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Speciale Agevolazioni > I Bandi delle Agevolazioni Regionali
Puglia
OGGETTO:Contributi per progetti settore pesca e acquacoltura
SUL Bollettino Ufficiale della Regione n.86 dell’1 giugno 2011 è stato pubblicato il bando relativo al finanziamento di progetti di interesse comune, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, attuati con la partecipazione attiva degli stessi operatori, che contribuiscono all’interesse di un gruppo di beneficiari o della popolazione in generale (all’art.37 del Reg. CE 1198/2006 escluse le lettere m e n, e all’art.9, comma, 1 del Reg. CE 744/2008 del Consiglio del 24 luglio 2008).
La misura si articola nelle seguenti tipologie di intervento:
- Contribuire in modo sostenibile a una migliore gestione o conservazione delle risorse;
- Promuovere metodi o attrezzature di pesca selettivi e ridurre le catture accessorie;
- Rimuovere dai fondali gli attrezzi di pesca smarriti e le palificazioni per molluschicoltura abbandonate al fine di lottare contro la pesca fantasma e i pericoli per la navigazione;
- Migliorare le condizioni di lavoro e la sicurezza;
- Contribuire alla trasparenza dei mercati dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura e della mitilicoltura, anche tramite la tracciabilità;
- Migliorare la qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari;
- Sviluppare, ristrutturare o migliorare i siti e gli approdi acquicoli;
- Realizzare investimenti in attrezzature ed infrastrutture per la produzione, la trasformazione o la commercializzazione, incluse quelle per il trattamento degli scarti;
- Accrescere le competenze professionali o sviluppare nuovi metodi e strumenti di formazione;
- Promuovere il partenariato tra istituti e/o enti di ricerca scientifica e operatori del settore della pesca, acquicoltura e mitilicoltura;
- Realizzare collegamenti in rete e scambi di esperienze e migliori pratiche tra le organizzazioni che promuovono le pari opportunità tra uomini e donne e altre parti interessate;
- Contribuire al conseguimento degli obiettivi fissati per la piccola pesca costiera all’art. 26 paragrafo 4 ed in particolare:
a. migliorare la gestione e il controllo delle condizioni di accesso a determinate zone di pesca;
b. promuovere l’organizzazione della catena di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca;
c. incoraggiare iniziative volontarie di riduzione dello sforzo di pesca per la conservazione delle risorse;
d. incoraggiare l’utilizzo di innovazioni tecnologiche (tecniche di pesca più selettive che vanno oltre gli obblighi normativi attuali previsti dal diritto comunitario o innovazioni volte a proteggere gli attrezzi e le catture dai predatori) che non aumentano lo sforzo di pesca;
e. migliorare le competenze professionali e la formazione in materia di sicurezza.
Il contributo è calcolato in percentuale del costo ammissibile del progetto fino a:
- 100% nel caso di progetti di interesse collettivo che rientrino nei punti 1), 3), 7), 9), 10), 11), 12);
- 80% nel caso di progetti che rientrino nei punti 2), 4), 5), 6), 8).
Il progetto può avere un costo ammissibile non superiore a € 300.000,00, per un progetto di durata biennale, e non superiore a € 150.000,00 per un progetto di durata annuale. Sono considerate ammissibili le spese al netto di oneri accessori e imposte, compresa l’Iva, a meno che questi non siano realmente e definitivamente sostenuti dal soggetto ammesso a contributo, siano non recuperabili e siano pertinenti alle tipologie di spesa di seguito declinate:
- attrezzature e infrastrutture per la produzione, la trasformazione o la commercializzazione, incluse quelle per il trattamento degli scarti;
- attrezzatura informatica, e relativi software di tipo specialistico;
- materiale di consumo di tipo specifico e/o specialistico;
- spese per personale esterno (incarichi di collaborazione, consulenze professionali, etc.);
- costi connessi all’organizzazione di studi, ricerche, riunioni e seminari nel limite massimo del 15%;
- spese relative alla cooperazione con istituti scientifici, centri di formazione;
- spese tecniche e di progettazione nel limite massimo del 7%;
- per gli interventi di cui alla tipologia 9, spese per infrastrutture destinate all’apprendimento permanente (quali edifici, pescherecci, ecc.) nei limiti del 10% delle spese totali ammissibili;
- per gli interventi di cui alla tipologia 9, spese per la formazione degli operatori della pesca, acquicoltura e mitilicoltura, (corsi di formazione gestiti da enti accreditati);
- spese connesse alla realizzazione del progetto (personale, affitto imbarcazioni o attrezzature, ecc.).
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