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Associazioni, rinvio al 15 dicembre della scadenza per il modello Eas
Scudo fiscale, cambia il modello. Nuova dichiarazione riservata dal 29 ottobre
Incentivi famiglia
Web: piu' impegno su tutela minori
Influenza A, la guida di Altroconsumo sugli effetti del vaccino
Pmi: come informarsi sul credito agevolato per reagire alla crisi
Confindustria: un progetto per salvare le Pmi in difficolta'
BCE: «Banche allentano stretta credito su aziende e privati»
Conto Corrente Semplice, accordo Abi-Consumatori
Disabili: una corsia preferenziale alle detrazioni fiscali
Cassazione: anche l'evasore fiscale ha diritto al gratuito patrocinio
Zone franche: comuni con esenzioni fiscali per aprire nuove aziende
Accesso al credito su misura per le imprenditrici
Vaccino Influenza A, la valutazione dei rischi e dei benefici sul Il Salvagente
Pagamenti alle aziende da parte della pubblica amministrazione: crediti sbloccati a Novembre
Cassazione: Consulente iscritto all’Ordine? Paga l’IRAP solo se organizzato
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Modello Iva, è on line la bozza con le principali novità del 2010
Bonus Arredi: come usufruire delle agevolazioni
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Incentivi e bonus a misura di famiglia!
Federcasalinghe, al via corso per reinserimento donne disoccupate
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Gli interessi di mora sono deducibili
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Abolizione Irap, ovvero trasferimento di tasse dalle imprese ai cittadini
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Bonus 55%: dal 2010 nuovi valori di trasmittanza per le finestre
Cassazione: rimborso IVA? Può essere chiesto anche per le fatture non registrate
Crisi: Confindustria lancia progetto T-Holding per aggregazione PMI
Associazioni, rinvio al 15 dicembre della scadenza per il modello Eas
Slitta ufficialmente al 15 dicembre la scadenza per presentare all'agenzia delle Entrate il modello Eas, che le associazioni sono tenute a inviare per confermare il possesso dei requisiti che danno diritto alle agevolazioni fiscali su Iva e imposte sui redditi.
L'agenzia delle Entrate ha approvato il provvedimento che proroga ufficialmente dal 30 ottobre al 15 dicembre 2009 il termine di presentazione del modello. L'adempimento è previsto dal decreto anticrisi di fine 2008 (Dl 185/08). Il provvedimento delle Entrate sostituisce anche le specifiche tecniche già approvate il 14 settembre 2009, per consentire la compilazione di un modello semplificato ad alcune categorie di associazioni.
Con la circolare n. 45/E del 29 ottobre, l'Agenzia ha definito le modalità di compilazione del modello "light" e ha individuato in dettaglio gli enti associativi interessati alla semplificazione. Sono le associazioni già iscritte a pubblici registri o i cui dati siano già noti ad amministrazioni pubbliche. In particolare si tratta di: associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni diverse da quelle esonerate; associazioni di promozione sociale iscritte negli appositi registri, organizzazioni di volontariato iscritte nei registri della legge n. 266/91, associazioni riconosciute, associazioni riconosciute da confessioni religiose che hanno stipulato con lo Stato patti, accordo o intese; movimenti e partiti politici presenti nelle ultime elezioni; associazioni sindacali e di categoria presenti nel Cnel.
Con lo stesso documento di prassi viene chiarito che non sono tenuti a presentare il modello Eas le fondazioni, gli enti di diritto pubblico, gli enti destinatari di specifici regimi tributari e le Onlus.
Fonte:ilsole24ore.com (Valentina Melis)
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Scudo fiscale, cambia il modello. Nuova dichiarazione riservata dal 29 ottobre
Sono comunque salvi gli effetti che si sono prodotti nei confronti dei contribuenti che hanno utilizzato la precedente versione del modello fino al 28 ottobre 2009. Il nuovo modello e le relative istruzioni recepiscono le indicazioni normative contenute nel D.L. n. 103/2009 (convertito in legge n. 141/2009) e gli orientamenti espressi dall'Agenzia delle Entrate nella circolare n. 43/E. Pronta l'integrazione del modello di dichiarazione riservata.
La nuova versione è stata dettata dalle modifiche alla legge istitutiva dello scudo (D.L. n. 103/2009, convertito con modificazioni dalla legge n. 141/2009) che ha esteso anche alle società controllate o collegate la possibilità di rimpatriare o regolarizzare le attività detenute illegalmente all'estero.
Le istruzioni al nuovo modello recepiscono anche le previsioni contenute nella recente circolare esplicativa n. 43/E/2009 dell'Agenzia delle Entrate.
In particolare, è stato previsto che il soggetto che presenta la dichiarazione riservata possa attestare che le operazioni di rimpatrio e/o regolarizzazione delle attività detenute all’estero non possono essere concluse entro il 15 dicembre 2009 per cause oggettive non dipendenti dalla sua volontà.
In questo caso gli effetti si producono a condizione che le operazioni di emersione siano perfezionate entro una data ragionevolmente ravvicinata al termine previsto dalla norma.
Inoltre, il rimpatrio delle attività patrimoniali è stato esteso ai beni immobili, in quanto si è ritenuto realizzabile anche con la modalità del «rimpatrio giuridico».
Il nuovo modello deve essere utilizzato a decorrere dal 29 ottobre; restano valide le dichiarazioni riservate già presentate con il vecchio modello.
(Provvedimento Agenzia delle Entrate 28/10/2009, n. prot. 158096/2009)
Fonte:ipsoa.it
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Web: piu' impegno su tutela minori
La sicurezza dei minori che usano il web va garantita non solo da chi produce i contenuti ma anche dai soggetti pubblici e privati coinvolti. E' il senso della raccomandazione approvata dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa per richiamare l'attenzione degli Stati membri e dei Parlamenti sulla necessita' di fare di piu' per garantire la navigazione sicura dei minori sul web. Il Consiglio chiede di creare 'spazi sicuri' per i minori e di promuovere una attivita' di sensibilizzazione.
Fonte:ansa.it
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Incentivi famiglia
Il governo ha in mente una serie di incentivi per la famiglia. Come il mercato auto, anche il mercato della procreazione è in calo.
Questi incentivi vanno dal potenziamento degli asili nido alla rimodulazione del quoziente familiare, passando per il bonus per nascita.
Per le mamme che lavorano (sia a tempo pieno che part-time), si pensa a:
la modulazione dell’orario di lavoro
l’offerta di servizi come asili nido o assistenza agli anziani
la diffusione di organizzazioni del tipo tagesmutter
la distribuzione di voucher per asili nido.
Cos'è una tegesmutter? Si intende con il termine quelle tate di condominio alle quali affidare (presso il loro domicilio, che abbia determinate caratteristiche di spazio e accoglienza) la cura di un massimo di cinque bambini di età compresa tra 0 e 3 anni.
Per loro vi sono 10 milioni di incentivi da destinare al finanziamento di 32 progetti di formazione di 704 tate (22 per ciascun progetto) e complessivi 3.500 bambini. Altri 4 milioni potrebbero servire alla stesura di elenchi comunali di tate che ne certifichino la professionalità.
Il decreto distribuirebbe soldi anche secondo questi ulteriori criteri:
12 milioni di incentivi andrebbero per i cosidetti “voucher per asili nido”, che in realtà funzionerebbero come buoni di acquisto per prestazioni di cura per infanzia ma anche per disabili e anziani da destinarsi prettamente ad aree caratterizzate da scarsa diffusione di asili nido;
6 milioni di incentivi per favorire la nascita di onlus che forniscano assistenza e cura all’infanzia;
4 milioni di incentivi per finanziare aggiornamento e formazione per il post-congedo;
4 mln di incentivi per incentivare telelavoro (finanziamenti per acquisto di strumenti informatici).
Questa è solo una parte delle proposte del governo. Ecco le altre:
Fondo di credito per i nuovi nati
Attivo a partire da fine anno, sarà indirizzato le famiglie con figli nati o adottati nel 2009, oltre che nel 2010 e nel 2011, avranno a disposizione 25 milioni di euro come garanzia pubblica per prestiti fino a 5 mila euro, con un tasso non superiore al 50% del tasso medio rilevato trimestralmente dalla Banca d’Italia. Potranno accedervi tutte le famiglie, non soltanto quelle di fascia debole. Le famiglie con figli nati nel 2009 potranno presentare domanda fino al 30 giugno 2010.
Piano Nidi PA
Entro fine anno sarà pubblicato il bando sperimentale per la realizzazione di asili nido nelle pubbliche amministrazioni. L’iniziativa ha una dotazione iniziale di 25 milioni di euro (18 mln resi disponibili dal dipartimento delle Politiche per la Famiglia e 7 mln del dipartimento delle Pari opportunità) per il finanziamento di 70 nuove strutture che ospiteranno 1400 bambini circa.
Moratoria sui mutui per le famiglie in crisi
Potranno essere sospesi fino a 12 mesi a partire da gennaio 2010 i debiti bancari contratti per l’acquisto di una casa da famiglie colpite direttamente dalla crisi, maggiori dettagli si avranno a fine anno.
Bonus bebè
Bonus di 1000 euro per ogni nuovo nato a partire dal 2009. La misura è già partita a livello locale con modalità sono diverse da regione a regione e anche da comune a comune.
Audit Famiglia & Lavoro
Allo studio del dipartimento di Politiche per la famiglia l’estensione a tutto il territorio nazionale dello standard tedesco Beruf&Famiglie adottato con successo dalle province autonome di Trento e Bolzano fin dal 2004. Si tratta di uno standard europeo (European Work & Family Audit) che certifica il concreto impegno di aziende ed enti, pubblici e privati, per far sì che i propri dipendenti, uomini e donne, possano armonizzare i tempi della propria vita familiare con quelli del lavoro.
Quoziente familiare
Il modello si propone di sostituire le attuali detrazioni per carichi familiari con un sistema destinato a ridurre il gettito soggetto a imposta – applicando in pratica un’aliquota più bassa – all’aumentare del numero dei componenti del nucleo familiare.
In sostanza, si tratterebbe di sommare i redditi di tutti i componenti il nucleo familiare e dividerne l’ammontare per un numero rappresentativo (quoziente familiare). Al valore ottenuto, si applicherebbe l’attuale scala delle aliquote Irpef e il risultato, rimoltiplicato per il numero delle “quote”, rappresenterebbe il valore dell’imposta finale.
Premio Amico della Famiglia
Si tratta di un vero e proprio concorso a premi che mette in palio 3 milioni di euro ai soggetti (enti locali fino a 15 mila abitanti) che si siano distinti in azioni e comportamenti volti a sostenere le famiglie. Il premio sarà così suddiviso:
100mila euro al primo classificato,
80mila euro al secondo,
60mila al terzo,
30mila euro ad altri soggetti meritevoli di menzione speciale.
Fonte:incentivi-italia.blogspot.com
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Influenza A, la guida di Altroconsumo sugli effetti del vaccino
Da qualche settimana in Italia è partita la distribuzione dei vaccini contro l'influenza A. La vaccinazione non è obbligatoria per nessuno; per alcune categorie a rischio è gratuita. Da Altroconsumo arrivano alcuni consigli a proposito del vaccino. Prima di tutto l'Associazione ricorda che chi si vaccina deve controllare l'insorgenza di eventuali effetti indesiderati.
"I dati raccolti finora sulla sicurezza del vaccino, infatti, sono ancora pochi e riferiti solo ad alcune fasce della popolazione - scrive in una nota Altroconsumo - Prima di sottoporsi alla vaccinazione, comunque, il cittadino deve firmare il modulo di consenso informato".
Il vaccino in questione, comunque, non è consigliabile a tutti. "Devono evitarla - aggiunge Altroconsumo - in particolare coloro che in passato hanno avuto reazioni allergiche a uno dei componenti del vaccino, compresi gli eccipienti, presenti anche in tracce. In questi casi è sempre meglio consultare il medico. I componenti sono elencati nel foglietto illustrativo, fornito al momento della vaccinazione. In presenza di una grave infezione con febbre oltre i 38 gradi è meglio rimandare la somministrazione a quando il paziente starà meglio. Infezioni minori, come ad esempio il raffreddore, non creano invece problemi. Se si sono assunti altri medicinali o ci si è sottoposti ad altri vaccini, potrebbero presentarsi effetti indesiderati. In gravidanza o allattamento, è preferibile prima sentire il consiglio del medico".
Quali sono i possibili effetti indesiderati? "In generale studi clinici hanno dimostrato che si tratta di manifestazioni lievi e di breve durata, simili a quelli che si presentano con la somministrazione dei vaccini influenzali stagionali. Quelli più comuni, che scompaiono nel giro di un paio di giorni, sono arrossamento, gonfiore, dolore e lividi nella zona della puntura, febbre, malessere generale, mal di testa, brividi, aumento della sudorazione. Se persistono oltre i due giorni bisogna rivolgersi al medico. Meno comuni sono le reazioni cutanee, inclusa l'orticaria. Rare le reazioni allergiche con cali della pressione arteriosa, che se non trattate possono provocare shock, convulsioni, emorragie. Molto rari i fenomeni di vasculite (cioè l'infiammazione dei vasi sanguigni), disturbi neurologici, neurite (l'infiammazione dei nervi) e paralisi nota come sindrome di Guillain-Barré".
Fonte:helpconsumatori.it (GA)
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Pmi: come informarsi sul credito agevolato per reagire alla crisi
Il Ministero dell’Interno fa da “sponda” per pubblicizzare il nuovo documento “Reagire alla crisi”, realizzato da Abi, Cassa depositi e prestiti e Sace.
Il vademecum illustra le misure a sostegno degli utenti in difficoltà.
Divulgato anche dagli Osservatori sul credito, è disponibile on line e presso le banche.
Per le imprese e le famiglie con problemi di liquidità c’è uno strumento in più.
È il vademecum ‘Reagire alla crisi’, che raccoglie in poche pagine le agevolazioni studiate a sostegno delle fasce di utenti più colpite dalle difficoltà legate, appunto, alla crisi economica.
La guida è strutturata in 10 domande con relative risposte, come ad esempio:
ottenere un rifinanziamento;
sospendere la rata di un mutuo;
reperire adeguate garanzie;
avere un anticipo sull’assegno di cassa integrazione.
Realizzato da Abi (Associazione bancaria italiana), Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e Sace, illustra le misure per accrescere le possibilità di accesso al credito che il Governo ha introdotto o potenziato e che il mondo bancario insieme alle due società a partecipazione pubblica hanno reso operativi.
Il vademecum, disponibile on line sul sito del Ministero dell’Interno, sul sito del ministero dell’Economia e delle Finanze e su quelli di Abi, Cdp e Sace, è in distribuzione anche presso gli sportelli bancari e sarà distribuito dalle associazioni imprenditoriali agli iscritti.
Anche gli Osservatori sul mercato del credito istituiti presso le prefetture giocano un ruolo importante per la conoscenza del vademecum, di cui Interno e Finanze hanno sollecitato la massima divulgazione.
Gli Osservatori, con la loro attività di monitoraggio e di “ascolto” delle realtà locali sono lo snodo di un doppio canale di comunicazione, come li ha definiti il direttore generale del Tesoro Grilli intervenendo alla Prima Conferenza dei prefetti tenutasi lo scorso 14 ottobre.
Da un lato, infatti, veicolano le richieste del territorio al Governo e, dall’altro, informano l’utenza locale sulle misure di sostegno a suo favore
Fonte:blog.pmi.it (Davide Di Felice)
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Confindustria: un progetto per salvare le Pmi in difficolta'
Pmi a rischio collasso. La crisi sta mettendo a dura prova la sopravvivenza di oltre un milione di piccole imprese che sono quelle che "soffrono piu' delle altre". E' l'allarme lanciato dal presidente della Piccola industria di Confindustria. Morandini ha chiesto al governo una una riduzione dell'Irap e della tassazione sul lavoro e l'estensione degli incentivi a "tutti quei settori del manifatturiero che possono fare da traino" per la ripresa.
Il dato di un milione di piccole imprese a rischio, ha spiegato Giuseppe Morandini, emerge da un'indagine svolta con l'università di Perugia sui bilanci di alcune aziende manifatturiere. Tra le piccole imprese italiane in questo momento ci sarebbero tre realtà diverse che presentano un quadro non troppo rassicurante: solo un terzo delle imprese infatti sembra godere di buona salute, un terzo sta invece soffrendo, mentre un terzo vive un periodo di profonda crisi.
Per la Cgil l'allarme lanciato da Confindustria "conferma" le preoccupazioni già espresse dal sindacato, secondo cui la chiusura di un milione di Pmi comporterebbe il conseguente problema legato all'occupazione, che porterebbe al licenziamento di oltre quattro milioni di lavoratori. Per la Segretaria Confederale Cgil Susanna Camusso, "le Pmi hanno mediamente quattro dipendenti e la chiusura di oltre un milione di piccole imprese significherebbe, dunque, almeno altri quattro milioni di nuovi disoccupati. Di fronte a tale emergenza, che solo il governo continua a minimizzare, non servono chiacchiere ma proposte concrete".
Il presidente Giuseppe Morandini ha tenuto a sottolineare come le piccole imprese italiane hanno il diritto di godere degli stessi incentivi dei concorrenti europei. In Italia infatti gli incentivi alle imprese negli ultimi 6 anni siano calati del 63,6%, e facendo un paragone con un Paese indiustrializzato come la Germania, è emerso che un'impresa italiana ha a disposizione meno della metà dei contributi che ha invece a dispozione un'azienda tedesca.
E di fronte al rischio che oltre 1 milione di piccole imprese possano chiudere i battenti, Confindustria lancia il progetto T-Holding, dove 'T' sta per tutela: tutela dei patrimoni imprenditoriali, industriali, finanziari e soprattutto occupazionali.
Il progetto prevederebbe quattro passaggi:
1. L'imprenditore conferisce la proprieta' della sua azienda alla holding e ne diventa socio, tutelando il valore patrimoniale e liberandosi delle garanzie personali.
2. Attivazione di un fondo a capitale pubblico-privato con 2 miliardi di euro di disponibilita' che investe solo ed esclusivamente in queste operazioni di aggregazioni tra piccole e medie imprese.
3. La Holding può contare sulle agevolazioni fiscali previste dalla norma sulle aggregazioni che prevede la rivalutazione gratuita senza tetti dei cespiti dell'azienda che nasce da aggregazione e sul bonus patrimonializzazione che va rafforzato, raddoppiando il coefficiente del 3% (attualmente fissato come rendimento presunto del capitale escluso da imposizione) e paragonando l'agevolazione almeno a tutto il 2010.
4. La Holding ha accesso diretto al fondo di garanzia centrale e le banche hanno un trattamento fiscale agevolato sulle eventuali partecipazioni al capitale delle T-Holding. Il progetto sara' a costo zero.
Fonte:adnkronos.com
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BCE: «Banche allentano stretta credito su aziende e privati»
Le banche europee prevedono un allentamento degli standard del credito per le aziende e per i privati nel trimestre in corso, dopo che nel terzo trimestre si è già verificato un irrigidimento meno marcato.
E' quanto emerge dal rapporto della Banca centrale europea sull'andamento dei prestiti delle banche, in cui si rileva che «nel quarto trimestre del 2009, le banche dell'eurozona prevedono un allentamento degli standard del credito per i prestiti alle imprese», dopo che nel terzo si era registrato un calo all'8% dal 21% del secondo trimestre di quest'anno delle banche che avevano irrigidito i parametri per i finanziamenti.
Fonte:diariodelweb.it
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Conto Corrente Semplice, accordo Abi-Consumatori
Ieri l'Associazione Bancaria Italiana (ABI) e le Associazioni dei consumatori che fanno parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (Cncu) hanno siglato l'intesa sulle caratteristiche del nuovo "Conto Corrente Semplice", il prodotto previsto da Banca d'Italia per far fronte alle esigenze di base dei consumatori e favorire l'inclusione finanziaria. Il nuovo strumento consentirà, attraverso il pagamento di un canone annuo fisso onnicomprensivo, di usufruire di un numero determinato di operazioni e di tipologie di servizi. Non è prevista nessuna spesa, onere o commissione, all'infuori del canone stesso e degli oneri fiscali previsti per legge.
Le caratteristiche del prodotto, che potrà essere offerto facoltativamente dalle banche, saranno stabilite da Banca d'Italia sulla base dell'accordo odierno. Il "Conto Corrente Semplice" prevede, in particolare:
- un canone annuo onnicomprensivo e un tasso di interesse creditore fissati dalla banca;
- due distinte offerte a seconda che le operazioni siano eseguite allo sportello o online;
- un'elevata comprensibilità del prodotto grazie alla coincidenza tra canone onnicomprensivo del prodotto e Indicatore Sintetico di Costo riportato nella documentazione informativa: il numero di operazioni e la tipologia dei servizi corrisponde infatti al profilo tipo di utilizzo.
A margine dell'accordo l'Abi ha dichiarato che sosterrà la richiestaal Ministero dell'Economia e a tutti i soggetti interessati di una proposta finalizzata all'abolizione dell'imposta di bollo per il "Conto Corrente Semplice", con l'obiettivo di rendere questo nuovo strumento ancora più conveniente e favorire ulteriormente, dunque, gli obiettivi generali di inclusione finanziaria.
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Disabili: una corsia preferenziale alle detrazioni fiscali
Si arricchisce di una nuova guida informativa il vademecum Aduc sui Diritti del Disabile.
A cura di Rita Sabelli la nuova scheda tratta delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa italiana per le fasce protette. Elenchiamo di seguito le principali:
Deduzioni per spese mediche
Fonte normativa: Dpr 917/86 artt.10 e 15
Secondo la normativa le spese mediche e di assistenza personale sostenute dai disabili e dai propri familiari sono interamente deducibili dal reddito. In caso di ricovero in una struttura di assistenza però sono deducibili esclusivamente le spese mediche e paramediche di assistenza specifica. Non puo’ essere quindi dedotta l’intera retta pagata ma solo una parte, che deve ovviamente essere indicata distintamente nella documentazione rilasciata dalla struttura.
Nota: Le spese sanitarie specialistiche (analisi, visite specialistiche, operazioni chirurgiche) godono invece della detrazione fiscale del 19% sulla parte eccedente i 129,11 euro effettuata non sul reddito ma sull’imposta lorda dovuta.
Fonte:soldiblog.it
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Cassazione: anche l'evasore fiscale ha diritto al gratuito patrocinio
La Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 40589/2009) ha stabilito che l’evasione fiscale non annulla di per se' il diritto ad ottenere il gratuito patrocinio a spese dello Stato. I Giudici del Palazzaccio hanno evidenziato che la stessa Corte, in un caso in cui il richiedente era stato condannato per reati in materia di evasione dell’IVA, aveva già affermato che è illegittima la revoca dell’ammissione al gratuito patrocinio disposta per un reato non ostativo, "sul semplice presupposto che il richiedente sia stato in passato condannato per un reato in materia di evasione dell’imposta sul valore aggiunto, giacché, anche dopo l’entrata in vigore del d.p.r. n. 115 del 2002, la ratio della esclusione è riferita ai reati oggetto del procedimento per la quale è chiesta l’ammissione al patrocinio". Secondo una corretta interpretazione dell’art. 91 - scrive la Corte - "deve, quindi, concludersi nel senso che l’esclusione del gratuito patrocinio interviene solo se per il reato ostativo il richiedente risulti indagato o imputato nel procedimento nell’ambito del quale il beneficio è stato richiesto”.
Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
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Zone franche: comuni con esenzioni fiscali per aprire nuove aziende
Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha ufficialmente proclamato la nascita di 22 Zone Franche Urbane, il cui accordo è stato sottoscritto dal Ministro insieme ai sindaci dei 22 Comuni interessati, alla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Per i comuni interessati, sono previste sono speicifiche esenzioni fiscali e previdenziali, per un tempo che durerà diversi anni, per le attività d'impresa. I comuni ‘franchi’ sono Catania, Gela, Erice (Sicilia); Crotone, Rossano e Lamezia Terme (Calabria); Matera (Basilicata); Taranto, Lecce, Andria (Puglia); Napoli, Torre Annunziata e Mondragone (Campania); Campobasso (Molise); Cagliari, Iglesias e Quartu Sant ' Elena (Sardegna); Velletri e Sora (Lazio); Pescara (Abruzzo); Massa Carrara (Toscana) e Ventimiglia (Liguria).
Napoli est, Torre Annunziata e Mondragone beneficieranno di agevolazioni fiscali e contributive per la creazione di piccole e medie imprese usufruendo dei fondi per 6,5 milioni di euro, 5,3 milioni e 4 milioni di euro chee saranno sbloccati dalla Commissione europea.
Le agevolazioni a sostegno dello sviluppo aziendale si rivolgono agli imprenditori che manifesteranno la volontà di attivare piccole e microimprese all'interno del perimetro territoriale delle aree svantaggiate individuate dalle varie amministrazioni comunali.
L’operatività delle Zfu, ha spiegato il ministro allo Sviluppo economico Claudio Scajola, partirà dal primo gennaio: in queste settimane saranno varati i decreti attuativi e così i 50 milioni per il primo anno e gli altri 50 per il secondo anno saranno immediatamente a disposizione (per Taranto 3,1 milioni all’anno, per Lecce 1 milione 950mila, per Andria 2 milioni 452 mila).
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Accesso al credito su misura per le imprenditrici
Confartigianato Donne Impresa, il movimento di Confartigianato che rappresenta e tutela le esigenze di 80.000 imprenditrici artigiane, e Artigiancassa, la banca di riferimento degli artigiani partecipata da Bnl Gruppo Bnp Paribas e dalle Confederazioni nazionali dell’artigianato, hanno sottoscritto, a Roma, un protocollo d’intesa che ha per finalità il sostegno allo sviluppo delle piccole imprese ‘in rosa’ con azioni mirate e strumenti finanziari innovativi. L’intesa è stata firmata dalla presidente di Confartigianato Donne Impresa, Rosa Gentile, e dal direttore generale di Artigiancassa, Giovanni Di Leva.
“La diffusione dell’imprenditorialità femminile - si legge nel protocollo - è un fenomeno in costante aumento, ma continuano ad essere presenti ostacoli che spesso, per motivazioni sociali, culturali ed economiche, penalizzano questo settore rispetto a quello tradizionale maschile. In questo contesto, favorire l’accesso delle donne all’imprenditorialità, attraverso l’offerta di prodotti e servizi adeguati, è fondamentale per sostenere l’occupazione femminile e favorire lo sviluppo-socio economico del Paese”.
Confartigianato Donne Impresa e Artigiancassa, attraverso il progetto di collaborazione si impegnano a mettere al servizio reciproco le specifiche competenze, capacità e attività sviluppate nei rispettivi ambiti, con il fine di “valorizzare e incentivare la crescita e l’innovazione delle imprese femminili, favorire l’occupazione femminile, individuando e riducendo gli ostacoli” all’agevole sviluppo delle imprese guidate da donne.
Fonte:labitalia.com
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Vaccino Influenza A, la valutazione dei rischi e dei benefici sul Il Salvagente
E' tornato tristemente attuale, con la morte ieri di un medico napoletano già gravemente ammalato, il tema legato alla pericolosità del virus AH1N1. Dopo la notizia del decesso non è sfuggito a nessuno che la vittima apparteneva al servizio sanitario e dunque sarebbe dovuta essere vaccinata appartenendo alla categoria in cima alla classifica di quelle a rischio. Di fatto il medico napoletano non era stato vaccinato. I motivi non li sapremo mai - ovvio - ma si può ragionare tenendo a mente due aspetti. Uno legato al ritardo con cui si stanno muovendo le Regioni, l'altro ai dubbi circa i reali benefici del vaccino antipandemia. L'argomento è ben trattato sul numero in edicola domani del settimanale Il Salvagente che dedica ampio spazio ai rischi reali della malattia e ai benefici/rischi del vaccino con un articolo firmato da Barbara Cataldi.
La lentezza delle regioni. Se è vero che il picco di massimo contagio dell'influenza A si manifesterà già e novembre, è altrettanto vero che non si sa - come scrive Il Salvagente - se l'obiettivo di coinvolgere con la campagna vaccinale il 40% della popolazione sarà rispettato per quella data. D'altronde oggi è "solo" il 28 ottobre.
I rischi del vaccino. Fazio scrive nella sua ordinanza che "in base ai dati disponibili l'infezione colpisce maggiormente i bambini e i giovani. Il 75% degli affetti ha meno di 20 anni, il 10% meno di 2 e solo il 10% più di 40 anni; i casi al di sopra dei 65 anni sono rari". Che fare allora con i nostri bambini? Si chiede la Cataldi su Il Salvagente. Risposte univoche, certo, non ci sono ma l'intervista a Paolo Siani, direttore della Pediatria dell'Ospedale Cardarelli di Napoli e presidente dell'Acp (Associazione culturale pediatri) raccolta dal settimanale può stimolare non poche riflessioni. Il pediatra sostiene, in sintesi, che gli studi pubblicati finora sui bambini sono scarsi e riguardano piccoli numeri e che non sono disponibili dati sull'uso del Focetria (il vaccino che l'Italia ha acquistato dalla Novartis) durante la gravidanza. L'altro interrogativo riguarda la sicurezza del Thiomersal, conservante a base di mercurio presente nelle fiali multidose del Focetria: il mercurio, infatti, è stato eliminato in tutti i vaccini pediatrici perché tossico per il sistema nervoso. Come mai lo ritroviamo in questo vaccino? L'unica certezza è che i bambini affetti da patologie croniche vanno sicuramente vaccinati.
Fonte:helpconsumatori.it (VC)
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Pagamenti alle aziende da parte della pubblica amministrazione: crediti sbloccati a Novembre.
Oltre 18 miliardi, stanziati nell'ultimo Assestamento di bilancio, per il pagamento dei crediti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione: il provvedimento sarà pronto entro novembre. Il decreto contenuto nella Legge anti-crisi di luglio ha definito le procedure tramite le quali la Ragioneria generale dello Stato dovrà vigilare sulla corretta erogazione dei fondi, mentre le Amministrazioni stanno pagando i debiti più urgenti.
Il decreto anti-crisi, infatti, prevede anche una rilevazione straordinaria dei residui passivi, mentre era già in corso un'analisi sui debiti pregressi (prevista dal 2008). Inoltre, per andare incontro alle esigenze di liquidità delle imprese, il Tesoro sta valutando un'apertura nell'ambito del blocco dei pagamenti superiori a 10 mila euro che scatta per chi non é in regola con la Pubblica Amministrazione.
Il decreto era inizialmente previsto per settembre, ma per individuare le rispettive competenze e coordinare il lavoro è stato necessario posticipare la data. L’ultimo decreto anti crisi prevede, inoltre, che la detassazione per gli investimenti in macchinari nuovi varrà anche per le imprese che hanno i conti in rosso, premiando così chi, pur nelle difficoltà della congiuntura, avvia di fatto l’exit strategy per la propria azienda.
La novità è contenuta nella circolare dell’Agenzia delle entrate che di fatto da il via alla Tremonti Ter. La Tremonti Ter, introdotta dall’ultimo decreto anticrisi, consente di abbattere il reddito d’impresa di un importo pari alla metà del valore degli investimenti effettuati dal primo luglio 2009 fino a tutto giugno 2010. Ma solo per gli investimenti in nuovi macchinari e apparecchiature.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Cassazione: Consulente iscritto all’Ordine? Paga l’IRAP solo se organizzato
La Sezione Tributaria Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 21989/2009) ha stabilito che un consulente iscritto all’ordine è tenuto a versa l’IRAP solo se ha un’autonoma organizzazione. Secondo gli Ermellini, “è da condividersi l’assunto della Corte Costituzionale secondo cui l’IRAP non è una imposta sui redditi, in quanto colpisce non il reddito del contribuente, bensì il ‘valore aggiunto prodotto dalla attività autonomamente organizzata’; e che ‘mentre il requisito della autonoma organizzazione è connaturato alla nozione stessa di impresa , altrettanto non può dirsi per quanto riguarda la attività di lavoro autonomo , ancorché svolta con carattere di abitualità, nel senso che è possibile ipotizzare una attività professionale svolta in assenza di organizzazione di capitale o lavori altrui’”.
La Corte ha poi aggiunto che “in tema di IRAP la iscrizione ad un ordine professionale ‘protetto’ non comporta la esenzione dalla imposta dei sogetti esercenti professioni intellettuali, ma non costituisce neppure presupposto sufficiente ai fin dell’assoggettamento ad imposizione, occorrendo, alla stregua delle modifiche introdotte dall’art. 1 del DLGS 10.4.1998 n. 137 negli artt. 2 e 3 del DLGS 15.12.1997, n. 446, che la attività del professionista sia autonomamente organizzata, cioè presenti un contesto organizzativo esterno anche minimo, derivante dall’impiego di capitali e lavoro altrui, che potenzi la attività intellettuale del singolo: il valore aggiunto che costituisce oggetto della imposizione deve infatti derivare dal supporto fornito alla attività del professionista dalla presenza di una struttura riferibile alla composizione di fattori produttivi, funzionale alla attività del titolare”.
Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
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Windows 7: aziende ecco cosa fare per non sbagliare con Seven
Più leggero, più veloce e sicuro e anche meno costoso. Windows 7 è arrivato e Microsoft si frega le mani in attesa della prevista e ben remunerata migrazione dei tanti milioni di utenti – soprattutto quelli di pc portatili e netbook - che vorranno passare da Windows Xp al nuovo sistema operativo. E in chiave aziendale? Le previsioni degli analisti dicono che l'adozione massiccia di Seven si concretizzerà non prima dell'autunno del 2010 mentre il messaggio che Microsoft rivolge a partner e clienti finali, in relazione alla disponibilità di Windows Server 2008 R2, è quanto mai esemplificativo delle intenzioni che animano il gigante di Redmond: ridurre i costi e garantire alle aziende maggiore efficienza e produttività.
Sul tema della migrazione "necessaria" a Windows 7 si sono espresso in modo particolare gli analisti di Gartner, che hanno preparato una sorta di vero e proprio vademecun per i Cio e responsabili It. Cinque le osservazioni elaborate dalla società di ricerca americana, accompagnate da un paio di premesse sostanziali. La prima: Windows 7 costituisce un significativo salto in avanti rispetto a Vista ma non è in definitiva una nuova release in tutto e per tutto a livello di architettura del software, in quanto sfrutta modifiche apportate a suo tempo nel codice dell'ormai superato sistema operativo. La seconda: Windows 7 dispone di funzionalità, assenti in Vista, che faciliteranno e di molto la sua implementazione da parte delle aziende. In sostanza le aziende, seppur senza troppa fretta, migreranno in massa alla nuova piattaforma e lo potranno fare senza incorrere nei tanti intoppi che hanno contrassegnato (in negativo) l'adozione del suo predecessore. Le piccole imprese, aggiungono gli analisti di Gartner, approfitteranno per prime dei requisiti che accreditano Seven e saranno le prime a saggiarne le capacità attraverso la nuova generazione di pc che ha già iniziato ad affollare i cataloghi dei vendor. Le medie e grandi organizzazioni, prima di migrare a Windows 7, dovrebbero invece mettere sotto la lente di in gradimento cinque attività cinque:
Mandare in pensione Windows Xp entro la fine del 2012
Microsoft supporterà Windows XP rilasciando le relative patch di sicurezza fino a tutto l'aprile del 2014, ma l'esperienza del passato insegna che i software vendor interromperanno ben prima i rispettivi test. Ciò significa che i nuovi rilasci di soluzioni applicative richiederanno Windows 7 prima che il supporto garantito a Windows XP vada a terminare. Le aziende che abbandoneranno Xp prima della fine del 2012 eviteranno secondo Gartner potenziali e significativi problemi.
Lavorare ai progetti di migrazione da subito
Un tipica organizzazione impiega fra i 12 e i 18 mesi prima di iniziare il cosidetto "deployment" di un nuovo sistema operativo client. Le attività di preparazione sono tante e lunghe e qualsiasi ritardo nel processo di adozione ha il solo risultato di produrre costi aggiuntivi.
Non aspettare il Service Pack 1 di Windows 7 per iniziare i test su Seven
Molte aziende aspettano il rilascio del Sp1 prima di iniziare a provare e implementare un nuovo sistema operativo. Meglio iniziare invece con i test da subito, soprattutto per chi ha saltato la migrazione a Windows Vista.
Non saltare l'upgrade a Windows 7
Gartner definisce Windows 7 come una versione "lucidata" delle modifiche architetturali portate in campo da una delle release verticali di Windows Vista e non può essere assolutamente evitata. Le aziende che non migrarono a Windows 2000 aspettando l'avvento di X hanno avuto problemi per assorbire il gap tecnologico fra le due piattaforme, e ancora di più hanno sofferto le organizzazioni che da Windows 2000 sono passate a Vista senza adottare Xp.
Fare attenzione ai costi di migrazione
I costi dell'upgrade a Windows 7 potrebbero essere molto variabili, in relazione al diverso approccio tenuto dalle singole aziende. Si andrà da un minimo di circa 1.000 dollari a un massimo di 1.930 per utente per la migrazione da Xp, mentre serviranno da 339 a 510 per utente nel caso di Windows Vista.
Fonte:ilsole24ore.com (Gianni Rusconi)
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Modello Iva, è on line la bozza con le principali novità del 2010
Pronta la bozza del modello Iva 2010: è on line sul sito dell'agenzia delle Entrate insieme a un documento che ne illustra le principali novità. Semplificazione e razionalizzazione le parole d'ordine della nuova versione, quest'anno pronta in anticipo rispetto ai tempi regolarmente previsti, per raccordarsi alle nuove regole in materia di compensazione introdotte dal Dl 78/2009 e assicurare un confronto diretto con gli operatori del settore.
Prima novità, la riduzione delle informazioni richieste nel quadro VA, contenente i dati generali e quelli riepilogativi sulle attività svolte dal dichiarante. Se prima era necessario inserire alcuni dati sia in questo quadro che in altri, adesso basta indicarli nei quadri a essi appositamente dedicati. Ad esempio, le informazioni riguardanti le operazioni attive vanno inserite esclusivamente nel quadro VE, mentre quelle relative alle operazioni passive nel quadro VF. Inoltre, all'interno del quadro VA, è stato eliminato il rigo VA4, destinato ai contribuenti che versano trimestralmente l'imposta per le operazioni di subfornitura. In questo caso, infatti, l'Iva andrà versata adottando codici tributo ad hoc. Soppresso anche il rigo VA42, all'interno del quale andavano indicati i dati per l'adeguamento Iva agli studi di settore: adesso, andranno inseriti nel modello Unico.
Sparisce il quadro VG, utilizzato dai contribuenti in regime speciale (come ad esempio gli agricoltori). Adesso, dovranno utilizzare il quadro VF, all'interno del quale sono state istituite 2 nuove sezioni, una delle quali (la numero 3) dedicata alla determinazione dell'Iva ammessa in detrazione. E proprio nell'ambito di questa sezione confluiscono alcuni dati contenuti nel quadro VG del modello Iva /2009.
Soppressi, sempre nell'ottica di semplificare il modello, molti righi relativi alle sommatorie parziali di importi contenuti in altri righi appartenenti alla stessa sezione.
Infine, novità anche sul frontespizio. Sono stati eliminati i riquadri relativi alla residenza anagrafica per le persone fisiche e al domicilio fiscale per le persone giuridiche. L'obbligo di compilare questi campi rimane solo per i soggetti residenti all'estero. Eliminato anche il campo "codice fiscale attribuito per la stabile organizzazione", mentre trova spazio un nuovo riquadro riservato alla sottoscrizione da parte dell'organo di controllo contabile in attuazione delle norme introdotte dal Dl 78/2009 sulla compensazione del credito Iva annuale.
Fonte:nuovofiscooggi.it (Alessandra Gambadoro)
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Bonus Arredi: come usufruire delle agevolazioni
Chi ha acquistato mobili, computer, elettrodomestici per arredare un appartamento appena ristrutturato, può sfruttare una nuova detrazione Irpef. Si chiama in gergo ‘Bonus arredi’ e riguarda chi ha sostenuto spese per ristrutturazioni edilizie e ha effettuato tutti gli adempimenti richiesti per usufruire della detrazione del 36%. I lavori devono essere iniziati dopo il 1 luglio 2008, così come indicato nella comunicazione di inizio lavori presentata al Centro operativo di Pescara.
L’agevolazione fiscale spetta a patto che gli acquisti siano effettuati dal 7 febbraio 2009 fino al 31 dicembre 2009 e che siano tutti finalizzati all’arredo dell’immobile in ristrutturazione. Si tratta di mobili, elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, televisori e computer. Sono esclusi frigoriferi e congelatori per i quali, fino a tutto il 2010, si può continuare a sfruttare la vecchia detrazione del 20% prevista dalla Finanziaria 2008 per la rottamazione dei suddetti apparecchi.
La detrazione Irpef è pari al 20% delle spese sostenute con un tetto massimo di 10.000 euro. Il risparmio Irpef, quindi, sarà al massimo di 2000 euro, da ripartire in cinque anni. Il limite dei 10.000 euro va riferito al singolo appartamento ristrutturato.
Infine, si noti che per beneficiare del Bonus arredi, i pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale di chi paga e il codice fiscale o la partita IVA del fornitore in questione.
Fonte: Solofinanza.it
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Malati d'azzardo sin dalla scuola
Il gioco d’azzardo può diventare patologico già a tredici anni. A questa età i ragazzini si dedicano soprattutto a videopoker e gratta e vinci e per tentare la fortuna non esitano a chiedere i soldi in prestito ai compagni di banco. Lo rivela un’indagine del Codici, secondo cui inoltre è proprio la crisi economica a motivare il 45% dei giocatori adulti. Un fenomeno che rischia di diventare esplosivo, se anche Lottomatica ha deciso di correre ai ripari. Oggi infatti Lottomatica e Federserd (la federazione italiana degli operatori dei servizi delle dipendenze che ha come presidente onorario Rita Levi Montalcini) presenteranno il progetto “Gioca responsabile”, un servizio di assistenza ai giocatori problematici.
Cresce la disponibilità di giochi d'azzardo, e non risparmia neppure i minori: lo rileva il Codici, il Centro per i diritti del cittadino, che sottolinea come oggi si giochi nonostante la crisi, anzi, proprio questa nel 45% dei casi spinge a cercare fortuna e a sfidare la sorte. Ma a preoccupare maggiormente sono i ragazzi: si abbassa sempre di più l’età dei giocatori.
RICERCA Alle scuole medie si gioca prevalentemente al gratta e vinci e al videopoker, considerati dal 56% dei ragazzi intervistati giochi innocenti. In realtà di euro in euro, il 32% di questi ha dichiarato di spendere anche 25-30 euro a settimana e, a quell’età, queste sono cifre da non sottovalutare. Anche tra i giovanissimi si afferma l’abitudine di chiedere, in genere al compagno di classe, soldi in prestito per acquistare un “grattino”.
AUTOMATISMI Per questi ragazzi non è assolutamente da escludere il rischio di sviluppare in futuro problemi con l’azzardo. Infine, il 15% dei ragazzi intervistati gioca per noia, il 25% per sfidare la sorte, il 30% per avere qualche soldo in più il fine settimana, il 22% per divertimento, la restante percentuale non ha saputo fornire una motivazione, questo perché il comportamento a rischio è entrato a far parte delle cosiddette condotte automatiche per cui si agisce d’impulso.
Fonte:metroews.it
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Incentivi e bonus a misura di famiglia!
Sono 8 le misure a sostegno dei redditi familiari attualmente al vaglio del Governo. Dal potenziamento degli asili nido alla rimodulazione del quoziente familiare, passando per il bonus bebè, tutte le proposte di legge pro-famiglia al vaglio del Parlamento.
1. Agevolazioni mamme lavoratrici
Si articola su più misure cardine la proposta dei Ministri Carfagna e Sacconi relativa all’agevolazione delle donne lavoratrici:
la modulazione dell’orario di lavoro
l’offerta di servizi come asili nido o assistenza agli anziani
la diffusione di organizzazioni del tipo tagesmutter
la distribuzione di voucher per asili nido.
La misura dovrebbe entrare in vigore entro fine anno e riguardare sia le lavoratrici assunte a tempo pieno che per quelle in part-time.
Buone notizie anche per il decollo italiano delle tagesmutter, le tate di condominio alle quali affidare (presso il loro domicilio, che abbia determinate caratteristiche di spazio e accoglienza) la cura di un massimo di cinque bambini di età compresa tra 0 e 3 anni. A tale iniziativa, nelle intenzioni del ministro, è destinata la quarta parte del suo fondo: 10 milioni da destinare al finanziamento di 32 progetti di formazione che si tradurrebbero nella messa in servizio per almeno due anni di un totale di 704 tate (22 per ciascun progetto) per una copertura di 3.500 bambini. Altri 4 milioni potrebbero servire alla stesura di elenchi comunali di tate che ne certifichino la professionalità.
Sempre secondo il decreto di riparto:
12 milioni andrebbero per i cosidetti “voucher per asili nido”, che in realtà funzionerebbero come buoni di acquisto per prestazioni di cura per infanzia ma anche per disabili e anziani da destinarsi prettamente ad aree caratterizzate da scarsa diffusione di asili nido;
6 milioni per favorire la nascita di onlus che forniscano assistenza e cura all’infanzia;
4 milioni per finanziare aggiornamento e formazione per il post-congedo;
4 mln per incentivare telelavoro (finanziamenti per acquisto di strumenti informatici).
Fonte:soldiblog.it
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Federcasalinghe, al via corso per reinserimento donne disoccupate
Sostenere il reinserimento nel mondo del lavoro delle donne che ne sono uscite per dedicarsi alla famiglia e ai figli. Con questo obiettivo, l’associazione Federcasalinghe-Donneuropee promuove il corso di 150 ore finalizzato al ‘Reinserimento lavorativo delle donne con qualifiche medio basse uscite dal mercato del lavoro per esigenze familiari legate alla maternità’. Un progetto nazionale, che avrà il suo avvio in Campania e nel Lazio, con un percorso formativo gratis di 150 ore, suddivise in due sessioni settimanali di 5 ore ciascuna. Le lezioni inizieranno il 10 novembre, per un numero complessivo di 15 candidate a Roma, in piazza Benedetto Cairoli 2, e, allo stesso tempo, il 15 a Pomigliano d’Arco.
“Il corso servirà per formare - ha affermato la presidente nazionale dell’associazione Donneuropee-Federcasalinghe, Federica Rossi Gasparrini - 30 donne dal profilo professionale medio basso, che poi in seguito potranno essere in grado di reinserirsi nel mercato del lavoro, nei settori dei servizi alla persona per le famiglie e in quello della piccola impresa artigiana. Il corso è aperto a tutte le donne che lo vorranno, anche se un comitato scientifico effettuerà una selezione sulla base dei bilanci di competenza, di alcuni questionari e alla motivazione personale”.
Il corso si articolerà in 8 moduli, tra cui ‘Lo sviluppo delle attitudini imprenditoriali’, ‘Valutazione della propria idea imprenditoriale’, ‘La redazione del piano di impresa’, ‘Le analisi di mercato come occasione di sviluppo imprenditoriale’ e ‘Tecniche di comunicazione efficace’. “Cerchiamo di usare tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione per sostenere il bilancio delle famiglie - ha concluso Rossi Gasparrini - e per offrire tutte le opportunità possibili alle donne, in questo caso a quelle svantaggiate, che per motivi familiari hanno perso il posto di lavoro e oggi faticano a reinserirsi anche per una qualifica medio bassa”.
Fonte:labitalia.com
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Pmi e crisi economica: 1 milione rischia chiusura. Migliaia o milioni di licenziamenti?
I sindacati parlano di 4 mliioni di licenziamenti entro il 2010, Confidustria dece che sono a rischio 700mila posti. Qual è la verità? Mentre qualcuno parla di una crisi superata che lentamente si sta allontanando dai nostri sistemi economici, i suoi effetti devastanti continuano a farsi sentire.
“Oltre un milione di piccole imprese sono a rischio sofferenza. Non ci sono ordini, viviamo una situazione di straordinaria difficoltà”, ha commentato il presidente delle Pmi Giuseppe Morandini. La Cgil ha subito quantificato il problema: con i dati di Confindustria i posti di lavoro in pericolo arrivano a 4 milioni.
Immediata la replica del Centro Studi di Confindustria: “La previsione è allarmistica, i posti di lavoro a rischio sono 700.000”. Un’indagine condotta su un test campione, ha, comunque, rivelato che nel settore manifatturiero un terzo delle aziende va bene, un terzo si trova in una specie di limbo e un terzo sta soffrendo.
Tradotto in cifre, significa che un milione di esse rischia di andare in sofferenza. Morandini ha chiesto, pertanto, al governo una vera riduzione dell'Irap e della tassazione sul lavoro e l'estensione degli incentivi a tutti quei settori del manifatturiero che possono fare da traino per la ripresa.
“Fa piacere sentir ripetere che la Piccola impresa è la colonna portante del Paese, la spina dorsale dell'Italia, il patrimonio che nessun altro al mondo ha. Grazie, ma ora vogliamo i fatti”, ha sottolineato il presidente della piccola industria.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Gli interessi di mora sono deducibili
Anche la giurisprudenza si è allineata all’orientamento secondo il quale gli interessi per il tardivo pagamento delle imposte non rappresentano un accessorio dell’imposta, ma rappresentano autonomi effetti di un rapporto tributario che trova fondamento in un fatto ben preciso: il ritardo nella riscossione dell’imposta.
In particolare, la Cassazione (sent. n.12990 del 4 giugno 2007) ha affermato che gli interessi passivi trovano unica e specifica disciplina, ai fini delle imposte sui redditi, nell’ex art. 63 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e nel suo ambito applicativo vanno ricondotte anche le somme corrisposte dal contribuente a sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, quali gli interessi di cui si discute per: tardiva riscossione su iscrizione a ruolo di imposte per accertamento di nuovi o maggiori imponibili; gli interessi per prolungata rateazione delle imposte iscritte a ruolo; gli interessi sul recupero di somme erroneamente rimborsate; gli interessi sui versamenti diretti omessi, ritardati o insufficienti su iscrizione a ruolo.
Tale soluzione trova conforto nell’interpretazione sistematica del D.P.R. n. 917/1986 posto che l’ex art. 56, comma 3, prevede che gli interessi - anche se diversi da quelli riferiti ai redditi di capitale - concorrono a formare il reddito per l’ammontare maturato nell’esercizio di competenza e sarebbe incoerente ed ingiustificato che gli interessi attivi sui crediti di imposta che sono componenti positivi di reddito, come tali tassabili, non assurgessero a componenti negativi di reddito, come tali deducibili, quando dal medesimo contribuente sono pagati per identica causa giuridica.
In pratica tale sentenza afferma la piena legittimità della deduzione degli interessi relativi ad imposte non versate o versate in ritardo, perché:
gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo delle imposte a seguito di liquidazione operata dall’ufficio ex art. 20 del D.P.R. n. 602/1973 non sono equiparabili alle sanzioni, in quanto sono espressamente correlati alle imposte o maggiori imposte dovute in funzione compensativa del ritardo nell’esazione;
la loro deducibilità non può quindi essere esclusa posto che la sua disciplina non pone alcun limite alla deducibilità degli interessi passivi in funzione dell’evento cui gli stessi sono collegati o della natura dell’onere di cui sono accessori; la norma, infatti, indipendentemente dal rispetto del principio di inerenza, trovando gli interessi passivi unica e specifica disciplina nell’art. 63 che costituisce regola «speciale» rispetto alle disposizioni generali sui componenti del reddito d’impresa nel cui ambito applicativo vanno ricondotte anche le somme corrisposte ai sensi del D.P.R. n. 602/1973.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Ora legale: Risparmiati 93 milioni, da domenica è tornata la solare
L'ora legale ha lasciato il posto all'ora solare. Con il ritorno all'ora solare si recupera così quell'ora di sonno persa il 29 marzo scorso. Per ritornare all'ora legale bisognerà invece attendere il 28 marzo 2010. L'ora solare ci accompagnerà per i cinque mesi invernali ed è l'orario di base usato da molti Paesi durante l'inverno e conosciuto anche con il nome di "ora civile convenzionale".
Il cambio di orario in Europa e nel mondo - In Italia il primo passaggio dall'ora solare a quella legale è avvenuto nel 1916, anno in cui per la prima volta nel nostro Paese si spostarono le lancette avanti di un'ora. Un cambio d'ora rimasto in uso fino al 1920 perché da quell'anno l'alternarsi fra l'ora legale e quella solare fu abolito e ripristinato diverse volte tra il 1940 e il 1948 a causa della Seconda guerra mondiale. Con una legge del 1965, dal 21 maggio 1966, invece, in pieno periodo di crisi energetica, il cambio tra ora solare e ora legale fu usato con continuità anche se con modalità diverse negli anni.
Dal 1966 al 1980 venne stabilito infatti che l'ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre, mentre dal 1981 al 1995 si stabilì invece di estenderla dall'ultima domenica di marzo all'ultima di settembre. Il regime definitivo di passaggio dall'ora solare all'ora legale è entrato quindi in vigore nel 1996 quando, a livello europeo, si stabilì di prolungare l'ora legale ulteriormente, passando dall'ultima domenica di marzo all'ultima di ottobre.
Ma l'Italia non è certo l'unico Paese europeo a dover segnare il passaggio dall'ora legale all'ora solare. Nell'Unione europea l'adozione dell'ora legale è infatti armonizzata dal 1996, nonostante le polemiche di alcuni stati membri. E in Svizzera l'ora legale, adottata per la prima volta nel 1981, attualmente è liberamente coordinata con le direttive dell'Unione europea. Ma lo spostamento all'indietro delle lancette dell'orologio non è scandito in modo uguale nei diversi Paesi del mondo, anzi in alcuni non avviene affatto, basti pensare al Giappone o ai paesi dell'area equatoriale.
In generale, i Paesi della fascia tropicale infatti non adottano l'ora legale perché la variazione delle ore di luce durante l'arco dell'anno è minima e non consente di avere ore di luce sufficienti la mattina tanto da giustificare uno spostamento di lancette in avanti di un'ora per aggiungere luce alla sera. Se si fa poi riferimento all'emisfero australe, il passaggiio all'ora solare dall'ora legale segue un calendario invertito rispetto all'Europa e al Nord America. L'ora legale in Australia è infatti in vigore da ottobre a fine marzo o inizio aprile, con possibili variazioni da stato a stato, mentre in Brasile si va da novembre a febbraio.
In Africa, inoltre, è scarsamente usata, così come in Asia, dove si usa nelle Repubbliche caucasiche dell'ex Unione Sovietica, ma non in molti stati in quanto i calendari non sono omogenei. Ma come è nata l'ora legale in sostituzione dell'ora solare? L'idea risale al 1784 quando l'inventore del parafulmine, Benjamin Franklin, pubblicò un'idea sul quotidiano francese 'Journal de Paris'. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito.
I risparmi con l'ora legale - Con l'ora legale sono stati risparmiati circa 93 milioni di euro. E' quanto sottolinea Terna, in una nota, ricordando che domenica prossima si torna all'ora solare. Nella notte di domenica 25 ottobre l'Italia spostera' le lancette degli orologi un'ora indietro (alle 03:00 si tornera' alle 02:00) per passare, dopo 7 mesi di ora legale, all'ora solare.
Durante i 7 mesi di ora legale, dal 29 marzo al 25 ottobre 2009, grazie proprio a quell'ora di luce in piu' al giorno che permette di ritardare l'utilizzo della luce artificiale, sono stati risparmiati in totale 643 milioni di kilowattora, un valore pari alla meta' dei consumi domestici annui del Friuli Venezia Giulia. In termini di costi, prosegue la nota, "considerando che per il cliente finale 1 kilowattora e' costato, nel periodo in esame, in media circa 14,5 centesimi di euro al netto delle imposte, l'Italia ha risparmiato con l'ora legale 93 milioni di euro.
Dal 2004 al 2009 il risparmio complessivo del Paese e' stato di 3,7 miliardi di kilowattora, pari ad un valore di circa 500 milioni di euro". Nel dettaglio: ad aprile si e' avuto un risparmio di oltre 169 milioni di kWh, a maggio di 87 milioni di kWh, a giugno di 34,7 milioni di kWh, a luglio di 35,6 milioni di kWh, ad agosto di 38 milioni di kWh, a settembre di 85,5 milioni di kWh e ad ottobre di quasi 193 milioni di kWh.
I mesi di aprile e ottobre hanno fatto registrare, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Cio' e' dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate piu' 'corte' in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell'intero periodo. Spostando in avanti le lancette di un'ora, quindi, si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attivita' lavorative sono ancora in pieno funzionamento. Nei mesi di estate piena come luglio e agosto, invece, poiche' le giornate sono gia' piu' lunghe rispetto ad aprile, l'effetto 'ritardo' nell'accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali ed e' percio' meno marcato in termini di risparmio di elettricita'.
Fonte:lavocedelnordest.it (Cristian Zurlo)
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Abolizione Irap, ovvero trasferimento di tasse dalle imprese ai cittadini
Nel gran rumore che s’è fatto sulla abolizione dell’Irap c’è da apprezzare che è stata proprio l’organizzazione degli artigiani e piccoli imprenditori, la nota Cgia di Mestre, a dire qualche cosa di serio.
«Il gettito Irap copre quasi il 40% della spesa sanitaria nazionale. L'eventuale abolizione dell'imposta metterebbe in seria difficoltà la sostenibilità economica dei sistemi sanitari regionali. I più a rischio quelli della Lombardia, del Veneto e del Lazio».
La Cgia di Mestre che dà conto dei dati riferiti al 2007: «a fronte di una spesa sanitaria nazionale prevista dalle Regioni pari a 98,39 mld di euro, il gettito Irap, pari a 38,53 mld di euro, ha coperto il 39,2% della spesa totale.
Si tratta, commenta il segretario Giuseppe Bortolussi, di «dati importanti, che ci impongono un interrogativo. Con l'eventuale abolizione dell'imposta sulle attività produttive proposta dal premier come si potrà garantire la sostenibilità economica del nostro sistema sanitario?». A livello territoriale, sottolinea la Cgia, «le differenze sono fortissime. Se nel Mezzogiorno il tasso di copertura della spesa sanitaria garantito dal gettito Irap è molto modesto (in Sicilia il 26,5%, in Sardegna il 25,3%, in Puglia 24,5%, in Basilicata il 19,5%, in Calabria il 19,1% e in Molise il 14,1%), al Centro Nord, invece, è molto elevato. In Lombardia l'incidenza del gettito Irap sul totale della spesa raggiunge il 65,3%, in Veneto il 48%, nel Lazio il 44,6%, in Toscana il 42% e in Emilia Romagna il 41,5%».
«Visto che l'Irap è praticamente un imposta regionale - conclude Bortolussi - la sua eventuale abolizione avvantaggerebbe sicuramente le imprese centro-settentrionali ma metterebbe a repentaglio la tenuta dei sistemi sanitari regionali e in particolare di quei territori che hanno ormai raggiunto degli standard qualitativi dei servizi offerti ai cittadini veramente ragguardevoli.
Appare scontato che l'eventuale eliminazione dell'Irap dovrà essere compensata dall'introduzione di altre imposte».
Fonte:iltamtam.it
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Incentivi camion 2010
Nel 2010 il governo confermerà lo sconto sul bollo degli autocarri e i contributi per i veicoli pesanti e obsoleti che saranno sostituiti con mezzi Euro 5. Lo ha detto il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, a margine della inaugurazione dell’Autoparco Brescia Est, lungo l’autostrada A4.
«Nel 2009 - ha spiegato il sottosegretario - a fronte dei tagli finanziari dovuti alla crisi l’autotrasporto è l’unico settore a cui è stato ridotto il costo dell’Inail per 133 milioni di euro e a cui è stato applicato lo sconto sul bollo promesso dal presidente Silvio Berlusconi in campagna elettorale».
Dopo aver ricordato che «questo governo ha sbloccato i contributi per le autostrade del mare e per la sostituzione dei camion con mezzi Euro 5» Giachino ha aggiunto che «con la finanziaria del 2009 abbiamo messo a disposizione 16 milioni di euro di fondi per le aggregazioni e la formazione, e con la finanziaria del 2010 il governo si è impegnato a garantire le stesse risorse del 2009».
Fonte:incentivi-italia.blogspot.com
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Bonus 55%: dal 2010 nuovi valori di trasmittanza per le finestre
La Legge Finanziaria 2008 ha previsto dal 1° gennaio 2010 un inasprimento dei limiti di trasmittanza termica previsti per i serramenti ai fini dell’accesso alla detrazione fiscale del 55%. Per poter beneficiare dell'agevolazione fiscale in caso di sostituzione delle finestre (vetro+telaio), i nuovi serramenti dovranno rispettare i limiti di trasmittanza termica stabiliti dal DM 11 marzo 2008.
Nuovi limiti di trasmittanza
Questo decreto, attuativo della Finanziaria 2008, rende di fatto obbligatori nella zona climatica A (la più calda, che però conta solo due comuni) i serramenti a prestazioni termiche rinforzate per l'accesso al bonus fiscale del 55%. Dal 1° gennaio 2010 i valori limite ammissibili scendono in modo significativo nelle zone climatiche E ed F (le più fredde), rispettivamente a 1,6 W/m2K e 1,4 W/m2K, mentre nelle zone climatiche B, C e D i valori di trasmittanza termica Uw sono più contenuti.
Limiti applicabili alla data di inizio lavori
A questo proposito UNCSAAL (Unione nazionale costruttori serramenti alluminio acciaio e leghe) – che tra l'altro sta esercitando pressioni sulle autorità governative affinché tali limiti siano rivisti – ricorda che per accedere alle detrazioni del 55% per la sostituzione dei serramenti (vetro+telaio) è necessario che i nuovi serramenti rispettino i limiti di trasmittanza termica applicabili alla data di inizio dei lavori. Nel caso in cui la sostituzione delle finestre sia configurabile in un intervento di manutenzione ordinaria – quindi senza obbligo della dichiarazione di inizio attività (DIA) al Comune - si presenta quindi la necessità di stabilire quale documento sia idoneo ad attestare la data di inizio lavori.
Risposta delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate, interpellata a questo proposito da UNCSAAL, ha chiarito che la data della sottoscrizione del contratto di fornitura non può costituire titolo confermativo della data di inizio lavori, poiché il contratto di fornitura attesta semplicemente l’impegno tra le parti in merito alla richiesta della fornitura dei serramenti. Anche il versamento di acconti a mezzo di bonifico bancario da parte del cliente al costruttore di serramenti non costituisce attestazione di inizio dei lavori.
Trasmissione dei dati all'Enea
Per quanto riguarda invece la trasmissione dei dati tecnici all’ENEA (come la compilazione dell’Allegato F nel caso di sostituzione dei serramenti nelle singole unità immobiliari), bisogna fare riferimento alla procedura valida alla data di fine lavori. È quanto afferma sia la FAQ 43 dell’ENEA che la guida fiscale “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico” del giugno 2008 (pag.11) redatta dall’Agenzia delle Entrate.
Fonte:casaeclima.com
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Cassazione: rimborso IVA? Può essere chiesto anche per le fatture non registrate
La Sezione Tributaria Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 21457/2009) ha stabilito che l’azienda può chiedere i rimborsi IVA con dichiarazione integrativa anche rispetto a fatture non registrate. La Corte del Palazzaccio ha infatti evidenziato che “in tema di detrazione e di rimborso dell’IVA, la giurisprudenza di questa Corte ha affermato i seguenti principi, pienamente condivisi dal Collegio:
a) ai sensi dell’art. 28, comma 4°, del d.p.r. 26 ottobre 1972, n. 633, nel testo applicabile ratione temporis alla fattispecie, il diritto alla detrazione si perde solo quando questa non venga computata né nel mese di competenza, né in sede di dichiarazione annuale (…);
b) in ogni caso, la perdita del diritto alla detrazioni, ai sensi del citato art. 28, comma 4°, del d.p.r. 1972/633, non pregiudica il diritto del contribuente al rimborso di quanto versato in eccesso, in applicazione dell’art. 30, comma 2° dello stesso decreto (…), poiché la perdita del diritto al rimborso, avendo natura di vera e propria decadenza, dovrebbe essere prevista espressamente dalla legge, mentre una previsione al riguarda manca nel citato art. 30 e non è riscontrabile in altre norme del medesimo decreto presidenziale (…). In materia di IVA, peraltro, come anche con riferimento alle imposte sui redditi, la dichiarazione del contribuente affetta da errore, di fatto o di diritto, commesso dal dichiarante nella sua redazione, è emendabile e ritrattabile, atteso che essa non ha valore confessorio, né costituisce fonte dell’obbligazione tributaria, inserendosi invece nell’ambito di un più complesso procedimento di accertamento e riscossione (…); inoltre, i principi della capacità contributiva e di buona amministrazione rendono intollerabile un sistema legislativo che impedisca al contribuente di dimostrare, entro un ragionevole lasso di tempo, l’inesistenza di fatti giustificativi del prelievo (…)”. “Del resto –prosegue la Corte-, coerentemente con tali principi, si è affermato anche che la mancata esposizione del credito IVA nella dichiarazione annuale non comporta la decadenza dal diritto di far valere tale credito, purché lo stesso emerga dalle scritture contabili (…). La soluzione è conforme ai principio del diritto comunitario (…), seguiti dalla giurisprudenza di questa Corte (…), secondo i quali il soddisfacimento del credito IVA non è strettamente collegato al meccanismo della detrazione, potendo essere fatto valere anche mediante semplice istanza di rimborso”.
Fonte:studiocataldi.it (Cristina Matricardi)
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Crisi: Confindustria lancia progetto T-Holding per aggregazione PMI
Si chiama T-holding il progetto lanciato da Confindustria per favorire l'aggregazione tra le piccole imprese.
L'iniziativa, presentata a Mantova in occasione del Forum della Piccola Industria, ha l'obiettivo di tutelare (la T del nome 'T-holding sta, appunto, per ''tutela'') tutto il mondo che ruota attorno alla piccola industria italiana: fatturati aggregati, occupazione, crediti in sofferenze, crediti dei fornitori, indotto e gettito fiscale. Un progetto a costo zero, che non prevede nessun esborso di risorse pubbliche ma che al contrario permettera' al Tesoro di recuperare quella quota di gettito fiscale che andrebbe persa in caso di chiusura delle aziende.
L'imprenditore che si trova in difficolta' e che decide di aderire al progetto per prima cosa conferisce la proprieta' della sua azienda alla holding e ne diventa socio, tutelando il valore patrimoniale e liberandosi dalle garanzie personali.
Parte cosi' un fondo a capitale pubblico-privato con 2 miliardi di euro di disponibilita' che investe solo ed esclusivamente in queste operazioni di aggregazioni tra pmi.
Una holding che puo' contare sulle agevolazioni fiscali previste dalla norme sulle aggregazioni e sul bouns di patrimonializzazione che va rafforzato rafforzando il coefficiente del 3% e prorogando l'agevolazione almeno a tutto il 2010. La holding ha inoltre accesso diretto al fondo di garanzia centrale, mentre le banche hanno un trattamento fiscale agevolato sulle eventuali partecipazioni al capitale delle T-holding.
Fonte:asca.it
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