo passo – denunciano – il tasso di inflazione rischia di situarsi tra il 4 e il 5%”.

Fonte:helpconsumatori.it
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Assunzioni; Prorogato il bonus


Spunta la proroga di un anno del credito d'imposta per le assunzioni nelle imprese del Mezzogiorno (l'accesso al bonus varrà fino al maggio del 2013) e decolla la nuova sperimentazione della social card da effettuare nei Comuni con più di 250mila abitanti e con una «dote» di 50 milioni; un piano che il Governo vuole utilizzare per valutare la possibilità di un utilizzo generalizzato della card come strumento della povertà assoluta. Il decreto semplificazioni, che il governo approverà domani, si arricchisce. E all'impianto originario di misure taglia-oneri per le imprese s'aggiunge un corposo pacchetto di micro-semplificazioni (dalla libertà al lavoro di domenica per i panificatori al via libera alla circolazione dei Tir nei giorni pre o post festivi) mentre il titolo finale del testo è riservato all'ultimo taglia-norme, con un provvedimento che cancella 333 «leggi inutili» ancora in vigore.

Meno oneri per le imprese
Scomparirà il Documento programmatico per la sicurezza, con i relativi aggiornamenti cui erano costrette le imprese e nasce la banca dati sugli appalti, attivata presso l'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, dalla quale le amministrazioni potranno attingere per avere tutte le documentazioni necessarie sulle società che partecipano a gare e appalti. Altra semplificazione mirata per le piccole imprese è l'autorizzazione unica ambientale mentre tutte le aziende beneficeranno di un meccanismo di compensazione semi-automatico in caso di nuovi oneri burocratici. Ogni amministrazione centrale dovrà presentare annualmente una relazione dettagliata sui nuovi oneri introdotti (e quelli tagliati) che hanno impatto diretto sull'attività d'impresa. Tutti questi «bilanci burocratici» verranno analizzati dal ministero per la Pa e la Semplificazione in concerto con le organizzazioni imprenditoriali e, in caso di saldo negativo, scatterà per il Governo una delega automatica per cancellare le procedure amministrative più onerose. Si parte con la Pa centrale ma il meccanismo potrebbe essere poi esteso anche agli enti territoriali. Quanto alle Srl, dovrebbe sparire l'introduzione del revisore unico in tutte le circostanze prevista nelle bozze precedenti. Ci si limiterebbe a confermare che un organo di controllo, anche monocratico, servirà nei casi previsti dall'articolo 2477 del Codice civile. Le aziende si vedranno arrivare in dote anche una serie di agevolazioni settoriali. A parte le facilitazioni per Tir e panifici e la proroga del bonus assunzioni spicca la possibilità di vendere cibi e bevande in occasione di sagre e fiere semplicemente presentando la Scia. Semplificate inoltre le procedure per gli ambulanti di prodotti agricoli: basterà la comunicazione al Comune.

Pa più semplice
Per i cittadini non ci sarà solo il rifinanziamento della social card. Le semplificazioni introdotte saranno a 360 gradi. Si va dall'accesso ai concorsi pubblici con semplice comunicazione online ai tempi brevissimi per un cambio di residenza, dalla certificazione unica per attestare la disabilità e garantire ai soggetti interessati l'accesso a una serie di servizi alla semplificazione delle procedure per l'astensione dal lavoro in caso di gravidanza complessa. Fino alla scelta di far coincidere la data di scadenza della carta d'identità con il compleanno del diretto interessato. Per cittadini e imprese nasce, poi, la figura del «dirigente responsabile», una sorta di commissario ad hoc al quale rivolgersi in caso di sforamento dei tempi di chiusura di una pratica amministrativa. E il rispetto o meno dei termini sarà uno degli elementi della sua valutazione. All'Inps sarà affidata la gestione del «casellario dell'assistenza» con l'elenco di tutti i percettori di prestazioni sociali agevolate.

Istruzione
Corposo si annuncia anche il pacchetto di modifiche per scuola e università. Come anticipato la settimana scorsa su questo giornale, per rafforzare l'autonomia degli istituti e legarla alla responsabilità, il Dl dovrebbe distinguere l'organico dell'«autonomia», costituito da tutti i posti corrispondenti a «fabbisogni con carattere di stabilità per almeno un triennio», da quello di «rete», inteso come uno staff a disposizione di un pool di scuole per rafforzare l'integrazione degli studenti disabili e combattere la dispersione in base a linee guida attese entro 90 giorni. Cambierà anche la gestione delle risorse. Al tempo stesso verrebbe precisato che l'organico sarà formato, come quest'anno, da 233.100 Ata 724.000 docenti, a cui se ne aggiungeranno altri 10mila con il "concorsone" che verrà bandito nei prossimi mesi. Novità anche per gli edifici: oltre a un intervento biennale per abbattere i costi energetici in scuole, atenei ed enti di ricerca viene avviato anche un piano nazionale di edilizia scolastica articolato in più fasi: ricognizione del patrimonio esistente, costituzione di fondi immobiliari, coinvolgimento dei privati in project financing, permuta con altre strutture e stipula di una serie di accordi di programma che concentrino gli investimenti nelle aree più bisognose. Confermati infine, per le università, il libretto elettronico, la prenotazione online degli esami e la dieta imposta al Cun.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
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Cassazione: il vigile ha sempre ragione. Anche se sbaglia a indicare il colore dell'auto


