RETEFIN

Live Chat by comm100

Vai ai contenuti

Menu principale:


4° invio Maggio_2011

News e Fax > Archivio 2011 > Maggio 2011

Elenco news :

Benzina, Casper: sul ponte del 2 giugno una stangata

Conti correnti: risparmi al sicuro, dove metterli

Donne e IT: solo il 35% lavora nel settore

Decreto sviluppo: rinegoziare i mutui non sempre è conveniente

Condominio: Cassazione, assemblea non può negare distacco dal riscaldamento anche se comporta aumento consumi

Selezione alle Entrate per assumere ai Centri operativi e di assistenza

Fondi pensione, piatto ricco per ex piloti e assistenti di volo. Ai Co.co.co soltanto 100 euro

Lavori. Scuola, clamorosa sentenza: Miur deve convertire contratti a termine in tempo indeterminato

Nube di cenere, che fare se il volo è cancellato

Tris di codici per la cedolare secca. In F24 la sostitutiva sulle locazioni

Pensioni, più della metà è sotto i 500 euro. Boom degli assegni di anzianità

Arriva il ''superdiploma'' per trovare subito lavoro

Detrazione familiari a carico: stop alla comunicazione annuale

Lo stalking si allarga anche al condominio


Istat: marzo, vendite al dettaglio a meno 2%. Gli italiani mangiano meno, crollo alimentari

Contribuenti minori: il Decreto Sviluppo cambia i limiti e alimenta confusione

Contributi on line per i geometri: pronti 29 codici per la riscossione

Nuove regole Adsl, cellulari e telefoni per cambio operatore e qualità del servizio

Ocse: Nel 2011 si rafforza il Pil mondiale. In Italia ripresa lenta ma continua

Segreteria.org, 7 euro per ascoltare una voce registrata. UNC denuncia caso all'Antitrust

Crisi, Corte Conti: persi 160 mld. Impossibile qualsiasi taglio tasse

Pensioni anticipate per attività usuranti: dal 26 maggio via alle domande

Legge 488/92; Le imprese finanziate vivono di più

Social Network e chat e aziende italiane: Web 2.0 e Weconomy

I laureati lavorano meno dei diplomati

Impianti Domestici; Fotovoltaico di piccola taglia: premi fino a 1 MW

Sistri, allo studio la sospensione delle sanzioni

Edilizia; Una semplificazione per il 36%

Bonus fiscali energetici: ammortamento in dieci anni dall'Unico 2012

I poteri di controllo e vigilanza del datore di lavoro

Benzina, Casper: sul ponte del 2 giugno una stangata

In vista del ponte previsto per la festività del 2 giugno, Casper segnala i "puntuali" rincari dei prezzi dei carburanti, al terzo giorno di aumento, e stima che peseranno per 55 milioni di euro sulle tasche degli automobilisti che si concederanno una vacanza / Ponte 2 giugno, Adoc: partirà solo il 10% degli italiani

Terzo giorno di aumento per i prezzi dei carburanti, "puntualmente" in vista del prossimo ponte del 2 giugno, che vedrà dunque abbattersi sugli italiani una stangata stimata in 55 milioni di euro. Sono le stime di Casper- Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) che accolgono in questo modo l'allineamento al rialzo dei prezzi dei carburanti. Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, infatti, salgono di nuovo le medie ponderate nazionali tra i diversi marchi, con la benzina a 1,568 euro/litro e il gasolio a 1,439 euro/litro.

"Si tratta della solita speculazione legata alle partenze degli italiani - afferma Casper - In Italia pochi giorni prima di esodi, ponti e festività varie, i listini di benzina e gasolio subiscono variazioni al rialzo, producendo un aggravio di spesa a danno dei cittadini. In base alle nostre stime, quest'anno gli automobilisti che si sposteranno per il ponte del 2 giugno, dovranno fare i conti con una stangata sui carburanti pari a 55 milioni di euro".

Rispetto a un anno fa, la benzina costa il 12,7% in più - pari a un aumento di 8,8 euro in più per un pieno - e il gasolio vola a quasi più 15% - con rincari pari a 9,3 euro in più a pieno. Per Casper, il tutto si tradurrà in rincari di 55 milioni di euro a carico di chi si sposterà in auto per il ponte.

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
Ritorna all'inizio

Conti correnti: risparmi al sicuro, dove metterli


I risparmi che gli italiani avevano messo da parte in anni di lavoro, vanno sempre man mano diminuendo a causa della crisi e dei problemi che attanagliano il nostro Paese, a partire dalla bassa crescita economica, e passando per le difficoltà del mercato del lavoro. Non a caso gli ultimi rapporti dell’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, parlano proprio di un calo della propensione al risparmio delle famiglie in quanto tra spese fisse e quelle impreviste, alla fine del mese è già un miracolo se si riesce a chiudere il bilancio in pareggio. E quando qualche euro lo si riesce a mettere da parte, quelli attuali non sembrano tempi per permettersi di andare a scegliere investimenti con un elevato grado di rischio.

Con l’eccezione della Germania, non solo l’Italia, ma anche gli altri Paesi dell’area euro non presentano crescite economiche entusiasmanti, ragion per cui porti come le Borse, una volta molto redditizi, non lo sono più. E allora non sono pochi i casi in cui le famiglie i risparmi li lasciano direttamente sul conto corrente, magari a fronte di rendimenti offerti non proprio entusiasmanti; ma i soldi sono al sicuro ed è questo quello che più conta.

Pur tuttavia, come messo in risalto dall’Agenzia HelpConsumatori, in base alle comparazioni online effettuate con il Portale specializzato Supermoney.eu, con i dovuti confronti è possibile andare ad “estrarre” dal comparatore Web i migliori conti correnti dove i privati e le famiglie possono andare a mettere ed a lasciare al sicuro i soldi. Ad esempio, per un correntista di 40 anni, che accredita sul conto lo stipendio, e che ha una giacenza media pari a 2 mila euro circa, il conto corrente più conveniente attualmente sul mercato è quello di CheBanca!, che costa 46 euro annui inclusi anche i 34 euro circa annui di imposta di bollo dovuta per legge.

Fonte:bassitassi.com (Fil)
Ritorna all'inizio

Donne e IT: solo il 35% lavora nel settore


Rappresentano attualmente solo il 35% degli impiegati nel mondo It: le donne, un universo in costante espansione e capace di imporsi ormai in ogni ambito e settore che però in questo ora scarseggiano. A rendere nota la percentuale è stata un’indagine Avanade.

I numeri hanno portato alla necessità, nonché al desiderio, di lanciare un progetto europeo che ha l'obiettivo di rafforzare la presenza delle donne nel settore informatico e in quello della consulenza. Ed è per questo Avanade rivolto a studentesse e donne che vogliono intraprendere una carriera nel settore della tecnologia e della consulenza.

Se la presenza femminile sempre crescente ha giovato ad ogni tipo di azienda, per trasformare questa presenza in 'alcuni' settori in pratica bisogna superare pregiudizi in alcuni casi radicati nel nostro pensiero da secoli.

L’esperienza del workshop europeo Women in IT Careers, che si è svolto lo scorso aprile a Kronberg, Francoforte, ha mostrato quanto questa realtà possa cambiare. all'iniziativa hanno partecipato 24 studentesse provenienti da 10 diversi Paesi, che frequentano l'università in Austria, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Slovenia e Spagna.

L’esperienza di questo evento è stata altamente formativa per coloro che hanno intenzione di impegnarsi per coltivare tale attitudine e che hanno capito di poter avere mezzi e strumenti da sfruttare e sui appoggiarsi nel momento in cui decideranno davvero di voler intraprendere questa carriera.

Ad alcune di loro il workshop ha permesso di allargare i propri orizzonti, imparare a lavorare in equipe e ideare un progetto da zer, dimostrando qual è il vero lavoro di squadra e quanto sia importante essere tutti in perfetta armonia per arrivare ad ottenere un buon lavoro. Il risultato positivo ottenuto ha spinto Avanade a lavorare perchè questo workshop diventi una ricorrenza annuale.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio

Decreto sviluppo: rinegoziare i mutui non sempre è conveniente


Potrebbero ritenersi soddisfatti i consumatori che hanno acceso un mutuo a tasso variabile e che adesso, visti i probabili aumenti dei tassi, vorrebbero passare al fisso. A offrire loro questa opportunità è il Decreto Sviluppo che prevede il diritto per il mutuatario, a determinate condizioni, di passare dal tasso variabile a quello fisso. Ma attenzione, però, perché la rinegoziazione automatica può non essere d’aiuto.

Ammettiamolo, la tentazione è forte. Recarsi presso gli uffici bancari e rinegoziare il mutuo per non incorrere nel rischio di vedere aumentare la rata è il pensiero più lungimirante dei risparmiatori soprattutto quando, come in questo periodo, si torna a parlare di possibili aumenti dei tassi Euribor.

Con il Decreto Sviluppo i risparmiatori che presentano un indicatore della situazione economica (ISEE) non superiore a 30.000 euro e che non sono in ritardo con i pagamenti potranno ottenere una rinegoziazione automatica. La norma offre questa possibilità fino al 31 dicembre 2012 a tutti i risparmiatori che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile di importo non superiore a 150.000 euro.

Il tasso applicato sarà l’Irs a 10 anni oppure, se inferiore, a quello legato alla durata residua del finanziamento maggiorato dello stesso spread praticato in origine sull’Euribor.

In tutta questa storia ci sarebbero due punti da analizzare più approfonditamente. Ci chiediamo, infatti, se l’operazione effettuata dalle banche sarà a costo zero ovvero se il risparmiatore sarà chiamato a corrispondere un importo a titolo di spese o commissioni applicato dalle banche.

C’è, inoltre, da valutare la reale convenienza nell’effettuare il passaggio da tasso variabile a tasso fisso. Questo perché, anche se le rate dei mutui a tasso variabile sono destinate a crescere per via dei prossimi rialzi dell’Euribor, c’è da considerare che all’attualità l’Irs è notevolmente più elevato. Il mutuatario che andrà a richiedere la rinegoziazione deve sapere che per i primi anni sarà chiamato a corrispondere una rata più elevata rispetto a quella che paga attualmente. Ciò vuol dire che molte delle famiglie alle quali la normativa è rivolta non potranno permettersi di pagare una rata sensibilmente più alta e, quindi, rinunceranno alla rinegoziazione.

A conti fatti è lecito porre la seguente domanda: considerando che i risparmiatori più abbienti con un ISEE superiore a 30.000 sono esclusi dalla norma e che i risparmiatori indigenti non potranno accedervi per via di un insostenibile aumento della rata mensile, a chi è rivolta la normativa in questione?

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
Ritorna all'inizio

Condominio: Cassazione, assemblea non può negare distacco dal riscaldamento anche se comporta aumento consumi


L'assemblea condominiale non può negare al condomino l'autorizzazione al distacco dall'impianto di riscaldamento sulla base del rilievo che l'interruzione del riscaldamento nei locali di proprietà del primo costringerebbe i vicini a potenziare i loro radiatori per potere far fronte alla diminuzione di calore indotto dal distacco. È questo il contenuto della sentenza n. 11857 depositata il 27 maggio 2011. La Corte ha infatti precisato che tale distacco risulta consentito soltanto a patto di escludere squilibri termici oltre che aggravi di spese: detta situazione, infatti, si sarebbe ben potuta verificare se il proprietario avesse chiuso i propri radiatori dell'impianto centrale esistente. La Corte ha infatti spiegato che la circostanza che l'appartamento che chiede il distacco confini sopra, sotto e su tutti i lati con vani di altri condomini non può essere invocata dall'assemblea come elemento alla base della negazione dell'autorizzazione. Secondo la ricostruzione della vicenda, in seguito al rigetto da parte del Tribunale della domanda proposta dal condomino che impugnava la delibera assembleare contenente la negazione dell'autorizzazione al distacco dall'impianto centralizzato di riscaldamento, il condomino proponeva ricorso per cassazione. Dopo la conferma, da parte degli Ermellini, dell'illogicità della decisione del tribunale, la causa veniva riassunta davanti alla Corte di appello di Milano che confermava però la illegittimità del distacco e quindi la decisione presa dal Tribunale. Su ricorso proposto dal condomino, la Corte ha però accolto la domanda del proprietario dell'appartamento che chiedeva il distacco spiegando che "Se si dovesse aderire alle conclusioni della sentenza impugnata, quel distacco dall'impianto i riscaldamento centralizzato che questa S.C. ammette in linea di principio sarebbe sempre da escludere in concreto, in quanto nell'ambito di un condominio ogni unità immobiliare confina con almeno un'altra unità immobiliare, per cui il distacco dall'impianto centralizzato da aprte di uno dei condomini provocherebbe sempre quel tipo di squilibrio termico al quale ha fatto riferimento la sentenza impugnata e che comunque era stato implicitamente considerato irrilevante da parte di questa S.C. nella propria precedente sentenza, anche in considerazione che la stessa situazione senza che il condominio potesse lamentarsi per lo squilibrio termico conseguente, si sarebbe potuta verificare ove il (condomino) avesse chiuso i propri radiatori".

Fonte:studiocataldi.it (Luisa Foti)
Ritorna all'inizio

Selezione alle Entrate per assumere ai Centri operativi e di assistenza


Cagliari, Venezia, Pescara e Torino, le destinazioni per i vincitori. Il bando è sul sito dell’Agenzia
E’ sul sito dell’Agenzia delle Entrate il bando del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di 220 unità, profilo professionale assistente, per attività amministrativo-tributaria, da destinare ai Centri operativi (Cop) e ai Centri di assistenza multicanale (Cam).

Possono partecipare alla procedura selettiva i cittadini italiani con diploma di scuola media superiore (o titolo equipollente), che hanno “assolto” gli obblighi militari, sono in possesso del godimento dei diritti politici e civili, e risultano fisicamente idonei all’impiego.
I vincitori saranno inquadrati nella seconda area funzionale, fascia retributiva F3.

I posti sono così ripartiti:
80 per il Centro operativo di Cagliari
40 per il Centro operativo di Venezia
40 per il Centro di assistenza multicanale di Cagliari
20 per il Centro di assistenza multicanale di Pescara
20 per il Centro di assistenza multicanale di Torino
20 per il Centro di assistenza multicanale di Venezia.

La domanda deve essere presentata a mano, o spedita con raccomandata a/r, all’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale del Personale, Ufficio Selezione e Inserimento, via Giorgione 159 – 00147 Roma, oppure tramite posta elettronica certificata all’indirizzo Pec agenziaentratepec@pce.agenziaentrate.it, entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando nel sito internet dell’Agenzia.

Il concorso prevede una prima prova attitudinale, consistente in quesiti a risposta multipla per accertare il possesso delle attitudini e le capacità di base attinenti al profilo professionale. Alla prova orale saranno ammessi, al massimo, 600 candidati.

Sede, giorno e ora della prova attitudinale saranno resi noti sul sito dell’Agenzia il prossimo 30 settembre.

Fonte:nuovofiscoggi.it
Ritorna all'inizio

Fondi pensione, piatto ricco per ex piloti e assistenti di volo. Ai Co.co.co soltanto 100 euro


Sono gli ex piloti e assistenti di volo i pensionati con l'assegno più ricco, pari in media a 3.500 euro al mese, mentre in fondo alla classifica ci sono gli ex Co.co.co iscritti alla gestione separata con un trattamento di poco superiore ai 100 euro al mese. I dati sulla distanza profonda che separa le due categorie agli antipodi del trattamento previdenziale sono emersi dal Rapporto annuale dell'Inps secondo il quale gli oltre 6.000 pensionati del fondo volo percepiscono in media 45.333 euro all'anno a fronte dei 1.570 euro annui medi degli ex iscritti alla gestione separata (245.220 le pensioni in essere).

Assegno leggero anche per i preti con il fondo clero che assicura appena 7.464 euro all'anno ai 14.404 pensionati del fondo. Il fondo pensioni lavoratori dipendenti (il gruppo più numeroso con 9,4 milioni di assegni corrisposti) assicura trattamenti medi di 11.192 euro all'anno poco più della metà di quello sul quale possono contare i pensionati del fondo trasporti (20.358 euro nel 2010) e del fondo Ferrovie dello Stato (20.226). Superano i lavoratori dell'aria solo gli ex dirigenti con una pensione annua media di 49.246 euro mentre i pensionati del fondo telefonici hanno un importo annuo medio di 25.416 euro, di poco superiore agli ex lavoratori elettrici (24.424).

Per gli ex coltivatori diretti la media dei trattamenti di pensione è di 7.940 euro, al livello di quella degli artigiani (7.937 per oltre 1,5 milioni di trattamenti). Per gli esercenti attività commerciali si registrano 1.370.400 prestazioni con una media di 9.196 euro all'anno. Nel complesso le pensioni delle gestioni e fondi previdenziali assicurano assegni medi di 10.946 euro (ma la media è tra valori molto diversi), un dato comunque molto superiore a quello delle pensioni erogate per conto dello Stato pari a 4.824 euro medi (per 1.450.344 trattamenti). Nel complesso delle gestioni (previdenziali ed erogate per conto dello Stato) la spesa nel 2010 è stata di 165.645 milioni di euro per 15,9 milioni di trattamenti con assegni medi di 10.389 euro.

Fonte:ansa.it

Ritorna all'inizio

Lavori. Scuola, clamorosa sentenza: Miur deve convertire contratti a termine in tempo indeterminato


Clamorosa la sentenza del Tribunale del Lavoro di Livorno che ha accolto il ricorso di alcuni docenti precari (tra insegnanti di scuole elementari e docenti di scuole medie e superiori) ed ha convertito i loro contratti di lavoro a termine, in contratti di lavoro a tempo indeterminato. Il Giudice ha condannato inoltre il Ministero dell'Istruzione al pagamento delle somme calcolate sulla base delle differenze retributive tra quanto realmente percepito e quanto, invece, gli sarebbe spettato.

"Questa sentenza - scrive il Codacons - segna una sconfitta su tutti i fronti per il Ministro Mariastella Gelmini che, oltre ad avere l'obbligo di inquadrare i ricorrenti come lavoratori subordinati a tutti gli effetti, sarà costretta a versargli tutto quanto gli sarebbe spettato fin dalla sottoscrizione del primo contratto a termine: indennità di servizio, malattie, ferie pagate, ecc".

"È la prima pronuncia che, avvalorando quanto sostenuto dal Codacons, riconosce per il personale precario della scuola la sacrosanta immissione a ruolo!" Il Codacons sottolinea che la sentenza del Tribunale di Livorno va addirittura oltre quanto stabilito dal Tribunale del Lavoro di Genova che di recente ha condannato il Ministero dell'Istruzione al solo risarcimento in favore di 15 lavoratori a tempo determinato per una cifra pari 30.000 euro (ovvero pari a 15 mensilità).

"Tempi duri quindi per il Ministro Gelmini: infatti, d'ora in avanti - grazie a questo che è a tutti gli effetti un precedente giurisprudenziale favorevole - tutti i precari della scuola, che si saranno attivati tempestivamente per mettere in mora il Ministero ed il Provveditorato agli Studi competente, avranno finalmente la possibilità concreta di ottenere l'inquadramento come lavoratori subordinati a tempo indeterminato". Il Codacons invita tutti i precari della scuola ad aderire all'azione legale avviata dall'associazione, volta a far ottenere ai docenti la conversione del contratto a termine in contratto di lavoro a tempo indeterminato. La raccolta di adesioni terminerà nei prossimi giorni.

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
Ritorna all'inizio

Nube di cenere, che fare se il volo è cancellato


Voli aerei cancellati a causa della nube di cenere. Molte compagnie sostengono che il rimborso del biglietto non è dovuto quando intervengono "circostanze eccezionali". Il regolamento europeo n. 261/04 invece parla chiaro: il viaggiatore ha comunque diritto a rimborso del biglietto e assistenza. Chiama il nostro numero 02/6961550 per sapere cosa fare per ottenerli.

C'è comunque il rimborso
Per i voli cancellati, la Carta dei diritti del passeggero, anche nel caso di avverse condizioni meteorologiche determinate da circostanze eccezionali conclamate (come è proprio il caso dei questa nube di cenere), prevede che il passeggero possa scegliere tra:

- il rimborso del prezzo del biglietto, oppure
- l'imbarco su un volo alternativo il prima possibile o in una data successiva più conveniente per il passeggero

Prevista anche l'assistenza
Va ricordato che il viaggiatore ha inoltre diritto all'assistenza. Ovvero:
- pasti e bevande in relazione alla durata dell'attesa
- adeguata sistemazione in albergo, nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti
- trasferimento dall'aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa
- due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica
In questo caso specifico, non sono previsti invece indennizzi monetari (ovvero non si possono chiedere risarcimenti per il disagio) in quanto la cancellazione del volo è determinata appunto da cause eccezionali.

Chiamaci per sapere che fare
Il nostro servizio di consulenza giuridica ti spiegherà quali sono i tuoi diritti e come fare per ottenere il rimborso del biglietto. Basta chiamare il numero 02/6961550 dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, ti risponderà uno dei nostri esperti.

Fonte:altroconsumo.it
Ritorna all'inizio

Tris di codici per la cedolare secca. In F24 la sostitutiva sulle locazioni


Dovranno utilizzarli i proprietari che hanno scelto la tassazione semplificata dei canoni d’affitto
Arrivano i codici tributo che consentono di versare, con il modello F24, l’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali comunale e regionale, nonché delle imposte di registro e di bollo, sui canoni di locazione di immobili abitativi.

Chi ha scelto il nuovo regime di tassazione, deve ricordare i numeri 1840, 1841 e 1842. A battezzarli, la risoluzione 59/E del 25 maggio.

Come è noto, da quest’anno, i proprietari, persone fisiche che affittano immobili (al di fuori dall’attività di impresa o di lavoro autonomo) a uso abitativo, possono scegliere di tassare i relativi canoni in modo semplificato, pagando cioè un’unica imposta in luogo di quelle ordinariamente previste per questo tipo di reddito.
Due le aliquote previste: 21% e 19%, quest’ultima per i contratti a canone concordato relativi a immobili siti nei Comuni con carenze di disponibilità abitative (Dl 551/1988, articolo 1, comma 1, lettere a e b) e in quelli ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe).

Il versamento va effettuato entro il termine previsto per il pagamento delle imposte sui redditi, indicando nella “Sezione Erario”, colonna “Importi a debito versati”, del modello F24, i codici:
"1840" per la prima rata dell’acconto
"1841" per la seconda rata dell’acconto o per l’acconto in unica soluzione
"1842" per il saldo.

L’ultimo codice può essere utilizzato anche nella colonna “Importi a credito compensati”.

Il primo appuntamento vedrà “impegnato” il codice 1840, per pagare la prima rata dell’acconto 2011, in scadenza al 6 luglio.

Fonte:nuovofiscooggi.it
Ritorna all'inizio

Pensioni, più della metà è sotto i 500 euro. Boom degli assegni di anzianità


In Italia oltre otto milioni di pensioni (pari al 50,8% del totale) hanno un importo inferiore a 500 euro al mese, mentre il 28,2% delle pensioni è composto da una cifra che va dai 500 ai 1.000 euro. E' quanto emerge dal Rapporto annuale 2010 dell'Inps, presentato questa mattina a Roma. La quota delle pensioni più basse sale invece al 79% del totale se si considerano gli importi inferiori ai 1.000 euro. A percepire gli assegni più bassi sono le donne: il 61,3% delle pensionate ritira una pensione inferiore ai 500 euro mensili, a fronte del 36% degli uomini. Sempre secondo il rapporto i pensionati rappresentano il 23% della popolazione e la spesa nel 2010, comprensiva delle indennità di accompagnamento agli invalidi civili e di altre prestazioni minori, è risultata pari a 190.453 milioni di euro con un aumento del 2,3% rispetto al 2009. In tutto sono infatti stati liquidati 174.729 trattamenti a fronte dei 100.880 registrati nel 2009 (+73%). Il numero complessivo delle pensioni vigenti al 31 dicembre 2009 è pari a 16.042.360, cui si aggiungono oltre 2,7 milioni di prestazioni erogate agli invalidi civili. Il 78% delle pensioni erogate dall'Istituto è di natura previdenziale, il restante 22% è di tipo assistenziale. Tra le pensioni vigenti, 10.176.818 sono le pensioni ai lavoratori dipendenti, 4.145.300 ai lavoratori autonomi, 245.220 ai lavoratori iscritti alla Gestione separata. In termini di categoria di pensione, il 65,6% è costituito da trattamenti di vecchiaia e anzianità, il 9,2% da pensioni di invalidità e inabilità e il 25,2% da pensioni ai superstiti. Il regime di liquidazione retributivo si applica al 93,4% delle prestazioni pensionistiche vigenti. I pensionati Inps sono 13.846.138, il 54% donne e il 46% uomini ai quali, per il maggiore importo medio dei trattamenti percepiti, è destinato il 55% dei redditi pensionistici. Il 74% dei titolari ha più di 64 anni e il 23% presenta un'età compresa tra 40 e 64 anni. In totale. A questi vanno poi aggiunti i 13,083 miliardi spesi per gli invalidi civili titolari di assegni e di indennità. La spesa pensionistica è pari all'11,4% del Pil. l rapporto è stato presentato alla Camera dal presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, il quale ha affermato che "il sistema previdenziale italiano, dopo quasi vent'anni di continui e prudenti aggiustamenti riformatori, puo' vantare una stabilità finanziaria e una equità invidiabile. "La pensione ci sarà. Anche per i giovani -ha assicurato - ma la qualità della loro pensione di domani si costruisce oggi, agganciata sempre di più al destino del sistema Paese". Oltre alla crescita economica, ha raccomandato Mastrapasqua, e' importante però l'impegno personale. "Accanto alla necessità della crescita economica del sistema - ha detto - c'è una necessità che deve essere ribadita ai giovani e ai meno giovani: bisogna lavorare più a lungo. La fuga dal lavoro e' un approccio incompatibile con l'allungamento dell'età anagrafica".

Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio

Arriva il ''superdiploma'' per trovare subito lavoro


Da Settembre aperte le iscrizioni per entrare nei nuovi Istituti Tecnici Superiori, nati dall'incontro fra la Pubblica Istruzione e le imprese

L'intento è di offrire alta formazione tecnica ai giovani, contro l'avanzata della disoccupazione Arriva il via libera ed il settore scuola è in fermento.

Da settembre partiranno gli ITS, gli Istituti Tecnici Superiori, che garantiranno ai giovani diplomati un'alta formazione tecnica, di istruzione pari alla preparazione universitaria. Gli istituti sono 58 in tutta Italia e regioni come Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Veneto, Sicilia, Abruzzo, Campania, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Friuli, Molise, Sardegna e Umbria offriranno questa opportunità ai giovani del proprio territorio, per combattere la disoccupazione e offrire una vera alternativa in ambito lavorativo.

I discenti che frequenteranno i corsi degli ITS diverranno super-tecnici, con un titolo di studio riconosciuto per legge e valido in uno dei seguenti settori: efficienza energetica; mobilità sostenibile negli ambiti della logistica, del trasporto aereo marittimo e ferroviario; innovazione del made in Italy nel settore della meccanica, della moda, alimentare, casa e servizi alle imprese; beni e attività culturali; informazione e comunicazione. I corsi formativi offerti saranno di pari dignità a quelli universitari e dureranno due anni per una formazione complessiva pari a 1800/2000 ore, composta in parte da didattica tradizionale, in parte da esperienze di laboratorio.

Obbligatorie saranno poi 600 ore di tirocino da esplicarsi presso un'azienda, eventualmente anche fuori dai confini nostrani. L'immissione nelle imprese è garantita sia dal punto di vista legislativo, sia dal punto di vista organizzativo. Infatti, dal punto di vista giuridico, gli ITS sono fondazioni di partecipazione diretta diretta di enti pubblici e privati. Ogni fondazione ha per l’avvio circa mezzo milione di euro di fondi pubblici e può essere rappresentata da scuole, università ed imprese. A questi fondi si aggiungono gli interventi privati, che essendo direttamente coinvolti non possono non voler trarre un beneficio da questo investimento, acquisendo poi le risorse e il know-how tecnico assimilato da esse.

Dal punto di vista organizzativo, tutti i corsi svolti nell'ITS saranno a numero chiuso, in modo da assicurare solo ai giovani valenti un posto di lavoro futuro. Alla realizzazione di questi 58 istituti hanno contribuito fino ad ora ben 16 regioni con il coinvolgimento di 110 istituti tecnici e professionali, 60 tra province e comuni, 200 imprese, 67 atenei e centri di ricerca e 87 strutture di alta formazione. Il tutto con un unico scopo: offrire ai giovani una formazione che rispecchi effettivamente le esigenze dell'industria italiana ed europea. Il Ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, si dichiara soddisfatta del progetto, che vede finalmente l'avvio, dopo circa 37 anni da cui si ricorda il primo tentativo di dotare l'istruzione italiana di un sistema formativo avanzato in ambito tecnicno.

La Gelmini definisce gli ITS "una risposta forte al tema della disoccupazione", affermando: "C’è un gap tra le richieste delle imprese che vogliono tecnici sempre più specializzati e i numeri che la scuola riesce a formare. Noi dobbiamo dare risposte. Se da un lato vanno assecondate le inclinazioni dei giovani dall’altro dobbiamo fare opera di orientamento per restituire all’istruzione tecnica una reputazione che riconosca la sua reale importanza. Genitori e studenti devono cambiare mentalità su questo fronte". In accordo con il Ministro, si dichiara anche Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria per l’Education, che sostiene: "Dopo il ’68 si fecero uscire i privati dai consigli d’amministrazione degli Istituti tecnici ma oggi si è finalmente capita l’importanza di uno stretto collegamento tra scuola e imprese. Imprese che non trovano sul mercato i tecnici di cui hanno bisogno. Confindustria ha messo in campo proposte concrete per valorizzare l’istruzione tecnica e rafforzare il legame scuola-imprese". Accanto agli ITS, l'azione del ministero sta puntando anche sull'apprendistato, stanziando 5 milioni di euro per realizzare progetti pilota utili all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

Questi due interventi sono dunque le armi sfoderate dal Ministero contro la disoccupazione italiana, che in ambito giovanile tocca il 28%, a cui si affianca una delle percentuali più alte in Europa per l’abbandono scolastico, che ha toccato il 19%, come diffuso ieri dall'istituto Istat.

Fonte:i-dome.com
Ritorna all'inizio

Detrazione familiari a carico: stop alla comunicazione annuale


Stop alla comunicazione annuale, da parte di lavoratori dipendenti e pensionati, dei dati sui familiari a carico ai fini delle detrazioni. L’adempimento, introdotto con la Finanziaria 2008, trova il suo arresto con il Decreto Sviluppo emanato recentemente.
Il nuovo adempimento prevede che la comunicazione rimarrà valida fino a revoca. Resta inteso che dovrà essere presentata in caso di variazione dati.

Si potrà dunque beneficiare delle detrazioni pur non avendo l’obbligo di comunicare ogni anno la nuova richiesta di detrazione per familiari a carico. E’ questa la nuova disposizione del DL Sviluppo che introduce semplificazioni per aziende, professionisti, lavoratori dipendenti e pensionati.

Il Dl Sviluppo fa un imbarazzante passo indietro e ripristina la normativa originale: le detrazioni si riconoscono, su richiesta del contribuente, fino a riformulazione di apposita comunicazione che dovrà avvenire ogni volta che intervengono variazioni nelle condizioni di spettanza.

A tal proposito si ricorda che l’attuale normativa considera fiscalmente a carico i membri della famiglia che nel 2010 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Possono essere considerati fiscalmente a carico coniuge e figli indipendentemente dal superamento di determinati limiti di età, anche se non conviventi con il contribuente.

Possono, inoltre, essere considerati a carico, a condizione che convivano con il contribuente, il coniuge legalmente separato, i discendenti dei figli, i genitori, le mogli e i mariti dei figli, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle, i nonni.

Per il coniuge è prevista una detrazione pari a euro 800 decrescente all’aumentare del reddito complessivo, che si azzera se il reddito supera euro 80.000.

Per i figli a carico la detrazione spettante è pari a 800 euro per ciascun figlio di età superiore o uguale a 3 anni e 900 euro per ciascun figlio di età inferiore a 3 anni.

Le detrazioni vanno aumentate di 200 euro per ciascun figlio disabile e di altrettante 200 euro per ciascun figlio per i contribuenti con più di 3 figli a carico.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
Ritorna all'inizio

Lo stalking si allarga anche al condominio


Va punito per stalking chi molesta ripetutamente i condomini di un edificio in modo da produrre in essi uno stato d'ansia. Lo ha stabilito la Cassazione con una innovativa sentenza, la n. 20895 di oggi (si legga il testo integrale sul sito di Guida al diritto), che segna un punto a favore di tutti coloro che si trovano a essere destinatari di molestie, anche solo occasionalmente, in virtù dell'appartenenza a un determinato gruppo sociale. Sia, dunque, per l'appartenenza a un genere, come per esempio l'essere donna, sia nel caso si faccia parte di un particolare consesso, come nel caso di un condominio.

Il reato si configura anche se le persone sono diverse
I giudici di Piazza Cavour, infatti, nel respingere il ricorso di un soggetto affetto da una sindrome maniacale, hanno riconosciuto che non è necessario per integrare la fattispecie del reato di stalking che il comportamento persecutorio sia tenuto verso la medesima persona. «Difatti, - osserva la Corte - la minaccia rivolta ad una persona può coinvolgerne altre o comunque costituirne molestia». Come nel caso di colui che «minacci d'abitudine qualsiasi persona attenda ogni mattino nel luogo solito un mezzo di trasporto per recarsi al lavoro». Per la Suprema Corte è "ineludibile" l'implicazione che «l'offesa arrecata ad una persona per la sua appartenenza ad un genere turbi di per sé ogni altra che faccia parte dello stesso genere». E, dunque, «se la condotta è reiterata indiscriminatamente contro talaltra, perché vive nello stesso luogo privato, sì da esserne per questa ragione occasionalmente destinataria come la precedente persona minacciata o molestata, il fatto genere all'evidenza turbamento in entrambe».

A nulla è servito l'intervento del parroco
Il caso è quello di un uomo di 44 anni della provincia di Torino che aveva più volte minacciato diverse donne residenti nel suo stesso condominio, intimando loro di andarsene. In un caso, una di queste si era anche fatta accompagnare dal parroco affinché dissuadesse lo stalker dal proseguire nei suoi atteggiamenti, ma la presenza del prelato a nulla è servita. Altre volte, l'imputato aveva provocato l'arresto dell'ascensore nel quale avevano trovato rifugio delle signore facenti parte del condominio, o ancora ne aveva "ostentamente" seguita qualcuna. La Cassazione, bocciando il ricorso, ha così confermato la lettura della norma fatta dalla Corte d'appello di Torino per cui «le singole condotte, in quanto ripetute nei confronti di donne di qualsiasi età conviventi nell'edificio le coinvolgesse tutte».

Fonte:ilsole24ore.com (Francesco Machina Grifeo)
Ritorna all'inizio

Istat: marzo, vendite al dettaglio a meno 2%. Gli italiani mangiano meno, crollo alimentari


Gli italiani mangiano meno, leggono meno e comprano meno giocattoli. Secondo i dati Istat relativi alle vendite al dettaglio di marzo 2011, si registra una diminuzione del 2% rispetto a marzo del 2010. In flessione le vendite anche rispetto al mese di febbraio 2011, con una contrazione dello 0,2% e una diminuzione dello 0,3% per gli alimentari e dello 0,2% per i prodotti non alimentari. Ma i dati sono più impietosi se visti nel confronto annuale: rispetto al 2010, infatti, le vendite di prodotti alimentari diminuiscono, in termini tendenziali, del 2,6% e quelle di prodotti non alimentari dell'1,6%.

Per quanto riguarda il valore delle vendite di prodotti non alimentari, a marzo 2011 le variazioni negative di maggiore entità riguardano Cartoleria, libri, giornali e riviste e Giochi, giocattoli, sport e campeggio (-2,4%), Abbigliamento e pellicceria e Mobili, articoli tessili, arredamento (-2,3%). Da segnalare anche il calo del 2% di Dotazioni per l'informatica, telecomunicazioni, telefonia, dell'1,9% per Calzature, articoli in cuoio e da viaggio e dell'1,8% per i prodotti farmaceutici.

Per Federconsumatori e Adusbef, la contrazione annuale del 2% delle vendite al dettaglio rappresenta un "ennesimo dato grave ed allarmante, soprattutto se affiancato a quello fornito dall'Ismea, che registra il crollo dei consumi nel settore alimentare al -3,6%". A fronte di una situazione preoccupante per le famiglie, aggiungono, "continuare a sottovalutare e ignorare questa preoccupante situazione, come sta facendo il Governo, è da veri e propri irresponsabili". Commentano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti: "Piuttosto che pensare a spostare Ministeri, regalare le nostre spiagge, tentare di bloccare referendum o aumentare l'accisa sulla benzina, è necessario che il Governo apra gli occhi sulle condizioni drammatiche in cui vivono le famiglie, intervenendo seriamente per imprimere una svolta a questo preoccupante andamento".

Fonte:helpconsumatori.it (BS)
Ritorna all'inizio

Contribuenti minori: il Decreto Sviluppo cambia i limiti e alimenta confusione


Cambiano le soglie monetarie per essere considerati contribuenti minori. A prevederlo è una norma del Decreto Sviluppo 2011, che eleva i valori indicati nell’articolo 18 del DPR 600 del 1973.

Per essere ammessi al regime della contabilità semplificata agli effetti delle imposte sui redditi il nuovo limite dei ricavi è fissato in euro 400.000 (al posto di euro 309.874,14) per le imprese di servizi, ed euro 700.000 (al posto di 516.456,90) per le imprese esercenti altre attività.

Più opportunità per i piccoli imprenditori. Tuttavia c’è qualcosa che non ci convince. Abbiamo, infatti, la sensazione che la norma abbia generato un po’ di confusione. Vediamo perché.

Il regolamento dei contribuenti minori è disciplinato, fra l’altro, anche da due norme: il DPR 600/73 e il DPR 633/72.

Il DPR 600/73 prevede la tenuta della contabilità semplificata per le imprese minori, ossia per quelle società che non superano i limiti precedentemente indicati: si assumono come ricavi del periodo d’imposta i corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione nel periodo stesso ai fini IVA.
Ciò vorrebbe dire che un’impresa che, nel corso di un esercizio, abbia emesso fatture d’acconto per importo complessivo superiore al limite stabilito, si troverà esclusa dal regime di contabilità semplificata pur non avendo fatturato alcun ricavo (in quanto, contabilmente, la fattura di acconto incide esclusivamente sullo Stato Patrimoniale)!

La disciplina è paradossale al punto da aver spinto nel 1984 l’amministrazione finanziaria a definirla inefficace.
Ma andiamo avanti.

Anche il DPR 633/72 prevede semplificazioni in materia di fatturazione e registrazione delle operazioni, nei medesimi limiti previsti dal DPR 600/73.
Qui sorge il dubbio , poiché il Decreto Sviluppo modifica solo i limiti del DPR 600/73 mentre non fa menzione dei limiti relativi al DPR 633/72.

E’ auspicabile che venga creata omogeneità fra le due normative poiché, qualora l’intento del legislatore fosse questo, ci si troverebbe nel mezzo di una situazione paradossale che alimenterebbe confusione e creerebbe nei confronti degli imprenditori un senso di disorientamento in merito alla normativa in questione.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
Ritorna all'inizio

Contributi on line per i geometri: pronti 29 codici per la riscossione


Gli iscritti potranno effettuare i versamenti a favore della Cassa professionale attraverso l’F24 Accise
Operativi dal prossimo 6 giugno i codici tributo utilizzabili dai geometri liberi professionisti per versare, anche tramite compensazione, i contributi previdenziali e assistenziali dovuti alla Cipag, che, da quest’anno, trovano evidenza nella dichiarazione dei redditi, in una sezione ad hoc del quadro RR di Unico Persone fisiche.
Ad istituirli, la risoluzione n. 58/E del 24 maggio.

Trova così piena attuazione pratica la convenzione firmata lo scorso 21 aprile tra l’Agenzia delle Entrate e la Cassa italiana di previdenza ed assistenza dei geometri liberi professionisti.
Si tratta di una notevole semplificazione per gli iscritti alla Cipag che potranno utilizzare il canale telematico per procedere anche ai versamenti del contributo soggettivo minimo, del contributo soggettivo in autoliquidazione, del contributo integrativo minimo, del contributo di maternità e degli eventuali interessi e sanzioni.

Sono 29 i codici tributo messi in campo dall’Agenzia; devono essere indicati nella sezione “Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione” del modello F24 Accise.
Il campo “ente” va sempre valorizzato con la lettera “G”, mentre non sono da compilare i campi “prov.” e “mese di riferimento”. Il “codice identificativo”, infine, è dato dal numero di matricola dell’iscritto, seguito da una cifra decimale che indica il numero della rata a cui si riferisce il pagamento e da un’altra cifra decimale che rappresenta il numero complessivo delle rate (si scrive la cifra zero se il pagamento avviene in unica soluzione).

Fonte:nuovofiscooggi.it
Ritorna all'inizio

Nuove regole Adsl, cellulari e telefoni per cambio operatore e qualità del servizio


25/05 ; Entra oggi in vigore il pacchetto di diritti garantiti per gli utenti di servizi web e telefonici, Telecoms Package, che garantirà maggiori diritti a chi usufruisce di servizi internet e telefonici ma, di fronte a questa novità, l’Italia resta ancora indietro.

Le nuove regole entrano in vigore da oggi ma il nostro Paese non le ha ancora recepite e rischia una sanzione da parte dell’Ue, pronta a punire tutti i Paesi ritardatari. Il legislatore italiano dovrà, dunque, affrettarsi a recepire il Telecoms Package.

Finora in Europa lo hanno fatto solo i governi di Danimarca ed Estonia, ma la Commissione europea prevede che lo faranno altri otto-nove Paesi entro questa settimana.

I nuovi diritti del Telecoms Package riguardano il rapporto tra utenti e operatori, stabiliscono la possibilità di cambiare operatore con portabilità del numero, fisso e mobile, in un solo giorno, assicurano maggiore trasparenza sulle offerte internet, per cui gli operatori dovranno indicare i livelli di qualità minimi e rimborsi o compensazioni in caso di inadempimento e informare l'utente se applicano tecniche di gestione traffico, con cui rallentano per esempio il traffico peer-to-peer, VoIP e quello degli utenti che scaricano troppi dati.

L’Agcom, per esempio, ha giù imposto agli operatori di indicare numerosi parametri minimi di qualità, anche se per ora solo sulle offerte adsl e per chi non li rispetta c'è solo l'obbligo a concedere la disdetta gratuita.

Il Telecom Package comprende anche norme che impattano sulla concorrenza tra operatori: danno, per esempio, alle Autorità tlc nazionali, come Agcom, il potere di separare la rete degli operatori dominanti (come Telecom Italia), mentre la Commissione si attribuirà il nuovo potere di emettere una raccomandazione alle Autorità nazionali, per modificarne le decisioni che reputa pericolose per la concorrenza e il mercato.

Fonte:businessonline.it (Marcello Tansini)
Ritorna all'inizio

Ocse: Nel 2011 si rafforza il Pil mondiale. In Italia ripresa lenta ma continua


"La lenta ripresa dell'Italia dovrebbe continuare con una crescita che nel 2012 dovrebbe rafforzarsi". E' il giudizio espresso dall'Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica (Ocse) nell'Economic Outlook diffuso oggi, in cui ipotizza per il 2012 una crescita del Pil italiano dell'1,6 %, più alto dell'1,1% stimato per l'anno in corso. Inoltre, "si rafforza la ripresa da quella che è stata la recessione più profonda degli ultimi decenni" grazie anche alla crescita della domanda finale, ma i "progressi restano diseguali" da Paese a Paese. E per il 2011 l'Ocse prevede una crescita globale del Pil del 4,20%, che il prossimo anno potrebbe salire al 4,60%. Il dato di questa "ripresa a più velocità", tuttavia, si scontra con un "tasso di disoccupazione che resta alto nella maggior parte dei Paesi Ocse": in media la percentuale di senza lavoro è stimata in calo dall'8,3% del 2010 al 7,9 quest'anno e al 7,4% nel 2012. Nella presentazione del rapporto, il capo economista dell'organizzazione, Pier Carlo Padoan, sottolinea anche "la crescita delle aspettative di inflazione", più forti nei Paesi non Ocse, a causa della forte domanda interna e dei consistenti flussi di capitale.
Nei Paesi Ocse - dove quest'anno l'aumento del Pil è stimato al 2,3% (+2,8 nel 2012) - la crescita dei prezzi dovrebbe attestarsi al 2,3% quest'anno e all'1,7 nel 2012. Per l'Eurozona tanto nel 2011 che nel 2012 la crescita del Pil è stimata al 2,0% annuo, un livello più basso del +2,6% e +3,1 rispettivamente stimato per gli Stati Uniti. Quanto al Giappone, la previsione - alla luce delle conseguenze del terremoto dello scorso 11 marzo - è di un calo del Pil dello 0,9% quest'anno seguito da una ripresa del 2,2 nel 2012. Un importante contributo a questa ripresa dovrebbe arrivare dalla crescita del commercio globale che nel 2011 dovrebbe segnare un +8,1% su base annua e salire a +8,4 il prossimo anno. Un elemento di rischio, invece arriva dalle "debolezze fiscali in aumento nell'Eurozona, nonostante consistenti sforzi di aggiustamento nei Paesi periferici". Il rapporto dell'Ocse sottolinea come l'impatto di questi interventi di aggiustamento potrebbe "indebolire in modo significativo la ripresa, magari scatenando dinamiche di stagflazione in alcune economie avanzate". A livello Ocse, il disavanzo dei conti pubblici potrebbe passare dal 7,7% del Pil del 2010 al 6,7% del 2011 per scendere il prossimo anno al 5,6.

Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio

Segreteria.org, 7 euro per ascoltare una voce registrata. UNC denuncia caso all'Antitrust


Segreteria telefonica fantasma a pagamento. E' il nuovo caso di truffa ai consumatori denunciato dall'Unione Nazionale Consumatori. "Sette euro per ascoltare una voce registrata in una segreteria telefonica sono davvero troppi - dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell'UNC, dando voce alle numerose segnalazioni giunte all'Associazione da parte di consumatori che hanno pagato profumatamente per ascoltare un fantomatico messaggio telefonico.

"In tanti ci sono cascati - spiega Dona - perché hanno ricevuto sul loro telefonino un sms che li avvertiva di un messaggio urgente in segreteria. Poi però richiamando il numero si sono accorti che si trattava di un'utenza 899, ma ormai era troppo tardi! Come se non bastasse - prosegue il Segretario generale - nel messaggio si faceva riferimento al sito segreteria.org: cercandolo sul web è chiaro che questo indirizzo non ha nulla a che fare con la telefonia, visto che si tratta di un portale di incontri a pagamento e chat". "L'Unione Nazionale Consumatori ha già segnalato il caso all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato affinché sia fatta chiarezza e vengano rimborsati gli utenti coinvolti. Intanto - conclude Dona - ricordiamo ai consumatori di non pubblicare mai il proprio numero di cellulare su Internet e di non fidarsi dell'attivazione di servizi di telefonia non richiesti".

Fonte:helpconsumatori.it (GA)
Ritorna all'inizio

Crisi, Corte Conti: persi 160 mld. Impossibile qualsiasi taglio tasse


La stima nel Rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica. Con la grande recessione si calcola una perdita permanente del Pil di 140 miliardi a fine 2010 che salirà a 160 nel 2013. Per rispettare i vincoli Ue, l'Italia dovrà ridurre il debito di circa 46 miliardi l'anno. Il fenomeno evasivo in Italia ha raggiunto "un livello di punta nel panorama europeo". Moody's conferma il rating sull'Italia. Tremonti: ''Il Paese ha tenuto''. Istat: mezzo milione di occupati in meno nel biennio 2009-2010. Le donne pilastro del welfare, retribuite il 20% in meno e 'licenziate' per gravidanza

La grande recessione del 2008-2009 porterà a una perdita permanente del Pil a fine 2010 di 140 miliardi che è prevista crescere a 160 miliardi nel 2013. Le stime sono contenute nel Rapporto 2011 della Corte dei Conti sul coordinamento della finanza pubblica.

E per rispettare i vincoli Ue, l'Italia dovrà ridurre il debito di circa 46 miliardi l'anno. La magistratura contabile sottolinea come vada tenuto conto delle implicazioni dell'inasprimento dei vincoli europei, ed in particolare della nuova regola secondo la quale i Paesi che registrano un rapporto tra debito pubblico e Pil superiore al 60% dovranno ridurre lo scarto fra il dato effettivo e questo valore soglia di un ventesimo all'anno, che per l'Italia corrisponde al 3% l'anno, pari a circa 46 miliardi.

Nel rapporto le simulazioni evidenziano come con l'ipotizzata continuazione di tassi di crescita "molto modesti, il rispetto dei vincoli Ue richieda un aggiustamento di dimensioni paragonabili a quello realizzato nella prima parte degli anni '90 per l'ingresso nella moneta unica". Tuttavia, a differenza di allora, sottolinea la Corte dei Conti, "gli elevati valori di saldo primario andrebbero conservati nel lungo periodo rendendo permanente l'aggiustamento sui livelli della spesa, oltre che impraticabile qualsiasi riduzione della pressione fiscale, con la conseguente obbligata rinuncia a esercitare per questa via un'azione di stimolo sull'economia".

E' necessario "accelerare e completare il percorso di ricognizione, riflessione e proposta di recente avviato dal governo, in vista di una riforma complessiva del sistema impositivo", sottolinea la Corte dei Conti che evidenzia inoltre l'opportunità di legare la riforma all'attuazione del federalismo fiscale. In questo quadro, secondo la magistratura contabile, si potranno "certamente verificare anche gli spazi di manovra per un incisivo processo di ridimensionamento di esenzioni e di agevolazioni, finalizzato all'ampliamento delle basi imponibili".

Sono stati "significativi" i risultati conseguiti attraverso gli strumenti di contenimento della spesa. Cui però è associata la "principale distorsione" di una evoluzione "non bilanciata, con la concentrazione dei tagli della spesa in conto capitale". E si evidenzia un "andamento sostanzialmente invariato della spesa per interessi", il vistoso rallentamento della crescita della spesa corrente primaria, con un incremento nel 2010 dell'1,3% mentre le spese in conto capitale si riducono di oltre il 18%.

Anche la spesa sanitaria, rileva la Corte dei Conti, nel 2010 è stata inferiore alle previsioni: le uscite complessive hanno raggiunto i 113,5 miliardi, inferiore di oltre 1,5 miliardi al dato previsto per l'anno. L'incidenza in termini di Pil si conferma, tuttavia, sui livelli del 2009: il 7,3% mentre è in crescita il peso sul complesso della spesa sanitaria.

C'è poi il fenomeno evasivo che in Italia ha raggiunto "un livello di punta nel panorama europeo", con l'eccezione della Grecia e della Spagna. Nel rapporto si sottolineano gli "importanti risultati conseguiti e l'opportunità di continuare a rafforzare l'azione di contrasto", ma allo stesso tempo va prestata "particolare attenzione alle condizioni da rispettare per consentire allo strumento di essere utilizzabile anche negli anni a venire". In prospettiva, secondo la magistratura contabile, gli effetti finanziari del contrasto fiscale, nel futuro, "potranno continuare ad essere determinanti nella misura in cui si riuscirà a trovare il necessario equilibrio tra azione repressiva e induzione della tax compliance".

Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio

Pensioni anticipate per attività usuranti: dal 26 maggio via alle domande


La recente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 67/2011 ha dato il via libera alla presentazione delle domande per essere ammessi al beneficio del pensionamento anticipato.

Il decreto è rivolto ai soggetti che svolgono lavori usuranti ossia quelli individuati dal Dm 19 maggio 1999: lavori in galleria, cave o miniere, sotterranei, fondali, ambienti ad alte temperature, cassoni ad aria compressa, spazi ristretti nonché lavori di asportazione amianto e di lavorazione del vetro cavo.

Rientrano fra le attività usuranti anche quelle in serie, contraddistinte da un ritmo determinato dalla misurazione di tempi di produzione e caratterizzate dalla ripetizione dello stesso ciclo lavorativo su parti staccate di un prodotto finale.

Il lavoro notturno è considerato usurante se svolto 6 ore a notte per almeno 78 notti l’anno ovvero se svolto tutto l’anno per almeno 3 ore tra la mezzanotte e le 5. Il Dl 67/2011, infine, include fra le attività usuranti anche quella dei conducenti di veicoli di almeno 9 posti adibiti a servizio di trasporto pubblico collettivo.

Il decreto entrerà in vigore il prossimo 26 maggio e offre la facoltà di andare in pensione ai soggetti che hanno svolto attività usuranti per almeno 7 degli ultimi 10 anni.

I termini per la presentazione delle domande variano in base a quando sono maturati i requisiti.
Se maturati prima della pubblicazione del decreto in Gazzetta (o comunque entro il 31 dicembre 2011), la scadenza è fissata al 30 settembre 2011.
Dal prossimo anno, invece, la domanda dovrà essere presentata entro il 1° marzo dell’anno di maturazione dei requisiti.
Resta inteso che il ritardo nella presentazione della domanda comporta il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico.

Le domande dovranno essere corredate dagli elementi di prova necessari ad attestare lo svolgimento di lavoro usurante ossia documenti con data certa rilasciati dal datore di lavoro comprovanti lo svolgimento del lavoro usurante. Entro il 24 luglio il Ministero del Lavoro dovrà specificare, tramite decreto, le tipologie di documenti che possono essere prodotte.

Con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, infine, diventa operativo l’obbligo del datore di lavoro di informare per iscritto i servizi ispettivi della direzione provinciale del lavoro competente per territorio dell’esecuzione di lavoro notturno svolto in modo continuativo o compreso in regolari turni periodici.

Fonte:blog.pmi.it (Nicola Santangelo)
Ritorna all'inizio

Legge 488/92; Le imprese finanziate vivono di più


Le «nuove» imprese del Mezzogiorno, che hanno beneficiato della legge 488/92 vivono in media significativamente più a lungo delle imprese, che non ne hanno goduto.

Sono queste le principali considerazioni che emergono da una ricerca statistica commissionata dalla direzione generale per l'incentivazione delle Attività imprenditoriali del ministero dello Sviluppo economico finalizzata a valutare gli effetti della legge 488/92 su natalità e mortalità delle nuove imprese.

La pubblicazione, diffusa in questi giorni sul sito internet del ministero, è nata proprio con lo scopo di stabilire se l'incentivo avesse effetto sulla durata delle neoimprese manifatturiere. Lo studio ha riguardato un insieme di 1.910 imprese nate grazie alla Legge 488/92 in un arco temporale che ha riguardato nove diversi bandi dedicati al settore industriale, rapportate con oltre 2.400 imprese che sono nate senza godere degli stessi incentivi ma che hanno simili caratteristiche. Lo studio prende in considerazione un periodo di oltre 14 anni.

Sopravvivono oltre tre imprese agevolate su quattro. Il 78% delle nuove imprese finanziate dalla Legge 488/92 risulta sopravvissuto, mentre per le imprese non finanziate il dato si ferma al 51%. Mentre per le imprese non agevolate il 4° anno di vita è quello più critico e che presenta il maggior numero di «eventi negativi», questo momento critico si sposta oltre l'ottavo anno per le imprese che hanno ottenuto l'agevolazione, mentre la probabilità di sopravvivere almeno 5 anni per un'impresa non agevolata è del 75%, per un'impresa agevolata è quasi prossima al 100%; a 10 anni, invece, scende al 50% per le imprese non agevolate e a 85% per quelle agevolate; infine, verso la fine del periodo di osservazione, un'impresa agevolata ha più del doppio di probabilità di sopravvivere rispetto a un'impresa non agevolata (rispettivamente 55% contro 21%).

Per le imprese agevolate, quindi, la probabilità di arrivare e andare oltre il quinto anno di vita è superiore del 10% circa rispetto alle non agevolate, del 20% al decimo anno e arriva al 30% al quattordicesimo.

Il 90% delle nuove imprese è in Sud Italia. La collocazione geografica delle imprese vede una massiccia presenza nelle regioni dell'Obiettivo «Convergenza» per il periodo 2007-13, quasi il 90% delle imprese coinvolte nello studio. Per quanto riguarda la forma giuridica, la tipologia maggiormente presente è quella delle società a responsabilità limitata (srl) con quasi il 65% del totale delle imprese analizzate, seguita dalle società in accomandita semplice (sas) con il 21,4% e dalle società in nome collettivo (snc) con il 10%. Il rimanente 5% circa è rappresentato dalle rimanenti forme giuridiche. La piccola imprese costituisce il 98% dei casi, come facilmente intuibile considerato che trattasi di nuove imprese; di contro, la grande impresa è rappresentata per lo 0,6% sul totale delle imprese analizzate. Le imprese del settore manifatturiero rappresentano più del 50% delle aziende, seguono i servizi di informazione e comunicazione (8,4%) e le costruzioni (5,6%).

Fonte: Italia Oggi
Ritorna all'inizio

Social Network e chat e aziende italiane: Web 2.0 e Weconomy


L'uso di Skype, Linkedin, Facebook all'interno delle imprese favorisce la trasparenza e la collaborazione, purchè che i manager adottino strategie che vadano in questa direzione: a rivelarlo è un’indagine del CFMT, che sarà presentata il 24 maggio a Milano, in occasione del Weconomy Day, organizzato da Logotel e dal Centro Formazione Management del Terziario (CFMT).

Secondo l'indagine che ha coinvolto un campione di oltre 1.000 imprese dei servizi e del commercio, il 20% delle aziende italiane del terziario utilizza le chat e e i social network, la più usata in azienda è Skype (48%), seguita da Linkedin (36,8%), Facebook (29,8%), Youtube (26,4%), e infine dalle piattaforme wiki (19%) e dai blog (17,3%).

L’indagine sottolinea, inoltre, che si tratta di percentuali destinate ad aumentare in futuro.Secondo molti manager, le nuove piattaforme tecnologiche possono contribuire all'emersione dei talenti all'interno delle realtà aziendali, perchè ‘il web 2.0, i social network e la generazione digitale stanno facilitando e imponendo nuove pratiche’, scrive Giuliano Favini, amministratore delegato di Logotel, nella prefazione di Weconomy, di Isaac Mao.

Le piattaforme di social network adottate all'interno dell'azienda provocano davvero risultati positivi, a patto che si seguano una serie di regole: per i manager innanzitutto bisogna spiegare la promessa della piattaforma ai partecipanti (69%), garantire trasparenza sulle decisioni chiave e sui financial metrics (58,8%) e creare o eleggere una community governance board, così da orientare e revisionare le principali decisioni politiche e strategiche (45,9%).

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio

I laureati lavorano meno dei diplomati


Il Censis sottolinea come la laurea non sia da tempo una garanzia di occupazione, al contrario di quanto avviene nel resto d'Europa

Il Censis avverte che il trend sta cambiando, il nostro paese sta sperimentando lo strano fenomeno dei giovani “overqualified” ovvero troppo qualificati per il lavoro che richiedono. In un’audizione presso la commissione Lavoro della Camera dei Deputati, il Direttore del Censis Giuseppe Roma sottolinea come i laureati italiani abbiano maggiori difficoltà nel trovare un lavoro rispetto ai diplomati e rispetto ai laureati degli altri paesi europei: “In Italia la laurea non paga. I nostri laureati - ha aggiunto il direttore - lavorano meno di chi ha un diploma, meno dei laureati degli altri Paesi europei, e con il passare del tempo questa situazione è pure peggiorata”.

Solo il 66,99% dei laureati di 25-34 anni lavora nel nostro Paese, contro una media europea dell’84%, l’87,1% registrato in Francia, dell’88% della Germania, e dell’88,5% registrata nel Regno Unito. Il tasso di occupazione tra i laureati italiani di 25-34 anni è dunque più basso di quello dei diplomati della stessa fascia di età ( il cui tasso occupazionale arriva al pur non esaltante 69,5%).

Nel 2007 questo valore era al 71,3% dunque è disceso di 1.4 punti percentuali nel periodo di crisi. Inoltre si è verificato l’effetto “parcheggio” della laurea 3+2: dati i tempi prolungati dei diversi cicli formativi, l’ingresso nel mercato del lavoro per i giovani italiani è ritardato rispetto agli altri Paesi europei. Basti pensare che nella classe di età 15-24, il 59,5% risulta ancora in formazione, dato che nella media UE arriva al 53,5%. In questa fascia nel nostro Paese gli occupati sono il 20,5% rispetto al 34,1% della media europea, il 46,2% della Germania e il 47,6% del Regno Unito.

Vi è poi una fascia particolarmente preoccupante costituita dai giovani che non mostrano interesse né nello studio, né nel lavoro: in Italia questi soggetti arrivano ad una percentuale del 12,1% rispetto al 3,4% della media europea. Uno scenario a dir poco disastroso, insomma.

Duurante l’audizione il direttore Roma ha avanzato alcune proposte volte a migliorare l’occupabilità delle nuove generazioni: in primo luogo secondo il direttore del Censis sarà necessario “Anticipare i tempi della formazione e metterla in fase con le opportunità di lavoro: la laurea breve dovrà sempre più costituire un obiettivo conclusivo nel ciclo di apprendimento”. Inoltre occorre stimolare l’iniziativa imprenditoriale: “Non solo lavoro dipendente, ma soprattutto iniziativa imprenditoriale, professionale e autonoma: bisogna detassare completamente per un triennio le imprese costituite da almeno un anno da parte di giovani con meno di 29 anni”.

Infine un’osservazione è rivolta al ricambio generazionale in azienda: “Si potrebbe introdurre un meccanismo per il quale l’azienda che assume due giovani con alti livelli di professionalità potrà essere aiutata a collocare un lavoratore a tempo indeterminato non più giovane, dopo opportuni corsi di formazione, in altre unità produttive, rimanendo il costo della formazione in capo ai soggetti pubblici”.

Fonte:i-dome.com
Ritorna all'inizio

Impianti Domestici; Fotovoltaico di piccola taglia: premi fino a 1 MW


Il quarto conto energia ha riservato una particolare attenzione ai piccoli impianti fotovoltaici, facendo leva sul mantenimento di tariffe generose, sulla previsione di incrementi premiali della tariffa per ai piccoli impianti, nonché sulla previsione di un regime semplificato di ammissione.

Sono piccoli impianti fotovoltaici quelli che - avendo una potenza sino ad 1 MW - vengono realizzati su edifici, nonché gli impianti fotovoltaici collocati a terra che, avendo una potenza non superiore a 200 kW, cedono l'energia prodotta alla rete secondo lo schema contrattuale dello scambio sul posto. Anche a prescindere dalla potenza, sono in ogni caso considerati piccoli gli impianti realizzati su edifici o aree di proprietà della Pa. I piccoli impianti possono usare tanto moduli e tecnologie tradizionali, quanto - se integrati in edifici - avere caratteristiche innovative o usare le tecnologie di concentrazione della radiazione solare (e quindi rientrare nelle maggiori tariffe riservate previste dai titoli III e IV del Dm 5 maggio 2011). Dal 2013 gli impianti collocati a terra, salvo che insistano su aree della Pa, usciranno dal novero dei piccoli impianti, perché per gli impianti che entrano in esercizio da quella data in poi il quarto conto energia prevede l'incompatibilità delle tariffe omnicomprensive col regime dello scambio sul posto, che è invece uno dei requisiti affinché gli impianti collocati a terra rientrino nel novero dei piccoli impianti. I piccoli impianti sono ammessi al conto energia senza limiti di costo, se entrano in esercizio entro il 31 dicembre 2012 e ricevono per 20 anni la tariffa prevista per il relativo scaglione di potenza nel mese in cui entrano in esercizio. Per gli impianti entrati in esercizio dal 2013 in poi, invece, si applicheranno le riduzioni delle tariffe previste nel Dm 5 maggio 2011, laddove fossero superati i costi indicativi ivi previsti per ciascun periodo (complessivamente 1.361 milioni di euro dal 2013 al 2016).

I piccoli impianti vengono spesso realizzati senza autorizzazione unica. Con il quarto conto energia diventa necessario che alla richiesta di ammissione al conto energia sia allegata una dichiarazione del Comune con cui viene attestato che il titolo usato al posto dell'autorizzazione unica (Dia, Pas o comunicazione in edilizia libera) è idoneo a realizzare l'impianto. Inoltre, ai fini della determinazione del livello di tariffa applicabile, più impianti in qualsiasi modo riconducibili a un unico soggetto responsabile, laddove siano localizzati nella medesima particella catastale, o su particelle contigue, si intendono come un unico impianto di potenza cumulativa.

Quanto ai regimi premiali, per incentivare l'uso efficiente dell'energia, i piccoli impianti sugli edifici possono beneficiare di una maggiorazione della tariffa: il bonus è pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia derivante dagli interventi migliorativi delle prestazioni energetiche dell'edificio su cui l'impianto fotovoltaico è installato. Gli interventi devono essere individuati prima di essere eseguiti in una certificazione energetica, effettuati sull'involucro edilizio e confermati in una nuova certificazione energetica dell'edificio. Per i piccoli impianti realizzati su edifici di nuova costruzione la maggiorazione arriva al 30%, se le prestazioni energetiche per il raffrescamento estivo e per la climatizzazione invernale dell'involucro sono inferiori ai minimi di legge di almeno il 50%. In alternativa al premio per l'uso efficiente dell'energia, la tariffa può essere incrementata del 5% per i piccoli impianti, realizzati da Comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti.

Fonte: Il Sole 24 Ore - Norme e tributi
Ritorna all'inizio

Sistri, allo studio la sospensione delle sanzioni


Niente multe e sequestri se la mancata adozione del Sistri non dipende da negligenze o da violazioni commesse dalle imprese

Sospensione delle sanzioni per le imprese che non hanno adottato la procedura Sistri (Sistema elettronico di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi) per motivi che non dipendono dalla loro volontà.

Sarebbe questa l'ipotesi allo studio del ministero dell'Ambiente che giovedì scorso ha incontrato le organizzazioni imprenditoriali (Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle cooperative e Confapi) preoccupate per i malfunzionamenti e le disfunzioni registrate nel corso del click day dell'11 maggio (leggi tutto).

Le imprese: il Sistri non è abbastanza collaudato

Le associazioni imprenditoriali, in una lettera inviata lunedì scorso al presidente del Consiglio e al ministro dell'Ambiente, hanno evidenziato che al momento il sistema Sistri non è utilizzabile in quanto non sufficientemente collaudato, e hanno chiesto a gran voce un'ulteriore proroga della sua entrata in vigore (sarebbe il terzo rinvio) prevista per il prossimo 1° giugno. Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, pare però contraria a un nuovo slittamento; i tecnici del ministero starebbero invece pensando di introdurre (attraverso un decreto ministeriale) una serie di esenzioni alle sanzioni – previste per le imprese che non hanno adottato la procedure Sistri – nei casi in cui la mancata adozione del sistema non dipenda da negligenze o da violazioni commesse dai soggetti obbligati.

Il Governo: il sistema parte il 1° giugno

La data per l'entrata a regime del Sistri resterebbe quindi il 1° giugno prossimo, come d'altronde confermato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, nel question time di mercoledì alla Camera (leggi tutto).

Interrogazione chiede rinvio al 2012

Nel frattempo una nuova richiesta di rinvio del Sistri è stata avanzata venerdì scorso dal senatore leghista Sergio Divina, presidente della commissione del Senato per il controllo dei prezzi e delle tariffe. In una interrogazione presentata al ministero dell’Ambiente Divina ha chiesto di “prorogare la data di entrata in vigore del Sistri, almeno al 2012, valutare l'esigenza di avviare il sistema dopo un preventivo periodo di prova e di validazione prima della sua nuova entrata in vigore e di sospendere le richieste di contributo alle imprese”, poiché il Sistri “non funziona e sta dando tanti problemi alle imprese”.

“Le istituzioni, il ministero da mesi sono sorde agli allarmi lanciati dalle categorie – ha denunciato il senatore leghista - sugli intoppi che le aziende incontravano nell’utilizzo dello strumento. Centinaia di migliaia di artigiani sono stati chiamati, a fine aprile, a pagare una seconda volta per un sistema che, non ha mai funzionato. Non v'è dubbio che si debbano avviare le procedure di recupero delle cifre che le imprese hanno ingiustamente pagato nel 2010 e nel 2011, e assieme alle organizzazioni di categoria avviare una profonda revisione dell’intero impianto normativo del Sistri”.

Divina ricorda che nel giorno della simulazione “i pochi che hanno avuto accesso al sito quasi sempre inaccessibile non sono poi riusciti ad andare oltre utilizzando la chiavetta Usb per l’operatività del sistema. Impossibilità ad effettuare iscrizioni di nuove aziende, call center che non risponde, impossibilità di aggiornamento delle chiavette con il nuovo browser. Un solo server per 350 mila punti di accesso pare effettivamente sproporzionato. Non possiamo certo permetterci – ha aggiunto il senatore - di renderci ostili la totalità dei piccoli imprenditori italiani, che già in qualche parte del Paese paventano azioni di rivendicazione quali ‘class action’ nei confronti del ministro dell'Ambiente”.

Fonte:casaeclima.com
Ritorna all'inizio

Edilizia; Una semplificazione per il 36%


Non più necessari ai fini della fruizione della detrazione del 36%, l'invio preventivo della comunicazione al Centro operativo di Pescara e l'indicazione della manodopera, sicuramente per le spese sostenute nel corso del 2011, ma con qualche perplessità per i periodi pregressi, compreso il 2010.

Con le lettere q) e r), inserite nell'articolo 7, del di 13/05/2011 n. 70, in vigore dal giorno successivo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 13/05/2011 n. 110, il legislatore tributario ha apportato importanti modifiche alla disciplina sulla detrazione (36%) destinata a favorire le ristrutturazioni edilizie, senza contemplare una precisa decorrenza.

Preliminarmente, è opportuno evidenziare che la detrazione, Irpef del 36% (inizialmente al 41%) è stata introdotta dall'articolo 1, della legge n. 449/1997 ed è rimasta sempre attiva per effetto delle numerose proroghe succedutosi, addirittura fino al 31/12/2012 per effetto del comma 10, dell'art. 2, della legge n. 191 del 2009 (Finanziaria 2010). La fruizione della detrazione del 36% era condizionata dalla preventiva presentazione della comunicazione al Centro operativo di Pescara e dall'indicazione della manodopera in fattura, oltre all'effettuazione dei pagamenti mediante bonifico e alla possibile presentazione della comunicazione alla ASL competente.

Il dl sviluppo, al fine di semplificare le procedure a favore dei soggetti che intendono beneficiare di tale detrazione per l'esecuzione degli interventi di ristrutturazione edilizia, ha introdotto le due semplificazioni enunciate, posta la necessità di mantenere, a disposizione degli enti accertatori, i documenti quali la copia della concessione o dichiarazione d'inizio lavori, i dati catastali dell'immobile, le ricevute di pagamento dell'Ici se dovuta e, alla presenza di lavori condominiali, copia della delibera dalla quale emerga la tabella millesimale per la ripartizione delle stesse (c.m. 122/E/2009 § 4.6), indicando i dati catastali identificativi dell'immobile e gli eventuali estremi della registrazione dell'atto che costituisce titolo di possesso dell'unità immobiliare nella dichiarazione dei redditi (c.m. n. 121/E/1998).

Purtroppo, però, il legislatore non ha indicato alcuna decorrenza della semplificazione, con la conseguenza che si pone il problema se tale semplificazione, con una sorta di favor rei, può essere estesa anche a quelle situazioni pregresse per le quali il contribuente non aveva ottemperato agli obblighi prescritti per la fruizione, non indicando, per esempio, il costo della manodopera (c.m. 11/E/2007 § 3.2) o non inviando la comunicazione preventiva al centro operativo che, con la precedente disciplina, comportava la decadenza dell'agevolazione.

L'Agenzia delle entrate (r.m. 166/E/1999 e ani. 24/E/2004 § 1.2) aveva precisato che la dichiarazione poteva essere inviata anche successivamente alla data d'inizio lavori purché entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi, relativa al periodo d'imposta nel quale s'intende fruire della stessa detrazione.

Si ritiene, però, che trattandosi di una mera agevolazione, ancorché il contribuente abbia rispettato tutte le altre condizioni, in assenza dell'invio della comunicazione al centro operativo (o di omessa indicazione specifica del costo della manodopera), in attesa di un auspicato e specifico chiarimento delle Entrate, la semplificazione sia da applicare limitatamente alle spese per ristrutturazione sostenute nel corso del 2011 e non anche a quelle pregresse, ancorché si tratti di lavori che si protraggono da più anni, tenendo conto della necessità di spalmare la detrazione in modo differenziato (5 anni per le spese sostenute fino al 2010, 10 anni per quelle sostenute dal 2011).

Tale assunto è sostenuto dalla combinazione della data di decorrenza delle disposizioni inserite nel di (14/05/2011), dalla mancata indicazione nel decreto di una precisa decorrenza e/o di una sanatoria per le omissioni riferite ai periodi pregressi, nonché da quanto precisato dai precedenti chiarimenti dell'agenzia con i quali, come detto, è stato reso possibile usufruire della detrazione, purché la prevista comunicazione fosse inviata, ancorché successivamente alla data di inizio lavori, entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta nel quale il contribuente vuol ottenere il beneficio; per quanto indicato, al limite e solo se detta indicazione sarà esplicitamente confermata dall'Amministrazione finanziaria, potrebbero rientrare le spese sostenute nel 2010, stante il fatto che la dichiarazione dei redditi deve essere ancora presentata (in via telematica il prossimo 30/09).

Fonte: Italia Oggi
Ritorna all'inizio

Bonus fiscali energetici: ammortamento in dieci anni dall'Unico 2012


Ancora per quest'anno le detrazioni saranno suddivise in 5 anni fiscali per tutti i soggetti IRES

I soggeti IRES saranno anche quest’anno abilitati a recuperare il bonus del 55% relativamente ai costi sostenuti per interventi di riqualificazione energetica sui loro immobili attraverso una capitalizzazione in cinque rate annuali di pari importo. Cambia invece la modalità di attivazione a partire dal 2012. L’Unico del prossimo anno prevedrà difatti la distribuzione in dieci anni del bonus.

Per quanto riguarda l’agevolazione essa potrà essere utilizzata dai titolari di reddito d'impresa solo per gli interventi eseguiti su fabbricati strumentali utilizzati nell'esercizio della propria attività imprenditoriale. Sussiste il requisito della strumentalità quando tali immobili hanno come destinazione d’uso unica attività tipicamente imprenditoriali, offero non sono suscettibili di creare un reddito autonomo ma sono inseriti nel compresso aziendale.

Sono suddivisibili in 4 categorie gli interventi agevolati:
Prima categoria: interventi di riqualificazione energetica "globale" di edifici esistenti. Per tali immobili la detrazione massima prevista è di 100mila euro. Gli interventi devono evidenziare un indice di prestazione energetica relativa alla climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nell'allegato C del DM 19-2-2007
Seconda categoria: interventi sull'involucro degli edifici, riguardanti le strutture opache orizzontali e verticali (dunque coperture e pavimenti) e le finestre, compresi i relativi infissi. Per tale intervento la detrazione massima prevista è di 60mila euro.
Terza categoria: installazione di pannelli solari dedicati alla produzione di acqua calda ad uso domestico o industriale; gli interventi devono essere orientati alla copertura del fabbisogno di acqua calda ad esempio in strutture sportive, piscine, istituti scolastici ed università, case di ricovero e cura e più in generale tutte le strutture e servizi in cui è richiestala produzione di acqua calda. In questo caso la detrazione fiscale massima prevista è anche in questo caso di 60mila euro.
Quarta categoria: interventi per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e per la relativa messa a punto del sistema di distribuzione. La detrazione massima di questo tipo di intervento è di 30mila euro.

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate l'obbligo di effettuare il pagamento mediante bonifico è espressamente escluso per i soggetti esercenti attività di impresa, perché il momento effettivo del pagamento della spesa non assume rilevanza per la determinazione di tale tipologia di reddito. Difatti ai fini del reddito d'impresa, il momento di imputazione dei costi si verifica alla data in cui sono ultimate le prestazioni e, per i beni mobili, alla data di consegna o spedizione, salvo che sia diversa e successiva la data in cui si verifica l'effetto traslativo.

Fonte:i-dome.com
Ritorna all'inizio

I poteri di controllo e vigilanza del datore di lavoro


Lo Statuto dei lavoratori prevede che i datori di lavoro possano esercitare attività di controllo sui propri dipendenti.
In particolare l’assoluto divieto di servirsi, per il controllo dell’attività lavorativa, di guardie giurate riguarda l’esclusiva utilizzabilità per tutela del patrimonio aziendale.

Risulta conseguentemente esclusa alle guardie giurate la possibilità di avere accesso nei locali di lavorazione, se non per motivi ed esigenze attinenti la salvaguardia dei beni aziendali e con previa comunicazione preventiva ai lavoratori dei nominativi e delle specifiche mansioni del personale di vigilanza sul luogo di lavoro.

Per quanto riguarda il divieto di effettuare controlli mediante impianti audiovisivi o altre apparecchiature atte à sorvegliare a distanza l’attività dei lavoratori, la normativa prevede a riguardo che l’impiego di strumenti sia consentito solo per comprovate esigenze organizzative e produttive o per motivi di sicurezza, e previo accordo con le rappresentanze sindacali e aziendali.

L’orientamento giurisprudenziale ha previsto in alcuni casi che questi possano comunque risultare legittimi; è il caso dei controlli posti in essere, da dipendenti di un’agenzia investigativa, su incarico del datore di lavoro.
Il personale investigativo risultano utili per constatare l’eventuale appropriazione di denaro o di altre gravi inadempienze messe in atto dal dipendente.

Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
Ritorna all'inizio

Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni
Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni

Home Page | Finanziamenti Agevolati | Finanziamenti | Contatto | News e Fax | Utilità | Servizi | Speciale Agricoltura | Servizi | Finanziamenti ai privati | Finanziamenti alle aziende | Speciale Agevolazioni | Agevolazioni | Mappa del sito


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu