RETEFIN


Vai ai contenuti

Menu principale:


5° invio Dicembre_2009

News e Fax > Archivio 2009 > Dicembre




Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni
Mondoaffare.net- il portale di annunci e inserzioni

Elenco news :

Restyling per le comunicazioni Iva.Via ai nuovi modelli dal 1° gennaio

Tariffe elettriche: poca chiarezza. Come risparmiare

Gli aiuti del Fondo di garanzia anche alle imprese in difficoltà

Caso Ryanair, la guerra dei documenti: Alitalia ha qualche responsabilità?

Innovazione e hi-tech: finanziamenti ministeriali per le PMI

Obbligazioni 2010: consigli per la scelta

Bonus capitalizzazioni anche per le società neocostituite

Mutui Pmi: plafond BEI – Bper per le imprese


Assindatcolf, le date del 2010 da segnare sul calendario

Scajola, un decreto per aiutare l'innovazione e l'hi-tech

L'Antitrust contro le banche: Le nuove commissioni danneggiano i consumatori

Bonus ricapitalizzazione società

Furti d'identità, phishing e inni alla violenza sui social network. Un crimine su cinque è sul web

Parte la nuova invalidità civile

Riduzione contributiva nel settore edile per l'anno 2009 - Autoliquidazione 2009/2010

La Finanziaria introduce agevolazioni per il mondo del lavoro

Adoc: irreale il dato Isae sulla fiducia. La crisi ci sarà anche nel 2010

SiPay vs. Paypal. Vince il risparmiatore

Ricette mediche, certificati di malattia e fascicolo sanitario online su Internet

A gennaio arrivano i saldi invernali ma si teme il flop. Codacons: 'Giù del 10-20%'

Imprese- Crisi: più dura nel Nordovest e nel Centro

Consumatori: occorre detassare redditi fissi, aprire ai saldi e bloccare le tariffe

Tlc, più pc e Internet

Bond: le cinque regole er non scottarsi nel 2010

Amianto: una nuova direttiva UE disciplina la protezione dei lavoratori

Restyling per le comunicazioni Iva.Via ai nuovi modelli dal 1° gennaio

Approvati con provvedimento del direttore delle Entrate e disponibili sul sito dell'Agenzia, insieme a istruzioni per la compilazione e specifiche tecniche per la presentazione telematica, i nuovi modelli AA7/10 e AA9/10. Dovranno essere utilizzati, a partire dal 1° gennaio 2010, dai soggetti diversi dalle persone fisiche (società, enti, associazioni eccetera), il primo, e dalle persone fisiche, il secondo, per le dichiarazioni di inizio attività, variazione dati o cessazione attività.

Per la presentazione, oltre che alla modalità telematica con trasmissione diretta da parte del contribuente o tramite i soggetti incaricati, è possibile avvalersi della consegna (anche attraverso persona appositamente delegata) a un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate (in tal caso, il modello va presentato in duplice esemplare) o della spedizione postale, mediante raccomandata, a un qualsiasi ufficio delle Entrate, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante.

Le novità della nuova versione dei modelli AA7 e AA9 riguardano essenzialmente le sezioni relative ai soggetti non residenti (vengono recepite le modifiche alla disciplina Iva introdotte dall'articolo 11 del Dl 135/2009) e il modello di "Comunicazione unica".

In particolare, in base alla nuova normativa (intervenuta sull'articolo 17 del Dpr 633/1972), i non residenti con stabile organizzazione operante nel territorio dello Stato non possono più nominare un rappresentante fiscale o identificarsi direttamente per assolvere gli adempimenti relativi alle operazioni effettuate dalla casa madre, ma devono far confluire tali operazioni nella posizione Iva attribuita alla stabile organizzazione attiva in Italia. Abolita, in pratica, la possibilità di una duplice identificazione ai fini dell'imposta sul valore aggiunto.

L'altra modifica è relativa alla neonata ComUnica: attraverso la presentazione di "un modello unico", è possibile assolvere tutti gli adempimenti amministrativi, previdenziali, assistenziali e fiscali connessi all'apertura di nuove imprese e ottenere il codice fiscale e la partita Iva.
L'utilizzo della Comunicazione unica, facoltativa fino al 31 marzo 2010, sarà obbligatorio dal giorno successivo (sul sito www.sviluppoeconomico.gov.it è disponibile l'ultima versione del modello, come da ultimo modificato dal decreto interministeriale del 19 novembre scorso).
Relativamente ad essa, nelle istruzioni per la compilazione dei modelli AA7/10 e AA9/10 è stata inserita, nelle "Modalità di presentazione", una specifica parte denominata "ComUnica - Comunicazione Unica per la nascita dell'impresa (art. 9 D.L. n. 7/2007)".

Fonte:nuovofiscooggi.it
Ritorna all'inizio

Tariffe elettriche: poca chiarezza. Come risparmiare


La nuova tariffa regolata pubblicata dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas non è la scelta più conveniente. Il libero mercato offre di meglio, ma gli utenti spesso non lo sanno. Utilizza il nostro calcolatore per scoprire qual è la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Utenti poco informati
Diminuiscono le tariffe, ma non aumenta la chiarezza per gli utenti, che spesso non sanno di poter scegliere fra rimanere nel mercato regolato (e passare alla bioraria obbligatoriamente tra sei mesi) o aprirsi al mercato libero, valutando proposte alternative. Proposte talvolta poco trasparenti: centinaia le denunce di consumatori allettati dalle offerte di operatori che comunicano però solo la componente del prezzo dell'energia. Voce che costituisce solo il 55% dell'importo totale della tariffa che troviamo in bolletta.

Si può spender meno
Confronta le tariffe, utilizzando il nostro calcolatore: in un anno si possono risparmiare fino a 60 euro per un profilo di utilizzo di 2.700 KWh annui.
Chi manterrà la tariffa regolata, cioè chi non ha scelto un fornitore di energia diverso dal 2007 a oggi, dal 1° luglio 2010 passerà alla tariffa bioraria pensata per distribuire i consumi in modo più omogeneo e rendere più efficiente il sistema. Dando una mano anche all'ambiente. Non sempre sarà fonte di risparmio per gli utenti.

"Controcorrente": risparmiare sull'energia domestica
Continua anche per il 2010 la nostra campagna "Controcorrente", per risparmiare su luce e gas. L'iniziativa prevede numerosi strumenti per aiutare concretamente le famiglie a utilizzare al meglio l'energia domestica, in modo da associare il comfort di casa al risparmio in bolletta. Informazioni, consigli, confronti tra prodotti e molto altro: tutto a disposizione di chi vuole un'abitazione che non bruci inutilmente energia.

Fonte:altroconsumo.it
Ritorna all'inizio

Gli aiuti del Fondo di garanzia anche alle imprese in difficoltà


Modificati i criteri di valutazione per l’accesso al Fondo di garanzia per le PMI, di cui alla legge 662/96. Ne consegue una maggiore facilità, da parte delle imprese beneficiarie, ad ottenere le garanzie pubbliche a copertura dei finanziamenti. Per contrastare la crisi che sta peggiorando i conti delle imprese e determina una contrazione dell’offerta di credito da parte delle banche, l’attività del Fondo di garanzia per le PMI è stato estesa anche alle imprese in temporanea difficoltà.

È questa una delle principali novità apportate con i nuovi criteri di valutazione approvati dal Comitato di Gestione del Fondo nella riunione del 26 novembre 2009.

Il Fondo, istituito con legge n. 662/96 presso Mediocredito centrale Spa, è diretto a favore l’accesso al credito delle PMI mediante la concessione di una garanzia pubblica.

Disposizioni di estremo rilievo circa l’operatività di tale strumento sono state adottate nel corso del 2009.

Tra le novità, l’aumento della dotazione a 1,6 miliardi di euro fino al 2012, l’estensione alle imprese artigiane e l’aggiunta di una sezione speciale per i trasporti. Inoltre, è stato innalzato da 500mila euro a 1,5 milioni di euro l’importo massimo garantibile per singola impresa e l’attivazione della garanzia di ultima istanza dello Stato.

Quest’ultima consente di attivare il cosiddetto effetto di “ponderazione zero” che permette alle banche di non effettuare accantonamenti di capitale a fronte della quota di credito garantito dal Fondo, facilitando l’accesso al credito per le PMI e riducendone il costo.