Il vigile che ha elevato una contravvenzione non è tenuto a ricordare tutti i particolari dell'auto indicata nel verbale di infrazione. Lo fa notare la Corte di Cassazione che ha convalidato una multa per sosta vietata recapiata a un automobilista per un presunto divieto di sosta. Il vigile aveva scritto che l'auto era parcheggiata a ridosso delle strisce pedonali ma l'automobilista sosteneva che si era trattato di un errore e che l'auto non era la sua. In effetti il vigile sentito nel corso del processo aveva sbagliato ad indicare il colore dell'auto. I giudici di piazza Cavour spiegano però che è normale che il vigile possa avere delle "incertezze" nella descrizione del veicolo. Questo però non può bastare a mettere in dubbio la sua versione dei fatti anche perché dette incertezze sono giustificate dall'alto numero di infrazioni che può elevare ogni giorno. E così gli Ermellini con la sentenza numero n.1069/2012 hanno convalidato la multa all'automobilista spiegando che "salvo querela di falso per far valere l'erroneita' delle attestazioni del pubblico ufficiale" vale sempre la parola del vigile "sia pure con le comprensibili incertezze nei particolari giustificate dall'inevitabile alto numero di infrazioni che nel tempo rendono pressoche' impossibile ricordare tutti i particolari".

Fonte: StudioCataldi.it (N.R)
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Detrazione 55% nell'impresa, chiarimenti dal Fisco


Se l'impresa familiare ha effettuato lavori agevolabili al 55%, il bonus spetta all'imprenditore e ai collaboratori titolari delle quote

Per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici effettuati da un'impresa, la detrazione fiscale del 55% spetta a tutti i soggetti che percepiscono l'utile dall'impresa, secondo la quota di partecipazione alla stessa.

Lo hanno chiarito gli esperti dell'Agenzia delle Entrate, rispondendo sulla rivista telematica FiscoOggi al seguente quesito posto da un contribuente: “Nel caso di impresa familiare che ha effettuato lavori agevolabili al 55%, può fruire della detrazione solo l’imprenditore o anche i collaboratori?”

Nella risposta l'esperto di FiscoOggi precisa che “la detrazione dalle imposte sui redditi, pari al 55% delle spese sostenute, per gli interventi finalizzati al risparmio energetico spetta a tutti i soggetti che percepiscono l’utile dall’impresa tenendo conto della quota di partecipazione all’impresa medesima. Pertanto, nel caso dell’impresa familiare, la detrazione è fruita dall’imprenditore e dai collaboratori titolari delle quote”.

Fonte:casaeclima.com
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Polizze assicurative, dal 21 dicembre 2012 si applichera' la unisex rule


La Commissione europea, a fine dicembre 2011, ha pubblicato le proprie linee guida (C-2011/9497) sull'applicazione della sentenza della CGCE nel caso C.236/2009 nota anche come sentenza Gender.

La prima linea guida prevede l’applicazione dal 21 dicembre 2012 della unisex rule, contenuta nell’art. 5 della direttiva 2004/113/CE, a tutti i nuovi contratti senza alcuna eccezione con riferimento al calcolo dei premi e delle condizioni di contratto.

Il riferimento è in particolare ad alcune tipologie di contratti di assicurazione, per i quali l’uso di modelli di genere, ha una importante rilevanza. Si pensi alle polizze vita, alle polizze malattia e spese mediche, alle polizze r.c.a.

La logica di un periodo transitorio dovrà essere interpretata alla luce dei principi di diritto espressi dalla Corte e quindi riferita al fatto che la unisex rule si applicherà solo ai contratti nuovi.

Con riferimento al concetto di “nuovi contratti” occorrerà seguire un orientamento uniforme nei differenti stati dell’unione evitando di colpire i diritti costituiti in capo alle parti e le legittime aspettative.

La unisex rule si dovrà applicare ai contratti in cui l’accordo contrattuale è raggiunto dopo il 21 dicembre 2012 anche con riferimento alle modifiche di precedenti contratti; ai contratti in cui l’ultima espressione di consenso necessaria per il perfezionamento del contratto avviene dopo il 21 dicembre 2012.

Non costituirebbero in particolare nuovi contratti:

- l’automatica estensione temporale di contratti preesistenti;

- la modifica di condizioni contrattuali (come il premio) sulla base di parametri predeterminati nel contratto originario;

In base alla seconda linea guida la unisex rule si applica solo ai rapporti individuali. Il fattore di genere potrà allora essere utilizzato a livello di gestione della comunione di rischi, di riassicurazione, di commercializzazione del prodotto.

La terza linea guida, sembra aprire a valutazioni. Si ammette infatti l’uso di altri fattori di rischio discriminanti, con un riferimento anche ai profili di discriminazione di genere indiretta. Si riconosce infatti che, al contrario della discriminazione diretta, la discriminazione indiretta può essere giustificata se lo scopo è legittimo e se i mezzi impiegati per raggiungerlo sono appropriati e necessari.

Si precisa infine che la direttiva riguarda solo le assicurazioni e le pensioni private, volontarie e autonome rispetto a rapporti di lavoro.

Queste precisazioni devono però essere lette alla luce dell’impatto che possono avere sull’economia dei rapporti assicurativi.

Oxera un ente autonomo di consulenza ha prodotto uno studio sugli effetti dell’applicazione della unisex rule al settore assicurativo.

Il principale effetto riguarda la redistribuzione del premio dai soggetti ad alto rischio a quelli a basso rischio, laddove il fattore di rischio sia stato determinato sulla base di modelli di genere.

In base ai dati presi dai differenti stati dell’unione Oxera propone alcune esemplificazioni quantitative:

- Gli uomini di 65 anni potrebbero vedere una riduzione rispetto alle rendite di pensioni private di circa il 5%o più.

- Le donne di 40 anni dovrebbero vedere un incremento dei premi delle assicurazioni vita di circa il 30 % o più.

- Le donne di 20 anni dovrebbero vedere un incremento dei premi delle polizze r.c.a. di circa l’11% o più.

Si prospettano inoltre altri costi addizionali per gli assicuratori relativi alle modalità operative per attrarre contraenti con bassi fattori di rischio nel tentativo di fronteggiare l’evidente pericolo, che l’applicazione della unisex rule determini meccanismi di selezione avversa che allontanino contraenti con profili bassi di rischio.

Gli assicuratori potrebbero insomma reagire attraverso politiche commerciali volte ad arginare processi di selezione avversa con un evidente incremento dei costi, costi che andrebbero a gravare nuovamente sui consumatori.

Fonte:ipsoa.it (Sara Landini)
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Istat: si allarga il divario tra stipendi (+1,8%) e inflazione (+2,8%)


Nel 2011 l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie è cresciuto dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Lo rende noto l'Istat. A dicembre l'indice ha registrato una variazione nulla rispetto a novembre e un incremento dell'1,4% rispetto a dicembre 2010.

Con riferimento ai principali macrosettori, rileva Istat, a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%).

Per tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, come pure per quello del credito e assicurazione si registrano, invece, variazioni nulle. Nel mese di dicembre, per l'insieme dei contratti monitorati dall'indagine, non è stato ratificato alcun accordo. Alla fine di dicembre 2011 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 68,6% degli occupati dipendenti e al 63,1% del monte retributivo osservato. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 31,4% nel totale dell'economia e del 10,7% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 24,9 mesi nel totale e di 27,6 mesi nell'insieme dei settori privati.

Nel 2011 la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,8%) e l'inflazione (+2,8%) ha raggiunto un divario pari a 1 punto percentuale, il più alto dal 1995. A dicembre il divario tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,4%) e l'inflazione (+3,3%) su base annua, ha toccato una differenza pari a 1,9 punti percentuali. Si tratta del divario - comunica l'Istat - più alto dall'agosto del 1995, quando aveva toccato 2,4 punti percentuali.

Fonte:ilsole24ore.com
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Dichiarazione Iva 2012: pronto il modello definitivo


Pubblicati dall’Agenzia delle Entrate i provvedimenti di approvazione dei modelli IVA 2012, che hanno recepito le novità delle manovre 2011

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i modelli definitivi IVA 2012. I modelli sono stati approvati con i Provvedimenti del 16 gennaio 2012 e recepiscono le novità introdotte con le diverse manovre del 2011, tra cui le modifiche al nuovo regime dei minimi. Si ricorda che la dichiarazione IVA 2012, relativa all’anno 2011, deve essere presentata:

nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 1° ottobre 2012 (in quanto il 30 settembre 2012 cade di domenica), se il contribuente è tenuto alla presentazione in via autonoma;

entro il 1° ottobre 2012, se il contribuente è tenuto a comprendere la dichiarazione IVA nella dichiarazione unificata.

Si illustrano di seguito le principali modifiche introdotte nei modelli di dichiarazione IVA 2012.

I nuovi minimi

All’interno del Quadro VA, il rigo VA14 è stato ridenominato “Regime per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’articolo 27 del decreto legge n. 98 del 2011”. Da quest’anno, infatti, è riservato ai soggetti che presentano l’ultima dichiarazione Iva prima di aderire al novellato regime dei minimi disciplinato dal D.L. n. 98/2011 (Manovra Correttiva 2011), le cui modalità attuative sono state stabilite con il provvedimento del 22 dicembre 2011.

Estremi identificativi rapporti con operatori finanziari

È stata introdotta la nuova sezione 3 (righi da VA20 a VA26) riservata all’indicazione degli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari (ad esempio: banche, società Poste italiane spa, etc.) in essere nel periodo di imposta oggetto della presente dichiarazione.
La Manovra di Ferragosto (art. 2, comma 36-vicies ter, D.L. n. 138/2011), infatti, ha previsto la riduzione alla metà delle sanzioni amministrative previste in caso di violazioni relative alle dichiarazioni dei redditi, alle dichiarazioni Iva ed agli adempimenti Iva per gli esercenti imprese, arti e professioni (con ricavi e compensi non superiori a 5 milioni di euro) che utilizzano per tutte le operazioni esclusivamente strumenti di pagamento diversi dal denaro contante e che nelle dichiarazioni dei redditi e Iva indicano gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori finanziari.

Iva al 21%

A seguito dell’aumento dell’aliquota Iva ordinaria dal 20% al 21% avvenuto a partire dalle operazioni effettuate dal 17.09.2011 per effetto del D.L. n. 138/2011, sono stati inseriti i nuovi righi VE23 e VF12, riservati, rispettivamente, all’indicazione delle operazioni attive con aliquota al 21% e delle operazioni passive con aliquota al 21%.

Acquisti e importazioni per cui l’Iva non è detraibile

Da quest’anno, è prevista l’indicazione degli acquisti all’interno, acquisti intracomunitari e importazioni, al netto dell’IVA, per i quali, ai sensi dell’art. 19-bis1, D.P.R. n. 633/1972, non è ammessa la detrazione dell’imposta. A tal fine, è stato inserito il nuovo rigo VF18.

Reverse charge per telefoni cellulari e microprocessori

Per le cessioni di telefoni cellulari e di microprocessori effettuate a partire dal 1° aprile 2011, è obbligatoria l’applicazione dell’IVA secondo il meccanismo del reverse charge (Circolare n. 59/E del 23.12.2010). L’IVA, pertanto, è dovuta dal cessionario.
Al fine di recepire tale novità nella dichiarazione Iva, sono stati introdotti:

i nuovi campi 6 e 7 nel rigo VE34, per indicare le cessioni di tali beni;

i nuovi righi VJ15 e VJ16, per indicare gli acquisti di tali beni.

Fonte:fiscoetasse.com (Anna Eleonora Erario)
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Liberalizzazioni tra luci e ombre: le Pmi attendono i fatti


Liberalizzazioni per imprese e giovani ai nastri di partenza: mentre si fa il punto sulle conseguenze per gli Italiani, la Cgia di Mestre mette in guardia dai facili entusiasmi, ricordando che in Italia - diversamente da altri paesi dove le liberalizzazioni hanno migliorato reddito e occupazione - le autostrade “liberalizzate” ci hanno regalato in dieci anni un pedaggio a crescita doppia rispetto all’inflazione.

Intanto Adusbef e Federconsumatori evidenziano i potenziali risparmi per le famiglie che sostengono una spesa annua di circa 29.000 euro.
In totale, sarebbero ben 400 euro l’anno (ma le norme potrebbero subire stravolgimenti in Parlamento): 58 euro per i carburanti, 53 dalle assicurazioni, 92 per le professioni, 82 dal commercio 23 per i bus e altrettanti per i taxi. Per luce e gas si potrebbero risparmiare 51 euro, mentre non è cambiato quasi nulla per i farmaci di fascia C, dai quali si raggranellano solo 18 euro.

Le associazioni di categoria, tuttavia, temono che il pagamento dell’IMU (ad esempio per chi ha una casa di 80 metri quadrati) annulli ogni risparmio.

Citando uno studio della Banca d’Italia - che conferma la tendenza positiva ma solo in un arco di 30 anni e purché si liberalizzino tutti i servizi, compresi commercio, comunicazioni, poste, elettricità, gas, acqua e trasporti, portandoli a livelli di efficienza europei - l’economista Francesco Forte contesta la crescita a breve del Pil e della produttività del 10%, sostenuta dal premier.

Antonio Signorini lamenta la mancata sospensione dell’articolo 18 per le piccole imprese che si uniscono fino ad avere 50 dipendenti, e il rinvio dello scorporo delle ferrovie da FS e di Bancoposta da Poste Italiane.

La Repubblica si affida all’istituto Bruno Leoni per la pagella dei provvedimenti: il voto più alto è assegnato allo scorporo di Snam Rete Gas dall’Eni, anche se l’acquisto di carburante è riservato ai gestori proprietari di impianti di distribuzione.

Perplessità sull’obbligo dell’agente assicurativo monomandatario di presentare al cliente Rc auto polizze di tre compagnie diverse, che può essere un freno alla competizione tra modelli di business.

La semplificazione per under 35 nell’avviare un’impresa, secondo l’istituto Leoni, è un sostegno a metà: chi supera l’età prevista viene escluso e queste eccezioni non aiutano le imprese.

Buona la liberalizzazione graduale degli orari, ma il semplice aumento delle farmacie e le norme sulle edicole non introducono una vera concorrenza.

Fonte:blog.pmi.it (Edoardo Musicò)
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Inail, appuntamento in cassa per tutelarsi dai mixer assassini


In realtà c’è poco da scherzare. Sono molti e spesso gravi gli infortuni che avvengono tra le mura domestiche, ma esiste un’assicurazione per chi rischia lavorando in casa

È entrata nel vivo la campagna che ricorda la prossima scadenza per pagare l’assicurazione, obbligatoria dal 2001, contro gli infortuni domestici. Il premio 2012, pari a 12,91 euro, va versato entro il prossimo 31 gennaio e può essere dedotto dall’imponibile Irpef in occasione della dichiarazione dei redditi.

Chiamati in causa, in pratica, tutti i casalinghi (donne e uomini) tra i 18 e i 65 anni, che svolgono abitualmente lavori domestici negli ambienti in cui vivono, gratuitamente e senza vincoli di subordinazione. Esclusi gli iscritti, per altre attività, a un diverso ente o cassa previdenziale.

La polizza è stata introdotta con la legge 493/199, riconoscendo il valore sociale ed economico di un’attività che viene svolta nel chiuso delle proprie case, tra fornelli e aspirapolvere, all’interno dell’ambito familiare. Si tratta di un mestiere “silenzioso”, ma che fa registrare, ogni anno, un numero molto elevato di incidenti. Una disattenzione tra le pentole o nell’utilizzo di un detersivo o di un elettrodomestico può essere causa di infortuni molto seri.

L’assicurazione tutela dai casi più gravi. In particolare, si ha diritto al risarcimento per un’invalidità permanente pari almeno al 27%. A decorrere dal 17 maggio 2006 è compreso anche il rischio morte.

Sono assicurabili anche:
• i pensionati, uomini e donne, che non hanno superato i 65 anni di età
• i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia
• coloro che hanno compiuto 18 anni e lavorano esclusivamente in casa per la cura dei componenti della famiglia (ad esempio, ragazzi in attesa di prima occupazione)
• gli studenti “fuori sede” che svolgono attività in ambito domestico
• i lavoratori in cassa integrazione guadagni
• i lavoratori in mobilità
• i lavoratori stagionali, temporanei, a tempo determinato.

Nelle ultime tre ipotesi, la polizza copre soltanto il periodo in cui l’assicurato non svolge un’altra attività.
Un’ultima precisazione, possono essere stipulate più assicurazione nell’ambito dello stesso nucleo familiare.

Quando è lo Stato a pagare il premio
Per i redditi più bassi, è lo Stato che si assume l’onere di versare la somma che tutela il cittadino dai rischi degli infortuni domestici.
Per usufruire del beneficio, occorre essere in possesso dei seguenti requisiti: un reddito annuo complessivo lordo non superiore a 4.648,11 euro e far parte di un nucleo familiare con reddito che non va oltre i 9.296,22 euro.
Il calcolo è effettuato in base al reddito dell’anno precedente escludendo la rendita ai superstiti, l’indennizzo in capitale, gli assegni di incollocabilità e quello per assistenza personale continuativa, tutte prestazioni erogate dall’Inail. Restano fuori, inoltre, le pensioni di invalidità civile e di guerra, gli assegni familiari, gli assegni di mantenimento dei figli, l’indennità di accompagno, nonché particolari categorie di redditi come quelli soggetti a tassazione separata.

Prima iscrizione o rinnovo
Per assicurarsi, occorre pagare il premio (12,91 euro) utilizzando lo specifico bollettino intestato a INAIL, Assicurazione infortuni domestici, Piazzale G. Pastore, 6 – 00144 Roma, disponibile presso le sedi dell’Istituto, gli uffici postali o le associazioni di categoria.

In caso di rinnovo, la procedura si semplifica; la casalinga, infatti, riceverà direttamente a casa dall’Inail, prima della fine di ogni anno, il bollettino precompilato con l’importo da versare entro il 31 gennaio.

Il pagamento può essere effettuato servendosi del canale telematico, attraverso il servizio di c/c online (home banking) e, per i titolari di carta di credito Visa o Mastercard, carta prepagata Postepay o conto Bancoposta, collegandosi al portale www.inail.it.

Anche il bollettino di pagamento può essere richiesto via web, procedura possibile sia per i nuovi iscritti che per i rinnovi. In entrambi i casi, è sufficiente la registrazione al portale Inail, indicando il profilo “Cittadino”. L’Istituto ha comunque messo a disposizione dell’utente un apposito manuale per guidare da vicino il suo assistito.

Per saperne di più, invece, riguardo all’assicurazione, è possibile consultare la dettagliata guida disponibile, anch’essa, sul sito Inail.

Fonte:nuovofiscooggi.it (Anna Maria Badiali)
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Nuovo apprendistato: le indicazioni agli ispettori INAIL


L’INAIL fornisce le indicazioni operative ai propri ispettori da osservare in caso di visite ispettive e accertamento di violazioni al T.U. sull’apprendistato, ma precisa che per l’applicazione del regime agevolato dei premi occorre ancora attendere le specifiche da parte del Ministero del lavoro.

L’INAIL scioglie la riserva contenuta in una precedente nota del dicembre 2011 per fornire le indicazioni operative al personale ispettivo dell'Istituto, ai fini dell'applicazione delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 167/2011 sul “nuovo” apprendistato.

L’impianto normativo diversifica le ipotesi sanzionatone legate all'utilizzo delle differenti tipologie di apprendistato, distinguendole tra inadempimento formativo e inosservanza dei principi:

- inadempimento formativo: nei casi in cui la carenza formativa risulti comunque recuperabile, la legge attribuisce al solo personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali la competenza ad adottare il provvedimento di disposizione, assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere. Pertanto, qualora il personale ispettivo dell'Istituto riscontri nel contratto di apprendistato in corso di esecuzione un inadempimento nell'erogazione della formazione prevista nel piano formativo individuale, lo segnala, con le consuete modalità, alla Direzione Territoriale del Lavoro competente (già DPL);

- inosservanza dei principi previsti per l'attivazione e lo svolgimento dei rapporti di apprendistato: sono previste nuove sanzioni amministrative ed è stato esteso il potere di contestazione di tali sanzioni (diffidabili ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004) a tutti gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro e previdenza.

Nel riprendere ampiamente quanto gia’ precisato dal Ministero del lavoro con circolare n. 29/2011, si evidenzia che qualora nel corso degli accertamenti ispettivi si rilevi l'omessa forma scritta del contratto e la mancata comunicazione al Centro per l'impiego, deve essere comminata, nel rispetto delle disposizioni vigenti, la sanzione amministrativa per "lavoro nero", con la conseguente impossibilità di una regolarizzazione di tale rapporto come "contratto di apprendistato".

Infine, l’Istituto assicuratore precisa che in merito all'applicabilità ai premi assicurativi del regime contributivo agevolato si è in attesa di conoscere le determinazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, cui è stata inoltrata specifica richiesta di parere.

(Nota INAIL 23/01/2012, n. 434)

Fonte:ipsoa.it
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PEC, possibile proroga al 30 giugno


Lo disporrebbe il DL sulla semplificazione che il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare venerdì prossimo

Ennesima possibile proroga per quanto concerne la Posta Elettronica Certificata. Si parla del 30 giugno 2012, termine entro il quale le imprese costituite in forma societaria, che non hanno ancora provveduto, dovranno comunicazione il proprio indirizzo PEC al Registro delle Imprese, ai sensi dell’art. 16, comma 6, del DL 185/2008 (convertito in L. 2/2009).

È quanto prevedrebbe la bozza del DL sulla semplificazione e lo sviluppo che il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare venerdì prossimo.

In relazione a ciò, ricordiamo che il Ministero dello Sviluppo economico aveva informato le Camere di Commercio della difficoltà incontrata dai gestori del sistema PEC nel fra fronte alle richieste di nuovi indirizzi in prossimità della prima scadenza prevista per il 29 novembre 2011. Ecco perché, ravvisava l’opportunità di non sanzionare chi comunicasse il proprio indirizzo anche dopo tale scadenza. Per il Ministero, infatti, si trattava di una situazione di oggettiva difficoltà, generalizzata e transitoria.

E sempre in relazione alla comunicazione al Registro delle Imprese, si ricorda che il Ministero dello Sviluppo economico, con il parere n. 9880 del 18 gennaio 2012, ha precisato che “l’omessa indicazione dell’indirizzo PEC costituisce un’ipotesi di “incompletezza” della domanda medesima da valutarsi ai sensi dell’art. 11, comma 11, del DPR 581/95”.

Fonte:i-dome.com
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Cassazione: illegittimo il licenziamento per riduzione del lavoro se le competenze del lavoratore sono poi affidate ad un collaboratore a progetto


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 755 del 19 gennaio 2012, ha affermato che nel caso di una "modesta" riduzione del lavoro appaltato, sicuramente non idonea a giustificare la soppressione del posto di lavoro, il licenziamento intimato deve ritenersi illegittimo soprattutto se, come nel caso di specie, il datore di lavoro ha poi affidato i compiti del lavoratore licenziato ad un co.co.pro. Nel caso di specie la Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado che ritenne il licenziamento non conforme alla disposizione che legittima il licenziamento quando sia giustificato da "ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa", ai sensi dell'art. 3 della legge n. 604 del 1966. La Corte, esaminando il motivo di appello concernente il giustificato motivo oggettivo, ha affermato che lo stesso non sussiste in assenza di comprovate ragioni attinenti alla riorganizzazione dell'attività lavorativa perché è pacificamente emerso all'esito della compiuta istruzione, sia che le riduzioni di orario furono modeste e tali da non comportare la sostanziale diminuzione del lavoro e la soppressione del posto di lavoro sia che la lavoratrice venne sostituita attraverso l'impiego di un co.co.pro. una settimana prima del licenziamento intimato. La Suprema Corte ha ritenuto non supportate da valori reali le motivazioni del datore di lavoro, cioè l' "impossibilità sopravvenuta da diversi mesi a sostenere i notevoli costi di gestione dell'appalto a cui deve far fronte la società con la sua presenza in servizio" rigettando quindi il ricorso e dichiarando l'illegittimità del licenziamento intimato.

Fonte: StudioCataldi.it (L.S)
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Pagamenti imprese dallo Stato sbloccati e con Bot-Btp: è legge nel Decreto Monti


Il decreto liberalizzazioni, approvato venerdì scorso in Consiglio dei Ministri e che sta provocando non poche proteste da parte di tutte le categorie interessate, è stato firmato dal presidente della Repubblica, Napolitano ed è, dunque, diventato legge.

Dalle novità per tassisti, notai, avvocati, farmacisti e professionisti in generale, per cui sono state abolite le tariffe minime, alle nuove norme per assicurazioni rc auto, prezzi carburanti, alle novità per chi accende un mutuo, ai pagamenti alle imprese e Pmi: questi i settori toccati dalle liberalizzazioni che, per il premier Monti, servono a superare “tre grandi vincoli: una insufficiente concorrenza nei mercati, l'inadeguatezza delle infrastrutture con le misure varate e la grande complicazione delle procedure amministrative in tutti i campi”.

Novità anche per chi ha in progetto di accendere un mutuo immobiliare: le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, se condizionano l'erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita, devono sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi.

Per quanto riguarda le rc auto, invece, gli agenti assicurativi dovranno offrire ai clienti informazioni su almeno tre diversi contratti forniti da altre compagnie assicurative per coprire la responsabilità civile per auto Previsti anche sconti per chi monti una scatola nera per monitorare il proprio veicolo o in caso di constatazione preventiva delle condizioni del veicolo da parte della compagnia assicurativa.

Altra novità prevista dal pacchetto liberalizzazioni riguarda i pagamenti in Titoli di Stato alle imprese. Sono, infatti, circa 5,7 miliardi di pagamenti alle piccole e medie imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica amministrazione, di cui 2 miliardi al massimo saranno pagati utilizzando titoli di Stato. Per ii pagamenti alle aziende, che riguardano non sol i ritardi del presente ma anche i pesanti arretrati (stimati in 70-80 miliardi di euro), le aziende creditrici, se vorranno, potranno chiedere il pagamento in titoli di Stato.

L'articolo 35 del decreto legge prevede un limite massimo per questa modalità di estinzione del credito di 2 miliardi di euro, e tale cifra non verrà computata nell'ammontare delle emissioni di titoli di Stato. Ma oltre a questi due miliardi ci sono altre risorse per l'estinzione dei crediti maturati, per un totale di 5,7 miliardi.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Revisori, il contributo al registro entro il 31 gennaio


Il 31.1.2012 scade il termine per il versamento del contributo dovuto per l’anno 2012 per l’iscrizione al Registro dei revisori contabili. L’art. 8 della L. 132/97 stabilisce, infatti, che gli iscritti nel Registro hanno l’obbligo di versare un contributo di 26,84 €, entro il 31 gennaio di ciascun anno.

Anche i neo-iscritti sono tenuti al pagamento del contributo, per essi la scadenza è entro 30 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della loro iscrizione al Registro.


Il contributo dovuto è sempre pari ad € 26,84, esso infatti non varia in base ai mesi di iscrizione, e deve essere versato con il bollettino postale in bianco, secondo le modalità descritte di seguito.

Versamento

Il versamento va effettuato mediante il bollettino postale premarcato, che la società Registro Revisori legali (alla quale è affidata dal 1.1.2008 l’attività di gestione) ha provveduto ad inviare presso il domicilio dei soggetti interessati e che riporta già:
• l’intestazione al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili;
• il n. di c/c postale (n. 75511741);
• l’importo di € 26,84;
• la causale del versamento.

Nel caso in cui tale bollettino non fosse stato ricevuto, i revisori potranno utilizzare un bollettino in bianco, indicando:

• numero di c/c postale 75511741 intestato al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili;
• causale del versamento “Contributo 2012 ex L. n. 132/1997”, specificando il numero di iscrizione e il codice fiscale.

Non è necessario inviare, a mezzo raccomandata, la relativa attestazione di pagamento.

Mancato adempimento
Il mancato versamento del contributo comporta sanzioni piuttosto gravi a carico dei revisori inadempienti.
Infatti:
se il revisore, entro 3 mesi dal mancato versamento, non effettuerà il pagamento, verrà sospeso (come previsto dal comma 4, articolo 8, della Legge n. 132/1997) dal Registro e riceverà un’apposita comunicazione che lo inviterà a regolarizzare la propria posizione entro un determinato termine, comunque non superiore ai 6 mesi;
se il revisore non provvederà ad effettuare il versamento nemmeno entro i 6 mesi dal provvedimento di sospensione, egli verrà cancellato (come previsto dall’articolo 9 del D.lgs. n. 88/1992) dal Registro dei revisori.

Fonte:fiscoetasse.com (Elisabetta Gesuato)
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Opportunità per Pmi agricole e agroalimentari


E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 286 del 9 dicembre scorso il regolamento di aiuti alle imprese agricole e agroalimentari per accedere al mercato dei capitali. Un’opportunità che piccole e medie imprese non possono lasciarsi scappare poiché rappresenta un importante volano di crescita e di sviluppo.

Supportare le Pmi operanti nei settori agricolo e agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura e favorire la creazione di nuova occupazione tramite operazioni finanziarie finalizzate all’espansione dei mercati di capitale. E’ questo lo scopo del Fondo di investimento nel capitale di rischio.

Si tratta, in pratica, di operazioni finanziarie in imprese che presentano un quadro finanziario sano, un business plan con potenzialità di crescita, adeguati profili rischio/rendimento, management e personale esperto e capace.

Le operazioni finanziarie consistono in assunzioni di partecipazioni minoritarie o prestiti partecipativi ovvero nell’acquisizione di quote di partecipazione minoritaria di altri fondi privati che investono nel capitale di rischio delle imprese.

Per accedere agli interventi del Fondo si dovrà presentare un piano di investimento che illustri in maniera sufficientemente dettagliata il mercato di riferimento, i prodotti e l’andamento di costi, ricavi e dei profitti nonché ogni altro elemento utile ai fini della preventiva valutazione della redditività dell’investimento.

La partecipazione diretta del Fondo al capitale sociale avviene come socio di minoranza. Le assunzioni di partecipazioni possono avvenire tramite sottoscrizione di nuove quote o azioni del capitale sociale delle imprese beneficiarie.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
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Torna l'Iva per le imprese edili


Ritorna l'Iva per le locazioni e le cessioni di immobili abitativi. Il decreto legge sulle liberalizzazioni, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e in verifica al Mef, riscrive l'articolo 10 del Dpr 633/1972 e, di fatto, riduce il regime di esenzione in vigore dal 2006. La nuova disposizione corregge alcune distorsioni nell'applicazione dell'Iva nel settore immobiliare che scaricavano sull'acquirente finale il mancato recupero dell'imposta pagata sugli acquisti.

C'è da sperare quindi che i benefici riguardino non soltanto le imprese di costruzione, ma anche i conduttori o gli acquirenti degli immobili i quali, anche se dovranno pagare l'Iva, a rigore dovrebbero poter potrebbero beneficiare di una riduzione dei prezzi sul mercato edilizio a seguito della possibilità per il costruttore di recuperare l'Iva sugli acquisti.

Per l'applicazione vale la data del rogito

Anche dopo la modifica normativa, però, resta l'ingiustificata disparità di trattamento tra le imprese 'costruttrici' che potranno optare per l'imponibilità di locazioni e cessioni di immobili abitativi e le imprese 'di ripristino', per le quali la possibilità di applicare l'imposta è limitata alle sole cessioni. Infine viene estesa anche ai soggetti che effettuano cessioni sia imponibili che esenti la possibilità di separare l'attività per evitare gli effetti negativi dell'indetraibilità dell'imposta assolta sugli acquisti.

Per le locazioni di immobili abitativi la nuova disposizione prevede ampie deroghe alla regola generale dell'esenzione. Dall'entrata in vigore del provvedimento le imprese che hanno costruito immobili abitativi destinati alla rivendita potranno locarli applicando l'Iva qualora, nel relativo atto, abbiano espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione. Sono imponibili, senza necessità di alcuna opzione, le locazioni di fabbricati abitativi, di durata non inferiore a quattro anni, effettuate in attuazione di piani di edilizia abitativa convenzionata, e le locazioni relative a fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture, del 22 aprile 2008. L'aliquota applicabile è quella del 10% (che sarà elevata al 12% dal prossimo 1° ottobre) ai sensi del nuovo n. 127-duodevicies della tabella A, parte terza, allegata al Dpr 633/1972.

Sulle cessioni di immobili abitativi la formulazione del nuovo testo del comma 8-bis dell'articolo 10, del Decreto Iva, non risulta chiara. Il primo periodo, infatti, conferma il regime di imponibilità per le cessioni di immobili abitativi effettuate dalle imprese costruttrici o dalle imprese che vi hanno eseguito lavori di ripristino entro cinque anni dalla data di ultimazione della costruzione o dell'intervento. Il periodo successivo esclude dall'esenzione anche le cessioni di fabbricati di civile abitazione locati per un periodo non inferiore a quattro anni in attuazione dei piani di edilizia residenziale convenzionata ovvero nel caso in cui il cedente, nel relativo atto, abbia espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione nonché le cessioni relative a fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali (cosiddetto hausing sociale).

La formulazione non è particolarmente felice, tuttavia leggendo la disposizione non in relazione alla frase che immediatamente la precede ma all'intero contesto, l'opzione per l'imponibilità dovrebbe valere non esclusivamente con riferimento all'edilizia agevolata ma andrebbe riferita anche alle cessioni di immobili realizzati da imprese di costruzione in precedenza locati e per i quali, al momento della locazione, si era optato per l'imponibilità. Per evitare distorsioni nell'applicazione dell'imposta le nuove norme consentono ora la possibilità di separare l'attività non soltanto tra le locazioni esenti e quelle imponibili ma anche tra le cessioni in regime di imponibilità ed in regime di esenzione.

Fonte:ilsole24ore.com (Renato Portale)
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SISTRI, ulteriore proroga al 30 giugno


23/01 Ieri le Commissioni della Camera Bilancio e Affari costituzionali hanno approvato un emendamento che contiene una ulteriore proroga – che fa seguito a quella contenuta nel Milleproroghe – (dal 2 aprile al 30 giugno) per l’entrata in vigore del SISTRI (il Sistema di controllo per la Tracciabilità dei Rifiuti).

La motivazione tale rinvio che emerge dalla Commissione Ambiente, è rinvenibile nel fatto che il sistema non è ancora stato messo definitivamente a punto.

Il sistema di tracciabilità dei rifiuti richiede il versamento di contributi obbligatori ai fini dell’iscrizione al servizio, nonché per l’acquisto delle apparecchiature necessarie per la sua gestione. A tal proposito Il Ministro dell’Ambiente ha reso noto che sono al vaglio soluzioni per gravare il meno possibile sulle aziende, tuttavia sono annunciati ricorsi nei prossimi giorni a causa dei disagi causati dalle proroghe reiterate.

La proposta di emendamento era partita dalla Lega Nord, che esprime soddisfazione per la sua approvazione, sostenendo che essa consentirà agli artigiani ed alle imprese di tirare un sospiro – nell’attuale situazione di difficoltà generale – rinviando tale onere.

Fonte:ipsoa.it (A cura della Redazione)
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