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News e Fax > Archivio 2010 > Dicembre
Elenco news :
Irpef 2011: aliquote e scaglioni
Maltempo del 17 dicembre, arrivano le indennità di Trenitalia
Authority: da gennaio bollette più semplici e con prezzi biorari
Cenone? Per smaltirlo trainer digitale
Filiera della Nocciola; Arrivano gli aiuti per l’Ict
Nelle tabaccherie non solo fumo:anche i pagamenti per Equitalia
Agenzia delle Entrate; Per le detassazioni pronto il nuovo 770
Wifi, quando navigare fuori casa è un salasso
Giovani; Fondo da 81mln
Federalismo, La Riforma premia il Nord: un 'salasso' per il Sud
Manca poco al caricatore unico per i cellulari, i primi esemplari a inizio 2011
Assegno familiare 2011: fasce reddito e nuove tabelle per accedere
Novità anno nuovo; Studi di settore e tasse
Dal computer alla carta: il calendario compatto 2011
Agenzia delle Entrate: sul cippato Iva al 10%
Fondi pensione, alla COVIP le segnalazioni sui reclami
INPS: riconoscimento delle agevolazioni contributive per l'assunzione a termine di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità
Incentivi; Nella riforma il 50% delle risorse alle Pmi
Job sharing: come si licenzia il lavoratore?
Saldi invernali 2011: date di inizio e fine per città e regione da Gennaio
Elenco clienti fornitori obbligo di invio al 31 ottobre 2011
Adusbef: in arrivo nuova stangata da 1.016 euro a famiglia
Aiuti per le aziende: agevolazioni e bonus fiscali, assunzioni e cassa integrazione 2011
Aduc: ancora sanzioni dell'Antitrust per tessere sconto fasulle
Comprare il biglietto del treno online su Internet senza carta di credito
Immobili; Sul leasing prelievo pieno all'acquisto
Tombola addio. Durante le feste ora gli italiani giocano a poker, anche online
Contratti di sviluppo, condizioni e modalità per la concessione dei finanziamenti
Statali: da stop aumenti persi 1600 euro
Tabelle ACI 2011: pubblicate le nuove tariffe
Irpef 2011: aliquote e scaglioni
L’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, è una tassa nata con la riforma tributaria del 1973. Per il 2011 sono state stabilite le seguenti aliquote applicabili ai seguenti scaglioni di reddito: da 0 a 15.000 euro prevede l’aliquota Irpef 2011 al 23%; da 15.001 a 28.000 euro prevede un’aliquota Irpef al 27% (cioè 3.450 euro + 27% sul reddito eccedente i 15mila euro).
Lo scaglione compreso tra i 28.001 e i 55.000 euro prevede un’aliquota Irpef al 38% (cioè 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28mila euro); da 55.000,01 a 75.000 euro prevede un’aliquota Irpef al 41% (ovvero 17.220 + 41% sulla parte eccedente i 55mila euro); oltre 75.000 euro prevede un’aliquota Irpef al 43% (ovvero 25.420 + 43% sulla parte eccedente i 75mila euro).
Per calcolare in base ai propri redditi l’importo da pagare, basta consultare il sito www.irpef.info. Ricordiamo che sono soggetti all’imposta i lavoratori con residenza in Italia che producono redditi sia in patria che all’estero, mentre gli italiani residenti fuori dai confini nazionali pagano l’Irpef solo in misura dei redditi prodotti in patria.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Maltempo del 17 dicembre, arrivano le indennità di Trenitalia
La richiesta dell'indennità potrà essere fatta a partire dal prossimo 7 gennaio, e fino al 17 dicembre 2011, presso le biglietterie di Trenitalia, l'agenzia di viaggio, il call center, il sito web, l'indirizzo e-mail rimborsi@trenitalia.it, a seconda del canale utilizzato per l'acquisto del biglietto.
Redazione ImpresaCity
I clienti di Trenitalia che hanno subito ritardi a seguito dell'ondata di maltempo dello scorso 17 dicembre, così come annunciato nei giorni scorsi dall'Ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, saranno rimborsati.
La richiesta dell'indennità potrà essere fatta a partire dal prossimo 7 gennaio, e fino al 17 dicembre 2011, presso le biglietterie di Trenitalia, l'agenzia di viaggio, il call center, il sito web, l'indirizzo e-mail rimborsi@trenitalia.it, a seconda del canale utilizzato per l'acquisto del biglietto.
L'indennità verrà riconosciuta, a scelta del viaggiatore, con rilascio di un bonus valido per l'acquisto di un nuovo biglietto oppure in denaro, e sarà pari al 25% del prezzo del biglietto per i ritardi compresi tra 60 e 119 minuti, del 50% per quelli compresi tra 120 e 239 minuti e all'intero prezzo del biglietto per i ritardi pari o superiori a 240 minuti. Tutte le modalità sono illustrate anche sul sito www.trenitalia.com.
Il prossimo 13 gennaio inoltre, in occasione di uno dei periodici incontri tra il Gruppo FS e le principali Associazioni dei Consumatori, verranno approfondite le varie questioni inerenti i programmi di circolazione attivati da FS in occasione di condizioni climatiche particolarmente avverse.
Fonte:impresacity.it
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Authority: da gennaio bollette più semplici e con prezzi biorari
Tra le novità, informazioni sul tipo di produzione elettrica utilizzata. Con i prezzi biorari risparmi per 200 mln di euro l'anno
L'Autorità per l'energia elettrica e il gas annuncia che da gennaio saranno oltre 20 milioni le famiglie italiane che riceveranno la bolletta calcolata con i nuovi prezzi biorari, meno convenienti nei giorni lavorativi dalle 8 alle 19 e più convenienti in tutte le altre ore e in tutti i fine settimana e festivi.
Entro la fine del 2011, il nuovo sistema - che è automatico e non richiede nuovi contratti - sarà applicato a tutti i consumatori che hanno un contratto di fornitura alle condizioni stabilite dall’Autorità per l’energia e dotati di un contatore elettronico intelligente, che può leggere i consumi nei diversi momenti.
I benefici
“L’introduzione dei prezzi biorari, iniziata nel luglio scorso – spiega il Regolatore - ha come obiettivi una maggiore equità ed economia per i singoli consumatori; un contenimento dei costi per l’intero sistema elettrico nazionale; un contributo alla tutela ambientale. Infatti, lo spostamento di parte dei consumi nelle ore più convenienti potrà consentire non solo di risparmiare nelle bollette individuali, ma anche di ridurre la punta di domanda elettrica generale e, di conseguenza, evitare l’utilizzo di centrali meno efficienti e più inquinanti, favorendo così un generale abbassamento dei costi e un minor impatto sull’ambiente”.
L’Autorità per l’energia stima che, se l’insieme delle famiglie italiane spostasse il 10% dei consumi nei periodi più favorevoli, si otterrebbe una riduzione di 450 mila tonnellate l’anno di anidride carbonica, equivalente alle emissioni di una centrale in grado di soddisfare i consumi di una città di circa 500 mila abitanti. In termini economici, si risparmierebbero circa 9 milioni di euro l’anno per minori emissioni di CO2, circa 80 milioni come costo per combustibile e oltre 120 milioni come costi di impianto. Nell’insieme, il risparmio a favore della collettività delle famiglie e dei piccoli consumatori sarebbe di oltre 200 milioni di euro l’anno.
Online il "Pesa Consumi"
Gli elettrodomestici non consumano tutti nello stesso modo: qualcuno influisce molto sulla bolletta (quelli a più alto consumo, tipo lavatrici, lavastoviglie, ferri da stiro, scaldabagni elettrici, cucine e stufe elettriche), altri meno. Per aiutare a capire come utilizzarli nel modo più efficiente con i nuovi prezzi biorari, l’Autorità ha messo on line (www.autorita.energia.it) il Pesa Consumi, un simulatore che consente di calcolare quanto i singoli elettrodomestici di casa influiscano in percentuale sui consumi complessivi; in particolare, il sistema evidenzia il peso dell’utilizzo dei diversi elettrodomestici nei momenti in cui l’elettricità costa di più.
Bollette semplificate da gennaio
A partire da gennaio 2011, inoltre, sono in arrivo le bollette semplificate per le forniture di elettricità o gas o per quelle congiunte di gas ed elettricità (contratti dual fuel), corredate da spiegazioni e più facilmente confrontabili fra loro in modo da garantire una maggior trasparenza. Le nuove bollette conterranno anche informazioni aggiuntive per agevolare i clienti nel rapporto con i fornitori (ad esempio come inoltrare un reclamo, le procedure in caso di mancato o tardivo pagamento della bolletta, etc..) ed informazioni sul tipo di produzione elettrica utilizzata (ad esempio, da rinnovabili, a carbone, a olio combustibile o a gas).
Il nuovo schema di bolletta, composto da un quadro sintetico e un quadro di dettaglio, dovrà essere applicato alle famiglie e ai clienti non domestici di piccole dimensioni, sia del mercato libero che tutelato.
Fonte:casaeclima.com
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Cenone? Per smaltirlo trainer digitale
Sono oltre tre i chili che in pochi giorni, tra il 24 e il 31 dicembre, si rischiano di accumulare per i cenoni di fine anno. Dal web, per una 'remise en forme' fai-da-te, arriva una serie di software interattivi che guida alla ginnastica dallo schermo della Tv di casa. La Gymnhouse e' l'ultima tendenza proveniente dagli Stati Uniti: la palestra si fa in salotto, grazie alle console piu' avanzate, come Wii, Xbox 360 e PS3 e le nuove apparecchiature di rilevazione e puntamento da Kinect a Move.
Fonte:ansa.it
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Filiera della Nocciola; Arrivano gli aiuti per l’Ict
Contributi da 375 a 625mila euro per ogni progetto di filiera volto a promuovere produzione, commercializzazione e valorizzazione delle nocciole nelle Regioni, Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia. Li prevede un bando del ministero delle Politiche agricole aperto alle organizzazioni di produttori del settore ortofrutticolo; ad associazioni di Comuni di produttori; Enti, strutture di valorizzazione territoriale sia di natura pubblica che privata; associazioni temporanee di scopo; raggruppamenti temporanei di impresa; dipartimenti, istituti o consorzi universitari; Enti pubblici di ricerca nazionali e regionali; Enti privati e fondazioni. Sono finanziate iniziative che puntano al miglioramento della qualità del prodotto su tutte le fasi della filiera e in particolare nella raccolta, stoccaggio e trasformazione; iniziative di marketing, valorizzazione e promozione dei territori.
Azioni finanziabili
Tra le azioni ammesse a contributo, la definizione di modelli di gestione meccanizzata, finalizzati anche al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto ambientale; l’individuazione di varietà di nocciolo migliorate nell’efficienza agronomica e produttiva; la costituzione di "campi dimostrativi", per la valutazione di culture selezionate. In particolare, per queste azioni, sono finanziabili le spese di personale (ricercatori, tecnici e personale ausiliario); i costi della strumentazione e delle attrezzature utilizzate per il progetto di ricerca; i costi di fabbricati e terreni utilizzati per il progetto; i costi della ricerca contrattuale, delle competenze tecniche e dei brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne; i costi dei servizi di consulenza; altri costi d’esercizio, inclusi quelli dei materiali e delle forniture.
Per le attività di marketing territoriale sono ammissibili le seguenti azioni: organizzazione, realizzazione e partecipazione a forum, anche tematici, mostre e fiere. In questo caso sono finanziabili le spese di iscrizione, di viaggio; le spese per le pubblicazioni; l’affitto degli stand. E ancora: le iniziative enogastronomiche e culturali volte a far conoscere e valorizzare il consumo del prodotto; la diffusione di conoscenze scientifiche sulla nocciola e informazioni sui sistemi di qualità; pubblicazioni, cataloghi e siti web, contenenti informazioni sui produttori distinti per regione; tecnologie e processi innovativi destinati a migliorare la qualità del prodotto; ricerche di mercato; sistemi di analisi dei rischi e dei punti critici di controllo; ideazione e sperimentazione di nuove tipologie commerciali di prodotti a base di nocciole.
Le risorse
Lo stanziamento complessivo previsto per le attività progettuali è di 1,8 milioni di euro.
I progetti che prevedono ricadute sul territorio di una sola regione dovranno avere un importo complessivo non superiore ai 375mila euro. Il contributo concesso non può essere superiore all’80% dell’importo complessivo del progetto e comunque non superiore alla somma di 300mila euro.
Cifre più alte, invece, per i progetti che prevedono ricadute sul territorio di più regioni: in questo caso l’importo complessivo potrà arrivare fino ai 625mila euro. Il contributo concesso non potrà, in ogni caso, essere superiore all’80% del costo totale del progetto e comunque non superiore all’importo di 500mila euro.
Fonte: Il Denaro
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Nelle tabaccherie non solo fumo:anche i pagamenti per Equitalia
Entrano nel circuito 11.782 rivendite abilitate alla riscossione tramite Rav, il bollettino allegato alle cartelle
Anche le tabaccherie diventano "sportelli" per il pagamento delle cartelle di Equitalia.
È il frutto di un accordo siglato nei giorni scorsi a Roma dal direttore generale della Società di riscossione nazionale, Marco Cuccagna, dal presidente della Federazione italiana tabaccai, Giovanni Risso, e dall'amministratore delegato di Banca Itb, Francesco Marrara.
I cittadini potranno così usufruire di ben 11.782 tabaccherie abilitate al servizio di pagamento tramite il bollettino precompilato allegato alla cartella di riscossione (Rav), per saldare i loro debiti fiscali e contributivi. L'apertura dei nuovi punti, presso i quali è possibile effettuare i pagamenti, uniti agli sportelli dell'Agente della riscossione e a quelli di banche e poste, mette a disposizione dei contribuenti una rete estesa su tutto il territorio nazionale.
Le tabaccherie, poi, proprio per la loro caratteristica offrono un ampliamento delle fasce orarie giornaliere di servizio: si potrà, infatti, pagare dalle 6 alle 22 di tutti i giorni feriali e dalle 6 alle 14 della domenica.
Per ogni operazione effettuata presso la tabaccheria è previsto un importo massimo pari a 1.500 euro, pagabile sia in contranti che tramite bancomat, con l'aggiunta di una piccola commissione di 1 euro e 80 centesimi.
Ma le novità, per chi decide di utilizzare il nuovo canale di pagamento, non finiscono qui: coloro che effettuano il versamento dopo la scadenza dei previsti 60 giorni potranno avere dal tabaccaio il Rav aggiornato con gli interessi di mora e le altre spese, senza doversi recare presso uno sportello di Equitalia.
Quella odierna è l'ultima di una serie di iniziative che la Società di riscossione ha messo in atto per rendere sempre più "facile" il rapporto con i contribuenti. In particolare, rientra nell'ambito del protocollo sottoscritto, nello scorso luglio, da Equitalia e ministero per la Pubblica amministrazione, per mettere a disposizione del cittadino, attraverso il circuito "Reti amiche", un maggior numero di canali di pagamento.
Fonte:nuovofiscooggi.it
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Agenzia delle Entrate; Per le detassazioni pronto il nuovo 770
L’estensione della detassazione al lavoro notturno e agli straordinari intrica il 770 semplificato. Con tre nuovi campi, attraverso i quali i sostituti d'imposta (datori di lavoro) dovranno gestire le somme erogate negli anni 2008 e 2009, periodi per i quali quest'anno (risoluzione n. 83/2010) è stata estesa l'applicazione dell'incentivo per la produttività.
Sono disponibili da ieri, sul sito dell'Agenzia delle entrate, i modelli 770/2011, semplificato e ordinario, con le relative istruzioni. Entrambi i modelli hanno un frontespizio più leggero, grazie all'eliminazione della sezione dedicata al domicilio per la notifica degli atti. Il modello semplificato contiene anche il nuovo prospetto SY per le agevolazioni sulle ristrutturazioni; e il modello ordinario accoglie il quadro SX riservato allo scudo fiscale. Un giorno in più, infine, per la loro presentazione: 1° agosto 2011, perché il 31 luglio è festivo.
Modello 770 Semplificato
È il modello che deve essere utilizzato dai sostituti d'imposta, comprese le amministrazioni dello stato, per comunicare all'Agenzia delle entrate i dati fiscali relativi alle ritenute operate nell'anno 2010, nonché gli altri dati contributivi e assicurativi connessi a rapporti di lavoro. In pratica, è una sintesi dei modelli Cud (la certificazione unica dei redditi) che i sostituti d'imposta consegnano ai propri dipendenti e collaboratori per certificare i dati fiscali e il regolare rapporto contributivo e assicurativo. La principale novità da rilevare sono i tre nuovi campi, 97, 99 e 101, dedicati alle somme erogate negli anni 2008 e 2009 per il conseguimento di elementi di produttività e redditività ovvero per lavoro straordinario, assoggettabili ad imposta sostitutiva dell'Irpef (misura del 10%) e su cui, invece, sia stata effettuata la tassazione ordinaria. La novità deriva dalla risoluzione n. 83/2010 dell'Agenzia delle entrate, che ha dettato le istruzioni per il recupero dell'Irpef da parte dei lavoratori per gli anni pregressi.
Modello 770 Ordinario
È il modello che deve essere utilizzato dai sostituti d'imposta, dagli intermediari e dagli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti, tenuti a comunicare i dati relativi alle ritenute operate su dividendi, proventi da partecipazione, redditi di capitale erogati nell'anno 2010 oppure operazioni di natura finanziaria effettuate nello stesso periodo, nonché i dati riassuntivi relativi alle indennità di esproprio e quelli concernenti i versamenti effettuati, le compensazioni operate e i crediti d'imposta utilizzati.
Tra le novità, si rileva che nella sezione 1V del quadro SX, da compilarsi a cura degli intermediari che hanno ricevuto la dichiarazione riservata di scudo fiscale, . è stata aggiunta una colonna ad hoc per distinguere i versamenti delle imposte sostitutive del 7% sul valore delle attività rimpatriate e regolarizzate da quelle del 5 e del 6%.
Fonte: Italia Oggi
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Wifi, quando navigare fuori casa è un salasso
Sono ancora rari i luoghi pubblici in cui è possibile collegarsi a internet gratuitamente. Il risultato è che il prezzo per navigare fuori casa non accenna a diminuire. Anzi, nel caso degli hotspot le tariffe sono addirittura aumentate: fino a 6,50 euro per un'ora di connessione.
La legge Pisanu va in pensione
Grazie al decreto Milleproroghe, nel 2011 non ci sarà più bisogno di previa identificazione per chi si connette a un hot spot pubblico né di presentare un documento d'identità o di autenticarsi via sms quando si accede a un'area wifi messa a disposizione del pubblico; vengono abrogati infatti i comma 4 e 5 dell'articolo 7 del Decreto Pisanu, mentre viene prorogato ancora per un anno l'obbligo di richiesta di licenza per gli "internet point", ma solo per quei soggetti che esercitano in modo prevalente tale attività di messa a disposizione del pubblico di risorse di connettività.
Ancora un sogno il wifi pubblico
In Italia fino ad ora internet senza fili e gratis per tutti è stato solo un miraggio. Si è fatto un gran parlare di wifi libero e c'è dunque da sperare che questa liberalizzazione a lungo attesa e fortemente sollecitata da Altroconsumo possa consentire di sbloccare la posizione di rendita sulla quale si sono posizionate con prezzi molto elevati le compagnie operanti nel settore. Beninteso, il wifi libero non significa necessariamente wifi gratis ma certo lo sviluppo di reti wireless municipali potrebbe avere un effetto calmieratore realizzando, almeno in parte, il sogno di rendere più democratico l'accesso ad internet. Per il momento, infatti, complice la burocrazia finora imposta dal Decreto Pisanu, rimangono pochi gli esempi pubblici di reti wifi se si fa eccezione per quella avviata dalla Provinicia di Roma e poche altre. Anche per quanto concerne le attivazioni di reti wifi a disposizione dei clienti di bar, pub, fast food e ristoranti, a seguito della liberalizzazione, si potrebbe assistere finalmente ad un vero e proprio boom con effetti benefici per i cittadini e l'innovazione. Trenitalia, solo a fini promozionali, ha da qualche giorno reso disponibile l'accesso a internet gratuito sui treni Frecciarossa della tratta Torino-Milano-Roma-Napoli, ma non ha ancora fatto sapere quanto costerà il servizio alla fine della promozione e, a dire il vero, già sono molte le segnalazioni di disservizio e malfunzionamento. Per il resto, collegarsi a internet senza fili può trasformarsi in un salasso, perché le tariffe dei principali operatori sul mercato dei wifi sono carissime, soprattutto se si utilizza la rete degli hotspot (area in cui un provider consente la navigazione web senza fili), quelli che si trovano in genere in aeroporti, fiere, alberghi, impianti sportivi e simili.
Da 3 euro a 6,60 per ogni ora di connessione (tramite hotspot)
I principali operatori presenti sul mercato del wifi con una propria rete di hotspot sono tre: Telecom Italia, Vodafone e Linkem. Per utilizzare quest'ultimo è necessario avere un account di accesso al servizio (username e password), che è a tempo: ha validità dal primo log-in effettuato con successo dall'utente, indipendentemente dagli effettivi minuti di connessione pagati. Linkem ha anche una modalità di accesso prepagata: in questo caso l'account è valido per le effettive ore di utilizzo del servizio, indipendentemente dalle sessioni. Quanto costa la connessione wifi tramite hotspot? Le tre compagnie prevedono tante soluzioni tariffarie e pacchetti diversi, a seconda del tempo di utilizzo. Per esempio Telecom utilizza la soluzione delle carte prepagate in quattro formati: 1 ora (3 euro), 5 ore (5 euro), 24 ore (15 euro), 7 giorni (40 euro). Linkem ha i costi più alti: 6,50 euro all'ora. Un pacchetto di 10 ore "effettive" costa 25 euro, mentre per quello di 25 ore si spendono 50 euro.
Un'ora di connessione tramite hotspot con Vodafone costa 6 euro, per la precisione si pagano 3 euro anticipati per sessioni della durata di 30 minuti l'una.
Si tratta di costi molti elevati e stupisce che siano rimasti invariati da tre anni a questa parte. Anzi nel caso di Vodafone si è passati da 4,80 del 2007 ai 6 euro di oggi.
Il costo eccessivo degli hotspot rende questa modalità di connessione adatta per chi fa un uso occasionale di internet fuori casa. Convengono per esempio per chi ha la necessità di navigare durante le trasferte di lavoro oppure per i turisti che hanno bisogno di informazioni sul luogo che stanno visitando, tanto più se sono stranieri e non possono attivare le tariffe dei gestori mobili italiani.
I prezzi scendono con la connessione da rete telefonica
Siccome gli hotspot sono ancora pochi, quando si ha la necessita di accedere ad internet mentre si è fuori casa, la modalità più usata è tuttavia la connessione da rete telefonica mobile, sottoscrivendo un contratto con uno dei gestori che opera in questo mercato. Il costo dei contratti è sicuramente più economico rispetto a quelli degli hotspot. Per esempio Tim permette di navigare 40 ore in un mese con 9 euro, mentre con Wind allo stesso prezzo (tariffa Mega Ore) le ore diventano 50. Se la connessione da rete telefonica mobile è praticamente possibile ovunque, la velocità di questo tipo connessione lascia a desiderare. Al contrario gli hotspot garantiscono una velocità maggiore e più costante.
Fonte:altroconsumo.it
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Giovani; Fondo da 81mln
Aiuti per l’acquisto della prima casa e l’avvio di un’azienda ma anche sostegno per l’accesso al credito da parte di imprenditori e professionisti. E ancora: promozione delle iniziative culturali, progetti di inserimento nel mondo del lavoro e azioni di contrasto delle devianze.
Sono alcuni degli interventi che possono essere finanziati con il fondo nazionale per le politiche giovanili il cui ammontare è determinato nella misura di 81mln di euro dal Governo. Di queste risorse 47mln vengono ripartiti tra Regioni, Province e Comuni per la realizzazione di programmi d’intervento locali a favore delle giovani generazioni. Una quota del 5% invece destinata alle attività di ricerca e studio che costituiscono supporto agli interventi principali.
Imprese future
E' il programma che con i soldi del fondo nazionale finanzia le nuove imprese, soprattutto quelle a carattere innovativo e sperimentale, ma al tempo stesso sostiene la creazione di studi professionali composti da giovani associati. Il meccanismo utilizzato è quello dell’incentivo diretto e dell’accesso agevolato alle forme di credito.
Diritto al futuro
Si inserisce in questo progetto qualsiasi tipo di intervento che sostiene l’occupazione giovanile, la creazione di una famiglia e la facilitazione per ottenere prestiti dalle banche destinati a queste finalità. È legato a questo discorso l’intervento "Diritto alla prima casa" nell’ambito del quale vengono realizzate forme di aiuto per le coppie che hanno difficoltà nel reperire un’abitazione.
Le collaborazioni
Il Governo ammette anche forme di partenariato, a livello locale, con enti di ricerca, università, imprese e associazioni di categoria al fine di reperire proposte ulteriori rispetto a quelle già comprese nel piano di sostegno alle politiche giovanili. Le segnalazioni saranno oggetto di un prossimo decreto nel quale verranno illustrate tutte le nuove azioni ammesse a sostegno.
La valutazione
I progetti presentati al dipartimento per le politiche giovanili della presidenza del consiglio dei ministri sono sottoposti alla valutazione di un gruppo di studio per la cui composizione è appostata una quota pari al 5% del fondo nazionale. Un ulteriore 2% viene invece destinato all’attività di monitoraggio sia ex ante che dopo l’ammissione a finanziamento delle proposte per controllare i flussi di spesa e la rispondenza con i criteri individuati dal decreto che sblocca i fondi. In ogni caso saranno selezionati soltanto progetti di qualità per rispondere a quel criterio di meritocrazia che pure è promosso nell’applicazione dei provvedimenti inseriti nel Fondo.
Dall’impiego degli 81mln di euro il Governo punta a ricavare 2 obiettivi principali: aumento delle imprese avviate da giovani e rilancio dell’occupazione nel Mezzogiorno, aumento della natalità e delle famiglie nel Centro Nord dove la crisi economica produce effetti più legati allo sviluppo del contesto sociale, esaurimento dei fondi disponibili.
Liquidazione
Il primo 50% dell’importo assegnato viene trasferito all’agenzia del lavoro o all’impresa beneficiaria dopo 180 giorni dall’assunzione del lavoratore. Il saldo viene liquidato alla chiusura del contratto e dopo la trasmissione dei documenti che attestano il pagamento del dipendente.
Fonte: Il Denaro
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Federalismo, La Riforma premia il Nord: un 'salasso' per il Sud
Sorridono 52 comuni capoluogo di provincia su 92, ma il salasso, per quelli che ci perdono e' fino al 60%. Ecco, in base a uno studio messo a punto dal Pd, che cosa accade nei capoluoghi di regione
Rischio stangata - Per i Comuni con il nuovo fisco previsto dal federalismo fiscale. Secondo uno studio del Pd, messo a punto dal senatore Marco Stradiotto sulla base dei dati della Copaff, la perdita di risorse per i servizi essenziali per i capoluoghi di provincia nel passaggio dai trasferimenti all'autonomia impositiva prevista dalla riforma e' pari complessivamente a 445.455.041 di euro. Il dato emerge mettendo a confronto i trasferimenti relativi al 2010 e il totale del gettito dalle imposte devolute in base al decreto attuativo sul fisco comunale (tassa di registro e tasse ipotecarie, l'Irpef sul reddito da fabbricati e il presunto introito che dovrebbe venire dalla cedolare secca sugli affitti). Tra i 92 comuni presi in esame 52 otterrebbero benefici dalla proposta di riforma e 40 ne verrebbero penalizzati.
Napoletani più tartassati - Saranno i cittadini napoletani i piu' tartassati dalla nuova imposta municipale unica, l'Imu, prevista nel decreto attuativo sul federalismo fiscale riguardante il fisco municipale. E' quanto emerge da uno studio del Pd nel quale il senatore Marco Stradiotto a messo a confronto il sistema fiscale attuale con i trasferimenti statali agli enti locali per garantire i servizi essenziali e le risorse derivanti dall'autonomia impositiva. Il gettito per abitante delle tasse e delle imposte devolute nella citta' partenopea sarebbe di 669 euro per abitante. A seguire i piu' colpiti sarebbero i bolognesi con 555 euro annui per abitante e gli aquilani (548 euro per abitante). L'Imu piu' bassa e' invece quella di Brindisi: 166 euro annui per abitante, seguita da Benevento (176 euro) e Catanzaro e Reggio Calabria (179 euro per abitante).
Salasso per il Sud - Un taglio drastico delle risorse per il comune dell'Aquila (-66%) che perde 26.294.732 milioni, seguito di poco da Napoli (-61%) che perde quasi 400 milioni (392.969.715), essendo pero' il comune che riceve i trasferimenti statali piu' alti rispetto a tutti gli altri capoluoghi italiani (668 euro per abitante di fronte a una media di 387 euro). E' quanto risulta da una proiezione del Pd, fatta dal senatore Marco Stradiotto sulla base di dati della Copaff, che mette a confronto i trasferimenti statali del 2010 comune per comune con l'importo delle tasse devolute agli enti locali in base al federalismo fiscale.
Se il nuovo fisco previsto nel federalismo municipale andra' in vigore il capoluogo abruzzese incassera' 13.706.592 di euro di tasse (la somma delle imposte sul registro e ipotecarie, dell'Irpef sul reddito da fabbricati e del presunto introito della cedolare secca sugli affitti) a fronte di 40.001.324 milioni di trasferimenti avuti nel 2010. Si tratta di -360 euro all'anno per abitante. I cittadini aquilani pagheranno, infatti 188 euro di Imu, mentre attualmente per ognuno di loro vengono dati al Comune 548 euro.
Non va meglio a Napoli che con grazie all'autonomia impositiva incassa 252.054.150 euro, ma nel 2010 ha avuto trasferimenti per 645.023.865. E ancora Roma perde 129.540.902 euro (il 10% delle entrate); Palermo 185.727.331 euro pari al 55% dei fondi per i servizi essenziali, cosi' come Cosenza. E sono soprattutto i comuni del sud a essere penalizzati, Messina perde il 59%, Taranto il 50%.
Confrontando le entrate con la futura imposta municipale unica prevista dal federalismo fiscale con i trasferimenti del 2010 e vedendo la differenza in milioni di euro e in percentuale:
Differenza Percentuale:
L'Aquila 13.706.592 40.001.324 -26.294.732 -66%
Potenza 11.680.583 26.591.682 -14.911.099 -56%
Catanzaro 16.733.178 30.899.074 -14.165.896 -46%
Napoli 252.054.150 645.023.865 -392.969.71 -61%
Bologna 208.199.304 148.323.570 59.815.734 +40%
Roma 1.188.852.8 1.318393.7 -129.540.90 -10%
Genova 204.874.528 261.160.556 -56.286.027 -22%
Milano 668.900.317 499.195.506 169.704.812 +34%
Ancona 31.337.273 28.538.215 2.799.058 +10%
Campobasso 11.171.989 10.649.507 522.482 +5%
Torino 311.014.795 365.549.542 -34.534.747 -9%
Bari 102.139.488 115.569.438 -13.429.950 -12%
Cagliari 51.414.857 50.241.018 1.173.839 +2%
Palermo 154.485.090 340.212.421 -185.727.33 -55%
Firenze 213.736.372 160.492.897 53.243.475 +33%
Perugia 47.669.193 48.456.022 -786.830 -2%
Venezia 124.631.463 99.016.787 25.614.676 +26%
Fonte:lavocedelnordest.it
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Manca poco al caricatore unico per i cellulari, i primi esemplari a inizio 2011
Gli organismi europei di normalizzazione Cen-Cenelec ed Etsi hanno completato l'elaborazione delle norme armonizzate per la fabbricazione di telefoni cellulari "data-enabled", compatibili col nuovo caricabatterie
Ultimi passi perche' diventi realta' il caricatore unico per i cellulari venduti nell'Ue, come richiesto dalla Commissione europea, che prevede che i primi esemplari possano fare la loro comparsa sul mercato "entro i primi mesi del 2011". Gli organismi europei di normalizzazione Cen-Cenelec ed Etsi hanno infatti completato l'elaborazione delle norme armonizzate per la fabbricazione di telefoni cellulari "data-enabled", in grado cioe' di essere collegati a un computer, compatibili con un nuovo caricatore universale.
"Sono molto felice del fatto che gli organismi europei di normalizzazione abbiano soddisfatto la nostra richiesta di elaborare in tempi brevi le norme tecniche necessarie per produrre un caricatore per telefoni cellulari universale basato sul lavoro dell'industria", ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue e responsabile dell'industria Antonio Tajani. "Spetta ora a quest'ultima mantenere il proprio impegno di vendere telefoni cellulari compatibili con il nuovo caricatore", ha ammonito il vicepresidente dell'esecutivo Ue, sottolineando che "il caricatore universale semplifichera' la vita ai consumatori, produrra' meno rifiuti e andra' a vantaggio delle imprese, e' una situazione da cui tutti escono vincenti".
I principali produttori di telefoni cellulari del mondo si sono infatti impegnati a garantire, sulla base del connettore micro-usb, la compatibilita' dei caricatori per telefoni cellulari data-enabled, che secondo le previsioni sara' la tipologia che entro due anni dominera' il mercato. L'accordo e' stato sottoscritto nel giugno del 2009 e firmato da Apple, Emblaze Mobile, Huawei Technologies, LGE, Motorola Mobility, Nec, Nokia, Qualcomm, Research in Motion (Rim), Samsung, Sony Ericsson, Tct Mobile (Alcatel), Texas Instruments e Atmel.
Successivamente all'accordo con l'industria, nel dicembre del 2009 Bruxelles aveva quindi dato mandato agli organismi europei di normalizzazione Cen-Cenelec ed Etsi di elaborare norme Ue per il caricatore universale, ora disponibili. Il completamento di questo processo che ha portato alla definizione di standard tecnici Ue che di fatto consentono l'interoperabilita', rende quindi possibile la compatibilita' del caricatore universale i telefoni cellulari data-enabled di diverse marche.
Le nuove norme europee tengono anche conto dei rischi per la sicurezza e delle emissioni elettromagnetiche, assicurando al tempo stesso che i caricatori universali siano sufficientemente protetti da interferenze esterne.La Commissione europea prevede quindi che "i primi caricatori comuni e telefoni cellulari compatibili con le nuove norme saranno disponibili sul mercato europeo entro i primi mesi del 2011", conclude il documento di Bruxelles.
Fonte:adnkronos.com
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Assegno familiare 2011: fasce reddito e nuove tabelle per accedere
L’istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) ha pubblicato le nuove tabelle 2011 per l’assegnazione degli assegni familiari. L’Assegno nucleo familiare è, infatti, un sussidio erogato in base al reddito della famiglia, che ora cambia dopo la rivalutazione dei redditi in base all‘inflazione.
Ma l’Assegno per il Nucleo familiare non varia solo in base al reddito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia in questione. Più è basso il reddito e maggiori sono i componenti, più il sussidio Inps è consistente. Le tabelle pubblicate sul sito Inps si riferiscono ai nuclei familiari in cui siano compresi entrambi i genitori, almeno un figlio minore e in cui non siano presenti componenti inabili.
L’assegno può essere ottenuto anche per i figli naturali. Possono presentare domanda per ottenere L’ANF i lavoratori pensionati, dipendenti e titolari di prestazioni previdenziali, basta compilare i modelli prestabiliti.
In base ad essi, i lavoratori dipendenti privati devono compilare il modello ANF/DIP (SR 16) e presentarlo al datore di lavoro; i titolari di prestazioni previdenziali devono compilare il modello ANF/PREST (SR 32) direttamente alla sede Inps competente; mentre i titolari di pensione devono compilare il modello AP 01 se titolari di pensione di anzianità, AP 02 per pensione di vecchiaia e AP 57 VO IO direttamente alla sede Inps di riferimento. I modelli sono scaricabili dal sito www.inps.it
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Novità anno nuovo; Studi di settore e tasse
La legge di Stabilità 2011 (il nuovo nome della vecchia Finanziaria), approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 21 dicembre, ed altri provvedimenti di fine anno, contengono varie novità fiscali di cui bisogna tenere conto per il 2011. Ecco le principali, riguardo alle persone fisiche e ai titolari di partita Iva
Il bonus ambientale
La detrazione del 55% delle spese sostenute per gli interventi di risparmio energetico su edifici, che scadeva a fine anno, è stata prorogata a tutto il 31 dicembre 2011 dalla legge di Stabilità. Per le spese che verranno sostenute nel corso del 2011, tuttavia, la detrazione dovrà essere obbligatoriamente ripartita in 10 anni, invece che in 5 anni come avvenuto finora, senza nessuna riduzione del periodo di tempo a 3 o 5 anni per le persone che hanno almeno 80 o 75 anni come invece avviene per le spese di ti-strutturazione edilizia che danno luogo al beneficio del 36%.
Per chi ha lavori «energetici» iniziati nel 2010 ma ancora in corso a fine anno e che proseguiranno nel 2011, rimane l'obbligo di presentare un'apposita comunicazione telematica all'Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2011.
Su il tasso d'interesse legale
Dai primo gennaio 2011 sale dall'1% (applicabile per gli interessi maturati fino al 31 dicembre 2010) all'1,5% il tasso d'interesse legale previsto dall'art. 1284 del Codice Civile, per effetto di un provvedimento del 7 dicembre 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 15 dicembre. Il tasso d'interesse legale si applica, tra gli altri, ai ritardati pagamenti di imposte e tributi, inclusi quelli effettuati avvalendosi del ravvedimento operoso.
I crediti fiscali dal 2011
Novità non piacevole per i titolari di partita Iva, specie in un momento di crisi che porta spesso a problemi di liquidità. A partire dal primo gennaio 2011 il contribuente non può più compensare con altri tributi in F24 eventuali crediti erariali (ad esempio per Iva o per imposte sui redditi), qualora lo stesso contribuente abbia dei debiti per imposte e accessori iscritti a ruolo a titolo definitivo di importo complessivo superiore a 1.500 euro, la cui data di pagamento sia naturalmente scaduta Il divieto di compensazione opera fino a concorrenza dell'importo dei debiti stessi.
Per i crediti Iva di importo superiore a 10 mila o 15 mila euro rimangono inoltre in vigore i precedenti vincoli alla compensazione con altri tributi o contributi, ossia la preventiva presentazione della dichiarazione Iva annuale separata e, sopra i 15 mila euro, l'ottenimento del «visto di conformità» da un professionista, o dal collegio sindacale se la società ha i sindaci a cui è affidata la revisione legale. Oltre all'obbligo, una volta presentata la dichiarazione annuale Iva separata ed ottenuto il visto di conformità sopra i 15 mila euro, di effettuare la compensazione del credito Iva esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel). Senza possibilità di utili77are in compensazione il credito Iva superiore a 10.000 euro attraverso i servizi di home banking e remote banking.
Lavoro, sgravi sui nuovi accordi
La legge di Stabilità 2011 proroga per tutto il 2011 la norma, già in vigore dal 2009, che prevede per i premi di produttività ed efficienza corrisposti ai dipendenti l'applicazione di un'imposta forfettaria del 10%, sostitutiva delle ordinarie aliquote Irpef e addizionali.
L'imposta si applica per premi annui non superiori a 6 mila euro lordi, purché i dipendenti abbiano avuto nel 2010 un reddito di lavoro non superiore a 40 mila euro lordi (l'anno scorso il limite di reddito era fissato a 35.000 euro lordi).
Ravvedimento operoso più caro
Aumentano le sanzioni per regolarizzare con il ravvedimento operoso» eventuali omessi o carenti versamenti di imposte, Iva e ritenute a causa di errori o semplicemente di carenza di liquidità. Per le violazioni commesse a partire dal primo febbraio 2011 la sanzione dovuta per sanare entro 30 giorni la violazione commessa sale dall'attuale 2,5% al 3%. Qualora la regolarizzazione dell'omesso o carente versamento avvenga entro il termine di presentazione della relativa dichiarazione annuale, la penalità da pagare cresce dal precedente 3% al 3,75%.
Inoltre, per gli accertamenti emessi dal primo febbraio 2011, sempre la legge di Stabilità aumenta dal precedente 25% (un quarto) al 33% (un terzo) l'importo delle sanzioni da applicare in caso di definizione della controversia mediante «accertamento con adesione».
Nuovi studi settore
Per tenere conto della persistente situazione di crisi economica, per quest'anno, così come già avvenuto nel 2010 per i redditi 2009, è prevista la possibilità per il ministero dell'Economia di rivedere, entro i131 marzo 2011, il contenuto e gli importi degli studi di settore applicabili per il 2010.
Riscossione più rapida per gli accertamenti
A partire dal primo luglio 2011 l'avviso di accertamento non sarà più seguito dalla cartella di pagamento (cioè non ci sarà più l'iscrizione a ruolo), ma sarà un titolo immediatamente esecutivo, in quanto conterrà l'intimazione al pagamento delle maggiori imposte accertate, degli interessi e delle relative sanzioni entro 60 giorni dalla notifica dell'accertamento. Se il contribuente ricorre alla Commissione Tributaria Provinciale dovrà comunque provvedere al pagamento a titolo provvisorio del 50% delle maggiori imposte accertate e relativi interessi entro sessanta giorni dalla notifica dell'avviso di accertamento, senza attendere la successiva cartella di pagamento che poteva arrivare anche dopo svariati mesi.
Comunicazione telematica dei dati di clienti e fornitori
Con provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 22 dicembre è stata data attuazione alla norma del D.L. 78/2010 (manovra estiva 2010) che ha introdotto l'obbligo di trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute e delle operazioni rilevanti ai fini Iva (partita Iva o codice fiscale della controparte e importo del corrispettivo). Si tratta di una norma che, pur con comprensibili ragioni di contrasto all'evasione fiscale, introduce un nuovo adempimento burocratico piuttosto oneroso per tutti i titolari di partita Iva (società, imprese e professionisti).
Per l'anno 2010, la comunicazione va effettuata entro i1 31 ottobre 2011 e riguarda le operazioni di valore unitario pari o superiore a 25 mila euro, oltre ad Iva, e solo se per l'operazione vi era obbligo di emissione della fattura, con esclusione quindi delle operazioni nei confronti di privati consumatori anche se è stata emessa la fattura.
A partire dalle operazioni effettuate dal 2011, che andranno comunicate all'Agenzia delle Entrate entro il 30 aprile 2012, l'obbligo di comunicazione riguarderà tutte le operazioni di importo unitario non inferiore ad Euro 3.000, oltre ad Iva. Per le operazioni nei confronti di clienti privati consumatori l'obbligo decorre solo dalle operazioni compiute dal primo maggio 2011 ed il valore minimo comprensivo dell'Iva è di euro 3.600.
Fonte: Corriere della Sera
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Dal computer alla carta: il calendario compatto 2011
Ormai alle soglie del 2011, anche quest’anno viene riproposto il calendario compatto, che nasce da un’idea abbastanza banale: disporre tutti i giorni dell’anno in un unico foglio. Un’idea sì semplice ma relativamente longeva, visto che su PMI.it ne abbiamo parlato la prima volta nel 2007.
La sua caratteristica principale è quella di garantire un colpo d’occhio complessivo, e soprattutto continuativo, sui giorni e sulle settimane, senza cioè che sia interrotto dai mesi. Se ci pensiamo, sono in realtà proprio le settimane gli elementi più spesso rilevanti per quel che riguarda programmazione e scadenze varie.
Di fatto, è uno strumento finalizzato soprattutto ad essere stampato, con un ampio spazio per aggiungere annotazioni, in pratica tutta l’area destra del foglio. Si può comunque anche scaricare in versione .xls e utilizzarlo direttamente sul proprio computer (o caricarlo su Google Docs per tenerlo online).
A questo proposito, da sostenitore delle applicazioni online mi viene però da obiettare sul come si riduce, dopo pochi mesi, un foglio di carta sulla scrivania, o peggio sempre in tasca… ma magari si possono fare periodicamente delle fotocopie!
Il calendario compatto è disponibile e messo a disposizione gratuitamente in moltissime versioni locali. Ce n’è anche una per l’Italia, con le festività preimpostate e la settimana che inizia di lunedì.
Fonte:blog.pmi.it (Alfredo Bucciante)
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Agenzia delle Entrate: sul cippato Iva al 10%
Per la cessione del cippato utilizzato per la combustione e il teleriscaldamento è applicabile l'aliquota IVA del 10%.
Lo ha affermato l'Agenzia delle Entrate rispondendo a un quesito posto da Aiel (Associazione italiana energie agroforestali) e Fiper (Federazione italiana produttori di energia da fonte rinnovabile), nel quale si chiedeva di conoscere il trattamento ai fini IVA della vendita di cippato di legno vergine utilizzato per la combustione.
Il parere delle Entrate
Con nota del 23 dicembre 2010 prot. 954-177983/2010 (leggi qui), l'Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale Normativa - Settore Imposte indirette - Ufficio IVA ha affermato che alla cessione del prodotto “cippato” si rende applicabile l’aliquota IVA del 10% di cui alla Tabella A, parte III allegata DPR n.633 del 1972 a seguito della consulenza giuridica n. 954-68/2010.
I requisiti del cippato
L'Agenzia delle Entrate ha confermato il parere dell’Agenzia delle Dogane che con nota 112878/RU del 19 luglio 2010 definiva il cippato quale “ …un articolo non trattato chimicamente da trattare esclusivamente per la produzione di calore equiparabile a 'legna da ardere in tondelli, ceppi, ramaglie, fascine, o in forme simili, classificate al codice NC 4401 1000'”.
Il cippato a cui viene riconosciuta l’aliquota IVA ridotta al 10% può provenire da legname di diverse qualità, ma deve essere ottenuto attraverso un processo di taglio meccanico di sminuzzatura o cippatura, triturazione o frantumazione, senza aver subito trattamenti chimici. La destinazione d’uso deve essere esclusivamente la combustione e la fornitura e distribuzione di calore agli utenti attraverso reti di teleriscaldamento.
Fiper e Aiel si dichiarano soddisfatte per la decisione dell'Agenzia delle Entrate: secondo il presidente di Fiper Walter Righini è un risultato che “favorisce lo sviluppo e il consolidamento della filiera biomassa-energia”.
Fonte:casaeclima.com
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Fondi pensione, alla COVIP le segnalazioni sui reclami
Le forme pensionistiche complementari dovranno una informazione di sintesi sul numero dei reclami pervenuti nell'intero anno.La Covip, a completamento della disciplina sui reclami contenuta nel Provvedimento dello scorso 4 novembre, ha indirizzato specifica Circolare a tutte le forme pensionistiche complementari (fondi pensione negoziali, fondi pensione preesistenti, fondi pensione aperti, piani individuali di previdenza) lo scorso 2 dicembre.
Con tale missiva l’Autorità regolamenta la relativa Segnalazione periodica ai fini di Vigilanza che a tendere integrerà quanto già previsto in materia di comunicazioni statistiche di cui alle Circolari Covip 21 gennaio 2010, n. 6438 del 31 luglio 2007 e n. 5251 del 23 dicembre 2005 per i fondi negoziali e i fondi preesistenti, nonchè Circolari Covip n. 6438 del 31 luglio 2007 e n. 3702 dell’ 11 agosto 1999 per i fondi pensione aperti e n. 6438 del 31 luglio 2007 e n. 28 del gennaio 2002 per i pip.
In fase di prima applicazione le forme pensionistiche complementari dovranno trasmettere alla COVIP informazioni relative all'anno 2011, con particolare riguardo al periodo 10 aprile-31 dicembre, integrate da una informazione di sintesi sul numero dei reclami pervenuti nell'intero anno.
La segnalazione è suddivisa in sei sezioni.
1. Nella prima devono essere inserite le informazioni necessarie a individuare la forma pensionistica interessata dai reclami e, nel caso di fondi pensione aperti, PIP o fondi preesistenti interni bancari o assicurativi, del soggetto istitutore.
2. Nella seconda sezione va indicato il soggetto referente della forma pensionistica da contattare nel caso siano necessari chiarimenti in merito ai contenuti della segnalazione.
3. Nella terza sezione vanno inseriti i dati, di tipo numerico, riferiti ai reclami, pervenuti nel periodo di riferimento, suddivisi in sottocategorie connesse alla presenza degli elementi essenziali per la trattazione (trattabili/non trattabili). Sono considerati trattabili i reclami pervenuti nel periodo di riferimento che presentano gli elementi essenziali per essere trattati, e cioè l’indicazione del soggetto che ha trasmesso il reclamo (nonché, nel caso di reclamo presentato per conto di un soggetto terzo, l’indicazione di quest’ultimo), l’oggetto del reclamo, l’individuazione della forma pensionistica interessata (nel caso di soggetti che gestiscono più forme pensionistiche complementari) e che sia trasmesso secondo le modalità previste dal fondo e rese note in modo adeguato. La sezione riporta anche il numero complessivo dei reclami pervenuti nell'intero anno (comprensivo, quindi, del primo trimestre).
4. La quarta sezione riporta il numero dei reclami trattabili pervenuti nel periodo di riferimento distintamente per tipologia di soggetto reclamante. Sono individuate a tal fine diverse tipologie di soggetti (Iscritti, Aziende, Associazioni datoriali, Associazioni di consumatori, Organizzazioni sindacali, Patronati, Studi legali) e una voce a carattere residuale.
5. La quinta sezione riporta il numero dei reclami trattabili pervenuti nel periodo di riferimento distintamente per tipologia di area di attività interessata: Gestione delle risorse in fase di accumulo, Funzionamento degli organi, Gestione amministrativa, Raccolta delle adesioni, Trasparenza e Altro. Per l'area Gestione amministrativa, stante l'ampiezza della stessa, si è ritenuto utile prevedere una ripartizione in sottoaree: Contribuzione, Determinazione della posizione individuale, Fiscalità, Prestazioni pensionistiche in capitale o in rendita, Trasferimenti, Riscatti e anticipazioni.
6. La sesta sezione contiene infine il numero dei reclami trattati nel periodo di riferimento, suddivisi in relazione all'iter seguito nella trattazione e al relativo esito (evasi/in istruttoria, accolti/respinti).
La Covip rammenta poi come per rendere effettivo lo ius reclamandi è necessario che la comunicazione periodica che sarà inviata agli iscritti per l'anno 2010 (entro il 31 marzo 2011) dovrà contenere informazioni circa le novità in materia di trasmissione e trattazione dei reclami.
(Circolare COVIP 02/12/2010, n. 6315)
Fonte:ipsoa.it (Carlo Giuro)
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INPS: riconoscimento delle agevolazioni contributive per l'assunzione a termine di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità
L'INPS, con messaggio n. 32661 del 27 dicembre 2010, interviene in merito al riconoscimento di agevolazioni contributive, per l’assunzione di soggetti iscritti nelle liste di mobilità, introdotte dalla Legge 23 luglio 1991, n. 223. In particolare l'Istituto precisa che l'articolo 8, comma 2, della L. 223/1991 ha una duplice valenza normativa: da un lato introduce nell'ordinamento italiano una particolare deroga, di carattere soggettivo, alle norme che limitano l'apposizione del termine finale al rapporto di lavoro subordinato; dall'altro lato prevede un'agevolazione contributiva. Su tale presupposto, si legge nel messaggio, il datore di lavoro può assumere a tempo determinato un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità, pur in assenza delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, che giustifichino l’apposizione del termine in base all'art. 1 del D.Lgs. 368/2001. In tal caso, il rapporto dovrà avere una durata massima (originaria o attraverso proroghe successive) di 12 mesi ed analoga durata caratterizzerà l'agevolazione contributiva. E' possibile, tuttavia, che l'assunzione a tempo determinato di un lavoratore iscritto nelle liste di mobilità abbia alla base una delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, previste dall'art. 1 del D.Lgs. 368/2001. In tali casi il rapporto di lavoro potrà avere durata massima (originaria o attraverso proroghe successive) superiore a 12 mesi; in ogni caso, l'agevolazione contributiva spetterà per il periodo massimo di 12 mesi.
Fonte:studiocataldi.it (L.S.)
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Incentivi; Nella riforma il 50% delle risorse alle Pmi
Dopo una lunga serie di rinvii, la riforma degli aiuti alle imprese si farà. La conferma giunta dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani subito sposta l'attenzione sui contenuti. Negli ultimi mesi si sono susseguite diverse bozze, che hanno almeno in parte tenuto conto di osservazioni giunte dal mondo delle imprese, in primis Confìndustria e Rete Imprese Italia. Va anche detto, a onor del vero, che restano alcune perplessità su una riforma di metodo che per essere efficace andrà riempita di risorse (in particolar modo per il credito d'imposta). E che riguarda da vicino gli interventi del ministero dello Sviluppo, non quelli regionali, pur prevedendo con questi ultimi un coordinamento.
È comunque di rilievo, stando alla bozza (suscettibile di modifiche fino all'arrivo al Consiglio dei ministri) la riserva del 50% del complesso delle risorse disponibili per le piccole e medie imprese. Il principio, in linea con lo Small business act europeo, sembra ormai aver fatto breccia nel governo e, in parallelo, sta viaggiando anche nello Statuto delle imprese, una proposta di legge bipartisan, attualmente all'esame della Camera, che ha come primo firmatario Raffaello Vignali (Pdl), tra l'altro consulente del ministro Romani per i temi delle piccole e medie imprese. L'obiettivo è fissare dei fondi riservati per le pmi, «in relazione all'importo complessivo dell'intervento, agli obiettivi perseguiti, alle modalità di attuazione e al numero e alle caratteristiche dei potenziali beneficiari». Possono, inoltre, «essere previste riserve di fondi in favore delle aggregazioni e delle reti di impresa».
Per le piccole imprese c'è in vista anche una corsia burocratica semplificata: sarà un decreto di programmazione annuale dello Sviluppo economico a «stabilire modalità semplificate per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni e per le richieste di erogazione da parte delle pmi e delle loro aggregazioni e reti».
Diverse novità, come si vede, ma la cui piena attuazione si avrà solo nel 2012.
Romani ha assicurato che anche la riforma degli enti per l'internazionalizzazione taglierà in tempo il traguardo (la delega scade a metà febbraio). In questo caso, rispetto al lavoro svolto dall'ex-viceministro per il commercio estero Adolfo Urso durante il periodo Scajola, dovrebbe arrivare alla meta un testo molto più snello. Non ci sarà la creazione di una spa unica (per la quale Urso immaginava il nome di Italia Internazionale) e ci si concentrerà sul ruolo di Ice, molto più leggero rispetto a quello attuale, e delle camere di commercio, viceversa molto rafforzato. Per l'Ice il riassetto dovrebbe coincidere con un significativo cambio al vertice. Lo scorso 21 dicembre il consiglio di amministrazione ha prorogato per quattro mesi l'incarico di direttore generale ricoperto da Massimo Mamberti. Il ministro Romani non fa mistero di prediligere a breve la nomina di un nuovo d.g., esterno all'attuale organico Ice.
C'è infine, tra i dossier citati da Romani, la legge annuale sulle liberalizzazioni. Anche in questo caso, c'è da dire, rischia di uscire dal cantiere molto meno del previsto. Le prime bozze (si parla ormai della scorsa estate) osavano spingersi lungo quasi tutte le direttrici contenute nella segnalazione del presidente dell'Antitrust Le successive versioni sono apparse decisamente più conservative.
Fonte: Il Sole 24 Ore
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Job sharing: come si licenzia il lavoratore?
Il job sharing (o contratto di lavoro ripartito) è un particolare contratto di lavoro subordinato attraverso il quale due lavoratori assumono in solido l’impegno ad adempiere un’unica e identica obbligazione di lavoro.
Per quanto concerne il licenziamento si applica la disciplina generale, sia sotto il profilo formale sia sotto quello sostanziale.
Il contratto in questione è infatti un contratto atipico, non speciale in senso stretto, con conseguente applicabilità di tutta la disciplina lavoristica, compatibilmente con le particolarità del rapporto e fatto salvo quanto espressamente stabilito dalla legge.
In considerazione del vincolo di solidarietà, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo o per riduzione del personale interessa entrambi i coobbligati: il posto è uno solo e la sua soppressione non può che comportare automaticamente il licenziamento di tutti e due i lavoratori che lo occupano.
A tal riguardo le questioni che possono porsi in concreto sono molteplici.
Basta pensare, ad esempio, in caso di licenziamento collettivo o messa in mobilità, all’applicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare, sicuramente problematica quando i lavoratori da prendere in considerazione sono due, diversi, ma che contemporaneamente occupano la medesima posizione lavorativa.
Quanto al licenziamento disciplinare, ferma la regola dell’applicabilità della disciplina generale, occorre precisare che il vincolo di solidarietà ed il particolare legame fiduciario che si instaura fra i due coobbligati fanno sì che l’inadempimento dell’una possa riflettersi sulla posizione lavorativa dell’altro.
Fermo restando che nel contratto di job sharing i singoli lavoratori non si obbligano ad assicurare il corretto adempimento dell’obbligazione lavorativa da parte dell’altro coobbligato, ma esclusivamente a garantire l’adempimento dell’interno obbligo contrattuale, in caso di impedimento del collega, saranno pertanto addebitabili esclusivamente al singolo lavoratore che le ha commesse le infrazioni al codice disciplinare di cui si sia reso colpevole.
La responsabilità in capo all’altro coobbligato sorgerà solo nel momento in cui quest’ultimo, venuto a conoscenza dell’assenza del coobbligato, non provveda tempestivamente a sostituirlo.
Peraltro, se la violazione è molto grave e la sanzione si risolve nel licenziamento per motivi disciplinari, il lavoratore rimasto subirà le conseguenze dell’alterazione dell’assetto originario e potrà subire senza colpa l’estinzione del vincolo contrattuale.
Fonte:blog.pmi.it (Roberto Grementieri)
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Saldi invernali 2011: date di inizio e fine per città e regione da Gennaio
Partiranno dal 6 gennaio, giorno della befana, i saldi invernali 2011. E così, puntuale come ogni anno, arriva il momento tanto atteso dalle amanti dello shopping che potranno sbizzarrirsi per negozi acquistando un capo piuttosto che un altro e ad un prezzo più contenuto rispetto a quello iniziale di cartellino.
E come ogni anno il via ai saldi avrà un calendario definitivo diverso a seconda della regione. Al via il sei gennaio, e fino marzo 2011, in Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto, Umbria, Marche, Molise, Puglia. In Basilicata, Sardegna i saldi partiranno l’8 gennaio 2011, mentre il 10 sarà la volta della Valle D’Aosta.
Anticipano il giorno della Befana dando il via ai saldi il 2 gennaio Calabria, Sicilia e Friulia Venezia Giulia, dove partiranno il 3. Le date dei saldi invernali varieranno, invece, in Trentino Alto Adige dove saranno diverse a seconda della località. In particolare: in provincia di Bolzano inizieranno l’8 gennaio e fino al 19 febbraio 2011, eccezione dei comuni di Tires, Castelrotto, Ortisei, Santa Cristina, Selva Gardena del Distretto di Bolzano e di Sesto, Marebbe, San Martino in Badia, La Valle, Badia, Corvara del Distretto di Vla Pusteria dove le date saranno 5 febbraio-19 marzo.
Nella provincia di Trento, l’inizio dei saldi, dopo la liberalizzazione, sarà decisa dai commercianti e la durata può essere di un massimo di 60 giorni. Presumibilmente molti sceglieranno di iniziare i saldi più o meno nello stesso periodo.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Elenco clienti fornitori obbligo di invio al 31 ottobre 2011
Per il periodo d’imposta 2010 la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA di importo non inferiore a 3.000 euro (elenchi clienti fornitori), può essere effettuata fino al 31 ottobre 2011, questo quanto chiarito dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22/12/2010
Pubblicato il 22 dicembre 2010 il Provvedimento di attuazione della disciplina introdotta dall’art. 21 del DL 78/2010, in merito agli obblighi di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini IVA di importo non inferiore a 3.000 euro.
In particolare, viene chiarito che una volta entrata a regime la disciplina, il termine di invio della comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’IVA sarà il 30 aprile di ogni anno, ovvero i soggetti interessati dovranno comunicare le cessioni di beni e prestazioni di servizi (anche nei confronti dei privati) rilevanti ai fini IVA, dell'anno solare precedente per importi non inferiori ad euro 3.000, per le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per le quali non ricorre l’obbligo di emissione della fattura il predetto limite è elevato a euro 3.600 al lordo dell’imposta sul valore aggiunto applicata.
Qualora siano stipulati più contratti tra loro collegati, ai fini del calcolo del limite, si considera l’ammontare complessivo dei corrispettivi previsti per tutti i predetti contratti.
Tuttavia solo per il periodo d’imposta 2010 per consentire un’attuazione graduale della disciplina, il Provvedimento prevede che l’importo di 3.000 euro sia elevato ad euro 25.000 e che siano escluse dall’obbligo di comunicazione in fase di prima applicazione, le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per le quali non ricorre l’obbligo di emissione della fattura, effettuate fino al 30 aprile 2011.
Anche per quanto riguarda il termine di invio della comunicazione, solo per il periodo d’imposta 2010, questa può essere effettuata fino al 31 ottobre 2011.
Fonte:nuovofiscooggi.it
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Adusbef: in arrivo nuova stangata da 1.016 euro a famiglia
L'Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari E Finanziari) denuncia l'arrivo di una nuova stangata per l'anno 2011 che porterà ad un aumento della spesa annua per ogni famiglia italiana di ben 1016 euro. In un comunicato stampa l'Associazione dichiara che i rincari, in arrivo a partire dal 1 gennaio 2011, contribuiranno a ridurre ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie. Secondo l'Adusbef "si rendono sempre più necessarie politiche economiche completamente diverse da quelle sin qui attuate, che dovrebbero puntare ad un rilancio dell’economia sia attraverso investimenti in settori innovativi, sia con processi di detassazione esclusivamente a favore delle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati". Siamo di fronte, si legge nel comunicato , ai soliti comportamenti speculativi in tema di prezzi e tariffe e cui "si aggiungono tensioni importanti sui costi dei prodotti energetici e delle materie prime". Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef fanno notare che le previsioni dell’ Osservatorio Nazionale Federconsumatori sui rincari che le famiglie dovranno affrontare nel 2011 sono estremamente negative. In mancanza di adeguati interventi di politica economica "si consoliderà sempre di più il circolo vizioso tra contrazione dei consumi, cassa integrazione e licenziamenti, e produzione industriale, non potendo sperare in un recupero della nostra economia solo attraverso le esportazioni".
Fonte:studiocataldi.it (N.R.)
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Aiuti per le aziende: agevolazioni e bonus fiscali, assunzioni e cassa integrazione 2011
Rilancio dell'occupazione e della produttività e interventi anti-crisi: la legge di stabilità, approvata a inizio dicembre, offre alle imprese proroghe di alcune misure sul lavoro introdotte nel corso dell'ultimo biennio.
Due essenzialmente i capitoli in cui possono essere racchiuse le novità: il primo comprende tutte le norme tese a rilanciare l'occupazione e la produttività, il secondo gli strumenti cui le imprese possono ricorrere per far fronte a cali produttivi o a situazioni di difficoltà temporanee.
Le nuove misure comprendono bonus alle proroghe degli incentivi introdotti per facilitare la riassunzione dei soggetti espulsi dal ciclo produttivo e agevolazioni rivolte a categorie di soggetti privi di occupazione o mirati alla rioccupazione di soggetti percettori di ammortizzatori sociali.
Le imprese potranno continuare a beneficiare degli incentivi per le assunzioni di soggetti destinatari dell'indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali che abbiano compiuto 50 anni di età, di lavoratori destinatari dell'indennità ordinaria di disoccupazione con requisiti normali o del trattamento speciale edile, di titolari di indennità di disoccupazione ordinaria che abbiano maturato almeno 35 anni di anzianità contributiva.
Per il rilancio della competitività, è stato confermato per il 2011 lo sgravio contributivo previsto a favore delle imprese sulle erogazioni correlate a contratti incentivanti. Confermate, inoltre, per il 2011 le misure anticrisi per le imprese che vogliono estendere i trattamenti tipici della Cig a categorie di lavoratori normalmente escluse dal campo di applicazione a causa della tipologia di contratto di lavoro, dell'appartenenza settoriale dell'azienda o della dimensione aziendale.
Fonte:businessonline.it (Marianna Quatraro)
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Aduc: ancora sanzioni dell'Antitrust per tessere sconto fasulle
L'associazione per i diritti degli utenti e consumatori ha diffuso un comunicato stampa dove spiega come difendersi dalle tessere di fedeltà che alcune aziende hanno fatto sottoscrivere a cittadini ignari e che in realtà nascondevano contratti per l'acquisto di beni. L'associazione richiama in particolare il decreto legislativo n.206/2005 che permette il diritto di recesso (art.64), senza penale entro 10 giorni. Il termine - ricorda l'associazione - decorre dal momento della prima firma, oppure dal momento della consegna della merce. Le aziende responsabili di aver emesso tessere sconto fasulle sono state sanzionate dall'Antitrust. Ciò che è emerso è che talune imprese, tramite telefonate ingannevoli e visite a domicilio facevano credere di regalare tessere di fedeltà gratuite mentre in realtà facevano firmare "contratti a partire da 2mila euro, per l'acquisto 'inconsapevole' di tovaglie, lenzuola ed altri casalinghi". Secondo l'Aduc si tratta di pratiche non solo scorrette ma che potrebbero avere anche riolevanza penale.
Fonte:studiocataldi.it (N.R.)
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Comprare il biglietto del treno online su Internet senza carta di credito
La novità per il nuovo anno firmata Trenitalia consentirà di acquistare il biglietto del treno online anche senza carta di credito grazie al nuovo servizio sPosto Click che rappresenterà una sorta di prenotazione.
Il biglietto si paga dovrà poi essere pagato entro 24 ore dalla partenza del treno, presso bancomat Unicredit, ricevitorie Sisal, agenzie di viaggio. Per acquistare un biglietto online basterà seguire la procedura guidata consultabile sul sito www.trenitalia.it.
Una volta che ci si trova davanti alla schermata modalità di pagamento, bisognerà scegliere l’opzione Posto Click e si otterrà direttamente il proprio biglietto del treno prenotato per 48 ore, avendo anche tempo a disposizione per pagarlo presso uno dei 33mila negozi abilitati.
Il saldo del biglietto deve avvenire con almeno 24 ore di anticipo sulla partenza del treno. Il biglietto Trenitalia acquistato con Posto Click può essere pagato presso le ricevitorie Sisal fornendo il PNR, cioè il codice di prenotazione rilasciato sulla ricevuta, o si potrà pagare sempre con il PNR presso i bancomat del circuito Unicredit Banca, presso le Agenzie di Viaggio, presso le biglietterie automatiche presenti in quasi tutte le stazioni ferroviarie oppure chiamando il call center Trenitalia. Attenzione, però: il numero 89 20 21 è pagamento. Per ulteriori informazioni basta consultare il sito di Trenitalia.
Fonte:businessonline.it (Marcello Tansini)
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Immobili; Sul leasing prelievo pieno all'acquisto
Dal 1° gennaio cambia la tassazione indiretta per i leasing di immobili strumentali, che sconteranno le imposte ipotecarie e catastali in misura ordinaria (4%) all'atto dell'acquisto dell'immobile da parte della società di leasing e non saranno più soggetti a registrazione. Le novità introdotte dalla legge di stabilità (legge 220/10) si applicano non solo per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2011, ma anche per quelli in corso a questa data, peri quali viene previsto il pagamento di un'imposta sostitutiva per l'accesso al nuovo regime (si veda l'articolo a lato).
Il sistema attuale
Finora, nel leasing di immobili strumentali (categorie catastali A10, B, C e D) era previsto il pagamento delle imposte ipotecarie e catastali ridotte alla metà (0,5% 1,5% anziché 1% + 3%) in sede di acquisto dell'immobile da concedere in locazione finanziaria da parte della società concedente. Il contratto di leasing era poi soggetto a registrazione, analogamente agli ordinari contratti di locazione immobiliare, con obbligo di pagare un'imposta di registro pari all'1% dei canoni.
Anche in sede di riscatto dell'immobile in leasing era prevista la riduzione a metà delle ipocatastali (il restante 2%), con possibilità di scomputare le somme corrisposte a titolo di registro. La base imponibile delle ipocatastali al riscatto era pari al prezzo di riscatto aumentato della quota capitale dei canoni (circolare 12/E/2007), in sostanza il valore originario di acquisizione dell'immobile da parte della società di leasing.
Il sistema di tassazione indiretta, introdotto dal Dl 223/2006, era un ibrido. Da un lato il leasing era ricondotto alla locazione (registrazione del contratto e imposta di registro dell'1%), dall'altro - con la riduzione a metà delle ipocatastali in sede di acquisto e di riscatto e la possibilità di scomputare l'imposta di registro - veniva dato rilievo alla causa di finanziamento tipica del contratto di leasing e all'obiettivo delle parti di realizzare il trasferimento dell'immobile in favore dell'utilizzatore, sin dalla stipula del contratto.
In tale ottica il legislatore del 2006, nel prevedere la riduzione a metà delle imposte ipocatastali «limitatamente all'acquisto e al riscatto dei beni da concedere o concessi in locazione finanziaria» non aveva voluto concedere un'agevolazione, ma garantire un trattamento equivalente agli acquisti diretti di immobili strumentali rispetto all'acquisizione degli stessi in leasing infatti, la riduzione a metà delle aliquote sui due distinti trasferimenti che identificano l'unitaria operazione di leasing (acquisto da parte del concedente e riscatto finale da parte all'utilizzatore), unitamente alla possibilità di sterilizzare l'imposta di registro, neutralizzava le possibili disparità di trattamento del leasing rispetto all'acquisto diretto.
Peraltro, il sistema ibrido finora vigente consentiva l'applicazione delle imposte ipocatastali in maniera diluita lungo la durata del contratto, pur se con pesanti adempimenti connessi alla registrazione telematica dei contratti e all'assolvimento dell'imposta di registro.
L'indifferenza
Le modifiche introdotte dall'articolo 15 della legge stabilità rendono del tutto indifferente ai fini delle imposte d'atto le modalità di acquisto degli immobili strumentali, in coerenza con le caratteristiche "traslative" tipiche del leasing immobiliare. In particolare, per i nuovi contratti stipulati dal i gennaio 2611 è previsto che:
1) le imposte ipocatastali sono applicate in misura piena (1% 3%) all'atto dell'acquisto dell'immobile da concedere in leasing da parte della società concedente; viene a tal fine introdotta la responsabilità solidale dell'utilizzatore nel pagamento delle imposte;
2) viene meno l'obbligo di registrare i contratti di leasing immobiliare e di assolvere l'imposta di registro dell'1%; l'imposta dovrebbe restare applicabile in caso di registrazione volontaria (o in caso d'uso), pur se l'applicazione dell'imposta proporzionale appare poco coerente con il nuovo sistema di tassazione;
3) le imposte ipocatastali e l'imposta di registro sono applicate in misura fissa al momento del riscatto finale da parte dell'utilizzatore (168 + 168 + 168 euro). Anche in relazione ai trasferimenti di immobili rivenienti da contratti risolti per inadempimento dell'utilizzatore le imposte d'atto sono coerentemente dovute in misura fissa. Con le nuove regole, pertanto, le imposte indirette dovute diventano equivalenti a quelle dovute in caso di acquisto diretto.
Fonte: Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi
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Tombola addio. Durante le feste ora gli italiani giocano a poker, anche online
Il gioco d'azzardo, in particolare il poker, ha soppiantato la tombola in questi giorni di festa. Secondo l'Adoc infatti il 70% degli italiani avrebbe optato per il tavolo verde, giocando a poker sia con amici e parenti sia a quello elettronico online.
"La tombola ha subito un calo del 12% delle preferenze degli italiani, un vero e proprio passaggio di testimone col poker, a cui ha giocato durante le feste il 70% degli italiani - dichiara Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - sia nella versione tradizionale che quella online, soluzione scelta dal 19% degli italiani. Durante questo Natale abbiamo registrato anche il boom dei giochi da tavolo, cresciuti dell'8% nelle preferenze, mentre il classico gioco del 'Mercante in fiera' ha subito un calo del 3%".
"Il successo del poker, in particolar modo della versione online, sta mettendo a rischio le vecchie tradizioni e i portafogli di molti italiani. Stimiamo in oltre 750mila i giocatori abituali, per una spesa media procapite di circa 690 euro l'anno - continua Pileri - Solamente durante le feste stimiamo siano stati spesi a poker tra i 30 e i 150 euro. Complice l'atmosfera di gioco e rilassatezza tipica delle feste molti giocatori non hanno badato alle loro spese. Un rischio e un pericolo, da vizio il gioco si può trasformare in malattia e dipendenza. Rispetto al gioco tradizionale, inoltre, la versione online produce un'assuefazione più rapida e difficilmente curabile, dato che è possibile accedere al gioco 24 ore su 24, si mantiene l'anonimato e si ha una percezione distorta del denaro speso. Tanto che, secondo le nostre stime, il debito medio contratto dai giocatori patologici si attesta sui 10-12mila euro, ma si toccano punte anche di 30-40mila euro. Oltre a provocare seri disagi familiari, sociali e psicologici".
Fonte:adnkronos.com
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Contratti di sviluppo, condizioni e modalità per la concessione dei finanziamenti
E' stato pubblicato in G.U. del 24 dicembre 2010 il decreto 24 settembre 2010 che dà attuazione all'articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, riguardante la semplificazione degli strumenti di attrazione degli investimenti e di sviluppo d'impresa. Il decreto 24 settembre 2010 disciplina i criteri, le condizioni e le modalità per la concessione, attraverso la sottoscrizione di contratti di sviluppo di cui all'articolo 10, di agevolazioni finanziarie dirette a favorire la realizzazione di investimenti rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno.
I contratti di sviluppo hanno ad oggetto la realizzazione, su iniziativa di una o più imprese di uno dei programmi di sviluppo individuati.
Anche le imprese costituite all'estero potranno proporre contratti di sviluppo purché si impegnino ad istituire una sede secondaria con rappresentanza stabile nel territorio italiano nell'ambito del programma di sviluppo e a mantenerla per almeno cinque anni dalla ultimazione del programma di sviluppo, ovvero nel caso di piccole e medie imprese (PMI) per almeno tre anni dalla ultimazione del programma di sviluppo esclusivamente nel caso in cui ricorrano, per il periodo di programmazione 2007-2013, le condizioni previste dall'articolo 57, capo IV del regolamento (CE) n. 1083/2006 e successive modifiche ed integrazioni.
Le imprese dovranno comunque mantenere la suddetta sede secondaria per l'intero periodo di vigenza degli obblighi conseguenti alla concessione delle agevolazioni.
Ai fini del presente decreto i beneficiari delle agevolazioni regolate dal presente decreto sono il soggetto che promuove l'iniziativa, denominato proponente, e le eventuali altre imprese partecipanti ai progetti d'investimento, denominate aderenti.
In caso di programmi di sviluppo realizzati da più imprese, il proponente ne assume la responsabilità verso l'Amministrazione anche ai fini della coerenza tecnica ed economica.
Ai fini della classificazione delle imprese in piccola, media o grande si applicano i criteri indicati nell'allegato 1 al Regolamento (CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008, pubblicato nella G.U.U.E. L 214 del 9 agosto 2008 concernente l'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune (Regolamento generale di esenzione per categoria), nel seguito indicato «Regolamento GBER» e nel decreto del Ministro delle attività produttive 18 aprile 2005.
I soggetti di cui al comma 2, sin alla data di presentazione della istanza di accesso di cui all'articolo 7, devono trovarsi nelle seguenti condizioni:
a) essere regolarmente costituiti ed iscritti nel Registro delle Imprese;
b) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali;
c) trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
d) non rientrare tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
e) operare nel rispetto delle vigenti norme edilizie ed urbanistiche, del lavoro, sulla prevenzione degli infortuni e sulla salvaguardia dell'ambiente, anche con riferimento agli obblighi contributivi;
f) non essere stati destinatari, nei tre anni precedenti la predetta data, di provvedimenti di revoca totale di agevolazioni concesse dal Ministero dello sviluppo economico, ad eccezione di quelli derivanti da rinunce;
g) aver restituito agevolazioni godute per le quali è stata disposta dal Ministero dello sviluppo economico la restituzione;
h) non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel Regolamento GBER.
La proposta di contratto di sviluppo di cui all'articolo 2, comma 1, può avere ad oggetto uno dei seguenti programmi:
a) programma di sviluppo industriale: un'iniziativa imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e/o servizi, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d'investimento, come individuati nei Titoli II e III, ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, come individuati nel Titolo IV, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione al processo di produzione dei prodotti finali;
b) programma di sviluppo turistico: un'iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo dell'offerta turistica, attraverso il potenziamento ed il miglioramento della qualità dell'offerta ricettiva, delle attività integrative l'offerta ricettiva e dei servizi di supporto alla fruizione del prodotto turistico per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d'investimento, come individuati nei Titoli II e III, ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, come individuati nel Titolo IV, strettamente connessi e funzionali tra di loro in relazione alla definizione di offerta turistica per il territorio di riferimento;
c) programma di sviluppo commerciale: un'iniziativa imprenditoriale finalizzata allo sviluppo del settore commerciale, attraverso il potenziamento e la qualificazione dell'offerta distributiva del territorio, per la cui realizzazione sono necessari uno o più progetti d'investimento, come individuati nei Titoli II e III, ed, eventualmente, progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, come individuati nel Titolo IV, strettamente connessi e funzionali tra loro in relazione alla definizione dell'offerta distributiva per il territorio di riferimento.
Il programma di sviluppo di cui al comma 1 può prevedere anche la realizzazione di opere infrastrutturali, materiali ed immateriali, funzionali all'oggetto del contratto di sviluppo.
Gli oneri relativi alle suddette opere, compresi quelli di progettazione, sono integralmente a carico delle risorse pubbliche. Solo ove sia accertata la carenza, totale o parziale, di risorse di carattere generale destinabili alla realizzazione delle infrastrutture, la relativa copertura può essere garantita attraverso le risorse riservate ai contratti di sviluppo.
Ove necessario, inoltre, si può provvedere nelle forme e con la modalità della concessione di lavori pubblici come regolata dagli articoli 142 e seguenti del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 ovvero prevedere la partecipazione della Banca europea per gli investimenti e del Fondo europeo per gli investimenti secondo le modalità previste dall'articolo 36 del Regolamento (CE) n. 1083/2006.
L'importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili degli investimenti oggetto del contratto di sviluppo, con esclusione del costo di opere infrastrutturali se previste, non deve essere inferiore a:
a) 30 milioni di euro,con riferimento ai programmi di sviluppo industriale di cui al comma 1, lettera a), ovvero 7,5 milioni di euro, qualora tali programmi riguardino esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
b) 22,5 milioni di euro, con riferimento ai programmi di sviluppo turistico di cui al comma 1, lettera b);
c) 30 milioni di euro, con riferimento ai programmi di sviluppo commerciale di cui al comma 1, lettera c).
Nell'ambito del programma di sviluppo, i progetti d'investimento del proponente devono prevedere spese ammissibili di importo complessivo non inferiore a:
a) 15 milioni di euro, a parte eventuali progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, con riferimento ai programmi di sviluppo industriale di cui al comma 1, lettera a), ovvero 3 milioni di euro se tali programmi riguardano esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
b) 12 milioni di euro, a parte eventuali progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, con riferimento ai programmi di sviluppo turistico di cui al comma 1, lettera b);
c) 15 milioni di euro, a parte eventuali progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale, con riferimento ai programmi di sviluppo commerciale di cui al comma 1, lettera c).
I criteri di valutazione delle istanze di ammissione alle agevolazioni, nonché le specifiche priorità riguardanti le istanze di cui al comma 1, in relazione alle linee di politica industriale e di sviluppo, sono riportati nell'allegato n. 4.
I suddetti criteri e priorità potranno essere modificati e potranno essere previste specifiche riserve di fondi, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nonché con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per quanto riguarda le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, e con il Ministro del Turismo per quanto riguarda le linee di politica di sviluppo del turismo.
Il Ministro dello sviluppo economico definirà, mediante sue direttive da adottarsi con decreto, gli indirizzi operativi per la gestione dell'intervento.
(Decreto Ministero sviluppo economico 24/09/2010)
Fonte:ipsoa.it
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Statali: da stop aumenti persi 1600 euro
Con il blocco degli stipendi pubblici fino al 2013 deciso dalla manovra economica i lavoratori del pubblico impiego perderanno in totale circa 1.600 euro di potere d'acquisto: la stima arriva dalla Cgil che sottolinea con il responsabile settori pubblici, Michele Gentile, come circa 1.200 euro lordi si perdano per il triennio 2010-2012 di mancato rinnovo dei contratti mentre altri 400 euro di aumenti complessivi mancheranno nel 2013 per il blocco ulteriore previsto dalla stessa manovra.
Fonte:ansa.it
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Tabelle ACI 2011: pubblicate le nuove tariffe
Pubblicate in Gazzetta le nuove Tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall'ACI per il 2011, utilizzate per il calcolo del fringe benefit concesso ai dipendenti
Pubblicate sul Supplemento Ordinario n. 284 alla Gazzetta Ufficiale del 23 dicembre 2010 n. 299, le tabelle nazionali relative al periodo d’imposta 2011 dei costi chilometrici di esercizio di autovetture e motocicli elaborate dall’ACI, necessarie per determinare l’imponibile fiscale e previdenziale del fringe benefit per i veicoli aziendali concessi ai dipendenti e ai collaboratori coordinati e continuativi per l’utilizzo promiscuo, ovvero sia per esigenze di lavoro sia per esigenze private ai sensi dell’art. 51 comma 4 lett. a) del TUIR.
Le tabelle devono essere predisposte dall’Aci annualmente entro il 30 novembre e comunicate all’Agenzia delle Entrate, che provvede alla loro pubblicazione entro il 31 dicembre, e valgono per l’anno successivo.
Fonte:fiscoetasse.com
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