Entrando nel dettaglio delle modifiche apportate agli indicatori di valutazione, in riferimento alla procedura c.d. “microcredito”, relativa alle operazioni finanziarie di importo ridotto, si evidenzia che:

- è stato elevato da 75.000 a 100.000 euro l’importo massimo ammissibile;

- è stata concessa la possibilità di accedere anche alle imprese che presentano una perdita in uno degli ultimi due bilanci approvati (se la perdita si verifica nell’ultimo bilancio, questa non deve essere superiore al 10% del fatturato);

- sono state rimodulate le condizioni che permettono l’aumento dell’importo massimo ammissibile al “microcredito” ed è stata introdotta, in riferimento al parametro relativo alla presenza di immobile aziendale, anche l’ipotesi di immobile aziendale acquisito con contratto di locazione finanziaria.

Viene inoltre semplificata la procedura per le richieste di garanzia su operazioni di importo ridotto relative ad imprese in fase di start up (ovvero quelle che sono state costituite o hanno iniziato la propria attività non oltre 3 anni prima della richiesta di ammissione alla garanzia del Fondo).

Per la valutazione di tali imprese, nel caso di operazioni di importo pari o inferiore a 25.000 euro, è stato previsto che le banche/Confidi devono inviare il business plan completo del solo conto economico previsionale (in sostituzione del bilancio previsionale almeno triennale previsto per le operazioni di ammontare superiore).

Ampliata anche la possibilità di accesso alla procedura “semplificata” (in tal caso è la banca o il Confidi a certificare il merito di credito dell’impresa).

Potranno pertanto essere ammesse le operazioni il cui importo non superi il 30% del fatturato dell’impresa, ovvero il 20% nel caso dei finanziamenti fino a 36 mesi (in passato potevano accedere a tale procedura le operazioni di importo non superiore al 20% del fatturato, o il 15% nel caso dei finanziamenti fino a 36 mesi).

La riformulazione dei criteri è stata effettuata prendendo a riferimento nuovi valori economico-finanziari, più adeguati alla particolare congiuntura e comunque in grado di selezionare le imprese “economicamente e finanziariamente sane”.

Per le imprese in contabilità ordinaria operanti nel settore manifatturiero, edilizia ed alberghi (società alberghiere proprietarie dell’immobile), relativamente al modello di valutazione sono stati modificati alcuni valori di riferimento.

L’indice di copertura finanziaria delle immobilizzazioni - rapporto: (mezzi propri + debiti a medio-lungo termine) / immobilizzazioni – è ridotto da 1,25 a 1. Relativamente all’indice di patrimonializzazione (rapporto: mezzi propri / totale passivo) il valore di riferimento passa dal 15% al 10%.

Il “cash flow/totale attivo”, invece, è stato sostituito con l’indice di incidenza della gestione caratteristica sul fatturato – rapporto: margine operativo lordo (MOL) / fatturato - che consente di misurare la redditività al netto dei costi di produzione diretti e dei costi del personale (il suo valore di riferimento è 0,15).

Variato anche il modello di valutazione delle imprese in contabilità ordinaria del settore commercio, servizi ed alberghi (società alberghiere locatarie dell’immobile), autotrasporto merci per conto terzi (cod. Istat 60.25).

Con riferimento alle novità introdotte si segnala:

- la riduzione da 1 a 0,8 del valore di riferimento dell’indice di liquidità (rapporto: attivo circolante / passivo circolante);

- l’aumento dal 50% al 60% del valore di riferimento dell’indice di rotazione dell’attivo circolante (attivo circolante / fatturato).

Per le imprese in contabilità semplificata che non dispongono di magazzino l’indice “giorni di dilazione media del magazzino” è stato sostituito con l’indice “redditività lorda delle vendite” (rapporto: margine operativo netto / fatturato), con valore di riferimento pari a 0,10.

Quanto all’indice di redditività sul fatturato (utile di esercizio / fatturato), è stato ridotto il precedente valore di riferimento (di 8%) ad un valore pari o superiore a 6%.

Come chiarito nella Circolare n. 566 del 4 dicembre 2009, i nuovi criteri si applicheranno, ferma restando la disciplina attualmente vigente per le imprese di autotrasporto, a partire dall’11 gennaio 2010.

Fonte:ipsoa.it
Ritorna all'inizio

Caso Ryanair, la guerra dei documenti: Alitalia ha qualche responsabilità?


Caso Ryanair: dal 23 gennaio sono sospesi tutti i voli nazionali. Quanto astio. Ma da dove arriva la decisione della compagnia di Michael O'Leary, il fondatore della low cost già noto per le sue stravaganze - dalla toilette a gettone, alle pubblicità tra Valentino Rossi, Bossi e Sarkozy, fino alla proposta della tassa in volo sull'obesità?

Partiamo dall'Enac, che avrebbe richiesto di «accettare più semplici forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte nazionali». Infatti è solo esibendo carta di identità o passaporto che si può volare. Tesserino sanitario, codice fiscale, patente o il diploma di scuola media non danno accesso al gate per Ryanair (sull'applicazione delle leggi Bassanini sulla semplificazione Ryanair ha già perso il ricorso contro l'Enac). Perché proprio oggi si abbatte il fuoco cemico contro Michael O'Leary? L'arcano è svelato da Sergio Rizzo del Corriere ripreso anche da Dagospia. Scrive:

Possibile che la guerra dei documenti, in realtà in atto da mesi, sia scoppiata soltanto dopo che una giovane deputata della maggioranza di governo non è stata imbarcata avendo esibito il tesserino parlamentare?

Fonte:blogosfere.it
Ritorna all'inizio

Innovazione e hi-tech: finanziamenti ministeriali per le PMI


Per le aree sottoutilizzate del nostro Paese, arriva un plafond di finanziamenti ministeriali pari a 12,5 milioni di euro con la finalità di incentivare sia il trasferimento tecnologico, sia la creazione di nuove realtà imprenditoriali operanti nel settore dell’hi-tech. A darne notizia lunedì scorso è stato il Ministero dello Sviluppo Economico dopo che il Ministro Claudio Scajola ha firmato il relativo Decreto con l’obiettivo di agevolare lo sviluppo imprenditoriale nelle aree più svantaggiate del nostro Paese, ma anche per garantire ed incentivare in tali zone la domanda di occupazione qualificata. In particolare, per l’accesso ai fondi il Ministero dello Sviluppo Economico metterà a punto un Bando al quale, in cordata, potranno partecipare tutti quei soggetti che sono in grado di promuovere ed incentivare l’innovazione d’impresa, ovverosia le associazioni degli imprenditori che hanno un forte radicamento sul territorio, ma anche ovviamente i centri di ricerca pubblici, le università ed altri soggetti operanti nel no-profit.

Nel momento in cui il Decreto del Ministro Scajola sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, le cordate composte dai soggetti sopra citati, nelle aree più svantaggiate del nostro Paese, avranno massimo 90 giorni di tempo per presentare la domanda relativa a progetti che, in particolare, dovranno essere incentrati sulle seguenti dieci aree tecnologiche: biotecnologie; tecnologie per l’automazione e sensoristica; tecnologie energetiche; tecnologie elettriche, elettroniche ed elettro-ottiche; tecnologie ambientali; tecnologie meccaniche e della produzione industriale; tecnologie organizzativo-gestionali; tecnologie chimiche e separative; materiali avanzati, micro e nanotecnologie; tecnologie per l’informatica e le telecomunicazioni.

I progetti, aventi una durata massima di due anni, e per un importo minimo di un milione, e massimi due milioni di euro, che saranno selezionati per l’accesso ai finanziamenti ministeriali, potranno ottenere risorse pari al 50% della spesa ammissibile con la finalità di marketing, dimostrazione e diffusione delle tecnologie che dovranno essere poi trasferite alle piccole e medie imprese.

Fonte:bassitassi.com
Ritorna all'inizio

Obbligazioni 2010: consigli per la scelta


Il porto sicuro delle obbligazioni come investimenti sicuri, tanto ‘sicuro’ non più. Anche, infatti, con le obbligazioni, siano esse pubbliche o private, il piccolo risparmiatore potrebbe incorrere in qualche rischio.

Ecco, dunque, qualche buona regola per minimizzare il più possibile i rischi di un acquisto di titoli di Stato o societari. Innanzitutto bisogna fare molta attenzione per quanto riguarda le obbligazioni governative che scadono tra i dieci e i 30 anni. E' vero che se si cercano cedole un minimo attraenti bisogna guardare a quelle, ma si paga salato. Il BTp che scade nel 2039 ha una cedola del 5%, ma il titolo costa 104,8; il valore cioè di un intero anno di rendimento. Se i tassi dovessero salire l'anno prossimo quel prezzo scenderà.

Alcune stime dicono che sul trentennale l'effetto di un aumento di 0,25% dei tassi guida deprime i valori del 3,8%. Un rialzo dei tassi fino all'1% (oggi remoto) porta il deprezzamento fino al 14%. Rischiereste quindi in futuro di avere in portafoglio un titolo con buone cedole ma che vale meno di quando lo avete comprato. Seconda regaloa: no al BoT che si autorinnova. Non comporta alcun rischio vero, ma neanche alcun guadagno, quindi all’investitore non serve a nulla. Terza regola: attenzione al rendimento troppo alto.

Quando un titolo obbligazionario rende più del 5 se non 6% c'è da stare molto attenti. Rendimenti elevati in questa fase ancora molto critica per l'economia e la finanza mondiale, sono sospetti. Significa che lo Stato o la società che emette questi titoli ha un merito di credito traballante e l'unico possibilità è quella di offrire rendimenti sempre più alti. Attenzione anche ai bond in dollari e a non farsi attrarre in tentazione dalla debolezza della moneta americana.

Si comprano bond in valuta americana e si spera di benefici e di una rivalutazione del dollaro sull'euro. Il che potrebbe accadere, ma potrebbe accadere anche il contrario, quindi, meglio non rischiare. Infine, attenzione anche ai Paesi emergenti.

E’ vero che il rendimento di investimenti nei Paesi emergenti è buono, ma se si vuole preservare il capitale e guadagnare qualche punto l'anno, sarebbe meglio lasciar perdere. Quei bond sono in valuta locale e come detto per il dollaro le oscillazioni dei cambi sono volubili e repentine, non lasciando spazio a previsioni certe.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio

Bonus capitalizzazioni anche per le società neocostituite


L’Agenzia delle Entrate, con la circolare numero 53/E del 21 Dicembre 2009, ha fornito alcune indicazioni sul bonus capitalizzazioni, introdotto dall’articolo 5, comma 3 ter, del Decreto Legge numero 78 del 2009. La circolare conferma che non sono agevolabili gli aumenti di capitale che si traducono in semplici conversioni di riserve giù esistenti in capitale. Il documento ammette inoltre che le società neocostituite possono beneficiare dell’agevolazione con riguardo al capitale di costituzione. L’ambito di applicazione dell’agevolazione include anche i versamenti a fondo perduto e le rinunce ai crediti eseguitie dai soci.

Fonte: Il Sole 24 Ore
Ritorna all'inizio

Mutui Pmi: plafond BEI – Bper per le imprese


La Bper, Banca popolare dell’Emilia Romagna, ha reso noto d’aver raggiunto un accordo con la BEI, Banca Europea per gli Investimenti, per l’accesso ad una linea di credito pari a ben 300 milioni di euro con finalità di sostegno all’accesso al credito ed ai progetti di espansione e di sviluppo delle piccole e medie imprese, ed in particolare per l’erogazione di leasing e di mutui. Di questo plafond, pari come accennato a 300 milioni di euro, infatti, 150 milioni di euro saranno destinati a Sardaleasing, controllata del Gruppo Banca popolare dell’Emilia Romagna che opera nella concessione di leasing che hanno caratteristiche e finalità di acquisto di beni strumentali, immobili costruiti o da costruire, automobili, veicoli industriali ma anche leasing nautico.

Nel complesso, la linea di credito sarà destinata a promuovere progetti delle piccole e medie imprese, di qualsiasi natura, con sede legale in Italia ed attive nei comparti del turismo, dei servizi e delle attività industriali; i progetti, che dovranno rigorosamente essere implementati in Italia al fine di ottenere mutui e leasing, possono riguardare, tra l’altro, anche i campi relativi all’ambiente, all’energia ed alla valorizzazione del capitale umano.
Tra le altre iniziative intraprese di recente da Bper a sostegno dell’economia italiana, nei giorni scorsi la Banca con il CCFS, Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo, ed il Coopfond, ha siglato un accordo finalizzato a mettere a disposizione un plafond di 30 milioni di euro di finanziamenti per le cooperative che aderiscono Legacoop unitamente alle società da loro controllate; la misura prevede la concessione di finanziamenti che, aventi un tasso agevolato, abbiano come finalità quella di supportare lo sviluppo aziendale e/o agevolare i nuovi investimenti produttivi. Questi finanziamenti, per un durata massima di dieci anni per quanto riguarda il piano di ammortamento, possono essere erogati dai soggetti aderenti all’accordo per importi minimi pari a 500 mila euro.

Fonte:bassitassi.com (Fil)
Ritorna all'inizio

Assindatcolf, le date del 2010 da segnare sul calendario


Assindatcolf, Associazione sindacale nazionale fra datori di lavoro dei collaboratori familiari, aderente a Confedilizia, in vista del prossimo anno ha preparato lo 'Scadenzario del 2010': tutte le date utili al datore di lavoro domestico sulle scadenze comprese nel rapporto di lavoro col proprio collaboratore (colf, badante, baby sitter). Il primo adempimento da segnare sul calendario cade proprio a ridosso delle feste di inizio d'anno: dall'1 all'11 gennaio (il 10 è domenica), infatti, si possono pagare i contributi Inps dovuti per il proprio dipendente e relativi al IV trimestre 2009. "Tale scadenza - evidenzia Assindatcolf - interessa anche coloro che nel mese di settembre scorso hanno presentato la domanda di emersione di un lavoratore domestico irregolare e sono stati già convocati dagli uffici per la firma del contratto di soggiorno e l'invio della denuncia di assunzione all'Inps, se hanno già ricevuto i bollettini di versamento da parte dell'Istituto. Per coloro che invece non sono stati ancora convocati per la definizione della procedura il pagamento di questo trimestre verrà rinviato alla conclusione del procedimento". Per ogni ulteriore chiarimento od informazione, l'Assindatcolf è a disposizione tramite le proprie sedi territoriali, i cui indirizzi sono reperibili al numero verde 800.162.261.

Ecco lo scadenzario 2010 del datore di lavoro domestico: 11 GENNAIO 2010: lunedì, Versamento dei contributi Inps. Ultimo giorno per il versamento dei contributi per il lavoro domestico relativi al trimestre ottobre-dicembre 2009. MARZO: Certificazione della retribuzione. Ad eventuale richiesta del lavoratore (in questo mese o nei mesi successivi) il datore di lavoro è tenuto - a termini dell'art. 32 del Contratto collettivo nazionale di lavoro - a rilasciare al lavoratore domestico una dichiarazione dalla quale risulti l'ammontare complessivo delle somme erogate nel 2009, ai fini della presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del lavoratore medesimo. 10 APRILE 2010: Sabato: Versamento dei contributi Inps. Ultimo giorno per il versamento dei contributi per il lavoro domestico relativi al trimestre gennaio-marzo 2010. GIUGNO-SETTEMBRE: Ferie. Compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro, il lavoratore domestico può usufruire del periodo di ferie in questi mesi. Si ricorda che, sulla base del vigente contratto, il lavoratore ha diritto alla fruizione di 26 giorni lavorativi annui, da frazionarsi in non più di due periodi all'anno purché concordati fra le parti. 10 LUGLIO 2010: Sabato: Versamento dei contributi Inps. Ultimo giorno per il versamento dei contributi per il lavoro domestico relativi al trimestre aprile-giugno 2010. 11 OTTOBRE 2010: Lunedì: Versamento dei contributi Inps. Ultimo giorno per il versamento dei contributi per il lavoro domestico relativi al trimestre luglio-settembre 2010. DICEMBRE 2010: Tredicesima. Entro questo mese, il datore di lavoro corrisponde al lavoratore la tredicesima mensilità. A quei dipendenti le cui prestazioni non raggiungono un anno di servizio, sono corrisposti tanti dodicesimi di detta mensilità quanti sono i mesi del rapporto di lavoro.

Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio

Scajola, un decreto per aiutare l'innovazione e l'hi-tech


Un decreto firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, prevede uno stanziamento di 12,5 milioni di Euro per finanziare progetti per il trasferimento tecnologico e per la creazione di nuove imprese hi-tech nelle aree sottoutilizzate del Paese.
"Con questa iniziativa", ha detto il ministro Scajola, "il Governo intende porre un altro tassello a favore del tessuto delle piccole e medie imprese al fine di favorire processi e progetti ad alto contenuto di innovazione tecnologica in aree del Paese più svantaggiate creando in tal modo non solo un significativo volano imprenditoriale con contenuti avanzati, ma stimolando anche la formazione di nuova occupazione qualificata. A tal fine", ha aggiunto Scajola, "riteniamo particolarmente efficace il coinvolgimento, oltre che delle Università e dei centri di ricerca specializzati sulle tecnologie da trasferire, anche delle Associazioni imprenditoriali che hanno forti legami con il territorio e sono in grado di intercettare al meglio i bisogni di innovazione delle filiere produttive".
Al bando del Ministero dello Sviluppo Economico potranno partecipare cordate composte da Università, Centri di ricerca pubblici, associazioni imprenditoriali ed altre strutture no-profit attive nel settore della promozione dell'innovazione e della creazione di impresa hi-tech.Per ciascun progetto selezionato saranno messe a disposizione risorse finanziarie nella misura massima del 50% delle spese ammissibili finalizzate alla realizzazione di attività di marketing, diffusione e dimostrazione delle tecnologie da trasferire alle Pmi.
I progetti dovranno avere un importo complessivo compreso tra uno e due milioni di Euro e una durata massima di 24 mesi.
Inoltre, con l'obiettivo di specializzare l'offerta dei servizi nell'innovazione e nel trasferimento tecnologico, i progetti dovranno essere focalizzati sulle seguenti dieci aree tecnologiche: materiali avanzati, micro e nanotecnologie; tecnologie chimiche e separative; biotecnologie; tecnologie meccaniche e della produzione industriale; tecnologie per l'automazione e sensoristica; tecnologie elettriche, elettroniche ed elettro-ottiche; tecnologie per l'informatica e le telecomunicazioni; tecnologie organizzativo-gestionali; tecnologie ambientali; tecnologie energetiche.
Le domande potranno essere presentate entro il novantesimo giorno dalla pubblicazione del Decreto sulla Gazzetta Ufficiale. L'iniziativa è realizzata nell'ambito del Programma Riditt-Rete Italiana per la Diffusione dell'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico alle imprese, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito dall'IPI-Istituto per la Promozione Industriale.

Fonte:impresacity.it
Ritorna all'inizio

L'Antitrust contro le banche: Le nuove commissioni danneggiano i consumatori


Le nuove commissioni bancarie che hanno sostituito la commissione di massimo scoperto si stanno rilevando più costose per i consumatori. Lo afferma l'Antitrust in una segnalazione inviata a Governo, Parlamento e alla Banca d'Italia al termine di un monitoraggio effettuato sulle condizioni alla clientela applicate da sette Istituti bancari, valide anche per le banche dei rispettivi gruppi. Dall'analisi dell'Autorità guidata da Antonio Catricalà, che può considerarsi rappresentativa dell'intero sistema bancario, in quanto ha coinvolto tutti i maggiori operatori del settore, emerge che per gli scoperti transitori di conto corrente si è verificato un innalzamento dei costi per i correntisti. In particolare per lo scoperto è emerso che, considerando importi e durate del 'rosso' rappresentativi di un comportamento medio dei correntisti privi di fido, le nuove condizioni economiche si presentano in cinque casi peggiorative, in una misura che varia da circa il doppio sino a quindici volte. In un sesto caso le condizioni sono risultate equivalenti a quelle vigenti con il precedente regime normativo, mentre solo in un caso sono più vantaggiose. Per i clienti che possono contare invece sul fido la situazione ha subito un sostanziale peggioramento rispetto alla semplice applicazione della commissione di massimo scoperto fino all'entrata in vigore della legge 3 agosto 2009, n. 102, in base alla quale l'ammontare del corrispettivo omnicomprensivo per il servizio di messa a disposizione delle somme non può superare lo 0,50%, per trimestre dell'importo dell'affidamento, a pena di nullità del patto di remunerazione. Le aliquote precedenti risultavano sempre peggiorative della commissione di massimo scoperto quando gli utilizzi delle somme avvenivano entro il fido e più vantaggiose solo quando si verificava uno sconfinamento rispetto alla somma affidata, penalizzando così i comportamenti dei clienti virtuosi. Nei casi in cui il massimo utilizzo nel trimestre era pari al fido gli importi addebitati a seguito dell'applicazione della commissione di massimo scoperto e dell'applicazione delle commissioni sostitutive invece coincidevano. Le nuove commissioni avevano inoltre una struttura regressiva, risultando mediamente più penalizzanti per i clienti che avevano un fido minore. Con la legge dello scorso agosto invece le nuove commissioni sono diventate più vantaggiose ma solo a partire da un ammontare di utilizzo del fido stesso superiore circa alla metà. Alla luce di quanto emerso, il Codacons chiede una maxi multa da almeno un miliardo di euro: una sanzione esemplare per le banche che, come attestato dall'Antitrust, "hanno aggirato l'eliminazione della commissione di massimo scoperto, introducendo nuove e più care commissioni a carico dei clienti" spiega il presidente, Carlo Rienzi. ''Eravamo certi che le banche avrebbero trovato velocemente il modo di mettere furbescamente le mani in tasca ai consumatori - spiega - un comportamento vergognoso cui gli istituti di credito ci hanno oramai abituato e che rappresenta una anomalia esistente solo nel nostro Paese''. ''Ci auguriamo che ora Antitrust, Parlamento e Banca d'Italia non restino a guardare - prosegue Rienzi - con le banche non si tratta e non ci si confronta, ma bisogna usare le maniere forti''. Per questo, gli istituti di credito meriterebbero ''una maxi-sanzione non inferiore a 1 miliardo di euro, così da dare una lezione all'arrogante mondo bancario che continua a spremere come limoni i propri clienti ed evitare il ripetersi di simili stratagemmi che danneggiano i consumatori''.

Fonte:studiocataldi.it
Ritorna all'inizio

Bonus ricapitalizzazione società


Alcuni mesi fa il Governo ha varato una manovra per incoraggiare il ricorso al capitale proprio da parte delle società di persone e di capitale, al fine di ridurre la loro dipendenza dalle banche.

L’incentivo consiste in una detassazione pari al 3% dell’incremento del capitale, applicabile per cinque anni di seguito. È necessario, però, che l’aumento avvenga fra il 5 agosto 2009 e il 5 febbraio 2010 e che l’incremento avvenga ad opera di soci persone fisiche.

Quando manca poco più di un mese alla fine del tempo utile per sfruttare l’incentivo, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare n. 53/2009, con la quale si chiariscono una serie di dubbi rimasti pendenti.
Innanzitutto, è stato chiarito che la data da considerare perché si rientri nel semestre di vigenza dell’agevolazione è quella d’iscrizione della delibera assembleare o della modifica dell’atto costitutivo.

Ma soprattutto, è stato chiarito che la detassazione (costituita da una riduzione della base imponibile, fino ad un massimo di 15.000 euro) è valida non solo per l’applicazione dell’IRPEF/IRES ma anche dell’IRAP.

La manovra di ricapitalizzazione, tuttavia, dev’essere costituita da un’effettiva sottoscrizione di capitale: non contano, dunque, i cosiddetti “aumenti gratuiti”, rappresentati dai passaggi di riserve al capitale sociale. In caso di una manovra mista (in parte a pagamento e in parte gratuita) rileva solo la prima frazione. Sono ammessi anche i conferimenti in natura.


Da notare che anche la costituzione di nuove società rientra nel campo dell’incentivo.
Non importa se la sottoscrizione avviene ad opera di vecchi soci o di nuovi arrivati, né il tipo di contabilità adottata. L’incentivo può essere cumulato con altre agevolazioni, purché le leggi istitutive di queste ultime non lo vietino.

Infine: anche l’eventuale sovrapprezzo di quote e azioni rileva ai fini della detassazione

Fonte:impresalavoro.eu (Giuseppe Aymerich)
Ritorna all'inizio

Furti d'identità, phishing e inni alla violenza sui social network. Un crimine su cinque è sul web


Sempre più preoccupante il fenomeno dei reati perpetrati usando Internet. Scippi virtuali, phishing, facebook e gli altri social utilizzati per danneggiare una persona, per inneggiare alla violenza o alla camorra. E' allarme della Polizia di Stato: sul sito una serie di consigli per non cadere vittime del 'lato oscuro di internet' commenta 0 vota 5 invia stampa
Roma, 29 dic. (Adnkronos) - Furti d'identità, scippi virtuali, phishing, social network utilizzati per danneggiare una persona o per inneggiare alla violenza, e ancora, notizia recente, per fare apologia della camorra. Per proteggersi dalle insidie che si nascondono nel mondo "parallelo" della Rete, la Polizia Postale ha pubblicato sul sito della Polizia di Stato (www.poliziadistato.it) una serie di consigli e suggerimenti per non cadere vittime del 'lato oscuro di internet'. Pare infatti che ormai un crimine su cinque venga commesso in Rete e gli agenti della Postale, oltre duemila quelli impegnati su questo fronte, in molti casi lavorano da infiltrati, soprattutto per scoprire e arrestare gli autori di traffici turpi e pericolosi come quello di materiale pedopornografico, di terrorismo o di droga.

Ma accanto ai reati più gravi, ci sono molti altri tipi di truffe che ogni giorno possono ingannare gli utenti. Per non abboccare al phishing, ad esempio, fenomeno con il quale si sfruttano le vulnerabilità dei sistemi per installare virus che rubano codici segreti (il più recente si chiama 'Zeus bot' che carpisce i dati sensibili) la cosa più importante, dice il vice questore aggiunto Stefano Zireddu, "è avere sempre sul computer antivirus aggiornati e utilizzare una navigazione protetta".

Cosa vuol dire? "Significa disabilitare, quando è possibile, quegli accessori del browser, come ad esempio i java script, che spesso vengono sfruttati per rubare le informazioni". Altra cosa fondamentale è non cliccare mai su un link che arriva per email invitandovi a cambiare la vostra password, a entrare nella vostra banca o sul conto alla posta. Zireddu ribadisce: "nessuna banca o ufficio postale invia mail per verificare dati o comunicare con i clienti".

C'è poi il fronte dei cosiddetti 'viaggi fantasma'. Nei periodi di vacanza, estate, Natale, Capodanno, numerose sono anche le finte offerte di viaggi che offrono pacchetti last minute di villaggi inesistenti o fatiscenti. E' successo proprio pochi giorni fa, ad esempio, che un truffatore aveva affittato via web, contemporaneamente a più locatari, una baita a Cortina d'Ampezzo per le vacanze di Natale.

Ma l'inganno è stato scoperto in tempo dai poliziotti. "Questo puo' succedere anche se si affitta una casa vacanza da un giornale di annunci di privati", sostengono gli uomini della polizia postale. Non è tanto un problema di Internet quanto di incauto acquisto. In questi casi, così come per qualsiasi acquisto in Rete, è importante avere alcune cautele basilari: verificare il contesto in cui avviene l'inserzione, vedere cioè se il sito o la società che gestisce la vendita è affidabile o meno.

Se si tratta di privati che inseriscono annunci su siti di compravendita verificare le credenziali del venditore. In genere chi commercia abitualmente in modo corretto ha dei giudizi di valore che attestano la sua serietà. Sarebbe comunque sempre meglio, come cautela di buon senso, non inviare tutti i soldi subito: magari inviare solo una caparra e poi pagare il resto del soggiorno quando si arriva sul posto e dopo aver verificato che è tutto a posto.

Un'attenzione particolare è poi dedicata ai social network e ai furti d'identità. Molti giovani oggi, spiega la Polizia Postale, si impossessano dell'identità di una persona per diffamarla, denigrarla o peggio ancora distribuire password e numeri di telefono. Succede quando ci si vuole vendicare di un fidanzato o di una fidanzata che ci ha lasciato, ma anche per un semplice scherzo. E' possibile però anche che qualcuno si impossessi dell'identità di persone più o meno note per creare profili che li mettono in cattiva luce o per utilizzare il nome della personalità in questione per ricevere benefici o compiere atti illeciti screditando il suo nome.

"E' molto facile su Internet sostituirsi a una persona e creare un profilo a suo nome sui social network", dice Zireddu. "Per cautelarsi - aggiunge- la prima regola, anche se sembra contraddittoria per chi usa i social network, è quella di non fornire dati personali sensibili: indirizzo, data di nascita, luogo di lavoro o scuola frequentata e così via. Più informazioni si danno più è facile per un altro spacciarsi per noi". I ragazzini, consiglia ancora la Polizia Postale, non dovrebbero poi mettere fotografie che, una volta pubblicate, possono tranquillamente andare in giro sul web.

Gli esperti del Servizio Polizia Postale, inoltre, ricordano che la sostituzione di persona, così come l'accesso abusivo ai sistemi informatici, o l'utilizzo non autorizzato del sistema e ancora la detenzione di codici e password sono tutti reati previsti del codice penale e punibili con la reclusione.

Fonte:adnkronos.com

Ritorna all'inizio

Parte la nuova invalidità civile


Ai nastri di partenza la nuova invalidità civile. Scatterà dal 1° gennaio, infatti, per rendere esecutivo quanto disposto dall'articolo 20 della legge 102/2009. L'obiettivo, come spiega l'Inps in una nota, è quello di porsi "al servizio della trasparenza, del rigore e dell'uniformità su tutto il territorio nazionale nel riconoscimento e nel trattamento dell'invalidità civile". Un capitolo, quello dell'invalidità civile, che pesa per circa 16 miliardi di euro nel bilancio 2009 dell'Istituto (erano 13,5 miliardi nel 2006), mentre nel 2010 la spesa prevista sarà di circa 17 miliardi, con un totale di circa 2,8 milioni di beneficiari (erano 2,2 milioni nel 2006).

Nella circolare n. 131 dell'Inps, il dettaglio delle novità che cambieranno l'intero processo dell'invalidità civile: "I nuovi aspetti organizzativi e procedurali del nuovo sistema - si legge nella nota - si caratterizzano per la possibilità di assicurare la completa tracciabilità di ogni nuova domanda di invalidità civile. Tracciabilità vuol dire anche garanzia di legalità, tempi di attesa per l'accoglimento della domanda entro la soglia dei 120 giorni (contro la media di 345 di oggi, ma con punte che in alcune regioni arrivano a quasi due anni)".

"Con lo spirito di servizio che contraddistingue l'impegno dell'Inps - spiega il presidente dell'Istituto, Antonio Mastrapasqua - oggi possiamo dire che si apre una nuova stagione, non solo per evitare le frodi dei falsi invalidi, ma soprattutto per assicurare a tutti i cittadini disabili un'assistenza certa, puntuale e tempestiva. Per questo obiettivo, l'Inps assume un ruolo di garanzia nel trattamento uniforme di fronte alle patologie che producono invalidità. Una garanzia su tutto il territorio nazionale, che deve poter contare, come e più di oggi, sulla collaborazione delle regioni, delle Asl, dei medici, dei patronati e delle associazioni".

La circolare dell'Inps, oltre che dettagliare i passi del nuovo processo dell'invalidità civile, annuncia la costituzione del Comitato tecnico con le regioni e della Consulta nazionale, aperta a tutti i soggetti che si attivano nel processo, per poter monitorare l’avvio della riforma. "Il contributo dell'Inps - aggiunge Mastrapasqua - è quello di armonizzare quello di tutti, assicurando una prestazione adeguata ai cittadini che ne hanno bisogno. Con le verifiche straordinarie che stiamo completando, stiamo combattendo la piaga dei falsi invalidi, con risultati importanti: l'11% delle invalidità non sono state confermate, e un altro 10% di soggetti non si è ancora disposto a visita e quindi rischia la revoca della prestazione. Ma è dalla riforma che abbiamo fortemente voluto, e che il governo e il Parlamento hanno disposto a partire dal prossimo 1° gennaio, che ci aspettiamo i risultati più importanti per assicurare ai veri disabili un sostegno pronto, equo e tempestivo".

Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio

Riduzione contributiva nel settore edile per l'anno 2009 - Autoliquidazione 2009/2010


Con la nota n. 10792 del 16 dicembre 2009, l'Inail ha fornito le istruzioni operative in ordine all'applicazione dello sconto dell'11,50 per cento, riconosciuto in favore dei datori di lavoro delle imprese edili per gli operai con orario di lavoro di 40 ore settimanali.
In particolare, ricorda l’allegata nota, l’agevolazione spetta ai datori di lavoro che non abbiano riportato condanne passate in giudicato per la violazione della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per la durata di cinque anni dalla pronuncia della sentenza stessa.

Per dimostrare l'assenza di tali condanne, i datori di lavoro sono tenuti ad inviare alla sede Inail competente territorialmente, entro il termine di scadenza dell'autoliquidazione, 16 febbraio 2010, l'apposita autocertificazione, allegata alla nota in commento, così come previsto dall'art. 36 bis della Legge n. 248/2006.
In merito, si ricorda che il D.M. 24 ottobre 2007, ai fini della fruizione dei benefici contributivi, tra cui lo sconto in parola, ha previsto che i datori di lavoro devono essere in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva da parte di Inail, Inps e Cassa Edile, devono applicare la parte economica e normativa degli accordi e dei contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali e inoltre devono autocertificare l'inesistenza a proprio carico di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi in ordine alla commissione delle violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro di cui all'allegato A del richiamato decreto, oppure il decorso del periodo indicato nello stesso allegato relativo a ciascun illecito. Per maggiori dettagli circa i suddetti requisiti, la nota Inail fa esplicito rinvio alle circolari ministeriali n. 5/08, 34/08, 10/09 e 6675/09 nonché alle proprie note nn. 7/08 e 79/08.

Per ciò che concerne gli adempimenti datoriali, i datori di lavoro che per la prima volta richiedono l'applicazione del beneficio sono tenuti, altresì, a presentare entro il 16 febbraio 2010, per via telematica o in formato cartaceo, il modello di autocertificazione, reperibile sul portale del Ministero del Lavoro, alla Direzione Provinciale del Lavoro. Tale modulo, come precedentemente rilevato attesta l'inesistenza di provvedimenti definitivi in ordine alla commissione di violazioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro, ovvero il decorso del periodo relativo a ciascun illecito.
Nel caso in cui il datore di lavoro abbia già fruito in passato dello sconto in parola e quindi abbia già presentato alla DPL il suddetto modulo, tale adempimento non dovrà essere ripetuto, a meno che non siano intervenute modifiche rispetto alle precedenti dichiarazioni.
Si ricorda, infine, che lo sconto dovrà essere applicato ai relativi premi e fruito solo in regolazione dell'anno 2009.

Fonte:ance.it
Ritorna all'inizio

La Finanziaria introduce agevolazioni per il mondo del lavoro


La Finanziaria 2010 prevede degli incentivi per il reimpiego di particolari soggetti espulsi dal mondo del lavoro. Secondo quanto contenuto nel comma 124, dell’articolo 2, della Finanziaria 2010, la riduzione dei contributi per le assunzioni di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, opera anche a favore di chi assume soggetti che beneficiano dell’indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali con almeno 50 anni; tale agevolazione è valida solamente per il 2010. Sono previste altresì agevolazioni destinate alle agenzie per il lavoro autorizzate e agli intermediari speciali che effettuano azioni finalizzate al reinserimento nel mercato del lavoro di soggetti svantaggiati.

Fonte: ilsole24ore
Ritorna all'inizio

Adoc: irreale il dato Isae sulla fiducia. La crisi ci sarà anche nel 2010


L'Associazione consumatori Adoc sostiene che "Il dato Isae sulla fiducia dei consumatori in crescita non e' reale". Si tratterebbe infatti di un dato che risulta in contraddizione con la crisi dei consumi ed il calo dell'occupazione che hanno colpito anche il Natale. Secondo il Presidente dell'Adoc è curioso che l'Istituto di studi e analisi economica abbia rilevato una fiducia dei consumatori in crescita prorpio quando si avverte "un profondo clima di sconforto e non si intravede una immediata ripresa economica nel 2010. Oltretutto il dato Isae e' in contraddizione con quanto rilevato dall'Istat sulla disoccupazione, in crescita dell'8,2% e con quanto registrato dall'Adoc sulla crisi dei consumi a Natale''. Secondo l'Adoc è diminuita la spesa procapite per i regali e la tendenza alla contrazione si registra anche sui regali aziendali.

Fonte:studiocataldi.it
Ritorna all'inizio

SiPay vs. Paypal. Vince il risparmiatore


La “guerra del denaro”, iniziata con il passaggio al virtuale delle carte magnetiche dopo una lunga tradizione fatta di carta moneta o assegni, si arricchisce di un nuovo episodio. CartaSì si prepara infatti allo scontro con PayPal, e per fare questo si è armata realizzando un nuovo, rivoluzionario, strumento come promette di essere SiPay. SiPay sarà un sistema di pagamenti gestito interamente online e veicolato dal semplice invio di una mail. A poterne fruire, invece, saranno pressoché tutti, nel senso che l’iniziativa sarà indirizzata a chiunque sia in possesso di una carta di credito dei circuiti Visa o MasterCard o, più semplicemente, sia titolare di un conto corrente.

Per poter usufruire del servizio, prossimo al lancio, sarà sufficiente registrarsi sul sito (immaginate il nome? www.sipay.it) e creare un proprio account virtuale, cui corrisponderà un conto corrente virtuale. Il conto SiPay potrà poi essere caricato sia utilizzando la propria carta di credito, sia “creando un link” al proprio conto corrente bancario. Per disporre un pagamento, poi, sarà sufficiente conoscere l’indirizzo di posta elettronica del beneficiario: questi, anche se non titolare di un conto SiPay, verrà avvisato via e-mail della disponibilità della somma a suo favore e invitato a registrarsi sul sito per poterla ricevere, sia accreditata su una ricaricabile sia direttamente sul proprio conto corrente bancario.

Contro ogni possibile rischio di frode o furto d’identità digitale, specie in questa fase sperimentale del progetto SiPay, il denaro spendibile sarà vincolato alla tipologia di utenza: un utente non verificato potrà effettuare transazioni per un massimo di 200 euro, anche in più tranche; al raggiungimento di questa soglia, verrà invece richiesto un diverso accreditamento. In questo caso il plafond sale a 2.500 euro l’anno, così come previsto dalle norme antiriciclaggio. Per i nuovi abbonati al servizio le commissioni applicate saranno assolutamente competitive: si tratterebbe infatti di un 1% del totale percepito in fase promozionale.

Fonte:bassitassi.com (Moreno)
Ritorna all'inizio

Ricette mediche, certificati di malattia e fascicolo sanitario online su Internet


Nuove ricette mediche sul web: per farsi rinnovare le prescrizioni di medicine, basterà che il medico di base e i pediatri le compilino sul loro computer e con un solo clic di invio, finiranno in rete al ministero della salute, pronte per essere lette dal farmacista.Se presente per la visita, il paziente potrà avere la solita copia cartacea, ma se si tratta di un semplice rinnovo il suo dovere sarà uno solo, presentarsi in farmacia con la sua tessera sanitaria.

Il farmacista potrà collegarsi con il sito del ministero, verificare la prescrizione e consegnare le medicine. Il progetto parte in Piemonte nel 2010 in via sperimentale. Il progetto sarà realizzato con la Sogei, la società di information technology del ministero dell’economia e delle finanze che ha studiato il software necessario ad avviare la nuova rivoluzione da consegnare ai professionisti. Cinque o sei mesi di sperimentazione e poi la ricetta online dovrebbe andare a regime e sarà obbligatoria per tutti i medici di base e i pediatri, circa 4mila in tutto il Piemonte.

Oltre al servizio reso al paziente, l’obiettivo del ministero è ovviamente il controllo della spesa farmaceutica e neppure il risparmio di carta è da sottovalutare. Le previsioni di Sacconi indicavano un risparmio del 10%. L’altra novità è quella che riguarda il certificato medico: sta, infatti, per arrivare il certificato medico elettronico.

I medici tramite una certificazione standardizzata e che garantisce la tutela della privacy potranno inviare i certificati via internet all'Inps. Il progetto è già partito e tra dicembre e febbraio il sistema verrà realizzato concretamente. Grazie a questo nuovo sistema on line si cercherà così di ridurre del 30% gli abusi che riguardano le ricette mediche, con un risparmio di 5 miliardi di euro.

Oltre al nuovo certificato elettronico, verranno attivate anche le cartelle mediche digitali e, infine, si cercherà di migliorare anche il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione. A partire da gennaio, infatti, tutti i cittadini potranno aprire una posta elettronica certificata (PEC) in modo da poter dialogare con la P.a. in maniera certificata, senza aver più bisogna di fare lunghe e inutili code.

Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
Ritorna all'inizio

A gennaio arrivano i saldi invernali ma si teme il flop. Codacons: 'Giù del 10-20%'


Al via dal 2 gennaio. Secondo il Codacons, solo il 50% delle famiglie potrà avvalersi dei saldi perché l'altra metà non avrà budget da dedicare a nuovi acquisticommenta 0 vota 2 invia stampa
Roma, 27 dic. (Adnkronos/Ign) - Saldi a rischio flop. L'allarme arriva dalle associazioni dei consumatori che a pochi giorni dalla partenza delle vendite ribassate di inizio anno prevedono un calo degli acquisti consistente.

I saldi invernali in partenza il 2 gennaio saranno, secondo le previsioni formulate dal Codacons, "un flop e faranno registrare riduzioni degli acquisti comprese tra il 10 e il 20% specie nelle grandi città". E i motivi per cui "falliranno - spiega il presidente Carlo Rienzi - sono molteplici: innanzitutto l'eccessiva vicinanza alle festività natalizie che hanno già prodotto uno svuotamento dei portafogli degli italiani. C'è poi un eccessivo livello dei prezzi specie nel settore dell'abbigliamento e delle calzature, che nonostante i saldi, registrerà listini troppo elevati. Da registrare poi il budget delle famiglie per i saldi sempre più ridotto da rincari, rate, mutui e bollette e un generale clima di sfiducia dovuto alla crisi economica".

"Appena il 50% delle famiglie potrà avvalersi dei saldi - aggiunge - perché l'altra metà non avrà budget da dedicare a nuovi acquisti. In discesa inoltre la spesa procapite durante gli sconti, che si attesterà sui 130 euro a persona (considerati gli aumenti dei prezzi). In linea generale - ribadisce - prevediamo un totale flop dei saldi invernali, con vendite in picchiata fino al 20%".

Secondo Telefono Blu, l'intenzione media di spesa è di poco superiore (come dato medio) ai 280 euro: al Nord sarà di 350, al Sud 250 e al Centro di 300. Con un esborso totale di 3 miliardi di euro, in calo del 20%.

Ecco il decalogo stilato dal Codacons per evitare brutte sorprese.

1. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire.

2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione.

3. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi.

4. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio.

5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova o prezzi vecchi falsi.

6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità.

7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8. Prova dei capi: non c'è l'obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.

9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l'adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10. Se pensate di avere preso una fregatura potete rivolgervi al Codacons oppure all'Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.

Fonte:adnkronos.com
Ritorna all'inizio

Imprese- Crisi: più dura nel Nordovest e nel Centro


La quasi totalità delle imprese ha dichiarato di aver subito gli effetti di questa crisi giudicata più grave delle precedenti e ha indicato nell'autunno 2008 l'avvio della sua fase più acuta.

Così risulta dall'indagine condotta dalla Banca d'Italia e contenuta nel documento "La crisi internazionale e il sistema produttivo italiano" da cui emerge che il 30% delle imprese localizzate nel Nordovest e al Centro ha risentito molto della crisi economica, contro il 26% del Nordest e il 23% del Meridione. "Solo alcune delle imprese più grandi, con oltre 500 dipendenti - si legge nel documento - hanno preso in considerazione la possibilità di delocalizzare i propri impianti produttivi, anche se quasi nessuna segnalava questa modalità come la principale strategia di risposta alla recessione". In ogni caso, il 51% delle imprese ha dichiarato che avrebbe continuato ad applicare la stessa strategia aziendale, crisi o non crisi, mentre il 15,3% ha dichiarato di puntare sugli investimenti nel marchio o nel brand e solo il 5,5% ha puntato sul miglioramento dei prodotti. Solo l'8,7% delle imprese nel Nordovest e al Centro, infatti, ha dichiarato di non aver sofferto "per nulla" gli effetti della crisi, contro il 10,4% di aziende del Meridione che si sono dichiarate "immuni" dalla recessione globale. Tra le principali difficoltà riscontrate e dichiarate dalle imprese nel corso dell'indagine, svetta il calo della domanda (il 60,3% delle industrie ne ha sofferto), il pagamento dei committenti (problema che ha riguardato il 62,8% delle industrie). Meno difficoltà per il reperimento dei fondi (20,8%) e soprattutto nel reperimento delle materie prime. Se invece ci si concentra sulle risposte messe in atto dalle imprese per far fronte alla crisi, il 50,8% del totale (industria e servizi) ha contenuto i costi, il 21,4% ha contratto i margini, il 13,5% ha tentato la diversificazione dei mercati.

Fonte:impresamia.it (Ml)
Ritorna all'inizio

Consumatori: occorre detassare redditi fissi, aprire ai saldi e bloccare le tariffe


Adusbef e Federconsumatori hanno denunciato la necessita' di aprire ai saldi, detassare i redditi fissi e bloccare le tariffe. "Purtroppo, come avevamo previsto la realta' ha dato ragione alle previsioni che avevamo fatto in relazione alle vendite natalizie" dichiarano le associazioni. I due presidenti delle associazioni spiegano che "Da un primo consuntivo, naturalmente ancora provvisorio le vendite sono state ancora piu' negative di quel -23% paventato confermando per altro, sempre come previsto, un buon andamento di vendita per il settore librario. Tutto cio' naturalmente a seguito della testardaggine di non intervenire, per agevolare i consumi su due versanti. Uno sul lato della detassazione, delle famiglie a reddito fisso e l'altro anticipando cosi' come a New York e a Londra le vendite in saldo". Le due associazioni invitano pertanto, per stimolare la domanda, a fare "decreti immediati per iniziare i saldi gia' nei prossimi giorni senza attendere le date preventivate di gennaio". Il Governo, affermano infine le associazioni, "anziche' aiutare i 'patron aereoportuali' e immettere forti ostacoli all'accesso alla giustizia attraverso l'obbligo di nuovi 'contributi unificati' nei contenziosi legali definiti nella Finanziaria, veda di attuare finalmente un processo di detassazione per almeno 1200 euro annui alle famiglie a reddito fisso". Secondo Adusbef e Federconsumatori si dovrebbe ricorrere anche al blocco delle tariffe previsto dal decreto milleproroghe.

Fonte:studiocataldi.it (Roberto Cataldi)
Ritorna all'inizio

Tlc, più pc e Internet


"Avanti piano" sulle nuove tecnologie. Le famiglie italiane usano di più computer e internet. Soprattutto se in casa ci sono giovanissimi (under 18). Anche se al top restano tv e cellulari, presenti in oltre il 90% dei nuclei familiari. E' la fotografia del rapporto tra famiglie e nuove tecnologie scattata dall'Istat. Aumenta il numero di famiglie che ha in casa un computer: dal 50,1 del 2008 al 54,3% del 2009. E sale anche la percentuale di chi ha accesso a Internet: dal 42 al 47,3%. Ma nel cuore degli italiani le tecnologie più amate restano tv (ne possiede almeno una il 96,1% delle famiglie) e cellulare (90,7%). A guidare la carica alle nuove tecnologie, aggiunge l'Istat, sono proprio i nuclei familiari con almeno un minorenne. Per queste famiglie le percentuali di possesso di pc e Internet passano rispettivamente al 79% e al 68,1%. Per le famiglie composte da sole persone con 65 anni e più, invece, le percentuali crollano al 7,7% per il possesso di un computer e al 5,9% per l'accesso a Internet. Si riducono, dunque, le differenze sociali ed economiche nel possesso di beni tecnologici, mentre resta un forte divario, appunto, tra anziani e giovani.

SULLA BANDA LARGA ITALIA QUARTULTIMA IN EUROPA
L'Italia arranca sul fronte dell'accesso a Internet con la banda larga, soprattutto per quanto riguarda le famiglie. Lo confermano i dati, aggiornati al 2009, resi noti dall'Istat: solo il 39% dei nuclei familiari con componenti tra i 16 e i 64 anni possiede una connessione a banda larga. Un dato che ci colloca in assoluto agli ultimi posti in Europa: quartultimi, seguiti solo da Grecia, Bulgaria e Romania. La media nel Vecchio Continente, infatti, è di una penetrazione di questo tipo di connessioni ad Internet di circa il 56%. Valori vicini a quello dell'Italia si riscontrano solo per la Slovacchia (42%), la Grecia (33%), la Bulgaria (26%) e la Romania (24%), mentre Olanda, Danimarca e Svezia registrano un tasso di penetrazione più che doppio. Rispetto al 2008 si evidenzia un incremento dell'accesso ad Internet per tutti i paesi europei. I Paesi che hanno investito maggiormente sull'accesso ad Internet mediante banda larga sono stati la Romania e la Grecia, dove si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 33% e del 46%, mentre in Italia - spiega ancora l'Istat - si registra un incremento relativo del 20%. Anche sul fronte più generale dell'accesso al Web, a banda larga o con connessioni tradizionali, l'Italia continua a mostrare un forte ritardo. Solo il 53% dei nuclei familiari ha accesso ad Internet (quale che sia la velocità di connessione), contro una media Ue del 65%. A farci compagnia sul fondo della classifica ci sono Cipro (53%) e Repubblica Ceca (54%), mentre Olanda, Svezia Lussemburgo e Danimarca sono i Paesi più 'online' con tassi di penetrazione che superano l'83%.

Fonte:ansa.it
Ritorna all'inizio

Bond: le cinque regole er non scottarsi nel 2010


Sono (spesso a torto) sinonimo di basso rischio e in genere le acquista chi non vuole sfidare il batticuore delle Borse. Ma anche con le obbligazioni, siano esse pubbliche o private, il piccolo risparmiatore qualche rischio lo corre sempre. E il 2010 sul fronte del mercato dei bond si palesa come assai difficile e complicato. Il motivo è molto semplice. I prezzi sono reduci da una cavalcata notevole lungo tutte le scadenze e i tassi della politica monetaria da decenni non sono mai stati così bassi. Ovvio che prima o poi i tassi non potranno che salire e quando questo accadrà ci sarà un impatto sfavorevole sui prezzi dei titoli. Quel che oggi comprate a 104-105, domani può valere molto meno. Insomma il mercato è caro e quel miraggio di una cedola al 3-4% può rivelarsi un autogol se i prezzi dovessero scendere. Ecco dunque qualche regola di buon senso per minimizzare il più possibile i rischi di un acquisto di titoli di Stato o societari nell'anno che verrà.

1) Prudenza sulle obbligazioni governative che scadono tra i dieci e i 30 anni. E' vero che se si cercano cedole un minimo attraenti è lì che bisogna andare, ma come detto si paga salato. Il BTp che scade nel 2039 ha una cedola ghiotta del 5%, ma il titolo costa 104,8; il valore cioè di un intero anno di rendimento. Se i tassi dovessero salire l'anno prossimo quel prezzo scenderà. Alcune stime dicono che sul trentennale l'effetto di un aumento di 0,25% dei tassi guida deprime i valori del 3,8%. Un rialzo dei tassi fino all'1% (oggi remoto) porta il deprezzamento fino al 14%. Rischiereste quindi in futuro di avere in portafoglio un titolo con buone cedole ma che vale meno di quando lo avete comprato. L'unica difesa è fare il cassettista. Dovete essere sicuri di mantenere il titolo fino a scadenza per evitare qualsiasi effetto negativo sui prezzi d'acquisto

2 ) No al BoT che si autorinnova. È uno degli autogol più clamorosi che fanno i piccoli risparmiatori. Si compra il BoT annuale e si rinnova a scadenza. Nessun rischio vero, ma nessun guadagno. Proprio nessuno. Già perché oggi il buono annuale rende lo 0,68%, ma i costi per comprarlo e venderlo si mangiano l'intera performance. Un giochino che arricchisce solo le banche e non voi

3) Occhio al rendimento troppo alto. Quando un titolo obbligazionario rende di questi tempi sopra il 5 se non 6% c'è da stare molto attenti. È ovvio che un ritorno di questo genere attragga gli investitori e il fatto che sia un bond sembra rassicurare su eventuali rischi, ma non è così. La storia è piena (dall'Argentina in poi) di obbligazionisti che hanno comprato titoli gonfi di ricche cedole per poi ritrovarsi senza capitale in mano. Rendimenti elevati in questa fase ancora molto critica per l'economia e la finanza mondiale, sono sospetti. Vuol dire che lo Stato o la società che emette questi titoli ha un merito di credito traballante e l'unico possibilità di far digerire la sua "carta" è quella di offrire rendimenti sempre più alti. Diffidate, diffidate.

4) Bond in dollari? L'attuale debolezza della moneta Usa può indurre in forti tentazioni. Si comprano bond in valuta americana e si spera di beneficiare di una rivalutazione del dollaro sull'euro. Magari accadrà e si potrà sommare alle cedole il guadagno in conto capitale. Ma se accadesse il contrario sarebbero dolori. Quando una moneta perde valore spesso le cadute sono nell'ordine del 20-30%. Val la pena di correre questo rischio per un'attività finanziaria che rende il 3-4% l'anno se tutto va bene? Il gioco forse non vale la candela.

5) Attenti ai Paesi emergenti. Vi propongono allo sportello i bond del Brasile o della Russia e vi dicono che le cedole sono molto alte e in fondo sono Paesi che tirano l'economia mondiale, dato che la crescita del loro Pil non è quella asfittica della Vecchia Europa o degli Stati Uniti ancora in forte convalescenza. In parte è vero, ma se volete preservare il capitale e guadagnare qualche punto l'anno, forse è il caso di lasciar perdere. Quei bond sono in valuta locale e come detto per il dollaro le oscillazioni dei cambi sono tanto volubili quanto repentine e violente. Avete alte cedole, ma un rischio incorporato paragonabile a un investimento in Borsa.

Fonte:ilsole24ore.com (Fabio Pavesi)
Ritorna all'inizio

Amianto: una nuova direttiva UE disciplina la protezione dei lavoratori


Pubblicata la direttiva 2009/148/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro.
La nuova direttiva 2009/148/CE sostituirà, dal 5 gennaio 2010, la precedente direttiva del 1983, che ha subito, negli anni, diverse e sostanziali modifiche alcune delle quali, fra l'altro, già recepite dal nostro ordinamento ed abroga esplicitamente la direttiva del 1983 e le sue successive modifiche lasciando però inalterati i termini di recepimento degli obblighi connessi.

La direttiva 148/09, nel premettere, ribadendolo, che l’amianto è un agente particolarmente pericoloso che può causare malattie gravi e che è presente in numerose situazioni di lavoro e, pertanto, un elevato numero di lavoratori risulta esposto a un potenziale rischio per la salute e che le attuali conoscenze scientifiche non sono tali da consentire di stabilire un livello al di sotto del quale non vi siano più rischi per la salute, disciplina la protezione dei lavoratori contro i rischi che derivano o possono derivare per la loro salute dall’esposizione all’amianto, durante il lavoro, nonché la prevenzione di tali rischi.

Essa fissa i valori limite di tale esposizione e altre disposizioni specifiche e sottolinea la necessità di prevedere l’istituzione di misure specifiche armonizzate per la tutela dei lavoratori contro l’amianto, ribadisce, poi, che.una limitazione delle attività che comportano un’esposizione all’amianto dovrebbe svolgere un ruolo molto importante nella prevenzione delle malattie derivanti da tale esposizione.

Anche se non è stato ancora possibile determinare il livello di esposizione al di sotto del quale l’amianto non comporta rischi di cancro, è opportuno ridurre al minimo l’esposizione professionale dei lavoratori all’amianto, pertanto è opportuno che i datori di lavoro siano tenuti a individuare, prima della realizzazione del progetto di rimozione dell’amianto, la presenza o l’eventuale presenza di amianto negli edifici o negli impianti e a darne comunicazione alle altre persone che possono essere esposte all’amianto per via dell’utilizzo degli edifici, di lavori di manutenzione o di altre attività all’interno o all’esterno di essi.

A fini di un’individuazione precoce delle patologie dovute all’amianto è opportuno prevedere, alla luce delle conoscenze mediche più recenti, raccomandazioni pratiche per la sorveglianza clinica dei lavoratori esposti. Poiché l’obiettivo dell’azione prevista, vale a dire il miglioramento della protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle dimensioni e degli effetti dell’intervento, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato.

(Direttiva 30/11/2009, n. 2009/148/CE, G.U.U.E. 16/12/2009, n. L330)

Fonte:ipsoa.it
Ritorna all'inizio

Home Page | Finanziamenti Agevolati | Finanziamenti | Contatto | News e Fax | Servizi | Utilità | Speciale Agricoltura | Finanziamenti ai privati | Finanziamenti alle aziende | Speciale Agevolazioni | Agevolazioni | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu